Valori e prezzi. Il mercato. Marketing ambientale (Cap. VII )

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Valori e prezzi. Il mercato. Marketing ambientale (Cap. VII )"

Transcript

1 Marketing ambientale (Cap. VII ) Paolo Cagnoli 3/10/ Valori e prezzi Il valore (economico) è il rapporto con cui i beni si scambiano fra di loro; è una proprietà relativa, non assoluta, che cambia nel tempo e nello spazio Il prezzo è il valore espresso in moneta 2 Il mercato Definizione tecnica di mercato : è un dispositivo in cui si confrontano compratori e venditori di un insieme di beni o servizi Il mercato è un meccanismo molto complesso, nel quale avvengono molte interazioni sociali; in esso comunque ci sono comportamenti più o meno competitivi tra acquirenti e venditori La domanda di beni o servizi è la quantità che un insieme di compratori è disposto ad acquistare a certe condizioni di prezzo. Il prezzo è inversamente proporzionale alla quantità domandata (se i prezzi scendono i consumi sono maggiori e viceversa) L offerta di beni o servizi è la quantità che un insieme di venditori è disposto a cedere a certe condizioni di prezzo. Il prezzo è direttamente proporzionale alla quantità offerta (se i prezzi salgono le offerte sono maggiori e viceversa) P P Q Q 3

2 Prezzo di equilibrio In un mercato la domanda e l offerta di beni (o servizi) si possono incontrare, ma le quantità domandate ed offerte non sempre coincidono. Per taluni prodotti può prevalere l offerta o viceversa Se il prezzo del mercato è più alto di P e si ha eccedenza (P 1 ) Se è più basso si ha scarsità (P 2 ) Equilibrio: è la situazione dove si equivalgono domanda e offerta. Si giunge all equilibrio giocando sul prezzo e quantità dei beni/servizi. L adattamento porta al prezzo d equilibrio (p e ) ed a bilanciare le quantità effettivamente disponibili sul mercato con le quantità effettivamente domandate. Questa è una situazione metastabile Prezzo p 1 p e p 2 Domanda ECCEDENZA SCARSITÀ q e Offerta Quantità 4 Prezzi e costi di produzione Il costo di produzione in molte circostanze influenza il prezzo: in libera concorrenza per beni ad offerta elastica, producibili a breve termine i produttori adattano l offerta in modo da riprodurre una scarsità relativa, e quindi un prezzo, congrui almeno con i costi di produzione, in queste condizioni si tende ad eguagliare la curva dell offerta con quella dei costi marginali Il costo di produzione in certe circostanze non influenza il prezzo: per i beni mai prodotti, non riproducibili, producibili a lungo termine o ad offerta rigida, il prezzo è proporzionale solo alla scarsità relativa 5 Attributi del mercato Mercato aperto: quando tutti vi possono accedere (p.e. apertura dei mercati in Europa, per l energia, per i beni di consumo e per i servizi) Mercato trasparente: quando i prezzi possono essere conosciuti istantaneamente da tutti gli interessati (sia compratori sia venditori; p.e. se vige il sistema della trattativa o dello sconto il mercato non è del tutto trasparente) Mercato perfetto: è un mercato aperto, trasparente e dove ogni informazione utile alla compravendita è acquisibile istantaneamente da chiunque a costo nullo 6

3 Imperfezioni di mercato In via teorica il mercato perfetto consente di avere una allocazione ottimale delle risorse, ma in realtà ciò non avviene per diverse ragioni: presenza d incertezza o di rischio e d informazione asimmetrica presenza di monopoli o oligopoli o in genere di mercati non concorrenziali presenza di beni pubblici presenza di effetti esterni al mercato (esternalità) 7 Regimi o forme di mercato Regime di mercato perfetto: solo in questo caso vale la legge di mercato : beni/servizi identici nello stesso mercato e nello stesso momento hanno lo stesso prezzo Regime a domanda atomistica: quando gli acquirenti sono molti e ciascuno domanda piccole quantità rispetto alla domanda totale Regime a libera concorrenza: quando sono atomistiche sia la domanda sia l offerta; i prezzi li fa il mercato, non i singoli produttori o i singoli consumatori Regime di monopolio: quando o la domanda o l offerta è concentrata in una sola organizzazione (p.e. monopolio statale per l offerta di energia elettrica prima della recente liberalizzazione); per il monopolista il prezzo non è dato, ma in gran parte voluto Regime a concorrenza imperfetta: sono le molte forme intermedie. Ad esempio nel regime di oligopolio: quando esistono alcuni grossi produttori (p.e. le società petrolifere, oppure in Italia prima della nazionalizzazione dell energia elettrica); a volte i pochi produttori si fanno concorenza tra di loro, o più spesso si accordano in qualche modo 8 Marketing: accezioni riduttive e parziali Letterale: immettere sul mercato Attiva: "è la pubblicità, la promozione e la vendita di manipolazione (un insieme di mezzi di vendita aggressivi per conquistare i mercati) Analitica: "è un insieme degli strumenti di analisi, di metodi di previsione e di indagini di mercato con fine di comprendere i bisogni e la domanda"... studi complessi, magari riservati a pochi esperti, ma che spesso producono poche cose concrete Culturale: "è un sistema per lo sfruttamento dei consumatori da parte del venditore"... per vendere di più bisogna creare sempre nuovi e maggiori bisogni nei consumatori 9

4 Marketing: accezione generale è un processo sociale orientato alla soddisfazione dei bisogni di organizzazioni o di individui che agisce per creare e scambiare beni utili" 10 Mito da sfatare: onnipotenza del marketing... ci sono molte prove della fallibilità del marketing (p.e. oltre il 50% dei nuovi prodotti lanciati sul mercato non hanno successo; oltre il 75% delle A21L non ha dato risultati concreti)... il marketing è solo uno strumento che ciascuna organizzazione può perseguire per orientarsi al meglio, ma il successo non è certo garantito! 11 Categorie principali di Marketing Tipi di Marketing M. dei consumi, interessato a scambi tra imprese e consumatori M. industriale interessato a scambi tra organizzazioni industriali M. sociale, interessato a scambi tra organizzazioni senza fini di lucro (p.e. musei, università, amministrazioni pubbliche, utenti di servizi, ecc.) Evoluzione del Marketing M. passivo con ottica di produzione (produrre con una domanda alta, con un ampio mercato potenziale e con scarsità di offerta) M. operativo con ottica di vendita M. strategico con ottica di orientamento al mercato M. ambientale con ottica di sviluppo sostenibile 12

5 Marketing passivo Ha un ottica essenzialmente di produzione. Rappresenta un approccio passivo di diffusione senza concorrenza in mercati ampi, ricettivi (domanda alta con scarsità di offerta). Fasi tipiche: 1. Budgeting 2. Siting 3. Produzione 4. Prezzi 5. Promozione 6. Esecuzione delle vendite 13 Il principio di maggioranza del mercato La rapida espansione del mercato negli anni 50 ha prodotto una saturazione della domanda dei mercati più sviluppati (dove i prodotti già soddisfacevano i bisogni di base) La tendenza naturale è seguire la legge della maggiornaza Apparizione graduale di una domanda potenziale di prodotti specifici per i bisogni di gruppi distinti di consumatori (frammentazione dei mercati e strategie di segmentazione; esempio dei test ciechi per ricercare il punto di amaro dei consumatori d aperitivi) 14 Marketing operativo Ha un ottica essenzialmente di vendita. Rappresenta un approccio attivo di conquista dei mercati esistenti (con orizzonte di breve termine). Fasi: 1. Scelta del segmento o dei segmenti obiettivo 2. Piano di marketing (target, posizionamento, scelte tattiche) 3. Pressione di marketing (siting, prezzi, promozione pubblicitaria) 4. Budget di marketing 5. Esecuzione e controllo del piano 15

6 Orientamento al cliente Solo l impresa innovatrice può disporre del nucleo centrale di un nuovo mercato e andare incontro alla maggioranza dei consumatori (strategia di marketing operativo per conquistare il più rapidamente possibile) In caso di successo l impresa innovatrice è seguita da un numero di imitazioni che contribuiscono alla crescita e maturazione del mercato Il marketing evolve in corrispondenza della saturazione dei bisogni dei consumatori operato dal gran numero di offerte simili concorrenti (prodotti me too ) Con un mercato vicino alla maturità diventa fondamentale l orientamento al cliente/utente: scoprire le diversità fra preferenze e rivolgersi a segmenti periferici (frammentazione del mercato, strategie di segmentazione) 16 Marketing strategico Ha un ottica d orientamento ai clienti presenti. Si basa soprattutto sull'analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni nell'ottica di risolvere problemi con uno o più prodotti (il marketing strategico non crea bisogni, ma li individua; è compito del marketer "scoprire" in che modo si possono soddisfare con orizzonte di medio-lungo termine). Fasi tipiche: 1. Analisi dei bisogni dei clienti potenziali presenti nel mercato 2. Segmentazione del mercato (segmentazione dei clienti potenziali) 3. Analisi dell'attratività del mercato: ciclo di vita e mercato potenziale 4. Analisi della propria competitività (fattori di forza, di debolezza, di opportunità, di rischio; S.W.O.T. ) 5. Definizione precisa del mercato di riferimento 6. Scelta di strategie di sviluppo 7. Organizzazione di operazioni di vendita e comunicazione (il marketing operativo) 17 Struttura pluridimensionale dei valori Ogni bene possiede un insieme di valori, non solo l'utilità funzionale di base, ma anche altre utilità secondarie supplementari di varia natura (estetica, culturale, sociale, etica) 18

7 La piramide dei bisogni (di Maslow) Gerarchia di bisogni che generano fasi ascendenti nelle motivazioni: 1.bisogni fisiologici: fondamentali per la vita (respirare, fame, sete, ecc.); una volta soddisfatti cessano di essere importanti ed influenano poco il comportamento 2.bisogni di sicurezza fisica: riguardano la preservazione della struttura fisica del proprio organismo, della personalità e la padronanza del proprio destino; 3.bisogni sociali: le persone come animali sociali hanno il bisogno d'integrarsi in un gruppo, di associarsi a dei simili, di amare e di essere amato; ciò sviluppa il senso di appartenenza, l'aiuto reciproco, ecc. 4.bisogni di stima: fiducia in sè, la stima degli altri per noi (status sociale) e la dignità personale; sentire che i propri obiettivi sono alla portata delle proprie capacità, che si è rispettati ed in considerazione degli altri 5.bisogni di realizzazione: la crescita personale si sviluppa cercando di dare un senso alle cose, di trovare la loro ragion d'essere; ciò riguarda l'aspirazione che l'uomo ha di superarsi, sublimando tutte le sue capacità 19 ed ampliando i suo limiti; sono bisogni in cima alla gerarchia La curva di Wundt se la mancanza è un male, lo è anche l'eccesso la soddisfazione e l'insoddisfazione sono legate: al livello di risveglio, livello di optimo livellodi sazietà il piacere connesso alla soddisfazione di un bisogno implica che se l'intensità degli stimoli aumenta molto subentra l'insoddisfazione (legge del "contrasto edonistico"; p.e. malessere diffuso in certe civiltà "opulente") 20 Ciclo di vita di un mercato-prodotto 21

8 Ciclo di vita dei prodotti audiovisivi (Francia) 22 Il ciclo di vita delle marche di dentifricio (USA) 23 Ciclo di vita di una località turistica 24

9 Scoperta ed esplorazione: domanda e offerta nulle, nessun impatto ambientale, nessuna attività di Mark. 25 Scoperta ed esplorazione di un nuovo ambiente Il ciclo inizia con la scoperta e l esplorazione da parte di un gruppo ristretto di persone attratte dalle caratteristiche naturali e/o socioculturali incontaminate del luogo. Gli esploratori superano le difficoltà derivanti dall esiguità delle strutture esistenti. Si tratta di persone con elevato spirito d avventura, desiderose di vivere esperienze particolari, disposte ad accettare i rischi della novità. Gli esploratori non determinano alcun impatto ambientale, economico, sociale significativo (non sempre); ma comunicano ad un pubblico più vasto le attrattive esplorate. 26 Avviamento: poca domanda, offerta nulla con piccola crescita, nessun impatto significativo, prime attività di Mark. passivo con ottica di produzione 27

10 Avviamento della stazione turistica Con l avviamento sorgono alcune iniziative pubbliche e private che agevolano la crescita dei flussi in arrivo (miglioramento delle vie di comunicazione, costruzione di strutture ricettive e ricreative, ecc.). All attività dei residenti si aggiunge l intervento d operatori esterni. La fase di avviamento prosegue per alcuni anni (la durata dipende dal modo in cui i turisti percepiscono la nuova offerta, dalla relativa facilità d accesso, dai prezzi, dalla qualità di servizi e risorse, ecc.) 28 Crescita: domanda significativa, offerta scarsa, qualche impatto significativo, M. passivo con ottica di produzione che evolve verso M. attivo con ottica di vendita 29 Crescita della stazione turistica La fase della crescita comporta un consistente aumento degli arrivi, particolarmente nei periodi d alta stagione. L intervento d operatori esterni diviene preponderante rispetto all attività dei residenti originari. Diverse imprese turistiche non sono attente agli equilibri ambientali e realizzino strutture non in armonia con le caratteristiche naturali del luogo. 30

11 Maturità: domanda alta, offerta alta, diversi impatti significativi, M. attivo che rischia di sfociare nel M selvaggio, ma può anche evolvere verso forme di M. strategico 31 Maturità della stazione turistica Nella fase di maturità le presenze aumentano, ma con andamento marginale decrescente e raggiungono la massima capacità di carico della località (in termini ricettivi ed ambientali). L isola sopporta impatti ambientali significativi e sorgono atteggiamenti di scontento fra i residenti. La domanda turistica è mantenuta elevata attraverso manifestazioni culturali, sportive o d intrattenimento, la concessione di sconti o agevolazioni. Si studiano particolari strategie di rinnovamento dell offerta per rivitalizzare la domanda. Vengono valorizzate le risorse naturali secondarie e sono intraprese attività particolari e innovative. E anche studiata l opportunità di rivolgersi a nuovi segmenti e nuovi mercati per incrementare i flussi turistici nei periodi di bassa stagione. 32 Declino: domanda in calo, offerta sovradimensionata in crisi, impatti irreversibili, M selvaggio che può recuperare qualche atteggiamento di M ambientale 33

12 Declino Le strategie di rinnovamento non hanno più il successo sperato e la località entra nella quinta fase finale di declino. I clienti progressivamente si orientano verso destinazioni più attraenti o competitive. Questo avviene soprattutto perchè nell isola i turisti non trovano più quelle caratteristiche di vantaggio ambientale, relax, novità rispetto alle loro città di provenienza ed alle zone d abituale residenza. 34 Problemi di fine 20 secolo Globalizzazione Esplosione urbana Contraddizioni ed esplosione di tensioni tra: uomo/ambiente città/natura crescita/limiti nord / sud La strada entra nella casa U. Boccioni, Sfide economiche del 21 secolo aumento della spesa estera (gli USA sono il giocatore più grosso) l'europa è sempre più competitiva (rimuovendo le barriere tariffarie) la crisi del mercato orientale (ma il Giappone ha tenuto) la Cina è un treno in corsa corsa alla concorrenza (alleanze e guerre economiche) problemi dei paesi in via di sviluppo terrorismo internazionale destabilizzante preferenza per strategie di breve termine (per l incertezza e la complessità delle condizioni globali) lo sviluppo sostenibile 36

13 L ascesa del libero mercato Gli ultimi decenni sono caratterizzati da una sopravalutazione sempre più profonda della capacità del mercato di risolvere i problemi dello sviluppo mondiale: il mercato non è più considerato un semplice dispositivo tecnico per l allocazione di beni e servizi, ma piuttosto la maniera migliore per regolare la società. Il mercato libero è comunque da molti considerato la via principale per lo sviluppo nonostante le sue numerose difficoltà e fallimenti L integrazione nei mercati internazionali parrebbe la condizione minima perché una regione possa essere considerata sviluppata. La crescita economica dovrebbe permettere di risolvere gli enormi problemi della povertà. Purtroppo nelle logiche del libero mercato le relazioni private o pubbliche devono avere un carattere di reciproca utilità e se la parte povera non ha nulla di concreto da offrire l altra non ha motivo per portare avanti una relazione sbilanciata: una scelta simile per una morale tradizionale è egoistica o persino cinica In molti casi l introduzione del libero mercato in società in via di sviluppo ha portato squilibri ed impatti molto significativi, evidenziati in parte anche dalle successive politiche d aggiustamento strutturale 37 Globalizzazione dei mercati l'internazionalizzazione non è una novità per il marketing (le multinazionali dalla seconda guerra mondiale in poi) la novità della globalizzazione è "l'interdipendenza tra mercati lontani" causata dalla deregulation dei mercati internazionali 38 Il dilemma della Globalizzazione: standardizzazione o adattamento? Strategie d'adattamento: come organizzarsi per adattarsi a differenti comportamenti degli acquirenti (reddito, habitat, abitudini, culture, ecc.), differenti modalità di comunicazione e differenti ambienti? Strategie di standardizzazione: come organizzarsi per omogeneizzare i bisogni mondiali e ottimizzare economie di scala nelle organizzazioni o nelle produzioni? (p.e. General Motors, McDonald's, Coca-Cola, Kodak, Sony, ecc.). N.B. che l'economia di scala moderna non significa necessariamente "standardizzazione pura"; le nuove tecnologie sono flessibili/elastiche e possono portare alla fine dell'era tayloristica (non più catene di grande produzione per pochi prodotti standard) 39

14 Tendenze opposte del mercato 1. forze globali che spingono alla standardizzazione (economie di scala, concorrenza internazionale, comportamenti d'acquisto diffusi, ecc.) 2. forze locali che spingono all'adattamento (caratteristiche culturali, normative, climi, ecc.) FORZE GLOBALI strategie globalizzate strategie passive strategie transnazionali FORZE strategie LOCALI regionalizzate 40 Sfide ambientali del 21 secolo Una della problematiche che caratterizza questo fine secolo riguarda l'ambiente e le risorse naturali Le dinamiche che governano il pianeta tendono ad essere sempre più aggressive nei confronti dell'ambiente in cui viviamo C è necessità di gestire in modo più sostenibile le risorse disponibili C è la necessità di gestire in modo più sostenibile quei beni che per le loro caratteristiche intrinseche sono a disposizione di tutti All'aumentare del numero di "sfruttatori" l'utilità dei beni comuni tende a ridursi. Le specificità che li rendono preziosi in quanto tali rischiano di essere cancellate e di provocare danni anche alle generazioni future, le quali non sono in grado di reclamare diritti su di essi 41 Sviluppo sostenibile Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che coniuga i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri ( Il nostro futuro comune o Rapporto Brundtland, 1987) 42

15 Marketing ambientale E il Marketing strategico con ottiche orientate anche alle generazioni future: un processo sociale orientato alla soddisfazione dei bisogni, attuali e futuri, di organizzazioni o individui, che agisce per creare e scambiare beni utili " 43 Prodotto interno lordo (PIL) Il PIL è il valore di mercato di tutti i beni e i servizi finali prodotti in un paese in un intervallo di tempo determinato L obiettivo degli economisti attraverso il calcolo del PIL è quello di valutare la prestazione di un economia di mercato nel suo complesso 44 45

16 Il PIL e il reddito procapite Il PIL ed il reddito procapite sono i principali indicatori (indici) che orientano le politica economica delle nazioni industrializzate Forniscono una misura della crescita economica, e in parte del benessere della società 46 Calcolo del PIL PIL = consumi privati + investimenti + spesa pubblica + esport. import Vi sono diverse varianti nel calcolo del PIL: ad esempio, può essere espresso a prezzi costanti, per indicare meglio la quantità di bene e servizi prodotti (computato al netto dell'inflazione, si parla allora di PIL reale), oppure correnti (includendo la componente dell'inflazione) Il PIL misura solo le transazioni monetarie che avvengono sul mercato; rispetto alla rilevazione dello sviluppo o del benessere di un sistema sociale non intercetta alcune voci rilevanti, mentre ne registra inopportunamente altre. È impossibile quantificare il PIL in misura esatta: infatti esiste in tutti i paesi, un'economia sommersa che sfugge agli statistici così come agli esattori delle tasse 47 Calcolo del Reddito pro-capite E un indicatore derivato dal PIL: è calcolato dividendo il PIL per il numero di abitanti Ha gli stessi pregi e difetti del PIL (p.e. non tiene conto delle differenze del costo della vita nei vari paesi) 48

17 Rettifica del PIL E' necessario correggere il PIL, in modo da pervenire ad un indicatore quantitativo più vicino al concetto di benessere. Servono due tipi di interventi rettificativi per il PIL: 1. relativi ad attività che tradizionalmente esulano dalla contabilità nazionale (domestiche, volontaristiche, sommerse, ecc.); 2. relativi ad attività che, pur dando luogo a transazioni economiche e generando un reddito, hanno origine dai danni (distruzione di ricchezza/benessere) prodotti dall attività umana o da eventi naturali. Alcuni esempi possono essere le attività di disinquinamento, che nascono dall inquinamento prodotto dall uomo, le attività per contrastare la criminalità o per porre rimedio agli effetti degli incidenti stradali. In questa ottica, tali attività possono essere considerate come modalità di internalizzazione di costi sociali imposti 49 L'indice di sviluppo umano Misurato dalle Nazioni Unite, l ISU misura i risultati ottenuti da ciascun paese in termini di: speranza di vita, istruzione reddito reale aggiustato 50 Indice di sviluppo umano (1997) (Norvegia al 1 posto USA al 6 ) India Cina Brasile Russia Messico Italia Germania Regno Unito Francia Giappone Canada USA 0,00 0,20 0,40 0,60 0,80 1,00 51

18 Possibili correzioni in aumento del PIL Al fine di includere del PIL voci che tradizionalmente non ne fanno parte, dovrebbero essere contabilizzate creazioni di ricchezza in capo ai percettori di redditi ombra e di redditi sommersi: lavoro domestico, lavoro sommerso, irregolari, immigrati, secondi lavori (servizi e produzione non dichiarata), lavoro non profit, lavoro illegale (droga, prostituzione, ecc.). Un criterio di calcolo potrebbe prevedere di computare le ore complessivamente lavorate e moltiplicarle per il reddito orario (generando così una stima della ricchezza prodotta; problemi sono la difficile valutazione delle ore lavorate per attività non contabilizzata o la definizione di reddito orario ; p.e. il reddito orario di una casalinga può essere pari al reddito che percepisce una collaboratrice domestica sul mercato o al costo opportunità dell attività a cui si privilegia il lavoro domestico, etc.). 52 Possibili correzioni in detrazione del PIL Possono essere detratte al PIL ufficiale quelle attività, che pur producendo ricchezza (e quindi consumi, risparmio e investimenti), hanno origine da danni (distruzioni di ricchezza/benessere) provocati dall uomo o da eventi naturali (i mali generati dall attività umana): costi per la riduzione dell inquinamento (acqua, aria, suolo, rumore, ozono, clima), costi dei disastri ambientali (terremoti, alluvioni, frane), costi per la criminalità, costi per incidenti stradali, costi della congestione stradale, costi per infortuni sul lavoro, costi per il ripristino del patrimonio artistico ed architettonico 53 Correzioni del PIL per lo sviluppo sostenibile Tra le detrazioni al PIL andrebbero considerati anche l inquinamento, l eccessivo consumo di risorse naturali e tutto ciò che riduce il benessere: costi per danni alla salute derivanti da inquinamento a livello locale e globale; costi per riduzione delle opportunità ricreazionali; tutti i costi derivanti da un uso non sostenibile dell ambiente in generale costi strumentali per attività che non sono direttamente fonte di utilità/ricchezza, ma sono purtroppo necessarie come supporto per attività che generano utilità (costi per il pendolarismo, spese militari, spese per il mantenimento delle infrastrutture di comunicazione, ecc.) Però i problemi di stima di tali costi sono molto rilevanti 54

19 Perché valutare i costi ambientali 1 Nell Europa dell Est e in Unione sovietica è crollato il modello di programmazione centralizzata, perché non permetteva che i prezzi dicessero la verità economica 2 L economia di mercato può rovinare l ambiente ed alla fine se stessa se ai prezzi non verrà permesso di dire la verità ecologica 3 Elemento essenziale dello sviluppo sostenibile è un sistema di mercati competitivi aperti, nei quali i prezzi riflettono anche i costi delle risorse ambientali 55 Contrapposizione con il Marketing selvaggio il Marketing selvaggio (p.e. la pubblicità subdola) privilegia esclusivamente il valore semantico dei beni o l'utilità simbolica-emozionale, piuttosto che i valori materiali o l'utilità funzionale attuale/futura Il Marketing servaggio ha vita breve, non si sostiene, perchè non riesce ad instaurare relazioni di lungo termine (p.e. pubblicità verde senza revisione dei prodotti, in risposta all'ambientalismo, compromette credibilità ed a medio lungo termine è controproducente) 56 Differenze del marketing ambientale rispetto al marketing tradizionale Il marketing ambientale è ampliato anche ai bisogni futuri, nell'ottica di sviluppo sostenibile, cioè il mercato deve prestare attenzione ai bisogni ed interessi delle persone e della collettività ponendo l'accento sul benessere a lungo termine E utile creare e scambiare anche i beni ambientali (ambiente non più considerato "res nullius") 57

20 Ipotesi implicite per il Marketing ambientale i desideri dei consumatori non sempre coincidono nè con i loro interessi di lungo termine nè con quelli della colletività ( fallimento del libero mercato) i consumatori, una volta raggiunta la prosperità e solo allora, danno più preferenze ad organizzazioni che provano di occuparsi sia del benessere del singolo sia di quello della collettività scopo delle organizzazioni nei paesi avanzati e maturi (dove molte persone hanno raggiunto la prosperità) è di adattarsi ai mercati in modo da generare non solo la soddisfazione, ma anche il benessere individuale e collettivo 58 La tragedia dei Comuni Da un saggio dell'ecologista Garret Hardin sui "pascoli comuni" dell'inghilterra medievale schematizziamo la tragedia in quattro scene: 1. l equilibrio 2. il guadagno 3. la rivalità 4. l epilogo 59 Morale della tragedia dei comuni Il disastro generale è prodotto da una serie di decisioni che, singolarmente, sono prese al fine di migliorare la situazione (ogni partore è razionale in se) La causa tipica è la possibilità di un sottosistema di usufruire di una risorsa comune senza limitazioni e senza dover pagare un costo adeguato. Il problema non può essere risolto con l'autodisciplina dei singoli, perché basta anche un singolo pastore "avido" per causare il disastro. Occorre una forma di controllo comune (p.e. si divide la risorsa comune, oppure si limita l'accesso, ecc.) In un sistema complesso i sottosistemi possono assumere degli obiettivi parziali in conflitto tra loro, che causano danni a tutto il complesso In generale, la sindrome da tragedia dei comuni è in agguato ogni qual volta un problema viene affrontato con un punto di vista inferiore a quello che serve realmente 60

21 Dilemma: accentramento o decentramento del controllo decisionale? La "tragedia dei comuni" sembrerebbe suggerire che i problemi si risolvono meglio prendendo tutte le decisioni al livello più alto. Ma è noto che anche centralizzare troppo ha grossi inconvenienti: un apparato decisionale di dimensioni abnormi, anche per racccogliere tutte le informazioni necessarie. L'accentramento riduce i conflitti tra sottosistemi e evita la sindrome della tragedia dei comuni", ma con pesanti costi di gestione e di raccolta delle informazioni. Mentre decentrare le decisioni aumenta la velocità e la flessibilità, a rischio però di conflitti tra le parti. Non c è soluzione perfetta al dilemma accentramento/decentramento. La regola empirica per il controllo decisionale può essere: agire localmente pensando globalmente: prendere ogni decisione al livello più basso possibile, ma essere preparati a cedere il controllo a un livello superiore in caso di conflitti 61 Strumenti per il marketing ambientale Pianificazione e programmazione territoriale Indicatori e reporting V.A.S. Normativa A21L EMAS di distretto Contabilità ambientale ad area vasta Sistemi informativi, GIS... Progettazione (ambientale) V.I.A. IPPC (A.I.A.) Sistemi di gestione amb. (I.P.P., EMAS di sito, ISO 14000, Ecolabel, ecc.) Contabilità ambientale d impresa Gestione dei rischi di incidente ( Seveso, ecc.) Strumenti di comando e controllo Logica del grande vincolo diffuso da togliere con autorizzazioni e assensi I controlli accertano il rispetto degli adempimenti richiesti dalla normativa, contribuiscono allo sviluppo delle conoscenze in campo ambientale e sono strumento per verificare l efficacia delle politiche in relazione agli obiettivi fissati Difficoltà: in un mondo sempre più complesso e dinamico sarebbero necessari sistemi di controllo sempre più grandi ed efficienti 63

22 Marketing ambientale nelle imprese Le imprese possono focalizzarsi su processi e prodotti eco-efficienti: nel caso dei processi si porrà particolare enfasi: sulle modalità mediante il quale è stato ottenuto il prodotto; su interventi organizzativi che riducono l'impatto ambientale; su interventi a livello di logistica che aumentano l'eco-efficienza; su accordi con nuovi fornitori che adottano processi e mettono a disposizioni prodotti maggiormente eco-compatibili; ecc. Nel caso dei prodotti: evidenziare il basso impatto ambientale (in tutto il loro ciclo di vita) e le capacità di soddisfare i bisogni dell eco-consumatore; sottolineare le innovazioni a livello di packaging; dare enfasi all'utilizzo di materiali particolari; ecc. 64 Politica Integrata di Prodotto (IPP) Il concetto di Politica Integrata di Prodotto (Integrated Product Policy - IPP) è emerso a livello europeo negli ultimi due anni in risposta alle esigenze del Quinto Programma d'azione per l Ambiente. L IPP è "un approccio alle politiche ambientali, rivolto al miglioramento continuo della prestazione ambientale di merci e di servizi che ha come contesto l'intero ciclo di vita". Non sono quindi delle nuove politiche ambientali, ma piuttosto un nuovo modus operandi, volto ad analizzare e raccordare politiche ed azioni attraverso strumenti già presenti quali i marchi ecologici, gli incentivi, gli sgravi fiscali, le procedure d acquisto sostenibili, ecc. 65 Gli strumenti economici per il governo ambientale Per integrare l atteggiamento di command and control si possono adottare anche strumenti economici e fiscali, finalizzati a ristabilire un equilibrio di mercato che rifletta un allocazione efficiente delle risorse ed un incremento delle prestazioni ambientali complessive: perciò si parla sempre più spesso di contabilità e di fiscalità ambientale (contabilità economica ed ambientale, incentivi, finanziamenti agevolati, ecotasse, ecc.) 66

Il mercato di monopolio

Il mercato di monopolio Il monopolio Il mercato di monopolio Il monopolio è una struttura di mercato caratterizzata da 1. Un unico venditore di un prodotto non sostituibile. Non ci sono altre imprese che possano competere con

Dettagli

LO SVILUPPO DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA

LO SVILUPPO DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA LO SVILUPPO DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA 15 marzo 2008 1. ANALISI DELLE DESTINAZIONI TURISTICHE 2. TIPOLOGIE DI DESTINAZIONI TURISTICHE 3. IL CICLO DI VITA DI UNA DESTINAZIONE TURISTICA 4. LO SVILUPPO

Dettagli

OBIETTIVO. Economia Aziendale Prof. Giovanni Ossola. Studiare il sistema impresa. Studiare i sub-sistemi del sistema impresa

OBIETTIVO. Economia Aziendale Prof. Giovanni Ossola. Studiare il sistema impresa. Studiare i sub-sistemi del sistema impresa Economia Aziendale Prof. Giovanni Ossola OBIETTIVO Studiare il sistema impresa Studiare i sub-sistemi del sistema impresa Studiare le relazioni tra i sub-sistemi Studiare le relazioni tra impresa e ambiente/mercato

Dettagli

Domanda e offerta aggregata

Domanda e offerta aggregata Domanda e offerta aggregata Breve e lungo periodo L andamento del Pil nel lungo periodo dipende dai fattori che spiegano la crescita: la forza lavoro, la disponibilità di capitale fisico e umano, le risorse

Dettagli

Marketing globale e R & S

Marketing globale e R & S EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO Capitolo sedici Marketing globale e R & S 16-3 Caso di apertura Kodak entrò in Russia agli inizi degli anni Novanta - Il paese stava attraversando una turbolenta transizione

Dettagli

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing

1. Orientamento al prodotto 2. Orientamento alle vendite 3. Orientamento al mercato 4. Orientamento al marketing L ATTIVITA COMMERCIALE DELL AZIENDA: MARKETING Attività e processi mediante i quali l azienda è presente sul mercato reale su cui colloca i propri prodotti. Solitamente il marketing segue un preciso percorso,

Dettagli

Marketing- Unità Didattica 4 L analisi delle forze conìcorrenziali

Marketing- Unità Didattica 4 L analisi delle forze conìcorrenziali ANALISI DELLE FORZE CONCORRENZIALI Un impresa detiene un vantaggio competitivo sui concorrenti quando ha una redditività più elevata (o, a seconda dei casi, quando può conseguire una maggiore quota di

Dettagli

Domanda e Offerta. G. Pignataro Microeconomia SPOSI

Domanda e Offerta. G. Pignataro Microeconomia SPOSI Domanda e Offerta Domanda e Offerta Il meccanismo di mercato Variazioni dell equilibrio di mercato Elasticità della domanda e dell offerta Elasticità di breve e di lungo periodo Gli effetti dell intervento

Dettagli

La liberalizzazione dei servizi sanitari

La liberalizzazione dei servizi sanitari La liberalizzazione dei servizi sanitari INTRODURRE PRINCIPI E REGOLE ISPIRATE ALLA SUSSIDIARIETÀ PUÒ ESSERE DI GRANDE AIUTO NELL AFFRONTARE LA COMPLESSITÀ ECONOMICA, POLITICA E SOCIALE DELLA GESTIONE

Dettagli

Percorso di formazione continua nell ambito del progetto La strada per domani 2 Modulo qualità e sviluppo

Percorso di formazione continua nell ambito del progetto La strada per domani 2 Modulo qualità e sviluppo 2009-1-FR1-LEO05-0303 Percorso di formazione continua nell ambito del progetto La strada per domani 2 Modulo qualità e sviluppo 1 6 Strategia di sviluppo aziendale OBIETTIVO: verifica della fattibilità

Dettagli

I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA

I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA Corso di Laurea in Servizio Sociale Istituzioni di Economia Introduzione allo studio dell Economia I DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA (Capitolo 1) Il termine economia... Deriva da una parola greca che significa

Dettagli

Economia del turismo

Economia del turismo Economia del turismo Anno Accademico 2014/2015 Dott. Ivan Etzo Economia del Turismo - Dott. Ivan Etzo 1 SEZIONE 5 Il turismo internazionale ARGOMENTI 5.1 Gli elementi caratteristici del turismo internazionale

Dettagli

PIANO STRATEGICO MARKETING

PIANO STRATEGICO MARKETING PIANO STRATEGICO di MARKETING a che serve il Piano strategico? ad individuare ed esprimere in modo chiaro e sistematico le SCELTE aziendali a MEDIO e LUNGO TERMINE DECISIONI E PROGRAMMI DI AZIONE per giungere,

Dettagli

ELASTICITÀ. Sarebbe conveniente per il produttore aumentare ulteriormente il prezzo nella stessa misura del caso

ELASTICITÀ. Sarebbe conveniente per il produttore aumentare ulteriormente il prezzo nella stessa misura del caso Esercizio 1 Data la funzione di domanda: ELASTICITÀ Dire se partendo da un livello di prezzo p 1 = 1.5, al produttore converrà aumentare il prezzo fino al livello p 2 = 2. Sarebbe conveniente per il produttore

Dettagli

Piano di Marketing Come realizzare il piano di marketing, finalmente in pratica.

Piano di Marketing Come realizzare il piano di marketing, finalmente in pratica. Piano di Marketing Come realizzare il piano di marketing, finalmente in pratica. Intro Introduzione: La pianificazione di marketing L obiettivo principale del piano di marketing strategico è quello di

Dettagli

Capitolo 12. La strategia di espansione globale. Caso di apertura

Capitolo 12. La strategia di espansione globale. Caso di apertura EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO Capitolo 12 La strategia di espansione globale Caso di apertura 12-3 La Wal-Mart si è rivolta verso altri paesi per tre ragioni - Le opportunità di crescita interna stavano

Dettagli

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari

L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari EURO 6 L euro e l integrazione dei mercati bancari e finanziari Giovanni Berneschi Dopo anni di attesa e di preparazione, a partire dal 1 gennaio 2002 l Euro ha preso il posto di dodici monete nazionali

Dettagli

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 3 - La strategia aziendale Unità didattica 1 - Strategia: contenuti, oggetti, finalità Antonio Dallara Caratteristiche

Dettagli

5. 5. I NDIVI V DUAR A E L E OPP P O P RTU T NITA T A : ST S R T UMENTI T P E P R L A N A AL A ISI S DEI M ERCA C T A I T Fabio Cassia

5. 5. I NDIVI V DUAR A E L E OPP P O P RTU T NITA T A : ST S R T UMENTI T P E P R L A N A AL A ISI S DEI M ERCA C T A I T Fabio Cassia 5. INDIVIDUARE LE OPPORTUNITA : STRUMENTI PER L ANALISI DEI MERCATI Fabio Cassia Introduzione Analisi dei mercati per: 1) individuare opportunità di mercato Da circa 150 mercati emergenti A una o più opportunità

Dettagli

RICICLO ECO EFFICIENTE

RICICLO ECO EFFICIENTE RICICLO ECO EFFICIENTE L industria italiana del riciclo tra globalizzazione e sfide della crisi Duccio Bianchi Istituto di ricerche Ambiente Italia I temi del rapporto L industria del riciclo e la green

Dettagli

C'erano una volta i paesi emergenti

C'erano una volta i paesi emergenti C'erano una volta i paesi emergenti È riduttivo chiamare Brasile, Russia e India e Cina dei paesi emergenti». «Ci sono economie che oggi figurano ancora tra i mercati emergenti ma che contribuiscono in

Dettagli

Dividendi e valore delle azioni

Dividendi e valore delle azioni Dividendi e valore delle azioni La teoria economica sostiene che in ultima analisi il valore delle azioni dipende esclusivamente dal flusso scontato di dividendi attesi. Formalmente: V = E t=0 1 ( ) t

Dettagli

Il prodotto. Il ciclo di vita del prodotto

Il prodotto. Il ciclo di vita del prodotto Il prodotto Il ciclo di vita del prodotto La fase di introduzione di un nuovo prodotto La fase di introduzione: caratteristiche fase in cui il nuovo prodotto fa il suo ingresso nel mercato. Il volume delle

Dettagli

La scelta della strategia di marketing

La scelta della strategia di marketing LA SCELTA DELLA STRATEGIA DI L obiettivo che l impresa deve perseguire in questa fase è quello di individuare la strategia di marketing che sia in grado di offrire all impresa il mezzo per realizzare i

Dettagli

PRINCIPIO DI AGGLOMERAZIONE

PRINCIPIO DI AGGLOMERAZIONE PRINCIPIO DI AGGLOMERAZIONE 1.1. PRINCIPIO DI AGGLOMERAZIONE A - Il principio di agglomerazione è genetico / fondativo della città Perché? la concentrazione spaziale come scelta di comodità/efficienza

Dettagli

IL PROGETTO BIELORUSSIA

IL PROGETTO BIELORUSSIA IL PROGETTO BIELORUSSIA PRESENTAZIONE Lanza & Thompson nasce dall esperienza maturata da alcuni professionisti in società internazionali specializzate in assistenza alle imprese per servizi globali (fiscali,

Dettagli

Lezione 18 1. Introduzione

Lezione 18 1. Introduzione Lezione 18 1 Introduzione In questa lezione vediamo come si misura il PIL, l indicatore principale del livello di attività economica. La definizione ed i metodi di misura servono a comprendere a quali

Dettagli

Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti

Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti Il welfare sussidiario: un vantaggio per aziende e dipendenti Francesca Rizzi, Roberta Marracino, Laura Toia - McKinsey & Company In un contesto in cui i vincoli di finanza pubblica rappresentano una limitazione

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa Economia La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA Così come in una famiglia, anche in una economia si devono affrontare molte

Dettagli

Incontro ad Alto Livello del Comitato Turismo dell OCSE. L Economia del Turismo e la Globalizzazione:

Incontro ad Alto Livello del Comitato Turismo dell OCSE. L Economia del Turismo e la Globalizzazione: Incontro ad Alto Livello del Comitato Turismo dell OCSE L Economia del Turismo e la Globalizzazione: Un motore per l innovazione, la crescita e l occupazione 9-10 ottobre 2008 CENTRO CONGRESSI, RIVA DEL

Dettagli

LE TEORIE ECONOMICHE

LE TEORIE ECONOMICHE L INTERNAZIONALIZZAZIONE NELLE TEORIE ECONOMICHE Barbara Francioni LE TEORIE ECONOMICHE Teorie del commercio internazionale Teorie degli investimenti diretti all estero LE TEORIE DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE

Dettagli

Economia e politica di gestione del territorio. Lezione n.2: Il ruolo del settore. [1:cap.1]

Economia e politica di gestione del territorio. Lezione n.2: Il ruolo del settore. [1:cap.1] Economia e politica di gestione del territorio Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie (L.M.) A.A. 2013-2014 Lezione n.2: Il ruolo del settore pubblico in un'economia mista [1:cap.1] Docente: Antonio

Dettagli

MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI

MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI Anno Accademico 2008/09 MARKETING DEI PRODOTTI VITIVINICOLI Appunti dalle lezioni del Prof. Diego Begalli 7. LA POLITICA DI PREZZO Può essere che un impresa progetti la propria strategia di marketing mix

Dettagli

Crescita della moneta e inflazione

Crescita della moneta e inflazione Crescita della moneta e inflazione Alcune osservazioni e definizioni L aumento del livello generale dei prezzi è detto inflazione. Ultimi 60 anni: variazione media del 5% annuale. Effetto: i prezzi sono

Dettagli

Macroeconomia 9 gennaio 2014 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO

Macroeconomia 9 gennaio 2014 SCRIVI NOME E COGNOME SU OGNI FOGLIO Macroeconomia 9 gennaio 2014 Il punteggio di ogni domanda è fissato in uno o due asterischi. Il punteggio intero viene dato solo Non consegnare se non sei convinto di aver realizzato almeno 7 punti. 1.

Dettagli

Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali

Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali Università degli Studi di Macerata Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali ECONOMIA MODULO TEORIA A.A. 2013/2014 IL O Fabio Clementi E-mail: fabio.clementi@unimc.it

Dettagli

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore

Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore Capitolo 13: L offerta dell impresa e il surplus del produttore 13.1: Introduzione L analisi dei due capitoli precedenti ha fornito tutti i concetti necessari per affrontare l argomento di questo capitolo:

Dettagli

Macroeconomia: scuole di pensiero

Macroeconomia: scuole di pensiero Macroeconomia: scuole di pensiero Le diverse scuole di pensiero possono essere raggruppate in due filoni principali: LIBERISTI (e monetaristi): sui mercati l aggiustamento all equilibrio è basato sulla

Dettagli

Presentazione del Rapporto L economia del Molise

Presentazione del Rapporto L economia del Molise Presentazione del Rapporto L economia del Molise Francesco Zollino Servizio di Congiuntura e politica monetaria Banca d Italia Università degli Sudi del Molise, Campobasso 18 giugno 215 Il contesto internazionale

Dettagli

Capitolo 12 Il monopolio. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl

Capitolo 12 Il monopolio. Robert H. Frank Microeconomia - 5 a Edizione Copyright 2010 - The McGraw-Hill Companies, srl Capitolo 12 Il monopolio IL MONOPOLIO Il monopolio è una forma di mercato in cui un unico venditore offre un bene che non ha stretti sostituti, ad una moltitudine di consumatori La differenza fondamentale

Dettagli

DOMANDE di RIEPILOGO

DOMANDE di RIEPILOGO DOMANDE di RIEPILOGO UNITA A - ANALISI ECONOMICA DELL IMPRESA Lez 3 Aspetti organizzativi dell impresa Natura e forme istituzionali Quali sono le caratteristiche dell impresa come istituzione gerarchica

Dettagli

Capitolo 21. Risparmio e formazione di capitale. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke

Capitolo 21. Risparmio e formazione di capitale. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Bernanke Capitolo 21 Risparmio e formazione di capitale In questa lezione Risparmio individuale: risparmio e ricchezza moventi del risparmio (tasso di interesse, ciclo di vita, precauzionale, profili consumo) Risparmio

Dettagli

PRODUZIONE E CRESCITA

PRODUZIONE E CRESCITA Università degli studi di MACERATA ECONOMIA POLITICA: MICROECONOMIA A.A. 2012/2013 PRODUZIONE E CRESCITA Fabio CLEMENTI E-mail: fabio.clementi@unimc.it Web: http://docenti.unimc.it/docenti/fabio-clementi

Dettagli

LA STESURA DEL PIANO DI MARKETING: IL PRODOTTO, IL PREZZO, LA DISTRIBUZIONE E LA PROMOZIONE Dott.sa Martina Pertile

LA STESURA DEL PIANO DI MARKETING: IL PRODOTTO, IL PREZZO, LA DISTRIBUZIONE E LA PROMOZIONE Dott.sa Martina Pertile LA STESURA DEL PIANO DI MARKETING: IL PRODOTTO, IL PREZZO, LA DISTRIBUZIONE E LA PROMOZIONE Dott.sa Martina Pertile Obiettivi dell incontro Oggi cercheremo di rispondere ad alcune domande: Che cosa andiamo

Dettagli

Il monopolio (Frank, Capitolo 12)

Il monopolio (Frank, Capitolo 12) Il monopolio (Frank, Capitolo 12) IL MONOPOLIO Il monopolio è una forma di mercato in cui un unico venditore offre un bene che non ha stretti sostituti, ad una moltitudine di consumatori La differenza

Dettagli

4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE

4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE 48 4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE Il basso livello dei tassi d interesse che caratterizza ormai da parecchi anni i mercati finanziari in Italia e nel mondo sembra avere determinato una riduzione

Dettagli

CORSO DI MARKETING STRATEGICO. Alessandro De Nisco

CORSO DI MARKETING STRATEGICO. Alessandro De Nisco CORSO DI MARKETING STRATEGICO Alessandro De Nisco Il Corso GLI OBIETTIVI Fornire conoscenze e competenze su: i concetti fondamentali del marketing strategico e il suo ruolo nella gestione aziendale; il

Dettagli

Corso di Marketing Industriale

Corso di Marketing Industriale U N I V E R S I T A' D E G L I S T U D I D I B E R G A M O Corso di Marketing Industriale Prof. Ferruccio Piazzoni L analisi di competitività dei segmenti I Mktg-L06 SISTEMA DI SORVEGLIANZA DELLA CONCORRENZA

Dettagli

Economia del benessere

Economia del benessere Economia del benessere 1 Mercato e Stato Il problema principale che si pone è come e in quali condizioni i risultati economici che possono essere conseguiti attraverso il mercato garantiscono il rispetto

Dettagli

Capitolo 3. La domanda e l'offerta

Capitolo 3. La domanda e l'offerta Capitolo 3 La domanda e l'offerta Domanda e offerta sono parte di un modello che punta a spiegare in che modo vengono determinati i prezzi in un sistema di mercato I mercati Un mercato è un gruppo di acquirenti

Dettagli

Costo fisso Costo variabile Costo totale Costo medio = CT / Q Costo marginale: costo di una unità addizionale di output

Costo fisso Costo variabile Costo totale Costo medio = CT / Q Costo marginale: costo di una unità addizionale di output Vantaggio di costo Un'impresa ha un vantaggio di costo se i suoi costi cumulati per realizzare tutte le attività generatrici di valore sono più bassi di quelli dei suoi concorrenti" Porter Costo fisso

Dettagli

Macroeconomia. Mauro Visaggio Anno accademico 2014-15

Macroeconomia. Mauro Visaggio Anno accademico 2014-15 Mauro Visaggio Anno accademico 2014-15 CAPITOLO 4 Benchmark classico di breve e medio periodo: equilibrio in assenza di imperfezioni informative e di mercato Mauro Visaggio CAPITOLO 4 1 / 74 Copyright

Dettagli

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali

1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali 1.2 Il concetto di settore nella teoria economica: criteri economici e regole empiriche di definizione dei confini settoriali OBIETTIVI SPECIFICI COMPRENDERE L INCERTEZZA INTRINSECA NELLA DEFINIZIONE DEI

Dettagli

Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi

Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi concorrenti. IL VANTAGGIO COMPETITIVO NASCE DA FONTI ESTERNE E/O

Dettagli

Corso di GESTIONE DEL MARKETING NELLE IMPRESE AGROINDUSTRIALI. Marketing Mix - PREZZO

Corso di GESTIONE DEL MARKETING NELLE IMPRESE AGROINDUSTRIALI. Marketing Mix - PREZZO Corso di GESTIONE DEL MARKETING NELLE IMPRESE AGROINDUSTRIALI Marketing Mix - PREZZO Erika Pignatti Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie A.A. 2007-2008 30/11/2007 1 Le decisioni di prezzo Per

Dettagli

Economia Internazionale e Politiche Commerciali (a.a. 12/13)

Economia Internazionale e Politiche Commerciali (a.a. 12/13) Economia Internazionale e Politiche Commerciali (a.a. 12/13) Soluzione Esame (11 gennaio 2013) Prima Parte 1. (9 p.) (a) Ipotizzate che in un mondo a due paesi, Brasile e Germania, e due prodotti, farina

Dettagli

MANIFESTO PER UN SISTEMA MONDIALE DI COOPERAZIONE PER LO SVILUPPO DEI TERRITORI

MANIFESTO PER UN SISTEMA MONDIALE DI COOPERAZIONE PER LO SVILUPPO DEI TERRITORI 1 MANIFESTO PER UN SISTEMA MONDIALE DI COOPERAZIONE PER LO SVILUPPO DEI TERRITORI Quest iniziativa è lanciata, in occasione di Expo 2015, dalle reti internazionali degli attori pubblici, associativi e

Dettagli

Cina e India cambiano l economia mondiale. Michela Floris micfloris@unica.it

Cina e India cambiano l economia mondiale. Michela Floris micfloris@unica.it Cina e India cambiano l economia mondiale Michela Floris micfloris@unica.it Una premessa L Asia non è nuova a miracoli economici Giappone, Corea del Sud, Cina e India sono protagonisti di una rapida crescita

Dettagli

APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE

APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE APPUNTI DEL CORSO DI ECONOMIA POLITICA PER LA CLASSE IV PROF. FEDERICO MAZZONE CAPITOLO II EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE Abbiamo detto che le risorse che costituiscono il reddito nazionale possono essere

Dettagli

POLITICA DI PREZZO. Prof. Giancarlo Ferrero - Università di Urbino

POLITICA DI PREZZO. Prof. Giancarlo Ferrero - Università di Urbino POLITICA DI PREZZO 1 Definizione: il prezzo è la somma di denaro pagata dal compratore al venditore in cambio di ciò che riceve come prestazione (corrispettivo del valore ricevuto). Le politiche di prezzo:

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

Capitolo IV. I mercati finanziari

Capitolo IV. I mercati finanziari Capitolo IV. I mercati finanziari 2 I MERCATI FINANZIARI OBIETTIVO: SPIEGARE COME SI DETERMINANO I TASSI DI INTERESSE E COME LA BANCA CENTRALE PUO INFLUENZARLI LA DOMANDA DI MONETA DETERMINAZIONE DEL TASSO

Dettagli

Capitolo 14. Crescita economica e innalzamento del tenore di vita

Capitolo 14. Crescita economica e innalzamento del tenore di vita Capitolo 14 Crescita economica e innalzamento del tenore di vita La crescita economica è l'incremento della produzione di beni e servizi di un sistema economico nel lungo periodo Il raggiungimento di un

Dettagli

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE DEFINIZIONE DI QUALITA IL CONCETTO DI QUALITA. Prof.ssa Federica Murmura. a.a. 2014-2015

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE DEFINIZIONE DI QUALITA IL CONCETTO DI QUALITA. Prof.ssa Federica Murmura. a.a. 2014-2015 GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE a.a. 2014-2015 1 DEFINIZIONE DI QUALITA La norma UNI EN ISO 9000: 2005 definisce la qualità come «l insieme delle caratteristiche intrinseche di un prodotto/ servizio che

Dettagli

A N A L IS I D E L L A D O M A N D A TU R IS TIC A N E G L I E S E R C IZI A L B E R G H IE R I D I R O M A E P R O V IN C IA

A N A L IS I D E L L A D O M A N D A TU R IS TIC A N E G L I E S E R C IZI A L B E R G H IE R I D I R O M A E P R O V IN C IA A N A L IS I D E L L A D O M A N D A TU R IS TIC A N E G L I E S E R C IZI A L B E R G H IE R I D I R O M A E P R O V IN C IA A N N O 2 0 0 8 R A P P O R TO A N N U A L E 2 0 0 8 1. L andamento del mercato

Dettagli

La macroeconomia dei sistemi economici aperti

La macroeconomia dei sistemi economici aperti La macroeconomia dei sistemi economici aperti Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 31 Lo studio delle economie aperte Cosa si intende per economia

Dettagli

Capitolo 2 STRATEGIA, PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA ED EFFICACIA

Capitolo 2 STRATEGIA, PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA ED EFFICACIA Capitolo 2 STRATEGIA, PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA ED EFFICACIA Il ruolo della direzione strategica nella progettazione organizzativa Un organizzazione viene creata per raggiungere un determinato scopo.

Dettagli

Le barriere all entrata

Le barriere all entrata Le barriere all entrata Derivano da: maggiori i costi minori ricavi della nuova entrante rispetto alle imprese già presenti nel settore Le nuove entranti devono considerare: Condizioni d ingresso: ostacoli

Dettagli

Valutazione degli Intangibles ai fini del valore aziendale

Valutazione degli Intangibles ai fini del valore aziendale Valutazione degli Intangibles ai fini del valore aziendale La valorizzazione dei beni immateriali: i metodi di valutazione Rag. Roberto Spaggiari Reggio Emilia 20 giugno 2013 Page 1 Tempi di crisi Coscienza

Dettagli

Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE. Docente: Gatto Antonino

Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE. Docente: Gatto Antonino Corso di Laurea: Operatori pluridisciplinari e interculturali d'area mediterranea SCIENZA DELLE FINANZE Docente: Gatto Antonino Elaborazione: Dott.ssa Locantro Antonia Lucia I motivi dell intervento dello

Dettagli

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008

ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 ESERCITAZIONI per il corso di ECONOMIA DELL ARTE E DELLA CULTURA 1 1 MODULO (prof. Bianchi) a.a. 2007-2008 A. Il modello macroeconomico in economia chiusa e senza settore pubblico. A.1. Un sistema economico

Dettagli

Marketing - Unità Didattica 01 Introduzione al Marketing

Marketing - Unità Didattica 01 Introduzione al Marketing INTRODUZIONE diapositiva #1 introduzione Introduzione Cos è il marketing? In termini generali è un attività finalizzata alla gestione dei rapporti con l ambiente esterno e con i mercati di riferimento.

Dettagli

ECONOMIA URBANA. Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre. Contatti: costanti@uniroma3.it

ECONOMIA URBANA. Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre. Contatti: costanti@uniroma3.it ECONOMIA URBANA Valeria Costantini Facoltà di Architettura, Università Roma Tre Contatti: costanti@uniroma3.it LA MACROECONOMIA Economia Urbana 2 L economia aperta Per economia aperta si intende l insieme

Dettagli

LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE LE STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE Prof. Fabio Musso Università degli Studi di Urbino Facoltà di Economia fabio.musso@uniurb.it pagina 1 Fasi del processo di sviluppo della strategia di internazionalizzazione

Dettagli

Marketing Introduzione al marketing strategico

Marketing Introduzione al marketing strategico http://www.dimeg.poliba.it/kmlab Marketing Introduzione al marketing strategico Prof. Michele Gorgoglione m.gorgoglione@poliba.it Sommario Quattro definizioni di marketing 1. Concetti di base dal bisogno

Dettagli

Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo

Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo Capitolo 5 Livello dei prezzi e tasso di cambio nel lungo periodo adattamento italiano di Novella Bottini 1 (c) Pearson Italia S.p.A. - Krurman, Obstfeld, Melitz - Economia internazionale 2 Anteprima La

Dettagli

Lezione 26 (BAG cap. 24)

Lezione 26 (BAG cap. 24) Lezione 26 (BAG cap. 24) Politica Monetaria e Fiscale: regole e vincoli Corso di Macroeconomia Prof. Guido Ascari, Università di Pavia Cosa sappiamo Nel breve periodo la politica monetaria influisce sia

Dettagli

Concetti di marketing turistico

Concetti di marketing turistico Concetti di marketing turistico Introduzione Un impresa, per individuare la linea d azione che ha la maggior probabilità di portare al successo il proprio prodotto, cerca di anticipare i bisogni dei consumatori,

Dettagli

La curva di offerta. La curva di offerta

La curva di offerta. La curva di offerta La curva di offerta La curva di offerta Un diagramma che mostra la quantità di un bene che i venditori desiderano vendere per un dato prezzo rapporto tra prezzo e quantità offerta Ha pendenza positiva

Dettagli

Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato delle valute

Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato delle valute Tassi di cambio fissi e interventi sul mercato delle valute Interventi della banca centrale e offerta di moneta Come la banca centrale tiene fisso il tasso di cambio Politiche di stabilizzazione con tassi

Dettagli

Economia Politica (potete riferirvi al testo di esame di J. Hey o ad altri tipo il Varian)

Economia Politica (potete riferirvi al testo di esame di J. Hey o ad altri tipo il Varian) Introduzione al Corso Nozioni Propedeutiche di base: Economia Politica (potete riferirvi al testo di esame di J. Hey o ad altri tipo il Varian) Matematica generale Metodo e Finalità dell Apprendimento:

Dettagli

Competere nei mercati internazionali

Competere nei mercati internazionali Corso di Strategie d impresa A.A. 2009/2010 Prof. Tonino Pencarelli - Dott. Simone Splendiani Competere nei mercati internazionali A cura di: Martina Fiordigigli Silvia Gardini Cap. 7, Thompson A., Strickland

Dettagli

Prof. Giuseppe Pedeliento

Prof. Giuseppe Pedeliento Corso di MARKETING INTERNAZIONALE Prof. Giuseppe Pedeliento 18.09.2015 Anno Accademico 2015/2016 AGENDA Marketing Keywords Orientamenti al marketing Il processo di marketing Marketing Definizioni di marketing

Dettagli

Il sistema logistico integrato

Il sistema logistico integrato Il sistema logistico integrato Che cos è la logistica? Il concetto di logistica è spesso poco chiaro Per logistica, spesso, s intendono soltanto le attività di distribuzione fisica dei prodotti (trasporto

Dettagli

Corso semestrale di Analisi e Contabilità dei Costi

Corso semestrale di Analisi e Contabilità dei Costi Corso semestrale di Analisi e Contabilità dei Costi Il target costing Che cosa è il target costing. In prima analisi. E un metodo di calcolo dei costi, utilizzato in fase di progettazione di nuovi prodotti,

Dettagli

L analisi Competitiva

L analisi Competitiva L analisi Alessandro De Nisco Università del Sannio COSA E L ANALISI COMPETITIVA? Affinchè l impresa possa svolgere con successo la propria attività, è fondamentale che essa svolga un monitoraggio costante

Dettagli

Costituzione dell azienda

Costituzione dell azienda START UP E PMI INNOVATIVE - DALL IDEA ALL IMPRESA: SVILUPPO E STRUMENTI NORMATIVI I vantaggi, le agevolazioni fiscali, i finanziamenti regionali Costituzione dell azienda Giovedì 26 novembre 2015 Gli Step

Dettagli

Economia Politica. Grazia Graziosi DEAMS

Economia Politica. Grazia Graziosi DEAMS Economia Politica Grazia Graziosi DEAMS Macroeconomia: un quadro generale Macroeconomia versus microeconomia La microeconomia studia il comportamento degli individui e delle imprese nei singoli mercati:

Dettagli

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico.

Dettagli

INDICATORI ECONOMICI E ANALISI STRATEGICA

INDICATORI ECONOMICI E ANALISI STRATEGICA Specializzazione Tecnico del Commercio Estero INDICATORI ECONOMICI E ANALISI STRATEGICA Nicoletta d Ovidio Classe 5 Ctga Un azienda per internazionalizzarsi deve prendere in considerazione diversi fattori:

Dettagli

Primo Rapporto Osservatorio sul settore delle lavanderie industriali

Primo Rapporto Osservatorio sul settore delle lavanderie industriali ente bilaterale lavanderie industriali fra AUIL FEMCA-CISL FILTEA-CGIL UILTA-UIL Primo Rapporto Osservatorio sul settore delle lavanderie industriali Sintesi Dati di scenario: 600 imprese per 15 addetti

Dettagli

POLICY RECOMMENDATIONS

POLICY RECOMMENDATIONS the ECOTALE project has been co-financed by ERDF through the INTERREG IVC programme INTERNALIZZAZIONE DEI COSTI ESTERNI DEI TRASPORTI E SISTEMA DELLA MOBILITÁ COSTI ESTERNI I trasporti generano degli effetti

Dettagli

Gli strumenti di Politica Agraria

Gli strumenti di Politica Agraria Gli strumenti di Politica Agraria Prof. Andrea Segrè 1 Motivazioni degli interventi di politica agraria Migliorare il collegamento delle imprese agricole con il mercato Facilitare la concentrazione Stabilizzare

Dettagli

Come fare un piano di marketing

Come fare un piano di marketing Come fare un piano di marketing Marketing strategico e operativo Definizione Un Un piano di di marketing è un un piano finanziario arricchito di di informazioni su su origini e destinazioni dei dei flussi

Dettagli

IL SITO PRODUTTIVO NELL ECONOMIA DELLA COMPLESSITA

IL SITO PRODUTTIVO NELL ECONOMIA DELLA COMPLESSITA IL SITO PRODUTTIVO NELL ECONOMIA DELLA COMPLESSITA Prof. 1Corso: Supply chain management Docente: 1 IL SITO PRODUTTIVO L economia fordista di ispirazione taylorista ad un economia post fordista ha contribuito

Dettagli

6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1.

6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1. 6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1. Introduzione Secondo un recente studio comparativo dell OECD, gli Stati Uniti hanno

Dettagli

Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA

Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA Esercitazione relativa al capitolo 14 I MONOPOLI E LA CONCORRENZA IMPERFETTA Esistono quattro principali tipi di strutture di mercato: concorrenza perfetta, monopolio, concorrenza monopolistica e oligopolio.

Dettagli

Energie rinnovabili: un problema di «governance»

Energie rinnovabili: un problema di «governance» Conclusioni Energie rinnovabili: un problema di «governance» di Giulio Napolitano L analisi dei diversi aspetti che caratterizzano la disciplina delle energie rinnovabili rivela la mancanza di un chiaro

Dettagli

Marketing. La segmentazione del mercato

Marketing. La segmentazione del mercato Marketing La segmentazione del mercato 1 Fase analitica e conoscitiva Analisi di settore e comportamenti concorrenziali Definizione del mercato e analisi della domanda Comportamento del consumatore Struttura

Dettagli