Ipotesi di autoriforma del sistema BCC Contenuti essenziali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Ipotesi di autoriforma del sistema BCC Contenuti essenziali"

Transcript

1 Ipotesi di autoriforma del sistema BCC Contenuti essenziali 1) Premessa 2) Il modello proposto dal Governo 3) L idea di futuro da cui ripartire: le mutualità. Cosa significa mutualità oggi? 4) Contenuti essenziali di una proposta alternativa di autoriforma 1. Premessa Principi di fondo: - scelte autonome per chi è nelle condizioni di poterle fare e non imposte obbligatoriamente; - chi decide risponde; - le mutualità al centro del rilancio dell azione delle bcc. I tradizionali vantaggi competitivi delle banche di credito cooperativo che nel tempo hanno garantito sostenibilità e sviluppo - sono oggi messi duramente alla prova. Il contesto, sempre più complesso e insidioso, sembra indirizzato verso la logica della dimensione, della semplificazione e in ultima analisi dell'omologazione al modello capitalistico. Anziché orientarsi su comportamenti di fatto omologati, è necessario ripartire dalle caratteristiche distintive delle bcc, le mutualità. Le mutualità non sono una forma esteriore appiccicata per marketing ad una formula imprenditoriale che di fatto è la stessa rispetto al resto del sistema bancario, ma sono la sostanza di un azione realmente differente delle bcc. Un punto irrinunciabile di qualsiasi riforma/autoriforma è il principio di responsabilità, secondo cui il livello che decide, poi è chiamato a rispondere per le decisioni assunte. Meccanismi di delega e spossessamento dell autonomia non possono essere imposti in modo obbligatorio per legge, tanto più se lo spossessato continua ad essere responsabile e non ha leve su cui intervenire. L altro principio cardine di libertà e dello stato di diritto su cui necessariamente fare riferimento comporta che non è possibile imporre per legge qualsiasi soluzione vincolante o limitativa della libertà d impresa, intervenire d imperio sul patrimonio della bcc, che appartiene a livello intergenerazionale ai soci e ai territori, senza una pronuncia da parte delle assemblea dei soci, senza il consenso da parte della banca, soprattutto da parte di chi ha dimostrato nel tempo di avere le carte in regola, ha operato bene, presenta un quadro tecnico idoneo e svolge un azione incisiva, proattiva nei territori.

2 L'attuale assetto decentrato del Sistema delle Bcc italiane è sostanzialmente disallineato rispetto ai modelli integrati di credito cooperativo sviluppatesi nel resto dell'europa. La crisi economica, che ha colpito pesantemente le piccole imprese e le banche di riferimento, in particolare le Bcc, pone sul tavolo delle questioni. Il modello attuale, basato su principi di autonomia delle Bcc e di sussidiarietà delle strutture di secondo e terzo livello, va riaggiornato a un contesto diverso per assicurare la ripresa e lo sviluppo del credito cooperativo, al servizio delle economie e delle comunità, vero obiettivo finale di queste banche e per far fronte ad una serie di fattori critici quali: eccesso di costi ai diversi livelli del Sistema; scarsa (e lenta) capacità di adattamento al contesto che cambia; mancanza di poteri di intervento a fronte di comportamenti del management che mettono a rischio la stabilità delle singole Bcc e del Sistema in generale; supposte ridotte potenzialità di reperimento di capitali, data la natura cooperativa delle Bcc e il sottodimensionamento del Gruppo centrale; scarsa capacità di investimento a livello centrale per lo sviluppo di prodotti e servizi; carenza di strumenti di pianificazione che riescano a ottimizzare gli investimenti a livello centrale; diffuse difficoltà nel rispettare adeguati standard di qualità della governance aziendale. 2. Il modello proposto dal Governo Il Governo italiano ha predisposto una bozza di decreto-legge per la riforma del Credito Cooperativo improntata alla costituzione di gruppi cooperativi con capogruppo bancaria SPA. Uno o più gruppi verrebbero regolati da un contratto di dominio che vincoli la gestione delle Bcc sulla base di un potere di indirizzo, coordinamento e controllo da parte della capogruppo, pur mantenendo fermo il principio che sarebbero sempre le Bcc a detenere il controllo azionario (o una quota azionaria rilevante) della Capogruppo. La costituzione per legge di uno o più gruppi cooperativi, secondo l'impostazione governativa, presenta le seguenti criticità: perdita progressiva del rapporto con le piccole e medie imprese e in generale con i territori, per effetto della sostanziale perdita dell'autonomia delle Bcc. In gioco non ci sono solo di destini delle bcc, ma anche delle comunità locali e delle PMI, ossatura del sistema produttivo italiano, che più hanno pagato la crisi e che oggi hanno bisogno di un sostegno in forma più articolata del semplice finanziamento. Questo è il principale problema anche nell ipotesi del Gruppo Unico, oltre all arbitrio giuridico che verrebbe perpetrato e allo snaturamento dell identità cooperativa, determinato dall avere a capo una SPA, che intercetta capitali auspicabilmente pazienti, ma in realtà portatori di logiche non appartenenti alla cooperazione; rischio di una irrimediabile frammentazione del Sistema, qualora si avviasse la costituzione di più gruppi, soprattutto se ciò avvenisse al di fuori di una logica geografica;

3 probabile riduzione della capacità di servire la clientela tradizionale, con conseguente credit crunch a danno delle piccole imprese italiane; necessità di effettuare forti investimenti e un notevole sforzo organizzativo per rendere effettivi i poteri di indirizzo, coordinamento e controllo della\delle capogruppo; assenza di gradualità nel realizzare una riforma che stravolge l'assetto attuale del Sistema. 3. L idea di futuro da cui ripartire: le mutualità. Cosa sono le mutualità oggi? Le soluzioni organizzative adottate per la riforma del credito cooperativo non possono prescindere dall idea che si ha del futuro e del ruolo che le banche di credito cooperativo sono chiamate a svolgere nei territori dove operano. Ne sono una conseguenza, sono strumentali al raggiungimento dell obiettivo di fondo, non viceversa, pena lo snaturamento dell identità più profonda delle bcc e un fallimento sicuro, anche dal solo punto di vista dei numeri e della sostenibilità nel tempo. Il perno di una reale differenza, che dà senso compiuto all azione delle bcc, sono le mutualità. Ma cosa significa oggi mutualità? Significa sostenere a tutto tondo le imprese, soprattutto le piccole e medie imprese che rappresentano la quasi totalità della clientela, non solo dal punto di vista del finanziamento e dei servizi, ma delle questioni più strategiche per la capacità delle aziende di continuare a creare valore nel tempo. Significa reinstaurare un rapporto più diretto e trasparente con le imprese. Significa sostenere chi ha nuove idee imprenditoriali, selezionarle, stimolare le forze più attive di un territorio ad esprimersi al meglio. Significa accompagnare le imprese nei percorsi di internazionalizzazione, utilizzando anche contatti e relazioni sviluppate cooperando con altre esperienze di credito cooperativo nel mondo. Significa svolgere un ruolo proattivo, in modo trasversale per le imprese e per il sociale, tanto per fare meglio affari, quanto per affrontare bisogni nuovi o impostare dal basso un nuovo tipo di welfare di comunità. Significa avere una visione proattiva, intervenire direttamente nelle questioni che riguardano le comunità locali, per creare valore, utilità - o impedire che si distrugga o si disperda tanto nel settore economico delle imprese, che in quello sociale, culturale, ambientale. Significa far conoscere, far girare e mettere in contatto le migliori esperienze che i territori producono.

