Lo screening precoce nella scuola elementare
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- Faustino Cortese
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2 G. STELLA E A. APOLITO Lo screening precoce nella scuola elementare Lo screening precoce nella scuola elementare Può una prova di 16 parole prevedere i disturbi specifici di apprendimento? Giacomo Stella e Alessia Apolito Il presente lavoro si inserisce all interno del filone di ricerca che si occupa di studiare metodi e strumenti per identificare il più precocemente possibile i Disturbi Specifici dell Apprendimento (DSA). Attraverso uno screening di primo livello effettuato verso la fine della prima elementare con semplici prove collettive si può arrivare a evidenziare se esistono difficoltà specifiche e intervenire opportunamente. Con il termine screening si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di predire un disturbo sulla base della presenza di un segno critico individuato in precedenza (test predittivo). Il test predittivo misura un fattore di rischio per il disturbo ed è basato sull assunzione che il risultato del test indica una condizione di rischio che prelude al disturbo. Il test di screening non pretende quindi di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma piuttosto di individuare con un buon livello di attendibilità i soggetti a rischio di un determinato disturbo. Non si tratta di porre diagnosi, ma piuttosto di indirizzare a uno studio diagnostico una popolazione che presenta alcuni indici caratterizzanti. Per essere efficace un test di screening deve essere semplice, rapido da somministrare e poco costoso, in termini sia di strumentazione che di impiego di risorse specialistiche. Queste caratteristiche rendono facile la sua impiegabilità e replicabilità nel corso degli anni. I test che prevedono molte prove e la loro somministrazione individuale hanno un grado di validità estremamente elevato, ma molto spesso vengono proposti solo una tantum poiché l impiego di risorse umane che richiedono è molto dispendioso. In questo caso, i risultati si avvicinano molto a quelli ottenuti con il test diagnostico mentre, nel caso del test singolo di screening, il risultato è sempre l indicazione di un livello di rischio. Edizioni Erickson Trento Vol. 1, n. 1, marzo 2004 (pp ) 111
3 Vol. 1, n. 1, marzo 2004 Il test di screening Per soddisfare i criteri previsti da uno screening predittivo è stato identificato uno strumento molto semplice, somministrabile anche dagli insegnanti, che dovrebbe prevedere quali sono i bambini che possono sviluppare un disturbo di apprendimento. Lo strumento pretende di identificare le difficoltà di elaborazione fonologica della parola, indispensabile per la trasformazione della parola orale in codice scritto. In particolare, viene studiato il livello alfabetico di accesso al codice, nell ipotesi che questo rappresenti il vero «cuore» del processo di apprendimento della letto-scrittura. I modelli di acquisizione della lingua scritta che ricevono maggiore consenso in ambito scientifico, mutuati dalle ricerche di lingua inglese di Uta Frith (1985) e di Seymour (1985), propongono lo sviluppo dell apprendimento della lettura e della scrittura attraverso le quattro fasi oramai note: fase logografica; fase alfabetica; fase ortografica; fase lessicale. Il processo di alfabetizzazione, che inizia con la scuola elementare, trascura le rappresentazioni logografiche della parola costruite spontaneamente dal bambino nel corso dell esperienza prescolare, e propone direttamente l apprendimento delle corrispondenze suono-segno per giungere rapidamente, già nel corso del primo anno, a una lettura e scrittura articolate e spedite della frase, abilità che richiedono la padronanza della fase ortografica e lessicale. Se si osserva lo sviluppo delle abilità di base in prima elementare, si rileva che i tempi e i modi di apprendimento sono molto diversi e influenzati da molteplici fattori: tempi di apprendimento, difficoltà di ordine fonologico, spaziale, temporale, sequenziale e prassico. In questa fase i bambini possono presentare difficoltà diverse che si manifestano sia attraverso