PIEDE EQUILIBRIO E POSTURA. Dott.ssa Anna Marrocco

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1 PIEDE EQUILIBRIO E POSTURA Dott.ssa Anna Marrocco

2 Il piede si trova alla base del sistema di controllo antigravitario che consente all uomo di assumere la postura eretta e di spostarsi nello spazio FORZA GRAVITARIA SISTEMA ANTIGRAVITARIO

3 Il piede: E uno dei principali sensori del sistema tonicoposturale (STP) E una complessa struttura anatomica che ci collega direttamente all ambiente, ha una funzione ammortizzante e propulsiva durante il passo E l interfaccia tra il suolo e il corpo Entra in contatto con il terreno e raccoglie sia le informazioni provenienti dall esterno sia quelle provenienti dall interno del corpo

4 Il piede è un organo di equilibrio Le qualità statico-cinetiche del piede permettono la stazione eretta, il cammino, la corsa, il lavoro e lo sport

5 Le qualità meccaniche delle strutture interne e quelle di rivestimento filtrano le sollecitazioni ma non sempre sono in grado di annullare traumi e vibrazioni che trasmesse si ripercuotono sul resto dell organismo

6 Il recettore podalico è un insieme di pelle, muscoli, ossa e articolazioni. Raccoglie le informazioni: tattili, propriocettive e cinestetiche

7 L elaborazione degli stimoli tattili, propriocettivi e cinestesici permettono di modulare in maniera adeguata il rapporto del corpo con il suolo nelle funzioni sia statiche sia dinamiche: il piede è la parte terminale della catena cinetica

8 RECETTORI Cutanei Muscolotendinei

9 Esterocettori cutanei Recettori a lento adattamento codificano la sensibilità alla pressione (dischi di Merkel, assenti a livello plantare, sensibili a contatti continui) e allo stiramento (corpuscoli di Ruffini) Recettori a rapido adattamento lamellari di Golgi-Mazzoni che raccolgono le pressioni leggere lamellari di Pacini-Valter, deputati alla percezione delle forti pressioni

10 Esterocettori cutanei Recettori incapsulati di Meissner sensibili alla deformazione che subiscono le papille durante le compressioni cutanee, essenziali per il controllo della velocità di movimento

11 Seno del tarso

12 Nel seno del tarso si trovano le terminazioni nervose: PACINI VIBRAZIONE RUFFINI COMPRESSIONE E STIRAMENTO GOLGI TENSIONE

13 Meccanorecettori propriocettivi Fusi neuromuscolari Sensibili allo stiramento del muscolo, presentano 2 gamma di sensibilità: bassa se l allungamento muscolare è importante, alta (100 scariche per secondo e per mm) in risposta a minimo allungamento muscolare Organi tendinei del Golgi Sensibili alle variazioni di tensione legate alla contrazione muscolare; innescano un anello riflesso che frena l attività muscolare (riflesso miotatico inverso)

14 Le informazioni ricevute dal piede entrano nella organizzazione di circuiti riflessi segmentari

15 Le stesse informazioni vengono trasmesse in alto ai centri superiori per le vie polisinaptiche

16 La stimolazione dei recettori del piede mette in gioco degli impulsi miotonici scaglionati su tutto il resto del piede Ogni disarmonia (anche se lieve) del sistema barorecettoriale ha enormi ripercussioni sull attività generale del tono di postura e, a partire dalla terza lombare, dei muscoli intrinseci della colonna vertebrale

17 Nelle patologie podomeccaniche: la deambulazione costituisce sempre il riferimento di base ai fini di una adeguata elaborazione diagnostica e programmazione terapeutica

18 Dal punto di vista biomeccanico, durante la deambulazione, il piede si comporta come un elica a passo variabile

19 Il dispositivo centrale di controllo della gravità, nella biomeccanica del piede, è il complesso articolare peri-astragalico, composto da: Articolazione sotto-astragalica, posteriore (astragalo-calcaneare) e anteriore (astragaloscafoidea); Asse di movimento triplanare, forma un angolo con tutti e tre i piani cardinali

20 Il meccanismo ad elica è regolato dal movimento dell articolazione Sotto-Astragalica Piede destro visto frontalmente Pronazione Neutra Supinazione

21 Articolazione mediotarsica, (articolazione astragalo-scafoidea+calcaneo cuboidea); Ha due assi di movimento, obliquo e longitudinale attorno ai quali si svolge il movimento di pronosupinazione.

