1 Economia Monetaria - Slide 8 Giorgio Calcagnini Università di Urbino Dip. Economia, Società, Politica giorgio.calcagnini@uniurb.it http://www.econ.uniurb.it/calcagnini/ http://www.econ.uniurb.it/calcagnini/economiamonetaria12.html Anno accademico, 2012/2013
2 Se il Narrow Banking rappresenta la forma più regolamentata di mercato bancario, al lato opposto si colloca il regime liberistico, che va nella direzione opposta rispetto al regime vincolistico. La struttura portante della deregolamentazione attuata con il regime liberistico è la banca universale, alla quale viene consentito di ampliare le forme di intermediazione senza barriere funzionali e temporali Wide Banking. La deregolamentazione viene attuata riducendo al minimo le norme amministrative e procedurali e introducendo forme di vigilanza prudenziale al posto di vincoli restrittivi. L obiettivo prioritario diviene l efficienza dei mercati e degli intermediari.
3 L idea di fondo è che questo obiettivo possa essere raggiunto lasciando fluire senza barriere la liquidità tra mercati interdipendenti, così da favorire le operazioni di arbitraggio e soddisfare le preferenze degli operatori. In questo contesto, il problema dei rischi bancari si ritiene possa essere attenuato, se non completamente risolto, dalle banche universali, lasciate libere di estendere l intermediazione su più mercati e quindi di sfruttare maggiori possibilità di diversificare e compensare i rischi. Il problema della trasformazione delle scadenze viene lasciato alla gestione flessibile dell articolazione temporale delle passività e delle attività intermediate. La necessità di ricorrere alla copertura della ROB per garantire la convertibilità dei depositi viene considerata meno necessaria.
4 L altra faccia della medaglia del sistema liberistico è costituita dai germi di instabilità che a lungo andare si rafforzano e tendono a ribaltare i fattori di successo in fattori di crisi. L intensificazione degli scambi finanziari facilita il finanziamento degli squilibri reali, ma ne ritarda l aggiustamento. Il sistema entra in una situazione di dissociazione finanziaria crescente, come abbiamo visto nel capitolo primo, che in una prima fase può essere funzionale allo sviluppo economico. Se non avvengono significative inversioni di tendenza, nel tempo si determina una interazione stock-flussi che diviene un potenziale fattore di instabilità monetaria e finanziaria.
All eccesso di finanziarizzazione, si somma la tendenza al gigantismo delle più importanti banche universali, che sfruttano le possibilità di ampliamento della loro sfera d azione sui mercati, anche tramite un intenso processo di acquisizioni e fusioni 1 La possibilità di sfruttare le maggiori opportunità non solo di diversificazione, ma anche di cessione dei rischi ad altri intermediari e ai mercati consentite da strumenti innovativi, quali le cartolarizzazioni e le varie forme di prodotti derivati. Queste importanti innovazioni sono alla base del modello originate and distribute, secondo il quale i rischi originati dal credito bancario vengono inseriti in titoli negoziabili e distribuiti su più mercati, su più paesi e nel tempo. In questo modo le banche cedono rischi e recuperano liquidità possono indurre le banche a rendere meno selettiva la 5
2 La seconda considerazione che spinge gli amministratori dei giganti finanziari ad accentuare l azzardo morale riguarda la presunzione del too big to fail. too big to fail presunzione di poter implicitamente contare su interventi pubblici di salvataggio per evitare i fallimenti, le cui conseguenze produrrebbero effetti a catena difficili da contenere ex post. Le crisi finanziarie possono essere devastanti quando si scatenano e si propagano. Si tratta quindi di capire come limitarne i danni. L approccio liberista ritiene che negli spazi aperti di mercato le crisi finanziarie si risolvano da sole. La storia delle grandi crisi dimostra che le ampie reti di mercati interdipendenti non agiscono da freno, bensì da cassa di risonanza che amplifica i rischi e ne diffonde i danni. 6
