Cromatografia liquida ad alta pressione (HPLC)
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- Ortensia Arena
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1 Cromatografia liquida ad alta pressione (HPLC) L Equazione di Van Deemter suggerisce che un notevole miglioramento dell efficienza separativa possa derivare dalla riduzione del diametro delle particelle dell impaccamento, che abbatte il contributo del trasferimento di analita all interno della fase mobile: C M f(d d u 2, P D 2, C M u) u
2 In generale la diminuzione del diametro delle particelle migliora l altezza di piatto teorico su un grande intervallo di velocità lineari: I diametri impiegati attualmente per le particelle degli impaccamenti sono di 2-5 mm e generano contro-pressioni dell ordine di alcune centinaia di atmosfere, che possono essere vinte impiegando pompe ad alta pressione per spingere la fase mobile all interno delle colonne.
3 Classificazione delle tecniche HPLC polarità
4 Schema generale della strumentazione HPLC
5 Degassatori per la fase mobile HPLC Prima di essere aspirate nelle pompe HPLC le fasi mobili devono essere accuratamente degassate per evitare la successiva formazione di bolle. L operazione può essere effettuata insufflando elio nei contenitori dei solventi attraverso setti porosi in acciaio. L approccio attualmente più usato per il degassaggio è l uso di camere sotto vuoto in cui i solventi vengono fatti passare sfruttando tubi speciali permeabili ai gas. I gas disciolti nei solventi vengono liberati per effetto della depressione esterna, permeano attraverso le pareti dei tubi e poi sono pompati all esterno del degassatore.
6 Sistemi di pompaggio: pompe a pistone reciprocante Consentono il raggiungimento di pressioni di liquido molto elevate (fino a 1000 atmosfere), generando tuttavia un flusso ad impulsi: a motore b ingranaggio c guarnizione d pistone e ingresso solvente f valvole g uscita solvente pompaggio riempimento inizio della fase di riempimento inizio della fase di pompaggio Schema in sezione Principio di funzionamento
7 Le pulsazioni possono essere attenuate adoperando una pompa a doppio pistone reciprocante: Mentre una delle due pompe è in fase di spinta (tracciato blu) l altra è in fase di aspirazione (tracciato rosso). Il flusso finale risulta dalla composizione dei due flussi.
8 Sistemi di pompaggio: pompe a siringa (o a spostamento) alla colonna a siringa b guarnizione c ingranaggi d - motore e riserva di fase mobile Rispetto alle pompe reciprocanti quelle a siringa hanno il vantaggio di generare un flusso privo di impulsi e di richiedere una minore manutenzione, tuttavia la presenza di una riserva limitata di solvente può essere un problema. Le pressioni massime esercitabili sono dell ordine di 5000 atm.
9 Smorzatori di impulsi Per ridurre le pulsazioni del flusso si può introdurre uno smorzatore di impulsi a valle della pompa. pompa pompa colonna vite di regolazione colonna Lo smorzamento può avvenire interponendo un tubo metallico flessibile, avvolto a spirale, fra la pompa e la colonna. Nella fase di compressione il tubo si deforma aumentando il suo volume interno e compensando così l aumento di pressione del liquido. Nella fase di aspirazione il diametro del tubo si restringe ed il liquido liberato dal suo interno compensa la diminuzione di pressione. In alternativa si può usare un dispositivo a molla regolabile.
10 In altri smorzatori la compensazione delle fluttuazioni di pressione avviene ad opera di un gas o un liquido separato dalla fase mobile mediante una membrana deformabile o un mantice: gas o liquido colonna gas o liquido membrana pompa pompa colonna In questo caso e nei dispositivi a molla le fluttuazioni di pressione sono inferiori allo 0.1 %, notevolmente migliori di quelle ottenibili con i tubi flessibili (3 %), inoltre la fase mobile non deve passare attraverso un tubo metallico, con possibili rischi di contaminazione.
