DICHIARAZIONE AMBIENTALE

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DICHIARAZIONE AMBIENTALE 2007-2010"

Transcript

1 PROGETTO DI CERTIFICAZIONE UNI EN ISO 14001:2004 E REGISTRAZIONE EMAS (REGOLAMENTO CE 761/2001) DI ENTI LOCALI ED ENTI PUBBLICI NEL COMPRENSORIO DELLA VAL DI VARA E VAL DI MAGRA Cormorani sulla Magra Via Agostino Paci, Sarzana (La Spezia) Italia DICHIARAZIONE AMBIENTALE conforme al Reg. CE 761/01 Codice NACE: [attività degli orti botanici, dei parchi naturali,gestione del patrimonio naturale] Sistema di Gestione Ambientale certificato secondo la norma UNI EN ISO 14001:2004 Aggiornamento dati al

2 ENTE PARCO DI MONTEMARCELLO-MAGRA Sede Legale ed Amministrativa Via Agostino Paci, 2 Sarzana (SP) Tel: / Fax: / Web: Settore di attività secondo la classificazione EA n. 36 Settore di attività secondo la classificazione NACE n [Attività degli orti botanici, dei parchi naturali,gestione del patrimonio naturale] Biblioteca naturalistica Via Agostino Paci, 2 Sarzana (SP) Tel / Orari di apertura: martedì e giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 Orto Botanico: Montemarcello Località Monte Murlo (SP) Orari di apertura Marzo ed Aprile la domenica dalle 9.30 alle (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 11.30). Maggio e Giugno: sabato e domenica dalle ore alle ore (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 18.00). Luglio e Agosto venerdì, sabato e domenica dalle ore alle ore (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 19.00). Settembre domenica dalle 15 alle 18 (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 17.00) Ottobre Domenica dalle 9.30 alle (giro guidato ogni ora; ultimo giro ore 11.30) Da Novembre a Febbraio le visite guidate all'orto Botanico sono possibili solo su prenotazione. Punto informativo Via Nuova, 48 - loc. Montemarcello Ameglia (SP) Orari di apertura prossima apertura Per informazioni contattare la sede dell Ente Parco Centro Regionale per la fauna minore Via Paganino Sarzana (SP) Tel / Orari di apertura Da Settembre-a Maggio lunedì dalle ore 14,00 alle ore 18,00; martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 Da Giugno ad Agosto da lunedì a giovedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00. Attività: Gestione, conservazione e valorizzazione degli aspetti naturalistici, territoriali e culturali del Parco Naturale di Montemarcello-Magra Per informazioni o commenti sul contenuto del presente documento contattare: Responsabile di progetto: Ing. Patrizio Scarpellini Direttore dell Ente Parco tel: /691071; Responsabile Sistema di Gestione Ambientale: Dott.ssa Federica Gennaro Tel /691071;

3 SOMMARIO PREFAZIONE INTRODUZIONE LOCALIZZAZIONE ED ESTENSIONE INFRASTRUTTURE DI COMUNICAZIONE MORFOLOGIA DEL TERRITORIO GEOLOGIA IDROGRAFIA CENNI METEO CLIMATICI LA PRESSIONE ANTROPICA PRESENTAZIONE DELL ENTE STRUTTURA ORGANIZZATIVA COMPETENZE ED OBIETTIVI IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE (SGA) POLITICA AMBIENTALE ADESIONE A FEDENATUR GEMELLAGGIO CON IL CONSORCI DEL PARC DEL FOIX IL PATRIMONIO DEL PARCO GLI EDIFICI LE FASCE DI PROTEZIONE I SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA BIODIVERSITÀ SUL TERRITORIO DEL PARCO USO DEL SUOLO NON URBANIZZATO ATTIVITÀ ECONOMICHE PRESENTI SUL TERRITORIO ATTIVITÀ PRODUTTIVE E COMMERCIALI ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE ALTRI SITI A POTENZIALE IMPATTO AMBIENTALE STRUMENTI DI GESTIONE DEL PARCO PROGETTI ORTO BOTANICO DI MONTEMARCELLO CENTRO REGIONALE PER LA FAUNA MINORE COMPORTAMENTO ALL INTERNO DEL PARCO FORMAZIONE, PROMOZIONE E SERVIZI TURISTICI SERVIZI DI VIGILANZA MANUTENZIONE RETE SENTIERISTICA E STRUTTURE ASPETTI AMBIENTALI SIGNIFICATIVI ASPETTI DIRETTI ASPETTI INDIRETTI DISCARICHE ATTIVE ED IMPIANTI DI SMALTIMENTO/TRATTAMENTO RIFIUTI OBIETTIVI E TRAGUARDI DEFINIZIONI UTILI GLOSSARIO RIFERIMENTI NORMATIVI LE AZIENDE BIOLOGICHE NEI COMUNI DEL PARCO ELENCO ATTIVITÀ CERTIFICATE ISO 14001:2004 NEI COMUNI DEL PARCO DICHIARAZIONE DI CONVALIDA

4 PREFAZIONE Il concetto di sviluppo economico-sociale sostenibile, nasce dalla consapevolezza che il consumo delle risorse naturali è superiore alla capacità di rigenerazione del pianeta, ciò rischia di compromettere la possibilità delle future generazioni di beneficiare del meraviglioso patrimonio naturale che noi stessi abbiamo ricevuto dalle generazioni precedenti. Intervenire su questo meccanismo è compito delle Comunità Internazionali, degli Stati, di ogni singolo individuo e delle amministrazioni locali, istituzioni più vicine ai cittadini che sono chiamate a migliorare le proprie prestazioni ambientali; in questo scenario un Ente Parco non può che svolgere un ruolo attivo, propositivo e costruttivo nella tutela e nella valorizzazione delle risorse naturali che il territorio Esemplare di Orchidea offre, pensando ad una crescita economica e sociale Specie diffusa nel territorio che vede nell'ambiente un opportunità di sviluppo e non un vincolo da superare. Pensare ad uno sviluppo sostenibile per il territorio del Parco significa dare risposta ad una nuova domanda di qualità ambientale che proviene sia dalla popolazione residente sia dalla componente turistica e cercando le migliori soluzioni di gestione del territorio, creando e sperimentando strumenti che permettano di dare sostanza al concetto di sviluppo sostenibile, attuando azioni che permettano una gestione più oculata delle risorse ambientali e fornendo alle Amministrazioni territoriali un supporto concreto nel controllo e nella gestione delle attività che generano aspetti ambientali, diretti ed indiretti, significativi quali consumi energetici, consumi di materie prime, produzione di rifiuti, inquinamento ecc. L Ente Parco ha individuato come strumento necessario per l attuazione delle previsioni e delle finalità del Piano del Parco il Regolamento EMAS ed è consapevole che tale adesione affinché abbia un aspetto significativo sul territorio deve essere condivisa ed integrata da tutte le Amministrazioni le cui attività e competenze inducono impatti diretti ed indiretti al complesso ecosistema rappresentato dall ara protetta. L Ente Parco si impegna inoltre a promuovere un nuovo modo di concepire l ambiente, non come tutela passiva ma come vantaggio competitivo per gli utenti e cittadini, che esigono sempre maggiori garanzie sulla qualità ambientale. IL PRESIDENTE Dott. Walter Baruzzo 4

5 1. INTRODUZIONE L Ente Parco di MonteMarcello-Magra ha adottato un Sistema di Gestione Ambientale per dare piena applicazione ad un piano di sviluppo economico e sociale del territorio diffondendo i comportamenti in grado di migliorare le prestazioni ambientali dei soggetti coinvolti direttamente ed indirettamente nel sistema stesso e garantendo la tutela del territorio. Fiore di borragine Specie diffusa nel territorio L Ente ha identificato nello strumento gestionale previsto dalla norma UNI EN ISO e dal regolamento EMAS (Regolamento CE 761/2001) il percorso più adeguato da intraprendere per far conoscere, con chiarezza e trasparenza, le modalità di gestione del patrimonio naturale dell Ente, per attuare un modello di sviluppo sostenibile e perseguire il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali fornendo al pubblico ed agli altri soggetti interessati, informazioni pertinenti. L ottenimento della certificazione ISO 14001:2004 e l obiettivo della registrazione EMAS dell Ente si inserisce in un progetto più ampio perseguito da 25 soggetti pubblici (22 Comuni, 2 Comunità Montane e l Ente Parco stesso) a seguito di specifico accordo di programma porterà alla certificazione UNI EN ISO e/o alla Registrazione Emas di tutti i Comuni geograficamente appartenenti al territorio della Val di Vara e Val di Magra (SP) e alla registrazione EMAS di due Comunità Montane territorialmente contigue oltre che dell Ente Parco, potendo così assumere la connotazione di certificazione di distretto amministrativo di area vasta quale primo esempio in ambito europeo. 1 2 LOCALIZZAZIONE ED ESTENSIONE Il di Montemarcello-Magra si colloca all interno di un sistema di aree protette già esistenti 2 e ne forma l asse di collegamento ideale. 1 Per maggiori informazioni sul progetto citato contattare il Direttore dell Ente Parco di Montemarcello-Magra Ente beneficiario-capofila del progetto (Ente Parco Montemarcello-Magra - Via A. Paci, SARZANA (SP) tel. 0187/ fax 0187/ Il Parco delle Apuane (in Regione Toscana), il di Portovenere, il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il dell'antola, il dell Aveto, il Parco Naturale Regionale del Beigua, il di Portofino, il di Bric Tana, il Parco Naturale Regionale di Piana Crixia (in Regione Liguria) 5