22 Articolazione tibio-tarsica (tibio-peroneo-astragalica); Ha un asse di movimento triplanare ma che convenzionalmente si considera perpendicolare al piano sagittale. Il movimento che si esegue è di flessione plantare e di flessione dorsale.

23 Movimenti del piede Inversione Avviene sul piano frontale, con la superficie plantare del piede che guarda verso la linea mediana del corpo. Eversione Avviene sul piano frontale, con la superficie plantare del piede che guarda dalla parte opposta della linea mediana del corpo.

24 Movimenti del piede Flessione Plantare Avviene sul piano sagittale, con la parte distale del piede che si allontana dalla tibia. Flessione Dorsale Avviene sul piano sagittale, con la parte distale del piede che si avvicina alla tibia.

25 Movimenti del piede Adduzione Avviene sul piano trasversale, con il piede che si muove verso la linea mediana del corpo. Abduzione Avviene sul piano trasversale, con il piede che si allontana dalla linea mediana del corpo.

26 Movimenti del piede Supinazione E un movimento triplanare con simultanea adduzione, inversione, flessione plantare del piede Pronazione E un movimento triplanare con simultanea abduzione, eversione, flessione dorsale del piede

27 Criteri biofisici di normalità Le relazioni ideali che devono intercorrere tra i segmenti ossei del piede e della gamba per ottenere la massima efficienza nella statica e nella deambulazione. Non si associano necessariamente a sintomatologia. A Il terzo distale della gamba è verticale B Le art. di ginocchio, TT e SA si trovano su piani trasversi paralleli alla superficie d appoggio C La SA è in posizione neutra D La linea divisoria della superficie posteriore del calcagno è verticale E La MT è in massima pronazione F Il piano plantare dell avampiede è parallelo a quello del retropiede ed entrambi sono paralleli alla superficie d appoggio. La linea di sezione sagitt della superf. poster. del calcagno è perpendic. al piano plantare del piede

28 Criteri biofisici di normalità G Il II, III e IV metatarso sono in totale flessione dorsale e la superficie plantare delle teste metatarsali descrive un piano comune parallelo alla superficie d appoggio H Il I e il V metatarso sono disposti con la superficie plantare delle loro teste che giace sullo stesso piano trasversale della II, II e IV testa metatarsale

29 Il ciclo completo del cammino E l intervallo di tempo che trascorre dall appoggio del tallone di un piede all appoggio del tallone dello stesso piede nel passo successivo. E suddiviso in: Fase di appoggio, inizia con l appoggio del tallone, finisce con il distacco delle dita ed è suddivisa nel periodo di: contatto, appoggio intermedio e propulsione. Fase di oscillazione, si verifica dal distacco delle dita all appoggio del tallone nel passo successivo.

30 La fase di appoggio: Contatto Il piede prona a livello dell articolazione sottoastragalica (SA). Il piede si comporta da accomodatore. La pronazione di SA crea la mobilità scheletrica che consente al piede di compensare e di adattarsi a variazioni del terreno e a variazioni nella posizione del tronco e della gamba. Sul piano trasversale, pelvi coscia e gamba ruotano internamente. Sul piano sagittale, l anca si estende, il ginocchio si flette e l articolazione tibio-tarsica (TT) è flessa plantarmente.

31 La fase di appoggio: Appoggio intermedio Il piede cambia assetto trasformandosi da accomodatore in leva rigida, indispensabile per la propulsione. Questo avviene per mezzo della supinazione della SA. Sul piano trasversale, coscia e gamba ruotano esternamente. Sul piano sagittale, anca e ginocchio si estendono, gamba e tronco avanzano oltre il piede causando la dorsiflessione della TT.

32 La fase di appoggio: Propulsione La SA continua a supinare. Sul piano trasversale, coscia e gamba ruotano esternamente. Sul piano sagittale, anca, ginocchio e TT si flettono. Il peso del corpo è spostato dalla parte laterale dell avampiede al lato mediale. Non appena il tallone si solleva, il peso è sostenuto completamente dalla V testa metatarsale e successivamente dalle teste metatarsali centrali e dal I dito.

