I trend regolatori nel settore dell energia Tra mercato e intervento dello Stato

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1 Newsletter trimestrale della Fondazione Enel N. 1/2014 I trend regolatori nel settore dell energia Tra mercato e intervento dello Stato EDITORIALE Simone Mori La regolamentazione ambientale nuoce sempre alla performance economica? Marzio Galeotti Il market design del gas e dell elettricità: quale strada percorrere? Miguel Vazquez Martinez Il finanziamento dei sussidi nel settore elettrico David Newbery La liberalizzazione dei mercati retail dell energia elettrica: alcune sfide per il futuro Simona Benedettini Analisi comparata dei sistemi di regolamentazione nel mercato elettrico nei Paesi dell America Latina Mariano Morazzo Marzia Germini NEWS DA FONDAZIONE ENEL Eventi e Pubblicazioni

2 Consiglio d Amministrazione Fondazione Enel Presidente Fulvio Conti Amministratore Delegato e Direttore Generale Enel Giulio Ballio Professore Emerito, Politecnico di Milano Franco Bassanini Presidente Cassa Depositi e Prestiti Massimo Cioffi Direttore Personale e Organizzazione, Enel Gianluca Comin Direttore Relazioni Esterne, Enel Luigi Ferraris Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo, Enel Claudio Machetti Direttore Risk Management, Enel Simone Mori Direttore Regolamentazione, Ambiente e Innovazione, Enel Borja Prado Eulate Presidente Endesa Comitato Scientifico Internazionale Fondazione Enel Presidente Paolo Andrea Colombo Presidente Enel Houda Ben Jannet Allal Direttore Generale, Observatoire Méditerranéen de l Energie (OME) Giorgio Barba Navaretti Professore di Economia, Università di Milano e Direttore Scientifico, Centro Studi Luca D Agliano Marta Szigeti Bonifert Direttore Esecutivo, REC Manlio Coviello Capo Unità Risorse Naturali ed Energia, Commissione Economica per l America Latina e i Caraibi delle Nazioni Unite (UN ECLAC) Annie Dufey Direttore del Dipartimento Energia e Cambiamento Climatico, Fundación Chile Oriol Nel lo Professore di Geografia Urbana, Universitat Autònoma de Barcelona Ignacio Pérez-Arriaga Professore e Direttore Cattedra BP Sviluppo Sostenibile, Pontifìcia Universidad de Comillas Dajian Zhu Professore, School of Economics&Management, Capo del Dipartimento di Public Management, Direttore dell Institute of Governance for Sustainable Development, Tongji University In questo numero Editoriale Simone Mori 1 Il finanziamento dei sussidi nel settore elettrico 2 David Newbery La regolamentazione ambientale nuoce sempre alla performance economica? 6 Marzio Galeotti Il market design del gas e dell elettricità: quale strada percorrere? 9 Miguel Vazquez Martinez La liberalizzazione dei mercati retail dell energia elettrica: alcune sfide per il futuro 11 Simona Benedettini Analisi comparata dei sistemi di regolamentazione nel mercato elettrico nei diversi Paesi latinoamericani 14 Mariano Morazzo e Marzia Germini News da Fondazione Enel 16

3 Editoriale Simone Mori, Membro del Consiglio d Amministrazione della Fondazione Centro Studi Enel Direttore Regolamentazione, Ambiente e Innovazione, Enel La crescente attenzione per le questioni ambientali, la crisi economica e finanziaria degli ultimi cinque anni e gli imprevedibili sviluppi tecnologici stanno determinando il nascere di nuove e importanti tendenze regolatorie. I mercati europei dell energia, ampiamente colpiti dalla crisi economica, hanno visto uno straordinario sviluppo delle fonti energetiche non programmabili, accompagnato da molteplici e poco coordinate politiche per la riduzione delle emissioni di CO 2 ; ciò ha contribuito ad accentuare il trade-off tra una fornitura di energia sicura e a prezzi competitivi e le tematiche ambientali. In questo contesto, l adozione di appropriate misure di regolamentazione del mercato rappresenta una delle maggiori sfide per i regolatori europei. Nel resto del mondo la situazione è diversa, i Paesi dell America Latina giovano di una rilevante crescita economica in molti settori, compreso quello dell energia. Adeguate politiche a favore degli investimenti nella produzione di energia hanno permesso di ampliare l approvvigionamento energetico e di tenere così il passo con le crescenti esigenze di aumento della domanda. Per quanto riguarda le fonti energetiche rinnovabili, la scelta di promuovere modelli efficienti e competitivi ha ridotto al minimo le distorsioni e ha favorito la nascita di un promettente modello energetico. La permanenza nel tempo di questo scenario è strettamente legata alla stabilità delle future regole di mercato, una stabilità indispensabile per creare opportunità per gli operatori privati e benefici per i consumatori. Questi diversi contesti di mercato sono legati dall esigenza comune di una regolamentazione intelligente, una priorità per tutti i policy maker del mondo. Un solido quadro normativo dovrebbe garantire un approccio rigoroso alle questioni energetiche, climatiche ed ambientali, promuovendo politiche coerenti con la situazione economica generale e fondate sui pilastri della semplificazione, del coordinamento e dell integrazione. Il primo pilastro è di fondamentale importanza, per esempio, per lo sviluppo della concorrenza nel mercato degli utenti finali, che rappresenta una questione attualmente al centro dell agenda dei regolatori europei. Tale sviluppo è connesso alla trasparenza della struttura dei prezzi finali, che si compone di: costi di produzione, trasporto e distribuzione nonché tasse e altri costi legati alle politiche energetiche. Solo attraverso la trasparenza dei prezzi è possibile trasmettere segnali agli investitori in maniera efficace e promuovere una concorrenza leale tra i diversi attori. Inoltre, dinanzi alla crescente interdipendenza tra le politiche relative alle diverse tematiche energetiche (ad esempio, come affrontare il cambiamento climatico, come promuovere le energie rinnovabili e l efficienza energetica, come garantire un approvvigionamento energetico sicuro e conveniente), si rende necessario un notevole sforzo in termini di coordinamento e di integrazione al fine di definire un solido e coerente quadro normativo. Lo stesso principio vale, naturalmente, per i sistemi di finanziamento volti a promuovere gli investimenti nelle nuove fonti di energia ed in materia di Ricerca e Sviluppo, che dovrebbero essere concepiti in maniera integrata e coordinata al fine di essere efficaci e il più possibile orientati al mercato. Al fine di contribuire al dibattito per la definizione di una regolamentazione intelligente nel settore energetico, la Fondazione Centro Studi Enel ha condotto un accurata ricerca in questo campo, producendo e mettendo insieme una selezione di articoli che esaminano le diverse prospettive legate a queste tematiche. Ad esempio, viene proposta un analisi critica dei metodi di supporto delle fonti energetiche rinnovabili nell ottica di individuare i modelli più efficienti e compatibili con il mercato. È stata anche analizzata l interdipendenza tra i mercati dell elettricità e del gas, sottolineando la rilevanza del ruolo svolto dagli impianti a gas nel settore della generazione. In aggiunta, una particolare attenzione è stata dedicata alla relazione tra la regolamentazione ambientale e la performance economica delle imprese, un tema primario per le aziende energetiche. Infine, viene presentato il progetto di ricerca Comparative analysis of electric market regulatory systems in different Latin American countries, lanciato dalla Fondazione Centro Studi Enel, in collaborazione con la Universidad Pontificia Comillas e il Massachusetts Institute of Technology s Initiative Energy. Questi, ovviamente, sono solo alcuni dei temi regolatori di particolare interesse per il settore dell energia; tuttavia sono attualmente tra i più dibattuti e le decisioni che si prenderanno in merito contribuiranno alla definizione delle tendenze future del settore. ENERGY FOR KNoWLEDGE 1

