L IMPATTO DEI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI SUGLI INDICI DI BILANCIO

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1 L IMPATTO DEI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI SUGLI INDICI DI BILANCIO Questa appendice tratte le implicazioni potenziali sulla performance economico-finanziaria aziendale dell implementazione dei principi contabili internazionali in alternativa a quelli nazionali per la redazione del bilancio d esercizio. Nel cap. 2 sono state delineate sinteticamente le differenze più significative tra il corpus dei principi contabili nazionali e gli standard internazionali, sia con riferimento alle valutazioni di bilancio, sia relativamente alle possibilità d iscrizione di alcune poste e alla loro specifica collocazione. Tali differenze sono dettate dalla considerazione di potenziali investitori e i finanziatori quali i destinatari privilegiati dell informativa di bilancio da parte degli. Qualora tali effetti dovuti all applicazione dei principi contabili internazionali siano significativi, la performance economico-finanziata comunicata attraverso il bilancio può risultarne condizionata, modificando come conseguenza anche i processi decisionali degli stakeholder 1. Tale condizionamento non deriverebbe da una diversa (migliore o peggiore) sostanza economica e finanziaria delle aziende, quanto piuttosto da differenze puramente contabili, di rappresentazione, determinate dalla scelta delle convenzioni contabili da applicare. Ciò permettono di apprezzare maggiormente l utilità del rendiconto finanziario, che riportando dati oggettivi e certi costituiscono parametri di performance neutri 2. Tali misure contrastano il rischio di un uso strumentale delle convenzioni contabili, mirato a condizionare la performance percepita dagli stakeholder e, in particolare, dai potenziali investitori a titolo di rischio e dai finanziatori 3. Nel dettaglio, le differenze contabilizzate riguarderebbero sia misure di reddito, come il reddito netto, il reddito operativo e il reddito operativo caratteristico, sia misure patrimoniali, quali il capitale investito, il patrimonio netto, oltre ad alcune tipologie specifiche di debito (ad esempio, il trattamento di fine L appendice è a cura di Monica Bartolini. 1 Una precedente ricerca (Bartolini, 2007, cap. 8) condotta sui bilanci consolidati delle società quotate del gruppo MIB30 ha evidenziato un impatto sostanziale del passaggio agli sulle misure di performance economico-finanziaria più ricorrenti. Una successiva ricerca (Bartolini, 2008) ha approfondito il tema con riferimento alle piccole-medie imprese, verificando anche in questo contesto un potenziale impatto significativo sulla performance rappresentata nel bilancio d esercizio, se analizzata attraverso gli indicatori di redditività più comuni. 2 Si rinvia a Guatri e Bini (2005) e Rappaport (1986). 3 Un buon giudizio da parte degli investitori consente di godere di un minore costo del capitale, che rende più conveniente richiedere prestiti per far fronte a necessità d investimento (Guatri e Bini, 2003).

