Lo screening precoce nella scuola elementare

Documenti analoghi
Lo screening precoce nella scuola elementare

dr.ssa Paola Cavalcaselle psicologa

PROTOCOLLO DI INDIVIDUAZIONE PRECOCE E MONITORAGGIO DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Un modello organizzativo autogestito

Un Software per il potenziamento delle abilità di lettura e scrittura

La lettura come processo di decodifica. Di Giacomo Dallari

LABORATORIO Corso di Pedagogia speciale Prof.ssa Zappaterra IV anno GRUPPO 1 23 settembre :00/19:00 Dr.ssa Lucia Donata Nepi

DISCALCULIA CON E SENZA DISLESSIA: QUALCHE DIFFERENZA?

Lab.D.A. Laboratorio sui Disturbi dell Apprendimento Galleria Berchet, 3 Padova Direttore: Prof. Cesare Cornoldi

PROGETTO DI IDENTIFICAZIONE PRECOCE DEL RISCHIO DIFFICOLTA DI LETTOSCRITTURA IN ETA PRESCOLARE

IPDA. Questionario Osservativo per L IDENTIFICAZIONE. PRECOCE delle DIFFICOLTA di APPRENDIMENTO Terreni et al, 2002

I disturbi specifici dell apprendimento: dall identificazione precoce agli interventi di recupero. Autore: Letizia Moretti Editing : Enrica Ciullo

Le difficoltà di apprendimento e l intervento di aiuto APPRENDIMENTO LETTURA E SCRITTURA

DISLESSIA E GLI ALTRI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Strumenti a supporto della valutazione dell apprendimento. Sara Zaccaria Ordine degli Psicologi della Toscana 26 maggio 2016

Diagnosi e ruoli dei vari attori coinvolti nell ottica di un lavoro di rete DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Progetto La scuola fa bene a tutti

IL MONDO DELLE PAROLE

DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO e la motivazione dell intervento precoce

PROGETTO DSA PER LA PREVENZIONE, IL RILEVAMENTO PRECOCE E IL RECUPERO DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

1): SCREENING POSTURALE

Istituto Comprensivo Nord 1 Brescia. Progetto D.S.A.

Un Software per il potenziamento delle abilità di lettura e scrittura

DISCALCULIA CON E SENZA DISLESSIA: QUALCHE DIFFERENZA?

PROGETTO SCREENING a.s

apprendimento: Disturbo della lettura (DISLESSIA):

Prof.ssa Dolores Rollo Psicologia dello Sviluppo e dell Educazione.

Istituzioni di linguistica a.a Federica Da Milano

Importanza dell individuazione precoce nelle classi prime di scuola primaria. Interventi a confronto

. RETE ISTITUTI SCOLASTICI del VALDARNO PROGETTO SCREENING DSA VALDARNO

GRUPPO POTENZIAMENTO DIDATTICO PER LE PROVE STANDARDIZZATE A.S

LALLO PROGETTO: GIOCHI LINGUISTICI E FONOLOGICI BAMBINI GRANDI SCUOLA DELL INFANZIA COLLODI CASETTE ANNO SCOLASTICO 2013/14

PROGETTO "MONITORAGGIO APPRENDIMENTO" CLASSI PRIME E SECONDE

DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) e BES (Bisogni Educativi Speciali) La legge 170/2010 Il DM 12 luglio 2011 e Linee Guida

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ne esistono diverse e spesso contrastanti

Progetto La scuola fa bene a tutti

Difficoltà e Disturbo: quale relazione negli apprendimenti scolastici. Marzia L. Bizzaro

Convegno Internazionale Imparare: questo è il problema San Marino settembre 2000

I precursori della lettura e della scrittura

3 LEZIONE. I MODELLI DI APPRENDIMENTO DELLA LETTURA E LA DISLESSIA: DALLO SCREENING PRECOCE ALLA DIAGNOSI

DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE/IPERATTIVITÀ

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI SCREENING

Prerequisiti linguistici e scrittura

Il peso epidemiologico

Disturbi Specifici dell Apprendimento ed attività scolastiche: perché le mappe mentali sono un efficace strumento di conoscenza.

