TURANDOT Giacomo Puccini
Docente referente del progetto: ADRIANA COPPOLA Docenti corsisti e curatori della relazione finale: MARIANNA DE RENZI (responsabile della stesura del testo) MONICA DE STEFANO (curatrice del materiale fotografico e della coreografia) ROSA BIFULCO (presentazione in formato Power Point)
Scuola primaria: Inss. Ricciardi R., Carannante L., Fiore M., De Luca R., Tuccillo.
Il progetto, con l obiettivo principale di avvicinare il giovane pubblico all opera, è stato rivolto a undici classi della scuola primaria e a quattro classi della scuola secondaria dell istituto Comprensivo «41 CONSOLE» per un totale di 306 alunni. Ha previsto: - quattro incontri di formazione per i docenti, nei quali sono stati spiegati i punti principali del progetto e illustrate le metodologie didattiche. - un lavoro in classe degli insegnanti direttamente con gli alunni. - uno spettacolo finale.
PRIMA FASE: informativa ed esplicativa Si spiega agli alunni cosa è un opera lirica. Si spiega l opera in oggetto con inquadramento storico e musicale e con notizie sull autore. Analisi precisa di tutti i personaggi dell opera.
SECONDA FASE: operativa Ascolto di tutta l opera Lettura ritmica delle arie da cantare Formazione e Conduzione del coro Costruzione di cappellini e insetti e di lanterne da portare in teatro.
TERZA FASE: Spettacolo Finale.
Esperienza alunni BES scuola primaria Nelle classi coinvolte sono presenti anche alunni BES che hanno partecipato attivamente al progetto. In particolare in una classe un alunno, con disturbi oppositivi con identificazione in figure negative, ha mostrato una particolare predisposizione per il canto lirico ponendosi, così, al centro dell attenzione in modo positivo. Alla fine di questa esperienza l alunno si è mostrato più partecipativo alla vita di classe sentendosi parte di essa, facendo rilevare un aumento dell autostima e una riduzione degli atteggiamenti contrastivi/oppositivi. Quest attività ha avuto una ricaduta positiva anche sugli altri alunni BES, perché la partecipazione ad attività differenti da quelle curricolari consente di trovare strategie alternative che permettono di far emergere negli alunni con difficoltà, quelle attitudini che normalmente sono difficili da scoprire.
Considerazioni didattiche per gli alunni DSA elaborate con l aiuto della relatrice del corso Ombretta Macchi ed utilizzante in itinere. Grazie alla ricerca scientifica si è scoperto che la musica può costituire un fattore interessante di stimolo e progresso in caso di dislessie, perché agisce proprio su quei circuiti che risultano deficitari nei dislessici. Il fatto inoltre di poter «scomporre» il messaggio musicale, creando informazioni simultanee proveniente da fonti diverse, rafforza le connessioni e contribuisce ad un miglioramento.
QUALI SONO ESATTAMENTE QUESTI STRUMENTI?
1) L ascolto è la base. Nel caso di Turandot, ascoltare insieme ai ragazzi i cori, indurli ad ascoltare anche fuori da scuola per renderglieli sempre più familiari. Quindi ascoltare il più possibile i cori per appropriarsi della scansione ritmica e melodica. E stato utile il contatto fisico (petto, cuore) con la vibrazione sonora.
2) Procedere poi con la scomposizione. I tabelloni con l ingrandimento dei passaggi corali, sono senz altro un ottima idea per procedere all identificazione di una mappa grafica, che messa in relazione con l ascolto può restituire il senso dell andamento melodico di ogni brano. I ragazzi hanno seguito la curva melodica con il dito, mentre ascoltavano il coro corrispondente.
3) Su questa base possiamo pensare ad alcuni esercizi imitativi da dosare in base alla gravità del disagio. a) Lettura ritmica del testo: i ragazzi dislessici o con DA a diversi gradi, possono imitare anche solo battendo le mani il ritmo della frase musicale e appropriarsene «ad orecchio». L ideale è stato leggere ritmicamente il testo, o semplicemente imitare e riprodurre la scansione testuale ritmica proposta. b) Riprodurre, frammentandola, la melodia associandole direttamente il testo corrispondente, già assimilato ritmicamente. In caso di problemi, riprodurre la melodia a bocca chiusa, su un suono molto naturale come la «m» (quindi mugolando la melodia).
4) Integrare il più possibile i ragazzi diversamente abili nel gruppo classe, possibilmente opportunamente preparati, in maniera tale da far loro percepire di poter contribuire a nutrire il coro o cantando solo alcune parti, o imitando la melodia a bocca chiusa, o addirittura semplicemente battendo le mani.
5) Nel caso di oggetti, non c è bisogno che siano perfetti, ognuno anzi è stato libero di personalizzare i propri, ma è stato importante che ognuno però abbia fatto lo stesso sforzo creativo dei propri compagni e non sia arrivato in teatro sguarnito.
Nel nostro caso il Progetto è stato accolto con entusiasmo ed è stato un successo.