NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA

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1 NIDI E SERVIZI PER L INFANZIA Conoscere per governare 13 novembre 2013 Sala Polifunzionale Via Santa Maria in Via, 37 R o m a

2 I servizi per la prima infanzia: il punto sulle Intese e il Piano di Azione Coesione (PAC) Roberta Ceccaroni Dipartimento per le politiche della famiglia

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4 Raggiungere gli obiettivi di Barcellona (2002): una necessità ( ) gli Stati membri dovrebbero rimuovere i disincentivi alla partecipazione femminile alla forza lavoro e sforzarsi per fornire, entro il 2010, tenuto conto della domanda e conformemente ai modelli nazionali di offerta di cure, un assistenza all infanzia per almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l età dell obbligo scolastico e per almeno il 33% dei bambini di età inferiore ai 3 anni. ed un impegno rinnovato nella strategia Europa la disponibilità di servizi di qualità per la cura della prima infanzia è cruciale e costituisce, insieme all offerta di modalità di lavoro flessibili e a un adeguato sistema di congedi per motivi familiari, la combinazione di misure volta a favorire la conciliazione della vita professionale con quella privata, promossa a livello europeo. Essa rappresenta inoltre un investimento fondamentale nello sviluppo dei bambini e nella lotta all abbandono scolastico e alla trasmissione delle disuguaglianze.

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6 Incremento della occupazione femminile L obiettivo del tasso di occupazione al 75% entro il 2020 non sarà raggiunto senza il contributo delle donne. Le politiche di conciliazione sono essenziali per promuovere l occupazione femminile. In particolare l accesso a servizi di accoglienza per l infanzia costituisce il principale fattore in grado di influenzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro; l aumento della spesa pubblica per questi servizi è infatti correlato a un incremento dell occupazione a tempo pieno delle donne.

7 Garantire benessere e sviluppo dei bambini Investire in servizi di assistenza di qualità per la prima infanzia significa anche contribuire alla costruzione del capitale umano di domani: vuol dire garantire a ogni bambino migliori condizioni di partenza nella vita e gettare le basi del suo successo in termini di istruzione, integrazione sociale, sviluppo personale e successiva occupabilità. Si tratta pertanto di un investimento sociale ad alto potenziale. Proteggere dal rischio di povertà ed esclusione sociale soprattutto i minori La maggiore partecipazione dei genitori, e soprattutto delle donne, al mercato del lavoro riduce il rischio di povertà durante l intero arco della vita, consente l inclusione sociale di tutti i componenti della famiglia e migliora il ventaglio delle opportunità che si presenteranno ai figli. Ciò è particolarmente rilevante per i gruppi in situazione di vulnerabilità (famiglie monoparentali, Rom, migranti). Sostenere i progetti familiari La disponibilità di servizi di assistenza contribuisce infine alla realizzazione dei progetti familiari, anche in considerazione del rallentamento demografico registrato in Europa. Si osserva infatti che gli Stati membri con il livello di fecondità attualmente più elevato sono quelli che hanno favorito la conciliazione della vita professionale con quella privata e che presentano un elevato tasso di occupazione femminile.

8 Il finanziamento pubblico diretto dei servizi consente una gestione più efficace delle economie di scala da parte delle autorità pubbliche, oltre a una migliore qualità a livello nazionale, una formazione più valida degli educatori e un accesso più equo rispetto ai sistemi basati sul versamento di aiuti ai genitori.

9 In definitiva la Relazione della Commissione europea mette in evidenza come per permettere alle donne ed agli uomini di scegliere liberamente come conciliare vita professionale e vita privata, occorre promuovere una combinazione di servizi e misure: Sviluppare servizi di assistenza per bambini in età prescolare, accessibili e di qualità; Sviluppare servizi di assistenza per bambini e preadolescenti e persone non autosufficienti; Sviluppare un sistema di congedi per motivi familiari articolato e flessibile; Rimuovere ostacoli anche di natura fiscale alla attività delle donne; Sollecitare i padri ad assumere maggiori responsabilità familiari. I Fondi strutturali : una opportunità da non perdere.

10 Il Piano straordinario, le intese ed il monitoraggio Il Dipartimento per le politiche della famiglia ha contribuito all avvio ed alla piena realizzazione del Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi socio educativi per la prima infanzia, anche negli anni successivi al primo triennio, da un lato sostenendo - con specifiche Intese e risorse a valere sul Fondo per le politiche per la famiglia - le Regioni nella attuazione degli interventi sui territori, dall altro accompagnandone la piena realizzazione attraverso l avvio di un monitoraggio costante ed articolato, sviluppato attraverso diversificate iniziative complementari per il progresso e la diffusione delle conoscenze nel settore dei servizi per la prima infanzia.

