CAPITOLO 3 LA MORTALITA PER CAUSE SPECIFICHE DI DECESSO

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CAPITOLO 3 LA MORTALITA PER CAUSE SPECIFICHE DI DECESSO"

Transcript

1 CAPITOLO LA MORTALITA PER CAUSE SPECIFICHE DI DECESSO

2 CAP. LA MORTALITA PER CAUSE SPECIFICHE DI DECESSO. LE PRINCIPALI CAUSE DI MORTALITA Per mezzo delle analisi finora compiute si sono potute evidenziare le principali cause di decesso nella ASL RM/A; il grafico e tabelle riportati di seguito prendono in considerazione le 5 cause che sono risultate essere le più frequenti nei tre anni presi in considerazione. Si tratta di Malattie del Sistema Circolatorio, Tumori, Malattie dell Apparato Respiratorio, Traumatismi ed Avvelenamenti, Malattie dell Apparato Digerente. TABELLA.: DECESSI PER LE PRINCIPALI CAUSE DI MORTE-ASL RM/A- valori totali anni CAUSE DI DECESSO CIRCOSCRIZIONI PRIMA SECONDA TERZA QUARTA M.SIST.CIRCOLATORIO,%,%,%,% TUMORI 0,% 9,% 9,0%,7% M.APP.RESPIRATORIO 5,% 6,% 6,0% 5,9% TRAUM.AVVELENAM.,9% 5,%,7%,% DIGER.,5%,0%,%,% ALTRO,77%,9%,9%,6% DECESSI RM/A PER GRANDI GRUPPI DI CAUSE M.SISTEMA CIRCOLATORIO,0% ALTRO,% DIGERENTE,0% TRAUMATISMI AVVELENAMEN TI,7% TUMORI 0,% RESPIRATORIO 5,9% Da quest ultima tabella e dal grafico a torta si può notare come queste cinque cause spieghino circa l 88% dei decessi avvenuti nei anni presi in

3 considerazione, ma appare ancora più evidente come esistano due cause nettamente più importanti delle altre, cioè, le Malattie del Sistema Circolatorio e i Tumori che, per ognuno degli anni presi in considerazione ha rappresentato circa il 70% dei decessi totali. Si è quindi deciso di capire quali tipologie specifiche siano maggiormente presenti all interno dei vari gruppi. Di seguito si riportano i deceduti della ASL RM/A distinti per circoscrizione di residenza e i suddetti principali gruppi di cause. PRIMA CIRCOSCRIZIONE MALATTIE SISTEMA CIRCOLATORIO,% TUMORI 0,% ALTRO,8% DIGERENTE,5% RESPIRATORIO 5,% TRAUMATISMI AVVELENAMENTI,9% SECONDA CIRCOSCRIZIONE M.SISTEMA CIRCOLATORIO,9% TUMORI 9,0% ALTRO,0% DIGERENTE,0% TRAUMATISMI AVVELENAMENTI 5,% RESPIRATORIO 6%

4 TERZA CIRCOSCRIZIONE M.SISTEMA CIRCOLATORIO,% TUMORI 9,0% ALTRO,9% DIGERENTE,% TRAUMATISMI AVVELENAMENTI,7% RESPIRATORIO 6,0% QUARTA CIRCOSCRIZIONE M.SISTEMA CIRCOLATORIO,% TUMORI,7% ALTRO,6% DIGERENTE,% RESPIRATORIO TRAUMATISMI 5,9 AVVELENAMEN % TI,% Dopo l analisi per grandi gruppi, è stato fatto un ulteriore studio per capire quali tipologie specifiche siano maggiormente presenti all interno delle seguenti cause di morte: -TUTTI I TUMORI -LE MALATTIE DEL SISTEMA CARDIO CIRCOLATORIO.

5 . LE TIPOLOGIE TUMORALI Innanzitutto è stata elaborata una tabella dove sono riportati anno per anno la causa specifica e il sesso, fornendo anche la percentuale di decessi dovuti alla causa specifica rispetto ai decessi di quella generica. Le principali tipologie di tumori rappresentate sono: i tumori maligni all apparato digerente e del peritoneo, i tumori maligni all apparato respiratorio ed i tumori maligni agli organi genito-urinari. Per quanto riguarda la differenza di genere la prima cosa che appare chiara è come esistano tipologie tumorali specifiche che colpiscono di più un sesso piuttosto che un altro. Per esempio tra gli uomini in percentuale sono più frequenti i tumori maligni Bronco Polmonari, i tumori maligni all apparato digerente e al peritoneo e i tumori maligni agli apparati genito-urinari. Per le donne invece al primo posto troviamo i tumori maligni all apparato digerente e del peritoneo, seguito dal tumore maligno alle ossa, al connettivo, pelle, mammella e in ultimo il tumore maligno Bronco Polmonare. E da evidenziare che non si sono registrati decessi dovuti a carcinomi in situ nell anno 005, questo era avvenuto solo per le donne anche nell anno 00. Da un confronto tra i vari anni si nota che i valori percentuali per il totale non rimangono costanti, la percentuale della tipologia tumorale che riguarda l apparato digerente e del peritoneo è l unica che ha un andamento costantemente crescente nell arco di tempo considerato.

6 TABELLA. :DECESSI SECONDO IL SESSO E LE TIPOLOGIE TUMORALI.- Anni (valori assoluti e percentuali) TIPOLOGIE TUMORALI M % F % TOT % M % F % TOT % M % F % TOT % Tum.mal.labbra,cavità orale e faringeo 0,7% 8,08% 8,% 0,5% 6 0,79% 6,68% 9,9% 9,9% 8,9% Tum.mal.app.digerente e del peritoneo 5 7,9%,% 66 9,8% 9 7,8% 0,70% 59 9,7% 0,75% 9,% 6 0,9% Tum.mal.app.respiratorio e intratoracico 7,8% 07,% 79,7% 0,6% 5,98% 6,5% 6,5% 7,7% 80 5,% Tum.mal.ossa,connetttivo,pelle,mammell e 9,% 8,06% 5 9,58%,67% 9 8,6% 60 0,6% 7,5% 7,7% 5 9,99% Tum.mal.organi genito urinari 55 8,% 9,6% 6 5,0% 5,6% 00,%,% 8 5,6% 0,55% 8 5,08% Tum.mal.altre non specificate sedi 58 6,78% 7 9,70% 0 8,% 57 7,% 58 7,66% 5 7,5% 50 6,6% 57 7,5% 07 7,08% Tum.mal.tessuti linfatico ed ematop. 8 9,7% 75 0,% 58 9,89% 8 0,% 7 9,6% 55 0,0% 58 7,67% 6 8,07% 9 7,87% Tumori benigni 0,% 6 0,8% 8 0,50% 0,% 6 0,79% 7 0,5% 0,% 8,06% 9 0,60% Carcinomi in situ 7 0,8% 7 0,9% 0,88% 0,% 0 0,00% 0,06% 0 0,00% 0 0,00% 0 0,00% Tum.comport.incerto e non specificato,6%,8% 5,57%,80%,85% 6,% 7,5%,9% 9,58% Totale ,00 % 7 00,00 % ,00 % ,00 % ,00 % 5 00,00 % ,00 % ,00 % 5 00,00% Mortalità proporzionale per gruppi di cause:tutte le età (anni ) Tum.comport.incerto e non specificato Carcinomi in situ Tumori benigni Tum.mal.tessuti linfatico ed ematop. Tum.mal.altre non specificate sedi Tum.mal.organi genito urinari Tum.mal.ossa,connetttivo,pelle,mammelle Tum.mal.app.respiratorio e intratoracico Tum.mal.app.digerente e del peritoneo Tum.mal.labbra,cavità orale e faringeo 0,00% 5,00% 0,00% 5,00% 0,00% 5,00% 0,00% 5,00%

7 Di seguito è riportata la tabella dei tassi grezzi per il periodo , distinti per sesso e tipologia tumorale che ha causato la morte. TABELLA. :TASSI GREZZI SECONDO IL SESSO E LE TIPOLOGIE TUMORALI.- Anni (per ab.) TIPOLOGIE TUMORALI TASSI GREZZI M F TOT Tum.mal.labbra,cavità orale e faringeo 5,5,87, Tum.mal.app.digerente e del peritoneo 98,50 86,7 9,0 Tum.mal.app.respiratorio e intratoracico 07,7 5,8 7, Tum.mal.ossa,connetttivo,pelle,mammelle 8,09 50,80 0,8 Tum.mal.organi genito urinari 56,0 7,57 6,9 Tum.mal.altre non specificate sedi,,,8 Tum.mal.tessuti linfatico ed ematop.,65 6,08 8,69 Tumori benigni 0,57,50,59 Carcinomi in situ, 0,87,00 Tum.comport.incerto e non specificato 7,5 5,87 6,6 Totale 0, 8, 09,00 Risulta subito evidente come i tumori maligni dell apparato respiratorio e Bronco Polmonare abbiano un tasso per abitanti maschile superiore di circa 6 punti di quello femminile, il contrario accade per i tumori maligni delle ossa, del tessuto connettivo, della pelle e delle mammelle che risultano come causa di morte per le donne, di gran lunga più frequente rispetto agli uomini. Per i tumori maligni all apparato digerente e del peritoneo, i tumori maligni in altre e non specificate sedi, ed i tumori maligni al tessuto linfatico ed ematopoietici non si notano differenze di genere.

