della domanda al prezzo e positiva del prezzo all'intensitaá di domanda, presupposti necessari per raggiungere l'equilibrio, oltre a variabili

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "della domanda al prezzo e positiva del prezzo all'intensitaá di domanda, presupposti necessari per raggiungere l'equilibrio, oltre a variabili"

Transcript

1 VII. DALLE RIVISTE L. Pezzolo, Elogio della rendita. Sul debito pubblico degli Stati italiani nel Cinque e Seicento, in ``Rivista di Storia Economica'', n. 3, ottobre Il debito pubblico, in Italia, tra il Cinquecento e il Seicento, fu un elemento che interessoá la rivoluzione dei mercati finanziari europei all'inizio dell'etaá moderna. In questo articolo, l'autore affronta l'evoluzione del debito statale, sottolineando non solo il carattere, prevalentemente, economico degli investimenti in rendite pubbliche, ma anche l'importanza del crescente numero di risparmiatori che impegnarono i loro capitali in questo settore. Il lavoro riguarda, dapprima, il sistema del debito pubblico veneziano e, poi, l'evoluzione delle entrate statali delle altre cittaá italiane. A Venezia, tra il Quattrocento e il Cinquecento, il debito pubblico si basoá sui prestiti forzosi. I contribuenti veneziani, infatti, dovettero investire una parte dei loro redditi in rendite pubbliche, in cambio di un interesse del cinque per cento. Nel Cinquecento, questo sistema fu abbandonato, poicheâ lo stato fu inadempiente verso i contribuenti sfiduciati. Successivamente, il governo costituõá i depositi in Zecca, che consistettero in titoli emessi dallo stato e sottoscritti liberamente dagli acquirenti. Il ricorso al libero mercato creditizio fu incentivato dagli alti saggi di interesse, dalla possibilitaá di restituire il capitale in breve tempo, dalla totale esenzione fiscale e dalla dispensa da qualsiasi tipo di sequestro. Alla metaá del Seicento, un incremento della pressione fiscale causoá un'elevata attivitaá speculativa nell'acquisto dei titoli statali. Durante il XVII secolo, la rendita finanziaria fu definita parassitaria ed improduttiva, poicheâ serviva piuá per affermare un proprio potere sul territorio che per rappresentare una somma da investire in attivitaá commerciali o in altre attivitaá produttive. Coloro che investirono nella rendita pubblica furono persone che rappresentavano vari ceti sociali, quali nobili, borghesi, magistrati, enti religiosi, istituzioni laiche, mercanti ed artigiani. Una delle principali ragioni, per cui i governi italiani ebbero bisogno di prestiti di denaro furono i conflitti bellici, i cui costi erano in continua crescita. Nella rendita pubblica si riscontroá una triplice importanza. Dapprima sociale, per cui il pagamento degli interessi sostenne quotidianamente tutti i cittadini. Una rilevanza politica, poicheâ rappresentoá un mezzo per rafforzare la sicurezza sociale e consolidare i rapporti tra i governanti e gli investitori. Dal punto di vista economico, invece, costituõá uno degli investimenti piuá appetibili. Questa situazione sorprese, poicheâ i rendimenti dei titoli pubblici furono piuttosto bassi, rispetto a quelli di altre attivitaá, ma piuá sicuri. La crisi di alcuni settori, quali quello agricolo e commerciale, ridusse la differenza tra i vari saggi di interesse. CioÁ indusse i risparmiatori ad investire i propri capitali in un'attivitaá non rischiosa. 145

2 Si puoá concludere, che i titoli di stato furono principalmente un mezzo per consolidare i patrimoni personali, una possibilitaá di impiego sicuro, uno strumento di pagamento in mancanza della moneta ed una rendita per il sostentamento della collettivitaá. (T. Borriello) P. Ventura, Le ambiguitaá di un privilegio: la cittadinanza napoletana tra Cinque e Seicento, in ``Quaderni Storici'', n. 89, anno XXX, fascicolo 2, agosto Durante il XVI secolo, la cittaá di Napoli ebbe una densitaá di popolazione tale da essere considerata il secondo centro urbano in Europa. Numerosi furono gli immigrati che, nella seconda metaá del Cinquecento, si trasferirono nella cittaá partenopea, ottenendo ne la cittadinanza. Fu un privilegio essere considerato cittadino napoletano, poicheâ si ottennero numerosi vantaggi fiscali e giurisdizionali. L'ente che concesse la cittadinanza fu la Regia Camera della Sommaria; un ufficio, che oltre a sostenere gli interessi del fisco, disciplinoá e limitoá i permessi di cittadinanza napoletana. I privilegi furono l'esonero dal pagamento delle imposte dirette e indirette, il vantaggio di non essere processati per reati di lesa maestaá e la possibilitaá di partecipare alla vita politicoistituzionale. Dalla fine del Quattrocento fino al Settecento, gli Eletti (cioeá gli amministratori del comune), come i componenti della Camera della Sommaria, ebbero dal sovrano il compito di accordare il privilegio di cittadinanza. Tale vantaggio si ottenne in base a dei canoni di giustizia sociale, come l'acquisto di una casa, oppure con il possesso di cariche onorifiche, L'acquisizione, o meno, del privilegio di cittadinanza non incise sullo svolgimento delle attivitaá produttive, associative ed assistenziali. Nelle corporazioni di mestieri, ad esempio, si creoá una struttura che integroá bene le persone che vi lavoravano, al di laá del possesso della cittadinanza. Gli enti assistenziali, invece, si preoccuparono di trovare persone in grado di soccorrere i bisognosi, senza fare alcuna discriminazione. Per la concessione della cittadinanza napoletana la Camera della Sommaria istruõá un processo, in cui si accertoá che il richiedente avesse i requisiti giuridici, una buona integrazione sociale, il possesso di beni mobili e immobili, la mancanza di debiti e lo svolgimento di un'attivitaá mercantile. Il privilegio, una volta accordato, fu necessario rinnovarlo in base a delle norme giuridiche prestabilite. (T. Borriello) N. Giocoli, La teoria dell'interesse di Ferdinando Galiani e l'ipotesi di Bernoulli: una grande occasione perduta?, in ``Pensiero Economico Italiano'', V/1997/1. L'articolo riassume la teoria dell'interesse di Galiani e valuta il suo contributo all'evoluzione della teoria economica alla luce delle possibili interpretazioni di ``Bernoulli'' presente nel volume Della Moneta. Propedeutica all'analisi della teoria dell'interesse eá la teoria del valore: secondo Galiani, il valore eá determinato da ``un rapporto tra due rapporti, I cui fattori sono: l'utilitaá, scaturente dal rapporto tra costi e benefici e la raritaá, derivante dal rapporto tra stock di beni ed uso degli stessi. Da cioá nascono i princõápi di ``soggezione'' negativa 146

