RIMANENZE DI MAGAZZINO E LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE RIMANENZE DI MAGAZZINO 1. Matteo Pozzoli

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "RIMANENZE DI MAGAZZINO E LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE RIMANENZE DI MAGAZZINO 1. Matteo Pozzoli"

Transcript

1 RIMANENZE DI MAGAZZINO E LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE Matteo Pozzoli Premessa: La presente dispensa è specificamente indirizzata agli studenti del corso di Contabilità e Bilancio per i percorsi MII e MIT dell Università degli Studi di Napoli Parthenope RIMANENZE DI MAGAZZINO 1 Sommario: 1. Inquadramento della problematica; 2. Definizione, individuazione e classificazione; La determinazione del costo; 4. Tecniche di determinazione del valore delle rimanenze; 5. Valore di realizzazione desunto dall andamento del mercato; 6. Determinazione dei valori fiscali 1. Inquadramento della problematica Le rimanenze sono una posta da seguire con grande attenzione, in ragione del fatto che qualsiasi impresa in condizioni di normale funzionamento indipendentemente dal settore in cui opera e dall attività svolta risulta solitamente in possesso di rimanenze alla data di riferimento del bilancio. Occorre, perciò, considerare adeguatamente le principali prassi concernenti la contabilizzazione di tali voci imprescindibile così da poter redigere un bilancio veritiero e tecnicamente corretto. In sostanza, le rimanenze costituiscono una combinazione di fattori produttivi presenti in cicli economici che, non essendo terminati alla data di chiusura, abbracciano esercizi contigui. Per quanto rileva gli aspetti contabili, occorre evidenziare che la disciplina giuscontabile appare consolidata da tempo, mentre gli orientamenti professionali sono sempre più propensi a recepire l impostazione della migliore prassi internazionale, identificata solitamente con i principi contabili internazionali emanati dallo IASB. Il presente contributo è finalizzato ad analizzare le principali problematiche analizzate dall Organismo Italiano della Contabilità (Oic) nell Oic 13. Rimanenze di magazzino, rivisto a seguito della riforma del diritto societario. 1 La sezione della presente dispensa dedicata alla contabilizzazione delle rimanenze di magazzino è tratta da: M. Pozzoli, Rimanenze di magazzino: OIC 13, Guida alla Contabilità e Bilancio, Milano, Il Sole24Ore-Frizzera, n. 24/2007, pp

2 2. Definizione, individuazione e classificazione Il legislatore civilistico non fornisce una vera e propria definizione di cosa debba intendersi per rimanenze; l Oic 13 definisce le rimanenze come beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro produzione nella normale attività d impresa. (Oic 13, A). A livello classificatorio, si ricorda che le rimanenze costituiscono la macroclasse C) dell attivo patrimoniale. Il codice civile fornisce, inoltre, una classificazione delle rimanenze in classi che rappresenta un buon punto di riferimento anche ai fini valutativi. Tabella 1 - Classificazione rimanenze effettuata dal codice civile (Codice civile, art. 2424) 1. Materie prime, sussidiarie e di consumo 2. Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati 3. Lavori in corso su ordinazione 4. Prodotti finiti e merci 5. Acconti Brevemente, si evidenzia che le materie prime rappresentano i materiali destinati ad entrare nel ciclo produttivo dell impresa (il cuoio per la produzione delle scarpe, la calce per la produzione delle case, ecc.). Le materie sussidiarie sono beni che concorrono solo indirettamente al processo produttivo (il colorante per la produzione di abiti, i chiodi per la costruzione delle case, ecc.) Le materie di consumo costituiscono beni che entrano nel processo produttivo per essere consumati con la produzione dello stesso (colla, pezzi di ricambio, energia elettrica, ecc.). I prodotti in corso di lavorazione sono beni che costituiscono parte del processo produttivo e che alla data di chiusura non hanno completato il proprio ciclo. I semilavorati costituiscono beni che si trovano in stadi intermedi di produzione, ma che a differenza dei prodotti in corso di lavorazione hanno già una propria identità e, conseguentemente, un mercato di riferimento (i tergicristalli per la fabbricazione di autovetture, i bottoni per la produzione di giacche, ecc.). I prodotti finiti rappresentano beni che hanno concluso il proprio ciclo produttivo e che sono in attesa di essere ceduti. Le merci sono prodotti acquisiti e rivenduti nelle medesime condizioni, senza che l impresa intervenga per modificarne natura o consistenza. Si deve rilevare che la classificazione di un bene come attività circolante anziché come immobilizzazione varia in relazione alla destinazione attribuita dal management al bene stesso. Un immobile può rappresentare per un impresa immobiliare o edile una rimanenza, ma per un negozio di abbigliamento una immobilizzazione. 2

3 Anche se il principio della sostanza sulla forma sembra essere stato formalmente riconosciuto dalla normativa nazionale (seppur sotto le mentite spoglie del principio della funzione dell elemento economico dell attivo e del passivo considerato ), il momento dell iscrizione in bilancio (o della cancellazione) viene normalmente identificato con il passaggio di proprietà dello stesso. Questo si considera avvenuto: - con la spedizione o la consegna, per i beni mobili; - con le modalità contrattuali dell acquisto, il passaggio sostanziale dei rischi e la data di compravendita, per i beni immobilizzati. A tale proposito, si ricorda che l impresa è tenuta a iscrivere in bilancio i beni di proprietà anche se presso terzi e, al contrario, a non iscrivere i beni di terzi mantenuti in conto deposito presso l impresa. Tali movimentazioni dovranno essere evidenziate e illustrate in base a quanto previsto dai conti d ordine e dal sistema degli impegni 2. Dovranno essere indicati in bilancio i beni di proprietà non ancora posseduti, perché ancora oggetto di consegna. 3. La determinazione del costo Il sistema contabile nazionale risulta articolato fortemente sul costo storico ed anche le rimanenze sono fondamentalmente valutate, fatta eccezione quando previsto diversamente, su tale principio. Il costo storico è identificato in sede di iniziale iscrizione con il costo di acquisto o di produzione. Tale costo rappresenta l insieme dei costi necessari per ottenere la proprietà del bene nella sua attuale locazione e condizione. Il costo di acquisto è rappresentato dal prezzo d acquisto a cui vanno sommati gli oneri accessori, quali i costi di trasporto, di imballaggio, dogana, ecc. Sono solitamente esclusi, a differenza di quanto esplicitamente previsto per le immobilizzazioni, gli oneri finanziari. Il costo di produzione include tutti i costi di fabbricazione; questi sono suddivisi dal Principio contabile in base alla inerenza degli stessi al processo di produzione dei beni e alla conseguente metodologia di imputazione degli stessi in: costi diretti e indiretti. In linea di massima, i costi diretti rappresentano spese attribuibili esclusivamente alla produzione dei beni oggetto di valutazione, mentre i costi indiretti costituiscono spese generali che necessitano di un processo di ripartizione atto ad attribuirli al valore dei beni per la quota ragionevole delle spese riferita alla produzione dei beni medesimi. 2 Si veda: Oic, Oic 22, Conti d ordine. 3

4 Tabella 2 - Classificazione costi diretti e indiretti (Oic 13, D.IIIe) Costi diretti Costi indiretti o spese generali di produzione o industriali a) Costo materiali utilizzati, ivi inclusi i trasporti su acquisti (materiale diretto). b) Costo della mano d'opera diretta, inclusivo degli oneri accessori. c) Semilavorati. d) Imballaggi. e) Costi relativi a licenze di produzione. a) Stipendi, salari e relativi oneri afferenti la mano d'opera indiretta ed il personale tecnico di stabilimento. b) Ammortamenti economico-tecnici dei cespiti destinati alla produzione. c) Manutenzioni e riparazioni. d) Materiali di consumo. e) Altre spese effettivamente sostenute per la lavorazione di prodotti (gas metano, acqua, manutenzione esterna, servizi di vigilanza, ecc.). Non esiste una regola generale o generalmente accettata per quantificare la ripartizione delle spese generali; solitamente, tuttavia, tali oneri sono imputati in base a percentuali prefissate basate su un previsto volume di spese relative ad un normale livello di produzione, inteso come risultato medio del procedo produttivo desunto dalle precedenti serie storiche o determinato in base ai budget. I parametri previsti per la distribuzione delle spese generali variano in relazione al bene in oggetto e può fare riferimento a: - le ore dirette di mano d'opera; - il costo della mano d'opera diretta; - le ore macchina; - le percentuali di assorbimento per reparto o gruppi di reparti. L Oic 13 si sofferma, poi, su una serie di oneri che sono ritenuti non capitalizzabili nel valore delle rimanenze. Tabella 3 - Costi normalmente esclusi dal valore delle rimanenze Costi anomali o superiori al livello standard di capacità produttiva Spese generali ed amministrative Spese di vendita Spese di ricerca e sviluppo Oneri finanziari (fatta eccezione per il caso in cui tali oneri fanno riferimento a specifiche voci che richiedono un processo produttivo di vari anni) 4

5 I costi anomali (sprechi, costi dovuti a impianti e macchinari inattivi) o ritenuti superiori al livello standard di capacità produttiva sono imputati al conto economico dell esercizio in cui hanno avuto la propria manifestazione economica. Le spese generali ed amministrative non possono essere incluse nel valore delle rimanenze, in quanto fanno riferimento a funzioni comuni dell impresa nella sua interezza e, per questo, dovrebbero essere sostenute indipendentemente dall acquisizione delle rimanenze medesime. Similmente le spese di vendita si riferiscono all'attività distributiva dell'impresa e pertanto per definizione non sono costi inventariabili ai fini della valutazione delle rimanenze. Le spese di ricerca e sviluppo non sono ritenute imputabili al valore delle rimanenze poiché non sono associabili alle rimanenze presenti in magazzino alla data in cui predette spese sono state sostenute; non vi è in sostanza diretta correlazione tra spese di ricerca e sviluppo sostenute e valore delle rimanenze iscritte. Il Principio contabile prevede che gli oneri finanziari come precedentemente accennato - siano imputati al conto economico dell esercizio in cui sono stati sostenuti; tale convinzione è motivata dal Principio contabile nazionale in considerazione che: - gli oneri finanziari sono costi di natura ricorrente ed è difficile individuare gli oneri finanziari specificamente sostenuti per l acquisizione delle rimanenze; - l utilizzo dell indebitamento in luogo dell utilizzo del capitale proprio potrebbe costituire una scelta del management che comporta maggiori costi (interessi passivi) a fronte di una maggiore disponibilità del capitale. L unica circostanza in cui risulta sostenibile includere il costo degli oneri finanziari nelle rimanenze si ha nel momento in cui gli oneri sostenuti ineriscono a specifiche voci che richiedono un processo produttivo di vari anni per la commercializzazione delle stesse (per esempio, brandy, vino, ecc). 4. Tecniche di determinazione del valore delle rimanenze Una volta identificato il costo a cui inizialmente iscrivere le rimanenze, è necessario definire la valutazione del magazzino. A tale fine, si ricorda che il Codice Civile dispone che: Le rimanenze di magazzino devono essere valutate al minore tra il costo storico ed il valore di mercato (Codice civile, art. 2426). Per quanto concerne la determinazione del costo, occorre da subito distinguere tra: - beni non fungibili (ossia non intercambiabili); e - beni fungibili (ossia intercambiabili). 5

6 I primi (per esempio, gli immobili per le imprese edili, gli yacht per le imprese di costruzione barche, ecc.) possono essere iscritti in bilancio solo per mezzo di una specifica identificazione del costo, in quanto risultano beni unici non assimilabili ad altre realtà. I secondi a causa dell elevato numero delle rimanenze, dell entità delle stesse e della velocità di rotazione possono essere iscritti (per singola voce di magazzino) tramite le seguenti tecniche presuntive di determinazione specificamente riconosciuti dal legislatore: - First In, First Out (FIFO), il quale assume che gli acquisti più remoti sono i primi ad essere dismessi, con la conseguenza che il magazzino è composto dai beni più recenti. Tale metodo ha il pregio di rispecchiare in condizioni di normalità il ciclo di funzionamento del processo economico nonché di contrapporre ai costi più recenti i ricavi più recenti. - Last In, First Out (LIFO), il quale assume che gli acquisti più recenti sono i primi ad essere dimessi, con la conseguenza che il magazzino è composto dai beni più remoti. La tecnica in oggetto appare significativa in periodi di prezzi ascendenti, contrapponendo i costi di acquisizione più recenti con i ricavi derivanti dalle vendite di esercizio. Ne origina, tuttavia, che a livello patrimoniale il valore del magazzino risulta sottostimato. Per tale motivo, il Principio contabile dispone che, qualora sia utilizzato tale criterio, la nota integrativa riporti il valore delle rimanenze di magazzino al minore tra i costi correnti e il valore di mercato (Oic 13, D.Iv.d); - Costo medio ponderato, il quale assume che le merci non sono singolarmente identificabili e fanno parte di un insieme di beni egualmente disponibili. Il criterio in parola livella i costi dei singoli beni poiché definisce una media tra il complesso dei valori entrati in magazzino nell esercizio in corso. I metodi sopra considerati possono essere applicati: a) per movimento, in base alla quale i valori sono determinati con flussi continui subito dopo ogni acquisto; oppure b) per periodo, in base alla quale il costo medio ponderato viene riferito ad un determinato periodo. La scelta della tecnica di valutazione per determinare il costo delle rimanenze deve essere ben ponderata perché le differenze valutative possono essere assai significative. 6

7 Esempio: Alfa è un impresa che produce felpe. Si assume di adottare una tecnica di valutazione basata sui flussi avvenuti nei singoli mesi. Nel gennaio 20X7 Alfa acquista 1000 felpe dal grossista Beta per rivenderle al dettaglio, pagandole Nel febbraio del medesimo anno Alfa acquista altre 500 felpe per e uno stesso quantitativo di felpe viene acquisito a marzo per Ad aprile, Alfa vende 800 felpe per un importo di e ne compra 400 per A ottobre, Alfa vende altre 800 felpe per e ne compra 300 per Infine a novembre, sono vendute 500 felpe per e comperate altre 200 felpe per La situazione è schematizzata dalla seguente tabella. Data acquisto Quantità Prezzo commessa Prezzo unitario di acquisto Gennaio Febbraio Marzo Aprile (800) Aprile Ottobre (800) Ottobre Novembre (500) Novembre Prezzo di vendita unitario Se viene utilizzato considerato che tutti i prezzi sono espressi in unità di euro - il metodo FIFO al 31 dicembre avremo che: ( ) ( ) = valore rimanenze finali calcolato con il metodo FIFO Se viene utilizzato il metodo LIFO avremo che: ( ) ( ) ( ) = valore rimanenze finali calcolato con il metodo LIFO Se viene utilizzato il metodo del costo medio ponderato: = costo complessivo delle merci acquistate nel corso dell esercizio 7

8 /2.900 = 50,52 prezzo medio di acquisto x 50,52 = costo complessivo delle merci cedute nel corso dell esercizio = valore rimanenze finali calcolato con il metodo del costo medio ponderato 5. Valore di realizzazione desunto dall andamento del mercato Si deve ricordare che il legislatore dispone che le rimanenze siano iscritte, laddove inferiore, al valore di mercato. A questo fine, l Oic prevede che in linea generale per valore di mercato debba intendersi: - il costo di sostituzione, inteso come il costo con il quale in normali condizioni di gestione una determinata voce in magazzino può essere riacquistata o riprodotta, per le materie prime e sussidiarie e semilavorati (parti o componenti) d'acquisto, che partecipano alla fabbricazione di prodotti finiti. Tale valore si calcola su acquisti di quantità normali effettuate in normali circostanze; - il valore netto di realizzo definito come il prezzo di vendita nel corso della normale gestione al netto dei costi di completamento e delle presumibili spese dirette di vendita, per le merci, i prodotti finiti, semilavorati di produzione e prodotti in corso di lavorazione. (Oic 13, D.VI.b). La seguente tabella riporta i riferimenti di carattere generale previste dal Principio contabile per identificare il valore di mercato delle rimanenze. Figura 1 - Valutazione delle rimanenze ai valori di mercato Materie prime, sussidiarie e semilavorati (parti o componenti) d acquisto che partecipano alla fabbricazione dei prodotti finiti Costo di sostituzione Prodotti finiti, merci ed altre giacenze destinate alla vendita Semilavorati (parti o componenti di produzione), prodotti in corso di lavorazione Valore netto di realizzo 8

9 Vi possono essere, in aggiunta, talune circostanze in cui è necessario apportare specifiche modifiche alle sopra menzionate disposizioni di carattere generale, quali: - il minor costo di sostituzione delle materie prime e sussidiarie e dei semilavorati (parti o componenti) d'acquisto non può essere recuperato per mezzo del valore netto di realizzo del prodotto finito di cui entrano a far parte. In tali casi si rende necessario utilizzare il valore netto di realizzo anche per questi materiali; - si ha una situazione di prezzi decrescenti. La valutazione delle rimanenze destinate alla vendita effettuata con il metodo LIFO pone una particolare problematica nel definire il valore di mercato. In tali casi deve essere utilizzato il costo di sostituzione per la determinazione del valore di mercato delle merci e dei prodotti finiti. Ancora l Oic prevede che, qualora il valore netto di realizzo al netto del normale margine di profitto sia superiore al costo di sostituzione, ed entrambi tali valori siano inferiori al valore contabile, in assenza di riduzioni dei prezzi di vendita, è consentito utilizzare il valore netto di realizzo; - il costo di sostituzione è inferiore al costo storico, ma quantità normali di materie prime e sussidiarie e di semilavorati d'acquisto presentano un valore netto di realizzo uguale o superiore al loro costo storico. Qualora la possibilità del loro realizzo sia oggettivamente documentabile e verificabile, tali materiali non devono essere svalutati (fatta eccezione per il caso in cui questi siano determinati con il metodo LIFO in presenza di prezzi decrescenti); - il valore di mercato per le materie prime, sussidiarie e semilavorati (parti o componenti) d'acquisto di lento movimento od obsoleti è rappresentato dal valore netto di realizzo. In linea generale, laddove il valore netto di realizzo dei prodotti finiti o delle merci acquistate per la rivendita sia particolarmente fluttuante, il costo di sostituzione può essere il livello di approssimazione più utile per indicare il valore netto di realizzo. 6. Determinazione dei valori fiscali Il legislatore fiscale ha ritenuto opportuno prevedere una disciplina particolareggiata per la determinazione dei valori riconosciuti ai fini fiscali. Le disposizioni di seguito brevemente commentate si ricorda acquisiscono rilevanza ai soli fini fiscali e, se non risultano appropriate per rappresentare fedelmente il valore economico delle rimanenze possedute, non sono applicate per la redazione del bilancio civilistico. L art. 92 del Testo Unico delle Imposte sul reddito assume che Le variazioni delle rimanenze finali [...] rispetto alle esistenze iniziali, concorrono a formare il reddito dell'esercizio.. 9

10 In questa prospettiva, le rimanenze finali di beni intercambiabili partecipano al reddito per un importo non inferiore a quello che si ottiene raggruppando i beni in categorie omogenee per natura e per valore e attribuendo a ciascun gruppo un valore non inferiore a quello determinato secondo le disposizioni previste dal legislatore medesimo. La norma tributaria distingue, poi, tra: - rimanenze finali iscritte per la prima volta in bilancio, valutate al costo medio ponderato; - rimanenze finali iscritte negli esercizi successivi, valutate al LIFO a scatti annuali. È, poi, specificato che le imprese che valutano in bilancio le rimanenze finali con il metodo della media ponderata o del FIFO, le rimanenze finali sono assunte per il valore che risulta dall'applicazione del metodo adottato. Esempio: L impresa Alfa di cui all esempio precedente aveva nell esercizio X iscritto 800 giubbotti con un costo medio ponderato annuale pari a 120. Il valore complessivo delle rimanenze finali è pari a (800 x 120) A fine esercizio successivo (X+1) presenta capi in magazzino; Alfa assumerà il valore delle rimanenze iniziali delle felpe come valore fiscale della quantità di felpe corrispondente alla quantità di felpe possedute ad inizio esercizio (800 capi), mentre la quantità eccedente (200) è determinata in base al costo medio ponderato annuale dell esercizio pari a 130. Le rimanenze finali sono, perciò, pari a [( (200 x 130)] Nell esercizio X+2, Alfa rileva una quantità di rimanenze finali di 700 giubbotti con una diminuzione di 300 capi rispetto ad inizio esercizio. In base alle disposizioni del TUIR, il valore delle rimanenze finali di X+2, sarà dato dall eliminazione del valore delle rimanenze acquisite nell esercizio X+1 (pari a 200 giubbotti) e di 100 giubbotti acquisiti nell esercizio X. Avremo, perciò, che il valore delle rimanenze finali ai fini fiscali sarà pari a [ (200 x 130) (100 x 120)] In ultimo, se in un esercizio il valore unitario medio dei beni risulta superiore al valore normale medio di essi nell'ultimo mese dell'esercizio, il valore minimo è determinato moltiplicando l'intera quantità dei beni (indipendentemente dall'esercizio di formazione) per il valore normale. Per valore normale si deve intendere in conformità a quanto contenuto nell art. 9, comma 3 del TUIR in base al quale per valore normale [ ] si intende il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati 10

11 acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi. Per la determinazione del valore normale si fa riferimento, in quanto possibile, ai listini o alle tariffe del soggetto che ha fornito i beni o i servizi e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini delle camere di commercio e alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti d uso". Per le valute estere si assume come valore normale il valore al cambio esistente alla data di chiusura dell'esercizio. 11

12 LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE 3 Sommario: 1. Premessa e inquadramento della problematica; 2. Elementi definitori; 3. Rilevazione e criteri di contabilizzazione; 4. Il criterio della percentuale di completamento; 5. Il criterio della commessa completata; 6. Ulteriori problematiche; 7. Considerazioni 1. Premessa e inquadramento della problematica La problematica del trattamento contabile dei lavori in corso di ordinazione necessita di alcune preliminari precisazioni sugli aspetti tecnico-contabili di riferimento nonché sul disposto normativo da cui l Oic 23, Lavori in corso su ordinazione, è stato sviluppato. Per quanto concerne gli aspetti di inquadramento tecnico-contabile, è opportuno rilevare che il principio base su cui si sviluppano parte delle considerazioni del Documento in parola (e prima ancora del testo normativo) trovano la loro ragione di essere nel postulato della competenza economica in base alla quale, come noto, i fatti, gli eventi e le operazioni devono essere rilevati in bilancio alla loro manifestazione economica piuttosto che alla loro manifestazione monetaria. Tale principio ha quale importante corollario (almeno per le imprese) la correlazione dei costi e dei ricavi, il quale dispone che il conto economico deve includere nel bilancio i ricavi correlati ai pertinenti costi. È importante ancora aggiungere che svolge un importante ruolo nella contabilizzazione dei lavori in corso su ordinazione il principio della prevalenza della sostanza sulla forma, introdotto, come già detto, in modo imperfetto e incompleto nella legislazione nazionale per mezzo del già menzionato principio della funzione economica relativa all elemento dell attivo o del passivo considerato (art bis, comma 1). Allo stesso tempo, non si deve dimenticare che un importante ostacolo all applicazione completa della competenza economica è rappresentato dal principio della prudenza, per il quale in bilancio devono essere iscritti tutti i costi anche potenziali di competenza dell esercizio, mentre i ricavi non possono essere iscritti se non effettivamente realizzati. Principio della competenza economica (nonché corollario della correlazione tra costi e ricavi) e principio della prudenza trovano nella contabilizzazione dei lavori in corso su ordinazione ampio terreno di scontro! Il problema principale, infatti, consta nel rilevare (soprattutto pluriennali) i ricavi di competenza dell esercizio delle commesse, in quanto solitamente il pagamento (o la grande parte di esso) avviene alla consegna dell opera. 3 La sezione della presente dispensa dedicata alla contabilizzazione dei lavori in corso su ordinazione è tratta da: M. Pozzoli, Lavori in corso su ordinazione, Guida alla Contabilità e Bilancio, Milano, Il Sole24Ore-Frizzera, n. 2/2008, pp

13 Per quanto rileva l incipit legislativo da cui prende corpo il documento stesso, basti, per adesso, ricordare che il punto 11 dell'art introdotto dal Dlgs 127/1991 tramite l implementazione di una delle più rilevanti novità della IV Direttiva - dispone che i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza. 2. Elementi definitori Il primo aspetto considerato dall Oic concerne l esame di cosa debba intendersi per lavoro in corso su ordinazione ; esso dovrebbe presentare sostanzialmente le seguenti principali caratteristiche: - Oggetto: esistenza di una commessa, ossia di un contratto tramite cui un soggetto (committente o appaltante) affida a un soggetto terzo (appaltatore) la realizzazione di un progetto; - Durata: normalmente pluriennale; - Finalità: costruzione e realizzazione di un opera o di una fornitura di beni (o servizi) che nel loro complesso siano parte del medesimo progetto; - Esecuzione: in base all ordinazione delle richieste del committente e secondo le specifiche tecniche da questo richieste. Si rileva che gli accordi di commessa non sono accordi tipizzati ma definiti (secondo e in linea con) le norme del diritto positivo. I lavori in corso su ordinazione sono normalmente suddivisi in base alla natura del contratto in: - contratti a prezzi predeterminati, i quali prevedono (fatta eccezione per gli eventuali adeguamenti concordati dalle parti nel corso del lavoro o resisi necessari, come l adeguamento ex lege di cui all art. 1664, c.c.) la consegna del lavoro sulla base di un prezzo fisso predeterminato o di prezzi fissi delle singole voci di lavoro predeterminati; - contratti con prezzo basato sul costo consuntivo più il margine, nei quali il committente si impegna a rimborsare l appaltatore per i costi sostenuti ad aggiungere a tali costi un recupero solitamente fissato sulla base percentuale dei costi medesimi (con le condizioni previste contrattualmente) e di un importo fisso. In ottica comparativa, sembra giusto evidenziare che l Oic 23 risulta completamente in linea (anche se tale classificazione è squisitamente illustrativa e non prescrittiva) con il contenuto dello IAS 11, Lavori in corso su ordinazione (Costruction contracts). 13

14 Il principio contabile nazionale si discosta, invece, dall omologo documento dello Iasb per quanto riguarda l ambito di applicazione: mentre, infatti, l Oic distingue nella propria trattazione tra commesse a lungo termine, ossia solitamente pluriennali e commesse a breve termine, lo Iasb non effettua alcuna distinzione, riferendo le proprie disposizioni indistintamente a tutte le commesse. Tale discrasia origina anche atteggiamenti diversi in ambito di determinazione dei criteri di contabilizzazione adottati Rilevazione e criteri di contabilizzazione La problematica più urgente in materia di rilevazione e contabilizzazione delle commesse consta, come accennato, nel rilevare i ricavi nell esercizio in cui questi hanno avuto effettiva manifestazione, considerato che spesso tali commesse presentano costi negli anni di produzione della commessa e ricavi solo al momento del suo completamento o a partire da tale momento. A tale riguardo, come si avrà modo di rilevare in più circostanze, è indispensabile che l impresa appaltatrice (e in particolare l amministrazione di questa) si doti di un sistema di rilevazione analitico dei rispettivi ricavi di commessa, intesi come i corrispettivi riconosciuti per l esecuzione dell opera, e costi di commessa, intesi sia come costi sostenuti direttamente (costi diretti), sia come costi riferibili all attività aziendale ma imputabili ragionevolmente e attendibilmente alla commessa (costi indiretti). L Oic presenta un elencazione di cosa solitamente debba essere considerato costo e ricavo di commessa; tale elencazione (di seguito riportata) deve essere evidentemente considerata esemplificativa e non esaustiva, in ragione anche della molteplicità di circostanze che tali situazioni presentano. Tabella 1 - Elencazione esemplificativa ricavi e costi di commessa (Oic 11, D.II e D.III) Ricavi di commessa il prezzo base stabilito contrattualmente; le eventuali rettifiche di prezzo pattuite con atti aggiuntivi; le maggiorazioni per revisione prezzi; i corrispettivi per opere e prestazioni aggiuntive (es: varianti); i corrispettivi aggiuntivi conseguenti ad eventi i cui effetti siano contrattualmente o per legge a carico del committente; gli altri proventi accessori (quali quelli derivanti dalla vendita dei materiali non impiegati, ecc.). Costi di commessa Costi diretti: i costi dei materiali utilizzati per la realizzazione dell'opera; i costi della manodopera (nel caso di opere realizzate in uno specifico cantiere, tali costi includono tutta la manodopera di cantiere, incluso il personale direttivo e quello addetto ai servizi generali); i costi dei subappaltatori; le spese del trasferimento di impianti e di attrezzature al cantiere; i costi per l'impianto e lo smobilizzo del 4 In questo senso, si veda: Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e Ragionieri/Commissione per i principi contabili, Guida all applicazione dello IAS 11 Lavori su ordinazione, p

15 cantiere; gli ammortamenti ed i noli dei macchinari impiegati; le royalties per brevetti utilizzati per l'opera; i costi per fidejussioni e assicurazioni specifiche; i costi di progettazione (se riferibili direttamente alla commessa). Costi indiretti: i costi di progettazione (se tali costi si riferiscono all'intera attività produttiva o sono attribuibili a più commesse); i costi generali di produzione o industriali, cui si applicano i principi riportati nel paragrafo D.III.g del Principio contabile 13 relativo alle giacenze di magazzino. I due criteri di contabilizzazione ammessi dalla legislazione nazionale sono: - Il criterio della percentuale di completamento o dello stato d'avanzamento; - Il criterio della commessa completata o del contratto completato. Figura 1 - Criteri di contabilizzazione dei lavori in corso su ordinazione previsti dall Oic 11 Criteri di contabilizzatone ammessi criterio della percentuale di completamento o dello stato d'avanzamento criterio della commessa completata o del contratto completato Entrambi i criteri menzionati sono nei termini di legge ammissibili. Tuttavia, l Oic esprime la propria preferenza per il criterio della percentuale di completamento, ritenuto in grado di dare una migliore rappresentazione corretta dell andamento della commessa nonché dei ricavi e dei costi di commessa. Tale preferenza appare più evidente se riferita a commesse ultrannuali; le imprese, infatti, adottando il criterio della commessa completata per contabilizzare queste commesse, rischierebbero di contabilizzare i ricavi delle commesse con ampio ritardo rispetto al sostenimento dei costi che hanno generato i ricavi medesimi (per esempio, nel caso in cui i pagamenti siano effettuati prevalentemente una volta terminata la commessa medesima). 15

16 A questo riguardo, si evidenzia che l Oic ritiene in queste circostanze ammissibile adottare il criterio della commessa completata (e non poteva fare altrimenti, considerato che il legislatore nazionale non ne vieta l adozione), purché in nota integrativa siano prodotti pro forma gli effetti sul conto economico e sul patrimonio che si sarebbero venuti a creare applicando il criterio della percentuale di completamento Il criterio della commessa completata è ritenuto meno fuorviante nel caso in cui sia applicato a commessa a breve termine, poiché, in tale circostanza, il ritardo della contabilizzazione dei ricavi rispetto ai pertinenti costi è limitato. 4. Il criterio della percentuale di completamento Affinché, tuttavia, il criterio della percentuale di completamento sia applicabile, occorre che siano soddisfatte talune condizioni (si veda tabella sotto riportata). Tabella 2 - Condizioni che rendono possibile l adozione del criterio della percentuale di completamento (Oic 23, C.I) - presenza di un accordo vincolante per le parti che definisca in modo chiaro le obbligazioni, quali il diritto al corrispettivo da parte dell esecutore dell opera; - possibilità di stabilire che l attività svolta sia coerente con le caratteristiche tecniche del progetto; - attendibilità delle stime concernenti i ricavi e i costi di commessa in base allo stato d'avanzamento, in correlazione a stime dei ricavi e dei costi della commessa da sostenere; - possibilità di misurare attendibilmente costi e ricavi riferibili all esercizio; e - mancanza di aleatorietà sulle condizioni contrattuali/tecniche o sui fattori esterni che risultino in grado di rendere dubbie e inattendibili le stime presentate. Le principali accortezze tecniche che l impresa deve mantenere concernono la determinazione dei costi e dei ricavi di commessa; questi sono determinati in relazione allo stato di avanzamento dei lavori (SAL), il quale nella sostanza dovrebbe evidenziare il valore dei lavori eseguiti sino alla data di riferimento del bilancio. Giova, in aggiunta, evidenziare che, indipendentemente dal metodo specifico prescelto per determinare l avanzamento dei lavori, esistono elementi comuni da tenere in considerazione, quali: - il costante monitoraggio del SAL, per mezzo soprattutto della coerenza tra percentuali di completamento stimate e consuntivate; qualora gli indicatori prodotti (nel periodo e/o totali) non risultino in linea con le stime iniziali, sarà necessario rivedere le stime e le conseguenti percentuali di completamento; 16

17 - laddove siano previste modifiche al progetto iniziale, sarà opportuno tenere in considerazione tali rettifiche per aggiornare i dati e le percentuali previste; - la applicabilità del parametro adottato con la situazione presentata. Il principio della coerenza richiede che debbano essere applicati i medesimi principi contabili e metodi applicativi da un esercizio ad un altro. Tale impostazione può essere controvertita nel solo caso (eccezionale) in cui, vi sia evidenza che l adozione del criterio e del metodo è inadeguata e non adatta a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione; - gli eventuali acconti e anticipi potrebbero non fare riferimento all attività effettivamente svolta nell esercizio; se così fosse, questi devono essere rilevati fra le passività o portati a diminuzione dell ammontare complessivo del lavoro. Non esistono previsioni giuridiche atte a definire quale sia la tecnica migliore in assoluto. L Oic, quindi, in relazione alle prassi prevalenti nel settore distingue tra: - metodi basati sul valore o dati di carico, quali: metodo del costo sostenuto (cost-to-cost); e, metodo delle ore lavorate; - metodi basati sulla misurazione della produzione effettuata, quali: (i) metodo delle unità consegnate; e, (ii) metodo delle misurazioni fisiche. Non esiste un metodo preferito in assoluto, anche in ragione del fatto che qualsiasi circostanza dovrebbe essere analizzata separatamente. Tuttavia, l Oic ritiene che il metodo del costo sostenuto ( cost to cost ) sia, in condizioni normali, quello preferibile e, inoltre, il metodo che dovrebbe essere adottato per verificare l adeguatezza dei metodi basati sulla misurazione della produzione effettuata, i quali potrebbero portare in condizioni particolari a risultati anche assai difformi. Procediamo adesso ad esaminare in sintesi le caratteristiche principali dei metodi maggiormente adottati con l ausilio di una breve esemplificazione. 17

18 Figura 2 - Metodi per la determinazione dello stato avanzamento lavori Metodi per la determinazione del lo SAL Metodi basati sul valore o dati di carico Metodi basati sulla misurazione della produzione effettuata Metodo del costo sostenuto Metodi delle ore lavorate Metodo delle unità consegnate Metodo delle misurazioni fisiche Metodo del cost to cost Il metodo del cost to cost è il più utilizzato nella pratica; esso richiede: (i) l esistenza di un sistema interno che rilevi ed anche ribalti nel caso di oneri solo indirettamente imputabili - i costi alle singole commesse; e, (ii) la possibilità di formulare le stime necessarie per determinare il SAL. Il metodo del costo to cost si sostanzia nei seguenti passaggi: - determinazione costi effettivi sostenuti; - raffronto costi effettivi sostenuti con costi totali stimati; - determinazione del valore della produzione realizzata per mezzo dell applicazione della percentuale desunta ai ricavi totali stimati. Per ottenere una corretta applicazione del metodo in parola, è necessario escludere i costi che possono portare ad una visione distorta dell operazione, quali i costi sostenuti per attività ancora da eseguire. Per esempio, se l impresa appaltatrice Alfa acquista 100tonnellate di cemento per avere un particolare sconto, e, al termine dell esercizio, ha utilizzate solo 40tonnellate, nella determinazione del SAL dovremo tener conto del cemento utilizzato (40 tonnellate) e non di quello acquisito. Per la medesima motivazione, dovranno essere esclusi gli anticipi concessi a subappaltatori riferiti a lavori da eseguire negli esercizi futuri. Esempio L impresa Beta vince una gara concernente la costruzione di un ponte per L opera deve essere consegnata entro 3 anni. Beta produce un proprio piano tramite cui ha previsto costi complessivi pari a nonché la seguente ripartizione dei costi stimati lungo il periodo previsto: 18

19 Costi X X+1 X X + X X + X+1 + X I costi sostenuti nell esercizio X sono imputabili in parte all acquisto di materiali che saranno utilizzati solo nell esercizio X+1 quantificabili in 500. A fronte di quanto sopra previsto, Beta dovrebbe rilevare il primo anno un avanzamento del 50%, il secondo un avanzamento complessivo del 75% e il terzo il completamento dell opera (100%). I corrispettivi ricavi saranno: Ricavi X X+1 X X + X X + X+1 + X Il margine della commessa maturato nei singoli periodi è dato dalla variazione tra i ricavi della commessa e i corrispondenti costi della commessa dell esercizio, perciò nel primo anno il margine sarà pari a 1000 ( ), nel secondo pari a 500 ( ) e nel terzo pari a 500 ( ). Ne risulta che il bilancio dell esercizio X (e stessa cosa avverrà per gli esercizi X+1 e X+2 con i pertinenti valori), una volta presentate le relative scritture d assestamento, inclusa la capitalizzazione dei lavori in corso su ordinazione (Lavori in corso su ordinazione finali a Conto economico 3.000), presenterà una struttura similare a quella di seguito riportata. Si evidenzia che nell esempio le rimanenze non utilizzate rappresentative di materie prime (pari a 500) sono state imputate nel corso dell esercizio tramite le scritture a libro giornale insieme agli altri costi della produzione e, quindi, sospese nell attivo patrimoniale (Materie prime finali a Conto economico 500) 19

20 Stato patrimoniale Conto economico A) Valore delle produzione C) Attivo circolante 3. Variazione dei lavori in corso 1. materie prime, su ordinazione sussidiarie e di consumo 500 D) Debiti Lavori in corso su ordinazione B) Costi della produzione B6) Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci Metodo delle ore lavorate L avanzamento del lavoro è, in questo caso, misurato con riferimento al numero delle ore lavorate rispetto al numero complessivo delle ore totali previste. Il metodo in oggetto può essere rilevante laddove la componente lavoro risulti particolarmente rilevante; il metodo in parola richiede i seguenti calcoli: - la suddivisione dei ricavi totali previsti in: (i) costi previsti dei materiali e altri costi diretti, quali assicurazioni, royalties, esclusa la mano d'opera; e, (ii) valore aggiunto complessivo, per il residuo; - la previsione delle ore dirette di lavorazione necessarie per il completamento delle opere ed il calcolo del valore aggiunto orario (quale quoziente del valore aggiunto complessivo e delle ore totali previste); - la valutazione delle opere in corso di esecuzione ad una certa data, quale somma di: (i) i costi effettivi dei materiali impiegati nelle lavorazioni e degli altri costi diretti sostenuti, esclusa la mano d'opera; e, il valore aggiunto maturato, determinato moltiplicando le ore dirette effettivamente lavorate per il valore aggiunto orario. Considerato l ambito normale di utilizzo del metodo, occorre prestare particolare attenzione all imputazione delle ore lavorate. L Oic dispone che anche che i lavori affidati esternamente siano contabilizzati: - come ore interne dell'impresa; o 20

Rimanenze (OIC 13) APPROFONDIMENTI E PROCEDURE. A cura di Umberto Terzuolo Dottore Commercialista in Torino

Rimanenze (OIC 13) APPROFONDIMENTI E PROCEDURE. A cura di Umberto Terzuolo Dottore Commercialista in Torino MAP Rimanenze (OIC 13) A cura di Umberto Terzuolo Dottore Commercialista in Torino L articolo approfondisce nella sua completezza il contenuto dell OIC 13, nuovo Principio Contabile sulle rimanenze di

Dettagli

OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione

OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione Luca Bilancini (Commercialista, Pubblicista, coordinatore scientifico MAP) OIC 23 - Lavori in corso su ordinazione 1 OIC 23 - Principali novità Non ci sono più i paragrafi relativi alle commesse in valuta

Dettagli

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO Università degli Studi di Parma CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO Le rimanenze di magazzino 1 Le rimanenze 1) DEFINIZIONE: individuazione del significato e delle caratteristiche 2) QUANTIFICAZIONE: enumerazione

Dettagli

Magazzino: regole di bilancio e fiscali

Magazzino: regole di bilancio e fiscali Numero 53/2011 Pagina 1 di 8 Magazzino: regole di bilancio e fiscali Numero : 53/2011 Gruppo : Oggetto : Norme e prassi : BILANCIO LA VALUTAZIONE DEL MAGAZZINO PRINCIPIO CONTABILE OIC N. 13, CODICE CIVILE

Dettagli

Lavori in corso su ordinazione

Lavori in corso su ordinazione OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Lavori in corso su ordinazione Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica

Dettagli

Le rimanenze P.C. 13 IAS 2

Le rimanenze P.C. 13 IAS 2 P.C. 13 IAS 2 1 Gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti nell attivo patrimoniale in base a tale destinazione (articolo 2424-bis, comma 1, cod. civ.)

Dettagli

Esempi scritture contabili Costituzione Spa

Esempi scritture contabili Costituzione Spa Esempi scritture contabili Costituzione Spa 1 Esempi scritture contabili Vincolo 25% 2 Esempi scritture contabili Versamento restante parte del capitale sociale 3 Esempi scritture contabili Registrazione

Dettagli

Il bilancio delle società di capitali

Il bilancio delle società di capitali Il bilancio delle società di capitali RIMANENZE La voce comprende: - le merci: i prodotti che l impresa acquista per la rivendita; - le materie prime: le materie e le sostanze che sono destinate ad entrare

Dettagli

COLLEGIO DEI RAGIONIERI DI BRESCIA 25122 BRESCIA, VIA MARSALA 17 TEL. (030) 3754670 - FAX (030) 3754876. Prot. n. 49/99 Brescia, 18 gennaio 1999

COLLEGIO DEI RAGIONIERI DI BRESCIA 25122 BRESCIA, VIA MARSALA 17 TEL. (030) 3754670 - FAX (030) 3754876. Prot. n. 49/99 Brescia, 18 gennaio 1999 COLLEGIO DEI RAGIONIERI DI BRESCIA 25122 BRESCIA, VIA MARSALA 17 TEL. (030) 3754670 - FAX (030) 3754876 E-Mail: raggbs@numerica.it Prot. n. 49/99 Brescia, 18 gennaio 1999 A Tutti i Colleghi L o r o S e

Dettagli

Schema di stato patrimoniale. Analisi dei contenuti dello stato patrimoniale. Stato patrimoniale - ATTIVO. Stato patrimoniale - ATTIVO

Schema di stato patrimoniale. Analisi dei contenuti dello stato patrimoniale. Stato patrimoniale - ATTIVO. Stato patrimoniale - ATTIVO Analisi dei contenuti dello stato patrimoniale analisi bilancio 1 Schema di stato patrimoniale ATTIVO PASSIVO A) Crediti verso soci A) Patrimonio netto B) Immobilizzazioni B) Fondi per rischi e oneri C)

Dettagli

Fiscal News N. 105. Rimanenze: valutazione di materie e merci. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2014. Rivalutazione beni d impresa

Fiscal News N. 105. Rimanenze: valutazione di materie e merci. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2014. Rivalutazione beni d impresa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 105 08.04.2014 Rimanenze: valutazione di materie e merci Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Scritture contabili In chiusura del

Dettagli

SCHEMA DI SVOLGIMENTO

SCHEMA DI SVOLGIMENTO TEMA N. 2 Il candidato, con riferimento ai lavori in corso su ordinazione, ma non ancora ultimati alla fine dell esercizio, illustri i principi generali di valutazione e rappresentazione contabile (TRACCIA

Dettagli

non conclusi alla data di rilevazione delle risultanze contabili periodiche (beni fungibili);

non conclusi alla data di rilevazione delle risultanze contabili periodiche (beni fungibili); Verifiche di sostanza sul magazzino Premessa Le verifiche di sostanza sul magazzino variano a seconda della natura e dell industria in cui opera l azienda e del fatto che si tratti di un azienda commerciale

Dettagli

OPERAZIONI, ATTIVITÀ E PASSIVITÀ IN VALUTA ESTERA

OPERAZIONI, ATTIVITÀ E PASSIVITÀ IN VALUTA ESTERA OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI OPERAZIONI, ATTIVITÀ E PASSIVITÀ IN VALUTA ESTERA BOZZA PER LA CONSULTAZIONE Si prega di inviare eventuali osservazioni preferibilmente entro il

Dettagli

COME FARE UN INVENTARIO DI MAGAZZINO: I BENI IN CATEGORIE OMOGENEE by Fabriziomax copyright:

COME FARE UN INVENTARIO DI MAGAZZINO: I BENI IN CATEGORIE OMOGENEE by Fabriziomax copyright: COME FARE UN INVENTARIO DI MAGAZZINO: I BENI IN CATEGORIE OMOGENEE by Fabriziomax copyright: A tal fine, il primo passo da compiere per la determinazione del valore è quello di raggruppare i beni in categorie

Dettagli

LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE

LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE LA VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE A cura del dott. Pierluigi Capuano In genere, con la locuzione rimanenze si intendono sia beni che formano oggetto dell'attività imprenditoriale sia altri beni materiali

Dettagli

Le principali novità dei principi contabili OIC

Le principali novità dei principi contabili OIC Le principali novità dei principi contabili OIC. OIC 23 Lavori in corso su ordinazione OIC 23 Lavori in corso su ordinazione Classificazione Rilevazione dei corrispettivi fatturati a titolo definitivo

Dettagli

COSTI DI RICERCA E SVILUPPO

COSTI DI RICERCA E SVILUPPO 4 COSTI DI RICERCA E SVILUPPO Attivo SP B.I.2 Prassi Documento OIC 12; Documento OIC 16; Documento OIC 24; Guida all applicazione dell impairment test dello IAS 36 1 PREMESSA La voce B.I.2 dello Stato

Dettagli

OIC 26 Operazioni, attività e passività in valuta estera bozza in consultazione fino al 31 ottobre 2012. Codice civile, art. 2426, 2427 c.c.

OIC 26 Operazioni, attività e passività in valuta estera bozza in consultazione fino al 31 ottobre 2012. Codice civile, art. 2426, 2427 c.c. OIC 26: revisione anche per operazioni, le attività e le passività in valuta estera della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO L Organismo Italiano di Contabilità ha dettato regole più chiare anche

Dettagli

OIC 23 Lavori in corso su ordinazione Sintesi dei principali interventi

OIC 23 Lavori in corso su ordinazione Sintesi dei principali interventi OIC 23 Lavori in corso su ordinazione Sintesi dei principali interventi Dal principio sono stralciati i paragrafi riguardanti le commesse in valuta estera in attesa dell approvazione dell OIC 26 Si definiscono

Dettagli

METELLIA SERVIZI SRL UNIPERSONALE. Nota Integrativa al bilancio chiuso al 31/12/2014. redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c.

METELLIA SERVIZI SRL UNIPERSONALE. Nota Integrativa al bilancio chiuso al 31/12/2014. redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c. Sede in CAVA DE' TIRRENI viale GUGLIELMO MARCONI, 52 Capitale Sociale versato e 100.000,00 C.C.I.A.A. SALERNO n. R.E.A317123 Partita IVA: 03734100658 Codice Fiscale: 03734100658 Nota Integrativa al bilancio

Dettagli

15.7. Le rimanenze di magazzino: aspetti civilistici ed economici

15.7. Le rimanenze di magazzino: aspetti civilistici ed economici 15.7. Le rimanenze di magazzino: aspetti civilistici ed economici Definizione e aspetti introduttivi Le rimanenze di magazzino sono costituite da beni a fecondità semplice, cioè destinati ad essere utilizzati

Dettagli

Le immobilizzazioni materiali. internazionali: 16: Immobili, impianti e macchinari 17: Leasing 36: Perdite di valore 40: Investimenti immobiliari

Le immobilizzazioni materiali. internazionali: 16: Immobili, impianti e macchinari 17: Leasing 36: Perdite di valore 40: Investimenti immobiliari Documento OIC n. 16 Principi Contabili internazionali: 16: Immobili, impianti e macchinari 17: Leasing 36: Perdite di valore 40: Investimenti immobiliari 1 Sono beni destinati a permanere durevolmente

Dettagli

Bilancio al 31/12/2014

Bilancio al 31/12/2014 Informazioni generali sull impresa Denominazione: Dati anagrafici Sede: Capitale sociale: 10.400,00 Capitale sociale interamente versato: Codice CCIAA: C.E.A.M. CULTURA E ATTIVITA' MISSIONARIA SRL VIA

Dettagli

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE I CRITERI DI VALUTAZIONE APPLICABILI NELLA COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO 1 IL BILANCIO DI ESERCIZIO DOCUMENTO CHE EVIDENZIA, PER CIASCUN ESERCIZIO, IL CAPITALE

Dettagli

ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 13 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO - 13 LUGLIO 2005

ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 13 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO - 13 LUGLIO 2005 ESAME DEL PRINCIPIO CONTABILE N. 13 LE RIMANENZE DI MAGAZZINO - 13 LUGLIO 2005 di Lorenzo Gelmini Premessa Il Principio Contabile n. 13 enuncia le regole relative alla rilevazione, valutazione e rappresentazione

Dettagli

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Rimanenze. Agosto 2014. Copyright OIC

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Rimanenze. Agosto 2014. Copyright OIC OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Rimanenze Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica di fondazione,

Dettagli

RISOLUZIONE N. 78/E. Roma, 12 novembre 2013

RISOLUZIONE N. 78/E. Roma, 12 novembre 2013 RISOLUZIONE N. 78/E Direzione Centrale Normativa Roma, 12 novembre 2013 OGGETTO: Interpello Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 Svalutazione delle rimanenze di magazzino valutate a costi specifici

Dettagli

EEMSItaliaS.P.A. _ProspetiContabilidiEEMSItaliaS.P.A.al30giugno2006 _TransizioneaiPrincipiContabiliInternazionali(IFRSs)

EEMSItaliaS.P.A. _ProspetiContabilidiEEMSItaliaS.P.A.al30giugno2006 _TransizioneaiPrincipiContabiliInternazionali(IFRSs) EEMSItaliaS.P.A. _ProspetiContabilidiEEMSItaliaS.P.A.al30giugno2006 _TransizioneaiPrincipiContabiliInternazionali(s) EEMS Italia S.p.A PROSPETTI CONTABILI DI EEMS ITALIA S.P.A AL 30 GIUGNO 2006 Premessa

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

Bilancio al 31/12/2014

Bilancio al 31/12/2014 Informazioni generali sull impresa Denominazione: Dati anagrafici Sede: ATM Spa Capitale sociale: 696.800,00 Capitale sociale interamente versato: Codice CCIAA: Via Leonardo da Vinci 13 PIOMBINO LI sì

Dettagli

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

13.10.2003 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/31 35. Informazioni sui valori contabili contenuti in differenti classificazioni di rimanenze e l ammontare delle variazioni in queste voci di attività è utile per gli utilizzatori del bilancio.

Dettagli

Acconti e debiti verso fornitori

Acconti e debiti verso fornitori Le voci di bilancio sotto la lente di ingrandimento di Sergio Pellegrino e Federica Furlani * Acconti e debiti verso fornitori Il presente articolo fornisce un analisi del contenuto delle voci D.6 e D.7

Dettagli

Bilancio: l attivo circolante e le passività

Bilancio: l attivo circolante e le passività Bilancio: l attivo circolante e le passività e il passivo Riferimenti normativi e disposizioni contabili 2424-2424 bis -2426-2427 c.c. - Rappresentazione, definizione, valutazione e informazioni integrative

Dettagli

IAS 2 Rimanenze di magazzino (Inventories)

IAS 2 Rimanenze di magazzino (Inventories) IAS 2 Rimanenze di magazzino (Inventories) INDICE INTRODUZIONE L EVOLUZIONE DELLO STANDARD IL RAPPORTO CON GLI ALTRI STANDARD OGETTO E FINALITÀ DELLO STANDARD AMBITO DI APPLICAZIONE DELLO STANDARD LA VALUTAZIONE

Dettagli

In questa lezione verranno trattate le rimanenze di magazzino «propriamente dette» : materie prime, semilavorati, prodotti finiti, etc.

In questa lezione verranno trattate le rimanenze di magazzino «propriamente dette» : materie prime, semilavorati, prodotti finiti, etc. Le Rimanenze In questa lezione verranno trattate le rimanenze di magazzino «propriamente dette» : materie prime, semilavorati, prodotti finiti, etc.; in un apposita lezione verranno trattate le rimanenze

Dettagli

Stato patrimoniale e conto economico secondo i principi IAS

Stato patrimoniale e conto economico secondo i principi IAS Approfondimenti Bilancio Stato patrimoniale e conto economico secondo i principi IAS di Paolo Moretti Le differenze presenti tra i principi contabili internazionali IAS/IFRS e la prassi contabile nazionale

Dettagli

OIC 10 RENDICONTO FINANZIARIO

OIC 10 RENDICONTO FINANZIARIO S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO I NUOVI PRINCIPI CONTABILI. LA DISCIPLINA GENERALE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO E CONSOLIDATO. OIC 10 RENDICONTO FINANZIARIO GABRIELE SANDRETTI MILANO, SALA

Dettagli

Corso di bilancio e principi contabili

Corso di bilancio e principi contabili Corso di bilancio e principi contabili Quinta lezione: Lo stato patrimoniale Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli 1 LO SCHEMA DELLO STATO PATRIMONIALE A SEZIONI DIVISE E CONTRAPPOSTE

Dettagli

Fondazione Luca Pacioli

Fondazione Luca Pacioli Fondazione Luca Pacioli LE NOVITÀ DELLA RIFORMA DEL DIRITTO SOCIETARIO SUL BILANCIO D ESERCIZIO OPERAZIONI E POSTE IN VALUTA Documento n. 3 del 12 gennaio 2005 CIRCOLARE Via G. Paisiello, 24 00198 Roma

Dettagli

SCHEMA DI SVOLGIMENTO. Revisione legale dei conti: soggetti obbligati e principi di revisone. La relazione di revisione.

SCHEMA DI SVOLGIMENTO. Revisione legale dei conti: soggetti obbligati e principi di revisone. La relazione di revisione. TEMA N. 3 L istituto della revisione legale dei conti (TRACCIA ASSEGNATA ALL UNIVERISTÀ DI VERONA - I SESSIONE 2010) SCHEMA DI SVOLGIMENTO Revisione legale dei conti: soggetti obbligati e principi di revisone.

Dettagli

FISCALITA DIFFERITA E ANTICIPATA OIC 25

FISCALITA DIFFERITA E ANTICIPATA OIC 25 FISCALITA DIFFERITA E ANTICIPATA OIC 25 PREVALENZA DELLA SOSTANZA SULLA FORMA Compravendita con obbligo di retrocessione Il lavoro interinale Operazioni di retrolocazione (Lease Back) 1 FISCALITA DIFFERITA

Dettagli

Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli

Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli Corso di bilancio e principi contabili Nona lezione: Le rimanenze di magazzino Prof. Alessandro Zattoni - Università Parthenope di Napoli Le rimanenze nello SP C) ATTIVO CIRCOLANTE I - Rimanenze: 1) materie

Dettagli

Il bilancio di esercizio

Il bilancio di esercizio Il bilancio di esercizio Test di autovalutazione delle conoscenze rivolto alle matricole delle lauree magistrali Università di Bologna, Facoltà di Economia - Sede di Forlì A.A. 2009/2010 Dispensa a cura

Dettagli

TESTO VIGENTE TESTO MODIFICATO Commenti ASSIREVI. dell'assemblea. conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa.

TESTO VIGENTE TESTO MODIFICATO Commenti ASSIREVI. dell'assemblea. conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa. Allegato 2 2 1. Codice Civile: prospetto di comparazione tra disposizioni vigenti e le modifiche proposte dallo schema di decreto legislativo. Art. 2357-ter (Disciplina delle proprie azioni). 1. Gli amministratori

Dettagli

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI 30 giugno 2006. Marcolin S.p.A.

TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI 30 giugno 2006. Marcolin S.p.A. TRANSIZIONE AI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI 30 giugno 2006 Marcolin S.p.A. Transizione ai Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) Premessa In ottemperanza al Regolamento Europeo n. 1606 del 19

Dettagli

RIMANENZE di MAGAZZINO CONTABILITÀ e VALUTAZIONE

RIMANENZE di MAGAZZINO CONTABILITÀ e VALUTAZIONE Circolare informativa per la clientela n. 10/2014 del 27 marzo 2014 RIMANENZE di MAGAZZINO CONTABILITÀ e VALUTAZIONE SOMMARIO 1. CATEGORIE OMOGENEE... 2 2. CRITERI di VALUTAZIONE... 2 Criterio base...

Dettagli

Bilancio al 31/12/2014

Bilancio al 31/12/2014 Informazioni generali sull impresa Dati anagrafici Denominazione: ENOTECA REGIONALE DEL ROERO SO C.CONS.A.R.L. Sede: Capitale sociale: 11.352,00 Capitale sociale interamente versato: Codice CCIAA: VIA

Dettagli

OIC 26 Operazioni, attività e passività in valuta estera - Sintesi dei principali interventi

OIC 26 Operazioni, attività e passività in valuta estera - Sintesi dei principali interventi OIC 26 Operazioni, attività e passività in valuta estera - Sintesi dei principali interventi Ai fini della conversione delle poste in valuta l OIC 26 segue un approccio basato sulla distinzione tra poste

Dettagli

Nota integrativa al Bilancio chiuso al 31-12-2014

Nota integrativa al Bilancio chiuso al 31-12-2014 Nota integrativa al Bilancio chiuso al 31-12-2014 Nota Integrativa parte iniziale Ai sensi delle disposizioni del codice civile in tema di bilancio si forniscono le informazioni seguenti ad integrazione

Dettagli

Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo Igea

Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo Igea tema 14 Controllo di gestione; costi di produzione per commessa. Bilancio con dati a scelta, budget e Nota integrativa. Analisi di bilancio per indici. Esame di Stato Sessione ordinaria 2009 Indirizzo

Dettagli

Brescia, 5 marzo 2015. www.pirolapennutozei.it

Brescia, 5 marzo 2015. www.pirolapennutozei.it Brescia, 5 marzo 2015 OIC 26 -Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC 28: Patrimonio Netto www.pirolapennutozei.it OIC 26 -Operazioni, attività e passività in valuta estera www.pirolapennutozei.it

Dettagli

La valutazione delle rimanenze di magazzino

La valutazione delle rimanenze di magazzino Università degli Studi di L Aquila Facoltà di Economia Corso di Ragioneria Generale e Applicata Prof. Michele Pisani A.A. 2006-2007 La valutazione delle rimanenze di magazzino La nostra attenzione si concentrerà

Dettagli

Situazione patrimoniale ed economica al 31 dicembre 2006

Situazione patrimoniale ed economica al 31 dicembre 2006 Pavimental S.p.A. Società soggetta all attività di direzione e coordinamento di Autostrade S.p.A. Situazione patrimoniale ed economica al 31 dicembre 2006 Elaborata sulla base degli adottati nel Gruppo

Dettagli

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE

ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE ISTITUZIONI DI ECONOMIA AZIENDALE LE SCRITTURE DI RETTIFICA E ASSESTAMENTO 1 LA COSTRUZIONE DEL BILANCIO DI ESERCIZIO Dalla raccolta delle informazioni contabili alla loro sintesi L esercizio La competenza

Dettagli

GLI SCHEMI DI BILANCIO. Stato Patrimoniale Conto Economico Nota integrativa

GLI SCHEMI DI BILANCIO. Stato Patrimoniale Conto Economico Nota integrativa GLI SCHEMI DI BILANCIO Stato Patrimoniale Conto Economico Nota integrativa Art. 2423 Obbligo di redazione del bilancio Art. 2424 Schema obbligatorio dello Stato Patrimoniale Art. 2427 Contenuto della nota

Dettagli

Copyright Esselibri S.p.A.

Copyright Esselibri S.p.A. CAPITOLO TERZO IL BILANCIO D ESERCIZIO SOMMARIO: 1. I principi fondamentali. - 2. Forma e contenuti del bilancio d esercizio. - 3. Lo stato patrimoniale. 4. Il conto economico. - 5. La nota integrativa.

Dettagli

LE PRINCIPALI INNOVAZIONI DEL DOCUMENTO OIC

LE PRINCIPALI INNOVAZIONI DEL DOCUMENTO OIC S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO IL PRINCIPIO OIC 10 SUL RENDICONTO FINANZIARIO LE PRINCIPALI INNOVAZIONI DEL DOCUMENTO OIC IDA D ALESSIO 24 APRILE 2015 Rispetto al precedente OIC 12: Cambiamenti

Dettagli

DOCUMENTO A CURA DELLA COMMISSIONE PRINCIPI CONTABILI (Presidente Claudia Mezzabotta)

DOCUMENTO A CURA DELLA COMMISSIONE PRINCIPI CONTABILI (Presidente Claudia Mezzabotta) DOCUMENTO A CURA DELLA COMMISSIONE PRINCIPI CONTABILI (Presidente Claudia Mezzabotta) Gruppo di studio: Myriam Amato, Franco Grasso, Alessandra Maggioni, Fabio Mischi, Barbara Premoli, Anna Maria Sanchirico,

Dettagli

!!!!OIC!16!!IMMOBILIZZAZIONI! MATERIALI! Prof.!Andrea!Amaduzzi!

!!!!OIC!16!!IMMOBILIZZAZIONI! MATERIALI! Prof.!Andrea!Amaduzzi! OIC16 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Prof.AndreaAmaduzzi FINALITA DEL PRINCIPIO TRATTAMENTO CONTABILE ED INFORMATIVA IN NOTA INTEGRATIVA IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI CRITERI DI RILEVAZIONE, CLASSIFICAZIONE E

Dettagli

PRINCIPIO CONTABILE PER GLI ENTI NON PROFIT

PRINCIPIO CONTABILE PER GLI ENTI NON PROFIT PRINCIPIO CONTABILE PER GLI ENTI NON PROFIT PRINCIPIO N.2 L ISCRIZIONE E LA VALUTAZIONE DELLE LIBERALITÀ NEL BILANCIO D ESERCIZIO DEGLI ENTI NON PROFIT BOZZA PER CONSULTAZIONE Si prega di inviare eventuali

Dettagli

FANCY PIXEL SRL. Bilancio al 31-12-2014 Gli importi presenti sono espressi in Euro

FANCY PIXEL SRL. Bilancio al 31-12-2014 Gli importi presenti sono espressi in Euro FANCY PIXEL SRL Sede in VIA SARAGAT N.1 FERRARA FE Codice Fiscale 01910420387 - Numero Rea P.I.: 01910420387 Capitale Sociale Euro 20.000 Forma giuridica: SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA Settore di

Dettagli

7. LE RIMANENZE DI MAGAZZINO

7. LE RIMANENZE DI MAGAZZINO 7. LE RIMANENZE DI MAGAZZINO Prof. Fabio Corno Dott. Stefano Colombo Milano, 10 febbraio 2012 La valutazione delle rimanenze finali CONTO ECONOMICO COSTI Acquisto merci RICAVI Merci c/rim.finali ATTIVITÀ

Dettagli

BIBLIOTECA-MUSEO DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA (TV)

BIBLIOTECA-MUSEO DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA (TV) BIBLIOTECA-MUSEO DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA (TV) Sede in CORSO MAZZINI N. 118 MONTEBELLUNA (TV) Codice Fiscale 00471230268 - Numero Rea TV P.I.: 00471230268 Capitale Sociale Euro 0 i.v. Forma giuridica:

Dettagli

LUMI INDUSTRIES S.R.L.

LUMI INDUSTRIES S.R.L. LUMI INDUSTRIES S.R.L. Sede in RONCADE (TV) - VIA SILE 41 Codice Fiscale 04684500269 - Rea TV TV - 370113 P.I.: 04684500269 Capitale Sociale Euro 116 i.v. Forma giuridica: SRL Bilancio al 31-12-2014 Gli

Dettagli

SILA SVILUPPO AGENZIA PERMANENTE PER L'O

SILA SVILUPPO AGENZIA PERMANENTE PER L'O SILA SVILUPPO AGENZIA PERMANENTE PER L'O Sede in SPEZZANO DELLA SILA Codice Fiscale 02328170788 - Numero Rea COSENZA 157898 P.I.: 02328170788 Capitale Sociale Euro 42.400 i.v. Forma giuridica: SOCIETA'

Dettagli

Bilancio 2011: adempimenti e principali novità

Bilancio 2011: adempimenti e principali novità Bilancio 2011: adempimenti e principali novità Bilancio abbreviato Ancona Sede Confindustria, giovedì 15 marzo 2012 Relatore: Dott. Paolo Massinissa Magini Ambito soggettivo Ai sensi dell art.2435-bis

Dettagli

Esercitazioni del corso di Ragioneria generale ed applicata Corso 50-99

Esercitazioni del corso di Ragioneria generale ed applicata Corso 50-99 Esercitazioni del corso di Ragioneria generale ed applicata Corso 50-99 ESERCITAZIONE N 2 ARGOMENTI CONSIDERATI: Fase di diritto e fase di fatto delle registrazioni contabili Registrazione dei finanziamenti

Dettagli

E.S.CO. BERICA SRL Bilancio al 31/12/2013

E.S.CO. BERICA SRL Bilancio al 31/12/2013 E.S.CO. BERICA SRL Sede legale: VIA CASTELGIUNCOLI, 5 LONIGO (VI) Iscritta al Registro Imprese di VICENZA C.F. e numero iscrizione 03510890241 Iscritta al R.E.A. di Vicenza n. 221382 Capitale Sociale sottoscritto

Dettagli

Linee guida e schemi di redazione dei bilanci di esercizio degli Enti non profit

Linee guida e schemi di redazione dei bilanci di esercizio degli Enti non profit ENTI NON PROFIT Linee guida e schemi di redazione dei D I L U C A P A G L I O T T A 1. Introduzione Dopo aver esaminato in un recente intervento (vedi Notizie Sintesi n. 265 di Dicembre 2008, pag. 2) gli

Dettagli

IAS 16 Immobili, impianti e macchinari IAS 40 Investimenti immobiliari IAS 38 Attività immateriali

IAS 16 Immobili, impianti e macchinari IAS 40 Investimenti immobiliari IAS 38 Attività immateriali IAS 16 Immobili, impianti e macchinari IAS 40 Investimenti immobiliari IAS 38 Attività immateriali 1 1 Le immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali sono disciplinate da due IAS di riferimento

Dettagli

Al 31.12.2008, il valore durevole della partecipazione ammonta a 65.000

Al 31.12.2008, il valore durevole della partecipazione ammonta a 65.000 ESERCIZIO N 1 Il 17 giugno 2007, l impresa Pacos ha acquistato l intero pacchetto azionario dell impresa Pam ad un prezzo di 60.000. Il consiglio di amministrazione della Pacos ha deciso di considerare

Dettagli

Studio Sarragioto Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Padova

Studio Sarragioto Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Padova Gianni Sarragioto giannisarragioto@sarragioto.it Riccardo Gavassini riccardogavassini@sarragioto.it Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili

Dettagli

L 261/184 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea

L 261/184 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 261/184 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 13.10.2003 PRINCIPIO CONTABILE INTERNAZIONALE (RIVISTO NELLA SOSTANZA NEL 1993) Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere Il presente Principio

Dettagli

Studio Sarragioto Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Padova

Studio Sarragioto Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Padova Gianni Sarragioto giannisarragioto@sarragioto.it Riccardo Gavassini riccardogavassini@sarragioto.it Filippo Carraro filippocarraro@sarragioto.it Alberto Riondato albertoriondato@sarragioto.it Alessandra

Dettagli

OIC 18 Ratei e Risconti Sintesi dei principali interventi

OIC 18 Ratei e Risconti Sintesi dei principali interventi OIC 18 Ratei e Risconti Sintesi dei principali interventi La disciplina dei ratei e risconti è ampliata prevedendo ulteriori disposizioni sulle condizioni per la loro rilevazione in bilancio. La disciplina

Dettagli

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426)

ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) ESERCIZI SULLE SINGOLE VOCI DI BILANCIO (ART. 2426) 22 IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ACQUISTO DI UNA IMMOBILIZZAZIONE MATERIALE DA TERZI CON ACCONTO AL FORNITORE (punto 1, art. 2426) Si faccia l esempio dell

Dettagli

37. Transizione ai principi contabili internazionali IFRS

37. Transizione ai principi contabili internazionali IFRS 37. Transizione ai principi contabili internazionali IFRS Premessa Come indicato in Nota 1, La Società, nell ambito del progetto intrapreso nel 2008 afferente la transizione ai principi contabili internazionali

Dettagli

IL PROCESSO DI REVISIONE. Procedure di revisione in merito a Disponibilità liquide, debiti verso banche e rimanenze

IL PROCESSO DI REVISIONE. Procedure di revisione in merito a Disponibilità liquide, debiti verso banche e rimanenze IL PROCESSO DI REVISIONE. Procedure di revisione in merito a Disponibilità liquide, debiti verso banche e rimanenze Universita di Roma Facolta di Economia Corso di Revisione Aziendale - anno 2014-2015

Dettagli

Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale Dipartimento di Economia e Giurisprudenza ECONOMIA AZIENDALE. Anno Accademico 2014-2015

Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale Dipartimento di Economia e Giurisprudenza ECONOMIA AZIENDALE. Anno Accademico 2014-2015 Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale Dipartimento di Economia e Giurisprudenza ECONOMIA AZIENDALE Anno Accademico 2014-2015 Parte speciale: la logica e il sistema delle rilevazioni

Dettagli

ASSOCIAZIONE ONLUS COMITATO ADDIO PIZZO

ASSOCIAZIONE ONLUS COMITATO ADDIO PIZZO ASSOCIAZIONE ONLUS COMITATO ADDIO PIZZO Sede: via Lincoln n. 131 Palermo (PA) Codice Fiscale: 972585825 PEC: addiopizzo@pec.it BILANCIO D'ESERCIZIO AL 31/12/213 STATO PATRIMONIALE ATTIVO 31/12/213 31/12/212

Dettagli

NOTA OPERATIVA N. 11/2015

NOTA OPERATIVA N. 11/2015 NOTA OPERATIVA N. 11/2015 OGGETTO: Il trattamento contabile e fiscale di software e siti web aziendali - Premessa La presente nota operativa riguarda un tema complesso e di non facile applicazione pratica:

Dettagli

Gli ammortamenti anticipati dei beni materiali

Gli ammortamenti anticipati dei beni materiali Gli ammortamenti anticipati dei beni materiali di Luciano Olivieri SOMMARIO Pag. riore alla metà dei coefficienti presi a base per il calcolo degli ammortamenti. 1. Premessa 2. La deducibilità degli ammortamenti

Dettagli

CONTROLLI CONTABILI DI BILANCIO

CONTROLLI CONTABILI DI BILANCIO CONTROLLI CONTABILI DI BILANCIO Descrizione Verifiche Sì No Crediti verso soci Sono stati controllati gli importi ancora dovuti da parte dei Versamenti soci relativamente al capitale sottoscritto ma non

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Dipartimento Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi Corso di Bilanci secondo i principi contabili internazionali 90001 91070 Ricavi Prof. Daniele Gervasio

Dettagli

Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca Sessione ordinaria 2009 Seconda prova scritta Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca M730 - ESAME DI STATO DI ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE CORSO DI ORDINAMENTO Indirizzo: GIURIDICO ECONOMICO

Dettagli

IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ENTE LOCALE

IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ENTE LOCALE IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ENTE LOCALE Ambito di applicazione 1. La redazione del bilancio consolidato non rappresenta un obbligo di legge ma costituisce comunque un elemento necessario ai fini di una

Dettagli

Università degli Studi di Parma CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO. I crediti, i debiti e i fondi per rischi e oneri. Università degli Studi di Parma

Università degli Studi di Parma CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO. I crediti, i debiti e i fondi per rischi e oneri. Università degli Studi di Parma Università degli Studi di Parma CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO I crediti, i debiti e i fondi per rischi e oneri Università degli Studi di Parma I crediti 1 I crediti Definizione e riferimenti Definizione:

Dettagli

Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica L origine della norma e l evoluzione della disciplina

Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica L origine della norma e l evoluzione della disciplina APPROCCIO PER COMPONENTI E SEPARAZIONE TERRENO- FABBRICATI NEI BILANCI REDATTI CON LE NORME CODICISTICHE ALLA LUCE DEI NUOVI PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI di Matteo Pozzoli Inquadramento della problematica

Dettagli

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Conti d ordine. Agosto 2014. Copyright OIC

OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI. Conti d ordine. Agosto 2014. Copyright OIC OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Conti d ordine Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito, nella veste giuridica di fondazione,

Dettagli

Nota Integrativa CONSORZIO GROSSETO LAVORO. Bilancio abbreviato al 31/12/2011. Introduzione alla Nota integrativa. Criteri di formazione

Nota Integrativa CONSORZIO GROSSETO LAVORO. Bilancio abbreviato al 31/12/2011. Introduzione alla Nota integrativa. Criteri di formazione CONSORZIO GROSSETO LAVORO (consorzio costituito ai sensi dell'art. 2602 e seg. del Codice Civile) Sede Legale: VIA CAIROLI 3 GROSSETO (GR) Iscritta al Registro Imprese di: GROSSETO C.F. e numero iscrizione:

Dettagli

CANOTTIERI SERVIZI SRL A SOCIO UNICO. Nota Integrativa al bilancio chiuso al 31/12/2012 redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c.

CANOTTIERI SERVIZI SRL A SOCIO UNICO. Nota Integrativa al bilancio chiuso al 31/12/2012 redatta in forma abbreviata ai sensi dell'art. 2435 - bis c.c. Sede in MANTOVA - VIA SANTA MARIA NUOVA, 15 Capitale Sociale versato Euro 10.000,00 Registro Imprese di MANTOVA n. 243667 Partita IVA: 02330440203 - Codice Fiscale: 02330440203 Nota Integrativa al bilancio

Dettagli

RAPPORTO ANNUALE AI DECISORI (SOCI, AZIONISTI, CORRISPONDENTI, PUBBLICO, ecc.)

RAPPORTO ANNUALE AI DECISORI (SOCI, AZIONISTI, CORRISPONDENTI, PUBBLICO, ecc.) RAPPORTO ANNUALE AI DECISORI (SOCI, AZIONISTI, CORRISPONDENTI, PUBBLICO, ecc.) A - DOCUMENTI DI BASE 1 - stato patrimoniale 2 - conto economico 3 - note integrativa al bilancio B - PROSPETTI SUPPLEMENTARI

Dettagli

Brescia, 9 febbraio 2015. www.pirolapennutozei.it

Brescia, 9 febbraio 2015. www.pirolapennutozei.it Brescia, 9 febbraio 2015 OIC 12 COMPOSIZIONE E SCHEMI DEL BILANCIO DI ESERCIZIO www.pirolapennutozei.it PRELIMINARY REMARKS L OIC (Organismo Italiano di Contabilità) ha elaborato una nuova edizione dell

Dettagli

Analisi per flussi. 1. Considerazioni generali

Analisi per flussi. 1. Considerazioni generali Capitolo 8 Analisi per flussi 1. Considerazioni generali Il rendiconto finanziario è un prospetto che raggruppa, in relazione a determinati scopi di formazione, le variazioni (flussi) intervenute nella

Dettagli

RISOLUZIONE N. 117/E

RISOLUZIONE N. 117/E RISOLUZIONE N. 117/E Direzione Centrale Normativa Roma, 5 novembre 2010 OGGETTO: Consulenza giuridica Opere ultrannuali Costi relativi ai SAL liquidati in via provvisoria al subappaltatore Articoli 93

Dettagli

BIBLIOTECA DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA (TV)

BIBLIOTECA DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA (TV) BIBLIOTECA DEL COMUNE DI MONTEBELLUNA (TV) Sede in CORSO MAZZINI N. 118 MONTEBELLUNA (TV) Codice Fiscale 00471230268 - Numero Rea TV P.I.: 00471230268 Capitale Sociale Euro 0 i.v. Forma giuridica: AMMINISTRAZIONI

Dettagli

ANTICA FIERA DEL SOCO SRL Società con unico socio NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO CHIUSO AL 31.10.2012

ANTICA FIERA DEL SOCO SRL Società con unico socio NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO CHIUSO AL 31.10.2012 Antica Fiera del Soco Srl - società con unico socio ANTICA FIERA DEL SOCO SRL Società con unico socio Sede in Grisignano di Zocco (VI) Capitale Sociale: Euro 235.400,00= i.v. Codice Fiscale e Numero Iscrizione

Dettagli

Studio Sarragioto Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Padova

Studio Sarragioto Dottori commercialisti * Revisori contabili Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di Padova Gianni Sarragioto giannisarragioto@sarragioto.it Riccardo Gavassini riccardogavassini@sarragioto.it Filippo Carraro filippocarraro@sarragioto.it Alberto Riondato albertoriondato@sarragioto.it Dottori commercialisti

Dettagli