Osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) - Rapporto ambientale PTCP

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1 Osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) - Rapporto ambientale PTCP In generale. Fino a pag. 15 il numero di pagina è in grassetto e da pag. 19 non è più in grassetto. È bene decidere se la parola Provincia va scritta sempre in maiuscolo o sempre in minuscolo. In dettaglio. Di seguito, pagina per pagina, vengono elencate le osservazioni sul testo. Per ognuna di queste viene riportata la parte di testo oggetto di specifica analisi, in cui è presente la parte problematica evidenziata in grassetto e, tra parentesi, un tentativo di correzione e/o delle note. Se nella stessa frase sono presenti più perplessità, il punto e virgola divide le note relative alle varie segnalazioni evidenziate. Pag. I INDICE Capitolo 1 Metodo di lavoro 6. Le indicazione della Commissione regionale VAS (indicazioni) Capitolo 2 - Lo stato di fatto e le tendenze evolutive in assenza di piano 1. Le informazioni ambientali contenute nella relazione ambientale (maiuscole) 2.3 L Aria 2.4 Il Paesaggio e la Biodiversità 2.6 La Popolazione 2.7 Le Attività Economiche 2.8 I Trasporti 2.9 L Energia 2.10 I Rischi 2.11 Il Sistema Insediativi (tutte minuscole) Pag. 4 2 Il processo di costruzione del PTCP di Verona Il processo di redazione del Piano può essere semplificata nelle seguenti 5 fasi: (semplificato) Prima fase - Documento Preliminare e Relazione Ambientale La predisposizione del Documento preliminare contenente, ai sensi dell'art.3, comma 5, " gli obiettivi generali che si intendono perseguire con il piano e le scelte strategiche di assetto del territorio anche in relazione alle previsioni degli strumenti di pianificazione di livello sovraordinato; le indicazioni per lo sviluppo sostenibile e durevole del territorio " (manca il punto finale) La Relazione Ambientale presenta inoltre il metodo di valutazione che viene utilizzato nel presente Rapporto ambientale, presentando alcuni esempi riferiti alla valutazione della parte strategica. (ripetizione: suggerisco di sostituire presentando con offrendo )

2 Pag. 5 Seconda fase - Concertazione Anche la Relazione Ambientale è stata sottoposta alla concertazione. Dal punto di vista operativo si è scelto di presentare e discutere prima il Documento preliminare e successivamente la Relazione ambientale. (maiuscola) Pag. 10 Coerenza per le lineee strategiche (linee) Pag. 12 Questa attività deriva sostanzialmente da una verifica della copertura normativa: per ciascuna azione si è infatti ricercata la corrispondente norma di piano e proposte integrazioni e modifiche. (proposte di integrazioni) 4.7. Compensazioni e mitigazioni In base a quanto emerso dalla valutazione della dimensione operativa ed in particolare in presenza di incongruità, di impatti negativi o di assenza di norme si proceduto nell ordine a: (si è proceduto) Pag Gli allegati al Rapporto Sono stati in particolare realizzati specifici approfondimenti conoscitivi di aggiornamento di quelle tematiche ambientali già considerate nel corso della Relazione Ambientale o richieste nel corso della concertazione (manca il punto finale) Pag. 18 (manca completamente la pagina oppure manca pag. 16 o pag. 17) Pag Le informazioni ambientali contenute nella relazione ambientale (maiuscole) Più nel dettaglio, le aree tematiche da cui si è partiti (corrispondenti ai capitoli di analisi della Relazione Ambientale) per formulare le analisi e popolare gli indicatori, sono: Le risorse idriche, Il paesaggio e biodiversità La salute e qualità della vita (togliere la virgola dopo idriche ; e la biodiversità; e la qualità; manca il punto finale) Pag Sistema delle acque Analizza le portate dei fiumi Adige e Fratta, prestando particolare attenzione alla distribuzione degli scarichi produttivi e degli impianti di depurazione. Descrive la qualità delle acque superficiali e profonde (in realtà nel documento si approfondisce la descrizione della qualità delle acque del Lago di Garda e dei 4 bacini principali, senza parlare di scarichi produttivi e di impianti di depurazione) 7. Energia Analizza il bilancio energetico provinciale con: richiesta di energia primaria, consumi per vettore, emissioni di gas serra e consumi energetici, potenzialità FER

