IL RUOLO DELLA DIMENSIONE LUDICA NELL ARTE INTERATTIVA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL RUOLO DELLA DIMENSIONE LUDICA NELL ARTE INTERATTIVA"

Transcript

1 Alma Mater Studiorum Università di Bologna FACOLTA DI LETTERE E FILOSOFIA CORSO DI LAUREA IN DAMS IL RUOLO DELLA DIMENSIONE LUDICA NELL ARTE INTERATTIVA TESI DI LAUREA IN TEORIA E TECNICHE DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA Relatore: Chiar.mo Prof. Pier Luigi Capucci Presentata da: Valentina Dal Bò Correlatore: Chiar.mo Prof. Alessandro Serra I Sessione Anno Accademico

2

3 A mio nonno

4

5 INDICE Introduzione 9 PRIMA PARTE TEORIE SUL GIOCO Jean Piaget e la prospettiva cognitiva Sigmund Freud e la prospettiva psicanalitica Anna Freud Melanie Klein Donald W. Winnicott Johan Huizinga Roger Caillois IL GIOCO IN ETA INFANTILE Bambini: i maestri dell arte ludica Analogie tra il gioco infantile e quello degli adulti DALL ESPLORAZIONE AL GIOCO Distinzione tra esplorazione e gioco L esplorazione nei giochi infantili Il processo esplorativo nei videogiochi L esplorazione nell ambito dell arte interattiva LE FORME DEL GIOCO Il gioco d esercizio Il gioco simbolico Il gioco con regole Le categorie ludiche di Caillois 84 7

6 SECONDA PARTE VIDEOGIOCHI E INTERATTIVITA Le dinamiche ludiche nel videogioco Il videogioco come ipertesto I generi e le strutture ludiche dei videogame I videogame tra edonismo, violenza e catarsi Le teorie di Huizinga e Caillois ed i videogiochi I videogiochi e la ricerca artistica Seoul International Media Art Biennale Ars Electronica Game Art IL CORPO TRA INTERATTIVITA ED ESPERIENZE LUDICHE Il corpo e la percezione sensoriale in ambito interattivo Il ruolo dello spettatore nell arte interattiva Il corpo tra esplorazione e gioco: le prime sperimentazioni interattive di Myron W. Krueger Arslab: Il corpo in gioco Il corpo all interno della ricerca artistica interattiva Il corpo danzante: danza e interattività IL GIOCO E L ARTE INTERATTIVA I processi interattivi e ludici all interno della ricerca artistica La dimensione ludica dell interattività Nuove frontiere interattive: Net.Art Percorsi interattivi nell ambito della Net.Art 212 Appendice Iconografica 225 Bibliografia 251 Sitografia 257 8

7 INTRODUZIONE L odierno irrefrenabile sviluppo tecnologico che caratterizza la nostra società in maniera sempre più invasiva, influenza inevitabilmente anche il rapporto tra la ricerca artistica e il suo pubblico. In questa sede, approfondiremo i legami tra i processi artistici connessi ad un nuovo modo di relazionarsi al pubblico, entro dinamiche aperte al dialogo, alle sperimentazioni e soprattutto ad esperienze vissute ludicamente dallo spettatore. Tale genere di relazioni emersero, per la prima volta, durante gli anni delle avanguardie storiche per poi essere approfonditi dai movimenti, come Fluxus, degli anni Sessanta. Proprio tali sperimentazioni artistiche, come per esempio quelle Fluxus, svilupparono ed amplificarono un nuovo tipo di interazione tra l opera d arte e lo spettatore, relazione che va a coincidere con quello che è un dialogo continuo, creativo e inconsueto che sfrutta le potenzialità creative del gioco. L opera d arte quindi, fin dall avvento del Dadaismo e del Surrealismo, diviene momento aperto al contributo del pubblico, che attraverso un approccio ludico, si avvicina, sperimenta, usufruisce, gioca all interno dell opera artistica. Il pubblico, fino a quel momento rimasto essenzialmente passivo, poiché egli adempiva esclusivamente ai compiti connessi alla contemplazione dell opera d arte, assume ora responsabilità inedite, legate anche alla costruzione materiale dell opera, come anche del senso di quest ultima. Le nuove tecnologie, sviluppatesi negli ultimi decenni, non hanno fatto altro che contribuire all approfondimento di tali tematiche, strettamente legate al concetto d interattività, che sviluppa proprio un rapporto reciproco tra opera e spettatore, legame fondato su di un interazione partecipativa e coinvolta, che rende attivo lo spettatore trasformandolo in co-autore. Marshall McLuhan è convinto che sia questo nostro ambiente, condizionato e permeato dall evoluzione tecnologica a sospingere un interessamento verso un atteggiamento partecipativo, atto a coinvolgere il pubblico. 9

8 McLuhan è convinto che questo cambiamento di relazioni tra ricerca artistica e pubblico sia, insomma, determinato dal fatto che «i media, modificando l ambiente, evocano in noi rapporti unici di percezione sensibile. L estensione di qualche senso modifica il nostro modo di agire e di pensare, il modo in cui noi percepiamo il mondo. Quando questi rapporti mutano, mutano gli uomini» 1. Questa riflessione porta McLuhan a considerare la situazione odierna, che cerca la partecipazione attiva del pubblico, assai vicina all atteggiamento esperenziale proprio delle civiltà primitive e prealfabetiche, che non hanno conosciuto il dominio visivo, imposto soprattutto dalla stampa e dalle visione prospettica rinascimentale. Il nostro modo di relazionarci al mondo di oggi, si rifà quindi a modalità tipiche delle società prealfabetiche, in cui si vive in uno spazio acustico, olfattivo e polisensoriale. In questo modo perciò vengono riscoperte la corporeità e la percezione sensoriale, svalutate per secoli dal dominio della vista attuato nella cultura occidentale. Quest epoca, secondo McLuhan, è incentrata sull impiego di medium freddi 2, che implicano un coinvolgimento sensoriale di molteplici organi percettivi, insieme ad un alta partecipazione e contributo del pubblico, all interno di rapporti che si delineano essere sempre più simultanei. A nostro avviso la ricerca artistica nell ambito interattivo, risulta essere perfettamente in sintonia con queste rilevanti considerazioni di Marshall McLuhan. I medium o le opere artistiche, che sviluppano processi interattivi, implicano infatti, un genere di interazione che combacia con le caratteristiche riscontrate nei medium freddi da McLuhan. Quest ultimo ritiene, inoltre, che gli «effetti della tecnologia ( ) alterano costantemente, senza incontrare resistenza, le reazioni sensibili o le forme di percezione. Soltanto l artista (quello autentico) può essere in grado di fronteggiare impunemente la 1 M. McLuhan e Q. Fiore, Il medium è il Massaggio, (1967), Milano, Feltrinelli Editore, 1968, p McLuhan considera medium caldi, quelli che sono in grado di estendere le potenzialità di un solo organo sensoriale, acquisendo informazioni ad alta definizione, nonostante non sia dato spazio alla collaborazione degli individui. I Medium freddi, invece, coinvolgono contemporaneamente più organi sensoriali, comportando però una scarsa quantità di informazione a bassa definizione. I medium freddi sviluppano un attiva partecipazione da parte del pubblico. Cfr. al riguardo M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, (1964), Milano, Il Saggiatore, 1967, IV edizione 1974, p. 31 sgg. 10