2 rapporto). Come conseguenza, indicatori quali ROE, ROIN, ROS, RI potrebbero subire variazioni dovute a quello che potremmo definire effetto. La tavola che segue riepiloga le principali cause di variazioni incrementative e decrementative delle configurazioni di reddito protagoniste dell analisi di redditività: il reddito netto, il reddito operativo e il reddito operativo caratteristico. + variazioni incrementative del reddito RN RO ROC il mancato ammortamento dell avviamento (IAS 38), sottoposto invece a impairment test, che in assenza di svalutazione evita di contabilizzare a conto economico il relativo costo e si traduce in maggior reddito la revisione dei piani di ammortamento dei cespiti, in relazione a differenti vite utili, e le differenti modalità di contabilizzazione dei beni in leasing finanziario, che comportano una sostituzione del costo operativo per canoni leasing con un costo operativo (di diverso valore) per ammortamenti e con oneri di natura finanziaria (interessi passivi), esclusi dalla determinazione del reddito operativo l assenza di ammortamento sui terreni il cui valore venga scorporato da quello dei fabbricati sovrastanti, attraverso la c.d. component analysis (in virtù dell applicazione rigorosa dello IAS 16) 4 il passaggio a un criterio di valutazione del magazzino diverso dal LIFO (non ammesso dai principi contabili internazionali), con il probabile aumento del reddito (in regime di mercato con prezzi crescenti) la possibilità di redditualizzare il maggior valore ottenuto col fair value rispetto al costo storico in sede di rivalutazione degli investimenti immobiliari (IAS 40) e il relativo mancato ammortamento 5 l iscrizione in conto economico del 4 Nonostante anche il documento n. 16 del CNDC-CNR preveda la necessità di valutare separatamente componenti inclusi in un unico cespite, ma con vite utili significativamente diverse (component analysis), quando di importo rilevante, procedendo ad ammortamenti separati, la maggior parte delle aziende italiane non applicava questa indicazione, fino a quando non ha aderito agli. 5 A norma del D.Lgl. 38/2005, invece, gli utili a conto economico derivanti dalla valutazione al fair value degli investimenti immobiliari non sono distribuibili e devono essere accantonati in una riserva del patrimonio netto.

3 - variazioni diminutive del reddito maggior valore derivante dall applicazione del fair value agli strumenti finanziari (IAS 39) il mancato differimento di utili su cambi relativi a debiti e crediti a m/l termine in valuta (IAS 21) il diverso momento di maturazione di alcune tipologie di ricavi (IAS 18) il mancato accantonamento a fondi rischi che non possiedono le caratteristiche richieste dallo IAS 37 e lo storno dei fondi rischi già esistenti l imputazione a conto economico interamente nell esercizio in cui sono sostenuti dei costi pluriennali non capitalizzabili (IAS 38), come quelli di pubblicità, di ricerca, di impianto e di ampliamento, di sviluppo di un marchio 6 la revisione dei piani di ammortamento dei cespiti, in relazione a differenti vite utili la differente modalità di contabilizzazione dei beni in leasing finanziario l eventuale svalutazione dell avviamento, in seguito a impairment test, qualora superi la quota di ammortamento altrimenti contabilizzata sulla base dei principi contabili nazionali il diverso momento di maturazione della competenza di alcune tipologie di ricavi (IAS 18) Tavola 1 Variazioni incrementative e decrementative del reddito indotte dal passaggio ai principi contabili internazionali. In altri casi, le differenti valutazioni riguardano poste patrimoniali, ossia il capitale investito e il patrimonio netto (come evidenziato dalla tavola che segue). Il patrimonio netto e il capitale investito sono sicuramente alcuni degli aggregati di bilancio potenzialmente maggiormente coinvolti dalla transizione dai principi contabili nazionali a quelli internazionali, in quanto l adozione di questi ultimi persegue in primis l obiettivo di realizzare un avvicinamento del valore del capitale leggibile nel bilancio a quello del capitale economico. Questo fenomeno si realizza soprattutto attraverso l applicazione di criteri di valutazione improntati al fair value, ammessi come alternativi al criterio del 6 Ne consegue anche che i bilanci redatti in base ai principi contabili italiani presentano, nel corso degli anni, conti economici con risultati meno volatili, poiché per tali costi pluriennali riportano quote di ammortamento, tendenzialmente costanti, in luogo degli interi importi spesati in un unico esercizio (Mariniello, 2004, p. 510).

