1. Premessa. 2. Introduzione

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1 1. Premessa La tutela e la salvaguardia dell ambiente sono un argomento all ordine del giorno ormai da decenni. Ma, purtroppo, solo di recente, la questione energetica ha assunto l importanza che merita. Lo sfruttamento incondizionato delle risorse naturali, la quasi assenza del concetto della produzione distribuita di energia da fonte rinnovabile, sommato al sempre crescente fabbisogno mondiale rischia, in assenza di una reale presa di coscienza del problema, di creare forti tensioni tra i popoli e grandi emergenze ambientali. Da qui la necessità di introdurre nuovi sistemi di produzione di energia alternativi alle fonti fossili, destinate, nel tempo ad esaurirsi. 2. Introduzione Il presente documento riporta alcune azioni possibili per realizzare, in ambito territoriale, obbiettivi di efficienza energetica e produzione energie da fonti rinnovabili. Tali azioni non dovranno essere necessariamente solo di carattere realizzativo, ma dovranno anche essere caratterizzate dall attuazione di iniziative atte a diffondere, la cultura del risparmio e dell uso intelligente dell energia. Strumento per la realizzazione di tale progetto potrebbe essere una costituenda Agenzia Territoriale per l Energia E.S.Co.. Gli immobili e le aree, patrimonio dell Ente/Enti soci, sarà il campo su cui si dovrà agire. Ciò, in prima istanza perché lo prevede la normativa, ma anche perché, notoriamente gli interventi pubblici, se virtuosi, possono diventare riferimento per tutto il territorio, con beneficio oltre che energetico e ambientale anche economico. Inoltre, si otterrebbe un ulteriore risultato, la divulgazione della cultura del risparmio. 3 Naturalmente, in tale ambito, i costi per la realizzazione delle opere ricadrebbero esclusivamente su soggetti pubblici, pertanto trova perfetta applicazione il principio del Finanziamento Tramite Terzi (FTT), strumento tipico delle ESCO, che permette la realizzazione degli interventi senza necessariamente ricorrere ad investimenti a carico del soggetto beneficiario. Anche nel caso di singoli interventi, non va comunque perso di vista il concetto globale che tende ad indirizzare il territorio verso una più efficiente gestione energetica. In altre parole, un qualunque intervento (fotovoltaico, solare termico, coibentazione, ecc..), pur rappresentando di per sé un azione meritevole, serve a poco se resta isolato. Ben più valore ha il medesimo intervento se è lo considerassimo all interno di un piano organico frutto di una analisi e di una scelta inserita in una rete territoriale. Per poter avviare un azione efficace, sarà necessaria una fase iniziale in cui si svilupperà l analisi dello stato di fatto sulla base dei dati disponibili. Inoltre, qualora non fosse già stato effettuato in precedenza, si dovrà procedere al censimento delle strutture pubbliche a fronte del quale poter elaborare studi di fattibilità specifici finalizzati allo sviluppo di un piano di interventi da sottoporre ai soci pubblici. Tali interventi avranno come scopo prioritario, la riorganizzazione dei servizi energetici un ottica di risparmio ed efficienza. Come già detto, una società/agenzia che voglia pienamente configurarsi come ESCo, deve impegnarsi anche sul fronte della divulgazione dei principi della buona pratica energetica ed ambientale. Con programmi di partecipazione e/o diffusione, in modo che le

2 intenzioni del soggetto Agenzia possano essere condivise da tutti i soci così da coinvolgere i singoli enti locali, le municipalizzate, e a cascata tutti gli altri elementi del territorio. Infine, altra funzione estremamente importante della Agenzia è quella di coordinamento nei confronti degli enti locali aderenti, in relazioni a tematiche di carattere normativo e di indirizzo quali la realizzazione di linee guida per la redazione di Regolamenti Edilizi che tengano conto degli aspetti di efficienza energetica oppure per la predisposizione di Piani regolatori per l illuminazione. Per poter conseguire le proprie principali finalità statutarie, ovvero la riduzione, la razionalizzazione e l efficienza energetica attraverso interventi strutturali sugli immobili e/o l installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, l Agenzia dovrà occuparsi, a scala comunale o territoriale, di attività di rilevante e strategica importanza. Quali: o strumenti di analisi e piani di gestione energetica efficiente gestione del patrimonio immobiliare pubblico, o piani di gestione energetica efficiente della rete di illuminazione pubblica, o piani per lo sviluppo/introduzione delle fonti rinnovabili (in particolare per l Agenzia di interesse del presente documento: solare, idroelettrico, biomasse), o iniziative a supporto delle strutture tecniche dei Comuni in ambito energetico, o attività di coordinamento, promozione dei sistemi di efficienza energetica, sensibilizzazione informazione e comunicazione per i propri Soci e il territorio di riferimento. 4