6 Il Parco di Montemarcello-Magra racchiude un territorio di circa ettari che si distribuisce lungo una porzione rilevante della Provincia della Spezia. 6 In rosso è evidenziata l Area Parco

7 I PARCHI NAZIONALI E REGIONALI DELLA LIGURIA Parco Regionale del Beigua Parco Regionale Piana Crixia Parco Regionale dell Antola Parco Regionale dell Aveto Parco Regionale Bric Tana Parco Regionale Portofino Parco Nazionale Cinque Terre Parco Regionale Porto Venere Parco Regionale Montemarcello-Magra Esso comprende l insieme delle colline che dividono le acque sudorientali del Scala 1 cm :1.500 mt Golfo della Spezia dalla pianura della Magra, il N promontorio del Monte Caprione, il tratto di fiume O E Magra che scorre in S territorio ligure ed il basso e medio corso del suo principale affluente, il Vara, dal torrente Gottero fino alla confluenza con la Magra, in corrispondenza degli abitati di Ceparana (Bolano) e Santo Stefano di Magra. L area protetta si compone di due subsistemi chiaramente Mappa del territorio con evidenza dell area Parco distinti: il macrosistema di Montemarcello, costituito dal promontorio del Caprione che divide il Golfo della Spezia dalla Piana di Luni e che da Arcola e Bocca di Magra si spinge verso il mare fino a Punta Bianca (Ameglia) e Tellaro (Lerici), ed il sistema fluviale Magra-Vara, che comprende il corso del Vara da Ponte Santa Margherita (Carro) alla confluenza con la Magra e la Magra fino alla foce. L'area fluviale protetta forma una fascia che segue il corso dell alveo e che, pertanto, si presenta piuttosto stretta in corrispondenza del fiume Vara e più ampia 7

8 in corrispondenza della Magra. Nella cartina sottostante è possibile osservare l area Parco e la sua collocazione rispetto al territorio in cui è inserito, con i riferimenti relativi ai Comuni, alle principali località, ai corsi fluviali di maggior rilievo ed alla rete viaria. Per motivi legati alle dimensioni del territorio non è stato possibile inserire una mappa che mostrasse in dettaglio i confini del Parco e la loro posizione rispetto ai confini dei singoli Comuni che lo compongono; tale mappatura è consultabile in formato cartaceo presso l Ufficio Tecnico del Parco. N O E S Fiume Vara Fiume Magra Scala 1 cm = mt Mappa del territorio Legenda = Area Parco = Principali corsi d acqua = Comuni = Autostrade A11 Genova-Livorno e A15 Parma-La Spezia = Principali località turistiche = Strade Provinciali 2.1 Infrastrutture di comunicazione Il territorio del Parco è raggiungibile attraverso le linee autostradali A 12 Genova- Livorno, che costituisce la direttrice costiera ligure-toscana, e A 15 Parma-La Spezia che, attraverso il Passo della Cisa, collega il territorio locale alle città padane, ed uscendo ai caselli di Sarzana, La Spezia, Brugnato-Borghetto Vara e Carrodano; oppure percorrendo le reti viarie provinciali (importanti la S.P. Aurelia e la S.P. della Cisa la cui 8

9 intersezione avviene nel centro abitato di N Sarzana), e comunali che collegano la Liguria O E alla Toscana ed all Emilia Romagna e S che consentono la circolazione veicolare interna ai Comuni del Parco. Il territorio è, inoltre, interessato dal passaggio delle linee ferroviarie Pisa- Genova e Parma- Vezzano/Sarzana che si intersecano nello snodo ferroviario ubicato presso la stazione di Sarzana e che consentono di raggiungere il Parco attraverso le stazioni di Luni (Comune di Sarzana), Sarzana, Vezzano Ligure e Santo Stefano di Magra. Nel 2005 nel tratto dell autostrada A 12 compreso tra Carrodano, Brugnato, Sarzana e le interconnessioni con la S.P. della Cisa, sono transitati migliaia di veicoli di cui pesanti; tali valori sono aumentati rispettivamente del 39 e del 38% dal Tali dati mettono in evidenza l aumento continuo del carico di emissioni sonore e di emissioni in atmosfera rivolte verso l area protetta; a tal fine l Ente Parco ha chiesto alla S.A.L.T., nell ambito di un progetto per la realizzazione della terza corsia nel tratto S. Stefano di Magra Viareggio dell autostrada A-12, interventi di mitigazione atti a creare barriere antirumore la cui tipologia sarà valutata caso per caso, non solo in prossimità dei centri abitati ma anche in corrispondenza di siti di particolare interesse e pregio naturalistico ed ambientale. 2.2 Morfologia del territorio Lungo il corso del fiume si possono osservare numerose variazioni sia di pendenza che di estensione della valle in senso laterale. Tali variazioni sono legate all alternanza delle strutture geologiche principali ed al passaggio tra litotopi 3 di differente competenza: ove affiorano le argilliti e le marne argillose 4 la valle appare ampia, con piccole pendenze e zone di deposizione delle piene; ove invece affiorano arenarie, calcari compatti e marne calcaree 5 la valle appare più stretta, le pendenze aumentano, i versanti sono più ripidi ed il fiume produce un azione di modellamento dell alveo. Una caratteristica del tratto terminale della Magra è rappresentata dalla posizione asimmetrica che il fiume assume rispetto all asse della valle; tale conformazione è dovuta alla dissimetria di graben 6 che 3 Insieme dei caratteri litologici essenziali per la definizione e la descrizione di una roccia o di una unità litostratigrafia. 4 Rocce sedimentarie di origine argillosa. 5 Rocce sedimentarie di origine calcarea. 6 Indica una depressione costituita da fasce di terreni sprofondati rispetto a quelli che li fiancheggiano dai due lati per un doppio sistema di faglie subparallele disposte a gradini successivi. 9

10 caratterizza il territorio sarzanese ed alla configurazione idrografica dell area appenninica, nella quale gli affluenti di sinistra hanno un bacino più grande rispetto a quelli di destra, offrendo un contributo in sedimenti diseguale e causando il progressivo spostamento del fiume verso ovest. 2.3 Geologia Le formazioni geologiche presenti nel bacino della Magra possono essere riunite in diversi gruppi di formazione che appartengono a diverse zone di sedimentazione. Mappa del territorio Procedendo da ovest verso est si incontrano il Dominio Ligure interno (Unità del Monte Bracco e Unità del Monte Gottero), il Dominio Ligure esterno (Unità di Ottone S. Stefano) ed il Dominio toscano. Le formazioni attribuibili all Unità del Bracco affiorano estesamente nell alta Val di Vara e sono costituite da ofioliti (rocce verdi), diaspri rossi e calcari a calpionelle 7 ; seguono poi le formazioni che fanno parte dell Unità di M. Gottero: Argille a Palombini 8 (presenti nell alta Val di Vara a monte di Varese Ligure), gli scisti della Val Lavagna e le Arenarie del M. Gottero. Le fosse tettoniche sono una delle caratteristiche più salienti del paesaggio morfologico lunigianese. Queste strutture tettoniche dette anche "Graben", sono vere e proprie depressioni costituite da fasce di terreni sprofondati rispetto a quelli che li fiancheggiano dai due lati per un doppio sistema di faglie subparallele disposte a gradini successivi.. Si possono individuare diversi graben che si estendono dalla Garfagnana all'area spezzina, la fossa princiaple è però quella del medio corso del fiume Magra che si estende, con direzione Nord Ovest-Sud Est, dai piedi della Cisa fino alla valle del Lucido per una lunghezza di circa 20 Km. e larghezza media di Km. 5 e separa i contrafforti dell'appennino ligure da quelli dell'appennino tosco-emiliano. 7 Rocce sedimentarie di natura calcarea il cui nome deriva dalla presenza di microscopici fossili a forma di campana. 8 Argille di colore grigio 10

