METODOLOGIA DELL INSEGNAMENTO
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- Patrizia Nobile
- 9 anni fa
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1 Corso di per Istruttori FIDAL Piemonte Corso di 1 Livello (Istruttore) METODOLOGIA DELL INSEGNAMENTO
2 Di cosa Parliamo oggi: CANALI DELLA COMUNICAZIONE METODI DI INSEGNAMENTO STILI DI INSEGNAMENTO ORG. UNA SEDUTA
3 I CANALI DELLA COMUNICAZIONE VERBALE parole
4 I CANALI DELLA COMUNICAZIONE Si migliora la propria comunicazione verbale se: Osserviamo i dettagli della prestazione Uso di parole precise e concrete Descrizione di microazioni Separare i fatti dalle opinioni Usare frasi positve (evitare l uso del non ) dice poche parole, ma quelle giuste Preparare le cose da dire organizzate per punti Importante descrivere e non giudicare Nr.
5 I CANALI DELLA COMUNICAZIONE VERBALE PARA VERBALE tono volume velocità pause 1
6 I CANALI DELLA COMUNICAZIONE Si migliora la propria comunicazione para-verbale se: usare usa toni/ritmi/volumi diversi differenziare in funzione delle situazioni utilizzo delle pause per sottolineare le cose importanti Allenarsi a modulare la propria comunicazione
7 I CANALI DELLA COMUNICAZIONE 1. Verbale 2. Para-verbale 3. Non-verbale: mimica gestualità postura sguardo distanza contatto fisico
8 I CANALI DELLA COMUNICAZIONE Si migliora l efficacia della nostra comunicazione non verbale se: utilizziamo i gesti che traducono le parole guardiamo negli occhi l atleta usiamo la distanza in funzione di ciò che vuole dire Allenarsi a guardare come comunichiamo Nr.
9 I CANALI DELLA COMUNICAZIONE VERBALE PARA-VERBALE NON VERBALE LUOGO
10 I CANALI DELLA COMUNICAZIONE IMPORTANTE Massima efficacia se i canali sono coerenti In caso di contrasto tra il canale verbale e gli altri le nostre parole perdono di valore La comunicazione non è ciò che dico, ma quello che l interlocutore capisce!!! Quindi è fondamentale: - osservare i segnali di ritorno (segnali di comprensione) - fare rilanci
11 SELF-EFFICACY La Self-Efficacy è... quanto mi sento capace a... E la convinzione-sentimento personale di saper fare una determinata cosa E un giudizio specifico di capacità, diverso dall autostima
12 COME SI SVILUPPA LA SELF-EFFICACY Esperienza diretta Esperienza di altri Stati fisiologici, motivazionali e psicologici FEEDBACK
13 FEEDBACK Sono indicazioni, suggerimenti, commenti fatti dall allenatore Possono essere di due tipi:» Feedback Positivi = elogi, complimenti, rinforzi» Feedback Negativi = critiche
14 I FEEDBACK POSITIVI Condizionato/specifico (fatto) Incondizionato/generico (persona) Bene! Hai fatto un ottima rincorsa!!! Ciao, come stai? Ho visto che in nell ultimo salto hai gestito bene la pressione! Brava!! Pensa alle sensazioni avute durante questo ottimo lancio... Memorizzale Sei proprio in gamba! Questo mese ti sei impegnato molto Hai fatto un ottima gara Stretto ZOOM Largo
15 FLI EFFETTI DEI FEEDBACK POSITIVI Condizionato/specifico (fatto) Incondizionato/generico (persona) - Consapevolezza e rinforzo dei comportamenti - Apprendimento - Autoefficacia ( mi sento capace di... ) - Gioia e energizzazione - Autostima ( io valgo, io mi piaccio ) - Simpatia verso l allenatore - Stima e fedeltà verso l allenatore Stretto ZOOM Largo
16 COME DARE FEEDBACK POSITIVI Sottolineare dettagli prestativi Attibruire i progressi agli sforzi dell atleta Concentrarsi su ciò che è stato migliorato Trasmettere che le capacità sono acquistite e non casuali
17 I FEEDBACK NEGATIVI Condizionato/specifico (fatto) Incondizionato/generico (persona) Se avessi corso meglio gli ultimi 50m avresti fatto il personale. Non hai fatto 1,70 perchè non hai tenuto lo stacco. Hai visto com era la chiusura, cosa puoi fare per migliorala? Sei incapace Quanto hai fatto? Se tu fossi una donna saresti bravo!!! In gara non ne fai una giusta!!! Stretto ZOOM Largo
18 GLI EFFETTI DEI FEEDBACK NEGATIVI Condizionato/specifico (fatto) Incondizionato/generico (persona) Consapevolezza di cosa non va e di come si dovrebbe fare Responsabilità Apprendimento Fiducia nell allenatore Rabbia (negli adulti maschi) Paura, impotenza e paralisi Depressione Disistima di sé e degli altri Conflittualità e competizione nel gruppo Stretto ZOOM Largo
19 COME DARE FEEDBACK NEGATIVI Concentrarsi sui fatti (sul passato) Mostrare o chiedere quale può essere la soluzione o la correzione all errore Evitare parole come: sempre... mai.. tutto.. ogni volta...