tempi più lunghi di acquisizione, sia attraverso processi devianti che possono scomparire totalmente o in buona parte entro la fine del primo ciclo elementare, oppure cronicizzarsi persistendo anche nel secondo ciclo. Di qui la necessità di individuare precocemente le difficoltà, al fine di prevenire la comparsa e il consolidamento di strategie o meccanismi errati, inefficaci o poco economici e di limitare i danni derivanti dalla frustrazione dell insuccesso, quali il disadattamento o la perdita di motivazione all apprendimento. Il nostro lavoro si propone di individuare le difficoltà di accesso alla fase alfabetica, nell ipotesi che questa consenta di predire le successive difficoltà di apprendimento della lingua scritta. Ciò che non risulta del tutto chiaro dalle ricerche condotte negli ultimi anni è se le difficoltà di acquisire la lingua scritta interessino in modo interdipendente i processi di scrittura e di lettura, configurando quindi una sorta di unitarietà del processo di acquisizione del codice scritto, oppure se difficoltà in una delle due abilità possano comparire separatamente, senza che l altra ne sia interessata. 112
4 G. STELLA E A. APOLITO Lo screening precoce nella scuola elementare L analisi fonologica della parola è un elemento fondamentale sia nella lettura che nella scrittura e questo potrebbe far ritenere che un disturbo di questo processo possa interessare entrambe le abilità. Tuttavia i processi fonologici implicati nella scrittura non sono esattamente identici a quelli implicati nella lettura: nel primo caso si tratta di identificare i costituenti fonologici di una parola, elemento lessicale disponibile in formato assemblato (segmentazione fonemica), nell altro si tratta di identificare un elemento lessicale partendo da una serie ordinata di unità fonologiche distinte (fusione fonemica). In un caso la segmentazione fonologica è sostenuta e facilitata dalla rappresentazione lessicale, nell altro la rappresentazione fonologica si ricava attraverso una procedura assemblativa. In che misura i due processi di segmentazione e fusione sono interdipendenti? Ipotesi di ricerca Il quesito se i disturbi di scrittura possano essere predittivi anche dei disturbi di lettura ricorre spesso nella letteratura psicologica degli ultimi anni. I rischi di un disturbo di lettura possono essere previsti attraverso una prova di scrittura? Ciò significherebbe che i due processi sono interdipendenti e che le difficoltà di acquisire una delle due abilità dovrebbero necessariamente interessare anche l altra. L ipotesi di ricerca prevede che, attraverso la somministrazione di un dettato di 16 parole, si possa arrivare a identificare il rischio di un disturbo di scrittura e di lettura. Se l ipotesi è valida, allora in base a questa si prevede che i bambini con disturbi di scrittura debbano necessariamente presentare risultati deficitari o scadenti anche nei test di lettura. Se invece l ipotesi è invalida, allora dovremmo trovare bambini che presentano disturbi di scrittura ma non presentano disturbi di lettura e, viceversa, bambini che presentano disturbi di lettura senza disturbi di scrittura. Metodo La ricerca è stata svolta nel periodo maggio-giugno 2001, nel territorio della Repubblica di San Marino, su un campione di 177 bambini, che costituisce l intera leva di bambini di prima elementare. I dati riassuntivi del campione preso in esame sono esposti nella tabella 1. Da questo campione erano stati precedentemente tolti i bambini extracomunitari ed eventuali soggetti in situazione di handicap certificata. A tutti i bambini è stata somministrata una prova collettiva di scrittura e una prova individuale di lettura. Per la prova di scrittura è stata utilizzata una lista di 16 parole appositamente costruita dagli autori per i bambini di prima elementare. La lista è composta da 16 parole bisillabe e trisillabe a crescente complessità fonologica, volta a indagare lo sviluppo della fase alfabetica, e dunque priva di parole che richiedano l analisi dei cosiddetti «contrasti ortografici» o la riproduzione delle doppie. 113
