IL VALORE DEL SIMBOLO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL VALORE DEL SIMBOLO"

Transcript

1 UNIVERSITA DEGLI STUDI ROMA TRE FACOLTA DI GIURISPRUDENZA A.A. 2010/2011 IL VALORE DEL SIMBOLO Cattedra di Diritto delle Istituzioni religiose Prof. Carlo Cardia Relazione di Francesca Grande, Antonio La Bella, Domenico Cappadona

2 INDICE I parte Premessa Natura del simbolo: sue caratteristiche e ruolo che esso svolge nella collettività Simbolo e multiculturalismo: simboli di Stato e simboli religiosi II parte Il valore del simbolo nella filosofia Tra simbolo, segno, mito e allegoria III parte Il simbolo e la religione Simbolo religioso ed allegoria Simboli religiosi realistici ed idealistici 2

3 Premessa In un epoca come la nostra, caratterizzata dalla multiculturalità, dal pluralismo religioso, dal principio di laicità visto come principio essenziale per una società pluralista, non può stupire il fatto che la tematica dei simboli, da quelli profani a quelli più specificatamente religiosi, risulti ancora in grado di suscitare notevole interesse. In molte parti d Europa i fenomeni legati alla globalizzazione hanno portato popoli diversi per origine, costumi e religioni a contatto gli uni con gli altri: ciò ha reso le democrazie occidentali assai meno omogenee dal punto di vista religioso e culturale rispetto al passato. Da qui l inattesa reviviscenza dei simboli, soprattutto di quelli religiosi, che si mostrano essere gli unici rimedi di fronte al crescente bisogno di un rafforzamento della coesione sociale e di una forte identità collettiva. Natura del simbolo: sue caratteristiche e ruolo che esso svolge nella collettività Il simbolo è un costrutto culturale, una rappresentazione convenzionale; è un entità che sta per un altra cosa: non è la cosa stessa ma è una sua rappresentazione o evocazione. Il simbolo rimanda sempre a qualcos altro, in quanto esprime la presenza di qualcosa di assente o che è impossibile percepire, qualcosa la cui esistenza o conoscibilità dipendono, in qualche modo, dal simbolo stesso. Attraverso l esperienza simbolica si passa da una considerazione delle realtà esterne come semplici oggetti empirici ad una loro percezione come immagini, queste ultime dotate di una peculiare capacità unificante. Il simbolo può essere individuale o collettivo: il primo è un simbolo che potremmo definire autobiografico, in quanto sintetizza e richiama una storia umana, magari d amore; il simbolo collettivo, invece, è un simbolo che sta per una credenza, fede o passione condivisa da più individui. I simboli semplificano all estremo, e non per via di sintesi ragionata, ma in modo adialettico, arazionale il sistema della credenza, fede o passione; essi non stanno per concetti, ragionamenti o 3

4 discorsi, e non sono né veri né falsi, né verificabili né falsificabili: sono fuori da ogni dominio, analitico o empirico che sia. Ogni simbolo ha, pertanto, la capacità di evocare concetti complessi in maniera altamente sintetica sul piano cognitivo e fortemente mobilitante sul piano affettivo e volitivo. Per questa sua capacità di sintetizzare messaggi e di comunicarli con immediatezza, il simbolo è strumento di richiamo identitario; se però è tanta la sua capacità di suscitare e rafforzare appartenenze, altrettanta è quella di determinare esclusioni 1. Il simbolo, infatti, unisce e divide: unisce i partecipi della stessa credenza, fede o passione, e li divide dai non partecipi. Unisce nel senso che crea legami sociali tra persone che neppure si conoscono: è questo il c.d. carattere intersoggettivo proprio di ciascun simbolo. Per questa sua funzione aggregante, vale a dire per la sua capacità di esprimere precisi messaggi di appartenenza, il simbolo deve essere vago e fortemente evocativo. A volte questo sentimento di appartenenza, di partecipazione e di convinzione è così forte da superare la stessa validità di un simbolo. I simboli a forte carica identitaria quelli di religione, di nazione, di classe sociale, di partito politico sono i più pericolosi, in quanto tendono a funzionare da catalizzatori di aggressività, a mobilitare contro. I simboli, infatti, come gli slogan, esprimono e generano un livello intellettuale e relazionale primitivo, quello delle semicieche fissazioni ed appartenenze 2. Il simbolo è caratterizzato, oltre che dal rimando e dall intersoggettività, anche da un ambiguità strutturale: la vista di un simbolo fa in generale subito sorgere il dubbio se una figura vada considerata come simbolo o no 3. Un oggetto è simbolo anche in relazione al luogo in cui si trova: ad esempio il triangolo in una chiesa cristiana è considerato simbolo della Trinità, mentre sulla lavagna di una scuola è una semplice figura geometrica. Diversa da questa ambiguità è quella interpretativa: ogni simbolo è suscettibile di assumere significati diversi in relazione al contesto etnico-culturale in cui è situato, vale a dire in relazione alle persone che si rapportano ad esso. 1 Guazzarotti A. Giudici e minoranze religiose. 2 Vallauri L. Simboli e realizzazione. 3 Hegel Vorlesungen uber die Asthetik. 4

5 Per fare un esempio: il simbolo della croce rossa (simbolo dell omonima organizzazione internazionale umanitaria) dovrebbe essere simbolo di solidarietà neutrale, con valenza universale; tuttavia, popoli appartenenti a contesti etnico-culturali diversi non lo riconoscono come simbolo di solidarietà imparziale, ma lo riconducono sempre alla cristianità. Pertanto, ogni simbolo è suscettibile di diverse interpretazioni. Per arrivare al significato di un simbolo, si parte sempre dal simbolo stesso, o meglio, dal dato sensibile in cui esso si manifesta. Questo aspetto del simbolo è stato da alcuni definito in termini di trascendenza semantica, proprio in relazione al fatto che al significato del simbolo si arriva attraverso un oltrepassamento dello stesso. Ogni simbolo, sia esso sacro o profano, deve la propria esistenza alla sua effettività: esso potrà svolgere la propria funzione soltanto quando il suo impiego avrà luogo in forza di una consuetudine diffusa nella società civile. Non è per nulla scontato, infatti, che una prescrizione normativa (sia essa contenuta in un decreto o in una legge, piuttosto che nel codice canonico) riesca da sola ad imporre il rispetto e la devozione nei confronti di una qualche configurazione simbolica. Molto più spesso i simboli prima si impongono nel sistema sociale e successivamente reclamano il loro riconoscimento nelle forme giuridiche congrue. Simbolo e multiculturalismo: simboli di Stato e simboli religiosi I simboli di Stato, anche detti simboli del potere sovrano, rappresentano elementi costitutivi essenziali di quelle religioni della politica che, in epoca moderna, hanno condizionato (e tuttora condizionano) in modo determinante le vicende degli Stati nazionali: queste sono forme di religione secolare (o laica ), intendendosi con tale espressione un sistema, più o meno elaborato, di credenze, di miti, di riti e di simboli, che conferisce carattere sacro ad un entità di questo mondo, rendendola oggetto di culto, devozione e dedizione 4. Sistemi di tal sorta risultano compatibili tanto con regimi di ispirazione totalitaria, o comunque autoritaria, quanto con regimi democratici, i cui principi fondanti divengono oggetto di sacralizzazione. 4 Gentile E. Le religioni della politica. Fra democrazie e totalitarismi. 5

6 La simbolica evocativa del potere sovrano non è altro che una rappresentazione dei valori espressi nelle carte costituzionali. In riferimento agli ordinamenti democratici si è soliti usare la metafora della sovranità dei valori, questo perché nel II dopoguerra, con la scomparsa dei totalitarismi, si è giunti ad una ridefinizione del concetto di sovranità, da suprema potestà soggettiva di comando questa è stata oggettivizzata in un nucleo essenziale di valori : le democrazie pluraliste occidentali sono, quindi, caratterizzate da un politeismo di valori sovrani, che trovano espressione nella simbolica istituzionalizzata. Le difficoltà di gestione del pluralismo religioso hanno determinato la diffusa convinzione che l Occidente stia perdendo la propria identità e si stia trasformando in un entità multiculturale senz anima ; ciò ha portato ad un utilizzo della religione come linguaggio pubblico delle politiche di identità. Sempre più frequentemente si assiste a tentativi di sostituzione dei simboli ufficiali con simboli religiosi; questi ultimi, infatti, sono considerati maggiormente in grado di proteggere una omogeneità culturale (quella occidentale ) sempre più percepita come minacciata dai fenomeni legati alla globalizzazione. Emblematica, a tal proposito, è la questione del crocifisso in Italia, che ha visto dapprima il TAR Veneto e poi il Consiglio di Stato arrivare ad affermare il carattere semi-laico del crocifisso. Ciò è perfettamente in linea con quella nuova declinazione di laicità che vorrebbe che lo Stato abdicasse al ruolo di osservatore esterno, di garante imparziale del pluralismo e che si calasse apertamente nel conflitto fra le varie concezioni religiose (e culturali), assumendone una come superiore. Nell intento di fornire un antidoto alla deriva relativistica che sembra colpire l Occidente nell era della globalizzazione, si chiede il riconoscimento pubblico del patrimonio religioso nazionale; nel crocifisso non si vede più soltanto un simbolo religioso, ma anche un simbolo identitarioculturale per la storia sia del nostro paese che dell intera civiltà europea. Per imporne la presenza negli spazi pubblici il giudice italiano si è fatto teologo : è entrato nel merito del significato di questo simbolo ed ha sottolineato come i valori cristiani, che il crocifisso non smette mai di rappresentare, siano perfettamente compatibili con quelli espressi dalla nostra Costituzione. In quest ottica il simbolo del crocifisso potrebbe, pertanto, rientrare nella simbolica rappresentativa di una democrazia costituzionale; un discorso analogo non sembra, invece, possibile per simboli di altre religioni, in quanto alcuni risultano del tutto inconciliabili sia con i principi della democrazia che, in particolare, con i diritti dell uomo. 6

