La paura delle decisioni

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1 GIORGIO NARDONE La paura delle decisioni Come costruire il coraggio di scegliere per sé e per gli altri

2 IN REGALO AI LETTORI I PRIMI 3 CAPITOLI DEL LIBRO LA PAURA DELLE DECISIONI CAPITOLI 1. Le forme della paura di decidere 2. La paura di sbagliare La paura di non essere all altezza

3 giorgio nardone la paura delle decisioni

4 Premessa Esistono ben poche realtà universali come il timore di assumersi la responsabilità di decisioni importanti: la paura di decidere si può osservare a tutte le latitudini e in qualsiasi cultura, società e ceto, tra gli intelligenti e i meno dotati, i ricchi e i poveri e persino tra i potenti. Si tratta infatti di una prerogativa umana che si è sviluppata, come ci indicano gli antropologi, di pari passo con la capacità di pianificare le proprie azioni e gestire l ambiente circostante: quanto più è andato crescendo il suo potere sulla natura e sugli eventi, tanto più l uomo si è trovato nelle condizioni di prendere decisioni complesse. Paradossalmente, infatti, più la conoscenza e le capacità operative aumentano, permettendoci di risolvere problemi e controllare meglio la realtà, più i nostri dilemmi si complicano. La complessità della dinamica tra l individuo e la realtà, infatti, non si riduce, come ingenuamente si potrebbe pensare, ma aumenta progressivamente con l incremento delle conoscenze scientifiche e delle appli- 5

5 cazioni tecnologiche. Pertanto, rispetto ai suoi antenati l uomo moderno si trova a dover prendere decisioni molto più complesse e numerose. Inoltre il progresso, promuovendo forme di associazione tra gli individui, ha condotto alla strutturazione di società più evolute e funzionali, ma anche più complicate da gestire. Per questo l uomo ha dovuto sviluppare forme di gestione delle decisioni sociali oltre che individuali. Il carico delle responsabilità di chi deve decidere è divenuto mano a mano sempre più pesante e nello stesso tempo le possibilità di scelta si sono progressivamente incrementate anche per l uomo comune. Se questo rende più liberi, complica anche la decisione tra molte opzioni a disposizione: si tratta del paradosso per cui più possibilità si hanno, più si riduce la nostra capacità di operare una scelta. Ai due paradossi descritti se ne aggiunge un altro: quello relativo all effetto debilitante del benessere sociale sul senso di responsabilità individuale, che a sua volta diminuisce. I modelli sociali e familiari protettivi inducono all evitamento delle responsabilità personali e alla loro crescente delega: più una società garantisce agiatezza ai suoi membri, più questi si adagiano sulla delega delle decisioni. «Le abitudini ci asserviscono dolcemente», e lo fanno quanto più sono comode: la comodità di delegare l onere delle responsabilità ad altri e di rifuggire dal timore di dover decidere è diventata un costume sociale oltre che una propensione individuale. 6

6 Tuttavia, purtroppo e per fortuna, anche la più agiata delle esistenze, prima o poi, obbliga a compiere scelte e ad assumere decisioni: chi non si dimostra all altezza va in crisi o soccombe sotto un peso insostenibile. Già tutto questo sarebbe sufficiente per evidenziare l importanza del tema della paura delle decisioni e del suo superamento. Se a ciò si aggiunge il fatto che chi copre i ruoli sociali che «contano» deve essere in grado non solo di decidere ma anche di farlo al meglio e in fretta, soprattutto quando si è responsabili degli altri, appare davvero utile se non indispensabile occuparsi di questo importante fenomeno. La mia ormai trentennale esperienza in qualità di ricercatore e psicoterapeuta specializzato nel trattamento dei disturbi fobici ossessivi e compulsivi, così come di consulente, formatore e problem solver in campo manageriale, artistico e sportivo, mi pone in una posizione privilegiata per la trattazione di un argomento trasversale quale quello della difficoltà di decidere come effetto di paure, angosce o ansie o del mancato apprendimento di vere e proprie incapacità strategiche. Chi deve operare decisioni cruciali deve essere in grado in primis di gestire le proprie percezioni-emozioni più primordiali, la più importante delle quali è la paura, ed essere in possesso delle competenze necessarie all esecuzione al meglio del suo compito. A tal fine, questo libro presenta innanzitutto una sorta di classificazione della psicopatologia del decidere, frutto del lavoro svolto 7

