Speciale Grecia: il default di fatto Gas in risalita Petrolio in altalena

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1 ANNO VII-5 maggio 2015 Commercio estero, i conti di Italia e Unone Europea Speciale Grecia: il default di fatto Gas in risalita Petrolio in altalena Portafoglio, 3 idee di investimento secondo Investec Clessidra srg conquista il 90% di Roberto Cavalli Commodity World Weekly, anno VI 13/04/2015 realizzato in collaborazione con Associazione no profit Arena Media Star Supplemento mensile: Arena Media Star Magazine Registrazione al Tribunale di Pavia n. 673 del 17/5/2007

2 2 5/5-12/5 EVENTI CHIAVE DELLA PROSSIMA SETTIMANA a cura di Fiorella Bergami Martedì 6.30 Australia, decisione della Reserve Bank of Australia (RBA) sui tassi d interesse a breve termine. La decisione sul livello al quale fissare i tassi d interesse dipende sostanzialmente dalle prospettive di crescita e dall inflazione. L obiettivo principale della banca centrale è il conseguimento della stabilità dei prezzi. Tassi di interesse elevati attraggono investitori stranieri alla ricerca del migliore ritorno esente da rischi per il loro denaro, il che può innalzare in misura significativa la domanda di valuta di quel paese. Un tasso superiore al previsto sarà positivo/rialzista per il dollaro australiano (AUD), mentre un tasso inferiore alle attese sarà negativo/ribassista per il AUD Inghilterra, pubblicazione PMI riguardante il settore edile USA, pubblicazione indice non manifatturiero (Non-Manufacturing Index, chiamato anche ISM Services) reso noto dall Institute of Supply Management (ISM) che registra l entità dell attività non manifatturiera verificatasi nel mese precedente. Qualsiasi dato superiore al 50 indica un espansione, mentre un dato inferiore indica una contrazione. Sul PIL ha un impatto più contenuto rispetto all ISM Manufacturing Index. Prevediamo un dato superiore a 50, segno rialzista per il dollaro. Mercoledì USA, pubblicazione ADP National Employment Report, che è un indicatore del cambiamento dell impiego privato, basato su un sottoinsieme di dati retributivi, aggregati e anonimi, che rappresenta circa clienti commerciali USA: Tale pubblicazione, che viene resa nota 2 giorni prima della pubblicazione dei dati sull impiego, costituisce un buon indice predittivo dei dati di governo sui lavoratori dei settori non agricoli. La variazione di questo indicatore può essere molto volatile. Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi/rialzisti per il dollaro USA (USD), mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo/ribassista per il dollaro USA USA, discorso del presidente della FED Yellen sui temi di politica monetaria e finanziaria attuali a cui avrà seguito grande movimento nel forex. Giovedì 1.50 Giappone, pubblicazione indice Monetary Base, che misura il valore di tutte le valute e delle attività liquide detenute dallo stato. L offerta di denaro è considerata un importante indicatore dell inflazione, dal momento che l espansione monetaria aggiunge pressione ai tassi di cambio Spagna, asta delle obbligazioni spagnole a 10 anni USA, pubblicazione indice Initial Jobless Claims, che misura il numero di persone che per la prima volta nella settimana in rassegna hanno richiesto l indennizzo di disoccupazione. Il dato viene raccolto dal Department of Labor e pubblicato in un report settimanale. Il dato relativo alla richiesta dei sussidi di disoccupazione su base settimanale è alquanto volatile. Di solito è richiesta una variazione di almeno unità per segnalare un cambiamento significativo nel mercato del lavoro. Venerdì 4.00 Cina, pubblicazione indice della bilancia commerciale, che misura la differenza di valore tra i beni esportati e quelli importati (esportazioni meno importazioni). Si tratta della componente principale della bilancia dei pagamenti di una nazione. I dati sull esportazione si riflettono sulla crescita economica in Cina. Le importazioni forniscono un indicazione della domanda interna. Dal momento che gli stranieri devono acquistare la valuta nazionale per pagare le esportazioni del paese, può avere un effetto tangibile sul CNY. Dati superiori al previsto devono essere interpretati come positivi/rialzisti per il CNY, mentre valori inferiori alle attese sono da interpretarsi in senso negativo/ribassista per il CNY USA, pubblicazione del tasso di disoccupazione, che è la misurazione della percentuale di manodopera totale disoccupata ma attivamente alla ricerca di impiego e disponibile al lavoro negli Stati Uniti. Mostra la situazione attuale del mercato del lavoro.