5 Vol. 1, n. 1, marzo 2004 Tabella 1 Composizione del campione (analisi di genere) MASCHI FEMMINE TOTALE Per la prova di lettura, è stata utilizzata la batteria di parole e non-parole di Sartori, Job e Tressoldi (1985) rispettivamente composte da 4 liste di parole di 280 sillabe totali e 3 liste di non-parole di 126 sillabe. Prova di scrittura. Il dettato delle 16 parole è stato somministrato collettivamente in ciascuna classe elementare dallo stesso ricercatore in modo da annullare la variabile modalità di presentazione (prosodia, inflessione regionale, velocità di pronuncia, numero di ripetizioni). Prova di lettura. La prova è rigorosamente individuale. A ogni bambino è stato spiegato il compito e come procedere. La prova consiste nel leggere il più velocemente possibile, e cercando di non fare errori, le parole presentate su 4 colonne. Per ogni bambino è stata preparata una griglia di risposte, distinta per parole e non-parole, sulla quale sono stati registrati gli errori compiuti e il tempo impiegato per leggere le 4 liste di parole e le 3 liste di non-parole. Nella prova di scrittura per ogni bambino sono state conteggiate il numero delle parole corrette e quello delle parole sbagliate. A ogni parola corretta veniva attribuito 1 punto, per quelle sbagliate o omesse 0 punti. Nella prova di lettura per ogni bambino è stata calcolata: La velocità di lettura di parole e non-parole (separatamente), registrando con un cronometro il tempo totale impiegato a leggere le liste di parole e non-parole. Gli errori compiuti nella lettura di parole e non-parole: attraverso il computo delle parole (o non-parole) sbagliate. Per ogni parola autocorretta sono stati computati 0,5 errori. In caso di omissioni è stato sottratto al totale delle sillabe il numero di quelle saltate. Anche qui è stata calcolata la media degli errori e la loro deviazione standard. Risultati Nel presente studio verranno esaminati i risultati relativi alla scrittura e ai tempi e agli errori di lettura, e le correlazioni emerse tra i due compiti. Per l identificazione dei soggetti a rischio vengono utilizzati i seguenti criteri: Scrittura. Tutti i soggetti che presentano un risultato inferiore alle 2 dev. st. Lettura. Tutti i soggetti che presentano un risultato inferiore alle 2 dev. st. in almeno 2 dei 4 parametri riportati nella tabella 4: velocità/accuratezza lettura parole e velocità/ accuratezza non-parole. 114
6 G. STELLA E A. APOLITO Lo screening precoce nella scuola elementare Tabella 2 Risultati della prova scritta: numero di parole scritte correttamente SCRITTURA MEDIA DEVIAZIONE STANDARD Parole corrette 14,79 1,49 Tabella 3 Risultati della prova di lettura: analisi dei tempi di lettura (velocità) e del numero di errori commessi (accuratezza) LETTURA TEMPI TOTALI ERRORI Parole Media: 288,99 Media: 11,07 Dev. st.: 116,22 Dev. st.: 7,14 Non-parole Media: 153,58 Media: 8,13 Dev. st.: 53,36 Dev. st.: 5,44 Tabella 4 Velocità e accuratezza: i due parametri-criterio considerati per l identificazione dei soggetti a rischio Parole Velocità (tempi) Accuratezza (errori) Non-parole Velocità (tempi) Accuratezza (errori) Scrittura. Risultati relativi a soggetti che si collocano al di sotto delle 2 deviazioni standard nel compito di dettato Tabella 5 Analisi della prova di scrittura sull intero campione: 10 soggetti sono considerati a rischio, 8 non raggiungono il valore soglia TOTALE CAMPIONE < 2 DEV. ST. 1 < DEV. ST. < 2 Numero soggetti Lettura. Nella tabella 6 è indicato il numero di soggetti che, nel compito di lettura, si collocano al di sotto delle 2 deviazioni standard per almeno due criteri stabiliti. 115