Il ritorno al narrow banking si basa sulla sfiducia nella capacità di prevenire le crisi perché non ci sono strumenti per valutare le incertezze create dal sistema bancario. Nel settore reale il fallimento di un impresa rappresenta un focolaio di crisi che, per quanto si possa estendere, è isolabile anche perché libera spazi di mercato alle imprese concorrenti (forse dipende dalla dimensione dell impresa!). Nel settore finanziario il fallimento di una banca crea più problemi che vantaggi alle altre banche, alle quali trasmette incertezza e sfiducia attraverso l ampia rete di interdipendenze costituita dai circuiti dei prestiti interbancari e dei titoli cartolarizzati. Le asimmetrie informative che caratterizzano il credito bancario rendono difficile la valutazione a priori dell entità dei rischi che le banche si assumono. 7
Studiamo il mercato delle automobili usate (conosciuto come Market for Lemons dal titolo dell articolo pubblicato dall economista Premio Nobel Akerlof). In generale, è molto difficile conoscere ex ante le condizioni effettive di un automobile di seconda mano. Ipotizziamo che il compratore potenziale non disponga di alcun strumento per osservare la qualità dell automobile. Supponiamo che esistano solo due possibilità: 1 L automobile può essere di qualità bassa o alta e l acquirente non è in grado di stabilire ex ante a quale delle due categorie appartenga l auto. 2 Il venditore, viceversa, conosce la qualità effettiva dell automobile.
9 La disponibilità a vendere (espressa in termini di prezzo di riserva del venditore) dipende dalla qualità dell automobile. Assumiamo prezzi di riserva del venditore di 10.000 euro per un automobile di buona qualità, e di 5.000 per una di bassa qualità. Il venditore non ha nessun incentivo a rivelare lo stato effettivo di un auto scadente, perché può venderla comunque al prezzo di una in perfette condizioni. Il livello di qualità influenza anche la disponibilità a comprare (espressa in termini di prezzo di riserva del compratore). Assumiamo che i prezzi di riserva del compratore siano pari a 12.000 euro per un auto in buone condizioni e a 6.000 per una di bassa qualità.
10 Il compratore, tuttavia, non è in grado di osservare il vero livello di qualità. Per ipotesi, però, tutti i partecipanti allo scambio sanno che le automobili di seconda mano, presenti sul mercato, sono divise equamente (50%) nelle due categorie di qualità. La disponibilità a pagare di un compratore neutrale al rischio è pari al valore atteso del prezzo di riserva, vale a dire: 1 2 12.000 + 1 2 6.000 = 9.000. Ma, al prezzo di 9.000 euro vengono vendute solo auto di bassa qualità (9.000 euro è un prezzo inferiore al prezzo di riserva del venditore per le auto di buona qualità di 12.000 euro).
Se i prezzi di riserva del venditore sono noti, l acquirente sarà disposto a pagare solo 6.000 euro, con la conseguenza che saranno vendute solo le auto peggiori ad un prezzo compreso tra 5.000 e 6.000 euro. Questo risultato è inefficiente perché vengono vendute solo automobili scadenti. Il collasso del mercato non può essere evitato utilizzando le sole informazioni di prezzo. Infatti, i venditori potrebbero segnalare al compratore la buona qualità dell automobile, praticando un prezzo compreso tra 10.000 e 12.000 euro. Ma i venditori di auto scadenti avrebbero comunque un incentivo ad applicare lo stesso prezzo.
12 Di conseguenza, la pratica di un prezzo più elevato non costituisce una garanzia sufficiente della qualità reale dell automobile. La conclusione dell esempio è che l asimmetria informativa genera il collasso di una metà del mercato. Esistono dei rimedi per eliminare l inefficienza causata dall asimmetria informativa, ma si tratta di misure che diventano efficaci solo dopo un certo periodo di tempo. 1 E questo il caso di venditori che acquistano credibilità presso la clientela solo dopo un certo numero di anni di attività. 2 O dell offerta di alcuni tipi particolari di garanzia.