8 . LE MALATTIE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO Lo stesso tipo di analisi fatta per le tipologie tumorali è stata applicata per le malattie del sistema circolatorio che, come abbiamo visto, rappresenta l altra causa di decesso più frequente. Ovviamente, anche in questo caso, si sono immediatamente localizzate le cause che colpiscono più frequentemente, queste sono sia per i maschi che per le femmine le Malattie Ischemiche del cuore; tra i maschi la percentuale di deceduti per questa causa si aggira, per tutti e tre gli anni, attorno al 0%, mentre per le femmine la percentuale è più bassa e si aggira intorno al %. Il contrario si osserva per le Malattie del circolo polmonare e le altre Malattie del cuore, per le Malattie cerebrovascolari e le Malattie ipertensive, infatti, queste cause sono più frequenti tra le donne. Le serie temporali delle cause osservate sono per lo più crescenti, tranne le morti per malattie ischemiche del cuore che passano dal 5,% del 00 al,56 del 005 e le malattie del circolo polmonare e altre del cuore che passano dal 5,8% del 00 al,98% del 005.

9 TABELLA.:DECESSI SECONDO IL SESSO E LE MALATTIE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO.- Anni (valori assoluti e percentuali) MALATTIE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO M % F % TOT % M % F % TOT % M % F % TOT % Reumat.art.ac. e cardiop.reu.cron. 0,% 9 0,65% 0,55% 6 0,67% 0 0,80% 6 0,7% 0,% 6 0,9% 8 0,8% Malattie ipertensive 9 9,6% 09 5,09% 0,8% 96 0,68% 88 5,0% 8,% 9 0,60% 96 6,0% 88,77% Malattie ischemiche del cuore,% 0,5% 87 5,% 5 9,8% 0,% 758 5,7% 5 0,67% 86,56% 79 5,% Mal.del circolo polmonare e alt. cu. 7,9% 85 7,80% 60 5,8% 90,% 9,6% 8,% 96,58% 8,98% 77,8% Malattie cerebrovascolari 0 0,55% 0,0% 5,05% 0,69%,88% 55,96% 8,08% 00,5% 8,0% Malattie delle arterie, arteriole capil.,0% 0,7% 7,09%,78%,7% 77,58% 9,9% 6,76% 85,07% Mal.delle vene,dei vasi linf.,altre m. 5 0,5% 9 0,65% 0,59% 6 0,67% 0,88% 7 0,79% 0,5% 8 0,65% 0,5% Totale ,00% 85 00,00% 6 00,00% ,00% 50 00,00% 9 00,00% ,00% 00,00% 09 00,00% Mortalità proporzionale per gruppi di cause:tutte le età (anni ) Mal. delle vene,dei vasi linfatici,altre malattie Malattie delle arterie, arteriole e capillari Malattie cerebrovascolari Mal.del circolo polmonare e altre cuore Malattie ischemiche del cuore Malattie ipertensive Reumat.art.ac. e cardiop.reum.croniche 0,00% 5,00% 0,00% 5,00% 0,00% 5,00% 0,00% 5,00% 0,00% 5,00%

10 TABELLA.5 :TASSI GREZZI SECONDO IL SESSO E LE MALATTIE DEL SISTEMA CIRCOLATORO.- Anni (per ab.) MALATTIE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO TASSI GREZZI M F TOT Reumat.art.ac. e cardiop.reum.croniche,70,,6 Malattie ipertensive 0,0 7,0 58, Malattie ischemiche del cuore 59,0 5,9 55,00 Mal.del circolo polmonare e altre cuore 85,58 9,56 0,66 Malattie cerebrovascolari 8,5 6,9 00,87 Malattie delle arterie, arteriole e capillari 7,7,7 5,6 Mal. delle vene,dei vasi linfatici,altre malattie,99,9,79 Totale 89,59 8,50 8,9 Ovviamente calcolando i tassi grezzi di mortalità per il periodo , quelli riferiti alle malattie ischemiche del cuore risultano essere i più elevati sia per le donne che per gli uomini. In generale per tutte le malattie del sistema circolatorio, nel periodo , i tassi grezzi non mostrano ampie differenze di genere.

11 . LA MORTALITA PER CAUSA VIOLENTA Durante l analisi dei dati si è deciso di dedicare una parte del lavoro alle cause violente di morte perché queste, come abbiamo già visto, risultano essere tra i fattori significativi evitabili di mortalità per i residenti della ASL RM/A. Il campione è stato ristretto ai soli decessi dovuti a traumatismi e avvelenamenti che nella nona revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie corrispondono ai codici compresi nell intervallo Considerando le modalità della variabile causa violenta riportate dalla scheda di morte sono state costruite una serie di tabelle per i singoli anni relative ai volumi di evento, ed anche i tassi grezzi per ab., questi ultimi costruiti con il relativo ammontare della popolazione fornito dal C.E.U. del Comune di Roma. TABELLA.6: DISTRIBUZIONE DEI SOLI DECEDUTI PER CAUSA VIOLENTA, PER CIRCOSCRIZIONE E MODALITA' DI MORTE (valori assoluti e percentuali)-anno 00- CIRCOSCRIZIONI CAUSA VIOLENTA ACCID. INF.LAV SUICIDIO OMICIDIO NON IND TOT ,% 0,0% 8,9% 0,0% 5,7% 00,0% 9,7% 0,0% 9,% 0,0% 9,9% 0,5% ,9% 0,0%,5%,8% 57,7% 00,0% 9,6% 0,0% 6,5% 50,0% 0,8% 0,% 0 9 0,8%,6% 0,% 0,0% 56,% 00,0% 6,9% 50,0%,8% 0,0% 5,% 5,% ,0%,%,%,% 56,% 00,0%,8% 50,0%,% 50,0%,%,% TOTALE RM/A ,% 0,8%,%,% 56,% 00,0%

12 TABELLA.7: TASSI GREZZI DI MORTALITA PER CAUSA VIOLENTA E CIRCOSCRIZIONE -Anno 00- CIRCOSCRIZIONI CAUSA VIOLENTA ACCIDENTALE INFORT.SUL LAVORO OMICIDIO SUICIDIO TOTALE,50 0,00 0,00 8,,5 6,96 0,00, 7,7 6,99,,78 0,00 7, 69,,8 0,9,8 5,,90 TOTALE RM/A,07 0,0,9 6,7 5, TABELLA.8: DISTRIBUZIONE DEI SOLI DECEDUTI PER CAUSA VIOLENTA, PER CIRCOSCRIZIONE E MODALITA' DI MORTE (valori assoluti e percentuali)-anno 00- CIRCOSCRIZIONI CAUSA VIOLENTA ACCID. INF. LAV SUICIDIO OMICIDIO NON IND TOT ,% 0,0%,5%,0% 68,% 00,0% 9,% 0,0%,5% 0,0% 6,% 5,6% ,%,% 5,% 0,0% 7,% 00,0% 6,% 00,0% 6,% 0,0%,% 0,6% 0 0,% 0,0%,% 6,7% 76,7% 00,0% 7,% 0,0%,8% 0,0%,5%,6% ,% 0,0%,0%,% 55,% 00,0% 7,% 0,0% 8,5% 0,0% 6,9%,% TOTALE RM/A ,% 0,% 0,%,9% 66,% 00,0% TABELLA.9: TASSI GREZZI DI MORTALITA PER CAUSA VIOLENTA E CIRCOSCRIZIONE -Anno 00- CAUSA VIOLENTA CIRCOSCRIZIONE ACCIDENTALE INFORT.SUL LAVORO OMICIDIO SUICIDIO TOTALE,07 0,00,6,5 5,90 7,8 0,8 0,00 9,70 6,86 7,8 0,00,6,8 5,60,87 0,00 0,50,95,0 TOTALE RM/A 0,9 0,0 0,99 5,7 5,8