3 3. Patrimonio immobiliare pubblico: lo sviluppo di una gestione energetica efficiente. Gli edifici di proprietà pubblica rappresentano un settore di rilievo nel quale è necessario concentrare gli sforzi per conseguire una gestione energetica più efficiente. Le azioni effettuate sul patrimonio immobiliare pubblico hanno una doppia valenza: oltre ad apportare benefici diretti per quanto concerne il risparmio energetico (riduzione di costi di gestione) ed il miglioramento ambientale (riduzione delle emissioni), sono da considerarsi anche uno stimolo ed un esempio di best practice nei confronti del settore privato. Tali sforzi devono essere rivolti sia al miglioramento dei sistemi impiantistici (termico ed elettrico), che delle strutture architettoniche (riduzione delle dispersioni). Per un controllo integrato del patrimonio pubblico, la prima azione da effettuare consiste in una attenta analisi conoscitiva della consistenza del parco edifici, che sia in grado di fornire un quadro sufficientemente dettagliato del patrimonio immobiliare su cui si deve intervenire. Tale azione rappresenta un elemento essenziale per pianificare interventi di manutenzione straordinaria, sia sugli edifici che sugli impianti, finalizzati al risparmio energetico se non, in casi estremi all adeguamento normativo. Scopo di tale operazione, sarà la definizione di una banca dati, con quale, dopo aver effettuato le diagnosi energetiche, si possa avviare un monitoraggio permanente dei consumi energetici ed di conseguenza l elaborazione di linee di intervento. Oltre a fornire una chiara visione sulle incidenze dei consumi energetici rilevabili nei diversi edifici, l articolazione della banca dati deve disporre di procedure per l individuazione di indici della qualità energetico-prestazionale degli edifici. Attraverso un apposito software in grado di gestire ed analizzare i dati, sarà possibile valutare e definire gli interventi e le relative priorità. 5 Il censimento degli edifici e la conduzione di una diagnosi energetica richiede la raccolta di informazioni provenienti da documentazioni di carattere catastale, di informazioni desunte da eventuali dati di archivio reperibili presso gli uffici tecnici, sia in formato cartaceo che elettronico, oppure rilevate da sopralluoghi puntuali. Con ogni probabilità saranno poi necessarie verifiche incrociate, estrapolazioni per analogia o stime numeriche per specifiche ipotesi di lavoro. I dati da raccogliere e da configurare con opportuni metodi di stima sono riassumibili nelle seguenti macro famiglie: o Dati anagrafici e descrittivi dell edificio o Destinazioni d uso originarie ed attuali o Modalità occupazionali o Consumi storici o Dati geometrico-dimensionali o Tipologie edilizie o Tipologie impiantistiche o Tipologie e tecnologie costruttive degli involucri Per le differenti destinazioni di uso, sulla base di alcune informazioni circa le modalità di occupazione degli edifici, vengono ricostruiti modelli di riferimento rispetto ai quali, anche a seguito di adeguati confronti con i consumi reali, potranno emergere situazioni di particolare inefficienza. Confronti incrociati all interno delle medesime categorie di edifici possono fornire una graduatoria di efficienza tra gli stessi.

4 Ciò consente di elaborare, ad un primo livello di approssimazione, diversi scenari di intervento sull intero parco o su porzioni di esso e condurre utili valutazioni sugli effetti delle eventuali modifiche strutturali o gestionali degli edifici e degli impianti. La valutazione procederà secondo i seguenti passi: o Analisi del parco edifici e individuazione di indicatori di efficienza o Ricostruzione di un caso base per ogni tipologia di edifici con cui confrontare le prestazioni energetiche dei vari edifici o Confronto dei consumi e degli indicatori di efficienza tra gli edifici di una stessa categoria. Una tale procedura consente di stimare, con buona approssimazione, il potenziale risparmio attuabile sull intero patrimonio edilizio. 6

5 4. Sistema di illuminazione pubblica: sviluppo di una gestione energetica efficiente. La mancanza di controllo sull illuminazione esterna pubblica e privata determina sprechi di energia e ridotta efficienza del servizio. I fenomeni di inquinamento luminoso che danneggiano la percezione del cielo notturno, nuocciono all ambiente naturale, ostacolano l osservazione astronomica, provocano effetti di abbagliamento e di inquinamento ottico per gli automobilisti nonché altri disturbi psicofisici per i cittadini, quali quelli prodotti dalla luce intrusiva. Per fattori vari, risulta che nel nostro paese, almeno il 30-35% dell energia utilizzata per l illuminazione pubblica esterna, viene inviata direttamente verso il cielo. L effetto di tale risparmio equivarrebbe al beneficio apportato al bilancio dell anidride carbonica da una estensione di foresta di alberi ad alto fusto di quasi ettari. Non è poi da trascurare che il restante quantitativo è spesso utilizzato in eccesso rispetto alle reali esigenze della collettività. In genere non è difficile rilevare i seguenti stati di fatto: o Impianti sovradimensionai in relazione alle necessità o Impianti funzionanti a pieno regime per tutto il corso della notte senza possibilità di ridurre il flusso luminoso durante le ore di minor traffico o Monumenti con illuminazione eccessiva e/o con diffusione della luce al di fuori della sagoma e non soggetti a spegnimento programmato o a riduzione di flusso o Erronea, eccessiva ed inutile illuminazione di facciate di edifici, privi di alcun pregio architettonico utilizzata per fini pubblicitari o di presunta sicurezza senza alcun controllo o Impianti con corpi illuminanti non idonei al fine per cui sono utilizzati, installati in modo tale da disperdere parte del flusso luminoso e, spesso, abbaglianti o Impianti realizzati in zone poco urbanizzate o senza una reale necessità di esistenza. 7 E possibile illuminare correttamente dove è necessario, senza tuttavia oscurare né le città né le strade, favorendo esclusivamente: o La realizzazione di buoni impianti che non disperdano luce verso l alto o La scelta dei migliori sistemi per ridurre i consumi o Il mantenimento e la salvaguardia dell oscurità del cielo Il risparmio potenzialmente attuabile è consistente, ma prevede l elaborazione di piani di intervento adeguati che, partendo dalla diagnosi delle condizioni attuali degli impianti e delle esigenze specifiche delle diverse aree, individuino una successione di interventi subordinata alle urgenze e alle disponibilità. Si pensi che l efficienza media del parco lampade oggi in uso si aggira sui 50 lumen/watt, mentre un obiettivo ritenuto realisticamente conseguibile è di raggiungere un valore medio di 90 lumen/watt. La legislazione di alcune Regioni promulgate nel 2000 ha comportato la definizione di Linee Guida a livello provinciale per la redazione del Piano Regolatore dell Illuminazione, tuttavia tale strumento è obbligatorio solo per i comuni con popolazione superiore a abitanti. L Agenzia può quindi porsi come soggetto sovraterritoriale per coordinare interventi di miglioramento dell efficienza energetica degli impianti di illuminazione pubblica anche in realtà di dimensioni minori.