11 Iniettori per sistemi HPLC Consentono l introduzione di piccoli volumi del campione ( ml) nel flusso di fase mobile sotto pressione con variazioni inferiori all 1%. Principio di funzionamento LOAD: caricamento del loop con la soluzione contenente l analita INJECT: iniezione del campione nel flusso di fase mobile
12 Dettaglio delle connessioni fra le linee esterne (o l ago della siringa) e le cavità interne della valvola di iniezione a sei vie:
13 Rivelatori in HPLC Vengono distinti in due categorie: Rivelatori di proprietà globali della fase mobile (indice di rifrazione, conducibilità elettrica, densità) bulk detectors Rivelatori di proprietà specifiche degli analiti separati (assorbimento nella regione UV-visibile-IR, fluorescenza, elettroattività, ecc.) Caratteristica fondamentale dei rivelatori HPLC Il loro volume interno dev essere minimo per evitare il ri-allargamento della banda caratteristica di un analita dopo l uscita dalla colonna HPLC. Tipicamente esso dev essere inferiore ad 1/10 del volume di fase mobile corrispondente ad un picco (di solito 100 ml).
14 Rivelatori basati sull indice di rifrazione Principio di funzionamento: il passaggio di un analita nella cella sample genera una variazione di indice di rifrazione rispetto alla cella reference e quindi uno spostamento del punto in cui la radiazione emergente collide sul sensore: solo fase mobile nella cella sample passaggio di un analita nella cella sample Lo Zero Adjust è una lente che può spostarsi per consentire la rifocalizzazione nel punto centrale del sensore della radiazione rifratta in presenza di analita. Ad essa è collegato un pennino che descrive le variazioni di indice di rifrazione, tracciando, di fatto, il cromatogramma.
15 In una variante più moderna del rivelatore lo spostamento della radiazione dovuto alla rifrazione in presenza di analita viene percepito grazie ad una serie di fotodiodi:
16 Requisiti: la cella dev essere rigorosamente termostatata perché l indice di rifrazione è sensibile alle variazioni di temperatura, inoltre non si può variare la composizione della fase mobile nel corso dell eluizione. Esempio di rivelazione basata sull indice di rifrazione: Separazione di carboidrati standard e di quelli presenti in un estratto di ciambella (bagel)
17 Rivelatori UV a lunghezza d onda singola Lunghezza d onda fissa La sorgente è una lampada a vapori di mercurio (emissione stabile e intensa a 254 nm) o un laser. Cella con configurazione a Z Si fa in modo che la radiazione sia parallela alla direzione del flusso per minimizzare i problemi legati a variazioni dell indice di rifrazione.
18 Lunghezza d onda variabile La sorgente è una lampada al deuterio, avente emissione continua, ed è accoppiata ad un monocromatore. In questo caso è possibile scegliere una lunghezza d onda ottimale per ciascun composto eluente, nell intervallo nm. Il beamsplitter consente di sdoppiare la radiazione (selezionata con il reticolo), inviandone una parte ad un rivelatore di riferimento, che misura I 0, l altra alla cella in cui fluisce la fase mobile e poi ad un secondo rivelatore, che misura I. deuterium lamp Il comparatore confronta continuamente I 0 con I, fornendo l assorbanza.
19 Rivelatori UV a serie di diodi (UV - DAD) La presenza di un rivelatore a serie di diodi consente di registrare più volte un intero spettro di assorbimento UV-visibile durante l eluizione di ciascun picco cromatografico. Il confronto con spettri UV riportati in banche dati spettroscopiche può in alcuni casi consentire di identificare la specie eluente sotto il picco.
20 Esempio di DAD dotato di un beamsplitter e di due serie di fotodiodi, una destinata alla radiazione passante per la cella collegata alla colonna HPLC e l altra alla radiazione di riferimento.