3 della domanda al prezzo e positiva del prezzo all'intensitaá di domanda, presupposti necessari per raggiungere l'equilibrio, oltre a variabili economiche, quali incidenza del reddito, del gusto e dell'analisi qualitativa dei beni correlati all'elasticitaá della domanda, rispetto al prezzo. Le intuizioni arrivano, passando per il principio dell'utilitaá marginale del bene, all'asserzione che la massimizzazione dell'utilitaá scaturisce dalla soluzione di un sistema, le cui incognite sono il bene (piacere) ed il male (batticuore), tendente ad eguagliare i benefici marginali ai costi marginali. Nella teoria dell'interesse, in relazione al contratto di mutuo, il giovane Galiani supera l'impasse dell'usura identificando i tratti essenziali del contratto: ``consegnare una cosa con il patto di riavere l'equivalente e niente di piuá''. Con il ``niente di piuá'' evita le problematiche connesse all'usura; mentre con ``l'equivalente'' ammette l'interesse in relazione al rischio che il mutuante corre, ragguagliato alla sicurezza del prestito ed all'incomodo subito: l'interesse ± prezzo corrisposto eá quello individuato seguendo l'equivalenza tra il piacere e la pena. L'interesse eá cioá che il mutuante avrebbe ottenuto investendo da seâ il denaro: il suo trasferimento, nel tempo e nello spazio, rappresenta la rinunzia ad un fondo di riccheza. I motivi del dovuto guadagno hanno aperto una querelle tra gli studiosi di economia: eá un compenso per la perdita di produttivitaá del capitale o un aggio per il rischio sostenuto? L'autore propende per questa seconda ipotesi. Dunque la portata innovatrice ed antesignana della teoria di Galiani risulta limitata con il conseguente allontanamento dalla stessa ``teoria dell'astinenza'', ma restano salde le intuizioni. Sul fraintendimento tra interesse ed usura, nel saggio Della Moneta, l'autore compie un'accurata analisi sugli accidenti del caso e della fortuna, evidenziando il passaggio storico da quando essi erano causa di paura a quando, grazie ``alla luce della vera scienza'', divennero eventi domabili tramite il calcolo di una proporzione tra il ``certo presente e l'incerto avvenire'', cosõá che l'arte dell'indovinare diventa figlia della matematica. L'interesse, compenso del rischio, quantificabile con il calcolo delle probabilitaá non eá altro che il concetto di speranza matematica o valore atteso. La deduzione del giovane iliuminista eá frutto della lettura dell'opera di Daniel Bernoulli ed il paradosso di San Pietroburgo, ovvero deriva dalle asserzioni sul sistema di regolaritaá logiche del lavoro di Jaques Bernoulli? E Á imputabile, Galiani, di essersi fatto sfuggire un'occasione? Se si fosse trattato di Daniel, certamente si, per non aver ripreso e sviluppato le possibilitaá applicative nella sua opera piuá matura. L'autore propende per la seconda ipotesi, sottolineando le considerazioni che la rendono piuá plausibile: l'arte di indovinare, di cui parla Galiani, non sarebbe altro che il titolo del libro di Jaques; le sue successive applicazioni, nel settore assicurativo, si basano sul progresso del calcolo delle probabilitaá sviluppato in seguito da Daniel; l'utilizzo della definizione di speranza matematica lo allontana dal concetto di speranza morale elaborato da Daniel. Le intuizioni di Galiani sarebbero potute approdare alla teoria di Daniel se non fossero state tese piuá a smontare l'errore logico-etico di avversione all'interesse che a costruire una teoria matematica, per la quale, per altro, non avrebbe avuto la competenza necessaria. La sua tesi, comunque, gli rende merito per aver applicato i concetti del calcolo delle probabilitaá alia teoria economica. Al margine dell'articolo l'autore sottolinea la distanza tra le due opere di Galiani 147

4 (il Della Moneta eidialoghi sul Commercio del grano) sulle intuizioni intorno al concetto di probabilitaá, che, nell'opera piuá matura, subiscono un ridimensionamento dovuto alla successiva lettura di Hume (1756). (S. Scognamiglio) G. Zedra, Il sistema bancario nel Mezzogiorno dalla crisi alla convergenza, in ``Bancaria'', settembre 1997, n. 9. Il direttore generale dell'abi, in questo articolo, riporta le condizioni del sistemabancarionelmezzogiornod'italiaeincentralesueriflessionisuiproblema della bancarizzazione e sull'ampliamento di questo verso i mercati esterni dell'area. La struttura bancaria operativa, secondo i dati del quinquennio , nel meridione eá sufficientementepresente,allineataaquelledelsuopil,anzirisulta,rispetto al Nord, un overbranching. Tuttavia il prodotto bancario per sportello diventa negativo se commisurato alla popolazione ed al volume dei depositi per abitante, cioá riflette un piuá basso grado di crescita economica dell'area e costituisce un fattore di abbattimento di economie di scala e di innalzamento dei costi bancari. Positivo eá il risultato secondo cui il sistema creditizio ha sostenuto il sistema produttivo del Mezzogiorno, anche durante il quinquennio di crisi, posta la scarsa incidenza di canali alternativi di finanziamento, dovuta alla dimensione delle aziende ed alla scarsa cultura esistente circa i moderni sistemi di gestione di impresa. Sorge, cosõá, un problema qualitativo, piuá che quantitativo, che rende fragile la struttura finanziaria delle imprese. Il secondo aspetto considerato eá la presenza di nuovi poli bancari (quali BNL ± INA ± Banco Napoli ± Mediocredito Centrale ± Banco Sicilia ± Sicilcassa ± Ambro ± Cariplo e Banca di Roma) che da soli controllano il 40 per cento degli sportelli del Mezzogiorno, creando un oligopolio concorrenziale tale da rinvigorire il mercato dell'offerta bancaria. Aspetto non secondario eá l'assorbimento, da parte dei poli bancari, di problematiche tipicamente meridionali connesse alle sofferenze, le quali divennero voci nazionali nei bilanci consolidati. Il processo di aggregazione modificheraá la politica di offerta di prodotti e servizi, di controllo rischi e le strutture organizzative: risorse manageriali, politiche distributive, ecc. tenderanno all'omogeneitaá per tutto il territorio nazionale. La presenza di grandi gruppi bancari nel Mezzogiorno, inoltre, fortificheraá le aziende bancarie locali in prospettiva di una futura aggressione da parte di enti creditizi stranieri. Nella stessa ottica, sono da collocare sia il progetto del governo di creare un ``Fondo di Garanzia'' finalizzata a concentrare le sofferenze in uno stretto numero di banche e ad agevolare l'ingresso delle stesse nel capitale delle PMI, promuovendo incentivi agli intermediari finanziari e subordinando la compartecipazione delle imprese alle stesse, che la proposta di Messori di istituire un ``Fondo Assicurativo'', su base volontaria, per favorire il controllo sui rischi, anche se saraá da limitare la naturale tendenza alla concentrazione di troppe funzioni da parte del fondo stesso. Zadra aggiunge altri elementi da tenere in considerazione nell'attuare i due progetti citati e valutarne i risultati economici significativi e le proposte di introdurre benefici fiscali, analoghi a quelli previsti per le funzioni bancarie. (S. Scognamiglio) 148