6 5. E.S.Co a supporto alle strutture tecniche dei comuni in ambito energetico. Ulteriore attività, di rilevante importanza che l Agenzia può e deve perseguire, sarà di diventare punto di riferimento per gli UTC per le problematiche inerenti l energia, sia essa elettrica che termica. Nonché fornire supporto per la classificazione e certificazione energetica degli edifici. In questo caso sia pubblici che privati. Il settore dell edilizia privata, sia residenziale che terziaria, ha un potenziale di efficientamento energetico molto elevato, e sempre più spesso si rivolge all ente pubblico per avere indicazioni o direttive. La rigidità della domanda energetica nel settore civile/terziario, è determinata da scelte del passato fatte in fase di investimento, per la maggior parte senza tenere conto delle relative conseguenze sui consumi e costi di gestione. Pertanto appare utile proporre oggi strumenti in grado di influenzare le scelte di investimento a lungo termine che inevitabilmente finiranno per condizionare i consumi energetici di domani. Numerose esperienze internazionali dimostrano che gli strumenti urbanistici, quali piani regolatori e regolamenti edilizi, rivestono importanza cruciale in questo contesto ed, attraverso l imposizione di requisiti minimi di qualità edile ed energetica, sono in grado di condizionare in modo determinante i comportamenti degli operatori e costruttori operanti sul mercato. Riguardo l efficienza energetica degli edifici, il riferimento normativo è la Direttiva Europea 2002/91/CE inerente il rendimento energetico in edilizia, che si pone come obiettivo la promozione del miglioramento del rendimento energetico degli edifici nella Comunità, tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle precisazioni per quanto riguarda il clima degli ambienti interni e l efficacia sotto il profilo dei costi. Tale Direttiva è conseguente a studi della Commissione stessa che hanno evidenziato come gli edifici assorbano il 40% del fabbisogno energetico dell Unione, costituendo uno dei potenziali settori d intervento al fine del risparmio energetico e di un uso più razionale dell energia. Gli interventi tecnologici sull architettura dell edificio per il risparmio energetico, ottenibili con sistemi sia attivi che passivi, mirano ad abbassare il fabbisogno energetico termico dell edificio fino al 50% rispetto ad un edificio convenzionale di riferimento (requisiti minimi del sistema edificio-impianto imposto dalla Legge 10/91), fornendo tale fabbisogno anche mediante fonti rinnovabili. 8 In tale scenario, l attività dell Agenzia deve ricondursi ad una funzione di coordinamento e promozione di tale certificazione attraverso tre canali principali 5.1. Formazione tecnici comunali Preparare e supportare i tecnici comunali nelle attività di valutazione e controllo degli aspetti energetici dei progetti edilizi che vengono presentati è essenziale affinché la normativa sia correttamente applicata e possa sortire gli effetti desiderati 5.2. Formazione tecnici privati e operatori del settore edilizio Promuovere tra gli operatori del settore (tecnici o imprese) una conoscenze delle modalità e tecnologie costruttive che permettono il conseguimento degli standard di efficienza energetica richiesti dalla normativa.

7 5.3. Regolamenti edilizi con riguardo all efficienza energetica Studio e predisposizione di linee guida per la stesura di regolamenti edilizi nei quali risulti premiante la scelta di soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico sia per quanto attiene agli involucri che agli impianti o l utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. 9

8 6. E.S.Co, la cabina di regia delle politiche energetiche. Nella sua funzione di indirizzo e coordinamento di interventi inerenti le fonti energetiche rinnovabili, l Agenzia deve prevedere delle analisi di fattibilità e la definizione di orientamenti al fine di governare le scelte del territorio su cui opera e porsi come interlocutore privilegiato per la realizzazione dei relativi investimenti. In tale ottica appare importante da un lato, analizzare le potenzialità di sviluppo delle principali fonti di energia rinnovabile che possono trovare applicazione in ambito locale e contemporaneamente sviluppare sistemi che permettano una valutazione delle opportunità e potenzialità di intervento Modelli di simulazione e SSD Le scelte in materia di politica energetica, che l Agenzia deve governare, quali la localizzazione degli impianti, definire verso quale tecnologia orientarsi, valutare costi, ritorni e impatti di vario tipo, richiedono un supporto adeguato oggettivo, ripercorribile e che sia anche strumento di simulazione delle alternative e gestione degli scenari. I Modelli di Simulazione Dinamica applicati rispondono ottimamente ad esigenze di questo tipo e costituiscono la nuova frontiera dei sistemi di supporto alle decisioni (DSS). Una realtà innovativa e proattiva come deve essere l Agenzia può, attraverso sistemi di questo tipo, rivoluzionare le logiche decisionali rendendo il processo trasparente ed oggettivo, senza che questo limiti la possibilità decisionale dei soggetti coinvolti, ma anzi aumentando la consapevolezza degli attori chiamati a prendere decisioni di carattere territoriale. I punti salienti dei sistemi che si propone di implementare sono i seguenti: o Lo scopo della Simulazione Dinamica è di simulare il comportamento di sistemi complessi e le sue relazioni con altri sistemi; o La Simulazione Dinamica utilizza flussi e livelli per mappare le relazioni tra i diversi elementi del sistema (costanti, variabili); o I modelli consentono il monitoraggio dell evoluzione dei sistemi nel corso del tempo o Il decisore ha a disposizione un pannello per il controllo della simulazione. Mediante tale interfaccia potrà visualizzare i risultati ottenuti a fronte delle diverse ipotesi effettuate Sviluppo fonti rinnovabili: il solare L energia solare rappresenta in teoria la più importante fra le fonti rinnovabili: potenzialmente potrebbe fornire un energia volte superiore al consumo energetico annuale mondiale. Il paese dispone di un irraggiamento medio pari a 3-4 KWh/m 2 /giorno nei tre mesi invernali, 4-6 KWh/m 2 /giorno nei mesi primaverili ed autunnali e 6-7 KWh/m 2 /giorno nei mesi estivi. Le tecnologie che permettono lo sfruttamento dell energia solare sono suddivisibili essenzialmente in tre grandi tipologie: o Il solare termico o Il solare fotovoltaico (FV) o Il solare termodinamico