3 (gran parte del contenuto del documento riporta pari pari la parte da pag. 14 a pag. 42 del documento Analisi del potenziale energetico da fonti rinnovabili nella Provincia di Verona di AGSM ma saltando le pagine dispari, pertanto si consiglia vivamente almeno di copiare il documento completo che altrimenti risulta poco intelligibile) 8. Rischio idrogeologico Analizza il rischio idrogeologico sulla base degli eventi storici, delle caratteristiche morfologiche e litologiche dei territori nonchè in base alla permeabilità delle aree (nonché) 9. Radiazioni e radon Illustra e documenta i rischi legati all elettromagnetismo, al radon, ed all inquinamento luminoso. (per quanto riguarda l elettromagnetismo e in particolare le Stazioni Radio Base, è stato preso in considerazione unicamente il Comune di Verona e manca completamente una qualsiasi specifica analisi del territorio della Provincia; l argomento radon è trattato in forma incompleta, limitandosi a semplici stime e proiezioni, con pochi dati molto approssimativi e ormai da aggiornare, e che hanno portato a conclusioni apparentemente contraddittorie: dalla figura di pag. 19 sembra che in Lessinia vi siano zone da considerare pericolose ma ciò viene ignorato; non è presente alcun approfondimento relativamente all inquinamento luminoso) 12. Agricoltura Analizza il comparto dell agricoltura attraverso i principali dati strutturali (il documento è decisamente scarso nella forma e nel contenuto) 14. Turismo Analizza le strutture ricettive, gli arrivi e le presenze nel settore turistico. (il documento è decisamente scarso nella forma e nel contenuto) 15. Mobilità Descrive la rete infrastrutturale (offerta), i flussi (domanda) e approfondisce il tema dell incidentalità (nel documento non si parla di incidentalità) Pag. 21 A seguire si riportano le analisi elaborate per ciascuna tematica, al termine della quale è messa in evidenza la criticità (o le criticità) che confluisce nell elenco delle criticità che sarà utilizzato per la valutazione del Piano nei capitoli successivi. (delle quali) 2.1 Le risorse idriche L analisi della situazione attuale mette in evidenza le scarse prestazioni ambientali degli ambienti idrici superficiali e sotterranei della provincia di Verona, nonostante l intensificarsi dell attività di adeguamento e controllo degli scarichi civili ed industriali. (ripetizione: meglio ambientali delle risorse idriche ) I fattori di pressione più importanti nel considerare le prestazioni ambientali degli ambienti idrici sono rappresentati (ripetizione: meglio ambientali delle risorse idriche ) Pag. 22 Nel 1985 è stato redatto il progetto generale del collettore (aggiornato poi nel 1989), che prevedeva la realizzazione di due tronchi: il primo (gia realizzato ed in esercizio) da Trissino a Lonigo, il secondo (realizzato ma non ancora autorizzato all esercizio) da Lonigo a Cologna Veneta. (già)

4 In tal modo i reflui depurati vengono scaricati in una zona meno vulnerabile e in un corpo idrico dotato di portata superiore. (verranno) Un secondo indicatore utilizzato per valutare la salute dei corsi d acqua utilizza i cosiddetti macrodescrittori (azoto ammoniacale, azoto nitrico, ossigeno disciolto, BOD5, COD, fosforo totale ed escherichia Coli), così come previsto dal Decreto legislativo 152/99. (maiuscola) Pag Il suolo Pressioni dovute all utilizzo d fertilizzanti ed allo spargimento dei liquami zootecnici (di) Pag Il Paesaggio e la Biodiversità Aumento dell interesse nei valori cuturali ed identitari del paesaggio (culturali) Pag. 26 è prevedibile che il completamento del progetto Carta Natura e un naturale accrescimento della sensibilità di opinione pubblica e autorità nei confronti delle tematiche ambientali, contribuiscano a migliorare la gestione delle problematiche paesaggistiche ed bioecologiche. (e) Pag I rifiuti Inssufficienza degli impianti di smaltimento (Insufficienza) Un ulteriore problematica connessa alla produzione dei rifiuti è la necessità del loro inevitabile smaltimento; a prescindere dal metodo e dalla tecnologia scelta (inceneritori, termovalorizzatori, discariche, ) sarà necessario prevedere la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiutii capaci di far fronte alle sempre crescenti necessità di smaltimento. (questo documento dovrebbe dare una precisa indicazione sul modo di smaltire rifiuti; rifiuti) Pag Le Attività Economiche Mercati in continua evoluzione (tra i punti di debolezza della situazione attuale viene indicata anche la continua evoluzione dei mercati, ma non è chiaro il motivo di ciò, anche perché nel testo è spiegato che La continua evoluzione dei mercati e l aumento dei costi di produzione costituiscono gli ostacoli principali alla crescita economica della provincia veneta. Ma è anche correttamente scritto che tra i punti di forza c è la Capacità dell economia veneta di saper sfruttare le proprie caratteristiche e adattarsi ai cambiamenti richiesti dai mercati e qui si ravvisa una palese contraddizione) Pag. 30 INDICATORI Aziende certificate EMAS (questo indicatore non è affatto chiaro anche perché finora mai citato nel testo)

