L IDENTITÀ DELLA PEDAGOGIA PROF.SSA MARIA GRAZIA SIMONE
Indice 1 PEDAGOGIA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 LA PEDAGOGIA OGGI ----------------------------------------------------------------------------------------------------- 6 3 PEDAGOGIA GENERALE -------------------------------------------------------------------------------------------------- 8 BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 10 2 di 10
1 Pedagogia In una stagione culturale e sociale nella quale cresce indubbiamente la domanda educativa, in una fase di travaglio epistemologico e di espansione quantitativa e qualitativa, con schemi di riferimento in rapida evoluzione, parlare di pedagogia è operazione faticosa, coraggiosa e tuttavia utile ed opportuna. È certamente difficile fare il punto intorno ad una serie di problemi che sono ancora aperti, ancora oggetto di discussione, ancora incerti nella loro stessa impostazione; ed è anche difficile organizzare in strutture formalizzate e codificate quel che la ricerca tiene per fermo, ma soltanto provvisoriamente, in attesa di ulteriori sviluppi e di ulteriori approfondimenti. Per tutte queste ragioni, in apertura del nostro corso, ci sembra opportuno per prima cosa definire abbastanza chiaramente che cosa intendiamo quando parliamo di pedagogia, al fine di evitare distorsioni semantiche e inutili sovrapposizioni di significato. Con la parola pedagogia indichiamo la scienza dei processi educativi, la riflessione scientifica sui fatti attinenti l educazione. Il suo oggetto di studio è l uomo in quanto educabile. Il termine deriva dal greco paidagogós ( colui che guida o conduce, ágein, il bambino, pâis) e si riferisce, per estensione, al sapere sull educazione. La pedagogia, in quanto sapere intorno all educazione, affonda le sue radici nella paidèia greca, del V secolo a. c., ossia nella riflessione sulla formazione umana dell uomo. Con la cultura greca, la pedagogia diviene la teorizzazione di quel processo volto a educare, istruire e formare i 3 di 10
soggetti e i gruppi umani. In particolare, furono Socrate e Platone a inaugurare una stagione assai fertile per la riflessione pedagogica. L educazione socratica vuole rendere l uomo libero di decidere da solo per divenire responsabile e protagonista della sua vita. Uno dei metodi, pedagogicamente caratterizzati, utilizzati da Socrate è quello dello della maieutica che, attraverso domande abilmente formulate dal maestro, fa scaturire nell allievo il pensiero costruttivo e la scoperta creativa. Platone, allievo di Socrate, guarda al nesso tra educazione e Stato poiché, nel suo pensiero, la pedagogia e la politica dipendono l una dall altra. La pedagogia platonica non si esaurisce nella trasmissione delle conoscenze mediante l insegnamento, l istruzione e l esercizio. Essa mira invece ad allontanare l uomo dal mondo delle apparenze e delle opinioni mutevoli per condurlo alla autenticità della conoscenza, nell attività della ragione 1. Dopo il modello socratico-platonico, con l Enciclopedia dei Saperi, progettata da Aristotele, si assegna alla pedagogia un preciso profilo teorico, al crocevia tra etica e politica, utile per la formazione di un individuo attivo, responsabile e libero nella vita sociale. Lungo il corso del tempo, l organizzazione teorica della pedagogia riceve indicative sollecitazioni dal cristianesimo, dalla scienza moderna e dalla democrazia contemporanea. Nel dispiegarsi di questo percorso di sviluppo, la pedagogia acquisisce sistematicità, organicità, modelli, continuità, coerenza. La nozione tedesca di Bildung (formazione umana della persona), diffusasi nel 1700, rilancia il senso dello spirito pedagogico greco comprendendo molti aspetti già presenti nella paidèia come la centralità dell uomo e la necessità della sua formazione personale, etica, sociale e artistica. 1 Cfr. A. MARIANI, Struttura e funzione della pedagogia, in F. CAMBI, M. GIOSI, A. MARIANI, D. SARSINI (a cura di), Pedagogia generale. Identità, percorsi, funzione, Carocci, Roma 2009, p, 104. 4 di 10
