UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO. Facoltà di Economia

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Facoltà di Economia Programmazione e controllo IL PROCESSO DI BUDGET prof. Pagina 1 di 58

2 IL PROCESSO DI BUDGET IN AZIENDA Pagina 2 di 58

3 IL PROCESSO DI FORMULAZIONE DEL BUDGET Fasi del processo Definizione obiettivi Programmaz. strategica Formulazione del budget Controllo Incentivazione Livelli di strategia Direzione generale (pianificazione) Prima Linea (pianificazione dei centri di profitto) Funzione (programmi operativi, strategie funzionali) Fonte: P. Lorange Pagina 3 di 58

4 IL PROCESSO DI FORMULAZIONE DEL BUDGET E UN PROCESSO CICLICO COMPOSTO DA TRE FASI: (definizione obiettivi) 1 a fase (top-down) il vertice direttivo diffonde ai livelli inferiori della struttura gli obiettivi da raggiungere e indica le politiche e gli strumenti da adottare Pagina 4 di 58

5 IL PROCESSO DI FORMULAZIONE DEL BUDGET E UN PROCESSO CICLICO COMPOSTO DA TRE FASI: (formulazione del budget) 2 a fase (bottom-up) I livelli inferiori predispongono, sulla base degli obiettivi assegnati e delle risorse disponibili, i budget operativi questi ultimi vengono collegati tra loro, consolidati in un budget aziendale unico che viene sottoposto all approvazione del vertice Pagina 5 di 58

6 IL PROCESSO DI FORMULAZIONE DEL BUDGET E UN PROCESSO CICLICO COMPOSTO DA TRE FASI: (approvazione e diffusione del budget) 3 a fase (top-down) se il vertice direttivo approva il budget aziendale, lo ritrasmette lungo la scala gerarchica alle unità che saranno responsabili dei singoli budget se non lo approva, chiede delle modifiche ai responsabili dei livelli inferiori ed inizia così un nuovo ciclo Pagina 6 di 58

7 LA DIMENSIONE ITERATIVA DEL BUDGET FISSAZIONE DI LINEE GUIDA PRESENTAZIONE PROPOSTE DELLA LINEA ANALISI PROPOSTE (CONTROLLER) E FATTIBILE NO REVISIONE SI E IN LINEA CON LE LINEE GUIDA SI REVISIONE PROPOSTE (TOP MANAGEMENT) NO REVISIONE E ACCETTABILE SI APPROVAZIONE E IMPLEMENTAZIONE NO REVISIONE Pagina 7 di 58

8 I BUDGET OPERATIVI Pagina 8 di 58

9 I BUDGET OPERATIVI: DEFINIZIONE DEFINISCONO I COMPONENTI POSITIVI E NEGATIVI DI REDDITO RELATIVI AI PRESCELTI PROGRAMMI D AZIONE CONSENTONO LA PREVISIONE DEL RISULTATO ECONOMICO Pagina 9 di 58

10 IL BUDGET DELL AREA COMMERCIALE Pagina 10 di 58

11 BUDGET COMMERCIALE: CONTESTO DI RIFERIMENTO OBIETTIVI AZIENDALI BUDGET COMMERCIALE CONDIZIONI DI MERCATO RISORSE DISPONIBILI PIANI STRATEGICI DI MARKETING PIANI OPERATIVI DI MARKETING BUDGET COMMERCIALE Pagina 11 di 58

12 LA STRUTTURA DEL BUDGET DELL AREA COMMERCIALE COMPONENTI POSITIVI DEL REDDITO BUDGET DELLE VENDITE BUDGET DEI COSTI DI VENDITA BUDGET DEI COSTI DISCREZIONALI BUDGET DEI COSTI INDIRETTI COMMERCIALI COMPONENTI NEGATIVI DEL REDDITO Pagina 12 di 58

13 IL BUDGET DELLE VENDITE DETERMINAZIONE DELLE QUANTITA FISICHE DI PRODUZIONE DA COLLOCARE SUL MERCATO 1. E L INPUT DI TUTTO IL PROCESSO DI BUDGET 2. RISPETTO AD ALTRI PIANI DIPENDE MAGGIORMENTE DA VARIABILI ESTERNE, NON SEMPRE DOMINABILI Pagina 13 di 58

14 LE DETERMINANTI IL BUDGET DELLE VENDITE EVOLUZIONE STORICA DELLE VENDITE PREVISIONI SULL EVOLUZIONE DEL MERCATO STRATEGIA COMPETITIVA BUDGET DELLE VENDITE Pagina 14 di 58

