Come aiutare gli orfani, oltre che con l adozione a distanza? Caterina Astuti Associazione Amici di Mons. Emilio Patriarca - Onlus

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1 Come aiutare gli orfani, oltre che con l adozione a distanza? 1. Premessa Caterina Astuti Associazione Amici di Mons. Emilio Patriarca - Onlus Questo contributo si soffermerà brevemente sulle associazioni di volontariato che operano soprattutto nel campo delle cosiddette adozioni a distanza, per poi descrivere come l Associazione Amici di Mons. Emilio Patriarca aiuta gli orfani. Quale ruolo debbono e possono svolgere queste associazioni? Esse innanzitutto provano in vario modo ad arginare il problema dei bambini bisognosi, molti dei quali sono orfani. E però importantissimo che tengano viva l attenzione del mondo occidentale verso questa che si può definire una autentica catastrofe umanitaria. E inoltre sensibilizzare l opinione pubblica ma soprattutto i governi al fine di metterli di fronte alle loro responsabilità perché avviino profondi cambiamenti che diano soluzioni più efficaci di quanto non possano fare le singole associazioni. E stato più volte richiesto agli organi istituzionali del nostro Paese, competenti in materia, che si facciano carico di un censimento delle associazioni che si occupano di adozioni a distanza. Sinora però nulla si è mosso a questo riguardo. Esiste un centro di documentazione a Roma che, su base volontaristica, riceve segnalazioni e documenti dalle Associazioni più sensibili a coordinarsi. In questo modo questo centro ha censito circa 500 associazioni, ma è verosimile che sul nostro territorio ne operino qualche migliaio. Questa iniziativa ha permesso ad alcune di loro non solo di confrontare le diverse esperienze ma anche di formulare ed aderire a una Carta dei Principi entro cui operare e una Carta dei criteri di qualità che le impegni sulle modalità di intervento. E nato così il Forum S.A.D. dove l acronimo S.A.D. sta per Sostegno A Distanza. Esso riunisce più di 60 organizzazioni che aiutano a distanza bambini, anziani, vedove, malati, famiglie e comunità. Con la Carta dei Principi i firmatari si impegnano tra l altro a sviluppare l informazione multiculturale, a mettere a disposizione presso le loro sedi il bilancio annuale, a valutare le richieste di aiuto e ad agire in modo tale da promuovere l autosviluppo. Con la Carta dei criteri di qualità si fa un ulteriore passo in avanti perché le organizzazioni si impegnano ad attivare tutti gli strumenti possibili per contenere al minimo le spese di gestione in modo da inviare ai beneficiari

2 almeno l 80 % dei fondi raccolti e in più si rendono disponibili a collaborare con le istituzioni. E particolarmente significativa la consapevolezza che con il sostegno a distanza si compia un atto non di beneficenza ma di giustizia tutelando i diritti (negati o non riconosciuti) dei bambini e delle comunità sostenute: Il testo completo di queste Carte è riportato nell allegato a questo contributo. 2. Adozione a distanza Che cosa evoca in noi il concetto di adozione a distanza? La parola orfano richiama subito alla mente la parola adozione e, nel caso di bambini lontani, l espressione adozione a distanza. Con questo termine di fatto si intende l abbinamento tra una famiglia adottante che appartiene a un paese ricco e un bambino bisognoso che vive in un paese povero. Dietro la famiglia adottante c è una organizzazione umanitaria, che promuove e consente l abbinamento, e accanto al bambino ci sono persone in loco che fanno pervenire il contributo e si prendono cura di lui. L adozione a distanza è dunque un atto di grande solidarietà nei confronti di bambini (soprattutto orfani) che in questo modo possono ricevere cibo, indumenti, medicine, istruzione e così via. Di solito però a beneficiare dell aiuto non è solo il bambino ma tutta la sua famiglia e, nel caso di più bambini adottati nella stessa zona, l intera comunità. Particolare attenzione deve essere posta sulla modalità di intervento in loco. L esperienza dell Associazione conferma quanto sia fondamentale, al fine di rendere duraturi e autonomi tali interventi, una collaborazione strettissima col personale locale. A volte può emergere fortissima la tentazione di affidare ai referenti indigeni solo compiti operativi, senza coinvolgerli nelle scelte decisionali più importanti; questo atteggiamento non è innanzi tutto rispettoso della gente, ma soprattutto è poco lungimirante. Infatti solo tramite una accorta mediazione culturale è possibile sperare di affrancarsi nel tempo da forme assistenzialistiche e creare così condizioni che conducano all autosostentamento. Da quanto precede appare evidente che per una seria attività di adozione a distanza è necessario disporre di una organizzazione complessa e bene strutturata (uffici, auto, computer, volontari che possano contare su uno stipendio e così via), organizzazione e struttura di cui l Associazione Amici di Mons. Patriarca al momento non dispone. 3. L Associazione e gli orfani (fino ad oggi)

