Intervista. Come nasce e si sviluppa? Ce lo racconta Marco Crola N 406 / di informazione per il personale del Gruppo Pirelli in Italia

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1 Storie difabbrica Intervista HR Intranet de-complexity Interviste a cinque colleghi p. 2-3 omologazione Come nasce e si sviluppa? Ce lo racconta Marco Crola Senior Vice-President Original Equipment p. 5 NASCE UNA MAMMA E UN PAPà Parliamo delle iniziative per i genitori al lavoro p. 6 :passion Su On Air: uno spazio dedicato alle passioni, raccontaci la tua p. 7 Pubblicazione non in vendita Reg. Trib. Milano n del 3/12/1949 F&N Periodico N 406 / 2014 di informazione per il personale del Gruppo Pirelli in Italia De-complexity: la strada per la gestione della complessità D e-complexity, ovvero semplificazione. Detto così sembra chiaro, logico e molto semplice, ma rendere più facili e più snelli i processi aziendali in tutte le loro fasi non è cosa da poco e implica un grande lavoro e un costante impegno da parte di tutti. In un mondo che si muove velocemente, le aziende diventano, giorno dopo giorno, sempre più complesse e gli effetti rischiano di essere decisamente rilevanti se tutto questo non è ben gestito. Da anni è in corso in Pirelli un progetto di decomplexity che, nato con l obiettivo principale di standardizzare le mescole, da circa un anno è stato esteso a tutte le funzioni aziendali chiamate a concorrere alla creazione di valore: dal mercato all allocazione passando per materiali, prodotto, processi fino alla gestione ed esecuzione in fabbrica. L innovazione e la sempre più veloce introduzione di nuovi prodotti generano complessità; per esempio, il numero di codici in gamma prodotti simultaneamente comporta perdite di efficienza e maggiori costi. È necessario, pertanto, che ci sia un momento Udo Kuhlmann, responsabile del progetto de-complexity in Pirelli ci spiega cosa significa, cosa comporta e quali vantaggi porta all azienda per verificare se le stratificazioni, la gamma, i ruoli e i processi siano ancora validi ed è fondamentale eliminare gradualmente i prodotti non più utilizzati, perchè con scarsi volumi oppure senza margine, anziché trattarli come i nuovi introdotti in gamma. Inoltre, gli adattamenti al mercato, le personalizzazioni e l estensione delle linee di prodotto, mantenendo in produzione tutti i codici sia vecchi che nuovi, seppure con l intenzione di generare una crescita di fatturato, comportano, invece, il rischio di inefficienze con una potenziale erosione del margine. Per fronteggiare tutto questo nel migliore dei modi, con il supporto del Top Management, ci siamo dati un obiettivo: gestire la complessi- tà necessaria per realizzare i nostri prodotti - che chiameremo buona complessità - ed eliminare quella non necessaria - cattiva complessità - secondo la nostra strategia Premium. Le scelte strategiche a monte e il programma di standardizzazione conseguente sono diventati un progetto reale di de-complexity o, se vogliamo, un progetto per meglio gestire la complexity. Prendiamo, come esempio, il segmento car: dal 2005 al 2011 abbiamo registrato un incremento moderato in termini di volumi e di numero di codici, ma negli anni successivi si è riscontrato un importante aumento di codici presenti nel portfolio. E le previsioni dei prossimi anni confermano questa tendenza. Complicare è facile, semplificare è difficile Bruno Munari Mentre la richiesta di maggiori volumi può essere gestita incrementando la capacità attraverso programmi efficienti di produzione, oppure con la realizzazione di nuove fabbriche (come è stato fatto in Romania, Messico e Russia), più complesso è gestire la proliferazione di prodotti in gamma che derivano da specifiche richieste fatte dai clienti che, sempre più, si rivolgono al segmento Premium. Questo è solo un esempio per capire quanti siano i processi da monitorare e le aree sulle quali intervenire. Ed è evidente che un progetto di de-complexity è stato ed è - un ottima opportunità per coinvolgere e ingaggiare le persone delle fabbriche su una delle principali priorità dell azienda, in particolare attraverso la creazione di numerosi gruppi di miglioramento (kaizen) a cui hanno partecipato tutti, dai responsabili agli operai. E i benefici che ne sono derivati sono noti e condivisi. Probabilmente i racconti dei colleghi che in prima persona hanno partecipato al processo di de-complexity nelle rispettive fabbriche sono la migliore testimonianza del successo del progetto.

2 2 F&N 406 giugno 2014 Storie difabbrica Cinque storie dalle fabbriche Pirelli De-complexity: CARLISLE Darren Irving Trainer PMS Settimo Torinese Ciro Sasso Trainer area vulcanizzazione Nel reparto vulcanizzazione il pit stop team dimezza i tempi per il cambio degli stampi. Ciro Sasso ci spiega come avviene. Ciao Ciro, iniziamo parlando di te: quando è cominciata la tua esperienza in Pirelli? Sono entrato in Pirelli nel dicembre del 2001 come operaio nell area vulcanizzazione. Progressivamente sono cresciuto in azienda fino a ricoprire il ruolo di istruttore. Di cosa ti occupi oggi? Oggi sono trainer nell area di vulcanizzazione. La mia attività consiste nel trasferire il know how di metodo e di processo ai colleghi che lavorano sulle macchine. In particolare l anno scorso abbiamo lavorato a un progetto importante che ha cambiato il modo di fare il cambio stampi. Parlaci un po più nel dettaglio di questo progetto. L anno scorso una delle priorità del Polo era quella di incrementare il numero di codici prodotti nel mese in vulcanizzazione, passando da 30 a 50 articoli. Per raggiungere questo obiettivo dovevamo ridurre al minimo il tempo di fermo macchina per set-up. Abbiamo creato un team interfunzionale chiamato pit stop team e, organizzando 4 kaizen week, cioè delle settimane dedicate a questo tema, abbiamo ridotto il tempo tecnico di cambio stampi da 12 h a 5,5 h. Di conseguenza il tempo medio di fermo per set-up è passato da 22 a 10 h. Siamo riusciti a raggiungere questo risultato lavorando sull ottimizzazione di tutte le fasi del cambio, applicando gli strumenti del Pirelli Manufacturing System. Come trainer avevo il compito di aiutare tutte le persone del gruppo cambio stampi anche nell attività di standardizzazione del miglioramento, divulgando la nuova procedura di set-up elaborata durante le kaizen week. Grazie a queste attività il Polo è riuscito a incrementare del 15% il numero di codici prodotti al mese, un vero record. Cosa hai imparato da questa esperienza? Ho imparato che non bisogna porsi limiti, ci sono sempre opportunità per migliorare il nostro lavoro e ogni giorno possiamo muovere dei passi verso l eccellenza. Il nostro collega di Carlisle, Darren Irving, ci illustra, in termini de-complexity, quanto costa alle volte accettare il cambiamento. Ciao Darren, per favore, intanto possiamo chiederti qualcosa di te, del tuo ruolo e della tua esperienza in Pirelli? Mi chiamo Darren Irving, ho 43 anni, sono sposato e ho 3 figli. Sono in Pirelli da 17 anni e ho cominciato come addetto al Carbon Black nell area Banbury. 18 mesi fa ho accettato la sfida di diventare Trainer di PMS (Pirelli Manufacturing System). Ero determinato a fare di PMS un successo. Raccontaci del vostro successo nella de-complexity? Nelle prime settimane pensavo fosse una missione impossibile, poi, pian piano, ho realizzato che il cambiamento poteva essere un traguardo raggiungibile. E infatti basta guardare dove siamo arrivati ora. Tra le varie attività che abbiamo organizzato voglio citare come esempio la kaizen week nell area Banbury dedicata ai tempi di ciclo. Ho guidato un piccolo team di 7 persone, tutte decisamente motivate e tra queste anche operatori, responsabili qualità e un subcontractor. Abbiamo iniziato la settimana parlando con tutti gli operatori, i team leader e i coordinatori dei turni. Con il loro aiuto e con un costante confronto abbiamo ridotto i tempi di esecuzione (di ciclo) da 16 a 8 minuti e i tempi d attesa da 14 a 0 minuti, e non con una simulazione, ma con un effettivo piano di lavoro. Abbiamo anche creato un supermarket per una parte di materiali in ingresso: durante la kaizen week da 20 tonnellate lo stock è passato a 8 tonnellate (l efficienza era bassa con una media di 70 punti; sul mese di aprile è risultata stabile a 83,3%). La qualità è migliorata con un ampia riduzione di scarti. Il punteggio del 100% datoci dall audit mostra il grande vantaggio del metodo/sistema PMS/Kaizen. E com è andata? La strada del successo è stata molto tortuosa, con tutta una serie di prove, di errori e molta pazienza. Una vera sfida. In sintesi la mia ricetta per il successo? C è bisogno di un pizzico di leadership nella PMS, di una buona dose di team proattivi, una confezione di Team Leader per la manutenzione preventiva, un Factory Manager capace di controllare alla perfezione la cottura e, ciliegina sulla torta, in cucina un coordinatore PMS davvero molto abile. Inoltre i gemba walk e le visite dei nostri colleghi di Milano ci hanno dato la possibilità di mostrare la nostra passione per il nostro lavoro. izmit Damla Kaner Responsabile delle attività de-complexity su materiali Nell unità turca il nostro responsabile de-complexity è Fatih Basol, ma vogliamo chiedere a Damla Kaner, responsabile delle attività de-complexity su materiali, cosa è stato fatto in tal senso. Ciao Damla, puoi raccontarci del tuo ruolo e della tua esperienza in Pirelli? Sono stata assunta in Pirelli a Dicembre Lavoro nel team di industrializzazione mescole. Da agosto 2012, sono responsabile delle attività di Design to Cost ovvero mi occupo di implementare in fabbrica le azioni di saving sulle mescole e delle industrializzazioni mescole Truck. Qual è stato il tuo approccio al lavoro di de-complexity? La prima volta che ne ho sentito parlare, ho pensato che sarebbe stato uno sforzo notevole per l azienda, ma certamente fondamentale. Sono stata contattata per fare un analisi del portfolio mescole di Izmit. Abbiamo quindi stabilito quali fossero le mescole che potevano essere sostituite, perchè a bassa criticità oppure perchè simili ad altre, e abbiamo definito una pianificazione dell attività.

