CAPITOLO I BOLLINGER BANDS Mappa del capitolo Le Bollinger Bands Introduzione Indicatori Segnali Le fasi anomale delle Bollinger Bands Conclusioni Introduzione Inventate e teorizzate dallo studioso John Bollinger (dal quale prendono il nome) negli anni Ottanta, le Bande di Bollinger si basano sulla volatilità, la quale può essere vista come la deviazione standard (standard deviation) - statisticamente definita come scarto quadratico medio o radice quadrata della varianza. Per calcolare le Bande di Bollinger si usa dapprima una media mobile a G giorni (spesso 20) a cui viene aggiunto o sottratto il valore della deviazione standard moltiplicata per un determinato fattore F (spesso intorno a 2). La banda superiore è quindi ottenuta aggiungendo alla media mobile F volte la deviazione standard. La banda centrale (se la si vuole visualizzare) è data dalla media mobile. La banda inferiore è calcolata sottraendo alla media mobile F volte la deviazione standard. Una maggiore ampiezza delle bande corrisponde ad un'alta volatilità. Una minore ampiezza corrisponde viceversa a una bassa volatilità. Bande convergenti rappresentano volatilità in diminuzione. Bande divergenti rappresentano volatilità in aumento. Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 1
È possibile variare leggermente i parametri G ed F. I valori che secondo lo stesso Bollinger possono essere utilizzati sono i seguenti: G = 20 e F = 2 valido in generale; G = 10 e F = 1.9 se c'è la necessità di usare una media mobile molto corta; G = 50 e F = 2.1 se c'è la necessità di usare una media mobile molto lunga. Lo studioso consiglia di non variare la lunghezza della Media Mobile (G) ma piuttosto di passare da barre daily a barre settimanali o mensili (per trading a lungo termine) o a barre di 1 ora o 5 minuti (per trading intraday). Approssimativamente, dal punto di vista operativo, le Bande di Bollinger danno segnali di acquisto e vendita quando si verificano le seguenti condizioni: quando il grafico del prezzo esce dalla banda superiore e successivamente vi rientra, si ottiene un segnale di vendita; questo corrisponde ad un rapido aumento del prezzo e ad un successivo rallentamento o aggiustamento; quando il grafico del prezzo esce dalla banda inferiore e successivamente vi rientra, si ottiene un segnale di acquisto; cioè il prezzo è calato molto velocemente fino ad arrestarsi e -probabilmente- ad invertire il trend. In realtà le Bande di Bollinger da sole possono dare falsi segnali in quanto, ad esempio, il grafico potrebbe uscire in basso, rientrare e continuare il trend discendente. Per questo motivo, John Bollinger consiglia di utilizzare altri indicatori, non correlati, per testare il comportamento delle bande. Quando 2 o più indicatori confermano il comportamento delle bande, allora il segnale acquista significato (sempre nei limiti della relativa validità predittiva dell Analisi Tecnica). Gli indicatori che lo stesso Bollinger consiglia di utilizzare sono i seguenti. Percentage B o %b Band Width Intensità Intraday Volume normalizzato Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 2
Indicatori Percentage B o %b Il %b viene calcolato come: Chiusura Banda Inferiore Banda Superiore Banda Inferiore Il %b va confrontato con le soglie 0% e 100% che corrispondono a 0 e 1 nel grafico come in Figura 1. Figura 1: Esempio di %b Eni, dati giornalieri Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 3
Band Width L'ampiezza delle bande viene calcolata come: Banda Superiore Banda Inferiore Media Mobile Nel grafico di lungo termine dell indice italiano mostrato in Figura 2, si può vedere come la volatilità sia ciclica e come molto spesso i picchi di volatilità corrispondano a picchi di emozionalità e a climax di mercato che spesso portano a reversal importanti, in entrambe le direzioni. Figura 2: Esempio di Band Width FTSEMIB40, dati mensili Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 4
Anche un grafico di breve termine come quello in Figura 3, mostra picchi e valli di volatilità. Figura 3: Esempio di Band Width Generali, dati giornalieri Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 5
Intensità Intraday Calcolata come media mobile a 21 giorni di: [2* (Chiusura Massimo Minimo)] Volume * (Massimo Minimo) Figura 4: Esempio di Intensità Intraday Uicredito, dati giornalieri Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 6
