FASI PER LA REALIZZAZIONE DI UN TIROCINIO/STAGE

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1 FASI PER LA REALIZZAZIONE DI UN TIROCINIO/STAGE Chi opera professionalmente nell attivazione di tirocini formativi necessita di strumenti e supporti che possano favorire la progettazione di tali percorsi di orientamento e inserimento lavorativo, indivi dualizzandoli in rapporto alle esigenze dell utente e dell azienda ospitante. Per conseguire tale scopo, nel ciclo di vita del progetto di stage possono essere individuate sei macro-fasi: 1. - La pianificazione e la promozione 2. - La progettazione 3. - La gestione e l erogazione del servizio 4. - Valutazione e certificazione del percorso formativo 5. - Valutazione e rendicontazione del progetto 6. - Diffusione dei risultati Ogni macro-fase viene in seguito descritta con riferimento alle finalità, alle attività principali, alle modalità di lavoro unitamente agli strumenti (vedasi le schede in appendice) di supporto utilizzabili e ai soggetti coinvolti. Vengono inoltre evidenziati quelli che, dall analisi della situazione attuale, paiono dei punti critici più o meno rilevanti, con alcune indicazioni metodologiche per il loro superamento. I soggetti coinvolti, in particolare i tutor didattici, possono utilizzare direttamente gli strumenti proposti, trovando spunto per le fasi dell intero processo di promozione, progettazione, gestione e validazione di un tirocinio. Quale nota a margine, si rammenta che la Circolare Ministeriale n 52 del 9 luglio 1999, a firma del dirigente generale dell ufficio centrale per l orientamento e la formazione professionale dei lavoratori, specifica che gli stages effettuati nell ambito di progetti co-finanziati dal Fondo Sociale Europeo non rientrano nel campo di applicazione del D.I. 142/1998 (regolamento attuativo del Pacchetto Treu ). Ciò in quanto il tirocinio costituisce un semplice modulo di un più articolato percorso formativo. La proposta che segue è stata però formulata in modo da essere applicabile anche nel caso di tirocinio cofinanziato dal FSE, eventualmente modificando nelle schede in appendice i riferimenti normativi. La proposta Pag. 1 di 17

2 1. - La pianificazione e la promozione Si configura come fase strategica che richiede una serie di azioni tra loro correlate per garantire il successo dell'iniziativa. Comprende tutte le attività preliminari ad una vera e propria progettazione tecnica dell interve nto. Costituisce il momento preparatorio ed al tempo stesso fondamentale, dove si realizza l ideazione del progetto e si verifica la sua concreta fattibilità. L ideazione può sorgere spontanea nella scuola, su sollecitazione esterna o all interno di gruppi misti di lavoro, e necessita di attività propedeutiche ad una vera e propria progettazione tecnica. L analisi dei bisogni di formazione, la ricerca di offerte di finanziamento, accanto alla individuazione di risorse umane disponibili ad essere coinvolte, sono attività non consequenziali ma interdipendenti il cui esito positivo può consentire di procedere alle fasi successive. Finalità da conseguire nella fase di pianificazione e promozione sono: costruzione di una rete sul territorio di soggetti interessati all avviamento di percorsi di tirocinio, mediante contatti diretti con le aziende e le associazioni di categoria, la partecipazione a fiere di settore ecc.; raccolta ed analisi dei fabbisogni formativi dei tirocinanti; garantire agli allievi i necessari prerequisiti per una valida esperienza di stage; definizione delle competenze del personale docente, del personale ata e degli esperti da coinvolgere nel percorso; identificazione delle risorse finanziarie necessarie allo svolgimento del progetto, anche in riferimento alle borse di studio eventualmente erogabili. Attività Soggetti coinvolti Strumenti di lavoro Reperimento e sollecitazione offerta esterna Individuazione aree di spendibilità, analisi della situazione locale del mercato del lavoro e delle politiche di sviluppo Recepimento e sollecitazione domanda interna Individuazione fabbisogni dell utenza, raccolta delle domande di tirocinio e dei curriculum (eventuali) Pianificazione dei moduli didattici di preparazione alle attività di stage/tirocinio Risorse umane: definizione delle competenze di docenti interni, personale ata ed esperti esterni Analisi dei costi Aziende Docente incaricato (tutor, funzione obiettivo, altro) Aziende Allievi Genitori Docente incaricato (tutor, funzione obiettivo, altro) Allievi Docente orientatore Consigli di Classe Collegio Docenti (POF) Collegio Docenti (POF) Direttore SGA La proposta Pag. 2 di 17 Elenchi di pubblico dominio Scheda 1 Contatti telefonici con le aziende Studio rapporti di settore ecc. Scheda 2 Colloquio di presentazione Scheda 3 Colloquio con gli allievi Scheda 4 Vedasi cap. 7 Il nodo delle competenze Vedasi cap. 7 Il nodo delle competenze Scheda 5