11 Il Piano straordinario ed il monitoraggio Le attività di monitoraggio sviluppate a supporto del Piano straordinario non hanno solamente riguardato la verifica di efficacia dei finanziamenti destinati dal Governo a incentivare lo sviluppo del sistema dei servizi educativi del Paese, ma hanno costituito il contesto nel quale sono state condivise ed integrate a livello nazionale le informazioni e conoscenze sulle politiche e gli interventi svolti nel settore nei diversi territori. Fondamentale è stata in questi anni la fattiva collaborazione delle Regioni e delle Province autonome e lo stile di scambio e condivisione che si è realizzato tra i diversi territori ed i diversi livelli istituzionali, stile che ha caratterizzato i percorsi avviati ed ha permesso di costruire una efficace comunità di pratiche, che ha trovato nelle amministrazioni centrali luoghi di coordinamento e strumenti di supporto per la piena condivisione e valorizzazione delle migliori esperienze ed anche delle principali criticità.

12 Riflessioni ed orientamenti condivisi Accogliendo una esigenza espressa da molti territori che riconoscono al Dipartimento un ruolo di coordinamento e di diffusione e scambio di esperienze, a partire dal mese di marzo 2013 sono stati avviati tre gruppi tematici impegnati ad avviare a partire dai dati disponibili processi di scambio e condivisione orientati alla circolazione di idee, esperienze e modelli, allo scopo di elaborare e condividere possibili proposte di orientamento comuni intorno a specifici ambiti tematici. Ai gruppi hanno partecipato referenti delle Regioni e Province autonome, nonché referenti di Enti locali individuati dalle stesse Regioni e Province autonome. I temi di approfondimento hanno riguardato la regolazione e il controllo del sistema integrato dei servizi, le dimensioni della qualità e della sostenibilità dei costi, l organizzazione di uffici di area vasta per la programmazione e la gestione dei servizi per la prima infanzia. Le proposte di orientamento condivise sono raccolte nel Rapporto di monitoraggio al 31 dicembre 2012, presentato oggi.

13 Il Piano straordinario e le intese Il Piano straordinario triennale per lo sviluppo dei servizi socio educativi per la prima infanzia, previsto dalla Finanziaria 2007 ed avviato nel settembre del medesimo anno con apposita Intesa in Conferenza Unificata, ha destinato 446 milioni di euro di risorse statali nel triennio allo sviluppo dei servizi. Al termine del Piano triennale anche per il 2010 il Dipartimento destina una quota importante del Fondo per le politiche della famiglia per sostenere ancora lo sviluppo del sistema integrato dei servizi per la prima infanzia: il 7 ottobre 2010 è infatti sancita in Conferenza Unificata una Intesa per il riparto a favore delle Regioni della quota del Fondo per le politiche della famiglia 2010 destinato ai servizi socio-educativi per la prima infanzia e di altri interventi a favore delle famiglie, pari a 100 milioni. nel 2012, con due apposite nuove Intese il Dipartimento destina complessivamente 70 milioni di euro a favore dei servizi socio-educativi per la prima infanzia e di altri interventi a favore degli anziani e delle loro famiglie. Complessivamente sono state destinati dal Dipartimento oltre 616 milioni dal 2007 ad oggi per lo sviluppo dei servizi per la prima infanzia.

14 Intesa 7 ottobre 2010 CU109/10 : 100 milioni Finanziamento: 100 milioni a valere sul Fondo per le politiche della famiglia 2010 Finalità: Proseguimento dello sviluppo e del consolidamento del sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, attraverso l attivazione di nuovi posti, per sostenere i costi di gestione e per il miglioramento qualitativo della offerta Realizzazione di altri interventi a favore delle famiglie numerose o in difficoltà, tenendo conto della composizione e del reddito familiare Modalità: Programmi di intervento in accordo con Anci regionali Accordi sottoscritti con il Dipartimento Monitoraggio piano nidi

15 Intesa 2 febbraio 2012 CU 24/12: importo 25 milioni Finanziamento: 25 milioni a valere sul Fondo per le politiche della famiglia 2012 Finalità: Proseguimento dello sviluppo e del consolidamento del sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, attraverso l attivazione di nuovi posti, per sostenere i costi di gestione e per il miglioramento qualitativo della offerta Realizzazione interventi di Assistenza domiciliare integrata, componente sociale Modalità: Programmi di intervento in accordo con Anci regionali Nota di richiesta finanziamento Monitoraggio piano nidi e gruppo paritetico