9 tecnologia, e questo perché la sua esperienza lo rende in qualche modo consapevole dei mutamenti che intervengono sulla percezione» 3. Nella seconda parte di questo lavoro analizzeremo i processi interattivi e ludici riscontrabili all interno della ricerca artistica contemporanea, che fonda la sua sperimentazione sull impiego e sullo sviluppo delle potenzialità dei new media. Gli ambiti che toccheremo saranno diversi: si andrà dall universo videoludico rappresentato dai videogiochi, alle ricerche interattive incentrate sul corpo, giungendo a considerare, infine, i concetti di interattività e gioco nell ambito delle ricerche artistiche della Net.Art, che usa la Rete, come mezzo e tema delle proprie sperimentazioni. Prima di tutto ciò, vogliamo iniziare questo lavoro con delle attente riflessioni atte ad evidenziare diverse teorie e punti di vista in riferimento ai processi ludici, anche in considerazione agli aspetti del gioco infantile e alla distinzione tra i processi esplorativi e ludici, riscontrabili nelle esperienze ludiche degli adulti, come anche in molte esperienze artistiche, che qui approfondiremo. Le dinamiche ludiche, infatti, si offro a varie interpretazioni e considerazioni, sulle quali soffermeremo la nostra attenzione; ma senza dubbio i giochi, in quanto modelli della cultura in cui essi si sviluppano, possono essere considerati come dei medium di comunicazione. Questo è spiegato dal fatto che, secondo McLuhan, qualunque «gioco, come qualunque medium d informazione, è un estensione dell individuo o del gruppo. I suoi effetti sul gruppo o sull individuo consistono nel dare una nuova configurazione a quelle parti del gruppo o dell individuo che non sono state estese. Un opera d arte non ha esistenza né funzione se non nei sui effetti sugli uomini che la contemplano. E l arte, come i giochi o arti popolari, e come i media di comunicazione, ha il potere di imporre i propri presupposti stabilendo nuovi rapporti e nuove posizioni nella comunità umana» 4. Va ricordato, ancora, come spesso (soprattutto nell ambito dei videogame e delle simulazioni) i giochi vengano trasformati in realtà e la realtà in gioco. Questa condizione, tipica di molte esperienze online, mette in luce secondo Sherry Turkle, un possibile disallineamento tra le personalità online e il proprio sé della vita reale. 3 M. McLuhan, Gli strumenti del comunicare, op. cit., p Ivi, p

10 Le possibilità della Rete presuppongono sempre, secondo la sociologa, la consapevolezza che «le numerose manifestazioni della molteplicità nella nostra cultura, compresa l adozione di diverse personalità online, stanno contribuendo alla riconsiderazione generale della tradizionale concezione unitaria dell identità» 5. La società contemporanea, come pure le stesse esperienze artistiche interattive che sono oggetto di questo lavoro, evidenziano in sostanza, l affermarsi di un sé flessibile e multiplo, che risulta essere in una continua e costante comunicazione reciproca con tutto ciò che lo circonda. Sherry Turkle, di fatti, ritiene che «le esperienze di Internet ci aiutano a sviluppare modelli di benessere psicologico significativamente postmoderni: essi riconoscono la flessibilità e la molteplicità; riconoscono la natura costruita della realtà, del sé e dell altro. ( ) Siamo incoraggiati a pensare noi stessi come esseri fluidi, emergenti, decentrati, molteplici, flessibili e in continuo divenire» 6, aspetti che coincidono perfettamente con le prerogative delle ricerche artistiche interattive, che delineeremo in questo lavoro. Bologna, maggio S. Turkle, La vita sullo schermo, (1996), Milano, Apogeo, 1997, p Ivi, pp

11 1. TEORIE SUL GIOCO La vasta letteratura che ha avuto come oggetto il gioco, evidenzia come questo fenomeno sia stato indagato da numerose e diverse prospettive: storico-letteraria, psicoanalitica, pedagogica, socioantropologica, etologica, linguistica e recentemente anche clinica. Questa varietà di punti d osservazione, ci permette di notare quanto questo complesso fenomeno coinvolga campi estremamente diversi e apparentemente poco collegati gli uni agli altri. Ciò rivela la molteplicità delle funzioni del gioco, che interessa infatti, settori spesso lontani tra loro. I numerosi studi fatti dagli etologi e dai primatologi, dimostrano che il gioco non è una forma d attività esclusiva dell essere uomo, ma anche propria del mondo animale. Riguardo ai primati, infatti, sono state descritte, particolarmente nei soggetti giovani, funzioni riguardanti l apprendimento finalizzato all utilizzazione delle strategie proprie della vita adulta (come anche i giochi di guerra, in quanto attività che simulano la guerra, senza produrne le conseguenze letali). Questa pluralità di funzioni, si manifesta nei diversi significati che il termine gioco assume in numerose lingue. A tal proposito, Huizinga afferma come emerga «subito che la lingua non ha affatto distinto dappertutto e sin dall inizio con altrettanta sicurezza -una- categoria generale, comprendendola in un unica parola. Tutti i popoli giocano, e giocano anzi in modo curiosamente simile: ma non ne consegue affatto che tutte le lingue racchiudano l idea del gioco in un unica parola con tanta sicurezza, e anche con tanta larghezza come fanno le lingue moderne europee» 1. Huizinga cita alcune lingue che utilizzano più parole per indicare le diverse funzioni che il gioco può rivestire. Queste lingue sono quindi il greco, il sanscrito, il cinese e l inglese, nei quali è particolarmente distinta la terminologia che indica l idea di gara, da quella di gioco in senso più generale. Si pensi solo all inglese, dove il termine play indica una vasta categoria di attività, che va dal giocare in senso generale, al suonare uno strumento, all interpretare un dramma, ecc. Differentemente la parola game, indica una partita, 1 J. Huizinga, Homo ludens, (1939), Torino, Einaudi Editore, 1946, p