9 Il solare termico utilizza la radiazione solare, captata da appositi pannelli, per riscaldare un fluido, le applicazioni principali sono relative alla produzione di acqua calda sanitaria ed il riscaldamento degli ambienti. Il solare fotovoltaico utilizza la radiazione solare, captata da moduli composti da celle cristalline, trasformandola in energia elettrica che, in funzione delle dimensioni dell impianto, è utilizzata direttamente e completamente dal singolo utente o è immessa in rete. Data la loro modularità, i sistemi fotovoltaico presentano una estrema flessibilità di impiego: come illustrato nella seguente figura, a seconda della potenzialità dell impianto, i campi di utilizzo sono molteplici. 11 La Regione Piemonte, nel Piano Energetico Ambientale Regionale, pone l obiettivo di raggiungere entro i prossimi anni i seguenti livelli: Tecnologia Obiettivo 2005 Obiettivo 2010 Solare termico m m 2 Solare fotovoltaico 2000 kw 4000 kw I benefici ambientali ottenibili dall adozione di sistemi fotovoltaico sono proporzionali alla quantità di energia prodotta, supponendo che questa vada a sostituire l energia altrimenti fornita da fonti convenzionali, e sono quantificabili in termini di emissioni di gas climalteranti evitate, convenzionalmente espresse in termini di kg CO 2 equivalente. Per produrre un kwh elettrico vengono bruciati mediamente l equivalente di 2,54 kwh sotto forma di combustibili fossili e di conseguenza emessi nell aria circa 0,7 kg di CO 2eq (ENEA). Quindi ogni kwh prodotto dal sistema fotovoltaico evita l emissione di 0,5 kg di anidride carbonica. Per quantificare il beneficio che tale sostituzione ha sull ambiente, si consideri un potenziale impianto con una potenza di picco di 1 kw. L emissione di anidride

10 carbonica evitata in un anno si desume moltiplicando il valore dell energia elettrica prodotta dai sistemi per il fattore di emissione del mix elettrico italiano. Energia elettrica generata in un anno Fattore del mix elettrico italiano Emissioni evitate in un anno Tempo di vita dell impianto Emissioni evitate nel tempo di vita 1100 kwh el /kw p 0,5 kg CO 2eq / kwh el 555 kg CO 2eq 25 anni kg CO 2eq I benefici ambientali connessi all installazione di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria varia a seconda del tipo di caldaia che va a sostituire/integrare. In sintesi se l impianto solare va ad integrare una caldaia elettrica, si evita l emissione di 0,5 kg CO 2 per ogni kw prodotto; se va ad integrare un impianto a gas naturale, si evita l emissione di 0,25 kg CO 2 per ogni kw termico. Il solare termodinamico, tecnologia nuova rispetto alle precedenti, utilizza i raggi solari concentrati per portare ad alte temperature liquidi o sali, in grado di trasmettere e cedere calore a sistemi meccanici capaci di trasformare l energia termica in energia elettrica. Il vantaggio dell adozione di tale tecnologia, sta nel fatto che con una singola applicazione si può avere energia sia termica che elettrica. L attività di promozione di tali sistemi è fondamentale, dal momento che attualmente, gran parte dei potenziali utenti non conosce la tecnologia solare. L applicazione della tecnologia solare a livello di edifici di uso pubblico deve essere promossa, sia per un interesse diretto di risparmio, sia per la creazione di un mezzo divulgativo importante per favorire il contatto diretto dei potenziali utenti con tali tecnologie. La disponibilità di professionisti qualificati è essenziale per una corretta diffusione degli impianti a tecnologia solare, così come procedure e regolamenti che a livello locale non ne rendano complesso l utilizzo Sviluppo fonti rinnovabili: idroelettrico L energia idroelettrica è ottenibile sfruttando un salto idrico e convertendo con appositi macchinari l energia meccanica contenuta nella portata d acqua trattata in energia elettrica. La potenza di un impianto idroelettrico dipende essenzialmente da due termini: o Il salto (dislivello esistente tra la quota a cui è disponibile la risorsa idrica svasata e il livello a cui la stessa viene restituita dopo il passaggio attraverso la turbina) o La portata (la massa di acqua che fluisce attraverso la macchina nell unità di tempo). In Italia lo sviluppo della produzione idroelettrica ha praticamente raggiunto la sua massima espansione per quanto riguarda i siti dove era possibile realizzare grandi impianti. L interesse si concentra attualmente sulle piccole risorse idrauliche, ovvero sulle piccole centrali idroelettriche realizzabili su sistemi idraulici destinati ad altri usi o comunque su siti che non necessitano di opere di sbarramento. Attualmente, all interno del territorio provinciale è quantificabile una potenza complessiva pari a circa 16 MW, per una produzione media annua dell ordine di 86 GWh. Tali impianti sono ubicati principalmente sui canali che attraversano il comune capoluogo.