3 Punti critici rilevati: 1. Definizione competenze docenti interni (tutor) Il ruolo del docente tutor è previsto dal D.M. 142/1998, in qualità di responsabile didattico/organizzativo dell attività di tirocinio. In cosa si configuri tale responsabilità non è generalmente codificato, tanto che negli Istituti aderenti alla rete vi sono difformità di comportamento più o meno evidenti. In particolare non sono definite le competenze necessarie a svolgere l attività di tutor. Troppo spesso l incarico viene assegnato sostanzialmente sulla base della disponibilità, in genere a docenti dell area professionale (ove esistenti), ritenendo a torto che l appartenenza ad una classe di concorso specifica sia sufficiente a garantire il buon esito dell iniziativa. Infatti, nessun Istituto ha mai previsto specifici corsi di aggiornamento per la figura del tutor. Il punto critico evidenziato è oggetto di un apposito capitolo del manuale (conclusioni, suggerimenti, idee) al quale si rimanda per approfondimenti e proposte. Altre figure coinvolte nel progetto di tirocinio possono essere apposite funzioni strumentali al POF (ex-funzioni obiettivo), nonché docenti coordinatori d area o per materia. 2. Definizione competenze esperti esterni (tutor aziendali) Anche il tutor aziendale è previsto dal D.M. 142/1998, in qualità di responsabile dell accoglienza e dell assistenza operativa dell utente nel periodo di permanenza in azienda. Dall indagine conoscitiva appositamente realizzata, risulta che gli Istituti non solo non interagiscono nella scelta del tutor aziendale (cosa vieppiù logica), ma neppure mai si sono posti il problema di esprimerne caratteristiche e competenze. Anche questo punto è oggetto di un apposito capitolo del manuale (conclusioni, suggerimenti, idee) al quale si rimanda per approfondimenti e proposte. 3. Definizione obiettivi formativi L individuazione degli obiettivi da conseguire nel tirocinio sovente si limita ad un generico richiamo al POF ed alla programmazione didattico-educativa. L individualizzazione del progetto in base alle caratteristiche del singolo tirocinante è lasciata alla buona volontà e all esperienza del docente tutor la cui specifica preparazione, come si è visto, non è supportata dal sistema. Vengono proposte delle schede per la definizione degli obiettivi formativi trasversali; la definizione degli obiettivi specifici per anno di corso ed indirizzo di studi, non può che essere demandata ai singoli istituti. 4. Mancata pianificazione moduli didattici di preparazione Il raggiungimento degli obbiettivi prefissati, soprattutto in termini di orientamento, prevede quale prerequisito che gli allievi acquisiscano informazioni in merito a: cultura d impresa, dinamica del lavoro, comunicazione e cooperazione, conoscenza dell impresa sede di tirocinio, conoscenza della realtà comprensoriale/distrettuale, sicurezza sul lavoro, autodiagnosi e autovalutazione. Non tutti gli Istituti aderenti alla rete preparano gli allievi all esperienza secondo quanto descritto, che è quanto La proposta Pag. 3 di 17

4 auspicato dai rappresentanti interpellati del mondo del lavoro. In apposito capitolo del manuale (conclusioni, suggerimenti, idee) viene proposto in dettaglio un modulo didattico di preparazione all attività di stage. 5. Analisi risorse/costi Indipendentemente dai regolamenti in materia di contabilità, i costi per l attività di tirocinio dovrebbe comunque essere individuati in maniera precisa. Ciò non tanto, o non solo, per consentire il corretto operato agli organi collegiali ed assembleari competenti, quanto piuttosto per realizzare le opportune considerazioni in merito ai costi e ai benefici del progetto proposto, passaggio indispensabile qualora si voglia operare con le regole dei sistemi qualità. La fotografia dello stato attuale, invece, non evidenzia una precisa analisi ed individuazione dei costi, quanto una diffusione delle varie voci in progetti ed attività distribuiti sull intero piano annuale. La proposta Pag. 4 di 17