11 Queste ultime affiorano soprattutto nella media e bassa Val di Vara, determinando un brusco cambiamento della morfologia al passaggio fra di esse e le Argille a Palombini, osservabile a valle di S. Pietro Vara (Varese Ligure) - verso Sesta Godano. Le formazioni geologiche che costituiscono le unità attribuibili al Dominio Ligure esterno affiorano nella media Val di Magra e sono costituite dal Flysch di Ottone S. Stefano (calcari marnosi stratificati, alternati ad argilliti) e dal relativo Complesso di base ( Complesso di M. Penna Casanova nelle più recenti denominazioni) costituito da argilliti scure e scagliettate. Fenomeni franosi attivi e intensi, tali da costituire rischio elevato per l uomo, gli edifici ed il patrimonio ambientale, sono presenti nei Comuni di Bolano (località Tirolo), di Maissana (località Cembrano e Disponesi), di Sesta Godano (località Mangia) e di Zignago (località Pieve). 2.4 Idrografia N O E Varese Ligure Pontremoli S Brugnato Aulla Fivizzano La Spezia Sarzana Carrara Scala 1 cm = mt Il Bacino idrografico Vara-Magra Il reticolo idrografico è costituito dai corsi d acqua compresi nel bacino del fiume Vara Magra (versante ligure). Il bacino della Magra, che ha una superficie di circa Km 2, confina a settentrione con il bacino del Po, ad ovest con i bacini liguri del Graveglia Entella e del Gromolo Petronio, a sud ovest con i bacini dello spezzino costiero, a meridione con il Mar Tirreno e con i bacini dei torrenti Carrione e Frigido provenienti dalle Alpi Apuane, ad est con l Appennino Tosco Emiliano e lo spartiacque del fiume Serchio. Il Fiume Magra sfocia nel Mar Ligure poco a Est di Punta Bianca, in territorio spezzino vicino al confine regionale toscano; la lunghezza dell asta del Fiume Magra è di 11

12 circa 70 km, mentre quella del Fiume Vara, suo principale affluente, raggiunge circa 65 km. Il fiume Vara, il cui bacino è interamente compreso nella Provincia della Spezia, nasce dalle pendici del Monte Zatta e confluisce nel fiume Magra a circa 18 Km dallo sbocco a mare. Confluenza Vara-Magra Nel tratto iniziale scorre attraverso una valle stretta descrivendo un arco nei pressi di Varese Ligure. Da Varese Ligure a Santa Margherita (Comune di Carro) il fiume mantiene un regime torrentizio e scorre attraverso versanti meno acclivi snodandosi, nella zona di San Pietro Vara (Comune di Varese Ligure), in una valle alluvionale con un ampiezza di circa 300 metri e restringendosi nuovamente in prossimità di S. Margherita (Carro) dove i versanti diventano più ripidi e dove è localizzata un importante opera di sbarramento costituita da una diga alta circa 10 metri che crea un piccolo bacino idrico per l alimentazione di una centrale ENEL; nel tratto in cui le acque vengono immesse nel fiume si ha una diminuzione della portata che determina uno stato di minimo deflusso vitale che si alterna, durante le brevi riaperture, a improvvisi fenomeni di aumento della portata stessa. Nel tratto S. Margherita (Carro) Padivarma (Beverino) il fiume scorre incassato nella roccia; tra Brugnato e Borghetto Vara la valle fluviale si apre originando una pianura alluvionale piuttosto ampia ed a valle delle località di Padivarma e Cavanella (Beverino) il letto tende a divenire sempre più ampio con abbondanti depositi alluvionali. Nel tratto successivo, fino alla confluenza con il fiume Magra, il Vara assume caratteri tipicamente fluviali con meandri che si aprono in ampie valli alluvionali a scarsa pendenza. Il basso corso della Magra, dalla confluenza con il Vara alla foce, è caratterizzato da un assetto pianeggiante nel quale trasporto e sedimentazione vanno prevalendo sulla capacità di asporto delle acque. In questo tratto di pianura la Magra non riceve più affluenti naturali di grande bacino, ad eccezione del torrente Calcandola e di altri ancora 12

13 minori. E uno dei tratti storicamente più condizionati e modificati dalla presenza dell uomo e più estesamente interessato da piani d intervento. Per quanto riguarda l idrografia sotterranea, le rocce affioranti nell area del bacino della Magra sono generalmente poco permeabili e non consentono agevolmente la percolazione delle acque superficiali in profondità. Si evidenza, quindi, in tale area una scarsità di sorgenti aventi portate notevoli 9. Al contrario lungo tutto il corso del fiume Vara sono presenti depositi alluvionali sede di una falda freatica 10 di grande importanza in quanto assicura l approvvigionamento idrico di numerosi Comuni dello spezzino Individuazione dei tratti fluviali a rischio nel bacino del fiume Magra-Vara Il territorio del bacino Magra- Vara risulta prevalentemente montuoso e collinare, in buona parte boscato (oltre due terzi della superficie); sono presenti aree pianeggianti di fondovalle di una certa estensione soprattutto dalla confluenza fino alla foce. Questa ultima rappresenta, tra l altro, l area più densamente popolata ed è quindi quella in cui si concentrano le maggiori situazioni di rischio idraulico, dovute anche al regime spiccatamente L estuario del fiume Magra torrentizio del corso d acqua, con prolungate magre estive seguite da forti ed improvvise piene, concentrate soprattutto nel periodo autunnale e primaverile. Di seguito sono elencate le principali situazione di crisi riscontrate all interno del sistema idraulico in occasione di eventi con tempo di ritorno di 30, 100, 200, 500 anni 12. AFFLUENTI DEL VARA Ri Bolano Ri Montebello Torrente Bottagna Torrente Borsa Torrente Cambertano Torrente Casale Torrente Cassana Torrente Cesinelle Torrente Chinela Torrente Gorda Torrente Crovara attraversa l abitato di Varese Ligure Torrente Pogliaschina attraversa l abitato di 9 Superiori al litro al secondo 10 Falda acquifera che scorre attraverso terreni porosi permeabili sopra sostrati di terreno impermeabile 11 Per approfondimenti si veda l analisi geologica ambientale associata al Piano territoriale del Parco del Magra disponibile presso la sede dell Ente Parco. 12 Il tempo di ritorno è il tempo medio di attesa stimato tra l'occorrere di un determinato evento e il successivo con medesime caratteristiche. Il termine è spesso utilizzato in ingegneria idraulica per valutare il grado di rarità di un evento, i.e. la sua probabilità di verificarsi. Il tempo di ritorno viene espresso in anni e questo perché si assume implicitamente che ogni anno l'evento abbia la stessa probabilità di verificarsi. Determinare esattamente il tempo di ritorno di un evento catastrofico può essere difficile se la frequenza di questi eventi naturali supera la durata della vita umana o ancor più se privo di registrazioni storiche. L'ingegneria idraulica e l'idrologia studiano sistemi complessi come le precipitazioni o le portate nei fiumi grazie alle registrazioni di serie storiche pluviometriche o di portate. 13

14 Torrente Durasca Torrente Torza attraversa l abitato di S. Pietro Vara Torrente Mangia Torrente Gravegnola confluisce nel Vara poco a valle di Brugnato Borghetto Vara Torrente Gottero Torrente Riccò scorre non arginato inuna valle relativamente pianeggiante T orrente Graveglia Torrente Ruschia Torrente Malacqua Torrente Pignone Torrente Scagliana Torrente Trambacco Torrente Stora Torrente U surana AFFLUENTI DELLA MAGRA (tratto ligure) Torrente Cantarana Torrente Bellaso Torrente Falcinello Torrente Arcola Torrente Turi Torrente Calcandola Ri Maggio Torrente San Lazzaro Il torrente Isolone Canale degli Orti Torrente San Michele Torrente Bettigna 14

15 =limite bacino = reticolo principale =reticolo secondario =reticolo minuto =area protetta Magra-Vara =area protetta Montemarcello-Caprione O N S E Scala 1 cm= mt 15

16 2.5 Cenni meteo climatici Il territorio del Parco, dal punto di vista climatico, è caratterizzato da un clima di tipo mediterraneo umido e può essere suddiviso in tre fasce, in relazione alla distanza dal mare, all altitudine media dell esposizione dei versanti ed alla direzione media prevalente dei segmenti vallivi. La fascia costiera E caratterizzata da un clima temperato marittimo con temperature medie annue attorno ai C, medie estive attorno ai C e medie invernali attorno ai 6-8 C. La piovosità media dell ultimo trentennio si attesta sui mm. La fascia collinare Sotto l aspetto termometrico presenta differenze marcate tra l ambito della Magra e quello del Vara. L ambito della Magra in tale fascia è interessato dall influenza mitigatrice del mare, da una prevalente esposizione a mezzogiorno e da una ridotta ventilazione; nella medesima fascia nell ambito della Val di Vara, già all altezza del Comune di Beverino, si registrano temperature medie invernali più rigide dovute sia all orientamento sub-meridiano del territorio, sia alla presenza di vasti coni d ombra. Le temperature medie invernali variano tra i 4 e i 5 C e le medie estive tra i 19 e i 21 C. La fascia montana interna Risente dell altitudine e presenta temperature medie invernali prossime allo zero e medie estive che non superano i 20 C, spesso con alte escursioni giornaliere. 1 Di seguito sono riportati i valori termometrici registrati tra il 1932 ed il 2003 per un intervallo di tempo di 71 anni variabile comunque da stazione a stazione nelle stazioni pluvio- termometriche gestite dall Autorità di Bacino interregionale del fiume Magra. Andamento delle temperature medie nel territorio 25 Temperatura dell'aria Temperature medie nel Parco 0 Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Mesi 16