3 EDITORIALE Europa, investitori in fuga? L amara vicenda sui bond Ue Mentre andiamo on line, una giornata da dimenticare. Sul reddito fisso gli investitori internazionali hanno venduto a mani basse tutti i bond del dell area euro, nessuno escluso, nemmeno il Bund con il rendimento decennale che è salito sopra lo 0,5%. In un colpo solo i rendimenti della regione sono tornati ai livelli di inizio anno azzerando l effetto del Quantitative Easing della Bce e ora molti operatori sono molto preoccupati per il futuro e soprattuto per l Italia. Il Btp a 10 anni ha visto salire il rendimento all 1,82%, tornando così ai livelli di inizio anno. Lo spread con il Bund tedesco si è allargato fino a sfiorare i 130 punti. Il mercato si attende nuove indicazioni negative dal fronte greco dopo l ultimatum arrivato dal Fondo Monetario Internazionale, che potrebbe decidere di privare del suo sostegno le casse disastrate dello stato ellenico. Tutti continuano a dire che la Grecia non sarà buttata fuori dall Europa perchè questo costerebbe molto caro a tutti, 40 miliardi di euro di prestiti solo all Italia. Ma allora perchè tutti hanno tanta paura? Perchè se la Grecia non può fallire, se dall Europa dell Euro non deve uscire, se il malato non deve essere allontanato dai sani, allora sono i sani che si ammalano tutti un pochino. E se l Europa si ammala un po, contagiata dalla Grecia, saranno le sue Borse ad accusare il colpo, potrebbero approfondire i già visti ribassi. E i primi indici che potrebbero accusare tali sintomi sono Dax, d FtseMib. Anche alcuni analisti la pensano come noi, ma soprattutto una certa schiera di investitori, che perlappunto se ne stando andando altrove, in Asia e in Usa. Il nuovo trend dei grandi capitalisti è vendere e portare i soldi altrove, assicurare la sopravvivenza della stirpe. Lo hanno già fatto decine grandi famiglie titolari di illustri marchi italiani, altre lo stanno facendo in questi mesi. Ma se andate a parlargliene non ve la raccontano così. Vi dicono che hanno investito (leggi: ceduto la maggioranza a cinesi, russi, thailandesi) per la crescita. Davvero ve le bevete le fanfaluche scritte sui comunicati stampa? Katia Ferri Melzi d Eril direttore responsabile Secondo alcuni non ci sarà alcun accordo sul futuro della Grecia neanche nella prossima riunione dell Eurogruppo, attesa per l 11 maggio. Le Borse europea scontano anche la decisione della Commissione europea di tagliare le stime di crescita della Grecia, con il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, che ha detto: Alla luce della persistente incertezza (in Grecia), una revisione al ribasso è stata inevitabile. Si prevede ora una crescita del Pil, nel 2015, +0,5%, contro il +2,5% atteso nel mese di febbraio, a fronte di un balzo del debito al 180,2%. Il governo greco ha intanto reso noto che durante la notte scorsa il premier Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno tenuto una conversazione telefonica. Non è emerso tuttavia alcun dettaglio, si legge sulle agenzie. Si saranno detti cose irripetibili, i due. Ne siamo quasi certi... COMMODITY WORLD WEEKLY MAGAZINE - ANNO VII - 5 maggio 2015 Settimanale web edito da Katia Ferri Melzi d Eril in collaborazione con l associazione culturale senza scopo di lucro Arena Media Star. www. arenamediastar.com Redazione: Via S. Giovannino Pavia tel Direttore responsabile: Katia Ferri Melzi d Eril. Contributors: Fiorella Bergami, Niccolò Carcano, Fabio Di Mari, Giulia Lopez, Giulia Narisano, Michel Nchare, Flavia Placidi, Margherita Vigo. Supplemento mensile: Arena Media Star Magazine. Tutti i diritti riservati. Tutti i contenuti, gli articoli, i grafici e le previsioni di Commodity World Weekly non costituiscono invito al trading. Nessun compenso è stato pagato per l inserimento di campagne pubblicitarie di onlus e mostre d arte. 3

4 di Niccolò Carcano Volatilità alle stelle, rebus sul prossimo futuro della Grecia Ue, crescono i prestiti ai privati. Mutui di Niccolò Carcano Fondi: tutti gli strumenti migliori per per puntare la casa, sull economia crescono i finanziamenti giapponese La volatilità regna sovrana soprattutto sui mercati europei e in particolare sulle prossime/imminenti decisioni della Grecia di trovare un accordo con i partner europei. Cambiare la squadra greca di negoziatori non deve essere un nuovo tentativo di rimescolare le carte e guadagnare/perdere altro tempo, ma deve essere un passo finalizzato a chiudere la partita, anche se le posizioni rimangono molto distanti. I sondaggi condotti nel fine settimana in Grecia hanno evidenziato la volontà della maggioranza della popolazione di mantenere l euro come valuta nazionale e di essere disposti a qualche nuovo sacrificio (sostanzialmente quelli chiesti negli anni scorsi dalla Troika). Per quanto riguarda invece lo stock del debito monstre si continua a parlare di default, anche se i rendimenti sono scesi significativamente nella giornata di martedì, ma il Fondo Salva Stati ha finanziato con depositi e garanzie dei Paesi dell Eurosistema il buco di bilancio e allungato buona parte dei precedenti crediti al Il rapporto debito su Pil della Grecia è al 174%, oggettivamente insostenibile per un economia che continua ad arrancare prostrata da 6 anni di recessione, manca però un tassello che probabilmente alla logica tedesca dell austerità non sfugge ed è quello dell evasione fiscale che in Grecia si stima raggiunga livelli assoluti (ben superiori alle stime italiane e a quel 10% di