3 F&N 406 giugno le esperienze dei dipendenti breuberg Alessio Secci e Ralph Adlon Responsabile della Pianificazione Industriale Responsabile della Qualità I colleghi di Breuberg ci raccontano quali novità hanno apportato nell area estrusione e i benefici ottenuti, anche in termini qualitativi. Alessio, Ralph, qual è il vostro ruolo in fabbrica? Sono Alessio Secci e sono responsabile della Pianificazione Industriale. Ed io sono Ralph Adlon responsabile della Qualità. Alessio, quali sono i principali miglioramenti in estrusione e quali i principali risultati? Lo scorso anno abbiamo imparato a riconoscere il valore-aggiunto della complessità, legato alle performance di prodotto e alle richieste del cliente, dal non valore-aggiunto legato a una inefficiente gestione del mix, riuscendo a trovare il giusto equilibrio tra la richiesta del cliente e la riduzione del numero di articoli in produzione e setup. La diminuzione dello scarto dalle linee di estrusione è stato il focus principale; abbiamo ottimizzato i parametri di programmazione per minimizzare il numero di cambi e aumentare il livello di stock. Inoltre, abbiamo insegnato ai colleghi a ottenere il massimo dall implementazione del nuovo standard. L obiettivo era di creare una sequenza di produzione che raggruppasse prodotti simili e che li monitorasse quotidianamente per attuare eventuali azioni correttive nell immediato. Insieme con R&D abbiamo impostato due target: ovvero realizzare una combinazione unica mescola/ estrusione e ridurre le mescole in portfolio. Entro la fine dell anno saranno conclusi tutti i trasferimenti di produzione richiesti (o necessari) e 8 combinazioni di mescole in trafila saranno eliminate. La generazione di scarto sarà ridotta del 39% e sarà dimezzata la mancanza di materiale in confezione. Ralph, come siete riusciti a migliorare la qualità dell estruso? Il primo passo è stato quello di rivedere le procedure operative standard, migliorate e adattate ai materiali attuali. Succesivamente sono stati divulgati i nuovi standard e sono stati monitorati gli indicatori di prestazione necessari per permettere un livello di stock più alto. È stato poi necessario controllare la capacità online: sono state installate nuove tecniche di misurazione investendo in scansioni laser sulla linea di produzione principale e, in collaborazione con R&D, abbiamo migliorato la qualità del prodotto finito. Il successo del progetto è stato condiviso con gli operatori e tutti sono stati formati sulle nuove apparecchiature. Questo ci permetterà di osservare in un solo turno la capacità degli strumenti, materiali e prodotti e di mettere in atto eventuali contromisure preventive. Cosa significa fare de-complexity nella fabbrica di Izmit? Per questa prima parte dell attività, significa diminuire il numero delle mescole di battistrada. A Izmit produciamo diversi prodotti, sia per car che per Truck e Motorsport. In aggiunta, abbiamo ancora in gamma molti prodotti Truck convenzionale. Tutto questo complica notevolmente il portfolio delle mescole perchè hanno formulazioni molto diverse fra di loro e, ovviamente, non sono intercambiabili. Per questo aspetto, la diminuzione del numero di mescole semplifica la gestione in fabbrica. Inoltre a volte succede anche che mescole non prodotte da lungo tempo vengano ripianificate. Non è garantito che le materie prime necessarie siano a magazzino e quindi le dobbiamo riordinare. Questo comporta ritardi e disagi organizzativi, quindi dobbiamo sempre garantire l aggiornamento del nostro portafoglio. Avere un numero inferiore di mescole semplifica quindi anche il magazzino di stoccaggio delle materie prime. Ci racconti qualche dettaglio? Per quanto riguarda la parte Car, per questa prima parte dell anno siamo focalizzati sulle mescole Summer: da 8 mescole si passerà a 4. Per il Truck, invece, la riduzione è prevista da 12 a 8 mescole. State incontrando delle difficoltà? No, l attività è stata ben condivisa sin dall inizio con i responsabili di prodotto. Questo aspetto ha garantito la coerenza sulle azioni e il rispetto dei tempi. Il programma consiste in prove di processo laddove richieste; discussione dei risultati; report; emissione della documentazione necessaria per il passaggio in normale produzione. Non tutte le attività sono terminate ma, al momento, stiamo rispettando la tempistica. slatina Daniel Butoi Responsabile della pianificazione in produzione Daniel Butoi ci racconta la sua esperienza di de-complexity nelle fasi produttive relative ai semilavorati e alla confezione. Daniel Butoi, 30 anni, lavora in Pirelli da 5 anni e, dal 2010, è responsabile della pianificazione in produzione. Ha iniziato come Project Leader per il progetto de-complexity, sempre in Slatina, coordinando l identificazione e l implementazione delle attività di de-complexity in fabbrica e il monitoraggio dei KPI. Innanzitutto abbiamo introdotto l uso del KANBAN per la pianificazione dell area semifinishing. KANBAN è un sistrema di pianificazione per una produzione snella che aiuta a migliorare e a mantenere alto il livello produttivo, ottimizzando i livelli di stock e la conseguente riduzione dei set-up. Ancora più in dettaglio, abbiamo analizzato i set-up in termini di tempo e scarto generato, decidendo di raggrupparli dopo la mescola principale che è il settaggio più importante e che determina tempi più lunghi e, soprattutto, una grande quantità di scarto. Con questi interventi, nell area semilavorati, abbiamo gestito la riduzione dell indice di rotazione (quante volte un codice viene prodotto nell arco di una giornata) e lo scarto generato, ma allo stesso tempo abbiamo incrementato l efficienza delle macchine ottenendo un maggior numero di pezzi prodotti. Dopo aver analizzato il processo in confezione, abbiamo capito che il punto principale su cui intervenire erano i set-up. Abbiamo distinto 3 tipi di set-up, con differenti tempi di intervento: cambio materiale senza intervento sulla macchina, vale a dire solo piccoli aggiustamenti senza fermo macchina; cambio larghezza con intervento sulla macchina e sul cambio materiale con un fermo macchina di circa 43 minuti; cambio misura con modifica totale dei tool macchina, con un fermo di circa 79 minuti. In altre parole, una procedura, chiamata clustering, che consente di ottenere tempi di set-up più brevi, programmati su cluster di macchine predefinite. A distanza di qualche mese, possiamo dire che importanti obiettivi sono stati raggiunti e il processo di de-complexity procede anche in altri reparti della fabbrica.