11 Le stime riportate nel Piano Energetico Ambientale Regionale quantificano il potenziale incremento regionale nel settore della produzione idroelettrica al 2010, in 150 MW di potenza in termini di nuovi impianti, escludendo gli interventi di ripotenziamento e la centrale di Pont Ventoux. Come già indicato per la produzione fotovoltaico, in termini ambientali ogni kwh prodotto da fonte idroelettrica evita l immissione in atmosfera di 0,5 kg di CO 2. Obiettivo dell Agenzia deve essere la definizione del quadro idrografico locale con l identificazione delle possibili realtà da sfruttare ai fini idroelettrici con la relativa fattibilità tecnico economica. Successivamente, operando in ambito ESCo, si potrà accedere ai benefici generati dai certificati di efficienza energetica Sviluppo fonti rinnovabili: le biomasse Con il termine biomasse si designa ogni sostanza organica di origine vegetale o animale, da cui sia possibile ottenere energia attraverso processi di tipo termochimica o biochimico. La biomassa utilizzabile ai fini energetici comprende quindi tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili ovvero trasformati in altre sostanze di più facile utilizzo negli impianti di conversione. Altre forme di biomassa possono, inoltre, essere costituite dai residui delle coltivazioni destinate all alimentazione umana o animale o piante espressamente coltivate per scopi energetici. Le più importati tipologie di biomasse sono: o Residui forestali o Scarti dell industria di trasformazione del legno o Scarti delle aziende agricole/zootecniche o Scarti mercatali 13 In funzione della tipologia di biomassa da utilizzare, le principali tecniche di sfruttamento di tale risorsa fanno riferimento a processi di conversione biochimica o termochimica. Tra le tecnologie di conversione energetica delle biomasse, alcune hanno raggiunto uno sviluppo tale da consentirne l utilizzazione su scala industriale, altre, invece, necessitano di ulteriore sperimentazione al fine di aumentare i rendimenti e ridurre i costi di conversione energetica. Le tecnologie attualmente disponibili sono sinteticamente riassumibili in: o Digestione anaerobica o Fermentazine alcolica o Carbonizzazione o Combustione diretta o Pirolisi o Gassificazione o Estrazione di oli combustibili (biodiesel) o Steam explosion I campi di applicazione più diffusi per tali tecnologie sono: o Residenziale termico: la biomassa può essere utilizzata per il riscaldamento civile; il combustibile utilizzato è molto spesso legna; la tecnologia mira a migliorare l efficienza dei sistemi di riscaldamento diminuendo la quantità di combustibile necessario;

12 o Commerciale/industriale: la biomassa può essere impiegata come combustibile per il riscaldamento dei locali, per produrre calore ed elettricità; o Industriale/civile elettrico: impianti medio-grandi di generazione elettrica o cogenerazione. Lo sfruttamento delle biomasse come contributo al soddisfacimento dei fabbisogni energetici, presenta interessanti prospettive, ma mentre l impiego di residui e di scarti dipende unicamente da valutazioni economiche (anche in rapporto ad usi alternativi), il ricorso su larga scala a colture energetiche presuppone importanti decisioni di politica agricola e forestale. Nel quadro dell utilizzo energetico delle biomasse, l Italia si pone in una condizione di scarso sviluppo, nonostante l elevato potenziale di cui dispone, stimato essere non inferiore a 27 Mtep. Nel 1996 in Italia gli impianti che utilizzavano legno e residui legnosi, biogas da discariche, fanghi da depurazione e deiezioni animali erano quantificabili in circa 170 MWe. Tale valore, secondo gli obiettivi nazionali, espressi nel Libro Bianco per la valorizzazione delle fonti rinnovabili doveva raggiungere nel 2000 i 610 MWe per arrivare al 2010 a 2500 MWe. La Regione Piemonte, nel Piano Energetico Ambientale Regionale, pone l obiettivo di raggiungere entro i prossimi 4-6 anni i 100 MW. Ciò potrà essere uno dei punti di maggior attività per la costituenda realtà territoriale. 14

