Il project financing nel Servizio Idrico Integrato. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Unione Europea

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1 P.O.N. A.T.A.S. - Q.C.S QUADERNO TECNICO N. 8 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Unione Europea Il project financing nel Servizio Idrico Integrato Direzione Generale per le dighe, le infrastrutture idriche ed elettriche

2 Quadro Comunitario di Sostegno per le Regioni Italiane dell'obiettivo 1 Programma Operativo Nazionale di Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema (PON ATAS) Progetto Operativo "Risorse Idriche" - II Stralcio Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione Direzione Generale per le politiche dei Fondi strutturali comunitari Direzione Generale per le dighe, le infrastrutture idriche ed elettriche

3 Quadro Comunitario di Sostegno per le Regioni Italiane dell Obiettivo 1 Programma Operativo Nazionale di Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema Progetto Operativo Risorse Idriche II stralcio Quaderni Tecnici Direttore responsabile: Ing. Claudio Rinaldi Quaderno Tecnico n. 8 Il Project Financing nel Servizio Idrico Integrato A cura di: Dott. Raffaello De Stefano Ing. Enrica Zanda Responsabile del Procedimento P.O.N. A.T.A.S. Ing. Enrica Zanda Progetto grafico della copertina Arch. Ernesto Rossi Foto dell ultima di copertina: Dott.ssa Rossella Ametrano 2008 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Roma Finito di stampare nel mese di novembre 2008 dalla Società Tipografica Romana s.r.l. - Via Carpi, Pomezia (Roma)

4 IL PROJECT FINANCING NEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO Raffaello De Stefano Enrica Zanda

5 IL QUADERNO TECNICO N. 8 Le riforme degli ultimi anni nel settore idrico in Italia stanno realizzando una riorganizzazione territoriale, funzionale ed economica dei servizi pubblici di acquedotto, fognatura e depurazione, separando le funzioni di indirizzo, pianificazione e controllo da quelle più propriamente gestionali. Con questo Quaderno n. 8 la Direzione Generale per le Dighe, le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell ambito delle attività previste dal Programma Operativo Nazionale di Assistenza Tecnica ed Azioni di Sistema (PON ATAS) del QCS 2000/2006 P.O. Risorse Idriche II stralcio, affronta la tematica dell intervento del capitale privato nelle gestioni idriche, focalizzando l attenzione sul project financing come strumento finalizzato a consentire la presenza della finanza privata a supporto dell impiego più equilibrato delle risorse pubbliche nell ambito del servizio idrico integrato. Ad oggi, nonostante i numerosi tentativi effettuati, i casi di presenza concreta dei privati nel settore delle acque risultano ancora poco frequenti rispetto al potenziale. Tutto ciò dipende da molteplici fattori: la novità dello strumento, l inadeguatezza dei ritorni tariffari per il privato; l eccessiva frammentazione della gestione; la fase di incertezza in cui versa il comparto; il tasso di insolvenza dei pagamenti delle bollette idriche che a sua volta genera perdite amministrative e tecniche connesse alla fatturazione idrica. Per queste ragioni, il tema oggetto di trattazione risulta di evidente attualità, in un ottica di miglioramento ed evoluzione del comparto idrico. Il Quaderno Tecnico n. 8, coerentemente con la linea editoriale della collana di quaderni tecnici, si propone di fornire uno studio dello strumento contrattuale e della metodologia da seguire, al fine di fornire un ulteriore supporto alle Regioni dell Obiettivo 1 per il decollo della riforma del settore, che, una volta pienamente attuata, potrà, senza dubbio, contribuire ad elevare il livello sociale ed economico, non solo del Meridione, ma del Sistema Italia in generale, e a renderlo più competitivo sul fronte delle nuove sfide che la globalizzazione proporrà al settore delle risorse idriche. IL DIRETTORE GENERALE (Ing. Claudio Rinaldi) 5