4 4 F&N 406 giugno 2014 Omologazioni tutti i passaggi per gestire al meglio un processo di omologazione replacement responsabili certificazioni omologazione tecnica responsabili produzione test indoor test indoor industrializzazione r&d Segmento Premium timing richieste dei clienti sistema inb Insert New Business valutazione opportunità offerta team esperti multifunzionali nuovo prodotto commercializzazione quale stabilimento attivare responsabili logistica profittabilità responsabili commerciali test outdoor test outdoor responsabili qualità LE OMOLOGAZIONI: UNA RELAZIONE DI SUCCESSO CON I CLIenti Abbiamo parlato con Marco Crola Senior VicePresident Original Equipment che ci ha spiegato come nasce e si sviluppa una omologazione e con quali tappe e tempi. F&N-406-EXE-18-giugno.indd 4 La sfida è immaginare il futuro risponde Marco Crola Senior Vice - President Original Equipment appiamo che le omologazioni sono fondamentali per lo sviluppo del nostro prodotto e del business e che al momento ne stiamo sviluppando centinaia. Sappiamo che le case auto che progettano e producono vetture prestige e premium ad alte prestazioni considerano gli penumatici un elemento prioritario, determinante, caratterizzante. Sappiamo che, in sostanza, il significato di un omologazione è mettere a punto una copertura su misura, che risponde perfettamente ai parametri chiesti dai costruttori per un determinato modello. Quello che, invece, forse non sappiamo è come nasce e si sviluppa un omologazione, con quali tappe e in che tempi, chi se ne occupa. Con Marco Crola Senior Vice-President Original Equipment - cerchiamo di fare luce e, come prima cosa, scopriamo che il processo di omologazione è lungo, complesso e coinvolge molte funzioni, dai mercati al R&D, dalla produzione al S commerciale, dalla logistica fino al replacement. E da dove si parte? Di solito sono le case automobilistiche, soprattutto quelle con cui abbiamo parternership consolidate che ci coinvolgono -talvolta in esclusiva altre volte con i nostri concorrenti - quando stanno cominciando a pensare e a progettare un nuovo modello; è in questa fase che ci inviano un capitolato tecnico con le specifiche della nuova fornitura e con la richiesta di una quotazione che si basa anche sulle prestazioni che di volta in volta ci vengono richieste (rolling resistance, frenata sul bagnato e sull asciutto, etc.) Come si sviluppa il processo all interno? Quali sono le tappe? Solitamente le richieste dei clienti (centinaia ogni anno) arrivano alle nostre Region e vengono inserite nel sistema I.N.B. (Insert New Business) che è a disposizione di tutte le 18/06/

5 F&N 406 giugno 2014 Dai clienti centinaia di richieste ogni anno. 5 funzioni aziendali coinvolte - i tecnici, la qualità, i responsabili delle certificazioni, la produzione, il commerciale, la logistica, il replacement, etc.- che la valuteranno ciascuno per la parte di propria competenza, e quindi a livello di volumi, di produzione, di distribuzione e, in ultima analisi, a livello economico per capire se possa essere più o meno interessante per la nostra azienda. È poi a tavolino che il team di esperti multifunzionali che si riunisce settimanalmente esamina le opportunità e le criticità dell offerta e decide se procedere o meno. Quali sono i criteri di scelta? La nostra strategia è molto chiara: il focus è il segmento Premium. Questo vuol dire che generalmente rifiutiamo fin dall inizio le richieste che non sono tali, ad eccezione dei mercati con caratteristiche particolari, come la Turchia e l America Latina. Se invece il progetto ci interessa, insieme decidiamo come procedere: quale stabilimento attivare e con quale tipo di tecnologia, con quali tempi ci si deve organizzare e poi se la richiesta possa essere interessante anche per il replacement, un aspetto fondamentale, perchè la profittabilità sta specialmente in questo segmento. Così possiamo dire che abbiamo percorso il primo tratto della lunga strada che ci porterà alla chiusura del processo di un omologazione. Superata questa prima fase, intervengono tutti coloro che si occupano dello sviluppo del prodotto, un cammino che culmina con i test indoor, ma soprattutto con quelli in pista. In tutti questi momenti i nostri tecnici e i vari responsabili si interfacciano con il cliente in modo che si possano via via raccogliere le loro osservazioni e individuare eventuali correttivi da apportare. Quindi, oltre alla professionalità, all esperienza, alle competenze tecniche, è necessario avere disponibilità, elasticità e capacità relazionali. A questo punto i giochi sono fatti... Non proprio. Una volta ottenuta l omologazione tecnica del cliente, si passa all industrializzazione, un passaggio delicato perchè impone che il prodotto che esce dalla fabbrica, che ne deve produrre decine di migliaia, se non addirittura milioni (come è il caso, ad esempio, di grandi gruppi, tipo Volkswagen), deve mantenere le stesse caratteristiche di quello realizzato in laboratorio, in fase di sviluppo. Pertanto, dopo l industrializzazione, si fanno nuovamente dei test, superati i quali il prodotto è finalmente pronto per il mercato e si passa alla commercializzazione e alla negoziazione ultima del prezzo. E nel frattempo sono passati anni da due a tre anni (!), precisa Marco Crola. La determinazione del prezzo sottolinea - è molto delicata, perchè già in fase inziale, quando viene calcolato a tavolino, si devono considerare, in termini di redditività, molti fattori: gli investimenti per lo sviluppo del prodotto, le condizioni di produzione, quelle di distribuzione, etc., cercando di prevedere, con anni di anticipo, i trend del mercato, i costi delle materie prime, quelli di produzione, i prezzi della concorrenza, etc.. Se da un lato, quindi, dati i tempi di sviluppo di un modello, ogni omologazione ci consente di pianificare con un discreto anticipo la progettazione e la produzione e capire se siamo attrezzati per far fronte a una domanda di grandi quantitativi, o eventualmente come dovremo oragnizzarci, dall altro la sfida è quella di lavorare sul futuro senza sapere quale sarà lo scenario economico, quale sarà il costo delle materie prime, quali i cambi, quale la situazione politico-economica del paese dove produrremo. Ne consegue che è altrettanto complesso ipotizzare la redditività del business. Il numero di contatti con i clienti e i progetti di successo sono prove tangibili che il nostro team lavora bene. Un ulteriore testimonianza che la strategia Premium è vincente è rappresentata dalla soddisfazione dei clienti e dalla redditività del Canale O.E. In sintesi: per ogni omologazione si lavora con grande anticipo; lavoriamo oggi su quanto si vedrà tra almeno due anni e, quindi, quanto vediamo oggi fa parte di un processo partito anni fa; ogni omologazione significa un ampio numero di figure professionali coinvolte, importanti investimenti, ottime relazioni con le case automobilistiche, capacità di leggere il mercato e di prevederne i trend di sviluppo. Prodotto giusto, al prezzo giusto nel canale giusto ne parliamo con Luca Frangi Product Marketing & OE after market Pirelli Se per lo sviluppo di un omologazione ci vogliono in media circa tre anni per passare dalla richiesta del cliente al mercato, per il ricambio replacement - dobbiamo tenere conto che da quando inizia lo sviluppo di una gomma per un nuovo modello a quando le vendite ricambio avranno volumi di un certo interesse passano ben cinque anni. Dobbiamo tener conto del fatto ci dice Luca Frangi, product marketing & OE after market che mediamente la fase del ricambio ha inizio circa 2 o 3 anni dopo il lancio di un nuovo modello di auto". Ragione per cui al tavolo dei decisori di una nuova omologazione siedono anche i colleghi del ricambio, per valutare quali ricadute economiche possa avere ogni singola richiesta dei clienti e per analizzare le ragioni che possono indurre anche loro ad accettarla. Per il ricambio valgono spesso le motivazioni dell equipaggiamento originale, vale a dire che anche per questo comparto prevale