21 I dati ottenuti in questo caso sono di natura tridimensionale (tempo, lunghezza d onda, assorbanza): ad ogni punto di un picco del cromatogramma corrisponde uno spettro UV. Il numero dei punti campionati sarà tanto maggiore quanto più veloce è l acquisizione dello spettro. tempo La ricostruzione del cromatogramma (ossia l ottenimento dell ordinata per ciascun punto) può essere effettuata con il computer in due modalità: Assorbanza a l selezionata: si sceglie una lunghezze d onda e si riporta la A(l) in funzione del tempo di ritenzione. Assorbanza massima: si riporta l assorbanza massima registrata in ciascuno spettro di assorbimento registrato nel corso dell eluizione.
22 Un esempio: separazione di una serie di pigmenti colorati (carotenoidi) con rivelazione DAD nella regione del visibile:
23 Rivelatori a fluorescenza La misura viene effettuata in modo analogo a quanto accade in uno spettrofluorimetro, tuttavia al posto della cuvetta è posta una cella attraversata dalla fase mobile. I rivelatori a fluorescenza presentano la sensibilità più alta fra i rivelatori HPLC. UV, 360 nm fluorescenza ecc. 365 nm, em. 455 nm
24 Confronto fra rivelatori HPLC Rivelatori LOD, g/ml Minima quantità rivelabile Indice di rifrazione ng-1 mg Assorbimento UV pg 1 ng Fluorescenza pg Spettr. di massa pg 1 ng Conducibilità elettr pg 1 ng Elettrochimici pg 1 ng Assorbimento IR mg
25 Colonne e particelle di impaccamento per HPLC Colonne Sono tipicamente cilindri cavi in acciaio, alluminio o plastica (eventualmente circondati da una camicia in alluminio) di lunghezza da 5 a 30 cm e diametro interno da 2 a 10 mm, riempiti con particelle di materiale di supporto di diametro 1-10 mm (a cui corrisponde un numero di piatti teorici da a per metro). I setti porosi in titanio distribuiscono uniformemente nella colonna la fase mobile entrante attraverso un sottile tubicino. La colonna di guardia (che può essere anche esterna) funge da colonna sacrificale, catturando particelle di grandi dimensioni, sfuggite alla filtrazione dei solventi, che potrebbero otturare la colonna analitica.
26 Particelle di impaccamento Sono tipicamente realizzate in materiale siliceo (come in GC) e si distinguono in due principali categorie. Particelle pellicolari - hanno diametro variabile da 30 a 40 mm, ricoperte in superficie da un sottile strato (1-2 mm) di fase stazionaria. Si usano ormai soprattutto per le colonne di guardia (precolonne). Particelle porose - hanno diametro variabile tra 1 e 10 mm e sono dotate di canalicoli interni il cui foro di accesso ha un diametro di Å. Sono costituite o da aggregati di particelle silicee porose di piccole dimensioni (a) o da strutture a spugna (b), caratterizzate da canalicoli. a b
27 Confronto fra le caratteristiche delle particelle pellicolari e porose Proprietà Particelle pellicolari Particelle porose Altezza di piatto teorico (mm) Lunghezza di colonna (cm) Diametro di colonna (mm) Caduta di pressione (psi/cm) Area superficiale (m 2 /g) Impaccamento Semplice, a secco Complesso e costoso
28 Tipologie di colonne HPLC di sviluppo più recente Colonne impaccate con particelle core-shell Le particelle core-shell hanno un nucleo di silice non porosa circondato da un sottile strato di silice porosa. La diminuzione della superficie interfacciale fra fase stazionaria e mobile, rispetto alle particelle porose, è compensata dalla diminuzione del contributo del termine C M nell equazione di Van Deemter, con conseguente incremento dell efficienza.
29 Colonne monolitiche Le colonne monolitiche sono realizzate incastonando in un cilindro in materiale plastico una barra cilindrica di silice ottenuta per polimerizzazione di precursori in soluzione. La silice così ottenuta è estremamente porosa (l 80% del volume di una barra è vuoto) e caratterizzata da pori principali di diametro circa 2 mm e pori molto più piccoli (13 nm) posizionati sullo scheletro di silice. La struttura aperta e rigida della silice monolitica abbatte la contropressione incontrata dalla fase mobile, consentendo di lavorare a flussi molto elevati (anche 10 ml/min).