evasione fiscale presente anche in Germania ma che viene considerata fisiologica ). Su questo fronte il Governo Tsipras non fornisce le dovute rassicurazioni e anche i creditori internazionali si irrigidiscono poiché mancando un sistema efficiente ed efficace di riscossione delle tasse viene a mancare la contropartita/ assicurazione naturale al finanziamento. Lunedì scorso si è registrato un forte rialzo sulle notizie di nuovi negoziati con la Grecia, mercoledì invece uno storno sull attesa di risultati trimestrali deboli rispetto alla performance da inizio anno della borsa. Wall Street recupera dopo un avvio tentennante sulla scia dei prezzi delle case in recupero mentre l indice della fiducia dei consumatori flette inaspettatamente sulla scia di un calo nella componente nella fiducia relativa al miglioramento del mercato del lavoro inteso sia come nuove opportunità di occupazione che di rialzo dei salari. Notizie che nel complesso hanno, insieme agli ultimi dati macro, favorito da parte degli investitori l ipotesi di una FED con tassi stabili ancora per un po con una crescente propensione degli analisti a ritenere l avvio del rialzo a settembre piuttosto che a giugno.. Nella giornata di mercoledì sono stati collocati 6,5 miliardi di BOT a tasso zero con una domanda quasi doppia rispetto all offerta. Nell asta di marzo i tassi erano prossimi a zero, ma adesso sono arrivati a questa soglia e non è da escludere che ci possano essere anche incursioni al di sotto di tale livello. Giovedì mattina la BCE ha pubblicato i valori dei tassi di crescita della massa monetaria nell Area Euro. M3 è cresciuto a marzo del 4,6% con una forte ascesa anche della massa monetaria in senso stretto M1 in ascesa del 10%; crescono i prestiti al settore privato e migliora ulteriormente il finanziamento alle famiglie per l acquisto di case. L ISTAT ha pubblicato giovedì le ultime indagini di sentiment relative al clima di fiducia dei consumatori, che ad aprile diminuisce a 108,2, da 110,7 del mese precedente. Anche l indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane mostra un calo, scendendo a 102,1 da 103,0 di marzo. Sono in diminuzione tutti gli indici delle componenti del clima di fiducia dei consumatori: in particolare quello economico, che passa a 134,4 da 144,1; quello personale, a 98,9 da 99,7; quello corrente, a 101,3 da 102,2 e quello futuro a 118,6 da 123,6. Peggiorano i giudizi dei consumatori sull attuale situazione economica del Paese (a -62 da -57 il saldo) e le attese sull economia (a 10 da 22). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi aumenta passando a -15 da -26 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -13 da -28) che segnalano un ulteriore raffreddamento delle attese di un ritorno dell inflazione. Peggiorano le aspettative sulla disoccupazione (a 22 da -1 il saldo). Riguardo le imprese, migliora l indice del clima di fiducia del settore manifatturiero (a 104,1 da 103,7) e del commercio al dettaglio (a 105,9 da 103,0), mentre scende quello delle imprese di costruzione (a 113,3 da 116,0) e dei servizi di mercato (a 104,4 da 108,1). Nelle imprese manifatturiere migliorano lievemente i giudizi sugli ordini, ma le attese di produzione rimangono stabili, così come il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino. Nelle costruzioni peggiorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia le attese sull occupazione. Nelle imprese dei servizi peggiorano le attese sugli ordini e sull andamento generale dell economia; sono, invece, stabili a 2 i giudizi sul livello degli ordini. Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti, mentre peggiorano le attese sulle vendite future; in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino. In Europa attese anche per gli indici di fiducia elaborati dalla Commissione Europea. Guardando al grafico giornaliero dell euro/dollaro risalta subito la violazione del livello cruciale di 1,1050 che fino ad ora aveva frenato tutti i rimbalzi del cambio a partire da metà marzo (proprio il livello di massimo toccato dopo le precedenti comunicazioni Fed del 18 marzo). Questo porta a ritenere dunque che, salvo fisiologici rimbalzi tecnici, il prezzo possa vivere estensioni fino ad area 1,1270 in primo luogo. USD/ JPY si trova al cospetto di fondamentali supporti tra 118,35 e 118,55 che, se superati, porterebbero ad un prezzo in potenziale forte discesa verso 117,90/118 in prima istanza. L impostazione intraday è naturalmente ribassista con la formazione di interessanti livelli di resistenza statici già in grado di respingere il prezzo in area 118,80. Il cambgbp/usd mostra in assoluto il quadro tecnico più bullish tra i cambi 4

