CON LA TESTA PER ARIA

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1 CON LA TESTA PER ARIA

2 Laura Gatti Anno di prova : 1 settembre 2008 Direzione didattica 9 circolo di Modena Scuola primaria Begarelli Classe 3 b Ambito disciplinare : matematico-scientifico Collega di classe Ivana Valla Progetto Con la testa per aria Ambito disciplinare del progetto : scientifico Tutor Meris Maselli 1

3 INDICE Pagina 3 mappa della tesina Pagina 4 il manifesto dei diritti naturali Pagina 5 presentazione - formazione Pagina 6 percorso lavorativo - corsi d aggiornamento Pagina 8 riflessioni personali sulla professione dell insegnante Pagina 9 presentazione della scuola primaria Begarelli Pagina 13 la classe 3 B Pagina 17 educazione scientifica nella scuola primaria Pagina 31 introduzione al progetto Pagina 34 prerequisiti Pagina 36 composizione dell aria Pagina 38 l aria esiste ( esperimento) Pagina 46 l aria pesa Pagina 47 l aria si comprime Pagina 49 pressione dell aria Pagina 52 movimenti dell aria Pagina 55 verifiche intermedie Pagina 59 atmosfera Pagina 61 ecologia e questionario Pagina 63 grafici Pagina 66 considerazioni dei bambini sull inquinamento Pagina 67 attività Pagina 69 malattie dell aria Pagina 70 piogge acide - buchi dell ozono Pagina 71 effetto serra Pagina 75 licheni Pagina 78 verifiche finali Pagina 81 filastrocca Pagina 82 conclusioni Pagina 84 bibliografia 2

4 Mappa della tesina IO ANNO DI PROVA SCUOLA CLASSE ED.SCIENTIFICA PROGETTO ARIA PROPRIETA FORMAZIONE LAVORO ECOLOGIA ATMOSFERA MALATTIE LICHENI DELL ARIA 3

5 IL MANIFESTO DEI DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE IL DIRITTO ALL OZIO A vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti IL DIRITTO A SPORCARSI A giocare con la sabbia, la terra, l erba, le foglie, l acqua, i sassi, i rametti. IL DIRITTO AGLI ODORI A percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura. IL DIRITTO AL DIALOGO Ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare IL DIRITTO ALL USO DELLE MANI A piantare chiodi, segare, scartavetrare, incollare, plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco IL DIRITTO A UN BUON INIZIO A mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura IL DIRITTO ALLA STRADA A giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade IL DIRITTO AL SELVAGGIO A costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi IL DIRITTO AL SILENZIO Ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell acqua IL DIRITTO ALLE SFUMATURE A vedere sorgere il sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle G. Zavallotti 4

6 Sono Laura Gatti, nata a Castelfranco Emilia (MO ) il 26/ 09/ 1976 Sono cresciuta in una famiglia dedita all insegnamento: la mamma in una scuola materna e la zia in una scuola elementare. Da questo contesto ho ricevuto la passione per l insegnamento e credo di aver sempre pensato che da grande sarei diventata un insegnante. Mia mamma insegnante, mio da padre vigile del fuoco e un fratello sono la mia famiglia d origine nella quale sono cresciuta tenendo al primo posto il rispetto per gli altri e per le cose, cercando di essere aperti ad accogliere sempre amici e parenti. Una famiglia che era anche vivace, disponibile e parsimoniosa. Mi sono sposata all età di ventitré anni. Io e mio marito con i nostri due bambini, di sette e cinque anni, abitiamo a San Damaso. Mio marito è un dirigente tecnico informatico ed è lui il mio primo maestro di informatica. Formazione scolastica e titoli di studio Diploma di maturità magistrale conseguito il 23 Luglio 1994 presso l Istituto Magistrale Statale Carlo Sigonio di Modena Concorso riservato per l idoneità all insegnamento nella scuola materna O.M.153 / 1999 Promosso dal provveditorato agli studi di Modena Concorso riservato per l idoneità all insegnamento nella scuola elementare O.M.33 / 2000 Promosso dal provveditorato agli studi di Modena Idoneità all insegnamento della religione Cattolica riconosciuto dall Arcidiocesi di Modena Nonantola, 2 Aprile