7 Il valore del simbolo nella filosofia Tra simbolo, segno, mito e allegoria La parola simbolo deriva dal greco sumbaàllein che significa mettere insieme. Nell antica Grecia era diffusa la consuetudine di tagliare in due un anello, una moneta o qualsiasi altro oggetto, e darne una metà ad un amico o ad un ospite; le due parti, conservate dall una e dall altra parte, di generazione in generazione, consentivano, in tal modo, ai discendenti dei due amici di riconoscersi. Ognuna delle due parti si chiamava simbolo. Il significato della parola però non si arrestò a questo solo significato pratico, ma andò ad indicare tutte le relazioni che si ratificavano per così dire tramite un segno visibile. Tra i vari significati rilevano: il principio di unione tra Stati; lo statuto di una confederazione; un accordo giuridico commerciale tra Stati; pegno di qualsiasi specie di acquisto o contratto; una garanzia delle operazioni di cambio; la parola d ordine dell esercito; la fede nuziale. Come si vede la parola simbolo ha una lunga storia e ha indicato i più diversi eventi e rapporti umani. È naturale pertanto che si tenda a questo punto ad eguagliare il significato di simbolo a quello di segno. Tuttavia una connotazione sinonimica nell uso dei due termini non appare corretta. Infatti per cogliere il più elevato senso del termine simbolo bisogna guardare ai suoi altri significati, quali imbattersi improvvisamente, incontrarsi, indovinare da oscuri accenni. Proprio da questi ultimi significati prende il via l indagine filosofica condotta dai filosofi che andiamo ad analizzare. Platone ci fornisce una sua definizione di simbolo nell opera il Simposio (189 d -193 d): il commediografo Aristofane, prendendo la parola, ricorre ad un mito per spiegare la potenza di Eros sugli uomini, e quindi la tematica del simbolo. L antica nostra natura scrive Platone non era la medesima di oggi. In principio gli uomini erano l uno e l altro, uomini e donne allo stesso tempo, la loro forma circolare, il loro aspetto intero e rotondo. [ ] Zeus, volendo castigare l uomo per la sua tracotanza, avendo voluto sfidare gli dèi, non volendo distruggerlo, lo tagliò in due. Per curare l antica ferita, Zeus, dopo averla inflitta, inviò Eros fra gli dèi, l amico degli uomini, il 7

8 medico [ ] colui che riconduce all antica condizione. Cercando di far uno, ciò che è due 5. Platone pertanto intende dire che ciascuno di noi è il simbolo di un uomo, la metà che cerca l altra metà, il simbolo corrispondente. Il simbolo, dunque, come il segno, è caratterizzato dal rinvio; ciò ha consentito da un lato di includere concettualmente il simbolo nell ambito del segno, come un suo caso specifico; dall altro di opporlo al segno perché mentre il segno unisce convenzionalmente qualcosa con qualcos altro (aliquid stat pro aliquo), il simbolo, evocando la sua parte corrispondente, rinvia ad una determinata realtà che non è decisa dalla convenzione, ma dalla ricomposizione di un intero. Una seconda opera di Platone utile ai fini della nostra indagine è il Sofista (240 A-B); in essa Platone, analizzando la tematica dell immagine, in particolare dello specchio, afferma: ogni immagine (segno, simulacro) è ciò che, fatto a somiglianza di una cosa vera, è però distinta da questa e simile 6. Il segno, in effetti, pone un complesso e problematico legame vero-falso: esso non è vero in sé, ma nei limiti del suo essere appunto immagine di qualcos altro e rappresenta uno strumento di conoscenza. Aristotele, la cui indagine filosofica è volta a definire scientificamente l accadere, analizza il concetto di simbolo in un passo degli Elenchi sofistici, in cui afferma: Dato che non è possibile discutere presentando gli oggetti come tali [ ] ci serviamo invece dei nomi, come simboli che sostituiscono gli oggetti 7. Come ribadito anche nell opera De sensu, la parola per Aristotele è simbolo, ed essa lo è per una convenzione simbolico-linguistica, per un accordo stabilito tra gli uomini affinché un discorso possa compiersi. Egli non fu il primo pensatore ad introdurre la nozione di simbolo per spiegare il rapporto tra nomi e cose. Lo stesso Democrito, in un suo frammento, afferma: La voce era inadatta a significare ed era confusa per la scarsa articolazione delle espressioni; gli uomini stabilirono perciò tra di loro dei simboli per gli oggetti, e così resero intellegibili a loro stessi il loro esprimersi intorno a qualsiasi argomento 8. Aristotele quindi intende il simbolo come convenzione della mente, identificando il simbolo al linguaggio: esso era parola discorsiva. Ciò verrà, come vedremo, ripreso nella semiologia. Il simbolo poi ha trovato una sua rilevante funzione nel neoplatonismo e nel cristianesimo. Non è pertanto inutile richiamare in questo contesto l emanazionismo di Plotino, ossia il rapporto 5 Platone: Simposio (189 d 193 d) 6 Platone: Sofista (240 A-B) 7 Aristotele: Elenchi sofistici (165 a 7-13) 8 Democrito: frammento B 5 1 8

9 che lega l uomo all Assoluto, a Dio 9 : ogni suo grado è l immagine simbolica del grado superiore. Plotino intende unire la trascendenza e purezza delle idee platoniche, alla trascendenza di Dio nelle scritture: tale teoria si basa sul rapporto di continuità tra Dio ed il mondo. Essa è rappresentabile come passaggio dalla Luce all ombra e ritorno alla Luce. Plotino fa un consueto uso dei simboli nel suo linguaggio di derivazione platonica, ma il simbolo luce 10 riveste una parte preponderante. In tale contesto si pone anche la differenza tra simbolo e allegoria, che ha caratterizzato i primi tempi dell era cristiana e tutto il medioevo. Mentre il simbolo esprime staticità e concretezza e viene interpretato intuitivamente, l allegoria utilizza l elaborazione intellettuale dell uomo il quale attraverso un ragionamento mentale del tutto soggettivo interpreta e dà concretezza ad un idea astratta. Nel simbolo il significato è già contenuto nell immediatezza sensibile, mentre nell allegoria necessita di una convenzionalità linguistica. Nel simbolo è racchiuso uno sfondo metafisico di segrete affinità tra il mondo visibile (concreto) e l invisibile (divino) che si compenetrano reciprocamente. Nella tradizione cristiana, invece, il rapporto del simbolo con l allegoria è determinato dal peso di volta in volta assunto dalla coscienza teologica nella storia. Il simbolo è, così, nettamente prevalso negli indirizzi teologici di derivazione neoplatonica, meno inclini a porre al centro della loro analisi l incontro fra l uomo e Dio. In tale ambito il simbolo rappresentava un mezzo atto a penetrare l infinita ricchezza dell unità divina. In epoca moderna alla tematica teologica si sostituisce la riflessione estetica: un estetica di impostazione classicistica, riconducibile essenzialmente ad Hegel, e un impostazione romantica, che riscopre l allegoria non più come strumento retorico, ma come interpretazione soggettiva: nell allegoria infatti, a differenza del simbolo, il legame tra oggetto significato e immagine significante non può essere decodificato in maniera intuitiva e immediata, ma necessita di un'elaborazione intellettuale. Un importante simbolo nel pensiero giusnaturalista di Hobbes è il Leviatano. Hobbes non ci fornisce una definizione del termine simbolo, quindi sembrerebbe improprio un riferimento in questa sede a questo filosofo. Risulta invece interessante trattarlo brevemente per le diverse opinioni dei critici: se il Leviatano 11 sia un simbolo, o un allegoria. Il giurista tedesco Karl Smith, 9 Luigi Pelloux, L'assoluto nella dottrina di Plotino, ed. Vita e Pensiero, 1994, pp. 107 e ss. 10 Vedi nota 5 11 Giuseppe Antonio Di Marco, Thomas Hobbes nel decisionismo giuridico di Carl Schmitt, ed. Guida Editori, 1999, pp. 670 e ss. 9

