L ipercolesterolemia familiare

Похожие документы
COS È dislipidemia ereditaria caratteriz- zata da un aumento isolato e permanente dei livelli di lipoproteina a bassa densità forma eterozigote

PROGETTO INTERATENEO FARMACIA DI COMUNITÀ DISLIPIDEMIE

Capitolo 5. La prevenzione cardiovascolare e la nota 13 Prof. Mauro Borzi

Allegato III Modifiche al riassunto delle caratteristiche del prodotto e al foglio illustrativo

HAI IL COLESTEROLO ALTO?

Fattori di rischio comuni a uomini e donne

Modifica del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e del Foglio Illustrativo presentata dall'agenzia Europea per i Medicinali

PRALUENT (alirocumab) - Ipercolesterolemia

Prevenzione delle Malattie Coronariche. Introduzione Valutazione del rischio per la selezione dei pazienti da sottoporre a trattamento clinico

FARMACOSORVEGLIANZA DEI PAZIENTI IN TERAPIA CON EVOLOCUMAB

Federico Nardi. A proposito di fattori di rischio:

PROGRAMMA PRELIMINARE

Rischio Cardiovascolare. Dr.ssa Gabriella Masciocco Cardiologia II Dip. Cardiologico De Gasperis Ospedale Niguarda Ca Granda (Milano)

Fattori di rischio per Aterosclerosi: IPERTENSIONE ARTERIOSA E DISLIPIDEMIE

LINEE GUIDA PER TERAPIA IPOLIPEMIZZANTE con STATINE e RISCHIO CARDIOCEREBROVASCOLARE

Clinica Medica AMBULATORIO SINDROME METABOLICA

screening SINDROME METABOLICA

Problemi sui caratteri mendeliani. Corso di Genetica per la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università di Torino Alberto Piazza

La diagnosi delle principali dislipidemie familiari in medicina generale

DISLIPIDEMIE. Dr. Alessandro Bernardini DISLIPIDEMIA

Gruppo di lavoro per l appropriatezza prescrittiva ospedale/territorio Documento finale - giugno 2014

Riduzione del colesterolo con simvastatina in pazienti ad alto rischio: risultati definitivi dello studio HPS

Colesterolo: Attualità

LINEE GUIDA CLINICHE PER LA PREVENZIONE DELLA CARDIOPATIA ISCHEMICA NELLA IPERCOLESTEROLEMIA FAMILIARE:

ORIGINE DEI DATI. 14 MMG (TS 3, UD 7, PN 3, GO 1) query Millewin assistiti 9978 M (49,1%), F (50,9%) 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10%

rischio cardiovascolare

VALORI PERCENTUALI. 2) Sesso M F 81,59% 18,41% Sesso 18,41% 81,59% 2) Sesso 0,00% 10,00% 20,00% 30,00% 40,00% 50,00% 60,00% 70,00% 80,00% 90,00%

Capitolo 4. Le nuove linee guida USA (ATP-IV)

GIORNATA INTERNAZIONALE SINDROME DI ANGELMAN Programma Eventi

8 marzo Incontro con le dipendenti per presentare il tema della medicina di genere

IPERTRIGLICERIDEMIA E PANCREATITE ACUTA

Polimorfismo clinico e genetico: quali differenze e quali vantaggi

FONTE :

Quali sono i nuovi target del colesterolo e come raggiungerli?

ULSS 2 INCONTRA I mercoledì della Salute

Diabete di tipo 2 scompensato in terapia insulinica intensiva: risoluzione di un caso clinico con il calcolatore di bolo

Archibald Garrod e l alcaptonuria: La nascita della Genetica biochimica

Clinica Medica AMBULATORIO SINDROME METABOLICA

Sorveglianza PASSI. Asl Roma D. Risultati dell indagine PASSI nella prevenzione del rischio cardiovascolare. Dr.ssa Rosanna Trivellini

Stima dei costi sanitari diretti per Ipercolesterolemia

GESTIONE DELLE SCHEDE DI MONITORAGGIO AIFA

EPIDEMIOLOGIA DELL IPERCOLESTEROLEMIA PRIMARIA NELLA REGIONE VENETO. Margherita Andretta. Venezia, 2 febbraio 2017

In quali pazienti occorre andare oltre LDL, la definizione del rischio cardiovascolare residuo.

Il Diabete come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari

PRINCIPI E RACCOMANDAZIONI NUTRIZIONALI PER IL DIABETE

Presentazione dei Nuovi Inibitori di PCSK9: quali prospettive

Uova, colesterolo e grassi saturi. La rivalsa. Wanda Rizza

TOTALE CLASSI D'ETA' SESSO uomini. donne ISTRUZIONE nessuna/elementare. media inferiore media superiore. laurea DIFF.

La terapia anti- ipertensiva ed ipolipidemizzante nel diabetico ad alto rischio

Jama, 2001, 285(19):

TRASPORTO VESCICOLARE

RISCHIO CARDIOVASCOLARE KILLER SILENZIOSO!