7 Percorso lavorativo Conseguito il diploma all istituto Carlo Sigonio ho iniziato a lavorare. Ho avuto incarichi brevi ma stimolanti perché mi sono serviti a formare il carattere, a entrare nel giusto clima della scuola e a darmi la prima impronta come insegnante e persona. Il primo ruolo importante è stato come insegnante di scuola materna e ho trascorso un anno formativo e rilevante basato sulla creatività e sull ascolto. Dal 1998 al 2004 ho lavorato come insegnante elementare presso una scuola speciale frequentata interamente da bambini sordomuti in età compresa fra i sette e i dieci anni. Gli alunni venivano da ogni parte d Italia, essendo una scuola strutturata, impostata e qualificata per insegnare solo a bambini sordi. Gli alunni risiedevano presso la struttura tutta la settimana scolastica, mentre nel fine settimana si recavano dalle famiglie d origine o affidatarie se c erano motivi di distanza da quella d origine. Prestare questo servizio ha richiesto un continuo e significativo aggiornamento di nuove conoscenze, alta capacità duttile, interessamento psicologico e affettivo nei confronti dei bambini anche al di fuori del normale orario di lavoro. Ho prestato un anno di servizio per lo Stato, come insegnante in una prima classe elementare, presso il I Circolo di Modena. Ho un ricordo molto positivo di questa esperienza per l efficace rapporto tra le insegnanti, basato sulla chiarezza e sull effettivo scambio di opinioni riguardo ai singoli eventi da affrontare. Negli ultimi tre anni ho lavorato presso una scuola elementare parificata parrocchiale. Durante il primo anno ho potuto constatare quanto un turbolento rapporto con la collega possa incidere negativamente sulla relazione con la classe e con le famiglie. Corsi di aggiornamento Introduzione al personal computer e "windows 95" (presso Ist. Tec. E.Fermi) anno sc Ambiente Un laboratorio da esplorare (presso Comune di Castelfranco E.) anno sc Un sistema di autonomia scolastica (presso AIMC) anno sc Intercultura e danza etnica-extra europea (presso MCE) anno sc Intercultura e danza etnica-europea (presso MCE) anno sc La professione docente nella stagione dell autonomia (presso AIMC). anno sc

8 Convivere nella differenza (presso CDE) anno sc Percorsi di solidarietà tra nord e sud del mondo (presso AIMC) anno sc Percorsi di identità personale e culturale in una società multietnica (presso AIMC) anno sc Convegno nazionale della giornata della scuola elementare (ministero pubblica istruzione) anno sc La documentazione di esperienze (presso CDH) anno sc Seminario propedeutico all insegnamento nella scuola dell infanzia comunale (presso Comune di Modena) anno sc Documentaria 2 : Salone di idee, progetti e servizi per la scuola (presso CDE) anno sc Corso di apprendimento della lingua dei segni (presso Ist della Provv per sordi ) anno sc Osservare e valutare nella scuola elementare (FISM) anno sc Letto-scrittura anno sc Le vie della scienza ( documentaria 6 - MEMO) anno sc Un mondo di danza: il valore delle differenze ( TERRA DI DANZA) anno sc CORSI NELL ANNO SCOLASTICO 2008 / 2009 Disturbi di apprendimento ( dott. Saladini d.d. 9 circolo) Emergenza matematica ( progetto EmMa d.d. 9 circolo / sc.m. Carducci ) Quando i conti non tornano Discalculia (I.C. Castelfranco E. ) LIM Lavagna Interattiva Multimediale Piccoli scienziati in laboratorio ( Universita di Modena - dipartimento di Fisica) 7