10 nella sua opera Teologia politica, ci fornisce una sua analisi molto particolare circa la natura del Leviatano individuando un incongruenza tra la forza evocativa del simbolo leviatanico, e il senso dell opera di Hobbes. Da un primo punto di vista, è possibile notare che la figura del Leviatano, storicamente evocava un simbolo mitico, demoniaco, pieno di reconditi significati di origine medioevale, un vero e proprio mostro; da un altro punto di vista, secondo Smith, tale è la potenza di questo simbolo, che nell opera di Hobbes, nonostante il termine Leviatano compaia solo tre volte, è stato distorto il messaggio che Hobbes, tramite questo simbolo voleva trasmettere. Il simbolo del Leviatano, infatti, all epoca di Hobbes, aveva perduto già nel passaggio dal 1500 al 1600 la forza evocativa del simbolo demoniaco con cui proveniva dal Medioevo. Su Hobbes è stata quindi scaricata la valenza negativa del simbolo del Leviatano, imputando al pensatore dello Stato moderno, la negazione di quanto invece proprio lui aveva teorizzato. Il Leviatano, secondo l interpretazione che quindi Smith fornisce, rappresenta una costruzione fatta dagli uomini, e, poiché ha una forza superiore a ciascuno degli individui, è in grado di proteggerli e governarli, e non deve essere inteso come qualcosa di demoniaco, di negativo che deve schiacciarli. Quindi Hobbes è privo di contenuti metafisico - religiosi della tradizione medioevale che riempivano il simbolo di una potenza evocativa; il Leviatano è tutt al più un allegoria, intesa, come detto prima, non come un artificio retorico, ma come elaborazione intellettuale, anche se la questione resta ancora aperta. Kant può essere considerato, per certi aspetti, il precursore del concetto di simbolo, a noi più familiare, che poi i romantici sapranno poi sviluppare. Nella Critica del giudizio ( 59), egli concepisce il simbolo quale rappresentazione emblematica 12 : Tutte le intuizioni sono o schemi o simboli. I primi procedono dimostrativamente, i secondi per mezzo di analogia 13. Una tale accezione di simbolo, è affiancata da un altra definizione che viene fornita dallo stesso Kant: sempre nella Critica del giudizio ( 49) scrive: Il poeta osa rendere sensibili idee razionali di esseri invisibili, il regno dei beati, il regno infernale, l eternità, la creazione, l amore, la gloria, la morte e tutti i vizi [ ] in cui l immaginazione gareggia con l intelletto, rappresentando tutto ciò di cui la natura non ci dà esempio 14. Dunque nel pensiero di Kant, si individuano due accezioni del termine simbolo: da un lato il simbolo come rappresentazione indiretta di un idea per mezzo di un analogia; dall altro simbolo come mezzo per comunicare le sensazioni. 12 Elio Franzini, Maddalena Mazzocut-Mis, I nomi dell'estetica, Pearson Paravia Bruno Mondad, 2003, pp. 32 e ss. 13 Omar Calabrese, Breve storia della semiotica: dai presocratici a Hegel, Feltrinelli Editore, 2001, p Vedi nota 7 10

11 Le prime organiche riflessioni sul simbolo presero avvio nel XIX secolo nel circolo romantico di Heidelberger con G. Friedrich Creuzer, autore della Simbolica. Creuzer studiò la simbolica e la mitologia dei popoli antichi che lo portarono ad individuare un significato di simbolo che non aveva nulla a che fare col simbolo aristotelico inteso come parola discorsiva 15. Questa è solo un accezione tarda del termine simbolo che compare dopo un lungo travaglio e cammino millenario. Il simbolo era l essenzialità del gesto evocativo : esempi possono essere il dare un nome a cose prima prive di nome; le preghiere recitate in forma breve e coincisa. Anche lo stesso insegnamento arcaico, secondo Creuzer, consisteva nel rivelare: Il sacerdote ammaestrava se esponeva un idea in una sentenza enigmatica. Ed ammaestrava anche quando indicava, nella potenza degli elementi, i potenti dèi, quando mostrava i segni del cielo e le figure delle stelle, quando esibiva le interiora della vittima sacrificale. Questi discorsi non erano dimostrazioni, né potevano esserlo, né dottrine del divino; erano guide al divino, rivelazioni direttive 16. Anche nell opera Simbolo e mito, Creuzer fornisce un altra importante definizione di simbolo utile ai fini della nostra indagine; parla del simbolo come epifania del divino, come un raggio che giunge dalle profondità dell essere e del pensiero, come un fulmine che di colpo illumina la notte buia 17. Con ciò Creuzer vuole sottolineare l originaria simbolicità del mito, che altro non sono che simboli pronunciati con una portata ontologica. La posizione di Creuzer fu condivisa anche da J. J. Bachofen, autore di numerose opere romanistiche e di storia del diritto, il quale si avvalse di vastissime conoscenze filologiche e archeologiche (tra cui lo stesso Creuzer) per tentare una ricostruzione della storia dei popoli e delle religioni antiche, ricostruzione che prendeva le mosse dai risultati dell'indagine romantica sul mito e sul simbolo per giungere a risultati a di grande originalità anticipatrice. Nell opera Saggio sul simbolismo funerario degli antichi (1859), Bachofen definì il concetto di simbolo, come qualcosa di in sé concluso e autosufficiente che possa offrirsi a varie spiegazioni, restando tuttavia nella sua essenza completamente autonomo da ogni spiegazione 18. Il simbolo, inoltre, viene definito come qualcosa che non rappresenta altro che sé e che, rappresentando sé, attinge alla verità metafisica 15 Anna Cazzullo, Il concetto e l'esperienza: Aristotele, Cassirer, Heidegger, Ricoeur, Editoriale Jaca Book, 1988, pp. 16 e ss. 16 Università cattolica del Sacro Cuore, Società italiana per gli studi filosofici e psicologici, Università cattolica del Sacro Cuore. Facoltà di lettere e filosofia, Rivista di filosofia neo-scolastica, Volume 80, Agostino Gemelli, ed. Università cattolica del Sacro Cuore, Vedi nota 7, pp. 34 e ss. 18 Nicola Abbagnano, Dizionario di filosofia, Utet, Terza edizione, p

12 incarnata nella storia. Il mito, il quale aduna i simboli nelle sue forme, è dunque per Bachofen al tempo stesso immagine mediata di una verità trascendente e riflesso delle forme sociali e degli eventi della storia. Questa posizione non è invece condivisa da W. F. Hegel che confutando la concezione di Creuzer, ritiene che il simbolo in generale è un esistenza esterna che è immediatamente presente o data all intuizione, ma che non deve essere presa in base a lei stessa, così come immediatamente si presenta, bensì in un senso più ampio e universale. Quindi nel simbolo vanno distinti due lati: il significato e la sua espressione. Il primo fa del simbolo una rappresentazione il cui contenuto è relativo, la seconda è un esistenza sensibile o un immagine qualsiasi 19. Il simbolo, secondo questo suo concetto, rimane essenzialmente ambiguo. Una simile dubbiosità cessa solo se vengono nominati entrambi i lati, cioè il significato e la sua espressione, e venga espresso il rapporto tra loro. Hegel nella sua opera Enciclopedia ( 458) ribadisce, in conformità a come si erano già espressi i filosofi del passato, la differenza tra simbolo e segno: quest ultimo rappresenta un contenuto del tutto diverso da quello che ha per sé 20, cioè tra il segno e ciò che rappresenta e significa vi è un rapporto di reciproca indifferenza e convenzionalità. In tal senso è possibile quindi assimilare concettualmente il termine segno, secondo la teoria hegeliana, al termine segnale; il simbolo, invece riassumendo, è il contenuto che esso esprime come simbolo 21 il cui contenuto non è indifferente, poiché tra simbolo e oggetto simbolizzato si pongono relazioni di somiglianza e analogia. Dopo l età romantica ed idealistica il tentativo condotto fino a quel momento di tener distinti segno e simbolo fallisce. I pensatori successivi risolvono il concetto di simbolo, nel segno, operando una equiparazione semiologica dei due termini. La scienza del simbolo diviene di pressoché esclusivo interesse della semiologia ossia, la scienza che studia i segni in relazione alla produzione, trasmissione, interpretazione, scienza che ha origini molto antiche rispetto a come si è soliti erroneamente ritenere: basti pensare all Organon aristotelico in età antica; al Saggio sull intelletto umano di Locke, in età moderna. È quindi possibile affermare come ai giorni nostri non sia sentita più dai filosofi la necessità di riflettere ed di elaborare una definizione concettualmente univoca del termine simbolo, ma è sentita dai semiòlogi la necessità di indagare il simbolo-segno, soffermandosi sull aspetto linguistico, visivo, gestuale. Ciò può risultare più chiaro facendo un rapido accenno alla 19 G. W. F. Hegel, Estetica, Feltrinelli, 1963, p Matteo Bonazzi, Il libro e la scrittura: tra Hegel e Derrida, Mimesis Edizioni, 2004, pp. 29 e ss. 21 Paolo D'Angelo, Simbolo e arte in Hegel, Laterza, 1989, p