4 Significa sviluppare partnership territoriali, lavorare insieme con modalità di tipo progettuale, in spirito cooperativo, con enti pubblici, associazioni, bcc, imprese per promuovere sviluppo sostenibile e coesione sociale. Significa valorizzare i territori nella loro cultura e identità. Significa promuovere scambio mutualistico e partecipazione democratica della base sociale, una rinnovata e profonda identità verso una missione differente che ha questo tipo di istituzioni ed alimentare quindi un rapporto biunivoco verso la bcc, dove il socio certamente riceve, ma apporta anche in modo rilevante. Significa sviluppare forme di scambio mutualistico non monetario, legato a bisogni nuovi, o meno coperti di prima, nel campo dell assistenza o la salute. Significa sviluppare un profondo senso di solidarietà attiva, soprattutto di tipo orizzontale, fra bcc, che nasce dal rispetto delle regole e da un sistema di controlli efficaci e privi di conflitti di interesse. Far mutualità oggi significa questo. E sostanza profonda. Le mutualità non sono la beneficienza a pioggia, che altri soggetti fanno nei territori in modo più diffuso e copioso di noi. Sono un approccio diretto di chi si sporca le mani insieme agli altri nelle questioni. Le mutualità non sono qualcosa di appiccicato per marketing ad una formula imprenditoriale che nei fatti non ha più niente di diverso dalle altre banche. Le mutualità pervadono in modo coerente anche l attività classica di intermediazione finanziaria, sia nella tipologia di prodotti che vengono offerti, semplici e non opachi, sia negli impieghi che si scelgono, ma soprattutto nell essenza stessa dell attività commerciale che parte dai bisogni delle persone, delle aziende e non discende da budget imposti a prescindere dall organizzazione. Le mutualità sono impegnative da sviluppare. Non si improvvisano. Servono anni di investimenti in persone, risorse economiche e organizzative per produrre risultati apprezzabili. E necessario un profondo senso di identità, appartenenza e consapevolezza da parte dei dipendenti, degli amministratori e della base sociale. In uno scenario di fondo dell industria bancaria, caratterizzato da un lato dalla riduzione dell intensità di lavoro necessaria, per ragioni legate alle tecnologie avanzanti, alla cultura delle nuove generazioni, alla standardizzazione dei processi e dall altro da un appesantimento, burocratizzazione e appiattimento della qualità stessa del lavoro, lo sviluppo delle mutualità rappresenta una straordinaria possibilità di crescita qualitativa delle banche. Si generano attività nuove che creano valore per la banca e per le comunità, sono sostenibili e a più alta intensità lavorativa.

5 Le mutualità non sono esenti da rischi, nuovi e diversi, rispetto a quelli classici bancari. A livello più generale richiedono un organizzazione bancaria, un quadro tecnico di fondo di primo rilievo per poterle supportare nel tempo, perché non sia solo un fuoco di paglia o si riducano solo a esteriorità formale priva di reale sostanza. Le mutualità sono l anima vera dell autonomia di una bcc, che significa responsabilità e capacità reale di svolgere un ruolo proattivo nei territori, non rinchiudersi in difesa per tutelare la sola esistenza dell organizzazione. Essendone il perno, nelle bcc le mutualità vanno pianificate, sviluppate, monitorate e controllate. Significa quindi essere realmente differenti nei territori. Le comunità locali hanno un estremo bisogno di soggetti in grado di svolgere questa funzione. Anche più a livello regolamentare della normativa che ora è definita in Europa una banca in grado di svolgere questo ruolo di regia territoriale in modo chiaro, organizzato, misurabile può legittimamente aspettarsi una considerazione diversa rispetto alle banche commerciali, in applicazione del principio di sussidiarietà che deve poter valere anche per l ambito economico-finanziario - e di eguaglianza sostanziale previsto dall articolo 3 della costituzione. Questa è un idea di futuro su cui fare leva per il riassetto del Sistema. 4. Un'ipotesi alternativa nel medio periodo Da un lato ci sono principi fondamentali irrinunciabili e il senso della funzione che le bcc sono chiamate a svolgere nei territori. Dall altro le criticità di questa fase di crisi. Tenuto conto di tutto ciò, si potrebbe ipotizzare di adottare le seguenti misure di adeguamento del Sistema, sui cui contenuti e dettagli si può discutere, fermi restando però i principi e il ruolo delle banche nelle comunità locali: 1. nuovi strumenti di capitalizzazione per le Bcc, attraverso regole più semplici, incentivanti e l eliminazione degli attuali limiti alla sottoscrizione da parte dei soci, l'estensione del raggio di azione dell'art 150-ter del TUB e, per il Gruppo bancario centrale (Iccrea), l apertura a partner esterni o a forme di sottoscrizione aperte al pubblico (ad es: emissione di certificati di partecipazione negoziabili su un mercato regolamentato); 2. l'accentramento a livello nazionale della funzione di internal audit che direttamente dialoga con l autorità di vigilanza e si avvale di presidi a livello locale per lo svolgimento delle attività, partendo dalle bcc. La funzione è svolta in modo indipendente, autonomo e lontano da problemi legati al conflitto di interesse; 3. Le banche di credito cooperativo, non in grado, in tutto o in parte, di sviluppare in modo proattivo la funzione di banca locale territoriale sopra delineata o per propria decisione autonoma aderiscono a livello territoriale a gruppi cooperativi paritetici. Sono strumenti giuridici flessibili, nelle deleghe e nei contenuti, che non vanno a