9 Liberi pensieri di una maestra Prima di tutto, bisogna esserci, stando lì al loro fianco, presenti con tutto il carico e la leggerezza della nostra e della loro storia. Sentirci chiamate in causa,sempre. Per esserci a fianco del bambino, bisogna fare scuola sporcandosi le mani : nei laboratori, nelle attività teatrali, nelle invenzioni del momento, nei pasticci dei bambini, nelle modifiche di attività, nel sedersi con loro per terra, nel mantenere un contatto con l esperienza, nel cantare insieme, nello spostarsi dalla cattedra e stare in mezzo a loro, nel saperli ascoltare, nel saperci immedesimare. È indispensabile sporcarsi le mani se si è maestre, perché la materialità, la corporeità, la fisicità del bambino lo richiedono. Tutto si gioca attorno alla passione esistenziale che mettiamo nelle cose elementari che facciamo con i nostri alunni. L insegnante è artigiano della conoscenza, e come in tutti i percorsi artigiani, dovrà trovare la misura giusta per le sue proposte per ognuno dei suoi alunni. La società civile deve recuperare il senso dell importanza della scuola, come formativa e socializzante. Il mestiere dell insegnante ha un profondo significato sociale e culturale e si modella intorno alla saggezza, all affetto, alla collegialità, alla collaborazione, alla corresponsabilità. I bambini devono riconoscere nell insegnante, una figura che rispecchi uguaglianza, giustizia, responsabilità, sensibilità, competenza e professionalità... La scuola deve essere attraente, ma anche esigente e deve essere un luogo in cui ci si sta bene! Dobbiamo trasmettere non solo nozioni e competenze, ma anche valori e regole di comportamento: non scordiamoci che li dobbiamo aiutare, insieme alle loro famiglie, a diventare onesti ragazzi di oggi e leali adulti di domani. 8

10 1 Settembre 2008 immissione in ruolo In servizio presso il 9 circolo di Modena : SCUOLA ELEMENTARE BEGARELLI IN SAN DAMASO DI MODENA Situazione generale della scuola La scuola è sita in San Damaso, una frazione di Modena, distante 8 km dal centro urbano e fa parte del 9 Circolo Didattico della città, insieme alle scuole elementari Gianni Rodari di Modena e Martin Luter King di Portile. La composizione sociale nella fascia urbana è particolare per effetto di insediamenti di residenti stranieri e nomadi. Il territorio in cui si trova è caratterizzato da una recente urbanizzazione in continua crescita ed evoluzione che integra una realtà rurale presente da moltissimi anni. Cio comporta una rilevante mobilità della popolazione la cui componente sociale è molto eterogenea; oltre a persone che lavorano in aziende agricole si individuano infatti professionisti, operai, artigiani, immigrati, questi ultimi spesso concentrati in edifici di tipo popolare. Nel giugno 1983 vi è stato l insediamento stabile di un campo nomadi in via Baccelleria. Di recente la popolazione che viveva al campo nomadi è stata suddivisa in microaree, una di queste è situata in una via DJiego, una strada laterale di via Barelliera. Dei nomadi, alloggiati al campo in roulottes e caravans, metà sono residenti ed effettivamente stanziali; gli altri si spostano di frequente per svolgere l attività di giostrai, rimanendo al campo per periodi piu o meno lunghi, solitamente nei mesi autunnali ed invernali. Di conseguenza i bambini, seguendo i genitori nei loro spostamenti frequentano la scuola a periodi. Durante l anno vi sono nuove iscrizioni al plesso da parte di bambini provenienti da altre città. Inoltre vi è un altro insediamento, su terreno privato in strabello Bonaghino, che comprende alcune famiglie allargate. Nel territorio di San Damaso è presente anche un Centro di Accoglienza Istituto Sacra Famiglia che accoglie bambini italiani ed extracomunitari inviati dal tribunale dei minori e con situazioni familiari difficili, inseriti e frequentanti questa scuola. Gli alunni che frequentano così la scuola, appartengono a famiglie di diversa estrazione sociale e con vari esperienze di vita. 9