MEMORIA DI LAVORO E DIFFICOLTA DI LETTURA: UN CONFRONTO TRA DISLESSICI PURI E DISLESSICI CON DIFFICOLTA ARITMETICHE

Sonia Fiorentino Marina Fusmini Laives 2 settembre 2014

5 LEZIONE. LA DISGRAFIA: INSEGNARE A SCRIVERE BENE

PROGETTO Pro-DSA. I.C. De Amicis di Anzola dell Emilia (BO) Scuola Primaria

MASTER ANNUALE Difficoltà e Disturbi Specifici di Apprendimento - DSA 2^ edizione 50 crediti ECM

L analisi degli errori nei disturbi evolutivi della scrittura

Disturbo Specifico di Lettura LA DISLESSIA

Progetto IPDA per la Scuola d Infanziad

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE LESSICALI NEI BAMBINI PARLATORI TARDIVI

BES e profili funzionali: ingredienti, ricette e nouvelle cousine

Disturbi Specifici di Scrittura

Gli strumenti per la valutazione delle abilità di calcolo

LA WISC-IV IN UN GRUPPO DI SOGGETTI CON DSA

Servizi concernenti le Norme in Materia di Sicurezza e Mediazione delle Controversie

DSA caratteristiche del disturbo e metodologie di intervento. Maristella Scorza Università di Modena e Reggio Emilia maristella.scorza@unimore.

COMITATO PROMOTORE (AID) M. Marchiori, R. Iozzino, E. Savelli, C. Termine, C. Turello

VALUTARE LA LETTURA DI UN TESTO CON LA PROVA MT CORRETTEZZA E RAPIDITA (CORNOLDI, COLPO, 1998, 2010)

DIFFICOLTÀ D APPRENDIMENTO E DSA. Indicatori precoci. 14 Gennaio 2012 Dott.ssa Valentina Di Trapani

Psicologia dello sviluppo cognitivo, affettivo, relazionale tipico e atipico SCARTA

Progetto CoPS. Uno strumento informatico per l individuazione precoce della D.E. Laura Landi, Giacomo Stella

IDENTIFICAZIONE PRECOCE DI BAMBINI CON RITARDO DI LINGUAGGIO

Diagnosi e Trattamento dei DSA

Dislessia nell adulto e costruzione di protocolli di valutazione

ALLEGATO _A5_ Dgr n. del pag. 1/7

Abstract presentato al convegno internazionale " La Qualità dell'integrazione scolastica "!

VALUTAZIONE DELLE ABILITÀ DI SCRITTURA

Matrici di Raven (PM47)

DISTIURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO DSA. Dott.sa Pastena Nicolina Università Salerno

PROGETTO UNA SCUOLA PER TUTTI Lo screening dei Disturbi Specifici dell Apprendimento nelle prime classi della scuola primaria

Osservazioni e strumenti

Monitorare gli apprendimenti in matematica PROVE PER LA SCUOLA PRIMARIA. Beatrice Caponi. CTI Valmont Montebelluna, 3 settembre 2015


Pagina 1 GRIGLIA DI VALUTAZIONE DEL TEST D INGRESSO

CURRICULUM VITAE DOTT.SSA FRANCESCA GUZZO

Individuazione precoce alunni con DSA. Azioni provinciali.

Disturbi di origine neurobiologica che si possono manifestare con: DISLESSIA DISCALCULIA DISORTOGRAFIA DISGRAFIA Da non confondere con handicap

DSA E DISPRASSIA Deficit delle Funzioni Esecutive Deficit della Memoria di Lavoro Lentezza Esecutiva difficoltà emotive

AMOS Abilità e motivazione allo studio

Dati preliminari ricavati dall analisi del Protocollo APCM: Fascia d età 2-3 anni

I D.S.A. e la DISCALCULIA: L ALLEANZA EDUCATIVA CASA-SCUOLA

Marco Piccinno Introduzione generale ai Disturbi specifici dell apprendimento e alla Dislessia

SPM. TEST di ABILITA di SOLUZIONE dei PROBLEMI MATEMATICI

PROGETTO DI INDIVIDUAZIONE E INTERVENTO SU ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

I DISTURBI DELL APPRENDIMENTO IN ETA SCOLARE: VALUTAZIONE ED INTERVENTO ( M-PSI/04) CFU 4 LEZIONE: DISLESSIA E DISTURBI DELLA SCRITTURA