5 Pag I Rischi (il titolo è troppo generico e pertanto non chiaro) L inquinamento acustico, strettamente correlato al traffico veicolare, misurato nelle principali zone urbanizzate presenta tratti di criticità in sostanziale peggioramento. I passi in avanti compiuti dalla tecnologia e dalla evoluzione della normativa di settore vengono notevolmente ridimensionati dal corrispondente incremento del traffico. (tale argomento non è stato approfondito adeguatamente: su quali basi si esprimono queste considerazioni?) Per quanto riguarda l inquinamento elettromagnetico, le principali fonti di emissione vengono costantemente monitorate. Lo studio sull esposizione della popolazione della provincia di Verona ai campi elettromagnetici mostra che la maggioranza della popolazione (il 95%) è esposto a valori inferiori a 2 V/m e non ci sono esposizioni a valori superiori 3 V/m. In particolare metà della popolazione della provincia, corrispondente a circa abitanti, è esposta a valori assolutamente modesti pari o inferiori a 0.4 V/m. Sebbene i valori non evidenzino particolari criticità va comunque ricordato che il numero di impianti che producono onde elettromagnetiche è destinato ad aumentare. (Per quanto riguarda l esposizione a stazioni radio base (SRB) nell Allegato 9 alla VAS è stato preso in considerazione unicamente il Comune di Verona e manca completamente una qualsiasi specifica analisi del territorio della Provincia) Per ciò che concerne l esposizione a radiazioni da radon, a seguito di uno studio specifico svolto da ARPAV e dal Centro Regionale Radioattività (CRR) di Verona, la provincia di Verona risulta fra i territori meno a rischio della Regione, con una percentuale di abitazioni esposte a radiazioni pericolose mai superiori al 10% del totale. (L argomento radon, nell Allegato 9 alla VAS, è trattato in forma incompleta, limitandosi a semplici stime e proiezioni, con pochi dati molto approssimativi e ormai da aggiornare, e che hanno portato a conclusioni apparentemente contraddittorie: dalla figura di pag. 19 sembra che in Lessinia vi siano zone da considerare pericolose ma ciò viene minimizzato. Scrivere che la percentuale di abitazioni esposte a radiazioni pericolose mai superiori al 10% del totale non è affatto tranquillizzante) L inquinamento luminoso rappresenta invece una questione che, nonostante le prescrizioni della Legge regionale 22 del 27 giugno 1997 norme per la prevenzione dell inquinamento luminoso, non trova effettiva applicazione nei relativi piani comunali. La situazione degli impianti di illuminazione è particolarmente delicata: solo in pochi casi gli impianti, sia privati che pubblici, sono progettati ed installati a norma di legge. Nessun Comune della Provincia di Verona ha, ad oggi, adottato il Piano di illuminazione pubblica e/o regolamenti comunali contro l inquinamento luminoso, in parte anche per la mancanza delle linee guida regionali previste dalla stessa legge 22/1997. (tale argomento non è stato approfondito adeguatamente in alcun allegato alla VAS: su quali basi si esprimono queste considerazioni?) A questo proposito il Piano provinciale può introdurre prescrizioni o direttive su determinate zone del territorio per compensare e facilitare la definizione dei piani comunali sopraccitati. (non è chiaro se si intenda citare questo documento o un possibile Piano provinciale per l illuminazione pubblica)

6 INDICATORI Percentuale di popolazione che vive in luoghi in cui la brillanza artificiale è almeno tre volte superiore della (la frase non viene terminata) Pag. 34 Comuni classificati a forte rischio di concentrazione Radon indorc (indoor) Pag Le criticità Nel veronese, dati recenti dimostrano chiaramente come sia aumentato il numero dei miliardari e sia al contempo diminuito il potere d acquisto dei nuclei familiari medi monoreddito. (milionari) Pag. 37 Relazione ambiti - criticità 4. Infrastrutture scolastiche e altri servizi di interesse provinciale Non sono elencati problemi, solo obiettivi. (dalle figure presenti alle pagine 27 e 28 dell allegato b Scuole alla VAS, risultano due mappe che riportano in sintesi la qualità degli edifici scolastici. Di questi, 22 sono considerati OK, 11 sono di qualità ma presentano anche criticità, e 9 hanno prevalenti criticità, pertanto solo la metà è in buono stato, mentre il 20% presenta criticità anche gravi: come mai non si ravvisano problemi?) Dettaglio degli ambiti 6.1. La Lessinia - Trattenere la popolazione in montagna (p. 23). (non è chiara la problematica: forse è meglio scrivere: Spopolamento dei Comuni montani in quanto Trattenere la popolazione in montagna sembra essere l azione di contrasto a tale problematica) Pag La città di Verona Il risultato di queste scelte urbanistiche, frutto del mancato coordinamento tra i diversi enti pianificatori, non sanato dal piano d area del Quadrante Europa, è la grande Verona, un ampio territorio, intensamente abitato, le cui zone residenziali sono, quasi sempre, difficilmente raggiungibili dai luoghi della produzione e del lavoro; un territorio contrassegnato dalla presenza di numerose ed estese aree di degrado, abbandonate dall attività agricola, dove si insediano, disordinatamente e spesso abusivamente, iniziative imprenditoriali ed artigianali, espulse dai centri abitati (p. 25). (affermazione grave e gratuita, priva dei necessari riferimenti concreti) 6.3. I Colli -Collocazione di industrie e residenze nella Zona collinare. Il prodotto urbanistico di questo fenomeno migratorio intraprovinciale non è stata la nascita di una preordinata ed organica città lineare, ma, come avvenuto in tanta parte del paesaggio Veneto e dell Italia settentrionale, un susseguirsi di anonime lottizzazioni a volte produttive a volte residenziali,... (minuscole) Ogni criticità è associata al relativo tema di riferimento ambientale, così come categorizzati nella Relazione Ambientale.

