Se la felicità è così importante, come mai ne sappiamo così poco?

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1 1 Se la felicità è così importante, come mai ne sappiamo così poco? Marina Bianchi Professore di Economia Dipartimento di Economia e Territorio Università di Cassino Via Mazzaroppi Cassino, Italia Sommario In contrasto con la teoria economica della scelta per la quale scelta e preferenze coincidono, e quindi l analisi della prima esaurisce quella delle seconde, Tibor Scitovsky nella sua Joyless Economy ha rivendicato il ruolo che lo studio delle motivazioni deve rivestire anche nell indagine economica. Con l aiuto della contemporanea neuro-psicologia sperimentale, egli ha investigato il ruolo che la novità e la varietà e in generale le attività stimolanti hanno nel configurare i risultati di benessere. In particolare egli contrappone due diverse attività di consumo che corrispondono a due diverse forme di soddisfazione: quelle orientate al comfort, che hanno bassi costi di accesso in termini di conoscenza e capacità di consumo, ma anche rendimenti di utilità decrescenti a causa dell assuefazione, e quelle orientate al piacere o stimolanti, che possono avere rendimenti crescenti grazie alla novità endogena che esse producono, ma anche più alti costi di accesso. Questo lavoro esplora gli svantaggi competitivi che queste seconde forme di consumo possono subire rispetto alle prime e le conseguenze che ciò comporta in termini di configurazioni di benessere sia individuale che collettivo. Agosto, 2003

2 2 Introduzione Il titolo di questo lavoro: Se la felicità è così importante, come mai ne sappiamo così poco? richiede qualche spiegazione. Innanzitutto, individua esso realmente un paradosso? Non c è dubbio che nell analisi economica della scelta individuale l assunzione della massimizzazione della felicità, nella forma dell utilità, del benessere, delle preferenze, gioca un ruolo determinante. Anche nella sua moderna versione assiomatica e spogliata di ogni attributo che non sia formale, è sempre una funzione di utilità ciò che i soggetti si suppone massimizzino. Ma ciò implica che noi, come economisti, ne dovremmo sapere qualcosa? La risposta che gli economisti danno è chiara ed è No. La ragione è semplice e si basa sul principio della sovranità del consumatore. Gli individui sono i soli reali esperti di ciò che riguarda le loro azioni e desideri. Ciò che essi decidono è ciò che essi reputano meglio. In tal modo le preferenze possono essere dedotte dalle scelte senza alcuna incursione sulla loro possibile natura e configurazione. Assumere quindi che le scelte equivalgono alle preferenze elimina ogni elemento di paradosso dal fatto che una così fondamentale dimensione della scelta economica che cosa siano l utilità o le preferenze che i soggetti stanno massimizzando -- debba esser così poco conosciuta. Questa assunzione tuttavia è subordinata ad una seconda, meno visibile ipotesi: che tra scelta e massimizzazione non esista alcuna tensione o conflitto. Se fosse, se le preferenze non si traducessero sempre e sistematicamente nelle scelte, o meglio se le scelte di equilibrio non sempre coincidessero con ciò che gli individui reputano ottimo, allora l analisi delle scelte non esaurirebbe anche quella delle preferenze. Come queste ultime si formano, che cosa le attiva e come esse si esprimono, diventerebbe un analisi non solo giustificata ma necessaria. Questa è la linea di ragionamento seguita dall economista Tibor Scitovsky. 1 Nella sua The Joyless Economy (1992[1976]), e in una serie di lavori connessi pubblicati prima e dopo di essa (si veda Scitovsky 1962 and 1986), Scitovsky identifica tre possibili cause di conflitto che possono condurre ad un divorzio tra scelta e preferenze: il conflitto tra comfort e piacere o attività stimolanti; il conflitto tra beni standardizzati e gli specifici bisogni e desideri individuali; e infine la separazione tra la specializzazione della conoscenza finalizzata alla produzione e l acquisizione di generali capacità di consumo. Nel discutere questi temi Scitovsky rivolge la sua analisi direttamente al legame, spesso inesplorato, che intercorre tra forme diverse di consumo e differenti forme di soddisfazione individuale. Con l aiuto della contemporanea neuro-psicologia sperimentale, inoltre, egli è tra i primi a scoprire il ruolo che la novità, la varietà, la complessità, e l incertezza hanno nel determinare sia il benessere individuale che quello sociale. 2 Da quando Scitovsky ha scritto la sua The Joyless Economy (da ora in poi JE), molto è stato fatto per analizzare le fonti di possibili contrasti tra scelta individuale e massimizzazione. In particolare la letteratura che ha tratto ispirazione dalla psicologia comportamentale di Kahneman e Tversky (1979) ha analizzato, con il sostegno di una attiva ricerca sperimentale, quelle situazioni in cui il processo di decisione individuale sembra esser soggetto a errori sistematici, in violazione delle regole di massimizzazione. Queste situazioni sono quelle caratterizzate da condizioni di incertezza, da parametri di scelta complessi, da confronti di utilità intertemporali. Esse richiedono per esser spiegate un concetto di razionalità più raffinato e che sia in grado di specificare, della scelta, il contesto decisionale entro il quale essa avviene. Ciò che rende questo approccio particolarmente interessante per l economia è che lo studio di violazioni sistematiche della massimizzazione non comporta un abbandono del principio di razionalità ma una dettagliata specificazione delle sue regole procedurali. 3 In questo lavoro mi concentrerò sull analisi di Scitovsky, in particolare su quella parte della sua ricerca che ha a che fare con il ruolo che le attività stimolanti e piacevoli hanno nel rendere la vita felice. Nonostante il passaggio del tempo, l approccio di Scitovsky non solo rimane un punto di riferimento importante nel dibattito contemporaneo su questi temi, ma molti dei problemi da esso sollevati sono ancora aperti e in attesa di risposta.

3 3 1. Consumo difensivo e consumo creativo. Il contrasto tra comfort e piacere. Tra i molti temi rilevanti della JE, sicuramente il più innovativo è quello della distinzione che Scitovsky introduce tra due differenti fonti di soddisfazione individuale, quelle associate alle attività confortevoli e quelle derivanti dalle cosiddette attività stimolanti. Nell avanzare questa distinzione Scitovsky si basa su una precedente ma dimenticata distinzione fatta dall economista Ralph Hawtrey. Hawtrey (1926) distingue tra beni e attività il cui scopo principale è quello di alleviare una pena, un fastidio, o un disagio, e quelli invece che producono un piacere positivo. Egli chiama i primi prodotti difensivi e i secondi prodotti creativi. Soddisfare il nostro bisogno di riposo, di cibo e di protezione fisica, sono chiari esempi delle prime forme di attività. Passeggiare o conversare, dedicarsi ad una attività sportiva o a un gioco di abilità, risolvere un problema complesso o fare una lettura scientifica, sono esempi del secondo tipo di attività, quelle creative. Esse sono creative per Hawtrey, non perché esse rappresentino delle alternative intellettuali rispetto ad altre più materiali. Esse lo sono perché alla loro base non vi è alcun bisogno specifico da soddisfare o dolore da eliminare, ma richiedono, per esser attivate e godute, uno sforzo attivo da parte dei soggetti, uno sforzo di immaginazione e conoscenza, di capacità e di tempo. (Hawtrey, 1926:189-90). 4 La distinzione di Hawtrey tra due forme di beni o attività diventa in Scitovsky una distinzione tra due forme di soddisfazione. Il piacere che deriva dal consumo difensivo, ossia da tutte quelle attività che rendono la vita più facile e la sostengono, è ciò che Scitovsky chiama comfort. Le soddisfazioni che provengono dal consumo creativo e che, per Scitovsky, rappresentano la fonte della vera ricchezza e godibilità della vita, sono chiamate da lui, semplicemente, piacere (JE: 61). Ma che cosa rende queste due forme di umana soddisfazione differenti l una dall altra e perché è importante scoprirlo? La prima differenza è relativamente semplice da individuare ed è quella già indicata da Hawtrey. Delimitati dai bisogni specifici che essi devono soddisfare e dalle abitudini e regole di consumo codificate nel tempo, i prodotti difensivi sono più facili da apprendere e non richiedono speciali abilità di consumo. Diverso è il caso dei prodotti creativi, che per la loro maggiore complessità e varietà richiedono anche abilità di consumo più complesse. Avere una conversazione piacevole e coinvolgente, leggere un romanzo, ascoltare della musica, sono tutte attività che per poter esser godute richiedono attenzione, concentrazione, memoria, conoscenza accumulata, e intuizione, tutte capacità che devono esser apprese. In aggiunta, esse richiedono tempo, un tempo che al contrario di quello connesso all uso dei beni di comfort, non è facile da comprimere o diminuire grazie al progresso tecnologico. 5 La prima differenza quindi è una differenza in termini di costi di accesso, più bassi per i beni di comfort, e più alti per le attività creative. La seconda differenza è più complessa e si riferisce ai vantaggi in termini di benessere associati a queste due forme di soddisfazione. Già nelle prime formulazioni della legge dell utilità marginale decrescente economisti come Jevons & Marshall avevano riconosciuto, sia pure a malincuore, che alcuni beni possono rappresentare un eccezione alla legge. Per Jevons il principio di sazietà è valido, ma solo a quelle semplici necessità materiali come acqua, cibo, e aria, non invece al desiderio di articoli di gusto, di scienza o di curiosità che non ha limiti (1970 [1871]: ).Marshall invece fa l esempio di colui che ascolta la musica e il cui apprezzamento e consumo non diminuiscono, ma aumentano, quanta più musica egli ascolta. Ma come mai il consumo creativo può dare origine a guadagni di utilità che sembrano non stancare o che, come nel caso di Marshall, sono crescenti? Ognuno di noi sa che non vorrebbe mai interrompere una vacanza, o esser distratto da una ricerca promettente, o costretto ad abbandonare un romanzo avvincente. Perché è così? Quali sono gli elementi di un esperienza che la trasformano in una fonte rinnovata di piacere? Uno dei molti meriti di Scitovsky è stato quello di aver riconosciuto l importanza di questo problema e di aver attratto l attenzione degli economisti ai primi risultati di una ricerca psicologica