13 TABELLA.0: DISTRIBUZIONE DEI SOLI DECEDUTI PER CAUSA VIOLENTA, PER CIRCOSCRIZIONE E MODALITA' DI MORTE (valori assoluti e percentuali)-anno 005- CIRCOSCRIZIONI CAUSA VIOLENTA ACCID. INF.LAV SUICIDIO OMICIDIO NON IND TOT ,% 0,0% 0,8% 5,7% 58,5% 00,0% 7,0% 0,0% 5,8% 60,0%,% 5,% ,% 0,0% 9,%,9% 68,5% 00,0%,% 0,0% 0,8% 0,0% 7,6% 5,7% ,0% 0,0% 0,0% 0,0% 75,0% 00,0%,8% 0,0% 0,0% 0,0%,%,% ,8% 0,0% 0,%,% 60,8% 00,0% 6,8% 0,0%,% 0,0% 5,8% 7,6% TOTALE RM/A ,% 0,0%,%,% 6,8% 00,0% TABELLA.: TASSI GREZZI DI MORTALITA PER CAUSA VIOLENTA E CIRCOSCRIZIONE -Anno 005- CIRCOS. TASSI GREZZI ACCIDENTALE OMICIDIO SUICIDIO TOTALE 6,5,5 8,97, 8,95 0,8,07,9,06 0,00 0,00,5,5 0,5,06 0,05 TOTALE RM/A 9,6,0,8,5 Dall analisi delle tabelle relative ai volumi risulta evidente come in media, in oltre il 6% dei casi delle schede prese in considerazione non venga indicata la modalità della variabile causa violenta; motivo questo che inficia notevolmente la capacità informativa del dato derivabile dalle schede di morte. Le morti sul lavoro, rappresentano trend in decrescita, ma pur con la loro sporadicità suggeriscono la necessità di mantenere alta l attività di vigilanza sui cantieri, onde prevenire il loro accadere.

14 Vedendo il fenomeno dal punto di vista dei tassi grezzi si può notare come l accidentalità abbia un andamento variabile, probabilmente dovuto al fatto che la stragrande maggioranza delle schede che non individuano la causa appartengono a questa fattispecie soprattutto a seguito della importanza dell'incidentistica stradale e domestica nelle classi d età più adulte. Un discorso a parte è costituito dai suicidi che rappresentano, tra queste, la seconda causa per ordine di importanza e che sembrano avere un trend discendente negli anni; il fenomeno interessa maggiormente soggetti di sesso maschile pur essendo la mortalità per causa violenta interessare, come causa assoluta, in leggera maggioranza le donne. Si è deciso poi di andare a osservare i decessi per causa violenta in base alle fasce d età -, 5-9, 0-6, 65+. TABELLA.: TASSI GREZZI DEI DECESSI PER TRAUMATISMI ED AVVELENAMENTI, PER PARTICOLARI CLASSI D ETA -Periodo CLASSI D'ETA' V.A. TASSI GREZZI -, , , 65+,57 TUTTE LE ETA 76 8, Per avere una prima visione d insieme si sono riportati semplicemente i valori assoluti e i tassi grezzi, per abitanti, per il periodo della ASL RM/A nel suo complesso. Si rileva, per tutti e tre gli anni, una forte incidenza della causa Traumatismi ed avvelenamenti nella fascia d età oltre i 65 anni attribuibile in prima istanza all incidentalità domestica.

15 TABELLA.:DECEDUTI TOTALI PER CAUSA VIOLENTA E CLASSI D ETA (valori assoluti e percentuali) CLASSI D'ETA' CAUSA VIOLENTA ACCIDENT. T.grezzo INFORTLAV. T.grezzo SUICIDIO T.grezzo OMICIDIO T.grezzo -,6 0 0,00 0 0,00 0 0, ,7 0,9 9,0 0, ,8 0, 7 5,95,5 65+, 0,9 8 8,08 0,87 TUTTE LE ETA 7,55 0,0 8 5,6 6,07 Cominciamo con il considerare la prima classe d età ed è subito evidente come tutti i deceduti fino ai anni siano morti per causa accidentale. Tra i deceduti nella fascia d età 5-9 la causa prevalente è quella accidentale, seguita dai suicidi. Il tasso grezzo di mortalità più elevato tra i 0 e i 6 anni lo troviamo per i suicidi e di un valore percentuale più basso quello dei deceduti per causa accidentale. Tra gli ultrasessantacinquenni, come potevamo aspettarci, il tasso grezzo più elevato è quello costruito per le cause accidentali, di tre volte superiore a quello relativo a tutte le età. Da notare come il tasso grezzo relativo ai deceduti per suicidio, per questa classe d età, risulti superiore di circa tre punti a quello costruito per tutte le età. Andando a vedere le differenze di genere per i deceduti per cause violente, possiamo notare come tra i maschi il 57,6% muore per cause accidentali e costituiscono circa il 70% di tutti i morti per suicidio. Questa prevalenza maschile (il 75%) rimane anche tra i morti omicidi. Un ulteriore analisi è stata fatta per evidenziare le principali cause di morte distinte per età del deceduto,i risultati ottenuti mostrano che tra gli ultrasessantacinquenni la frattura degli arti inferiori è quella più frequente. Abbiamo detto che come gli ultrasessantacinquenni anche i deceduti tra i 5 e i 9 anni muoiono per lo più per cause accidentali, ma a differenza dei primi tra questi ultimi le cause più specifiche ricorrenti sono le Fratture multiple di ambedue gli arti superiori e dell arto superiore con le costole e lo sterno

16 DECEDUTI D ot/l ines sh ow count s DECEDUTI Per evidenziare quanto detto finora si è deciso di riportare delle rappresentazioni lineari per età e per genere, dell andamento del fenomeno legato alle morti per causa violenta. TABELLA.: DECESSI PER TRAUMATISMI E AVVELENAMENTI PER ETA E SESSO. -Anni Deceduti ETA'(anni) Per le donne nelle età inferiori ai trenta anni la mortalità per traumatismi e avvelenamenti è relativamente modesta, oltre i trenta comincia ad aumentare fino a costituire nelle età superiori ai 65 anni il 7% delle morti per le donne. Questo andamento del fenomeno non si ripete nei maschi, infatti, la distribuzione di mortalità presenta diversi picchi già subito dopo i 8 anni. E tra i 5 e i 5 anni che si osserva un numero maggiore di picchi. Disaggregando la casistica per modalità di evento, per genere ed età otteniamo i seguenti grafici. SUICIDI-Maschi (55 CASI) SUICIDI-Femmine ( 9 CASI) ETA'(anni) ETA'(anni)

17 DECEDUTI DECEDUTI Confrontando le due distribuzioni si può subito notare come per i maschi la maggiore frequenza si realizza dopo i 5 anni, quando aumentano il numero di casi con due picchi a 0 e 5 anni. Per le donne, invece, si hanno più casi concentrati tra i 50 e i 60 anni e un picco ai 75 anni. OMICIDI -Maschi ( CASI) OMICIDI-Femmine ( CASI) ETA'(anni) ETA'(anni) Sia tra i maschi che tra le femmine si registra un numero minimo di omicidi, ma possiamo notare che la distribuzione di queste ultime è spostata dopo i 5 anni. CAUSA ACCIDENTALE-Maschi ( 95 CASI) DECESSI ETA'(anni)

18 6 CAUSA ACCIDENTALE-Femmine ( 78 CASI) 5 DECESSI ETA'(anni) Per le donne, a differenza degli uomini la cui distribuzione è più continua, la mortalità per cause accidentali è concentrata nelle età avanzate. INFORTUNI SUL LAVORO-Maschi ( CASI) DECEDUTI ETA'(anni) Nel periodo non si hanno decessi per infortuni sul lavoro tra le donne e solo tre casi tra gli uomini, questi si registrano in età lavorativa e quindi sono registrate tra i 0 e i 70 anni ad indicare un prolungamento reale della stessa.