33 Fase di oscillazione Il piede è trasferito da un appoggio a quello successivo La gamba continua con la sua rotazione esterna subito dopo il distacco delle dita per poi ruotare internamente per il resto della fase oscillante Il piede prona a livello di SA nella prima metà della fase di oscillazione, per facilitare il suo avanzamento a distanza di sicurezza dal suolo. Poi nell ultima parte dell oscillazione, supina lievemente per preparare il contatto del tallone.

34 Per una normale funzione del piede 1. Il piede deve coordinare l'effetto di rotazione interna degli arti inferiori all'impatto del tallone. 2. Deve poi invertire il senso di rotazione nell appoggio intermedio e consentire la rotazione esterna degli arti inferiori. 3. Contemporaneamente si deve stabilizzare, dovendo supportare forze che possono raggiungere multipli del peso del corpo consentendo a tutto il corpo di fare perno su di lui.

35 Movimento articolare durante la fase di appoggio L accelerazione lineare del corpo durante il cammino è raggiunta combinando la rotazione sul piano sagittale e trasversale di varie parti scheletriche delle estremità inferiori. Il movimento sul piano sagittale sposta il baricentro del corpo anteriormente alla base del piede di supporto. Questo produce una caduta in avanti che è controllata dalla contrazione muscolare, responsabile della decelerazione del corpo e delle sue parti.

36 Deformità del piede su un piano Sono posizioni fisse che non permettono il movimento sui normali assi di rotazione. Addotto Deformità del piede sul piano trasversale. La parte distale è angolata verso la linea mediana del corpo e si allontana dal piano sagittale. Abdotto Deformità del piede sul piano trasversale. La parte distale è angolata in direzione opposta rispetto alla linea mediana del corpo e si allontana dal piano sagittale.

37 Deformità del piede su un piano Sono posizioni fisse che non permettono il movimento sui normali assi di rotazione. Varo Deformità del piede in inversione (è una posizione sul piano frontale). Valgo Deformità del piede in eversione (è una posizione sul piano frontale).

38 Piede Piatto Vs Piede Cavo???

39 Allineamento avampiede-retropiede in carico Normale: testa astragalo coperta dallo scafoide e il calcagno in linea con tibia. La linea che unisce le teste metatarsali è perpendicolare all asse longitudinale della tibia

40 Avampiede varo: Bordo mediale dell avampiede è sollevato dal terreno Fino a pochi gradi di deformità è tollerato perché assorbito dall art. sottastragalica, senza determinare compensi del retropiede

41 Avampiede varo: Se è più importante, viene assorbito dalla sottoastragalica ma determina un compenso in valgo del retropiede Se non è assorbito dalla sotto-astragalica il peso si concentra bordo esterno avampiede

42 Avampiede valgo: Bordo laterale dell avampiede è sollevato dal terreno Fino a pochi gradi è tollerato se l avampiede è elastico

43 Avampiede valgo Se è grave e l avampiede non è elastico, si ha un compenso di sotto-astragalica che determina un retropiede varo Se non è assorbito dalla sotto-astragalica si ha un sovraccarico della testa del I metatarso

44

45 PIEDE PIATTO RIGIDO PRONAZIONE

46 PIEDE CAVO VARO PRONAZIONE SUPINAZIONE

47 La rotazione opposta del tronco produce la pronazione di SA sn e la supinazione di SA dx Il Compenso fisiologico Alterazione della posizione del tronco sul piano trasversale In appoggio bipodalico, la rotazione del tronco verso sinistra causa una rotazione interna della gamba destra e una rotazione esterna della gamba sinistra; la SA dx compensa pronando, la sn supina

48 Tutto ciò provoca una bascula e una rotazione del bacino nel suo insieme. L adattamento della colonna vertebrale su questo squilibrio del bacino può avvenire in due modi: uno armonico, è l attitudine scoliotica, compenso caratteristico nel giovane; uno disarmonico, è caratterizzato da bloccaggi vertebrali a vari livelli, tipico nell anziano. Contrariamente alla scoliosi, nell attitudine scoliotica non ci sono rotazioni dei corpi vertebrali su tutta la colonna ma solamente a livello delle ultime due o tre vertebre lombari per poter compensare la bascula e la rotazione del bacino. Piede disarmonico

49 Il Compenso fisiologico Alterazione della posizione del tronco sul piano frontale Lo spostamento del peso del corpo sul piano frontale determina un inclinazione degli arti inferiori, con conseguante compenso di SA. In appoggio bipodalico, lo spostamento del tronco a sinistra causa la pronazione del piede dx e la supinazione del sn. Lo spostamento del tronco a destra causa la pronazione del piede sn e la supinazione del dx.