5 2. - La progettazione La progettazione, ormai tipica competenza della funzione docente, costituisce un momento fondamentale ed imprescindibile anche per le iniziative di tirocinio/stage. Le attività e le operazioni da sviluppare in questa fase riflettono la tipica serie di azioni che caratterizzano la progettazione, cioè ordinare e comporre elementi o processi, in funzione di obiettivi determinati. In questo caso si ribadisce che obiettivo fondamentale è arricchire la valenza del percorso formativo attraverso il raccordo tra il curricolo e l'esperienza lavorativa. La progettazione non si estingue con la descrizione delle modalità operative ma richiede anche azioni tese ad ottenere il consenso, la condivisione e la formalizzazione dell'attività tecnica, all'interno e all'esterno della scuola. In particolare occorre praticare sistematicamente la coprogettazione tra scuola e mondo del lavoro nel rispetto reciproco di ruoli, funzioni e bisogni, sempre nell'interesse primario dello studente. Per il successo dell'iniziativa è fondamentale che non resti circoscritta a coloro che la gestiranno direttamente ma che sia pienamente condivisa dalla comunità scolastica e dalla comunità civile in cui l'istituto ha sede e venga organicamente inserita nel piano dell'offerta formativa. Per ottenere tali risultati il informa le varie componenti e i relativi organi collegiali sul progetto, acquisendo le specifiche delibere. In tal modo la scuola, potrà rendere trasparente il suo operato anche ai fini di un eventuale controllo esterno. Finalità da conseguire nella fase di progettazione sono: definizione del calendario dei tirocini; individuazione dei docenti tutor; legittimazione dell attività all interno della scuola mediante l approvazione degli organi competenti; definizione aspetti burocratici/economici; analisi approfondita delle aspirazioni dell utente, delle attitudini, delle aspettative professionali e successiva individuazione dell azienda che risponde alle richieste dell utente formalizzazione dei rapporti con i soggetti esterni; Attività Soggetti coinvolti Strumenti di lavoro Calendarizzazione dei tirocini e individuazione docenti tutor Strutturazione definitiva del budget, apertura posizione assicurativa, definizione compensi al personale incaricato, ricerca possibilità di accesso a borse di studio specifiche, approvazione degli organi collegiali ed assembleari competenti. Trasmissione formale ordine di servizio ai tutor Consigli di classe Riunioni per materia Direttore SGA Collegio Docenti Consiglio d Istituto RSU Docenti tutor Delibera del Consiglio di Classe Scheda 6 Contratto integrativo Piano annuale Schede Scheda 10 La proposta Pag. 5 di 17

6 Matching tra domanda ed offerta di tirocinio, abbinamento allievo-azienda Formalizzazione del rapporto con aziende ed enti mediante la trasmissione della lettera di avvio attività Docente orientatore Allievi Aziende Scheda 11 Scheda 12 Punti critici rilevati: 1. Ridotta analisi dell esperienza storica nella scelta dell azienda Nella scelta dell azienda e nell abbinamento con l allievo, il docente tutor può far ricorso sostanzialmente solo alla propria esperienza maturata sul campo. Non vi è traccia, dall analisi della situazione attuale, di database, schede o documenti che raccolgano per ogni singola azienda, oltre ai dati anagrafici e fiscali, anche parametri di riferimento relativi ai tirocini che già vi si sono svolti. I questionari eventualmente compilati dalle aziende e dagli allievi, ma anche le stesse relazioni dei docenti tutor, vengono generalmente depositati in archivio senza che le informazioni in essi contenute siano estratte, diffuse e socializzate all interno dell Istituto. Tale situazione pone in difficoltà (e in imbarazzo) i docenti che per la prima volta assumono l incarico di tutor, ma più in generale rappresenta uno spreco per la mancata utilizzazione di professionalità e informazioni già acquisite (magari con fatica!). Con la scheda descrizione azienda proposta al n 36 si suggerisce uno strumento in grado di ovviare a questa lacuna; ogni Istituto può ovviamente rimodularla secondo le proprie esigenze e, volendolo, gestirla quale database informatico. 2. Ridotta apertura posizioni assicurative per i docenti tutor Il ruolo del docente tutor è previsto dal D.M. 142/1998, ma non rientra tra i compiti obbligatoriamente previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Il tutoraggio si configura pertanto quale attività aggiuntiva, e come tale va opportunamente garantita, non solo in termini di riconoscimento economico. In particolare si sottolinea il fatto che non tutti gli istituti della rete prevedono l assicurazione RC per i docenti tutor a carico del piano annuale, cosa che dovrebbe essere invece un atto dovuto nei confronti di professionisti che mettono a disposizione parte del proprio tempo libero da vincoli contrattuali per un progetto condiviso. Inoltre, per ragioni organizzative i tutor ricorrono sistematicamente al mezzo proprio per effettuare le visite aziendali; uno solo tra gli istituti aderenti alla rete ha aperto una posizione assicurativa automobilistica kasko a favore dei dipendenti che usano la propria automobile per servizio. I dirigenti e gli organi collegiali preposti dovrebbero farsi carico di questa esigenza, qualora non sia presente un autovettura d Istituto. 3. Parziale ricorso agli interventi economici esterni (fondi CIPE, borse di studio) Sono ancora pochi i progetti di tirocinio formulati in modo da poter eventualmente accedere ad interventi economici esterni. La proposta Pag. 6 di 17