2 Stato di salute. A - Mortalità generale e per causa

2 Stato di salute. A - Mortalità generale e per causa 2 Stato di salute A - Mortalità generale e per causa L analisi dei dati di mortalità costituisce ancora uno strumento importante per la comprensione dello stato di salute di una popolazione, in quanto

Dettagli

ANNO MASCHI FEMMINE TOTALE TOTALE 1974 2513 4487

ANNO MASCHI FEMMINE TOTALE TOTALE 1974 2513 4487 MORTALITÀ Tra i residenti della ULSS n. 1 nel corso del triennio 2010-2012 si sono verificati 4487 decessi (1974 nei maschi e 2513 nelle femmine, media per anno 1496), in leggero aumento rispetto al dato

Dettagli

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Introduzione Gli indicatori calcolati sugli anni di vita persi per morte prematura (PYLLs) combinano insieme le informazioni relative alla numerosità

Dettagli

TAB. 2.2.1 QUOZIENTE DI MORTALITA' (decessi per 1000 abitanti): CONFRONTO CON I PAESI DELLA COMUNITA' EUROPEA (*)

TAB. 2.2.1 QUOZIENTE DI MORTALITA' (decessi per 1000 abitanti): CONFRONTO CON I PAESI DELLA COMUNITA' EUROPEA (*) 2.2. MORTALITÀ 2.2.1. Mortalità generale Risultano 203 i decessi di persone residenti nella Repubblica di San Marino avvenuti nel 2002 (114 maschi e 89 femmine) con un tasso grezzo di mortalità del 7,1.

Dettagli

La mortalità per causa in Italia. Anno 2012. Uno sguardo d insieme. A cura di Monica Vichi, Giuseppe Loreto e Susanna Conti

La mortalità per causa in Italia. Anno 2012. Uno sguardo d insieme. A cura di Monica Vichi, Giuseppe Loreto e Susanna Conti La mortalità per causa in Italia. Anno 2012 Uno sguardo d insieme A cura di Monica Vichi, Giuseppe Loreto e Susanna Conti Nel 2012 in Italia si sono verificati in totale 613.520 decessi, dei quali 609.896

Dettagli

Dalla indagine demografica alla definizione del bisogno socio-sanitario

Dalla indagine demografica alla definizione del bisogno socio-sanitario Dalla indagine demografica alla definizione del bisogno socio-sanitario L analisi del contesto demografico è l introduzione ideale alla sezione della salute. Il bisogno del cittadino residente sul territorio

Dettagli

CAPITOLO 5 LA MORTALITA EVITABILE

CAPITOLO 5 LA MORTALITA EVITABILE CAPITOLO 5 LA MORTALITA EVITABILE CAP 5 LA MORTALITA EVITABILE 5.1 LA MORTALITA EVITABILE PER TIPOLOGIA D INTERVENTO In accordo con quanto indicato dalla letteratura internazionale più recente e accreditata,

Dettagli

MORTALITA dal 1971 al 2006 NEL COMUNE DI CASTIGLION FIORENTINO

MORTALITA dal 1971 al 2006 NEL COMUNE DI CASTIGLION FIORENTINO MORTALITA dal 1971 al 26 NEL COMUNE DI CASTIGLION FIORENTINO Fonte dei dati: Registro di Mortalità Regionale toscano [dati presentati il 27 maggio,28] 1 Mortalità generale Andamento temporale 1971-26 I

Dettagli

Tabella 1- Risultati delle analisi di mortalità nel comune di Rocchetta di Sant Antonio per causa (Maschi, 2000-2005) TOTALE OSSERVATI TOTALE ATTESI

Tabella 1- Risultati delle analisi di mortalità nel comune di Rocchetta di Sant Antonio per causa (Maschi, 2000-2005) TOTALE OSSERVATI TOTALE ATTESI Sede legale ARPA PUGLIA Corso Trieste 27, 70126 Bari Agenzia regionale per la prevenzione Tel. 080 5460111 Fax 080 5460150 e la protezione dell ambiente www.arpa.puglia.it C.F. e P.IVA. 05830420724 Direzione

Dettagli

Le tendenze della mortalità a Bologna nel 2010. Maggio 2011

Le tendenze della mortalità a Bologna nel 2010. Maggio 2011 Le tendenze della mortalità a Bologna nel 2010 Maggio 2011 Capo Dipartimento Programmazione: Gianluigi Bovini Direttore Settore Statistica: Franco Chiarini Redazione a cura di: Brigitta Guarasci Si ringrazia

Dettagli

Quanta mortalità è evitabile e con quale tipo di intervento? I risultati dell analisi del registro di mortalità del Trentino

Quanta mortalità è evitabile e con quale tipo di intervento? I risultati dell analisi del registro di mortalità del Trentino LA PROMOZIONE DELLA SALUTE IN TRENTINO numeri, attività, prospettive Quanta mortalità è evitabile e con quale tipo di intervento? I risultati dell analisi del registro di mortalità del Trentino Laura Battisti

Dettagli

La mortalità. La mortalità generale e le principali cause di morte

La mortalità. La mortalità generale e le principali cause di morte La mortalità La mortalità generale e le principali cause di morte Nel 211 sono decedute 4.543 persone residenti in provincia di Trento (di cui 2.42, pari al 53%), con un tasso di mortalità dell 8,5, uno

Dettagli

VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEI COMUNI DI CIVITAVECCHIA, ALLUMIERE, TARQUINIA, TOLFA E SANTA

VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEI COMUNI DI CIVITAVECCHIA, ALLUMIERE, TARQUINIA, TOLFA E SANTA VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEI COMUNI DI CIVITAVECCHIA, ALLUMIERE, TARQUINIA, TOLFA E SANTA MARINELLA Febbraio, 2012 Dipartimento di Epidemiologia del

Dettagli

Nella provincia di Latina sono diagnosticati in media ogni anno 98 casi ogni 100.000 uomini e 27 ogni 100.000 donne.

Nella provincia di Latina sono diagnosticati in media ogni anno 98 casi ogni 100.000 uomini e 27 ogni 100.000 donne. TUMORE DEL POLMONE Nel periodo 27-211 sono stati registrati complessivamente in provincia di Latina 172 nuovi casi di tumore del polmone. E risultato al 1 posto in termini di frequenza fra le neoplasie

Dettagli

STATO DELL AMBIENTE E ASPETTI SANITARI CORRELATI NELLA PROVINCIA DI BERGAMO CAPITOLO 1 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO. Paragrafo 1.

STATO DELL AMBIENTE E ASPETTI SANITARI CORRELATI NELLA PROVINCIA DI BERGAMO CAPITOLO 1 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO. Paragrafo 1. STATO DELL AMBIENTE E ASPETTI SANITARI CORRELATI NELLA PROVINCIA DI BERGAMO CAPITOLO 1 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO Paragrafo 1.2 ASPETTI SANITARI Novembre 2003 1.2.1 DEMOGRAFIA Il contesto demografico Il

Dettagli

I tumori negli adolescenti e nei giovani adulti: i dati epidemiologici recenti come base per le prospettive future

I tumori negli adolescenti e nei giovani adulti: i dati epidemiologici recenti come base per le prospettive future 8 maggio 2008 I tumori negli adolescenti e nei giovani adulti: i dati epidemiologici recenti come base per le prospettive future Il volume I tumori negli adolescenti e nei giovani adulti presentato oggi,

Dettagli

La mortalità per causa e genere in provincia di Piacenza. Rapporti Interni

La mortalità per causa e genere in provincia di Piacenza. Rapporti Interni Rapporti Interni Amministrazione Provinciale di Piacenza Servizio Pianificazione Territoriale e Ambientale 05_16.doc 1 La mortalità per causa e genere in provincia di Piacenza. R.I. 16/05 Settembre 2005

Dettagli

Roma, dicembre 2010. Introduzione

Roma, dicembre 2010. Introduzione Roma, dicembre 2010 VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NEI COMUNI DI CIVITAVECCHIA, ALLUMIERE, TARQUINIA, TOLFA E SANTA MARINELLA Introduzione L obiettivo di questo

Dettagli

Capitolo 4 La mortalità per tumori

Capitolo 4 La mortalità per tumori Capitolo 4 La mortalità per tumori Introduzione I tumori causano circa un terzo dei decessi tra i residenti nella regione Veneto. ei maschi il numero di decessi per tumore è superiore a quello per disturbi

Dettagli

PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE

PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE a cura di Anna Bonini Nell ambito della valutazione multidimensionale della performance, sono stati definiti alcuni indicatori di outcome

Dettagli

(0,1.37] (1.37,2.84] (2.84,4.7] (4.7,5.43] (5.43,9.75]

(0,1.37] (1.37,2.84] (2.84,4.7] (4.7,5.43] (5.43,9.75] Donne, Malattie infettivo e parassitarie, eta' : Tutte le età (0,1.37] (1.37,2.84] (2.84,4.7] (4.7,5.43] (5.43,9.75] Donne, Tubercolosi, eta' : Tutte le età ( 0 ) ( 0.15 ) Donne, Tubercolosi polmonare,

Dettagli

IL MONITORAGGIO DELLA SALUTE DEGLI IMMIGRATI

IL MONITORAGGIO DELLA SALUTE DEGLI IMMIGRATI IL MONITORAGGIO DELLA SALUTE DEGLI IMMIGRATI I Principali problemi di salute e il ricorso alle strutture sanitarie degli immigrati nella provincia di Reggio Emilia Servizio di Epidemiologia, Azienda USL