la strategia del Premium, contano i rapporti preferenziali e consolidati con alcune case auto in particolare e spesso una richiesta che non sembra essere particolarmente conveniente per il primo equipaggiamento, diventa, invece, importante e remunerativa, per il ricambio, e per questo accolta. Quell ambìto simbolo personalizzato impresso sugli pneumatici che identifica le diverse case automobilistiche (la sigla AO per Audi, MO per Mercedes oppure la stellina per BMW) rappresenta un valore aggiunto per tutti: case auto, rivenditori, consumatori e, naturalmente, anche per Pirelli. E l obiettivo è proprio che venga considerato tale anche dopo che si sia usurato il primo equi- paggiamento e che si ambisca mantenerlo con le gomme nuove. Si intuisce, pertanto, che diventa ancora più complesso riuscire a valutare e a prevedere come sarà il mercato, quale l orientamento dei consumatori, quali le scelte dei concorrenti che, come noi, puntano molto a corteggiare ogni singolo automobilista che deve cambiare pneumatici. Per quanto ogni omologazione possa fare da traino anche per il ricambio, tiene a sottolineare Luca Frangi, questo non vive solo di primo equipaggiamento. Pure nel rispetto delle strategie aziendali, si punta ad ampliare la gamma dei prodotti, andando a equipaggiare sul mercato ricambi anche auto che non hanno omologazioni Pirelli; si cerca, giorno dopo giorno, di rosicchiare quote di mercato alla concorrenza, di conquistare nuovi clienti. Se è vero ci dice che oggi i consumatori, grazie alle nuove tecnologie, sono più informati, conoscono molto meglio i prodotti anche nelle loro caratteristiche tecniche, è altrettanto vero che, spesso, ancora si affidano al parere del gommista, soprattutto quando esistono rapporti di fiducia. Sono loro che influenzano le scelte ed è anche su di loro che noi dobbiamo investire per presentare tutti i plus dei nostri prodotti, per trasmettere la nostra cultura tecnologica in termini di sicurezza, durata, performance. E il prezzo? Il prezzo resta una variabile primaria, su questo molto spesso si fanno le scelte e stabilire quello giusto, che sia al contempo interessante per il consumatore e remunerativo per noi, è una sfida quotidiana impegnativa

6 F&N 406 giugno 2014 Genitori al lavoro Missione ritorno Nasce una mamma e... un papà! Fiorella Poppi un manuale per i genitori E ssere genitori e lavorare, una sfida che impone di conciliare tempi lavorativi e vita familiare. Per questo il team training and welfare, Human Resources Pirelli ha pensato a una serie di strumenti per supportare tutti i genitori in questa ardua impresa. La novità di quest anno, a partire dalla seconda metà del 2014, in aggiunta al workshop Nasce una mamma, per favorire il reinserimento in azienda delle neomamme dopo la nascita del bambino, è che l offerta formativa si estende anche ai papà dei bambini in età prescolare. L obiettivo è di identificare e allenare, attraverso l esperienza genitoriale, alcune competenze chiave per essere più efficaci anche al lavoro, quali ad esempio, la capacità di gestire la complessità, di riconoscere e premiare il lavoro dei collaboratori, di gestire il cambiamento. Come ci ha spiegato Riccarda Zezza della società specializzata PianoC, coinvolta da Pirelli nella realizzazione dei contenuti del corso: sia le neuroscienze che le ultime ricerche in ambito di leadership rivelano che molte doti di management possono essere sviluppate e praticate con grande efficacia a casa. Non solo le madri possono tradurre in competenze lavorative alcune caratteristiche che vengono messe particolarmente alla prova con la nascita di un figlio - come l'ascolto, la gestione di situazioni complesse e imprevedibili, le capacità interpersonali - ma anche i padri, grazie al lavoro che faremo insieme, scopriranno che alcuni aspetti delle attività genitoriali possono diventare efficaci strumenti per lavorare meglio con colleghi e collaboratori, migliorando capacità come la motivazione, l'intuito, il problem solving. Genitori al lavoro: nasce una mamma e un papà è il nuovo booklet, snello e di facile lettura, realizzato per tutti i genitori che lavorano in Pirelli. È un aiuto per Illustrare nella maniera più esaustiva possibile gli aspetti contrattuali e normativi a tutela dei genitori-lavoratori e per proporre spunti di riflessione e sollecitazioni sul percorso delle neomamme e dei neopapà sempre alle prese con la sfida di conciliare, nel modo più efficace possibile, vita familiare e vita professionale. Bambini in Bicocca C ontinua intanto il workshop Nasce una mamma, appuntamento già molto apprezzato nelle precedenti edizioni che ha fra i suoi obiettivi non solo l aggiornamento sui cambiamenti organizzativi che possono esserci stati in azienda durante i mesi di assenza per la maternità, ma ha anche e soprattutto supportare le mamme che rientrano in ufficio e analizzare quali sensazioni accompagnano il ritorno al lavoro. Abbiamo chiesto a Sara Panizza docente del corso e psicologa di Eu-Tropia, società di consulenza specializzata nella conciliazione della vita familiare e lavorativa nelle organizzazioni complesse, di spiegarci più nel dettaglio contenuti e scopi del corso. Qual è lo scopo di un workshop dedicato alle mamme? Lo scopo delle due mezze mattinate di corso è quello di avere un momento dedicato che possa favorire la consapevolezza, lo scambio di esperienze e la riattivazione dell energia per gestire al meglio il rientro al lavoro, facendo leva su motivazione, competenze e reti di relazione. Altra finalità è aggiornare le neo mamme con informazioni chiare e sintetiche per riorientarsi in un organizzazione che nel frattempo ha avuto le sue evoluzioni. Che riscontri ha avuto dalle partecipanti? Le partecipanti dimostrano in genere grande entusiamo, hanno voglia di raccontarsi e mettersi in gioco. Ci sono mamme emozionate dal loro rientro che desiderano continuare a contribuire ai risultati e alla loro crescita professionale. Dal 2014 Pirelli prevede, a seguito della partecipazione a questo workshop, la possibilità di utilizzare un gettone individuale di counselling della durata di 1 ora, con le esperte di Eutropia, nei tre mesi successivi al corso, per un confronto personale e mirato. Commento di mio figlio: papà il tuo lavoro è bellissimo... grande successo. Pietro Taddeo Quando parlo di questa iniziativa ai miei amici al di fuori di Pirelli rimangono stupefatti! Monica Lamacchia C on il gioco ci si diverte, si imparano regole di comportamento, si sperimenta, si lascia correre l immaginazione, si cresce, si entra in relazione con gli altri e con il mondo. Non è un caso, quindi, che quando Pirelli si occupa dei bambini dei propri dipendenti, pensi al gioco che resta protagonista indiscusso in occasione degli open day e di tutte le iniziative che in collaborazone con la nostra Fondazione e con HangarBicocca periodicamente si organizzano per loro. Anche il progetto Bambini in Bicocca, organizzato dal team Training & Welfare Human Resources attraverso il gioco, oltre al divertimento e all intrattenimento, si propone di guidare i piccoli nel mondo Pirelli e degli pneumatici, il mondo dei loro genitori. I figli dei dipendenti durante le giornate di chiusura scolastica, hanno potuto trascorrere la mattina, e parte del pomeriggio, presso la Fondazione Pirelli svolgendo attività di laboratorio e artistiche. Con loro anche gli educatori dell asilo nido Happy Child. Il progetto è stato aperto a 25 bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni e, dato il successo del primo appuntamento, non ne mancheranno altri in futuro. E cosa ne pensano i colleghi? Laura Chiesa Per me l'iniziativa migliore dei miei 12 anni di Pirelli! con la chiusura delle scuole, il problema di dove lasciare i figli è sempre presente. Poterli portare in ufficio per trascorrere la giornata in modo divertente ed educativo, è veramente un sollievo senza prezzo. Grazie infinite e complimenti all'ideatrice, immagino sia una donna, dell'iniziativa. Bellissimo, ci siamo trovati molto bene. È incredibile l entusiasmo dei bambini nel vedere dove lavora la mamma. Tiziana Vallini