13 teoria dei giochi linguistici nell opera Libro blu, dell austriaco Wittgestein, nel quale egli vuole combattere il desiderio di generalità, che ci induce a cercare definizioni univoche di una parola, ossia ciò che è stato fatto facendo riferimento alla parola simbolo nel corso della storia della filosofia. Non è possibile una definizione univoca, in quanto la parola, come il simbolo, è indefinibile una volta per tutte perché ogni volta assumono un significato diverso a seconda dell'accordo e non accordo con altre parole, spazio, tempo e società. Ch. S. Peirce, fondatore del pragmatismo, corrente filosofica che si presenta come reazione all'idealismo dell'ottocento, che assume la pratica quale criterio di verifica di fronte al fallimento della ragione in ordine ai problemi metafisici, avvia una critica radicale ai metodi dell impostazione classica, opponendo due dottrine logiche fondamentali sia alla logica aristotelico-kantiana sia alla logica hegeliana: egli fonda la sua analisi su una triade del segno 22 composta da icona, che si riferisce all oggetto in virtù di caratteri propri come ad esempio la similarità, l indice, che vi si riferisce in virtù di una determinazione come ad esempio la causalità fisica, e il simbolo, che è un segno che si riferisce all oggetto in virtù di un associazione di idee. Risulta evidente quindi che il simbolo rientra nell ordine dei segni, essendo legato all oggetto da una convenzione sociale, riprendendo per quest ultimo aspetto quella che era la nozione aristotelica di simbolo. Ad una identificazione tra simbolico e semiotico giunge anche E. Cassirer. il quale facendo propria la premessa kantiana di simbolo come mezzo di comunicazione delle sensazioni, definisce il simbolo non come un rivestimento meramente accidentale del pensiero, ma il suo organo necessario ed essenziale; ogni pensiero veramente rigoroso ed esatto, dunque, trova il suo punto fermo solo nella simbolica, nella semiotica, sulla quale esso poggia 23. In questo seguace ideale di Kant, Cassirer non intende la conoscenza come copia, in quanto non crede che l'uomo possa arrivare all'in - sé delle cose: il linguaggio è lo specchio di noi stessi, della coscienza delle cose, e non lo specchio delle cose stesse. Cassirer, nella sua opera Filosofia delle forme simboliche, intende perciò dire che l uomo si caratterizza per la sua capacità di dare senso al molteplice e ciò viene operato grazie a funzioni simboliche originarie che egli ha, quali il mito, il linguaggio, la conoscenza intellettuale. Il simbolo per Cassirer è quindi lo strumento che permette all'uomo d'operare una mediazione attiva tra il concreto e il concetto; la forma simbolica è il mezzo mediante il quale un contenuto spirituale viene collegato a un segno sensibile. In altre parole, la forma 22 Vedi nota Ernest Cassirer, Filosofia delle forme simboliche, , La Nuova Italia,Firenze, , p

14 simbolica è un codice attraverso cui si oggettiva lo spirito, mediante cui si esprime lo spirito umano. In Cassirer esistono rapporti tra religione e mito, anche se - a dire il vero - quando viene a predominare il momento religioso il superamento della visione mitica è ormai inesorabilmente in atto. Nel mito i simboli sono essenziali per la comprensione, mentre nella religione, secondo Cassirer, si fa maggiormente largo la razionalità a scapito del simbolo: il numero meno cospicuo di simboli utilizzati dalla religione non impedisce però che essi siano usati con più consapevolezza e per supportare una certa idea di divinità, così come questa immagine emerge dai testi sacri. Dopodiché Cassirer riconosce una differenza tra le forme simboliche di natura concettuale e le forme simboliche di natura puramente imitativa 24, ma raccoglie queste differenze sotto l identica categoria del simbolico - semiotico. Lévi Strauss, insigne antropologo, psicologo e filosofo francese, dalla seconda metà degli anni sessanta alla prima metà degli anni settanta del secolo scorso, si dedica alla realizzazione di un grande progetto di oltre duemila pagine, ossia la scrittura dei quattro volumi di studi dal titolo Mythologiques, nei quali raccoglie milletrecento racconti mitici delle diverse tribù Indios. Quest opera si presenta come un immenso labirinto all interno del quale vi sono numerosi richiami da un racconto all altro, tra una mitologia e un altra. Egli nella sua indagine rileva come, nonostante vi siano versioni leggermente diverse di uno stesso mito, ossia segmenti diversi di uno stesso mito, essi pongono in rilievo un medesimo elemento che assurge a simbolo. Tra i tanti miti indios, quali le origini delle tempeste, il veleno, l arcobaleno, il miele, il tabacco, le eclissi, viene riportato quello relativo all origine del fuoco, mito che fu elaborato anche da popoli molto lontani dal Sud America, come il mito greco, ad esempio, di Prometeo: Quando gli uomini ancora non conoscevano il fuoco, accadde che un indigeno invitò il cognato a salire su di una roccia (o su di un albero), per catturare alcuni pappagalli che lassù avevano il loro nido. Ma poiché il ragazzo, una volta raggiunto il nido con una lunga scala, cerca di ingannarlo negando che lassù vi sia alcun uccello, l altro si vendica portandosi via la scala e lasciando il giovane cognato bloccato sulla roccia. Dopo un po di tempo il ragazzo viene salvato dall intervento del giaguaro, il quale lo conduce poi alla propria dimora, ove può offrirgli da mangiare della carne arrostita: perché a quei tempi il giaguaro era il signore del fuoco. Il racconto infine si conclude con la fuga del ragazzo dalla casa del giaguaro, al quale egli però sottrae un tizzone acceso: grazie ad esso la società umana potrà accedere all uso del fuoco 25. Tramite le due opposte categorie del cotto e del crudo, 24 Vedi nota Guido Ferraro, Il linguaggio del mito: valori simbolici e realtà sociale nelle mitologie, Meltemi Editore srl, 2001 pp. 47 e ss. 14

15 secondo Lévi Strauss, il pensiero simbolico indigeno sembra voler la contrapposizione tra ciò che è allo stato di natura, crudo nel senso di non aver subito alcun intervento da mano umana, e ciò che invece tale intervento ha subito, è diventato cotto, cioè segnato da un procedimento tipicamente culturale. È dunque evidente qual è il ruolo simbolico del fuoco da cucina: è una sorta di piccolo sole sulla terra, esso rappresenta la giusta e moderata unione dei due elementi; ad esso si oppone da un lato il mondo bruciato, prodotto da un unione eccessiva tra il sole e la terra, e dall altro il mondo putrido, il mondo freddo della luna. Fondamentale è dunque la questione da dove provenga questa efficacia dei simboli che Lévi Strauss pone in un capitolo dell opera Anthropologie structurale: egli, da antropologo, risponde con lo studio della cura sciamanica, mostrando che tutta l azione dello sciamano è simbolica. L influenza dello sciamano, che opera per mezzo dei simboli, indurrebbe una trasformazione organica, consistente essenzialmente in una riorganizzazione strutturale. Portando ad esempio un malato a vivere intensamente un mito, lo sciamano opera sui processi organici, sull inconscio e sul pensiero riflessivo. Ed è proprio l inconscio, secondo Lévi Strauss, l organo della funzione simbolica 26. U. Eco, infine, legge il simbolo come una decisione: Il mondo simbolico presuppone sempre e comunque un processo di invenzione applicato ad un riconoscimento. Ogni segno, linguistico e non, è definibile e interpretabile solo attraverso altri segni in una catena infinita, come quando apriamo il dizionario per cercare il significato di una parola e troviamo altre parole per descriverci il senso del termine cercato, in una serie interminabile di rimandi 27. Ne deriva quindi secondo la visione di Eco, un andamento circolare, che per fare un esempio possiamo individuare anche nel famoso romanzo Il nome della rosa, che si chiude con la frase: stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus 28, tradotto con permane la rosa originale con il nome, abbiamo poi soltanto nudi nomi. Frase da intendere, secondo l autore, in senso nominalista, con la parola rosa che non avrebbe alcun significato se le rose dei nostri giardini smettessero di esistere. Se la rosa come tale scompare, scompare anche il suo nome. Ecco, allora, il significato del termine simbolo: simbolo come mezzo convenzionale d espressione letterale e figurativo allo stesso tempo Julien Ries, Opera omnia Mito e rito Le costanti del sacro, Editoriale Jaca Book pp. 198 e ss. 27 Umberto Galimberti, Psicologia, Le Garzantine, Garzanti, p Franco Forchetti, Il segno e la rosa: i segreti della narrativa di Umberto Eco, Castelvecchi, Renato Giovannoli, Nome della Rosa, Bompiani, 1985, p