4 Il finanziamento dei sussidi nel settore elettrico Ricerca sostenuta dalla Fondazione Centro Studi Enel nell ambito del progetto di durata biennale Zero Subsidy Scenarios and International Natural Gas Markets. David Newbery Direttore dell EPRG, Professore Emerito presso la Facoltà di Economia dell Università di Cambridge, ScD, FBA, CBE La proposta della CE per la riduzione del 40% delle emissioni di CO 2 al 2030, e il backloading delle quote di emissione non hanno indotto un adeguato aumento del carbon price, quindi la produzione di elettricità da RES necessita di maggiori sussidi che, in base ai principi della finanza pubblica,dovrebbero essere finanziati dalla tassazione generale, essendo la carbon tax l unica tassa legittima sull energia. Il 21 gennaio scorso, la Commissione europea ha pubblicato il documento A policy framework for climate and energy in the period from 2020 to 2030, che prevede l obiettivo di una riduzione del 40% delle emissioni di gas serra nei Paesi UE entro il 2030 (rispetto al 1990), il doppio di quanto previsto per il 2020, equivalente a una riduzione del 43% per i settori interessati dall Emissions Trading System (ETS); questo obiettivo richiederà probabilmente una riduzione ancor più significativa per il settore elettrico. Il documento Quadro ha ribadito la piena attuazione degli obiettivi previsti nel Pacchetto , ma afferma che non sarà necessario definire obiettivi per le RES al livello Paese poiché una riduzione del 40% di emissioni di gas serra FIGURA 1 Prezzi delle EUA nell ETS Fonte: EEX 2 ENERGY FOR KNoWLEDGE

5 La maggior parte degli Stati dell UE impone una pesante tassazione ai consumatori di energia elettrica per finanziare le politiche sui cambiamenti climatici e sulle rinnovabili consentirebbe verosimilmente di raggiungere l obiettivo del 27% di energia da fonti rinnovabili (RES). La Commissione continua a considerare l ETS come il meccanismo principale per ottenere una riduzione delle emissioni di CO 2, ma riconosce che l attuale prezzo delle quote di emissione (EU Allowance EUA) abbia subito un calo causato dalla crisi finanziaria e sia chiaramente troppo basso per rendere finanziariamente sostenibile la generazione a basso tenore di carbonio non sussidiata. Per far fronte a tale situazione, la Commissione ha accantonato 900 milioni di EUA fino all ultimo anno della Terza Fase del Sistema ETS (2019/20) e introdurrà una riserva stabilizzatrice del mercato all inizio della Quarta Fase (2021), facendo trading di EUA per mantenere una traiettoria di prezzo più stabile. La Figura 1 mostra che né il meccanismo di backloading di EUA, introdotto nel dicembre 2013, né la pubblicazione emanata a gennaio abbiano risolto il problema, in parte perché un surplus di 2 miliardi di EUA è davvero significativo e in parte perché accantonare EUA oggi, nella speranza che il loro prezzo salga nel 2021 è costoso oltre che rischioso. Per sottolineare ulteriormente la distanza tra le aspirazioni dell UE riguardanti il cambiamento climatico e la realtà dei fatti, basti pensare che il clean spark spread per la generazione di gas è di circa 2 /MWh mentre il dark green spread per gli impianti a carbone è di circa 20 /MWh; di conseguenza nel settore elettrico il carbone sta sostituire il gas, facendo aumentare e non diminuire, le emissioni di gas serra. Chiaramente, senza un carbon price adeguato, credibile e stabile nel tempo, gli investitori avranno bisogno di altri incentivi per investire nella generazione a bassa emissione di CO 2 e anche per scegliere il gas piuttosto che il carbone per la nuova capacità. Sebbene gli investimenti nella generazione elettrica da fonti rinnovabili siano cresciuti rapidamente, il grande incremento della capacità nominale genera un piccolo aumento in termini di affidabilità della fornitura di energia elettrica. L ENTSO-E s Scenario Outlook And Adequacy Forecast mostra che in gran parte d Europa, neppure nel 2015, vi sarà una capacità sufficiente a garantire un margine positivo, superiore a quello richiesto per la sicurezza dell approvvigionamento ed è una previsione che tende a peggiorare da qui al 2020; pertanto in molti Paesi saranno presto necessari nuovi investimenti in capacità affidabile. Diverse nazioni stanno considerando i capacity payment per affrontare questo problema e incoraggiare la disponibilità di impianti di generazione flessibili quando non ci saranno vento e sole. ENERGY FOR KNoWLEDGE 3

6 FIGURA 2 Prezzi dell energia elettrica per i consumatori industriali nell Unione Europea-15 + NO, MWh Fonte: Eurostat Al fine di raggiungere gli obiettivi previsti per le RES al 2020, i Paesi hanno predisposto diversi meccanismi di supporto, che prevedono o il pagamento di un premio sul prezzo all ingrosso o l assegnazione di una tariffa amministrata (feed-in tariff) per un periodo contrattuale specifico (tipicamente anni). Le somme supplementari necessarie per questi meccanismi di supporto vengono quasi totalmente riversate sulle bollette dei consumatori. Per fare un esempio, la Gran Bretagna ha in programma di far pagare ai consumatori oltre 7 miliardi di sterline (8.4 miliardi di euro) l anno al 2020, per finanziare la produzione di elettricità a bassa emissione di carbonio, e ciò anche senza considerare i sussidi alle nuove centrali nucleari. La Figura 2 mostra i risultati per le imprese di medie dimensioni, che generalmente si ritengono di essere esenti dalle tasse poiché la forma standard di imposizione indiretta è l IVA che è trasferita ai consumatori finali e concepita per evitare distorsioni nelle scelte produttive. Paesi come la Danimarca prevedono una tassazione molto alta a carico dei consumatori domestici, ma sembrano riuscire a difendere efficacemente il comparto industriale, mentre Germania e Italia impongono tassazioni pesanti, per lo più a favore delle RES, a carico delle imprese. La Germania prevede delle eccezioni per le industrie energivore per quanto riguarda alcune imposte a favore delle RES, ma ciò ha generato una reazione negativa da parte della DG Concorrenza, che a ragione sostiene che tali deroghe selettive siano discriminatorie e alterino il mercato nell Unione Europea. Qual è quindi la strada giusta per finanziare i sussidi necessari a supportare la produzione di energia elettrica a bassa emissione di carbonio? Fortunatamente vi sono alcuni principi di buona finanza pubblica a guidare le politiche fiscali. Il primo afferma che i beni pubblici dovrebbero essere finanziati dalla tassazione generale. In questo caso la 4 ENERGY FOR KNoWLEDGE