«L'INDAGINE STATISTICA»

Transcript:

G. STELLA E A. APOLITO Lo screening precoce nella scuola elementare Lo screening precoce nella scuola elementare Può una prova di 16 parole prevedere i disturbi specifici di apprendimento? Giacomo Stella e Alessia Apolito Il presente lavoro si inserisce all interno del filone di ricerca che si occupa di studiare metodi e strumenti per identificare il più precocemente possibile i Disturbi Specifici dell Apprendimento (DSA). Attraverso uno screening di primo livello effettuato verso la fine della prima elementare con semplici prove collettive si può arrivare a evidenziare se esistono difficoltà specifiche e intervenire opportunamente. Con il termine screening si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di predire un disturbo sulla base della presenza di un segno critico individuato in precedenza (test predittivo). Il test predittivo misura un fattore di rischio per il disturbo ed è basato sull assunzione che il risultato del test indica una condizione di rischio che prelude al disturbo. Il test di screening non pretende quindi di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma piuttosto di individuare con un buon livello di attendibilità i soggetti a rischio di un determinato disturbo. Non si tratta di porre diagnosi, ma piuttosto di indirizzare a uno studio diagnostico una popolazione che presenta alcuni indici caratterizzanti. Per essere efficace un test di screening deve essere semplice, rapido da somministrare e poco costoso, in termini sia di strumentazione che di impiego di risorse specialistiche. Queste caratteristiche rendono facile la sua impiegabilità e replicabilità nel corso degli anni. I test che prevedono molte prove e la loro somministrazione individuale hanno un grado di validità estremamente elevato, ma molto spesso vengono proposti solo una tantum poiché l impiego di risorse umane che richiedono è molto dispendioso. In questo caso, i risultati si avvicinano molto a quelli ottenuti con il test diagnostico mentre, nel caso del test singolo di screening, il risultato è sempre l indicazione di un livello di rischio. Edizioni Erickson Trento Vol. 1, n. 1, marzo 2004 (pp. 111-118) 111

Vol. 1, n. 1, marzo 2004 Il test di screening Per soddisfare i criteri previsti da uno screening predittivo è stato identificato uno strumento molto semplice, somministrabile anche dagli insegnanti, che dovrebbe prevedere quali sono i bambini che possono sviluppare un disturbo di apprendimento. Lo strumento pretende di identificare le difficoltà di elaborazione fonologica della parola, indispensabile per la trasformazione della parola orale in codice scritto. In particolare, viene studiato il livello alfabetico di accesso al codice, nell ipotesi che questo rappresenti il vero «cuore» del processo di apprendimento della letto-scrittura. I modelli di acquisizione della lingua scritta che ricevono maggiore consenso in ambito scientifico, mutuati dalle ricerche di lingua inglese di Uta Frith (1985) e di Seymour (1985), propongono lo sviluppo dell apprendimento della lettura e della scrittura attraverso le quattro fasi oramai note: fase logografica; fase alfabetica; fase ortografica; fase lessicale. Il processo di alfabetizzazione, che inizia con la scuola elementare, trascura le rappresentazioni logografiche della parola costruite spontaneamente dal bambino nel corso dell esperienza prescolare, e propone direttamente l apprendimento delle corrispondenze suono-segno per giungere rapidamente, già nel corso del primo anno, a una lettura e scrittura articolate e spedite della frase, abilità che richiedono la padronanza della fase ortografica e lessicale. Se si osserva lo sviluppo delle abilità di base in prima elementare, si rileva che i tempi e i modi di apprendimento sono molto diversi e influenzati da molteplici fattori: tempi di apprendimento, difficoltà di ordine fonologico, spaziale, temporale, sequenziale e prassico. In questa fase i bambini possono presentare difficoltà diverse che si manifestano sia attraverso tempi più lunghi di acquisizione, sia attraverso processi devianti che possono scomparire totalmente o in buona parte entro la fine del primo ciclo elementare, oppure cronicizzarsi persistendo anche nel secondo ciclo. Di qui la necessità di individuare precocemente le difficoltà, al fine di prevenire la comparsa e il consolidamento di strategie o meccanismi errati, inefficaci o poco economici e di limitare i danni derivanti dalla frustrazione dell insuccesso, quali il disadattamento o la perdita di motivazione all apprendimento. Il nostro lavoro si propone di individuare le difficoltà di accesso alla fase alfabetica, nell ipotesi che questa consenta di predire le successive difficoltà di apprendimento della lingua scritta. Ciò che non risulta del tutto chiaro dalle ricerche condotte negli ultimi anni è se le difficoltà di acquisire la lingua scritta interessino in modo interdipendente i processi di scrittura e di lettura, configurando quindi una sorta di unitarietà del processo di acquisizione del codice scritto, oppure se difficoltà in una delle due abilità possano comparire separatamente, senza che l altra ne sia interessata. 112