16 Il simbolo e la religione Per cogliere la struttura dell oggetto della religione è di importanza capitale lo studio dei simboli. Ogni religione possiede un pensiero filosofico-metafisico che si esprime implicitamente o esplicitamente ed in generale ogni religione si esprime nel linguaggio simbolico complesso dei propri miti e credenze, preghiere e proverbi, riti e sacrifici. Il simbolo costituisce un richiamo all origine 30 dove resta nascosta e gelosamente custodita o la verità originaria, o la fonte da cui si dischiudono nuovi sensi e nuovi significati. Con l'espressione simbolismo religioso si indica l'insieme di segni che, per astrazione, rappresentano e mettono in particolare evidenza aspetti importanti delle religioni. Nella religione cristiana la croce è un simbolo di Gesù Cristo, la mezzaluna rappresenta l'islam, nella religione ebraica la stella a sei punte fa riferimento a Davide e più in generale a tutta la religione ebraica, mentre il lingam induista richiama Shiva e la fertilità maschile. I simboli religiosi non sono la realtà che rappresentano ma, pur non essendolo, la richiamano immediatamente. Inoltre hanno il grande vantaggio di essere immediati, semplici e universali. In particolare sono indipendenti dalla lingua e dall appartenenza. I simboli numerici sono assolutamente universali, semplici e immediati. Infatti i numeri sono un elemento conosciuto da tutta l'umanità e sciolto da qualsiasi appartenenza locale o nazionale. Il simbolismo religioso, per le sue caratteristiche di semplicità, immediatezza ed universalità, facilita la comprensione e la diffusione di concetti-chiave delle rispettive religioni in vasti strati della popolazione. Le immagini sacre (quadri, affreschi, statue,...) sono altrettanti simboli che aiutano la preghiera e rafforzano la devozione. Diventa questo l'uso più tipico del simbolismo religioso e come tale è stato ampiamente diffuso e utilizzato. Il simbolo nelle religioni colma la distanza fra uomo e Dio, mette insieme il visibile e l'invisibile, ha perciò il potere di mettere l'uomo in relazione con il sacro, con l'eterno e con il divino, mediante oggetti e forme che hanno significati sempre da scoprire, come la croce, il 30 G. Van der Leeuw, M. Eliade, R. Guenon e H. Corbin 16

17 tao, la stella. Nei simboli i significati non stanno tanto nel segno in sé, quanto nell'interiorità dell'uomo che li contempla. Nella terminologia delle religioni misteriche simbolo è la formula che- come mottoserviva di riconoscimento tra gli iniziati. Nel cristianesimo, il simbolo indica il compendio delle fondamentali verità di fede che il candidato al battesimo deve recitare come segno e manifestazione della sua fede, e che deve sempre osservare come norma universale ed assoluta della propria vita. Conformemente al suo significato generale, anche nella storia delle religioni i simbolo è un segno o oggetto che rappresenta qualcosa : le discussioni sul suo più preciso significato vertono sul modo di rappresentare e sul genere di cose rappresentate. Nel senso più vicino a quello originario ( ed etimologico), il simbolo religioso dovrebbe essere, come segno di riconoscimento una cosa semplice che indicasse o ricordasse qualcosa di più complesso, ma ovviamente sottointeso: così per esempio un cantaro può esser simbolo del dio Dioniso o del suo culto, una lingua simbolo di Siva o della sua venerazione, ecc. Simbolo religioso ed allegoria Presto però, sotto l influsso dei simboli delle religioni misteriche il termine assunse un significato un po diverso: il simbolo appariva come un allusione, come un espressione cifrata che volesse ricordare qualcosa che non doveva esprimersi direttamente. A questo punto si ebbe poi l origine della confusione tra simbolo e allegoria: se infatti il simbolo è una cosa che vuol rappresentare, in linguaggio velato, un altra, non c è apparentemente differenza tra esso e l allegoria. Una prima differenza si delinea tuttavia, se si considera che l allegoria non si riferisce necessariamente a cose segrete o inesprimibili. L esegesi allegoristica della religione, sorta già nell antica Grecia, sosteneva che una divinità o un mito fosse l allegoria di qualcosa di ben preciso: Efesto del fuoco, il mito della sua caduta dal cielo, del fulmine. Più tardi però anche per tali casi si adoperava il termine simbolo. Nel romanticismo si cercava di distinguere il simbolo dall allegoria, dicendo che esso, segno concreto, limitato e sensibile, esprimeva qualcosa di astratto, infinito, invisibile. Più decisiva fu la distinzione (sin da Goethe) che metteva in rilievo, come, a differenza dell allegoria, il simbolo fosse espressione spontanea che avesse un rapporto di intima corrispondenza con il suo oggetto, espressione insostituibile, anziché segno convenzionale. Non è 17

18 simbolo, in questo senso, per esempio, un triangolo con dentro un occhio, che allude al concetto, esprimibile anche in parole chiare, del Dio onniveggente uno e trino, mentre non costituisce l espressione spontanea dell esperienza che di questo Dio ha il soggetto religioso: ma la spiga matura mostrata agli iniziati a Eleusi, poteva esser simbolo della Dea Demetra, simbolo irriducibile a concetti razionali. Anche questa concezione più raffinata del simbolo si presta a malintesi ed errori: tra questi è l idea che un simbolo abbia necessariamente una validità universale; a quest errore si è giunti con l accentuazione eccessiva del rapporto di <<naturale>> corrispondenza tra il simbolo e il suo oggetto, mentre la validità di tale rapporto è evidentemente limitata precisare condizioni storiche ( la spiga di grano non può essere simbolo di qualche cosa nelle civiltà non agricole; diverso è il valore simbolico dell acqua per un popolo che vive presso il mare e per gli abitanti di un deserto tropicale, ecc.). La teologia è stato il primo grande scenario delle operazioni simboliche volte a colmare il divario tra la lettera e lo spirito. La storia dell esegesi prevede che la Scrittura sia fonte infinita di interpretazioni, ma ciò che l interpretazione scopre deve già ritrovarsi nella scrittura. In questo circolo si aprono due itinerari, quello allegorico che deve avere un codice per tradurre le proprie figure in significati socializzabili e comunicabili, e quello simbolico che non può avere codice e resta perciò aperto e disponibile a tutte le proiezioni dell interprete. Quando una determinata lettura simbolica si afferma e, da proiezione inizialmente privata, diventa modo comune di vedere e di intendere, allora è la lettura simbolica a fornire le regole di quella allegorica, in caso contrario è il simbolo a essere codificato allegoricamente. Questi due itinerari contraddistinguono l esperienza mistica da quella codificata dalla tradizione condivisa. 31 L esperienza religiosa determina una riqualificazione simbolica dello spazio e del tempo. La verità dei simboli religiosi si risolve interamente nella loro finalità antropologica. Essi contribuiscono a far si che l uomo si collochi nel reale rendendolo a se familiare. Il ruolo che riveste il simbolo religioso si esplica nel favorire l emersione dell uomo dalle differenti situazioni di crisi che minacciano di farlo scomparire Le Garzantine Psicologia Umberto Galimberti 32 Teologia Fondamentale Giuseppina De Simone 18

19 Il simbolo religioso non afferma nulla direttamente di Dio ma si riferisce ai suoi rapporti con l uomo; esso non è che un residuo sintetico evocatore di un esperienza, una guida di comportamento, un segnale indicatore. Pensando Padre, Luce, Voce, Albero, Montagna, Cielo, evochiamo uno stato d animo che orienta la coscienza nella direzione in cui si situa ogni incontro con Dio. Simboli religiosi realistici ed idealistici L ultimo sviluppo della generalizzazione del valore dei simboli è rappresentato dagli archetipi dello psicologismo storico religioso recente. Ma anche a parte l estensione illecita della validità del simbolo, è da chiedersi se ogni simbolo, nella sua origine sia veramente simbolo, oppure soltanto diventi tale, a condizione di perdere la propria funzione originaria. Quando si vuol distinguere tra i simboli realistici e i simboli idealistici, intendendo per i primi quelli che per una civiltà religiosa sono semplicemente identici con quanto rappresentano, il significato stesso del termine simbolo rischia di annullarsi; è chiaro, infatti, che quando per esempio presso popoli a organizzazione totemistica gli esecutori di un rito vestono pelli di animali o si mettono maschere, essi non mirano tanto a rappresentare quanto a essere realmente gli antenati totemici; ma in tal caso essi non si servono più di simboli bensì di mezzi atti a trasformarli in ciò che il simbolo soltanto esprimerebbe; e simile è la funzione di tanti altri cosiddetti simboli: l acqua lustrale non è simbolo ma mezzo della purificazione effettiva, lo spegnimento e la riaccensione dei fuochi non simboleggia ma realmente inaugura l inizio dell anno, ecc. D altra parte i cosiddetti simboli idealistici si confondono facilmente con i segni convenzionali privi di un valore simbolico nel senso sopra definito: se la svastica spirale, la stella, ecc. in determinate civiltà arcaiche (anche preistoriche) hanno indubbiamente valore di simbolo in quanto esprimono complessi idee religiose irriducibili ad altri termini, la croce nel cristianesimo e la mezzaluna nel mondo islamico, benché di origine analoga, sono simboli al massimo nel senso etimologico del termine, cioè segni convenuti di riconoscimento. 33 Bisogna infine ricordare la reciprocità del rapporto simbolico: la raffigurazione di una donna triforme o con le corna (Hathor) può essere simbolo della luna, la luna a sua volta, dati i suoi periodi, può essere simbolo della femminilità: in realtà donna e luna, in determinate civiltà, sono 33 Enciclopedia Treccani 19

