Progetto Vivere in Comunità anno 2016

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1 DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE E DI COMUNITÀ ISTITUTO PENALE PER I MINORENNI L E C C E Progetto Vivere in Comunità anno 2016 PER I MINORI OSPITI DELLA COMUNITA PUBBLICA PER MINORI Via Monteroni, 157/A

2 1. Premessa Progetto Vivere in Comunità La Comunità Ministeriale di Lecce è un servizio della Giustizia Minorile, istituito ai sensi dell art. 8 del D.L. 272/89, che accoglie minori e giovani sottoposti a provvedimenti giudiziari penali disposti dalle Autorità Giudiziarie Minorili (AA.GG.MM.) secondo quanto espressamente previsto dal DPR 448/88. La Comunità, nel rispetto dei diritti soggettivi dei minori, ottempera al duplice mandato istituzionale di assicurare l esecuzione della misura e finalizzare l intervento alla restituzione del minore al contesto sociale di appartenenza al termine della stessa. All interno del contesto comunitario il minore ha l opportunità di relazionarsi con differenti figure sperimentando differenti modalità relazionali, ha l occasione di essere compreso e curato dagli adulti di riferimento, che gli forniscono nuovi stimoli ed opportunità d azione, facilitando nuove forme di comunicazione interpersonale. La Comunità Ministeriale pone particolare attenzione alle scelte operative ed alle relazioni interpersonali in quanto non costituisce solo un mero spazio di contenimento e controllo in esecuzione al disposto delle AA.GG.MM., ma si caratterizza soprattutto come contesto finalizzato al recupero del processo educativo, una struttura intesa come luogo di cambiamento in un ambiente di vita dove condivisione della quotidianità ed attività formativo/educative si integrano. La Comunità si propone di stimolare nei soggetti ospitati un diverso modo di agire, al fine di consentire l accettazione di principi e valori socialmente condivisi, indirizzando i minori verso positivi processi di inserimento sociale; la cultura della comunità è infatti finalizzata a motivare e guidare, richiedendo ai minori di assumere comportamenti finalizzati al cambiamento. Tale Servizio minorile si colloca, sin dal primo contato con il soggetto autore di reato, anche come facilitatore rispetto al suo contesto socio-ambientale e il lavoro mira primariamente a realizzare un progetto educativo individuale in collaborazione tra i Servizi minorili ed il più ampio coinvolgimento degli Enti Locali, del volontariato, del privato sociale, delle associazioni, dello stesso minore e della sua famiglia, intesa, quest ultima, come risorsa, in quanto il recupero è fortemente correlato ad un armonico sviluppo delle relazioni familiari. Le attività della Comunità Pubblica per minori, pur con le loro differenze e specificità, hanno come finalità quella di ricomporre, per quanto possibile, il conflitto che si è 2

3 generato con l avvio dell azione penale, attraverso l attivazione in favore dell utenza di percorsi di responsabilizzazione, di assistenza e di sostegno socio-educativo, con attività formative e socializzanti, interventi educativamente qualificati, destinati a facilitare il reinserimento sociale dei minori. La Comunità Ministeriale ospita minori e giovani, italiani e stranieri, di sesso maschile, di età compresa tra il 14 e i 25 anni, provenienti da tutto il territorio regionale (eccezionalmente extraregionale), sottoposti a provvedimenti delle AA.GG.MM. che ne impongono il collocamento in comunità. La capienza massima giornaliera della Comunità è di 8 (otto) minori. Il servizio Comunità si connota come servizio pubblico a carattere residenziale da erogarsi con continuità ed ha le seguenti caratteristiche: tempi di permanenza medio - brevi; attenzione alle esigenze di sostegno e controllo dei minori accolti. La Comunità costituisce un sistema di opportunità concrete, contestualizzato rispetto ai bisogni evolutivi del minore, radicate sul territorio ed immediatamente fruibili, finalizzate alla risocializzazione dell adolescente ed alla implementazione di un percorso di rielaborazione critica dei comportamenti disfunzionali posti in essere. In vista di questi obiettivi viene dato ampio spazio alle attività formative e lavorative. Il modello di lavoro è pertanto ispirato ad una comunità aperta, capace di reperire risorse esterne, attraverso la cura dell interazione con le agenzie sociali, scolastiche e ricreative, sia per le attività di gruppo, sia per i progetti individualizzati a favore dei minori ospiti. Nella Comunità sono presenti, quale personale di ruolo, varie figure professionali, tra cui particolare rilevanza per il perseguimento delle finalità istituzionali, rivestono quella del Funzionario della Professionalità Pedagogica e dell Assistente di Area Pedagogica. 2. Descrizione delle attività e degli interventi richiesti. La presente progettualità intende arricchire le attività svolte nella Comunità nelle ore in cui i minori non sono impegnati in attività trattamentali strutturate (corsi scolastici, formativi, attività laboratoriali), nei momenti e negli orari cioè più delicati dal punto di vista pedagogico, con la finalità di favorire, guidare e valorizzare la socializzazione nel gruppo in situazione di libera interazione e vigilare sui minori onde prevenire dinamiche conflittuali e/o di reattività al contesto comunitario. 3