12 una gara, ma pure il gioco d azzardo e addirittura vale anche per indicare la selvaggina. Se nei casi precedenti si utilizzano diversi termini per indicare differenti attività, altre lingue vedono «la condensazione in una parola unica e comprensiva, come l italiano gioco o il giapponese asobu o il nordeuropeo Spiel, di una varietà davvero curiosa e impressionante di significati, e dunque di esperienze ludiche, per i quali e le quali un tempo occorrevano termini differenti» 2. Terminiamo questa parentesi sull etimologia del termine gioco, parlando del termine latino ludus che indica il gioco dei bambini, ma anche la gara, il gioco d azzardo, la ricreazione, la rappresentazione d ogni tipo. Accanto a ludus esiste il termine iocus, che ha però il significato di burla e scherzo. Nelle lingue romanze, sarà proprio quest ultimo termine iocus, ad allargare il suo significato fino a quello di gioco e di giocare (sopprimendo completamente ludus). Così le forme derivate sono: l italiano gioco, il francese jeu, lo spagnolo iuego, il portoghese jogo, ma persino l inglese joke, che mantiene il significato di scherzo o burla. Infine, tenendo a mente che il gioco può essere analizzato da svariati punti di vista, si può ipotizzare che alla base di queste sue diverse funzioni ci sia un comune denominatore che caratterizza l attività ludica. E quindi necessario esaminare alcune delle caratteristiche del gioco, per poter intravedere quelli che sono i meccanismi fondanti di questo complesso fenomeno. Innanzitutto si può parlare di gioco solo quando i giocatori sono in grado di metacomunicare, ossia di scambiare con altri o con sé stessi, i segnali che portano il messaggio questo è un gioco 3. Esso è basato perciò su diversi livelli di comunicazione e consapevolezza, ma in ogni caso il giocatore deve essere consapevole della distinzione che esiste tra gioco e non gioco e fra realtà e fantasia. La frase tipica dei bambini: «Facciamo che eravamo» è significativa, perché con essa si vuole indicare la volontà di costruire la scena del gioco, con le regole e i ruoli che s intendono assumere. 2 A. Dal Lago e P. A. Rovatti, Per gioco. Piccolo manuale dell esperienza ludica, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1993, p Per quanto concerne il concetto di metacomunicazione, cfr. G. Bateson, (1956) Questo è un gioco, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1993, I ed. 16

13 Questa considerazione ci fa ricordare che il gioco è allo stesso tempo, uno spazio di libertà, ma è anche sempre sottoposto a dei limiti prestabiliti inerenti lo spazio, il tempo, le norme e i ruoli che devono essere rispettati. La messa in dubbio delle regole, infatti, farebbe crollare tutto il mondo del gioco. Una volta penetrato nella dimensione ludica, il soggetto vi s immerge totalmente, ne è completamente assorbito, fino a diventare lui stesso un personaggio integrante di quel mondo, pur mantenendo sempre la coscienza che quello «è solo un gioco» e che sta «facendo per finta». Per il giocatore, l attività ludica si fa intensa e coinvolgente, capace di produrre tensione come anche grande partecipazione emozionale. Il gioco si trasforma così, in un qualche cosa di tremendamente serio, nonostante mantenga in sé elementi di divertimento e giocosità. Siamo ora giunti al momento di trattare le più significative teorie dell ambito della psicologia e delle discipline a lei affini. Tali speculazioni sono state sviluppate, indicativamente nella prima metà del XX secolo. Le teorie che verranno qui analizzate, ci danno l opportunità di avvicinarci verso la comprensione delle dinamiche che sono alla base del gioco. Per fare questo sarà necessario ripercorrere anche gli aspetti e le caratteristiche del gioco infantile, che ci consentirà di porre un parallelo con i giochi in età adulta, fino a giungere nei prossimi capitoli, ai più recenti sviluppi nell ambito videoludico dei videogiochi, e soprattutto delle ricerche dell arte interattiva. 1.1 Jean Piaget e la prospettiva cognitiva Lo psicologo svizzero Jean Piaget colloca il gioco nell ambito della sua teoria sullo sviluppo cognitivo, precisamente nel processo di formazione del simbolo 4. Secondo il suo pensiero, il bambino attraverso il gioco crea simboli per evocare eventi e situazioni che non sono presenti nella realtà. In pratica, il bambino si viene a confrontare con una realtà immaginaria che lui stesso ha creato, la quale continua a mantenere una relazione con la realtà effettiva, da cui per certi versi, si distacca. Piaget fa, in altre parole, riferimento al gioco simbolico, uno dei tre stadi del gioco che lui arriva ad indicare e su cui si concentra in 4 Cfr. al riguardo il testo J. Piaget, La formazione del simbolo nel bambino, (1945), Firenze, La Nuova Italia,

14 particolar modo il suo interesse, poiché egli fa coincidere al gioco simbolico il momento di massima significazione delle funzioni del gioco stesso. Le tre fasi principali del gioco, di cui si è fatto riferimento poco fa, si manifestano secondo una progressione temporale. Il primo, indicato da Piaget come semplice gioco d esercizio, caratterizza sia le condotte animali che quelle umane. Esso indica la fase in cui il bambino si concentra in giochi d esercizio, caratteristici della primissima infanzia, in cui vi è un attività senso-motoria che consiste essenzialmente nella ripetizione, finalizzata al puro divertimento, di attività acquisite a scopo di adattamento 5. La seconda categoria di giochi infantili è quella del gioco simbolico, che segue il gioco d esercizio collocandosi tra i due/tre anni e i cinque/sei anni d età. Contrariamente al gioco d esercizio, che non presuppone né pensiero, né alcuna struttura rappresentativa, quello simbolico implica la rappresentazione di un oggetto assente, permettendo il paragone fra un elemento dato ed un elemento solo immaginato. Data l implicazione della rappresentazione, il gioco simbolico esiste esclusivamente nell essere umano, ed appare appunto non prima del secondo anno di vita del bambino. Il subentrare del simbolo nello sviluppo infantile, non fa però scomparire il gioco d esercizio che viene solo subordinato al simbolo, che è in altre parole «l oggetto delle stesse attività del bambino ed in particolare della sua vita affettiva, che sono evocate e pensate grazie al simbolo» 6. Piaget, a questo punto, si domanda perché il bambino provi piacere fingendo di dormire, di dondolarsi, di bere, di lavarsi, ecc. Egli cerca soltanto di riprodurre le sue azioni per il piacere di esserne spettatore lui stesso e gli altri, d essere cioè causa del proprio piacere. Dai quattro ai sette anni d età, normalmente si comincia a notare il declino dei giochi simbolici. Essi tendono ad avvicinarsi sempre più al reale, ed in questo modo il simbolo perde il suo carattere di deformazione ludica e si va ad avvicinare sempre più alla semplice rappresentazione imitativa della realtà. 5 Con il termine di adattamento, Piaget intende indicare la ricerca naturale del bambino di un adattamento all ambiente, nel senso di un equilibrio attivo costituito da due processi interdipendenti fra di loro e fondamentali per lo stesso Piaget. Essi sono i concetti di assimilazione (incorporazione nei propri schemi mentali delle offerte dell ambiente) e accomodamento (modificazione del comportamento sulla base delle richieste ambientali). 6 J. Piaget, La formazione del simbolo nel bambino, op. cit, p