20 simboli reciproci intercambiabili di un esperienza non riducibile ad altri termini. Per questi valori differenti del termine simbolo, negli studi storico-religiosi è opportuno definire sempre con esattezza l accezione che si intende attribuire alla parola. Simbolo e allegoria nel Medioevo Il Medioevo è l epoca dei simboli per eccellenza. La cultura medievale è senza dubbio quella che maggiormente ha reso visibile nelle sue manifestazioni la dimensione simbolica che la permeava. Questo è stato possibile perché gli uomini "tradizionali" del medioevo percepivano chiaramente l unita spirituale che unisce tutte le parti dell'universo e che permette di scoprire le analogie e le corrispondenze tra le parti e la loro unione al Creatore che da vita a queste parti. Gli uomini "moderni" schiacciati e svuotati dalla ricerca scientifica quantitativa hanno perso la speranza di una spiegazione globale e totale delle cose. "Noi vediamo come in uno specchio, in immagine, solo allora [nella vita eterna] vedremo invece faccia a faccia". Su queste parole di san Paolo (lettera ai Corinzi, XIII, 12), riprese da sant Agostino, si fonda il modo di pensare e di rappresentare il mondo tipico del Medioevo. L intera natura appare come un libro scritto da Dio, che manifesta attraverso i fenomeni e le creature sensibili i segni della sua volontà. L universo è dunque un grande sistema di simboli da decifrare. La ricerca dei significati occulti delle cose si basa essenzialmente in questo periodo su un procedimento analogico e intuitivo, che tende a illuminare le corrispondenze segrete tra i diversi piani dell esperienza. Le piante, gli animali, i minerali sono descritti nelle loro caratteristiche naturali, nei colori e comportamenti, in quanto spie di virtù o vizi o comunque di qualità che li oltrepassano e li rendono simbolici. Le pietre gialle e verdi guariscono per analogia le malattie del fegato, quelle rosse le emorragie. La rosa bianca rimanda alla verginità, quella rossa alla carità: entrambe simboleggiano la Vergine. La mela (da malum) simboleggia il male, il grappolo di uva il Cristo che ha versato il sangue per l uomo. Gli animali incarnano soprattutto il male: il caprone la lussuria, lo scorpione la falsità. Il Fisiologo, che è il modello di tutti i bestiari medievali, unisce sistematicamente alla descrizione naturale o fantastica dell animale la rivelazione del significato morale e religioso, sostenuto da passi della Bibbia. Anche i gesti hanno un ricco significato simbolico, da quelli liturgici (il segno della croce, i gesti di benedizione) a quelli politici e sociali (la cerimonia di investitura cavalleresca, i gesti di sottomissione, di omaggio, di sfida si veda per esempio l offerta del guanto a Dio da parte di Orlando morente nella Chanson de Roland. I numeri 20

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia 3) Heidegger: dall esistenza all ontologia Vita e opere Martin Heidegger (1889-1976) frequentò la facoltà di teologia dell Università di Friburgo. Nel 1919 divenne assistente e in seguito successore di

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

El valor de ser padre y de ser madre -----

El valor de ser padre y de ser madre ----- El valor de ser padre y de ser madre ----- San Luis, 27 de Octubre 2012 Vengo da un continente dove esiste una vera crisi della paternità. La figura del padre non è molto precisa, la sua autorità naturale

Dettagli

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO P. F. Fumagalli, 31.10.2104 Il Dialogo è una componente essenziale dell essere umano nel mondo, in qualsiasi cultura alla quale si voglia fare riferimento: si

Dettagli

C.5 PER UNA RIFLESSIONE TEOLOGICA SUL LAVORO

C.5 PER UNA RIFLESSIONE TEOLOGICA SUL LAVORO C.5 PER UNA RIFLESSIONE TEOLOGICA SUL LAVORO 1.La nuova creazione come struttura teologica 2.L approccio pneumatologico 3. L alienazione del lavoro in prospettiva teologica 4. La spiritualità del lavoro

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco Sul far della sera la famiglia si riunisce in casa per la preghiera. Ove fosse possibile si suggerisce di

Dettagli

Romite Ambrosiane Monastero di S. Maria del Monte sopra Varese

Romite Ambrosiane Monastero di S. Maria del Monte sopra Varese Romite Ambrosiane Monastero di S. Maria del Monte sopra Varese Celebriamo Colui che tu, o Vergine, hai portato a Elisabetta Sulla Visitazione della beata vergine Maria Festa del Signore Appunti dell incontro

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

CHE COS È L INDULGENZA?

CHE COS È L INDULGENZA? CHE COS È L INDULGENZA? La dottrina dell'indulgenza è un aspetto della fede cristiana, affermato dalla Chiesa cattolica, che si riferisce alla possibilità di cancellare una parte ben precisa delle conseguenze

Dettagli

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a Ci situiamo Probabilmente alla tua età inizi ad avere chiaro chi sono i tuoi amici, non sempre è facile da discernere. Però una volta chiaro,

Dettagli

DISCERNIMENTO NEL MEDIOEVO

DISCERNIMENTO NEL MEDIOEVO DISCERNIMENTO NEL MEDIOEVO San Bernardo (1090-1153) Jean Gerson (1363-1429) S. Bernardo (1090-1153) Bernardo ha formato la sua saggezza basandosi principalmente sulla Bibbia e alla scuola della Liturgia.

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

" CI SON DUE COCCODRILLI... "

 CI SON DUE COCCODRILLI... PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2014-2015 " CI SON DUE COCCODRILLI... " Le attività in ordine all'insegnamento della religione cattolica, per coloro che se ne avvalgono, offrono

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata

La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuân La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata + Giampaolo Crepaldi Arcivescovo-Vescovo Relazione introduttiva al Convegno del 3 dicembre 2011

Dettagli

L infinito nell aritmetica. Edward Nelson Dipartimento di matematica Università di Princeton

L infinito nell aritmetica. Edward Nelson Dipartimento di matematica Università di Princeton L infinito nell aritmetica Edward Nelson Dipartimento di matematica Università di Princeton Poi lo condusse fuori e gli disse: . E soggiunse:

Dettagli

Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione

Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione Affermazioni incentrate sulla Verità per le dodici categorie del Codice di Guarigione Troverete qui di seguito una

Dettagli

Gli ebrei nel medioevo. L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia

Gli ebrei nel medioevo. L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia Gli ebrei nel medioevo L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia I rapporti tra ebrei e cristiani Gli ebrei entrarono nel turbine della storia, dopo la dissoluzione del loro stato, con

Dettagli

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama Adorazione Eucaristica a cura di Don Luigi Marino Guida: C è un esperienza che rivela il potere unificante e trasformante dell amore, ed è l innamoramento, descritto in modo splendido nel Cantico dei Cantici.

Dettagli

Spinoza e il Male. Saitta Francesco

Spinoza e il Male. Saitta Francesco Spinoza e il Male di Saitta Francesco La genealogia del male è sempre stato uno dei problemi più discussi nella storia della filosofia. Trovare le origini del male è sempre stato l oggetto principale di

Dettagli

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1 Indice Presentazione... 1 Livelli di realtà... 5 1. Realtà fisica e realtà fenomenica... 5 2. Annullamento dell identità numerica tra oggetto fisico e oggetto fenomenico... 8 3. Individualità degli oggetti

Dettagli

Il Principio di non Contraddizione

Il Principio di non Contraddizione Formulazione Il Principio di non Contraddizione Nel libro IV della Metafisica, Aristotele prende in esame quello che lui stesso chiama il principio più saldo di tutti (bebaiotáte archè), intorno a cui

Dettagli

Fin dove andrà il clonaggio?

Fin dove andrà il clonaggio? Fin dove andrà il clonaggio? Mark Post, il padrone della sezione di fisiologia dell Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, ha dichiarato durante una conferenza tenuta a Vancouver, in Canada, che aveva

Dettagli

LE PREGHIERE DI SANTA BRIGIDA DA RECITARSI PER 12 ANNI

LE PREGHIERE DI SANTA BRIGIDA DA RECITARSI PER 12 ANNI LE PREGHIERE DI SANTA BRIGIDA DA RECITARSI PER 12 ANNI Promesse di Gesù per coloro che reciteranno questa preghiera per 12 anni. Attraverso Santa Brigida, Gesù ha fatto meravigliose promesse alle anime

Dettagli

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE)

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) Contenuti Michelene Chi Livello ottimale di sviluppo L. S. Vygotskij Jerome Bruner Human Information Processing Teorie della Mente Contrapposizione

Dettagli

VADANO PER IL MONDO ANNUNZIANDO I VIZI E LE VIRTÙ CON BREVITÀ DI DISCORSO

VADANO PER IL MONDO ANNUNZIANDO I VIZI E LE VIRTÙ CON BREVITÀ DI DISCORSO VADANO PER IL MONDO ANNUNZIANDO I VIZI E LE VIRTÙ CON BREVITÀ DI DISCORSO I frati non predichino nella diocesi di alcun vescovo qualora dallo stesso vescovo sia stato loro proibito. E nessun frate osi

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Il primo maggio 2015 si inaugura a Milano l EXPO, un contenitore di tematiche grandi come l universo: "Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Una

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

2. La struttura formale del problema dell essere.

2. La struttura formale del problema dell essere. Indice Introduzione... 7 2. La struttura formale del problema dell essere.... 9 7. Il metodo fenomenologico della ricerca.... 14 7(c). Il concetto preliminare di fenomenologia... 16 8. Schema dell opera...

Dettagli

CHE COS E L EUTANASIA?

CHE COS E L EUTANASIA? CHE COS E L EUTANASIA? Che cosa si intende per eutanasia? Il termine eutanasia deriva dal greco: eu=buono, e thanatos=morte. Interpretato letteralmente quindi, esso significa: buona morte. Nel significato

Dettagli

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE La comunicazione è una condizione essenziale della vita umana e dell ordinamento sociale, poiché

Dettagli

Amare e far AMARE GESÙ. Borrelli. Truffelli. Approfondimento su Incontriamo Gesù. Orientamenti per l annuncio e la catechesi in Italia ANNA TERESA

Amare e far AMARE GESÙ. Borrelli. Truffelli. Approfondimento su Incontriamo Gesù. Orientamenti per l annuncio e la catechesi in Italia ANNA TERESA EDUCARE OGGI/9 A CURA DI ANNA TERESA Borrelli PREFAZIONE DI MATTEO Truffelli Amare e far AMARE GESÙ CONTRIBUTI DI: Marco Ghiazza Luca Marcelli Paolo e Rita Seghedoni Marcello Semeraro Lucio Soravito De

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM XXVIII TEMPO ORDINARIO 11 ottobre 2009 VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Mc 10, 17-30 [In quel tempo], mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

Dettagli

E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem

E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem Comunicazione E come può un corpo avere un anima? Wittgenstein e il gioco linguistico del mind-body problem Lucia Bacci * lucia.bacci@unifi.it Come sostiene Rosaria Egidi in Wittgenstein e il problema

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM PER LE POLITICHE E GLI STUDI DI GENERE

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM PER LE POLITICHE E GLI STUDI DI GENERE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM Tra differenza e identità. Percorso di formazione sulla storia e la cultura delle donne Costituito con Decreto del Rettore il 22 gennaio 2003, «al fine di avviare

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio

La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio CREDO IN GESÙ CRISTO, IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio Incominciamo a sfogliare il Catechismo della Chiesa Cattolica. Ce ne sono tante edizioni. Tra le mani abbiamo

Dettagli

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore Sac. Don Giuseppe Pignataro L oratorio: centro del suo cuore L'anima del suo apostolato di sacerdote fu l'oratorio: soprattutto negli anni di Resina, a Villa Favorita per circa un decennio, dal 1957 al

Dettagli

una chiave di lettura

una chiave di lettura LA SCIENZA NEL MEDIO EVO TRA OXFORD E PARIGI una chiave di lettura Alberto Strumia CIRAM - Università di Bologna Dipartimento di Matematica Università di Bari I L M E D I O E V O L U N I T À D E L S A

Dettagli

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net. DAL GIUSNATURALISMO AL GIUSPERSONALISMO di G. Limone

Scaricato da: www.formazione.forumcommunity.net. DAL GIUSNATURALISMO AL GIUSPERSONALISMO di G. Limone DAL GIUSNATURALISMO AL GIUSPERSONALISMO di G. Limone PARTE I VICO E GROZIO Nella sua autobiografia Vico esprime gratitudine a Grozio, il fatto per Fassò risulta curioso in quanto Vico oppositore del Giusnaturalismo

Dettagli

5ª tappa L annuncio ai Giudei

5ª tappa L annuncio ai Giudei Centro Missionario Diocesano Como 5 incontro di formazione per commissioni, gruppi e associazioni missionarie 3 anno Febbraio 09 Paolo: la Parola di Dio non è incatenata 5ª tappa L annuncio ai Giudei Pagina

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

Le origini della società moderna in Occidente

Le origini della società moderna in Occidente Le origini della società moderna in Occidente 1 Tra il XVI e il XIX secolo le società occidentali sono oggetto di un processo di trasformazione, che investe la sfera: - economica - politica - giuridica

Dettagli

====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ======================================================

====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ====================================================== -------------------------------------------------- LA LITURGIA DEL GIORNO www.lachiesa.it/liturgia ====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ======================================================

Dettagli

PICCOLA GUIDA ALLE OPERE DELLA SALA CONSULTAZIONE

PICCOLA GUIDA ALLE OPERE DELLA SALA CONSULTAZIONE PICCOLA GUIDA ALLE OPERE DELLA SALA CONSULTAZIONE La Sala consultazione della Biblioteca Provinciale P. Albino è organizzata secondo il principio dell accesso diretto da parte dell utenza al materiale

Dettagli

Oleggio, 25/12/2009. Natività- Dipinto del Ghirlandaio

Oleggio, 25/12/2009. Natività- Dipinto del Ghirlandaio 1 Oleggio, 25/12/2009 NATALE DEL SIGNORE Letture: Isaia 9, 1-6 Salmo 96 Tito 2, 11-14 Vangelo: Luca 2, 1-14 Cantori dell Amore Natività- Dipinto del Ghirlandaio Ci mettiamo alla Presenza del Signore, in

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

Stato, Chiese e pluralismo confessionale

Stato, Chiese e pluralismo confessionale Maria Fausta Maternini (ordinario di Diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell Università degli Studi di Trieste) Matrimonio civile e matrimonio religioso SOMMARIO: 1. Il matrimonio rapporto

Dettagli

Diocesi di Nicosia. Curia Vescovile Ufficio per l Evangelizzazione e la Catechesi

Diocesi di Nicosia. Curia Vescovile Ufficio per l Evangelizzazione e la Catechesi Diocesi di Nicosia Curia Vescovile Ufficio per l Evangelizzazione e la Catechesi Largo Duomo,10 94014 Nicosia (EN) cod. fisc.: 90000980863 tel./fax 0935/646040 e-mail: cancelleria@diocesinicosia.it Ai

Dettagli

IL SENSO DELLA CARITATIVA

IL SENSO DELLA CARITATIVA IL SENSO DELLA CARITATIVA SCOPO I Innanzitutto la natura nostra ci dà l'esigenza di interessarci degli altri. Quando c'è qualcosa di bello in noi, noi ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri. Quando

Dettagli

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp.

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. RECENSIONI&REPORTS recensione Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. 154, 12 «Il vasto e importante e molto

Dettagli

Capitolo primo La governance: che cos è?

Capitolo primo La governance: che cos è? Capitolo primo La governance: che cos è? 1. Definire la governance Governance è un termine mutuato dall inglese e se volessimo darne una definizione in italiano facendoci aiutare da un dizionario scopriremmo

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Epidemiologia & Salute pubblica

Epidemiologia & Salute pubblica Epidemiologia & Salute pubblica a cura del Medico cantonale vol. VI nr. 3 La medicina non è una scienza esatta Con questo slogan il Dipartimento delle opere sociali è entrato nelle case dei ticinesi. L

Dettagli

(da I Malavoglia, cap. XV)

(da I Malavoglia, cap. XV) 4. GIOVANNI VERGA (ANALISI DEL TESTO) L addio di Ntoni Una sera, tardi, il cane si mise ad abbaiare dietro l uscio del cortile, e lo stesso Alessi, che andò ad aprire, non riconobbe Ntoni il quale tornava

Dettagli

ALOIS RIEGL (1858-1905)

ALOIS RIEGL (1858-1905) ALOIS RIEGL (1858-1903 DER MODERNE DENKMALKULTUS : IL CULTO MODERNO DEI MONUMENTI ANTICHI... NEGLI ULTIMI ANNI SI E VERIFICATO UN PROFONDO CAMBIAMENTO NELLE NOSTRE CONCEZIONI SULLA NATURA E LE ESIGENZE

Dettagli

Il ciclo di Arcabas LUNGO LA STRADA

Il ciclo di Arcabas LUNGO LA STRADA Il ciclo di Arcabas Arcabas è lo pseudonimo dell artista francese Jean Marie Pirot, nato nel 1926. Nella chiesa della Risurrezione a Torre de Roveri (BG) negli anni 1993-1994 ha realizzato un ciclo di

Dettagli

Il giardino nella macchina

Il giardino nella macchina Idee per una rilettura Il giardino nella macchina La nuova scienza della vita artificiale Claus Emmeche Bollati Boringhieri, 1996 È possibile la vita artificiale? In che modo gli strumenti offerti dalla

Dettagli

CREDO DEL POPOLO DI DIO DI SUA SANTITÀ PAOLO VI (30 giugno 1968) Motu proprio Sollemni hac Liturgia

CREDO DEL POPOLO DI DIO DI SUA SANTITÀ PAOLO VI (30 giugno 1968) Motu proprio Sollemni hac Liturgia CREDO DEL POPOLO DI DIO DI SUA SANTITÀ PAOLO VI (30 giugno 1968) Motu proprio Sollemni hac Liturgia Il Credo del Popolo di Dio è una Professione di Fede che Paolo VI ha formulato e presentato il 30 giugno

Dettagli

Cosa è la sociologia? Studio scientifico della società

Cosa è la sociologia? Studio scientifico della società Cosa è la sociologia? Studio scientifico della società Cosa è la sociologia? Rispetto alle altre scienze sociali Soluzione gerarchica Soluzione residuale Soluzione formale Soluzione gerarchica A. Comte

Dettagli

QUAL È LA CONCEZIONE DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA NELLA FEDE CRISTIANA?