4 4 che, al tempo in cui Scitovsky stava formulando le sue idee, aveva iniziato a studiare le componenti delle motivazioni della scelta. 6 Centrale in questi studi è il concetto di stimolazione edonica (arousal), che viene attivata dagli inputs che il sistema nervoso centrale riceve dalle attività sensoriali e cerebrali, e che è connessa al benessere o malessere individuale (JE: 21). Mi dedicherò brevemente all analisi di questa letteratura per poi tentare di rispondere alla domanda precedente, del perché il consumo creativo sembra esser associato a rendimenti di utilità crescenti. 2. Il ruolo della novità della complessità e della varietà Gli studi di neuro-psicologia cui Scitovsky fa prevalentemente riferimento nella JE si sviluppano attorno agli anni 1960 e 70 e sono associati al nome di D.E. Berlyne. Al centro di questi studi vi è quella funzione di utilità della psicologia sperimentale della metà del 1800 nota come curva di Wundt-Fechner. Secondo tale funzione la relazione che esiste tra piacere e stimolo è tale che una situazione è percepita più piacevole per livelli di stimolo intermedi, non troppo alti non troppo bassi. Berlyne, tuttavia, introduce un importante modifica a questa relazione. Per Berlyne, l utilità o la piacevolezza di una determinata situazione o esperienza rispondono non già ai livelli di stimolo, bensì ai suoi cambiamenti relativi ad una posizione di riferimento. Sull asse orizzontale del diagramma di Weber, Berlyne ora misura le variabili del cambiamento come la novità, la sorpresa, la varietà, la complessità, e l incertezza. (Berlyne 1971, and Berlyne and Madsen 1973). (Si veda la Figura 1 dell appendice). In questa nuova interpretazione ciò che conta è il processo e non lo stato. Il piacere di conseguenza può esser aumentato in due modi, attraverso meccanismi di incremento dello stimolo, come quando si va da situazioni che sono percepite come ripetitive e noiose ad altre che lo sono meno, e attraverso meccanismi di riduzione dello stimolo, come quando ci si muove da situazioni percepite come dolorosamente stimolanti ad altre più familiari e confortevoli. Le varie procedure sperimentali usate in questi studi sembravano confermare queste ipotesi 7 ed anche la distinzione di Scitovsky tra due differenti forme di soddisfazione, una,, associata alle attività che, come il comfort, riducono il potenziale di stimolo, l altra associata alle attività che, come le creative, lo incrementano, messa a confronto con questi risultati, sembrava trovare un supporto empirico. Tuttavia l aver fatto dipendere l utilità dal cambiamento significa anche che entrambi i tipi di strategie, quelle di incremento e quelle di riduzione del potenziale di stimolo, non riusciranno mai ad assicurare al soggetto massimizzante una posizione di riposo, una posizione stabile di massimo piacere. In questo modello ogni situazione di piacere che non cambia deve essere anche una situazione di piacere che diminuisce. (La Figura 1 dell appendice dà una rappresentazione visiva di quanto ho detto finora). Sembra dunque che il modello di Berlyne non faccia altro alla fine che ristabilire, in altra forma, la legge dell utilità decrescente: alla ripetizione del consumo, l utilità diminuisce non perché con la ripetizione ci si avvicina alla sazietà, ma perché ci si allontana dallo stimolo del cambiamento. In realtà questa analisi ha implicazioni molto più radicali. Col negare che la posizione di massimo piacere rappresenta una posizione di riposo, la posizione di equilibrio così fondamentale nei modelli economici, questo modello immediatamente allarga lo spazio degli incentivi individuali all azione e introduce un intero nuovo set di variabili a cui i soggetti rispondono o attivamente ricercano. I soggetti infatti qui si trasformano da consumatori passivi in agenti attivi. 8 Se si guarda ai meccanismi che secondo Berlyne sono responsabili del benessere o del malessere individuale, ci sono tre variabili fondamentali da cui il cambiamento dipende e che possono aumentare o diminuire la soddisfazione. La prima è il tempo. Il tempo è infatti la prima dimensione rispetto alla quale variabili relative come la novità o la varietà possono esser misurate. A seconda della distanza temporale dall ultima esperienza di un certo evento, bene, o attività, la novità e quindi il piacere connesso a questo evento- può aumentare o diminuire. Anche il menu più eccitante ed esotico diventa noioso e spiacevole giorno