4 costo storico. + variazioni incrementative CI N le valutazione al fair value di alcuni strumenti finanziari (IAS 32 e 39), con conseguente possibilità di rivalutazione continua e movimentazione di una riserva nel patrimonio netto la possibile valutazione al fair value degli investimenti immobiliari e il loro mancato ammortamento (che altrimenti ne abbatterebbe sistematicamente il valore) l eventuale applicazione del revaluation model (valutazione al fair value) alle immobilizzazioni tecniche l iscrizione nell attivo dei beni detenuti in leasing finanziario il mancato ammortamento dei terreni il cui valore sia stata scorporato da quello dei fabbricati sovrastanti per l applicazione rigorosa della component analysis il maggior valore attribuito all avviamento, non più ammortizzato, qualora non svalutato l eventuale differente valore residuo delle immobilizzazioni a cui sia stata assegnata una differente vita utile il passaggio dal metodo del LIFO a un criterio alternativo nella valutazione del magazzino il valore dei fondi rischi pregressi e non più accantonabili, qualora non presentino i requisiti previsti dallo IAS 37, che al momento della transizione agli devono essere girati nell apposita riserva patrimoniale che accoglie tutte le differenze generate dal passaggio ai principi contabili internazionali (c.d. riserva First Time Adoption) le differenze di valore del debito per TFR, in

5 - variazioni diminutive seguito all applicazione delle logiche attuariali volute dallo IAS 19, confluite nella riserva First Time Adoption la mancata capitalizzazione di importanti tipologie di oneri pluriennali, quali costi di ricerca applicata, di impianto e di ampliamento, di pubblicità, di sviluppo del marchio lo storno dei costi pluriennali precedentemente iscritti nell attivo e non più capitalizzabili l eventuale differente valore residuo delle immobilizzazioni a cui sia stata assegnata una differente vita utile la mancata iscrizione tra i titoli delle azioni proprie in portafoglio (da riportare in diretta diminuzione del patrimonio netto) Tavola 2 Variazioni incrementative e decrementative del capitale investito e del patrimonio netto indotte dal passaggio ai principi contabili internazionali. In sintesi, allo scopo di movimentare il mercato dei capitali e di incentivare gli investitori, gli privilegiano il concetto di capitale corrente (in luogo del tradizionale capitale di funzionamento) e il concetto di reddito misto. Quest ultimo include componenti effettivamente realizzati, ma anche altri solo realizzabili in futuro (presunti, probabili, sperati). Tale reddito misto ingloba, in particolare, minusvalenze e plusvalenze solo prevedibili e variazioni di valore delle attività e delle passività ottenute dall applicazione del fair value, quando ammesso. Nell ottica dell analista di bilancio, questa configurazione di reddito sembrerebbe mostrare meglio le potenzialità dell azienda, sia in termini di sopravvivenza, sia di sviluppo futuro. Inoltre, applicando il fair value risulterebbe maggiormente valorizzato il principio della competenza economica, poiché le rivalutazioni di attività e passività sarebbero riconosciute in tempo reale, a prescindere dalla loro manifestazione finanziaria. Con l applicazione dei principi contabili nazionali si verifica, invece, il rischio di una sottostima del capitale di funzionamento delle aziende, per la presenza di riserve occulte potenziali, non riconosciute agli investitori a titolo di rischio 7. 7 Anche il concetto di reddito che ne deriva risulta pertanto molto diverso. «Il reddito d esercizio, non soltanto è una grandezza comunemente determinata col sussidio di non poche presunzioni intorno alla vita futura dell azienda, ma costituisce pure una grandezza astratta. Il carattere di astrattezza può essere inteso in un duplice senso. Secondo un primo significato, il reddito d esercizio si qualifica come quantità astratta in quanto non si materializza in dati specifici bene [ ]; esso è propriamente un puro valore, il saldo del conto generale di profitti e perdite, la