Dettagli

12,0 11,5 11,0 10,5 10,0 9,5 9,0 8,5 8,0 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001* provincia di Rovigo Veneto Italia

12,0 11,5 11,0 10,5 10,0 9,5 9,0 8,5 8,0 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001* provincia di Rovigo Veneto Italia 11. SANITÀ E SOCIALE 11.1. Mortalità e cause di morte L alto indice di vecchiaia che caratterizza la popolazione della provincia di Rovigo si riflette sul tasso di mortalità, i cui valori, nel periodo

Dettagli

Popolazione, condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari

Popolazione, condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari Popolazione, condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari Documento a supporto degli indirizzi di Piano Socio-sanitario 2011-2013 della Regione del Veneto Novembre 2010 Indice 1 Il contesto demografico...1

Dettagli

PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE

PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE a cura di Anna Bonini e Carmen Calabrese Nell ambito della valutazione multidimensionale della performance, sono stati definiti alcuni indicatori

Dettagli

(0,1.8] (1.8,2.41] (2.41,5.94] (5.94,10.2] (10.2,10.9]

(0,1.8] (1.8,2.41] (2.41,5.94] (5.94,10.2] (10.2,10.9] Uomini, Malattie infettivo e parassitarie, eta' : Tutte le età (0,1.8] (1.8,2.41] (2.41,5.94] (5.94,10.2] (10.2,10.9] Uomini, Tubercolosi, eta' : Tutte le età ( 0 ) ( 1.37 ) Uomini, Tubercolosi polmonare,

Dettagli

Epidemiologia del consumo di alcol in Italia, con riferimento anche alle determinanti di genere

Epidemiologia del consumo di alcol in Italia, con riferimento anche alle determinanti di genere Epidemiologia del consumo di alcol in Italia, con riferimento anche alle determinanti di genere Elisa Albini - Medico Competente Spedali Civili di Brescia, Medicina del Lavoro, Igiene, Tossicologia e Prevenzione

Dettagli

2 Stato di salute. Tabella 2.1 - Mortalità per settore - Comune di Arezzo 1999-2001

2 Stato di salute. Tabella 2.1 - Mortalità per settore - Comune di Arezzo 1999-2001 2 Stato di salute A - Mortalità generale e per causa Lo studio della mortalità di una popolazione costituisce una buona base per la comprensione della diffusione delle patologia ad alta letalità quali

Dettagli

Igiene nelle Scienze motorie

Igiene nelle Scienze motorie Igiene nelle Scienze motorie Epidemiologia generale Epidemiologia Da un punto di vista etimologico, epidemiologia è una parola di origine greca, che letteralmente significa «discorso riguardo alla popolazione»

Dettagli

IL MONITORAGGIO DELLA SALUTE DEGLI IMMIGRATI

IL MONITORAGGIO DELLA SALUTE DEGLI IMMIGRATI IL MONITORAGGIO DELLA SALUTE DEGLI IMMIGRATI I Principali problemi di salute e il ricorso alle strutture sanitarie degli immigrati nella provincia di Reggio Emilia Silvia Candela, S.Epidemiologia Dipartimento

Dettagli

Anno 2013 Unità Organizzativa Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria Direzione Generale Salute

Anno 2013 Unità Organizzativa Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria Direzione Generale Salute Incidenti domestici in Lombardia: quadro di contesto Anno 2013 Unità Organizzativa Governo della Prevenzione e Tutela Sanitaria Direzione Generale Salute La Prevenzione degli infortuni domestici in Regione

Dettagli

1.4.11 ANNI POTENZIALI DI VITA PERSI (APVP) PRIMA DI 75 ANNI PER SE SSO E CAUSE PRINCIPALI

1.4.11 ANNI POTENZIALI DI VITA PERSI (APVP) PRIMA DI 75 ANNI PER SE SSO E CAUSE PRINCIPALI Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento della sanità e della socialità Ufficio del medico cantonale Servizio di promozione e di valutazione sanitaria 1.4.11 ANNI POTENZIALI DI VITA PERSI (APVP) PRIMA

Dettagli

Epidemiologia generale

Epidemiologia generale Epidemiologia Da un punto di vista etimologico, epidemiologia è una parola di origine greca, che letteralmente significa «discorso riguardo alla popolazione» Epidemiologia generale Disciplina che ha come

Dettagli

Mortalità per causa nell ULSS 13 della Regione Veneto anni 2000-2001

Mortalità per causa nell ULSS 13 della Regione Veneto anni 2000-2001 Mortalità per causa nell ULSS 13 della Regione Veneto anni 2000-2001 U.L.S.S. 13 - Regione Veneto Dipartimento di Prevenzione U.L.S.S. 13 - Regione Veneto Dipartimento di Prevenzione - Direttore Dott.

Dettagli

Incidenza, mortalità e prevalenza per tumore del polmone in Italia

Incidenza, mortalità e prevalenza per tumore del polmone in Italia Incidenza, mortalità e prevalenza per tumore del polmone in Sintesi L incidenza e la mortalità per il tumore del polmone stimate in nel periodo 197-215 mostrano andamenti differenti tra uomini e donne:

Dettagli

Sintesi ragionata del Documento AIRTUM 2009 (I nuovi dati di incidenza e mortalità Periodo 2003-2005)

Sintesi ragionata del Documento AIRTUM 2009 (I nuovi dati di incidenza e mortalità Periodo 2003-2005) Sintesi ragionata del Documento AIRTUM 2009 (I nuovi dati di incidenza e mortalità Periodo 2003-2005) Documento a cura della Dr. Maria Vincenza Liguori Settore Epidemiologia Ambientale Direttore Dr. Laura

Dettagli

Come si spostano le donne e gli uomini bolognesi

Come si spostano le donne e gli uomini bolognesi Comune di Bologna Settore Programmazione, Controlli e Statistica Come si spostano le donne e gli uomini bolognesi Analisi di alcuni indicatori statistici relativi alla mobilità Marzo 2008 Direttore Gianluigi

Dettagli

NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA ED ANALISI ECONOMICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT

NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA ED ANALISI ECONOMICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT SANITÀ NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA ED ANALISI ECONOMICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT ANNO 7 N.4/2015 La rilevazione sui decessi e le cause

Dettagli

Gli anziani 4.2 GLI ANZIANI

Gli anziani 4.2 GLI ANZIANI 4.2 GLI ANZIANI L analisi proposta in questa sezione nasce dall intento di fornire alcuni elementi di caratterizzazione relativi ad un gruppo particolare di utenza che, visto l incremento numerico progressivo

Dettagli

I tumori in Svizzera. Salute 1183-1000. Neuchâtel, 2011

I tumori in Svizzera. Salute 1183-1000. Neuchâtel, 2011 4 Salute 83-000 I tumori in Svizzera Swiss Childhood Cancer Registry (SCCR) Schweizer Kinderkrebsregister (SKKR) Registre Suisse du Cancer de l Enfant (RSCE) Registro Svizzero dei Tumori Pediatrici (RSTP)

Dettagli

Quattro persone su dieci si ammalano di tumore

Quattro persone su dieci si ammalano di tumore Dipartimento federale dell interno DFI Ufficio federale di statistica UST Comunicato stampa Embargo: 07.02.2011, 9:15 14 Salute N. 0352-1101-20 I tumori in Svizzera dal 1983 al Quattro persone su dieci

Dettagli

REGIONE DEL VENETO - Assessorato alle Politiche Sanitarie Registro Tumori del Veneto

REGIONE DEL VENETO - Assessorato alle Politiche Sanitarie Registro Tumori del Veneto Luglio 2011 REGIONE DEL VENETO - Assessorato alle Politiche Sanitarie Analisi dell'incidenza dei tumori nell' di Treviso: periodo 2003-2005. Baracco M, Bovo E, Dal Cin A, Fiore AR, Greco A, Guzzinati S,

Dettagli

ACI ISTAT 2011: MENO INCIDENTI (-2,7%), MORTI (-5,6%) E FERITI

ACI ISTAT 2011: MENO INCIDENTI (-2,7%), MORTI (-5,6%) E FERITI Roma, 31 ottobre 2012 ACI ISTAT 2011: MENO INCIDENTI (-2,7%), MORTI (-5,6%) E FERITI (-3,5%) Obiettivo UE 2010 (-50% morti sulle strade): Italia non raggiunge target nemmeno nel 2011 ma fa meglio della

Dettagli

Correlazione tra inquinanti e malattie nell area geotemica toscana. Medicina democratica Sezione di Livorno e val di Cecina (a cura di )

Correlazione tra inquinanti e malattie nell area geotemica toscana. Medicina democratica Sezione di Livorno e val di Cecina (a cura di ) Correlazione tra inquinanti e malattie nell area geotemica toscana Medicina democratica Sezione di Livorno e val di Cecina (a cura di ) link http://www.ars.toscana.it/web/guest/news/-/blogs/lo-studio-completo-dell-ars-sulla-geotermia?