5 dopo giorno. D altra parte anche un programma televisivo un po noioso può rappresentare un piacevole diversivo dopo una giornata di tensione. In termini dell analisi di Scitosky ciò significa che giocare sul tempo, ossia sulla distanza temporale tra esperienze, può modificare i confini tra comfort e piacere, un attività confortevole può diventare eccitante e una eccitante noiosa. 9 La seconda dimensione delle variabili di cambiamento è cognitiva e si riferisce alla conoscenza intesa in senso lato (che include informazione, esperienza, capacità). La novità ma altrettanto si può dire della varietà e della complessità è associata ad una aspettativa disattesa e rappresenta quindi ogni contrasto tra esperienza effettiva e attesa. Come nel caso del tempo, anche in questo caso, un aumento o una diminuzione della distanza tra conoscenza accumulata e nuova conoscenza ha effetti su come una determinata esperienza viene vissuta. Risolvere un puzzle, progredire nella conoscenza una di nuova lingua, padroneggiare un compito difficile, sono tutte attività che, contribuendo a ridurre la loro iniziale disarmante complessità, aumentano il piacere che da esse se ne trae. Corrispondentemente, e spesso simultaneamente, tutti i processi di defamiliarizzazione, come quando si comincia a imparare una nuova lingua, a frequentare una nuova classe di danza, o a praticare un nuovo sport, moltiplicano la complessità e la varietà del set di esperienze accessibili e le rendono quindi più stimolanti. 10 La terza dimensione è il contesto o spazio di un evento, che rappresentano sia la posizione che un evento occupa in relazione ad eventi contigui o distanti, sia il contesto sociale in cui l evento accade. Anche in questo caso processi di familiarizzazione o de-familiarizzazione rispetto ad una posizione iniziale possono aumentare o ridurre il godimento ad essi associato. Le mode nella letteratura, nello sport, nei generi artistici e ovviamente nell abbigliamento, spesso stigmatizzate frettolosamente come attività di semplice spreco, sono invece l esempio di come questi meccanismi lavorano. E ciò accade non solo perché sfruttando la distanza temporale tra gli eventi come quando nuovi stili vengono creati o vecchi riscoperti, il piacere ad essi associato aumenta. Ma anche perché le mode rappresentano quella sottile, anche se innocua, mescolanza di concorrenza e cooperazione sociale, di distinzione e appartenenza che, non essendo né troppo né troppo poco stimolante, può esser molto piacevole. Né deve sorprendere che un certo bene può esser apprezzato di più o di meno a seconda delle sue relazioni di complementarità o di contrasto con altri beni, una dimensione dell utilità che le tecniche di vendita ben conoscono quando la usano per sfruttare i diversi gradi di familiarità che i consumatori hanno con i diversi beni. Siamo ora in grado di tornare alla nostra questione iniziale del perché le attività creative sembrano sfidare la legge dei rendimenti di utilità decrescenti che accompagna invece le attività più legate al comfort. La ragione è che queste attività, per le capacità che richiedono, per la loro interna complessità e varietà, e per la loro indipendenza dal semplice bisogno, possono rappresentare una costante fonte di novità e cambiamento. E grazie al cambiamento endogeno che esse producono quindi che il godimento non diminuisce con la ripetizione. Il sentimento che ci accompagna in vacanza, che vorremmo non finisse mai, dipende dunque dal fatto che esser in vacanza è un evento relativamente raro nelle nostre vite, dal fatto che esso è un evento complesso, che apre a nuove esperienze e ne sostituisce altre, e dal fatto che esso rompe la contiguità con lo spazio della nostra esperienza ambientale e sociale. 11 Le attività confortevoli, invece, come semplice sollievo dal fastidio, conducono facilmente alla sazietà, alla cessazione della pena ma anche del piacere. Questo è ciò che Scitovsky realmente intendeva quando, piuttosto confusamente, introduce una seconda definizione di comfort e piacere. Da un alto, e più frequentemente, essi stanno a significare, come abbiamo visto, quelle sensazioni positive che accompagnano rispettivamente il consumo difensivo e il consumo creativo e corrispondono a quelle attività che aumentano il benessere riducendo il disagio associato ad un eccesso o a un difetto di stimolo. Dall altro, e soprattutto nella JE, Scitovsky definisce il comfort come quelle sensazioni che hanno a che fare con il livello dello stimolo e che dipendono dal fatto che lo stimolo sia o no al suo massimo (JE: 61). Il comfort è una posizione di stato, e come tale viene contrapposto al piacere che rappresenta invece una posizione di cambiamento. (Se si guarda la Figura 1 dell appendice, il contrasto è tra il punto C della curva e i movimenti lungo la curva). 5

6 6 Questi due modi di rappresentare il contrasto tra comfort e stimolo sono chiaramente differenti. Il primo si riferisce alle modalità della soddisfazione, il secondo ai meccanismi che si suppone sottostiano la soddisfazione. (Si veda su questo punto anche Bianchi, 2003). 12 Essi si sovrappongono solo se si dice, come Scitovsky fa senza tuttavia le necessarie chiarificazioni, che le attività creative, in contrasto con quelle difensive, sono anche quelle che più producono cambiamento, per le quali l aumento di complessità si accompagna alla produzione di capacità umane più complesse, quelle per le quali il tempo, o il contesto d uso, sono in grado di rivelare nuove, non ancora scoperte, caratteristiche e potenzialità. 13 (La Figura 2 dell appendice mostra come in questo quadro più dinamico le attività creative, al contrario di quelle difensive, tendono a spostare verso l alto l intera curva di Wundt modificata). Questa confusione però ha condotto Scitovsky a sovrastimare i danni e i pericoli che le attività di comfort possono rappresentare in termini di benessere. Anche se nel seguito del lavoro continuerò a seguire Scitovsky e a chiamarle comfort e stimolo, esse in realtà rappresentano la distinzione tra un consumo che dà vantaggi immediati e richiede poche capacità, e un consumo che richiede abilità conoscitive e creative e che libera nuove potenzialità e alternative di scelta. Come Sen (1996) ha sottolineato, questo insieme allargato di possibilità si traduce anche in sistema più ampio di libertà individuale. 3. Comfort e stimolo: esiste un conflitto? La discussione precedente ha messo in evidenza che beni e attività possono differire sia in termini di costi di accesso, che per la loro differente struttura dei rendimenti. Che l accesso è costoso, significa anche che investire di più una forma di attività è possibile solo al costo di investire di meno in un altra. Come dice Scitovsky, siamo di fronte ad un trade-off: il piacere è ottenibile solo al prezzo di un minore comfort e il comfort al prezzo di un minore piacere. 14 Questo trade-off tuttavia, per quanto chiarificatore delle modalità e dei meccanismi del benessere, non pone nessun serio ostacolo ad una scelta libera e razionale, dal momento che ogni scelta implica un trade-off tra alternative. Scitovsky comunque insiste che questo caso è diverso (JE: 73). La prima ragione di questa diversità è dovuta la fatto che per questo tipo di attività i costi e i vantaggi non sono simultanei ma appartengono a momenti diversi del tempo. Gli svantaggi di aver investito tempo e risorse nelle più facili e immediate attività di consumo difensivo, sono sentiti solo nel futuro quando l accumulazione delle scelte passate si traduce in un minor piacere nel presente. Allo stesso modo, i vantaggi crescenti associati alle attività creative saranno fruibili solo dopo aver sostenuto i costi degli investimenti in skills e conoscenza. Eppure la presenza di rendimenti differiti è alla base di ogni scelta intertemporale: il caso di rendimenti differiti nel consumo, in cui consumo presente e passato interagiscono, non dovrebbe esser diverso. Questo, come è noto, è l approccio seguito da Gary Becker (1996) il quale è in grado di formalizzare gli effetti di equilibrio che le scelte di consumo passate hanno sulle scelte presenti. Il suo modello, inoltre, può esser esteso anche a quelle attività i cui effetti di lungo termine possono esser dannosi per gli individui, e che ciò nonostante vengono ugualmente intraprese (Becker and Murphy 1988). Becker (con Stigler) parte proprio dal problema posto da Marshall del consumatore amante della musica, il cui amore per la musica aumenta con il consumo, un comportamento che apparentemente viola l assunto dei rendimenti decrescenti che sono associati al consumo ripetuto. Il modo in cui Becker risolve questo problema consiste nel prendere in considerazione, nelle scelte individuali, le economie interne di apprendimento che accompagnano l accumulazione del capitale umano di consumo, in questo caso del capitale musica. L incremento di efficienza dello stock di capitale di consumo che ne consegue ha l effetto di ridurre il prezzo ombra del consumo di musica, e di provvedere così un incentivo per un suo incremento. Vi sono tuttavia alcune attività, come la formazione di abitudini nocive e di dipendenze negative, in cui questo processo è invertito. In questo caso il consumo passato ha l effetto di