15 IL BUDGET DEI RICAVI VALORIZZAZIONE DELLE QUANTITA FISICHE ESPRESSE NEL BUDGET DELLE VENDITE ATTRAVERSO IL PREZZO DI VENDITA DETERMINAZIONE DEL RAPPORTO OTTIMALE PREZZO-QUANTITA FISICA CHE CONSENTA IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI AZIENDALI RISOLUZIONE DI DIVERSI PROBLEMI: Es. scelta del mix di prodotti, decisione di intervenire sul prezzo per aumentare le vendite, etc. Pagina 15 di 58

16 IL BUDGET DEI COSTI COMMERCIALI RIGUARDA LA DETERMINAZIONE DEI COSTI DI NATURA COMMERCIALE, QUALI AD ESEMPIO: -STIPENDI E PROVVIGIONI DEL PERSONALE DI VENDITA (VENDITORI VS. AGENTI) -SPESE PER RICERCHE MERCATO -SPESE TRASPORTO, MAGAZZINAGGIO (ATTIVITA INTERNA VS.ATTIVITA ESTERNA) -SPESE IMBALLAGGIO -SPESE PUBBLICITA E PROMOZIONE -SPESE ASSISTENZA CLIENTI -SPESE LEGATE ALLE POLITICHE DI SCONTO Pagina 16 di 58

17 I COSTI COMMERCIALI COSTI VARIABILI IN RELAZIONE ALLE VENDITE DIPENDONO DAL VOLUME DELLE VENDITE E/ DAL FATTURATO COSTI SOSTENUTI PER AUMENTARE IL VOLUME DELLE VENDITE SONO COSTI DISCREZIONALI, SULLA BASE DI DECISIONI DELLA DIREZIONE Pagina 17 di 58

18 IL BUDGET DEI COSTI DI VENDITA LA DISTRIBUZIONE E L INSIEME DI ATTIVITA ATTRAVERSO LE QUALI I PRODOTTI SONO RESI DISPONIBILI AGLI UTILIZZATORI NEI TEMPI, NELLA QUANTITA E NEI LUOGHI RICHIESTI L ATTIVITA DI DISTRIBUZIONE richiede di affrontare: A. PROBLEMI CONNESSI AL TRASFERIMENTO DEI PRODOTTI DALL AZIENDA AI CLIENTI (distribuzione fisica) B. PROBLEMI CONNESSI ALLA SCELTA ED ALLA GESTIONE DELLA RETE DI VENDITA Pagina 18 di 58

19 IL BUDGET COMMERCIALE: FORME IL BUDGET COMMERCIALE EVIDENZIA I RICAVI E I COSTI DELL AREA COMMERCIALE DEVE ESSERE ARTICOLATO PER PERIODI (MESI, O ALTRE FRAZIONI TEMPORALI SIGNIFICATIVE) - STAGIONALITA PUO ESSERE ARTICOLATO PER : CENTRI RESPONSABILITA, PRODOTTI, AREE GEOGRAFICHE ETC. Pagina 19 di 58

20 IL BUDGET COMMERCIALE: ESEMPIO Fonte: Luigi Brusa, Sistemi manageriali di programmazione e controllo, Giuffrè, 2000 Pagina 20 di 58

21 IL BUDGET DEI COSTI DI VENDITA LE DIVERSE TIPOLOGIE DI CANALE DISTRIBUTIVO AZIENDA CANALE DIRETTO CONSUMATORI CANALE INDIRETTO (CORTO) CANALI INDIRETTI (LUNGHI) Grossista Rivenditore dettagliante Rivenditore dettagliante Grossista Jobber Rivenditore dettagliante Fonte: Kotler-Scott 1993 Pagina 21 di 58

22 ESEMPIO DI DEFINIZIONE DEL MIX DI PRODOTTI (margine di contribuzione per fattore scarso) Pagina 22 di 58

23 ESEMPIO DI DEFINIZIONE DEL MIX DI PRODOTTI Prezzo vendita unitario Costo variabile unitario Margine contribuzione unitario Prodotto 1 2,4 1,7525 0,6475 Prodotto 2 3,5 2,1125 1,3875 Prodotto 3 3,0 1,9675 1,0325 Il prodotto che ha il maggiore margine di contribuzione è il prodotto 1. Nel definire il mix di vendite vi sono almeno due fattori condizionanti: a- l esistenza di una capacità produttiva che può non essere espandibile (fattore scarso) b- una diversa possibilità di collocazione sul mercato dei diversi prodotti Pagina 23 di 58

