SIAMO FLESSIBILI: PER NOI RIDURRE LO SPRECO È IMPOSSIBILE

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1 SIAMO FLESSIBILI: PER NOI RIDURRE LO SPRECO È IMPOSSIBILE L impegno Giflex per un futuro sostenibile POSITION STATEMENT 2015

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3 NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA è il filo conduttore di EXPO 2015, occasione unica in cui il mondo si interroga sul futuro di un alimentazione sostenibile con l ambizioso obiettivo di trovare risposte concrete ad una necessità troppo a lungo ignorata e non più rimandabile: garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti, rispettando l ambiente. Nonostante si produca cibo in quantità sufficiente a sfamare la popolazione mondiale, infatti, 1 persona su 7, cioè circa 1 miliardo di individui, pari al doppio della popolazione europea, rischia di morire di fame. 1 Giflex, consapevole del ruolo attivo del packaging nell alimentazione odierna, intende offrire il suo contributo concreto ad un dibattito sinergico che coinvolga e sensibilizzi tutti gli attori (istituzioni, industria, distribuzione fino al consumatore finale) del settore food. Questo documento, oltre a fare chiarezza sui principali falsi miti legati al packaging, vuole sottolineare l importante contributo dell imballaggio flessibile alla prevenzione dello spreco di risorse nel contesto di un alimentazione contemporanea pensata per favorire un futuro sostenibile, alla portata di tutti. Dott. Michele Guala Presidente Giflex

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5 GIFLEX, GRUPPO IMBALLAGGIO FLESSIBILE Giflex, Gruppo Imballaggio Flessibile, è l Associazione Italiana dei produttori di imballaggi flessibili, destinati al confezionamento di prodotti alimentari, farmaceutici, chimici e ad altre applicazioni industriali. Nato nel 1985, attualmente è composto da 35 aziende di trasformazione e 50 soci sostenitori che rappresentano il mondo dei fornitori di materie prime, macchinari per la lavorazione e servizi per le aziende. A livello europeo, Giflex è associato con la divisione FPE (Flexible Packaging Europe) di EAFA (European Aluminium Foil Association). Impegnato nella valorizzazione dell imballaggio flessibile e consapevole del ruolo fondamentale del packaging nel settore food, Giflex è da tempo promotore di una riduzione dell impatto ambientale dell imballaggio e fautore di iniziative di sensibilizzazione su questa tematica in grado di coinvolgere tutti gli attori della filiera, dai produttori ai consumatori.

6 1 FOOD LOSSES E FOOD WASTE: UNA QUANTITÀ IMPRESSIONANTE DI CIBO PERSA Facciamo chiarezza: si parla di food losses quando gli alimenti vanno persi durante le fasi di produzione, post-raccolta, trasporto e lavorazione; mentre si definisce food waste il cibo sprecato alla fine della filiera, durante la distribuzione, la vendita e la conservazione domestica. 1 Nel 2014 solo in Europa sono state buttate più di 100 milioni di tonnellate di alimenti, destinate a diventare circa 120 entro il 2020 (+20%), se la situazione non cambia. 2 Nei Paesi in via di sviluppo le perdite alimentari sono dovute soprattutto alla mancanza di infrastrutture, a trasporto e distribuzione inadeguati, ad una catena del freddo carente e confezionamento quasi del tutto assente. Nei Paesi industrializzati lo spreco è impressionante: nelle ultime fasi della filiera si arriva a buttare circa il 40% degli alimenti, 1 a causa soprattutto di acquisti non calibrati, scadenze di consumo non rispettate, cibo avanzato e non consumato, confezioni troppo grandi o difficilmente svuotabili. A livello globale, ogni anno queste perdite ammontano a quasi miliardi di dollari, considerando solamente i costi diretti. 4 Se si calcola invece l impronta ecologica dello spreco alimentare, le risorse perse, in termini di acqua, suolo e cambiamenti climatici, sono scioccanti: 5 l acqua necessaria a produrre gli alimenti poi sprecati rappresenta circa 3 volte il lago di Ginevra in Svizzera e la portata annuale del fiume Volga, il suolo impiegato corrisponde ad una superficie superiore a quella di Canada e India insieme, la quantità di CO 2 emessa per produrre il cibo perso equivale a più del doppio delle emissioni dovute al trasporto su strada degli USA nel Ogni anno a livello globale circa il 30-50% degli alimenti è perso o sprecato, pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. 1,3 6