13 7. La comunicazione: attività strategica per la diffusione della cultura energetico-ambientale. Le azioni svolte in prima persona dagli enti facenti parte dell Agenzia possono rivestire un ruolo determinante per la diffusione della cultura energetico-ambientale (efficienza, risparmio e fonti rinnovabile) tra la popolazione presente nel territorio di riferimento dell Agenzia stessa. L ente pubblico che innesca un processo di tutela dell ambiente può (e deve!) essere preso come esempio e svolgere ruolo di traino per l attecchimento dei processi ambientalmente corretti avviati. Ragionando in quest ottica, risulta lampante l importanza del ruolo della comunicazione, intesa come attività capacità di innestare e sviluppare un rapporto tra il soggetto proponente di un determinato messaggio e il suo interlocutore Piano di comunicazione in ambito di energia&ambiente I cambiamenti, ed in particolare quelli che riguardano l intera società, non avvengono in modo repentino. Si tratta, appunto, di processi che richiedono i tempi della politica, chiamata a definire orientamenti e indirizzi, e i tempi tecnici di attuazione. In questo periodo di transizione è responsabilmente doveroso il coinvolgimento delle popolazioni locali soprattutto quando è in atto una trasformazione tecnologica, come quella che riguarda l introduzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili ad integrazione dei sistemi utilizzati fino ad oggi. Con l introduzione delle fonti rinnovabili i cittadini non sono più semplici utenti del servizio ma partecipano in prima persona alla produzione di energia per il fabbisogno personale e collettivo. Ciò ancor più utile, quando avviene in modo distribuito. Quindi, occorre che il processo tecnologico sia anticipato e affiancato da un processo culturale dalla duplice valenza: favorire la presa di coscienza delle motivazioni che inducono al cambiamento tecnologico; diffondere e radicare la cultura dell energia e dell ambiente per favorire il risparmio, l efficienza energetica. In quest ottica, le fonti rinnovabili per produrre energia in quantità sufficiente per il proprio fabbisogno assumono una grande importanza. Così, l Ente locale, l azienda e la famiglia possono diventare porzioni di una grande centrale distribuita sul territorio per la produzione dell energia La Responsabilità Sociale d Impresa Per una Agenzia per l energia che abbia come scopo l adozione di iniziative per l efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili, avviare azioni per divulgare, diffondere e radicare il proprio operato dovrebbe essere un impegno da annoverare tra le attività statutarie e un obiettivo socio-educativo. Perseguire tale obiettivo significa essere attivi nel campo della cosiddetta Responsabilità Sociale d Impresa (RSI), un percorso aziendale che consente di acquisire ulteriori credenziali (come la certificazione volontaria SA8000) a quelle di serietà, concretezza e coerenza che l Agenzia andrà maturando durante il proprio ciclo operativo.

14 È possibile intraprendere programmi di RSI nei diversi settori aziendali con cui ogni realtà economica deve confrontarsi (personale, fornitori, clienti, produzione, logistica, comunità, informazione, ambiente ecc.). È evidente che vi debba essere una certa coerenza con il proprio settore operativo La RSI per una Agenzia per l energia Nel caso di una Agenzia per l energia (in considerazione anche del fatto sia una società mista pubblico-privata) provvedimenti di RSI posso tradursi in: a. iniziative socio-didattico-culturali destinate alla popolazione locale (progetti di divulgazione e radicamento della cultura energeticoambientale); b. iniziative finalizzate a favorire la nascita di processi partecipativi e di osservatori permanenti (coinvolgimento attivo degli stakeholder di riferimento, costituzione o attivazione contatti con Agenda21 locale, tavoli di lavoro tematici, ecc.); c. iniziative di formazione per agli operatori del settore (personale della pubblica amministrazione, liberi professionisti, mondo produttivo); d. iniziative di informazione trasparente tra soci e azionisti (e se c è la comunità finanziaria) e il territorio di riferimento. Per una impresa/società in fase di costituzione è auspicabile, tra i propri piani di strategia aziendale, vedere inserite anche proposte di responsabilità sociale d impresa. Un piano di comunicazione, che rispetti appieno il significato del comunicare, rappresenta già un valido e coerente programma di RSI Comunicare per stimolare i rapporti sociali Comunicare significa mettere in comune e quindi condividere qualcosa con qualcuno. A differenza dell informare (che significa divulgare semplicemente una notizia), con il comunicare si ha uno scambio tra gli interlocutori. Con l attività di scambio si instaurano, sviluppano e strutturano rapporti sociali. Da qui, l importanza del ruolo di una Agenzia/società in veste di soggetto proponete di iniziative di educazione e formazione sul tema dell emergenza energetica e della sua presa di coscienza tra la popolazione presente nel territorio in cui l Agenzia stessa andrà ad operare. 16 In linea con i presupposti della RSI e con il concetto del comunicare, iniziative socio-didatttico-culturali, di costituzione di processi partecipativi e osservatori permanenti, di formazione e di informazione (quali iniziative previste come attività di RSI per un Agenzia per l energia) rappresentano la struttura portante di un piano, quello della comunicazione, predisposto per costituire una rete di relazioni tra tutti quei soggetti coinvolti in quel processo di trasformazione tecnologico che ha come centro d interesse l emergenza energetica e la necessità di produzione di energia da fonti rinnovabili Obiettivi del piano di comunicazione Gli obiettivi del piano di comunicazione si riassumo in tre macro aree: comunicazione, informazione, promozione.

15 o comunicare per rendere partecipi i cittadini al processo di trasformazione tecnico-culturale in materia di energia, efficienza/risparmio energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili; o informare per divulgare attività in corso, progetti, obiettivi raggiunti, stato di salute aziendale, ecc. (informazione trasparente); o promuovere iniziative per diffondere la cultura energetico-ambientale verso tutti gli stakeholder interessati Attività e ambiti di applicazione Iniziative socio-didattico-culturali. La scuola quale veicolo della cultura energetico-ambientale. Una società, perlopiù mista pubblico-privata, che si occupa di efficienza energetica e di fonti rinnovabili, ha il dovere morale e sociale di contribuire alla divulgazione e al radicamento della cultura energetico-ambientale tra la popolazione presente nel territorio in cui opera. Tale processo avviene con la messa in atto di iniziative socio-didatticoculturali di coinvolgimento della popolazione locale affidando al mondo della scuola ruolo cardine nello sviluppo del processo stesso. Le iniziative socio-didattico-culturali che danno risultati concreti non sono mere campagne di sensibilizzazione prive di contatto diretto con i destinatari, ma programmi didattico-educativi complessi (costituiti da un piano di azioni consequenziali e integrate) che prevedono attività capaci di far interagire le diverse fasce di età della popolazione nonché i diversi ambiti produttivi e della pubblica amministrazione. 17 L avvio del canale di comunicazione tra le parti (Agenzia per l Energia società civile scuola di ogni grado e università mondo produttivo pubblica amministrazione) avviene con una prima campagna che affronta il tema energia e ambiente in senso generale (definizione di energia, illustrazione fonti rinnovabili, definizione di efficienza energetica, buone pratiche per il risparmio energetico, esempi virtuosi, ecc.). A tale iniziativa ne seguiranno altre finalizzate ad affrontare la questione energetica secondo tematiche specifiche. Iniziative come le campagne socio-didattico-culturali, proprio per la loro natura polivalente (educativa, progettuale-direttivo, di relazione) rappresentano il cuore del piano di comunicazione Partecipazione e osservatori permanenti L Agenzia a carattere pubblico/privato, in quanto rappresentativa di un vasto territorio, può (e ci si aspetta che lo faccia) ricoprire il ruolo di soggetto promotore (ed eventualmente coordinatore) di iniziative di partecipazione e di costituzione di osservatori permanenti (come ad esempio Agenda 21 locale, istituzione di tavoli tematici aperti a diversi destinatari interagenti per ambiti culturali, professionali, ecc.).