6 snaturare la natura cooperativa e possono rappresentare un evoluzione delle attuali federazioni regionali. La riorganizzazione del sistema federativo ne riduce il numero a non più di 7/8 dalle 15 di oggi, con una decisa razionalizzazione dei servizi informatici e di back office. Queste nuove unità, evoluzione delle attuali federazioni regionali organizzate sotto forma di gruppo paritetico cooperativo, assumono un ruolo centrale nel rilanciare, sviluppare e controllare le mutualità, perno su cui costruire il futuro del credito cooperativo e una reale differenziazione riconosciuta nei fatti - rispetto al resto del sistema bancario; 4. Le Banche appartenenti a gruppi cooperativi paritetici cooperativi territoriali e le banche singole aderiscono alla Centrale cooperativa, che definisce le regole di comportamento. Vi è un rafforzamento del ruolo della Centrale Cooperativa, evoluzione dell attuale Federcasse, per la definizione di linee guida e standard tecnici vincolanti per le Bcc, eventualmente anche attraverso modifiche statutarie, ma comunque nel rispetto della loro autonomia societaria. 5. il rafforzamento dei Fondi di garanzia interni al credito cooperativo, attraverso modifiche statutarie delle Bcc che consentano agli stessi Fondi di azionare leve di intervento e di gestire quindi in modo proattivo e anticipatorio le situazioni di difficoltà (il tutto da rendere compatibile e funzionale anche rispetto alle nuove norme europee sui Fondi obbligatori); 6. il riconoscimento di un IPS, adattando e ripensando il modello del FGI, al fine di ottenere importanti vantaggi di trattamento prudenziale per le banche partecipanti (del tutto analoghi a quelli previsti per i gruppi); 7. un processo di integrazione tra le banche di secondo livello del Sistema (specializzazione delle singole realtà bancarie di secondo livello e razionalizzazione funzionale e organizzativa, oppure costituzione di un unico gruppo bancario di secondo livello); La centralizzazione e lo sviluppo di alcune attività (controllo dei rischi, definizione di standard tecnici, leve di intervento) devono essere sottoposte a una inevitabile fase di test e di progressiva messa a punto. La stessa possibilità di ingresso di capitali esterni in un sistema cooperativo è da valutare bene per evitare lo snaturamento dei fattori costituenti la formula cooperativo-mutualistica. Per questa ragione i meccanismi di capitalizzazione sono diversi per le banche cooperative (principalmente provengono dalla base sociale), rispetto a Iccrea holding (apporto di capitali esterni), che ha già una struttura giuridica di società per azioni, può andare sul mercato ed ottenere in questo modo un migliore livello di efficientamento. Il presupposto per la realizzazione di questo riassetto del Sistema è certamente rappresentato da una governance adeguata delle strutture di secondo e terzo livello e

7 soprattutto della Centrale Cooperativa che dovrebbe svolgere il ruolo di garante di questo processo e avere quindi concrete capacità di governo del Sistema per promuoverne una effettiva razionalizzazione. Oltre a dover garantire una adeguata qualità della governance delle strutture di vertice, occorre evitare il perpetuarsi di conflitti di interesse che hanno di fatto fortemente limitato e rallentato il processo di razionalizzazione. Potrebbero essere imposti meccanismi di ricambio del management che contemperino un certo grado di continuità con il necessario innesto di nuove figure, anche di tipo professionale. In generale, un processo di graduale ricambio e di riqualificazione del management deve riguardare anche le Bcc.

MASTER POST DIPLOMA IN ESPERTO DI CREDITO COOPERATIVO GLOCALE PRESENTAZIONE

MASTER POST DIPLOMA IN ESPERTO DI CREDITO COOPERATIVO GLOCALE PRESENTAZIONE PRESENTAZIONE MASTER POST DIPLOMA IN Biennio scolastico 2012-2014 Indice Art.1 - Premessa...2 Art.2 - Contenuti del corso...4 Art.3 - Organizzazione...7 1 Art.1 - Premessa 1.1 Obiettivo generale del corso

Dettagli

Nelle banche di credito cooperativo le esigenze di rafforzamento patrimoniale possono trovare ostacolo nella loro speciale forma giuridica.

Nelle banche di credito cooperativo le esigenze di rafforzamento patrimoniale possono trovare ostacolo nella loro speciale forma giuridica. Quale Credito cooperativo? Il Governatore di Banca d Italia, nel corso del suo recente intervento al Congresso annuale Assiom Forex del 7 febbraio c.te, ha dedicato una puntuale riflessione al sistema

Dettagli

Koinè Consulting. Profilo aziendale

Koinè Consulting. Profilo aziendale Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia

Dettagli

AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL AUTORITÀ GARANTE

AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL AUTORITÀ GARANTE AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO Prof. Giovanni Pitruzzella nell ambito dell istruttoria legislativa sul disegno di legge C.2844, di conversione in legge del

Dettagli

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio

MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio OLTRE LA CRISI MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio Nel nostro mondo sempre più globalizzato viviamo in una condizione di interdipendenza

Dettagli

vision CHI SIAMO MISSION Pagina 1

vision CHI SIAMO MISSION Pagina 1 company profile vision chi siamo mission back office rete distributiva struttura e modello organizzativo processi di certificazione collaboratori e accreditamento presso partner prestitosi governance e

Dettagli

Panetta 21 giugno 2013 Le banche di credito cooperativo

Panetta 21 giugno 2013 Le banche di credito cooperativo Panetta 21 giugno 2013 Le banche di credito cooperativo Alle 394 banche di credito cooperativo italiane (BCC) e ai 3 istituti centrali di categoria fa capo il 10 per cento dei prestiti a famiglie e imprese,

Dettagli

Linee generali dell'attività di Coopfond

Linee generali dell'attività di Coopfond INCONTRO CON I PARTECIPANTI AL MASTER DI 2 LIVELLO SULL'IMPRESA COOPERATIVA Linee generali dell'attività di Coopfond Aldo Soldi Direttore Generale Roma, 30 ottobre 2013 0 AGENDA 1 Cos è Coopfond 2 La rendicontazione

Dettagli

Piani integrati per lo sviluppo locale. Progetti di marketing territoriale. Progettazione e start-up di Sistemi Turistici Locali

Piani integrati per lo sviluppo locale. Progetti di marketing territoriale. Progettazione e start-up di Sistemi Turistici Locali Piani integrati per lo sviluppo locale Progetti di marketing territoriale Progettazione e start-up di Sistemi Turistici Locali Sviluppo di prodotti turistici Strategie e piani di comunicazione Percorsi

Dettagli

Esercizio della vigilanza nell MVU Le procedure comuni

Esercizio della vigilanza nell MVU Le procedure comuni Le procedure comuni! Nel regolamento sull MVU si parla della creazione di un meccanismo di vigilanza realmente integrato. Nella pratica ciò implica " che i processi chiave siano generalmente gli stessi