L unico rimedio è restringere la rete delle interconnessioni, minimizzando il potenziale di trasmissione delle crisi. De Grauwe propone di rinunciare almeno alle cartolarizzazioni dei prestiti bancari, non potendo rinunciare alla rete interbancaria dei pagamenti. Due ordini di controindicazioni: 1 Durata della terapia: deve essere mantenuta per periodi limitati, perché nel lungo periodo si rafforzano i limiti e si riduce l efficacia dei vincoli. Le limitazioni determinano inefficienze, che a lungo andare frenano lo sviluppo dei mercati (costi di una elevata ROB; costi della segmentazione dei mercati). 2 Protezione parziale delle misure adottate.
Le BC, con l acquisizione della sovranità monetaria hanno assunto la responsabilità di garantire la liquidità necessaria per la stabilità del sistema bancario e per lo sviluppo del sistema economico. BC quale prestatore di ultima istanza per risolvere i problemi di carenza di liquidità delle banche, allo scopo di prevenire l estendersi di crisi sistemiche. Bagehot (1873, BoE) ha avuto il grande merito di stimolare i banchieri centrali ad andare contro la tendenza di tesaurizzare le riserve proprio nel momento della necessità estrema. Che senso ha salvaguardare il baluardo delle riserve della Banca centrale, quando tutto il resto crolla? Il ruolo di lender of last resort della BC non deve essere svolto in modo estemporaneo e incerto, ma codificato in modo chiaro e determinato e attuato senza incertezze, ritardi e 14
La creazione di base monetaria non è legata a vincoli interni alla BC, semmai a obiettivi esterni, quali la stabilità dei prezzi e a livello internazionale la stabilità del tasso di cambio, se lo si ritiene necessario. La credibilità delle BC non deriva dal rispetto di restrizioni a priori nei comportamenti. Piuttosto risiede nella capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati disposizione un serbatoio di liquidità potenzialmente illimitato. Due limiti: 1 La necessità di rispettare gli obiettivi e quindi di valutare le ricadute degli interventi sulla credibilità della BC (es. evitare l inflazione). 2 Il secondo limite deriva dalla disponibilità di garanzie che le banche debbono offrire alla BC in cambio di liquidità (ruolo dei titoli tossici).
16 Nei sistemi bancari moderni l orientamento prevalente oscilla verso l uno o l altro dei due regimi liberistico e vincolistico, che si sono alternati nei decenni. Philippon e Reshef [2008], chiaramente mostrano l alternanza di periodi di liberalizzazione e periodi di regolamentazione nel corso di 100 anni, dal 1910 al 2010.
Insegnamenti della crisi. 1 Le crisi finanziarie non possono essere evitate, se non al costo di abolire l economia di mercato. 2 I rischi non possono essere eliminati, perché sono insiti nei mercati finanziari. 3 Bisogna mantenere un rapporto di complementarità tra gli obiettivi della stabilità e dell efficienza, sia pure con un margine di flessibilità dettato dalle situazioni. 4 Ricorrere a soluzioni semplici dinanzi a una realtà complessa è inutile e fuorviante. Non si può utilizzare un solo strumento di intervento. 5 Si possono ridurre le probabilità delle crisi con sistemi preventivi ex ante, che agiscono sulle possibili cause, e si possono limitarne gli effetti con sistemi di intervento ex post. 17
18 Allarmi preventivi. 1 Costante monitoraggio da parte delle autorità monetarie per avere informazioni tempestive. 2 Individuazione delle fonti di rischio, che sono molteplici: rischi di credito, di mercato, operativi, di tasso, di liquidità, di reputazione. 3 Valutazione e tracciabilità dei rischi sistemici, anche facendo simulazioni con le prove di stress. 4 Monitoraggio antitrust contro il gigantismo bancario e finanziario per contenere il ricatto del too big to fail. 5 Separazione e semplificazione delle forme di intermediazione: banche commerciali, banche d investimento.
Strumenti. 1 La riserva obbligatoria. 2 L assicurazione obbligatoria sui depositi. 3 I vincoli patrimoniali. 4 I vincoli alla gestione dei rischi di liquidità (impongono alle banche di dimostrare la capacità di tenuta dell intero bilancio bancario, attivo e passivo, dinanzi a situazioni di stress.).