17 Temperatura dell aria Mese GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC Media mensile 5,09 5,19 8,27 10,68 15,26 18,92 21,70 22,25 18,18 14,12 9,43 5,91 In considerazione della vastità del territorio occorre precisare che la situazione climatica tra le diverse zone del Parco varia notevolmente e che in linea di massima le temperature registrate in Val di Magra e sulla costa sono mediamente superiori a quelle rilevate in Val di Vara. Per quanto riguarda le temperature medie annue si può osservare che i valori registrati nelle stazioni termometriche site nel Parco si distaccano di circa un grado rispetto alle stime elaborate a livello regionale. La cartina sopra riportata evidenzia la distribuzione delle temperature medie annuali nella Regione Liguria, nella Provincia della Spezia le temperature medie annuali sono comprese tra i 13 ed i 15 gradi, la temperatura media annuale registrata nelle stazioni termometriche site nel Parco è compresa tra i 12 ed i 13 gradi. Per quanto riguarda le precipitazioni, di seguito è riportata la distribuzione delle precipitazioni medie annuali nella Regione Liguria 17

18 Nella tabella seguente sono riportati i valori medi, massimi e minimi delle precipitazioni mensili osservate tra il 1918 ed il 2003 per un intervallo di tempo di 85 anni variabile comunque da stazione a stazione nelle stazioni pluvio- termometriche gestite dall Autorità di Bacino interregionale del fiume Magra PRECIPITAZIONI MESI MEDIE IN mm MASSIME IN mm MINIME IN mm Gennaio 142,05 209,81 43,00 Febbraio 103,63 160,03 6,40 Marzo 101,51 160,12 15,40 Aprile 123,16 152,95 77,00 Maggio 79,47 142,99 5,40 Giugno 81,91 93,64 59,11 Luglio 42,62 59,10 23,60 Agosto 58,36 93,68 8,00 Settembre 109,54 156,72 41,20 Ottobre 210,53 234,86 170,35 Novembre 227,94 352,60 156,80 Dicembre 186,60 254,80 118,40 ANNUALI 1.467,32 18

19 Si evidenzia un elevata variabilità interannuale e intermensile delle precipitazioni che risultano più abbondanti nel mesi autunnali ed invernali e che i valori rilevati sono corrispondenti a quelli forniti dalla Regione Liguria 2.6. La pressione antropica Al 31/12/2005 i residenti nei Comuni del Parco risultano essere , nell ultimo trentennio tale dato risulta in costante crescita. Il numero degli abitanti nel corso dei mesi estivi subisce un incremento sostanziale, non è tuttavia quantificato con studi o proiezioni statistiche l'incremento della popolazione residente nel periodo estivo e l'afflusso di turisti presente soprattutto in alcuni Comuni della zona; tale incremento non genera di norma problemi dal punto di vista della gestione e dell organizzazione dei normali servizi di competenza comunale, di pulizia delle strade, di raccolta e smaltimento dei rifiuti, di approvvigionamento idrico e non genera un incremento degli inconvenienti igienico-sanitari; gli unici impatti sull'ambiente e sul territorio che è possibile riscontrare sono legati al maggior traffico viario che interessa le aree di grande afflusso turistico ed una congestione dello stesso in prossimità della zona balneare, soprattutto nei fine settimana. Di seguito si riporta una tabella con il trend demografico della popolazione dal 1971al 2001 (Dati censimento) e l aggiornamento relativo agli anni 2004 e POPOLAZIONE RESIDENTE VARIAZIONI PERCENTUALI / 81 81/ 91 91/ 01 01/ 05 71/ 05 Ameglia ,57% -7,61% 6,13% 0,84% 17,23% Arcola ,14% 0,20% 3,50% 2,80% 17,42% Beverino ,57% 1,87% 2,71% 2,10% 8,52% Bolano ,71% -0,18% 4,69% 1,75% 72,99% Borghetto V ,49% -3,61% -5,99% -2,19% -17,12% Brugnato ,11% 12,04% 3,21% 1,43% 30,31% Calice al Cornoviglio ,04% -1,07% -9,07% -1,19% -18,27% Carro ,16% -1,31% -6,20% 3,62% -16,71% Carrodano ,68% -4,53% -4,22% -3,49% -27,35% Follo ,87% 22,70% 10,02% 6,15% 70,32% Lerici ,93% -10,47% -10,90% -1,61% -26,94% Pignone ,77% -1,92% -8,96% -1,85% -20,05% Riccò del Golfo ,68% 14,76% 2,15% 2,05% 22,85% Rocchetta V ,13% -12,57% 4,67% -0,94% -23,06% S. Stefano M ,17% 12,89% 5,83% 0,29% 36,80% Sarzana ,87% 3,32% 1,06% 1,72% 9,26% Sesta Godano ,33% -3,88% -1,96% -3,02% -18,05% Vezzano L ,18% 4,49% -1,77% -1,24% 9,66% 19

20 Dall analisi della tabella emerge un decremento della popolazione residente nei Comuni dell entroterra a favore dei Comuni costieri. In particolare si nota che quasi tutti i Comuni della Alta Val di Vara hanno visto la loro popolazione scendere di numero. Per contro, tutti i Comuni della Bassa Val di Vara e della Val di Magra, ad eccezione del Comune di Lerici, hanno visto un più o meno forte incremento della propria popolazione. Questi spostamenti demografici dall entroterra alla costa hanno creato una forte urbanizzazione nei pressi dei poli industriali in particolare nei Comuni di Bolano, Follo e Santo Stefano di Magra. Un caso particolare è quello del Comune di Lerici nel quale ad una diminuzione della popolazione residente ha corrisposto un aumento dei villeggianti, italiani o stranieri, che hanno acquistato o affittato case ed appartamenti per trascorrere a Lerici i fine settimana ed i periodi di vacanza. Tali problematiche legate soprattutto al polo industriale hanno portato alla necessità di prevedere un adeguamento delle infrastrutture esistenti che il Parco, così come già fatto per la terza corsia SALT, sta cercando di seguire nel loro iter procedurale al fine di mettere in evidenza alle amministrazioni competenti il forte aumento di emissioni che queste strutture inducono ed a prevederne i relativi interventi di mitigazione. 20

UN MODELLO DI GESTIONE AMBIENTALE INTEGRATO E LA GESTIONE DEL CICLO INTEGRATO DELLE ACQUE. Dott.ssa Federica Gennaro Ente Parco Montemarcello-Magra

UN MODELLO DI GESTIONE AMBIENTALE INTEGRATO E LA GESTIONE DEL CICLO INTEGRATO DELLE ACQUE. Dott.ssa Federica Gennaro Ente Parco Montemarcello-Magra UN MODELLO DI GESTIONE AMBIENTALE INTEGRATO E LA GESTIONE DEL CICLO INTEGRATO DELLE ACQUE Dott.ssa Federica Gennaro Ente Parco Montemarcello-Magra ESPERIENZE IN REGIONE LIGURIA I comune certificato ISO

Dettagli

Come adottare un Sistema di Gestione ambientale Dott. Giorgio Galotti - Gemini ist Come rendere verde un Ente Locale: dal GPP alla Contabilità ambientale GPP Net Forum Cremona, 11 Maggio 2007 Riferimenti

Dettagli

I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva.

I dati ricavabili da suddette verifiche (tiranti, velocità, etc.) saranno comunque necessari per procedere con la fase progettuale esecutiva. INDICE 1. Premessa 1 2. Descrizione dei luoghi 1 3. Valutazione degli afflussi meteorici 3 4. Valutazione dei deflussi 6 5. Calcolo del DMV 7 6. Modifiche alle portate attese a seguito delle opere 10 1.

Dettagli

La norma UNI EN ISO 14001:2004

La norma UNI EN ISO 14001:2004 La norma COS È UNA NORMA La normazione volontaria Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998: "norma" è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa

Dettagli

Premessa 23/05/2014 2

Premessa 23/05/2014 2 Regione Toscana NORMATIVA sulla DIFESA DEL SUOLO Legge Reg. 27 dicembre 2012 n. 79 Nuova Disciplina in materia di Consorzi di bonifica. Modifiche (Ver. alla l.r. 69/2008 e alla l.r. 91/98. 1.0) Abrogazione

Dettagli

Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO

Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO Autorità di Bacino BACINO PILOTA DEL FIUME SERCHIO Piano di Gestione delle Acque I Aggiornamento Rapporto tra PDGAcque e altri piani di indirizzo: PDGAlluvioni, Piano di Sviluppo Rurale, Piano di Indirizzo

Dettagli

Esempi di applicazione della certificazione ambientale. La certificazione ambientale di un ente locale Il Comune di Varese Ligure

Esempi di applicazione della certificazione ambientale. La certificazione ambientale di un ente locale Il Comune di Varese Ligure Esempi di applicazione della certificazione ambientale La certificazione ambientale di un ente locale Il Comune di Varese Ligure 1 I riconoscimenti ottenuti 2 La dichiarazione ambientale 3 La dichiarazione