5 Clessidra Sgr (con Varenne) ora ha il 90% della griffe Roberto Cavalli Bilancia commerciale Ue, ora la crisi ucraina pesa sui conti di Margherita Vigo originali, rivelandosi peraltro di grande tecnicalità anche per quanto concerne l intraday. Sul giornaliero appare plausibile che le estensioni possano riguardare infatti area 1,5550, dati i fisiologici ritracciamenti di breve.. CLESSIDRA SGR CONQUISTA LA MAGGIORANZA DELLA GRIFFE ROBERTO CAVALLI Clessidra Sgr ha siglato l accordo definitivo per l acquisizione della maggioranza del capitale azionario di Roberto Cavalli. Lo dice una nota congiunta, che non fornisce dettagli finanziari. La nota precisa che l operazione prevede l acquisto di una quota pari al 90% del capitale della maison fiorentina da parte di una società di nuova costituzione denominata Varenne. Il restante 10% continuerà a essere detenuto dal fondatore Roberto Cavalli. Nell azionariato di Varenne, società di cui Clessidra detiene la maggioranza assoluta, sono presenti alcuni coinvestitori con quote di minoranza, tra i quali L-GAM, fondo di investimenti internazionale, e Chow Tai Fook Entreprises Limited, la holding basata a Hong Kong controllata dalla famiglia Cheng. Il vicepresidente esecutivo di Clessidra, Francesco Trapani, per oltre 25 anni AD di Bulgari e poi Ceo della divisione orologi e gioielli di Lvmh, assumerà la carica di presidente di Roberto Cavalli. Il ruolo di AD sarà ricoperto da Renato Semerari, fino ad oggi president del gruppo multinazionale Coty, quotato alla Borsa di New York. Il closing dell operazione è previsto nell arco delle prossime settimane, dice la nota. Contattato da Reuters, un portavoce di Clessidra ha affermato che le cifre (sulla valorizzazione di Cavalli) circolate nelle settimane scorse non corrispondono con precisione ai valori reali, ribadendo che l operatore di private equity non renderà noti i termini finanziari della transazione. Secondo quanto riferisce una fonte vicina alla situazione, Cavalli è stata valorizzata milioni di euro, per un multiplo di circa sedici volte l Ebitda. La fonte sottolinea che l operazione prevede che la valorizzazione della casa di moda sia in parte conseguenza di una serie di fattori variabili, legati a componenti prospettiche, che ne rendono attualmente indeterminabile con precisione il controvalore. Cavalli, fondata a Firenze negli anni Settanta, ha chiuso il 2014 con ricavi consolidati pari a circa 210 milioni di euro ed è presente in tutto il mondo grazie a una rete che oggi conta circa 200 boutique monomarca. L ingresso nel gruppo Roberto Cavalli costituisce per Clessidra la prima operazione realizzata attraverso il terzo fondo in gestione, Clessidra Capital Partners 3 (CCP 3). Seguendo la filosofia che ha caratterizzato la gestione dei precedenti fondi, CCP 3 sarà principalmente dedicato a investimenti nel mercato italiano. L avvio del mese di maggio è l ideale per dare una prima occhiata ai dati sul commercio estero europeo del primo trimestre del 2015 e trarne alcune valutazioni. Innanzitutto bisogna rimarcare che sia l export che l import a marzo sono aumentati rispetto al mese precedente, il primo del 2,2%, il secondo del 4,8%. A sostenere tale incremento sono state soprattutto le spese derivanti dall acquisto di energia (In aumento del 7,7%) e quelle riguardanti i beni di consumo (+7,00 %). Andando invece ad esaminare nello specifico la situazione per i Paesi con i quali l Europa commercia maggiormente, troviamo, nell ambito scambi commerciali con paesi europei non aderenti all Unione Europea, un calo del 3,3% per quanto riguarda l export e del 7,4% per quanto riguarda l import, nella variazione tendenziale percentuale del primo trimestre del 2015 rispetto a quello del Tale drastico calo va attribuito senz altro ai peggioramenti dei rapporti commerciali con la Russia, connessi alla crisi Ucraina. I dati dimostrano infatti che le esportazioni dai paesi europei verso la Russia (variazione sempre tendenziale rispetto al 2014) sono calate del 29,3%, mentre per le importazioni abbiamo assistito ad una riduzione del 24,1%. Meglio invece i rapporti con gli altri paesi europei, incremento di scambi commerciali sia con la Svizzera che con la Turchia. Diversa, tuttavia, la situazione se ci spostiamo oltreoceano, dove il volume di scambi commerciali con gli Stati Uniti è incrementato in modo molto consistente nell export, quasi il 40%, e in maniera più moderata, ma sempre positiva nell import, 15,8%. Riferendoci al Medio Oriente, le situazioni di import ed export smettono di navigare sulla stessa lunghezza d onda, le prime in ribasso del 15% e le seconde in rialzo dell 11,2%. Per quanto riguarda la Cina riportiamo un netto calo del 4,6 % nelle esportazioni e un consistente incremento, 23,8%, nelle importazioni. Simile la situazione del Giappone, mentre nei rapporti con l India troviamo in rialzo anche le esportazioni. Concludiamo l analisi con uno sguardo ai rapporti commerciali dell Unione Europea con i paesi dell OPEC, dove troviamo un incremento del 7,1% nelle esportazioni e un decremento del 18,2% nelle importazioni. 5

6 Crb Index, positivo +0,48% Speciale Grecia: le mosse antidefault di Atene L accordo con i creditori è lontano e lo spread è fuori di Giulia Lopez controllo, sull ottovolante P Sulla Grecia finora si sono sempre sentite due teorie differenti che conducono a conclusioni totalmente opposte tra loro. Da un lato l idea di un enorme debito pubblico che sta nel tempo schiacciando quel piccolo Paese dal glorioso passato, il quale, per pagare questo debito, si è visto costretto a tagliare le spese sociali. E mostra una condizione di diffusa povertà tra la popolazione ellenica.dunque all orizzonte si profila la rimodulazione del debito cumulato e il riciclo della spesa pubblica. Dal versante opposto abbiamo la seconda delle due teorie, ovvero quella secondo la quale questo enorme debito pubblico si sia venuto a creare a causa dell insensatezza della spesa, in assenza di una base fiscale solida e questo debito pubblico, sottoscritto dall estero, è andato a finire proprio nelle grinfie delle istituzioni estere, le quali chiedono il suo rimborso, realizzabile solo in seguito ad un rilancio della crescita e grazie ad un mantenimento in attivo del bilancio statale. In parole