4 Al riguardo dovranno essere garantiti, attraverso personale qualificato, idonei interventi di educazione alla convivenza che incidano significativamente sul clima relazionale comunitario, orientandolo al rispetto delle regole e ad una cultura della legalità. Nello specifico il progetto intende offrire una immediata assistenza e trattamento ai giovani che si integri con l azione svolta dal Personale dell Amministrazione della Giustizia Minorile. In particolare, le attività richieste per la realizzazione del Progetto sono: potenziamento delle attività di sostegno pedagogico e di assistenza dei giovani ospiti della struttura; attività di intrattenimento nel tempo libero, nonché di conoscenza dell ambiente circostante, coadiuvando l indirizzo educativo elaborato dalla Direzione della Comunità; attività di vigilanza e di contenimento dei comportamenti aggressivi, violenti e comunque costituenti motivi di rischio per l incolumità degli stessi soggetti assistiti e per i terzi; a tale scopo le attività dovranno prevedere la presenza di figure qualificate di accompagnamento che, integrandosi adeguatamente con gli operatori ministeriali, promuoveranno una pacifica convivenza, nei momenti in cui maggiore è l esigenza di sostegno pedagogico da parte dei minori; collaborazione con il personale in servizio presso la Comunità nei programmi di intervento, di recupero e di socializzazione; accompagnamento, con carattere occasionale e/o saltuario, dei giovani nelle attività trattamentali esterne, con idonei mezzi dell Appaltatore, su richiesta del Direttore della Comunità; espletare eventuali attività ricreativo - didattiche interne ed esterne alla struttura, finalizzate a realizzare momenti sia di animazione che formativi nel campo professionale mediante attività laboratoriali; ricevimento ed accoglienza all interno della struttura delle persone autorizzate con registrazione delle stesse. 3. Periodo di riferimento del progetto Dodici mesi a partire dal 01 Gennaio 2016 e fino al 31 Dicembre

5 4. Utenza interessata Minori e giovani, italiani e stranieri, di sesso maschile, di età compresa tra i 14 e i 25 anni, provenienti da tutto il territorio regionale (eccezionalmente extraregionale) sottoposti a provvedimenti della AA.GG.MM. che ne dispone il collocamento in comunità. 5. Numero utenti interessati Non essendo possibile definire a priori il numero degli utenti interessati, si specifica che la capienza massima giornaliera della Comunità Pubblica di Lecce è di n. 8 (otto) minori, per cui il numero di utenti interessati varietà in base all effettivo turn over, dovuto al termine dei provvedimenti giudiziari in capo ai singoli utenti. 6. Concorso degli utenti al costo del progetto. Non previsto in quanto trattasi di minori sottoposti a provvedimenti giudiziari, pertanto il costo del progetto è a carico di questa Amministrazione. 7. Attività pedagogiche A) RESPONSABILE DEL PROGETTO ATTUATORE Presenza di un Responsabile del Soggetto attuatore con il compito di curare il coordinamento con la Direzione della Comunità e garantire che gli operatori rispettino le indicazioni date dalla stessa. B) QUALIFICA OPERATORI Gli operatori impiegati dovranno essere in possesso di: titolo di studio non inferiore al Diploma di Scuola Media Superiore; formazione preventiva, attitudini e pregressa esperienza lavorativa documentata (almeno triennale), effettuata presso strutture di accoglienza per minori, pubbliche o private. C) RUOLO OPERATORI 1. Agire coordinandosi col personale ministeriale, secondo le indicazioni della Direzione della Comunità; 2. Assumere conoscenze di massima sui giovani ospitati nella struttura al fine di interagire con loro, partecipando, qualora il Direttore della Comunità lo ritenga opportuno, ai lavori di messa a punto del Progetto Educativo Individuale. 5