7 Si spreca circa il 30% dei cereali, il 40-50% della frutta e verdura, il 20% dei semi oleosi, della carne e dei prodotti lattierocaseari e il 30% dei prodotti ittici. 1 MAPPA GLOBALE DEGLI SPRECHI AL CONSUMO PIÙ ELEVATI 1 Nord America 33% Nord Africa 12% 12% Europa e Russia 25% Asia est 20% Asia sud e sud-est 7% Lo spreco alimentare al consumo è maggiore nei Paesi industrializzati, in particolare per le derrate più deperibili. Sud America 10% 10% Sud Africa 5% Asia centrale e ovest 12% 12% Oceania 33% 7

8 2 IL FOOD PACKAGING: UN RUOLO CHIAVE PER LA NUTRIZIONE E L AMBIENTE Senza gli imballaggi, oggi non potremmo vivere come siamo ormai abituati. L imballaggio infatti assolve a numerosissime funzioni: protegge l alimento durante tutte le fasi della filiera, ne preserva la qualità nutrizionale, fornisce informazioni utili alla sua corretta conservazione e scadenza e ne migliora la praticità d uso. ALLEATO FONDAMENTALE CONTRO LO SPRECO: ALIMENTI CONFEZIONATI vs SFUSI Il food packaging è indispensabile per prevenire le perdite di prodotto lungo tutta la filiera alimentare. La distanza tra i luoghi di produzione, i canali distributivi e i consumatori comporta spostamenti spesso considerevoli degli alimenti, che se sfusi non arriverebbero a destinazione sicuri, integri e idonei al consumo. I tempi che intercorrono tra la produzione e il consumo si stanno allungando sempre più, è dunque fondamentale che gli alimenti prolunghino la loro shelf life, ad esempio durante la vendita. Ecco alcuni esempi relativi alla grande distribuzione inglese: 7 la scelta di usare vassoi con pellicola per l uva e sacchetti per le patate ha ridotto del 20% e del 30% le quantità di prodotto perse prima ancora di arrivare al consumatore; le verdure molto ricche di acqua, come i cetrioli, se vendute sfuse perdono rapidamente umidità e diventano invendibili entro 3 giorni: con solo 1,5 g di pellicola restano fresche per 14 giorni. Nei Paesi in via di sviluppo, se trasportato senza packaging, solo il 50% degli alimenti arriva a destinazione. 6 8

9 x 5 Le insalate di quarta gamma contengono di solito 3/4 varietà lavate, tagliate e confezionate in un imballaggio flessibile con atmosfera modificata in grado di mantenere le foglie fresche per diversi giorni. Per ottenere lo stesso mix, il consumatore che compra le insalate sfuse deve acquistarne una quantità circa 11 volte maggiore, con un costo quadruplicato e una produzione di scarti da 5 a 10 volte superiore. 7 9

10 FOOD PACKAGING: PERCEZIONE vs REALTÀ Esistono numerose e diffuse percezioni errate riguardo il food packaging: ecco di seguito le principali. FALSO MITO n. 1 Il packaging si ricicla pochissimo Circa il 60% degli imballaggi è riciclato, a seconda della normativa nazionale di riferimento. I materiali non riciclabili possono inoltre essere termovalorizzati. 8 Negli ultimi anni la normativa europea si è mostrata particolarmente attenta alla tematica del riciclo e corretto smaltimento dei rifiuti. Le iniziative hanno il limite di aver spostato in parte il fulcro dell attenzione pubblica, allontanandola dalla tematica fondamentale della stretta relazione tra imballaggio ottimale e riduzione dello spreco alimentare. Infatti, per valutare correttamente l impatto ambientale del food packaging è fondamentale analizzare l intero ciclo di vita dell alimento, considerando l imballaggio non come un entità separata dall alimento, ma quale parte integrante che contribuisce alla riduzione delle perdite del prodotto stesso. Il consumo europeo di alimenti e bevande è responsabile del 20-30% dell impatto ambientale totale, mentre il food packaging ne rappresenta solo l 1-10%