16 Farsi carico dell avvio (ed eventualmente della conduzione) di processi partecipativi significa essere pienamente coerenti con le prerogative della responsabilità sociale d impresa. Ma anche contribuire all avvio e allo sviluppo di quel processo di comunicazione indispensabile allo sviluppo dei rapporti sociali e della rete territoriale Formazione: la conoscenza per l efficienza tecnica e di servizio. Il tema dell efficienza energetica e della produzione di energia da fonti rinnovabili è un argomento di recente dibattito, sia sul piano culturale che su quello normativo. I soggetti che concorrono alla valutazione, progettazione, fornitura di/per interventi nel settore energetico sono sostanzialmente tre: 1. personale tecnico della pubblica amministrazione, chiamato a verificare la coerenza dei progetti (certificazione energetica degli edifici, interventi di efficienza energetica, impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili) con le disposizioni normative vigenti; 2. professionisti, per la stesura dei progetti; 3. imprese del settore, per la fornitura di materiali. Per favorire la diffusione di corretti interventi di efficienza energetica e dell installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili è indispensabile che i soggetti sopra indicati operino in un contesto collaborativo e di reale conoscenza della materia. Il tema della formazione, pertanto, si classifica come momento strategico per l ambiente tecnico-professionale. 18 L Agenzia dovrà attivarsi sul fronte della formazione verificando innanzitutto il grado di conoscenza tra il personale degli uffici tecnici della pubblica amministrazione facente parte della compagine sociale della società stessa. Per conseguire l obiettivo, vengono proposti momenti di pre-formazione. Ad esempio: incontri di mezza giornata per toccare gli argomenti salienti della materia, verificare il livello di conoscenza e valutare l opportunità di procedere con iniziative di approfondimento al fine di migliorare/potenziare le competenze. La formazione, quando rivolta a personale di enti pubblici, riveste un duplice ruolo. 1. Il tecnico della pubblica amministrazione competente in materia (si evidenzia che stiamo parlando di disposizioni recenti e quindi non ancora entrate a far parte del bagaglio culturale di tecnici della pubblica amministrazione e liberi professionisti) garantisce l osservanza delle leggi nonché l osservanza dei tempi stabiliti per i progetti sottoposti ad istruttoria; 2. il tecnico della pubblica amministrazione competente in materia può svolgere un importante servizio di corretta informazione per quei professionisti chiamati a modificare o integrare i progetti sottoposti a verifica/approvazione pubblica.

17 Iniziative di formazione possono venire estese anche a liberi professionisti e al mondo imprenditoriale. Tali iniziative, oltre a rivestire ruolo formativo, rientrano a pieno titolo nel quadro più generale delle attività di comunicazione finalizzate alla creazione di una rete di contatti con il territorio e comunque i linea con i dettami della responsabilità sociale d impresa. In questo caso, chiamata a verificare la valenza professionale/deontologica dei liberi professionisti (progettisti) e la serietà aziendale delle imprese di settore al fine di istituire una rosa di fornitori con una sorta bollino di qualità determinato in base a comportamenti virtuosi (ambientali e/o sociali) adottati dal fornitore stesso. Tale elenco dovrà essere soggetto a verifica/controllo da parte dell Agenzia/società per monitorare il requisito di qualità rilevato. Momenti di formazione, approfondimento e confronto vengono promossi all occorrenza Informare: un dovere verso i Soci e il territorio. Informare, che come si è già visto, significa diffondere/avvisare un fatto/notizia senza che tra le parti (informatore e destinatario/i) si instauri un rapporto. Ciononostante, l informazione rappresenta un tassello di massima importanza nel processo di comunicazione. L informazione, proprio perché non prevede un rapporto tra le parti, deve garantire i requisiti di chiarezza, veridicità, serietà, a garanzia della trasparenza delle informazioni divulgate. Il linguaggio dell informazione può variare (tecnico, politico, divulgativo) in base al target dei destinatari; quando questo si presenta misto è indispensabile adottare un linguaggio alla portata di tutti. 19 Per una società mista pubblico-privata fare informazione è un dovere tanto verso i propri soci quanto il verso il territorio in cui opera. Fare informazione in un ottica di RSI significa: o tenere aggiornati soci, azioni, comunità finanziaria, personale aziendale; o tenere aggiornato il territorio in merito ad attività/iniziative che contribuiscono al miglioramento dell ambiente; o favorire e promuovere la circolazione delle informazioni da/tra i soci; o promuovere momenti di in-formazione aperti i tutti soggetti coinvolti nel settore energia e tutela dell ambiente.