11 Per queste diverse esigenze si è dato vita a un Progetto dinamico e fondamentale per l inserimento degli alunni in difficoltà e la loro alfabetizzazione ed è considerato come un evento pedagogicodidattico di estrema importanza L operatore del progetto stabilisce con l insegnante di classe le linee guida da seguire nei vari ambiti disciplinari. Per la maggior parte dei casi entrambi i genitori dei bambini lavorano e questo costituisce un ulteriore motivo all attuazione di un organizzazione oraria a tempo pieno, oltre che al funzionamento di un servizio di pre-scuola affidato al personale A.T.A. (Assistenti Tecnici Amministrativi). Per gli alunni che presentano difficoltà di apprendimento, la scuola collabora con il servizio sanitario S.M.I. (Servizio Materno Infantile) che offre il proprio supporto alle famiglie e collabora con le insegnanti attraverso la consulenza di neuropsichiatri, logopedisti, fisioterapisti. Una parte importante dei bambini raggiunge la scuola a piedi o in bicicletta,anche grazie a delle iniziative per l educazione ad una mobilità diversa da quella fatta con le auto, Vado a scuola con gli amici di cui la scuola di San Damaso è stata la promotrice; è tuttavia funzionante un servizio di trasporto comunale. A San Damaso sono presenti tutti i servizi essenziali e sono garantite anche sufficienti risorse culturali: biblioteche di quartiere, centri sportivi, polivalente. San Damaso è fornita di diversi parchi attrezzati, marciapiedi, piste ciclopedonali. Ingrandito da pochi anni, l edificio si compone come segue. Piano terra: - due cancelli, utilizzati per l uscita differenziata delle classi; - un ingresso principale, con atrio e portineria del personale Ata; - una cucina; - un bagno utilizzato anche dai bambini durante la mensa o la ricreazione in giardino; - due scale; - una mensa utilizzata da tutte le classi, compresi i ragazzi delle scuole medie, nei giorni di rientro pomeridiano, ed utilizzata anche per manifestazioni ed incontri - un ampio giardino, che necessiterebbe di una maggiore manutenzione. La restante parte del piano terra è occupata dalla scuola media inferiore di San Damaso Piano superiore: - due sezioni attigue per ogni classe; - due bagni per i maschi, due per le femmine e uno per i docenti; - un aula insegnanti; - un aula attrezzata utilizzata per lo studio della lingua inglese; - una grande aula utilizzata per laboratorio di immagine, musica e teatro; - un aula informatica; - due piccole stanze per attività di gruppo. 10

12 La scuola usufruisce poi della palestra ad essa adiacente insieme alla scuola media e alle attività pomeridiane per i ragazzi. L utilizzo e l accesso dei diversi spazi è regolamentato da un calendario stabilito all inizio dell anno scolastico o dalla prenotazione degli insegnanti. L organizzazione delle lezioni è a tempo pieno per tutte le classi, secondo il seguente orario: Dalle ore alle ore entrata degli alunni Dalle ore alle ore attività didattica Dalle ore alle ore intervallo Dalle ore alle ore attività didattica Alle ore uscita degli alunni che non usufruiscono del servizio mensa Dalle ore alle ore pranzo e siesta degli alunni che usufruiscono del servizio mensa Dalle alle rientro degli alunni dopo il pranzo a casa Dalle alle organizzazione della classe per le attività pomeridiane Dalle ore alle ore attività didattica Alle ore uscita degli alunni. Per quello che riguarda le modalità di programmazione, il Collegio ha stabilito che la programmazione annuale venga elaborata dagli insegnanti di classi parallele nel mese di Settembre. Nel corso dell anno scolastico, gli incontri di programmazione vengono svolti il Lunedì pomeriggio, dalle ore alle ore 18.45, sui quattro incontri mensili tre si svolgono con i/il collega di classe e uno con quelli di area per classi parallele: programmazione di classe - definizione del patto educativo - programmazione e verifica delle attività comuni - programmazione e verifica periodica degli obiettivi trasversali ed educativi - discussione su eventuali problemi della classe, scambio di osservazioni e confronto - verifica dell andamento generale della classe - gestione del rapporto con le famiglie programmazione di area per classi parallele - stesura e regolazione periodica della programmazione di area - individuazione di obiettivi, percorsi e prove comuni - attività di verifica 11

13 - programmazione delle eventuali attività a classi aperte - discussione dei fondamentali problemi comuni - organizzazione delle uscite e delle visite comuni Relativamente ai rapporti con le famiglie, questi sono improntati sui principi di partecipazione, collaborazione e trasparenza promossi dal Piano dell Offerta Formativa ed esplicitati in modo dettagliato nei singoli Patti Educativi, (il patto che la scuola concorda con le famiglie e con gli alunni sui temi educativi più importanti) redatti all inizio dell anno scolastico da ogni singola classe. Gli insegnanti si impegnano in un rapporto di informazione e di collaborazione reciproca con le famiglie attraverso: - le tre assemblee quadrimestrali durante le quali vi è la presentazione e la verifica della programmazione didattica annuale e si definisce il Patto Educativo; - i colloqui individualizzati programmati per la consegna dei documenti di valutazione nei mesi di febbraio e giugno - colloqui individualizzati, a richiesta, per necessità, da parte delle famiglie o degli insegnanti. 12