7 In particolare, risulta che nell anno scolastico 2002/03 solo l Istituto Veronese abbia ottenuto un cofinanziamento su progetto CIPE. Specifiche richieste possono essere trasmesse alla Direzione Generale per il Veneto area interventi educativi, per l accesso a fondi CIPE diretti a favorire il raccordo fra formazione e mondo del lavoro. Gli stage estivi organizzati dalla provincia, dal canto loro, prevedono un erogazione di borse di studio per gli allievi partecipanti di 2.00 Euro/ora lordi. In questo caso il ricorso da parte degli istituti aderenti alla rete è stato superiore, ma complessivamente ancora limitato. 4. Ritardata approvazione contratto integrativo d Istituto Per le iniziative correlate ai tirocini il contratto integrativo individua solitamente somme per il compenso dei docenti tutor o altri incaricati e per il maggior carico di lavoro del personale ata. Ne discende che finché il contratto d Istituto non viene sottoscritto, le figure coinvolte nella pianificazione, organizzazione e gestione degli stage operano in condizioni di garanzia ridotte rispetto agli emolumenti che dovrebbero percepire. È questa un altra valida ragione per cui la contrattazione integrativa dovrebbe sempre concludersi entro i mesi di ottobre-novembre dell anno scolastico in corso. In un Istituto aderente alla rete, peraltro quello col maggior numero di docenti interessati dal progetto tirocini, il contratto integrativo non è invece finora mai stato sottoscritto prima della conclusione dell anno scolastico. 5. Ordine di servizio ai tutor con dati incompleti L ordine di servizio ai tutor non dovrebbe contenere solamente i dati relativi alla classe da seguire ed al periodo di effettuazione del tirocinio, ma anche il compenso previsto con gli estremi della delibera di acquisizione del contratto integrativo, le coperture assicurative accese con gli estremi delle polizze sottoscritte, l autorizzazione all uso del mezzo proprio con relativo rimborso chilometrico del carburante ecc. 6. Superamento numero massimo allievi per singola azienda La normativa prevede che ogni singola azienda non possa superare un numero massimo di tirocinanti. Capita che questo limite venga superato. La responsabilità è ascrivibile unicamente all azienda quando i tirocinanti provengono contemporaneamente da più istituti. È corresponsabile l istituzione scolastica, invece, quando la causa risiede nella mancata condivisione di informazioni tra tutor di classi/indirizzi diversi, o quando ciò è una soluzione di ripiego alla ridotta disponibilità di aziende ospitanti. La proposta Pag. 7 di 17

8 3. - La gestione e l erogazione del servizio Concluse le fasi precedenti con l'approvazione del progetto, si passa alla sua concreta realizzazione. Sono oggetto di attenzione generale la gestione dei rapporti con le aziende/enti esterni, la gestione amministrativa e programmatica, il rispetto dei tempi, il rispetto e la responsabilità degli impegni assunti Nel corso dell'attuazione del progetto potrebbero verificarsi circostanze, interne o esterne, non previste nella progettazione iniziale. In questo caso si può procedere ad una riformulazione del progetto a condizione che non se ne snaturino gli obiettivi e la qualità dei risultati attesi, intendendosi per qualità l adeguatezza rispetto allo scopo. Finalità da conseguire nella fase di gestione sono: avvio del percorso di orientamento e formativo in azienda; monitoraggio in itinere dei risultati di apprendimento, del raggiungimento degli obiettivi, dell inserimento nel contesto aziendale; risoluzione delle problematiche gestionali ed amministrative (anche in caso di variazione di azienda o attività, con la predisposizione di un nuovo progetto) Attività Soggetti coinvolti Strumenti di lavoro Predisposizione della convenzione e dell altra modulistica di accompagnamento Stipula del progetto formativo Trasmissione comunicazioni obbligatorie secondo normativa Erogazione del servizio: consegna del promemoria Erogazione del servizio: accompagnamento/affiancamento nel tirocinio Erogazione del servizio: monitoraggio del progetto mediante libretto personale, scheda rilevazione attività, fogli mobili di presenza, visite aziendali ed eventuali incontri in itinere di confronto sull esperienza Erogazione del servizio: incontri conclusivi di riflessione sull esperienza e stesura delle relazioni a cura degli utenti Azienda Tutor aziendale Allievo INAIL Ispettorato del lavoro Regione Sindacati Associazioni di categoria Assicurazione Allievo Allievo Tutor aziendale Allievo Tutor aziendale Allievo Schede Scheda 15 Schede Scheda 22 Vedasi cap. 7 Il nodo delle competenze Schede Inoltre, vedasi cap. 7 Il nodo delle competenze Eventuale compito in classe Scheda 27 La proposta Pag. 8 di 17