5 T. Bianchi, Un nuovo modo di fare banca in Europa, in ``Bancaria'', giugno 1997, n. 6. Secondo l'autore, che scrisse questo articolo prima che l'economia italiana rientrasse nei parametri di Maastricht, l'unione Europea rappresenta l'unica possibilitaá, per il vecchio continente, di competere con altre aree geografiche (Nord America, Est e Sud Est), e, in quest'ottica, uno scenario dal quale l'italia non puoá essere estromessa. Il raggiungimento dei parametri di Maastricht richiede un impegno serio dell'italia, soprattutto sul versante della riforma sociale. Il dibattito si incentra su due voci che incidono, sensibilmente, sul bilancio dello stato: la spesa previdenziale pensionistica e quella sanitaria. L'allungamento della vita media, il pagamento delle prestazioni con il metodo della ripartizione, in luogo della capitalizzazione, e il maggior bisogno di assistenza medica, sono tutte cause di una situazione che non puoá attendere oltre. Nella Unione Europea eá possibile entrare e rimanervi anche grazie ad una consistente politica di privatizzazione. Le ragioni sono molteplici. Il nuovo mercato richiederaá delle ``ristrutturazioni, intese, collegamenti, fusioni e acquisizioni'', per le quali la proprietaá pubblica potrebbe rappresentare un grosso elemento di disincentivazione. Essa, inoltre, permetterebbe allo stato di liberarsi di compiti ed oneri che non gli sono consoni, favorendo ``lo spirito di creazione di valore, tipico dell'imprenditoria moderna in competizione su mercati sempre piuá integrati''. Oltre che necessaria, si tratta di una scelta conveniente, visto che essa permetterebbe, in via diretta o mediata, la liberazione di cospicue risorse statali. A cioá va aggiunto che il processo di privatizzazione configura una condizione indispensabile al rafforzamento del mercato mobiliare e, di conseguenza, ad una migliore amministrazione del risparmio nazionale, altrimenti attratto da altri mercati. In tale contesto gioca un ruolo fondamentale il sistema bancario, sotto il duplice profilo del concorso al successo delle operazioni finanziarie, conseguenti alle operazioni di privatizzazione e percheâ sono esse stesse oggetto di tale politica. Sotto questo secondo aspetto, la prospettiva dell'unione Europea costituisce una spinta ulteriore alla dismissione di pacchetti azionari di banche da parte di fondazioni. Il problema, come sottolinea l'autore, non eá solo di una modifica dell'assetto proprietario. La terza rivoluzione industriale e l'integrazione dei mercati impongono la ristrutturazione e il riposizionamento strategico delle banche italiane. La privatizzazione delle banche infonderebbe al sistema creditizio uno spirito d'impresa di creazione del valore, che la mano pubblica non ha mai promosso, e favorirebbe la capacitaá competitiva, da sempre ostacolata da un modello di crescita incentrato esclusivamente sul processo di autofinanziamento. Il terreno sul quale si innestano queste esigenze non eá tra i migliori, soprattutto sul versante della redditivitaá, rispetto al quale le banche italiane presentano livelli inferiori ad altri stati europei. Il primo passo deve essere finalizzato al ripristino di una situazione di equilibrio economico, agendo su due fronti: riduzione dei costi operativi, in particolare del costo del lavoro, e mutamento organizzativo, attraverso un ridimensionamento degli assetti e delle professionalitaá da troppo tempo definiti entro l'orizzonte domestico. Il percorso lungo il quale le banche italiane possono muoversi, purtroppo, eá delineato da confini stretti tracciati dalla politica monetaria e da quella tributaria. Se, peroá, rispetto alla prima, la posizione dell'abi non eá contraria, in quanto pur 149

6 limitando le possibilitaá di sviluppo delle tipiche attivitaá bancarie (i depositi e i prestiti per cassa) risulta essere, comunque, una delle poche strade percorribili, molto piuá duro eá il giudizio sulla seconda. La riduzione del disavanzo pubblico, infatti, va raggiunto attraverso una politica di contenimento delle spese, piuttosto che di un inasprimento fiscale. (K. Iacoviello) C. Doria, G. Majnoni e C. Salleo, Rendimenti e valori di mercato delle banche italiane, in ``Bancaria'', maggio 1998, n. 5. L'articolo affronta, per il decennio , il problema della significativitaá dei valori di mercato delle azioni bancarie, con particolare riguardo alle partecipazioni bancarie detenute dalle fondazioni. Il tutto risponde ad un quesito fondamentale: quali ostacoli si pongono alla dismissione delle partecipazioni bancarie, non costituenti pacchetto di maggioranza, da parte delle fondazioni? La risposta non puoá prescindere dal confronto dei diversi sistemi bancari dei paesi piuá industrializzati (Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti), passando in rassegna gli indici maggiormente rappresentativi (indice di capitalizzazione, price/earning e dividend yield). Il risultato di questa prima fase evidenzia un sostanziale allineamento dei valori, ravvisando delle differenze che trovano la loro origine piuá nelle carattertistiche peculiari del mercato azionario italiano, che in bassi livelli di performance delle banche italiane. La seconda parte dell'analisi ha per oggetto, da un lato, la stima del saggio di rendimento delle azioni bancarie, attraverso l'utilizzazione del Capital Asset Pricing Model (CAPM), dall'altro l'individuazione delle influenze che tale tasso subisce a causa di fattori macroeconomici (inflazione, cambio reale della lira, prezzo del petrolio, differenziali di tassi a breve e a lungo termine), ricorrendo all'uso dell'arbitrage Pricing Theory, non applicato, tuttavia, nella sua forma pura. I dati elaborati nelle due fasi precedenti permettono di determinare il valore di mercato delle partecipazioni bancarie, il cui pacchetto di controllo eá, in forma diretta o indiretta, nelle mani di fondazioni. In realtaá, si tratta di una simulazione condotta su un campione di 69 banche, considerando tre ipotesi differenti di saggio di sconto e crescita degli utili. Ne eá derivato un valore di mercato che, in due casi su tre, risulta essere inferiore al valore contabile. In particolare: «a fronte di un valore contabile di miliardi per il campione analizzato, un collocamento sul mercato frutterebbe dai ai miliardi (a seconda del tasso di sconto compreso tra il 6,1per cento e il 7,3 per cento) nell'ipotesi piuá pessimistica di crescita zero degli utili, dai ai miliardi nell'ipotesi intermedia (tasso di crescita 2 per cento annuo), e dai ai miliardi nell'ipotesi piuá ottimistica di crescita reale di lungo periodo degli utili del 4 per cento''. CioÁ, naturalmente, comporta l'impossibilitaá se non a caro prezzo, della dismissione di tali partecipazioni. Quanto eá stato rilevato trova eccezione nella sola ipotesi di cessione di pacchetto di maggioranza; in questo caso, infatti, il premio per il controllo incide, sensibilmente, sul valore finale, portandolo ad un livello superiore a quello contabile. (K. Iacoviello) 150

7 G. Cavera, Un conflitto istituzionale dietro la ``crisi Tambroni'', Carteggio Giovanni Gronchi ± Cesare Merzagora (luglio 1960), in ``Nuova Storia Contemporanea'', anno II, n. 5, settembre-ottobre Scopo principale del lavoro eá quello di presentare alcuni documenti inediti reperiti nel ``Fondo Gronchi'' conservato nell'archivio storico dell'istituto Luigi Sturzo e ancora in fase di riordinamento. Si tratta di uno scambio epistolare tra G. Gronchi (presidente della Repubblica) e C. Merzagora (presidente del Senato): in particolare, di una lettera inviata a Merzagora dal capo dello stato, il 5 aprile 1960; la risposta del presidente del Senato, datata 21aprile, ed uno ``schema di risposta'' alla lettera di Merzagora del 21aprile. Per agevolare la comprensione del contenuto delle lettere e, nel contempo, per fornire la giusta chiave di interpretazione del cosiddetto ``caso Merzagora'' ± a cui scarsa attenzione ha dedicato la storiografia contemporanea e per il quale poco ``confortanti'' sono risultate le informazioni della stampa quotidiana e dei periodici di attualitaá politica del tempo ± l'autore ripercorre i fatti storici e politici alla luce dei quali si consumarono la ``crisi Merzagora'' ed il ``clamoroso'' conflitto tra le due massime cariche dello stato: Gronchi e Merzagora. Il 20-21febbraio 1960, l'uscita dal Partito Liberale di Malagodi dalla maggioranza parlamentare, che sosteneva il secondo governo Segni, fu dettata dal tentativo di impedire la prospettata ``apertura a sinistra'' del governo democristiano e dalla volontaá di dimostrare che soltanto con stabili governi ``centristi'' si poteva assicurare al paese una crescita politica, economica e sociale. Il rifiuto gronchiano della proposta liberale di aprire un dibattito parlamentare dimostroá ``l'incapacitaá del partito di maggioranza relativa di elaborare una linea politica forte ed unitaria'' e, conseguentemente, conferõá alle dimissioni dell'esecutivo la natura di una crisi extraparlamentare. Il clima di tensione, che si respirava negli ambienti politici nazionali, giunse ad interessare anche la sfera delle istituzioni dello stato. L'annuncio delle dimissioni di Segni e, ancor piuá il carattere extraparlamentare della crisi, spinsero Merzagora a prendere netta posizione'' contro una crisi di governo provocata da una ``semplice dichiarazione di ostilitaá antigovernativa di un organo di partito''. Il presidente del Senato si dichiaroá pronto a rivendicare i diritti del Parlamento, stigmatizzando la violazione delle norme costituzionali. La seduta del consiglio dei ministri del 24 febbraio 1960 ratificoá la decisione di Segni di rassegnare le dimissioni. Il giorno successivo (25 febbraio), Merzagora, come preannunciato, presentoá, a Palazzo Madama, un discorso che non si limitoá a deplorare il sistematico ricorso alla pratica delle crisi extraparlamentari; ma denuncioá il ``malcostume dilagante'' e lo strapotere dei partiti, che unito all'``affarismo'' e agli ``interventi finanziari illeciti e ben noti dei grandi gruppi di potenza parastatali e privati'', favorõá il diffondersi di ``un'atmosfera di corruzione'' che pesava in modo preoccupante ``sulla vita politica italiana''. I toni ed i contenuti del discorso crearono un aspro contrasto tra Merzagora e la Democrazia Cristiana (A. Moro, leader democristiano, A. Segni e G. Gronchi), che trovoá la soluzione con la presentazione delle dimissioni di Merzagora dalla, carica di presidente del Senato. Il 29 febbraio 1960, dunque, la ``crisi Merzagora prese corpo, contrassegnata dalla commistione di contrasti di natura po- 151