G. STELLA E A. APOLITO Lo screening precoce nella scuola elementare L analisi fonologica della parola è un elemento fondamentale sia nella lettura che nella scrittura e questo potrebbe far ritenere che un disturbo di questo processo possa interessare entrambe le abilità. Tuttavia i processi fonologici implicati nella scrittura non sono esattamente identici a quelli implicati nella lettura: nel primo caso si tratta di identificare i costituenti fonologici di una parola, elemento lessicale disponibile in formato assemblato (segmentazione fonemica), nell altro si tratta di identificare un elemento lessicale partendo da una serie ordinata di unità fonologiche distinte (fusione fonemica). In un caso la segmentazione fonologica è sostenuta e facilitata dalla rappresentazione lessicale, nell altro la rappresentazione fonologica si ricava attraverso una procedura assemblativa. In che misura i due processi di segmentazione e fusione sono interdipendenti? Ipotesi di ricerca Il quesito se i disturbi di scrittura possano essere predittivi anche dei disturbi di lettura ricorre spesso nella letteratura psicologica degli ultimi anni. I rischi di un disturbo di lettura possono essere previsti attraverso una prova di scrittura? Ciò significherebbe che i due processi sono interdipendenti e che le difficoltà di acquisire una delle due abilità dovrebbero necessariamente interessare anche l altra. L ipotesi di ricerca prevede che, attraverso la somministrazione di un dettato di 16 parole, si possa arrivare a identificare il rischio di un disturbo di scrittura e di lettura. Se l ipotesi è valida, allora in base a questa si prevede che i bambini con disturbi di scrittura debbano necessariamente presentare risultati deficitari o scadenti anche nei test di lettura. Se invece l ipotesi è invalida, allora dovremmo trovare bambini che presentano disturbi di scrittura ma non presentano disturbi di lettura e, viceversa, bambini che presentano disturbi di lettura senza disturbi di scrittura. Metodo La ricerca è stata svolta nel periodo maggio-giugno 2001, nel territorio della Repubblica di San Marino, su un campione di 177 bambini, che costituisce l intera leva di bambini di prima elementare. I dati riassuntivi del campione preso in esame sono esposti nella tabella 1. Da questo campione erano stati precedentemente tolti i bambini extracomunitari ed eventuali soggetti in situazione di handicap certificata. A tutti i bambini è stata somministrata una prova collettiva di scrittura e una prova individuale di lettura. Per la prova di scrittura è stata utilizzata una lista di 16 parole appositamente costruita dagli autori per i bambini di prima elementare. La lista è composta da 16 parole bisillabe e trisillabe a crescente complessità fonologica, volta a indagare lo sviluppo della fase alfabetica, e dunque priva di parole che richiedano l analisi dei cosiddetti «contrasti ortografici» o la riproduzione delle doppie. 113