Volume normalizzato Calcolato come: Volume della giornata Media Mobile 50 giorni dei volumi * 100 Figura 5: Volume normalizzato Eni, dati giornalieri Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 7
Segnali W-Bottom I W-Bottoms e i M-Tops facevano parte del lavoro di Arthur Merrill che ha individuato 16 modelli dalle forme essenzialmente riconducibili a una W o a una M. Bollinger combina questi vari modelli W/M con le sue bande per identificare W-Bottoms e M- Tops. Si forma un "W-bottom" in un trend al ribasso che coinvolge due minimi di reazione. In particolare, Bollinger cerca W-Bottoms in cui il secondo minimo è inferiore al primo, ma si mantiene al di sopra della banda inferiore. Ci sono quattro passaggi per confermare una W-inferiore con le bande di Bollinger: - Dapprima si verifica una reazione dal minimo, il quale è solitamente, ma non sempre, al di sotto della banda inferiore; - Successivamente si verifica è un rimbalzo verso la banda centrale; - In seguito vi è un nuovo minimo di prezzo, dove il minimo si mantiene sopra la banda inferiore. La capacità di mantenersi al di sopra della banda inferiore sul test mostra meno debolezza nel secondo declino. - Da ultimo, il modello è confermato con un forte movimento di ripresa dopo il secondo minimo e una rottura della resistenza. Di seguito, in Figura 6 e 7 vengono mostrati alcuni esempi di W-Bottoms su diverse scale temporali (in questo caso, daily e weekly). Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 8
Figura 6: W-Bottom (evidenziato in verde) Unicredito, dati giornalieri Figura 7: W-Bottom (evidenziato in verde) FTSEMIB40, dati settimanali Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 9
M-Top Anche gli M-Tops erano parte del lavoro di Arthur Merrill e come per i W-Bottoms, Bollinger utilizza i vari modelli M con le bande di Bollinger per identificare i massimi. Secondo lo studioso le parti superiori sono di solito più complicate da individuare dei minimi (affermazione condivisibile: spesso, i massimi sono processi mentre i minimi sono eventi). Doppio massimo, testa e spalle, modelli e diamanti rappresentano le forme di evoluzione dei massimi. Figura 8: M-Top (evidenziato in verde) Fiat Chrysler, dati giornalieri Come mostrato in Figura 8, nella sua forma più semplice, un M-Top è simile a un doppio massimo. Tuttavia, i massimi non sono sempre uguali. Il primo massimo può essere superiore o inferiore al secondo. Bollinger suggerisce di andare alla ricerca di segni di non conferma quando un titolo sta facendo nuovi massimi. Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 10
Questo è fondamentalmente l'opposto del W-Bottom. Una non-conferma avviene in tre passi: In primo luogo, il trend rialzista forza sopra la banda superiore. In secondo luogo, vi è un pullback verso la banda centrale. In terzo luogo, i prezzi si muovono sopra il massimo precedente, ma non riescono a raggiungere la banda superiore. Questo è un segnale di avvertimento: l'incapacità della seconda reazione di raggiungere la banda superiore mostra una dinamica calante, che può prefigurare una inversione di tendenza. La conferma definitiva arriva con la rottura del supporto o comunque con un segnale ribassista. Di seguito, in Figura 9 e 10 vengono mostrati alcuni esempi di M-Tops. Figura 9: Sequenze di M-Top (in verde) S&P500, dati settimanali Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 11
Figura 10: M-Top (evidenziato in verde) Fiat Chrysler, dati giornalieri Occorre, però, sempre prestare attenzione: non tutti i massimi e minimi, infatti, arrivano sotto forma di W-Tops o W-Bottoms, ma soprattutto queste formazioni valgono quando vengono identificate alla fine di un trend di una certa ampiezza e durata e non in fasi semilaterali di mercato (stesso errore in cui si incorre spesso con l identificazione dei Testa & Spalle). Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 12