7 (categorizzato) Pag. 42 (manca completamente la pagina oppure manca pag. 40 o pag. 41) Pag L architettura del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale il principio ispiratore che rappresenta il livello massimo di trasformazione desiderabile a cui il piano può contribuire, ma che necessita della collaborazione con altri strumenti di programmazione e pianificazione, nonché della collaborazione di altri soggetti ed istituzioni; (di) Pag. 45 Schema della dimensione strategica prima della valutazione di coerenza Principio ispiratore Realizzare una società capace di futuro 1. Territorio, ambiente ed ecosistema 1. Tutelare, valorizzare, ricostruire, gestire i territorio, l ambiente e il paesaggio. (il) Pag La dimensione operativa Gli ambiti sub provinciali (Lessinia, città di Verona, Colli, Pianura e Baldo Garda Mincio) sono invece accompagnati da obiettivi particolare, dagli strumenti e dalle azioni di Piano.. (particolari) Sia la dimensione operativa che strategica sono state sottoposte e a valutazione strategica e di seguito modificate. (da togliere) TEMA 2. INFRASTRUTTURE (Documento Preliminare pag. 15) OBIETTIVI GENERALI 1. SVILUPPO TRASPORTO MERCI E PERSONE CON MODALITA MENO INQUINANTI RISPETTO ALLA GOMMA: Diminuire i flussi su gomma, le emissioni in atmosfera, i rumori e l impatto in generale sul territorio derivanti da infrastrutture e traffico di merci e persone. (togliere il punto finale) 2. RETE INFRASTRUTTURALE DI COMPLETAMENTO/REVISIONE DI QUELLA IN FASE DI ATTUAZIONE: In via secondaria rispetto al precedente obiettivo, assicurare: 2.1 equa distribuzione di opportunità derivante dalla facilità di raggiungimento delle grandi arterie; funzionalità della connessione tra le modalità presenti sul territorio veronese; (modalità di cosa?; togliere il punto e virgola finale) salvaguardia dei CENTRI ABITATI dai flussi veicolari e quindi dagli agenti inquinanti (atmosferici ed acustici) situati in fregio alle strade (maiuscola) 4. RAZIONALIZZAZIONE DELLA LOCALIZZAZIONE DEI POLI ATTRATTORI: Organizzare il trasporto pubblico e privato in economia di tempi e percorsi (da come è scritto sembra che ora questo non si faccia affatto) Pag. 47

8 2. Definizione del Sistema infrastrutturale (minuscola) 7. Definizione di direttive e norme: individuazione del sistema (quale sistema?) TEMA 3. INSEDIATIVO, PRODUTTIVO, TURISTICO E COMMERCIALE (Doc. Preliminare pag. 18) OBIETTIVI GENERALI 2. ASSICURARE PER OGNI NUCLEO URBANO AREE DEDICATE AL COMMERCIO, ALL INDUSTRIA, AL RICETTIVO E ALL ARTIGIANATO, TUTTI DI SERVIZIO AL NUCLEO STESSO: (TUTTE) 2, 3, 4: Definizione di direttive e norme e Individuazione del sistema (minuscola; quale sistema?) TEMA 4. INFRASTRUTTURE SCOLASTICHE E GLI ALTRI SERVIZI DI INTERESSE PROVINCIALE (Documento Preliminare pag. 20) OBIETTIVI GENERALI 2. POLI ACCADEMICI PER L ISTRUZIONE UNIVERSITARIA: Fornire un ulteriore opportunità al territorio prevedendo centri di ricerca competitiva e precompetitiva strettamente connessi con il tessuto produttivo esistente e nel contempo offrire al mondo accademico opportunità di concreta applicazione (questo argomento non è stato approfondito in altra parte del PTCP) Pag. 48 TEMA 5. AREE DI COOPERAZIONE E COPIANIFICAZIONE INTERCOMUNALE (Documento Preliminare pag. 20) OBIETTIVI GENERALI 2. Collaborazioni sul PAT con i comuni inferiori ai 5000 abitanti: prevedere forme di collaborazione con i comuni con meno di abitanti al fine di redigere i Piani di Assetto del territorio (maiuscolo) TEMA 6. INTEGRAZIONE DEGLI AMBITI SUB PROVINCIALI (Documento Preliminare pag. 20) 1. LA LESSINIA (Documento Preliminare pag. 21) a. TURISMO DI PROSSIMITA : promuovere o sviluppo dell economia turistica caratteristica della Lessinia valorizzando la favorevole contiguità con le città della pianura (lo; sulla facilità di raggiungimento di molte località della Lessinia si può legittimamente esprimere qualche dubbio: partendo dal Comune di Verona o dalla parte Ovest della Provincia, i tempi di percorrenza sono paragonabili a quelli che servono per raggiungere molte località montane trentine, molto più distanti rispetto a quelle veronesi) d. SVILUPPO DELLA QUALITA DELL ESTRAZIONE DELLE PIETRE ORNAMENTALI: incentivare l estrazione di marmi e pietre ad altro valore aggiunto e impedire l utilizzo di cave della Lessinia per utilizzi per cui sono fungibili materiali rinvenibili con minor impatto sull ambiente

9 (d. SVILUPPO DELL ESTRAZIONE DELLE PIETRE ORNAMENTALI DI QUALITA ; alto; la frase risulta di difficile comprensione: forse sarebbe più chiara così: per estrazioni di materiali rinvenibili in altra maniera e con minor impatto sull ambiente ) Pag. 49 d. ENFATIZZAZIONE DELLA VOCAZIONE DI CULTURA E RICERCA: Ottenere una specificità economica per la ricerca qualificata, la cultura e la funzione del terziario (non è chiara l espressione) 3. I COLLI (Documento Preliminare pag. 29) ( I COLLI avrebbe dovuto essere in grassetto, come gli altri ambiti) Pag BALDO GARDA MINCIO (Documento Preliminare pag. 33) OBIETTIVI PARTICOLARI b. INSEDIAMENTI TURISTICI DI PREGIO: Ottenere strutture turistiche di pregio per innalzare il valore aggiunto indotto del servizio, con conseguente riduzione di consumo delle risorse ambientali e territoriali (il fatto che siano strutture di pregio non significa che automaticamente si verifichi una riduzione di consumo delle risorse ambientali e territoriali) Schema complessivo del sistema degli obiettivi Obiettivi Operativi (generali e particolari) 2. Assicurare per ogni nucleo urbano aree dedicate al commercio, all industria, al ricettivo e all artigianato, tutti di servizio al nucleo stesso (tutte) 5. Localizzazione per le aree dell agroalimentare (delle) Ambiti territoriali 1.La Lessinia 2.La città di Verona 3.I Colli 4. La PIanura Veronese (Pianura) 1.d. Sviluppo estrazione qualità pietre (pietre di qualità) Pag. 54 (manca completamente la pagina oppure manca pag. 52 o pag. 53) Pag. 58 Matrice obiettivi ambientali Area tematica aria, clima, energia A10. Riduzione e delle emissioni responsabili per l acidificazione, l eutrofizzazione e l inquinamento da ozono a livello del suolo (da togliere) Area tematica risorse naturali e rifiuti