6 1. PREMESSA 1.1. Generalità Il sistema di gestione del servizio idrico integrato in Italia è stato ridisegnato attraverso profonde innovazioni di settore. Tale quadro innovativo ha agito non solo sul piano del sistema di regolazione, che riguarda in particolare il ruolo degli AATO e la tutela della risorsa, ma anche sull impatto economico del comparto idrico. In particolare, è maturata la necessità di favorire maggiori investimenti per assicurare adeguati livelli di servizio, nonché la realizzazione di opere infrastrutturali per la razionalizzazione del servizio idrico integrato. I vincoli di bilancio e la presenza di numerosi gestori pubblici non consentono un agevole disponibilità di risorse provenienti dalla fiscalità generale, o da contributi dello Stato, per cui è necessario focalizzare gli strumenti utili per ricercare capitali privati e fonti finanziarie alternative. Peraltro, il problema del finanziamento dei piani d ambito approvati, allo stato attuale, è il punto critico e di massima attenzione, sia dei gestori e delle autorità d ambito che degli operatori del settore. Il nostro lavoro approfondisce le possibilità offerte dalle tecniche di Project Finance, attraverso l analisi di metodologie, di case study e delle effettive possibilità di applicazione in un contesto difficile come quello italiano, caratterizzato da vincoli strutturali e normativi. Infatti, il project financing, in un mercato regolamentato come è quello dell acqua in Italia, al di là di alcuni vantaggi legati alla tariffa ed alle dimensioni degli investimenti, deve inevitabilmente tener conto delle specificità tecnologiche e del complesso sistema di regolazione vigente. 2. LO STATO ATTUALE DEL SERVIZIO E DELLE INFRASTRUTTURE 2.1. Analisi delle ricognizioni Le ricognizioni sulle infrastrutture e le analisi sui livelli di fornitura dei servizi idrici, propedeutiche alla redazione dei Piani d Ambito ed alle gare per l affi- 7

7 damento del Servizio ai Gestori Unici, effettuate dagli ATO nel nostro Paese in questi anni, hanno fatto emergere un quadro di criticità del settore nel nostro Paese. Pur tenendo in considerazione una certa variabilità di situazioni esistenti a livello territoriale, strutturale ed economico, le carenze e le difficoltà appaiono complessivamente omogenee. Infatti, la copertura del servizio di acquedotto, rapportata alla popolazione residente, risulta generalmente superiore al 90% con un valore medio ponderato pari al 96%. Analizzando le ricognizioni effettuate dagli ATO in Italia, si stima che l 85% del volume prodotto proviene da acque sotterranee (di cui il 53% da pozzi ed il restante 47% da sorgenti). Soltanto il 15% del volume utilizzato è costituito da acque superficiali, che in alcune regioni rappresentano la risorsa prioritaria. Il valore medio delle perdite in rete risulta spesso superiore al 40% del volume approvvigionato, anche se, in alcune situazioni sono rilevanti le perdite apparenti (quantitativi non fatturati, allacciamenti abusivi) e in altre realtà il valore reale è contenuto nel minimo fatturato. Pertanto, è lecito ritenere che le perdite fisiche reali, siano comunque superiori ad un valore accettabile dal punto di vista tecnico. L età media delle condotte di adduzione e delle reti di distribuzione si attesta sui 30 anni. Il grado di copertura del servizio fognario oscilla mediamente tra l 80% e il 90% della popolazione residente. La tipologia prevalente delle reti fognarie è di tipo misto. Il livello di copertura del servizio di depurazione non industriale corrisponde ad un valore medio del 75%, che potrebbe apparire abbastanza confortante. In sintesi, dalle ricognizioni eseguite emerge la proliferazione di piccoli impianti (circa l 80% delle 7000 unità censite), non tutti funzionanti e soprattutto inadeguati alla vigente normativa. L età media degli impianti di trattamento supera i 15 anni, quando normalmente iniziano a manifestarsi fabbisogni di rinnovo e di adeguamento tecnologico, in particolare per le opere elettromeccaniche. Si può concludere, pertanto, che il servizio di acquedotto rappresenta un attività sviluppata in maniera adeguata per il raggiungimento dell utenza finale, ma risulta ancora arretrata dal punto di vista infrastrutturale. 8