9 Punti critici rilevati: 1. Rapporto con le aziende non uniforme Ciascun Istituto ha adottato una propria metodologia di lavoro, non concordata né uniformata con le altre scuole, col risultato che per gestire la medesima esperienza le aziende e gli enti ospitanti sono costrette a riferirsi a pratiche e documenti diversi a seconda del corso di studi frequentato dal tirocinante. La presente proposta, assieme alle schede riportate in appendice, ha anche lo scopo di rispondere ad una richiesta di omogeneizzazione che proviene dalle aziende stesse. È però necessario che i singoli Istituti aderenti alla rete facciano uno sforzo, adottando con opportuna delibera degli organi collegiali competenti, modulistica e procedure uniformi. 2. Assenza di alcune comunicazioni obbligatorie Si rammenta che sono obbligatorie le comunicazioni all INAIL (almeno 5 giorni prima dell avvio del tirocinio), all Ispettorato del Lavoro, alla Regione e alle RSA aziendali. Si è verificato, in alcuni casi, l assenza delle due ultime informative. Pare opportuno ricordare che in assenza di RSA aziendali è necessario trasmettere la comunicazione di avvio tirocinio agli organismi locali delle confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, così come l obbligo di informare la Regione è dovuto per tutti i tirocini, e non come erroneamente si potrebbe pensare alle sole esperienza collegate alla terza area degli Istituti professionali. La trasmissione di calendari ed elenchi dei tirocinanti alla compagnia assicuratrice dell Istituto, invece, in genere non è necessaria. È bene verificarlo, ma solitamente le polizze scolastiche coprono automaticamente tutte le iniziative deliberate dagli organi collegiali, senza bisogno di comunicazioni integrative. Benché non obbligatoria pare buona pratica, infine, informare anche gli organismi di rappresentanza dei soggetti ospitanti (associazioni industriali, artigiani, commercianti ecc.) 3. Mancata certificazione visite aziendali Due ragioni fondamentali suggeriscono l opportunità che le visite aziendali siano opportunamente certificate. Da un lato è utile uno strumento di controllo sulla validità del progetto di tirocinio, che non può prescindere da un azione di verifica diretta da parte del tutor scolastico. Un tutoraggio al telefono non può certo garantire il feed-back necessario, né può trasmettere all azienda un impressione positiva sull Istituto che attua simili modalità. Dall altro lato, la certificazione dell avvenuta visita rappresenta anche una garanzia per il docente ivi impegnato, in relazione alle polizze INAIL e RCT, all eventuale kasko per l uso del mezzo proprio, ai rimborsi chilometrici ed all indennità di missione. Nella rete di Istituti questo appare un lato carente, l attestazione della visita aziendale, se prevista, si riferisce più alle incombenze di carattere gestionaleamministrativo che non a considerazioni sulla validità generale del progetto. La proposta Pag. 9 di 17

10 Non si evidenziano, inoltre, modalità sistematiche di verifica su situazioni dubbie, col rischio che per più anni si verifichino casi di tutoraggio inadeguati. 4. Necessità di incontri intermedi per tirocini di lunga durata Un solo Istituto tra quelli aderenti alla rete ha previsto incontri intermedi con i tirocinanti. Qualora lo stage abbia una durata superiore al paio di settimana, un incontro di questo tipo appare opportuno. La scheda 25 in appendice ne rappresenta un possibile schema di conduzione. La proposta Pag. 10 di 17