20 IL FEEDBACK A PANINO Dopo un salto in lungo ELOGIO: Ottima Rincorsa CRITICA: Puoi migliorare, devi tenere lo stacco ELOGIO: E nelle tue capacità, ricordati delle esercitazioni di stacco che abbiamo fatto
21 METODI DI INSEGNAMENTO Definizione Modo per Facilitare e rendere produttivo l apprendimento. Pellerey
22 CLASSIFICAZIONE METODI DIDATTICI DEDUTTIVI: L istruttore trasmette e dimostra con le proprie conoscenze INDUTTIVI: L atleta sotto la guida dell allenatore scopre e sperimenta in maniera autonoma MET. PRESCRITTIVO MET. DELLA RISOLUZIONE DEI MET. MISTO PROBLEMI MET. DELL ASSEGNAZIONE DEI MET. DELLA SCOPERTA GUIDATA COMPITI MET. DELLA LIBERA ESPLORAZIONE
23 METODO PRESCRITTIVO L istruttore controlla sia il ragazzo che l attività svolta. Comporta 4 Fasi: Esplicativa Dimostrativa Esecutiva Correzione degli errori
24 MISTO Si mixano l analisi e sintesi dell esercitazione Il processo prevede SINTESI - ANALISI - SINTESI Es. Globale - Es. Analitico - Es. Globale
25 ASSEGNAZIONE DEI COMPITI Vengono assegnati dei compiti motori ai ragazzi. Si spiega e si dimostra l esercito L istruttore controlla volume e intensità del lavoro
26 RISOLUZIONE DEI PROBLEMI Proporre un problema e l atleta in maniera autonoma deve cercare di risolverlo. L istruttore può eventualmente guidare con alcune indicazioni alla risoluzione del problema.