8 Appare, infatti, mediamente vetusta e spesso obsoleta, in particolar modo nelle Regioni dell Obiettivo 1, con larghe sacche di insufficienza e di arretratezza dei servizi di fognatura e di depurazione, nonostante i rilevanti finanziamenti comunitari degli ultimi anni Investimenti e prospettive evolutive del partenariato pubblico-privato nel comparto idrico Nel comparto idrico il legislatore italiano ha tentato di favorire sul territorio nazionale la scelta di affidare il servizio idrico integrato a società miste pubblicoprivate. Ciò avrebbe potuto rappresentare un interessante compromesso tra la tradizionale partecipazione diretta dell ente pubblico alla gestione del servizio e la liberalizzazione pura del sistema, dove l amministrazione concedente avrebbe assunto funzioni di regolatore, lasciando la gestione ad una società terza. L idea di fondo, sostenuta tra l altro dagli ultimi orientamenti della Commissione Europea, appare quella dell incentivazione di forme di collaborazione e cooperazione tra soggetti operanti nel comparto dei servizi pubblici locali, autorità pubbliche e mondo delle imprese, al fine di integrarne le esperienze gestionali, per garantire la costruzione, il rinnovamento e la gestione delle infrastrutture e la fornitura di un servizio di qualità. L evoluzione del partenariato pubblico-privato, al cui sostegno è opportuno provvedere attraverso forme normative e contrattuali sempre più sicure, puntuali ed allettanti, risponde alla necessità di assicurare il contributo di finanziamenti privati ad un settore come quello pubblico dove gravano le restrizioni di bilancio cui devono far fronte gli Stati membri. Tali forme contrattuali permettono: di trasferire alla pubblica utilità il know-how ed i metodi di funzionamento del settore privato; di rispondere alle necessità generate dal nuovo ruolo dello Stato, che nella sfera economica passa, seppur gradualmente, da un ruolo d operatore diretto, ad un ruolo d organizzatore, regolatore e controllore. Per concretizzare le finalità del partenariato pubblico-privato, la durata del rapporto deve essere fissata in ogni caso, considerando l equilibrio economico e 9

9 finanziario del progetto, per garantire l ammortamento degli investimenti ed una ragionevole rendita dei capitali investiti. 3. IL PIANO DEGLI INTERVENTI ED IL FABBISOGNO FINANZIARIO 3.1. Generalità Il Piano degli interventi, previsto dai Piani d Ambito, ha come fine ultimo quello di portare i servizi idrici, nell arco temporale della pianificazione considerata, ai livelli-obiettivo fissati dall Ente d Ambito. Attraverso tali interventi si mira a superare le criticità esistenti e a realizzare degli obiettivi generali del Piano. Il Piano degli interventi ha, inoltre, lo scopo di privilegiare le azioni che comportano una riduzione nel tempo dei costi operativi della gestione, in modo da favorire quel recupero di efficienza previsto dal Metodo tariffario normalizzato. L individuazione degli investimenti riguarda sia le opere esistenti, attraverso manutenzioni straordinarie di quelle ritenute a funzionalità non ottimale, sia la realizzazione di nuove opere, attentamente programmate. Gli interventi sul comparto acquedottistico riguardano, in sintesi, il completamento e la razionalizzazione degli schemi idrici esistenti, la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, il rinnovamento e il riefficientamento delle opere di adduzione con riferimento particolare alle tubazioni, il potenziamento della rete di acquedotto e la realizzazione di nuovi impianti. A tal proposito, merita un cenno a parte, per gli ingenti investimenti necessari, l interconnessione interregionale dei bacini idrici ed il trasferimento di risorsa tra regioni (ex art. 17 L.36/94 e succ. modif.), con le connesse opere strategiche e le opere di compenso, in un ottica di solidarietà tra Regioni. Per ciò che attiene le opere di fognatura e depurazione, le problematiche riguardano l estensione delle reti di fognatura ad abitazioni non servite, la suddivisione generalizzata in fogne bianche e nere, il potenziamento della capacità depurativa per l abbattimento dei carichi inquinanti, la messa a norma degli scarichi a mare esistenti. 10