24 Quantità vendite potenziali (quantità) Coefficienti di trasformazione unitari Prodotto ore /macchina Prodotto ore macchina Prodotto ,5 ore macchina Massima capacita produttiva= 3816 ore/macchina Si deve trovare il MARGINE DI CONTRIBUZIONE PER FATTORE SCARSO Pagina 24 di 58

25 MARGINE DI CONTRIBUZIONE UNITARIO COEFFICIENTE DI IMPIEGO DEL FATTORE SCARSO Quantità vendibile Coeff. Trasf. Ore/macchina necessarie Ore macchina disponibili Margine contr. Unitario Marg. Contrib. Ore/macchi na Prodotto ,6475 0,1295 Prodotto ,3875 0,1067 Prodotto , ,0325 0, Pagina 25 di 58

26 Il prodotto che ha il maggiore margine di contribuzione per fattore scarso è il prodotto 1 seguito dal prodotto 3 e infine 2. Nel definire il mix di vendite si decide quindi di produrre tutta la quantità vendibile del prodotto 1, successivamente del prodotto 3 e infine del prodotto 2 Quantità venduta Coeff. Trasformaz Impiego capitale/ produzione Capitale produzio ne residua Prodotto Prodotto , Prodotto Pagina 26 di 58

27 Il conseguente budget delle vendite è il seguente Quantità Prezzo unitario Fatturato Prodotto ,40 115,2 Prodotto ,50 619,5 Prodotto ,0 450 Pagina 27 di 58

28 IL BUDGET DELL AREA INDUSTRIALE Pagina 28 di 58

29 STRUTTURA E COMPOSIZIONE BUDGET DELLE VENDITE VINCOLI POLITICA SCORTE PRODOTTI FINITI E SEMILAVORATI PROGRAMMA DI PRODUZIONE POLITICHE SCORTE MATERIE PRIME BUDGET DEGLI INVESTIMENTI BUDGET DEI COSTI DI PRODUZIONE MATERIE PRIME DIRETTE ALTRI COSTI DIRETTI DI PRODUZIONE COSTI INDIRETTI DI PRODUZIONE BUDGET DEGLI APPROVVIGIONAMENTI Pagina 29 di 58

30 IL BUDGET DELLA PRODUZIONE. ASPETTI GENERALI BUDGET DELLE QUANTITA (VOLUME) DI PRODUZIONE BUDGET DEI COSTI DI PRODUZIONE BUDGET DELLE ACQUISIZIONI DI PERSONALE E MATERIE Pagina 30 di 58

31 IL BUDGET DEL VOLUME DELLA PRODUZIONE DETERMINAZIONE DELLE QUANTITA FISICHE ( O VOLUME) DI PRODUZIONE COME IL BUDGET COMMERCIALE PUO ESSERE ARTICOLATO PER: PRODOTTO, AREE GEOGRAFICHE, CENTRI DI RESPONSABILITA ETC.) Pagina 31 di 58

32 IL BUDGET DELLA PRODUZIONE: PREMESSE BUDGET VENDITE BUDGET SCORTE BUDGET PRODUZIONE Pagina 32 di 58

33 IL BUDGET DELLE SCORTE VARIABILI CHE INFLUENZANO IL LIVELLO DELLE SCORTE Fonte: Alberto Bubbio, Il budget, Il sole 24 ore, 2000 Pagina 33 di 58

34 DETERMINAZIONE DEL VOLUME DI PRODUZIONE VOLUME VENDITA PROGRAMMATO + RIMANENZE FINALI DI PRODOTTI PROGRAMMATE - RIMANENZE INIZIALI DI PRODOTTI STIMATE RIMANENZE = VOLUME DI PRODUZIONE PROGRAMMATO Pagina 34 di 58

35 ESEMPIO DI PROGRAMMA DI PRODUZIONE Fonte: Alberto Bubbio, Il budget, Il sole 24 ore, 2000 Pagina 35 di 58

36 IL BUDGET DEI COSTI DI PRODUZIONE BUDGET DEI COSTI DI MATERIALI E MDO (VARIABILI O PARAMETRICI) BUDGET DEI COSTI GENERALI DI FABBRICAZIONE (FISSI O SEMIVARIABILI) Pagina 36 di 58

37 IL BUDGET DEI COSTI DI MATERIALI E MANODOPERA RIGUARDA COSTI PARAMETRICI (O VARIABILI): -MATERIE PRIME -LAVORAZIONI ESTERNE E SEMILAVORATI -MANODOPERA DIRETTA UTILIZZO DEI COSTI STANDARD O DEI COSTI STIMATI Pagina 37 di 58