6 3. Garantire la massima segretezza personale per quanto concerne le informazioni sui minori. 4. Cooperare con il personale di ruolo della Comunità (Direzione, Funzionari della Professionalità Pedagogica, Assistenti di Area Pedagogica) nell ambito delle attività previste dal Servizio. 5. Riferire alla Direzione della Comunità informazioni ritenute utili nell ambito del percorso educativo dei minori trattati. 6. Relazionare su tutti gli episodi riguardanti l utenza secondo le modalità che saranno indicate dalla Direzione. 7. Partecipare, se richiesto, alle attività di formazione ed aggiornamento del personale. 8. Acquisire informazioni specifiche sull andamento quotidiano della vita comunitaria dal personale ministeriale al fine di meglio gestire le dinamiche tra i ragazzi. D) PROGETTUALITA PEDAGOGICA All interno della struttura si conduce una esperienza di vita comunitaria, tutte le attività hanno lo scopo di offrire quotidianamente ai minori degli stimoli per una maturazione psicologica relazionale e sociale sia all interno del nucleo comunitario che all esterno, mantenendo rapporti con la famiglia di origine (ove è possibile), con l ambiente in generale, attraverso esperienze che permettano il reinserimento sociale del minore. La progettualità si propone di offrire uno spazio accogliente, educativo, dove i ragazzi possano sperimentare modelli alternativi al comportamento deviante, con l opportunità di ripensare la propria storia, affrontando i vissuti che hanno determinato l allontanamento dal contesto familiare e sociale. E) PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITA PEDAGOGICHE 1. Interventi idonei a sostenere il trattamento pedagogico dei minori entrati nel circuito penale che agevolino il recupero di percorsi educativi attraverso il supporto alla motivazione e tenuta negli impegni scolastici e/o lavorativi. 2. Contenimento dei comportamenti aggressivi, violenti e comunque costituenti motivi di rischio per l incolumità degli stessi soggetti assistiti e per i terzi. 3. Educazione alla legalità e al rispetto delle regole comunitarie. 6

7 F) UTILIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI E DEGLI SPAZI La struttura possiede tutte le caratteristiche di una civile abitazione ed è organizzata per l ordinario svolgimento della vita autonoma di un gruppo residente. Questa collocazione di prossimità consente agli ospiti di poter sperimentare una maggiore autonomia, ma senza allontanarsi fisicamente dalla struttura residenziale. Le attività si svolgeranno sia all interno della Comunità Pubblica di Lecce che all esterno; in tal caso potrà essere previsto l accompagnamento dei minori al fine di garantirne la partecipazione alle relative attività. 8. Organizzazione dei tempi e delle attività degli operatori Le attività progettuali saranno articolate giornalmente in base al normale evolversi della vita comunitaria riempiendo gli spazi temporali non caratterizzati dallo svolgimento di attività strutturate che già attualmente vengono svolte per lo più nella fascia oraria antimeridiana di tutti giorni feriali (corsi scolastici, formativi, attività laboratoriali). In considerazione dell obiettivo che si intende perseguire con la presente progettualità, le attività dovranno essere effettuate nella sede in tutti i giorni feriali, nella fascia oraria dalle ore alle ore con l impiego di n. 3 (tre) operatori; in tutti i giorni festivi nella fascia oraria dalle ore alle ore con l impiego di n. 3 (tre) operatori e nella fascia oraria notturna dalle ore alle ore sia dei giorni feriali che festivi con l impiego di n. 2 (due) operatori. 9. Monte ore Le attività progettuali svolte all interno ed all esterno della struttura saranno sviluppate per un monte ore complessivo non inferiore a n ore. L ente attuatore dovrà prevedere, occasionalmente, l accompagnamento dei minori ospiti della Comunità, con mezzi propri, presso strutture esterne, al fine di garantirne la partecipazione ad eventuali altre attività, su richiesta del Direttore della Comunità. 10. Attività di verifica La Direzione della Comunità è legittimata a controllare l espletamento del servizio nel corso di esso, al fine di verificarne la regolarità senza darne comunicazione preventiva all affidatario. 7

8 Inoltre, potrà organizzare, in ogni momento, incontri di programmazione e coordinamento al fine di migliorare la gestione del servizio e verificare lo stato di avanzamento della progettualità. 11. Esiti attesi Potenziamento delle attività di sostegno pedagogico e di assistenza dei giovani ospiti della struttura; Implementazione delle attività di intrattenimento nel tempo libero nonché di conoscenza dell ambiente circostante; Riduzione del rischio di conflittualità tra i minori e di allontanamento dalla struttura. Destigmatizzazione del contesto istituzionale comunitario. La presenza di figure non istituzionali a contatto con i minori favorisce una dimensione di vita comunitaria di maggiore promiscuità e processi di recupero di normalità. 12. Soggetti coinvolti Personale ministeriale di ruolo in servizio presso la Comunità Pubblica. Direzione Centro Giustizia Minorile per la Puglia. Soggetto attuatore. Eventuali partners esterni. 13. Costo progetto Sulla base della specificità, dei tempi e delle modalità di attuazione delle attività progettuali, il costo del progetto viene determinato in Euro ,00 (duecentonovantunomiladuecentosettantuno/00) da porre a base di gara. 8

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