7 La carbon tax e l IVA rappresentano le uniche forme di tassazione legittime sull elettricità, evitando preoccupazioni su esenzioni selettive ragione per cui l energia rinnovabile riceve sussidi (al di là di ogni carbon price) è che il considerevole sviluppo richiesto per raggiungere gli obiettivi del 2020 porterà alla riduzione del costo di produzione dell energia, principalmente nell industria del fotovoltaico, ma come accade da alcuni decenni, anche in quella dell eolico. Queste riduzioni dei costi rappresentano un bene pubblico, ne trarranno infatti vantaggio tutti i futuri acquirenti dell energia da fonte rinnovabile e ciò, a sua volta, porterà alla riduzione delle emissioni altrove e a un bene pubblico globale consistente in minori danni generati dal cambiamento climatico. Il secondo principio è che le tasse hanno lo scopo o di generare entrate (nella maggior parte dei casi, tra le altre cose, per pagare beni pubblici) o di correggere danni a cui non è attribuito un prezzo (si pensi alla carbon tax che riflette il costo dei danni causati al clima). Le tasse di tipo correttivo dovrebbero gravare sia sulle imprese sia sui consumatori, mentre le tasse finalizzate ad aumentare le entrate dovrebbero riguardare solo i consumatori finali da ciò l utilizzo dell IVA. Di conseguenza, la via per rispondere alle preoccupazioni della DG Concorrenza è di esentare tutto il settore industriale dai contributi destinati a pagare i sussidi per le rinnovabili. Il principio finale è che le imposte strettamente basate sui beni individuali sono quasi sempre inferiori rispetto alla tassazione generale che riguarda allo stesso modo tutti i beni o le entrate. Così, non dovrebbe spettare solo ai consumatori domestici di energia elettrica finanziare il bene pubblico consistente nello sviluppo di tecnologie a bassa emissione di carbonio; piuttosto esso dovrebbe essere finanziato attraverso meccanismi meno distorsivi, cioè l IVA con aliquota uniforme o la tassazione sul reddito. Ci sono due riserve in merito a questi principi riguardanti la tassazione dell energia. La prima è che è difficile offrire una buona ragione per inserire un aliquota IVA inferiore per l acquisto di energia, come succede nel Regno Unito. Le attuali imposte low-carbon e quelle previste, dovrebbero essere sostituite da un aliquota IVA standard. La seconda è che il carbon price è troppo basso e, se fosse fissato a un livello appropriato, impatterebbe sul prezzo all ingrosso dell energia elettrica e aumenterebbe il prezzo ante-imposte (più propriamente, il carbon price o la tassa correggerebbero il prezzo sottostimato del combustibile ad alta emissione di carbonio, non rappresentando così un imposta distorsiva). In conclusione, il modo più semplice per i governi di migliorare la propria politica energetica nei settori dell energia liberalizzati e privatizzati è fare ordine in casa propria e assicurare che la tassazione sull energia sia efficiente, coerente e giustificata dagli obiettivi politici. ENERGY FOR KNoWLEDGE 5

8 La regolamentazione ambientale nuoce sempre alla performance economica? Marzio Galeotti Università degli Studi di Milano e IEFE-Bocconi Secondo l Ipotesi di Porter, una regolamentazione ambientale ben congegnata e ben applicata potrebbe indirizzare le imprese verso opportunità di investimento, creando un contesto favorevole per una migliore qualità ambientale e una produttività più elevata, attraverso l implementazione di attività innovative. Gli attuali studi econometrici sembrano fornire ulteriori elementi a favore di questa ipotesi. Una regolamentazione è sempre nociva per la performance degli operatori economici? Un principio basilare dell economia vuole che minori sono i vincoli a cui gli operatori economici sono sottoposti, migliori saranno le loro decisioni e più alto il risultato che saranno in grado di ottenere. L assunto sotteso a questo risultato è che gli operatori siano pienamente razionali e ottimizzino le loro scelte in economie di libero mercato. I vincoli sono spesso rappresentati da forme di intervento governativo ideate per intervenire sugli incentivi degli operatori nel momento in cui sono chiamati ad assumere decisioni economiche o cambiare completamente la loro condotta. Un esempio è costituito dalla redistribuzione del reddito gestita attraverso l imposizione; un altro esempio è la correzione delle esternalità ambientali. In questo caso la loro internalizzazione può essere realizzata tramite l imposizione di standard o l introduzione di strumenti basati sul mercato tasse, sussidi e autorizzazioni che si ripercuotono sui prezzi relativi. Primo campo di applicazione di tali meccanismi è quello dell energia, considerato che le emissioni di gas serra causate dalla combustione di combustibili fossili stanno sempre più alterando il sistema climatico, con rilevanti impatti economici e sociali. Tuttavia, il mondo reale è lontano da un modello perfetto e gli operatori economici non sono completamente razionali. Essi quindi operano nel miglior modo possibile ma con margini di miglioramento. La regolamentazione governativa, a esempio, nei settori dell energia e dell ambiente, non necessariamente comporta un peggioramento della performance economica degli operatori; ma potrebbe anzi comportare un miglioramento della stessa. La protezione ambientale è comunemente considerata per le imprese un costo aggiuntivo in grado di erodere la loro competitività globale. Da un lato, le imprese affrontano costi diretti per l end-of-pipe equipment o per investire in Ricerca e Sviluppo (R&S), costi necessari a modificare le attività di produzione. Dall altro, i budget delle aziende sono limitati a causa dei vincoli finanziari. Impegnando risorse per rispettare la regolamentazione, le imprese sopportano anche costi indiretti perché non possono investire in operazioni più redditizie legate, a esempio, alla loro attività principale. Professore di strategia competitiva presso la Harvard Business School, Michael Porter, per primo ha sfidato 6 ENERGY FOR KNoWLEDGE