10 Il Piano degli investimenti totali nei tre servizi evidenzia un fabbisogno complessivo, a livello nazionale, di più di 50 miliardi di euro di investimento totale in un arco di tempo trentennale, di cui circa il 45% per acquedotti e il 55% per fognature e depurazione. Dalla maggioranza dei Piani d Ambito non emerge tuttavia un chiaro legame tra la durata del Piano e l ammontare degli investimenti programmati, mentre il motivo principale per allungare la durata dell affidamento, e quindi il periodo di pianificazione che lo sottende, dovrebbe essere riconducibile alla necessità di avere un adeguato intervallo di tempo per recuperare gli investimenti previsti. Per quanto riguarda la tipologia del fabbisogno finanziario richiesto dal Servizio Idrico Integrato, si veda la Tab.1 nella quale, per ciascuna delle macroattività del ciclo produttivo dell acqua, vengono sintetizzate le fonti di costo fisso e variabile, e i relativi fattori condizionanti. Si tenga presente che i ricavi correlati sono principalmente dovuti alla quota tariffaria, anche se non si escludono altre forme di ricavo, funzioni della qualità della risorsa o di una opportuna commercializzazione e più in particolare dell output della depurazione. Tab. 1 Le attività del S.I.I. e costi correlati Attività Fattori condizionanti Costi fissi Costi variabili 1. captazione Fattori geologici. l.a. da corsi d acqua superficiali fluenti e sorgenti 1.b. da invasi (dighe) Costi d impianto: medi ambientali: elevati Costi d impianto: elevati ambientali: elevati Costi di gestione e controllo modesti Costi di gestione e controllo medi 1.c da falde sotterranee (pozzi) 2. Adduzione Vincoli geologici e configurazione della domanda:distanza tra captazione e utenza Costi d impianto medi Costi di costruzione elevati (tubazioni, partitori,serbatoi, camere di manovra, opere elettromeccaniche, telecomando/ controllo, ecc.) Costi di gestione e controllo modesti Costi di gestione modesti o medi (in caso di sollevamento in funzione della conformazione del territorio) 11

11 segue Tab. 1 Attività Fattori condizionanti Costi fissi Costi variabili 3. Potabilizzazione Complessità dell impianto in funzione della dell acqua (fabbisogno di trattamento relativo) 4. Distribuzione Vincoli dovuti alla conformazione del territorio ed al tipo di domanda: Distribuzione territoriale dell utenza Opere urbanistiche esistenti Modelli di comportamento 5. Raccolta reflui (reti fognarie) 6. Depurazione e smaltimento fanghi Complessità dell impianto e vincoli dovuti alla conformazione del territorio Costi dell impianto in funzione della quantità e qualità dell acqua. Rilevanza delle economie di scala Costi di realizzazione e manutenzione elevati Costi di realizzazione elevati Costi di realizzazione elevati. Rilevanza delle economie di scala Costi di gestione in funzione della qualità e quantità dell acqua Costi di gestione modesti Costi di gestione medi Costi di gestione elevati Anche dalla successiva Tab. 2 si evince che il fabbisogno finanziario del settore idrico non è tanto di natura corrente quanto di natura strutturale, per finanziare nuove costruzioni, ampliamenti, rinnovi e manutenzioni straordinarie. Per quanto riguarda il sostegno finanziario agli investimenti, sul piano teorico il ricorso al credito sembrerebbe lo strumento più semplice e tempestivo: nella pratica, però, tale percorso risulta difficilmente realizzabile, a causa di un eccessiva lunghezza dei tempi di rientro del capitale, di un elevata presenza di rischi e di un indeterminatezza dei flussi di rientro prevedibili. 12

12 Tab. 2 Le caratteristiche economico finanziarie degli investimenti nel SII Importo dell investimento Tempi stimati di rientro dall investimento Idropotabile Raccolta reflui Depurazione Molto elevato e difficilmente frazionabile Lunghissimo periodo (almeno 30 anni) Molto elevato e difficilmente frazionabile Lunghissimo periodo (almeno 30 anni) Elevato ma frazionabile Medio periodo Costi di esercizio Molto contenuti Contenuti Medio-bassi Rischi tecnici e tecnologici Flusso di ricavi previsti Natura Prevedibilità Rischi tecnici medi, bassi rischi tecnologici Remunerazione tramite quota della tariffa idrica, variabile in base ad interventi legislativi Rischi tecnici medi, bassi rischi tecnologici Remunerazione tramite quota della tariffa idrica, variabile in base ad interventi legislativi Bassi rischi tecnici, rischi tecnologici elevati (obsolescenza) Remunerazione tramite quota della tariffa idrica, variabile in base ad interventi legislativi 4. SOLUZIONI DI FINANZIAMENTO DI TIPO CONVENZIONALE 4.1. Generalità È opportuno analizzare il quadro del Settore, considerate le molteplici esigenze da soddisfare e l abnorme differenza tra la finanza necessaria e la scarsità dei mezzi a disposizione dei gestori d Ambito, molte volte pubblici e con una liquidità non adeguata alle necessità degli investimenti, tanto che i Gestori del SII ricorrono abitualmente al credito bancario, anche in notevole misura, per la gestione dei cicli finanziari di breve periodo (disequilibri temporanei tra entrate ed uscite legati ai costi di natura variabile). Per quanto riguarda, invece, il supporto alle attività di investimento, queste richiedono un assorbimento di risorse finanziarie che fanno riferimento ad operazioni: di lungo periodo (orizzonte temporale fino a 30 anni); con margini di ricavo contenuti, anche se prevedibili (peraltro, resta l incertezza dell applicazione di meccanismi tariffari innovativi); con un grado di liquidabilità dell investimento contenuto. 13