16 Intesa 19 aprile 2012 CU 48/12: importo 45 milioni Finanziamento: 45 milioni a valere sul Fondo per le politiche della famiglia 2012 Finalità: Proseguimento dello sviluppo e del consolidamento del sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, attraverso l attivazione di nuovi posti, per sostenere i costi di gestione e per il miglioramento qualitativo della offerta Realizzazione interventi di Assistenza domiciliare integrata, componente sociale, e promozione di interventi per l invecchiamento attivo a favore dell anziano e della famiglia Modalità: Programmi di intervento in accordo con Anci regionali Accordi sottoscritti con il Dipartimento della durata di 24 mesi Erogazione di due quote (60% e 40%) Monitoraggio piano nidi e gruppo paritetico

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18 Le procedure per la erogazione delle risorse secondo le diverse Intese L Intesa relativa al primo triennio prevedeva che l erogazione fosse subordinata all utilizzo delle risorse erogate l anno precedente, in base agli esiti del monitoraggio. L intesa del 2010 prevede la sottoscrizione di un accordo attuativo tra Dipartimento e la singola Regione, a seguito del quale vengono erogate in un unica soluzione le risorse ripartite dalla Intesa. L intesa del 2 febbraio 2012 prevede che le risorse siano trasferite in unica soluzione alle Regioni a seguito di specifica richiesta, nella quale sono indicate le azioni da realizzare individuate in accordo con le autonomie locali. L intesa del 19 aprile 2012 prevede, invece, che le risorse siano erogate in due tranches, rispettivamente del 60% e del 40%, a seguito della sottoscrizione di accordi attuativi tra il Dipartimento per le politiche della famiglia e le singole Regioni e previa approvazione di specifici programmi regionali di intervento e relativo assenso dell Anci.

19 Le risorse erogate Ad oggi sulla base dei dati di monitoraggio è stato erogato alle Regioni e Province autonome dal Dipartimento quasi il 90%, ovvero 552 milioni di euro dei complessivi 616 milioni stanziati, che sono dunque a disposizione dei territori per raggiungere l'obiettivo di incrementare i posti presso i servizi socio educativi per la prima infanzia e sostenerne i costi e la qualità.

20 Le risorse da erogare Complessivamente rimangono da erogare ad oggi risorse pari a euro ll monitoraggio finanziario ha evidenziato in questi anni la difficoltà di alcune regioni, in particolare nel sud, a programmare e spendere le risorse disponibili. Si segnala in particolare che la Regione Campania non ha ancora programmato, richiesto ed utilizzato le risorse statali del 2009, del 2010 e del 2012, per un totale di oltre 34 milioni di euro, a fronte di una copertura di servizi che non raggiunge il 3%.

21 Altre iniziative del Dipartimento per il finanziamento dei servizi Sezioni primavera ml (35 dipofam) Nidi aziendali pubblici 25 ml (18 dipofam) Piano azione e coesione 2012 Nidi Sud 400ml Altre iniziative per Azioni di sistema, Assistenza tecnica e Monitoraggio Piano di Assistenza tecnica Piano di AT per PAC SINSE Sistema informativo nazionale Servizi Educativi Osservatorio infanzia e Osservatorio famiglia Progetto AGIRE gemellaggi Monitoraggio: Finanziario Quantitativo Qualitativo

22 Il Piano di Azione e Coesione Alle Regioni del Sud, che presentano livelli di copertura particolarmente bassi, sono state destinate in questi anni maggiori risorse statali e per supportare le Regioni in questo sforzo sono state avviate dal Dipartimento e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali specifiche azioni di assistenza tecnica rivolte ai territori che presentano le maggiori criticità, sia nell'utilizzo delle risorse che nella programmazione dei servizi. Ciò nonostante, come dimostrato anche dagli ultimi dati ISTAT riferiti al 2011/2012, le Regioni Calabria, Campania, Sicilia e Puglia non sono riuscite ad assicurare alle famiglie dei propri territori una copertura di servizi per la prima infanzia superiore al 5,3%. Questa evidenza ha portato all avvio di un programma di intervento straordinario, il PAC - Piano d Azione e Coesione Servizi di cura- a cui partecipano il Dipartimento ed il Ministero, rivolto proprio alle quattro Regioni suddette, alle quali vengono destinati 400 milioni di euro da utilizzare per lo sviluppo dei servizi per la prima infanzia nel prossimo triennio.