9 Una regolamentazione ambientale ben congegnata e ben applicata potrebbe portare le aziende a perseguire opportunità di investimento altrimenti trascurate la visione tradizionale (Porter 1, 1991; Porter e van der Linde, ), sostenendo che una politica ambientale ben strutturata e ben applicata potrebbe indurre le aziende a perseguire opportunità di investimento altrimenti trascurate, creando un contesto favorevole per una migliore qualità ambientale e per una produttività più elevata delle imprese. Tale ipotesi meglio nota come l Ipotesi di Porter si basa sull assunto che le imprese sono naturalmente predisposte ad affrontare le imperfezioni del mercato, quali un informazione imperfetta, l inerzia organizzativa o i problemi di controllo. Una regolamentazione ambientale le spingerebbe a superare alcuni di questi fallimenti del mercato, promuovendo un innovazione finalizzata a ridurre i costi di conformità. Un innovazione indotta dalla regolamentazione comporterebbe, a sua volta, una migliore efficienza delle risorse, un aumento del valore del prodotto e una maggiore produttività delle imprese. I costi di conformità potrebbero quindi essere compensati dal surplus creato e le imprese avrebbero un vantaggio competitivo rispetto a quelle presenti in Paesi stranieri non soggette a simili regolamentazioni. Inizialmente formulata in termini piuttosto generali, l Ipotesi di Porter è stata sviluppata in due distinti documenti di ricerca. Jaffe e Palmer ( ) distinguono tra una versione debole, in cui si verifica un effetto positivo delle regolamentazioni ambientali ben congegnate sulle innovazioni ambientali (persino quando l innovazione ambientale si presenta con un costo opportunità che eccede i suoi benefici per l azienda), e una versione forte, in base alla quale queste innovazioni potrebbero più che compensare i costi regolatori addizionali e, di conseguenza, aumentare la competitività e la produttività dell impresa. Sin dai primi anni 90 molta letteratura ha cercato di dimostrare o confutare l Ipotesi di Porter con evidenza empirica. La maggior parte degli studi si sono concentrati inizialmente sugli Stati Uniti e sulla versione debole dell Ipotesi di Porter, che comporta un attività di innovazione valutata genericamente attraverso la spesa in R&S e l attività brevettuale. Jaffe e Palmer (1997) sono stati tra i primi a presentare una prova econometrica di una correlazione significativamente positiva tra la regolamentazione e le spese in R&S, considerando che i brevetti non sono stati influenzati da una più stringente regolamentazione. Al contrario, i risultati dei primi studi sulla versione forte dell Ipotesi di Porter negli Stati Uniti hanno concluso che la regolamentazione ambientale ha causato un rallentamento della produttività (Gray e Shadbegian, , ) in ragione di uno spostamento degli investimenti produttivi. I contributi successivi, considerando Giappone (Hamamoto, ), Taiwan (Yang, Tseng e Chen, ) e Canada 1 Porter M. (1991), America s Green Strategy, Scientific American 264, Porter, M.E. and C. van der Linde (1995), Towards a New Conception of the Environmental-Competitiveness Relationship, Journal of Economic Perspectives 9, Jaffe, A.B. and K. Palmer (1997), Environmental Regulation and Innovation: A Panel Data Study, The Review of Economics and Statistics 79, Gray, W.B. and R. Shadbegian (1993), Pollution Abatement Costs, Regulation, and Plant-Level Productivity, NBER Working Paper N. 4994, January. 5 Gray, W.B. and R. Shadbegian (2001), Plant Vintage, Technology and Environmental Regulation, NBER Working Paper N. 8480, September. 6 Hamamoto, M. (2006), Environmental Regulation and the Productivity of Japanese Manufacturing Industries, Resource and Energy Economics 28, Yang, C., Y. Tseng, and C. Chen (2012), Environmental Regulations, Induced R&D, and Productivity: Evidence from Taiwan s Manufacturing Industries,Resource and Energy Economics 34, ENERGY FOR KNoWLEDGE 7

10 (Lanoie, Patry e Lajeunesse, ) supportano le precedenti conclusioni sull effetto positivo della regolamentazione ambientale sull innovazione e forniscono qualche evidenza circa un impatto positivo sulla produttività. Fino a tempi recenti in Europa l evidenza empirica dell Ipotesi di Porter è stata scarsa. Ciò crea delle perplessita, considerato che, dalla fine degli anni ottanta, la politica ambientale europea è diventata più rigorosa. L adozione degli obiettivi al 2020 per la riduzione delle emissioni di CO 2, per l energia rinnovabile e per l efficienza energetica, contenuti nel cosiddetto pacchetto 20-20, rappresentano forse l esempio più importante di regolamentazione europea nel settore energetico-ambientale. L introduzione dell Emission Trading Scheme (ETS) per lo scambio-aperto di quote di CO 2 all interno dell UE, è un esempio eccellente di strumento di politica energetico-ambientale. In relazione a questo intervento, la Commissione Europea parte dal presupposto che le politiche ambientali la competitività non si escludano tra loro, ma anzi possano vicendevolmente rafforzarsi. D altra parte, se non viene dimostrata l affermazione in base alla quale una più rigorosa regolamentazione ambientale possa provocare nei fatti un miglioramento della competitività, molti temono che un accentuata regolamentazione possa produrre un eccessivo onere a carico delle industrie europee. Ciò comporterebbe un soffocamento della crescita e un danno alla loro competitività in un mercato sempre più globale. Provare il legame tra regolamentazione ambientale e indicatori di competitività è dunque particolarmente rilevante per un Europa in cui le dinamiche specifiche dei singoli Paesi rischiano di giocare un grande ruolo all interno dell UE. Le ricerche effettuate sui Paesi europei hanno esaminato l impatto della regolamentazione sull innovazione ambientale (De Vries e Withagen, ; Johnstone, Hascic e Popp, ) o sulla competitività (Costantini e Crespi, ; Costantini e Mazzanti, ), ma lo studio dei livelli di innovazione è stato limitato all efficienza energetica e all energia rinnovabile, mentre la competitività è stata approssimativamente valutata in base al volume delle esportazioni. In ogni caso nessuno studio ha finora considerato sia la versione debole che la versione forte dell Ipotesi di Porter. Solo un recente documento (Rubashkina, Galeotti e Verdolini, ) ha sperimentato entrambe le versioni dell Ipotesi di Porter, concentrandosi sui settori manifatturieri di 17 Paesi europei tra il 1997 e il Adottando l approccio strumentale variabile, lo studio conclude che un aumento della regolamentazione ambientale, calcolata in base all abbattimento dell inquinamento e al controllo delle relative spese, provoca nel breve periodo più domande di brevetti. Tuttavia, impegnando risorse nel rispetto della regolamentazione, le industrie europee riducono ogni anno gli investimenti in R&S e, di conseguenza, nel medio periodo diminuiscono il numero di domande di brevetto. Ciononostante, nessuna prova è stata data riguardo al fatto che gli sforzi relativi al controllo e all abbattimento dell inquinamento possano compromettere la produttività né nel breve né nel medio-lungo termine. 8 Lanoie, P., Patry M. and Lajeunesse R. (2008), Environmental Regulation and Productivity: Testing the Porter Hypothesis, Journal of Productivity Analysis 30, de Vries, F.P. and C. Withagen (2005), Innovation and Environmental Stringency: The Case of Sulfur Dioxide Abatement, CentER Discussion Paper N , Tilburg University, January. 10 Johnstone, N., I. Hascic, and D. Popp (2010), Renewable Energy Policies and Technological Innovation: Evidence Based on Patent Counts, Environmental Resource Economics 45, Costantini, V. and F. Crespi (2008), Environmental Regulation and the Export Dynamics of Energy Technologies, Ecological Economics 66, Costantini, V. and M. Mazzanti (2012), On the Green and Innovative Side of Trade Competitiveness? The impact of Environmental Policies and Innovation on EU Exports, Research Policy 41, Rubashkina, Y., M. Galeotti, and E. Verdolini (2014), Environmental Regulation and Competitiveness: Empirical Evidence on the Porter Hypothesis from European Manufacturing Sectors, IEFE Bocconi working paper, March. 8 ENERGY FOR KNoWLEDGE