Vol. 1, n. 1, marzo 2004 Tabella 1 Composizione del campione (analisi di genere) MASCHI FEMMINE TOTALE 88 89 177 Per la prova di lettura, è stata utilizzata la batteria di parole e non-parole di Sartori, Job e Tressoldi (1985) rispettivamente composte da 4 liste di parole di 280 sillabe totali e 3 liste di non-parole di 126 sillabe. Prova di scrittura. Il dettato delle 16 parole è stato somministrato collettivamente in ciascuna classe elementare dallo stesso ricercatore in modo da annullare la variabile modalità di presentazione (prosodia, inflessione regionale, velocità di pronuncia, numero di ripetizioni). Prova di lettura. La prova è rigorosamente individuale. A ogni bambino è stato spiegato il compito e come procedere. La prova consiste nel leggere il più velocemente possibile, e cercando di non fare errori, le parole presentate su 4 colonne. Per ogni bambino è stata preparata una griglia di risposte, distinta per parole e non-parole, sulla quale sono stati registrati gli errori compiuti e il tempo impiegato per leggere le 4 liste di parole e le 3 liste di non-parole. Nella prova di scrittura per ogni bambino sono state conteggiate il numero delle parole corrette e quello delle parole sbagliate. A ogni parola corretta veniva attribuito 1 punto, per quelle sbagliate o omesse 0 punti. Nella prova di lettura per ogni bambino è stata calcolata: La velocità di lettura di parole e non-parole (separatamente), registrando con un cronometro il tempo totale impiegato a leggere le liste di parole e non-parole. Gli errori compiuti nella lettura di parole e non-parole: attraverso il computo delle parole (o non-parole) sbagliate. Per ogni parola autocorretta sono stati computati 0,5 errori. In caso di omissioni è stato sottratto al totale delle sillabe il numero di quelle saltate. Anche qui è stata calcolata la media degli errori e la loro deviazione standard. Risultati Nel presente studio verranno esaminati i risultati relativi alla scrittura e ai tempi e agli errori di lettura, e le correlazioni emerse tra i due compiti. Per l identificazione dei soggetti a rischio vengono utilizzati i seguenti criteri: Scrittura. Tutti i soggetti che presentano un risultato inferiore alle 2 dev. st. Lettura. Tutti i soggetti che presentano un risultato inferiore alle 2 dev. st. in almeno 2 dei 4 parametri riportati nella tabella 4: velocità/accuratezza lettura parole e velocità/ accuratezza non-parole. 114

G. STELLA E A. APOLITO Lo screening precoce nella scuola elementare Tabella 2 Risultati della prova scritta: numero di parole scritte correttamente SCRITTURA MEDIA DEVIAZIONE STANDARD Parole corrette 14,79 1,49 Tabella 3 Risultati della prova di lettura: analisi dei tempi di lettura (velocità) e del numero di errori commessi (accuratezza) LETTURA TEMPI TOTALI ERRORI Parole Media: 288,99 Media: 11,07 Dev. st.: 116,22 Dev. st.: 7,14 Non-parole Media: 153,58 Media: 8,13 Dev. st.: 53,36 Dev. st.: 5,44 Tabella 4 Velocità e accuratezza: i due parametri-criterio considerati per l identificazione dei soggetti a rischio Parole Velocità (tempi) Accuratezza (errori) Non-parole Velocità (tempi) Accuratezza (errori) Scrittura. Risultati relativi a soggetti che si collocano al di sotto delle 2 deviazioni standard nel compito di dettato Tabella 5 Analisi della prova di scrittura sull intero campione: 10 soggetti sono considerati a rischio, 8 non raggiungono il valore soglia TOTALE CAMPIONE < 2 DEV. ST. 1 < DEV. ST. < 2 Numero soggetti 177 10 8 Lettura. Nella tabella 6 è indicato il numero di soggetti che, nel compito di lettura, si collocano al di sotto delle 2 deviazioni standard per almeno due criteri stabiliti. 115

Vol. 1, n. 1, marzo 2004 Tabella 6 Analisi della prova di lettura sull intero campione: 11 soggetti sono considerati a rischio con diverso grado di compromissione CAMPIONE TOTALE 4 CRITERI 3 CRITERI 2 CRITERI TOTALE Numero soggetti 177 2 2 7 11 Dalle tabelle 5 e 6 risulta che vi sono 10 soggetti che rientrano nella fascia di rischio per la scrittura e 11 che rientrano nella fascia di rischio per la lettura con diverso grado di compromissione, ma comunque con almeno due parametri al di sotto della seconda deviazione standard. Per verificare se vi sia correlazione fra le due abilità è necessario individuare quanti soggetti sono presenti in entrambi i gruppi. Correlazioni fra i risultati scadenti in scrittura e le difficoltà di lettura A partire dai dati della prova di scrittura, così come prevede la nostra ipotesi, dobbiamo verificare quanti tra i 10 soggetti che risultano a rischio manifestano una difficoltà importante anche nel compito di lettura. Tra essi, 6 si collocano al di sotto delle due dev. st. in almeno 2 dei 4 punteggi di lettura, 3 vengono definiti «moderatamente a rischio» poiché si collocano tra la prima e la seconda dev. st. nel compito di lettura, non raggiungendo quindi il valore soglia; 1 soggetto non presenta difficoltà di lettura. In realtà, quindi, vi è una corrispondenza fra lettura e scrittura del 90% poiché ben 9 sono i soggetti che risultano essere interessati anche da una difficoltà nella lettura. I dati vengono riassunti nelle tabelle 7 e 8. Tabella 7 Analisi delle prestazioni di lettura nei soggetti definiti «a rischio» nella scrittura TOTALE NUMERO SOGGETTI Scrittura 10 Lettura 9 116