Dettagli

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della

Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per. la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della Protocollo d intesa tra Regione Liguria e Autorità Portuali per la gestione degli aspetti ambientali e la promozione della sostenibilità nel settore delle attività portuali PREMESSO CHE Il Documento di

Dettagli

IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004)

IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004) Dott. Marco SALVIA IMPLEMENTAZIONE di un SISTEMA di GESTIONE AMBIENTALE (secondo la norma UNI EN ISO 14001-2004) Dr. Marco SALVIA 1 Perché gestire la variabile ambientale in azienda? 1. Perché rappresenta

Dettagli

GLI STRUMENTI VOLONTARI DI GESTIONE AMBIENTALE La norma ISO 14001:2004 E IL REGOLAMENTO EMAS (Reg. n. 761/2001 CE)

GLI STRUMENTI VOLONTARI DI GESTIONE AMBIENTALE La norma ISO 14001:2004 E IL REGOLAMENTO EMAS (Reg. n. 761/2001 CE) GLI STRUMENTI VOLONTARI DI GESTIONE AMBIENTALE La norma ISO 14001:2004 E IL REGOLAMENTO EMAS (Reg. n. 761/2001 CE) 1. Cosa significa gestione ambientale? La gestione ambientale è l individuazione ed il

Dettagli

LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI

LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI LA NORMA ISO 14001 APPLICATA AI COMUNI 1. ASPETTI GENERALI Negli ultimi anni, in gran parte dei Paesi europei, si assiste a un crescente interesse verso l attuazione di una pianificazione locale del territorio

Dettagli

Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta

Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta Temi ambientali e tipologie di piani di area vasta Piani territoriali urbanistici regionali orientati dal punto di vista paesistico ed ecologico (ex l. 431/85) Piani paesistici regionali (ex l. 431/85)

Dettagli

GLI INDICATORI AMBIENTALI

GLI INDICATORI AMBIENTALI GLI INDICATORI AMBIENTALI L identificazione e l utilizzo di adeguati indicatori ambientali si dimostra indispensabile per misurare e tenere sotto controllo il miglioramento delle prestazioni ambientali

Dettagli

Linee guida per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in un Comune secondo le norme ISO 14001

Linee guida per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in un Comune secondo le norme ISO 14001 Linee guida per l attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale in un Comune secondo le norme ISO 14001 A- Elaborazione della documentazione: Le fasi principali sono le seguenti: a - b - Elaborazione

Dettagli

COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI

COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI COMUNE DI LAJATICO PROVINCIA DI PISA PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE PIANO DELLA DISTRIBUZIONE E LOCALIZZAZIONE DELLE FUNZIONI PIANO D INDIRIZZO E REGOLAZIONE DEGLI ORARI PIANO MOBILITÀ

Dettagli

La RSA: introduzione metodologica

La RSA: introduzione metodologica La RSA: introduzione metodologica Cos è la RSA La Relazione sullo Stato dell Ambiente (RSA) è uno strumento di informazione con il quale le Pubbliche Amministrazioni presentano periodicamente ai cittadini

Dettagli

GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE

GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE G. Cacciabue, V.Debrando 1 La mitigazione degli effetti prodotti sul territorio

Dettagli

DOCUMENTO SULLA POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI E DI TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI E DELL AMBIENTE

DOCUMENTO SULLA POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI E DI TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI E DELL AMBIENTE 0 PREMESSA La scienza dei trattamenti galvanici e di verniciatura e le attinenti applicazioni industriali sono relativamente antiche. Il progresso delle conoscenze in campo medico e scientifico ha evidenziato

Dettagli

Introduzione alla norma UNI EN CEI ISO 50001:2011

Introduzione alla norma UNI EN CEI ISO 50001:2011 Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma Seminario di introduzione alla norma ISO 50001 ed ai Sistemi di Gestione per l Energia Integrazione con la legislazione Roma, 16/03/2016 Introduzione alla

Dettagli

Il sito web della Autorità di Bacino della Basilicata

Il sito web della Autorità di Bacino della Basilicata Premio per la P ubblica A mministrazione lucana che comunica e condivide M I G L I O R E P R O G E T T O I N T E R N E T Bando del Consiglio Regionale della Basilicata Il sito web della Autorità di Bacino

Dettagli

Allegato n. 2 QUESTIONARIO CONOSCITIVO SUL PATRIMONIO VERDE COMUNALE O PROVINCIALE ESEMPIO

Allegato n. 2 QUESTIONARIO CONOSCITIVO SUL PATRIMONIO VERDE COMUNALE O PROVINCIALE ESEMPIO Allegato n. 2 QUESTIONARIO CONOSCITIVO SUL PATRIMONIO VERDE COMUNALE O PROVINCIALE ESEMPIO Si prega di compilare il seguente questionario, costituente parte integrante dell iter per l attribuzione del

Dettagli

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI

Capitolo 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI 9 Il Piano per l assetto idrogeologico ha lo scopo di assicurare, attraverso vincoli, direttive e la programmazione di opere strutturali, la difesa del suolo - in coerenza con le finalità generali indicate

Dettagli

I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell energy manager

I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell energy manager I Sistemi Gestione Energia e il ruolo dell energy manager Valentina Bini, FIRE 27 marzo, Napoli 1 Cos è la FIRE La Federazione Italiana per l uso Razionale dell Energia è un associazione tecnico-scientifica

Dettagli

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER -EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER Linee Guida Modello di gestione ambientale ECO-CLUSTER: programma ambientale di cluster Comune di Collagna Responsabile dell azione Istituto

Dettagli

IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE

IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PER UN COMUNE Relatore: LIFE 04 ENV/IT/494 AGEMAS Obiettivi del sistema di gestione ambientale Prevenzione, riduzione dell inquinamento Eco-efficienza nella gestione delle

Dettagli

Studio sul settore del commercio in sede fissa

Studio sul settore del commercio in sede fissa COMUNE DI MASSA (Provincia di Massa Carrara) Studio sul settore del commercio in sede fissa Valutazioni finalizzate alla predisposizione delle norme di pianificazione commerciale da inserire nel Regolamento

Dettagli

Audit energetico, Certificazione 50001:2011, UNI EN ISO 14001 modalità di integrazione obblighi e opportunità di efficacia ed efficienza energetica

Audit energetico, Certificazione 50001:2011, UNI EN ISO 14001 modalità di integrazione obblighi e opportunità di efficacia ed efficienza energetica In collaborazione con Audit energetico, Certificazione 50001:2011, UNI EN ISO 14001 modalità di integrazione obblighi e opportunità di efficacia ed efficienza energetica Relatore: ing. M. Capuana Taomina,

Dettagli

GUIDA DI APPROFONDIMENTO

GUIDA DI APPROFONDIMENTO WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO I SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO PREMESSA... 3 COSA È UN SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE... 3 OBIETTIVI DI UN SISTEMA

Dettagli

Quadro normativo delle Regioni e Province Autonome sulla VAS LIGURIA. Disciplina della valutazione di impatto ambientale.

Quadro normativo delle Regioni e Province Autonome sulla VAS LIGURIA. Disciplina della valutazione di impatto ambientale. L.R. 4/09/1997, n. 36. Pubblicata nel B.U. Liguria 17 settembre 1997, n. 16, L.R. 30/12/1998, n. 38. Pubblicata nel B.U. Liguria 20 gennaio 1999, n. 1. L.R. 4/08/2006, n. 20. Pubblicata nel B.U. Liguria

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA

TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE INDUSTRIA E ARTIGIANATO TECNICO SUPERIORE PER L AMBIENTE, L ENERGIA E LA SICUREZZA IN AZIENDA STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI DESCRIZIONE

Dettagli

Gli obiettivi del Piano energetico regionale. Intervento dell Ing. Sebastiano Cacciaguerra Direttore del Servizio Energia

Gli obiettivi del Piano energetico regionale. Intervento dell Ing. Sebastiano Cacciaguerra Direttore del Servizio Energia Gli obiettivi del Piano energetico regionale Intervento dell Ing. Sebastiano Cacciaguerra Direttore del Servizio Energia 1 Il progetto del PER Il Servizio Energia è attualmente impegnato, attraverso un

Dettagli

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA. Convegno sul tema

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA. Convegno sul tema ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA Convegno sul tema SISTEMI DI GESTIONE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE SUL LUOGO DI LAVORO Prospettive e sinergie con i sistemi di gestione ambiente e qualità

Dettagli

Sistema di Gestione Ambientale ISO 14001 - Comune Saint Denis. Life Cycle Engineering: www.studiolce.it

Sistema di Gestione Ambientale ISO 14001 - Comune Saint Denis. Life Cycle Engineering: www.studiolce.it Sistema di Gestione Ambientale ISO 14001 - Comune Saint Denis Life Cycle Engineering: www.studiolce.it 0 Introduzione: Certificazione ambientale Il Sistema di Gestione Ambientale L'obiettivo del Sistema

Dettagli

relativo alla Seconda Soluzione Agosto 2013

relativo alla Seconda Soluzione Agosto 2013 COMUNE DI FOSDINOVO Località CANIPAROLA PIANO DI RECUPERO CASA ALBACHIARA VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ A V.A.S. ai sensi dell art. 22, L.R.T. n 10/2010 RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE relativo alla Seconda