Dettagli

OGGETTO: Ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie nel quartiere S. Polo nel periodo 2004-2008

OGGETTO: Ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie nel quartiere S. Polo nel periodo 2004-2008 OGGETTO: Ricoveri ospedalieri per patologie respiratorie nel quartiere S. Polo nel periodo 2004-2008 Introduzione A seguito dei risultati ottenuti con lo studio di mortalità nel quartiere S. Polo del comune

Dettagli

La sorveglianza degli incidenti domestici nella Regione Lazio

La sorveglianza degli incidenti domestici nella Regione Lazio La sorveglianza degli incidenti domestici nella Regione Lazio Rapporto per le Aziende Sanitarie Locali del Lazio nell ambito del Progetto regionale Programma di sorveglianza e prevenzione degli incidenti

Dettagli

ANALISI CRITICA DELLA DOCUMENTAZIONE TECNICA RELATIVA ALLA CENTRALE TERMOELETTRICA DI QUILIANO E VADO LIGURE

ANALISI CRITICA DELLA DOCUMENTAZIONE TECNICA RELATIVA ALLA CENTRALE TERMOELETTRICA DI QUILIANO E VADO LIGURE 6.1 Salute umana Dall analisi della documentazione di progetto sottoposta ad autorizzazione emerge come la tematica della Salute Umana sia stata affrontata in modo inadeguato, ovvero con estrema superficialità

Dettagli

Rapporto Osservasalute Aree metropolitane 2010

Rapporto Osservasalute Aree metropolitane 2010 Rapporto Osservasalute Aree metropolitane 2010 Atlante della salute nelle province metropolitane Migliore e peggiore performance provincia per provincia Torino: la provincia con i tassi di dimissione ospedaliera

Dettagli

La risposta al bisogno e alla domanda di salute

La risposta al bisogno e alla domanda di salute La risposta al bisogno e alla domanda di salute Giuliano Angotzi Direttore Dipartimento di Prevenzione Azienda U.S.L. Viareggio Conferenza dei servizi 30/3/2005 traumatismi ed avvelenamenti 6% Principali

Dettagli

8. Valutazione degli screening di prevenzione delle patologie tumorali nell ASL di Mantova

8. Valutazione degli screening di prevenzione delle patologie tumorali nell ASL di Mantova 8. Valutazione degli screening di prevenzione delle patologie tumorali nell ASL di Mantova I programmi di screening per la prevenzione dei tumori della mammella, del colon retto e della cervice uterina

Dettagli

Sviluppo di un tumore

Sviluppo di un tumore TUMORI I tumori Si tratta di diversi tipi di malattie, che hanno cause diverse e che colpiscono organi e tessuti differenti Caratteristica di tutti i tumori è la proliferazione incontrollata di cellule

Dettagli

Registro Tumori del Veneto. Baracco M, Bovo E, Dal Cin A, Fiore AR, Greco A, Guzzinati S, Monetti D, Rosano A, Stocco C, Tognazzo S e Zambon P.

Registro Tumori del Veneto. Baracco M, Bovo E, Dal Cin A, Fiore AR, Greco A, Guzzinati S, Monetti D, Rosano A, Stocco C, Tognazzo S e Zambon P. giugno 2009 REGIONE DEL VENETO - Assessorato alle Politiche Sanitarie ISTITUTO ONCOLOGICO VENETO - IRCCS Analisi dell'incidenza dei tumori nell'asl 8 di Asolo: periodo 1999-2003 e andamenti temporali dal

Dettagli

Indagini epidemiologiche sullo stato di salute della popolazione residente in prossimità dello stabilimento BASF Italia Srl (ex Engelhard)

Indagini epidemiologiche sullo stato di salute della popolazione residente in prossimità dello stabilimento BASF Italia Srl (ex Engelhard) Indagini epidemiologiche sullo stato di salute della popolazione residente in prossimità dello stabilimento BASF Italia Srl (ex Engelhard) Valutazione di fattibilità di studi caso-controllo e di studi

Dettagli

STUDIO DI LOCALIZZAZIONE DEL TERMOVALORIZZATORE DELLA ZONA NORD DELLA PROVINCIA DI TORINO

STUDIO DI LOCALIZZAZIONE DEL TERMOVALORIZZATORE DELLA ZONA NORD DELLA PROVINCIA DI TORINO STUDIO DI LOCALIZZAZIONE DEL TERMOVALORIZZATORE DELLA ZONA NORD DELLA PROVINCIA DI TORINO Capitolo 12 Componente salute pubblica SOMMARIO 12 COMPONENTE SALUTE PUBBLICA... 3 12.2 Obiettivi e contenuti del

Dettagli

Le previsioni demografiche ISTAT

Le previsioni demografiche ISTAT Le previsioni demografiche ISTAT Le previsioni demografiche riportate nel capitolo 1 sono elaborate dall ISTAT sulla base di diversi scenari di dinamica demografica. Sono di seguito esplicitate le ipotesi

Dettagli

La sopravvivenza dei malati di tumore in Veneto

La sopravvivenza dei malati di tumore in Veneto luglio 2014, SER Sistema Epidemiologico Regionale Azienda ULSS 4 Alto Vicentino Area Sanità e Sociale - Sezione Controlli Governo e Personale SSR Regione Veneto La sopravvivenza dei malati di tumore in

Dettagli

EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE DELLA MAMMELLA IN VENETO

EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE DELLA MAMMELLA IN VENETO EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE DELLA MAMMELLA IN VENETO Registro Tumori del Veneto novembre 213 Baracco M, Bovo E, Dal Cin A, Fiore AR, Greco A, Guzzinati S, Monetti D, Rosano A, Stocco CF, Tognazzo S, Zorzi

Dettagli

Rapporto Osservasalute 2014 Atlante della salute nelle Regioni italiane La migliore performance Regione per Regione

Rapporto Osservasalute 2014 Atlante della salute nelle Regioni italiane La migliore performance Regione per Regione Rapporto Osservasalute 2014 Atlante della salute nelle Regioni italiane La migliore performance Regione per Regione Piemonte: la Regione in cui le donne muoiono meno per malattie cardiache Ma è tra le

Dettagli

Le malattie non infettive nel Mondo: epidemiologia e strategie preventive

Le malattie non infettive nel Mondo: epidemiologia e strategie preventive Le malattie non infettive nel Mondo: epidemiologia e strategie preventive Problemi di metodo da affrontare nello studio epidemiologico delle malattie non infettive S ono spesso disponibili solo studi di

Dettagli

Osservatorio Epidemiologico Regionale GLI ACCIDENTI CEREBROVASCOLARI IN SARDEGNA

Osservatorio Epidemiologico Regionale GLI ACCIDENTI CEREBROVASCOLARI IN SARDEGNA Osservatorio Epidemiologico Regionale GLI ACCIDENTI CEREBROVASCOLARI IN SARDEGNA Gli accidenti cerebrovascolari sono un rilevante problema di sanità pubblica nel mondo occidentale e meno nei paesi in via

Dettagli

EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE DEL PANCREAS IN VENETO

EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE DEL PANCREAS IN VENETO EPIDEMIOLOGIA DEL TUMORE DEL PANCREAS IN VENETO Registro Tumori del Veneto agosto 213 Baracco M, Bovo E, Dal Cin A, Fiore AR, Greco A, Guzzinati S, Monetti D, Rosano A, Stocco CF, Tognazzo S, Zorzi M e

Dettagli

LA MORTALITÀ PER TUMORE NEI DISTRETTI DELL ULSS 6 DI VICENZA. ANNI 2000-2003

LA MORTALITÀ PER TUMORE NEI DISTRETTI DELL ULSS 6 DI VICENZA. ANNI 2000-2003 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTÀ DI SCIENZE STATISTICHE CORSO DI LAUREA IN STATISTICA, POPOLAZIONE E SOCIETÀ Relazione finale LA MORTALITÀ PER TUMORE NEI DISTRETTI DELL ULSS 6 DI VICENZA. ANNI

Dettagli

ESERCITAZIONE 2. TRATTO E MODIFICATO DA: Esercizi di epidemiologia - MORO, DAVOLI, PIRASTU Il pensiero scientifico editore