3 Come l Associazione Amici di Mons. Emilio Patriarca aiuta gli orfani della Diocesi di Monze? E opportuno ricordare e sottolineare che l Associazione nasce con lo scopo prioritario di stabilire un canale di condivisione con Don Emilio, Vescovo di Monze in Zambia e tramite lui con la sua gente. Don Emilio, varesino che da quasi 30 anni vive in una realtà di grande bisogno, chiede a noi di sostenerlo in tutti i modi possibili, senza trascurare le relazioni di amicizia che lo aiutano molto soprattutto quando le emergenze (sempre presenti) accompagnano la sua esistenza e quella della sua gente. Così pur senza realizzare le adozioni a distanza, come sopra descritte, nondimeno l Associazione opera nell ambito del sostegno a distanza, intesa come intervento teso ad alleviare le sofferenze e a soddisfare i bisogni non di singoli, ma di una comunità. Si tratta della cosiddetta adozione comunitaria con la quale si cerca di dare magari di meno al singolo, ma di dare a tutti. Nel caso specifico dei bambini sinora l Associazione è intervenuta in questo modo: - sono state costruite due scuole, una per figli di portatori di handicap nel villaggio di Lukamantano e una per i bambini orfani nella cittadina di Monze; - ha contribuito a spese straordinarie della scuola per non udenti, non vedenti e bimbi con grave ritardo mentale della cittadina di Choma; - sono stati costruiti pozzi che alleviano le fatiche dei bambini e prevengono i problemi di ordine igienico-sanitario causati dall acqua non potabile; - sono stati aiutati studenti tramite pagamento delle rette scolastiche e l acquisto di uniformi e scarpe; - sono stati assicurati medicinali per sette anni a dieci bambini malati di AIDS, sino a quando, lo scorso anno, l ospedale non è stato in grado di curarli; - i bambini hanno trovato sicuro giovamento dagli aiuti inviati agli ospedali e ai centri per le cure domiciliari; - si è contribuito al mantenimento del seminario minore della Diocesi dove vengono accolti giovani a cui si da la possibilità di frequentare una scuola superiore qualificata, indipendentemente dalla loro scelta di continuare il cammino verso il sacerdozio. 4. L Associazione e gli orfani (da oggi in poi) Come rendere più capillare l aiuto dell Associazione agli orfani? Don Emilio ha già avviato la costituzione in alcune parrocchie della Diocesi di comitati composti interamente da volontari locali che si prendono a cuore i casi più gravi di bambini orfani. Attraverso questi comitati giunge loro

4 l aiuto più opportuno (cibo, medicine, vestiti, pagamento delle tasse scolastiche, ecc.). Sarebbe auspicabile che questi comitati di aiuto per i bambini potessero sorgere in tutte le 21 parrocchie in cui è suddivisa la diocesi di Monze. Questo è quello che attualmente chiede Don Emilio. Operare in questo modo significa non impiegare risorse per creare una struttura ad hoc, ma destinare queste risorse in toto a chi ne ha bisogno e inoltre promuovere quella che Don Emilio chiama Zambianizzazione, ossia lasciare che sia la gente del luogo, adeguatamente sostenuta da noi, a rendersi responsabile nell alleviare le sofferenze di chi vive loro accanto. Per quanto riguarda la diocesi di Monze, il cui territorio corrisponde alla provincia del sud dello Zambia, ci si è occupati sempre e solo dei casi più gravi, ma il numero degli orfani cresce a ritmi così serrati che la modalità di sostegno che abbiamo definito comunitaria diventa quasi obbligata. E doveroso aggiungere che questa forma di sostegno chiede agli amici delll Associazione un ulteriore passo avanti verso una generosità totalmente gratuita poiché essa implica la rinuncia alla gratificazione personale che in fondo si prova quando si ricevono le foto e le letterine dai bambini. Questa è la strada che Don Emilio invita a percorrere.