ADOTTATO DALLA DIVISIONE DI CARDIOLOGIA DELL UNIVERSITA MAGNA GRAECIA

LA NUOVA NOTA 13: una analisi critica

EFFICACIA E TOLLERABILITÀ DI UN COMPOSTO A BASE DI POLICOSANOLI VEGETALI, RISO ROSSO FERMENTATO, GAMMA ORIZANOLO, RESVERATROLO,

Caratteristiche del paziente candidabile alle nuove terapie

I PDTA RUOLO DEL DIABETOLOGO. Dott.G.GIORDANO

La Gestione Integrata del Paziente con Diabete di Tipo 2: Linee Guida Regionali e Protocollo Locale. Giuseppina Rossi

La Diagnosi della Dislipidemia Familiare

Il paziente con problema renale: non solo Insufficienza Renale Cronica ma Malattia Renale Cronica

PROPOSTA DI RACCOMANDAZIONI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA DELLE STATINE

PREVENZIONE E RISCHIO CARDIOVASCOLARE: APPROPRIATEZZA-RISPETTO DELLE REGOLE PRESCRITTIVE-RUOLO DEL MMG OTTOBRE 2012

Paziente MMG Cardiologia Infermiere Dietista Distretto

Riabilitazione dopo sindrome coronarica acuta

È correlazione tra genotipo e fenotipo

Francesco Angelico. Target lipidemici: quali pazienti sono candidati alla terapia con statina? Linee guida a confronto

implementazione delle linee guida sulla Medicina Generale Indicatori e standard SIMG

RISCHIO CARDIOVASCOLARE RESIDUO NEI DIABETICI DOPO STEMI TRATTATO CON ANGIOPLASTICA CORONARICA

giornale italiano della Arteriosclerosi Nuove terapie ipolipemizzanti per i pazienti con ipercolesterolemia familiare

Gestione delle ipertransaminasemie croniche asintomatiche,, non virus non alcool correlate

INTRODUZIONE E SCOPO DELLA TESI. Il diabete mellito di tipo 2, rappresenta il 95% dei casi di diabete, è più

A. Zambon. dipartimento di medicina dimed, università degli studi di padova.

La BPCO e le comorbilità. Federico Sciarra

Diabete delle donne: ecco perché è diverso da quello degli uomini Mercoledì 15 Marzo :20

Effetti sul metabolismo lipidico degli inibitori del DPP-4 in una popolazione umbra affetta da diabete mellito di tipo 2

Test genetico Trombofilia: un buon percorso diagnostico può proteggere da una cattiva circolazione.

Транскрипт:

L ipercolesterolemia familiare In alcuni soggetti l aumentata concentrazione di colesterolo nel sangue è causata da un difetto ereditario genetico noto come ipercolesterolemia familiare (Familial Hypercholesterolemia, FH). Nella maggior parte dei casi è causata da una mutazione, trasmessa in maniera codominante, del gene del recettore per le LDL, con ridotta o assente rimozione delle LDL dal sangue. Altre mutazioni causali possono risiedere nei geni che codificano per apob, specifico ligando per il recettore delle LDL, o per PCKS9, che regola la quantità di recettori presenti sulla superficie delle cellule. Esiste infine un quarto gene che codifica per una proteina adattatrice LDLRAP1 e la cui mutazione porta a ipercolesterolemia familiare trasmessa in maniera recessiva. Nella sua forma omozigote, che ha una prevalenza pari a 1/1.000.000, la colesterolemia totale (TC) e la concentrazione di LDL-C è da 4 a 8 volte superiore alla norma, con conseguente elevato rischio di insorgenza di malattia cardiovascolare su base ischemica già durante la prima infanzia e prognosi sfavorevole soprattutto nei pazienti non trattati. La forma eterozigote (HeFH) è molto più comune, con una prevalenza di 1/200 1/500 individui, caratterizzata da livelli di TC e LDL-C di circa 2-3 volte superiori alla norma e prognosi favorevole soprattutto se si instaura per tempo un corretto approccio terapeutico. L ipercolesterolemia familiare è senz altro una patologia sotto-diagnosticata; infatti solo una minoranza dei pazienti riceve una diagnosi certa. In Italia sono attualmente diagnosticati 7.000-8.000 soggetti presso i Centri specialistici, che rappresentano solo il 3%-4% del totale. Escluse le cause secondarie di ipercolesterolemia, si può sospettare la diagnosi di HeFH quando: LDL-C 190 mg/dl nell adulto e 160 mg/dl in età prepuberale; presenza di ipercolesterolemia in un familiare di primo grado (genitori, fratelli, figli); presenza di xantomatosi tendinea; presenza di patologia coronarica precoce nel paziente o in un familiare di primo grado (prima dei 55 anni nell uomo e dei 65 nella donna). Gli algoritmi diagnostici sono molteplici, anche se quello più accurato, tanto da essere inserito in molte linee guida internazionali è il Dutch Lipid Clinic Network (DLCN) (vedi figura)

Una volta eseguita la diagnosi di FH, il paziente adulto o giovane-adulto dovrà essere seguito con controlli regolari. Il monitoraggio nell adulto dovrebbe prevedere anche l esecuzione di test cardiologici e vascolari (ECG da sforzo ed ecodoppler dei tronchi sovraaortici). Per il bambino di dovrà provvedere a monitorare lo stato di crescita e nutrizionale, nonché lo stato di salute generale e nel caso assuma una terapia farmacologica deve essere tenuto sotto controllo per i possibili effetti collaterali.