6 Come conseguenza dell impatto che dei principi contabili internazionali sulla misurazione del reddito e del patrimonio, anche la redditività netta percepita dai portatori del capitale di rischio attraverso il ROE potrebbe subire variazioni significative. Lo stesso dicasi per il ROIN, il ROS o altri indicatori dell area finanziaria, come RI. La tavola che segue esprime questo concetto, evidenziando nella terza colonna l effetto. Effetto ROE post = RN post /N post = ROE pre x effetto (RN post /RN pre ) x (N pre /N post ) ROIN post = RON post /CIN post = ROIN pre (RON post /RON pre ) x (CIN pre /CIN post ) x effetto ROS post = ROCN post /V post = ROS pre x (ROCN post /ROCN pre ) x (V pre /V post ) effetto RI post = CIN post /N post = RI pre x effetto (CIN post /CIN pre ) x (N pre /N post ) Tavola 3 L effetto su alcuni dei principali indicatori di bilancio. Per quando riguarda gli indicatori di redditività, l effetto moltiplicativo esercitato dall applicazione degli è funzione di due componenti: l effetto sulla misura di reddito, dato dal rapporto tra il valore post e pre, che genera un aumento dell indice se assume un valore superiore all unità, segnalando un accrescimento del reddito rappresentato nel bilancio seguendo le regole internazionali (post); l effetto sulla misura di capitale/patrimonio, dato dal rapporto tra il valore pre e post, che genera un aumento dell indice (perché superiore all unità) quando si rileva un minore impiego di capitale, misurato secondo le regole internazionali (post). A titolo di esempio, una precedente ricerca (Bartolini, 2007, cap. 8), compiuta sulle società quotate dell indice MIB30 (in particolare, sui bilanci consolidati, per i quali già dal 2005 vigeva l obbligo di adozione degli integrali) ha mostrato un aumento medio del ROE di 0,59 punti percentuali, con una deviazione standard di 2,3%. Da questi dati è stato possibile intuire che la volatilità del gap tra ROE post e ROE pre possa risultare piuttosto alta. Limitando poi l analisi alla sola redditività netta di pertinenza delle capogruppo, si è riscontrato come il reddito netto di pertinenza delle somma algebrica di molteplici componenti positivi o negativi, la differenza tra il capitale netto finale e quello iniziale d esercizio. Secondo un altro senso [ ] costituisce una quantità astratta in quanto il valore ad esso attribuito in bilancio non esprime un entità economica avente una propria grandezza ben determinata (quantità-misura) anche se difficilmente misurabile ed alla quale il bilancio dovrebbe approssimarsi più che possibile» (Onida, 1971, p. 595).

7 capogruppo e i loro patrimoni netti risultassero superiori nel 74% dei casi, con l introduzione degli. A ciò si accompagnava un miglioramento medio della redditività netta in tutti i comparti. Infine, la stessa ricerca rilevava un impatto significativo sul ROI, che risultava aumentato in media di 0,65%, con una deviazione standard di 0,96%. Allo stesso modo, anche l analisi della redditività delle vendite (ROS) evidenziava un netto miglioramento della performance, sebbene la variabilità di questo indicatore apparisse elevata a prescindere dai principi contabili adottati. Box Caso aziendale A titolo d esempio, è possibile osservare il caso di Autos S.p.A., che nel passaggio dai principi contabili nazionali a quelli internazionali nella redazione del bilancio rendiconta le seguenti differenze di reddito e patrimonio. Pre Post V 4,880, ,990, ROCN 967, ,536, RON 1,000, ,550, RN 416, , CI 15,168, ,670, CIN 12,860, ,570, PN 1,840, ,174, La tavola seguente riporta l effetto combinato di tali variazioni sui principali indicatori di performance presi in considerazione. Pre Post Gap (post-pre) 1 Effetto su misura di reddito 2 Effetto su misura di capitale 1 x 2 Effetto ROE % % 0.720% ROIN 7.781% % 3.647% ROS % % % RI