8 litico-costituzionale con tensioni di carattere esclusivamente politico. Questo ``pericoloso intreccio'', cosõá definito da Cavera, ``comprensibile alla luce del rapporto di stretta consequenzialitaá esistente tra la caduta del governo Segni e le dimissioni del senatore lombardo, contraddistinse anche la fase conclusiva di tale complicata vicenda''. La duplice votazione, con la quale, a fine marzo, Merzagora fu convinto a ritirare le dimissioni, non fu soltanto una dimostrazione di gratitudine dell'assemblea senatoriale, ma anche frutto di una ``ritirata strategica'' della DC, che aveva subito pensato ad un proprio candidato (Piccioni) alla presidenza del Senato. Fu, dunque, in virtuá del ripensamento democristiano che il senatore lombardo fu riconfermato alla guida di Palazzo Madama, con un numero di voti maggiore rispetto a quanti ne aveva ricevuti nel 1953 e nel Il ``ritorno'' di Merzagora non fu gradito da Gronchi. Il disappunto del capo dello stato eá rilevabile dallo scambio epistolare intrattenuto con Merzagora. Cavera riproduce integralmente e commenta le lettere reperite nell'archivio personale di Gronchi. Uno scambio di lettere che copre un arco temporale di sedici giorni, durante i quali si manifestarono gli eventi piuá significativi della crisi politica della primavera-estate L'articolista, facendo particolare riferimento alla ``crisi Tambroni'' si chiede la ragione per la quale Gronchi, preoccupato per il difficile inizio del dibattito sulla fiducia del governo Tambroni, si fosse deciso ad esprimere il proprio parere sul ``caso Merzagora'' solo quando la vicenda si era ormai conclusa. La lettera del 5 aprile fornisce una risposta inequivocabile: l'intenzione di Gronchi di scrivere a Merzagora, nei giorni immediatamente successivi al ``clamoroso'' discorso, venne meno in seguito alle dimissioni del presidente del Senato. Il proposito di Gronchi si rinnovoá quando Merzagora ritiroá le sue dimissioni. La forza del dissenso del capo dello stato, rispetto alle iniziative di Merzagora, sono al centro del commento di Cavera al documento. Il forte contrasto esistente tra Gronchi e Merzagora, forse iniziato qualche anno prima (1955) ± quando alla presidenza della Repubblica fu preferito il ``brillante'' presidente della Camera e non Merzagora che, vittima delle faide interne della DC, non riuscõá ad ottenere la maggioranza necessaria per il mancato voto di una parte dei deputati democristiani ± risulta chiaro dalla critica gronchiana articolata in tre paragrafi che ricalcano con puntualitaá gli argomenti trattati da Merzagora nel suo discorso del 25 febbraio In sostanza, Gronchi, con toni polemici, tentoá di dimostrare la correttezza del suo operato, considerando, ormai, superata la tradizionale distinzione tra crisi parlamentare ed extraparlamentare fondata sull'applicazione dell'art. 94 della Costituzione; si mostroá, inoltre, schierato a difesa del ``sistema dei partiti''. La risposta di Merzagora, datata 21aprile, risultoá speculare rispetto alla lettera di Gronchi, senza mostrare alcun cedimento circa le posizioni assunte e le affermazioni fatte nel ``discorso sul piacere dell'onestaá''. La tenacia e la fermezza con cui Merzagora ribadõá il suo pubblico l'accuse spinse il presidente della Repubblica ± nello ``schema di risposta'' conservato nelle carte di Gronchi ± alla sarcastica constatazione della ``mancanza di valide controdeduzioni'' alle sue argomentazioni. In ogni caso, non si intravide alcuno spiraglio di intesa tra le due massime autoritaá dello stato. (R. Scarica) 152

9 M. De Cecco, La strana origine della natura speciale dell'attivitaá di banca d'affari in Italia, ``Tahoma'', in ``Studi e note di economia'', n. 2, 1996, quaderno 1. Sono sempre ricchi di spunti originali gli interventi di Marcello De Cecco che riesce ad estrapolare dagli eventi storici le tendenze dei sistemi finanziari e monetari cogliendo analogie e diversitaá tra il caso italiano e le evoluzioni internazionali. L'articolo in oggetto segue e precede altri scritti di De Cecco sul modello bancario italiano indicandone le radici e le sue possibili prospettive in un mercato che vede la crescente integrazione internazionale. Le analisi dell'autore, che in conclusione del suo intervento esamina le possibili modalitaá di integrazione delle banche italiane con istituti internazionali, sono particolarmente interessanti ora che si stanno realizzando una serie di integrazioni tra banche nazionali che sicuramente, in un futuro prossimo, si porranno il problema dell'internazionalizzazione. De Cecco trae spunto per le sue riflessioni da un articolo scritto alla fine del 1995 sul Sole 24 ore da Alessandro Penati di cui condivide le premesse, ma non le conclusioni ed in cui l'autore analizza il fenomeno degli scorpori che dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna si eá esteso all'europa. Gli anni novanta sono stati caratterizzati, scrive Penati, da un'inversione di tendenza rispetto all'accorpamento nei vari gruppi industriali di una quantitaá disparata di aziende che non agivano negli stessi settori, secondo la logica delle conglomerate. L'ampliamento delle dimensioni dei grossi gruppi eá stato, infatti, fonte di inefficienze per la capogruppo di cui ha aumentato i costi. Nei paesi orientati al mercato come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, la logica di premiare quelle aziende che producono profitti nel breve termine, ha spinto i gruppi industriali ad una riaggregazione per settore di attivitaá industriale secondo le logiche delle economie di scala e della integrazione verticale. Questa politica eá stata ad esempio svolta dal gruppo chimico Sandoz, dalla Du Pont, dalla Ici dalla Kodak dalla Dow Chemical e da numerose altre aziende. Per cioá che riguarda il settore bancario la logica di integrazione tesa a creare maggiore efficienza si rivela in maniera chiara in operazioni come l'acquisizione da parte di alcune banche continentali, come la Dresdner Bank, la Ing, la Suiss Bank e la Deutsche Bank delle principali merchant banks inglesi ossia, rispettivamente, la Kleinwort Benson, la Baring, la Warburg, la Morgan Grenfell. Il fatto che banche olandesi, tedesche e svizzere abbiano fagocitato banche inglesi, insieme al fenomeno degli scorpori, di cui si eá parlato, eá, a parere di Penati, la chiara dimostrazione della volontaá delle istituzioni continentali di affidarsi, nella competizione internazionale, all'esperienza anglosassone. Diversa la conclusione di De Cecco. I fatti esposti da Penati, rappresentano per De Cecco l'estendersi del modello tedesco su scala internazionale. Le banche inglesi sono rimaste vittime di cospicue perdite nel settore dei derivati e dei titoli a reddito fisso che, con le dimensioni straordinariamente grandi dei mercati attuali, richiedono una solida base patrimoniale estranea alle merchant banks inglesi. Il nuovo modello di integrazione del sistema bancario sembra mostrare la necessitaá di avere una istituzione specializzata come una merchant mani:: sulla piazza di Londra o di New York, con alle spalle una raccolta capillare di risparmio che permetta alla banca londinese di appoggiare le sue operazioni su una massa patrimoniale adeguata che, anche avendo a disposizione il mercato piuá efficiente al mondo, una merchant inglese non eá in grado di avere. Questa saldatura tra un'attivitaá di 153