15 Dai sette/otto anni fino agli undici anni d età si nota il declino evidente dei giochi simbolici, a vantaggio dei giochi con regole. Il gioco simbolico «sembra -perciò- terminare con l infanzia, mentre il gioco di regole, che è ignorato dai più piccoli, dura fino all età adulta» 7. Siamo così giunti all ultima e terza fase strutturale del gioco: quella appunto, del gioco con regole. Piaget lo definisce come l attività ludica propria dell essere socializzato. Il gioco con regole, infatti, è trasmesso socialmente e come abbiamo visto, assume sempre più importanza con il progredire della vita infantile. A differenza del simbolo, la regola prevede che vi siano delle relazioni sociali tra due o più individui. Essa costituisce una regolarità a cui il gruppo non si può opporre. La mancanza del suo rispetto comporterebbe la fine stessa del gioco. L età in cui si manifestano i giochi con regole, è tra i sette e gli undici anni, periodo in cui il bambino comincia a distaccarsi dal proprio egocentrismo infantile. Come fa notare Elisa Bellisario, Piaget individua due categorie di giochi con regole: «i giochi istituzione, che si tramandano da una generazione all altra tramite l imitazione dei più piccoli sul modello dei più grandi; i giochi di regole spontanei, che si basano su accordi momentanei e danno struttura al gioco libero» 8. E importante ricordare nuovamente come il gioco di regole sia il solo, secondo Piaget, a perdurare ed evolversi durante tutta l esistenza in attività ludiche come sport, scacchi, carte, ecc. Differentemente, il gioco d esercizio non lascia che limitata traccia nella vita adulta, così come i giochi simbolici. 1.2 Sigmund Freud e la prospettiva psicoanalitica Il gioco nell ambito psicoanalitico rappresenta il luogo della terapia infantile. L importanza fondamentale che la psicoanalisi ha da sempre affidato al gioco, è soprattutto spiegata dalla rilevanza che essa affida alle potenzialità di cura e distensione proprie del gioco. Si può affermare che la psicoanalisi del gioco infantile sia nata, in pratica, nel 7 Ivi, p E. Bellisario (a cura di), Gioco e simbologia degli affetti: aspetti relazionali della comunicazione ludica, Milano, Edizioni Guerrini, 1988, p

16 1920, anno in cui Sigmund Freud pubblica Al di là del principio del piacere, suo testo fondamentale. L analisi che in esso viene fatta del gioco, consiste nel considerarlo «come una cosa che, presentandosi, rappresenta qualche cosa di altro» 9. Con questo, Freud intende dire che il bambino esprime, attraverso il gioco (ma anche nei sogni), tutto il suo mondo affettivo e soprattutto inconscio. Viene inoltre, riconosciuta nel crescere e nell adattarsi all ambiente esterno, l impegno principale del bambino, il quale è costretto a sottostare a continue richieste e norme che limitano il suo agire. Il suo sforzo è rivolto al raggiungimento del controllo della realtà esterna così come di quella interna. Il gioco dei bambini è quindi guidato dalla volontà e dal desiderio di riuscire ad essere grandi e a fare ciò che fanno gli adulti. Un aspetto che viene spesso indicato dell attività ludica, è quello che la ritiene come un qualcosa di poco serio, ma Freud afferma invece il contrario dicendo che «( ) ogni bambino impegnato nel gioco si costituisce un suo proprio mondo o, meglio, dà a suo piacere un nuovo assetto alle cose del mondo. Avremmo torto se pensassimo che il bambino non prende sul serio tale mondo; egli prende anzi molto sul serio il suo mondo e vi impegna notevoli ammontari affettivi. Il contrario del gioco non è ciò che è serio, bensì ciò che è reale. Il bambino ( ) distingue assai bene il mondo dei suoi giochi dalla realtà e appoggia volentieri gli oggetti e le situazioni da lui immaginati alle cose tangibili del mondo reale. Questo appoggio e null altro distingue il giocare del bimbo dal fantasticare» 10. In poche parole, attraverso il gioco, i bambini sperimentano il senso della potenza, del controllo sugli oggetti e delle situazioni della realtà che normalmente subiscono, essendo fisiologicamente piccoli e incapaci di reagire in un mondo d adulti che percepiscono come onnipotenti. Freud continua col dire che «i bambini ripetono nel gioco tutto quello che nella vita reale ha suscitato in loro una forte impressione; così facendo abreagiscono la forza dell impressione e diventano per così dire padroni della situazione» F. Fornari, in Fantasmi, Gioco e società, (1955), di M. Klein, R. E. Money-Kyrle, W. R. Bion, E. Jaques, Milano, Il Saggiatore, 1966 (I edizione. 1976), p L. Bellisario, Gioco e simbologia degli affetti: aspetti relazionali della comunicazione ludica, op. cit., p Ivi, p