11 4. - Valutazione e certificazione del percorso formativo/orientativo Fa parte di questa fase la ricerca e la predisposizione degli strumenti idonei a determinare un valido giudizio sui risultati conseguiti relativamente al percorso formativo/orientativo ed agli aspetti pedagogico-didattici dell esperienza. Si è preferito, infatti, per meglio articolarne le complesse ed indispensabili attività, ricondurre gli aspetti organizzativi e funzionali del progetto alla fase 5. La valutazione, intesa come capacità di formulare giudizi, in questa fase riguarda, il livello di apprendimento dello studente, in quanto l efficacia dell insegnamento, indipendentemente dalle modalità prescelte per la sua erogazione (in aula o in azienda), verrà affrontata nella fase successiva. Nella valutazione è importante definire i principi ed i criteri che saranno utilizzati. Lo stage introduce particolarità rispetto alle tradizionali azioni formative in termini di ambiente di apprendimento, di tutoring e di elementi da valutare. Anche l approccio alla valutazione è diverso. Nel caso di attività per lo sviluppo di aspetti orientativi e formativi generali, in cui il modello di comunicazione è uno a molti, per la valutazione si utilizzerà la somministrazione di questionari o la produzione di elaborati da parte degli allievi. Nel caso di attività per lo sviluppo di aspetti professionalizzanti, il canale di comunicazione è di tipo molti a molti e la valutazione si baserà sull osservazione dell interazione tra i partecipanti, sul loro modo di collaborare ed imparare insieme. In questo tipo di attività si possono sfruttare l analisi delle produzioni che vengono richieste agli allievi (diario di stage, brevi elaborati sui contenuti del tirocinio, progetti ecc.) e le rilevazioni condotte attraverso la somministrazione di questionari ai partecipanti. Inoltre, costituiscono aspetti chiave della valutazione, le caratteristiche individuali dei corsisti (competenze iniziali, aspettative, apprendimenti, ecc), l efficacia del supporto offerto dai tutor e dagli esperti, la risposta dei corsisti al particolare approccio metodologico di conduzione del tirocinio, i materiali utilizzati in relazione ai contenuti (libri, articoli, software), l ambiente di apprendimento nelle sue componenti locali (impresa, scuola, ecc.) e sociali e la modalità di comunicazione. Finalità da conseguire nella fase di valutazione e certificazione del percorso sono: valutazione dell attività di orientamento, anche mediante strumenti di autovalutazione; valutazione dell attività formativa, mediante la progettazione di appositi strumenti (anche di autovalutazione) specifici per istituto ed indirizzo; riconoscimento e validazione dell esperienza, conferimento della dichiarazione delle competenze. Attività Soggetti coinvolti Strumenti di lavoro Progettazione strumenti di valutazione sulle competenze trasversali e specifiche Valutazione del tutor aziendale ed autovalutazione dell allievo Collegio Docenti (POF) Allievo Tutor aziendale Vedasi cap. 7 Il nodo delle competenze Schede La proposta Pag. 11 di 17

12 Stesura relazioni per i Consigli di Classe e riconoscimento credito scolastico Rilascio di attestato da parte dell azienda/ente esterno validato dalla scuola di appartenenza Consiglio di Classe Collegio Docenti (POF) Azienda Tutor aziendale Confronto valutazione tutor az.le / autovalutazione allievo Scheda 30 Scheda 31 Punti critici rilevati: 1. Modalità di valutazione ed autovalutazione In genere valutazione del tutor aziendale ed autovalutazione vengono effettuate sulla base di questionari. In alcuni Istituti è poi chiaro come gli stessi siano analizzati ed elaborati per produrre un risultato da trasmettere al Consiglio di Classe, in altri ciò è meno evidente. Onde evitare che si scada nella ritualità, gli organi collegiali dovrebbero darsi (eventualmente tramite il POF) regole comportamentali uniformi e verificabili. 2. Strumenti per la validazione ed attestazione delle competenze Anche in questo caso le valutazioni vengono effettuate in genere sulla base di questionari. Progettare strumenti di valutazione specifici, con dati variabili per specializzazione, a seconda dell anno di corso è un imperativo al quale gli istituti aderenti alla rete dovrebbero provvedere. Il capitolo il nodo delle competenze analizza proprio questo aspetto cruciale dell esperienza di tirocinio. 3. Attribuzione dei crediti La legislazione prevede attualmente la possibilità di attribuire crediti scolastici (qualora il tirocinio faccia parte a pieno titolo del corso di studi) o crediti formativi (nel caso di stage facoltativi). Onde evitare eccessive discrezionalità ai Consigli di Classe, ma soprattutto per garantire uniformità nel trattamento di situazioni simili, il Collegio Docenti dovrebbe esprimersi al proposito, emanando linee di condotta condivise e da applicarsi nella totalità dei casi. La necessità di inquadrare il problema in una cornice unitaria appare ancor più manifesta se si pensa che, in sede di scrutinio nel precedente a.s., un Consiglio di Classe di un Istituto aderente alla rete ha preso in considerazione l ipotesi di attribuire crediti già per la semplice partecipazione, peraltro obbligatoria, al tirocinio (sic). La proposta Pag. 12 di 17