QUAL È LA CONCEZIONE DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA NELLA FEDE CRISTIANA? QUAL È LA CONCEZIONE DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA NELLA FEDE CRISTIANA? Che cos'è il matrimonio? È quella speciale comunione di vita e d'amore tra un uomo e una donna, in cui si attuano particolari

Dettagli

Dell'incertezza nelle attività umane e delle conseguenze nefaste della sua eliminazione attraverso il dirigismo statale

Dell'incertezza nelle attività umane e delle conseguenze nefaste della sua eliminazione attraverso il dirigismo statale Dell'incertezza nelle attività umane e delle conseguenze nefaste della sua eliminazione attraverso il dirigismo statale Introduzione Questo saggio si pone come finalità la discussione di una citazione

Dettagli

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste.

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste. FIGLI DI DIO Cosa significa essere un figlio di Dio? E importante essere figli di Dio? Se sono figlio di Dio che differenza fa nella mia vita quotidiana? Queste sono questioni importanti ed è fondamentale

Dettagli

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di

Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di 1 Celebrazione del 50 anniversario di matrimonio di N. e N. 2 Celebrare un anniversario non significa rievocare in modo nostalgico una avvenimento del passato, ma celebrare nella lode e nel rendimento

Dettagli

Presentazione Prologo all edizione francese

Presentazione Prologo all edizione francese INDICE Presentazione Prologo all edizione francese IX XVIII PARTE PRIMA CAPITOLO I Finché portiamo noi stessi, non portiamo nulla che possa valere 3 CAPITOLO II Non dobbiamo turbarci di fronte ai nostri

Dettagli

IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia

IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia IL CIELO PER GLI ANTICHI I fenomeni celesti più appariscenti e l influsso che hanno avuto sulla storia Affronteremo un breve viaggio per scoprire il significato che la volta celeste aveva per i popoli

Dettagli

VIAGGIANDO CON LA NATURA

VIAGGIANDO CON LA NATURA VIAGGIANDO CON LA NATURA Il progetto intende, attraverso l esplorazione del mondo naturale (terra, acqua, aria e fuoco) sistematizzare le conoscenze per comprendere l organizzazione dell ecosistema naturale.

Dettagli

Corona Biblica. per chiedere a Dio, per intercessione di Maria santissima, il dono della maternità e della paternità

Corona Biblica. per chiedere a Dio, per intercessione di Maria santissima, il dono della maternità e della paternità Corona Biblica per chiedere a Dio, per intercessione di Maria santissima, il dono della maternità e della paternità Imprimatur S. E. Mons. Angelo Mascheroni, Ordinario Diocesano Curia Archiepiscopalis

Dettagli

Hegel: L Essenza come riflessione in se stessa

Hegel: L Essenza come riflessione in se stessa Giuliano Broggini 1 Hegel: L Essenza come riflessione in se stessa L essenza proviene dall essere; non è quindi immediatamente in sé e per sé, ma è un risultato di quel movimento 2. E questa la spiegazione

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

Il paracadute di Leonardo

Il paracadute di Leonardo Davide Russo Il paracadute di Leonardo Il sogno del volo dell'uomo si perde nella notte dei tempi. La storia è piena di miti e leggende di uomini che hanno sognato di librarsi nel cielo imitando il volo

Dettagli

Ascrizioni di credenza

Ascrizioni di credenza Ascrizioni di credenza Ascrizioni di credenza Introduzione Sandro Zucchi 2014-15 Le ascrizioni di credenza sono asserzioni del tipo in (1): Da un punto di vista filosofico, i problemi che pongono asserzioni

Dettagli

La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di

La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di La Famiglia La maggior parte delle Istituzioni religiose e politiche basa la struttura sociale dell Uomo sul Semplice racchiuso nel concetto di famiglia, e stabilisce condizioni proprie per assegnare questa

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! (Sal 8,10) Rit.

Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! (Sal 8,10) Rit. OTTOBRE: Giornata del Carisma Introduzione TEMA: Fede e missione La mia intenzione è solamente questa: che [le suore] mi aiutino a salvare anime. (Corrispondenza, p. 7) Questa lapidaria intenzione, che

Dettagli

NOSTRO SIGNORE. Is 45, 1 7 Sal 146 (145) At 2, 29 36 Gv 21, 5 7

NOSTRO SIGNORE. Is 45, 1 7 Sal 146 (145) At 2, 29 36 Gv 21, 5 7 NOSTROSIGNORE Is45,1 7 Sal146(145) At2,29 36 Gv21,5 7 Tra gli elementi costitutivi dell'esistenza umana, la dipendenza dell'uomo daun'autoritàè unfattoincontrovertibile. L'aggettivosostantivatokyriossignifica:

Dettagli

Classe V A a.s. 2012/2013 Liceo Classico Vitruvio Pollione

Classe V A a.s. 2012/2013 Liceo Classico Vitruvio Pollione Classe V A a.s. 2012/2013 Liceo Classico Vitruvio Pollione Algebra Geometria Il triangolo è una figura piana chiusa, delimitata da tre rette che si incontrano in tre vertici. I triangoli possono essere

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento.

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento. DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento Anno 2014 (B) E nato per tutti; è nato per avvolgere il mondo in un abbraccio

Dettagli

MEDITAZIONE SULL AVVENTO, NATALE ED EPIFANIA, TEMPO DELLA MANIFESTAZIONE DEL SIGNORE.

MEDITAZIONE SULL AVVENTO, NATALE ED EPIFANIA, TEMPO DELLA MANIFESTAZIONE DEL SIGNORE. MEDITAZIONE SULL AVVENTO, NATALE ED EPIFANIA, TEMPO DELLA MANIFESTAZIONE DEL SIGNORE. Oh Dio, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perchè egli ci chiami

Dettagli

LA NATURA UMANA? NON ESISTE: E L UOMO CHE DEVE INVENTARLA. IL MONDO E AL DI FUORI DELLA COSCIENZA? UNA DOMANDA SENZA SENSO.

LA NATURA UMANA? NON ESISTE: E L UOMO CHE DEVE INVENTARLA. IL MONDO E AL DI FUORI DELLA COSCIENZA? UNA DOMANDA SENZA SENSO. LA NATURA UMANA? NON ESISTE: E L UOMO CHE DEVE INVENTARLA. IL MONDO E AL DI FUORI DELLA COSCIENZA? UNA DOMANDA SENZA SENSO. Introduzione a Martin Heidegger 1 Heidegger è sulla stessa lunghezza d'onda della

Dettagli

Cos'è e come si recita la Liturgia delle Ore

Cos'è e come si recita la Liturgia delle Ore Cos'è e come si recita la Liturgia delle Ore Tante volte mi è stato chiesto come si recita l Ufficio delle Ore (Lodi, Vespri, ecc.). Quindi credo di fare cosa gradita a tutti, nel pubblicare questa spiegazione

Dettagli

Incontrare il Signore in famiglia.

Incontrare il Signore in famiglia. temi pastorali Incontrare il Signore in famiglia. GIAMPAOLO DIANIN* Padova Se la fede è la storia di un grande amore, è nella famiglia - in cui oggi si vive una sorta di indifferenza - che essa deve essere

Dettagli

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo?

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini che hanno dai 35 anni in su. Le donne

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Mario Polito IARE: Press - ROMA

Mario Polito IARE: Press - ROMA Mario Polito info@mariopolito.it www.mariopolito.it IMPARARE A STUD IARE: LE TECNICHE DI STUDIO Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare Pubblicato dagli Editori Riuniti University

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

VALUTAZIONE AUTENTICA E APPRENDERE PER COMPETENZE

VALUTAZIONE AUTENTICA E APPRENDERE PER COMPETENZE E APPRENDERE PER COMPETENZE VALUTAZIONE INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO E APPRENDERE PER COMPETENZE VALUTAZIONE VALUTARE GLI APPRENDIMENTI: UN PERCORSO A TRE STADI SIS Torino a.a. 2006/07 1 STADIO: LA VALUTAZIONE

Dettagli

pensiero incentrato sui «fondamenti spirituali della vita contemporanea», e cioè su quella «sostanza europea» che è al centro della riflessione dell

pensiero incentrato sui «fondamenti spirituali della vita contemporanea», e cioè su quella «sostanza europea» che è al centro della riflessione dell Jan Patočka, Cristianesimo e mondo naturale e altri saggi, introduzione e traduzione di Riccardo Paparusso, postfazione di Giancarlo Baffo, Roma, Lithos, 2011, pp. 172 di Caterina Di Fazio Il volume curato

Dettagli

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Il romanzo Tra donne sole è stato scritto da Pavese quindici mesi prima della sua morte, nel 1949. La protagonista, Clelia, è una

Dettagli

Libro gratuito di filosofia

Libro gratuito di filosofia Libro gratuito di filosofia La non-mente Introduzione Il libro la non mente è una raccolta di aforismi, che invogliano il lettore a non soffermarsi sul significato superficiale delle frasi, ma a cercare

Dettagli