10 raccolta capillare ed una presenza massiccia sul territorio, tipica delle banche continentali da un lato e l'attivitaá specialistica di una merchant bank avraá con molta probabilitaá un suo sviluppo anche negli Stati Uniti. L'acquisizione di Bankers Trust da parte di Deutsche Bank sembra andare nella direzione preconizzata da De Cecco. Ridefinite le conclusioni di Penati nei termini esposti, De Cecco passa all'analisi del caso italiano. Penati si chiede come mai le Banche italiane abbiano una scarsa vocazione all'acquisto di banche straniere: merchant banks inglesi con ROE doppio rispetto a banche regionali italiane sono state pagate molto meno. La risposta eá per De Cecco da ricercarsi nell'evoluzione del sistema bancario italiano. L'autore evidenzia come il punto di svolta per il sistema bancario italiano sia stata la crisi degli anni trenta da cui, sotto la regia di Beneduce, l'organizzazione del credito ha finito per assomigliare piuá al modello sovietico che a quello occidentale. Se fino a quegli anni, infatti, il nostro sistema si era sviluppato in linea con quanto succedeva in Europa, paradossalmente, contrariamente a quanto doveva avvenire, con la legge del 1936, si arrivoá ad una despecializzazione del credito. Il pluriaffidamento, nel frazionare i rischi dell'affidamento bancario, deresponsabilizzava le banche creando, di fatto, un'unica banca con una miriade di sportelli. In questo modo il credito eá arrivato alle singole imprese con una diffusione a pioggia. Se al pluriaffidamento si affianca il controllo della Banca d'italia all'apertura degli sportelli, che l'autore definisce la vendetta postuma di Beneduce su Comit e Credit, il forte spread tra tassi, le commissioni corpose realizzate sui titoli del debito pubblico, si comprendono le ragioni della despecializzazione del nostro sistema bancario, della sua inefficienza, della sua incapacitaá di selezione del merito creditizio. Il decentramento industriale e l'erogazione del credito a pioggia hanno fatto sõá che vi fosse ben poca necessitaá di merchant banks. Le crisi di liquiditaá, periodicamente abbattutesi sul nostro mercato, venivano affrontate dalle imprese italiane, per lo piuá medio-piccole, con il lavoro a domicilio, il lavoro nero e la flessibilitaá produttiva. Per le esigenze di corporate finance consulting la piccola impresa italiana ha utilizzato i servizi offerti dai commercialisti. Questo quadro cosõá delineato per grandi linee da De Cecco, che pone in sede storiografica numerosi interrogativi sulla troppo rapida condanna della banca mista e sulla presunta inevitabilitaá della legge bancaria del '36, eá stato messo in crisi dal confronto con l'europa. A partire dal '93 si eá preso atto che la normativa europea consentiva la costituzione della banca universale. Di fronte all'erosione dei profitti si sono realizzate le prime fusioni frutto piuá di integrazioni regionali che funzionali. Nella logica della monobanca plurisportello ad avviso di De Cecco si eá voluto con queste operazioni arrivare ad una diversificazione territoriale che attenuasse i rischi di incaglio distribuendo il credito su aree geografiche non omogenee. Questa notazione, che risponde alla precedente domanda di Penati, trascura, a nostro avviso, alcune motivazioni alla fusioni come la necessitaá di creare economie di scala in settori come quello del risparmio gestito; la regia ``politica'' della Banca d'italia tesa a creare gruppi patrimonialmente forti in grado di resistere agli attacchi dei colossi stranieri e, per cioá che riguarda il mancato acquisto di merchant straniere, la scarsa vocazione internazionale del nostro sistema bancario che, fatte salve rare eccezioni, non eá stato in grado di proporsi come polo di aggregazione per gruppi multinazionali. In questa situazione ben poca necessitaá vi eá stata delle merchant banks, di cui si avvertiraá i bisogno in concomitanza con lo sviluppo delle privatizza- 154

11 zioni e l'esigenza di razionalizzazione avvertita dai pochi gruppi privati esistenti in Italia. Dato che Mediobanca non potraá fare tutto vi saraá spazio per l'ingresso delle merchant banks straniere che cercheranno un accordo con le imprese italiane il cui valore aggiunto saraá di conoscere meglio un mercato poco trasparente. Su questo terreno, certo non particolarmente graátificante, potraá avvenire l'integrazione tra banche italiane e banche straniere le cui professionalitaá potranno essere utilizzate anche per dar vita a quel fenomeno di razionalizzazione illustrato da Penati che soprattutto nei grossi gruppi pubblici diverraá sempre piuá necessario. (G. Mastroianni). B. Curli, Ricostruzione e sviluppo. La banca mondiale e l'economia italiana, , in ``Archivi e Imprese'', anno VII, giugno 1997, n. 15, pp Questo saggio propone una ricostruzione della storia della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS), istituita, insieme al Fondo monetario internazionale, durante i lavori della seconda Commissione della Conferenza monetaria e finanziaria internazionale di Bretton Woods, il 3 luglio PiuÁ che sull'impalcatura politica-diplomatica del cosiddetto ``sistema'' di Bretton Woods, l'autrice si sofferma sull'effettivo funzionamento dell'istituto, approfondendo, in modo particolare, i rapporti tra la Banca e l'italia. Emergono, cosõá, numerosi spunti di riflessione storiografica, sia su alcuni momenti dello sviluppo economico italiano del dopoguerra e sulle loro dimensioni internazionali, sia sulla dinamica del processo decisionale interno alla Banca come organismo finanziario, nel suo rapporto con un paese membro e cliente al tempo stesso, e in relazione alle scelte di politica estera economica degli Stati Uniti. La documentazione a cui si fa riferimento ± consultata, tra l'altro, presso l'archivio storico della Banca che eá parte degli World Bank Group Archives ± riguarda due principali serie di discussioni che coinvolsero l'italia: quelle relative a un prestito per la ricostruzione nel , restate senza esito; e quelle che condurranno, nel 1951, alla decisione di finanziamento. Per entrambi le parti, Italia e Banca mondiale, si trattoá di una sorta di apprendistato alla cooperazione internazionale, entro il quale si trovarono ad essere negoziati e continuamente ridefiniti mutevoli prioritaá, interessi e vincoli reciproci. In tale percorso prese forma la nuova natura del dirigismo post bellico, sia nella sua forma interna ± di costruzione dello ``Stato economico'' occidentale ± sia sul piano internazionale che, sotto l'egemonia degli Stati Uniti, fu perseguito attraverso istituzioni nuove. Dai diversi momenti di interesse della banca mondiale nei confronti dell'italia emergono, cosõá, elementi di forza e di debolezza dello stesso Stato italiano, cosõá come vengono percepiti da un organismo finanziario internazionale. Emerge, anche, per quanto il punto d'osservazione possa non sembrare del tutto appropriato, un'ulteriore chiave di lettura del rapporto bilaterale Italia-Banca mondiale, che attiene alla dimensione europea della crescita, una dimensione che sembra talvolta configurarsi come momento intermedio tra singole realtaá economica nazionale e sistema multilaterale e, talaltra, come sistema alternativo. (E. Boccia) 155

LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE?

LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE? NOTA ISRIL ON LINE N 8-2013 LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA ROTTAMARE? Presidente prof. Giuseppe Bianchi Via Piemonte, 101 00187 Roma gbianchi.isril@tiscali.it www.isril.it LA CONCERTAZIONE SOCIALE E DA

Dettagli

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte DOCUMENTI 2013 Premessa 1. Sul quadro istituzionale gravano rilevanti incertezze. Se una situazione di incertezza è preoccupante

Dettagli

IL MERCATO FINANZIARIO

IL MERCATO FINANZIARIO IL MERCATO FINANZIARIO Prima della legge bancaria del 1936, in Italia, era molto diffusa la banca mista, ossia un tipo di banca che erogava sia prestiti a breve che a medio lungo termine. Ma nel 1936 il

Dettagli

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA

INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA PROGRAMMA EDUCATION INSEGNANTI ITALIANI: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA E PREVISIONI DI PENSIONAMENTO Anticipazioni per la stampa dal Rapporto 2009 sulla scuola in Italia della Fondazione Giovanni Agnelli (dicembre

Dettagli

LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA

LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO Servizio Studi Dipartimentale LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA Anni 1862-2009 Gennaio 2011 INDICE PREMESSA...

Dettagli

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito

Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Principio contabile internazionale n. 12 Imposte sul reddito Finalità La finalità del presente Principio è quella di definire il trattamento contabile delle imposte sul reddito. L aspetto principale della

Dettagli

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione

Guido Candela, Paolo Figini - Economia del turismo, 2ª edizione 8.2.4 La gestione finanziaria La gestione finanziaria non dev essere confusa con la contabilità: quest ultima, infatti, ha come contenuto proprio le rilevazioni contabili e il reperimento dei dati finanziari,

Dettagli

La mobilità sociale tra Stato e mercato

La mobilità sociale tra Stato e mercato La mobilità sociale tra Stato e mercato di Carlo Lottieri, Università di Siena Nella cultura contemporanea si tende a guardare alla mobilità sociale intesa quale possibilità di ascendere da una posizione

Dettagli

TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL REGNO DELL'ARABIA SAUDITA SULLA RECIPROCA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI

TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL REGNO DELL'ARABIA SAUDITA SULLA RECIPROCA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA ED IL REGNO DELL'ARABIA SAUDITA SULLA RECIPROCA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEGLI INVESTIMENTI La Repubblica Italiana ed il Regno dell Arabia Saudita desiderando intensificare

Dettagli

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock

Costruirsi una rendita. I principi d investimento di BlackRock Costruirsi una rendita I principi d investimento di BlackRock I p r i n c i p i d i n v e s t i m e n t o d i B l a c k R o c k Ottenere una rendita è stato raramente tanto difficile quanto ai giorni nostri.

Dettagli

VERSO UN'AUTENTICA UNIONE ECONOMICA E MONETARIA Relazione del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy

VERSO UN'AUTENTICA UNIONE ECONOMICA E MONETARIA Relazione del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy CONSIGLIO EUROPEO IL PRESIDENTE Bruxelles, 26 giugno 2012 EUCO 120/12 PRESSE 296 PR PCE 102 VERSO UN'AUTENTICA UNIONE ECONOMICA E MONETARIA Relazione del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy

Dettagli

La partecipazione finanziaria per una nuova Europa sociale

La partecipazione finanziaria per una nuova Europa sociale La partecipazione finanziaria per una nuova Europa sociale Il Cammino verso una Regolamentazione Europea: L Approccio Modulare Employee Stock Ownership Plans (ESOP): Un veicolo per garantire la successione

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE

CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE CONVENZIONE TRA LA SANTA SEDE E IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA IN MATERIA FISCALE La Santa Sede ed il Governo della Repubblica Italiana, qui di seguito denominati anche Parti contraenti; tenuto conto

Dettagli

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria

CHE COS'È UNA BANCA? PARTE 2 Le banche al centro della crisi finanziaria Crisi bancarie L'attività bancaria comporta l'assunzione di rischi L'attività tipica delle banche implica inevitabilmente dei rischi. Anzitutto, se un mutuatario non rimborsa il prestito ricevuto, la banca

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari

Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari Legge 15 dicembre 1990, n. 386, come modificata dal Decreto Legislativo 30 dicembre 1999, n. 507. Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari Art. 1. Emissione di assegno senza autorizzazione

Dettagli

Offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto azioni Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.

Offerta pubblica di acquisto avente ad oggetto azioni Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA Ufficio Mercati Alla cortese attenzione del dott. Salini Telefax n. 06 8477 757 Ufficio OPA Alla cortese attenzione della dott.sa Mazzarella Telefax n. 06

Dettagli

LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA

LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA Perché la Banca d Italia detiene le riserve ufficiali del Paese? La proprietà delle riserve ufficiali è assegnata per legge alla Banca d Italia. La Banca d Italia

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Sfide strategiche nell Asset Management

Sfide strategiche nell Asset Management Financial Services Banking Sfide strategiche nell Asset Management Enrico Trevisan, Alberto Laratta 1 Introduzione L'attuale crisi finanziaria (ed economica) ha significativamente inciso sui profitti dell'industria

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2

CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2 CORSO DI CONTABILITA E BILANCIO 2 La valutazione delle IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Prima lezione di Alberto Bertoni 1 IMMOBILIZZAZIONI Definizione Cod. Civ. art. 2424-bis, 1 c. Le immobilizzazioni sono

Dettagli

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco?

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Le elezioni per il prossimo Parlamento europeo sono state fissate per il 22-25 maggio 2014. Fra pochi mesi quindi i popoli europei

Dettagli

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri La ricerca promossa da ImpresaLavoro, avvalsasi della collaborazione di ricercatori e studiosi di dieci diversi Paesi europei,

Dettagli

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REPORT ANNUALE - 2011 - ITALIA (Aprile 2011) Prof. Alessandra PIOGGIA INDICE 1. LA PRIVATIZZAZIONE 2. LE COMPETENZE

Dettagli

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A.

RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE AI SENSI DELL ART. 2501 QUINQUIES C.C. SULLA FUSIONE PER INCORPORAZIONE DI INVESP S.P.A. E PROSPETTIVE 2001 S.P.A. IN SANPAOLO IMI S.P.A... Si presenta il progetto

Dettagli

Qual è il fine dell azienda?