11 Il market design del gas e della elettricità: quale strada percorrere? Miguel Vazquez Martinez Ricercatore presso la Universidade Federal do Rio de Janeiro (UFRJ) Adviser in Market Design presso la Florence School of Regulation Il market design del gas e dell elettricità si trova a un bivio. Da una parte, le difficoltà riscontrate nel coordinamento di entrambi i settori indicano la necessità di processi decisionali più vincolati e regolamentati. Dall altra l innovazione a livello del consumatore finale richiede segnali sufficienti affinché i soggetti coinvolti nel settore possano adeguarsi. La prima necessità limita la flessibilità richiesta dalla seconda. Nonostante l intensa attività di regolamentazione in entrambi i settori negli ultimi decenni, attualmente non disponiamo di riferimenti standard per riorganizzare i settori del gas e dell energia elettrica. In Europa, il market design del settore elettrico, che è tradizionalmente basato sui mercati del giorno prima, sta seriamente affrontando il tema dei capacity market per coordinare i sistemi di approvvigionamento nel lungo periodo. Tuttavia, il settore elettrico brasiliano, uno dei primi basati su contratti regolamentati a lungo termine, sta vivendo notevoli difficoltà in particolare nel coordinamento con il settore del gas essendoci centrali elettriche che si approvvigionano di gas a un prezzo elevato e molti prevedono un alto rischio di razionamento causato da una mancanza di investimenti nella generazione. È arrivato forse il momento di fare un passo indietro per cercare di identificare i pro e i contro di una maggiore regolamentazione dei nostri mercati. All inizio del processo di ristrutturazione dei sistemi legati al settore elettrico, il market design prevedeva la configurazione di aste a breve termine. Ciò per la difficoltà di definire una commodity e il relativo prezzo. Si pensava che le forze di mercato potessero coordinarsi nel lungo periodo, ma in pochi anni si è capito che questa ipotesi non si sarebbe realizzata. La spiegazione più plausibile di questo risultato è che i consumatori di energia elettrica non contrattano abbastanza in anticipo, così che il regolatore deve intervenire per fornire i segnali di mercato che vengono a mancare. In particolare, la logica dell introduzione dei capacity market consiste essenzialmente nel fatto che gli operatori degli impianti delle ore di picco non riescono a limitare la loro esposizione alla volatilità dei prezzi perché i consumatori non stipulano contratti. Per far fronte a tale situazione, il regolatore interviene come controparte nei contratti per limitare i rischi degli impianti che lavorano nelle ore di picco. La teoria economica mostra che gli scambi di mercato ideali sono caratterizzati da transazioni in cui le identità non sono rilevanti. Tuttavia, né il settore del gas né quello elettrico rappresentano mercati ideali e le identità sono rilevanti, in quanto non è così semplice trasportare la produzione in un altro Paese così come può esserlo per delle arance. Di conseguenza, la controparte per un impianto di produzione elettrica non è completamente anonima. Ciò che afferma la teoria economica rispetto a queste situazioni è che il ruolo dei ENERGY FOR KNoWLEDGE 9

12 contratti a lungo termine è rilevante. Inoltre, non solo questi contratti dovranno allocare i rischi, ma dovranno anche gestire dei costi di transazione. Ciò che si osserva oggi nei mercati dell energia elettrica è esattamente questo: generatori e retailer sottoscrivono contratti a lungo termine, i consumatori finali invece no. Se le ipotesi sono corrette, quindi, i consumatori finali non sottoscriveranno contratti e il regolatore dovrà sostituirsi nei contratti a lungo termine per quella parte della domanda. Questo intervento non solo ha il ruolo di coprire i rischi per gli impianti marginali ma ha un peso su gran parte delle decisioni assunte nel settore. Tuttavia, se il contratto regolamentato è concepito per coprire dai rischi gli impianti di punta, non sarà particolarmente utile per gli impianti fotovoltaici o nucleari. A ogni modo, la teoria economica mostra che, in considerazione della loro specificità, questi avranno in egual modo bisogno di far affidamento su contratti a lungo termine. Questa era la logica alla base dell ultima riforma del Regno Unito: riconoscere che i capacity market non fossero sufficienti e configurare un insieme di contratti pseudo-regolati per la generazione di base. D altra parte, l integrazione delle industrie nel settore del gas in Europa fa sempre più affidamento sull allocazione implicita dei servizi di trasmissione, i quali in realtà si sono rivelati parti fondamentali per un coordinamento a lungo termine: ciò significa che la strategia perseguita dall Europa si fonda sempre più sulle decisioni regolamentate. Inoltre, un maggiore peso della regolamentazione implica che gli operatori di entrambi i mercati hanno minori segnali per coordinarsi. Affidarsi a decisioni prese dalle autorità di regolamentazione presenta dunque taluni svantaggi. Probabilmente il compito più difficile del market design è costruire il futuro senza dimenticare quanto appreso in passato. Una delle sfide fondamentali che ci attendono è l armonizzazione dei diversi elementi del market design. Quando i regolatori agiscono come controparti in un contratto, ci sarà sempre una questione iniziale: la necessità di definire regole ex ante. In questa Applicando vecchie soluzioni a nuovi problemi, vi è il rischio di creare barriere inutili all evoluzione dell industria e alla sua capacità di adattarsi agli sviluppi del mercato situazione, non è possibile rispondere alle esigenze di tutti i partecipanti, soprattutto quando essi sono eterogenei. Ciò è fonte di un inevitabile tensione tra dare priorità al lungo o al breve periodo. Ma non è possibile coordinare le preferenze di tutti i partecipanti. Due sono i modi alternativi di affrontare queste problematiche: o continuare ad aggiungere ulteriori elementi (laddove il regolatore agisca per conto della domanda) o provare a incorporare il consumatore finale nel processo decisionale. A volte è necessario che i regolatori rappresentino la controparte in un contratto, ma solo sotto alcune assunzioni. In quest ottica, il market design, sia per il settore dell energia elettrica che per il gas, deve rivedere alcune vecchie ipotesi sul comportamento del consumatore. Sta infatti crescendo il numero di player potenzialmente attivi a livello di consumatore finale. Le decisioni basate sulla regolamentazione possono essere considerate come una passaggio necessario verso un mercato vero e proprio, ma vi è il rischio rilevante che ciò finisca per limitare la partecipazione del consumatore. Applicando vecchie soluzioni a nuovi problemi, vi è il rischio di creare barriere inutili all evoluzione dell industria e alla sua capacità di adattarsi agli sviluppi del mercato. 10 ENERGY FOR KNoWLEDGE

