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1 COMUNE DI ROVIGO COMUNE DI VILLADOSE Profilo di Salute Anno 1998 Realizzazione Ottobre 2000

2 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose VII Indice 1.0 Cenni Introduttivi pag Le origini del Progetto Città Sane: per una fedeltà all'idea pag Il perché del Profilo di Salute: le ragioni dello strumento pag Il perché di un Profilo comune tra Rovigo e Villadose: le ragioni operative pag Aspetti Demografici pag Generalità pag Stato di Salute pag Generalità pag Mortalità Infantile pag Cause di morte pag Mortalità Giovanile pag Mortalità Prevenibile pag Neonati pag Aborti pag Progetti ed Attività di Prevenzione pag Generalità pag Vaccinazioni pag Medici di base pag Aspetti Ambientali pag L aria pag L acqua pag I rifiuti solidi urbani pag Il verde pubblico pag I siti abbandonati pag Gli impianti sportivi pag I trasporti pag Aspetti Sociali, Culturali ed Economici pag Scuola pag La povertà materiale pag La disoccupazione pag Inserimento dei disabili nel lavoro pag. 31 Conclusioni e Prospettive pag. 33 Riferimenti bibliografici pag. 36 Ringraziamenti pag. 37

3 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose III Prefazione L adesione alla rete Italiana delle Città Sane, promossa dall Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), da parte dei Comuni di Rovigo e Villadose, è avvenuta nel 1996, con atto deliberativo dei rispettivi Consigli Comunali. Tale adesione ha impegnato i Comuni a svolgere interventi rivolti alla promozione ed alla tutela della salute. Il Progetto Rete Città Sane proposto dall O.M.S. alle nazioni, contiene stimoli per l attivazione di politiche territoriali che coniugano la promozione della salute con il benessere collettivo, secondo una concezione globale ed ecologica di salute. Gli obiettivi e la filosofia della Rete Città Sane propongono l integrazione tra il sociale ed il sanitario, in un ottica di coinvolgimento delle varie risorse, sia istituzionali sia informali, di un territorio. L O.M.S., nei suoi documenti, ha ribadito che la salute è un diritto fondamentale dell essere umano e che porsi la finalità di raggiungere il più alto livello possibile di salute è un obiettivo sociale d'estrema importanza, che interessa il mondo intero ( Salute per tutti nell anno 2000 ). Questo implica un salto di qualità fondamentale nel modo di pensare e propone di trasformare la cultura della malattia in cultura della salute. E quindi necessario rivolgere l attenzione, non solo alle cause di malattie, agli stili di vita scorretti, ai fattori di rischio, bensì anche ai meccanismi di difesa, naturali ed acquisiti, individuali e collettivi, per accrescerli. In questa prospettiva la salute non ha tanto a che fare con la capacità di migliorare l organizzazione dei servizi medici, quanto con la qualità della vita, e con la capacità di produrre salute. L elaborazione di un Profilo di Salute della città è un obiettivo prioritario e strategico posto dall O.M.S., in quanto permette di evidenziare le aree più problematiche all interno del territorio e può fornire indicazioni per la pianificazione. La stesura dei Profili di salute e la rilevazione dei diversi Indicatori, ha coinvolto diversi uffici e diversi Enti, in un lavoro intersettoriale ed interistituzionale. Sono pertanto doverosi i ringraziamenti a tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione per questo lavoro. I dati rilevati sono riferiti al 1998 e pertanto hanno già subito delle modificazioni, molti servizi nuovi sono stati avviati nei due Comuni. Il Profilo di Salute è, infatti, uno strumento dinamico che evolve nel tempo e che prevede una rete interistituzionale che dia continuità nella rilevazione. Le nuove politiche sociali propongono un sistema di servizi sinergicamente integrato che favoriscono l attuazione d'interventi orientati al ben-essere delle comunità locali. Su questi principi, i Comuni di Rovigo e Villadose riconfermano il loro impegno, auspicando che questo strumento possa crescere ed estendersi al nostro intero territorio provinciale. Pensare globalmente ed agire localmente è il motto che sintetizza gli orientamenti degli organismi internazionali, sia in campo sociosanitario (O.M.S.), che ambientale (Conferenza di Rio de Janeiro): se sapremo adeguarci nei fatti e nel pensiero a questo, daremo il nostro contributo al miglioramento di questa società. IL SINDACO DI ROVIGO Fabio Baratella IL SINDACO DI VILLADOSE Mirella Zambello

4 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose V L Europa è il continente che possiede uno dei più validi programmi di scambio tra città: esistono contatti diretti tra autorità locali di città diverse e lontanissime fra di loro, per accelerare lo scambio di informazioni, esperienze, progetti. Già alla fine degli anni settanta, l Organizzazione Mondiale della Sanità sviluppa il progetto Città Sane, accolto da numerose comunità e municipalità europee e statunitensi e valorizzato da altre iniziative come la campagna europea per le città sostenibili (European Sustainable Cities and Towns Campaign) alla quale, nel 1994, hanno aderito centinaia di comuni d Europa. La rivoluzione post-industriale conosce connotati e caratteristiche lontanissime tra loro: la globalizzazione e la frammentarietà, la dispersione di risorse preziose e la coscienza del limite dell intervento umano, soprattutto se quest ultimo si allontana dalle doverose coordinate di uno sviluppo progettato sulle potenzialità dell ambiente che ci circonda. La rilettura delle strategie economiche, culturali, sociali politiche e di produzione della salute sono, in questo nuovo secolo, strettamente interconnesse: non si crea benessere senza rispetto delle caratteristiche della comunità, non vi è crescita né sviluppo economico senza valorizzazione della salute e della cultura locale. Con la pubblicazione di quest'opuscolo, i comuni di Rovigo e Villadose, che hanno aderito nel 1996 alla Rete Italiana delle Città Sane, secondo il progetto dell O.M.S., hanno offerto a tutti gli attori sociali impegnati nella progettazione di salute e benessere dalle scuole primarie all università, dai centri di ricerca alle aziende, dagli ospedali ai servizi sanitari territoriali, dal volontariato alle associazioni di categoria una bussola morale per orientare l impegno futuro, le nuove opportunità di sviluppo e crescita da delineare secondo i principi di sostenibilità, solidarietà, equità e cooperazione intersettoriale. Rendere oggi realizzabile un progetto di salute, sviluppo e qualità della vita significa assumere coscientemente strategie complesse che tengano conto delle interazioni di stili di vita, delle dinamiche ambientali e sanitarie, di fattori relazionali, e dell integrazione socio economica. Ma tutte le azioni amministrative, culturali, sanitarie ed economiche, devono, per arricchirsi reciprocamente, essere fondate esattamente su una griglia di conoscenza sulla quale alzare i successivi interventi di miglioramento e crescita. Un plauso quindi ai Comuni di Rovigo e Villadose, che hanno saputo selezionare e descrivere con calzante esattezza l identità e le potenzialità della comunità locale, senza tralasciare le criticità e i punti di eccellenza. Era una città di un rosso e di un nero innaturale come la faccia dipinta di un selvaggio scrive nel 1854 Charles Dickens nel suo romanzo Tempi difficili, descrivendo la velocità e i repentini cambiamenti delle comunità industriali: dopo un secolo e mezzo, la prospettiva con la quale confrontarci si chiama Villaggio globale. In esso, grazie alla rivoluzione dei sistemi informativi e telematici, convivono minuscoli villaggi rurali e immense metropoli. Per garantire ai cittadini di queste realtà così lontane benessere e sviluppo sostenibile serve il dinamismo delle persone, che si impegnano nel lavoro comune. È questa una concentrazione di energie umane che ha permesso alle città di dar vita alla civiltà. Ed è ciò che può infine salvarle. DIRETTORE GENERALE AZIENDA ULSS 18 ROVIGO- Dott. Gianni Tessari