27 SCOPERTA GUIDATA L allievo risolve il problema in maniera individuale ma in un ambito prestabilito dall istruttore
28 LIBERA ESPLORAZIONE Si dà libero sfogo alla fantasia del ragazzo. Compito dell istruttore è attirare l attenzione verso un attività sviluppata dall allievo
29 STILI DI INSEGNAMENTO Ci sono 3 stili di insegnamento: - STILE AUTORITARIO: comunicazione unidirezionale - STILE PERMISSIVO: comunicazione bidirezionale - STILE AUTOREVOLE: comunicazion bidirezionale asimmetrica
30 STILE AUTORITARIO Tradizionale e con rapporto unidirezionale Assenza di dialogo Solo Obblighi L atleta non diventa autonomo, ma è passivo all allenatore Utilizza sopratutto Feedback negativi
31 STILE PERMISSIVO Molto Diffuso Ampio Dialogo Ampia libertà all atleta, che però acquista poca autonomia in quanto poco responsabilizzato Facilita a una condotta aggressiva
32 Dialogo profondo e reciprocità STILE AUTOREVOLE Regole ben stabile e valgono per tutti Porta ai migliori risultati Si fa crescere l atleta e lo si porta ad essere autonomo Si danno regole e si motivano
33 ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA Organizzazione di una seduta Modello Operativo Principi di un allenamento efficace Esempio di organizzazione di una seduta I contenuti di una seduta Materiale Didattico Confronto
34 ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA Professionalità Cura del dettaglio Qualità ed Eccellenza Benessere psico-fisico del bambino Organizzazione
35 Modello operativo La gestione globale della seduta -Programmazione della seduta -Verifica dei materiali presenti -Attesa bambini Prima dell allenamento -Controllo e contatto prima dell allenamento -Inizio della seduta -Gestione campo -Sicurezza dei bambini -Termine della seduta -Contatto a fine seduta -Consegna alle famiglie e contatto Durante l allenamento Feedback (bambini, personale) Dopo l allenamento
36 Modello operativo Prima dell allenamento Programmazione -Allenamento, mensile, annuale - Scheda Allenamento In funzione di: -N di bambini -Età -Spazi -Materiale in società -
37 Modello operativo Prima dell allenamento Caratteristiche della programmazione: -Continuità -Gradualità -Variabilità -Esercizi polivalenti -Obiettivi multilaterali Deve mirare allo sviluppo di tutte le aree della personalità (motoria, cognitiva, affettiva e sociale)
38 Modello operativo Prima dell allenamento Preparazione del campo -Scelta e controllo del materiale -Disposizione materiale in campo -In sicurezza (controllo superficie, materiale inutilizzato in posizione non pericolosa, ) -Logisticamente corretta Attesa Bambini
39 Modello operativo Durante l allenamento Presenza al loro arrivo Consegna alle famiglie e contatto -Modalità -Ogni bimbo deve non veder l ora di tornare la prossima volta Il bambino è sotto la nostra responsabilità, durante tutto l allenamento, fino a quando non esce dal nostro impianto
40 Modello operativo Dopo l allenamento Feedback sull allenamento - Dell allenatore - Dei bambini - Bisogna parlare con i bambini per capire se qualcosa non ha funzionato E il primo passo verso la programmazione e l organizzazione dell allenamento successivo.
41 CONCLUSIONI Come? Migliorare la qualità dell allenamento - L attenzione a tutti questi aspetti - Rimettendosi sempre in discussione Solo mettendosi i discussione si capiscono i propri limiti e si riescono a superare
42 PRINCIPI DI UN ALLENAMENTO EFFICACE Poche pause vuol dire molta esperienza E importante osservare e all occorrenza modificare l esercitazione proposta nel caso in cui non risulti efficace: Tempi, spazi, ecc. Sono molto importanti i concetti di : Polivalenza e Multilateralità Lo sviluppo delle capacità cognitive è fondamentale Ricordarsi in fase di programmazione e di gestione di essere stato bambino.
43 PRINCIPI DI UN ALLENAMENTO EFFICACE IMPORTANZA DELL ALTA INTENSITA E molto difficile tenere alta l intensità Alta intensità permette di fare molte cose e il bambino apprende di più nello stesso tempo L attività per il bambino è più stimolante Fa in modo che i bambini siano più attenti In questo modo l allenatore allena E NON E UNO SPETTATORE
44 USI E COSTUMI DELL ALLENATORE L allenatore deve saper utilizzare in modo corretto la voce: - essere udibile da tutto il gruppo - usare una terminologia corretta - incoraggiare e stimolare costantemente tutto il gruppo Coinvolgimento Emotivo del giocatore e del coach Intensità Il sano agonismo è un elemento da sviluppare L atteggiamento, la postura e la motivazione del coach fanno la differenza Importante la posizione dell allenatore La consapevolezza del miglioramento fa migliorare
45 USI E COSTUMI DELL ALLENATORE Molti allenatori improvvisano, importante avere una scheda allenamento L avere una scheda ci permette di avere già un idea di ciò che andremo a fare.