7 F&N 406 giugno :Passion Le passioni di tutti noi sono un patrimonio importante da condividere ed esaltare; siamo donne e uomini appassionati, ed ora abbiamo lo spazio per dimostrarlo! Racconta anche tu la tua passione su Diamo spazio alle passioni Ciclismo, calcio, basket, bocce volontariato, ecologismo, artigianato, protezione civile... Su On Air è nato :Passion, lo spazio dedicato alle nostre passioni. Attraverso fotografie, immagini, video e racconti sveliamo anche quelle inusuali, curiose, sfidanti, divertenti, creative, avventurose. Tutto quello che ci entusiasma oltre al lavoro trova spazio su On Air che ospiterà le nostre storie, storie di passione e di persone. C è chi lavora nel Motorsport e nel tempo libero crea gioielli con materiali di recupero, chi, dopo una settimana di riunioni e decisioni importanti, mette alla prova la propria forza sulle salite più impervie in sella alla sua bici, chi tra marketing e advertising recensisce gli ultimi film visti al cinema, chi si occupa di design e layout del battistrada ma non abbandona mai la macchina fotografica. Con questi colleghi abbiamo voluto iniziare a condividere le nostre passioni. Scopriremo così che alcuni hanno i nostri stessi interessi, oppure ci capiterà di scoprire dei mondi insospettabili di altri. la passione di tommaso Correre: tecnica e resistenza Incontriamo Tommaso Pizzorno qualche giorno dopo la Milano City Marathon, la maratona di Milano che, da qualche anno si corre per scopi benefici. Tommaso ci racconta che la sua passione per la corsa nasce qualche anno fa, quando, per smaltire qualche chilo di troppo, decide di dedicare alcune ore del suo tempo libero al jogging. Chi l avrebbe mai detto? In breve tempo quel noioso espediente per perdere peso si trasforma, dapprima in un piacevole momento di svago e benessere fisico e, da lì a poco, in una vera e propria passione. L emozione della prima gara, le prime sfide più impegnative, i risultati non tardano ad arrivare, ma per Tommaso la soddisfazione più grande rimane lo sguardo ammirato del figlio che lo incita a non mollare mai!... fotografia, pittura, cinema, letteratura, fai da te... Il dietro le quinte di :passion N oi della redazione di OnAir abbiamo sempre avuto un sogno: pubblicare sulla Intranet ogni mattina l oroscopo del giorno e ogni pomeriggio il meteo dell indomani. E soprattutto la rubrica di cui ogni testata che si rispetti non può fare a meno: la posta del cuore. In questo modo abbiamo immaginato di attrarre sulla nostra Intranet sempre più colleghi, da tutto il mondo, e rafforzare così la community di :Pnet. Del resto, si sa, oroscopo, meteo e amore sono fra le informazioni più ricercate nel web. Con il passare del tempo, tuttavia, si è fatta strada una tentazione diversa. Il nostro lavoro, per sua natura, ci porta a incontrare, in azienda, persone molto diverse fra loro, per ruolo, per esperienza, per carattere. Il primo contatto avviene d abitudine attraverso l intervista che ci serve per approfondire gli argomenti e darne poi informazione completa a tutti i colleghi. Dopo l intervista può scattare un secondo incontro, molto fugace, per raccogliere foto, dati, disegni, video, slide... Poi avviene che un po ci si conosce e qualche parola in più su di sé ci scappa, complice un oggetto personale un po curioso che non ci tratteniamo dal commentare, spinti dalla maggiore confidenza che intanto si crea, magari sorseggiando un caffé. Ecco, questo è il momento in cui una nuova storia inizia a raccontarsi. Emergono i primi particolari di chi siamo, oltre il lavoro, della nostra vita fuori dall ufficio o dalla fabbrica, nel tempo libero, con o senza colleghi. Quello che più ci ha colpite è stato scoprire che fra noi scorrono fiumi di passioni. A un certo punto abbiamo iniziato ad annotarle su un taccuino, che abbiamo chiamato :Passion, con il progetto o prima o poi di trasferire gli appunti in uno spazio nuovo, sulla Intranet, dedicato a tutti noi. In tutto il mondo. Così è nata l idea di :Passion. Oroscopo e meteo, per il momento, possono aspettare. La posta del cuore, però ancora ci tenta...

8 8 F&N 406 giugno 2014 Nonsologomme Fatti&Notizie PMS: orgoglio messicano Carlos María Abascal Carranza : premio che dal 2008 lo stato messicano di Guanajuato riconosce, il giorno del 1 maggio, ai lavoratori che si sono distinti per l eccellenza del loro contributo in termini di innovazione e miglioramento continuo. Si candidano operai e impiegati di aziende presenti nel territorio, presentando un progetto di riferimento a una giuria composta da accademici ed esperti, ma anche da rappresentanti del mondo aziendale e governativo. Fra i concorrenti di quest anno, i nostri colleghi del team PMS di Silao, con il progetto di riduzione del tempo di set up time in confezione, premiato dalla giuria fra i migliori progetti della categoria Qualità e produttività. Congratulazioni ai colleghi messicani che, dopo aver vinto con lo stesso progetto il Pirelli Factory Award 2013, hanno avuto l onore di pranzare con il governatore di Guanajuato, Miguel Marquez Marquez, e di ricevere direttamente da lui targa e medaglia a testimonianza di questo importante riconoscimento istituzionale. LEGGEREZZA, COLORE E TESSUTI INNOVATIVI Leggerezza, engineering e colore sono le parole d'ordine per la nuova collezione di calzature e abbigliamento. Tutti materiali e tessuti innovativi per un mondo active e per il tempo libero. New Volley è la calzatura di punta della collezione ed è la rivisitazione e attualizzazione di uno storico modello di sneaker realizzato nel 1982 per la linea Pirelli per lo Sport, con il logo del doppio occhiello disegnato dal celebre designer olandese Bob Noorda che negli anni 60 fu art director di Pirelli e firmò la celebre campagna del "Cinturato". La New Volley è una sneaker da uomo vulcanizzata in tessuto, nylon e crosta, caratterizzata da una fodera tecnica gialla e ultraleggera, disponibile in sei varianti colore: bluette, verdone, grigio, arancio, azzurro e bianco. Nel progetto urban leisur non poteva mancare la nuova driving shoe PZero: il mocassino superleggero in neoprene con la suola che riprende il pneumatico Pirelli Scorpion. Truck: ad Essen tante novità Presentate alla fiera internazionale del pneumatico di Essen le novità 2014 in tema di trasporto: l evoluzione della Serie:01 e la nuova gamma NOVATREAD. Maggiore resa chilometrica, ricostruibilità e tenuta di strada su fondi asciutti e bagnati: l evoluzione della linea R:01II coinvolge sia la struttura che la mescola del battistrada. Un nuovo approccio anche per il trasporto di persone a lungo raggio con H:01 COACH. Anche qui, novità sia per i materiali che per la struttura. Grande La rivista con uno sguardo nuovo sulla F1 Stella Narcisio S apevate che a Shanghai è possibile farsi confezionare un abito su misura in meno di 24 ore (con tanto di consegna in albergo)? O che in Malesia uno straniero può acquistare una casa o un automobile a prezzi scontatissimi, se decide di aprire un conto in una delle banche locali? E che in Bahrain i piloti sul podio festeggiassero con un acqua di rose chiamata Waard e non con il classico champagne? Queste sono alcune delle curiosità che la redazione del P Zero Mag ha scovato per raccontare in modo inedito la Formula Uno TM targata Pirelli. Perchè questo è l obiettivo principale del nuovo magazine online della P lunga, ideato e sviluppato dall Ufficio Stampa Prodotto e Motorsport e dal Dipartimento Digital, arrivato alla sua quarta uscita. Un viaggio in 19 tappe attraverso cui scoprire aneddoti legati alle città che ospitano i Gran Premi ma anche alle persone coinvolte nel grande circo della Formula Uno TM. Volano di questo viaggio, ovviamente, la nostra azienda. È, infatti, Pirelli la protagonista di una delle rubriche del Mag, dal titolo evocativo Come Eravamo : un modo per raccontare la ormai secolare attenzione per l ambiente con la nuova gamma di prodotti interamente ricostruiti in stampo con carcasse