povere, non è dalla spesa pubblica che passa la crescita, bensì dalle riforme sul lato dell offerta, comprese iniziative quali un mercato del lavoro duttile ed un sistema di privatizzazioni. Fino a poco prima delle ultime elezioni tenutesi in Grecia, era proprio quest ultima l idea prevalente. Per anni, fino al 2009, anno dell enorme picco negativo, la Grecia ha avuto un bilancio pubblico in deficit, che con il tempo però avrebbe potuto avvicinarsi al pareggio e, come di sa, con un bilancio in pareggio non esiste più emissione di debito. E il volume di questo, di conseguenza, rimane costante. L immediata conseguenza è l economia che cresce, il rapporto debito/pil che decresce e la situazione che torna in equilibrio. La Grecia si ritrova oggi con un saldo primario di tenore italiano e superiore a quello dell Eurozona; com è possibile questo? Dal momento che la compressione del deficit dipende dall aggiustamento de bilancio, precedentemente al pagamento degli interessi, e avendo la Grecia realizzato un incremento delle entrate tramite l imposizione di imposte, congiuntamente a un taglio delle spese, è riuscita a ridurre il deficit con l estero, conseguenza della netta riduzione di importazioni con l estero. Ma la vera causa che non permette ad Atene di ripartire è certamente l aver tagliato la domanda, senza però creare offerta, senza ovviamente contare il fatto che, da sola, la Grecia non sarebbe per nulla capace di finanziare i deficit pubblici che si ritrova su mercati finanziari, motivo per cui il surplus di cui ha bisogno è necessario nell euro e fuori. Il motivo dello scontro in corso all interno dell Unione è quello relativo alla dimensione dei futuri flussi di surplus, pari al valore ripagabile di 6 debito pubblico detenuto in gran parte dalle istituzioni pubbliche. Ma è chiaro che in un economia completamente priva di crescita, queste cifre dicono ben poco sull entità del surplus di bilancio. Questo problema non sussisterebbe invece se la Grecia riuscisse a sostenere una crescita maggiore. Affinchè nel lungo periodo, si possa registrare una maggiore quantità di debito ripagabile. Per quale motivo questo risultato non è stato raggiunto, e che tipo di contributo è stato dato dall austerità ellenica? Paragonando la Grecia agli altri Paesi che nello stesso periodo hanno incontrato difficoltà economiche, tra cui Irlanda, Portogallo e Spagna, si nota innanzitutto un peggioramento del tasso di cambio reale pari quasi al 30%. Sembrerebbe dunque che la Grecia sia tornata ad essere competitiva. Eppure, se si svolge una più approfondita analisi, facendo ricorso all indicatore dei prezzi relativi delle esportazioni rispetto ai competitor, salta subito all occhio che la Grecia non è stata in grado di contenere i prezzi dei propri beni e servizi commerciabili, i prezzi relativi sono fermi dal 2010; nessuna competitività è stata dunque riconquistata. Nel solo mese di aprile sono stati prelevati circa sei miliardi di euro dalle banche greche, portando così il totale ei prelievi effettuati da dicembre 2014 a 33 miliardi. L istituto della banca d investimenti Goldman Sachs sostiene che tra dicembre e marzo le banche greche avevano già perso circa 27 miliardi di euro dai propri depositi e che le entrate dello Stato siano diminuite ancora di più nel mese in corso, in termini di riscossione di imposte sia dirette che indirette, con un gettito Iva al suo minimo storico. Fino a pochi giorni fa, i dati a disposizione mostravano che le entrate di aprile hanno raggiunto una cifra tra i 600 e i 700 milioni di euro, a fronte di un obiettivo di 1,8 miliardi. Lo scenario migliore che ci si può aspettare è che la riduzione complessiva si aggirerà intorno ai 400 milioni di euro, dal momento che la maggior parte dei contribuenti paga le imposte l ultimo giorno del mese. Ma vediamo cosa prevedono i ministri greci per portare liquidità nelle casse pubbliche. Nella giornata dell ultimo mercoledì del mese scorso, 29 aprile il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, insieme col ministro di Stato greco per la lotta alla corruzione, Panayiotis Nikoloudis, hanno annunciato che i depositi non dichiarati presso le banche in Grecia e all estero potranno essere legalizzati. Il disegno di legge sarà presentato al più presto al più presto in Parlamento in vista del voto, e consentirà a tutti coloro che hanno nascosto redditi allo Stato ellenico di legalizzarli, pagando una tassa del 15-20%, dopo di che non verrà più chiesto loro di indicare la fonte di tale ricchezza nel Paese. Tale nuova clausola verrà applicata a coloro che non hanno dichiarato redditi ed hanno effettuato depositi di denaro in banche locali o straniere; coloro che possiedono depositi esteri non dovranno ritirare i loro capitali, ma dovranno solo dichiararli al fisco. Nel momento in cui entrerà in vigore tale disegno di legge, verrà sottoscritto