13 La liberalizzazione dei mercati retail dell energia elettrica: alcune sfide per il futuro Simona Benedettini Ricercatrice, Fondazione Centro Studi Enel Nonostante il Secondo Pacchetto Energia abbia promosso la piena liberalizzazione dei mercati retail dell energia elettrica, molti Stati Membri ancora prevedono forme di regolazione dei prezzi per i consumatori domestici e industriali. è necessario affrontare alcune questioni cruciali per un efficace coinvolgimento dei consumatori attualmente tutelati. A dieci anni dal Secondo Pacchetto Legislativo sul mercato interno dell energia che stabiliva il diritto per i clienti domestici e industriali europei di scegliere il proprio fornitore di energia elettrica a partire, rispettivamente, dal 2004 e dal 2007 il mercato retail dell energia elettrica è ancora lontano dall essere pienamente liberalizzato in molti Stati membri. L armonizzazione dei diversi mercati retail, in termini di loro contendibilità, è un aspetto fondamentale per promuovere la piena integrazione dei mercati europei dell energia elettrica e per accrescere la possibilità di soddisfare la domanda in modo economico. Inoltre, una maggiore concorrenza a livello retail favorisce la promozione di quelle trasformazioni significative che attualmente interessano la domanda. La possibilità di scegliere tra un più ampio numero di fornitori, a minori costi di approvvigionamento, può incoraggiare infatti in modo efficace la transizione dei consumatori da passivi ad attivi. Essi saranno in grado di generare e vendere elettricità e di partecipare a programmi di demand-response. A parità di altre condizioni quali il diverso mix di generazione elettrica, le diverse forme di incentivazione alla generazione rinnovabile e la diversa entità delle imposte e degli oneri di rete la rilevante eterogeneità tra i prezzi dell elettricità dei diversi Stati membri è un segnale importante della mancanza di armonizzazione dei rispettivi mercati retail. I prezzi dell elettricità ante-imposte possono variare infatti da cents/kwh (Cipro) a 7,92 cents/kwh (Islanda) per i consumatori domestici, e da 26,58 cents/kwh (Cipro) a 5,46 cents/kwh (Norvegia) per i consumatori industriali 14. Per ottenere un effettiva integrazione del mercato interno dell energia e perseguire i cambiamenti che stanno intervenendo sul lato della domanda ossia l affermarsi di consumatori attivi che usufruiscono di energia elettrica a condizioni più economiche è importante rimuovere quelle barriere che impediscono un effettiva liberalizzazione di molti 14 Fonte: Eurostat. Electricity prices for domestic and industrial consumers. I prezzi (espressi in PPP) non includono IVA, e alter forme di imposte. Fascia di consumo per i consumatori domestici: kwh. Fascia di consumo per i consumatori industriali: MWh. ENERGY FOR KNoWLEDGE 11

14 mercati retail europei. Forme di regolazione dei prezzi, la promozione dello switching dei consumatori e il quadro normativo giocano infatti un ruolo fondamentale nel favorire o meno l ingresso di nuovi entranti nel mercato retail. Attualmente, diciotto dei ventotto Stati membri prevedono forme di regolazione del prezzo dell energia elettrica per i clienti domestici e industriali. La regolazione dei prezzi agisce non solo come una barriera all ingresso, soprattutto se i prezzi vengono fissati al di sotto dei costi per la fornitura del servizio, ma contribuisce anche a scoraggiare lo switching dei clienti tra i diversi fornitori. Secondo la Relazione Annuale ACER , il tasso di switching in paesi che hanno forme di regolazione di prezzo è inferiore, in media, a quello dei Paesi con mercati retail liberalizzati: si passa infatti da un tasso di switching del 6,5% annuo a un tasso dell 8% annuo. Tuttavia, lo switching dei consumatori rappresenta non solo un sintomo, ma anche uno stimolo per la liberalizzazione del mercato retail. Infatti, consumatori sensibili alle variazioni di prezzo e offerte in grado di differenziarsi incoraggeranno i fornitori più competitivi a entrare nel mercato offrendo a prezzi inferiori rispetto a quelli degli operatori esistenti. Ciononostante, lo switching e la rimozione dei fattori che impediscono la liberalizzazione del mercato retail debbono essere accompagnati da misure volte a ridurre l incompletezza e l asimmetria informativa dei clienti, in particolare quelli sottoposti a forme di tutela, riguardo le dinamiche del libero mercato. Come dimostra il recente monitoraggio del mercato retail effettuato da Ofgem 16, la consapevolezza e la capacità dei consumatori di comprendere le dinamiche del mercato elettrico rappresentano componenti fondamentali per il successo della liberalizzazione del mercato retail. La fornitura di servizi e informazioni aggiuntive ai consumatori da parte dei fornitori, nonché una maggiore standardizzazione e comparabilità delle 15 ACER/CEER Annual Report on the Results of Monitoring the Internal Electricity and Natural Gas Markets in Ofgem. The Retail Market Review. https://www.ofgem.gov.uk/simpler-clearer-fairer/retail-market-review-background-and-publications. 12 ENERGY FOR KNoWLEDGE