originali Pirelli: NOVATREAD. Infine, novità anche per la comunicazione dei prodotti Truck, una nuova campagna si affianca al restyling del sito nella sezione dedicata al trasporto pesante e viene creata un area interattiva per il sistema CyberFleet. Pirelli: il ritorno in Formula 1 TM al centro delle ricerche dell Università Bocconi di Milano Da quanto Pirelli è tornata in Formula 1 TM, il suo nome è rimasto sempre ai primi posti delle cronache. Gli appassionati ben sapranno quanto fondamentali siano gli pneumatici per i successi in pista. Non sorprende P ZERO MAG storia motoristica della Bicocca, attraverso le immagini e i contributi della Fondazione che, ad esempio, ci hanno riportato per il numero dedicato al Gran Premio di Shanghai in un piccolo villaggio cinese dove, nel 1907, increduli contadini cercavano la bestia, il cavallo nascosto sotto la Itala di Scipione Borghese, gommata ovviamente Pirelli per il primo raid Pechino-Parigi. Non solo il passato trova spazio nel magazine: al futuro, o meglio, alla tecnologia Pirelli per il futuro dell automobile è dedicata un altra rubrica del P Zero Mag. E, in fondo, la Formula Uno TM altro cos è se non l esaltazione massima dello sviluppo tecnologico? E come questa trovi applicazione nei prodotti stradali P Zero è ben raccontato in questa rubrica. E poi c è Jean Alesi, i suoi commenti e i suoi ricordi dei Gran Premi; e ancora tante foto delle città sedi dei circuiti; le ricette deliziose del nostro Motorhome; vignette divertenti che, dallo scorso numero, sono realizzate da un allievo della Scuola di Fumetto di Milano. Insomma, non resta che collegarvi al sito com/ e scoprire le curiosità del prossimo Gran Premio. Destinazione: Barcellona. quindi che i risultati ottenuti siano divenuti oggetto di uno studio svolto dal Center for Research on Innovation, Organization and Strategy (CRIOS) dell Università Bocconi di Milano. Il tutto il stretta collaborazione con la fondazione Silvio Tronchetti Provera. Il lavoro di Pirelli è stato analizzato soprattutto dal punto di vista organizzativo e manageriale, per comprendere bene come sia stato possibile raggiungere un obiettivo tanto ambizioso. Gli stessi Marco Tronchetti Provera e Maurizio Boiocchi, CTO Pirelli, hanno sottolineato come la gestione del capitale umano sia stata particolarmente importante nell ottenimento di questo risultato. Fondamentale è stato anche porre degli obiettivi molto chiari e precisi, possibilmente sul breve periodo, affinché questi potessero essere controllati, verificati ed eventualmente corretti. Per questo è stato fatto in modo che le informazioni potessero circolare liberamente all interno dell azienda, così da poter sfruttare le conoscenze e le esperienze di tutte le figure professionali coinvolte nel progetto. Bicocca batte Bollate 3-2 Si è giocata martedì 3 giugno, la prima edizione della Pirelli Premium Cup, che ha visto fronteggiarsi le squadre Pirelli rappresentative della sede di Milano Bicocca e dello stabilimento di Bollate. L incontro termina 3-2 per Bicocca con un finale al cardiopalma fino all ultimo momento quando Bollate prova a spingersi in avanti ma l arbitro Iannizzi decreta la fine del match. Le due squadre si incrociano per i saluti di rito e si raggruppano a bordo campo dove ad aspettarli e a congratularsi con loro ci sono, tra gli altri, Christian Vasino, Giuliano Menassi, Davide Meda e Stefano Gadda che consegnano le medaglie a tutti i giocatori e la prima Pirelli Premium Cup a Claudio D Ettole, capitano della squadra di casa. F&N Fatti&Notizie 406 giugno 2014 Periodico di informazione per il personale del Gruppo Pirelli in Italia Reg. Trib. Milano n del 3/12/1949 Periodico Associato all ASCAI Direttore responsabile Barbara Lightwood Coordinamento editoriale Maurizio Abet Responsabile di redazione Simona Gelpi Sede Viale P. e A. Pirelli, 25 Milano Stampa Graphicscalve SpA Grafica e Impaginazione

9 F&N 406 giugno 2014 Periodico di informazione per il personale del Gruppo Pirelli in Italia Pubblicazione non in vendita Reg. Trib. Milano n del 3/12/1949 F&N In pista come sulla strada L impegno nel Motorsport va oltre la Formula 1 TM. Una storia che si intreccia con quella industriale, di successi e di sfide tecnologiche. Fondamentale per lo sviluppo degli pneumatici ideati dai ricercatori della Bicocca per gli impieghi stradali Giorgio Barbier Racing Director Pirelli Moto ramenti che siamo in grado di trasferire sui prodotti di serie. Nelle competizioni in cui corriamo con altri marchi parte dei casi appartenenti alle fasce Premium e Prestige. Da utilizzano vetture di derivazione stradale, nella maggior la gratificazione più sentita è quella di vedere i cappellini ciascuna di queste attività impariamo qualcosa e per ognuna sviluppiamo prodotti allineati alle richieste specifiche Pirelli svettare sul gradino più alto del podio, sopra quelli dei nostri competitor. In ogni caso, ogni vittoria conferma del cliente. E in tutto questo tecnologia, materiali, processi la qualità del nostro operato. L attività racing evolve molto produttivi, qualità, metodologie di test, modelling, simulazioni sono solo alcuni dei temi che hanno immediata rica- Ogni vittoria velocemente e le motociclette, anno dopo anno, sono sempre più sofisticate e performanti. Rimanere al passo è una duta sul prodotto stradale. Abbiamo inoltre la possibilità di conferma sfida costante, tanto quanto progettare pneumatici capaci di far fronte agli elevati standard necessari per vincere. produttori di auto, in condizioni di stress estremo sia del- lavorare quotidianamente con tutti i più grandi e prestigiosi la qualità L impegno nel racing in cui, è bene ricordarlo, utilizziamo lo pneumatico che del veicolo, e alla ricerca di prestazione, del nostro pneumatici che poi sono disponibili anche in commercio durata, tenuta sul bagnato e molti altri aspetti che devono per tutti i motociclisti, ci offre il grande vantaggio di poter essere di supporto alla progettazione del prodotto stradale. operato. sviluppare i nostri prodotti con il contributo e il supporto continua a pagina 3 dei migliori piloti al mondo e, al contempo, ci consente di da tempo impegnati nelle competizioni a due ruote e ogni anno le sfide si rinpre aggiornata per i nostri clienti. mantenere la gamma racing disponibile sul mercato semnovano. Il Mondiale Superbike è per noi da continua a pagina 2 oltre dieci anni l attività racing di punta, Siamo quella con maggiore visibilità mediatica, anche se è solo uno dei tanti campionati che ci vedono coinvolti. Possiamo sostanzialmente suddividere l attività sportiva in due macroaree: le competizioni nelle quali Mario Isola Motorsport Racing Manager siamo coinvolti come fornitori unici, quali il Mondiale Superbike, il British Superbike e altri campionati nazionali, scoperte, le gomme Pirelli corrono un po pista ai rally, alle competizioni a ruote e quelle non a regime monogomma come il Mondiale Motocross, quello Endurance, le attività road racing e i molti mule promozionali, quali la nuovissima ovunque. Forniamo pneumatici alle for- campionati locali dove la competizione tra produttori di Dalla Formula 4 in Italia, così come alle più blasonate F1 TM, GP2 e GP3. Collaboriamo con numerose univer- gomme è più che mai sentita. Entrambi gli ambiti ci regalano da anni grandissime soddisfazioni con una sostanziale differenza: nel Mondiale Superbike, e in tutti quei serie fondata sull innovazione e sullo sviluppo di nuove sosità fornendo il prodotto necessario alla Formula SAE, una campionati in cui siamo fornitori unici, il successo poggia luzioni tecnologiche, e siamo presenti nel Campionato del sulla costante evoluzione dei nostri prodotti: il miglioramento dei tempi sul giro, i nuovi record stabiliti e i miglio- nella Stock Car in Brasile e in numerose altre serie dove Mondo Rally, nei più importanti campionati Gran Turismo, si Tecnologia, materiali, processi produttivi, qualità, metodologie di test, modelling, simulazioni sono solo alcuni dei temi che hanno immediata ricaduta sul prodotto stradale.

