NEUROPSICOLOGIA DEL DEFICIT

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Cagliari Iglesias - Olbia NEUROPSICOLOGIA DEL DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ IN ETÀ EVOLUTIVA Dr.ssa Sabrina Cesetti

Qualsiasi bambino (e la gran parte degli adulti) tende a distrarsi e a commettere errori durante attività prolungate e ripetitive. La ricerca delle novità e la capacità di esplorare rapidamente l ambiente devono essere considerati comportamenti positivi dal punto di vista evolutivo e come tali stimolati e favoriti. Quando tali modalità di comportamento sono persistenti in tutti i contesti (casa, scuola, ambienti di gioco,.) e nella gran parte delle situazioni (lezione, compiti a casa, gioco con i genitori e con i coetanei, a tavola, davanti al televisore ) e costituiscono la caratteristica costante del bambino, esse possono compromettere le capacità di pianificazione ed esecuzione di procedure complesse (le cosiddette funzioni esecutive). 2

ADHD - DDAI I sintomi dell ADHD si collocano in un continuum tra normalità e patologia. L ADHD è uno dei più frequenti disturbi neuropsicologi dell età evolutiva, ma anche il più misconosciuto e il più inadeguatamente trattato. Difficile stabilire una soglia di rilevanza clinica in quanto correlato alla specificità del contesto socioculturale considerato. 3

DISTURBO DA DEFICIT D ATTENZIONE CON IPERATTIVITÀ (ADHD Livello di inattenzione e/o Iperattività-impulsività, inappropriato rispetto al livello di sviluppo e presente prima dei sette anni deve essere più grave di quello osservato in altri bambini della stessa età e dello stesso livello di sviluppo deve essere presente in diversi contesti (es. famiglia, scuola,...) si modifica con l età e può essere presente tutta la vita deve essere causa di seri problemi nelle attività quotidiane 4 02/10/2015 Dr.ssa Sabrina Cesetti

Non esistono test diagnostici specifici per l ADHD: i test neuropsicologici e le scale di valutazione sono utili per misurare la severità del disturbo e seguirne nel tempo l andamento. Sono spesso importanti per individuare eventuali patologie associate (comorbilità) e per studiare i meccanismi neurobiologici che ne sono alla base. Tali considerazioni devono sempre far riflettere il clinico prima di porre una diagnosi ed avviare un trattamento (diagnosi differenziale neuroevolutiva, psicopatologia, comorbilità). 5

DEFINIZIONE DI ADHD 3 sottotipi: combinato, inattentivo, iperattivo/impulsivo. Sintomi nucleari: inattenzione, impulsività, iperattività Disturbo ad esordio precoce, presente prima dei 7 anni. Presente da almeno 6 mesi, con sintomi stabili Si manifesta in diversi contesti (almeno due). Determina una significativa compromissione funzionale (a livello sociale, scolastico, lavorativo); Crea disadattamento e contrasta con il livello di sviluppo. 6

DEFINIZIONE DI ADHD Non riferibile ad altri disturbi mentali. I sintomi non si manifestano esclusivamente nel corso di un : Disturbo generalizzato dello sviluppo Schizofrenia o altri disturbi psicotici Oppure che non siano meglio giustificati da altri disturbi mentali: Disturbi dell Umore Disturbi ansiosi Disturbi dissociativi Disturbi di personalità 7

DISATTENZIONE: COME SI MANIFESTA scarsa cura per i dettagli incapacità a portare a termine le azioni intraprese i bambini appaiono costantemente distratti come se avessero altro in mente, evitano di svolgere attività che richiedono abilità organizzative o attenzione per i particolari, perdono frequentemente oggetti significativi, dimenticano attività importanti. Hanno difficoltà a seguire un discorso che si prolunga. 8

DISATTENZIONE Sei o più dei seguenti sintomi di disattenzione sono presenti per almeno sei mesi con una intensità che provoca disadattamento e che contrasta con il livello di sviluppo. 9

