IL FILTRAGGIO DEL SEGNALE



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CAPITOLO 4 IL FILTRAGGIO DEL SEGNALE 4.1 - SISTEMA LINEARE NON DISTORCENTE E un sistema lineare che restituisce in uscita una replica indistorta del segnale di entrata, intendendo x(t) y(t) = Ax(t-t 0 ) Fig. 4.1 Consideriamo la T.F. dell uscita: con ciò che il segnale di uscita è al più variato in ampiezza di un fattore costante, A, e ritardato di un tempo costante, t o ; Fig. 4.1. -j (4.1) Y( ) = AX( t 0 )e Essendo anche, per la (3.34) Y() = X()H() si ha per confronto che (4.2) H( ) = Ae -jt0 è la risposta in frequenza del sistema lineare non distorcente. Pertanto, le condizioni perché un sistema lineare sia anche non distorcente possono essere così definite: (4.3a) H() = A (4.3b) Φ() = -t o La ragionevolezza della prima condizione è del tutto ovvia; della ragionevolezza della seconda ci si può convincere osservando la Fig. 4.2 ove si riportano due armoniche a frequenza 1 e 2 1, inizialmente sfasate di π. Se il ritardo introdotto dal sistema è t 0 (assunto per semplicità uguale a ¼ del periodo della fondamentale), l armonica 1 comparirà in uscita con un ritardo di fase: 1 t o = (2π/T)(T/4) = π/2 mentre l armonica 2 1 sarà ritardata di 2 1 t o = π

-4.2- E facile vedere che la somma delle ampiezze delle due armoniche in uscita all istante t è uguale a quella delle armoniche in entrata all istante t-t 0 (per semplicità, in Fig. 4.2 si è assunto A=1). Consideriamo ora la realizzabilità fisica di un sistema non distorcente. La Fig. 4.3 dà lo spettro di ampiezza e fase di H(). Il sistema non distorcente dovrebbe avere banda passante infinita. D altro canto, nel dominio del tempo, la risposta impulsiva del sistema non distorcente deve essere: A j (4.4) h(t) = t 0 j t e e d 2π quindi, dalla (3.10): h(t) = Aδ(t-t o ) Un sistema non distorcente, quindi, non ha memoria ed è pertanto fisicamente irrealizzabile. Qualunque sistema fisico introduce necessariamente nel segnale di entrata distorsione di ampiezza (A non costante), oppure distorsione di fase (Φ non proporzionale ad ), oppure entrambe. In ogni caso, lo spettro risulta modificato. Poiché nessun sistema fisico dà una riproduzione indistorta dello spettro del segnale di entrata, si dice che esso è un filtro.

-4.3-4.2 - FILTRAGGIO NEL DOMINIO DELLE FREQUENZE Per quanto detto nel paragrafo precedente, l operazione di filtraggio consiste nel modificare lo spettro X() del segnale mediante una funzione peso H(), ottenendo Y() = X()H() La Fig. 4.4 illustra alcuni casi di filtraggio. Questa operazione di filtraggio non può essere effettuata direttamente, poiché si ha accesso alla rappresentazione temporale del segnale. Essendo X()H() <=> x(t)h(t) ne segue che l operazione di filtraggio in frequenza corrisponde nel dominio del tempo ad una operazione di convoluzione. Pertanto, per filtrare in frequenza con la funzione peso H() occorre disporre di un sistema lineare di risposta impulsiva h(t) e far passare in esso il segnale x(t). Si osservi che il filtraggio in frequenza è necessariamente un filtraggio lineare, poiché solo un sistema lineare effettua l operazione di convoluzione. Un filtro di frequenza ideale è, per definizione, un filtro che entro la propria banda passante soddisfa le condizioni di non distorsione (ha cioè una funzione di trasferimento del tipo (4.2)) e modifica (per es. annullandole) tutte le armoniche fuori banda. Cosi, per un filtro passa-banda ideale, di guadagno in banda unitario, Fig. 4.5 (4.7) jt 0 H( ) = e ± (, + ) = 0 altrove 1 1 essendo 1 0, <.

-4.4- Come è noto, nel caso 1 = 0 e < si parla più propriamente di filtro passa-basso, Fig. 4.6, mentre nel caso 1 0 e = si parla di filtro passa-alto, Fig. 4.7. A titolo di esempio, studiamo le risposte indiziali del filtro passa-basso; negli altri due casi lo studio è analogo. Per definizione e -jto (4.8) H() = > La risposta alla delta è (4.9) 1 h(t)= T.F.{H( )}= 2π - e - j t0 e jt 1 d= e 2π j( t t0 ) d = π sen ( t t 0) ( t t ) 0 rappresentata in Fig. 4.8. La risposta al gradino e (4.10) w(t) = T.F.{W( )} = T.F.{H( )U( )} = 1 2π - = H(0) 2 H( )[ ( )+ 1 jt πδ ]e d j + 1 2πj - 1 e j (t-t 0 ) d tenendo conto delle proprietà di parità delle funzioni trigonometriche, ed essendo 1/ dispari

-4.5- (4.11) = 1 2 + 1 2π - sen (t -t 0) d = 1 2 + 1 sen (t - t ) 0 d π rappresentata in Fig. 4.9. Infine, tenendo conto della (1.9) si può avere la risposta ad un impulso rettangolare, Fig. 4.10. Si noti la distorsione che ha subito il segnale di entrata, dovuta al fatto che il suo spettro è 0 fuori della banda passante del filtro. Le risposte sono in ogni caso non causali indicando così la non realizzabilità fisica del filtro ideale: esso può essere approssimato facendo t 0 grande. 0

-4.6-4.3 - FILTRAGGIO NEL DOMINIO DEL TEMPO Analogamente alla (4.6), il filtraggio nel dominio del tempo è esprimibile come (4.12) y(t) = x(t)f(t) La funzione peso f(t) può essere pensata come la finestra attraverso cui il segnale viene osservato man mano che il tempo evolve, cioè la durata di osservazione di x(t). Pertanto, l operazione di filtraggio può essere schematizzata come una interruzione o una attenuazione del segnale x(t): il filtro temporale è cioè un interruttore o attenuatore, Fig. 4.11. In Fig. 4.12 sono schematizzati gli effetti del filtraggio nel caso di finestre rettangolari ideali. Consideriamo l effetto del filtraggio sullo spettro del segnale, prendendo la T.F. della (4.12): (4.13) Y() = X()F() Se ci riferiamo per esempio al caso di una finestra rettangolare ideale, la funzione peso è f(t) = T (t-t o ), con T.F. F( ) = 2T sen T T jt0 e- Considerando lo spettro di ampiezza del filtro, Fig. 4.13, si comprende che lo spettro di ampiezza del segnale x(t) sarà alterato dal filtro stesso. Solo per T ->, quando F() tende a divenire una delta, lo spettro di y(t) sarà identico a quello di x(t). Poiché ogni

-4.7- segnale fisico è sempre osservato su una finestra temporale finita, ne consegue che tale osservazione comporta intrinsecamente una modifica del segnale stesso.

-4.8-4.4 - FILTRO FISICAMENTE REALIZZABILE E un sistema causale, la cui risposta impulsiva è nulla per t<0 ed è reale, Fig. 4.14. Si ha La risposta del filtro è h(t) H( ) = H( ) e j φ ( ) y(t) Y( ) = X( ) H( ) e j φ ( ) Possiamo affermare che ogni filtro fisico introduce uno sfasamento Φ(). Infatti, se fosse Im[H( )] φ( ) = arctang Re[H( )] = 0 dovrebbe essere Im[H()] = 0, e quindi H() dovrebbe essere reale e pari e, per la (3.15), anche h(t) dovrebbe essere reale e pari, come in Fig. 4.15; ma questo filtro non è causale, quindi non è fisicamente realizzabile. Supponiamo che h(t) di Fig. 4.15 abbia durata limitata, sia cioè nulla al di fuori di (-t 0, t 0 ); consideriamo il filtro h 1 (t) = h(t-t 0 ) mostrato in Fig. 4.16, che è causale. La sua risposta in frequenza è H 1 () = H()e -jto Poiché Im[H()]=0, lo sfasamento introdotto da H 1 () è -t 0, funzione lineare di. Questo è quindi un filtro a sfasamento lineare, che non distorce in fase il segnale. Va tuttavia ricordato, come si è accennato nel paragrafo (3.8), che sistemi che operano su segnali rappresentati da funzioni continue del tempo devono avere una funzione di trasferimento che è esprimibile come rapporto di due polinomi. Nel nostro caso, il filtro di Fig. 4.16 ha funzione di trasferimento H 1 (s) = H(s)e -sto e poiché l esponenziale non è una forma polinomiale segue che tale funzione di trasferimento non può essere realizzata

-4.9- con filtri continui. Un tale filtro è realizzabile mediante un campionamento preliminare del segnale.

-4.10-4.5 - FILTRO MONOCROMATORE E il filtro che isola la componente 0 del segnale eliminando il resto dello spettro Y() = X()H() = X()[δ(- o ) + δ(+ o )] La sua risposta in frequenza e quella impulsiva sono in Fig. 4.17. Poiché si ha accesso al dominio del tempo, per filtrare occorre convolvere X()H()<->x(t)h(t) Ma non è possibile convolvere per - < t <, poiché h(t) è disponibile su una finestra temporale finita (0, T), cioè disponiamo di h (t) = h(t)π T/2 (t-t/2) ed il filtraggio dà x(t)h (t) <=> X()H () con H () = H()R() R() è mostrato in Fig. 3.9. In conclusione, quello che siamo in grado di realizzare è non il filtro di Fig. 4.17 bensì quello di Fig. 4.18: filtrare una singola frequenza è fisicamente impossibile.

-4.11- Bibliografia