7 Vol. 1, n. 1, marzo 2004 Tabella 6 Analisi della prova di lettura sull intero campione: 11 soggetti sono considerati a rischio con diverso grado di compromissione CAMPIONE TOTALE 4 CRITERI 3 CRITERI 2 CRITERI TOTALE Numero soggetti Dalle tabelle 5 e 6 risulta che vi sono 10 soggetti che rientrano nella fascia di rischio per la scrittura e 11 che rientrano nella fascia di rischio per la lettura con diverso grado di compromissione, ma comunque con almeno due parametri al di sotto della seconda deviazione standard. Per verificare se vi sia correlazione fra le due abilità è necessario individuare quanti soggetti sono presenti in entrambi i gruppi. Correlazioni fra i risultati scadenti in scrittura e le difficoltà di lettura A partire dai dati della prova di scrittura, così come prevede la nostra ipotesi, dobbiamo verificare quanti tra i 10 soggetti che risultano a rischio manifestano una difficoltà importante anche nel compito di lettura. Tra essi, 6 si collocano al di sotto delle due dev. st. in almeno 2 dei 4 punteggi di lettura, 3 vengono definiti «moderatamente a rischio» poiché si collocano tra la prima e la seconda dev. st. nel compito di lettura, non raggiungendo quindi il valore soglia; 1 soggetto non presenta difficoltà di lettura. In realtà, quindi, vi è una corrispondenza fra lettura e scrittura del 90% poiché ben 9 sono i soggetti che risultano essere interessati anche da una difficoltà nella lettura. I dati vengono riassunti nelle tabelle 7 e 8. Tabella 7 Analisi delle prestazioni di lettura nei soggetti definiti «a rischio» nella scrittura TOTALE NUMERO SOGGETTI Scrittura 10 Lettura 9 116
8 G. STELLA E A. APOLITO Lo screening precoce nella scuola elementare Tabella 8 Analisi delle prestazioni di lettura nei soggetti definiti «a rischio» nella scrittura TOTALE Soggetti «a rischio»: si collocano < 2 dev. st. per almeno 2 criteri. 6 Soggetti «moderatamente» a rischio: si collocano tra la prima e la seconda dev. st. per 2 parametri. 1 Soggetti a rischio «sfumato»: si collocano tra la prima e la seconda dev. st. per un solo parametro. 2 Nelle figure 1 e 2 vengono presentati i dati relativi alla lettura e alla scrittura e le correlazioni fra le due prestazioni. Conclusioni L ipotesi prevedeva che una prova di screening di scrittura fosse in grado di identificare il rischio DSA anche in lettura. I risultati mostrano che, su 10 bambini identificati come soggetti con disturbo di scrittura, 9 presentano qualche problema anche nella lettura: 6 di questi sono certamente a rischio in quanto anche nella lettura soddisfanno i criteri per l identificazione del rischio «sfumato». < 2 dev. st. 5% 1 < dev. st. < 2 4% Totale < 2 dev. st. 1 < dev. st. < 2 Totale 91% Fig. 1 Dati relativi alla scrittura. 117
9 Vol. 1, n. 1, marzo 2004 Soggetti a rischio «sfumato» (n. 2 soggetti) 7% Soggetti moderatamente a rischio (n. 1 soggetti) 4% Soggetti < 2 dev. st. per almeno 2 criteri (n. 6 soggetti) 21% Correlazione scritturalettura (n. 9 soggetti) 32% Scrittura (n. 10 soggetti) 36% Scrittura (n. 10 soggetti) Correlazione scritturalettura (n. 9 soggetti) Soggetti < 2 dev. st. per almeno due criteri (n. 6 soggetti) Soggetti moderatamente a rischio (n. 1 soggetto) Soggetti a rischio «sfumato» (n. 2 soggetti) Fig. 2 Correlazione scrittura-lettura. In tal caso è stato possibile concludere che il test di scrittura è risultato essere predittivo di soggetti a rischio anche nella prova di lettura nel 90% dei casi, risultato che soddisfà ampiamente i criteri identificati da Wood (Wood et al., 2002) per le caratteristiche di sensibilità e specificità di un test predittivo (> 70%). ALESSIA APOLITO, dottoranda in Psicologia dello Sviluppo Cognitivo presso l Università degli Studi di Urbino. Bibliografia Boder E. (1973). Developmental dyslexia: A diagnostic approach based on three typical readingspelling patterns. Dev Med Child Neurology, 15: Frith U. (1985). Beneath the surface of developmental dyslexia, in Patterson, J. Marshall e M Coltheart (a cura di), Surface dyslexia, London: L.E.A. Sartori G., Job R. e Tressoldi P. E. (1995). Batteria per la valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva, Firenze: Organizzazioni Speciali. Seymour P.H. (1985). Developmental dyslexia: Cognitive experimental analysis, in J.C.Marshall, M. Coltheart e K.Petterson (a cura di), Surface dyslexia and surface dysgraphia. London: Routledge and Kegan Paul. Stella G. (1996). La dislessia: Aspetti clinici, terapeutici e riabilitativi. Milano: Angeli. Wood F., Flowers L., Meyer M. e Hill D. (2002). How to Evaluate and Compare Screening Test: Principles of Science and Good Sense. IDA 53rd Annual Conference, Nov , 2002, Atlanta, Georgia. 118
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