DISATTENZIONE: CRITERI DIAGNOSTICI (a) spesso fallisce nel prestare attenzione ai dettagli o compie errori di inattenzione nei compiti a scuola, nel lavoro o in altre attività; (b) spesso ha difficoltà nel sostenere l attenzione nei compiti o in attività di gioco; (c) spesso sembra non ascoltare quando gli si parla direttamente; d) spesso non segue completamente le istruzioni e incontra difficoltà nel terminare i compiti di scuola, lavori domestici o mansioni nel lavoro (non dovute a comportamento oppositivo o a difficoltà di comprensione); (e) spesso ha difficoltà ad organizzare compiti o attività varie; (f) spesso evita, prova avversione o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale sostenuto (es. compiti a casa o a scuola); (g) spesso perde materiale necessario per compiti o altre attività (es. giocattoli, compiti assegnati, matite, libri, ecc.); (h) spesso è facilmente distratto da stimoli esterni; (i) Spesso è sbadato o smemorato nelle attività quotidiane. 10

IMPULSIVITA : COME SI MANIFESTA difficoltà ad organizzare azioni complesse, con tendenza al cambiamento rapido da una attività ad un altra difficoltà ad aspettare il proprio turno in situazioni di gioco e/o di gruppo. difficoltà autocontrollo e di valutazione delle conseguenze delle proprie azioni. incapacità a differire la risposta automatica ad uno stimolo, con una scarsa capacità di riflessione. 11

IPERATTIVITA : COME SI MANIFESTA Tale impulsività è generalmente associata ad iperattività: questi bambini vengono riferiti come mossi da un motorino, hanno difficoltà a rispettare le regole, i tempi e gli spazi dei coetanei, a scuola trovano spesso difficile anche rimanere seduti. La loro attività motoria è spesso incongrua e afinalistica. Il loro gioco è di frequente rumoroso e disorganizzato e manifestano eccessive verbalizzazioni. Presentano spesso sentimenti soggettivi di irrequietezza (adolescenti e adulti) 12

IPERATTIVITA IMPLUSIVITA Sei o più dei seguenti sintomi di iperattività/impulsività sono presenti per almeno sei mesi con una intensità che provoca disadattamento e che contrasta con il livello di sviluppo. 13

IPERATTIVITA : CRITERI DIAGNOSTICI Spesso muove con irrequietezza mani e piedi o si dimena sulla sedia. Spesso lascia il proprio posto in classe o in altre situazioni in cui ci si aspetta che resti seduto. spesso corre in giro o si arrampica eccessivamente in situazioni in cui non è appropriato (in adolescenti e adulti può essere limitato ad una sensazione soggettiva di irrequietezza); Spesso ha difficoltà a giocare o a dedicarsi divertimenti in modo tranquillo. E continuamente in marcia o agisce come se fosse guidato da un motorino. Spesso parla eccessivamente. ai 14

IMPULSIVITA : CRITERI DIAGNOSTICI Spesso spara le risposte prima che le domande siano state completate. Spesso ha difficoltà ad attendere il proprio turno. Spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti (irrompe nei giochi o nelle conversazioni degli altri). 15

ADHD CON PREVALENTE DISATTENZIONE Almeno sei sintomi di disattenzione, ma meno di sei sintomi di iperattività/impulsività ADHD CON PREVALENTE IPERATTIVITA Almeno sei sintomi di iperattivita/impulsività, ma meno di sei sintomi di disattenzione ADHD COMBINATO Almeno sei sintomi sia di iperattività/impulsività che di disattenzione 16

EPIDEMIOLOGIA L ADHD è molto più frequente nei maschi che nelle femmine con un rapporto che varia da 4:1 a 9:1 nei diversi studi (Bisiacchi, 2002.) La prevalenza di ADHD è stimata tra il 3% e il 5% dei bambini in età prescolare. Viene riferita una certa familiarità nei parenti biologici di primo grado. 17