30 Fasi stazionarie per HPLC La natura chimica della fase stazionaria in HPLC è molto variabile e determina il tipo di tecnica: La cromatografia di ripartizione, soprattutto nella variante in fase inversa, è in assoluto la tecnica HPLC più utilizzata.
31 Cromatografia di ripartizione In questo caso ciascun analita si ripartisce fra la fase mobile e la fase stazionaria. Il tempo di ritenzione sarà determinato dalla competizione fra le affinità di ciascun analita per la fase mobile e per la fase stazionaria fase mob. fase staz. supporto Storicamente è stata suddivisa in due tecniche: Cromatografia di ripartizione in fase diretta (NPC) la fase stazionaria è polare mentre quella mobile è apolare. Cromatografia di ripartizione in fase inversa (RPC) la fase stazionaria è apolare mentre quella mobile è polare (di solito acqua modificata con un solvente come metanolo o acetonitrile).
32 Si possono fare delle previsioni sui tempi di ritenzione in base alla polarità degli analiti da separare: NPC RPC in NPC eluiscono più tardi i composti più polari e i loro tempi di ritenzione possono essere diminuiti aumentando la polarità della fase mobile in RPC eluiscono più tardi i composti meno polari e i loro tempi di ritenzione possono essere diminuiti riducendo la polarità della fase mobile
33 Caratteristiche di solventi usati in HPLC NPC RPC La forza eluente in questo caso si riferisce al processo di adsorbimento su silice.
34 Fasi stazionarie per HPLC di ripartizione Le fasi stazionarie più usate per HPLC di ripartizione sono fasi legate. La natura dei gruppi legati determina il tipo di tecnica: NPC -C 2 H 4 CN, ciano -C 3 H 6 N(CH 3 ) 2, dimetilammino -C 3 H 6 NH 2, ammino -C 3 H 6 OCH 2 CHOHCH 2 OH, diolo RPC -CH 3, metile (C1) -C 8 H 17, ottile (C8) -C 12 H 25, dodecile (C12) -C 18 H 37, ottadecile (C18)
35 Vantaggi della tecnica RPC La tecnica RPC a fase legata e attualmente di gran lunga quella piu utilizzata in HPLC di ripartizione, per una serie di vantaggi rispetto alla NPC: l acqua, la fase mobile predominante, è poco costosa e facilmente disponibile e i campioni acquosi possono essere direttamente iniettati nelle fasi mobili; i solventi non acquosi utilizzati per la fase mobile (metanolo, acetonitrile) sono facilmente disponibili e ad elevato grado di purezza; usando opportuni additivi (tamponi, reagenti che formano coppie ioniche) e possibile analizzare in RPC sia analiti non ionici che analiti ionici o ionizzabili (cromatografia di ripartizione a soppressione ionica).
36 Effetto della variazione di fase stazionaria in RPC: un esempio La diminuzione della polarità della fase stazionaria (C1 C8 C18) aumenta il tempo di ritenzione dei composti meno polari, migliorando la separazione, anche se a scapito del tempo totale di analisi.
37 Effetto della variazione di fase mobile in RPC: un esempio Separazione su colonna C18 di: 24 % metanolo A B C D E uracile fenolo benzaldeide nitrobenzene metil-benzoato 43 % metanolo Fase mobile: acqua-metanolo 63 % metanolo 82 % metanolo L aumento della percentuale di metanolo abbassa la polarita complessiva della fase mobile, avvicinando gli analiti meno polari (C, D, E) a quelli piu polari. La condizione ideale corrisponde al 43 % di metanolo.
38 RPC con eluizione a gradiente Non sempre è possibile separare tutti gli analiti in miscele complesse adoperando una fase mobile a composizione costante, ossia in modalità isocratica. L alternativa consiste nell eluizione a gradiente, ossia la variazione progressiva della composizione della fase mobile durante la separazione. Nel caso di una separazione RPC si aumenta progressivamente la percentuale del/dei solventi meno polari mescolati all acqua nella fase mobile. Si possono creare gradienti di eluizione anche con quattro diversi solventi, inoltre il gradiente può essere non lineare.
39 Modalità di esecuzione di un gradiente di eluizione Ad alta pressione A bassa pressione riserve di solvente Pompa A Pompa B Pompa C Pompa D Valvola di mescolamento Valvola di mescolamento alla colonna Programmatore di gradiente Pompa alla colonna La modalità ad alta pressione richiede tante pompe cromatografiche quanti sono i diversi solventi adoperati per il gradiente, quindi è più laboriosa e costosa.
40 Un esempio raffinato di RPC a gradiente di eluizione Il profilo indica la variazione della percentuale di acetonitrile nella miscela con acqua usata come fase mobile. Il gradiente consente un eluizione in tempi ragionevoli e con buona risoluzione anche degli amminoacidi meno polari.
41 RPC con analiti ionici o ionizzabili Analiti ionici o ionizzabili possono essere separati e analizzati con la cromatografia di ripartizione in fase inversa purche la loro carica sia soppressa preventivamente. Soppressione per effetto del ph Analiti debolmente acidi: l uso di fasi mobili tamponate a ph < pk a consente di far prevalere la forma indissociata, ossia non ionica, in colonna: A - + H + HA Analiti debolmente basici: l uso di fasi mobili a ph > pk b consente di far prevalere la forma non protonata in colonna BH + + OH - B + H 2 O Per colonne RPC a fase legata il ph dev essere però mantenuto nell intervallo 2-8 per evitare l idrolisi acida o basica dei legami silossanici presenti nella fase legata.
42 Formazione di coppie ioniche (cromatografia in fase inversa a coppia ionica, RP-IPC) Gli ioni associati ad acidi o a basi forti possono essere soppressi formando coppie ioniche con opportuni controioni aggiunti alla fase mobile (concentrazioni tipiche M): Natura dell analita Analiti tipici Controioni Cationica + NH 3 R, + NH 2 R 2 + NHR 3, + NR 4, + NR 3 Ar R SO 3 - Ar SO 3 - Anionica RSO 3-, RCOO - + N(CH 3 ) 4 + N(C 4 H 11 ) 4 I gruppi R e Ar rappresentano strutture alchiliche o ariliche che sporgono all esterno della struttura delle coppie ioniche e possono interagire con la fase stazionaria apolare.
43 Un esempio di coppia ionica: un analita del tipo + NHRR Ar accoppiato con una molecola di sodio dodecil solfato (SDS) + N H - O 3 S SDS Dopo l accoppiamento può avvenire la ritenzione con una tipica fase stazionaria per RPC, la C18, mediante l interazione fra i gruppi ottadecilici della fase stazionaria e quelli dodecilici dell SDS (oppure uno dei gruppi alchilici/arilici dell analita): N + H - O 3 S N + H - O 3 S C18
44 Cromatografia liquida di adsorbimento (o liquido-solido, LSC) fase mob. fase staz. supporto La ritenzione in colonna di ciascun analita dipende dal suo adsorbimento sulla superficie della fase stazionaria. Fasi stazionarie tipiche: silice (SiO 2 ) e allumina (Al 2 O 3 ) Ordine di eluizione generale per composti organici: alcheni-idrocarburi aromatici-alogenuri, solfuri-eteri-nitroderivati-esteri, aldeidi, chetoni alcoli, ammine- solfoni solfossidi ammidi acidi carbossilici
45 Forza eluente del solvente (e 0 ): è un indice della capacità del solvente di interagire con gli analiti in modo favorevole rispetto alla fase stazionaria su cui sono adsorbiti. A seconda dei casi si può usare un solvente apolare (ad esempio l esano, e 0 = 0.01) o uno abbastanza polare (metanolo, e 0 = 0.95). L acqua non viene invece usata perché la sua forza eluente è troppo elevata. La LSC su fase stazionaria polare (NPC) ha la peculiarità di separare efficacemente composti con notevole somiglianza strutturale:
46 In molti casi la tecnica NPC è in grado di separare composti isomerici, perfino isomeri geometrici, ossia che differiscono unicamente per la configurazione dei legami C=C, come l 11 cis-retinale e il retinale completamente trans, coinvolti nel meccanismo della visione: Separazione NPC su una colonna a fase stazionaria silicea con fase mobile costituita da etil acetato in n-esano. Rivelazione spettrofotometrica a 365 nm.
47 Cromatografia a scambio ionico In questo caso gli analiti da separare sono ioni e la diversa ritenzione dipende da equilibri di scambio che avvengono in corrispondenza di gruppi ionici presenti sulla fase stazionaria. Gli analiti con carica e/o dimensioni maggiori tendono ad essere ritenuti più a lungo. scambio cationico scambio anionico M + A - Y + Y + Y + Y fase mob. X - X - X - X fase mob. fase staz. fase staz.
48 Generalmente le fasi stazionarie sono copolimeri stirene-divinilbenzene (DVB) modificati con gruppi scambiatori ionici. La presenza di DVB (4-12 %) determina il grado di reticolazione (e quindi la rigidità e la porosità) della fase stazionaria. Na + - SO 3 OH - + N(CH 3 ) 3 CH CH 2 CH 2 CH CH CH 2 n CH CH CH 2 CH 2 CH CH CH 2 n CH DVB DVB CH CH 2 CH 2 CH CH 2 CH CH 2 CH CH 2 CH 2 CH CH 2 CH CH 2 - SO 3 + Na n + N(CH3 ) 3 OH - n scambiatore cationico forte scambiatore anionico forte
49 Gli scambiatori forti possiedono gruppi dotati di carica in qualunque condizione di ph. In alternativa si possono usare scambiatori deboli, ad esempio dotati di gruppi COO - / + NH 2 R, la cui carica può essere soppressa in opportune condizioni di ph (acido/basico rispettivamente). Na + COO - CH CH 2 CH 2 CH CH CH 2 CH n H + COOH CH CH 2 CH 2 CH CH CH 2 CH n scambiatore cationico debole fase stazionaria polare OH - + NH 2 R CH CH 2 CH 2 CH CH CH 2 CH n OH - NHR CH CH 2 CH 2 CH CH CH 2 CH n scambiatore anionico debole fase stazionaria polare
50 Cromatografia di esclusione dimensionale (SEC) Gli analiti vengono separati in base alle loro dimensioni usando fasi stazionarie costituite da particelle dotate di pori di dimensioni opportune (da 40 a 2500 Å). Le molecole di grandi dimensioni non riescono a penetrare nei pori e vengono eluite rapidamente, quelle di piccole dimensioni sono ritenute più lungo.
51 Parametri di una colonna SEC le molecole le cui dimensioni sono superiori a quelle dei pori (non ritenute) eluiscono nel picco del volume morto (V 0 ) le molecole di piccole dimensioni eluiscono al volume V 0 + V i, con V i = volume interno ai pori le molecole di dimensioni intermedie eluiscono al volume V R = V 0 + KV i (K<1) limite di esclusione: è il peso molecolare oltre il quale non c è più ritenzione limite di permeazione: è il peso molecolare al di sotto del quale non c è più alcuna differenza nella ritenzione degli analiti I due limiti per una specifica colonna SEC possono essere stabiliti effettuando una taratura con analiti di peso molecolare noto.
52 Natura della fase stazionaria e metodi SEC Tipicamente le colonne SEC sono impaccate con particelle (diametro da 5 a 10 mm) di: silice SEC a filtrazione su gel, adatta ad analiti solubili in acqua copolimeri stirene-divinilbenzene SEC a permeazione su gel, adatta ad analiti solubili in solvente organico.
53 La cromatografia ad esclusione dimensionale viene impiegata per l analisi di macromolecole artificiali (polimeri) o biologiche (peptidi, proteine, acidi nucleici):
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