Dettagli

PIANIFICAZIONE E DIFESA DEL SUOLO IN TOSCANA Ing. Beatrice Mengoni Settore Difesa del suolo Regione Toscana

PIANIFICAZIONE E DIFESA DEL SUOLO IN TOSCANA Ing. Beatrice Mengoni Settore Difesa del suolo Regione Toscana Progetto di Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni FASE DI PARTECIPAZIONE ATTIVA (art.66 c.7 D.Lgs 152/06) I INCONTRO PUBBLICO PIANIFICAZIONE E DIFESA DEL SUOLO IN TOSCANA Ing. Beatrice Mengoni Settore

Dettagli

Servizi Integrati. Per realizzare una ef cace AAI devono essere svolti i seguenti passi:

Servizi Integrati. Per realizzare una ef cace AAI devono essere svolti i seguenti passi: Analisi di Prodotto Scheda 1/10 Analisi i inizialei i dei processi Aziendali ambientale secondo operativa 15033 Introduzione: L Analisi (AAI) è una dettagliata e metodica indagine dello stato dell Organizzazione

Dettagli

DELIBERA n. 11/13 della seduta del 31 luglio 2013

DELIBERA n. 11/13 della seduta del 31 luglio 2013 DELIBERA n. 11/13 della seduta del 31 luglio 2013 Definizione degli indirizzi in materia di certificazione di qualità delle imprese che effettuano trasporti di merci pericolose, di derrate deperibili,

Dettagli

Miglioramento continuo

Miglioramento continuo 7 Il sistema di gestione ambientale Il Sistema di Gestione ambientale della Provincia di Bergamo è stato progettato e implementato per rispondere a tutti i requisiti previsti dal Reg. CE n. 761/2001 e

Dettagli

LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ

LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ LA NUOVA LEGGE REGIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO LR 31/14: CONTENUTI OPERATIVI, RAPPORTI CON I PGT E PTCP E OPPORTUNITA /CRITICITÀ LA NUOVA LEGGE VISTA DAL BASSO, L OPINIONE DEI COMUNI. A cura dell Arch.

Dettagli

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa

PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA. UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa PROGETTO TECNICO SISTEMA DI GESTIONE QUALITA IN CONFORMITÀ ALLA NORMA UNI EN ISO 9001 (ed. 2008) Revisione Approvazione n. 03 del 31/01/09 Salvatore Ragusa PROGETTO TECNICO SISTEMA QUALITA Il nostro progetto

Dettagli

Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868

Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868 COMUNE DI CRANDOLA VALSASSINA Provincia di Lecco Individuazione reticolo idrografico minore e regolamento di polizia idraulica DGR 25-01-02 n. 7/7868 Lecco Febbraio 2003 (Aggiornamento all Aprile 2004)

Dettagli

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER

LIFE09ENVIT000188-EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER -EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER Linee Guida Modello di gestione ambientale ECO-CLUSTER: sistema gestione ambientale Comune di Collagna Responsabile dell azione Istituto

Dettagli

Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita

Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita Sviluppo sostenibile, tutela della biodiversità e dell ambiente, qualità della vita Azioni di valorizzazione turistica e culturale e strategie di tutela ambientale e paesaggistica lungo il fiume Ticino

Dettagli

Comune di Vinchio. Provincia di Asti - Italia. www.comune.vinchio.at.it

Comune di Vinchio. Provincia di Asti - Italia. www.comune.vinchio.at.it Comune di Vinchio Provincia di Asti - Italia www.comune.vinchio.at.it La certificazione ambientale come opportunità di sviluppo: l esempio del Comune di Vinchio Vinchio, 1 dicembre 07 - Andrea Laiolo,

Dettagli

IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE

IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE B IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE Premessa Il quadro conoscitivo del PTCP restituisce un analisi del sistema naturale ed ambientale del territorio provinciale che pone limiti ed offre opportunità alle

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore)

CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore) CORSO DI FORMAZIONE OPERATORI TECNICI NEI PARCHI NAZIONALI E NELLE AREE PROTETTE (120 ore) PROGETITO FORMATIVO MODULO 1 PRESENTAZIONE DEI PARCHI ED AREE PROTETTE (8 ore) Definizione dei concetti di Parco,

Dettagli

POLITICA PER LA QUALITÀ, L AMBIENTE, LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E LA RESPONSABILITA SOCIALE

POLITICA PER LA QUALITÀ, L AMBIENTE, LA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E LA RESPONSABILITA SOCIALE POLITICA DEL SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO La Cooperativa sociale ITALCAPPA è consapevole dell importanza e della necessità di avvalersi di un Sistema di Gestione integrato per la qualità, l ambiente,

Dettagli

REGIONE LIGURIA PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE PER IL PERIODO

REGIONE LIGURIA PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE PER IL PERIODO Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali REGIONE LIGURIA PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO RURALE PER IL PERIODO 2007-2013 ALLEGATO D RIDEFINIZIONE ZONE SVANTAGGIATE La zonizzazione delle

Dettagli

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi

Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Misure per la tutela dell ambiente e degli ecosistemi Carlo Zaghi Dirigente Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali

Dettagli

3 DECALOGO DELLA QUALITÀ

3 DECALOGO DELLA QUALITÀ GENERALITÀ 1 / 10 Sommario Generalità 1 Politica della Qualità 3 DECALOGO DELLA QUALITÀ 4 Politica Ambientale PREVENZIONE 7 FORMAZIONE CULTURA ED ATTEGGIAMENTO 8 COMUNICAZIONE 8 COLLABORAZIONE CON FORNITORI

Dettagli

Fig.1 - n Verifiche Ispettive completate nella Provincia di Ravenna presso gli stabilimenti soggetti all art.6 del D.Lgs 334/99

Fig.1 - n Verifiche Ispettive completate nella Provincia di Ravenna presso gli stabilimenti soggetti all art.6 del D.Lgs 334/99 Legge Regionale 17 dicembre 23 n.26: Verifiche Ispettive sui Sistemi di Gestione della Sicurezza degli stabilimenti soggetti all art.6 del D.Lgs 334/99 della Provincia di Ravenna Risultanze e commenti

Dettagli

Regolamento Comunale. per l Osservatorio Turistico di Destinazione. del Comune di Castiglione della Pescaia

Regolamento Comunale. per l Osservatorio Turistico di Destinazione. del Comune di Castiglione della Pescaia Regolamento Comunale per l Osservatorio Turistico di Destinazione del Comune di Castiglione della Pescaia CAPO I PRINCIPI ISPIRATORI... 3 Articolo 1 Principi Ispiratori e Definizioni... 3 CAPO II - ORGANIZZAZIONE

Dettagli

Matteo Locati 25 novembre 2015 LA NORMA ISO 50001: CONTENUTI E OPPORTUNITA

Matteo Locati 25 novembre 2015 LA NORMA ISO 50001: CONTENUTI E OPPORTUNITA Matteo Locati 25 novembre 2015 LA NORMA ISO 50001: CONTENUTI E OPPORTUNITA TEMATICHE PRESENTATE AGGIORNAMENTI SU DLGS 102/2014 E GLI OBBLIGHI PER LE AZIENDE I CONTENUTI ED I REQUISITI DELLA NORMA ISO 50001:11

Dettagli

AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO

AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO AMBIENTE TERRITORIO PAESAGGIO Soluzioni per la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio naturale Pianificazione sostenibile significa individuare soluzioni per la gestione e la tutela delle

Dettagli

Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici

Difesa del suolo e pianificazione dei bacini idrografici Quadro normativo: Legge 183/89, «Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo» Si intende: a) per suolo: il territorio, il suolo, il sottosuolo, gli abitati e le opere infrastrutturali;

Dettagli

Comune. Santa Maria Maggiore. Siti RN2000. ZPS Val Formazza SIC/ZPS/Parco Nazionale della Val Grande. PRGC vigente

Comune. Santa Maria Maggiore. Siti RN2000. ZPS Val Formazza SIC/ZPS/Parco Nazionale della Val Grande. PRGC vigente Comune Siti RN2000 Santa Maria Maggiore ZPS Val Formazza SIC/ZPS/Parco Nazionale della Val Grande PRGC vigente Varchi SM1 INCONTRO CON IL COMUNE Comune di Santa Maria Maggiore 21/12/2010 L espansione edilizia

Dettagli

Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna S.A.R.A. SISTEMA AREE REGIONALI AMBIENTALI

Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna S.A.R.A. SISTEMA AREE REGIONALI AMBIENTALI Direzione centrale risorse agricole, naturali, forestali e montagna S.A.R.A. SISTEMA AREE REGIONALI AMBIENTALI Roma 27 marzo 2008 workshop Financing Natura 2000 PROGRAMMA S.A.R.A. Sistema Aree Regionali

Dettagli

Patto per il Biellese

Patto per il Biellese Patto per il Biellese INTEGRAZIONE TRA I PIANI DI SVILUPPO SOCIO ECONOMICO DELLE COMUNITA MONTANE DOCUMENTO REDATTO DAL GRUPPO DI LAVORO INTEGRAZIONE TRA I PSSE DELLE COMUNITÀ MONTANE (Approvato dal Tavolo

Dettagli

PIAE 2009-2028 1 TIPOLOGIA DI POLO. LITOLOGIA DEL GIACIMENTO Sabbie medie e fini COMUNE INTERESSATO Ostellato INQUADRAMENTO DELL AREA

PIAE 2009-2028 1 TIPOLOGIA DI POLO. LITOLOGIA DEL GIACIMENTO Sabbie medie e fini COMUNE INTERESSATO Ostellato INQUADRAMENTO DELL AREA TIPOLOGIA DI POLO LITOLOGIA DEL GIACIMENTO Sabbie medie e fini COMUNE INTERESSATO Ostellato INQUADRAMENTO DELL AREA L area è ubicata in località Cavallara presso l abitato di S.Giovanni nel Comune di Ostellato.