38 I COSTI STANDARD: CARATTERISTICHE CARATTERISTICHE: -SONO COSTI PREDETERMINATI, SU IPOTESI DEL FUTURO ANDAMENTO DELLA GESTIONE -PRESUPPONGONO L ESISTENZA DI CONDIZIONI OPERATIVE STANDARD -SONO OBIETTIVI DA PERSEGUIRE -PRESUPPONGONO DEFINITI LIVELLI DI EFFICIENZA (LIVELLO IDEALE, CONVENIENTE, PREVISTO) Pagina 38 di 58

39 I COSTI STANDARD: FASI FASI PER LA LORO DETERMINAZIONE: -INDIVIDUAZIONE DI CENTRI DI COSTO -DEFINIZIONE DELLE CONDIZIONI OPERATIVE STANDARD DI OGNI CENTRO DI COSTO (TECNOLOGIE, METODO DI LAVORO,SCARTI E SFRIDI, TEMPI DI MDO) -DETERMINAZIONE DEGLI STANDARD UNITARI: FISICI E MONETARI -DETERMINAZIONE DEI VOLUMI DI PRODUZIONE -SVILUPPO DEI COSTI PER PROCESSO O PRODOTTO Pagina 39 di 58

40 I COSTI STANDARD: CONDIZIONI DI APPLICABILITA RAPPORTO COSTI-BENEFICI ACCURATEZZA DEL COSTO STANDARD RISPETTO AL COSTO STIMATO COSTO PER LA DETERMINAZIONE DEL COSTO STANDARD TIPOLOGIA DI ATTIVITA CARATTERE DI RIPETITIVITA DELL ATTIVITA NON ADATTO A PRODUZIONI NON RIPETITIVE O AUTOMATIZZATE Pagina 40 di 58

41 IL CALCOLO DEI COSTI STANDARD C = s x p C = COSTO STANDARD DI UN FATTORE PRODUTTIVO, RIFERITO ALL UNITA DI PRODOTTO IN UN DATO CENTRO S= STANDARD FISICO UNITARIO O COEFFICIENTE UNITARIO STANDARD, OSSIA QUANTITA FISICA DEL FATTORE NECESSARIA PER OTTENERE IL PRODOTTO P = STANDARD MONETARIO, (O PREZZO UNITARIO STANDARD) OSSIA PREZZO NECESSARIO PER ACQUISIRE IL FATTORE PRODUTTIVO Pagina 41 di 58

42 IL COSTO STANDARD DEI MATERIALI DIRETTI E DELLA MDO MATERIALI DIRETTI: E IL PRODOTTO TRA CONSUMO DEL FATTORE E COSTO DELLO STESSO - TIENE CONTO DI SFRIDI E SCARTI - SONO INDICATI NELLA DISTINTA BASE - IMPORTANZA ANCHE DELLA DEFINIZIONE DEL PREZZO STANDARD MANODOPERA DIRETTA: E IL PRODOTTO TRA TEMPO IMPIEGATO E COSTO ORARIO DELLA MDO -I TEMPI STANDARD TENGONO CONTO DI INATTIVITA, AFFATICAMENTO ETC. -IMPORTANZA DEL COSTO ORARIO DELLA MDO Pagina 42 di 58

43 IL BUDGET DEI COSTI INDUSTRIALI STANDARD FISICO UNITARIO X STANDARD MONETARIO UNITARIO X VOLUME DELLA PRODUZIONE PROGRAMMATO A BUDGET = COSTO TOTALE DELLA RISORSA Pagina 43 di 58

44 IL BUDGET DEI COSTI GENERALI DI FABBRICAZIONE SI TRATTA PREVALENTEMENTE DI COSTI FISSI O SEMIVARIABILI (CON UNA COMPONENTE FISSA E UNA VARIABILE) RIGUARDANO SIA LA FABBRICAZIONE IN SENSO STRETTO CHE I COSIDDETTI SERVIZI AUSILIARI ESEMPI: MDO INDIRETTA, STIPENDI TECNICI, MANUTENZIONI, AMMORTAMENTI, ENERGIA ELETTRICA, COMBUSTIBILI ETC. Pagina 44 di 58

45 COSTI FISSI DI FABBRICAZIONE: DETERMINAZIONE IMPORTO DELL ULTIMO PERIODO PRECEDENTE IL BUDGET VALUTAZIONE DI CAMBIAMENTI PER. -VARIAZIONI DA FENOMENI ESTERNI -MODIFICHE POLITICHE AZIENDALI -VARIAZIONI CAPACITA PRODUTTIVA IMPORTO DA INSERIRE A BUDGET Pagina 45 di 58