7 su questo tema negli ultimi anni in contesti molto differenti tra loro come l attività clinica, le consulenze aziendali e istituzionali, i seminari e workshop professionali e il lavoro sulla performance individuale e di squadra. Lo scopo è chiarire al lettore quali siano le forme di disagio di chi deve decidere, analizzando prima le componenti più viscerali come appunto la paura e le sue varianti sintomatologiche, per poi osservare le differenti forme di decisione e come queste richiedano particolari capacità per essere operate al meglio. Viene quindi trattato l intervento sulle forme di paura di decidere, evidenziando gli stratagemmi più efficaci nel guidare le persone a superare i propri limiti. A questa parte, che potremmo definire terapeutica per la paura delle decisioni, segue un ultima trattazione relativa alle competenze e abilità necessarie all acquisizione della capacità di decidere al meglio anche nelle condizioni più critiche. Come dice Emil Ciòran: «ogni problema svela un mistero che a sua volta è svelato dalla sua soluzione». Infine, vengono narrate alcune storie esemplari dell incapacità di decidere, superata attraverso un aiuto mirato sia sulle caratteristiche della persona, sia sulle particolarità della decisione da prendere. A questo riguardo le parole di Friedrich Nietzsche sono davvero illuminanti: «Pochi uomini in generale hanno fede in se stessi, e di questi pochi gli uni ricevono la fiducia in sorte come utile cecità o come parziale ottenebramento del loro spirito (che cosa scorgerebbero se potessero 8

8 vedere se stessi fino in fondo!); gli altri se la devono prima di tutto conquistare; tutto quello che essi fanno di buono, di valente, di grande è in primo luogo un argomento contro lo scettico che dimora in essi: si tratta di convincere o di persuadere costui, e per questo occorre quasi del genio». 9

9 Le forme della paura di decidere Decidere rappresenta sempre un azzardo, così come scegliere espone a continui rischi, ma nessuno può evitare del tutto questa condizione esistenziale spesso decisamente scomoda. Esistere, infatti, significa «star fuori» ed «essere esposti», e già questo indica il «rischio» di agire esponendosi nel mondo, ma anche senza il bisogno di scomodare l etimologia tutti concorderanno sul fatto che la vita ci obbliga continuamente, che lo vogliamo o no, a prendere decisioni e a operare scelte. Il soggetto si mette in gioco come artefice del proprio agire e spesso di quello delle persone che lo circondano. Diviene responsabile, attraverso le sue decisioni, della propria esistenza e di quella di coloro che dipendono da lui. Da questa grande responsabilità derivano le paure connesse all atto di decidere o di scegliere, tra diverse opportunità, la migliore. Queste paure si presentano sotto forme diverse, alcune addirittura opposte nelle motivazioni come negli effetti. Pertanto, il primo pas- 11

10 so consiste nell analisi delle varie forme della paura di decidere. La classificazione che segue è il frutto, oltre che della mia attività clinica, di una profonda ed estesa disamina dei resoconti relativi al disagio da decisione e scelta di individui la cui professione comporta la presa di decisioni: leader, dirigenti, manager, commissari tecnici, responsabili di équipe mediche, direttori di ricerca, che negli ultimi cinque anni hanno partecipato a corsi e seminari da me tenuti su questo tema allo scopo di offrire loro strategie e tecniche particolarmente efficaci per il superamento e la gestione della paura delle decisioni. Questa sorta di nosografia vuole essere una «mappa» che, come suggerisce Alfred Korzybski, «non è il territorio», ma uno strumento che permette di agire efficacemente in esso evitando i pericoli e il rischio di perdervisi dentro. Come nel caso dei criteri diagnostici, ogni tipologia si presenta, sulla base dei suoi effetti sintomatici, in forma lieve, media e severa: un percepire e agire sano può trasformarsi in insano se si irrigidisce in copioni di risposte che, non adattandosi alle necessità, divengono disadattive. L incremento quantitativo oltre una certa soglia produce infatti salti qualitativi, come un ponte che oltre una certa ampiezza della sua curvatura non regge e crolla, o una nave che oltre un certo tonnellaggio si spacca in due. Concludo precisando che ciò che segue non vuole essere certo una 12