17 Fino a questo momento, Freud limita la ripetizione ludica delle situazioni piacevoli che il bambino già conosce e gli sono ben note. In seguito saprà individuare anche quelle inerenti le esperienze spiacevoli e penose, fondate su un istinto di morte irriducibile e primeggiante su gli altri istinti, che conduce l individuo ad uno stato di quiete e inerzia psicofisica 12. Infine saranno ora tracciati i fondamentali contributi apportati alla psicoanalisi infantile dai seguenti autori, che come Anna Freud e Melanie Klein hanno delineato una vera e propria tecnica di psicoanalisi del gioco, sulla base di elementi ludici incoscienti, cioè dal significato nascosto allo stesso soggetto. Verranno poi analizzate, per ultime, le ricerche di D. W. Winnicott incentrate sullo studio degli oggetti transizionali Anna Freud Anna Freud fu l unica, dei figli di Sigmund Freud, ad essersi interessata agli studi del padre. E stata una delle prime cultrici della psicoanalisi infantile, sulla quale ha concentrato gran parte delle sue ricerche teoriche. Per Anna Freud, il compito della psicoanalisi infantile è quello di permettere che le varie fantasticherie ed esperienze quotidiane infantili, siano accessibili all osservazione, poiché esse rivestono grande importanza, in quanto rappresentazioni della vita interiore del bambino. Da quest osservazione, solo l analista infantile è in grado di individuare nell attività del bambino (cioè dai giochi, dalle fantasticherie o dalle paure notturne), i segni comprensibili della sua vita interiore. Fu proprio il compito degli psicoanalisti, mettere in luce le differenze tra i comportamenti osservabili e le pulsioni nascoste, puntualizzando e soffermandosi soprattutto, sull esistenza di motivazioni nascoste e inconsce. Veniamo ora al contributo che Anna Freud ha apportato all ambito specifico delle teorie sul gioco. Così come Sigmund Freud, anche la figlia ritiene che già le reazioni del neonato siano governate, come poi nella prima infanzia, «da un principio interno predominante, in base al quale egli ricerca 12 Cfr. a tal proposito S. Freud, Al di là del principio del piacere, (1920), in Opere, IX, Torino, Boringhieri, 1977, pp ,

18 l esperienza del piacere, rifiuta quella del dolore e lotta per ridurre la tensione» 13. Per quanto riguarda il gioco, Anna Freud ritiene che il giocare e la stessa evoluzione dell attività ludica, siano in grado di rivelare lo stadio evolutivo in cui si trova il bambino. In tale linea evolutiva, il bambino si trova prima a concentrare la sua attenzione sul corpo, poi sul giocattolo e infine dal gioco, si giunge al lavoro. La linea evolutiva di Anna Freud, si può riassumere brevemente in questo modo: 1- Il gioco è inizialmente un attività che produce piacere nel bambino, coinvolgendo la bocca, le dita, la vista e tutta la superficie del suo corpo. Il gioco si svolge sul corpo del neonato, come anche su quello della madre, senza una distinzione netta tra i due. 2- Le caratteristiche che il bambino ritrova nel proprio corpo e in quello della madre, sono trasferite su altri oggetti, soprattutto morbidi, che fungono da primo giocattolo. Essi sono indicati da Winnicott col termine di oggetti transizionali L attaccamento verso uno specifico oggetto transizionale è trasferito in seguito, su oggetti soffici di vario tipo, su cui si concentra la libido e l aggressività del bambino, il quale fa in modo che questi oggetti siano alternativamente maltrattati e vezzeggiati. 4- I giocattoli morbidi perdono d importanza. Solo nel momento di andare a letto assumono il ruolo di oggetti transizionali, venendo investi dalle priorità che erano propri di persone o cose assenti. 5- Il piacere e la soddisfazione diretta, ricavate dall esperienza ludica stessa, tendono a cedere sempre più il posto al godimento come conseguenza dell aver raggiunto determinati obiettivi, terminando una specifica attività. S identifica con il piacere di riuscire a raggiungere o completare un obiettivo preposto. 6- La capacità di giocare si trasforma in capacità di lavorare. Questo avviene, purché si sia in grado di passare dal principio di piacere al 13 A. Freud, Normalità e patologia nel bambino: valutazione dello sviluppo, (1965), Milano, Saggi Universale Economica Feltrinelli, 2003, p Si veda al tale proposito il sottoparagrafo di questo capitolo che tratta la teoria di D. W. Winnicott. 22

19 principio di realtà 15, che rappresenta un passaggio centrale per poter essere in grado di lavorare. Anna Freud fa rientrare nella linea evolutiva qui sopra indicata, anche altre attività che sono ugualmente rilevanti per lo sviluppo della personalità. Entro tale gruppo rientrano i sogni ad occhi aperti (o fantasticherie), i giochi agonistici e gli hobby. Riguardo quanto concerne i sogni ad occhi aperti, si può dire che essi compaiono nel momento in cui i giocattoli e le attività passano in secondo piano. I pensieri, che prima erano concentrati su oggetti materiali ed erano soddisfatti con il gioco, ora si realizzano nell immaginazione, attraverso la forma di sogni ad occhi aperti. I giochi agonistici invece, compaiono nel bambino solo quando questo ha già acquisito una certa capacità d adattamento alla realtà e di tolleranza alla frustrazione. Ciò è dovuto dal fatto che questa tipologia di giochi, essendo governata da regole inflessibili a cui si deve sottostare, richiede che il bambino abbia raggiunto un adeguato stadio di socievolezza. Siamo infine giunti agli hobby, che Anna Freud considera a metà strada tra i giochi e il lavoro. Questo perché essi possiedono caratteristiche proprie sia dei giochi che del lavoro. Gli hobby vengono, infatti, intrapresi con uno scopo che è quello del piacere e «perseguono finalità spostate, cioè sublimate, ma comunque finalità che non sono troppo lontane dalla gratificazione delle pulsioni erotiche o aggressive» Melanie Klein La teoria di Melanie Klein, considera il gioco come un vero strumento dell analisi psicoanalitica infantile. E proprio attraverso il gioco, che emerge tutto il mondo interiore del bambino. L analisi del gioco, condotta dalla Klein, conduce nella parte più profonda e intima dell anima infantile, luogo in cui si manifestano le fantasie inconsce, che producono nel bambino senso d angoscia e di colpa. 15 In psicoanalisi, il principio di realtà governa le normali attività dell Io nella tarda infanzia e nella vita adulta. Per Anna Freud seguire il principio di realtà vuole dire limitare e modificare la gratificazione nell interesse della sicurezza, nel prevenire così eventuali conseguenze dovute a scontri con l ambiente circostante. Il principio di realtà è indispensabile per l adattamento sociale e per lo sviluppo di atteggiamenti che incrementano il senso di legalità. 16 A. Freud, Normalità e patologia nel bambino: valutazione dello sviluppo, op. cit., p