Lungo i secoli successivi, la riflessione pedagogica ha sempre mantenuto una costante attenzione per la teorizzazione del sapere via via sviluppatosi e, contemporaneamente, un aggancio continuo all esperienza. principali. Nel corso del Novecento, lo sviluppo del sapere pedagogico viene scandito da due fasi Nella prima, durata fino alla prima metà del secolo scorso, il tipo di discorso attraverso il quale è stata elaborata la teorizzazione pedagogica è quello filosofico. La filosofia ha fortemente caratterizzato e condizionato la prima identità della pedagogia, legandola ora alla teologia, ora alla scienza, ora all ideologia. Ne è derivata una eccessiva dipendenza del pedagogico dal filosofico. L immagine che emerge da questa concezione della pedagogia come filosofia è quella di un sapere speculativo, di principi che si pongono come fini secondo una logica astratta, che ha costantemente oscurato la ricchezza e la complessità del pensare pedagogico e dell agire educativo. Durante la seconda fase, a partire dalla seconda metà del Novecento, il nesso pedagogiafilosofia è stato sottoposto ad un analisi critica per sciogliere la dipendenza della pedagogia rispetto alla filosofia e garantire la specificità e il pluralismo che contrassegnano il discorso pedagogico attuale. In questa fase è intervenuto il passaggio alle scienze dell educazione (psicologia, sociologia, antropologia, biologia, linguistica, storia, ecc.) e si è realizzata una attenta ricognizione delle specificità della ricerca pedagogica. Questo ha determinato una effettiva svolta rispetto all approccio filosofico che, nella prima stagione della pedagogia, ne aveva guidato la nascita e lo sviluppo. 5 di 10
2 La pedagogia oggi La recente storia della riflessione pedagogica ha mostrato la frontiera dinamica e plurale che contrassegna il discorso pedagogico, nelle varie articolazioni teoriche ma anche metodologiche, didattiche, sperimentali. A partire dalla seconda metà del Novecento, infatti, con la crescita e lo sviluppo delle scienze dell educazione, il discorso intorno all educazione ha subito una radicale trasformazione attraverso il passaggio dalla pedagogia alle scienze dell educazione. La pedagogia, dal terreno prettamente filosofico, ha cominciato a muoversi con intenzionalità anche su quello della pratica educativa, per dare delle interpretazioni e avanzare delle proposte. Parallelamente, il suo sapere di base è andato via via arricchendosi nelle logiche, nei linguaggi, nelle categorie 2. Matura anche l idea che l educazione sia un circolo che include in sé la scienza. Parlare di pedagogia come scienza significa riconoscere, nel suo impianto, una certa intenzionalità e l esistenza di un metodo specifico di indagine, guidato da precise regole e determinati criteri. J. Dewey è stato tra coloro che hanno rivendicato, per la pedagogia, lo statuto di scienza. Per elevarsi al grado di ricerca sistematica, secondo Dewey, la pedagogia, abbandonato il suo ambito strettamente filosofico, può utilizzare il ricco materiale che le scienze dell educazione possono fornirle per divenire scienza, ossia per presupporre l esistenza di metodi sistematici di 2 Ivi, p.112. 6 di 10
ricerca i quali, applicati ad un complesso di fatti, ci consentono di meglio comprenderli e dominarli con maggiore discernimento e in maniera meno confusa e abitudinaria 3. La pedagogia, sostiene Dewey, è una scienza che deve avere il suo ambito di indagine, il suo campo di osservazione, le sue ipotesi direttive, la possibilità di sperimentare, controllare e verificare le sue ipotesi. Dewey insiste su queste caratteristiche per sottolineare che la riflessione sull educazione deve passare dal terreno dell esperienza di senso comune a quello scientifico. La pedagogia, per spiegare i fatti educativi e per consentire l