11 FALSO MITO n. 2 Il packaging è uno dei principali responsabili dell impatto ambientale globale Gli scarti domestici rappresentano circa il 10% del totale dei rifiuti, il food packaging meno del 3%. 7 Partendo da studi LCA (Life Cycle Assessment), ci si rende conto che il 50% dell energia è utilizzato nella produzione alimentare, fino al 10% per il confezionamento (circa 6.5% imballaggio primario e 3.5% imballaggio secondario o terziario), il 10% durante i trasporti e la distribuzione e il restante 30% è usato dai consumatori durante gli acquisti, la conservazione domestica e la preparazione dei cibi. Dunque, la scelta ottimale dell imballaggio, pur non influenzando direttamente le altre fasi, fa sì che il restante 90% delle risorse non venga sostanzialmente sprecato ed impiegato inutilmente. 9 In particolare, la carbon footprint di molti alimenti risulta essere 20, 100 e 200 volte più elevata del corrispondente packaging. É necessario investire nell innovazione tecnologica del packaging, perché funzionale a ridurre lo spreco alimentare. 10 FALSO MITO n. 3 Il packaging rappresenta la maggior parte dei rifiuti La riduzione e la gestione dei rifiuti urbani e non urbani rappresentano un elemento di crescente importanza nelle politiche pubbliche dei singoli Paesi. Nell Unione Europea si producono circa 2,3 miliardi di tonnellate di rifiuti all anno, di questi circa il 10% (250 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti urbani e il restante 90% dai rifiuti speciali

12 3 L IMBALLAGGIO FLESSIBILE: PERFORMANCE ECCELLENTI Tra le diverse tipologie di food packaging, l imballaggio flessibile presenta le migliori performance in termini di maggior protezione dell alimento e minor consumo di risorse. Questo è possibile grazie alla notevole versatilità nella scelta dei materiali che lo rendono ottimale per gli alimenti più diversi. PROTETTIVO ANCHE CON I NUTRIENTI PIÙ SENSIBILI L imballaggio flessibile preserva la qualità degli alimenti in modo ottimale. La possibilità di scegliere i materiali multistrato da accoppiare determina un significativo mantenimento della qualità nutrizionale e sensoriale degli alimenti confezionati nel flessibile. Se si prende come esempio la vitamina C, nutriente estremamente deperibile, diversi studi dimostrano che le bevande confezionate nel flessibile mantengono livelli di vitamina pressoché inalterata per lunghi periodi. Un studio appena pubblicato dimostra che in albicocche fresche conservate a temperatura ambiente per 12 giorni, la vitamina C è decisamente superiore se i frutti sono confezionati in un imballaggio flessibile con atmosfera modificata (+25% rispetto al frutto non confezionato). 13 PIÙ ALIMENTI MENO IMBALLAGGIO La leggerezza dell imballaggio flessibile è dovuta al fatto che per proteggere efficacemente gli alimenti è sufficiente una quantità di materiale minima rispetto ad altre soluzioni. Ciò significa che durante le fasi di trasporto, l energia e le risorse impiegate servono essenzialmente a muovere gli alimenti piuttosto che gli imballaggi. Se si considera di movimentare dei succhi di frutta, nel caso del flessibile il packaging rappresenta circa il 10% e la bevanda il 90% del peso trasportato, mentre con altre soluzioni si arriva a trasportare fino al 50% di imballaggio. 14 Nel caso di caffè macinato confezionato, l imballaggio flessibile consente un rapporto peso alimento : confezione pari a circa 29:1, mentre con altri imballaggi si può arrivare ad un rapporto pari a 3:

13 SOSTENIBILE PER NATURA Il fatto che l imballaggio flessibile sia così leggero, fa sì che si utilizzino meno risorse rispetto ad altri tipi di imballaggi, anche riciclabili. Nel caso delle bevande, questo tipo di imballaggio consuma infatti circa la metà dell energia necessaria e genera il 75% in meno delle emissioni di CO 2 rispetto ad altri imballaggi. 11 Escludendo le bevande, in Europa oggi il 40% del food packaging è flessibile. Se si scegliesse il flessibile per tutti i prodotti confezionati sarebbe possibile ogni anno: ridurre di circa l 80% i materiali consumati 15, diminuire di 42 milioni di tonnellate le emissioni di gas serra, pari al 40% di quanto prodotto nella città di Londra nel , risparmiare più di 270 milioni di m 3 di acqua

14 4 CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA Nella sua risoluzione del 19 Gennaio 2012, il Parlamento Europeo, considerato che...la riduzione dello spreco alimentare costituisce un importante tappa preliminare della lotta contro la fame nel mondo... e che lo spreco alimentare ha conseguenze non solo etiche, economiche, sociali e nutrizionali ma anche sanitarie e ambientali..., sottolinea che caratteristiche ottimali e un uso efficiente dell imballaggio alimentare possono rivestire un ruolo importante nella prevenzione degli sprechi alimentari riducendo l impatto ambientale complessivo del prodotto. Non è dunque auspicabile immaginare un mondo senza food packaging, ma piuttosto scegliere sempre per ogni alimento l imballaggio migliore, in termini di perfomance e sostenibilità ambientale. Per prevenire e ridurre lo spreco alimentare e contrastare il depauperamento di risorse ambientali preziose, è necessario favorire un dibattito sereno e imparziale tra industria, retailer e distribuzione, ampliare la conoscenza e la consapevolezza di tutti gli attori coinvolti ed in particolare dei consumatori e promuovere l innovazione tecnologica per soluzioni di packaging sempre più performanti per la salute dell uomo e dell ambiente. 1. FAO, Global food losses and food waste. Extent, causes and prevention. 2. European Commission, Stop Food Waste. 3. FAO, IFAD and WFP, The State of Food Insecurity in the World Strengthening the enabling environment for food security and nutrition. Rome, FAO. 4. FAO, Food Wastage Footprint, Full-cost accounting. 5. FAO Food Wastage Footprint, Impacts on Natural Resources. 6. Lundqvist, J., C. de Fraiture and D. Molden. Saving Water: From Field to Fork Curbing Losses and Wastage in the Food Chain. SIWI Policy Brief. SIWI, Advisory Committee on Packaging, Packaging in Perspective. 8. Eurostat, Packaging waste statistics. 9. RMIT University, Final report: the role of packaging in minimising food waste in the supply chain of the future. 10. Wikström and Williams, Potential Environmental Gains from Reducing Food Losses Through Development of New Packaging A Life- Cycle Model. Packaging Technology and Science; 23: Silvenius et al. The role of household food waste in comparing environmental impacts of packaging alternatives. Packaging Technology and Science;27: Ruggiero D, I rifiuti in Europa: produzione e trattamento dei rifiuti nei paesi dell Unione Europea. 13. Ali et al., Influence of Packaging Material and Ethylene Scavenger on Biochemical Composition and Enzyme Activity of Apricot Cv. Habi at Ambient Storage. Food Science and Quality Management;35: FPE, The perfect fit. 15. FPE, Toward a resource efficient Europe. 16. The British Standards Institution Application of PAS 2070 London, United Kingdom. An assessment of greenhouse gas emissions of a city. 14

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16 Piazza Castello, Milano

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