46 I COSTI SEMIVARIABILI: ANDAMENTO GRAFICO COSTI y = a + bx Q PRODUZIONE Pagina 46 di 58

47 I COSTI SEMIVARIABILI: DETERMINAZIONE METODO DEI DUE PUNTI METODO DELL INTERPOLAZIONE GRAFICA METODO DEI MINIMI QUADRATI METODO ANALITICO Pagina 47 di 58

48 COSTI GENERALI DI FABBRICAZIONE: INSERIMENTO A BUDGET COMPONENTI FISSE INSERIMENTO DELL AMMONTARE GLOBALE DEL COSTO COMPONENTI VARIABILI SI MOLTIPLICA IL COSTO STANDARD UNITARIO PER IL VOLUME DI FABBRICAZIONE Pagina 48 di 58

49 ESEMPIO DI BUDGET FLESSIBILE DELLE SPESE GENERALI DI FABBRICAZIONE Fonte: Luigi Brusa, Sistemi manageriali di programmazione e controllo, Giuffrè, 2000 Pagina 49 di 58

50 IL BUDGET DEGLI ACQUISTI (APPROVVIGIONAMENTI) QUANTITA TEMPI ACQUISTO DEI FATTORI PRODUTTIVI MATERIE PRIME E MANODOPERA Pagina 50 di 58

51 IL BUDGET DEGLI ACQUISTI DI MATERIE PRIME Fonte: Alberto Bubbio, Il budget, Il sole 24 ore, 2000 Pagina 51 di 58

52 CALCOLO DELLE QUANTITA DA ACQUISTARE QUANTITA DI MATERIE DA CONSUMARE (= STANDARD FISICO x VOLUME PRODUZIONE) + RIMANENZE FINALI DI MATERIE PROGRAMMATE - RIMANENZE INIZIALI DI MATERIE STIMATE = QUANTITA DI MATERIE DA ACQUISTARE Pagina 52 di 58

53 IL LOTTO ECONOMICO DI APPROVVIGIONAMENTO COSTI APPROVVIGIONAMENTO (A): EMISSIONE ORDINE, RICEVIMENTO MERCE, TRASPORTO DECRESCENTI ALL AUMENTARE DELLA QUANTITA ORDINATA COSTI MANTENIMENTO (M): COSTI MAGAZZINAGGIO, COSTI DI INTERESSE E DI DETERIORAMENTO CRESCENTI ALL AUMENTARE DEI VOLUMI DI SCORTA MEDIA Pagina 53 di 58

54 IL LOTTO ECONOMICO DI APPROVVIGIONAMENTO: CALCOLO 2 K A Q = radice quadrata di M A= COSTI APPROVV. M= COSTI MANTENIM. K= QUANTITA PRELEVATA Pagina 54 di 58

55 IL PUNTO DI RIORDINO L = X x D Dove: L= LIVELLO DI RIORDINO X = QUANTITA DI MATERIA NECESSARIA NEL TEMPO CONSIDERATO D = TEMPO NECESSARIO PER L APPROVVIGIONAMENTO Pagina 55 di 58

56 ALTRI ASPETTI VALUTAZIONE DI: -GRADO INTEGRAZIONE VERTICALE/ORIZZONTALE -POLITICHE DI MAKE OR BUY -OUTSOURCING -POLITICHE DI JUST IN TIME E SIMILARI Pagina 56 di 58

57 IL BUDGET DEL PERSONALE DA ASSUMERE ORE DI MANODOPERA NECESSARIE = VOLUME DI PRODUZIONE A BUDGET x ORE STANDARD PER UNITA DI PRODUZIONE ORE DI PRESENZA MEDIA PRO-CAPITE = C Fr Fs A + S Dove: C= ORE DI CALENDARIO (ESCLUSI SABATI E DOMENICHE) Fr = FERIE Fs = FESTIVITA A = ASSENTEISMO Pagina 57 di 58 S= STRAORDINARI

58 IL BUDGET DEL PERSONALE DA ASSUMERE ORE DI MANODOPERA NECESSARIE = ORGANICO NECESSARIO ORE DI PRESENZA PRO-CAPITE ORGANICO NECESSARIO ORGANICO ESISTENTE POSSIBILI ASSUNZIONI, LAVORAZIONI PRESSO TERZI O AL CONTRARIO ORGANICO EXTRA-FABBISOGNO Pagina 58 di 58

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