10 A14. Riduzione degli impatti ambientali negativi generate dall uso delle risorse naturali (generati) Pag. 60 Nell economia europea, che affronta una forte competizione internazionale, la sfida delle politiche settoriali consiste nel garantire competizione e crescita compatibili con le esigenze dell ambiente. (competitività) Pag. 68 A partire da questi due documenti è stata elaborata una apposita matrice contenete 8 obiettivi di qualità del paesaggio. (contenente) Pag Grado di coerenza con i principi di sostenibilità Se il riferimento più recente, per l elaborazione della matrice, riguarda la Comunicazione della commissione al Consiglio ed al Parlamento Europeo relativa allo stato di avanzamento della strategia per lo sviluppo sostenibile, COM(2007) 642, i riferimenti più lontani riguardano il documento What Now: Another Development elaborato a Uppsala nel 1975 su iniziativa della Dag Hammrskjoeld Foundation, un anno dopo il vertice di Stoccolma. (Hammarskjöld) A partire da questi due capisaldi l analisi ha proceduto ad un attento esame dei principi, criteri ed aspetti di sostenibilità presenti nei principali documenti sottoscritti nelle assisi internazionali in questi 35 anni, arrivando ad elaborare la matrice costituita da 5 principi ed 11 aspetti: (19) Pag Modello Strutturale degli acquedotti del Veneto (MOSAV). -fornire acqua di buona qualità alle aree sfavorite del Veneto o quelle che richiedono una integrazione variabile secondo la stagione; (o a quelle) Pag Piano Regionale dei Trasporti colmare il gap infrastrutturale del Veneto; (gap nei confronti di cosa?) Pag Il sistema degli obiettivi dell Agenda 21 della Provincia di Verona Da quel momento le tappe realizzate sono state: pubblicazione del primo Rapporto sullo Stato dell Ambiente nel 2002 protocollo di intesa con associazioni industriali per Sistemi di Gestione Ambientale nel 2002 (mancano i punti e virgola finali) Ciascun tavolo territoriale si è riunito una prima volta durante il Forum di avvio e poi altre quattro volte, due dei quali prima dell estate 2005, gli ultimi due nel corso dell autunno. (delle; le ultime) L intero progetto è stato accompagnato da incontri periodici del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che ha valutato e guidato gli appuntamenti e le attività in corso

11 (manca il punto finale) Pag. 84 Nelle tabelle che seguono si propongono: i principali obiettivi individuate dai lavori dei tavoli territoriali; (individuati) Obiettivi di Aalborg e proposte di azioni risultanti dal processo di Agenda 21 Locale e inerenti rifiuti, risorse idriche, energia, trasporti, educazione e formazione ambientale Rifiuti 6.1 LCA (ciclo di vita del prodotto) per maggior recupero e minor impatto smaltimento (impatto dovuto allo smaltimento) 7.3 Incrementare controlli sui rifiuti pericolosi (i controlli) Risorse idriche 2.1. Contenere i consumi domestici, industriali e agricoli attraverso forme diverse di riutilizzo; uso di congegni per il risparmio della risorsa (il contenimento dei consumi domestici può avvenire attraverso congegni ma per le attività agricole e industriali non sembra sia una strada percorribile. Per l agricoltura, settore che è di gran lunga il maggior sprecone di acqua, sarebbe sufficiente rivedere le tariffe idriche applicate alle aziende agricole) 2.2. Sviluppare sistemi irrigui e buone pratiche in agricoltura finalizzate all uso razionale dell'acqua (finalizzati) 2.5. Promuovere buone pratiche e sistemi irrigui in agricoltura finalizzati all uso razionale della risorsa (è una ripetizione del punto 2.2) Pag Sensibilizzare il mondo dell agricoltura sugli impatti che la pratica agricola può determinare sulla qualità delle acque (>informazioni, corretto uso, fitofarmaci, consumo) ( > da togliere) Energia 3. Aumentare la produzione e l'uso di energia derivanti da Fonti Energetiche Rinnovabili o a minor emissioni (derivante) 3.4 Incentivare la produzione e l utilizzo di risorse energetiche rinnovabili: solare, eloico, geotermico, biomassa (manca la più importante: l idroelettrico) 3.5 Sensibilizzare sull uso di energia alternative (energie) Trasporti