11 rigida nosografia della paura di decidere come forma di psicopatologia, bensì uno strumento che permetta una maggiore «consapevolezza operativa» per chi deve fare i conti con tale problema e i suoi esiti sia sul piano dell effettiva sintomatologia psicofisica sia su quello delle difficoltà e dei disagi comportamentali, relazionali e di prestazione personale. 13

12 La paura di sbagliare La paura di sbagliare è forse la più ricorrente tra le tipologie di timore di fronte al rischio di una decisione: quanto più questa è cruciale, tanto più l esitazione si fa pressante fino a diventare paralizzante. Non a caso, infatti, chi ricopre un ruolo di grossa responsabilità è più esposto al rischio di arrendersi a causa dello stress. Il timore di commettere errori di valutazione o di decidere fuori tempo rappresenta un dubbio lancinante, che tiene il soggetto responsabile in uno stato simile a quello di colui che è di fronte a un plotone d esecuzione con i fucili spianati pronti a fare fuoco. Il lettore immagini di essere nei panni di chi deve decidere, in un caso di rapimento di ostaggi, se cedere alle richieste dei rapitori o rischiare l uccisione delle vittime; oppure di una donna che ha in corso una gravidanza indesiderata, frutto di una relazione clandestina, che all insaputa del marito deve decidere se tenere o no il figlio; del partner tradito che deve decidere se interrompere la relazione; dell ufficiale che deve decidere chi tra i suoi uomini inviare in una missione suicida; del datore di lavoro che, a causa della crisi, deve licenziare, scegliendo tra persone fedeli e affidabili; o di chi, infine, si trova a scegliere tra aspirazioni di lavoro diverse 14

13 ma che offrono tutte grandi opportunità di guadagno e soddisfazioni. Ognuno è un caso a sé, ma tutti sono caratterizzati dalla responsabilità di una scelta da cui non si può recedere: se fosse possibile tornare sui propri passi, si potrebbe procedere per tentativi correggendo progressivamente il tiro. La realtà degli ultimi decenni, che spesso supera anche la più fervida fantasia, ci mostra come anche chi non ricopre ruoli cruciali può soffrire in modi davvero torturanti del timore di prendere una decisione sbagliata. Per quanto sembri sconcertante, può soffrire di più chi deve decidere tra due partner rispetto a chi deve assumersi la responsabilità della vita o della morte, poiché quest ultimo di solito è bene addestrato alla valutazione delle opzioni e al controllo delle proprie emozioni. Pertanto, ciò che rende la paura di prendere una decisione sbagliata una vera e propria tortura non è la situazione oggettiva, ma la percezione da parte del soggetto che deve decidere, e questa percezione dipende dalle sue caratteristiche personali e dalle sue capacità acquisite. Come ammoniva Epitteto: «Non sono i fatti in sé che turbano gli uomini, ma i giudizi che gli uomini formulano sui fatti». Esiti sintomatici Forma lieve: costante indecisione, tempi prolungati nell agire; ricerca del supporto altrui, ansia elevata pri- 15

14 ma di decidere, angoscia eccessiva in attesa degli effetti delle scelte attivate. Forma media: indecisione limitante l efficienza professionale e personale; tempi dilatati prima di agire e, in casi di criticità, incapacità di decidere. Delega ad altri della responsabilità, ansia costantemente elevata, angoscia relativa non solo agli effetti delle scelte agite, ma anche riguardo alla perdita del proprio ruolo. Forma severa: blocco dei processi decisionali, totale invalidazione, evitamento o fuga dalla condizione di dover decidere, delega o ricerca di rassicurazione, attacchi di panico ed episodici momenti depressivi. 16

15 La paura di non essere all altezza La paura di non essere all altezza di assumersi la responsabilità di decidere è sicuramente una delle forme più frequenti di timore di fronte a scelte importanti. Come appare immediatamente chiaro, ciò ha molto a che fare con l autostima, ovvero con quanto ci riteniamo capaci di valutare al meglio le cose e quanto ci sentiamo in grado di sostenere il peso delle decisioni assunte e dei loro effetti. Pertanto, in questo caso, la lotta è tutta tra il sé e il sé. I fattori esterni sono un corollario non determinante, tanto che, spesso, anche chi ha avuto ripetute dimostrazioni delle proprie capacità decisionali e operative continua a essere perseguitato dall idea del ruolo che deve esercitare. In un precedente testo dedicato al dubbio patologico (Nardone, De Santis, 2011) abbiamo definito questa forma con la figura del «persecutore interno», ovvero la voce e i pensieri ricorrenti che minano la fiducia nelle proprie risorse e capacità personali. Appare chiaro che se la persona si trova costantemente a combattere contro le svalutazioni del suo persecutore interno, quando dovrà operare scelte, i dubbi si faranno più atroci e la lotta interiore ancora più estenuante. Chi è afflitto da questa forma di paura nella sua espressione più severa tende a 17