10 2 F&N 406 giugno 2014 F&N Motorsport MOTO Come nasce una mescola da corsa Intervista al collega Fabio Meni Racing Moto & Off-Road Compound Engineering Ci spieghi brevemente in cosa consiste il tuo lavoro? Il nostro lavoro è quello di creare innovazione tecnologica nel campo delle mescole per fare in modo che i nostri prodotti siano sempre competitivi. Come in tutti i processi di innovazione, anche le mescole per le attività sportive nascono dalla continua interazione tra creazione e sperimentazione. Il nostro costante presidio sul campo è quindi di fondamentale importanza perchè ci permette di raccogliere rapidamente i feedback sui nostri prodotti e di apportare le modifiche necessarie a migliorare. Come nasce una mescola per il Campionato Mondiale Superbike? L embrione delle mescole nasce proprio durante le gare dove si possono cogliere le opportunità di miglioramento del prodotto. Inquadrato l obiettivo, si passa alla fase formulativa nella quale diverse tipologie di miscele vengono preparate e testate all interno dei nostri laboratori. Si seleziona a questo punto la soluzione migliore, si costruiscono gli pneumatici, e se il prodotto supera tutti i nostri controlli di qualità e integrità interni, allora può essere portato in pista e lì testato. Se, al contrario, stiamo testando un filone completamente innovativo, allora la soluzione viene prima avvalorata nel corso di test più controllati In gara da 35 anni, 60 titoli mondiali Matteo Giusti N el Motocross possiamo vantare un palmarès senza rivali di 60 titoli mondiali. Abbiamo iniziato la nostra storia nel mondo delle corse off-road a partire dal Campionato Mondiale FIM di Motocross nel 1980, vincendo in partenza in tutte le classi dei campionati con grandi piloti come André Malherbe, Georges Jobé e Harry Everts, quest ultimo padre del 10 volte Campione del Mondo, nonché pilota Pirelli Stefan Everts. Ha radici lontane anche la collaborazione con KTM e con i suoi piloti, che è ormai da anni una certezza di successo. Lo dimostra il fatto che dal 2010 ad oggi Pirelli ha vinto ben otto titoli mondiali, ovvero tutti quelli in palio, con le moto dell azienda austriaca gommate con pneumatici Scorpion MX: quattro consecutivi con Tony Cairoli in MX1 e due con Jeffrey Herlings, oltre a quelli vinti con Ken Roczen e Marvin Musquin. Per avere un idea dello sforzo e del costante lavoro svolto da Pirelli basti pensare che nel 2013 sono stati 6882 gli pneumatici portati ai gran premi, di cui 1685 quelli utilizzati, 14 i gran premi vinti nella classe MX1 e 16 quelli vinti nella MX2 su un totale di 19. In merito alla sua pluriennale collaborazione con Pirelli e con gli pneumatici Scorpion MX, il 7 volte Campione del Mondo Tony Cairoli ha dichiarato: Sono estremamente soddisfatto dell affidabilità che gli pneumatici Pirelli mi hanno dato in tutti questi anni, senza contare le performance che mi offrono su ogni tipo di terreno e in tutte le situazioni. Ma oltre ai campioni del mondo Tony Cairoli e Jeffrey Herlings gli pneumatici Pirelli gommano le moto di circa il 50% dei piloti della classe MX1 e molti della classe MX2. L impegno ai massimi livelli di Pirelli nelle corse ha rappresentato il punto chiave per la crescita e il continuo miglioramento di tutti i propri pneumatici professionali da corsa dedicati all off-road. Grazie agli pneumatici della gamma Scorpion MX, in commercio come tutti i prodotti utilizzati da Pirelli nelle competizioni, chiunque può provare l istinto dei campioni motocross. Quali sono i criteri per valutare l efficacia di una mescola? L unico criterio valido per giudicare una mescola è la soddisfazione del pilota. Solo lui può bocciare o promuovere una soluzione. Però è anche importante conoscere nel dettaglio il comportamento chimico/fisico della mescola, il contesto climatico, la tipologia di tracciato, le condizioni d impiego, la telemetria del prodotto in esercizio. L unione di questi dati ci permette di elaborare correttamente i risultati e di cogliere eventuali punti di miglioramento nei nostro prodotti. Lo sviluppo di mescole racing può trovare risvolti anche in pneumatici utilizzati nel quotidiano da tutti i motociclisti? Certamente. Pirelli ha sempre adottato un approccio from top to bottom testando i proprio prodotti in condizioni estreme (come quelle del campionato mondiale) per poi utilizzare il vantaggio tecnologico acquisito su prodotti meno sensibili. Nello stesso modo anche diverse leve formulative racing possono essere sfruttate in altri contesti, ovviamente con le dovute correzioni. Faccio un esempio: nel WSBK abbiamo prodotti dedicati al full rain con mescole ad elevato grip sul bagnato. Non possiamo utilizzare la stessa mescola su un prodotto stradale perchè farebbe pochi chilometri, ma lo sviluppo di queste mescole da bagnato ha creato un know-how interno che viene regolarmente speso laddove è richiesto l aumento delle prestazioni su bagnato. Quanto il tuo lavoro rispecchia i tuoi hobby e le tue passioni personali? Sembrerà strano ma in realtà molto poco. Io sono laureato in chimica ma se qualche anno fa mi avessero chiesto che lavoro sarei andato a fare difficilmente avrei indovinato. Il lavoro che faccio mi piace ma i miei hobby sono sicuramente altri, uno su tutti il canto. Per fortuna il mio lavoro non preclude le mie passioni e viceversa. Le Pirelli super 11 anni di Superbike da solisti I l 2014 è per Pirelli l undicesimo anno consecutivo in qualità di fornitore unico di tutte le classi del Campionato Mondiale FIM Superbike, anche se questa stagione si presenta ricca di novità: nuovi regolamenti, l introduzione della nuova classe Superbike EVO e un diverso format relativo alle prove libere cronometrate e alla Superpole. Le Superbike EVO si differenziano dalle Superbike per cavalli, elettronica e gestione motore e l obiettivo di Pirelli è quello di ridurre il divario tra queste due categorie, offrendo l opportunità ai piloti più veloci della classe EVO di essere competitivi, rendendo anche questo campionato più equilibrato e avvincente. I dati raccolti nella stagione in corso per questa categoria saranno fondamentali per il 2015, quando la griglia della classe regina sarà composta da sole Superbike EVO, più simili alle motociclette di normale produzione, una scelta che rispecchia la filosofia di base del campionato. In pratica, i piloti Superbike EVO possono avere una soluzione posteriore diversa da quelle fornite ai piloti Superbike che sarà realizzata unicamente per le moto EVO, e che varierà anche di round in round, a seconda delle caratteristiche della pista. Pirelli, inoltre, ha l'intenzione di sviluppare ulteriori mescole durante l'anno, alcune studiate per entrambe le classi ed altre specificatamente studiate per una delle due categorie. Il Campionato Mondiale Superbike si conferma quindi un importante laboratorio per lo sviluppo degli pneumatici della gamma racing e supersportiva, prodotti leader di mercato e apprezzati dai motociclisti di tutto il mondo.

11 F&N 406 giugno Gomme su misura per ogni categoria Antonella Ciasca Nel 1897 Pirelli prende parte ad una gara motociclistica. Il 1907 è la volta della prima vittoria nel raid Pechino Parigi: da quel tempo sono passate molte gare, circuiti, piste e la competizione è diventata parte del DNA aziendale. Nel vettura, oltre alla Formula 1 TM, Pirelli è impegnata sui campi di gara di tutto il mondo nelle categorie più diverse sia su pista sia nei rally. Complessivamente i campionati in cui siamo protagonisti quest anno sono 150 e richiedono la progettazione e la produzione di una gamma di circa 250 articoli. In totale l attività su pista costituisce il 58% dei campionati in cui Pirelli è impegnata, mentre il restante 42% riguarda i rally. Alcuni campionati sono internazionali, come ad esempio il GP2 e GP3 e la Blancpain GT Series su pista o il WRC nei Rally. Per ognuna di queste serie Pirelli sviluppa gomme dedicate, proponendo di stagione in stagione soluzioni sempre diverse per accompagnare lo sviluppo tecnico e le evoluzioni dei regolamenti delle diverse discipline. Vittorie e prestazioni dei piloti si ottengono solo con migliaia di ore di studio e di lavoro, con approfondite prove indoor e outdoor e con l impegno appassionato e continuo del nostro team. La partecipazione alle competizioni consente di usufruire di una sorta di avanzatissimo laboratorio di ricerca e sviluppo utile per poi trasferire alcune soluzioni anche sul prodotto stradale, soprattutto in tema di materiali. Per un produttore di pneumatici il rally, ad esempio, è una grandissima sfida sia sportiva sia tecnologica, in quanto gli pneumatici sono testati e utilizzati su ogni tipo di superficie stradale asfalto, terra, neve, ghiaccio - in una grande varietà di condizioni climatiche. In questa disciplina gli pneumatici possono davvero fare la differenza, trattandosi di uno sport fortemente caratterizzato dal tema dell aderenza al limite. Nei tre anni di fornitura esclusiva nel Mondiale Rally (circa pneumatici nel periodo 2008 e il 2010) la percentuale di foratura dei nostri pneumatici sui terreni estremamente impegnativi delle varie gare è stata solo dello Anche nelle gare su pista vi possono essere grandi sinergie con il prodotto stradale, ma questa attività è importante anche per sviluppare e rafforzare la collaborazione con le case automobilistiche di livello premium con cui già lavoriamo a livello di Primo Equipaggiamento. Ferrari Challenge, Lamborghini Super Trofeo e Maserati Trofeo, ad esempio, sono i campionati monomarca dei tre produttori di supercar che hanno scelto Pirelli come fornitore esclusivo anche per queste loro attività ed è significativo che la scelta sia caduta sui nostri prodotti sin dalla nascita di queste serie. Anche nelle gare GT sono schierate macchine dei più importanti brand mondiali, come Aston Martin, Audi, Bentley, BMW, Chevrolet, Ferrari, Jaguar, Lamborghini, Mercedes-Benz, McLaren, Nissan, Porsche e, a livello locale, le gare su pista segnano lo stretto legame con i top manufacturer: in USA, ad esempio, quest anno siamo i fornitori esclusivi dei campionati Aston Martin, Ferrari, Lamborghini, Porsche e Viper. Rimangono infine ben 55 campionati tra rally e pista in cui siamo presenti insieme ad altri fornitori di pneumatici, quindi il confronto in gara si arricchisce di un ulteriore motivo di competizione. Last but not least oltre agli uomini sui campi di gara, l impegno di Pirelli nel motorsport è sostenuto da un importante team di chimici, fisici e ingegneri suddivisi nei centri di ricerca e sviluppo che lavorano costantemente per migliorare sempre i nostri prodotti. ALBERTO PIRELLI Rally che passione Alberto Pirelli, vice presidente Pirelli e direttore Region Middle East Africa and India, ci racconta la sua grande passione per i rally. Come è nata questa sua passione? Da ragazzo correvo in moto, gare di regolarità, oggi si chiamano Enduro. Erano i tempi in cui nei rally gareggiavano nei mondiali la Lancia, la Fiat, l Abarth. E tutti noi giovani piloti guardavamo ai grandi campioni del rallismo come a degli extra terrestri! Passione partita da lontano... quando avevo 15 anni e mai abbandonata, anzi cresciuta sempre più nel tempo. Da quanti anni gareggia? Ho iniziato molto tardi con i rally. È successo che, ad Istanbul, dove ho vissuto tra il 1987 ed il 91, incontrai un ragazzo italiano che aveva corso tanto, come navigatore. Non ci è voluto molto a convincermi, anche perchè la prima gara fu la Pirelli Marathon, organizzata da noi: partenza Londra, arrivo Cortina. Una settimana, gareggiando su una MG B, contro alcuni dei più grandi piloti di rally di una volta. Dopo questo debutto sono tornato in Turchia e mi sono reso conto che era molto comune correre su terra, e così, debuttai su una Lancia Delta Gruppo A sugli sterrati turchi. Da allora non ho mai smesso di correre e ancora oggi sono qui con casco e tuta a vivere grandi emozioni! Lei è l ideatore del Challenge CSAI Raceday Ronde Terra, cosa significa organizzarlo? Raceday è un campionato particolare e di grandissimo successo, lo dicono i numeri. Il concetto è semplice: prove speciali selezionatissime e bellissime (ex mondiali in prevalenza), organizzazione di alto livello, costi di iscrizioni assai contenuti, tempi concentrati nel fine settimana e montepremi molto elevato. All interno del campionato principale abbiamo una serie di trofei, quello Pirelli, Sparco, Repsol, abbiamo under 28, under 25, under 23, senior, e molti altri trofei che permettono a tutti di essere ingaggiati per una classifica e per un premio. Questa formula è piaciuta, tant è che nelle sei edizioni fatte, abbiamo avuto mediamente tra 70 e 90 iscritti, record italiano di tutti i tempi. Organizzare un campionato è un po come gestire una piccola azienda: sponsor, regolamenti, rapporti con CSAI, coordinamento delle attività sul territorio, gestione e analisi statistiche dei risultati della copertura media... ogni gara muove circa 500 persone, con cui spesso abbiamo rapporti diretti e specifici, e questo avviene per se mesi e sei gare. Inoltre è importante ricordare il grande aiuto dei colleghi in Pirelli tra cui Terenzio Testoni, Mario Isola, Francesco Fanari, Fiorenzo Brivio, Antonella Rossi, Nicolò Pirelli e tanti altri che per passione e amicizia seguono o corrono con noi. Organizzare e correre è bellissimo, aggiunge molto lavoro (sabati e domeniche) ma è un piacere irrinunciabile! FIORENZO BRIVIO Una vita nel motorsport F iorenzo Brivio, una vera e propria vita nel motorsport, ha alle spalle ben 33 anni di lavoro in Pirelli, dove si è occupato sia di rally che di moto, passando dal prodotto industriale motorsport, alla F1 91 e alla pista e pneumatici da competizione. Con questo curriculum nessuno meglio di lui ci può raccontare cosa significhi pensare e progettare uno pneumatico da corsa e come questo lavoro sia cambiato negli anni. Interviste di Simona Gelpi Ciao Fiorenzo, ci puoi spiegare in cosa consiste il tuo lavoro? È un lavoro creativo e dinamico. Tocca molteplici campi, tra cui la meccanica, la fisica, la chimica, la tecnologia dei materiali e delle costruzioni. In particolare mi occupo della parte meccanica e delle costruzioni in stretto contatto con i nostri esperti dei materiali. Questo significa studiare situazioni di impiego estreme, totalmente differenti da quelle per cui si progetta uno pneumatico stradale, e trasferire il know how e la tecnologia Pirelli in soluzioni innovative e spesso uniche in tempi molto stretti. Lo pneumatico da corsa rimane un prodotto estremamente specialistico il cui impiego richiede una profonda conoscenza delle vetture e delle condizioni specifiche di utilizzo. Come è cambiato negli anni il lavoro di progettazione? In passato era simile a un lavoro di alta sartoria, nel senso che si costruivano pneumatici così specifici, che era come cucire abiti su misura. L evoluzione è stata data dalle telemetrie, dall informatica e dalla conseguente possibilità di simulare sempre più fedelmente il comportamento degli pneumatici per le vetture da corsa. I rally, e in particolare lo sterrato e i fondi scivolosi, sono ancora ambiti in cui lo sviluppo con metodi più analitici ha ancora ampio spazio di miglioramento. Ogni nuovo progetto, anche dopo tanti anni in azienda, rimane sempre una sfida. Ne ha uno in particolare da raccontarci? I ricordi dei progetti più belli nella mia carriera sono sicuramente legati ai rally dove siamo leader e innovatori da sempre. Nella vita privata le sue passioni sono sempre legate al mondo dei motori? Per un periodo ho gareggiato con moto fuoristrada da trial, poi con i kart sempre a livello amatoriale. Ora pratico molti sport all aria aperta tra cui sci, mountain biking e race biking. Per quanto riguarda i motori, la Formula 1 TM, le gare GT endurance e i rally rimangono sempre una mia grande passione anche nel privato.

12 4 F&N 406 giugno 2014 Motorsport F&N Mondiale Superbike, Tom Sykes Ferrari Challenge Monza 2014 Maserati Trofeo SPA 2014 Ferrari Challenge Monza 2014 Mondiale Motocross MX2, Jeffrey Herlings GP3 Series Barcelona 2014 Lamborghini Super Trofeo Monza 2014 GP2 Hungaroring 2013 Pneumatici DIABLO Superbike Mondiale Motocross MXGP, Tony Cairoli Blancpain Endurance Series Monza 2014 Lamborghini Super Trofeo Monza 2014 Piloti Aprilia in azione a Phillip Island GP2 SERIES MEDIA SERVICE GP2 SERIES MEDIA SERVICE GP3 SERIES MEDIA SERVICE Blancpain Endurance Series Monza 2014 GP2 Series Barcelona 2014 F&N-406-speciale-18 giugno.indd 4 18/06/

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