Il trattamento Obiettivo terapeutico In accordo alle linee guida delle società scientifiche europee si raccomandano i seguenti target di LDL-C nei pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare: 1) bambini < 135 mg/dl 2) adulti < 100 mg/dl 3) adulti con malattia cardiovascolare o diabete < 70 mg/dl Il colesterolo LDL rimane l obbiettivo primario del trattamento e la riduzione della mortalità cardiovascolare è proporzionale all entità della riduzione della colesterolemia, con una riduzione del 22% della mortalità cardiovascolare e del 12% della mortalità totale per 1 mmol/l (circa 39 mg/dl) di riduzione di LDL-C. Tutti gli individui con FH al di sotto dei 40 anni dovrebbero essere considerati a rischio cardiovascolare molto elevato, essendo stati esposti a livelli elevati di LDL-C dalla nascita. Anche dopo la diagnosi di ipercolesterolemia familiare spesso però non viene instaurato un trattamento adeguato: la maggior parte dei pazienti infatti non raggiunge l obiettivo terapeutico per colesterolo-ldl suggerito dalle linee guida. Terapia ipolipidemizzante Nel trattamento della FH nell adulto è utile instaurare una terapia dietetica individualizzata e correggere lo stile di vita, inclusi interventi sul fumo, sulla dieta e sull attività fisica. Raramente si riesce però a raggiungere l obiettivo terapeutico. Nei bambini affetti da FH è invece molto importante instaurare abitudini alimentari corrette che abbiano le maggiori probabilità di mantenersi nel tempo, fino all'età adulta. La terapia farmacologica deve essere iniziata immediatamente al momento della diagnosi negli adulti ed è fortemente raccomandata a 8-10 anni nei bambini.

La priorità della farmacoterapia dovrebbe essere la seguente: statine ezetimibe resine sequestranti gli acidi biliari terapie di combinazione con più ipocolesterolemizzanti inibitori di PCSK9 LDL-aferesi negli omozigoti e negli eterozigoti resistenti alla terapia orale La scelta della terapia e l instaurazione di una terapia corretta è un processo complesso che deve tener conto dei target terapeutici, della potenza ed efficacia dei diversi farmaci, nonché delle caratteristiche farmacocinetiche e delle possibilità di interazioni farmacologiche con altre terapie spesso necessarie in questa casistica di pazienti. Deve inoltre essere personalizzata sulla base dell età (bambini ed adulti) e della condizione clinica generale del paziente. La valutazione clinica di efficacia e sicurezza è consigliabile dopo 4-6 settimane dall inizio del trattamento. Le statine sono farmaci di prima scelta a causa delle numerose e consistenti evidenze di riduzione statine-mediata degli eventi cardiovascolari maggiori, ma nonostante l utilizzo delle più alte dosi di statine ad alta efficacia, molti soggetti con FH non raggiungeranno i livelli obiettivo di LDL con la sola monoterapia. In questa situazione è raccomandata la co-somministrazione di un inibitore di assorbimento del colesterolo, come ezetimibe, che consente di ottenere riduzioni ulteriori delle LDL-C. Per i soggetti a rischio molto elevato è consigliata l aggiunta di una resina sequestrante gli acidi biliari (colestiramina, colestipolo o colesevelam) quando si rende necessario un terzo farmaco. Negli individui FH con elevati trigliceridi e/o basso HDL-C può essere considerata una combinazione di statina ad alta efficacia alla massima dose con fibrati, soprattutto fenofibrato. Soggetti con FH che presentano intolleranza alle statine richiedono una particolare attenzione per garantire che siano testate diverse statine, e quando sia possibile, per combinare, su base individuale, una statina a basse dosi con ezetimibe e resine.

In individui con FH ad altissimo rischio cardiovascolare e/o con CHD, e con elevati livelli di colesterolo LDL nonostante la terapia, o con intolleranza alle statine, deve essere considerato il trattamento aggiuntivo con LDL-aferesi. La terapia con statine è spesso inadeguata per raggiungere questo obiettivo, nonostante l uso di dosi massimali e/o di terapie di combinazione con ezetimibe, resine sequestranti gli acidi biliari o fibrati, o nei casi di intolleranza alle statine. Sono quindi essenziali nuove strategie terapeutiche ben tollerate in aggiunta alla terapia con statine. Tra questi trovano spazio gli inibitori della proteina PCSK9: alirocumab ed evolocumab.