BASI DELLA GRAFOLOGIA La calligrafia, la scrittura intesa nella sua forma estetica, e la personalità, intesa come l insieme delle caratteristiche peculiari di ognuno, vanno a braccetto. Interpretare la calligrafia è possibile e il risultato di tale analisi ci dice chi siamo. La GRAFOLOGIA consiste proprio in una metodologia che si occupa di interpretare la calligrafia ai fini di analizzare la personalità e la psicologia di un individuo. Pratica dalle origini molto antiche, essa è oggi utilizzata in diversi ambiti, da quello giuridico a quello psicologico e medico-psichiatrico, Ma cosa ci serve per analizzare la scrittura? Vediamo quali sono gli strumenti del mestiere del grafologo. Esistono vari modi di analizzare la scrittura. Per essere precisi, è importante seguire due direttive fondamentali. Prima direttiva. E essenziale rilevare correttamente i segni grafologici presenti nella scrittura. In un primo momento è bene sovrascrivere la scrittura da analizzare con una penna senza
inchiostro. Questo ci aiuterà a migliorare la nostra osservazione. Seconda direttiva. E fondamentale cercare e trovare sufficienti prove in altri segni grafologici che hanno lo stesso significato, a sostegno della nostra interpretazione. Non fermatevi al primo segno incontrato, potreste arrivare a conclusioni errate! Se il testo da analizzare contiene tre diversi segni con lo stesso significato, potremo ritenere corretta la nostra valutazione. Ovviamente abbiamo bisogno di un campione della scrittura a mano, ma anche di alcune informazioni di base sulla persona, tra le quali età, sesso e nazionalità, in quanto si tratta di informazioni che la grafologia non può stabilire. Sarà importante, poi, sapere se la persona ha scritto con la mano destra o sinistra e, se possibile, essere informati su eventuali condizioni fisiche o comportamentali speciali dello scrittore (per esempio artrite, braccio rotto, dislessia, ecc.). Spesso il grafologo utilizza anche una lente di ingrandimento, una penna senza inchiostro, un righello ed una matita, Talvolta i più esperti ricorrono anche alla carta carbone e al goniometro. La carta
carbone serve a misurare la pressione della scrittura: un paio di fogli di carta carbone disposti tra tre fogli su cui la persona scriverà aiuteranno a osservare la rientranza prodotta dalla penna sulla carta. Il goniometro invece serve per misurare l'esatta inclinazione della scrittura. Ovviamente si deve utilizzare un foglio di lavoro per l analisi, su cui appuntare i vari segni grafologici e annotare eventuali osservazioni (per esempio la preferenza dello scrittore sulla penna da utilizzare, ecc.), Il contenuto del campione di scrittura non ha importanza, purché il testo sia scritto in maniera spontanea e libera, non sotto dettatura o copiando un altro scritto. In sede di analisi la scrittura corsiva viene preferita allo stampatello perché risulta essere più spontanea, data la velocità di esecuzione della scrittura, ma anche maggiormente personalizzabile. Lo stampatello tende, infatti, ad utilizzare tratti grafici convenzionali. Ci sono, però, soggetti che utilizzano lo stampatello quotidianamente e, in questo caso, ci si troverà di fronte ad una vera e propria personalizzazione dei grafemi. Diversi sono i motivi
del perché si sceglie di utilizzare abitualmente lo stampatello anziché il corsivo. Per esempio perché si ha una calligrafia illeggibile e quindi scrivere in stampatello è un modo per farsi comprendere da chi ci sta leggendo, oppure perché si è convinti di avere una brutta grafia e quindi non si vuole essere giudicati negativamente, oppure ancora perché si è riservati, freddi e distaccati e per questo si preferisce utilizzare una scrittura dai segni grafici conosciuti piuttosto che mostrare la propria grafia. E anche possibile che uno stesso individuo, nella stesura di un medesimo testo o a seconda dei giorni e delle situazioni, scriva con due calligrafie totalmente diverse tra loro. A tal proposito si parla di una grafia pluristile e di personalità parallele o speculari, per via degli elementi caratteriali contrapposti presenti in noi. In alcuni casi avere una grafia pluristile indica la mancanza di un identità precisa, magari di una personalità ancora in fase di assestamento (periodo adolescenziale) o, in casi estremi, di problemi di ansia e di instabilità emotiva. A scrittura
terminata, lo scrittore deve apporre la propria firma in fondo al testo. Ciò perché la firma si configura come un elemento importante della calligrafia per interpretare a pieno la personalità di un soggetto. Colui che firma usando una grafia diversa rispetto al corpo del testo e rispetto alla propria grafia solita ha solitamente una personalità debole, priva di stima per se stesso. Attraverso un cambiamento apportato alla propria firma cerca un modo per proporsi agli altri sotto una veste migliore. Solitamente colui che firma a destra del foglio ha un carattere estroverso e socievole. Al contrario, chi pone la propria firma a sinistra ha un carattere introverso e poco cordiale. Firmare al centro del foglio potrebbe denotare, infine, insicurezza e, per questo, sarebbe indice di una personalità egocentrica.