50 Il Compenso fisiologico Alterazione della posizione del tronco sul piano sagittale Nell appoggio bipodalico, lo spostamento del corpo anteriormente su di un piano sagittale, produce la dorsiflessione di TT e la pronazione di SA in entrambi i piedi. Lo spostamento posteriore produce la plantar-flessione di TT e la supinazione di SA in entrambi i piedi. Idem nell appoggio monopodal.

51 Modulatore podalico In posturologia il piede è classificato in: Piede causativo, il piede è il responsabile dello squilibrio posturale. Le cause possono essere: acquisite (traumi), congenite (piede varo, valgo, ecc.) o iatrogene (solette o scarpe ortopediche). Piede adattativo, il piede è adattato a problemi e squilibri che vengono dall alto (cause discendenti). Bricot lo chiama piede compensatore perché è un piede che lotta attivamente contro degli squilibri discendenti cercando con il suo compenso di combatterli. Piede misto, associa una componente causativa e adattativa, molto spesso sono dei piedi asimmetrici o disarmonici. Piede a doppia componente, in statica è un piede valgo, varo o disarmonico, ma in dinamica rivela un anomalo svolgimento del passo.

52 Conseguenze statiche del piede varo Il piede varo è caratterizzato dall inversione del retropiede che provoca la rotazione esterna degli assi tibiali e femorali, con tendenza al ginocchio varo e iperpressione rotulea.

53 Questi difetti d asse causano: un difetto di copertura della testa femorale; una pressione anteriore sull acetabolo che provocherà la verticalizzazione dell ala iliaca; la coppia muscolare retto addominale/ischiocrurale, agendo sul pube e sull ischio trascina il sacro in flessione verticalizzandolo; l angolo sacrale diminuisce; Retroversione del bacino

54 dorso piatto e glutei piatti; le sollecitazioni muscolari anomale potranno provocare dolori lombari durante lo sforzo; la verticalizzazione dell osso sacro con la diminuzione dell angolo sacrale provocherà una riduzione della lordosi lombare fisiologica; le articolazioni posteriori sono sottomesse a delle sollecitazioni anomale. A livello del rachide:

55 Conseguenze statiche del piede valgo Il piede valgo è caratterizzato dall eversione del retropiede che provoca la rotazione interna degli assi tibiali e femorali, con tendenza al ginocchio valgo e disassamento interno della rotulea.

56 Questi difetti d asse causano: un appoggio esagerato sulla parte posteriore dell acetabolo che avrà come conseguenza una anteflessione dell ala iliaca; la coppia muscolare quadrato dei lombi/quadricipite femorale agendo sulla SIAS e SIPS trascina il sacro in estensione orizzontalizzandolo; l angolo sacrale aumenta; Antiversione del bacino

57 Il rachide compensa con una iperlordosi con protrusione di L3 verso l avanti, con addome prominente e in alto con una ipercifosi dorsale e una iperlordosi cervicale. Questi difetti d asse causano:

58 IN CONCLUSIONE Il piede è uno dei più importanti sensori del sistema tonico-posturale. Alla pianta dello stesso arrivano i terminali di tutte le catene muscolari. Con gli opportuni presidi si può interferire selettivamente col tono di esse e indurre modificazioni dell assetto posturale. Quali sono questi presidi? Utilizzo di plantari (in caso di piede causativo) Utilizzo di solette propriocettive (in caso di piede adattativo) Protocollo di esercizi per la correzione dei difetti del piede Riequilibrio posturale globale e segmentario.

59 TERAPIA ORTESICA PLANTARE

60 SOLETTA PROPRIOCETTIVA

61 Protocollo di esercizi per la correzione dei difetti del piede Mobilizzazione articolare e allungamento muscolare Stabilità e rinforzo muscolare propriocettività ed equilibrio Andature per migliorare la tecnica di passo Andature ed esercizi cavizzanti Andature per migliorare la tecnica di passo abbinate alle propriocettività Esercizi sulla sabbia

62 GRAZIE PER L ATTENZIONE

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