12 4.2 Sviluppare il trasporto intermodale sia di persone che di merci (integrazione tariffaria, parcheggi scambiatori, coordinare gli orari dei diversi sistemi di trasporto treno, bus, corriere) (cosa si intende?) Pag. 86 Educazione e formazione ambientale 4.1 Creare occasioni e progetti di coinvolgimento tra la scuola, la famiglia, gli enti e le associazioni, legato ai temi ambientali che si concretizzino in azioni locali (legati) Pag. 90 Osservazioni e proposte per l aggiustamento della strategia del piano 5. Non sussistono rapporti causali diretti tra gli obiettivi di tutela e valorizzazione delle risorse idriche e la linea strategica che ha per obiettivo l applicazione del principo di sussidiarietà in termini di pianificazione territoriale. (principio) Pag. 91 Energia 3. Aumentare la produzione e l'uso di energia derivanti da Fonti Energetiche Rinnovabili o a minor emissioni (derivante) Pag. 94 Osservazioni e proposte per l aggiustamento della strategia del piano (in tutta questa parte, a differenza delle altre, Agenda21 è scritta in minuscolo, per 7 volte) Pag Le criticità ed il sistema degli obiettivi Le criticità considerate sono quelle emerse dalla Relazione ambientale di VAS, integrate con quanto illustrato al precedente capitolo 2. (maiuscola) Pag. 96 Ciascuna criticità è stata inoltre relazionata al sub ambito territoriale di riferimento introdotti dallo stesso Documento preliminare e cioè: (introdotto) Il Baldo Garda Mencio (5.G) (Mincio) Pag d Sviluppo della qualità dell'estrazione delle pietre ornamentali (1.d Sviluppo dell'estrazione delle pietre ornamentali di qualità) Pag Grandi centri commenrciali (commerciali) Pag Infrastrutture scolastiche e altri servizi di interese provinciale

13 (interesse) Popolazione C16 - Perdita di identità locale nel tessuto sociale 1 - Territorio Ambiente ed Ecosistema Tutelare, valorizzare, ricostruire, gestire il territorio, l'ambiente e il (la frase non termina) F16.1 Progressivo allontanamento delle abitazioni dai centri dei servizi civici Insediamento produttivo, turistico e commerciale Prevedere soluzioni per le esigenze insediative, produttive, turistiche e commerciali che perseguano la crescita in termini di sostenibilità ambientale (la parola si intuisce appena) 2. Assicurare per ogni nucleo urbano aree dedicate al commercio, all'industria, al ricettivo, al ricettivo e all'artigianato, tutti di servizio al nucleo stesso (tutte) Pag Infrastrutture scolastiche e altri servizi di interese provinciale (interesse) C18 - Difficoltà di internalizzazione dei costi ambientali 3 - Insediamento produttivo, turistico e commerciale Prevedere soluzioni per le esigenze insediative, produttive, turistiche e commerciali che perseguano la crescita in termini di sostenibilità (la frase sembra non terminare) Pag. 108 Ambiti territoriali 1.La Lessinia 2.La città di Verona 3.I Colli 4. La PIanura Veronese 5. Il Baldo Garda Mincio (Pianura) Obiettivi operativi enerali e particolari) ( (generali e particolari) ) 2. Assicurare per ogni nucleo urbano aree dedicate al commercio, all industria, al ricettivo e all artigianato, tutti di servizio al nucleo stesso (tutte) Pag. 110 Linea Strategica 6 Integrare nella visione generale del territorio provinciale le specificità delle diverse zone Osservazioni e proposte per l aggiustamento della strategia del piano Le criticità analizzate trovano sostanziale risposta nella linea strategica. Da approfondire il legame tra le specififcità delle diverse zone e le problematiche relative all'integrazione sociale (C14). (specificità)

14 Pag.113 Camera di Commercio Verona CCIIAA (CCIAA) Pag. 114 Schermata del sito che la Provincia di verona ha dedicato al PTCP (maiuscola) Pag. 115 Commenti strategici C01 Integrare nella sezione infrastrutture una regolamentazione e obiettivi di sviluppo per l'accesso diffuso alla rete telematica globale (WiMax e wireless) (wi-fi) C36 Si raccomanda di rivolgere particolare attenzione alle fonti di inquinamento dei suoli ed in generale della qualità della vita (alla) Pag. 116 C49 Valorizzazione delle fasce interne in relazione all'offerta turistica (espressione non chiara) C61 La Provincia deve dire con forza che non si occupa più di suolo e che si punta alla riqualificazione dell'esistente (togliere di, altrimenti il senso viene completamente alterato) C69 Dire chiaramente NO al consumo di territorio (uguale nella sostanza al C61) C100 Si vorrebbe un riferimento più forte alla Carta delle Città Europee per lo Sviluppo Durevole e Sostenibile sottoscritta da Verona nel 2001 (uno; a pag. 83 è scritto che la Provincia di Verona ha sottoscritto tale documento nel dicembre 2000) Osservazioni strategiche Os04 Si richiede che venga rivisto e/o integrato il Documento preliminare del PTCP ribadendo l'autonomia dei Comuni Os05 Si richiede che venga rivisto e/o integrato il Documento preliminare del PTCP ribadendo l'autonomia dei Comuni Os07 Si richiede che venga rivisto e/o integrato il Documento preliminare del PTCP ribadendo l'autonomia dei Comuni Os08 Si richiede che venga rivisto e/o integrato il Documento preliminare del PTCP ribadendo l'autonomia dei Comuni Os18 Si richiede che venga rivisto e/o integrato il Documento preliminare del PTCP ribadendo l'autonomia dei Comuni (le 5 osservazioni sono uguali) Pag. 117 Os24 Occorre un rafforzamento dell'attuale vocazione agro-industriale, confermando Verona quale polo europeo della produzione, della ricerca e della logistica agroalimentare. questo dovrà avvenire