7 iraeus Bank cancellerà i debiti personali, fino a 20 mila euro a cliente e firmato un accordo tra Grecia e Svizzera, il quale prevede che le autorità elvetiche dovranno informare le banche con clienti greci riguardo la nuova normativa fiscale. Ad oggi, la Grecia deve rimborsare al Fondo monetario internazionale prestiti per circa un miliardo di euro a maggio, e la sola mossa a disposizione dell attuale governo di sinistra, guidato da Tsipras, è il disegno di legge atto ad per accelerare i negoziati, nella speranza di raggiungere un accordo con i creditori europei e l Fmi, prima di arrivare all esaurimento completo delle liquidità. Il disegno di legge comprenderebbe dettagli sulle misure per contrastare corruzione ed evasione fiscale (tra le quali quella secondo la quale i turisti stranieri che si recheranno sulle isole greche più visitate dovranno utilizzare una carta di credito per fare acquisti di importo superiore ai 70 euro), insieme ad una riforma del fisco e della pubblica amministrazione ed una tassa sui diritti di trasmissione televisivi e spot pubblicitari. Di fronte alla crisi umanitaria che coinvolge gran parte della popolazione, la Piraeus Bank ha deciso di cancellare il 100% dei debiti, fino a 20mila euro, contratti dai clienti come prestiti personali, o utilizzando la carta di credito; inoltre, lo stesso istituto creditizio ha comunicato che verranno congelati i mutui, con cancellazione degli interessi di mora. Tale decisione rientra nella legge 4320/2015, varata dallo stesso governo Tsipras, per far fronte alla dilagante emergenza umanitaria, ed andrà in aiuto proprio dei meno abbienti, colpiti da enormi difficoltà economiche. Per il momento, Piraeus Bank non ha reso note le future conseguenze per coloro che richiedono queste agevolazioni, ma è probabile che in futuro non avranno accesso a nuove carte prepagate o di credito. Secondo le notizie divulgate da alcuni media ellenici, altre iniziative simili a questa saranno prese nel giro di pochissimo tempo anche da altre banche, molte delle quali hanno già rinunciato ai propri crediti, astenendosi dal mettere all asta la prima casa dei clienti insolventi. Dal punto di vista degli stessi istituti, tale mossa non è certamente dettata solo da motivi di solidarietà, ma è invece nel loro interesse consolidare i portafogli di crediti reduci di tre anni di fortissima crisi, e tale bisogno si sente in modo ancora maggiore di fronte agli impegni assunti dalle banche stesse nei confronti della Bce, e davanti alla necessità di liberare fondi per nuovi prestiti sani. Secondo i dati riportati dai bilanci del 2014 delle banche, emerge infatti un rosso riguardante i prestiti per un totale di 2,5 miliardi, con un incremento delle svalutazioni sui crediti pari al 360%. Non è certamente ancora arrivato per la Grecia il tempo delle buone notizie e delle grandi speranze, dal momento che lo stesso Yanis Varoufakis ha ammesso che la liquidità sta finendo e che i mercati prevedono un imminente default a causa dei tassi di interesse sui titoli a dieci anni che hanno raggiunto il massimo storico dal 2012 ed un rendimento dei Btp schizzato all 1,46%; nella giornata di venerdì scorso i tassi d interesse sui bond decennali sono saliti al massimo da oltre due anni, fino a raggiungere il 12,8%. A febbraio, nei giorni successivi alla vittoria del partito di sinistra del nuovo premier, non avevano mai superato l 11,4%. Ancora peggiore è la condizione del tasso sui titoli a due anni, il quale ha sfiorato il 27%, dopo il 28% raggiunto giovedì; e si sa, quando il rendimento di breve è molto più alto di quello a lungo, significa che gli investitori si aspettano che nel giro di pochissimo il Paese non sia in grado di far fronte ai rimborsi previsti. Ed una prova di tutto questo c è: l andamento delle assicurazioni contro il default suggerisce che c è una probabilità dell 80% che la Grecia, di qui a cinque anni, non sia in grado di ripagare il suo debito. E proprio l agenzia Reuters a rivelare che per pagare a fine mese gli stipendi ai dipendenti pubblici e le pensioni, il governo Tsipras dovrà utilizzare i circa 2 miliardi di riserve di liquidità sopravvissuti nelle aziende pubbliche, nelle casse previdenziali e nelle amministrazioni regionali; si pensi solo che il gap da coprire, solo per far fronte a queste uscite obbligate, è pari a 1,6 miliardi di euro. Questo significa solo una cosa: non rimarranno abbastanza soldi per far fronte al rimborso di 950 milioni di euro dovuto, il 12 maggio, al Fondo monetario internazionale, di cui già accennato poco sopra. L ennesima, disillusa, dichiarazione viene dal commissari europeo agli affari economici, Pierre Moscovici, secondo il quale per la Grecia Non c è un piano B. Egli ha sollecitato la città di Atene ad accelerare il piano di riforme, per evitare l imminente default. Il responsabile del Dipartimento europeo dell Fmi, Poul Thomsen, aggiunge: Tra giugno, luglio e agosto l ammontare dei pagamenti che Atene dovrà effettuare aumenterà significativamente, e serve un accordo prima. Ma per arrivare a quell accordo, c è bisogno di un pacchetto di misure complessivo. Nonostante questa dichiarazione, è lo stesso Thomsen ad escludere un uscita della Grecia dall euro, affermando di essere pronto a qualsiasi, necessaria, misura per rimanere nell Eurozona, mentre dallo stesso Fondo giunge la dichiarazione secondo la quale le stime di crescita per il Paese sarebbero del tutto irrealistiche e da rivedere al ribasso, conducendo in questo modo ad un ulteriore rialzo del rapporto debito/pil (attualmente il 175%). Sullo sfondo, rimane per la Grecia la possibilità di una richiesta di aiuto alla Russia di Putin, non particolarmente supportata dai partner europei, primo tra tutti il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, il quale venerdì ha testualmente affermato che La Grecia deve rispettare gli accordi per ottenere la tranche di pagamenti. Atene è libera di cercare l aiuto russo, ma potrebbe non ottenere molto. 7