G. STELLA E A. APOLITO Lo screening precoce nella scuola elementare Tabella 8 Analisi delle prestazioni di lettura nei soggetti definiti «a rischio» nella scrittura TOTALE Soggetti «a rischio»: si collocano < 2 dev. st. per almeno 2 criteri. 6 Soggetti «moderatamente» a rischio: si collocano tra la prima e la seconda dev. st. per 2 parametri. 1 Soggetti a rischio «sfumato»: si collocano tra la prima e la seconda dev. st. per un solo parametro. 2 Nelle figure 1 e 2 vengono presentati i dati relativi alla lettura e alla scrittura e le correlazioni fra le due prestazioni. Conclusioni L ipotesi prevedeva che una prova di screening di scrittura fosse in grado di identificare il rischio DSA anche in lettura. I risultati mostrano che, su 10 bambini identificati come soggetti con disturbo di scrittura, 9 presentano qualche problema anche nella lettura: 6 di questi sono certamente a rischio in quanto anche nella lettura soddisfanno i criteri per l identificazione del rischio «sfumato». < 2 dev. st. 5% 1 < dev. st. < 2 4% Totale < 2 dev. st. 1 < dev. st. < 2 Totale 91% Fig. 1 Dati relativi alla scrittura. 117

Vol. 1, n. 1, marzo 2004 Soggetti a rischio «sfumato» (n. 2 soggetti) 7% Soggetti moderatamente a rischio (n. 1 soggetti) 4% Soggetti < 2 dev. st. per almeno 2 criteri (n. 6 soggetti) 21% Correlazione scritturalettura (n. 9 soggetti) 32% Scrittura (n. 10 soggetti) 36% Scrittura (n. 10 soggetti) Correlazione scritturalettura (n. 9 soggetti) Soggetti < 2 dev. st. per almeno due criteri (n. 6 soggetti) Soggetti moderatamente a rischio (n. 1 soggetto) Soggetti a rischio «sfumato» (n. 2 soggetti) Fig. 2 Correlazione scrittura-lettura. In tal caso è stato possibile concludere che il test di scrittura è risultato essere predittivo di soggetti a rischio anche nella prova di lettura nel 90% dei casi, risultato che soddisfà ampiamente i criteri identificati da Wood (Wood et al., 2002) per le caratteristiche di sensibilità e specificità di un test predittivo (> 70%). ALESSIA APOLITO, dottoranda in Psicologia dello Sviluppo Cognitivo presso l Università degli Studi di Urbino. Bibliografia Boder E. (1973). Developmental dyslexia: A diagnostic approach based on three typical readingspelling patterns. Dev Med Child Neurology, 15: 663-87. Frith U. (1985). Beneath the surface of developmental dyslexia, in Patterson, J. Marshall e M Coltheart (a cura di), Surface dyslexia, London: L.E.A. Sartori G., Job R. e Tressoldi P. E. (1995). Batteria per la valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva, Firenze: Organizzazioni Speciali. Seymour P.H. (1985). Developmental dyslexia: Cognitive experimental analysis, in J.C.Marshall, M. Coltheart e K.Petterson (a cura di), Surface dyslexia and surface dysgraphia. London: Routledge and Kegan Paul. Stella G. (1996). La dislessia: Aspetti clinici, terapeutici e riabilitativi. Milano: Angeli. Wood F., Flowers L., Meyer M. e Hill D. (2002). How to Evaluate and Compare Screening Test: Principles of Science and Good Sense. IDA 53rd Annual Conference, Nov. 13-16, 2002, Atlanta, Georgia. 118