20 E importante mettere anche in luce l accostamento tra le fantasie e i desideri dei bimbi con il linguaggio che è proprio dei sogni. Melanie Klein afferma che la comprensione del linguaggio infantile è possibile, se si applica ad esso la modalità d indagine che Freud impiegava nello studio del linguaggio dei sogni. Ma continua anche dicendo che attraverso la tecnica del gioco, si possono scoprire nell attività ludica del bambino tante associazioni, quante quelle che emergono dall analisi degli adulti e dei loro sogni. L aspetto basilare dell approccio kleineiano è rappresentato dal fatto che il gioco infantile rappresenta l equivalente delle associazioni libere 17 proprie dell adulto. Il materiale profondo individuato dall analista, va da questo rapidamente interpretato, dopo averne colto il significato, considerando la completa configurazione del gioco. A tale proposito, la stessa Klein dice che «con la tecnica del gioco, potremmo facilmente osservare che il bambino fa, con i singoli elementi del gioco, altrettante associazioni di quante ne portino in analisi gli adulti rispetto ai singoli elementi dei loro sogni. ( ) I singoli elementi del gioco sono molto indicativi e inoltre il bambino, quando gioca, parla e dice ogni sorta di cose che equivalgono a vere e proprie associazioni» 18. Il mondo inconscio emerge quindi attraverso il gioco, che viene capito e interpretato. Un ulteriore passo è lo spiegare ai piccoli pazienti ciò che si verifica dentro di loro, in modo chiaro e comprensibile, utilizzando anche le stesse espressioni del bambino. Il gioco e tutto il comportamento del bambino, sono fatti coincidere dalla Klein con il suo concetto di transfert, quale mezzo che consente l esplorazione dell inconscio. Tale opinione dell autrice, è incentrata sull ipotesi dell esistenza, nel bambino, di oggetti interni che vengono proiettati su degli oggetti esterni. Ciò consente alla Klein, di parlare appunto, di un transfert nel bambino. L esplorazione dell inconscio (che è compito centrale del procedimento psicoanalico) e il concetto di trasfert, sono due principi di importanza fondamentale per Melanie Klein, essendo essi stati cardini guida della sua tecnica di psicoanalisi basata sul gioco. 17 Per associazioni libere si intende l insieme di idee, pensieri, impulsi, sensazioni, ecc. che il paziente deve esprimere in estrema libertà durante la seduta psicoanalitica. Spetta all analista il compito di riconoscere e analizzare le connessioni tre le varie associazioni libere del paziente. 18 M. Klein, La psicoanalisi dei bambini, (1950), Firenze, G. Martinelli Editore, IV ristampa, 1984, p

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE Docente: S. De Stasio Diverse dimensioni delle norme morali L acquisizione di una norma morale è un processo che contiene diverse

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE)

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) Contenuti Michelene Chi Livello ottimale di sviluppo L. S. Vygotskij Jerome Bruner Human Information Processing Teorie della Mente Contrapposizione

Dettagli

LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA. Dr.ssa Anita Casadei Ph.D

LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA. Dr.ssa Anita Casadei Ph.D LA PATOLOGIA DEL SE NEI DISTURBI DI PERSONALITA Dr.ssa Anita Casadei Ph.D L istanza psichica del Sé è il cardine centrale della teoria di Kohut, u Quale totalità psichica che si sviluppa e si consolida

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

VIAGGIANDO CON LA NATURA

VIAGGIANDO CON LA NATURA VIAGGIANDO CON LA NATURA Il progetto intende, attraverso l esplorazione del mondo naturale (terra, acqua, aria e fuoco) sistematizzare le conoscenze per comprendere l organizzazione dell ecosistema naturale.

Dettagli

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO di Sergio Mazzei Direttore dell Istituto Gestalt e Body Work TEORIA DEL SÉ Per organismo nella psicoterapia della Gestalt si intende l individuo che è in relazione con

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia 3) Heidegger: dall esistenza all ontologia Vita e opere Martin Heidegger (1889-1976) frequentò la facoltà di teologia dell Università di Friburgo. Nel 1919 divenne assistente e in seguito successore di

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

IL MONDO INTERNO DEL BAMBINO: l uso della fiaba per la ricerca di significato.

IL MONDO INTERNO DEL BAMBINO: l uso della fiaba per la ricerca di significato. IL MONDO INTERNO DEL BAMBINO: l uso della fiaba per la ricerca di significato. Andrea Beretta Sandra Vannucchi Introduzione Molti studiosi, da A. Freud e M. Klein in poi, hanno sottolineato l importanza

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

El valor de ser padre y de ser madre -----

El valor de ser padre y de ser madre ----- El valor de ser padre y de ser madre ----- San Luis, 27 de Octubre 2012 Vengo da un continente dove esiste una vera crisi della paternità. La figura del padre non è molto precisa, la sua autorità naturale

Dettagli

IL RAPPORTO CON GLI ALTRI

IL RAPPORTO CON GLI ALTRI IL RAPPORTO CON GLI ALTRI Cos è la vita?, è una domanda che molti si pongono. La vita è rapporto, amici miei. Possono essere date altre risposte, e tutte potrebbero essere valide, ma al di là di tutto,

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Crescere un bambino Indaco o Cristallo è un privilegio speciale in questo momento di turbolenze e cambiamenti. Come genitori, state contribuendo

Dettagli

Presentazione di un caso

Presentazione di un caso Presentazione di un caso Corso Tutor per l autismo (Vr) Roberta Luteriani Direzione Didattica (BS) Caso: Giorgio 8 anni! Giorgio è un bambino autistico verbalizzato inserito in seconda elementare. Più

Dettagli

Yoga Nidra Yoga Nidra è una forma di riposo psichico e psicologico più efficace del sonno normale

Yoga Nidra Yoga Nidra è una forma di riposo psichico e psicologico più efficace del sonno normale Quant è difficile rilassarsi veramente e profondamente anche quando siamo sdraiati e apparentemente immobili e distesi, le tensioni mentali, le preoccupazioni della giornata e le impressioni psichiche

Dettagli

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione

Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Università degli Studi di Udine Dai giochi del far finta ai giochi di ruolo e di simulazione Dott. Davide Zoletto Facoltà di Scienze della Formazione Il gioco del far finta Rappresentazione della realtà:

Dettagli

Prefazione all edizione italiana

Prefazione all edizione italiana Prefazione all edizione italiana Sono lieta di presentare al pubblico di lingua italiana l interessante contributo di Fordham a una patologia complessa come l autismo infantile. La pubblicazione di questo

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli

Recensione MIND TIME. IL FATTORE TEMPORALE NELLA COSCIENZA.