15 Price deregulation, switching dei consumatori e consapevolezza dei consumatori sono fattori fondamentali per una piena liberalizzazione dei mercati retail europei tariffe, rappresentano alcune delle azioni che possono essere intraprese per promuovere lo switching dei consumatori e quindi l entrata nel mercato di nuovi operatori. Inoltre, gli operatori ex-incumbent possono giocare un ruolo importante nel promuovere la liberalizzazione del mercato al dettaglio, educando e supportando i clienti in quei Paesi nei quali esistono ancora forme di regolazione di prezzo. Se si considera che quello energetico è uno dei settori in cui la fiducia dei clienti e la possibilità di scelta sono a livelli molto bassi come indicato da un recente studio della Commissione europea 17 è necessario che il processo di liberalizzazione del mercato retail avvenga gradualmente. A questo scopo, potrebbe essere utile prevedere un breve periodo di transizione (per esempio di due anni) in cui i clienti vincolati continuino a essere forniti dall operatore ex-incumbent, secondo un prezzo di riferimento fissato, a esempio, dall autorità nazionale di regolazione. Anche la diffusione dei contatori intelligenti, che semplificano e accelerano i processi di switching, rappresenta un intervento importante per affermare il successo della piena concorrenza nei mercati retail. 17 Report prepared by GfK EU3C for the European Commission. Monitoring consumer markets in the European Union. ENERGY FOR KNoWLEDGE 13

16 Analisi comparata dei sistemi di regolamentazione nel mercato elettrico nei Paesi dell America Latina Studio condotto dalla Fondazione Centro Studi Enel e la Universidad Pontificia Comillas/MITei Mariano Morazzo Responsabile Area di Ricerca Socio-economica, Fondazione Centro Studi Enel Marzia Germini Ricercatrice, Fondazione Centro Studi Enel La Fondazione Centro Studi Enel, con la Universidad Pontificia Comillas e la Massachusetts Institute of Technology s Energy Initiative, ha lanciato un progetto di ricerca sulla regolamentazione nel mercato elettrico in cinque Paesi dell America Latina. I recenti sviluppi nei mercati dell energia elettrica stanno definendo un nuovo quadro caratterizzato da sfide globali sia per l industria che per le autorità di regolamentazione. L integrazione del mercato regionale, la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili e l uso delle nuove tecnologie possono creare enormi opportunità per l industria e ampi benefici per i consumatori. L America Latina ha una lunga e prestigiosa tradizione nella regolamentazione del settore elettrico. È stato il Cile nel 1981, quasi dieci anni prima del Regno Unito, a implementare un mercato competitivo per la generazione elettrica, tuttora in essere. Sono stati sviluppati strumenti regolatori innovativi finalizzati a favorire l ingresso di nuova capacità, come a esempio i meccanismi di capacity payment e le aste a lungo termine, i metodi di ripartizione dei costi della rete di trasmissione, la remunerazione della distribuzione, sovvenzioni tariffarie e i diversi approcci per raggiungere un accesso universale all energia elettrica. Questi elementi e il percorso di enorme crescita economica che la regione sta vivendo, comportano un aumento della domanda di energia e nuove opportunità, rendendo l America Latina un esempio molto interessante per lo studio delle migliori pratiche e prospettive future per la regolamentazione nel settore elettrico, nonché un elemento di confronto per l implementazione in Europa di alcuni specifici meccanismi. La ricerca lanciata dalla Fondazione Centro Studi Enel, in collaborazione con la Universidad Pontificia Comillas e la Massachusetts Institute of Technology s Energy Initiative, ha l obiettivo di fornire un analisi comparata della regolamentazione del settore elettrico in cinque Paesi dell America Latina (Argentina, Brasile, Cile, Colombia e Perù) al fine di 14 ENERGY FOR KNoWLEDGE

17 identificare le migliori pratiche, le tendenze comuni, le differenze e le criticità. La Fondazione ritiene fondamentale porre lo studio delle politiche e della regolamentazione del settore energetico al centro dei suoi obiettivi di ricerca. D altra parte, la Universidad Pontificia Comillas e la Massachusetts Institute of Technology s Energy Initiative rappresentano partner di eccellenza per lo studio approfondito di queste tematiche, considerata la loro esperienza nello sviluppo di programmi di ricerca incentrati sulle evoluzioni future dei sistemi elettrici. Il progetto di ricerca, di durata biennale, ha avuto inizio nel gennaio del 2013 e si concluderà a dicembre Gli obiettivi verranno sviluppati in sequenza, corrispondentemente ai quattro semestri di durata del progetto. Ogni semestre, a parte l ultimo, è dedicato allo studio di un diverso segmento della catena del valore del settore dell energia: generazione, trasmissione e distribuzione, vendita al consumatore finale. A un anno dal lancio del progetto, il team di ricerca ha concluso l analisi dei primi due segmenti, quello della generazione e quello della trasmissione e distribuzione, identificando e concentrandosi su alcune questioni cruciali come i meccanismi di capacity payment adottati in America Latina e le relative best practice e lezioni per l UE. Sono stati Il progetto ha lo scopo di fornire un analisi comparata per identificare le buone pratiche, le tendenze e le criticità comuni altresì identificati i piani di investimento e i programmi di supporto per la generazione da fonti rinnovabili, le procedure autorizzative e i modelli di accettazione sociale dei grandi progetti infrastrutturali, tenendo in considerazione i relativi aspetti giuridici. Il quarto e ultimo semestre sarà dedicato a una revisione critica dei temi cruciali emersi durante la ricerca, sulla base di una prospettiva comparativa, e all individuazione di proposte progettuali che potrebbero comportare miglioramenti nella regolamentazione e l eventuale adozione di quadri comuni di più lungo termine. ENERGY FOR KNoWLEDGE 15

18 News da Fondazione Enel Rewind7 I CONFERENZA INTERNAZIONALE 2014 Open Innovation. Valorizzare l energia creativa delle persone 20 febbraio 2014 Roma FORMAZIONE II Edizione della Harvard-Enel Foundation Executive Workshop on the Analysis and Management of energy and environmental policy 3-6 marzo 2014 Harvard-Cambridge (MA) USA La Conferenza, co-organizzata dalla Fondazione Centro Studi Enel assieme a Enel, ha offerto un contesto in cui rappresentanti istituzionali, esperti internazionali e studiosi di alto livello hanno potuto confrontare le loro visioni sulle sfide e le opportunità derivanti dall applicazione dell open e della Bottomup innovation nelle organizzazioni. L Open (e la Bottom-up) Innovation rappresenta un nuovo ed emergente approccio applicato ai processi organizzativi che sta interessando un numero sempre maggiore di aziende, operanti in vari settori economico produttivi. Assumere questo nuovo paradigma implica una riflessione profonda non solo sui modelli di business ma anche sui processi, la gestione, la cultura e i valori aziendali (un insieme di fattori che è declinato in modo diverso in ciascuna azienda). Ad aprire l evento Fulvio Conti, AD e DG di Enel, nonché Presidente della Fondazione Centro Studi Enel, che ha sottolineato l impegno dell azienda a lavorare per creare e diffondere una cultura dell innovazione che incentivi un processo Bottom-up di raccolta e selezione delle nuove idee. Innovation begins with an I /eye, innovation begins from the eyes and from each one of us. È questo il motto che sintetizza lo spirito dell Open Innovation. La Fondazione Centro Studi Enel ha supportato e collaborato con l Harvard Environmental Economics Program (HEEP) per l organizzazione di un workshop internazionale di alto livello dedicato a personalità del mondo istituzionale e privato sulla gestione dell energia e le politiche ambientali. La seconda edizione del workshop, articolato su 4 giornate, ha visto la partecipazione di 25 selezionati rappresentanti governativi, provenienti soprattutto da Ministeri dell Economia, dell Ambiente e dell Energia e da Autorità di Regolazione, operanti nei 40 Paesi di presenza del Gruppo Enel. Ai lavori hanno partecipato anche collaboratori della Fondazione Centro Studi Enel e personale del Gruppo Enel. Condotta da professori dell Università di Harvard, l iniziativa ha voluto fornire nuovi spunti di riflessione ai partecipanti relativamente a tematiche di carattere internazionale quali leadership, management e aspetti legati all energia, alle risorse naturali, alle politiche ambientali e alla regolamentazione, rappresentando un opportunità di confronto e scambio tra i partecipanti circa le loro esperienze professionali e i loro punti di vista. Il workshop, articolato in 14 sessioni tematiche, presentazioni di gruppo e eventi sociali, è stato organizzato con lo scopo di identificare e proporre strategie di gestione e implementazione di politiche attraverso l analisi di modelli e casi studio. 16 ENERGY FOR KNoWLEDGE