ESERCITAZIONE 2. TRATTO E MODIFICATO DA: Esercizi di epidemiologia - MORO, DAVOLI, PIRASTU Il pensiero scientifico editore ESERCITAZIONE 2 TRATTO E MODIFICATO DA: Esercizi di epidemiologia - MORO, DAVOLI, PIRASTU Il pensiero scientifico editore Modalità di lettura della tabella di contingenza 2x2 sull associazione tra l esposizione

Dettagli

Ferrara. Bologna. Imola GALLIERA PIEVE DI CENTO SAN PIETRO IN CASALE MALALBERGO CASTELLO D ARGILE SAN GIORGIO DI PIANO BARICELLA ARGELATO BENTIVOGLIO

Ferrara. Bologna. Imola GALLIERA PIEVE DI CENTO SAN PIETRO IN CASALE MALALBERGO CASTELLO D ARGILE SAN GIORGIO DI PIANO BARICELLA ARGELATO BENTIVOGLIO PIEVE DI CENTO GALLIERA SAN PIETRO IN CASALE Ferrara MALALBERGO CASTELLO D ARGILE SAN GIORGIO DI PIANO BARICELLA ARGELATO BENTIVOGLIO MINERBIO MOLINELLA CASTEL MAGGIORE GRANAROLO BUDRIO Bologna CASTENASO

Dettagli

Presentazione dell Atlante della struttura produttiva e delle malattie professionali nel Veneto

Presentazione dell Atlante della struttura produttiva e delle malattie professionali nel Veneto Presentazione dell Atlante della struttura produttiva e delle malattie professionali nel Veneto Franco Sarto, Michela Veronese, Sara Roberti COREO Armando Olivieri, Luca Benacchio, Spisal ULSS 15 Le fonti

Dettagli

5. STATO DI SALUTE. 5.1 Principali indicatori. 5.1.1. Speranza di vita alla nascita

5. STATO DI SALUTE. 5.1 Principali indicatori. 5.1.1. Speranza di vita alla nascita 5. STATO DI SALUTE 5.1 Principali indicatori 5.1.1. Speranza di vita alla nascita La speranza di vita alla nascita è un importante indice sintetico dello stato di salute di una popolazione. Tale indicatore

Dettagli

ATTIVITA ARS Profili di salute dei comuni di Arezzo, Civitella in Val di Chiana e Monte S. Savino

ATTIVITA ARS Profili di salute dei comuni di Arezzo, Civitella in Val di Chiana e Monte S. Savino Progetto Regione Toscana Studio di popolazione nei Comuni di Civitella della Chiana ed Arezzo in relazione all esposizione a fattori di inquinamento ambientale ATTIVITA ARS Profili di salute dei comuni

Dettagli

Numero 22 /2015 Prime analisi dei dati desunti dall Allegato 3B del D.Lgs 81/2008

Numero 22 /2015 Prime analisi dei dati desunti dall Allegato 3B del D.Lgs 81/2008 Numero 22 /2015 Prime analisi dei dati desunti dall Allegato 3B del D.Lgs 81/2008 L art. 40 ha introdotto per il medico competente, al fine di favorire un utile rapporto di questi con il SSN, l obbligo

Dettagli

LA CODIFICA DEI TUMORI

LA CODIFICA DEI TUMORI LA CODIFICA DEI TUMORI San Severino Marche, 22 novembre 2007 Stefano Brocco Obiettivo Evidenziare le peculiarità ed i principi nella codifica dei tumori nella schede di morte con ICD10 - Classificazione

Dettagli

sanità Avvertenze Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) interruzioni volontarie di gravidanza malattie infettive

sanità Avvertenze Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) interruzioni volontarie di gravidanza malattie infettive capitolo 3 sanità Avvertenze Le informazioni statistiche contenute nel presente capitolo provengono dall Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio e riguardano dati rilevati presso le strutture sanitarie

Dettagli

Tumori e Cause di Morte, Aspetti Problematici: I Tumori Maligni Multipli

Tumori e Cause di Morte, Aspetti Problematici: I Tumori Maligni Multipli Modena 21 maggio 2015 Giornata di Studio Registri Tumori / Registri di Mortalità) Tumori e Cause di Morte, Aspetti Problematici: I Tumori Maligni Multipli A cura di Pier Carlo Vercellino S.O.S. Epidemiologia

Dettagli

VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DEGLI EFFETTI SULLA SALUTE DEI SOGGETTI RESIDENTI INTORNO ALL INCENERITORE PER RIFIUTI SOLIDI URBANI DI VERCELLI

VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DEGLI EFFETTI SULLA SALUTE DEI SOGGETTI RESIDENTI INTORNO ALL INCENERITORE PER RIFIUTI SOLIDI URBANI DI VERCELLI VALUTAZIONE EPIDEMIOLOGICA DEGLI EFFETTI SULLA SALUTE DEI SOGGETTI RESIDENTI INTORNO ALL INCENERITORE PER RIFIUTI SOLIDI URBANI DI VERCELLI ARPA Piemonte Dip.Epidemiologia e Salute Ambientale Enti coinvolti:

Dettagli

Il NPS ed il carcinoma polmonare nel Veneto

Il NPS ed il carcinoma polmonare nel Veneto Il NPS ed il carcinoma polmonare nel Veneto Paola Zambon Registro Tumori del Veneto (IOV IRCCS) Manola Lisiero, Mario Saugo (SER) Belluno, 20 Ottobre 2011 Casi annui in Veneto stimati nel 2011 a partire

Dettagli

Violenza reale e ideologia di genere. Le cause di morte in Italia. Uno sguardo ai dati

Violenza reale e ideologia di genere. Le cause di morte in Italia. Uno sguardo ai dati Violenza reale e ideologia di genere. Le cause di morte in Italia. Uno sguardo ai dati di Eugenio Pelizzari 1. Le cause di morte in Italia Gli ultimi dati Istat ufficiali disponibili, relativi all anno

Dettagli

LA MORTALITA IN PIEMONTE NEGLI ANNI 2001-2003

LA MORTALITA IN PIEMONTE NEGLI ANNI 2001-2003 DIREZIONE SANITA PUBBLICA LA MORTALITA IN PIEMONTE NEGLI ANNI 2001-2003 Osservatorio Epidemiologico Regionale Autori del volume: M. Dalmasso(1), S. Bellini(1), M. Gulino(2), D. Sarasino(3), P.C. Vercellino(4),

Dettagli

Mortalità per causa nell ULSS 13 della Regione Veneto anni 1995-1999

Mortalità per causa nell ULSS 13 della Regione Veneto anni 1995-1999 Mortalità per causa nell ULSS 13 della Regione Veneto anni 1995-1999 U.L.S.S. 13 - Regione Veneto Dipartimento di Prevenzione U.L.S.S. 13 - Regione Veneto Dipartimento di Prevenzione - Direttore Dott.

Dettagli

COMUNICATO STAMPA. Lo stato di salute della popolazione dell ASL TO4

COMUNICATO STAMPA. Lo stato di salute della popolazione dell ASL TO4 UFFICIO COMUNICAZIONE Responsabile: dott.ssa Tiziana Guidetto tel. 0125 414726 011 9176594 cell. 335 5812438 e-mail: tguidetto@aslto4.piemonte.it COMUNICATO STAMPA Lo stato di salute della popolazione

Dettagli

Registro Tumori della Regione Puglia Centro di Coordinamento IRCCS Istituto Tumori Giovanni Paolo II

Registro Tumori della Regione Puglia Centro di Coordinamento IRCCS Istituto Tumori Giovanni Paolo II Registro Tumori della Regione Puglia Centro di Coordinamento IRCCS Istituto Tumori Giovanni Paolo II Analisi dei dati di mortalità e ospedalizzazione della popolazione della provincia di Foggia nel periodo

Dettagli

Epidemiologia dell ictus e della frattura di femore (in Toscana)

Epidemiologia dell ictus e della frattura di femore (in Toscana) Epidemiologia dell ictus e della frattura di femore (in Toscana) Dr. Alessandro Barchielli Unità di epidemiologia Asl 10 Firenze alessandro.barchielli@asf.toscana.it Causa principale di non autosufficienza

Dettagli

VALUTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NELLE ZONE INDUSTRIALI DI OTTANA E MACOMER E NELLE ZONE DI NUORO, SINISCOLA E SORGONO.

VALUTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NELLE ZONE INDUSTRIALI DI OTTANA E MACOMER E NELLE ZONE DI NUORO, SINISCOLA E SORGONO. VALUTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE NELLE ZONE INDUSTRIALI DI OTTANA E MACOMER E NELLE ZONE DI NUORO, SINISCOLA E SORGONO. PRIMA FASE DELLO STUDIO: Analisi delle principali cause

Dettagli

Corso: Statistica e Metodologia Epidemiologica 1

Corso: Statistica e Metodologia Epidemiologica 1 Università degli Studi di Padova Scuola di Medicina e Chirurgia Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia - A.A. 2014-15 Corso: Statistica e Metodologia Epidemiologica 1 Docenti: prof.ssa Anna Chiara Frigo

Dettagli

Figura 1 Dati di incidenza del tumore al polmone. Banca dati Associazione Italiana Registri Tumori

Figura 1 Dati di incidenza del tumore al polmone. Banca dati Associazione Italiana Registri Tumori Impatto del fumo sui tumori del polmone in provincia di Sondrio In Italia la neoplasia del polmone è il terzo tumore più comune nei maschi, dopo quello della prostata e quelli non melanomatosi delle cute,

Dettagli

Mortalità da disturbi circolatori dell encefalo. Stima del rischio relativo per comune di residenza. (2003-2007)

Mortalità da disturbi circolatori dell encefalo. Stima del rischio relativo per comune di residenza. (2003-2007) 5 La "cartella clinica" del Cesenate Conoscere quali sono le principali cause di morte e le malattie a maggior impatto sociale e sanitario in una popolazione può fornire utili indicazioni per l identificazione

Dettagli

Controllare lo stato di aggiornamento sul sito web dell ISTAT http://www.istat.it sezione Dati e prodotti > Tavole di dati > Cause di morte

Controllare lo stato di aggiornamento sul sito web dell ISTAT http://www.istat.it sezione Dati e prodotti > Tavole di dati > Cause di morte Controllare lo stato di aggiornamento sul sito web dell ISTAT http://www.istat.it sezione Dati e prodotti > Tavole di dati > Cause di morte Guida alla lettura La codifica della causa di morte Le statistiche

Dettagli

1. Indice di mortalità

1. Indice di mortalità MORTALITÀ 1. Indice di mortalità ANNI INDICE DI MORTALITA 1990 10,16 1991 10,15 1992 10,12 1993 10,39 1994 10,16 1995 10,51 1996 10,30 1997 10,44 1998 10,68 1999 10,93 2000 10,46 2001 10,37 Nota: per

Dettagli

Gli indicatori analizzati

Gli indicatori analizzati Gli indicatori analizzati - Mortalità (I) - Mortalità infantile e aborti spontanei (I) - Infortuni sul lavoro e malattie professionali (I) - Qualità delle produzioni alimentari (I) 1 MORTALITÀ (I) Mortalità

Dettagli

COMUNE DI COMO. I MATRIMONI NEL COMUNE DI COMO Presentazione dei dati dal 2000 al 2004. (1 Edizione)

COMUNE DI COMO. I MATRIMONI NEL COMUNE DI COMO Presentazione dei dati dal 2000 al 2004. (1 Edizione) COMUNE DI COMO I MATRIMONI NEL COMUNE DI COMO Presentazione dei dati dal 2000 al 2004 (1 Edizione) Settore Statistica - Agosto 2007 I MATRIMONI NEL COMUNE DI COMO Presentazione dei dati dal 2000 al 2004

Dettagli

Anno 2012 LE PRINCIPALI CAUSE DI MORTE IN ITALIA

Anno 2012 LE PRINCIPALI CAUSE DI MORTE IN ITALIA 3 dicembre 2014 Anno 2012 LE PRINCIPALI CAUSE DI MORTE IN ITALIA Nel 2012 vi sono stati in Italia 613.520 con un standardizzato di mortalità di 92,2 individui per diecimila residenti. La tendenza recente

Dettagli

ESERCITAZIONE. CdL Fisioterapia e Podologia. 25 novembre 2015

ESERCITAZIONE. CdL Fisioterapia e Podologia. 25 novembre 2015 ESERCITAZIONE CdL Fisioterapia e Podologia 25 novembre 2015 Epidemiologia Domanda 1 Le neoplasie gastriche sono: a. diminuite in tutta Europa b. diminuite fino agli anni 80, poi stabili c. aumentate in

Dettagli

sintesi dei risultati

sintesi dei risultati sintesi dei risultati In questo primo rapporto collaborativo tra i registri tumori delle province emiliane di Parma, Reggio Emilia e Modena vengono presentati i dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza

Dettagli

RAPPORTO Stato di salute del Comune di Albairate

RAPPORTO Stato di salute del Comune di Albairate RAPPORTO Stato di salute del Comune di Albairate Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Milano Dipartimento Governance Osservatorio Epidemiologico e Registri Specializzati Data ultima revisione 8//

Dettagli

IL FATTORE DI RISCHIO ALCOL NEGLI STILI DI VITA DEI LAVORATORI : I RISUL- TATI DI UN INDAGINE

IL FATTORE DI RISCHIO ALCOL NEGLI STILI DI VITA DEI LAVORATORI : I RISUL- TATI DI UN INDAGINE IL FATTORE DI RISCHIO ALCOL NEGLI STILI DI VITA DEI LAVORATORI : I RISUL- TATI DI UN INDAGINE Claudio Annovi (1), Roberta Biolcati (1), Renato Di Rico (2), Gianfranco De Girolamo (3), Clara Fogliani (2),

Dettagli

Parte II. Introduzione. A cura di Sara Barsanti

Parte II. Introduzione. A cura di Sara Barsanti Parte II LA VALUTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE A cura di Sara Barsanti Introduzione I problemi di salute sono rappresentati dai rischi e dai danni, individuali e collettivi, che la popolazione

Dettagli

Spunti per un ragionamento sulla sanità pubblica

Spunti per un ragionamento sulla sanità pubblica Spunti per un ragionamento sulla sanità pubblica Gemona del Friuli, 11 Maggio 2010 Giancarlo Miglio I DETERMINANTI DELL EVOLUZIONE EVOLUZIONE DEI SISTEMI SANITARI CAMBIAMENTI EPIDEMIOLOGICI RISORSE FINANZIARIE

Dettagli

Analisi dei dati sugli incidenti domestici e stradali

Analisi dei dati sugli incidenti domestici e stradali Le schede ISTAT per la denuncia delle cause di morte Castelfranco Veneto, 12 febbraio 2009 Analisi dei dati sugli incidenti domestici e stradali Stefano Brocco Centro Regionale di Riferimento per il Coordinamento

Dettagli

AMBIENTE E SALUTE A TARANTO: IL QUADRO DELLE EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE

AMBIENTE E SALUTE A TARANTO: IL QUADRO DELLE EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE AMBIENTE E SALUTE A TARANTO: IL QUADRO DELLE EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE Premessa La consapevolezza della compromissione ambientale che caratterizza Taranto, e del suo potenziale impatto sulla salute, ha

Dettagli

TRACCIA DI STUDIO. Tassi o quozienti

TRACCIA DI STUDIO. Tassi o quozienti TRACCIA DI STUDIO Per descrivere e quantificare aspetti epidemiologici, è necessario fare uso di rapporti tra dati legati da un nesso logico. Il risultato viene sovente moltiplicato per un multiplo di

Dettagli

Azienda di residenza Note Codifiche ICD9-CM: 140-239. Il tasso è standardizzato per età (standard: popolazione europea) Indicatore Mes Sant Anna

Azienda di residenza Note Codifiche ICD9-CM: 140-239. Il tasso è standardizzato per età (standard: popolazione europea) Indicatore Mes Sant Anna 9. Mortalità Gli indicatori descritti in questo capitolo sono stati estrapolati dal Ligure 1. Per i confronti nazionali è stata utilizzata la media del network di regioni partecipanti al sistema di valutazione

Dettagli

Inquinante Rilevanza concentrazioni da emissioni del TV rispetto a quelle di SL (TV/SL) SO 2 < NO x < PM 10 << Pb <<< Cd

Inquinante Rilevanza concentrazioni da emissioni del TV rispetto a quelle di SL (TV/SL) SO 2 < NO x < PM 10 << Pb <<< Cd 494 TABELLA B3 Giudizio qualitativo sui risultati delle previsioni di ricadute causate dalle sorgenti lineari (SL), nell area circolare di raggio km 2,5 centrata sul TV. Inquinante Rilevanza concentrazioni

Dettagli

L Insulina è un ormone prodotto dal pancreas implicato nel metabolismo dei carboidrati.

L Insulina è un ormone prodotto dal pancreas implicato nel metabolismo dei carboidrati. DIABETE E RISCHIO CANCRO: RUOLO DELL INSULINA Secondo recenti studi sono più di 350 milioni, nel mondo, gli individui affetti da diabete, numeri che gli regalano il triste primato di patologia tra le più

Dettagli