Dettagli

Documento di lavoro su Volontariato e Terzo settore

Documento di lavoro su Volontariato e Terzo settore Documento di lavoro su Volontariato e Terzo settore Obiettivi Ridefinire e riqualificare il rapporto tra volontariato e pubblica amministrazione nel quadro dell evoluzione del welfare regionale; Valorizzare,

Dettagli

Nuove funzioni e responsabilità del Risk Management in banca: la view di una banca di piccole/ medie dimensioni. Iris Pennisi Federcasse

Nuove funzioni e responsabilità del Risk Management in banca: la view di una banca di piccole/ medie dimensioni. Iris Pennisi Federcasse Nuove funzioni e responsabilità del Risk Management in banca: la view di una banca di piccole/ medie dimensioni Roma, 9 aprile 205 Iris Pennisi Federcasse Una premessa di metodo: «trasformare un vincolo

Dettagli

Il processo di managerializzazione delle PMI. Ostacoli tipici e condizioni di successo. Gianluca Cinti Barbara Giurlanda

Il processo di managerializzazione delle PMI. Ostacoli tipici e condizioni di successo. Gianluca Cinti Barbara Giurlanda Il processo di managerializzazione delle PMI. Ostacoli tipici e condizioni di successo Gianluca Cinti Barbara Giurlanda 1 Indice 1. Obiettivi del documento 2. PMI e processi di managerializzazione 3. L

Dettagli

La mutualità integrativa volontaria in campo sanitario

La mutualità integrativa volontaria in campo sanitario RUOLO E PROSPETTIVE DELLA MUTUALITÀ NEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO La mutualità integrativa volontaria in campo sanitario Placido Putzolu - Presidente FIMIV Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria

Dettagli

Un Nuovo Modello di Credito Cooperativo e Il nostro progetto di Gruppo Bancario

Un Nuovo Modello di Credito Cooperativo e Il nostro progetto di Gruppo Bancario Un Nuovo Modello di Credito Cooperativo e Il nostro progetto di Gruppo Bancario Consiglio di Amministrazione Levico, 19 dicembre 2012 Palazzo Mezzanotte - Sala Blu Conferenza stampa Milano, 29 luglio 2015

Dettagli

Specialmente nell attuale fase di crisi, la presenza del Confidi al fianco dei soggetti economici, a consolidare la fiducia verso questi ultimi, e l

Specialmente nell attuale fase di crisi, la presenza del Confidi al fianco dei soggetti economici, a consolidare la fiducia verso questi ultimi, e l DOCUMENTO CONGIUNTO Unioncamere Assoconfidi sulle politiche per l accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese ***** Il sistema della garanzia è soggetto da alcuni anni a un forte processo evolutivo,

Dettagli

vista la relativa documentazione prodotta dalla Societ ed allegata alla presente deliberazione per farne parte integrante e sostanziale;

vista la relativa documentazione prodotta dalla Societ ed allegata alla presente deliberazione per farne parte integrante e sostanziale; REGIONE PIEMONTE BU10 12/03/2015 Deliberazione della Giunta Regionale 9 febbraio 2015, n. 24-1007 Finpiemonte S.p.A. - Assemblea ordinaria dell'11 febbraio 2015. Indirizzi al rappresentante regionale.

Dettagli

Il Fondo Mutualistico di Legacoop

Il Fondo Mutualistico di Legacoop LA FINANZA E IL CREDITO IN COOPERAZIONE Il Fondo Mutualistico di Legacoop Aldo Soldi Direttore Generale Coopfond Parma, 6 marzo 2014 1 1 - Coopfond Coopfond è il Fondo mutualistico di Legacoop. E una S.p.A.

Dettagli

CHI SIAMO MISSION GOVERNANCE SERVIZI STRUTTURA ORGANIZZATIVA

CHI SIAMO MISSION GOVERNANCE SERVIZI STRUTTURA ORGANIZZATIVA IL NOSTRO LAVORO SI BASA SULLA FIDUCIA DEI CLIENTI. PER QUESTO FONDAMENTALE È IL RISPETTO DELLE NORME E LA TOTALE TRASPARENZA NELLO SVOLGIMENTO DELLA NOSTRA ATTIVITÀ. CHI SIAMO MISSION GOVERNANCE SERVIZI

Dettagli

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari EURO 6 L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari Giovanni Berneschi Dopo anni di attesa e di preparazione, a partire dal 1 gennaio 2002 l Euro ha preso il posto di dodici monete nazionali

Dettagli

La nuova organizzazione del Ministero dell Interno a livello centrale e sul territorio (*)

La nuova organizzazione del Ministero dell Interno a livello centrale e sul territorio (*) La nuova organizzazione del Ministero dell Interno a livello centrale e sul territorio (*) Claudio SCAJOLA È la prima volta che ho l occasione di incontrare tutti i Prefetti della Repubblica e ritengo

Dettagli

IL TEMPO STRINGE PER IL CREDITO COOPERATIVO. IERI BANCA D ITALIA HA LANCIATO CHIARI MONITI.

IL TEMPO STRINGE PER IL CREDITO COOPERATIVO. IERI BANCA D ITALIA HA LANCIATO CHIARI MONITI. IL TEMPO STRINGE PER IL CREDITO COOPERATIVO. IERI BANCA D ITALIA HA LANCIATO CHIARI MONITI. RIBADIAMO: E ORA CHE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI SIANO COINVOLTI NELLA AUTORIFORMA DEL CREDITO COOPERATIVO.

Dettagli

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile Azioni a carattere innovativo finanziate nel quadro dell'art. 6 del regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo, Linea di Bilancio B2-1630,"Strategie locali per l'occupazione e innovazione" Strategie

Dettagli

CONFIDI, RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO E. Foggia, 27 Maggio 2011. Prof. Pasqualina Porretta, Università degli Studi La Sapienza, Roma

CONFIDI, RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO E. Foggia, 27 Maggio 2011. Prof. Pasqualina Porretta, Università degli Studi La Sapienza, Roma CONFIDI, RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO E FONDO DI GARANZIA PER LE PMI Foggia, 27 Maggio 2011 TAVOLA ROTONDA Prof. Pasqualina Porretta, Università degli Studi La Sapienza, Roma IL RUOLO DEI CONFIDI NEL SOSTEGNO

Dettagli

Michelangelo Nigro. Premessa

Michelangelo Nigro. Premessa Le prospettive extrafiscali della finanza territoriale, con particolare riferimento alle forme associative fra comuni, in tema di reperimento di risorse finanziarie. Michelangelo Nigro Premessa Riforma

Dettagli

La finanza trait-d union tra impresa sociale e innovazione sociale

La finanza trait-d union tra impresa sociale e innovazione sociale S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO INNOVAZIONE NEL TERZO SETTORE, UNA SFIDA POSSIBILE La finanza trait-d union tra impresa sociale e innovazione sociale Davide Dal Maso Milano, 10 aprile 2014