7 deprezzare lo stock di capitale di consumo presente, sia direttamente attraverso l assuefazione, sia indirettamente come quando l uso di droghe o altre sostanze dannose genera un deterioramento della salute, la perdita di lavoro o la perdita di fiducia in se stessi. Per queste attività il prezzo ombra aumenta con l aumento del consumo, e tuttavia esse non vengono interrotte, anzi spesso si assiste ad una escalation del loro consumo. Come spiegare questo comportamento? Il modello di scelta razionale che Becker utilizza non consente di rispondere pienamente a questa domanda, che implicherebbe una analisi delle motivazioni della scelta. E il modello è stato formulato proprio per evitare incursioni nelle motivazioni individuali. Quello che il modello dice è che, dato il profilo di utilità intertemporale degli individui e dato il loro tasso di sconto, la dipendenza da droghe e da altre attività nocive è, nonostante i loro effetti negativi siano stati anticipati e successivamente vissuti con rimorso, pur sempre la migliore risposta che gli individui possono dare. (Becker and Murphy, 1988, and Becker, 1996: ) Analisi recenti e studi empirici dei processi decisionali e in particolare quelli legati al problema delle dipendenze, hanno tuttavia iniziato a parzialmente indebolire gli assunti del principio di razionalità e ad aprire l analisi anche a quelle incongruenze o conflitti di comportamento che non appaiono casuali ma sistematici. Forme di comportamento associate a fenomeni definiti come effetto di dotazione, o come avversione alla perdita, casi di debolezza della volontà o di incoerenza delle preferenze sono tutti fenomeni che trovano spiegazione in una nuova struttura interpretativa che si sta facendo strada anche in economia (si veda Kahneman e Tversky 1979 e Thaler 1991). L approccio di Scitovsky è più in linea con questo tipo di analisi. Per Scitovsky le diseconomie interne causate dall assuefazione alle attività di comfort sono spesso sottovalutate perché i loro effetti, distribuiti nel tempo, le rendono anche poco visibili e incerte. 15 Quando però i loro costi nascosti si rivelano al consumatore, il pattern di consumo che si è ormai stabilito non si può più facilmente disfare. Una volta trasformatesi in abitudini, i costi di uscita da queste attività sono spesso diventati proibitivamente alti. Il risultato di questo processo è che il consumatore si trova intrappolato in situazioni che corrispondono ad un sovra-investimento in attività di comfort, e un sotto-investimento nelle attività creative. 16 La spiegazione di Scitovsky, che rappresenta le scelte come una successione di decisioni prese a poco a poco, ed entro un orizzonte limitato, ha molte affinità con un tipo di analisi della formazione delle abitudini più recente, e noto come teoria del miglioramento. Secondo questo tipo di spiegazioni, in situazioni di scelta i cui effetti sono distribuiti nel tempo, una persona non è in grado di calcolare tutte le esternalità, o meglio le internalità, che le scelte passate hanno sulle scelte presenti e quindi di calcolare l intera funzione di utilità associata alla distribuzione delle scelte (Herrnstein and Prelec, 1992: 241). Quello che una persona fa è in realtà di confrontare le varie alternative sulla base della loro utilità media scegliendo di volta in volta quella che provvede una utilità maggiore. Il risultato di equilibrio, quello in cui le utilità medie delle varie alternative sono uguali, non è in generale una posizione di ottimo (quella che si otterrebbe se le utilità marginali fossero correttamente calcolate e messe a confronto) (ibid.: 251). Anche in questo modello, come in quello di Scitovsky, in equilibrio, le persone possono trovarsi, quasi senza accorgersene, nella posizione di aver privilegiato proprio le attività che le rendono meno felici (la Figura 3 dell appendice mostra come la posizione di equilibrio differisca da quella di ottimo e come essa corrisponda a un sovra-investimento in attività meno produttive in termini di benessere; si veda inoltre su questo punto anche Metcalfe 2001, e Schelling 1978: 220). Recenti sviluppi di questa letteratura hanno tuttavia aggiunto un altro tassello all analisi del problema delle scelte di consumo distribuite nel tempo, uno che coinvolge direttamente anche il modello di Becker. Queste analisi mostrano che anche in assenza di miopia degli agenti, come si assume nella teoria del miglioramento, scelte con rendimenti differiti spesso tendono a mostrare delle incoerenze dinamiche. La ragione di ciò sta nella forma della funzione del tasso di sconto. Come già Strotz aveva notato negli anni 50, la funzione del tasso di sconto sembra dipendere dalla distanza temporale del guadagno, in particolare, i guadagni presenti tendono a esser sopravvalutati rispetto a quelli futuri. Quanto più il guadagno è prossimo, tanto più esso sembra grande, Questo 7

8 8 suggerisce una funzione del tasso di sconto che è iperbolica piuttosto che esponenziale (si veda Strotz, e Thaler, 1981:127). Un individuo dunque che confronta due alternative, una con un guadagno basso ma prossimo, (come è il caso ad esempio del consumo difensivo di Hawtrey e Scitovsky) ed un altra con un maggiore guadagno, ma differito (il caso del consumo creativo), sceglierà la seconda opzione quando il momento della scelta è lontano, per poi sostituirla con la prima quando il momento della scelta si avvicina. In breve dunque la letteratura recente sembra confermare l esistenza di conflitti nella scelta, in conseguenza dei quali le scelte effettive non corrispondono alle scelte migliori. Come esse possono esser migliorate ed anche che cosa significa in questo contesto migliorarle, sono problemi che richiedono una maggiore analisi dei meccanismi sottostanti tali processi di scelta, una analisi che, come abbiamo visto, solo recentemente e con fatica si sta facendo strada in economia. 4. La cultura della produzione e la cultura del consumo Ci sono due importanti fattori nelle moderne società occidentali che secondo Scitovsky rinforzano queste abitudini di scelta intrappolate in situazioni non ottime e contribuiscono ad esacerbare il conflitto tra scelta e preferenze. Il primo è un fattore culturale e ha a che fare con il tipo di educazione che i consumatori ricevono -- e qui Scitovsky si riferisce principalmente ai consumatori americani. Nonostante l accesso all educazione abbia da lungo tempo cessato di esser ristretto ad una elite, tuttavia, argomenta Scitovsky, il suo scopo principale è quello di contribuire a formare capacità specialistiche e professionalizzanti più che ad espandere un educazione umanistica legata alle arti liberali (1972a: 39-40). Sostenuta da un etica puritana che guarda al consumo con sospetto (1972b: 40,49) nella società in generale predomina largamente una cultura della produzione. Come conseguenza di ciò nessun investimento di tempo, energia, e denaro, secondo Scitovsky, è stato destinato alla formazione di capacità di consumo che sia anche lontanamente paragonabile a quello che è stato destinato all acquisizione di capacità produttive. Paradossalmente quindi, quell enorme incremento di produttività che la cultura della produzione ha alimentato, non si traduce anche nella scoperta e nello sviluppo dei modi di godere del tempo e delle risorse umane che sono state liberate. La capacità acquisite nella produzione non possono infatti esser facilmente trasferite nel consumo. Le capacità produttive sono il risultato delle divisione del lavoro e della conoscenza e quindi fortemente specializzate, tanto più quanto maggiore apprendimento ed esperienza sono in esse incorporati. Il consumo al contrario è una attività che coinvolge simultaneamente molti ed eterogenei aspetti delle nostre vite e richiede per poter esser goduto capacità flessibili e generali (JE: 268). Questa differenza qualitativa di abilità, per Scitovsky, è destinata ad allargasi e a rendere quindi sempre più costoso acquisire generali capacità di consumo (ibid.: 270). 17 Il secondo fattore ha a che fare alcuni aspetti collaterali negativi della produzione di massa e della standardizzazione. Il problema dei prodotti standardizzati non è quello della cattiva qualità. Anzi, essi sono spesso migliori di quelli prodotti artigianalmente. Il problema è che la loro monotonia ed uniformità fa sì che ce ne stanchiamo molto più velocemente (JE: 249). Questa assenza di stimolo nei prodotti standardizzati spiega anche perché tendiamo a rimpiazzarli o ad accumularli a un ritmo molto maggiore di quello che sarebbe giustificato sulla base di ragioni puramente funzionali (ibid.: 257, si veda anche Scitovsky 1985: ). Da un lato infatti, lo stimolo associato ai prodotti di massa svanisce più velocemente di quanto eravamo in grado di anticipare. Come nel caso delle internalità del consumo passato sul presente, anche in questo caso le esternalità causate dal contesto sociale in cui il consumo avviene tendono ad esser sottovalutate dagli individui. La diffusione e l uniformità generalizzata di questi prodotti aumenta il senso di familiarità e di noto che conduce all abitudine. Inoltre, dal momento che nei prodotti di massa, la novità e il comfort sono confezionati in un insieme che il consumatore non può separare, la dose di comfort che egli acquista con la novità può esser più grande di quanto era originariamente disposto a pagare (JE: 258, 256). 18