5 Allegato 1 CARTA DEI PRINCIPI PER IL SOSTEGNO A DISTANZA PREMESSA Si é consolidata ed è in continua espansione una nuova forma di solidarietà che è definita in diversi modi: adozione a distanza, affido a distanza, adozione scolastica a distanza, sostegno a distanza, tutela, padrinato, madrinato, borsa di studio, sponsorizzazione... Pur essendo ogni organizzazione libera di utilizzare la denominazione ritenuta idonea, il termine scelto convenzionalmente in questa sede è sostegno a distanza. Il sostegno a distanza è un atto di solidarietà che consiste nell'impegno morale a inviare, tramite referenti responsabili, un contributo economico stabile e continuativo, del cui uso il donatore riceve riscontro, rivolto a minori, adulti, famiglie, comunità ben identificate, in condizioni di necessità e in ogni parte del mondo, per offrire la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita nell'ambiente sociale e culturale in cui vivono. La consapevolezza che in questo settore operano tanti e diversi soggetti di varia estrazione e portata culturale e sociale, costituiti in differenti forme organizzative e istituzionali (gruppi amicali informali - parrocchiali - privati, congregazioni o istituti ecclesiali, associazioni, organizzazioni non governative, comitati, coordinamenti, fondazioni..) e la necessità di tutelare i diritti dei bambini e delle comunità sostenute e di garantire i diritti delle persone alla trasparenza e al buon uso del loro dono hanno portato numerosi enti e associazioni a incontrarsi e a confrontarsi su alcuni principi cardine a cui rifarsi unanimemente. Nasce così la Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza. LE ORGANIZZAZIONI CHE LA SOTTOSCRIVONO operando nel rispetto delle norme dello Stato italiano e dei principi contenuti nei seguenti documenti: - Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo, Convenzione Internazionale sui Diritti dell'infanzia, Convenzioni dell'organizzazione Internazionale del Lavoro, 1973, Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza contro le donne, Legge italiana contro la prostituzione minorile, 1998 SI IMPEGNANO A 1- PROMUOVERE IL SOSTEGNO A DISTANZA quale gesto di libera e solidale condivisione con chi è nel bisogno. 2- SVILUPPARE L'INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE MULTICULTURALE. Le organizzazioni, con un'azione concreta di politica sociale, danno voce a minori, adulti, famiglie e comunità costretti a vivere in situazioni difficili e, nell'avvicinare culture e società diverse, ne promuovono l'interscambio e il rispetto reciproco, valorizzando la persona nella sua dignità dentro ogni contesto e cultura.

6 3- CARATTERIZZARE QUESTO GESTO SOLIDALE RISPETTO ALLE ALTRE FORME DI SOLIDARIETA' basate sulla raccolta fondi occasionale o per emergenze. Le organizzazioni metteranno in evidenza nei loro progetti la continuità dell'impegno del sostegno a distanza che acquista un duplice valore: educa il sostenitore alla consapevolezza dei disagi e della povertà in cui versano milioni di persone e garantisce al contempo un finanziamento stabile per l'attuazione del progetto. 4- RENDERE CONSAPEVOLE IL SOSTENITORE DELL'IMPORTANZA DEL SUO AIUTO ECONOMICO COSTANTE NEL TEMPO, anche se il sostenitore può recedere dall'impegno preso; in questo caso, le organizzazioni si impegnano a ricercare in tempi brevi chi lo sostituisca e, nel frattempo, a utilizzare tutti i propri strumenti per garantire il proseguimento dei progetto. 5- METTERE A DISPOSIZIONE PRESSO LA PROPRIA SEDE IL BILANCIO 0 IL RENDICONTO ANNUALE e renderlo pubblico secondo le norme previste. Ciascuna organizzazione si rifà alle normative vigenti in merito alla propria configurazione giuridica: al proprio Statuto, alle leggi relative all'albo regionale del volontariato, alle disposizioni in merito agli enti del Terzo Settore "non profit " ONLUS e alle ONG, alla Carta della Donazione e alle normative proprie per gli enti ecclesiastici. 6- COMUNICARE AL SOSTENITORE L'EFFETTIVA SOMMA DESTINATA AL BENEFICIARIO DEL SOSTEGNO A DISTANZA E QUELLA TRATTENUTA DALL'ORGANIZZAZIONE PER LE SPESE DI GESTIONE, come garanzia sul corretto utilizzo dei fondi e informazione sulle modalità di intervento. 7- VALUTARE CON ACCORTEZZA LE RICHIESTE DI AIUTO RICEVUTE E AD AVVIARE UN PROGETTO SOLO LA' DOVE ESISTA L'ESPLICITO CONSENSO DELLA COMUNITA' INTERESSATA. Le organizzazioni garantiranno che i loro operatori o delegati agiscano con il consenso della popolazione locale. 8- AGIRE IN MODO CHE Il SOSTEGNO A DISTANZA SIA STRUMENTO DI PROMOZIONE ALL'AUTOSVILUPPO del beneficiario, della sua famiglia laddove esista e della sua comunità. Per evitare che questo aiuto economico diventi una forma di assistenzialismo, nei paesi in cui interverranno, le organizzazioni coinvolgeranno le comunità nella realizzazione e nella gestione dei progetti con un accompagnamento stabile alle persone, complementare e non sostitutivo. 9- VERIFICARE CON ATTENZIONE L'AFFIDABILITA'E IL LAVORO DI EVENTUALI PARTNER ESTERI E AD ADOPERARSI PER GARANTIRE IL BUON ESITO DEL PROGETTO ANCHE IN CASO DI LORO INADEMPIENZE. Le organizzazioni si impegnano a comunicare al sostenitore da chi è curata in loco la realizzazione del progetto e a valutare l'affidabilità e l'efficienza dei referenti locali o dei propri collaboratori impegnati nell'attuazione degli interventi di sostegno. 10- CONFRONTARSI CON LE ALTRE ORGANIZZAZIONI CHE OPERANO CON LE STESSE FINALITA NEL PERSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI DI SOLIDARIETA' E PACE, RISPETTANDONE LE DIVERSITA. Le organizzazioni si rendono disponibili a forme di collaborazione tra loro, soprattutto nelle medesime aree geografiche e negli stessi settori di intervento. 11- RISPETTARE LA CARTA DEI PRINCIPI PER IL SOSTEGNO A DISTANZA. Le organizzazioni valuteranno l'opportunità di accettare la collaborazione e i