13 Pur essendo disponibili categorie di prodotti finanziari, tecnicamente diversificate ed adeguate per sostenere tali investimenti (es. mutui, finanziamenti in pool, ecc.), le banche manifestano notevoli difficoltà nel concedere credito nel modo richiesto. Molto probabilmente, questo si verifica per una serie di ragioni comprensibili, connesse sia con le caratteristiche economico-patrimoniali dei richiedenti del credito, sia con le logiche gestionali degli intermediari finanziatori. La concessione di credito a lungo-lunghissimo termine (anche oltre i trent anni) intensifica due tipologie di rischi: rischio di liquidità, connesso con l obbligo di far fronte a richieste di rimborso potenzialmente anche a vista (es. dai conti correnti) dal lato del passivo, mentre parte dell attivo è immobilizzato in investimenti di lungo termine; rischio di interesse, connesso con il fatto che la scadenza media ponderata del passivo diviene fortemente più contenuta di quella dell attivo, con la conseguenza che in fase di rialzo dei tassi di interessi la banca potrebbe soffrire di una riduzione della redditività caratteristica (riduzione del margine di interesse). Una soluzione gestionale per la banca consisterebbe nell emissione di obbligazioni, operazione che è però condizionata ad una serie di vincoli, non sempre facilmente superabili. Gli Istituti di credito, in Italia, sono, inoltre, abituati a preferire metodologie di valutazione dell affidabilità dei richiedenti il credito sulla base di tecniche statiche. In altre parole, tendono a privilegiare la concessione di finanziamenti a favore di soggetti economici provvisti di strutture patrimoniali molto solide, specie se si tratta di impegni di lungo periodo. Questa situazione, infatti, agevola l erogazione di credito a lungo termine, visto che esso viene generalmente assistito da garanzie reali (es. ipoteche). I gestori dei SII, peraltro, non presentano caratteristiche patrimoniali in linea con gli obiettivi di tale metodologia di assegnazione dei fidi, in quanto le attività reali possedute risultano difficilmente compatibili con le logiche di funzionamento delle garanzie reali. L attivo dei gestori è prevalentemente un attivo immobilizzato, in quanto è frutto di Attività Materiali Immobilizzate, composte da beni di natura caratteristica, ovvero integrati in un processo produttivo tipico. 14