46 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA Il tempo è ben scandito Divisione della seduta in momenti Attivazione: Momento di riscaldamento Esercitazioni: Momenti esperienzali in cui il bambino deve imparare qualcosa
47 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA ATTIVAZIONE Durata 10 circa Vengono effettuati giochi di gruppo Dovrebbe essere indirizzata all obiettivo della giornata
48 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA ESERCITAZIONI Durata max (ogni esercitazione) Possono avere il carattere di Sfida Devono richiamare degli obiettivi precisi Devono prevedere elementi tecnici, motori, cognitivi L ultima esercitazione deve essere fatta come sfida
49 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA Possono esserci diversi tipi di Esercitazioni: Giochi ESERCITAZIONI Percorsi Obbligati Percorsi Liberi Staffette Esercitazioni di tipo tecnico
50 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA GIOCHI Sono esercitazioni in cui si prevede che il bambino esegua gesti motori, propri e non propri dell atletica leggera in spazi liberi o delimitati. Possono avere carattere imitativo (Giochi Imitativi) Es. Gioco dei colori, sparviero, fulmine, PRO: Poche pause, ottimi come attivazione, molto vari, multilaterali CONTRO: Possibili poche correzioni da parte dell allenatore, poco tecnico
51 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA PERCORSI OBBLIGATI Sono esercitazioni in cui il percorso è ben definito e stabilito e il bambino non ha possibilità di scelte PRO: Buona componente di sfida, buone possibilità di correzioni, abbastanza multilaterale CONTRO: Pochi bambini in movimento (max 2-3), poco controllo sul gruppo
52 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA PERCORSI LIBERI Sono esercitazioni in cui il percorso non è ripetuto sempre nello stesso modo ed eventualmente può essere deciso dal bambino. PRO: Alta Componente cognitiva, maggior coinvolgimento del gruppo CONTRO: Difficile la valutazione da parte del tecnico
53 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA STAFFETTE Esercitazioni che prevedono lo svolgimento di gare a squadre PRO: Sfida in cui anche i più deboli possono vincere, molte variabili, Intesità abbastanza alta CONTRO: Difficoltà di inserire molti obiettivi, devono avere regole semplici
54 ESEMPIO DI ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA ESERCITAZIONI DI TIPO TECNICO Esercitazioni che prevedono gesti tecnici specifici dell atletica PRO: Si può correggere e analizzare meglio l aspetto tecnico, il bambino impara l atletica, ottimo mezzo per trasmettere l atletica dei grandi CONTRO: Difficile mantenere alta l intensità, noiosi per I bambini, poco multilaterali
55 MATERIALE DIDATTICO Il materiale didattico può essere molto vario: Palloni di ogni forma, colore, peso, dimensione Ostacoli di varie altezze Coni di diversi colori e altezze Segnacampo (cinesini) Funicelle Cerchi Peso, Vortex.. Materassi (salto in alto, Serneige) Tappeti elastici..
56 MATERIALE DIDATTICO L utilizzo di un attrezzo può essere di due tipi: PROPRIO: utilizzo per il quale è stato ideato USO PROPRIO E IMPROPRIO IMPROPRIO: utilizzo diverso da quello per il quale è stato ideato ESEMPI OSTACOLI : superamento in corsa o strisciando CONI, PALLONI usati come ostacoli CERCHI usati per essere lanciati con un obiettivo TAPPETO ELASTICO usato come canestro L uso improprio di un attrezzo dà una maggiore varietà di esercitazioni rispetto a quelle che potremmo fare nel nostro impianto.
57 ORGANIZZAZIONE DELLA SEDUTA CONCLUSIONI PROFESSIONALITA ORGANIZZAZIONE PROGRAMMAZIONE OBIETTIVI DI ALLENAMENTO INTENSITA DI ALLENAMENTO SCANSIONE DEL TEMPO DI UN ESERCIZIO FANTASIA UTILIZZO DI DIVERSI ATTREZZI Tutte queste componenti daranno come risultato una seduta coinvolgente che permetterà ai bambini un apprendimento divertente.
58 ARRIVEDERCI SUI CAMPI DI ATLETICA!!!!!!!
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