agire, produce delle teorie e fa riferimento a dei modelli. Nel corso della sua storia, il sapere pedagogico ha compreso che occorre dare uno statuto scientifico alle proprie teorie, ossia dotare le conoscenze fin qui sviluppate di un ordine e di un metodo investigativo fondati su principi di coerenza e di rigore. La pedagogia è oggi una disciplina, nel senso che dispone di un complesso di norme, di principi, che ne regolano la riflessione e l attività 4. Assumere la pedagogia come disciplina significa considerarla come una forma di pensiero ordinato rispetto al proprio oggetto di studio (l educazione), forma di pensiero regolata da una certa logica, e organizzata in forma sistematica in vista della sua trasmissione. Considerare la pedagogia come disciplina vuol dire, inoltre, concepirla come un sapere dotato di una propria struttura e di una propria logica, delle quali è opportuno acquisire la padronanza per operare in maniera efficace nei contesti educativi. 3 Cfr. J. DEWEY, Le fonti di una scienza dell educazione, tr. it., La Nuova Italia, Firenze 1951, pp. 1-5. 44 M. BALDACCI, Trattato di Pedagogia generale, Carocci, Roma 2012, p. 10. 7 di 10
3 Pedagogia generale Il sapere pedagogico elabora costrutti teorici ma, al tempo stesso, vuole anche indicedere sulla pratica educativa. La pedagogia, infatti, concerne il modo di pensare l educazione, di riflettere sul fatto educativo, non in maniera astratta, ma allo scopo di elaborare strategie per far fronte ai concreti problemi della pratica educativa. La pedagogia generale, in particolare, è un terreno di confronto tra teorie, molteplici e asimmetriche, in grado di guidare il dibattito e orientare la prassi. Al suo interno i problemi educativi vengono discussi, in maniera ampia, indicando i possibili approcci investigativi. Nell ambito delle scienze dell educazione, la pedagogia generale assume un ruolo chiave di coordinamento in quanto contesto di sintesi e di focalizzazione dei temi più importanti che guidano il dibattito pedagogico e orientano l intervento educativo. Questa disciplina coordina tutti i saperi educativi attorno a temi, quelli relativi all educazione e alla formazione, che vanno costantemente ridiscussi e ridefiniti. Discute tutti i problemi educativi e formativi tenendo viva, su di essi, la ricerca e mostrando la varietà degli approcci possibili. Rispetto ai saperi educativi, la pedagogia generale a quindi un ruolo generativo e regolativo: li genera e li orienta. Per tali motivi, essa rappresenta il settore-chiave e guida di tutti i saperi dell educazione 5. Nel suo processo di indagine, la pedagogia generale è chiamata a definire e ridefinire costantemente il suo oggetto di indagine (l educazione) perché esso muta costantemente nel tempo in relazione ai cambiamenti sociali, culturali, ecc. e alle istanze emergenti da vari contesti del vivere e del convivere. La riflessione pedagogica sui problemi educativi, pertanto, è in continuo divenire. 5 Cfr. F. CAMBI, L identità postmoderna della pedagogia generale, in F. CAMBI, M. GIOSI, A. MARIANI, D. SARSINI (a cura di), Pedagogia generale. Identità, percorsi, funzione, op. cit., p. 27 e ss. 8 di 10
Oltre ad essere in perenne trasformazione, il sapere pedagogico fa riferimento incessante alle altre scienze dell educazione; in chiave interdisciplinare, dialoga con le altre scienze per affrontare i problemi dell educazione, dell istruzione e della formazione. 9 di 10
Bibliografia Baldacci M., Trattato di Pedagogia generale, Carocci, Roma 2012. Cambi, Giosi M., Mariani, Sarsini D. (a cura di), Pedagogia generale. Identità, percorsi, funzione, Carocci, Roma 2009. Debesse M., Mialaret G., Trattato delle scienze pedagogiche, vol. 1, tr. it., Armando, Roma 1971. Dewey J., Le fonti di una scienza dell educazione, tr. it., La Nuova Italia, Firenze 1951. Schneider F., Introduzione alla scienza dell educazione, tr. it., La Scuola, Brescia 1974. 10 di 10