15 anche attraverso il potenziamento di alcune grandi strutture logistiche coordinate in ottica di un distretto logistico multimodale. (maiuscola) Os58 Si auspica una particolare attenzione nel considerare il trasporto pubblico sulle vie d'acqua come alternativa efficace alla viabilità interna. (forse si intende su terra ) Pag. 119 Osservazioni e proposte per l aggiustamento della strategia del piano 2. ( ) Sussite poi la necessità di integrare gli obiettivi con un riferimento specifico alle modalità di trasporto fluviali e lacuali (Os58; Os63). (Sussiste) Proposta di nuova formulazione delle strategie La valutazione si è conclusa analizzando i commenti/osservazioni che hanno fatto riferimento anche agli obiettivi particolari dei diversi ambiti territoriali (manca il punto finale) Pag. 120 Grado di condivisione con gli obiettivi particolari 2 - La Città di Verona: 2.a. Ricomposizione del tessuto organico degli abitati 2.b. Mobilità sulle varie infrastrutture in relazione ai grandi numerii (numeri) Pag. 124 (manca completamente la pagina oppure manca pag. 122 o pag. 123) Pag. 126 Le strategie del PTCP 2. Ambito infrastrutture 2.4. Razionaizzazione della localizzazione dei poli attrattori (Razionalizzazione) 3. Ambito insediativo, produttivo, turistico e commerciale 3.2. Assicurare per ogni nucleo urbano aree dedicate al commercio, all industria, al ricettivo e all artigianato, tutti di servizio al nucleo stesso (tutte) 3.6. Are di espansione corredate dalla necessaria infrastrutturazione (Aree) 6. Ambito: 6.4. La PIanura Veronese (Pianura) Pag Lo scenario in assenza del piano

16 Non realizzare il piano significa innanzitutto non adeguarsi alle nuove normative e in secondo luogo non apportare la metodologia di sviluppo territoriale le opportune modifiche volte al raggiungimento dello sviluppo sostenibile. (alla) Inoltre va comunque ribadita l importanza, nella realizzazione del PTCP, dell attivazione del confronto e della concertazione non solo tra i diversi soggetti ed istituzioni del territorio ma anche il confronto attivo dei singoli settori tecnici della Provincia,... (del) Pag La rete ecologica della Provincia di Verona In provincia di Verona le aree appartenenti alla rete europea Natura 2000 rappresentano solamente il 7% dell intero territorio provinciale per una superficie totale di ha. (la somma dei valori elencati nella successiva tabella Siti della rete Natura 2000 in provincia di Verona è pari a ha, pertanto rappresenta circa l 11% dell intero territorio provinciale, valore basso ma in linea con quello della Provincia di Padova, simile per conformazione a quella di Verona) La prima ha previsto un inquadramento degli strumenti sovraordinati al PTCP ai fini di individuare gli elementi e le strutture portanti sulle quali dettagliare la rete alla scala provinciale. (sui) Pag. 131 E possibile che l elenco dei Documenti sia integrato con altre fonti (manca il punto finale) Pag. 132 Il piano, durante la sua elaborazione, più che vere e proprie alternative riguardanti la rete ecologica ha proceduto ad effettuare una ricognizione delle reti ecologiche previste nel PTP del 2003 integrandole con uno studio sulle specificità della flora e della fauna in collaborazione col museo di scienze naturali di Verona. (Viene esplicita una pecca nell elaborazione del Piano: sarebbe stato meglio avere previsto tali alternative già da subito; Museo di Scienze Naturali) Il lavoro svolto e stato poi confrontato e dettagliato cartograficamente con il supporto delle previsioni inserite nei PAT e nelle reti delle province contermini. (è) Più critiche invece risultano le condizioni della aree nucleo planiziali che si trovano disperse in contesti fortemente antropizzati e contano su superfici mediamente ridotte. (delle) Pag. 133 Tale indirizzo strategico dovrebbe essere rafforzato dal fatto che la Provincia di Verona è la provincia del Veneto con meno superficie classificata come SIC o ZPS. (sembra non corrispondere alla realtà, sia in termini percentuali rispetto alla superficie totale sia in valore assoluto: vedere mia osservazione a pag 129) Pag. 134 Rete ecologica: le quattro alternative

17 Alternativa R : La rete ecologica in provincia di Verona secondo la Regione Veneto. Il tratteggio nero indica le maggiori differenze tra le alternative R e P. (occorre aggiungere: Il tratteggio blu indica le maggiori differenze con le alternative M e P. Pag La mobilità I sette obiettivi nella formulazione del PTCP sono così ordinati: individuazione di metodi per incentivare l utilizzo delle modalità meno inquinanti nel trasporto di merci e persone, qualora conveniente e fattibile, in particolare sviluppando per il trasporto di persone un Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale imperniato su Verona, che utilizzi preferibilmente le strutture storiche interne ai centri abitati, anche portando all esterno le nuove infrastrutture dedicate alle medie e lunghe percorrenze; (che tale sistema regionale sia imperniato su Verona è pura fantasia: il progetto è centrato su Padova-Treviso-Venezia, come è logico, e Verona finora non è stata coinvolta nell ideazione di tale sistema) individuazione di alcune direttive per i piani comunali di razionalizzazione dei poli attrattori. Al fine di organizzare il trasporto pubblico e privato in economia di tempi e percorsi; (virgola al posto del punto) perseguimento, attraverso lo studio di una strategia, la sicurezza degli utenti percorritori delle infrastrutture, finalizzata alla diminuzione dell incidentalità; (della) Pag. 139 Tuttavia nel disegno attuale del sistema della mobilità provinciale risulta più avanzata la progettazione e l attuazione della la rete infrastrutturale stradale mentre quella ferroviaria si trova alla fase di studio di fattibilità. (da togliere) Mobilità: matrice per la ricostruzione dei contributi alla definizione della strategia Documento esaminato Descrizione Contributi al piano elaborato NTA, cartografie ed indicazioni relative rete infrastrutturale regionale Piano d area del quadrante Europa (maiuscole) Studio di fattibilità della Metropolitana di superficie Verona-Isola della Scala- Legnago Pag. 140 La documentazione regionale fornisce il quadro di riferimento della mobilità del Veneto nel contesto Nazionale, Europeo e internazionale (minuscole) Definizione del contributi provinciale alla costruzione di una rete coerente alla scala regionale e nazionale (contributo) Individuazione dell asse Verona-Isola della Scala Cerea-Legnago e dell asse Verona-Aeropoto-Isola della Scala (Aeroporto)