13 5. - Valutazione e rendicontazione del progetto La valutazione è un processo parallelo al progetto che assume diverse caratteristiche a seconda dell oggetto sottoposto a valutazione, dei tempi e delle modalità adottate. Per questo si suole parlare di valutazione ex ante (relativamente alla formulazione del progetto ), in itinere (durante la realizzazione), ex post o finale per la verifica dei risultati o, meglio del valore aggiunto che il progetto ha determinato. Questo aspetto della valutazione si riferisce essenzialmente alla realizzazione del progetto ed alla sua qualità organizzativa con riguardo al soddisfacimento dei bisogni e delle aspettative dei partecipanti, al raggiungimento degli obiettivi prefissati, all adeguatezza dei metodi e dei materiali, della durata e dell articolazione degli stage nonché degli aspetti logistici ed organizzativi tra cui il rapporto costo-benefici. Per quanto riguarda i risultati attesi in termini di cambiamento che il progetto produce, possono essere utilizzati indicatori, da inserire nel momento della progettazione, quali la riduzione del tasso di dispersione, la sperimentazione di modalità innovative per l individuazione degli interventi, l acquisizione di nuove competenze trasversali e specifiche, l impatto sulle componenti interne all istituzione scolastica (organizzazione, docenza, strutture ecc.) e sulle componenti esterne (famiglie, territorio, aziende, enti locali). Finalità da conseguire nella fase di valutazione e rendicontazione del progetto sono: valutazione del raggiungimento degli obiettivi del tirocinio, al fine di un eventuale futura riformulazione nel caso non avesse soddisfatto le richieste dell utente; rendicontazione amministrativo-contabile e liquidazione delle spese sostenute; rilevazione degli esiti occupazionali e dei risultati in termini di placement del tirocinante Attività Soggetti coinvolti Strumenti di lavoro Progettazione strumenti di valutazione e somministrazione ai soggetti coinvolti Rendiconto contabile e liquidazione delle spese sostenute Rilevazione (a distanza di tempo) degli esiti occupazionali e verifica della pertinenza col percorso di studi Docente orientatore Tutor aziendale Allievo Direttore SGA Allievo Consiglio d Istituto Docente orientatore Ex-allievi Incontri Colloqui telefonici Schede Scheda 34 Intervista telefonica/questionario Scheda 35 La proposta Pag. 13 di 17

14 Punti critici rilevati: 1. Strumenti di valutazione del progetto rituali o mancanti Quando previste, tali valutazioni sono pensate ricorrendo ad appositi questionari. Non è però chiaro come gli stessi siano analizzati ed elaborati per produrre un risultato da conservare e diffondere quale esperienza comune all interno dell Istituto (o della rete). Anche qui è presente il pericolo di scadere nella ritualità, senza ottenere risultati tangibili, per cui gli organi collegiali dovrebbero darsi regole che consentano la socializzazione e riutilizzazione dell esperienza. 2. Coordinamento con le discipline del corso di studi Il progetto di tirocinio dovrebbe, nelle intenzioni, fornire alle istituzioni scolastiche utili informazioni circa l opportunità di adeguare, integrare o modificare i curricoli dell area professionalizzante, ma non solo. La legislazione sull autonomia scolastica rende questi passaggi più facili che non in passato, ma si denota comunque una certa riluttanza al proposito. Il ragionamento non si limita all area professionalizzante, ma anche alle discipline comuni: dall introduzione di elementi di legislazione del lavoro in diritto, alla promozione della micro-lingua professionale nello studio di uno o più idiomi stranieri; dalla stesura di curriculum e domande di assunzione quale esercitazione di italiano, a studi di geografia e storiografia economica, anche locale. Un esempio: la relazione finale che gli allievi stilano al termine dell esperienza di tirocinio potrebbe rientrare tra gli argomenti di un tema di lingua italiana. 3. Rendicontazione amministrativo-contabile non vista come centro di spesa Le tipologie di spesa che afferiscono ad un progetto di tirocinio incidono in uscita sul Piano Annuale relativamente a voci diverse: spese amministrative generali A1, spese di funzionamento didattico A2, spese di personale A3, nonché eventuali progetti ad hoc. Questa modalità di rendicontazione, pur essendo normativamente corretta, non consente di analizzare unitariamente e globalmente il progetto di tirocinio. Tutte le considerazioni sul costo e sul rapporto qualità/prezzo sono quindi rese vane da questa impostazione del bilancio, che non consente neppure di conoscere la spesa dello stage di un singolo allievo.veder il tirocinio come un progetto a sé stante è forse eccessivo, benché non impossibile; potrebbe essere già sufficiente analizzarlo come centro di spesa unitari. 4. Liquidazione delle competenze farraginosa Indennità di missione, rimborsi chilometrici ed eventuale compenso incentivante per i docenti non sempre vengono liquidati in tempi congrui, cosicché i tutor scolastici a volte si vedono costretti a conservare per lungo tempo fotocopie e scartoffie varie, nonché sollecitare il dovuto. Anzi, proprio l eventuale compenso accessorio, rientrando tra le voci oggetto di contrattazione integrativa, nell Istituto con il maggior numero di tirocinanti da tempo viene liquidato nell anno scolastico successivo alle attività svolte! La proposta Pag. 14 di 17

15 5. Mancata rilevazione a distanza di tempo degli esiti occupazionali Gli esiti occupazionali del corso di studi dovrebbero essere regolarmente monitorati. Un possibile metodo è quello dell invio di appositi questionari a domicilio agli ex-allievi, anche e soprattutto quelli che hanno concluso da lungo tempo il percorso di studi, con busta pre-affrancata per la risposta. Un altro è quello dell intervista telefonica. In entrambi i casi, oltre alla corrispondenza tra gli studi effettuati e la professione esercitata, va analizzata l utilità delle esperienze di alternanza scuola-lavoro. La proposta Pag. 15 di 17