16 evitare ruoli di responsabilità e a prendere decisioni di scarsa importanza, delegando agli altri l onere delle vere scelte. Ma a uno sguardo più attento emerge un aspetto apparentemente paradossale: molti tra coloro che sono in questa condizione spesso giungono a ricoprire ruoli di responsabilità, poiché si impegnano molto più di coloro che non devono dimostrare ogni giorno a se stessi il proprio valore. Ma è esattamente il loro successo a esporli al timore di non essere all altezza di compiti che appaiano sempre più impegnativi. In altri termini, la dinamica che viene a costituirsi è quella per cui, per dimostrare a me stesso che valgo, lo dimostro in maniera eclatante agli altri e al mondo; ottengo così fiducia, stima, meriti e premi innalzando le aspettative altrui, e ciò conduce all incremento della responsabilità da assumere. Una sorta di gioco perverso per cui più ho successo nel vincere con il mio persecutore interno, più gli offro la possibilità di perseguitarmi, perché le responsabilità e i rischi decisionali aumentano in misura delle aspettative altrui nei miei confronti, proprio grazie ai risultati raggiunti. Come evidenziava ironicamente Paul Watzlawick, quello che il soggetto ottiene è un «successo disastroso». Esiti sintomatici Forma lieve: la persona entra in ansia di fronte alle decisioni e ciò la conduce ad analizzare ripetutamente pos- 18

17 sibilità, fattori e rischi prima di operare qualsiasi scelta; cerca di organizzare al meglio le cose, tende a rimandare finché può, poi decide e agisce; attende con timore gli esiti delle scelte operate. Forma media: il soggetto cerca di delegare ad altri la responsabilità; se costretto ad assumerla, la rimanda il più possibile cercando rassicurazione ai propri dubbi attraverso il supporto relazionale oltre che tecnico; i dubbi sono laceranti e l ansia e il timore conducono a momenti di crisi depressiva; spesso la decisione viene presa all ultimo momento, talvolta in ritardo; l angoscia per gli esiti delle scelte operate è logorante. Forma severa: i dubbi continui e la sfiducia nelle proprie risorse invalidano la capacità di decidere e operare scelte; si manifestano frequenti attacchi di panico e stati depressivi; costante è la ricerca di protezione e di delega ad altri. 19

18 Indice Premessa 5 Le forme della paura di decidere 11 La paura di sbagliare 14 La paura di non essere all altezza 17 La paura di esporsi 20 La paura di non avere o di perdere il controllo 23 La paura dell impopolarità 27 Si costruisce ciò che poi si subisce 31 Le forme del soffrire le decisioni 35 Paura, ansia, panico 36 Angoscia e crisi depressive 38 Stress e tensione emotiva 40 Ossessioni, compulsioni e dubbio patologico 43 Né il comprendere né il reprimere sono risolutivi 45 Tipologie di decisioni 47 Il percepito è nella mente di chi osserva 47 Decisioni critiche 49 Decisioni difficili 51 Decisioni complesse 53 Decisioni estreme 54 Decisioni istintive

19 Decisioni inevitabili 57 Il coraggio e la determinazione a decidere 59 Gestire la paura delle decisioni 61 Strategie e stratagemmi per superare la paura e gestire l ansia da decisione 63 Strategie e stratagemmi per l angoscia da decisione 68 Strategie e stratagemmi contro lo stress da decisione 70 Strategie e stratagemmi per dubbi ossessivi e compulsioni da decisioni 73 Competenze e abilità decisionali 77 Competenza decisionale 77 Abilità decisionale 80 Autoinganni e decisioni 89 Storie 95 Il formatore che non voleva più sbagliare 95 L economista insicuro dei conti 99 Il calciatore troppo costoso 102 Il combattente che indugia 106 Chi è meglio tra i due 111 Conclusioni 115 Bibliografia

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