9 9 Le conseguenze in termini di benessere individuale e collettivo dell approccio di Scitovsky sono dunque chiare. A causa dei loro minori costi di accesso e dei loro maggiori costi di uscita, i beni e le attività di comfort tendono a spiazzare le attività stimolanti, specialmente quelle che esigono maggiori investimenti di tempo e risorse umane. Dal momento tuttavia che sono queste seconde attività quelle maggiormente produttive in termini di godimento e felicità, l effetto complessivo sul benessere sociale di questo spiazzamento è negativo. La società intera perde per effetto del sovra-investimento in comfort e il sotto-investimento in attività stimolanti. L ambiente confortante che ci circonda è anche uno che restringe piuttosto che allargare le alternative disponibili Concorrenza posizionale: Il consumismo è così malvagio? Un altra fonte di possibile contrasto tra scelta e massimizzazione, e di conseguenza tra benessere individuale e collettivo, è dovuta a quella che viene chiamata concorrenza posizionale. Questa avviene quando i consumatori competono per la loro posizione relativa nella gerarchia sociale (si veda Frank 1985). Il problema in questo caso sorge perché il vantaggio competitivo degli individui viene misurato dalle possibilità di accesso a beni che sono scarsi, o che diventano scarsi per effetto della concorrenza (Hirsh 1976). Il risultato, alla fine, quando le fonti dell offerta posizionale si sono esaurite, è che nessuno dei concorrenti ha migliorato la propria posizione. Come quando ad un concerto, ognuno si alza per vedere meglio, gli iniziali effetti positivi raggiunti si auto eliminano. Diversamente dal conflitto tra comfort e stimolo affrontato da Scitovsky, questa fonte di conflitto ha una tradizione molto più lunga in economia. Già i mercantilisti avevano sistematicamente denunciato il consumo di lusso delle classi ricche che, col privilegiare i più rari beni stranieri, avevano l effetto di deprimere la bilancia dei pagamenti della nazione. Questo tema svolge anche un ruolo importante nei dibattiti recenti sulla relazione tra reddito e felicità, in cui il consumo indirizzato ad ottenere un vantaggio relativo è considerato una pratica che riduce il benessere sia individuale che collettivo. Scitovsky affronta questo argomento nella JE, ma ne discute in maniera più estesa in un articolato commento al libro di Fred Hirsch, The Social Limits to Growth, pubblicato nel 1976 (Scitovsky 1995 [1987]). Scitovsky esordisce con un dilemma. Se i bisogni umani di comfort sono saziabili, che cosa alimenta la domanda illimitata che è implicitamente assunta nei modelli di crescita? 20 Una risposta possibile è l esistenza di un secondo gruppo di bisogni, già introdotti da Marshall, che ha a che fare con i bisogni sociali di distinzione e di superiorità. Questi sono insaziabili (ibid. 98). Vi è tuttavia un ambiguità nel concetto di bisogni e di domanda insaziabile, aggiunge Scitovsky. Insaziabile può significare sia che la domanda è illimitata sia che essa è incolmabile. Solo quando è illimitata la domanda di stato può rappresentare uno stimolo per l economia, non quando essa è incolmabile. Ai tempi di Marshall, quando la concorrenza di stato era ristretta ad una elite ed era rivolta anche a beni e servizi prodotti nel settore dei beni materiali e riproducibili, la domanda di stato, anche se poteva considerarsi riprovevole dal punto di vista morale, pur tuttavia provvedeva uno stimolo economico. Ora invece, argomenta Scitovsky, i consumatori competono per ciò che è unico, eccezionale, o esclusivo. Come già per Hirsh, ciò che rende un bene posizionale è proprio il suo valore di scarsità, sia in senso fisico i dipinti antichi, i paesaggi naturali e incontaminati o in un senso sociale, come le posizioni dirigenziali nelle gerarchie di lavoro (Hirsch 1976: 30). In questo caso l offerta di beni posizionali è data e la loro domanda diventa incolmabile. In breve, dunque, la concorrenza di stato intesa come rivalità rispetto alla propria posizione sociale relativa, non ha nessun vincitore finale. E un gioco a somma zero. Il vincitore di oggi diventa il perdente di domani quando arriva un nuovo vincitore. Ma quando essa va ad alimentare una domanda che è incolmabile i suoi effetti sull economia sono molto più dannosi. 21 Come già Hirsh aveva argomentato, infatti, una domanda che compete per beni intrinsecamente scarsi, non

10 10 può che tradursi in un aumento dei prezzi. A questo effetto inflattivo, aggiunge inoltre Scitovsky, si accompagna anche un effetto deflattivo sull occupazione, dal momento che le risorse liberate dal progresso tecnologico non possono esser riutilizzate nel settore materiale la cui domanda rimane invece limitata a causa della sua saziabilità. Possibili rimedi per Scitovsky comprendono una riduzione delle ineguaglianze di reddito che potrebbero stimolare la domanda nel settore materiale e ridurre quella nel settore posizionale, e una riduzione della settimana lavorativa che potrebbe ridurre l aumento della disoccupazione riducendo l offerta di lavoro (Scitovsky 1995:105). 22 Questo argomento, sugli svantaggi della concorrenza posizionale, nelle sue varie formulazioni, non è tuttavia convincente. La concorrenza di stato, si è visto, attiva un contrasto tra il settore materiale dell economia, in cui la produzione di beni e servizi è aperta all innovazione tecnologica e al miglioramento della qualità, e un settore posizionale in cui l offerta è data (Hirsh 1976, 27). Ma perché si suppone che le attività e i beni posizionali siano scarsi? Gli esempi che vengono proposti, è vero, si riferiscono tutti a beni irriproducibili, ma ciò non vuol dire che la concorrenza posizionale, come ogni forma di concorrenza, non possa trovare soluzioni innovative per superare questa scarsità. Tutta la storia del collezionismo, uno dei mercati in cui si può pensare questo tipo di concorrenza sia particolarmente attiva, offre innumerevoli esempi di come la scarsità dell offerta non si limiti a far lievitare i prezzi, ma alimenti continue scoperte e riscoperte di ciò che fino a un momento prima era stato trascurato, creando in questo modo nuovi valori. E lo stesso si può dire ad esempio dei cambiamenti del tessuto urbano quando quartieri di città abbandonati vengono riscoperti e riportati in vita, spesso dalle elite artistiche e intellettuali meno ricche. Anche i continui cambiamenti e novità della moda, sono un modo, come si è visto in precedenza, di contrastare la perdita di vantaggio posizionale che avviene quando le mode si diffondono. In realtà la concorrenza di stato è una fonte di innovazione, dalle arti, dove il sovra-sfruttamento di uno stile conduce alla scoperta di nuovi, 23 alle innovazioni tecnologiche, che iniziano con l imitazione del raro, per dar luogo poi a nuovi prodotti indipendenti. 24 Il caso dell affollamento e della congestione, invece, un altra forma che la concorrenza posizionale secondo Hirsh può prendere, è diverso. Qui le persone realmente concorrono per risorse che sono scarse: basti pensare all aria pulita, alle strade libere dal traffico, ad un ambiente libero da rumori. Ma la perdita di qualità che deriva dal sovra-uso di questi beni dipende non tanto dalla domanda di stato la ricerca di qualcosa proprio perché scarsa quanto dal fatto che all aumentare del reddito inevitabilmente gli standards di vita si innalzano nonostante l aumento della popolazione. Solo in questo caso e non nella concorrenza di stato si può correttamente parlare di tragedia delle terre comuni, di quella istanza del dilemma del prigioniero in cui le azioni individuali non pianificate conducono a esiti sociali non ottimi (si veda Schelling 1978, 225) 6. Noia, assuefazione e felicità Non tutte le attività stimolanti richiedono abilità complesse e apprendimento per esser apprezzate. In realtà molte attività altamente eccitanti possono richiedere poche o nessuna abilità. Questo è il caso di alcune droghe, dei giochi d azzardo, di molte attività pericolose, come gli sports estremi, la violenza, il vandalismo, e l odio (si veda Scitovsky 1981:131-32). Negli ultimi anni della sua vita una delle preoccupazioni teoriche maggiori di Scitovsky è stato il problema sociale della noia. La mancanza di attività stimolanti che possano alleviare la noia era alla base anche della JE. Tuttavia, come spesso (ed eccessivamente) Scitovsky stesso si rimprovera, la noia nella JE era soprattutto quella del ricco ozioso, che poteva avere accesso, con l aiuto del suo reddito e dell istruzione, ad una molteplicità di attività stimolanti e pacifiche (si veda Scitovsky 1996). Il caso invece dei giovani disoccupati di oggi, con poca o nessuna esperienza di quel consumo esperto e creativo che per Scitovsky è anche il più stimolante, e con molto più tempo a disposizione di quanto ne sappiano far uso, è completamente differente. Qui il fascino di attività eccitanti che richiedono così pochi skills e abilità da sembrare gratuite, è molto grande, nonostante