Dettagli

sis i tema m o ga g ni n c i o o d i d i a ree p r p ot o ette

sis i tema m o ga g ni n c i o o d i d i a ree p r p ot o ette La Lombardia è stata la prima regione a dotarsi di un sistema organico di aree protette (l.r. 86/1983), che comprende: 24 Parchi regionali, 13 Parchi naturali, 65 Riserve naturali, 32 Monumenti naturali.

Dettagli

Norme Tecniche di Attuazione

Norme Tecniche di Attuazione COMUNE DI CASTELFRANCO VENETO SETTORE SVILUPPO DEL TERRITORIO SERVIZIO URBANISTICA SERVIZIO AMBIENTE PIANO DI CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO

Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO PRINCIPI E FINALITA GENERALI 1. L Osservatorio Turistico di Destinazione del Comune di Chianciano Terme (SI) (di seguito

Dettagli

Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009

Indice degli Elaborati del PdG PIANO DI GESTIONE. Ambito territoriale di Isola di Pantelleria. versione conforme al DDG ARTA n 603 del 26/06/2009 Unione Europea Regione Siciliana Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali Codice POR: 1999.IT.16.1.PO.011/1.11/11.2.9/0351 Ambito territoriale di Isola di Pantelleria PIANO DI GESTIONE versione

Dettagli

6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano

6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano 6. NORME DI ATTUAZIONE Titolo I Finalità e contenuti ed elaborati del Piano Art. 1 Finalità generali del Piano 1. Il presente Piano costituisce piano stralcio di bacino ai sensi del c.6 ter dell art.17

Dettagli

Q&C dei sistemi di gestione in base alla norma UNI CEI EN 16001

Q&C dei sistemi di gestione in base alla norma UNI CEI EN 16001 Ing. Sandro Picchiolutto Fabbisogni di qualificazione e certificazione (Q&C) di competenze, servizi e sistemi per l efficienza energetica e le fonti rinnovabili Q&C dei sistemi di gestione in base alla

Dettagli

Rev. 00. AUDIT N DEL c/o. Auditor Osservatori DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. Legenda: C = Conforme NC = Non conforme Oss = Osservazione.

Rev. 00. AUDIT N DEL c/o. Auditor Osservatori DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. Legenda: C = Conforme NC = Non conforme Oss = Osservazione. AUDIT N DEL c/o AREE DA VERIFICARE GRUPPO DI AUDIT Lead Auditor Auditor DOCUMENTI DI RIFERIMENTO Auditor Osservatori Legenda: C = Conforme NC = Non conforme Oss = Osservazione Pagina 1 di 19 Rif. 14001

Dettagli

UNI EN ISO 14001:2004 Sistemi di Gestione Ambientale: requisiti e guida per l uso

UNI EN ISO 14001:2004 Sistemi di Gestione Ambientale: requisiti e guida per l uso SORVEGLIANZA E CERTIFICAZIONI UNI EN ISO 14001:2004 Sistemi di Gestione Ambientale: requisiti e guida per l uso Pagina 1 di 11 INTRODUZIONE La Norma UNI EN ISO 14001:2004 fa parte delle norme Internazionali

Dettagli

Valsat Sintesi non tecnica

Valsat Sintesi non tecnica Valsat Sintesi non tecnica Pagina 1 di 7 SOMMARIO 1 INTRODUZIONE... 3 2 CONTENUTI ED OGGETTO... 3 3 VERIFICA DI COERENZA... 4 4 ANALISI AMBIENTALI... 5 5 CONCLUSIONI... 7 Pagina 2 di 7 1 INTRODUZIONE La

Dettagli

COD. PRATICA: 2014-001-595. Regione Umbria. Giunta Regionale DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 961 DEL 28/07/2014

COD. PRATICA: 2014-001-595. Regione Umbria. Giunta Regionale DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 961 DEL 28/07/2014 Regione Umbria Giunta Regionale DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 961 DEL 28/07/2014 OGGETTO: Disposizioni regionali per la gestione degli impianti termici. Adozione. PRESENZE Marini Catiuscia Presidente

Dettagli

Comune di Cassano d Adda. Comuni interessati dal progetto. Parco Adda Nord. Comune di Pozzuolo Martesana. Comune di Trezzo d Adda

Comune di Cassano d Adda. Comuni interessati dal progetto. Parco Adda Nord. Comune di Pozzuolo Martesana. Comune di Trezzo d Adda Comune di Cassano d Adda Parco Adda Nord Comune di Pozzuolo Martesana Comune di Trezzo d Adda Comuni interessati dal progetto Inzago, Vaprio d Adda, Truccazzano Pozzo d Adda Busnago Grezzago Trezzano Rosa

Dettagli

La CERTIFICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALE

La CERTIFICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALE La CERTIFICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALE CERTIQUALITY Via. G. Giardino, 4 - MILANO 02.806917.1 SANDRO COSSU VALUTATORE SISTEMI DI GESTIONE CERTIQUALITY Oristano 27 Maggio 2008 GLI STRUMENTI

Dettagli

La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF

La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF La conservazione del biocorridoio Alpi-Appennini Un approccio ecoregionale WWF Mauro Belardi, Dario Ottonello e Giorgio Baldizzone Convegno Internazionale La gestione di rete Natura 2000: esperienze a

Dettagli

I CONTRATTI DI FIUME in Lombardia

I CONTRATTI DI FIUME in Lombardia Governance e partecipazione per il bacino del Po Colorno 26 ottobre 2007 I CONTRATTI DI FIUME in Lombardia Mario Clerici Regione Lombardia mario_clerici@regione.lombardia.it PERCHE UN CONTRATTO DI FIUME

Dettagli

Provincia di Varese COMUNE DI ALBIZZATE. Studio del reticolo idrico comunale (D.G.R. del 25-01-02 n 7/7868 e s.m.i.)

Provincia di Varese COMUNE DI ALBIZZATE. Studio del reticolo idrico comunale (D.G.R. del 25-01-02 n 7/7868 e s.m.i.) REGIONE LOMBARDIA Provincia di Varese COMUNE DI ALBIZZATE Studio del reticolo idrico comunale (D.G.R. del 25-01-02 n 7/7868 e s.m.i.) Dicembre 2011 INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDROGRAFICO MINORE Studio

Dettagli

SISTEMA AZIENDALE DI GESTIONE ENERGETICA: UN MODELLO DI RIFERIMENTO

SISTEMA AZIENDALE DI GESTIONE ENERGETICA: UN MODELLO DI RIFERIMENTO SISTEMA AZIENDALE DI GESTIONE ENERGETICA: UN MODELLO DI RIFERIMENTO Marco Bandiera Gestione per la qualità, l ambiente e la sicurezza Bologna, 1 luglio 2009 1 Sommario Perché un sistema di gestione energetica?

Dettagli

Procedura. Politica in materia di salute, sicurezza, ambiente, energia e incolumità pubblica. enipower. POL.HSE.pro-01_ep_r03. POL.HSE.