23 Il Piano di Azione e Coesione ll Piano di Azione Coesione impegna le amministrazioni centrali e locali a rilanciare i programmi in grave ritardo, garantendo una forte concentrazione delle risorse su alcune priorità, sulla base di quattro principi: concentrazione su tematiche di interesse strategico nazionale, declinate regione per regione secondo le esigenze dei diversi contesti, attraverso un confronto tecnico fra Governo e Regioni; definizione di risultati obiettivo in termini di miglioramento della qualità di vita dei cittadini; cooperazione rafforzata con la Commissione europea; azione di supporto e affiancamento da parte di centri di competenza nazionale.

24 Il Piano di Azione e Coesione Ambiti d intervento: Istruzione; Agenda Digitale; Occupazione; Ferrovie; Programma straordinario per il lavoro in Sicilia; Grande Progetto Pompei; Miglioramento dei servizi pubblici collettivi: Riduzione dei tempi della giustizia; Servizi di cura per bambini; Anziani. Strumenti per impresa e lavoro nel Sud.

25 Il Piano di Azione e Coesione: Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti Durata triennale (dal 2013 al 2015). Attuazione affidata al Ministero dell'interno, individuato quale autorità di gestione responsabile. Le risorse stanziate sono destinate alle 4 regioni ricomprese nell'obiettivo europeo Convergenza : Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. La strategia che contraddistingue il programma è quella di mettere in campo un intervento aggiuntivo rispetto alle risorse già disponibili. I beneficiari sono gli Ambiti territoriali ed i comuni, in qualità di soggetti responsabili dell'erogazione dei servizi di cura sul territorio, che potranno avere accesso alle risorse una volta soddisfatti i requisiti organizzativi e progettuali richiesti dai piani territoriali di riparto.

26 Il Piano di Azione e Coesione: Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti Obiettivo: potenziare nei territori ricompresi nelle 4 regioni l offerta dei servizi all'infanzia (0-3 anni) e gli anziani non autosufficienti (over 65), riducendo l attuale divario offerta rispetto al resto del Paese. La dotazione finanziaria è di 730 milioni: 400 milioni per i servizi di cura all'infanzia 330 milioni per i servizi di cura agli anziani non autosufficienti). Le risorse sono state ripartite secondo piani regionali di intervento.

27 Il Piano di Azione e Coesione: Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti Distribuzione regionale delle risorse del primo riparto PAC Servizi Infanzia

28 Il Piano di Azione e Coesione: Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti Risultati attesi per i servizi all'infanzia: a) aumento strutturale dell offerta di servizi (asili nido pubblici o convenzionati; servizi integrativi e innovativi); b) estensione della copertura territoriale e sostegno alla gestione delle strutture; c) sostegno alla domanda e accelerazione dell entrata in funzione delle nuove strutture; d) miglioramento della qualità e della gestione dei servizi socio educativi.

29 Il Piano di Azione e Coesione: Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti Nella realizzazione del Programma nazionale 'Servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti' è impegnato un articolato sistema di governance composto da diversi livelli di governo, in relazione alle differenti politiche e competenze legate alla natura degli interventi. Organi per la governance del Programma: a) il Comitato di indirizzo e sorveglianza (CIS), che comprende tutte le componenti del sistema ed ha il compito di vigilare sull'attuazione del Programma; b) il Comitato operativo per il supporto all'attuazione (COSA), con il compito di esaminare gli atti di esecuzione degli interventi strategici più rilevanti.

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31 A che punto siamo? Il Piano di Azione e Coesione Programma nazionale servizi di cura all'infanzia e agli anziani non autosufficienti 14 giugno 2013: pubblicate le Linee guida per l inoltro dei Piani di Intervento relativi al primo riparto finanziario del Programma da trasmettere entro sei mesi dalla pubblicazione. In corso lo svolgimento degli incontri di informazione e sensibilizzazione tra AdG ed Ambiti/Distretti socio-sanitari Istituto il CO.S.A., insediatosi l 8 ottobre 2013 Istituito il C.I.S., insediatosi il 5 novembre 2013

32 Riflessioni conclusive Il costante impegno del Governo a rafforzare le politiche a favore dello sviluppo di tali servizi ha costituito un impulso importante per tutti gli attori del sistema, ha permesso di mantenere alto il livello di attenzione sul settore e sviluppare virtuose sinergie. I dati e le riflessione proposte evidenziano alcuni nodi critici per lo sviluppo del sistema integrato. 1. Il primo riguarda la dimensione quantitativa della offerta, ancora lontana dalla domanda soprattutto nei territori del sud. 2. Il secondo nodo riguarda i costi di gestione e la loro sostenibilità 3. L ultimo aspetto critico riguarda l integrazione del sistema e la relativa governance Una grande sfida quella dello sviluppo del sistema integrato dei servizi per la prima infanzia, che richiede una governance multilivello, fondata su basi conoscitive solide ed aggiornate.

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