8 È facile osservare come l impatto della transizione sia notevole, in termini di: netto miglioramento della performance operativa percepita dall osservazione di ROIN e ROS, il cui impatto giustifica anche la maggiore redditività netta (ROE); consistente riduzione del rapporto d indebitamento e, dunque, del rischio finanziario e dell effetto leva rappresentati dai valori di bilancio. L osservazione delle colonne 1 (effetto sulle misure di reddito) e 2 (effetto sulle misure di capitale) permette di affermare che i gap positivi post e pre degli indicatori di performance economica sono riconducibile prevalentemente alla dinamica del reddito, capace di controbilanciare l effetto moltiplicativo sulle grandezze di capitale. Un modo per depurare parzialmente il giudizio sulla redditività dall effetto potrebbe essere approfondire l analisi della redditività operativa osservando il margine operativo lordo (MOL), ossia il reddito operativo al lordo di ammortamenti e accantonamenti. Infatti, quest ultima grandezza non è condizionato dalla differente politica degli ammortamenti e accantonamenti e dalla differente disciplina internazionale al riguardo. A titolo di esempio, il mancato costo operativo da ammortamento dell avviamento (o la sua eventuale svalutazione) non provoca alcuna differenza; lo stesso si potrebbe dire per le differenti modalità di valutazione dei crediti e di accantonamento dei fondi rischi. Di contro, però, è possibile che altri cambiamenti nei criteri di contabilizzazione impattino con una forza persino maggiore sul MOL. Si pensi, ad esempio, al leasing finanziario contabilizzato col metodo finanziario, in alternativa a quello patrimoniale, che sostituisce l iscrizione di costi operativi caratteristici per godimento beni di terzi con costi esclusi dalla determinazione del MOL, quali l ammortamento (onere operativo caratteristico) e interessi passivi (onere finanziario). Queste ultime osservazioni sottolineano l importanza della misurazione e dell analisi dei flussi di cassa nel processo di valutazione della performance aziendale. Infatti, solo il MOL sicuramente si traduce in cash flow (tenuto anche conto delle variazioni di capitale circolante netto), ossia in una grandezza oggettiva, che risente in misura minore delle convenzioni contabili. Ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni, al contrario, non provocano alcuna manifestazione finanziaria e sono, nel contempo, oggetto di valutazioni di tipo soggettivo e fortemente dipendenti dal corpus di principi contabili adottati. Essendo il MOL meno soggettivo e meno condizionabile, acquista

9 rilevanza nella comunicazione rivolta agli stakeholder. Anche da ciò deriva l obbligatorietà del rendiconto finanziario, che chiarisce quali componenti di reddito nel periodo si siano effettivamente tramutati in cash flow, mitigando sia il miraggio provocato dall iscrizione in conto economico di ricavi non realizzati, sia le perdite percepite per l inserimento di costi non monetari (come ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti). In conclusione, analisti interni ed esterni alle imprese utilizzano le informazioni ricavate dai bilanci e dalla loro analisi per meglio orientare i propri comportamenti, sulla base della performance aziendale. Qualora la scelta di convenzioni contabili alternative condizioni in modo significativo la performance percepita dagli stakeholder, poiché in grado di determinare variazioni sensibili nei valori di bilancio, esiste il rischio di comportamenti opportunistici da parte degli amministratori. È quanto mai prioritario, quindi, valorizzare grandezze oggettivamente determinabili e quantificabili, come il cash flow. Esso misura in modo incontrovertibile la liquidità prodotta o consumata da un azienda e, se interpretato insieme alle altre grandezze economiche, permette di neutralizzare in parte i condizionamenti derivanti dalle convenzioni contabili. La scelta dei principi contabili internazionali di rendere obbligatorio anche il rendiconto finanziario appare, pertanto, fondamentale. Bibliografia citata Bartolini M., Il bilancio di esercizio. Principi contabili e il loro impatto sulla performance aziendale, McGraw-Hill, Milano, Bartolini Monica, Evidenze empiriche, in Savioli (a cura di), Principi contabili internazionali e Basilea 2. L impatto sulle PMI, FrancoAngeli, Milano, 2008, cap. 6. Guatri L., Bini M., Gli IAS lanciano la competizione sulla trasparenza contabile, Il Sole 24 Ore, 11 luglio Guatri L., Bini M., Nuovo trattato sulla valutazione delle aziende, Università Bocconi Editore, Milano, Mariniello L.F., L applicazione degli IFRS e la performance d impresa, Rivista dei Dottori Commercialisti, n. 3, 2004, pp Onida P., Economia d azienda, Utet, Torino, Rappaport A., Creating shareholder value, The Free Press, New York, 1986.

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