Dettagli

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale

Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Indicatori di qualità per l Educazione alla cittadinanza mondiale Premessa La Carta di qualità di cui si parla in questa scheda è stata elaborata da ONG e associazioni di 5 regioni italiane nel corso del

Dettagli

Le parole chiave: Per non svuotare la sussidiarietà

Le parole chiave: Per non svuotare la sussidiarietà LINEE GUIDA PER UN PATTO PER IL RICONOSCIMENTO E LA VALORIZZAZIONE DELL APPORTO DEL TERZO SETTORE ALLA RETE DI SOSTEGNO AL WELFARE DI BOLOGNA E PROVINCIA Le parole chiave: 1. SUSSIDIARIETA 2. STABILE REGIA

Dettagli

La strategia finanziaria

La strategia finanziaria La strategia finanziaria Strategie di posizionamento (rivolte all esterno) AZIENDA strategia sociale CONTESTO SOCIALE posizionamento sociale Analisi degli input strategici esterni MERCATI FINANZIARI finanziatori

Dettagli

Il ruolo del Direttore come Leader e come Manager Giliberto Capano

Il ruolo del Direttore come Leader e come Manager Giliberto Capano Il ruolo del Direttore come Leader e come Manager Giliberto Capano (Università di Bologna) Il Direttore come responsabile della gestione complessiva (1) Cosa vuol dire avere una visione gestionale complessiva,

Dettagli

IL CREDITO COOPERATIVO

IL CREDITO COOPERATIVO IL CREDITO COOPERATIVO 1 Il Credito Cooperativo 400 Banche cooperative 4.450 Sportelli 37 mila Collaboratori dipendenti 1,1 milioni Soci 7 milioni Clienti 2 Il Credito Cooperativo Localizzazione Geografica

Dettagli

Da B2 a B 3. come affrontare il passaggio in una realtà di piccole e medie dimensioni

Da B2 a B 3. come affrontare il passaggio in una realtà di piccole e medie dimensioni Da B2 a B 3. come affrontare il passaggio in una realtà di piccole e medie dimensioni Paolo Palliola Cassa di Risparmio di San Miniato S.p.a. Roma, 28 giugno 2013 Agenda Cosa ci ha portato di nuovo Basilea

Dettagli

BOZZA. di Pier Paolo Inserra

BOZZA. di Pier Paolo Inserra BOZZA PRIMI CENNI AL PARADIGMA DI ECONOMIA SOCIALE SPERIMENTATO CON IL DISTRETTO INTEGRATO DI ECONOMIA SOCIALE AREA MARCHE NORD di Pier Paolo Inserra Da un modello collettivo ad un modello connettivo Il

Dettagli

Carta d Identità del CNGEI

Carta d Identità del CNGEI Carta d Identità del CNGEI "Il nostro è un movimento libero, accanitamente, irriducibilmente libero da ingerenza politica, confessionale o di interesse e deve rimanere tale contro chiunque fosse di diverso

Dettagli

in azione Welfare di Comunità e Innovazione Sociale.

in azione Welfare di Comunità e Innovazione Sociale. wel in azione Welfare di Comunità e Innovazione Sociale. BENESSERE GIOVANI COMUNITÀ BANDI 2014 1 Welfare di Comunità e Innovazione Sociale IL CONTESTO L attuale sistema di welfare italiano fatica a rispondere

Dettagli

Regolamento Associazione delle Donne del Credito Cooperativo idee

Regolamento Associazione delle Donne del Credito Cooperativo idee Regolamento Associazione delle Donne del Credito Cooperativo idee PREMESSA Il Regolamento dell Associazione Idee descrive il disegno organizzativo e rappresenta sinteticamente il complesso delle attribuzioni

Dettagli

Scenari e strumenti per la gestione strategica delle risorse umane nel settore pubblico. Roma, 12 maggio 2004 Relazione di Gianfranco Rebora

Scenari e strumenti per la gestione strategica delle risorse umane nel settore pubblico. Roma, 12 maggio 2004 Relazione di Gianfranco Rebora Scenari e strumenti per la gestione strategica delle risorse umane nel settore pubblico Roma, 12 maggio 2004 Relazione di Gianfranco Rebora I poteri della dirigenza come datore di lavoro (Art. 5, comma

Dettagli

CONTRIBUTI TEMATICI PRESENTATI AL MINISTERO DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

CONTRIBUTI TEMATICI PRESENTATI AL MINISTERO DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE CONTRIBUTI TEMATICI PRESENTATI AL MINISTERO DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE CONTRIBUTO INVIATO AL GRUPPO 3 La cooperazione italiana può distinguersi nel panorama internazionale se valorizza le proprie

Dettagli

Pianificazione Strategica dello Studio

Pianificazione Strategica dello Studio Modulo 1 Pianificazione Strategica dello Studio Alessandra Damiani Managing Partner di Barbieri & Associati Dottori Commercialisti alessandra.damiani@barbierieassociati.it 1 Guida alla gestione dei PMstudi

Dettagli

Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d Ampezzo e delle Dolomiti Credito Cooperativo. Piano strategico 2012-2014

Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d Ampezzo e delle Dolomiti Credito Cooperativo. Piano strategico 2012-2014 Cassa Rurale ed Artigiana di Cortina d Ampezzo e delle Dolomiti Credito Cooperativo Piano strategico 2012-2014 Delibera del Consiglio di Amministrazione del 17 gennaio 2012 1 POLITICHE DI SVILUPPO GENERALE

Dettagli

La DSC per fare impresa Roma, 21 Ottobre 2011

La DSC per fare impresa Roma, 21 Ottobre 2011 La DSC per fare impresa Roma, 21 Ottobre 2011 V Rapporto Classe Dirigente Le risorse dei territori italiani, le sfide del Mondo Nuovo Giorgio Neglia Direttore ricerca AMC Roma 21 ottobre 2011 Il Rapporto

Dettagli

DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA.

DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA. DESCRIZIONE SINTETICA DELLA STRUTTURA DEL FONDO CHIUSO MC 2 IMPRESA. MC2 Impresa è un Fondo Comune d Investimento Mobiliare chiuso e riservato (ex testo unico D.Lgs 58/98) costituito per iniziativa di

Dettagli

L Ente Nazionale per il Microcredito. 1.1 Le attività e la mission etica dell Ente. 1.1.1 Le attività creditizie

L Ente Nazionale per il Microcredito. 1.1 Le attività e la mission etica dell Ente. 1.1.1 Le attività creditizie L Ente Nazionale per il Microcredito L Ente nazionale per il Microcredito è un soggetto di diritto pubblico che persegue l obiettivo dello sradicamento della povertà e della lotta all esclusione sociale

Dettagli

E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma

E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma E possibile migliorare il controllo e la governance delle imprese pubbliche? L esperienza del Comune di Roma Marco Causi Facoltà di Economia Federico Caffè Università degli Studi Roma Tre L argomento della

Dettagli

MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune

MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro MANIFESTO per la Buona politica e per il Bene comune I Promotori del Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione

Dettagli

La governance del territorio

La governance del territorio La governance del territorio Università di Pavia 2013/2014 Modulo di Sociologia Docente: Emanuele Polizzi Governo come governance Dal governo come autorità al governo come regia Non più governo dall alto,

Dettagli

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.)