16 6. - Diffusione dei risultati Diffondere i risultati del progetto permette la creazione di un clima favorevole alla ripetizione dell esperienza sul versante dei potenziali utenti, del personale scolastico che la deve gestire e delle aziende o degli enti potenziali sedi di tirocinio/stage. Inoltre consente l'attivazione di processi di trasferimento dell esperienza e della metodologia adottata ad altri contesti nonché lo stimolo ad un allargamento dell esperienza ad altri ambiti (della stessa scuola o di altre scuole). Finalità da conseguire nella fase di diffusione dei risultati sono: creazione di un archivio di documentazione; socializzazione dell esperienza all interno della scuola; socializzazione dell esperienza sul territorio Attività Soggetti coinvolti Strumenti di lavoro Raccolta, catalogazione e sistematizzazione dei progetti realizzati, degli strumenti operativi utilizzati, dei materiali prodotti Raccolta dei dati relativi alle aziende ed agli enti partecipanti, con l inserimento di dati sensibili in una scheda descrizione azienda, utile per le fasi di pianificazione, promozione e progettazione dell esperienza Comunicazione dei risultati di progetto agli organi collegiali nonché ai soggetti coinvolti e ai mass-media Inserimento dell esperienza sul sito web della scuola Organizzazione di incontri tra i partecipanti ai tirocini ed i potenziali nuovi utenti Eventuale promozione di convegni sul tema Segreteria Segreteria Dirigente Scolastico Collegio Docenti (POF) Aziende Regione Sindacati Associazioni di categoria Stampa Docente incaricato Segreteria Ex-allievi Allievi Docente orientatore Consiglio d Istituto Associazioni di categoria Gestione opportuna dell archivio scolastico Produzione di un eventuale database interattivo Scheda 36 Inserimento nel POF Scheda 38 Selezione dei dati da inserire, riassunti nella scheda 37 Inserimento all o.d.g. delle riunioni di presentazione ai nuovi iscritti La proposta Pag. 16 di 17

17 Punti critici rilevati: 1. Raccolta e sistematizzazione archivio storico La documentazione prodotta dopo un progetto di tirocinio viene in genere archiviata. Onde evitare che l archiviazione debba intendersi nell accezione meno utile del termine, ossia limitarsi al deposito temporaneo di documentazione cartacea senza più alcuna utilità in attesa dell ineluttabile eliminazione, è necessario pensare anzitutto ad una raccolta ordinata e sistematizzata del materiale prodotto, meglio ancora se su supporto informatico. Questa fase non può prescindere dal fattivo apporto del personale a.t.a. 2. Scheda descrizione azienda non adottata Con riferimento all archivio del punto precedete, uno degli aspetti che dall analisi dello stato attuale di organizzazione dei tirocini appare più carente è la conservazione di dati relativi alle aziende presso cui si sono tenute esperienze di tirocinio I database che i singoli Istituti redigono si limitano a contenere i dati anagrafici e fiscali, o poco più, dei soggetti ospitanti. Nulla viene registrato quale indicatore dei tirocini eventualmente svolti: dal numero di esperienze di stage, all anno di avvio della collaborazione; dalla tipologia di inserimento lavorativo, alle competenze conseguibili dagli allievi; dalle conoscenze effettivamente acquisite dagli allievi, ai possibili sbocchi occupazionali nell azienda stessa; dal livello di soddisfazione del soggetto ospitante rispetto alla scuola e all allievo, all appagamento del tirocinante. È chiaro che uno strumento di questo genere, proposto in dettaglio in un prossimo capitolo, razionalizzerebbe le scelte e gli abbinamenti successivi, mettendo in condizione di operare positivamente qualunque docente dovesse assumersi l incarico di tutor scolastico. 3. Mancata socializzazione dell esperienza Quello dei tirocini è un progetto di tutto l Istituto, ma che spesso viene relegato ai tutor, praticamente mai docenti dell area comune, spesso insegnanti tecnico pratici laddove esiste questa specifica figura professionale. È indispensabile che l esperienza venga socializzata, anche per pervenire alla sensibilità necessaria a comprendere eventuali necessità di revisione dei curricoli, magari proponendo la figura di tutor scolastico anche a docenti dell area comune. 4. Ridotta diffusione dei risultati sul territorio Comunicati stampa, pubblicazioni ad hoc, diffusione sul sito web d Istituto, organizzazione di convegni sono strumenti utilizzabili per la diffusione dei risultati sul territorio, per ora oggettivamente trascurata. La proposta Pag. 17 di 17

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