14 LA CLASSE Insegno in una 3 elementare, la 3 B eccoli, ve li presento, così come sono realmente: Jehn è osservatrice Francesco è sensibile Naima è coinvolgente Alice è disponibile Riccardo è piacevole Mariam è travolgente Francesco è vulcanico Zineb è sognatrice Carlotta è precisa Marina è serena Fabio è amichevole Jalila è riservata Francesca è responsabile Ylenia è curiosa Maria è squillante Eccoci, siamo fatti così, ognuno con la sua individualità e specificità. Spesso si afferma siamo tutti uguali. Non credo sia così: nella nostra classe SIAMO TUTTI DIVERSI Solo cogliendo le particolarità di ognuno si può valorizzare e stimare l altro. Solo se la diversità diventa un valore esplicito all interno del gruppo è più facile abbandonare le proprie posizioni e rendersi disponibili al confronto e all aiuto reciproco. La classe è composta da 16 alunni, 4 maschi e 12 femmine. 4 alunni stranieri, di cui 1 con difficoltà di apprendimento, 1 con insegnante d appoggio da settembre 2009, 1 alunna del campo nomadi e una bambina seguita dal centro neuropsichiatria infantile per disturbi legati alla discalculia e dislessia. È un buon gruppo classe, il fattore numerico,16 alunni, incide notevolmente. 13

15 Si ha il tempo di ascoltarli tutti, di farsi raccontare piccole grandi avventure, di analizzare con loro le attività e controllare insieme dove hanno sbagliato e insieme correggere, di formare gruppi con lavori differenti, di farli studiare a coppie mantenendo ugualmente ordine e tranquillità. La mia collega, Ivana Valla, insegna nella scuola da diversi anni. Durante le ore di compresenza si cerca di potenziare i bambini con capacità medio-alte e di riprendere nozioni importanti con i bambini più in difficoltà. Molta importanza è stata data alle uscite didattiche per avvalorare le attività svolte e comprese in classe. Abbiamo notato grande partecipazione durante le spiegazioni degli esperti, i quali li hanno lodati positivamente per il loro interesse e coinvolgimento. Nella scuola sono presenti due classi terze tra le quali c è una alta collaborazione, confronto sulle metodologie e scelta insieme del percorso da attivare settimana per settimana nelle singole discipline, lasciando comunque all insegnante di classe libertà di insegnamento. Nelle classi 3 A B operano 4 insegnanti titolari, un insegnante di religione cattolica, un insegnante di inglese, un educatrice assistenziale assegnata su progetto. Dopo aver valutato il quadro complessivo delle due classi, il team ha organizzato le proprie attività didattiche nel modo seguente: 1) Durante le ore di compresenza gli alunni saranno suddivisi per livelli di apprendimento e/o in gruppi eterogenei per svolgere attività di recupero,di sviluppo e sulla meta cognizione. In tali momenti sono coinvolti gli insegnanti delle classi. 2) Nelle classi terze interviene, per 6 ore settimanali, l insegnante assegnata su progetto, che collaborerà con le insegnanti per attività di recupero. 3) Nei momenti di contemporaneità con l insegnante di religione cattolica si opererà come segue: 1 SETTIMANA al martedì dalle ore 8,30 alle ore 10,30 nella classe 3^A. L insegnante in contemporaneità svolgerà con l insegnante di 3^B attività di gruppo nella sua classe. Dalle ore 10,30 alle ore 12,30 l insegnante Zini Cristina interverrà nella classe 3^B mentre l insegnante della classe svolgerà le Attività Alternative con gli alunni di entrambe le classi. 2 SETTIMANA il modulo si ripete cambiando le classi e le insegnanti. 14

16 4) l insegnante Serradimigni, date le competenze specifiche, svolgerà l educazione musicale nelle due classi. Contemporaneamente l insegnante Valla svolgerà attività linguistiche 5) nei momenti di contemporaneità con l insegnante di lingua inglese si opererà come segue: lunedì pomeriggio dalle alle in classe 3^A, contemporaneamente gli alunni di 3^B svolgeranno attività di geometria e/o informatica con le due insegnanti di classe; dalle alle si scambiano i gruppi/classe. La nostra metodologia di lavoro prevede di sviluppare: Abilità cognitive: capacità di individuare il problema, di proporre soluzioni, di individuare variabili, di formulare ipotesi, di generalizzare i risultati Abilità sociali: capacità di organizzare e cogestire il gruppo, di mantenere il proprio ruolo, di collaborare e cooperare, capacità di riconoscere che ci possono essere molteplici punti di vista Abilità metacognitive: capacità di organizzare le conoscenze apprese e di condividere con altri, capacità di rielaborare e rappresentare i concetti acquisiti Abilità operative: capacità di usare in maniera corretta strumenti dati, eseguire istruzioni per svolgere le diverse fasi di un esperimento Conoscenza e memoria: far emergere ciò che i bambini già sanno, le nuove conoscenze si acquisiscono solo se ben raccordate con le conoscenze precedenti Pensiero divergente: stimolare la scoperta di nuovi modi per risolvere problemi, l esplorazione di cose nuove (uso di parole nuove, modi nuovi di descrivere o raffigurare) Pensiero convergente: momenti di analisi, sistematizzazione delle conoscenze, misura, esecuzioni di operazioni matematiche, rappresentazione (sviluppo di abilità operative, logiche ed espressive) Pensiero critico: sviluppare la capacità di riflettere sugli aspetti cruciali 15

17 Nella nostra classe si sono attivati i seguenti progetti: PROGETTO TEATRO Il percorso in collaborazione con l esperta Elena Montorsi. Il percorso prevede 7 incontri di due ore ciascuno programmazione, verifica e piccolo spettacolo finale in cui viene rappresentata una storia inventata dai bambini. PROGETTO EDUCAZIONE ALLA SOCIALITA Il progetto prevede una collaborazione con la dott.ssa Rosa Mattioli, che cerca di aiutare i bambini ad esternare le loro emozioni. Si tratta di un percorso di quattro ore. PROGETTO SCUOLA SPORT L insegnante di classe, quindicinalmente, viene affiancata nell attività di palestra dalla consulente prof. Giulia Ligabue. PROGETTO DISPERSIONE SCOLASTICA L insegnante Claudia si occupa di sviluppare attività concordate con le insegnanti di classe, con bambini in difficoltà. Questo progetto si sviluppa in tutte le classi della scuola, in orari stabiliti all inizio dell anno scolastico. Si occupa inoltre di seguire in maniera particolare i bambini che risiedono presso la microarea di via Djengo, laterale di via Barelliera. 16

18 EDUCAZIONE SCIENTIFICA NELLA SCUOLA DI BASE copertina del quaderno di ed. scientifica : i quattro elementi naturali ARIA FUOCO ACQUA TERRA 17

19 RIFERIMENTI AI PROGRAMMI MINISTERIALI PER LA SCUOLA PRIMARIA DEL 1985 Per la prima volta, il programma prevede uno spazio riservato all insegnamento delle scienze, che consente una più approfondita comprensione della realtà naturale ed umana e del tecnologico. Finalità generale dell'educazione scientifica è l'acquisizione da parte del fanciullo di conoscenze e abilità che ne arricchiscano la capacità di comprendere e rapportarsi con il mondo e che lo pongano in grado di riconoscere quale sia il ruolo della scienza nella vita di ogni giorno e nella società odierna e quali siano le sue potenzialità e i suoi limiti. L'educazione scientifica si propone come obiettivi fondamentali: lo sviluppo di atteggiamenti di base nei confronti del mondo: porre domande, motivazione all osservazione e alla scoperta, l autonomia del giudizio, disponibilità a considerare le opinioni altrui ed a confrontare queste e le proprie con i fatti, il rispetto consapevole per l'ambiente; l'acquisizione di abilità cognitive generali: la capacità di analisi delle situazioni e dei loro elementi costitutivi, la capacità di collegare i dati dell'esperienza in sequenze e schemi per prospettare soluzioni ed interpretazioni e previsioni, la capacità di formulare semplici ragionamenti ipotetico-deduttivi; la crescente padronanza di tecniche di indagine; lo sviluppo di un rapporto sempre più stretto e articolato tra il "fare" ed il "pensare". Il fare, inteso come attività concreta manuale e osservativa, è riferimento insostituibile di conoscenze sia per le scienze della natura, sia per lo sviluppo di competenze tecnologiche. Prendendo spunto da problemi relativi alla loro vita di ogni giorno gli alunni saranno sollecitati a intraprendere attività di indagine al fine di acquisire conoscenze di base relative: agli esseri viventi, ivi compreso l'uomo, loro strutture e funzioni, nonché loro interazioni e rapporti con l'ambiente; al mantenimento e alla difesa della salute; alla Terra e al suo posto nell'universo; alla gestione delle risorse naturali; ai materiali e alle loro caratteristiche. 18

20 CONSIDERAZIONI SULL EDUCAZIONE SCIENTIFICA NELLA SCUOLA In ogni persona esistono, interagiscono, si sviluppano varie dimensioni: affettiva, cognitiva, percettiva, estetica, ludica, sociale, espressiva, fantastica, manipolativa La loro integrazione diventa l obiettivo essenziale in ogni intervento educativo significativo. Tra questi vediamo alcuni. Gli aspetti emozionali dell esperienza sono sicuramente importanti: sappiamo, infatti, quanto incida La sfera dell affettività nella formazione degli individui. Sono convinta che solo se i bambini stanno bene a scuola anche i loro cervelli funzionano al meglio, così come anche sono convinta che si provino emozioni anche nel lavoro cognitivo: la sofferenza di non riuscire a capire, la soddisfazione intima e profonda di quando accade il contrario, l ansia che crea uno stato di dubbio o di attesa. A scuola si viene per far venire a galla i problemi, per raccontarsi le esperienze, per rimettere in gioco il proprio sapere in una logica di condivisione. I fatti di tutti i giorni possono far venire in mente delle domande e mettere in gioco le proprie opinioni per modificarle, per aggiustarle con gli altri. Quando si accende la discussione, infatti, ognuno ha voglia di rielaborare, interpretare i fatti; ognuno arricchisce il confronto portando le sue esperienze. Si parla e si discute perché si è provocati da quello che si vede, da quello che si fa e da quello che pensano gli altri. Le opinioni si intrecciano, si completano, si perfezionano, si arricchiscono di contributi diversi. Il dialogo, però, non è l unico mezzo per imparare. 19

21 A scuola ci si esercita anche a osservare, a guardare e poi a disegnare. La rappresentazione grafica diventa un altro dei modi possibili per costruirsi schemi di aggiustamento tra ciò che si vede e ciò che si immagina stia succedendo ed è anche un modo per acquisire tecniche e raccontare meglio ciò che si osserva. Non sempre, infatti, le parole sono capaci di rappresentare un fatto che ha una sua dinamica e ha bisogno di tempi e modi per succedere. Il disegno, invece, mette in gioco modelli raffinati di cosa si immagina stia succedendo o di cosa si è visto succedere, sgranando nel tempo momenti che si vedono tutti insieme o che si svolgono rapidamente. Infine mi piace mettere in evidenza una modalità operativa dell insegnamento che ritengo molto importante: le occupazioni che si svolgono nella scuola possono o dovrebbero essere piacevoli. La piacevolezza è una componente fondamentale. Questo, però, non toglie che le attività possano richiedere impegno notevole non solo sul piano pratico, ma anche su quello della riflessione e dello studio. Bisogna vedere la conoscenza come un gioco: il gioco della conoscenza non funziona se chi lo gioca (da ambedue le parti: nello spiegare e nel capire) non si diverte a giocarlo. 20

22 Per quanto riguarda, nello specifico, la modalità di impartire l insegnamento scientifico, va detto che le lezioni oggettive, impartite allo scopo di informare, non potranno mai sostituire le conoscenze sulle piante e sugli animali dell orto. Quando, invece, le occupazioni alle quali i ragazzi si possono dedicare diventano centri su cui si articola la vita scolastica, allora si attua un mutamento del movente, nello spirito e nell atmosfera. In un contesto culturale in cui non mancano le occasioni per procedere all individuazione di problemi e ai tentativi per risolverli, è probabile che dalle esperienze personali e dalla vicinanza di adulti che in qualche modo indirizzano e sostengono gli sforzi, dalle occasioni di stare a contatto e avere scambi con altri coetanei pensanti, tutto il processo di indagine e il modo di ragionare tipico del pensiero riflessivo vadano sviluppandosi. In ogni caso la scuola dovrebbe sempre essere pronta a cogliere dalla vita dei bambini delle occasioni significative per procedere a indagini. Secondo tutte le più moderne teorie dell educazione, perché il processo di apprendimento/insegnamento abbia l opportunità di risolversi positivamente, occorre che le proposte dell insegnante si innestino su quanto essi già sanno, sanno fare o pensano. I modi di guardare il mondo e quindi di interpretarlo, vengono acquisiti fin dalla primissima infanzia: ogni bambino si costruisce i propri modelli esplicativi, si dà ragione di ciò che vede accadere, apprendendo direttamente dall esperienza o facendo 21

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