Qual è il fine dell azienda? CORSO DI FINANZA AZIENDALE SVILUPPO DELL IMPRESA E CREAZIONE DI VALORE Testo di riferimento: Analisi Finanziaria (a cura di E. Pavarani) - McGraw-Hill - 2001 Cap. 9 1 Qual è il fine dell azienda? Massimizzare

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE

DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE DOCUMENTO INFORMATIVO RELATIVO AD OPERAZIONI DI MAGGIORE RILEVANZA CON PARTI CORRELATE ai sensi dell'art. 2 e dell'art. 6 delle disposizioni AIM Italia in tema di Parti Correlate del maggio 2012, nonché

Dettagli

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti L incontro annuale su: Mercati dei Titoli di Stato e gestione del Debito Pubblico nei Paesi Emergenti è organizzato con il patrocinio del Gruppo di lavoro sulla gestione del debito pubblico dell OECD,

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia

Economia e Finanza delle. Assicurazioni. Introduzione al corso. Mario Parisi. Università di Macerata Facoltà di Economia Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi Introduzione al corso 1 Inquadramento del corso 1996: Gruppo di ricerca sulle metodologie di analisi, sugli

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone

Dettagli

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione.

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. 1 Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. Il ruolo della finanza nell economia. La finanza svolge un ruolo essenziale nell economia. Questo ruolo

Dettagli

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni Pagamenti basati su azioni International Financial Reporting Standard 2 Pagamenti basati su azioni FINALITÀ 1 Il presente IRFS ha lo scopo di definire la rappresentazione in bilancio di una entità che

Dettagli

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14

Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 180/14 Lussemburgo, 18 dicembre 2014 Stampa e Informazione Parere 2/13 La Corte si pronuncia sul progetto di accordo sull adesione dell Unione

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

IMU: analisi dei versamenti 2012

IMU: analisi dei versamenti 2012 IMU: analisi dei versamenti 2012 1. Analisi dei versamenti complessivi I versamenti IMU totali aggiornati alle deleghe del 25 gennaio 2013 ammontano a circa 23,7 miliardi di euro, di cui 9,9 miliardi di

Dettagli

INTERESSE E CAPITALE FITTIZIO

INTERESSE E CAPITALE FITTIZIO INTERESSE E CAPITALE FITTIZIO La finanziarizzazione dell economia Di Osvaldo Lamperti Per valutare meglio l attuale fase di crisi del capitalismo globalizzato è necessario fare alcune considerazioni sui

Dettagli

MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO

MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO FOGLIO INFORMATIVO NORME PER LA TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DEI SERVIZI BANCARI E FINANZIARI MUTUO CHIROGRAFARIO OPERATORI ECONOMICI TASSO FISSO INFORMAZIONI SULLA BANCA UNIPOL BANCA S.p.A. SEDE LEGALE

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

Il bilancio con dati a scelta. Classe V ITC

Il bilancio con dati a scelta. Classe V ITC Il bilancio con dati a scelta Classe V ITC Il metodo da seguire Premesso che per la costruzione di un bilancio con dati a scelta si possono seguire diversi metodi, tutti ugualmente validi, negli esempi

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT

IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT I MINIBOND: nuovi canali di finanziamento alle imprese a supporto della crescita e dello sviluppo 15Luglio 2015 IL FONDO DIFONDI PRIVATE DEBT Dr. Gabriele Cappellini Amministratore Delegato Fondo Italiano

Dettagli

Trieste, 25 ottobre 2006

Trieste, 25 ottobre 2006 Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei

Dettagli

ABC. degli investimenti. Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori

ABC. degli investimenti. Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori ABC degli investimenti Piccola guida ai fondi comuni dedicata ai non addetti ai lavori I vantaggi di investire con Fidelity Worldwide Investment Specializzazione Fidelity è una società indipendente e si

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici

Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici Il regime fiscale degli interessi e degli altri redditi derivanti dai Titoli di Stato domestici Il presente documento ha finalità meramente illustrative della tassazione degli interessi e degli altri redditi

Dettagli

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE

IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2005 2006 IMPRENDITORIALITA E INNOVAZIONE Docente: Prof. Massimo Merlino Introduzione Il tema della gestione dell innovazione tecnologica è più che mai

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO

BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO BANCA, TITOLI DI STATO E FONDI DI INVESTIMENTO La banca è un istituto che compie operazioni monetarie e finanziarie utilizzando il denaro proprio e quello dei clienti. In particolare la Banca effettua

Dettagli

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011.

11/11. Anthilia Capital Partners SGR. Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia. Maggio 2011. 11/11 Anthilia Capital Partners SGR Maggio 2011 Opportunità e sfide per l industria dell asset management in Italia Eugenio Namor Anthilia Capital Partners Lugano Fund Forum 22 novembre 2011 Industria

Dettagli

CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? Fabio Pammolli (Direttore CeRM)

CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? Fabio Pammolli (Direttore CeRM) Fabio Pammolli (Direttore CeRM) CHE FINE HA FATTO IL FEDERALISMO IN SANITÀ? E CHI SE NE STA OCCUPANDO? 1 CeRM Competitività, Regole, Mercati Dopo anni di dibattito e anche qualche tentativo non riuscito,

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 10^ COMMISSIONE INDUSTRIA SENATO DELLA REPUBBLICA AUDIZIONE MARTEDI 8 MAGGIO 2012 ORE 14,30 I CONTRATTI D AREA ED I PATTI TERRITORIALI UN ESPERIENZA DI VALORE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Via degli Uffici

Dettagli

La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la "Buona Scuola" di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti

La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la Buona Scuola di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti La Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la "Buona Scuola" di Matteo Renzi Confronto sintetico per punti Genesi Principi Finalità Metodologia e didattica Apertura

Dettagli

di Francesco Verbaro 1

di Francesco Verbaro 1 IL LAVORO PUBBLICO TRA PROCESSI DI RIORGANIZZAZIONE E INNOVAZIONE PARTE II - CAPITOLO 1 I L L A V O R O P U B B L I C O T R A P R O C E S S I D I R I O R G A N I Z Z A Z I O N E E I N N O V A Z I O N E

Dettagli

Capitolo 5. Il mercato della moneta

Capitolo 5. Il mercato della moneta Capitolo 5 Il mercato della moneta 5.1 Che cosa è moneta In un economia di mercato i beni non si scambiano fra loro, ma si scambiano con moneta: a fronte di un flusso reale di prodotti e di servizi sta

Dettagli

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere

Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere ...... Le partecipate...... Sintesi Nonostante le norme tese a liquidare o cedere le partecipate comunali in perdita, i Comuni italiani dispongono ancora di un portafoglio di partecipazioni molto rilevante,

Dettagli

Paolo Ferrario, Dispensa didattica n. 2: SCHEMI DI ANALISI DELLE POLITICHE SOCIALI: IL MODELLO STATO E MERCATO 15 marzo 2011

Paolo Ferrario, Dispensa didattica n. 2: SCHEMI DI ANALISI DELLE POLITICHE SOCIALI: IL MODELLO STATO E MERCATO 15 marzo 2011 MODELLO STATO E MERCATO, 15 Marzo 2011 1/12 Paolo Ferrario, Dispensa didattica n. 2: SCHEMI DI ANALISI DELLE POLITICHE SOCIALI: IL MODELLO STATO E MERCATO 15 marzo 2011 FATTORI (O VARIABILI, O COMPONENTI

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica Commissioni riunite 10 a (Industria, commercio, turismo) e 13 a (Territorio, ambiente, beni ambientali) Audizione nell'ambito dell'esame congiunto degli Atti comunitari nn. 60,

Dettagli

9) promozione della cultura e dell'arte ; 10) tutela dei diritti civili ; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta

9) promozione della cultura e dell'arte ; 10) tutela dei diritti civili ; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta Le ONLUS Secondo le previsioni dell'art. 10 del decreto 460/97 possono assumere la qualifica di Onlus le associazioni riconosciute e non, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e tutti gli altri

Dettagli

Bando speciale BORSE LAVORO 2015

Bando speciale BORSE LAVORO 2015 Bando speciale BORSE LAVORO 2015 PREMESSA La Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia considera la mancanza di occasioni di lavoro per i giovani, in misura non più conosciuta da decenni, come