11 gli effetti perniciosi che possono generare. Questo, per Scitovsky, spiega i gratuiti atti di violenza che esplodono tra i giovani americani. Due importanti fattori, in sé positivi, hanno aggravato il problema (Scitovsky 2000). Uno è rappresentato dal movimento di liberazione della donna che, facilitando l entrata delle donne nel mondo del lavoro, ha anche ridotto la loro presenza nella famiglia. Il ruolo dei genitori, la cui influenza nell educazione è la più importante e duratura, è divenuto meno vigile e più frettoloso, proprio in quel periodo dell infanzia, tra i tre e cinque anni, che richiede la presenza di un genitore affettuoso e incoraggiante. Il secondo fattore, l educazione obbligatoria e gratuita, ha lasciato interamente scoperto, almeno negli Stati Uniti, il periodo prescolastico proprio nel momento in cui la presenza materna si riduceva (si veda Boredom, its causes and consequences, dattiloscritto non datato, p. 9). Scitovsky si è interessato alle soluzioni che l Europa, i paesi scandinavi, ma anche l Italia e la Francia, hanno sperimentato e poi legalizzato, dalla scuola pubblica dell infanzia ai congedi di maternità pagati. Una delle raccomandazioni politiche ricorrenti è quella che Scitovsky aveva suggerito anche nel caso della concorrenza posizionale, la riduzione della settimana lavorativa, come un mezzo per riavvicinare il tempo dei genitori a quello dei figli. Il problema della mancanza di stimoli per le classi più disagiate e disoccupate è strettamente connesso al problema della relazione tra reddito e felicità. Scitovsky è stato tra i primi a commentare gli studi di Easterlin sulle serie temporali delle auto stime individuali della felicità.. 25 Come è noto e come è stato sistematicamente confermato in indagini successive, 26 questi dati mostrano che nonostante l incremento costante del reddito nel tempo, la felicità auto dichiarata in ogni settore di reddito in media o rimane costante o, come accade nelle coorti più basse di reddito, diminuisce, e ciò è indirettamente confermato dai dati sul crimine, sull abuso di alcol, e sulla depressione in costante aumento negli ultimi 50 anni, una tendenza che si ripete in ogni paese (si veda Layard 2003, Lecture 2: 19). Tra le cause che possono spiegare questo paradosso della non correlazione tra felicità e reddito (almeno a partire da una certa soglia minima), una sembra esser particolarmente rilevante ed è l assuefazione, e in particolare l assuefazione ai livelli di reddito acquisiti. In uno dei molti studi empirici si mostra infatti che il livello minimo di reddito accettabile è strettamente correlato con il livello attuale. Un aumento di quest ultimo fa aumentare anche il primo (Van Praag and Frijters 1999: 422). Come già si era visto con il modello di Berlyne ciò che, al momento del cambiamento, rappresenta una differenza che aumenta la soddisfazione, viene dato per scontato fino a generare indifferenza con il passare del tempo. (Su questo punto si veda anche il concetto di felicità relativa di Parducci 1995). Gli studi psicologici sull adattamento edonico hanno portato un ulteriore importante contributo al problema mostrando come alcuni beni sono più di altri soggetti a generare assuefazione (Frederick and Loewenstein, 1999:311). Per esempio le persone non sembrano abituarsi allo stress degli spostamenti per raggiungere il lavoro, al rumore, all inquinamento, e alla solitudine. D altro canto il valore benefico dell adattamento quando si ha a che fare con dei mali, come la morte di una persona amata o la malattia, viene facilitato se si è circondati da amici o se si riesce a dare un significato all evento negativo. Sulla base di questi studi, Frank in modo non dissimile da Scitovsky argomenta come il consumo di certi beni case, TV, o auto più grandi genera piacere, ma un piacere che è di breve durata a causa dell abitudine. Un consumo di tipo diverso, invece dedicare più tempo agli amici, allo sport alle vacanze produce un piacere più duraturo (Frank, 1999: 90). Tornando al problema della noia: l assuefazione è presente ad ogni livello di reddito, e causa una costante ridefinizione verso l alto di ciò che viene ritenuto uno standard di vita soddisfacente. In aggiunta, per le classi più disagiate questo innalzamento dello standard si associa ad un conflitto più grave tra l aspirazione ad una vita piena e gratificante e le capacità sempre più complesse che sono necessarie per raggiungerla. Lo scarto tra ciò che si vorrebbe raggiungere e ciò che si può ottenere si allarga e il sentimento dell accesso negato aumenta. Questa mancanza di 11

12 12 alternative e assenza di stimoli è ciò che trasforma la noia in una malattia cronica che per Scitovsky è dolorosa quanto la sofferenza per fame. Gli studi cui abbiamo fatto riferimento confermano dunque la rilevanza per la felicità dell acquisizione delle abilità di consumo e gli effetti di emancipazione e di civilizzazione che l educazione produce. Essi confermano anche la necessità di considerare seriamente i problemi del consumo. La rilevanza del problema della noia, degli effetti che la mancanza di attività stimolanti e pacifiche può avere sulla felicità, specialmente di quella parte della società che è ad esse meno esposta, è tuttavia ancora relativamente sottovalutata nelle analisi recenti del benessere. Conclusioni: Esistono cattive preferenze? Nell analisi economica tradizionale e nella tradizione Hayekiana dell ordine spontaneo, il processo di mercato, con il suo sistema di segnali astratti quali i prezzi, è il processo più efficiente per diffondere la conoscenza individuale dispersa e per correggere gli errori. Tuttavia, seguendo Scitovsky, abbiamo visto che vi sono situazioni che non solo possono impedire alle persone di conoscere ciò che per loro è meglio, ma nelle quali anche il potere correttivo del mercato è indebolito o sospeso. Queste situazioni sono di tre tipi: quelle che richiedono la formazione di abilità di consumo, quelle che comportano la scelta tra attività i cui vantaggi sono differiti nel tempo, e quelle che generano assuefazione ed equilibri sub-ottimi. Scitovsky analizza e discute queste situazioni mettendo a confronto due tipi di opzioni che competono l una con l altra nelle alternative di scelta aperte al consumatore. La prima è quella legata alle attività di comfort, che hanno bassi costi di accesso, ma anche rendimenti decrescenti dovuti all abitudine. La seconda opzione, rappresentata da quelle attività che Scitovsky chiama creative, può comportare rendimenti crescenti in termini di godimento e stimolo, ma anche più alti costi di accesso, dovuti alla necessità, per poterne godere, di acquisire capacità di consumo complesse. Grazie ai loro vantaggi in termini di costo, e a dispetto dei loro più bassi rendimenti, le attività di comfort possono spiazzare quelle creative. Questo percorso, una volta attivato, è difficile da invertire quando se ne riconoscono gli effetti negativi sul benessere. Divenute abitudini, queste attività infatti, facili da apprendere, diventano penose da abbandonare. Per effetto dell assuefazione quindi anche i costi di uscita diventano molto alti. Per Scitovsky il principio della sovranità del consumatore, che egli condivideva, non doveva tuttavia esimere l economista dal domandarsi se le preferenze si esprimano pienamente nelle scelte e se il meccanismo economico provveda i giusti canali della loro espressione. Questa posizione lo ha condotto, fin dai primi scritti, ad interrogarsi circa la natura e il significato delle preferenze e dei desideri e a cercare di scoprire il ruolo che il tempo, la conoscenza, e i fattori ambientali hanno sulla loro formazione e viceversa. A cominciare da lui anche noi cominciamo a saperne un po di più.