8 Cina 8 di Giulia Narisano COMMERCIO ESTERO ITALIA Il 23 aprile l Istat ha pubblicato i dati del primo trimestre 2015, mostrando i frutti della congiuntura favorevole degli ultimi mesi, data dal deprezzamento dell euro, la caduta del prezzo del petrolio e un clima più fiducioso nei mercati. Iniziamo con i dati del commercio extra europeo: a marzo 2015 il flusso di scambi commerciali risulta in espansione rispetto al mese precedente, grazie ad un aumento delle importazioni del +4,8% mentre l export del +2,2%. L aumento delle importazioni coinvolge un po tutti i raggruppamenti principali di beni, ma sono aumentati gli acquisti di energia (+7,7%) e di beni di consumo (+7,0%): potrebbero essere i segni di una prima, anche se debole, ripresa della domanda interna. L incremento dell export è invece sostenuto dall energia (+19,1%), e dai beni di consumo non durevoli (+5,9%), mentre le vendite di beni di consumo durevoli sono in flessione (-4,0%). A marzo la forte crescita tendenziale delle esportazioni è stata condizionata dal forte incremento dell export di mezzi di navigazione marittima, e dalla presenza di un giorno lavorativo in più rispetto a marzo dell anno precedente. Sul trimestre la dinamica congiunturale dell export extra UE si mantiene positiva: +2,9%, e risulterebbe più ampia di due punti percentuali se fosse al netto della forte flessione dell energia. L import invece cresce moderatamente e questo trend coinvolge tutti i settori, escluso l energetico. Il saldo commerciale è pari a +3,6 miliardi, con un avanzo commerciale di 6,2 miliardi per marzo 2015, e di 13,5 miliardi per il primo trimestre dell anno. Per quanto riguarda i nostri partener invece, i più dinamici sono gli Stati Uniti :favoriti dal tasso di cambio euro dollaro, hanno ricevuto quasi la metà delle nostre vendite extra europee. Altri partener importanti sono i paesi dell OPEC, la Svizzera, i paesi EDA e la Turchia. Non sono invece in espansione le vendite verso Giappone e Cina (viceversa, le importazioni cinesi sono aumentate quasi del 52%), mentre registrano una forte flessione le vendite verso la Russia. Considerando il commercio estero da una prospettiva più ampia, per quanto riguarda i dati dell anno appena passato è evidente la forte espansione che ha registrato il flusso commerciale dell Italia, portandosi nel 2014 al livello record di 42 miliardi di euro (circa 14 in più rispetto al 2013). A eccezione della Germania, nessun altro Paese europeo ha sperimentato un simile miglioramento della bilancia commerciale. Vi ha contribuito il calo delle importazioni in valore (-1,6% sull anno precedente) e la crescita delle esportazioni (+2% in valore). La crescita dell export nazionale è diffusa a tutte le aree territoriali con eccezione delle isole, anche se è soprattutto l operato del nord del paese ad influire sui nostri flussi commerciali. Nel 2014 le regioni che hanno contribuito maggiormente sono l Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte. In particolare, un impulso positivo è arrivato dall aumento dell esportazione di autoveicoli da Piemonte ed Emilia Romagna, e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lazio e Marche. Bilancia commerciale Italia: boom di importazioni cinesi, crolla export russo di Fabio Di Mari PETROLIO Ancora in rialzo i futures del greggio che restano vicino al massimo di cinque mesi. I dati molto deludenti sul settore industriale cinese (secondo consumatore mondiale di greggio dopo gli USA e motore di rafforzamento della domanda di petrolio) alimentano le aspettative che la repubblica guidata da Xi Jinping possa aumentare le misure di stimolo per incoraggiare un economia in evidente difficoltà. Sul New York Mercantile Exchange (NYMEX), i futures restano in un range che va da 56,20 (minimo toccato martedì) a 59,85 dollari per barile il massimo dall 11 dicembre, prima di chiudere a 59,20 dollari, in calo di 65 centesimi. Il prezzo del greggio scambiato sulla borsa di New York è schizzato di 1,85 dollari, il quinto aumento settimanale delle ultime sei settimane. Sull ICE Futures Exchange di Londra, il greggio Brent con consegna a giugno sale venerdì 1/05/2015 a 66,93 dollari per barile, il massimo dal 9 dicembre, prima di chiudere a 66,78 dollari, giù di 15 centesimi. GAS Nonostante la primavera sia la stagione che vede la minore domanda di gas naturale negli USA (il picco della domanda per il consumo di gas è il periodo compreso tra novembre e marzo) poiché le temperature miti fanno scendere drasticamente l uso di riscaldamento ed aria condizionata, brillano le quotazioni del gas naturale, in costante aumento per l intera settimana. Il primo prezzo fatto registrare al NYMEX lunedì scorso, era infatti di poco inferiore ai 2,500 dollari per BTU (British Termal Unit) mentre Venerdì i futures del gas naturale hanno toccato 2,800 dollari, il massimo dal 25 marzo, per poi attestarsi a 2,776 in salita di 2,5 centesimi o dello 0,91% rispetto il precedente riferimento settimanale. Si prevede che il report sulle scorte di gas dell Energy Information Administration, atteso per giovedì 7 maggio mostri un aumento di 73 miliardi di piedi cubici per la settimana terminata il 1 maggio. La scorsa settimana il report ha invece mostrato un aumento di 81 miliardi di piedi cubici, contro le aspettative di un aumento di 85 miliardi e dopo un aumento di 90 miliardi di piedi cubici nella settimana precedente. La scorte totali di gas naturale relative alla scorsa settimana ammontano a 1,710 mila miliardi di piedi cubici, il 76,5% in più rispetto ai livelli dell anno scorso.