5 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose Cenni Introduttivi 1.1 Le origini del Progetto Città Sane: per una fedeltà all idea. Il Progetto Città Sane nasce, per l iniziativa dell OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), al fine di fornire un mezzo di promozione, propulsione e verifica dell'applicazione dei principi della Salute per Tutti (Health For All, Salute per Tutti) a livello locale. Fin dal 1977 l Assemblea dell OMS lancia una sfida alla Comunità Internazionale e agli Stati Membri proponendo il perseguimento concreto di un effettiva salute per tutti, senza discriminazioni di sorta. Il documento La Salute per Tutti adottato dagli Stati Membri nel 1984 si fonda su sei principi base: 1. Le disuguaglianze in campo sanitario, tra paesi e all'interno dello stesso paese, dovrebbero essere ridotte perché l HFA (Health For All) implica una condizione d uguaglianza. 2. La promozione della salute e la prevenzione della malattia dovrebbero essere enfatizzate, per aiutare gli individui a raggiungere le loro piene capacità fisiche, mentali e sociali. 3. I diversi settori della società dovrebbero collaborare nell'assicurare, a tutta la popolazione, il diritto alla salute e la protezione dai rischi che potrebbero provenire dall'ambiente. 4. La partecipazione della comunità è essenziale per realizzare l HFA. 5. Il sistema di tutela della salute deve concentrarsi sulla tutela della salute primaria, che provveda servizi accessibili nel luogo dove la popolazione vive e lavora. 6. La cooperazione internazionale si dovrebbe impegnare ad evidenziare i problemi legati alla salute che trascendono i confini nazionali. All'interno dell HFA manca però una definizione più precisa delle strategie da adottare nella promozione della salute. A tale necessità dà risposta la Carta di Ottawa, del 1986, che definisce la promozione della salute come il processo mediante il quale rendere gli individui capaci di controllare e migliorare la propria salute. La Carta di Ottawa è basata su cinque principi base:

6 2 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose la promozione della politica di salute pubblica, la creazione di un ambiente di sostegno, il rafforzamento della partecipazione da parte della comunità, il perfezionamento delle proprie capacità, un nuovo orientamento dei servizi sanitari. La Dichiarazione di Adelaide, adottata nel 1988, elabora ulteriormente il concetto di politica per la salute pubblica, ed è questo risultato più importante conseguito dalla diffusione dei Progetti Città Sane in ambito locale. I principi dell HFA e la guida strategica della Carta di Ottawa costituiscono ancor oggi la struttura fondante del progetto Città Sane dell'oms. _ Tre sono quindi gli obiettivi generali perseguiti dal progetto dell OMS: rafforzare il sostegno nei confronti dell HFA tra i politici locali, incoraggiare lo sviluppo di nuovi modelli di politica di salute pubblica, espandere l'applicazione di questi modelli in tutto il territorio. Il Progetto si radica nel concetto di cosa è una città e di cosa una città sana può diventare. Una città è vista come un organismo complesso che è vivo, respira, cresce, e cambia costantemente. Una città sana è una città che migliora il suo ambiente ed espande le sue risorse, così che gli abitanti possano sostenersi a vicenda nel raggiungere il loro massimo benessere. Il concetto di Città Sana implica un processo, non solamente un risultato, una città sana non è necessariamente una città che ha raggiunto un particolare stato di salute. E una Città cosciente del fatto che la salute è una questione che riguarda le politiche cittadine. Ogni città può essere una città sana, se s impegna per quest obiettivo e possiede una struttura e una linea di condotta per lavorare in direzione del proprio miglioramento. L impegno politico è la prima tappa per lavorare nella prospettiva di diventare una città sana. Alle città che sono entrate a far parte della rete dell OMS negli ultimi anni è stato chiesto di impegnarsi in tal senso. E stato loro chiesto di formulare piani di promozione intersettoriale della salute con una forte componente ambientale, e di assicurare le risorse per metterli in atto. Il Congresso di Copenaghen del 1992 è un'occasione importante per il movimento Città Sane. Dà l'opportunità di celebrare quanto ottenuto in quella che è soltanto la prima fase di un esplorazione sempre in corso, di nuovi approcci alla salute pubblica per andare incontro alle necessità di questo decennio e dei prossimi. Dal Congresso sono emerse le lezioni imparate nel costruire sostegno politico, nel creare infrastrutture e nell'introdurre nuove politiche e nuove modalità di azione. Nel 1998 la Carta di Atene identifica come linee guida delle azioni del Progetto quattro pilastri fondamentali sui quali la Rete Mondiale delle Città Sane s impegna per il consolidamento di un efficace metodologia di lavoro che consenta il raggiungimento degli obiettivi della Salute per Tutti: la sostenibilità, la solidarietà, l equità e la cooperazione intersettoriale. Oggi è presente una rete di città OMS che guida il processo di innovazione e di cambiamento politico, al fine di indirizzare la crescita delle reti nazionali e di aumentare il numero delle città partecipanti. La sfida raccolta è quella di proteggere e migliorare la salute pubblica in un periodo di transizione politica, economica e sociale senza precedenti. I comuni di Rovigo e Villadose, con atti deliberativi dei rispettivi Consigli Comunali del 1996, hanno deciso di aderire al Progetto e alla Rete Italiana delle Città Sane,

7 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose 3 ritenendo la salute della città e dei suoi abitanti come un patrimonio da salvaguardare ed accrescere. 1.2 Il perché del Profilo di Salute: le ragioni dello strumento. Il Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose s inserisce all interno delle attività promosse dalla Rete Italiane Città sane e, più in generale, dei principi e della filosofia dei Health For All (Salute per tutti) promosso dall'organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il Profilo ha lo scopo di apportare un contributo sia in termini metodologici sia contenutistici all'approfondimento dei temi della salute nella sua accezione più ampia: dai comuni aspetti di natura sanitaria, fino a quelli più globali legati all ambiente e allo sviluppo urbanistico. Il dibattito su questo tema è diventato, infatti, nel tempo, sempre più strategico e centrale tanto da coinvolgere nei processi di analisi, condotti a diversi livelli, una pluralità di soggetti portatori ciascuno di prospettive particolari, che nascono dalle rispettive esperienze vissute, siano esse ambientali piuttosto che sanitarie, sociali od urbanistiche, o altro ancora. In questo ricco e variegato panorama di sensibilità ed informazioni, lo strumento del Profilo di Salute rappresenta quindi un tentativo di analisi, sia pure parziale, dello stato di salute e della qualità della vita nei comuni di Rovigo e Villadose, commentato secondo una prospettiva di utilizzazione da parte dell Ente Locale. L aspetto caratterizzante è costituito principalmente dallo sforzo di messa a fuoco dell insieme di quei fattori che concorrono a determinare la salute di un contesto cittadino e, in particolare, quelli sui quali è possibile intervenire mediante politiche pubbliche condivise, mirate ed efficaci. In sintonia con la metodologia propria del Progetto Città Sane dell OMS e con i Piani Sanitari Nazionale e Regionale oltre che di Zona, l obbiettivo principale perseguito con il Profilo di Salute, è costituire un riferimento informativo per Amministratori, operatori istituzionali e cittadini, per favorire l'assunzione cosciente di scelte strategiche che concorrano a determinare, nel futuro, la salute del territorio e dei suoi abitanti. E un primo passo per la realizzazione progettuale di un efficace e concreto Piano di Salute che dovrebbe costituire ossatura fondante di qualsiasi progetto amministrativo, perché strumento con il quale è possibile programmare, efficacemente, un integrazione delle azioni già in essere sul territorio e uno sviluppo davvero sostenibile. In un quadro complessivo dove la salute della persona risulta determinata dalla interazione di stili di vita, fattori ambientali, gestione sanitaria, e integrazione socioeconomica, essa non è più identificata come semplice assenza di malattia, ma assurge a stato di completo benessere fisico, mentale e sociale (OMS). La salute approda a contenuti più globali afferenti alla persona coinvolgendone, oltre alla culturalmente ovvia dimensione fisica, anche quella psichica e relazionale. E importante allora ribadire come le evoluzioni del concetto di salute, pur nella fedeltà all idea originaria contenuta negli atti dell Assemblea OMS del 1977, siano approdate alle conclusioni più recenti della Conferenza Internazionale delle Città Sane di Atene, dove gli obiettivi da perseguire per una concreta politica della salute sono stati sintetizzati in: sostenibilità, solidarietà, equità e cooperazione intersettoriale (fig. 1.1). Sostenibilità intesa come capacità di cogliere gli effetti futuribili dello sviluppo attuale verificandone gli impatti sulle singole persone e collettività; Solidarietà come capacità di cogliere la salute quale bene collettivo, realizzabile solo attraverso un effettiva condivisione delle risorse, delle conoscenze, delle informazioni e delle esperienze; equità come la possibilità per ciascuno di raggiungere il massimo livello di benessere psicofisico, sociale, economico e spirituale possibile; cooperazione intersettoriale come opportunità di

8 4 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose una gestione comune più attenta e consapevole delle risorse e delle possibilità presenti nel territorio. Fig. 1.1 I pilastri fondanti della Salute Conferenza di Atene Il perché di un Profilo comune tra Rovigo e Villadose: le ragioni operative. La particolarità del Profilo di Salute, che lo rende di fatto strumento utilizzabile dalle Amministrazioni, è essenzialmente quella di riuscire, attraverso indicatori, a quantificare aspetti che qualificano la salute nel territorio. La ragione principale che ha condotto alla realizzazione di una sinergia fra i due Comuni di Rovigo e Villadose è, sostanzialmente, la perfetta identità degli interlocutori da interpellare per il reperimento dei dati necessari all individuazione degli indicatori OMS e quindi l economia di risorse umane ed economiche che è stato possibile conseguire. Il processo, che ha condotto alla stesura del presente documento, non sempre è risultato agevole, vista la difficoltà di reperimento e la specificità delle informazioni richieste, e per questo solo nel duemila si è in grado di pubblicare l informativa relativa all annata La creazione di importanti canali di dialogo ed informazione con le più diverse istituzioni ha richiesto tempo, soprattutto nella prospettiva di poter consolidare delle collaborazioni che, in un prossimo futuro, possano estendere le indagini condotte anche ad altri ambiti per i quali la disponibilità di dati sul territorio risulta limitata: dagli aspetti legati alla sicurezza a quelli legati alle progettualità operanti con finalità affini. Il profilo di salute di Rovigo e Villadose intende tracciare la fisionomia delle due realtà locali secondo gli aspetti: demografico, sanitario, socio-economico e ambientale, con l obiettivo di informare i cittadini residenti sullo stato di salute del territorio in cui vivono e di sensibilizzare gli Amministratori locali, i rappresentanti delle Istituzioni pubbliche e private e i mediatori culturali a inserire, con maggior forza e determinazione, la salute fra le ragioni ispiratrici delle proprie strategie d azione.

9 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose Aspetti Demografici 2.1 Generalità. I comuni di Rovigo e Villadose hanno tendenze demografiche simili a quelle riscontrabili sul piano nazionale: calo delle nascite, aumento della popolazione anziana, contrazione del numero dei componenti le famiglie. Il saldo negativo fra nascite e morti non è compensato dall arrivo di nuovi residenti, o meglio dal saldo positivo, che pure sussiste, fra iscritti e cancellati alle anagrafi dei due comuni. Così Rovigo perde quasi abitanti in dieci anni e Villadose mantiene grosso modo quelli che aveva alla fine degli anni 80, dopo aver conosciuto un lieve aumento nei primi anni ,00% 40,00% 35,00% 30,00% 25,00% 20,00% 15,00% anno 1971 anno 1981 anno 1991 anno ,00% 5,00% 0,00% e +' Fig. 2.1 Comune di Rovigo Valori percentuali della popolazione residente suddivisa per classi d età: confronto anni Per singole classi d età le variazioni sono alquanto rilevanti. Nel grafico di fig. 2.1, che visualizza la ripartizione della popolazione residente a Rovigo, per classi d età, nelle diverse annualità dal 1971 al 1998, si evidenzia la progressiva diminuzione dei bambini da 0 a 14 anni che passano dal 24% del 1971 all 11% del Le classi intermedie subiscono variazioni meno marcate rispetto ai bambini, mentre è da rilevare un andamento tendenzialmente opposto per la fascia degli ultra sessantaquattrenni che passa dall 11% del 1971 al 20% del 1998.

10 6 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose Analizzando i dati relativi alle caratteristiche della popolazione per sesso e classi d età, la rappresentazione più congeniale è quella piramidale. 75 e +' femmine maschi Fig. 2.2 Popolazione residente nel Comune di Rovigo Anno 1998 Il declino delle nascite è rilevabile dalla base stretta della piramide delle età del 1998 (Fig. 2.2) e dal confronto con la rappresentazione corrispondente, per l annata 1971, con fig e +' femmine maschi Fig. 2.3 Popolazione residente nel Comune di Rovigo Anno 1971

11 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose 7 Le tendenze demografiche più recenti hanno modificato a tal punto la struttura della popolazione che essa non è raffigurabile come una piramide ma come un "bulbo" con un pennacchio superiore, girato dalla parte delle donne anziane. Sembra quasi certo che la forbice fra nascite e morti andrà aumentando con una forma piuttosto curiosa. Il numero di morti, infatti, è praticamente lo stesso da 30 anni, intorno ai dieci decessi ogni 1000 abitanti 1, il numero di nascite cala costantemente, arrivando a circa 7 nati ogni 1000 abitanti negli ultimi anni (fig. 2.4) casi per 1000 abitanti tasso natalità tasso mortalità anni Fig. 2.4 Tassi di natalità e mortalità del Comune di Rovigo dal 1972 al 1998 Villadose presenta nel 1998 un dato più alto (8,5) degli anni precedenti. E decisamente poco per parlare di "inversione di tendenza". Lo stesso comune di Rovigo aveva registrato un lieve aumento rispetto al picco negativo del 1994; ma dal 1998 torna a calare vistosamente. Vale quindi una tendenza di lungo periodo al calo, un fenomeno che appare di portata storica e investe in pieno anche i due comuni polesani. Il calo in valore assoluto delle nascite si accompagna al crescere dell età media. La speranza di vita alla nascita è, per il Comune di Rovigo, pari a anni con una lieve crescita rispetto all annata precedente (per Villadose è pari a 75,86 nel 1998). I due fenomeni - calo delle nascite e allungamento della vita - si riflettono sull indice di vecchiaia. Questo è costruito sul rapporto fra anziani oltre i 64 anni e giovani sotto ai 15 (x 100). 1 L indice è così stabile perché in esso si annullano due tendenze opposte: da un lato, aumenta la vita media, che abbasserebbe il tasso di mortalità, dall altro, aumenta la quota d anziani sulla popolazione che porta ad aumentare il numero di morti e il relativo tasso.

12 8 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose Per Rovigo nel 1998 il valore è pari a 176, per Villadose 135. Questo dato è importante perché fa capire come il secondo comune abbia una popolazione un po più giovane al confronto con il primo. La fig. 2.5 riporta l andamento dell indice di vecchiaia registrato per il Comune di Rovigo dal 1971 al 1998, evidenziando un progressivo e consistente aumento del valore, con uno scarto di 130 punti percentuali nel confronto tra il dato del 1998 con quello del % 160.0% 140.0% 175.8% 120.0% 100.0% 121.8% 80.0% 60.0% 40.0% 68.1% 20.0% 46.1% 0.0% Fig. 2.5 Variazione dell indice di vecchiaia nel Comune di Rovigo E abbastanza frequente trovare i comuni urbani con una quota maggiore d anziani. Questo è legato, da un lato, ai tassi di natalità generalmente più bassi nelle zone a più alta concentrazione d attività terziarie e, dall altro, al fatto che le coppie giovani con figli escono dalle città alla ricerca di case più grandi e meno costose. In questo senso, Villadose si presenta come un comune agricoloindustriale, piuttosto che urbano. Inoltre, il costo delle abitazioni, dei terreni e degli affitti è sicuramente più basso, tale da far restare qualche famiglia giovane nel territorio comunale. Non vanno comunque trascurate le ragioni culturali. Rovigo resta pur sempre il capoluogo provinciale dove è più marcato il fenomeno della secolarizzazione dei costumi. Per quanto riguarda Rovigo vi è da sottolineare un altro aspetto. Il calo della popolazione, registrato nell ultimo decennio, per un comune che dispone di una superficie molto ampia e di molte frazioni poco urbanizzate, suscita alcuni interrogativi. Una prima spiegazione porta a pensare ad una sorta di decadenza del capoluogo, incapace di sostenere il ruolo di polo attrattore, pur avendo ancora spazi per attività industriali e per aree residenziali. Rovigo non ha conosciuto in passato i tassi d urbanizzazione d altre città del nord ed ora mantiene questa tendenza anomala, persiste nel suo dinamismo di basso profilo. Una seconda spiegazione fa leva sul

13 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose 9 fenomeno metropolitano: Rovigo perde popolazione che si sposta nei comuni di cintura, ma che resta organicamente legata con il centro. Questo fenomeno, noto da decenni nelle grandi città, è emerso anche per i centri minori e per quelli turistici. Una verifica di queste interpretazioni può essere fatta controllando i tassi di crescita demografica dei comuni che circondano Rovigo. I comuni intorno a Rovigo negli ultimi anni crescono quasi tutti (non San Martino), ma di poche unità. Si può concludere che a Rovigo vi è stato solo qualche timidissimo segnale di metropolizzazione. La sua capacità attrattiva resta molto debole; una qualche ridistribuzione della popolazione avviene ma all interno dei confini comunali. Questa interpretazione è suffragata anche dal fatto che i flussi immigratori sono andati calando dagli anni 70 fino agli anni 90. Se nei due decenni precedenti il saldo migratorio era leggermente positivo, negli anni 90 entrate e uscite da Rovigo si annullano a vicenda (fig. 2.6). Rovigo insomma non si pone come polo attrattore secondo la tradizionale funzione delle città né come centro metropolitano, seppure a scala ridotta, che espelle all esterno dei suoi confini quote consistenti di popolazione casi per 1000 abitanti tasso immigrazione tasso emigrazione anni Fig. 2.6 Tassi d immigrazione ed emigrazione del Comune di Rovigo dal 1972 al 1998 Un dato che differenzia notevolmente Rovigo da Villadose riguarda il numero di famiglie formate da un solo componente. Nel capoluogo nel 1998 queste rappresentavano oltre il 25% del totale, mentre a Villadose erano il 14%. Il dato di Rovigo è in linea con quello d altre città, come Padova; esso rappresenta un fenomeno da monitorare con grande attenzione, distinguendo bene le famiglie monocomponente anziane da quelle formate dai cosiddetti "single" per scelta 2. In termini dinamici si è di fronte ad un processo, a dir poco, impetuoso: nel 1991 le famiglie con un solo membro erano 3739, nel 1998 diventano 5276, una crescita del 41% in soli sette anni. In termini di tendenza Villadose ha lo stesso valore: registra una crescita del 2 Bisogna qui ricordare il noto fenomeno della maggiore età media delle donne. A Rovigo dopo i 75 anni queste sono oltre il doppio degli uomini. Da sola questa fascia di popolazione rappresenta quasi il 6% della popolazione totale. A Villadose le proporzioni sono solo di poco inferiori: quasi il 5%. E chiaro che fra queste donne molte sono vedove, non disposte, o non in grado, di risposarsi; esse sono destinate quindi ad abitare da sole, dato che i figli sono solitamente "neo-locali" in fatto d abitazione.

14 10 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose 41%. E probabile quindi che il distacco, frutto di una diversa struttura socioeconomica, sarà presto colmato anche per il comune alla periferia di Rovigo. 6 e +' componenti 2% 5 componenti 6% 4 componenti 20% 3 componenti 26% 2 componenti 26% 1 componente 20% Fig. 2.7 Suddivisione percentuale delle famiglie per numero di componenti Rovigo 1991

15 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose Stato di Salute 3.1 Generalità. Già si è visto l andamento del tasso di mortalità e si è spiegata la sua curiosa stabilità nel tempo ( 2.1, nota 1). Il suo livello per la città di Rovigo (10,8/1000) non si discosta molto per il 1998 da quello del medio Polesine. A Villadose nello stesso anno è un po più alto (11,4/1000), ma appare un fenomeno contingente. Sia l anno prima sia l anno dopo l indice è più basso. Non si prende a caso il paragone con il medio Polesine, area cui appartengono entrambi i comuni di Rovigo e Villadose. Il fatto è che l alto e il basso Polesine hanno entrambi valori più alti. Per la zona occidentale ciò è dovuto alla presenza di una popolazione più anziana; per la zona orientale della provincia, invece, vi è da pensare che l indice misuri effettivamente una più alta incidenza della mortalità. Mentre quindi Rovigo appare in linea con una tendenza generale (ad esempio, è simile alla situazione della città di Padova), il basso Polesine richiederebbe qualche attenzione in più riguardo a questo basilare indicatore di salute. 3.2 Mortalità Infantile A Rovigo la mortalità infantile, quella che registra i decessi nel primo anno di vita, è pari a 5,8 (x 1000 bambini da zero ad un anno) nel 1998; nell anno precedente era stata più alta. In termini assoluti sono morti due neonati nel 1998 e tre nel A Villadose non si registra nessun caso nel Cause di morte I dati sulle cause di morte sono disponibili separatamente per Rovigo e Villadose. Sono stati forniti dall azienda ULSS n.18, Servizio Igiene e Sanità Pubblica. Va detto che conviene un commento solo per il Comune di Rovigo. Nel caso di Villadose, la scarsa numerosità dei casi potrebbe indurre ad interpretazioni fuorvianti. In ogni caso si rimanda alla tabella I., nella quale si potranno controllare le frequenze assolute per il Comune di Villadose. Si dispone anche del dato per il 1997, che potrà aiutare a ridimensionare certe frequenze estreme. La maggior parte delle morti sono provocate da malattie dell apparato circolatorio: circa il 50% dei decessi avviene per questa ragione. Se il tasso di mortalità è intorno al 10 x 1000 abitanti, quel tipo di malattia ha colpito nel 1998 con un tasso del 5,18 x per Rovigo e 4.89x1000 per Villadose. Tuttavia, guardando alle differenze fra maschi e femmine si notano precise tendenze divergenti (fig. 3.1 e 3.2). 1 La classificazione delle cause di morte fa riferimento al codice internazionale delle malattie (ICD-9). L indice è espresso in numero di casi per abitanti. In questo caso si è usato il criterio per 1000 abitanti per omogeneità con il tasso di mortalità.

16 Tab. I. Comune di Villadose: valori assoluti delle cause di morte, secondo il genere, negli anni 1997 e Cardioischemie Cerebrovascolari Apparato respiratorio Cancro cavità orale Cancro polmoni, bronchi Cancro collo dell utero Cancro del seno Traumi e intossicazioni Incidenti stradali Suicidio AIDS Maschi 1997 Femmine 1997 Maschi 1998 Femmine

17 maschi 1997 femmine 1997 maschi 1998 femmine cardioischemie cerebrovascolari apparato respiratorio cancro cavità orale cancro tra cancro chea, polmoni collo dell'utero traumi e cancro del intossicazioni seno incidenti stradali suicidio aids maschi femmine maschi femmine Fig. 3.1 Comune di Rovigo: valori assoluti delle cause di morte, secondo il genere, negli anni 1997 e 1998.

18 2 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose casi ogni abitanti maschi femmine cardioischemi e disturbi cerebrovascolari apparato respiratorio cancro cavità orale cancro polmoni, bronchi cancro collo dell'uter cancro del seno traumi e intossic a-zioni incidenti stradali suicidio maschi femmine aids Fig. 3.2 Comune di Rovigo: numero di morti ogni abitanti per causa e genere. Valori medi negli anni 1997 e 1998.

19 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose 15 Le donne muoiono un po di più per cardioischemie; gli uomini notevolmente di più per cancro ai polmoni, incidenti stradali, suicidio, traumi e intossicazioni. Sembra quasi che il protocollo di Città Sane per quel che riguarda la cause di morte sia stato pensato per alcune malattie tipicamente maschili! Il calcolo degli indici permette un qualche confronto con Padova. Per questa sono state fatte delle medie per 5 anni ( ) in modo da ridurre i casi di picchi casuali. Per Rovigo si è fatto la media del 1997 con il Gli anni, dunque, non sono gli stessi, ma un confronto approssimativo è possibile farlo. Anche nel comune patavino le cardioischemie sono la principale causa di morte sia per le donne sia per gli uomini. Tuttavia, i valori di Rovigo appaiono nettamente più alti. Padova registra il valore di 161 per i maschi e 127 per le femmine; Rovigo rispettivamente 189 e 195. Per le malattie cerebro-vascolari Rovigo supera Padova, ma solo per gli uomini. Le morti per questa causa sono poco meno di 100 (su maschi) a Rovigo e 79 a Padova. Perfetta identità si nota, invece, per i tumori all apparato respiratorio: in entrambi i casi è una causa di morte tipicamente maschile con circa 125 casi per Per le femmine Padova (circa 40 casi per donne) sopravanza Rovigo (26x ). Nel protocollo di Città Sane non sono inseriti i tumori all apparato digerente 2. Dato che Padova lo fa, conviene calcolarlo anche per Rovigo. Ebbene, per i maschi di Rovigo è la terza causa di morte, superata di poco dal tumore all apparato respiratorio. Così è per Padova, anche se lì le due cause si eguagliano. Stessa somiglianza per le donne: il tumore all apparato digerente è mortale in circa 80 casi su a Padova e 75 a Rovigo. Nel capoluogo polesano si sono registrati mediamente nel circa 16 suicidi 3 e 23 morti per incidenti stradali ogni abitanti. Le due cause di morte sono molto diverse secondo il sesso. Per i maschi, l indice del suicidio assume il valore medio di 25 (7 per le femmine) e quello delle morti per incidente stradale 37 (9 per le femmine). I valori riferiti ai maschi sono più alti di quelli di Padova. Non è chiaro se ciò sia dovuto allo sfasamento del periodo considerato oppure al fatto che effettivamente Rovigo si presenta come area meno sicura. Questo sfaterebbe un luogo comune che vuole le piccole città come più tranquille e integrate. E anche vero, però, che a Rovigo le morti per AIDS sono certamente meno numerose che a Padova. 3.4 Mortalità Giovanile Di notevole interesse sociale sono le cause di morte giovanile, quelle che colpiscono la popolazione più sana. L indice in questo caso è costruito ponendo a numeratore il numero di decessi di persone sotto i 35 anni per singola causa di morte e a denominatore la popolazione media dell anno. Tale valore è poi moltiplicato per Per Rovigo la causa principale sono gli incidenti stradali: 5,9 casi ogni abitanti. Seguono con valori dell indice uguali due altre cause: i suicidi e i tumori (2,0 entrambe). Per l AIDS andrebbe segnalato un caso a Villadose che porterebbe il valore dell indice a 19,0. Nel prospetto delle città sane erano contemplate anche altre cause di morte che nel 1998 nei due comuni non si sono avverate: overdose da droga, malattie perinatali congenite e cause sconosciute. 2 Comprende i tumori dell esofago, dello stomaco, dell intestino, del colon-retto-ano, del fegato e del pancreas (codici ). 3 Si può parlare di una preoccupante tendenza alla crescita dei suicidi. Secondo l indagine di Destro e Viale (1997), il numero medio di suicidi nel periodo è stato di 9,6 ogni abitanti.

20 16 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose 3.5 Mortalità Prevenibile Sempre di notevole interesse sociale sono le statistiche della mortalità prevenibile, quella cioè in cui la responsabilità umana è alta, così alta da sconfinare nell autolesionismo. Essi riguardano il fumo, l alcool, gli incidenti stradali e gli infortuni sul lavoro. Per quanto riguarda fumo e alcool si procede attraverso stime. Si calcola, ad esempio, che il 90% dei tumori alle vie respiratorie sia dovuto all abitudine di fumare. A Rovigo nel 1998 abbiamo avuto 33 casi di morte per quel tipo di tumore. Allora, le morti prevenibili dovute al fumo sono così calcolate: 30/50.751x = 59,1. Da notare che l anno precedente i morti per cancro all apparato respiratorio erano stati 10 in più. Usando la media dei due anni l indice passerebbe a 74,9 4. Per le morti attribuite ad uso d alcool il calcolo è più complesso. Si stima che l 80% di chi muore di cirrosi epatica o di cancro al labbro o alla cavità orale sia dovuto all alcool. Così 12 dei 15 morti del 1998 per quelle cause sono attribuiti ad abuso d alcool. Inoltre, si suppone che un quarto dei suicidi e un terzo dei morti in incidenti stradali sia sempre per la stessa causa. Tenendo conto di tutte queste stime l indice diventa allora 34,1. Nel 1998 non si registrano casi d incidenti sul lavoro né a Rovigo né a Villadose. Se si calcola che il tasso di mortalità è attorno al 10 per abitanti o al per , se si vuole usare la stessa scala, emerge con evidenza come oltre un decimo del totale delle morti sia prevenibile attraverso un azione educativa e attraverso una migliore organizzazione della vita collettiva. Il fumo, in particolare, resta una "inspiegabile" causa di morte molto incidente, che giustifica massicce campagne d informazione e sensibilizzazione. 3.6 Neonati Un ulteriore indicatore di salute fisica previsto dal protocollo delle Città Sane è il numero di bambini che sono nati sotto peso. Il valore convenzionale per stabilire questo parametro è 2,5 Kg alla nascita. Il 7% dei bambini, nati negli ospedali di Rovigo e Trecenta nel 1998 e residenti nei comuni di Rovigo e Villadose, erano sotto quella soglia. Già si è visto il tasso di natalità di Rovigo e Villadose. Il protocollo di Città Sane torna sugli aspetti della procreazione per cogliere ulteriori elementi della salute di una collettività. Valuta, infatti, il numero di nati a partire dall età della madre. Stabilisce tre fasce: sotto i 20 anni, dai 20 ai 34 e oltre 34. Lo scopo di questa suddivisione appare evidente: l OMS individua un età ideale nella quale partorire. Partorire quando si è molto giovani od oltre i 34 anni è considerato un rischio. I dati per il comune di Rovigo sono i seguenti: meno di un bambino (precisamente 0,85) nato da donna sotto i 20 in rapporto a 100 bambini nati vivi. 71 su 100 sono nati da donna nell età "ideale" e il restante 28% è nato da donna sopra i 34 anni 5. 4 Bisogna dire che il calcolo delle morti fumo o alcool "correlate" è fatto anche con altri metodi. Ad esempio, si può aggiungere alle cause di morte "fumo correlate" una quota di casi deceduti per malattie cardiovascolari e per pneumopatie diverse dal cancro. 5 A Villadose la distribuzione è stata la seguente: nessuna nascita da donna sotto i 20; 84,4% in donne della fascia mediana; 15,6% delle nascite in donne oltre i 34 anni.

21 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose 17 1% 28% sotto i 20 anni tra 20 e 34 anni oltre i 35 anni 71% Fig. 3.3 Comune di Rovigo: età delle partorienti. Anno Più che una misura di sanità questa distribuzione coglie un cambiamento del costume. Sono quasi scomparse le baby-mamme; vi è una tendenza a spostare in avanti la nascita dei figli, anche del primo. Esigenze di carriera scolastica e lavorativa, maggiore salute delle persone, matrimoni spostati oltre i 30 anni d età stanno portando a questo risultato, considerato in termini strettamente sanitari non ottimale, in quanto l età migliore per partorire è identificata nell arco dai 20 ai 25 anni. 3.7 Aborti Nel 1998 gli aborti spontanei e procurati sono stati 75 a Rovigo e 11 a Villadose. Questo dato riguarda persone che risiedono nei due comuni e si sono rivolte agli ospedali di Rovigo o Trecenta. In rapporto al numero di nascite il valore è 21,7% per il capoluogo e 24,4% per Villadose 6. 16% 14% 12% 10% 8% Valori locali Indice regionale 6% 4% 2% Fig.3.4 Rapporto di abortività Anno % Rovigo Villadose 6 La fonte del dato è il servizio di Controllo Gestione, Programmazione e Statistica dell Azienda ULSS e si riferisce alle schede ISTAT, compilate per conto della Regione Veneto.

22 18 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose In base ai dati forniti dall Azienda ULSS n.18 sappiamo anche che gli aborti volontari sono stati 32 a Rovigo e 4 a Villadose; in rapporto al numero di nati dei due comuni, il valore diventa rispettivamente 9,2% e 8,9%. Il rapporto di abortività, così si chiama questo indice per distinguerlo da quello che pone a denominatore il numero di donne in età feconda, è più basso di quello regionale, che si assesta sul 15% e ancora più basso di quello nazionale che si pone intorno al 25%. Nel 1999, però, il dato sia per Rovigo sia per Villadose cresce sensibilmente e si porta sui valori medi regionali.

23 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose Progetti ed Attività di Prevenzione 4.1 Generalità. Nel progetto città sane un posto di rilievo è ricoperto dall educazione alla salute. Le iniziative specifiche in tal senso promosse nella città di Rovigo nel 1998 sono state quattro. Il progetto Icaro, rivolto agli adolescenti e ai giovani, mirante alla prevenzione delle tossicodipendenze attraverso operatori di strada ; il progetto la guida ecologica, rivolto agli utenti delle scuole guida, mirante alla conoscenza dei pericoli derivanti dall uso d alcool; le celebrazioni per due giornate simboliche: una riguardante la salute in generale e l altra la lotta al tabacco. Nel primo caso si è svolto un convegno sul tema della gravidanza e tutela della maternità rivolto ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche; nel secondo caso vi è stata l adesione formale alla Magna carta contro il tabacco. Si tratta di un indicatore molto generico. E probabile poi che diverse iniziative non siano state censite. Non sono stati approntati nel 1998 progetti di sensibilizzazione su larga scala, rivolti a tutta la popolazione o a quella più facilmente raggiungibile, come gli studenti. Degni di nota, in ogni modo, i primi due progetti che puntano su categorie a forte rischio: i giovani che possono cadere vittime della droga o che affrontano l iter formativo per ottenere la patente di guida. Altre progettualità hanno visto il coinvolgimento di settori della cittadinanza su aspetti legati alla salute intesa nella sua accezione più generale di benessere sociale. Si va dagli infanti, per i quali è del 1998 l istituzione delle esperienze di Atelier e di Spazio Giochi, occasioni significative di socializzazione e di espressione creativa, grazie ad un coinvolgimento diretto dei bambini più piccoli, con i loro genitori, in attività di laboratorio e di gioco. Esperienze di indubbia efficacia che hanno visto un coinvolgimento allargato di utenti all iniziativa, con la partecipazione anche di famiglie con bambini non frequentanti gli asili nido comunali. Ai minori in senso lato, con la progettazione del piano triennale di interventi per l infanzia e l adolescenza, in stretta connessione con i principi e le modalità dettate dalla Legge Nazionale 285/1997 Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l infanzia e l adolescenza. Nell ambito di queste attività sono state poste le premesse per la concretizzazione di progetti di grossa portata e legati alle due grosse aree d intervento individuate dalla legge: l Area di Contrasto al Disagio, nell ambito della quale Villadose risulta deputato alla realizzazione di una Comunità residenziale di accoglienza per minori, e l Area di Promozione e Prevenzione nella quale i due Comuni hanno attivato esperienze di animazione, di gioco e di formazione per figure professionali specifiche nell ambito infantile come le baby-sitter. Ai giovani con le loro problematiche connesse all orientamento scolastico e professionale. Per questa fascia d età particolare rilievo ha assunto l esperienza rodigina dei progetti a finanziamento sociale europeo di Job Crea e Gulliver, che hanno avuto lo specifico obiettivo di indirizzare i giovani verso una più

24 20 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose spontanea espressione delle proprie originalità, al fine di individuare spazi per nuove professionalità da attivare nel territorio polesano. Anche le attività di orientamento al lavoro, condotte in collaborazione fra Comune di Rovigo e Fondazione Levi Montalcini, hanno contribuito ad avvicinare il mercato della domanda e dell offerta in campo lavorativo costituendo, per coloro che hanno avuto la possibilità di parteciparvi, un occasione di arricchimento e un apertura globali verso nuove esperienze professionali. Per arrivare alle famiglie per le quali è stata attivata, dal Comune di Rovigo sempre nel corso del 1998, la procedura di inserimento dell Ente nell ambito della sperimentazione del Reddito Minimo d Inserimento, con il quale, negli anni successivi, si è avuta la possibilità di supportare casi di famiglie con stati di necessità particolari. Anche i Centri di reinserimento sociale e lavorativo del 1998 a Rovigo hanno dato notevole contributo al raggiungimento di migliori condizioni psicofisiche per coloro i quali si sono trovati in situazioni di disagio dovute all uso di stupefacenti o alcool. Infine grosso contributo al dibattito e cultura ambientali della città di Rovigo è stato dato dall attività Ambiente in Festa, con la quale si è cercato di fornire alla cittadinanza una serie di occasioni integrate di sperimentare la festa dello stare insieme in un ambiente amico. La cooperazione dei mondi culturale (dibattiti, tavole rotonde, ) e sportivo (manifestazioni non agonistiche di riscoperta ambientale) ha contribuito enormemente al successo dell iniziativa ed ha costituito il miglior risultato conseguito con l iniziativa. Anche nel Comune di Villadose sono state svolte varie attività informative sui temi riguardanti la salute: _ "Donna e salute", con serate di informazione sui tumori femminili e lo screening, in collaborazione con l'a.n.d.o.s. (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno); _ Corso per smettere di fumare, in collaborazione con i servizi dell'azienda U.L.S.S.; _ Incontri sulla prevenzione del disagio giovanile, con particolare riferimento all'uso di droghe e del doping nell'ambito sportivo; L'avvio del Club di auto-aiuto per famiglie con problemi alcool-correlati. Progetto informativo sull'alimentazione degli anziani. Ha inoltre impegnato più annualità il progetto di Prevenzione "Villadose con i suoi Giovani", che ha coinvolto la fascia giovanile in diverse attività di animazione (realizzato con finanziamenti del Fondo nazionale Lotta alla Droga, del D.P.R. 309/'90). 4.2 Vaccinazioni. La diffusione delle vaccinazioni è un indicatore sia della salute di una popolazione sia dell efficienza di un organizzazione sanitaria nel coprire un dato territorio. Questa, in realtà, misura bene il secondo aspetto piuttosto che il primo. Infatti, una piccola frangia della popolazione contesta l utilità delle vaccinazioni, mentre la loro somministrazione indica sicuramente una buona capacità di presidio delle autorità sanitarie. L Organizzazione Mondiale della Sanità non manifesta comunque dubbi ed ha inserito quest indicatore nel progetto Città Sane. Per quanto riguarda Rovigo e il suo circondario 1 la diffusione della vaccinazione antipolio, difterite-tetano e antiepatite B è quasi totale fra i 1 Il dato si riferisce alla popolazione sopra i sei anni che vive nel capoluogo, più quella che appartiene al "Punto sanità" di Rovigo nel quale sono inclusi alcuni comuni del circondario.

25 Profilo di Salute dei Comuni di Rovigo e Villadose 21 bambini che nel 1998 avevano sei anni. Per antipolio e difterite-tetano la copertura riguarda il 98% dei casi, per l epatite B il 99%. I casi mancanti sono bambini da poco immigrati per i quali non sono ancora giunte dal comune di origine le informazioni sullo stato delle loro vaccinazioni. 4.3 Medici di base. La copertura di medici di base per il comune di Rovigo appare più che soddisfacente: abbiamo circa un medico ogni 1000 abitanti. Tale popolazione cresce di poco (1.409) se si considera invece che i medici il numero equivalente di questi a tempo pieno. Grosso modo sugli stessi valori è il numero di abitanti per medico nel comune di Villadose (1.317). Oltre a ciò, si tenga conto che in entrambi i comuni opera un pediatra ogni 600 bambini sotto i sei anni. La diffusione dei medici sul territorio appare quindi capillare, senza smagliature. Semmai i problemi sono di natura qualitativa e riguardano il complesso rapporto fra medico di base, strutture specialistiche e utenti. Anche il numero di infermieri appare consistente: al 31 dicembre 1998 abbiamo infatti 77 abitanti per ogni infermiere, misurato come equivalente a tempo pieno. Il numero elevato di pazienti provenienti dall esterno ha indotto il progetto Città Sane di Padova a sostituire quest indicatore con il numero equivalente di infermieri a tempo pieno che operano nei servizi territoriali. Questo dato non è per ora disponibile per Rovigo e Villadose. Più carente appare la risposta delle strutture sanitarie all emergenza immigrazione. Il progetto contemplava un indicatore relativo ai servizi di assistenza primaria offerti da personale che conosca lingue straniere. Questo servizio non esiste, anche se il personale del pronto soccorso è dotato di un frasario medico in quattro lingue, sorta di vocabolario delle patologie, che può essere di qualche aiuto con un ammalato che non conosca la lingua italiana. Scarsa appare anche la sensibilità alla questione salute da parte delle istituzioni politiche. Nel 1998 nessuna discussione o delibera sull argomento è stata svolta dai Consigli Comunali di Rovigo e di Villadose.

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