14 In pratica, sono beni che non hanno un mercato sviluppato per eventuali esecuzioni forzate e, per questa natura, non è facile considerarli come oggetto di garanzie reali (sarebbe alquanto complesso dare luogo ad una esecuzione forzata con riferimento ad un acquedotto o ad un depuratore!). In definitiva, l utilizzo dei prodotti bancari tradizionali presenta limiti difficilmente superabili: spesso risulta necessaria una trasformazione dell operatività della banca, fondata su formule organizzative e logiche professionali del tutto nuove rispetto alla situazione attuale ed alle esigenze del settore. In sostanza, la natura del fabbisogno finanziario connesso con gli sviluppi dei Servizi Idrici, appare più consono a formule di finanziamento innovative project financing, cartolarizzazione delle attività, fondi chiusi verso le quali, da tempo, si rivolge l interesse degli operatori del settore. 5. BANCABILITÀ E REDDITIVITÀ DEL PROGETTO 5.1. Il concetto di bancabilità nella finanza di progetto del settore idrico Il concetto di bancabilità, riferito nel caso di specie ad iniziative finanziarie attraverso tecniche di project financing, viene utilizzato dagli addetti ai lavori al fine di indicare l accettabilità, per il settore bancario, della struttura complessiva di un progetto, ai fini del suo finanziamento, laddove per struttura si intende quella relativa ai contratti commerciali ma anche quella riguardante la struttura finanziaria del progetto, intesa come apporto di risorse finanziarie e di garanzie da parte degli azionisti privati a fronte degli apporti di finanziamento bancario. Il concetto di bancabilità assume particolare rilievo laddove si parla di finanza di progetto, poiché le iniziative finanziate sono caratterizzate da un livello d indebitamento assai elevato che può essere garantito soprattutto dalla capacità del progetto di generare flussi di cassa tali da riparare il debito. Nell ambito del settore idrico sono state generalmente finanziate due forme d impresa: 1. quelle denominate BOT (Build, Operate and Transfer), relative a concessioni di costruzione e gestione d interventi puntuali, specifici e rivolti a controparti 15

15 commerciali predeterminate e caratterizzati da: un flusso di cassa disponibile solo dopo la realizzazione dell infrastruttura; una forte concentrazione iniziale di investimenti; un finanziamento volto ad un infrastruttura specifica (cd. Project Finance puro); un contesto essenzialmente contrattuale; termini contrattuali rigidi; tipologia di rischi specifica. 2. quelle relative ad un gestore integrato che gestisce l intero processo idrico, dalla captazione all adduzione fino alla depurazione. Pertanto esso è maggiormente assimilabile ad un soggetto industriale, che si rivolge ad uno specifico mercato di riferimento, che è quello degli utenti dell acqua. Questa tipologia d impresa è caratterizzata da: flusso di cassa immediato; investimenti diluiti in tutto il periodo della concessione; mix debito/fondi propri/flusso di cassa per finanziare vari tipi di infrastrutture; contesto essenzialmente regolamentare; termini contrattuali flessibili; ampia tipologia di rischi Il processo di verifica della bancabilità Il processo messo in atto dalle banche al fine di determinare la bancabilità del progetto si compone di tre fasi. I. Analisi dei rischi e allocazione sui diversi soggetti partecipanti all iniziativa (costruttore, gestore, acquirente del servizio, assicurazioni, ecc.): questa fase riguarda i processi di negoziazione tra le diverse controparti coinvolte, in particolare banche e azionisti delle società di progetto. È questo il momento in cui si determina il livello di rischio legato all iniziativa da parte del sistema bancario. II. Flusso di cassa generato dal progetto attraverso la sua struttura di costi, ricavi ed investimenti, che deve essere tale da rimborsare il debito messo a disposizione della società di progetto. Il livello di debito messo a disposizione della società di progetto dipenderà dal grado di allocazione dei rischi, quindi dalla rischiosità del progetto, nonché dal flusso di cassa disponibile e dal suo livello di certezza, ossia dalla capacità del progetto di far fronte ai debiti contratti. 16

16 III. Calcolo degli indici di bancabilità del progetto ( Debt Service ), cioè, di quegli indici utilizzati per verificare il livello di sostenibilità finanziaria dell iniziativa e la reale allocazione dei rischi Gestione dei rischi Poiché le operazioni di finanza di progetto sono basate sulla gestione dei rischi, le banche hanno sviluppato nel tempo strumenti in grado di apprezzare il livello di rischio di un iniziativa attraverso analisi di ripartizione degli stessi tra i soggetti coinvolti. In particolare, viene utilizzata la così detta matrice dei rischi attraverso la quale per ciascun rischio è individuato il soggetto su cui è allocata la criticità e verso il quale sono indicate le modalità di mitigazione adottate. Il flusso di cassa del progetto ed il suo livello di certezza sono gli elementi chiave che ne determinano la bancabilità, in quanto esso risulta particolarmente influenzato da due aspetti: la struttura contrattuale del progetto e la probabilità che un rischio si materializzi. La parte alta del cash flow (flusso di cassa disponibile per i debiti) è quella che permette di calcolare i famosi indici di copertura del debito, che consentono alle banche di valutare la possibilità o meno di finanziare un iniziativa in funzione della certezza del flusso di cassa e della sua capacità di rimborsare il debito Valutazione degli indici di bancabilità Di solito i finanziatori utilizzano indici di bancabilità istantanei ed indici di bancabilità dinamici: l indice istantaneo maggiormente utilizzato è l Annual Debt Service Cover Ratio (indice di copertura del debito nell anno in corso), che permette di verificare la capacità del progetto di pagare la rata di debito nell anno in corso (rapporto tra flusso di cassa disponibile e rata in scadenza); l indice dinamico più adottato è senza dubbio il Loan Life Cover Ratio (indice di copertura del debito residuo in un dato anno), che permette di verificare la capacità del progetto di ripagare il debito residuo in un determinato anno attraverso i cash flow disponibili fino all anno successivo all ultima rata di debito in scadenza. 17