Recensione MIND TIME. IL FATTORE TEMPORALE NELLA COSCIENZA. Recensione MIND TIME. IL FATTORE TEMPORALE NELLA COSCIENZA. Raffello Cortina, Milano 2007 Benjamin Libet Il libro di Benjamin Libet ruota intorno alla problematica della relazione fra cervello ed esperienza

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM PER LE POLITICHE E GLI STUDI DI GENERE

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM PER LE POLITICHE E GLI STUDI DI GENERE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM Tra differenza e identità. Percorso di formazione sulla storia e la cultura delle donne Costituito con Decreto del Rettore il 22 gennaio 2003, «al fine di avviare

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

Metodologie di comunicazione con persone disabili

Metodologie di comunicazione con persone disabili Metodologie di comunicazione con persone disabili Eleonora Castagna Terapista della Neuropsicomotricità dell Età Evolutiva Antonia Castelnuovo Psicomotricista Villa Santa Maria, Tavernerio Polo Territoriale

Dettagli

Parte Prima: DALL MASCHERA NEUTRA AL NASO ROSSO: L attore alla scoperta del proprio Clown. di Giovanni Fusetti

Parte Prima: DALL MASCHERA NEUTRA AL NASO ROSSO: L attore alla scoperta del proprio Clown. di Giovanni Fusetti Giovanni Fusetti racconta il ruolo del Clown nella sua pedagogia teatrale Articolo apparso sulla rivista del Piccolo Teatro Sperimentale della Versilia Parte Prima: DALL MASCHERA NEUTRA AL NASO ROSSO:

Dettagli

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1 Indice Presentazione... 1 Livelli di realtà... 5 1. Realtà fisica e realtà fenomenica... 5 2. Annullamento dell identità numerica tra oggetto fisico e oggetto fenomenico... 8 3. Individualità degli oggetti

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME. AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione

MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME. AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione MI PIACE LA MAGGIOR PARTE DI ME AUTOSTIMA E SCUOLA Strategie di gestione Percorsi didattico-educativi Sabato 7 febbraio 2009 Dr.ssa ANNA STROPPA psicologa e psicoterapeuta dell et età evolutiva GIUSE TIRABOSCHI

Dettagli

prova, e che sembra provenire dal nostro interno, è una caratteristica fondamentale dell esperienza emotiva.

prova, e che sembra provenire dal nostro interno, è una caratteristica fondamentale dell esperienza emotiva. M. Cristina Caratozzolo caratozzolo2@unisi.it Psicologia Cognitiva A.A. 2010/2011 Dipartimento di Scienze della Comunicazione Università di Siena } Il termine ha origine dal latino emovere, cioè muovere

Dettagli

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD CHIARA DE CANDIA chiaradecandia@libero.it 1 IL CONCETTO DI SE È la rappresentazione delle proprie caratteristiche e capacità in relazione

Dettagli

" CI SON DUE COCCODRILLI... "

 CI SON DUE COCCODRILLI... PROGRAMMAZIONE ANNUALE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2014-2015 " CI SON DUE COCCODRILLI... " Le attività in ordine all'insegnamento della religione cattolica, per coloro che se ne avvalgono, offrono

Dettagli

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo?

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini che hanno dai 35 anni in su. Le donne

Dettagli

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO INTERNAZIONALE, CONCERNENTI LE RELAZIONI AMICHEVOLI E LA COOPERAZIONE FRA GLI STATI, IN CONFORMITÀ CON LA CARTA DELLE NAZIONI UNITE Risoluzione dell Assemblea

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti 1 L educatore professionale nasce negli anni successivi alla seconda guerra mondiale Risponde alle esigenze concrete lasciate

Dettagli

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno Indice 01. 02. 03. I tipi di house organ Dall idea al progetto I contenuti A

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita

Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita Adult Literacy and Life skills (ALL) - Competenze della popolazione adulta e abilità per la vita 1 di Vittoria Gallina - INVALSI A conclusione dell ultimo round della indagine IALS (International Adult

Dettagli

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita

Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita Modificazioni dello spazio affettivo nel ciclo di vita di Francesca Battisti Come gestiamo le nostre emozioni? Assistiamo ad esse passivamente o le ignoriamo? Le incoraggiamo o le sopprimiamo? Ogni cultura

Dettagli

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Il romanzo Tra donne sole è stato scritto da Pavese quindici mesi prima della sua morte, nel 1949. La protagonista, Clelia, è una

Dettagli

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE La comunicazione è una condizione essenziale della vita umana e dell ordinamento sociale, poiché

Dettagli

Un differente punto di vista

Un differente punto di vista A Different Point of View Un differente punto di vista by Serge Kahili King Traduzione a cura di Josaya http://www.josaya.com/ Come sappiamo dal primo principio Huna, (IL MONDO E' COME TU PENSI CHE SIA

Dettagli

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini Associazione ALE G. dalla parte dei bambini Comune di OSNAGO AI BAMBINI E ALLE BAMBINE Il 20 novembre 1989 è entrata in vigore

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio

Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio Scuola aperta 2015 Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio alla scoperta dell Asilo di Follina... l Asilo di Follina: LINEE PEDAGOGICO EDUCATIVE IL PROGETTO EDUCATIVO DIDATTICO. Il curricolo della scuola

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management

di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management GESTIRE CON SUCCESSO UNA TRATTATIVA COMMERCIALE di Sara Baroni Marketing e Vendite >> Marketing e Management OTTENERE FIDUCIA: I SEI LIVELLI DI RESISTENZA Che cosa comprano i clienti? Un prodotto? Un servizio?

Dettagli

La teoria storico culturale di Vygotskij

La teoria storico culturale di Vygotskij La teoria storico culturale di Vygotskij IN ACCORDO CON LA TEORIA MARXISTA VEDEVA LA NATURA UMANA COME UN PRODOTTO SOCIOCULTURALE. SAGGEZZA ACCUMULATA DALLE GENERAZIONI Mappa Notizie bibliografiche Concetto

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Istituto Comprensivo E. De Filippo

Istituto Comprensivo E. De Filippo Istituto Comprensivo E. De Filippo Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado Via degli Italici, 33 - tel. 0824-956054 fax 0824-957003 Morcone Bn (seconda annualità) Il tempo per leggere,

Dettagli

INTRODUZIONE ALL OPERA DI MELANIE klein

INTRODUZIONE ALL OPERA DI MELANIE klein INTRODUZIONE ALL OPERA DI MELANIE klein Hanna Segal Riassunto I contributi di Melanie Klein alla teoria e alla tecnica psicoanalitica possono essere suddivisi in tre fasi distinte. La prima ha inizio con

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

ALOIS RIEGL (1858-1905)

ALOIS RIEGL (1858-1905) ALOIS RIEGL (1858-1903 DER MODERNE DENKMALKULTUS : IL CULTO MODERNO DEI MONUMENTI ANTICHI... NEGLI ULTIMI ANNI SI E VERIFICATO UN PROFONDO CAMBIAMENTO NELLE NOSTRE CONCEZIONI SULLA NATURA E LE ESIGENZE