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Presentazione del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Roma, 18 luglio 2002 Il Forum delle imprese regolate, che oggi viene inaugurato, vuole essere un luogo permanente di consultazione e scambio

Dettagli

«Confidi 2.0»: il nuovo corso dei Confidi

«Confidi 2.0»: il nuovo corso dei Confidi «Confidi 2.0»: il nuovo corso dei Confidi #1] Premessa, scenario #2] Missione: «Confidi 2.0» #3] Sintesi delle nuove attività Milano, Lunedi 5 ottobre 2015 Leonardo Marseglia - Fidicomet Milano 1 Premessa

Dettagli

Studio in via Romanino 16 25122 Brescia Tel.030.375828 Fax 030.3758279

Studio in via Romanino 16 25122 Brescia Tel.030.375828 Fax 030.3758279 PRESENTAZIONE DELLO STUDIO VOLLONO & ASSOCIATI Lo Studio Vollono & Associati, dottori commercialisti e revisori contabili, è stato fondato nel 1980 dal titolare Dottore Francesco Vollono affiancato poi

Dettagli

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione

Verifica qualità dati contabili Elaborazione e strutturazione dell informazione COMUNE DI TRENTO Servizio Programmazione e Controllo via Belenzani 22 38100 Trento Telefono: 0461-884162; Fax: 0461-884168 e_mail: servizio_programmazione@comune.trento.it Sito internet dell amministrazione:

Dettagli

Audizione Confindustria. Disegno di legge n. 1051

Audizione Confindustria. Disegno di legge n. 1051 Audizione Confindustria Disegno di legge n. 1051 Delega al Governo su Informazione e Consultazione lavoratori e definizione misure su Democrazia economica XI Commissione Lavoro Senato della Repubblica

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato MOSCA

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato MOSCA Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2158 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato MOSCA Agevolazioni fiscali e contributive per l assunzione di temporary manager da parte

Dettagli

COMMISSIONE EUROPEA DG Concorrenza. Bruxelles, 01/03/2012 COMP/DG/2012/022543

COMMISSIONE EUROPEA DG Concorrenza. Bruxelles, 01/03/2012 COMP/DG/2012/022543 COMMISSIONE EUROPEA DG Concorrenza Il direttore generale Bruxelles, 01/03/2012 COMP/DG/2012/022543 Modernizzazione degli aiuti di Stato dell UE Documento di discussione Il presente documento espone a grandi

Dettagli

BANDI 2015 1 IL CONTESTO GLI OBIETTIVI

BANDI 2015 1 IL CONTESTO GLI OBIETTIVI BANDI 2015 1 Welfare di Comunità e Innovazione Sociale IL CONTESTO L attuale sistema di welfare italiano fatica a rispondere in modo adeguato ai cambiamenti della nostra società e a comprendere i relativi

Dettagli

Credito Cooperativo. Banche di comunità.

Credito Cooperativo. Banche di comunità. Credito Cooperativo. Banche di comunità. Seminario Redattore Sociale Capodarco 28/30 novembre 2014 BCC Credito Cooperativo 1 La struttura organizzativa 4 La doppia rete di protezione a favore di soci e

Dettagli

La Funzione di Compliance tra Basilea II e MiFID

La Funzione di Compliance tra Basilea II e MiFID III Incontro Compliance AICOM-Dexia Crediop Strategies, governance, compliance: le sfide della direttiva MiFID e l integrazione del mercato finanziario europeo La Funzione di Compliance tra Basilea II

Dettagli

business consultants financial & tax advisors

business consultants financial & tax advisors business consultants financial & tax advisors LA NOSTRA MISSION Da tempo, accanto alle tradizionali competenze nelle materie fiscali e contabili, sta crescendo il nostro impegno nel fornire assistenza

Dettagli

Il Project Management a supporto del percorso di trasformazione di una Banca

Il Project Management a supporto del percorso di trasformazione di una Banca Il Project Management a supporto del percorso di trasformazione di una Banca Clément PERRIN / Daniela TAVERNA - Senior Project Manager Milano, 20 Aprile 2012 Con l acquisizione da parte di BNPP 6 anni

Dettagli

Una nuova impostazione sui temi della formazione ha caratterizzato l attività del Dipartimento della funzione pubblica nel corso degli ultimi mesi,

Una nuova impostazione sui temi della formazione ha caratterizzato l attività del Dipartimento della funzione pubblica nel corso degli ultimi mesi, Una nuova impostazione sui temi della formazione ha caratterizzato l attività del Dipartimento della funzione pubblica nel corso degli ultimi mesi, nuovi presupposti di partenza che hanno portato già a

Dettagli

LEZIONI APPRESE DEGLI STAKEHOLDER DEI PROGETTI DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA

LEZIONI APPRESE DEGLI STAKEHOLDER DEI PROGETTI DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA LEZIONI APPRESE DEGLI STAKEHOLDER DEI PROGETTI DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA Venezia, Palazzo Grandi Stazioni 20 dicembre 2013 Benedetta Pricolo Regione del Veneto Unità di Progetto di Cooperazione

Dettagli

Il Regolamento si compone di 41 articoli, suddivisi in nove capi.

Il Regolamento si compone di 41 articoli, suddivisi in nove capi. RELAZIONE REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLI INTERNI, GESTIONE DEI RISCHI, COMPLIANCE ED ESTERNALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE, AI

Dettagli

La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione dell attività aziendale.