17 6. STRATEGIE DI CRESCITA E FINANZA INNOVATIVA 6.1. Generalità Nel Servizio Idrico Integrato come negli altri settori di public utility (telecomunicazioni, gas, elettricità caratterizzati da importanti fenomeni di innovazione tecnologica mediamente, meno rilevanti nel S.I.I.) il raggiungimento di un adeguato livello di qualità infrastrutturale, indispensabile per conseguire obiettivi di efficienza, redditività ed economicità della gestione, mal si concilia con l elevato assorbimento di risorse finanziarie necessario alla realizzazione degli interventi. In particolare, la sostenibilità degli investimenti, in un regime tariffario rigidamente regolato, deve essere conseguita individuando strategie creative che consentano di reperire le risorse necessarie, tutelando l utente del servizio e fornendo, nel contempo, garanzie sufficienti per gli stakeholders. Inoltre, il cosiddetto business dell acqua prospetta opportunità considerevoli, specie in termini di volumi di attività, e le implicazioni strategiche, derivanti dall evoluzione di un settore in cambiamento, sono estremamente complesse ed articolate. Infatti, per la maggior parte degli operatori è stato, è e sarà traumatico il passaggio dalla dimensione protetta e non competitiva di un mercato statico, monopolistico a livello locale e sostanzialmente pubblico, ad una situazione di mercato aperto, dinamico e concorrenziale. Peraltro, l eventuale incapacità dei soggetti gestori di cogliere le attuali prospettive di crescita si può tradurre in due forme di mancato sviluppo. Da un lato, infatti, si determinerà una perdita di competitività dovuta alla mancata valorizzazione (anche in termini finanziari) degli assets e delle competenze di cui dispone, nell ambito di uno scenario competitivo sempre più dinamico e aggressivo. Dall altro, considerando il ruolo di propulsione all economia locale che le utilities non di rado svolgono, la mancata attivazione di politiche di crescita e di innovazione può ricadere anche sul tessuto produttivo locale, attraverso il mancato sfruttamento di nuove opportunità di sviluppo economico ed occupazionale, oltre che di mancato miglioramento della qualità della vita dei cittadini. 18

18 6.2. Il ruolo della finanza d impresa nel cd. business dell acqua In questa prospettiva, il ruolo della finanza d impresa risulta fondamentale, si può configurare, infatti, come il fulcro sul quale dovranno fare leva le utilities che intendono crescere o anche semplicemente sopravvivere. Certamente, però, un evoluzione gestionale così incisiva non si limita alla sola funzione finanziaria, ma deve svilupparsi grazie al coerente coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali. Tuttavia, la finanza risulta essere in prima fila in questo processo di crescita e di avvicinamento al mercato. Innanzitutto, la finanza indica ai servizi di pubblica utilità un preciso obiettivo da raggiungere: la creazione di valore per gli azionisti. In questa prospettiva, risulta indifferente che gli azionisti siano investitori privati e/o soggetti pubblici. Si tratta di un fine condivisibile in quanto permette alle imprese di conseguire un successo duraturo, attraverso la capacità di soddisfare adeguatamente le richieste e i bisogni dei clienti (c.d. customer satisfaction). Inoltre, la finanza offre, sul piano operativo, un ricco insieme di strumenti e tecniche in grado di rispondere alle peculiari esigenze di investimento e finanziamento. Infine, all interno del nuovo contesto competitivo, che negli ultimi anni ha investito profondamente la Pubblica Amministrazione nel suo complesso, l interazione con l ambiente esterno e, più precisamente, con figure «nuove» come investitori (sia a titolo di istituzioni finanziarie che di partner industriali), risulterà, per le public utilities, un attività cruciale e non sporadica. In sintesi, nell ampio ventaglio di strumenti che la finanza mette a disposizione (mercato azionario e/o obbligazionario, fusioni e acquisizioni, finanza di progetto, investitori istituzionali, joint venture, billing, securization, ecc.) appare evidente che il project financing, caratterizzato da ingente apporto di capitali terzi, orizzonte temporale medio-lungo e chiara ripartizione dei rischi, sia uno strumento finanziario particolarmente adatto al settore idrico, caratterizzato da necessità di investimenti infrastrutturali capital intensive. 19

19 7. IL PROJECT FINANCING 7.1. Generalità Il project financing è una tecnica di finanziamento di progetti ad elevata intensità di capitali, dove la base della fiducia dei creditori non corrisponde con lo standing creditizio delle imprese promotrici dell iniziativa, bensì con la fattibilità e la redditività del progetto. Le fonti per il rimborso dei debiti sono soprattutto i flussi monetari generati dall investimento stesso e la loro garanzia è data dagli assets che ne fanno parte. La peculiarità di queste operazioni si riscontra proprio nel processo di negoziazione che nasce attorno alla ripartizione dei rischi, la cui entità va commisurata in base alla validità complessiva del progetto e alle sue probabilità di successo nel tempo e non in capo alle garanzie offerte dallo sponsor a copertura dell iniziativa. La garanzia va qui vista, infatti, solo come protezione per il rimborso del prestito nell eventualità che lo stesso non venga ripagato dai proventi della normale attività gestionale. Le operazioni di project financing presentano, in genere, elevati profili di complessità in quanto prevedono il coinvolgimento di un numero notevole di soggetti e l articolazione dei rapporti che intercorrono tra di essi. Nello schema si riporta una rappresentazione estremamente semplificata delle varie fasi del procedimento, e di seguito, sempre a titolo di esempio, sono indicati i principali attori comunemente coinvolti in un operazione di finanza di progetto. 20

20 7.2. Il project financing: una forma di finanziamento integrativa Il deficit infrastrutturale accumulatosi negli anni nel settore idrico e la necessità di perseguire gli obiettivi in tema di qualità dei servizi pubblici imposti dalla Comunità Europea richiedono, tuttavia, l esigenza di ricercare forme di finanziamento integrative e, almeno relativamente a specifici interventi, anche sostitutive rispetto a quelle pubbliche. Sotto questo fondamentale profilo, l attenzione deve accentrarsi, in particolare, su quei meccanismi che consentano la partecipazione dei privati al finanziamento delle pubbliche infrastrutture suscettibili di un rendimento economico. Il project financing costituisce uno strumento assai interessante per realizzare una compartecipazione privata al finanziamento degli investimenti pubblici. Si tratta di uno strumento di vasta utilizzazione internazionale che ormai ha trovato una strutturazione tipizzata per quanto concerne sia gli aspetti economico-finanziari sia quelli giuridici. Come noto, il project financing è un metodo di finanziamento degli investimenti caratterizzato da alcune particolarità sotto il profilo economico-finanziario e giuridico, che lo distinguono nettamente dai finanziamenti erogati direttamente all impresa, indipendentemente dal loro livello di strutturazione (c.d. corporate loans). La caratteristica specifica del project financing è data dall erogazione di un finanziamento (eventualmente mediante tranches successive) che almeno in linea di principio non è garantito dagli assets dell investimento e nemmeno da quelli dei soggetti sponsor, ma dipende fondamentalmente dalla capacità del progetto di ripagare il debito contratto, consentendo una remunerazione per le banche corrispondente al livello di rischio dell iniziativa Tratti distintivi delle operazioni di project financing Nelle operazioni di project financing si rinvengono sempre i seguenti tratti distintivi: a. la creazione apposita, come prenditore dei fondi, di un soggetto (denominato società di progetto o società-veicolo) giuridicamente autonomo rispetto ai soggetti sponsor (e tale pertanto da non comprometterne la posizione finan- 21

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