18 Ha sviluppato poi un inquadramento della mobilità stradale, di quella ferroviaria, ed infine di quella ciclabile per la quale è stato sviluppata un ampia attività di programmazione specifica. (stata) Riorganizzazione della rete stradale Categoria A) Rete di grande connessione con funzioni di collegamento internazionale ed interregionale. B) Rete viaria principale Delle connessioni viarie territoriali, con funzioni di integrazione alle direttrici di corridoio, di organizzazione dello scambio interurbano, di connessione interprovinciale. C) Rete viaria integrativa Delle connessioni viarie territoriali, con funzioni di integrazione alla rete principale, allo scambio intecomunale e alla strutturazione insediativa. Obiettivi Relazionare le politiche autostradali di livello nazionale anche in accordo con le province contermini e le città regionali; (non è chiaro il significato) Portare a sistema la maglia viaria principale del veronese in modo tale che siano accessibili le strutture intermodali al fine di localizzare il traffico merci su gomma; (non è chiaro il significato) Definire anche parzialmente i limiti urbanizzati anche attraverso il disegno di apposite barriere arboreepposite barriere arboree. (da togliere) Gli interventi riqualificazione, riclassificazione, ammodernamento e realizzazione di tratti in nuova sede per la rete stradale di interesse provinciale sono riportati nella tabella successiva. (di riqualificazione) Pag. 143 Viabilità: interventi relativi alla viabilità stradale (in colore arancio sono evidenziati i tratti in nuova sede) id N. Oggetto Tipo rete 2 SS 12 3 SR 450 SR 450, dall innesto con la tangenziale a sud di Castelnuovo del Garda alla località dii Affi (di) Intervento Comuni interessati Verona Castel d Azzano, Buttapietra, Vigasio, Isola della Scala, Bogara, Salizzzole, Gazzo Veronese (Nogara; Salizzole) Ente gestore Stato della progettazione Prog. Definitivo (nel tratto da tangenziale a sud di Verona a Isola della Scala), Studio di fattibilità (nel tratto da Isola della Scala a Nogara Opera compensativa Autostrada padano veneta) (mancano le virgolette finali)

19 5 SS AU SS 434 AU Tratto SS 434 Transpolesana, progetto futura autostrada Bogara mare da località Vangadizza al confine con la provincia di Rovigo (Nogara) San Giovanni Lupatoto, Zevio, Oppeano, Isola Rizza, Roverchiara, San Pietro di Morubio, Angari, Cerea, Legnago (Angiari) Pag. 144 id N. Oggetto Tipo rete 10 TG SUD Verona Tangenziale sud di Verona dall innesto con la tangenziale ovest all innesto con la strada provinciale n. 38 a sud di S.M. Buonalbergo (Buon Albergo) 11 SR 38 dall innesto con la tangenziale sud di Verona in località San Martino Buonalbergo al confine con la provincia di Vicenza. (Buon Albergo) 13 SP 3 dall innesto con la SS12 in località Cà degli Oppi, Intervento Tratti in nuova sede dall innesto con la SS 434 in località Cà degli Oppi all innesto Comuni interessati Verona, San Giovanni Lupatoto, San Martino Buonalbergo (Buon Albergo) San Martino Buonalbergo, Lavagno, Caldiero, Belfiore, San Bonifacio (Buon Albergo) Ente gestore Stato della progettazione

20 all innesto con la SR 38 in località Belfiore (Ca ; Comune di) con la SP 39/b in località Perzacco di Zevio... (Ca ) Pag. 145 id N. Oggetto Tipo rete 14 SP 3 dall innesto con la SS12 in località Isola della Scala, all innesto con la SS434 in località Cà degli Oppi (Comune di; Ca ) 18 SP 10 Tratto in progetto dall innesto con la SR38 in località Vago di Lavagno, alla località Tregnago. (Comune di) Intervento Tratti in nuova sede dall innesto con la SR11 e la SP37a, e tra l innesto con la SP37a fino alla località Tregnago e ammodernamento e riqualificazione dei rimanenti tratti esistenti. (Comune di) Comuni interessati Ente gestore Stato della progettazione Pag. 146 id N. Oggetto Tipo rete 19 SP 17 dall innesto con la SR38 in località San Bonifacio, alla località S.Giovanni Ilarione (Comune di) Intervento Comuni interessati 20 TG Verona, San nord/est Martino di Verona Buonalbergo. (Buon Albergo) 21 SP 2 dalla località Pozzo alla località Cerea (Comune di) 22 SP 7 San Bonifacio, Arcole, Zimella, Veronella, Cologna Veneta, Ente gestore Stato della progettazione

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