13 13 Appendice Utilità C attività stimolanti Figura 1 attività di comfort potenziale di stimolo di una esperienza data (novità, varietà, complessità) La curva di Wundt modificata (la curva solida) mostra che l'utilità associata ad una determinata esperienza può aumentare in due modi: aumentando il potenziale di stimolo, la novità, quando questa è percepita come troppo bassa (le attività stimolanti di Scitovsky), e diminuendola quando questa è percepita come eccessiva o minacciosa (le attività di comfort). Le curve tratteggiate più basse rappresentano l'utilità decrescente associata alla ripetizione della medesima esperienza.

14 14 Utilità C attività stimolanti Figura 2 attività di comfort potenziale di stimolo In questa figura le curve sulla sinistra più chiare e spostate verso l'alto rispetto all'iniziale curva di Wundt modificata e più scura, rappresentano i possibili rendimenti crescenti associati alle attività creative e dovuti al cambiamento endogeno che esse producono. Le curve a sinistra più basse rappresentano invece i rendimenti decrescenti associati alla perdita di novità che l'abitudine indotta dal comfort comporta.

15 15 Utilità media P C O E E* 1 Figura 3 -Sovrainvestimento in beni di comfort L'asse orizzontale misura l'ammontare di risorse investite nelle attività creative. La linea rossa P rappresenta la funzione di valore, misurata in guadagni di utilità (media), associata a queste attività. La sua inclinazione positiva sta ad indicare che i rendimenti di queste attività sono crescenti. La linea nera C è invece la funzione di valore delle attività di comfort, che decresce da destra verso sinistra man mano che l'investimento di risorse in comfort aumenta. Il punto E è l'allocazione di equilibrio. La funzione di utilità totale combinata di P e C è rappresentata dalla curva tratteggiata. Il punto E*, che corrisponde al punto in cui l'utilità e massima, è la scelta ottima. In corrispondenza della scelta effettiva E quindi si ha un sotto-investimento in attività creative. 1 Tibor Scitovsky è morto il 1 Giugno Nato a Budapest nel 1910, ha lasciato l Ungheria nel 1935 per l Inghilterra. Ha studiato a Cambridge e alla London School of Economics. Nel 1939 si è trasferito definitivamente negli Stati Uniti. Qui ha insegnato alle università di Stanford, Berkeley, e Yale. Ha continuato a lavorare ed esser attivo fino alla fine. 2 In questo lavoro userò i termini benessere, soddisfazione e felicità in modo intercambiabile. Negli scritti di Scitovsky anche il termine piacere e utilità spesso si sovrappongono ai precedenti. Per una analisi delle loro differenze, della loro relazione all utilitarismo, e per una riscoperta dell importanza che la dimensione relazionale dell esistenza ha sul benessere, si veda Bruni Una rassegna dell ampia gamma di problemi cui questo approccio può esser applicato è in Thaler Il ricco che, dice Hawtrey, ha speso gran parte del suo reddito a ridurre al minimo tutte le fonti di disagio e fatica, è tuttavia ancora al punto zero per quanto concerne il piacere.e come chi ha liberato il suo giardino da tutte le erbacce, ma non ha ancora piantato nulla (Hawtrey 1926: 190). 5 Mentre una macchina più veloce rende più rapidi gli spostamenti, non c è nulla che possa comprimere il tempo necessario ad esempio ad ascoltare una sinfonia. L importanza del tempo di consumo, un problema che raramente è preso in considerazione quando si parla di attività creative, è invece stata sottolineata da

16 16 Scitovsky sin dal 1959, in un articolo che discute del divario di produttività che affligge le arti (anticipando così tra l altro la cosiddetta malattia da costi delle arti formulata da Baumol and Bowen Per una discussione e rassegna del problema, si veda Throsby Questi punti sono discussi in Bianchi 2003). 6 Anche in psicologia, l attuale interesse nelle determinanti del benessere individuale e dei suoi processi sottostanti ha invertito una tradizione di sostanziale disinteresse che ha dominato a lungo nella disciplina. Come Kahneman sottolinea nella Prefazione a Kahneman et. al. (1999), in psicologia, sia essa cognitiva che comportamentale, i problemi della gioia e della sofferenza hanno attratto molta meno attenzione e ricerca di altre funzioni psicologiche come quelle legate, ad esempio, alla memoria e all attenzione. Nei testi di introduzione alla psicologia non si trova alcun riferimento al benessere o alla felicità (Kahneman et al.,1999: ix). 7 Recentemente la base empirica di alcuni dei risultati dell analisi di Berlyne, in particolare quelli che si riferiscono alla dimensione edonica della complessità, è stata sottoposta a critica (si veda Martindale et al., 1990, ed anche Kubovy,1999). 8 Su questo punto si veda Bianchi 1998b. 9 Ripetutamente nella JE Scitovsky discute come l uso del tempo rappresenti una variabile strategica nel benessere del consumatore. La tradizione delle celebrazioni e delle feste nei paesi più poveri, l abitudine di distanziare i pasti, sono esempi che per Scitovsky mostrano come, quando vincoli monetari militano contro la piena soddisfazione di ogni bisogno, la migliore strategia sia quella di avere una soddisfazione completa ma intermittente (JE: 67). Gossen (1983 [1854]) è stato il primo economista a formalizzare il principio dell utilità marginale decrescente, ma significativamente essa dipende non dalla quantità di bene consumato, ma dalla frequenza temporale del consumo. Il suo approccio innovativo, tuttavia, per quanto noto a Walras, fu successivamente ignorato. Per una analisi di questi problemi e degli effetti distruttivi che l introduzione del tempo può avere sulla teoria tradizionale della scelta, si veda Georgescu-Roegen, 1983, Steedman, 2001, e Nisticò Una analisi dei vari modi in cui la novità può esser usata strategicamente nelle scelte di consumo si trova in Bianchi 1998a e In un interessante articolo di commento alla JE di Scitovsky s, Hirschman (1996: 540-1) descrive il ruolo che la partecipazione alla vita pubblica e la compagnia degli altri ha sul benessere. In particolare egli discute glie effetti civilizzatori della convivialità. 12 Benedikt (1996) in un articolo di grande apprezzamento della JE, è tuttavia critico di Scitovsky quando sottolinea che la posizione di massimo piacere rappresentata nella curva di Berlyne, in cui la novità non è né troppo altra né troppo bassa, e che Scitovsky associa al comfort, in realtà appartiene più alle attività gratificanti e stimolanti, quelle, possiamo aggiungere, per le quali il cambiamento è endogeno. 13 Lo psicologo Csikszentmihalyi descrive l esperienza di flusso come quel tipo di esperienza capace di indurre un cambiamento controllato nelle attività umane (Csikszentmihalyi 1975). Nella sua teoria le attività di flusso rappresentano dei modelli arbitrari che le persone usano per dar forma alle loro esperienze. Esse sono arbitrarie perché indipendenti dai bisogni, ma questa loro libertà le rende anche le più creative e auto gratificanti. Esempi di attività di flusso sono gli scacchi, l alpinismo e gli sport in genere, la danza. Devo questo riferimento al lavoro di Csikszentmihalyi ai commenti che il mio discussant Raj Raghunathan ha presentato alla conferenza sui Paradoxes of Happiness tenuta a Milano nel Marzo del Egli è stato in grado di mettere a confronto, sottolineando legami e differenze, l approccio di Scitovsky e quello di Csikzentmihalyi. 14 Molti di noi sanno che bisogna esser stanchi per godere del riposo, aver freddo per apprezzare il calore del fuoco, e aver fame per godere realmente di un buon pasto. JE: 71. Più cibo, riposo, e calore possiamo ottenere e meno godibili essi saranno. 15 In un altra istanza Scitovsky (1995 [1993]: 203) chiama questi beni, beni di demerito, e li contrappone ai beni di merito che godono di economie interne che ugualmente possono esser sottovalutate. 16 Per Scitovsky questo sovra-investimento in attività di comfort ha effetti negativi sul benessere individuale, perché genera soddisfazioni che si deprezzano molto più velocemente, ma anche sul benessere collettivo, dal momento che tali attività sono quelle più legate a esternalità negative come inquinamento, traffico, e rumore (JE: 144,209). 17 Si veda Moroni 2003.

17 17 18 Questo significa, come anche Thaler (1991: 248) ha notato, che le caratteristiche dei beni non possono esser selezionate e scambiate separatamente dai consumatori. Per una discussione di questo punto si veda Bianchi 2002: Per Sen la riduzione di alternative accessibili riduce anche la libertà individuale anche nel caso in cui le alternative non siano effettivamente usate (si vedano i commenti di Sen 1996 alla JE). Al contrario, attraverso l educazione e l acquisizione di skills, una persona può estrarre di più da ciò che ha e fare scelte più informate e soddisfacenti. 20 In un paper recente Loasby pone la medesima domanda e suggerisce che per capire il problema della creazione della domanda si deve contemporaneamente comprendere la capacità umana di creare, modificare e applicare patterns alla realtà (Loasby 2001). Molta della discussione che è contenuta in Witt (2001) è rilevante per questo problema. 21 Scitovsky comunque ha anche insistito, al contrario di molta letteratura sull argomento, sugli aspetti positivi che la concorrenza di stato può assumere. Nella JE, egli ricorda come la ricerca di stato include anche quelle attività che spesso non sono considerate tali. Aiutare e stimolare gli altri, per altruismo o per amore, può esser visto come una forma di ricerca di stato o più generalmente di desiderio di appartenenza (JE, 115). In altri contesti (si veda ad esempio Scitovsky 1985:201) Scitovsky ha anche mostrato come la concorrenza posizionale in quanto ricerca di novità e di differenza rappresenti in realtà una spinta innovativa che aumenta le scelte accessibili. 22 Più interessante, ma anche più utopistica è l idea di Scitovsky che una settimana lavorativa più corta abbia anche l effetto positivo di ridurre la domanda di stato. In una società più indirizzata al tempo libero, in cui il costo opportunità del tempo libero fosse minore e l attenzione alla qualità del tempo di consumo maggiore, le persone apprezzerebbero più l eccellenza in sé senza considerazioni di reddito. 23 L esempio glorioso è la Firenze del XV secolo. 24 Per questo secondo caso si possono portare numerosi esempi. Basti comunque quello della Bachelite, una delle prime forme della plastica che inizialmente cercò di imitare materiali più preziosi come l avorio e l ambra, e che successivamente trovò infiniti nuovi usi (dalle radio, ai ventilatori agli accessori elettrici) fino a diventare, in tempi recenti, essa stessa una rarità.oppure l esempio delle ceramiche Wedgwood, il cui successo e diffusione internazionale nella seconda metà del settecento furono in gran parte dovuti all imitazione dei dipinti e delle forme dei vasi etruschi, ma che simultaneamente implicarono importanti scoperte tecnologiche nella manifattura della ceramica. 25 Nel commentare il lavoro di Easterlin, Scitovsky individua quattro misure non misurabili della qualità della vita (JE:33) come possibili cause della bassa correlazione tra felicità individuale ed il secolare incremento del reddito: stato, soddisfazione nel lavoro, novità e assuefazione (ibid.:139). 26 Molti studiosi hanno commentato e seguito il percorso aperto da Easterlin: si veda Abramovitz 1979, Oswald 1997, Frank 1997, Diener 1999, e Frey e Stutzer References Abramovitz, M. (1979). Economic growth and its discontent, in: Boskin, M.J. (a cura di) (1979). Economics and Human Welfare. Essays in Honor of Tibor Scitovsky. Academic Press, New York, Baumol, W. J., Bowen, W. G. (1966). Performing Arts: The Economic Dilemma. Twentieth Century Fund, New York. Becker, G. S. (1996). Accounting for Tastes. Harvard University Press, Cambridge, Mass. Becker, G. S., Murphy, K. (1988). A theory of rational addiction. Journal of Political Economy 96, Benedikt, M. (1996) Complexity, Value, and the Psychological Postulates of Economics. Critical Review 10(4), Berlyne, D.E. (1971). Aesthetics and Psychobiology. Appleton Century Crofts, New York. Berlyne, D.E., Madsen K.B. (Eds) (1973). Pleasure, Reward, Preference. Academic Press, New York. Bianchi, M. (1998a). Consuming novelty: Strategies for producing novelty in consumption. Journal of Medieval and Early Modern Studies, 28 (1), 3-18.

18 Bianchi, M. (1998b). Taste for novelty and novel tastes. The role of human agency in consumption, in Bianchi, 1998c, pp Bianchi, M. (Ed.) (1998c). The Active Consumer. Novelty and Surprise in Consumer Choice. Routledge, London and New York. Bianchi, M. (1999). Design and Efficiency. New Capabilities Embedded in New Products, in: Earl, P., Dow, S. (Eds.), Knowledge and Economic Organization, Essays in Honour of Brian Loasby, Volume 1. Edward Elgar, Cheltenham, pp Bianchi, M. (2002). Novelty, preferences, and fashion: when goods are unsettling. Journal of Economic Behavior and Organization, 47, Bianchi, M. (2003) A questioning Economists: Tibor Scitovsky s attempt to bring joy into economics. Journal of Economic Psychology, 24, Bruni, L. (2002). L economia e i paradossi della felicità, in: Sacco, P.L.,Zamagni, S. (a cura di ) Complessità relazionale e comportamento economico. Il Mulino, Bologna, Csikszentmihalyi, M. (1975) Beyond Boredom and Anxiety. Jossey-Bass Publishers, San Francisco. Diener, O. (1999). Subjective Well-being: Three Decades of Progress. Psychological Bulletin,125 (2), Earl, P.E. (2001). Simon's travel theorem and the demand for live music. Journal of Economic Psychology, 22 ( 3), Easterlin, R. (1974). Does economic growth improve the human lot? Some empirical evidence, in: David, D.A., Reder M.W. (a cura di ), Nations and Households in Economic Growth: Essays in Honor of Moses Abramovitz. Academic Press, New York. Easterlin, R. (1995). Will raising the incomes of all increase the happiness of all? Journal of Economic Behavior and Organization. 27, Elster, J., Skog, O. (1999). Getting Hooked. Rationality and Addiction. Cambridge University Press, Cambridge. Frank, R. H. (1985). Choosing the Right Pond. Human behavior and the quest for status, Oxford University Press, New York. Frank, R. H. (1999). Luxury Fever. Why Money fails to Satisfy in an Era of Excess. The Free Press, New York. Frederick, S., Loewenstein, G. (1999). Hedonic Adaptation, in: Kahneman et al., 1999, pp Frey, B., Stutzer, A. (2002). Happiness and Economics. How the Economy and Institutions Affect Well-being. Princeton University Press, Princeton. Friedman, J. McCabe, A. (Eds.) (1996) Critical Review, Special Issue on Tibor Scitovsky s The Joyless Economy after Twenty Years, 10 (4). Georgescu-Roegen, N. (1983). Herrmann Heinrich Gossen: his life and work in historical perspective, in: Gossen, 1983, pp. xi-cxlix. Gossen, H. H. (1983 [1854]). The Laws of Human Relations and the Rules of Human Action Derived Therefrom. MIT Press, Cambridge, Mass. Hawtrey, R.G. (1926). The Economic Problem. Longmans, Green and Co., London. Herrnstein, R., Prelec, D. (1992). Melioration, in: Loewenstein G., Elster, J.,1992, pp Hirsch, F. (1976). Social Limits of Growth. Harvard University Press, Cambridge, Mass. Hirschman A.O. (1996). Melding the Public and Private Spheres: Taking Commensality Seriously, in Friedman e McCabe (1996), Jevons, W.S. (1970 [1871]). The Theory of Political Economy, Penguin Books. Harmondsworth. Kahneman, D., Tversky, A. (1979). Prospect theory. An analysis of choice under risk. Econometrica 47, Kahneman, D., Diener E., Schwarz N. (Eds.) (1999). Well-being: The Foundations of Hedonic Psychology. Russell Sage Foundation, New York. Kubovy, M. (1999). On the pleasures of the mind, in: Kahneman et al., 1999,

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20 Van Praag, B.M.S., Frijters, P. (1999), The measurement of welfare and well being: the Leyden approach, in Kahaneman et al. 1999: pp Witt, U. (Ed.) (2001) Escaping Satiation. The demand side of economic growth. Springer, Berlin. 20

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