Procedura. Politica in materia di salute, sicurezza, ambiente, energia e incolumità pubblica. enipower. POL.HSE.pro-01_ep_r03. POL.HSE. Procedura Politica in materia di salute, sicurezza, ambiente, energia e incolumità pubblica. TITOLO PROCEDURA TITOLO PRPOCEDURA TITOLO PROCEDURA MSG DI RIFERIMENTO: HSE 1 Frontespizio TITOLO: Politica

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA SULLA PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO AMBIENTALE TRA. CONFINDUSTRIA - Confederazione Generale dell Industria Italiana

PROTOCOLLO D INTESA SULLA PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO AMBIENTALE TRA. CONFINDUSTRIA - Confederazione Generale dell Industria Italiana PROTOCOLLO D INTESA SULLA PREVENZIONE DELL INQUINAMENTO AMBIENTALE TRA CONFINDUSTRIA - Confederazione Generale dell Industria Italiana E ANIA - Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici Confindustria,

Dettagli

D.O.C. s.c.s. POLITICA AMBIENTE SICUREZZA E QUALITÀ

D.O.C. s.c.s. POLITICA AMBIENTE SICUREZZA E QUALITÀ Pagina 1 di 7 D.O.C. s.c.s., ai sensi della legge 381/91, è una cooperativa sociale di tipo A, che vede al centro della sua crescita organizzativa i valori cooperativi della centralità della persona, della

Dettagli

CONTRATTO DEL LAGO DI BOLSENA. Accordo di Programmazione Negoziata PROTOCOLLO DI INTESA

CONTRATTO DEL LAGO DI BOLSENA. Accordo di Programmazione Negoziata PROTOCOLLO DI INTESA CONTRATTO DEL LAGO DI BOLSENA Accordo di Programmazione Negoziata PROTOCOLLO DI INTESA Protocollo d Intesa per l attuazione del Contratto del Lago di Bolsena PREMESSO CHE la Direttiva 2000/60/CE del Parlamento

Dettagli

brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE

brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE brugherio (mb) POLITICA AZIENDALE Brugherio, 20 gennaio 2015 piomboleghe srl via eratostene, 1-20861 brugherio (mb) tel. 039289561, fax. 039880244 info@piomboleghe.it www.piomboleghe.it cap. soc. 1.300.000,00

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE

PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE Allegato A alla delibera di Giunta n del. PROTOCOLLO DI INTESA PER LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO MICROKYOTO - IMPRESE PREMESSO CHE: Il 10 dicembre 1997, nell ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti

Dettagli

- per l individuazione delle misure di sicurezza compensative, in caso di deroghe.

- per l individuazione delle misure di sicurezza compensative, in caso di deroghe. CLAUDIO MASTROGIUSEPPE Il gruppo di lavoro, creato un anno fa, si è proposto di tracciare delle Linee guida per l attuazione del Sistema di Gestione della Sicurezza Antincendio (SGSA), previsto dall approccio

Dettagli

ANALISI CLIMATOLOGICA PER IL TERRITORIO DI CAMPI BISENZIO

ANALISI CLIMATOLOGICA PER IL TERRITORIO DI CAMPI BISENZIO ANALISI CLIMATOLOGICA PER IL TERRITORIO DI CAMPI BISENZIO FONDAZIONE PER IL CLIMA E LA SOSTENIBILITA 1 Ver. 1.1 ANALISI CLIMATOLOGICA PER IL TERRITORIO DI CAMPI BISENZIO Gaetano Zipoli Firenze, Luglio

Dettagli

Il sistema di gestione delle emergenze della Provincia di Roma

Il sistema di gestione delle emergenze della Provincia di Roma Il sistema di gestione delle emergenze della Provincia di Roma Alessio Argentieri Dirigente Servizio 1 Difesa del suolo - Dipartimento IV Servizi di tutela e valorizzazione dell ambiente PROVINCIA DI ROMA

Dettagli

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE Allegato B alla delibera n. 380/06/CONS ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: a) l ambito dell intervento regolamentare proposto, con particolare

Dettagli

Attività sportive nelle riserve, nei parchi naturali e nelle aree marine protette. Roma 22 maggio 2011

Attività sportive nelle riserve, nei parchi naturali e nelle aree marine protette. Roma 22 maggio 2011 Attività sportive nelle riserve, nei parchi naturali e nelle aree marine protette Roma 22 maggio 2011 Le opportunità di una progettazione eco-sostenibile di iniziative sportive: i parchi e le riserve naturali

Dettagli

ACSA Ambito Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof

ACSA Ambito Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof 1 Localizzazione ecografica: Localizzazione catastale: Località villaggio Giovi via Gorki e via Sacharof Foglio 43 Mappali 63, 65, 67, 71, 73, 75, 114. Foglio 44 Mappali 23, 24, 25, 59, 62. Foglio 45 Mappali

Dettagli

Economia dell ambiente

Economia dell ambiente Economia dell ambiente Impresa e ambiente Elisa Montresor 2008-2009 1 Ambito aziendale L integrazione dell ambiente con gli obiettivi dell impresa Strategie d acquisto e produzione Bilancio ambientale

Dettagli

PANORAMICA SULLE ISO 14000

PANORAMICA SULLE ISO 14000 PANORAMICA SULLE ISO 14000 Premessa La motivazione di fondo che induce un azienda, sia essa pubblica o privata, ad investire nell ambiente è sostanzialmente fondata sulla volontà di organizzare attività

Dettagli

Le novità della nuova UNI EN ISO 14001:2015. Daniele Pernigotti Delegato italiano in ISO/TC 207/SC1/WG5

Le novità della nuova UNI EN ISO 14001:2015. Daniele Pernigotti Delegato italiano in ISO/TC 207/SC1/WG5 Le novità della nuova UNI EN ISO 14001:2015 Daniele Pernigotti Delegato italiano in ISO/TC 207/SC1/WG5 Milano, 25/09/2015 Sommario 1. Perchè una nuova revisione 2. Le principali novità della ISO 14001:2015

Dettagli

REGOLAMENTO SU OSSERVATORIO TURISTICO DI DESTINAZIONE DELLA PROVINCIA DI LIVORNO

REGOLAMENTO SU OSSERVATORIO TURISTICO DI DESTINAZIONE DELLA PROVINCIA DI LIVORNO PROVINCIA DI LIVORNO REGOLAMENTO SU OSSERVATORIO TURISTICO DI DESTINAZIONE DELLA PROVINCIA DI LIVORNO (OTD) Approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n. 168/22.12.2011 In vigore dal 1 febbraio

Dettagli

CURRICOLO DI GEOGRAFIA della scuola primaria

CURRICOLO DI GEOGRAFIA della scuola primaria CURRICOLO DI GEOGRAFIA della scuola primaria CURRICOLO DI GEOGRAFIA al termine della classe prima della scuola primaria...2 CURRICOLO DI GEOGRAFIA al termine della classe seconda della scuola primaria...3

Dettagli

tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Consorzio di Bonifica. per lo svolgimento di attività

tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Consorzio di Bonifica. per lo svolgimento di attività SCHEMA DI ACCORDO DI PROGRAMMA tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Consorzio di Bonifica. per lo svolgimento di attività inerenti al servizio di piena e intervento idraulico e presidio territoriale.

Dettagli

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI

DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI DM.9 agosto 2000 LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA TITOLO I POLITICA DI PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI RILEVANTI Articolo 1 (Campo di applicazione) Il presente decreto si

Dettagli

9. NORME GEOLOGICHE DI PIANO

9. NORME GEOLOGICHE DI PIANO 9. NORME GEOLOGICHE DI PIANO ART. 1 Il Comune di Capergnanica è tenuto ad informare i Soggetti Attuatori delle previsioni dello strumento urbanistico, denominato Piano di Governo del Territorio (P.G.T.),

Dettagli

Relazione introduttiva Febbraio 2006

Relazione introduttiva Febbraio 2006 Amministrazione Provincia di Rieti Febbraio 2006 1 Progetto Sistema Informativo Territoriale Amministrazione Provincia di Rieti Premessa L aumento della qualità e quantità dei servizi che ha caratterizzato

Dettagli

Carta delle imprese per il Turismo Sostenibile nel Parco Lombardo della Valle del Ticino 2010

Carta delle imprese per il Turismo Sostenibile nel Parco Lombardo della Valle del Ticino 2010 Carta delle imprese per il Turismo Sostenibile nel Parco Lombardo della Valle del Ticino 2010 Progetto LA SOSTENIBILITÀ COME PERCORSO DI QUALITÀ PER LE AZIENDE TURISTICHE DEL PARCO DEL TICINO www.networksvilupposostenibile.it

Dettagli

OGGETTO: Procedimento di Valutazione Ambientale Strategica del Piano Provinciale per la gestione rifiuti urbani e speciali. Provvedimenti.

OGGETTO: Procedimento di Valutazione Ambientale Strategica del Piano Provinciale per la gestione rifiuti urbani e speciali. Provvedimenti. OGGETTO: Procedimento di Valutazione Ambientale Strategica del Piano Provinciale per la gestione rifiuti urbani e speciali. Provvedimenti. Premesso che: tra le funzioni del Settore Ambiente rientrano quelle

Dettagli

Strumenti di miglioramento: la certificazione ambientale

Strumenti di miglioramento: la certificazione ambientale Strumenti di miglioramento: la certificazione ambientale La spirale perversa LEGGI SOCIALI ED AMBIENTALI PIÙ RESTRITTIVE POLITICI INDUSTRIA PERCEZIONE NEGATIVA DEGLI STAKEHOLDER PRESSIONE PER UNA MIGLIORE

Dettagli

ALLEGATO A: LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DELLE PRIORITÀ D INTERVENTO

ALLEGATO A: LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DELLE PRIORITÀ D INTERVENTO ALLEGATO A: LINEE GUIDA PER L ATTUAZIONE DELLE D INTERVENTO PER LA CONSERVAZIONE DELL ORSO BRUNO MARSICANO Riduzione degli impatti legati alle attività antropiche (rif. azioni A1, A3, A4 e A5 del PATOM)

Dettagli