Dettagli

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI PREMESSO CHE Nel 2001 è stata adottata in Italia la prima Carta dei diritti dei bambini in ospedale. Tale Carta era già ispirata alle norme

Dettagli

famiglia, la complesse di quelle del Aiutare

famiglia, la complesse di quelle del Aiutare Sfogliando Gustavo Pietropolli Charmet Adolescenza come seconda nascita (1) L adolescenza è considerata dagli psicologi una seconda nascita. Alla prima nascita quella biologica, fa seguito una seconda

Dettagli

AUTOSTIMA e l'immagine del SE' nel bambino e nell'adolescente. Dott.ssa Barbara Tonin Psicoterapeuta Analista Junghiana

AUTOSTIMA e l'immagine del SE' nel bambino e nell'adolescente. Dott.ssa Barbara Tonin Psicoterapeuta Analista Junghiana AUTOSTIMA e l'immagine del SE' nel bambino e nell'adolescente Dott.ssa Barbara Tonin Psicoterapeuta Analista Junghiana PERCHÉ PENSIAMO CHE AVERE AUTOSTIMA SIA IMPORTANTE? AUTOSTIMA E' la considerazione

Dettagli

Scuola dell infanzia: Il corpo e il movimento. Scuola primaria: Educazione fisica

Scuola dell infanzia: Il corpo e il movimento. Scuola primaria: Educazione fisica Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva Scuola dell infanzia: Il corpo e il movimento Scuola primaria: Educazione fisica Prof. CRONISTORIA

Dettagli

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO P. F. Fumagalli, 31.10.2104 Il Dialogo è una componente essenziale dell essere umano nel mondo, in qualsiasi cultura alla quale si voglia fare riferimento: si

Dettagli

Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13

Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13 Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13 INDICE Le tante facce della documentazione Pag.3 Il progetto per lo sviluppo e l apprendimento

Dettagli

Regole per un buon Animatore

Regole per un buon Animatore Regole per un buon Animatore ORATORIO - GROSOTTO Libretto Animatori Oratorio - Grosotto Pag. 1 1. Convinzione personale: fare l animatore è una scelta di generoso servizio ai ragazzi per aiutarli a crescere.

Dettagli

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI

capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI capitolo 6 IL QUESTIONARIO PER LA VALUTV ALUTAZIONEAZIONE DEI CONTENUTI 6.1 ISTRUZIONI PER IL VALUTATORE Il processo di valutazione si articola in quattro fasi. Il Valutatore deve: 1 leggere il questionario;

Dettagli

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di gioco d azzardo patologico Testo redatto sulla

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli

QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli ESPERIENZE MATEMATICHE A PARTIRE DA TRE ANNI QUALI COMPETENZE? L avventura della matematica

Dettagli

CIO CHE SPINGE L UOMO

CIO CHE SPINGE L UOMO CIO CHE SPINGE L UOMO RIFLESSIONI E PROSPETTIVE SU COME PERCEPIAMO IL MONDO INTORNO A NOI COSA CI SPINGE? Cosa ci fa agire, cosa ci fa scegliere un alternativa piuttosto che un altra, cosa ci attrae e

Dettagli

presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni)

presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni) presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni) Premessa: Sportivissimo a.s.d. è un associazione affiliata all ACSI e al CONI che intende promuovere

Dettagli

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione.

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. MICHELE EMILIANO Sindaco del Comune di Bari 12 maggio 2006 Innanzitutto benvenuti a tutti i nostri

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Nella

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

darioianes.itit 2005 Dario Ianes - www.darioianes.it

darioianes.itit 2005 Dario Ianes - www.darioianes.it Lavoro di rete e equipe educativa Nuove alleanze per il Piano Educativo Individualizzato e il Progetto di Vita Dario Ianes Centro Studi Erickson, Trento Università di Bolzano www.darioianes darioianes.itit

Dettagli

Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying

Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying by Cattaneo Zanetto & Co. Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying di Alberto Cattaneo Partner, Cattaneo Zanetto & Co. Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying Ormai è diventato un

Dettagli

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del

GLI ASSI CULTURALI. Allegato 1 - Gli assi culturali. Nota. rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del GLI ASSI CULTURALI Nota rimessa all autonomia didattica del docente e alla programmazione collegiale del La normativa italiana dal 2007 13 L Asse dei linguaggi un adeguato utilizzo delle tecnologie dell

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato L amicizia tra uomo e donna. Questo tipo di relazione può esistere? Che rischi comporta?quali sono invece i lati positivi? L amicizia tra uomini e donne è possibile solo in età giovanile o anche dopo?

Dettagli

CSI Varese Corso Allenatori di Calcio

CSI Varese Corso Allenatori di Calcio Lo sport è caratterizzato dalla RICERCA DEL CONTINUO MIGLIORAMENTO dei risultati, e per realizzare questo obiettivo è necessaria una PROGRAMMAZIONE (o piano di lavoro) che comprenda non solo l insieme

Dettagli

Che cosa provoca una commozione cerebrale?

Che cosa provoca una commozione cerebrale? INFORMAZIONI SULLE COMMOZIONI CEREBRALI Una commozione cerebrale è un trauma cranico. Tutte le commozioni cerebrali sono serie. Le commozioni cerebrali possono verificarsi senza la perdita di conoscenza.

Dettagli

unità B3. Le teorie sull evoluzione

unità B3. Le teorie sull evoluzione documentazione fossile è provata da embriologia comparata anatomia comparata biologia molecolare L evoluzione avviene per selezione naturale microevoluzione può essere macroevoluzione speciazione allopatrica

Dettagli

Mario Polito IARE: Press - ROMA

Mario Polito IARE: Press - ROMA Mario Polito info@mariopolito.it www.mariopolito.it IMPARARE A STUD IARE: LE TECNICHE DI STUDIO Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare Pubblicato dagli Editori Riuniti University

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE Adottata all'unanimità a Parigi durante la 31esima sessione della Conferenza Generale dell'unesco, Parigi, 2 novembre 2001 La Conferenza

Dettagli

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp.

Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. RECENSIONI&REPORTS recensione Erwin Schrödinger Che cos è la vita? La cellula vivente dal punto di vista fisico tr. it. a cura di M. Ageno, Adelphi, Milano 2008, pp. 154, 12 «Il vasto e importante e molto

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo Il 10 dicembre 1948, l'assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004 CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004 Oggetto: Accordo tra il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, il Ministro del lavoro

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli