RASSEGNA STAMPA SISTEMA AGROALIMENTARE E FILIERE DEL PIEMONTE. Periodo: 24 aprile 7 maggio 2011

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1 RASSEGNA STAMPA SISTEMA AGROALIMENTARE E FILIERE DEL PIEMONTE Periodo: 24 aprile 7 maggio

2 I LINK DELLA RASSEGNA STAMPA AGRISOLE AGRICOLTURA ITALIANA ON LINE L INFOMATORE AGRARIO IL VELINO TERRA E VITA ERMESAGRICOLTURA REGIONE PIEMONTE COLDIRETTI CIA MONDO AGRICOLO Rivista Confagricoltura on line NEWSFOOD.COM INEA RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA IL NOTIZIARIO AGRICOLO NYMOUS IL COLTIVATORE PIEMONTESE NONYMOUS, IL COLTIVATORE CUNEESE L ARATRO completamente scaricabile dal sito; contiene informazioni soprattutto interessante per la filiera del vino, delle orticole/frutta e delle bioenergie. 2

3 AGRONOTIZIE ASSOCIAZIONE STAMPA AGROALIMENTARE ITALIANA ITALIAOGGI VENETO AGRICOLTURA Rapporto sul mercato del frumento, del mais e della soia: viene aggiornato periodicamente Bollettino "Il florovivaismo Veneto": viene aggiornato periodicamente MIDA AGRICOLTURA Sito su cui navigare per scaricare materiale vario del settore agroalimentare DATI ANNUALI SULLE SUPERFICI E LE UTILIZZAZIONI FORESTALI COMMISIONE UE SULL AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE Vi segnaliamo inoltre di monitorare i siti: che offre una finestra panoramica sul settore agroalimentare nelle sue diverse componenti. che fornisce in particolare informazioni sulla dislocazione dei distributori automatici di latte crudo in Italia SHERWOOD ENTE RISI SITI ENERGIE RINNOVABILI 3

4 GLI ARTICOLI DELLA SETTIMANA Riportiamo il sommario delle riviste e delle newsletter scaricabili on line di maggior interesse per tutte le filiere del sistema agroalimentare piemontese. Per scaricare il testo degli articoli occorre collegarsi al link indicato oppure al link che compare come collegamento ipertestuale. Dal link è possibile scaricare la prima pagina e gli articoli di primo piano dei numeri. Vi segnaliamo : AGRISOLE N. 17 del 29 aprile 2011: pag. 2 Nel 2012 austerità ma non per tutti il bilancio Ue cresce di quasi il 5% - Zaia: sui nitrati non può pagare solo l agricoltura; pag. 3 Romano: recupererò i fondi Fas ; pag. 4 La Ue salva i fondi dell articolo 68 ; pag. 11 Ovini, un po d ossigeno nelle stalle; pag. 12 Fotovoltaico, rinvio per i nuovi aiuti ; pag SPECIALE ORTOFRUTTA. AGRISOLE N. 18 del 6 maggio 2011: pag. 2 L agricoltura paga il prezzo più alto degli accordi tra Europa e Mercosur - Grano, incubo siccità sui raccolti Ue ; pag. 3 Ciolos: il tetto agli aiuti è necessario ; pag. 4 Dalle Regioni arriva lo stop al decreto sul fotovoltaico ; pag. 5 Più turn over con le terre demaniali ; pag. 9 Un marchio per i fiori made in Italy ; pag. 10 Il pollo archivia un annata record ; pag SPECIALE FILIERA ZOOTECNICA. Dal link sono scaricabili i PDF del Sommario del n. 16 del 23 aprile 2011 e n. 17 del 30 aprile Vi segnaliamo: NUMERO aprile 2011 NUOVA PAC: Post 2013: chi perde, chi guadagna, pag 8 (scaricabile on-line); Suini, innovazione contro la crisi pag. 15 (scaricabile on-line); ORIGINE: C è pomodoro e pomodoro PAG. 16; AIUTI UE Ocm vino, investimenti al via PAG. 18; COMMISSIONE EUROPEA Ue: troppi preconcetti sugli ogm PAG. 20; CEREALI Grano Duro.net per decidere meglio PAG. 21; REGIONI Piemonte. Splafonatori latte, al processo la Regione non sarà parte civile PAG. 22. NUMER aprile 2011 FOTOVOLTAICO Con il nuovo conto energia sale la tensione fra le rinnovabili PAG. 8; PARLAMENTO UE Proteine vegetali, deficit da ridurre PAG. 12; OSSERVATORIO IN CAMPO Girasole, i conti possono tornare PAG. 15; FRUTTICOLTURA Kiwi, la batteriosi fa paura PAG. 16 (scaricabile on-line); MERCATO Così la Ue snobba la suinicoltura PAG. 17; RIFORMA PAC Art. 68, fondi non spesi alle assicurazioni PAG. 18; MERCATO Uva da tavola, voglia di apirene PAG. 20; AIUTI PAC La lista degli Stati cattivi pagatori PAG

5 AGRICOLTURA ITALIANA ON LINE La Commissione Ue interviene per colmare una lacuna giuridica in vista della pubblicazione dei beneficiari della PAC La Commissione è intervenuta a colmare una lacuna giuridica in vista della pubblicazione dei beneficiari della PAC il 30 aprile. In occasione della riunione del Comitato di gestione dei Fondi Agricoli, gli Stati Membri hanno dato il via libera ad un progetto di regolamento finalizzato a rivedere le attuali norme in materia di pubblicazione dei beneficiari della PAC, limitando il campo di applicazione alle persone giuridiche (intese come aziende e società di persone, e non come singoli individui). Questa disposizione provvisoria riempie il vuoto legislativo in vista dell'adozione di nuove regole, che risultano essere in linea con la sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia nel novembre scorso. La Corte di Giustizia ha infatti considerato l'obbligo di pubblicare i dati personali dei singoli agricoltori che beneficiano dei fondi della PAC una misura sproporzionata. Il regolamento rivisto sarà pubblicato probabilmente entro il 28 aprile, in modo da avere una base giuridica per la divulgazione dei dati della PAC. Quattro Stati Membri si sono astenuti (Francia, Ungheria, Austria e Regno Unito), mentre il DEFRA ha sottolineato che il governo britannico si è impegnato ad un uso pienamente trasparente dei fondi pubblici, soprattutto riguardo a qualsiasi soggetto abbia ricevuto i pagamenti della PAC. Romano: Vercelli capitale europea del riso Siamo di fronte ad una straordinaria realtà anche nei numeri: 74 mila ettari di terreno coltivato a riso. Sono a conoscenza dell esigenza di opere infrastrutturali e in tal senso occorre, insieme a tutti gli attori istituzionali coinvolti, trovare le risorse necessarie per un efficace ed efficiente messa in opera. Così il Ministro delle Politiche agricole, in visita a Vercelli, è intervenuto in un incontro con alcuni degli attori più importanti della locale filiera risicola. "Sono sempre stato convinto del fatto che la comprensione e la soluzione dei problemi passino dalla conoscenza del territorio, e questo territorio racchiude in sé la vera cultura del riso Italiano. Siamo nella capitale europea del Riso, il cuore di un comparto che è una voce importante del nostro settore primario; e l'italia, anche nella risicoltura, primeggia nel mondo per la sua qualità." Così il Ministro delle Politiche agricole alimentarie forestali in visita a Vercelli è intervenuto in un incontro con alcuni degli attori più importanti della locale filiera risicola presso la Camera di commercio. Siamo di fronte ad una straordinaria realtà anche nei numeri: 74 mila ettari di terreno coltivato a riso. Sono a conoscenza dell esigenza di opere infrastrutturali e in tal senso occorre, insieme a tutti gli attori istituzionali coinvolti, trovare le risorse necessarie per un efficace ed efficiente messa in opera. "Mi rendo conto di quanto sia importante per questi territori l approvvigionamento idrico. Senza il quale, ha concluso Romano, non sarebbe possibile l eccellente produzione di cui con la loro maestria i produttori locali sono capaci. Romano: forte alleanza tra produttori, organizzazioni di settore e consumatori La ricchezza e la qualità dei nostri prodotti sono valori da presidiare e in tal senso il ministero delle Politiche agricole si muoverà all'insegna della tutela della nostra produzione e del nostro mercato. Questo uno dei passaggi dell'intervento che il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, ha tenuto il 30 aprile, a Pescara. La difesa del made in Italy, anche e soprattutto in agricoltura, non può che passare da un alleanza forte e sinergica tra il mondo della produzione, le organizzazioni di settore e i consumatori. La promozione del nostro sistema agroalimentare, tra i primi al mondo, non può quindi prescindere dalla valorizzazione di quegli aspetti che riguardano la nostra identità culturale e le nostre tradizioni. La ricchezza e la qualità dei nostri prodotti sono valori da presidiare e in tal senso il ministero delle Politiche agricole si muoverà all'insegna della tutela della nostra produzione e del nostro mercato, che è cosa ben diversa dal protezionismo, dalla etichettatura dei nostri prodotti, dalla lotta alla contraffazione e dalla conseguente 5

6 sicurezza agroalimentare che è essenzialmente una battaglia per la nostra salute e per la difesa della qualità della nostra produzione. Questo uno dei passaggi dell'intervento che il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, ha tenuto il 30 aprile, a Pescara Romano: Italia, Francia e Spagna a Roma per tutelare la filiera ortofrutticola L incontro si colloca nel quadro di una collaborazione avviata da molti anni tra le Organizzazioni professionali dei tre Paesi, inizialmente rivolta alla risoluzione di questioni commerciali di specifici prodotti e poi allargata ad altri aspetti. Così il Ministro delle Politiche agricole commenta la riunione avvenuta a Roma, tra i Ministeri dell agricoltura di Italia, Francia e Spagna e le rispettive Organizzazioni agricole nazionali. Ritengo particolarmente positiva l iniziativa che ha visto i tre maggiori Paesi ortofrutticoli europei confrontarsi sulle principali tematiche del settore, in un momento peraltro di intenso dibattito a Bruxelles sulle proposte di riforma della Pac. Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, commenta la riunione avvenuta a Roma, presso il centro congressi di Palazzo Rospigliosi, tra i Ministeri dell agricoltura di Italia, Francia e Spagna e le rispettive Organizzazioni agricole nazionali. Individuare punti di convergenza tra Italia, Francia e Spagna, ha continuato il Ministro, significa avere maggiori possibilità di successo nella trattativa comunitaria, a tutela delle tipiche produzioni ortofrutticole dell Europa meridionale. L incontro si colloca nel quadro di una collaborazione avviata da molti anni tra le Organizzazioni professionali dei tre Paesi, inizialmente rivolta alla risoluzione di questioni commerciali di specifici prodotti e poi allargata ad altri aspetti, quali ad esempio le problematiche fitosanitarie, l applicazione delle misure per la prevenzione e gestione delle crisi e l innovazione tecnologica. I risultati degli incontri tra le Organizzazioni professionali sono annualmente esaminati con i tre ministeri dell Agricoltura in una riunione plenaria ad alto livello che, per la prima volta, è stata organizzata in Italia. L incontro è stato co-presieduto dal capo dipartimento Mario Catania e dai direttori generali dei Ministeri francese e spagnolo, Eric Allain e Margarita Arboix. Ue, pubblicata modifica disciplinare per l olio Dauno Dop Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ha commentato la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell Unione europea serie C 129 del 30 aprile della domanda di modifica al disciplinare di produzione della Denominazione di origine protetta Dauno. Continua il percorso intrapreso dalla nostra agricoltura sulla strada della qualità, della trasparenza e della sicurezza alimentare. Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Saverio Romano ha commentato la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell Unione europea serie C 129 del 30 aprile della domanda di modifica al disciplinare di produzione della Denominazione di origine protetta Dauno. Da questo momento la procedura comunitaria prevede sei mesi di tempo per permettere agli altri Stati membri di presentare eventuali domande di opposizione. Trascorso questo periodo l olio extra vergine di oliva Dauno sarà iscritto nel registro ufficiale europeo delle Dop e Igp. La denominazione di origine protetta Dauno deve essere accompagnata obbligatoriamente da una delle seguenti menzioni geografiche: Alto tavoliere, Basso tavoliere, Gargano, Sub-appennino. L olio extra vergine di oliva Dauno, si presenta con un colore dal verde al giallo, un odore fruttato, un sapore fruttato, con eventuale leggera sensazione di piccante e amaro. Le modifiche apportate riguardano la prova dell origine, il metodo di ottenimento, l etichettatura e le condizioni nazionali (sono stati eliminati gli adempimenti previsti dalla Legge 15 febbraio 1992 n.169, Disciplina per il riconoscimento della denominazione di origine controllata degli oli di oliva vergini ed extravergini, e dal Decreto ministeriale n.573/93). Romano: l agricoltura resta e deve restare centrale per le politiche europee Riportiamo l'intervento integrale del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per le giornate di studio popolari europei a Palermo. L agricoltura ha rappresentato, fin dai tempi dei negoziati del trattato di Roma, uno degli obiettivi prioritari delle istanze politiche dell Europa. In quel periodo era ancora vivo il ricordo dell arretratezza delle coltivazioni e dei problemi di sicurezza alimentare che si erano venuti a creare nell immediato dopoguerra: il problema era quello di assicurare cibo a sufficienza per tutti. Oggi, fortunatamente, non è questa la nostra priorità, ma l agricoltura resta e deve restare centrale per le politiche europee. I leader che concepirono e crearono l Europa unita appartenevano al movimento popolare, a quello che oggi definiamo il popolarismo europeo. Penso a De Gasperi, Schuman e Adenauer: senza il loro coraggio - e ce ne voleva dato il contesto temporale e geopolitico -oggi non saremmo qui ad affrontare queste tematiche. 6

7 Uno dei rilievi che con maggiore frequenza è stato mosso nei confronti della fase di concepimento dell Europa unita è quello di una presunta mancanza di ambizione e di lungimiranza. Si imputa ai padri fondatori di avere avviato questo processo affrontando questioni troppo concrete, come il carbone, l acciaio e l agricoltura, mettendo da parte i grandi principi o la struttura delle istituzioni politiche. Io credo invece che proprio in questa scelta risieda la genialità e la grandezza di quegli uomini che riuscirono a capire che proprio partendo da questi elementi concreti ci si sarebbe potuti avvicinare all unità politica ed economica dell Europa. Già con il Trattato di Roma si definirono gli obiettivi generali di politica agraria e questo dimostra, in modo chiaro e indiscutibile, che l agricoltura è uno degli elementi fondanti dell Unione. Per questo credo che il dibattito che ci avviamo a sviluppare sia di un importanza che travalica il tema in sé. Alla base dell Europa c è un idea di agricoltura che trova la sua concretizzazione nella Politica Agricola Comune, pur con le inevitabili evoluzioni dovute ai tempi. Oggi l intero comparto agricolo si trova ad affrontare una sfida determinante per il futuro: proprio la riforma della Politica agricola comune. Un processo che coinvolge oltre 18 milioni di persone in tutta l Unione europea e riguarda poco meno del 50 per cento della superficie totale della Ue. Il settore mostra, non da oggi, elementi di debolezza: sempre più compresso dai paesi emergenti, dalla grande distribuzione, dall'allargamento dei Paesi dell'unione, dalle tensioni legate alla volatilità dei prezzi e dei mercati. Sono aumentate le ragioni, nazionali, comunitarie e internazionali, che debbono spingerci a tutelare gli agricoltori italiani e le aziende agricole in modo particolare. L aspetto principale del dibattito, e di conseguenza del negoziato, sulla riforma è quello relativo alla definizione del budget complessivo. Il nostro obiettivo, per quanto difficile da raggiungere, è quello di garantire il mantenimento dell ammontare globale della spesa. Nell analizzare la questione non si può non prendere in considerazione il quadro economico-finanziario globale che impone una riflessione di prospettiva sugli equilibri di bilancio dell Unione. Questo però non può farci dimenticare la necessità di garantire al comparto agricolo un adeguato sostegno che gli permetta di conservare e, dove possibile, migliorare la propria competitività a livello globale. Un secondo punto sul quale inevitabilmente si concentrerà il confronto tra i Paesi membri è il sistema di ripartizione delle risorse finanziarie tra Stati membri. È ovvio che sia necessario tenere conto delle pretese dei nuovi entrati nell'unione, ma deve essere altrettanto chiaro che sia indispensabile mantenere una adeguata distribuzione a paesi che, come il nostro, al di là della superficie coltivata, basano le loro politiche sulla tradizione, sulla qualità, sulla pienezza di tutela, sulla occupazione e sul rispetto delle regole che la caratterizzano. Sarà fondamentale, a mio avviso, porre la giusta attenzione ai parametri della produzione lorda vendibile, ovvero al valore aggiunto, sui quali basare la corresponsione delle quote di finanziamento. Sono convinto che, in un contesto in cui le risorse disponibili non aumentano, mentre aumenta il numero di coloro che ne sono i destinatari, solo questi parametri possono consentire di mantenere e anche incrementare le nostre produzioni. Non si può però ridurre la Politica agricola comune ad una questione meramente economico-finanziaria. Intendiamoci, i numeri sono importanti, ma alla base dell agricoltura europea ci deve essere una visione onnicomprensiva dell uomo, come cittadino, come agricoltore e come consumatore. Per questo, come ho avuto recentemente l onore di spiegare al Parlamento italiano illustrando le mie linee programmatiche, ci tengo a porre in evidenza due degli aspetti che ritengo fondamentali per il futuro del comparto agroalimentare europeo: qualità e sicurezza. Quello della qualità è un tema del quale non mi stancherò mai di sottolineare l importanza: è una caratteristica peculiare della produzione agricola italiana ed europea ed è uno degli strumenti in grado di garantirci la massima competitività a livello internazionale. È un aspetto sul quale dobbiamo continuare a puntare, coscienti che si tratta di un investimento che darà i suoi frutti. Proprio questo tratto distintivo dell agricoltura europea deve essere tutelato e difeso con forza da ogni tipo di frode o contraffazione e per questo, oltre alla massima vigilanza da parte degli organi preposti ai controlli, serve uno strumento chiaro e di immediata comprensione per tutti. Alcuni passi in questo senso sono già stati fatti nell ambito dell elaborazione del Pacchetto qualità : ritengo indispensabile proseguire su questa strada. Abbiamo una grande responsabilità nei confronti di quegli statisti che diedero vita all idea di Unione europea. Non è facile. Viviamo in un epoca di grandi tensioni sociali ed economiche e per questo riteniamo che il popolarismo europeo, di cui ci sentiamo eredi, sia un riferimento culturale e politico imprescindibile. Confai: ridurre le emissioni di carbonio su un milione di ettari La prima fonte di energia rinnovabile è il risparmio. E nel prossimo quinquennio un contributo significativo del settore primario verso un economia a bassa emissione di carbonio potrebbe venire dalla cosiddetta agricoltura conservativa. Questa è la nuova sfida per l ambiente lanciata da Confai, la Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani, che con i tecnici del proprio Osservatorio economico sta mettendo a punto un grande progetto agronomico pensato per una superficie complessiva di circa un milione di ettari. 7

8 L agricoltura conservativa o agricoltura blu, spiega Leonardo Bolis, presidente di Confai, rappresenta un insieme di tecniche di lavorazione dei terreni a minimo impatto ambientale: la principale è quella della semina diretta o coltivazione su sodo, consistente nel seminare direttamente su terreni non lavorati o sottoposti a lavorazioni minime e capaci di salvaguardare al massimo l integrità e l assetto naturale del suolo. In altre parole, si evita di sottoporre i terreni a pesanti arature spargendo semplicemente le sementi in superficie. Se applicata correttamente, questa tecnica non determina cali di produzione rispetto alle modalità di coltivazione più aggressive: al contrario, si possono registrare a volte produzioni addirittura superiori alla media. In alcuni casi il risparmio di carburante agricolo può superare anche la soglia del 60% con evidenti benefici sul versante dei costi, ma anche in termini di riduzione dell inquinamento. Il minor consumo di carburante sulle sole operazioni di aratura, precisa Bolis, comporterebbe una riduzione secca delle emissioni annue di CO2 pari a circa tonnellate su una superficie di un milione di ettari coltivati a cereali. Confai stima infatti che ameno un milione di ettari di superficie agricola in Italia potrebbero essere immediatamente convertiti a questo tipo di agricoltura low impact senza bisogno di interventi strutturali sugli assetti dei suoli. Certamente la coltivazione su sodo, per essere praticata, richiede l applicazione di alcuni accorgimenti agronomici e tecnici, spiega Bolis, ma le principali imprese contoterziste sono ben preparate da questo punto di vista e offrono volentieri queste modalità di coltivazione agli agricoltori che le richiedono. Ciò dimostra la maturità delle imprese agromeccaniche, sempre votate alla ricerca della massima efficienza e modernità persino a costo di riduzioni nei fatturati. La categoria degli imprenditori agromeccanici sente infatti sempre di più la responsabilità del proprio ruolo nel processo di modernizzazione del settore. L agricoltura italiana è un settore sempre più in outsourcing, conclude Bolis, dove per esigenze di razionalizzazione del lavoro e dei costi di produzione molti agricoltori, anziché acquistare onerose attrezzature, preferiscono semplicemente rivolgersi a operatori terzi dotati delle più moderne macchine agricole. Per questo vogliamo essere in prima linea anche nell impegno a favore dell ambiente e di un agricoltura rispettosa degli ecosistemi naturali e della biodiversità. Fao, prezzi alimentari stabili Tuttavia, mentre l'indice Fao dei prezzi alimentari nel mese di aprile ha rilevato una media di 232 punti, poco è cambiato rispetto a marzo, ancora un 36 % più alto rispetto all'aprile 2010 e solo il due % in meno rispetto al picco raggiunto nel febbraio I prezzi alimentari sono rimasti quasi invariati nel mese di aprile, dopo il calo di marzo seguito ad otto mesi consecutivi di aumenti, ha reso noto l Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, Fao. Tuttavia, mentre l'indice Fao dei prezzi alimentari nel mese di aprile ha rilevato una media di 232 punti, poco è cambiato rispetto a marzo, ancora un 36 % più alto rispetto all'aprile 2010 e solo il due % in meno rispetto al picco raggiunto nel febbraio Il calo del prezzo dello zucchero e di quello del riso hanno contribuito a stabilizzare l'indice, ma i prezzi internazionali di quasi tutte le altre derrate sono rimasti stabili. "Il calo del dollaro e l'incremento del prezzo del petrolio stanno contribuendo a mantenere alti i prezzi delle derrate, in particolare dei cereali", dice David Hallam, direttore della Divisione Fao commercio e mercati. "Con una domanda che continua ad essere sostenuta, le prospettive di un ritorno a prezzi più normali dipenderà principalmente da quanto la produzione aumenterà nel 2011 e in che misura nella prossima stagione verranno ricostituite le scorte cerealicole". I pochi cambiamenti dell'indice sono da attribuire al fatto che nonostante i prezzi internazionali dei cereali siano saliti bruscamente in aprile, l'aumento è stato più che controbilanciato dal calo dei prezzi caseari, di quelli dello zucchero e del riso mentre quelli degli oli e della carne sono rimasti per lo più immutati. L'Indice Fao dei prezzi cerealicoli ha registrato una media di 265 punti, un aumento del 5,5 % rispetto a marzo e del 71 % rispetto all'aprile Il mais è salito dell'11 % ed il grano del quattro % ad aprile 2011 in conseguenza di clima avverso e ritardi nelle semine. Ma grandi forniture per l'esportazione hanno tenuto i prezzi del riso sotto una pressione al ribasso. L'Indice Fao dei prezzi di grassi ed oli, che era calato del 7 % in marzo, è rimasto quasi invariato nel mese di aprile. L'Indice Fao dei prezzi dello zucchero ha registrato una media di quasi 348 punti, un calo del 7 % rispetto a marzo e del 17 % rispetto al record raggiunto in gennaio. L'Indice Fao dei prezzi latteo-caseari ha rilevato una media di 229 punti, 2,4 % in meno rispetto a marzo. Il buon inizio della stagione nell'emisfero settentrionale ha evitato un rialzo dei prezzi dopo sette mesi di continua crescita. 8

9 L'Indice Fao dei prezzi della carne, sebbene ad un livello record, è rimasto stabile rispetto alla stima rivista di 172 punti in marzo. Le ultime indicazioni fanno pensare ad una ripresa della produzione cerealicola nel 2011 in risposta ai prezzi sostenuti, assumendo che vi siano condizioni meteorologiche normali. Si prevede che la produzione mondiale di grano aumenti del 3,5 % e quella del riso del tre %. Invece le scorte cerealicole mondiali per la stagione che si conclude nel 2011 si prevede caleranno al loro livello più basso dal 2008, principalmente a causa della riduzione delle scorte dei cereali secondari. Anche le scorte mondiali di grano caleranno, anche se il rapporto scorte/utilizzo rimarrà relativamente agevole, con le scorte di riso che si prevedono perfino in aumento. "Sebbene le prime previsioni per la produzione cerealicola del 2011 siano buone, saranno determinanti le condizioni climatiche ", ha detto Abdolreza Abbassian, esperto Fao del mercato del grano. " Le prospettive della produzione per il 2010 erano estremamente favorevoli un anno fa in questo stesso periodo, ma poi condizioni meteorologiche avverse tra luglio ed ottobre hanno cambiato drasticamente le previsioni". "Tra tutti i cereali, il mais è quello che desta maggiori preoccupazioni", fa notare Abbassian. "Quest'anno avremmo bisogno di una produzione sopra la media, se non addirittura record, negli Stati Uniti per far si che la situazione del mais migliori. Ma sinora le semine hanno subito notevoli ritardi a causa del freddo e della pioggia". Olio d oliva extravergine in rialzo, mercato debole per vergine e sansa Sono i dati della Borsa merci telematica italiana. Il confronto con le quotazioni registrate nello stesso periodo del 2010 mostra una netta ripresa del mercato dell extravergine che, rispetto al mese di marzo 2010, fa registrare un incremento del 15,7%. La crescita delle quotazioni all ingrosso dell olio di oliva extravergine, iniziata in corrispondenza dell avvio della nuova campagna olivicola, è proseguita per tutto il primo trimestre 2011 facendo registrare variazioni congiunturali positive sulle principali piazze nazionali (comprese tra il +1,6% nel mese di marzo 2011 ed il +2,2% nel mese di gennaio 2011), informa la Borsa merci telematica italiana. Il confronto con le quotazioni registrate nello stesso periodo del 2010 mostra una netta ripresa del mercato dell extravergine che, rispetto al mese di marzo 2010, fa registrare un incremento del 15,7%. Diverso l andamento delle altre varietà di oli. Le quotazioni del vergine che hanno fatto registrare un andamento al ribasso nei mesi di gennaio (-1,1%) e febbraio (-3,1%). Rispetto a 12 mesi fa il calo del prezzo degli oli vergine su base tendenziale è del 12,3%. Ribassi anche per le quotazioni dell olio di sansa di oliva che nell arco del trimestre fanno registrare un calo di circa il 6%. Tali ribassi (concentrati nel mese di febbraio e marzo 2011) hanno riportato le quotazioni dell olio di sansa sugli stessi livelli di 12 mesi fa (+0,4% rispetto a marzo 2010). La crescita del biologico Dalle rilevazioni dell' Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare risulta che nei mesi di gennaio e febbraio 2011 gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati nella grande distribuzione sono aumentati del 13% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. I dati provenienti dal Panel famiglie Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) per il primo bimestre 2011 confermano una crescita di consumi di prodotti biologici che dura ininterrottamente da 9 anni. Dalle rilevazioni risulta che nei mesi di gennaio e febbraio 2011 gli acquisti domestici di prodotti biologici confezionati nella grande distribuzione sono aumentati del 13% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente. Super e ipermercati (nei quali le vendite di prodotto biologico valgono circa 500 milioni) non costituiscono tuttavia il principale canale distributivo, né quello con la crescita maggiore. I punti vendita specializzati (oltre negozi e supermarket biologici in tutta Italia, oltre agricoltori con vendita diretta, alcune centinaia di mercatini, oltre 300 ristoranti, ecc.), infatti, non solo registrano un volume di vendite più elevato, ma un tasso di crescita addirittura superiore. Un comparto che da 9 anni fa registrare una crescita sempre più evidente, commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio. Nonostante la crisi, il consumo di prodotti biologici sembra inarrestabile: già nel 2010 le vendite di prodotti biologici nella grande distribuzione erano aumentate dell 11,6%, mentre per il mercato alimentare nel suo complesso si era registrato un calo dell'1,6%. Anzi, in piena crisi economica globale, il tasso di crescita è aumentato, superando i pur ottimi risultati del 2009 (+ 6,9%) e del 2008 (+5,2%). Va inoltre sottolineato che nel canale specializzato, che presenta un offerta interamente 9

10 biologica che ormai supera i prodotti, dal 2008 l'incremento annuale è sempre stato ancora più brillante, tra il 15 e il 20%. È curioso inoltre tracciare il profilo del consumatore bio, che non rappresenta più una nicchia ristrettissima: più di sette italiani su dieci ormai acquistano almeno qualche prodotto biologico. Secondo le rilevazioni del progetto di ricerca InterBio, il 53,8% dei consumatori che frequenta i negozi specializzati ha un diploma di scuola media superiore (contro una media nazionale del 39.8%) e ben il 33.7% ha una laurea (contro il 12.8% della media nazionale). Più di un terzo (il 35.6%) ha tra i 36 e i 45 anni, più di un quarto (27.3%) ha tra i 46 e i 55 anni. I nuclei familiari che acquistano biologico hanno prevalentemente 4 o più componenti (41.7%, contro una media nazionale del 19%) o tre (27.7%): è quindi significativa la quota di famiglie con figli. I nuclei di 2 componenti sono il 23%, i single soltanto l'8% (contro il 24.9 di media nazionale). Acquista soltanto (o quasi) prodotti biologici il 31.3%, mentre ne acquista "molti" il 49.1% Romano: accordo raggiunto su direttiva nitrati Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali commenta l accordo raggiunto, il 5 maggio, in Conferenza Stato-Regioni tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero dell ambiente e le Regioni interessate alla richiesta di deroga (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) riguardante l attuazione della Direttiva europea sui nitrati. Esprimo viva soddisfazione per l accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni sull'aggiornamento delle zone vulnerabili da nitrati e alla definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi. Troppo frettolosamente, in passato, si era addossata al settore agricolo la maggiore responsabilità dell inquinamento da nitrati. Da oggi con l impegno decisivo del Ministero delle politiche agricole, del Ministero dell Ambiente e delle Regioni si potrà lavorare con maggiore equilibrio sul tema. L accordo, infatti, si inquadra nelle iniziative svolte a favore degli agricoltori da parte del mio Ministero per consentire un attuazione della direttiva nitrati che possa salvaguardare la competitività delle aziende, in particolar modo quelle zootecniche dell area padana, e al contempo assicurare la protezione delle risorse ambientali. Entro il 31 dicembre 2011, provvederemo ad un ulteriore studio sui nitrati, comprensivo di valutazioni di impatto sulle attività agricole, oltre a misure di sostegno per le aziende, ad un aggiornamento normativo e alla rettifica delle procedure amministrative di controllo. Così il ministro Saverio Romano sull accordo raggiunto, il 5 maggio, in Conferenza Stato-Regioni tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero dell mmbiente e le Regioni interessate alla richiesta di deroga (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) riguardante l attuazione della Direttiva europea sui nitrati. Copagri: soddisfazione per direttiva nitrati Copagri esprime ''soddisfazione'' per l'accordo raggiunto in sede di Conferenza Stato-Regioni per predisposizione entro l'anno di uno studio finalizzato all'aggiornamento delle zone vulnerabili da nitrati e alla definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi. Le Istituzioni, si legge in una nota di Copagri, ''hanno svolto un lavoro fondamentale, dando una risposta a lungo attesa dalle aziende delle regioni del nord maggiormente interessate ed e' giusto riconoscere al ministro delle Politiche Agricole, Saverio Romano, di avere profuso un impegno determinante per il perseguimento dell'obiettivo''. Come giustamente sottolineato dagli assessori regionali all'agricoltura di Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, ''pur essendo necessaria un'attenta e costante valutazione dell'inquinamento da nitrati delle falde acquifere, non e' corretto caricare esclusivamente le aziende agricole di ogni responsabilita'''. 10

11 COLDIRETTI Vanti salutistici dei prodotti, ecco quali si possono inserire 26/04/2011 L Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha pubblicato ben 442 vanti nutrizionali o salutistici, tra cui alcuni di estremo interesse per l agricoltura italiana. Si tratta di una vittoria per l Italia, che aveva aspettato anni per vedersi riconoscere alcuni vanti nutrizionali e salutistici su alimenti alla base della dieta mediterranea cui finora non era stato formalmente possibile vantare le proprietà benefiche delle nostre eccellenze produttive. Ma è anche un successo per gli alimenti e per i consumatori, che da tempo utilizzavano certi cibi nella consapevolezza di un loro valore positivo sulla salute, anche su consiglio di medici di famiglia o di altre fonti accreditate. Tra gli alimenti interessati alla pronuncia dell Efsa, l olio extravergine di oliva che potrà vantare gli effetti antiossidanti dei polifenoli contenuti. I polifenoli potranno fungere poi da indicatore anche di migliori caratteristiche produttive e di trasformazione dell olio, contro l attuale opacità informativa dell extravergine omologato a scaffale (spesso venduto a prezzi inferiori ai 3 euro) dopo essere stato deodorato. Questa possibilità, insieme ai valori più bassi di alchil-esteri nell olio extravergine italiano, si configura come una vera e propria arma a tutela dei produttori dell agroalimentare italiano di qualità. Ma diverse sono ora le possibilità di commercializzare i prodotti agroalimentari con vanti e indicazioni generiche di salute, come previsto dall art del Reg. 1924/2006 CE. Le noci potranno vantare la presenza di grassi polinsaturi omega 3, riconosciuti nella loro capacità di controllare il colesterolo LDL (quello cattivo ) e di mantenere così il buon funzionamento dei vasi sanguigni. Ci sono anche i 5 vanti sulla vitamina C con le relative promesse in termini di salute (arance, agrumi, kiwi, frutta e verdura con almeno il 15% della Dose Giornaliera Raccomandata di Vitamina C per porzione); alla promozione del ruolo di grassi monoinsaturi e polinsaturi; alle proprietà ormai riconosciute di anti-age della vitamina E, nonché dei suoi effetti antiossidanti. Complessivamente un buon bottino per l agricoltura italiana che intende affacciarsi alla vendita diretta. I vanti appena approvati da Efsa sono definiti generici in quanto utilizzabili (a norma dell articolo 13.1 e del regolamento 1924/2006 CE) da tutti gli operatori agroalimentari, in quanto non promettono scopi terapeutici ma piuttosto il mantenimento di fisiologiche funzioni del corpo umano (e anche psicologico/comportamentali) e più in genere il mantenimento della salute, includendo il controllo del peso e il dimagrimento. Pertanto non riguardano vanti indirizzati allo sviluppo dei bambini o alla riduzione di rischi di malattie. 11

12 La normativa italiana Positivi i contatti con il Ministero della Salute, incaricato della ricezione dei vanti nutrizionali e della rispettiva utilizzabilità da parte dei soci Coldiretti. L Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato vigila affinché i vanti nutrizionali e salutistici siano inseriti in comunicati complessivi (pubblicitari o multimediali) che non risultino in una contestualizzazione del messaggio falsa, ambigua o ingannevole, magari enfatizzando particolari aspetti di malattia, o esagerando l effetto fisiologico dei nutrienti. In particolare sarebbe incriminato l uso di immagini e testi accessori a complemento dei vanti, tali da dare uno spin comunicativo poco aderente al reale significato per la salute dei vanti approvati. Ma non i vanti nutrizionali in quanto tali, che possono essere utilizzati purché rispettosi del contesto comunicativo più generale. Non bisogna quindi esagerare e soprattutto andare oltre la definizione ammessa scientificamente dall Agenzia europea. In ogni caso, conviene rimanere fedeli ai vanti come menzionati nella tabella riportata, con il parere testualmente riportato, senza possibilità di alcun fraintendimento. L elenco degli esclusi Sebbene spesso la pubblicità alimentare si sia circondata di messaggi positivi per la salute di alcuni alimenti o sostanze, bisogna altrettanto chiaramente ricordare che l Efsa ha dato parere negativo su: Licopene. Non potrà vantare proprietà protettive del Dna, antiossidanti e di protezione dagli ultravioletti; nonostante lo stesso progetto europeo Lycocard avesse dimostrato alcuni risultati positivi circa il carotenide. Mandorle. Già negli Usa sono commercializzabili con un vanto circa la salute cardiovascolare, ma non potranno vantare proprietà di mantenimento del normale livello di colesterolo a parte quelle riconducibili agli acidi grassi presenti. Quercetina. Non potrà vantare effetti protettivi sul Dna sui grassi dal danno ossidativo. Betacarotene. Contenuto in tutta una serie di frutti e verdure, non ha dimostrato sufficienti evidenze per la protezione del Dna e delle proteine e dei lipidi dal danno ossidativo. Non potrà nemmeno vantare proprietà di protezione della pelle dai raggi ultravioletti. Flavonoidi della mela. Non contribuiscono alla salute vascolare. Olio di mais. Non potrà recare indicazioni circa il mantenimento di normali concentrazioni di colesterolo nel sangue oltre a quelle che ci si aspetterebbe dalla normale composizione dei grassi dell olio. Luteina. Carotenide presente in ortaggi, non proteggerebbe il Dna, le proteine ed i lipidi dal danno ossidativo, non proteggerebbe la pelle dai raggi Uv. Viene riconfermata la bocciatura del vanto sul mantenimento della normale capacità visiva. Un mix con la zeaxantina parimenti non avrebbe effetti benefici. Epigallocatechin-gallato. Non contribuisce al mantenimento di un normale peso corporeo. È una catechina del tè verde, la più famosa. Acidi grassi EPA e DHA (entrambi della famiglia degli omega 3). Non migliorano il tono dell umore. L Efsa promuoverà 3 ulteriori consultazioni pubbliche su vanti salutistici circa: ossa, giunture e salute orale; danno ossidativo e salute cardiovascolare; sazietà, controllo del peso e concentrazioni di glucosio nel sangue. Alimento Principio attivo Contenuto necessario per effettuare il vanto Vanto salutistico APPROVATO dall EFSA Frutta e verdura in genere Vitamina C (almeno 15% di 60 mg, pari a 9 mg) 12

13 " l'alimento X è una fonte di vitamina C, che riduce la stanchezza e senso di affaticamento in condizioni di carenza di micronutrienti" "l'alimento X è una fonte di vitamina C, che svolge un'attività immunostimolante" "l'alimento X è una fonte di vitamina C, che contribuisce al rafforzamento del corpo e della salute fisica" "l'alimento X è una fonte di vitamina C, che contribuisce alle normali funzioni psicologiche "L'alimento X è una fonte di vitamina C, protegge il DNA, le proteine ed i lipidi dal danno ossidativo" Frutta secca e oli vegetali Vitamina E (almeno 15% di 20 mg, pari a 3 mg) "L'alimento X è una fonte di vitamina E, che può avere un effetto anti-invecchiamento" "L'alimento X è una fonte di vitamina E, che protegge le cellule del corpo dal danno ossidativo Olio Extravergine di Oliva Vitamina E (almeno 15% di 20 mg, pari a 3 mg) "L'olio extravergine di oliva è un alimento ricco di vitamina E, che protegge le cellule del corpo dal danno ossidativo" Grassi monoinsaturi e polinsaturi "La sostituzione di grassi saturi con grassi monoinsaturi e polinsaturi contenuti nell'olio extravergine di oliva può aiutare a mantenere i normali livelli di colesterolo LDL nel sangue" Polifenoli dell'olio di oliva 5 mg di idrossitirosolo al giorno (consumabili entro una dieta bilanciata) "I polifenoli dell'olio di oliva possono evitare lo stress ossidativo, hanno effetti antiossidanti, migliorano il metabolismo dei grassi, proteggono la frazione LDL dal danno ossidativo. Noci dose consigliata 30 gr/die "Possono migliorare il funzionamento dei vasi sanguigni" Dal Cipe cento milioni di fondi per il settore agricolo 26/04/2011 È stata pubblicata la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) che ripartisce i 100 milioni del fondo infrastrutture, assegnati con la Legge finanziaria Ecco i settori interessati e l ammontare dei finanziamenti: 64 milioni di euro per la produzione bieticolasaccarifera; 15 milioni di euro per la pesca marittima; 7 milioni di euro per i piani nazionali di settore; 4 milioni di euro per gli interventi strutturali urgenti nel settore ovi-caprino; 4 milioni di euro per il Piano biologico nazionale; 5 milioni di euro per lo sviluppo dei progetti informatici nazionali per il settore agricolo e della pesca; 1 milione di euro per la certificazione dei conti comunitari del Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr). Parmalat, i francesi di Lactalis hanno lanciato l'opa sul gruppo di Collecchio 26/04/2011 E tempo di Opa sulla Parmalat. Dopo la scalata avviata nelle scorse settimane, con il progressivo aumento delle quote di partecipazione fino al 29%, la Lactalis ha annunciato di aver lanciato un Offerta pubblica di acquisto sul gruppo di Collecchio. L offerta della multinazionale transalpina interessa dunque tutto il 13

14 restante 71% del capitale, per un valore di circa 3,4 miliardi di euro. Il prezzo per azione fissato a 2,6 euro, con un premio del 13% rispetto all ultima quotazione ufficiale. Unendosi a Parmalat il Gruppo Lactalis andrebbe a realizzare un giro d'affari pro forma di circa 14 miliardi di euro, diventando il primo gruppo mondiale nei prodotti lattiero-caseari. L azienda francese ha dichiarato in una nota la sua intenzione di sviluppare il piano industriale nel rispetto dell'italianità del gruppo, mantenendo la sede in Italia, salvaguardando gli asset produttivi, i dipendenti e la filiera italiana del latte, nell'interesse dell'economia del territorio. E prioritario un progetto industriale che valorizzi veramente il latte e gli allevamenti italiani e si impegni su un Made in Italy che oltre al marchio contenga materie prime nazionali, cosa che purtroppo non è avvenuta nel passato - è il commento del presidente della Coldiretti, Sergio Marini -. C è bisogno di mettere un po di Italia vera dentro i marchi del Made in Italy soprattutto se si chiamano Parmalat e fanno esplicito riferimento ad un territorio che esprime una realtà produttiva gastronomica famosa nel mondo. E la discriminante dell italianità parte dalla valorizzazione del latte italiano. Questo fino ad ora non è avvenuto in Parmalat, ma ci auguriamo che - continua Marini - dietro la sfida finanziaria per la sua conquista, ci sia veramente la volontà di valorizzare con il marchio il valore aggiunto del latte italiano, del vero Made in Italy e il lavoro necessario per realizzarlo. Il Gruppo Parmalat conta un patrimonio di 1.5 miliardi di euro e dipendenti distribuiti su 12 siti produttivi che fatturano 992 milioni di euro. In Italia raccoglie 5,5 milioni di quintali di latte su un totale di 109 milioni di quintali (pari al 5%) e con i suoi 4 marchi Parmalat, Santal, Chef ed Elena controlla il 34.8% del mercato del latte Uht (di cui è leader nazionale), il 25.6% del latte pastorizzato, il 5.7% degli yogurt e il 15% dei succhi di frutta. N Aprile 2011 PARMALAT: COLDIRETTI, + 42 % IMPORT LATTE E DERIVATI DALLA FRANCIA Si è verificato un aumento record del 42 per cento nel valore delle importazioni in Italia di latte e derivati dalla Francia che hanno raggiunto nel 2010 la cifra di 731 milioni di euro. E quanto emerge da una analisi della Coldiretti, divulgata in occasione dell annuncio da parte della francese Lactalis del lancio di un'opa su Parmalat, dalla quale emerge peraltro che le importazioni dalla Francia sono state in valore pari a piu del doppio delle esportazioni di latte e derivati Made in Italy nel paese d oltralpe ferma a 337 milioni di euro. Lo squilibrio è dovuto soprattutto - sottolinea la Coldiretti - all arrivo in Italia nel 2010 di ben 583 milioni di chili di latte e crema di latte in cisterne (per un valore di 284 milioni) destinate a essere trasformati e confezionati in prodotti venduti a marchio italiano. Una situazione che - sostiene la Coldiretti - dimostra l importanza che la scalata offra adeguate garanzie per l acquisto di latte dagli allevamenti italiani al giusto prezzo. E quindi prioritario - sostiene la Coldiretti - un progetto industriale che valorizzi veramente il latte e la zootecnia italiana e si impegni su un Made in Italy che dietro il marchio contenga veramente materie prime nazionali. Ma è anche determinante - conclude la Coldiretti - rendere pubblici i dati relativi alle ditte di destinazione delle importazioni di latte dall estero e rendere obbligatoria l indicazione in etichetta dell origine territoriale del latte a lunga conservazione e di quello impiegato per le produzioni casearie, come peraltro previsto dalla legge approvata all unanimità dal Parlamento all inizio dell anno. Vino, nove Paesi contro la liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti 26/04/

15 Il sistema dei diritti di impianto può contribuire ad assorbire le fluttuazioni di volume collegate alle condizioni del mercato e permette un equilibrio che garantisce un livello di reddito equo ai viticoltori, e questo garantisce uno sviluppo controllato della produzione e manutenzione della produzione del vino in aree a basso potenziale agricolo. E quanto affermano i Ministri dell'agricoltura di nove Paesi membri (Italia, Francia, Germania, Cipro, Lussemburgo, Ungheria, Austria, Romania e Portogallo) che,recentemente, hanno firmato una lettera congiunta, contro la liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti, prevista con la riforma dell'ocm vitivinicola, a partire dal Con la lettera, indirizzata alla Commissione europea, i Ministri ricordano che le misure adottate presentano importanti aspetti positivi: l'introduzione di una certa sussidiarietà attraverso dotazioni nazionali, il graduale spostamento degli aiuti dallo smaltimento delle eccedenze agli investimenti per la ristrutturazione e modernizzazione, la promozione sui mercati esteri, l espianto delle superfici non competitive. Tuttavia, considerando che la Commissione presenterà a breve una valutazione delle conseguenze di questa riforma, i Ministri desiderano segnalare la forte preoccupazione circa l'abolizione del regime dei diritti di impianto in Germania, Austria, Cipro, Francia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Romania e altre zone di produzione in Europa. Si sottolinea che gli svantaggi che deriverebbero da una rimozione di questo sistema, sarebbero chiaramente di gran lunga superiori ai benefici attesi. Questi timori sono basati su una serie di rischi. Innanzitutto, la sovrapproduzione, con conseguente abbassamento dei prezzi, in seguito ad un aumento troppo elevato dell offerta collegata agli impianti non controllati. Poi l abbandono delle aree coltivate a vigneto meno produttive, per il beneficio delle zone di pianura, sapendo che la viticoltura è spesso l'unica attività perseguibile su terreni agricoli con un basso potenziale. Si teme anche la riduzione del numero di aziende a conduzione familiare, con conseguente minor numero di posti di lavoro e a scapito delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni; ma anche l appropriazione indebita delle denominazioni di origine protetta, con l'istituzione di vigneti che producono vini senza indicazione geografica, anche all'interno del perimetro di una Dop e nelle sue immediate vicinanze. Preoccupano inoltre la svalutazione dei prodotti con l etichetta di qualità, dovuta alla maggior superficie a vigna nel perimetro e la standardizzazione graduale della produzione, e l eccessiva industrializzazione del settore europeo del vino - incompatibile con i suoi numerosi aspetti sociali, economici, ambientali, così come i suoi contributi agli aspetti paesaggistici e del turismo. In merito alla relazione sugli effetti della riforma, che la Commissione dovrà predisporre entro la fine del 2012, i Ministri invitano l Esecutivo comunitario a considerare tali preoccupazioni nel percorso comunitario che riesaminerà le misure applicabili al settore del vino prima dell'entrata in vigore della soppressione dei diritti di impianto. Infine, i nove Ministri, ricordano che i loro Paesi sono a favore della proroga, oltre il 2015, di un quadro di diritti di impianto per tutti i paesi dell'unione Europea e per tutte le categorie vini. N Aprile

16 PARMALAT: COLDIRETTI, GARANTIRE L ACQUISTO DI LATTE ITALIANO In Italia stranieri 3 litri di latte su 4 senza indicazione in etichetta Tre litri di latte a lunga conservazione sui quattro venduti in Italia con marchi del Made in Italy sono in realtà già stranieri senza indicazioni per il consumatore come pure il latte impiegato in quasi la metà delle mozzarelle sugli scaffali. E quanto emerge da una analisi della Coldiretti che, in occasione dell annuncio da parte di Lactalis del lancio di un'opa su Parmalat, sottolinea l importanza di garantire l acquisto di latte italiano che garantisce elevati standard di qualità. Complessivamente in Italia - rileva la Coldiretti - sono arrivati in un anno 9 miliardi di chili in equivalente latte (fra latte liquido, panna, cagliate, polveri, formaggi, yogurt e altro) utilizzati in latte a lunga conservazione, latticini e formaggi all insaputa dei consumatori italiani e a danno degli allevatori perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. L italianità - sostiene Coldiretti - va difesa a partire dalla garanzia di provenienza del prodotto che viene venduto dietro marchi italiani per difendere il lavoro dei 40mila allevamenti italiani dal rischio che vengano spacciati come Made in Italy prodotti importati dall estero e per questo occorre rendere pubblici i dati relativi alle ditte di destinazione delle importazioni di latte dall estero. Servono dunque un progetto industriale che si impegni su un Made in Italy che, oltre al marchio, acquisti materie prime nazionali, ma è anche determinante - conclude la Coldiretti - rendere obbligatoria l indicazione in etichetta dell origine territoriale del latte a lunga conservazione e di quello impiegato per le produzioni casearie, come peraltro previsto dalla legge approvata all unanimità dal Parlamento all inizio dell anno. Invasione di fiori stranieri, serve un marchio per il florovivaismo made in Italy 27/04/2011 Le importazioni di fiori e piante in Italia sono cresciute in valore del 18 per cento per un importo complessivo di 560 milioni di euro, mai raggiunto in passato. E lo scenario emerso dall incontro Una filiera florovivaistica tutta italiana, organizzato da Coldiretti all Euroflora, a Genova, con la partecipazione del Presidente Nazionale della Coldiretti Sergio Marini. L analisi presentata da Coldiretti sulla base di dati Istat relativi al 2010 evidenzia una vera e propria invasione di rose straniere recise che fanno registrare un aumento del 21 per cento per un valore record di 68 milioni di euro, ma anche di piante da fiore per appartamento che, con un balzo del 27 per cento, raggiungono i 71 milioni di euro. Per le rose si tratta di fiori che arrivano in Italia soprattutto attraverso triangolazioni dall Africa che fanno tappa in Olanda. L aumento della domanda di fiori e piante Made in Italy all estero dell 11 per cento per un importo di 656 milioni di euro ha però consentito di mantenere positiva la bilancia commerciale. A spingere l aumento record delle importazioni è stato sicuramente la mancata proroga dell agevolazione sul gasolio destinato al riscaldamento delle serre che rappresenta un insostenibile aumento dei costi in un settore che deve subire un forte pressing competitivo da paesi extracomunitari. Una situazione aggravata dalla mancanza di trasparenza sull origine dei fiori in vendita che consente di spacciare come Made in Italy quelli importati che rappresentano fino al 60 per cento dell'offerta nazionale. Sono così a rischio le produzioni florovivaistiche che hanno reso famosa l Italia nel mondo, tanto che molte aziende hanno già dovuto riconvertire le proprie produzioni, orientandosi verso coltivazioni con un minore fabbisogno termico, non essendo in grado di reggere gli aumenti dei costi di produzione determinati da gasolio e concimi. Nel corso dell incontro è stata presentata anche un indagine realizzata da Coldiretti/Swg sul futuro del fiore Made in Italy, dalla quale è emerso che un marchio di garanzia creato dai floricoltori italiani attrae ben l 85 per cento dei consumatori che attribuiscono alla produzione nazionale le caratteristiche di 16

17 freschezza, durata, buon rapporto qualità/prezzo e rispetto dell ambiente in misura nettamente superiore al prodotto importato. La superiorità del prodotto italiano si manifesta in tutte le principali occasioni di acquisto come il regalo di un mazzo di fiori, l allestimento di una addobbo floreale per un matrimonio, l acquisto di una pianta in vaso per la casa. Una grande potenzialità si evidenzia dalla vendita di fiori, piante, bulbi e sementi attraverso i mercati degli agricoltori che è approvata dall 84 per cento degli italiani anche perché garantisce l origine nazionale dei prodotti acquistati. 27/04/ N.23 IL GRUPPO DI LAVORO FRUTTICOLO DI COLDIRETTI PROPONE ALL ASSESSORE SACCHETTO LE STRATEGIE ECONOMICHE PIEMONTESI A Torino presso la sede della Coldiretti Regionale, il gruppo di lavoro frutticolo di Coldiretti Piemonte coordinato dal membro di Giunta Riccardo Chiabrando su delega del Presidente Paolo Rovellotti, si è incontrato con l assessore Regionale all Agricoltura Claudio Sacchetto. L incontro aveva l obiettivo di affrontare le diverse tematiche che insistono sul settore frutticolo piemontese che guarda ai ritardi nell emanazione dei decreti di attuazione della legge sull etichettatura con la ferma volontà di voler accelerare questo processo a tutela della produzione piemontese e della realizzazione di una filiera frutticola tutta italiana anche nei trasformati. Di qui la ricerca di partner industriali per la produzione di succhi di frutta e di frutta puree utilizzando mele, pere e pesche del Piemonte. Sottolinea Marco Girò, vice Direttore di Coldiretti Piemonte, che segue la progettualità di lavoro su indicazione del Direttore Bruno Rivarossa: dobbiamo evidenziare che l interesse delle industrie di trasformazione è molto elevato. Vi è la consapevolezza, da parte dei consumatori, della qualità intrinseca della produzione frutticola piemontese. L Assessore Sacchetto ha ricordato la volontà della Regione di accompagnare il virtuoso processo economico che il gruppo di lavoro ha presentato. Attualmente si è comunque fortemente impegnati per il contenimento dei danni della batteriosi sul kiwi. Le misure drastiche sin qui adottate consentono di contenere gli ingenti danni per mancata produzione relativamente alla campagna in corso. A questo proposito, Coldiretti Piemonte ha ribadito all assessore Regionale all agricoltura quanto contenuto nella lettera del 19 aprile a firma del Direttore Bruno Rivarossa. Dice Riccardo Chiabrando: abbiamo richiesto di esaminare e liquidare con tempestività gli aiuti relativi alle domande di sviluppo presentate dagli agricoltori colpiti dalla calamità, e sollecitato, anche attraverso la conferenza Stato-Regioni, la messa a disposizione di fondi nazionali ed europei per un azione congiunta con le regioni Lazio, Emilia Romagna e Veneto, colpite come il Piemonte dalla batteriosi. Conclude Bruno Rivarossa sono inoltre necessarie misure di aiuto economico per le imprese del settore vivaistico regionale, occorre sviluppare attività di ricerca affinché si velocizzi l iter burocratico relativo alla certificazione vivaistica del kiwi. Occorre inoltre attuare un coordinamento nazionale degli enti di ricerca per favorire la prevenzione della batteriosi e promuovere con il Ministero, come emerso in un recente incontro svoltosi a Bruxelles, un coinvolgimento degli stati europei quali Francia, Spagna, Portogallo per l individuazione di una strategia comunitaria per combattere la malattia. L assessore Sacchetto, nel concordare sulle richieste avanzate dal gruppo di lavoro di Coldiretti, ha ricordato che le liquidazioni saranno fatte entro il 2011 e che a livello italiano il coordinamento scientifico è stato affidato al CSO (Centro Servizio Ortofrutticoli) mentre per il Piemonte il riferimento è il CReSO. Inoltre la Regione sta portando avanti l iter burocratico per poter inserire il kiwi tra le piante certificate (passaporto verde). N Aprile 2011 GIAPPONE: COLDIRETTI, MEZZO MLD DI MADE IN ITALY ALIMENTARE A RISCHIO 17

18 Oltre mezzo miliardo di esportazioni di prodotti alimentari Made in Italy sono messi a rischio dalla crisi economica del Giappone che è diventato tra i piu importanti mercati di sbocco dei prodotti base della dieta mediterranea. E quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell annuncio dell effetto sisma-tsunami in Giappone sulla spesa delle famiglie e sulla crescita economica da parte della banca centrale nipponica. A rischio secondo la Coldiretti - ci sono le esportazioni agroalimentari nazionali che nel 2010 hanno fatto segnare un valore 536 milioni di euro, in aumento del 2 per cento rispetto all anno precedente. Il prodotto piu esportato in valore è - rileva la Coldiretti - il vino con oltre 102 milioni di euro, seguito dalla pasta per 82 milioni, dalle conserve di pomodoro con 70 milioni, dall olio di oliva con 69 milioni e dai formaggi con 41 milioni di euro. Si tratta principalmente dei prodotti di base della dieta mediterranea per i quali si registra un apprezzamento crescente da parte dei giapponesi nelle case e nei ristoranti dove - continua la Coldiretti - si sentono però gli effetti economici della catastrofe. Se i primi effetti sull Italia si sono avuti nel contenimento del numero di turisti dal Giappone durante le festività di Pasqua un ulteriore contraccolpo pesa sulle nostre esportazioni agroalimentari che conclude la Coldiretti - rappresentano una componente importante delle relazioni commerciali tra Italia e Giappone. Copa Cogeca, una filiera agroalimentare più equa per gli agricoltori 02/05/2011 Mentre in Europa continuano le attività del Forum di Alto Livello sulla filiera alimentare, il Copa Cogeca (il Comitato che riunisce gli agricoltori e le cooperative dell'ue) sta lavorando su due documenti che daranno utili input alla Commissione Europea e cercheranno di orientarla verso un maggiore supporto agli agricoltori. L attenzione va da un lato alle proposte positive da replicare (un codice di buone prassi) e dall altro alle pratiche commerciali inique - che falsano la concorrenza tra le imprese nelle loro relazioni business to business - da reprimere. La situazione nella filiera alimentare è da tempo all attenzione della Commissione e del Parlamento Europeo, che l anno scorso - con una proposta firmata da José Bové - ha sottolineato le difficoltà crescenti in cui si trova oggi la remunerazione del lavoro agricolo. La bozza - alla cui redazione Coldiretti aveva partecipato attivamente - è stata seguita da attività e studi della Commissione Ue, che ha istituito un Forum di Alto Livello, cui partecipano 45 rappresentanti della filiera alimentare incaricati di presentare proposte fattive alla Commissione. Per quanto riguarda il codice di buona prassi, il Copa Cogeca sta raccogliendo commenti (anche da Coldiretti) su quegli usi che possono avere un ruolo nel riequilibrare la filiera alimentare, presi da contesti in cui sembra abbiano dato risultati soddisfacenti. Il contributo verte sulla raccomandazione 15 del gruppo di Alto Livello, per assicurare l ottimale funzionamento dell intera filiera alimentare impattando sulle relazioni tra gli attori commerciali presenti nella filiera stessa. La raccomandazione chiede alla Commissione Europea, in collaborazione con gli Stati membri e con le parti economiche interessate, di sviluppare il codice di buone prassi, in modo da utilizzarlo in Europa. Sebbene lo strumento in quanto tale sia volontario, una volta adottato diviene obbligatorio per coloro che lo hanno supportato. E anche il riferimento morale che il codice può dare non sarebbe da sottovalutare. Nelle intenzioni del Copa Cogeca, il Codice di Buona Prassi Europeo dovrebbe avere un Comitato Interno di sorveglianza e, in caso di disputa tra coloro che lo sottoscrivono, si dovrebbe adire il Giudice di Pace. Il Copa Cogeca ha poi stilato una Lista non esaustiva di Pratiche Commerciali Inique, escluse da qualsiasi transazione commerciale, visto che l attuale legislazione europea sulla competizione rimane ancorata alla tutela dei consumatori finali più che alla salvaguardia di corrette pratiche commerciali tra attori della filiera. Sia l'alto Gruppo che la Commissione hanno formulato diverse proposte da trasformare in azioni vere e proprie. Il Forum dovrebbe garantire un controllo sulle propose avanzate, con una expertise ampliata dei partecipanti e una rappresentanza allargata a tutti gli attori che compongono la filiera. Il Copa Cogeca chiede quindi con forza alla Commissione di rendere vincolante la legislazione comunitaria esistente, con particolare attenzione a prevenire o punire situazioni e comportamenti abusivi così come 18