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Con questa Guida la COVIP intende illustrarti, con un linguaggio semplice e l aiuto di alcuni esempi,

Dettagli

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Maggio 2015 Scusi presidente, ma il commercio equo e solidale è profit o non profit? La

Dettagli

La valutazione implicita dei titoli azionari

La valutazione implicita dei titoli azionari La valutazione implicita dei titoli azionari Ma quanto vale un azione??? La domanda per chi si occupa di mercati finanziari è un interrogativo consueto, a cui cercano di rispondere i vari reports degli

Dettagli

La riforma dell ISEE. Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia

La riforma dell ISEE. Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia Maggiore equità ed efficacia nella valutazione della condizione economica della famiglia 2 La riforma dell ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) rappresenta un passo fondamentale per

Dettagli

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management

Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Lezione di Corporate e Investment Banking Università degli Studi di Roma Tre Strategie competitive ed assetti organizzativi nell asset management Massimo Caratelli, febbraio 2006 ma.caratelli@uniroma3.it

Dettagli

Economia monetaria e creditizia. Slide 3

Economia monetaria e creditizia. Slide 3 Economia monetaria e creditizia Slide 3 Ancora sul CDS Vincolo prestatore Vincolo debitore rendimenti rendimenti-costi (rendimenti-costi)/2 Ancora sul CDS dove fissare il limite? l investitore conosce

Dettagli

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione)

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione) Raccomandazione CM/Rec(2010)7 del Comitato dei Ministri agli stati membri sulla Carta del Consiglio d Europa sull educazione per la cittadinanza democratica e l educazione ai diritti umani * (adottata

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi

risparmio, dove lo metto ora? le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi il risparmio, dove lo ora? metto le risposte alle domande che i risparmiatori si pongono sul mondo dei fondi Vademecum del risparmiatore le principali domande emerse da una recente ricerca di mercato 1

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

Operazioni, attività e passività in valuta estera

Operazioni, attività e passività in valuta estera OIC ORGANISMO ITALIANO DI CONTABILITÀ PRINCIPI CONTABILI Operazioni, attività e passività in valuta estera Agosto 2014 Copyright OIC PRESENTAZIONE L Organismo Italiano di Contabilità (OIC) si è costituito,

Dettagli

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO INTERNAZIONALE, CONCERNENTI LE RELAZIONI AMICHEVOLI E LA COOPERAZIONE FRA GLI STATI, IN CONFORMITÀ CON LA CARTA DELLE NAZIONI UNITE Risoluzione dell Assemblea

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE

REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE REGOLAMENTO PER L'EROGAZIONE DI CONTRIBUTI ALLE PICCOLE IMPRESE INDICE Art. 1 - Oggetto e finalità del regolamento Art. 2 - Requisiti di ammissibilità al contributo Art. 3 - Tipologie di spese ammissibili

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

La Valutazione degli Asset Intangibili

La Valutazione degli Asset Intangibili La Valutazione degli Asset Intangibili Chiara Fratini Gli asset intangibili rappresentano il patrimonio di conoscenza di un organizzazione. In un accezione ampia del concetto di conoscenza, questo patrimonio

Dettagli

L apertura di una economia ha 3 dimensioni

L apertura di una economia ha 3 dimensioni Lezione 19 (BAG cap. 6.1 e 6.3 e 18.1-18.4) Il mercato dei beni in economia aperta: moltiplicatore politica fiscale e deprezzamento Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Economia

Dettagli

ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL PRINCIPATO DI MONACO SULLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI IN MATERIA FISCALE

ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL PRINCIPATO DI MONACO SULLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI IN MATERIA FISCALE ACCORDO TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E IL GOVERNO DEL PRINCIPATO DI MONACO SULLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI IN MATERIA FISCALE Articolo 1 Oggetto e Ambito di applicazione dell Accordo Le autorità

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna

Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna Il modello Attraverso un modello che valorizza un insieme di dati relativi ai tassi di attività e alla popolazione prevista nel prossimo ventennio

Dettagli

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Pagina 1 di 7 TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Testo del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 66 del 20 marzo 2014), coordinato con la

Dettagli

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina

Dettagli

La riforma delle pensioni. Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee

La riforma delle pensioni. Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee La riforma delle pensioni Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee Obiettivi Strumenti 2 Obiettivi e strumenti della riforma sostenibilità I REQUISITI DI PENSIONAMENTO SONO LEGATI ALLA LONGEVITA'

Dettagli

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana Deliberazione n.119/2015/par REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana nella camera di consiglio del 12 febbraio 2015 visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti,

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi

Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi Il fenomeno della globalizzazione nell era di internet: molti i vantaggi ma anche gli svantaggi La globalizzazione indica un fenomeno di progressivo allargamento della sfera delle relazioni sociali sino

Dettagli

Eccellenza nel Credito alle famiglie

Eccellenza nel Credito alle famiglie Credito al Credito Eccellenza nel Credito alle famiglie Innovazione e cambiamento per la ripresa del Sistema Paese Premessa La complessità del mercato e le sfide di forte cambiamento del Paese pongono

Dettagli

MATERIALE DI STORIA PER LA TERZA PROVA (TIPOLOGIA C ). ECONOMIA, FINANZA, FISCO.

MATERIALE DI STORIA PER LA TERZA PROVA (TIPOLOGIA C ). ECONOMIA, FINANZA, FISCO. MATERIALE DI STORIA PER LA TERZA PROVA (TIPOLOGIA C ). ECONOMIA, FINANZA, FISCO. di A. Lalomia Premessa Si propongono di seguito venticinque items di Storia da utilizzare per una terza prova su argomenti

Dettagli

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Preambolo La Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è il documento che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni

Dettagli

guida introduttiva alla previdenza complementare

guida introduttiva alla previdenza complementare 1 COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione guida introduttiva alla previdenza complementare www.covip.it 3 Questa Guida è stata realizzata dalla COVIP Indice grafica e illustrazioni Studio Marabotto

Dettagli

COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione

COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione Indagine conoscitiva sulla gestione del risparmio da parte dei Fondi pensione e Casse professionali, con riferimento agli investimenti mobiliari e immobiliari,

Dettagli

Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano. Agosto 2014

Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano. Agosto 2014 Banca Generali: la solidità di chi guarda lontano Agosto 2014 Banca Generali in pillole Banca Generali è uno degli assetgathererdi maggior successo e in grande crescita nel mercato italiano, con oltre

Dettagli

RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013. Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO. Curatore Dott.

RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013. Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO. Curatore Dott. RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013 Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO Curatore Dott.ssa Elena MOGNONI Facciamo seguito all incarico conferitoci dalla Dott.ssa Elena MOGNONI

Dettagli

LA DISCIPLINA DEGLI APPALTI PUBBLICI NELL'UNIONE EUROPEA E IL GREEN PROCUREMENT

LA DISCIPLINA DEGLI APPALTI PUBBLICI NELL'UNIONE EUROPEA E IL GREEN PROCUREMENT LA DISCIPLINA DEGLI APPALTI PUBBLICI NELL'UNIONE EUROPEA E IL GREEN PROCUREMENT Perché l'ue disciplina gli appalti pubblici? La disciplina degli appalti fa parte degli obiettivi del mercato interno. Si

Dettagli

www.avvocatoromano.it www.studiolegalegiovanniromano.it

www.avvocatoromano.it www.studiolegalegiovanniromano.it Avv. Giovanni Romano Avv. Paola Genito Avv. Natascia Delli Carri Avv. Maria Cristina Fratto Avv. Annalisa Iannella Avv. Egidio Lizza Avv. Giuseppina Mancino Avv. Roberta Mongillo Avv. Francesco Pascucci

Dettagli