7 finanziamenti di enti e istituzioni pubblici o privati secondo i principi richiamati in questa Carta.

8 Allegato 2 Carta dei Criteri di Qualità del Sostegno a distanza Le Organizzazioni si impegnano a qualificarsi in modo chiaro, indicando: - da quanto tempo si interessano di SAD, - se hanno sottoscritto la Carta dei Principi per il SAD e/o altro, - se fanno parte di coordinamenti, confederazioni e/o altro, - quale è la loro forma giuridica, - dove è la loro sede indirizzo, tel. fax , - come e quando sono raggiungibili, - in quali paesi intervengono, con quali obiettivi e modalità, con quali partner e verso quali beneficiari. Le Organizzazioni si impegnano verso le Istituzioni, i Sostenitori, i Beneficiari, i Referenti, i Cittadini e le altre Organizzazioni. a garantire qualità e trasparenza attraverso un percorso di autoregolamentazione con la sottoscrizione e l applicazione della Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza e della Carta di Qualità SAD. Le Organizzazioni si impegnano verso le Istituzioni a rendersi disponibili alla collaborazione nel promuovere educazione alla mondialità, senso di responsabilità, partecipazione e formazione nella nostra società, in applicazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo e della Convenzione dei Diritti sull Infanzia. Le Organizzazioni si impegnano con i Sostenitori - a esplicitare quale percentuale viene utilizzata per le spese di gestione e di ogni altro genere, - ad attivare tutti gli strumenti possibili per contenere al minimo le spese e a inviare ai beneficiari almeno l 80% dei fondi raccolti per i progetti SAD, - a rendere pubblico, accessibile e trasparente il bilancio o il rendiconto annuale accompagnandolo con una relazione sulle attività svolte in Italia e all estero, - a promuovere un rapporto partecipativo con i sostenitori, - a illustrare le modalità degli interventi SAD sia all inizio sia durante il loro svolgimento. - a specificare che l impegno economico assunto dai sostenitori deve essere costante nel tempo richiesto dall Organizzazione per il raggiungimento degli obiettivi dei progetti SAD, - a sottolineare attraverso il SAD l importanza del rispetto della persona, della cultura e delle società diverse, in spirito di condivisione. Le Organizzazioni si impegnano con i Beneficiari - a tener conto delle loro reali esigenze promuovendo la più ampia partecipazione locale, - a valorizzare le persone nei loro diritti,

9 - a indirizzare gli interventi in modo che il SAD sia promotore di autosviluppo. Le Organizzazioni si impegnano verso i Referenti ad accertarsi e attivarsi affinché essi: - siano integrati nella comunità locale, - siano in grado di valutare accuratamente le esigenze e i possibili interventi, - agiscano di concerto con le popolazioni locali nell ambito dei principi e delle finalità delle Organizzazioni, - siano competenti, affidabili e responsabili, - seguano la realizzazione dei progetti SAD attraverso le procedure condivise dalle Organizzazioni. Le Organizzazioni si impegnano tra loro - a coordinare gli interventi svolti in Italia e all estero nelle stesse zone e negli stessi settori laddove possibile, - a portare avanti iniziative comuni per la promozione del SAD. Le Organizzazioni si impegnano a garantire la formazione continua dei soggetti coinvolti nel SAD sia in Italia che nei luoghi di intervento, anche attraverso l interscambio e la collaborazione fra le Organizzazioni stesse.

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