19 tutte le pratiche anti-concorrenziali nella filiera alimentare. Inoltre, fa pressione perché la Commissione sviluppi una Direttiva sulle Pratiche Commerciali Inique, estesa a tutta la filiera alimentare e sulle pratiche commerciali business to business. Sistri, pubblicato il testo unico e aggiornati i conguagli dei contributi agricoli 02/05/2011 Con il decreto del Ministero dell ambiente n.52/11 è stato approvato il Regolamento recante istituzione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Il documento (scaricabile, insieme ad alcune schede di sintesi, sul sito ha lo scopo di abrogare tutti i precedenti provvedimenti in materia di Sistri che, a partire dal decreto istitutivo del 2009, avevano disciplinato a più riprese, il sistema. Il regolamento, quindi, fatto salvo quanto previsto dalla normativa generale di riferimento contenuta nel codice ambientale e fatte salve alcune previsioni sui termini sopravvissute all abrogazione, rappresenta l unico riferimento normativo per la disciplina del Sistema di tracciabilità dei rifiuti. Il nuovo decreto non apporta, per quanto di interesse, modifiche sostanziali. In particolare, ferma restando l operatività del sistema di tracciabilità - avviato in modalità transitoria a partire dal 1 ottobre 2010 resta la data del 31 maggio 2011 come termine che disciplina il periodo di coesistenza tra le disposizioni in materia di Sistri ed i vecchi adempimenti (formulario di trasporto e registro di carico e scarico) in materia di rifiuti. Con specifico riferimento alla disciplina di esonero per le imprese agricole che producono modesti quantitativi di rifiuti pericolosi in modo occasionale e saltuario e che conferiscono gli stessi a circuiti organizzati di raccolta, la fattispecie è stata dettagliata, in sede di modifica del codice ambientale, nell articolo 39, del decreto legislativo n.205/2010 che prevede che, fino al 31 dicembre 2011, sono esonerati dall iscrizione al sistema di tracciabilità gli imprenditori agricoli che producono e trasportano ad una piattaforma di conferimento oppure conferiscono ad un circuito organizzato di raccolta i propri rifiuti pericolosi in modo occasionale e saltuario. Sono considerati saltuari ed occasionali i trasporti di rifiuti pericolosi effettuati per non più di quattro volte l anno per quantità non maggiore di 30Kg o 30 l/giorno e, comunque, i 100 Kg o 100l/anno o i conferimenti, anche in un unica soluzione, ad un circuito organizzato di raccolta per quantità non superiori ai 100 Kg o 100 l/anno. Il nuovo regolamento, in più parti, rinvia alla modulistica ed alla manualistica tecnica disponibili sul sito ufficiale del Ministero dell ambiente (http://www.sistri.it/). In questo periodo, in vista del previsto avvio del Sistri per il 1 giugno 2011 (fatte salve eventuali ulteriori proroghe), i manuali operativi e le guide utente stanno subendo repentini e costanti aggiornamenti. Si segnala, in particolare, che nella ultima versione del manuale operativo (versione 2.4 del 26 aprile), nel capitolo 6.2., relativo al conguaglio dei contributi, sono stati corretti, rispetto al manuale precedente, gli importi della tabella relativa alle compensazioni per le imprese agricole. Ai sensi del nuovo testo unico il contributo, per le annualità successive a quella di iscrizione, deve essere pagato entro il 30 aprile di ogni anno. La situazione per le imprese agricole, come definita nella più recente versione del manuale (speriamo definitiva, sul punto), è la seguente: A) imprese agricole che impiegano da 1 a 5 addetti e con una produzione di rifiuti fino a 200 kg: non è dovuto nessun contributo fino al 2013 (30 per 3 annualità) B) imprese agricole che impiegano da 1 a 10 addetti e con una produzione di rifiuti da 200 a 400 kg : non è dovuto nessun contributo per il 2011 ed è prevista una riduzione di 20 del contributo per il 2012 Arrivano 4 milioni di euro per l agricoltura biologica 02/05/2011 Una notizia positiva per l agricoltura biologica: è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la delibera del Cipe che destina 4 milioni di euro al Piano d azione di settore per il 2011, accogliendo la proposta di 19

20 ripartizione di assegnare 100 milioni di euro dedicati al settore agroalimentare nell'ambito del Fondo Infrastrutture (ai sensi della finanziaria 2010). Sarebbe importante, tuttavia, che il Ministero delle Politiche Agricole rendesse noti gli esiti delle attività fino ad ora svolte nell ambito del Piano d azione nazionale di settore, incluse le azioni che dovevano essere attuate da enti pubblici, al fine di comprendere quale sia l impatto complessivo che i progetti finanziati hanno avuto sul settore. Sul fronte dei consumi è ancora cresciuta, secondo i dati del Panel Famiglie Ismea relativi al primo bimestre 2011, la spesa domestica per prodotti biologici confezionati (+13%) e per l'ortofrutta fresca e sfusa (+11,6%), segno che esiste una domanda interessante per tale tipologia di alimenti che richiede una risposta adeguata aumentando e valorizzando le produzioni biologiche italiane legate al territorio. Italia, Francia e Spagna: un patto comune a difesa dell ortofrutta 02/05/2011 La sede romana della Coldiretti di Palazzo Rospigliosi ha ospitato l incontro ortofrutticolo Italia-Francia- Spagna, organizzato dal Mipaaf. Obiettivo del summit tra le delegazioni ministeriali e le rappresentanze professionali dei tre principali paesi produttori di ortofrutta dell Unione europea quello di individuare punti comuni su cui concentrare iniziative per la difesa delle produzioni ortofrutticole. Dal dibattito e dall analisi delle diverse situazioni sono emerse diverse criticità. Le preoccupazioni per la prossima campagna peschicola hanno riproposto il tema delle crisi di mercato e di come affrontarle, visto che finora la Commissione europea non ha fatto proposte adeguate. È stato evidenziato come il sistema dei prezzi di ingresso non funzioni, non riuscendo a disciplinare in maniera corretta le importazioni extracomunitarie; il che è apparso particolarmente evidente visti i grossi problemi che hanno avuto alcuni prodotti. Prese in esame anche le tematiche legate all import dal Marocco di pomodoro destinato al consumo fresco e al mancato rispetto degli accordi stipulati con l Unione; ma anche i recenti casi di importazioni non regolari di aglio dalla Cina. Sono stati poi toccati gli aspetti fitosanitari, con riferimento alla nuova disciplina che dovrebbe permettere l armonizzazione degli utilizzi in ambito comunitario, con una particolare preoccupazione per molte produzioni ortofrutticole che hanno visto ridursi notevolmente il numero di prodotti utilizzabili nella difesa fitosanitaria. Rilancio dei consumi di ortofrutta, rimozione delle barriere fitosanitarie che ancora bloccano l export dei prodotti comunitari su alcuni mercati, reciprocità delle regole con i paesi terzi sono stati gli altri temi trattati. I lavori si sono conclusi con l impegno assunto dai rappresentanti dei ministeri agricoli di Italia, Francia e Spagna, a condurre a Bruxelles un adeguato gioco di squadra per risolvere le diverse questioni. Allarme per l'accordo tra Ue e Mercosur, a rischio redditi e lavoro agricoli 02/05/2011 Una perdita secca per il settore di oltre tre miliardi di dollari di entrate annue, con i redditi degli agricoltori che diminuirebbero fino al 3,2% e la scomparsa di 33mila posti di lavoro. Sono gli effetti che potrebbero scaturire dalla trattativa in corso ad Asuncion, in Paraguay, tra Unione Europea e paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). L obiettivo del summit è raggiungere un accordo di libero scambio che porterà un apertura dei mercati agricoli europei alle importazioni dal Sud America in cambio di un maggior accesso ai mercati dei servizi e dei prodotti industriali (ad esempio macchine) da parte dei paesi latini. A farne le spese sarebbero soprattutto i coltivatori europei, tanto che sono ormai in molti a pensare che la trattativa rappresenti una vera e propria svendita dell agricoltura comunitaria, dando il via libera all importazione di derrate alimentari a basso costo che finirebbe per spingere molti produttori dell'ue fuori dal mercato. 20

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