La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione dell attività aziendale. Corso di International Accounting Università degli Studi di Parma - Facoltà di Economia (Modulo 1 e Modulo 2) LAMIB La pianificazione e la programmazione aziendale. Il budget quale sistema di programmazione

Dettagli

Cremona2030: una nuova governance locale per costruire territorio e sviluppo sociale

Cremona2030: una nuova governance locale per costruire territorio e sviluppo sociale dalla PROVINCIA al nuovo ENTE di AREA VASTA Cremona2030: una nuova governance locale per costruire territorio e sviluppo sociale a cura della federazione del PD di Cremona La legge 56/2014: limiti, rischi

Dettagli

Le esternalizzazioni di alcune funzioni aziendali: l esperienza lombarda

Le esternalizzazioni di alcune funzioni aziendali: l esperienza lombarda Le esternalizzazioni di alcune funzioni aziendali: l esperienza lombarda Pietro Galbiati Buongiorno a tutti. 1 Il mio compito è quello di presentare in sintesi come stiamo affrontando il tema della esternalizzazione

Dettagli

IL LAVORO RIPARTE DAL LAVORO

IL LAVORO RIPARTE DAL LAVORO IL LAVORO RIPARTE DAL LAVORO Assemblea di Bilancio 25.06.2015 CFI- - Cooperazione Finanza Finanza Impresa Impresa Via Giovanni Amendola, 5 Roma info@cfi.it - www.cfi.it Agenda CFI: mission, tipologie e

Dettagli

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA SEGNALAZIONE ASSETTI PARTECIPATIVI ENTI (A.P.E.)

ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA SEGNALAZIONE ASSETTI PARTECIPATIVI ENTI (A.P.E.) ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA SEGNALAZIONE ASSETTI PARTECIPATIVI ENTI (A.P.E.) Le presenti Istruzioni disciplinano la compilazione delle segnalazioni che alimentano l archivio elettronico Assetti

Dettagli

Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, impresa e innovazione per far crescere l intero Paese

Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, impresa e innovazione per far crescere l intero Paese Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013 Ricerca Ricerca, l intero Paese Logiche d intervento nell utilizzo dei Fondi Strutturali: Adattamento ed evoluzione. Pasquale D Alessandro DG REGIO Unità G3: Italia

Dettagli

Risposte innovative a livello locale nella prospettiva di secondo welfare

Risposte innovative a livello locale nella prospettiva di secondo welfare Risposte innovative a livello locale nella prospettiva di secondo welfare Franca Maino Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, Università di Milano Laboratorio Percorsi di secondo welfare, Centro

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato PAGANO

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato PAGANO Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1121 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato PAGANO Modifiche all articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito,

Dettagli

Montebelluna, 25 febbraio 2011

Montebelluna, 25 febbraio 2011 Comunicato ai sensi dell articolo 102 del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, come successivamente modificato e integrato (il Tuf ) e dell articolo 37 del Regolamento Consob approvato con delibera n. 11971

Dettagli

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI

PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI comunicato stampa PER EUROFIDI ED EUROCONS UN RINNOVATO IMPEGNO PER LE IMPRESE E I LORO TERRITORI Le due società, attive in Lazio da alcuni anni, presentano il loro Rendiconto Sociale. Il documento rappresenta

Dettagli

Il secondo pilastro: il processo di controllo prudenziale

Il secondo pilastro: il processo di controllo prudenziale : il processo di controllo prudenziale! Il processo di controllo prudenziale (Supervisory Review Process SRP) si articola in due fasi integrate! La prima è rappresentata dal processo interno di determinazione

Dettagli

------ Tuttavia, la previdenza complementare si sta sviluppando lentamente e, a dieci anni dall avvio, necessita di ulteriori impulsi.

------ Tuttavia, la previdenza complementare si sta sviluppando lentamente e, a dieci anni dall avvio, necessita di ulteriori impulsi. COMUNICATO STAMPA COVIP: la crisi dei mercati finanziari ha sottoposto i fondi pensione a una prova severa, ma il sistema della previdenza complementare ha tenuto. A marzo 2009 sono 4,9 milioni gli iscritti

Dettagli

Convegno Basilea 2 Opportunità o rischio? Tivoli, 22 marzo 2005 Hotel Torre S. Angelo. I CONFIDI alleati delle PMI

Convegno Basilea 2 Opportunità o rischio? Tivoli, 22 marzo 2005 Hotel Torre S. Angelo. I CONFIDI alleati delle PMI Massimo Pacella Dottore Commercialista Revisore Contabile Relazione Convegno Basilea 2 Opportunità o rischio? Tivoli, 22 marzo 2005 Hotel Torre S. Angelo I CONFIDI alleati delle PMI Premessa Il 26 giugno

Dettagli

INTESA SANPAOLO E LE RETI D IMPRESA. L approccio e l offerta del nostro Gruppo

INTESA SANPAOLO E LE RETI D IMPRESA. L approccio e l offerta del nostro Gruppo INTESA SANPAOLO E LE RETI D IMPRESA L approccio e l offerta del nostro Gruppo Gli accordi con Confindustria Confindustria Piccola Industria L accordo, rinnovato lo scorso 1 marzo, richiama la rilevanza

Dettagli

Investire nella crescita: l innovazione finanziaria a sostegno dello sviluppo

Investire nella crescita: l innovazione finanziaria a sostegno dello sviluppo Investire nella crescita: l innovazione finanziaria a sostegno dello sviluppo 13 FORO DI DIALOGO ITALIA SPAGNA Contributo degli intermediari finanziari italiani, coordinato dal Prof. Rainer Masera, al

Dettagli

Profili della disciplina sulle banche. Lezione 1 1

Profili della disciplina sulle banche. Lezione 1 1 Profili della disciplina sulle banche Lezione 1 1 Testo Unico Bancario (D. lgs. n. 385 del 1993). Testo Unico Finanziario (D. lgs. n. 58 del 1998) La disciplina bancaria il Testo Unico Bancario: (art.

Dettagli

Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole

Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole Agricoltura e turismo 1) sono i settori che meglio tengono nella crisi economico-finanziaria di

Dettagli

Camera dei Deputati X Commissione Attività produttive, commercio e turismo

Camera dei Deputati X Commissione Attività produttive, commercio e turismo Camera dei Deputati X Commissione Attività produttive, commercio e turismo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00574 AUDIZIONE 6 maggio 2015 CONTRATTI DI RETE COME STRUMENTO DI POLITICA ECONOMICA Le organizzazioni

Dettagli

L organizzazione della gestione dei sistemi informativi nella PA Bologna, 01 luglio 2014

L organizzazione della gestione dei sistemi informativi nella PA Bologna, 01 luglio 2014 L organizzazione della gestione dei sistemi informativi nella PA Bologna, 01 luglio 2014 Evento organizzato in collaborazione con Digital Government: in fondo alle classifiche Il grado di digitalizzazione

Dettagli

LA SICUREZZA SUL LAVORO: BUONE PRASSI TRA ORGANIZZAZIONE, MANAGEMENT E FORMAZIONE

LA SICUREZZA SUL LAVORO: BUONE PRASSI TRA ORGANIZZAZIONE, MANAGEMENT E FORMAZIONE LA SICUREZZA SUL LAVORO: BUONE PRASSI TRA ORGANIZZAZIONE, MANAGEMENT E FORMAZIONE Per un cambiamento culturale affidabile nella gestione della sicurezza di Alessandro Cafiero 1 La sicurezza fra contesto