COMORBIDITA Concomitanza di due o più disturbi indipendenti che possono sfociare in una forma qualitativamente distinta Il 70-80%dei soggetti con ADHD ha almeno un altro disturbo psicopatologico associato La specifica comorbidità influenza quadro clinico, evoluzione, prognosi, trattamento. Associazioni specifiche individuano specifici sottotipi, diversi sul piano clinico, evolutivo e nella risposta ai trattamenti. Specificità della diagnosi differenziale 18

Solo il 20-30% dei bambini diagnosticati ha solo ADHD Gli altri disturbi in comorbilità possono essere: Disturbo oppositivo-provocatorio Disturbo della condotta Disturbo depressivo Disturbo bipolare Disturbo d ansia Disturbi specifici dell apprendimento Disturbo da tic Disturbo ossessivo-compulsivo Disturbi pervasivi dello sviluppo 19

COMORBIDITA PSICHIATRICA Molto frequente (40-50%) Disturbo oppositivo-provocatorio Disturbo della condotta Frequente (30%) Disturbi d ansia Disturbi specifici di apprendimento Disturbo evolutivo specifico della funzione motoria Moderatamente frequente (15%-20%) Disturbi dell umore (depressione, bipolare) Tic (sindrome di Tourette) Disturbo ossessivo-compulsivo Rara (5%-10%) Disturbi pervasivi di sviluppo (autismo, Asperger) Disabilità Intellettiva 20

DECORSO DEL DISTURBO ETA PRESCOLARE (3-6 ANNI) Massima iperattività Comportamenti aggressivi Litigiosità, provocatorietà Frequenti scoppi d ira, crisi di rabbia Assenza di paura, condotta pericolosa, incidenti Oppositività Sonno discontinuo e agitato Gioco ridotto, semplificato, motorio Molti di questi bambini non svilupperanno un ADHD! 21

DECORSO DEL DISTURBO ETÀ SCOLARE (6-12 ANNI GENERALMENTE PRIMA DIAGNOSI) Maggiore evidenza della disattenzione e impulsività Apparente accentuazione di irrequietezza Tendenza ad evitare compiti cognitivi complessi e lunghi difficoltà scolastiche Senso di inadeguatezza e scarsa fiducia nelle proprie capacità Relazioni sociali difficili (scarsa accettazione o rifiuto da parte dei compagni) Bassa autostima 22

DECORSO DEL DISTURBO ADOLESCENZA (13-17 ANNI) 35%: sintomi sottosoglia, spesso prestazioni talvolta inferiori ai controlli. scolastiche - 45-50%: permanenza della sindrome (evidente inattenzione), frequente attenuazione della componente iperattiva, ma sensazione soggettiva di irrequietezza crescente compromissione emotiva (depressivo-ansiosa) e sociale Carente capacità di organizzazione e di pianificazione Instabilità in scelte scolastica, lavorativa, relazionale Condotte pericolose e ricerca di sensazioni forti (abusi di sostanaze) Problemi emotivi, comportamento aggressivo Disturbi depressivo-ansiosi - 15-20%: permanenza della sindrome, impulsività, disturbi comportamentali di adattamento, difficoltà familiari 23

Alcuni studi hanno elaborato le principali tendenze comportamentali dei bambini/ragazzi che non sono stati sottoposti ad una terapia per curare il disturbo ADHD. Ecco alcune percentuali: Abbandono scolastico (32 40%) Pochi amici o nessuno (50-70%) Scarso rendimento nel lavoro (70-80%) Sviluppo di comportamenti antisociali (40-50%) Maggior uso di tabacco e droghe rispetto ai coetanei Gravidanze precoci (40%) Malattie sessualmente trasmesse (16%) Incidenti automobilistici con maggiore frequenza Depressione (20-30%) Disturbi della personalità da adulti (18-25%) 24

DECORSO DEL DISTURBO ETA ADULTA Il 50% con pregresso ADHD funziona normalmente. Il restante 50% ha sintomi di diversa intensità: difficoltà di attenzione difficoltà di auto-organizzazione impulsività labilità di umore. 25