Walking the Bands (Passeggiare tra le Bande) I movimenti sopra o sotto le bande non sono segnali di per sé. Come Bollinger dice, toccare o superare le bande non è un segnale, ma piuttosto un indizio. Un movimento sopra la banda superiore indica forza, mentre la rottura della banda inferiore mostra debolezza. Gli oscillatori di momentum funzionano più o meno allo stesso modo. L ipercomprato non è necessariamente un segnale di vendita. Ci vuole forza per raggiungere i livelli di ipercomprato e le condizioni di ipercomprato possono estendersi in un forte trend rialzista. Allo stesso modo, i prezzi possono "passeggiare tra le bande" con numerosi tocchi durante un forte trend rialzista. Pensateci per un momento: nel grafico sottostante (Figura11), la fascia superiore è 2 deviazioni standard al di sopra della media semplice a 20 periodi, ci vuole un movimento di prezzo consistente per superare questa banda superiore. Il raggiungimento della fascia superiore dopo che è stato confermato W-Bottom segnalerebbe l'inizio di una tendenza rialzista. Proprio come un forte trend rialzista produce numerosi tocchi della fascia superiore, è comune che i prezzi non raggiungano mai la banda inferiore durante un trend positivo. La media a 20 periodi a volte funge da supporto. Figura 11: Walking the Bands Shanghai Composite, dati giornalieri Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 13
Le fasi anomale delle Bollinger Bands Le Bollinger Bands sono sempre utili nell analisi e nella decisione operativa ma ci sono fasi relative a movimenti veloci e importanti in cui sono più utili che in altre. L utilizzo di gran lunga più interessante è nelle fasi di movimenti forti e veloci che seguono una fase di trading range. Questi movimenti possono portare a fasi di grande volatilità, specie quando sono diretti verso il basso. In queste fasi, una analisi delle Bollinger Bands può essere di grandissimo aiuto nel capire quando il movimento è in via di (almeno momentanea) conclusione, per prendere profitto sulle posizioni short e/o per evitare di vendere sui minimi. Figura 12: Alcune fasi anomale delle Bollinger Bands Stoxx 600, dati settimanali Il caso esaminato in Figura 12 mostra come il movimento al ribasso successivo al top del 2007 porta a due fasi di impennata della volatilità: la prima a inizio 2008 e la seconda nei mesi finali. Entrambe sono segnalate dal movimento di apertura delle fauci delle Bollinger Bands, che sotto la spinta del movimento ribassista si aprono per contenere la percentuale corretta dei prezzi. Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 14
Un punto ottimale di chiusura della posizione arriva quando la banda che si apre in direzione opposta a quella del movimento dei prezzi inizia a chiudersi. Nei tre esempi mostrati (2008 e 2011, nei rettangoli in blu) questi punti sono identificati dalle frecce blu. Lo stesso, intuitivamente, avviene nelle fasi di impennata semiverticale dei prezzi, seppure va detto che in generale i massimi tendono a essere processi, quindi meno facilmente identificabili dei minimi, che tendono a essere eventi. L oscillatore in basso sul grafico (%b) evidenzia bene gli estremi delle fasi e le divergenze propedeutiche alle inversioni. Conclusioni Le Bande di Bollinger riflettono la direzione (con la media) e la volatilità con le bande superiori e inferiori e possono essere utilizzate per determinare se i prezzi sono relativamente alti o bassi. Secondo Bollinger, le bande dovrebbero contenere l 88-89% dell azione del prezzo. Una Bollinger Band con coefficiente 3 dovrebbe contenere la quasi totalità dell azione dei prezzi, ragion per cui i movimenti che eccedono la terza Standard Deviation indicano certamente una monodirezionalità momentanea del mercato ma sono inevitabilmente destinati a rientrare all interno della banda nei periodi successivi. Tecnicamente, i prezzi sono relativamente elevati quando sono sopra la banda superiore e relativamente bassi quando sono al di sotto della banda inferiore. Tuttavia, relativamente alto non dovrebbe essere considerato alla stregua di ribasso o come un segnale di vendita. Allo stesso modo, relativamente basso non dovrebbe essere considerato come indicazione rialzista o come un segnale di acquisto. I prezzi sono alti o bassi per un motivo. Come con altri indicatori, anche le Bande di Bollinger non sono destinate ad essere utilizzate come strumento stand-alone: si dovrebbero, infatti, combinare le Bande di Bollinger con l'analisi delle tendenze di base e con altri indicatori per avere una conferma operativa. Copyright Market Risk Management srl Cicli e Mercati Formazione 15