9 di Katia Ferri Melsi d Eril Portafoglio, 3 idee di Michael Spinks (Investec) Etf, è l ora di portare a casa i profitti maturati Di fronte a una situazione europea tanto volatile, non è facile imboccare una via credibile per i propri investimenti, soprattutto se si è a caccia di occasioni facili, di guadagni a due cifre e di scommesse riservate agli stomaci forti. Ecco alcune indicazioni tratte da un nostro sondaggio fra vari gestori. AZIONARIO: mantenere Europa ridurre USA prendere profitto da listini asiatici ed emergenti. Wall Street continua a non offrire significative opportunità di crescita, quindi gli indici USA andrebbero comprati solo su minimi significativi di periodo. Lo stesso per tutti i listini asiatici ed emergenti compreso Sudamerica che hanno già fatto grosse performance. BOND: mantenere titoli, prendere profitto da ETF Il bund decennale tedesco a metà aprile si era avvicinato al rendimento zero e immediatamente Bill Gross ha dato il segnale di vendita via CNBC a tutta la comunità finanziaria. Quindi tutti i benchmark collegati al bund sono da comprare al termine di questa fase rialzista dei rendimenti (e ribassista dei prezzi); al momento possibile target come rendimento massimo a 0,8% / 1%. Sempre interessante l ETF TIPS relativo a un benchmark di bond USA indicizzati all inflazione COMMODITY: selettività e soprattutto timing METALLI I metalli continueranno a lateralizzare forse con l eccezione dello zinco che continua ad evidenziare un andamento rialzista di medio periodo; oro come sempre molto contrastato con volatilità crescente. CEREALI Cereali ribassisti per eccesso di scorte e per previsioni di raccolta superiori alla domanda ENERGIA Il petrolio USA (WTI) difficilmente riuscirà a superare e mantenersi sopra 65 $ e altrettanto difficilmente tornerà sotto 48 $ VALUTARIO: sottopesare l esposizione verso dollaro USA Per farsi venire qualche altra idea, abbiamo dato un occhiata ai suggerimenti di Michael Spinks, portfolio manager di Investec Global Diversified Growth Fund. Egli analizza tre idee del portafoglio multi-asset che il team classifica come non correlate queste operazioni hanno diverse relazioni con le dinamiche della crescita economica e la propensione al rischio complessiva, con una performance che generalmente non è collegata all economia reale e alla crescita degli utili societari. All inizio del settimo anno di questo mercato azionario rialzista e prossimi alla fine di oltre un trentennio di mercato obbligazionario toro, alcuni investitori profetizzano la fine dei rendimenti come li conosciamo. Anche se è difficile essere in disaccordo sul fatto che i giorni degli investimenti facili siano passati, credo che rovistando abbastanza in profondità e guardandosi bene intorno, esistano ancora opportunità per gli investitori. Le fonti di rendimento non correlate sono un area di particolare interesse. Si tratta di opportunità d investimento che sono in relazione variabile con le dinamiche della crescita economica e la propensione al rischio complessiva, in modo che la performance non sia generalmente collegata all economia reale e alla crescita degli utili societari. Non dipendendo da una forte direzione del mercato per aver successo, generano un flusso di rendimento di tipo diverso dalle posizioni long-only in azioni e obbligazioni governative, offrendo il vantaggio di una possibile diversificazione al portafoglio. Le posizioni relative value - costruite tra azioni, obbligazioni governative e valute - giocano un ruolo interessante al riguardo. Anche se non facile da trovare, una vasta serie di opportunità d investimento può essere d aiuto, così come un processo di generazione d idee ripetibile e strutturato. Per illustrare questa visione, presentiamo le sue tre idee di portafoglio non correlate. 1) Azioni di Taiwan vs azioni di Singapore La nostra analisi interna aveva ben classificato il mercato azionario di Taiwan, ma era molto meno positiva su quello di Singapore. Taiwan, abbiamo concluso, offriva un potenziale di crescita di qualità a valutazioni ragionevoli con favorevole posizionamento degli investitori e una positiva revisione delle aspettative degli utili. Singapore, dall altra parte, aveva fondamentali deboli e mancava di revisione degli utili, elementi che hanno avuto un peso maggiore rispetto alle interessanti valutazioni offerte. Era, inoltre, interessante la rispettiva composizione settoriale, poiché l overweight del settore tecnology di Taiwan offriva esposizione al recupero statunitense ma, rispetto ad altri mercati emergenti, era meno esposto al potenziale rialzo dei tassi d interesse statunitensi. Singapore era caratterizzato da una pesante propensione verso le banche, con un esposizione piuttosto elevata ai prestiti cinesi e l indebolimento del settore immobiliare domestico. Quindi, nel complesso, questa posizione ha offerto esposizione ai cicli di crescita statunitensi ed europei, coprendo dal rischio di un indebolimento della Cina. 2) Fiorino ungherese vs zloty polacco Anche se siamo positivi sulle prospettive dell economia polacca nel medio termine, ci preoccupava il più breve periodo a causa della caduta dell inflazione e della prospettiva di tagli dei tassi d interesse in reazione all indebolimento dell attività industriale. L esposizione a Russia e Ucraina ha anche messo pressione sulla crescita. L Ungheria, d altro canto, offriva una forte crescita economica, un inflazione che si stava risollevando da un livello molto basso, e un ambiente stabile per i tassi d interesse. Questa posizione era un modo per approfittare di una politica monetaria e previsioni di crescita divergenti tra i due Paesi, con il vantaggio aggiuntivo che il fiorino ungherese era relativamente meno costoso dello zloty polacco. 3) Obbligazioni governative a 10 anni australiane vs obbligazioni governative statunitensi a 10 anni.questa idea si basava sulla visione che le divergenze in politica monetaria e nei dati economici fondamentali avrebbero condotto i tassi d interesse in Australia e negli Stati Uniti in direzioni opposte. 9

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