18 8. L agenzia per l energia. Una Energy Service Company mista pubblico/privato Compito di un Agenzia per l energia a carattere territoriale, è il supporto e coordinamento delle iniziative mirate alla diffusione della cultura energetica e alla realizzazione di progetti pilota che possano dare impulso sia in ambito pubblico che privato. Già questo tipo di iniziativa è da considerare meritevole di attenzione e realizzazione. Ma, se si considera che la possibilità di creare un forte rapporto di collaborazione operativa tra pubblico e privato, in particolar modo in un settore di grandi prospettive come quello della gestione dell energia, non si dovrebbe sottovalutare l opportunità di costituire una società che, oltre a svolgere la funzione di agenzia di sviluppo a favore degli operatori del territorio, si ponga l obiettivo di diventare strumento operativo per la gestione delle problematiche energetiche. Se poi, l attività svolta, si traduce anche in un beneficio di carattere economico per le amministrazioni pubbliche partecipanti all impresa, da riversare in interventi di reinvestimento a favore delle stesse, non si vede per quale motivo tale opzione non possa essere sviluppata. Una tale iniziativa potrebbe essere la costituzione di una E.S.Co. territoriale, che includa nella compagine societaria le amministrazioni pubbliche proponenti e partecipanti (tale definizione è inserita nel D.L. 223/2006 Bersani) oltre che partner privati selezionati attraverso bando ad evidenza pubblica Definizione di E.S.Co. Le società deputate ad accrescere l efficienza energetica. Le Energy Service Company (Esco) sono società che operano per accrescere l efficienza energetica. Gli interventi adottati vanno dall installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili alla valutazione/attuazione di interventi/ristrutturazioni per il recupero di energia male utilizzata. Le azioni operative di una ESCo garantiscono riduzione dei costi energetici e tutela dell ambiente. Con l utilizzo dei risparmi economici generati, la società può sostenere direttamente gli investimenti e quindi sgravare, in parte o completamente, i costi dell utente finale. (Finanziamento Tramite Terzi, a garanzia del risultato e costi trasparenti). Compito di una ESCo, non è fornire impianti, ma realizzarli e gestirli per fornire un servizio energetico completo. Inoltre, compito della ESCo è anche promuovere e divulgare la cultura energetica e ambientale, con esempi ed azioni di comunicazione a beneficio dei soci pubblici e delle realtà insediative e produttive del territorio Tipologie e caratteristiche dell assetto societario: misto, pubblico, privato. Una Energy Service Company, può avere differenti tipi di compagine e relative caratteristiche operative, ovvero: o mista pubblico-privato. Il socio pubblico (o i soci) detengono la maggioranza e definiscono le linee guida; i privati operano per raggiungere gli obbiettivi. In questo caso, la società opererà esclusivamente per i soci pubblici in regime di affidamento diretto;

19 o pubblica. Simile alla precedente, ma in questo caso la società per operare dovrà dotarsi di una struttura di gestione, non potendosi avvalere dei soci privati, più complessa e pesante; o privata. Opera nel mercato dell utenza privata e, qualora volesse fornire gli Enti Pubblici, deve partecipare a gare di appalto Passaggi costitutivi per una ESCo mista pubblico/privato Per la costituzione di una ESCo mista pubblico/privato i passaggi da seguite sono i seguenti: 1. individuazione soggetto capofila e aggregazione di Enti; 2. definizione oggetto sociale. Per una società mista/pubblica deve essere molto chiaro e inerente alle attività finalizzate al risparmio energetico e fonti rinnovabili; 3. definizione funzioni/attività; 4. pubblicazione bando ad evidenza pubblica per la per selezione dei soci privati idonei allo svolgimento delle attività operative per il perseguimento dello scopo sociale Attività. Gestione, promozione, sviluppo, coordinamento. Le attività di competenza di una ESCo finalizzate al fare efficienza energetica comprendono un ampio campo d azione. Di seguito sono riportati gli ambiti di intervento necessari al conseguimento degli obiettivi statutari: o gestione energetica di impianti termici ed elettrici, compresa la funzione di terzo responsabile; o progettazione/realizzazione/gestione impianti energetici; o realizzazione impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare o termodinamico, geotermico, biomasse, ecc.); o gestione illuminazione pubblica; o consulenza energetico-ambientale (es.: campagne auditing, monitoraggi attività produttive, affiancamento a Comuni e professionisti per redazione regolamenti edilizi); o ricerca e sviluppo nuove tecnologie nel settore energia; o promozione e divulgazione cultura energetico-ambientale ad ampio raggio; o promozione iniziative di formazione per soggetti e operatori del settore; o sviluppo di piani finanziari per la promozione del FTT in ambito energetico; o coordinamento delle iniziative di ricerca e sviluppo sulla base delle esigenze espresse dal territorio di competenza Struttura della società. Considerando una Esco con ragione sociale mista pubblico-privata (a maggioranza pubblica) si ipotizza una struttura gestionale così composta: o Assemblea dei Soci, (o Consiglio di Sorveglianza) in cui la parte pubblica deve rigorosamente detenere la maggioranza per poter tracciare le linee guida e verificarne l osservanza;

20 o Consiglio di Amministrazione (o Consiglio di Gestione) in cui la maggioranza dei membri è di espressione della compagine privata, in quanto ad essa sono demandate le azioni operative; o Comitato esecutivo gruppo ristretto di emanazione del CdA per la gestione ordinaria. Per garantire alla parte pubblica il doveroso controllo della società, questi dovrà detenere, in modo irrevocabile la maggioranza delle quote. Qualora non si opti per una gestione di tipo duale (CdS e CdG) sarà necessario costituire anche organi di controllo quali collegio sindacale e revisore dei conti. 22

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