Dettagli

Seminario Il controllo di gestione e la misurazione delle performance

Seminario Il controllo di gestione e la misurazione delle performance Seminario Il controllo di gestione e la misurazione delle performance Intervento del Direttore Generale della Banca d Italia Fabrizio Saccomanni 13 giugno 2012 Do il benvenuto a tutti i partecipanti a

Dettagli

Pianificazione Strategica dello Studio

Pianificazione Strategica dello Studio Modulo 1 Pianificazione Strategica dello Studio Gianfranco Barbieri Partner di Barbieri & Associati Dottori Commercialisti Presidente di ACEF 1 Modulo 1 Pianificazione Strategica dello Studio Giacomo Barbieri

Dettagli

PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ

PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ La qualità dei servizi e delle politiche pubbliche è essenziale per la competitività del sistema economico e per il miglioramento delle condizioni di vita dei

Dettagli

Credito Cooperativo. Banche di comunità.

Credito Cooperativo. Banche di comunità. Credito Cooperativo. Banche di comunità. Seminario Redattore Sociale Capodarco 27/29 novembre 2015 BCC Credito Cooperativo 1 La struttura organizzativa 4 La doppia rete di protezione a favore di soci e

Dettagli

All On.le Ministro SEDE. OGGETTO: Pronuncia di iniziativa su autonomia e governance del sistema. Adunanza del 25 luglio 2012

All On.le Ministro SEDE. OGGETTO: Pronuncia di iniziativa su autonomia e governance del sistema. Adunanza del 25 luglio 2012 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per l Istruzione Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l Autonomia Scolastica Segreteria del Consiglio Nazionale

Dettagli

La creazione di impresa spin-off al CNR

La creazione di impresa spin-off al CNR Terza Giornata InFormativa Progetto BioTTasa Area della Ricerca del CNR Palermo, 30 giugno 2014 La creazione di impresa spin-off al CNR Relatore: Daniela La Noce Progetto Finanziato dal Ministero dello

Dettagli

Documento e Proposte

Documento e Proposte Documento e Proposte www.confidicampani.it Pag. 1 di 8 I Confidi I Confidi grazie alla loro figura di collegamento tra il mondo imprenditoriale e quello bancario, operano fruttuosamente a favore delle

Dettagli

Allegato 3 PIANO DEGLI INDICATORI E DEI RISULTATI ATTESI DI BILANCIO

Allegato 3 PIANO DEGLI INDICATORI E DEI RISULTATI ATTESI DI BILANCIO PIANO DEGLI INDICATORI E DEI RISULTATI ATTESI DI BILANCIO Premessa Il presente documento, redatto in conformità alle linee guida generali definite con il D.P.C.M. del 18 settembre 2012, illustra gli obiettivi

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2474 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI PREZIOSI, VILLECCO CALIPARI, ALBANELLA, ARLOTTI, BASSO, BRAGA, CAPOZZOLO, CARRESCIA, CASATI,

Dettagli

Evoluzione Normativa: esperienze e orientamenti del Gruppo UBI Banca

Evoluzione Normativa: esperienze e orientamenti del Gruppo UBI Banca Evoluzione Normativa: esperienze e orientamenti del Gruppo UBI Banca ABI HR 2008: Banche e Risorse Umane Competenze e merito per crescere nella banca che cambia Andrea Ghidoni Roma, 8 Maggio 2008 Gruppo

Dettagli

Presentazione del progetto PROCESSO DI DISTRIBUZIONE INTEGRATA

Presentazione del progetto PROCESSO DI DISTRIBUZIONE INTEGRATA PROCESSO DI DISTRIBUZIONE INTEGRATA Il mercato 1. IL PROGETTO DI PARTNERSHIP Il Progetto nasce da una forte visione condivisa sul mercato di riferimento (le Imprese) e dalle modifiche in tema di mediazione

Dettagli

AUDIZIONE. MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Federica Guidi. X Commissione del Senato - X Commissione della Camera. Roma, 27 marzo 2014

AUDIZIONE. MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Federica Guidi. X Commissione del Senato - X Commissione della Camera. Roma, 27 marzo 2014 AUDIZIONE MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO Federica Guidi X Commissione del Senato - X Commissione della Camera Roma, 27 marzo 2014 CICLO ECONOMICO IN MIGLIORAMENTO 2 CICLO ECONOMICO IN MIGLIORAMENTO

Dettagli

Chief Risk Officer. La nuova agenda degli impegni per il risk manager

Chief Risk Officer. La nuova agenda degli impegni per il risk manager Chief Risk Officer La nuova agenda degli impegni per il risk manager Corrado Meglio Vice Presidente AIFIRM Responsabile Risk Management Banca di Credito Popolare Steering Committee PRMIA Italy 1 Le banche

Dettagli

Risposta alla consultazione di Banca d Italia sul Programma dell attività normativa dell Area Vigilanza per l anno 2011

Risposta alla consultazione di Banca d Italia sul Programma dell attività normativa dell Area Vigilanza per l anno 2011 Risposta alla consultazione di Banca d Italia sul Programma dell attività normativa dell Area Vigilanza per l anno 2011 Dicembre 2010 DOCUMENTI 1. Considerazioni preliminari Il Programma di attività normativa

Dettagli

Gaia: La Regione Intelligente

Gaia: La Regione Intelligente Gaia: La Regione Intelligente Le opzioni, il modello, il percorso Le opzioni Dobbiamo costruire una Regione aperta, fondata su ascolto, dialogo e trasparenza Bisogna porre al centro delle politiche i cittadini,

Dettagli

Assemblea del Volontariato Italiano Roma 4 e 5 dicembre 2009

Assemblea del Volontariato Italiano Roma 4 e 5 dicembre 2009 Consulta Nazionale Volontariato Assemblea del Volontariato Italiano Roma 4 e 5 dicembre 2009 Documento di Lavoro 1 CONSIDERAZIONI DI CONTESTO: LA SITUAZIONE POLITICA, ECONOMICA E CULTURALE ODIERNA Il nostro

Dettagli

DOPO LA CRISI. SISTEMA BANCARIO ED ECONOMIA:

DOPO LA CRISI. SISTEMA BANCARIO ED ECONOMIA: DOPO LA CRISI. SISTEMA BANCARIO ED ECONOMIA: ESIGENZE DI RICAPITALIZZAZIONE E SOSTEGNO A FAMIGLIE ED IMPRESE di Maria Rosaria Ingenito (Vice Prefetto Prefettura di Roma ) e Saadia Tourougou (Osservatorio

Dettagli