19 Next8 EVENTO WUF7 Energy access, energy efficiency and resource distribution: improving the quality of life in slums of Latin America and Africa 10 aprile 2014 Medellin (Col) La Fondazione Centro Studi Enel organizza all interno del World Urban Forum 7 una tavola rotonda con Politecnico di Milano (I), UN-Habitat, Codensa (Col) ed Edelnor (Per). L evento sarà ospitato presso il padiglione di UN-Habitat. I relatori discuteranno delle attività di ricerca che la Fondazione sta sviluppando sulle sfide che l energia pone negli insediamenti informali delle grandi città in America Latina e in Africa. E in particolare sui temi delle disuguaglianze nei consumi energetici, sull accesso all energia e sulle prospettive legate all efficienza energetica. Renata Mele, Responsabile dell Area di Ricerca Sviluppo Sostenibile e Innovazione della Fondazione, chiuderà la tavola rotonda con un intervento sull energia sostenibile in ambiente urbano e descriverà l iniziativa editoriale della Fondazione intitolata Academic visions for XXI Century: sustainable urban development. WORKSHOP INTERNAZIONALE Sharing energy regulatory practices and perspectives. LatAm-Europe: national experiences, common languages and future trends 9-11 aprile 2014 Rio de Janeiro I recenti sviluppi nei mercati dell energia elettrica stanno definendo nuove sfide globali per l industria e per le autorità di regolamentazione, relative all integrazione dei mercati, alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili e all uso delle nuove tecnologie. In questo contesto, l esperienza europea per la creazione di un mercato unico, i promettenti modelli latino-americani per l integrazione delle fonti rinnovabili e i singoli approcci dei diversi Paesi nel campo delle smart grid, sono fattori chiave nel processo di progettazione delle future regole di mercato. Questo workshop internazionale ha l obiettivo di fornire agli esperti di regolamentazione un opportunità di dibattito di alto livello in cui confrontare le diverse visioni sulle migliori pratiche, sui linguaggi comuni e sulle tendenze future. II CONFERENZA INTERNAZIONALE 2014 Value Added in Motion. The future geography of production, migration and energy 3 luglio 2014 Roma Il tipo e la localizzazione delle attività produttive cambiano con il tempo e anche la fornitura e la domanda di energia. La crescita dei mercati emergenti ha modificato i flussi commerciali negli ultimi decenni. Di conseguenza, anche la domanda e l offerta di energia sono gradualmente aumentate nei Paesi in via di sviluppo. Eppure, l industria è diventata piuttosto solida nei Paesi sviluppati, soprattutto perché il commercio non è più una questione di vendita di prodotti finiti all estero. Una quota ampia e crescente del commercio mondiale è fatta di parti e componenti. Produrre valore aggiunto oggi significa, però, essere un anello più o meno grande di una catena di produzione globale. L attività industriale e l attività commerciale erano inizialmente il risultato della separazione della produzione dal consumo, oggi sono diventate più propriamente il risultato della disaggregazione della produzione. Questa conferenza internazionale discuterà di tali temi e analizzerà i primi risultati di un progetto di ricerca correlato sviluppato dalla Fondazione Centro Studi Enel, fornendo un contesto in cui esperti internazionali e studiosi di alto livello possano confrontare le loro visioni con gli scenari futuri. ENERGY FOR KNoWLEDGE 17

20 Pubblicazioni Volumi AV1 (Primo Volume della EF Academic Visions Series) The Shared Value Debate: Academic Visions on Corporate Sustainability, curato da Maurizio Zollo e Renata Mele ed edito da Egea. Report Stato e prospettive dell efficienza energetic in Italia, sviluppato da Energy & Strategy Group (ESG) del Politecnico di Milano in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Enel. L internazionalizzazione delle imprese italiane e le infrastrutture sviluppato dalla Fondazione Centro Studi Enel in collaborazione con Aspen Institute Italia e LUISS Guido Carli. Working paper 2013 WP1/2013 Background, review and a frame of analysis. Case study: Stockholm, progetto di ricerca Energy Transitions in cities. Lifestyle, experimentation and change. WP2/2013 Honey, I shrunk the organization: in search of organizational genetics, progetto di ricerca GENOR (Progetto di ricerca sui tratti genetici delle organizzazioni). WP3/2013 Second Case Study: Turin, progetto di ricerca Energy Transition in Cities. Lifestyle, experimentation and change. WP4/2013 Elements for analysis of the evolution of the jobs and roles in Enel Group progetto di ricerca GENOR. WP5/2013 Third Case Study: Shanghai, progetto di ricerca Energy Transition in Cities. Lifestyle, experimentation and change WP1/2014 Organizational innovation in energy companies: a literature review, progetto di ricerca Organizational evolution in global corporations. WP2/2014 An urban metabolism survey design for megacities, progetto di ricerca Megacities. Comparative analysis of urban macrosystems. WP3/2014 On the use of Text Mining tools for investigating a Company s organizational identity and aptitude to change, progetto di ricerca GENOR. WP4/2014 Fourth Case Study: Santiago de Chile, progetto di ricerca Energy Transition in Cities. Lifestyle, experimentation and change. WP5/2014 Fifth Case Study: Rio de Janeiro, progetto di ricerca Energy Transition in Cities. Lifestyle, experimentation and change. Newsletter Scenarios. Where are we going? Issue n. 1. Coupling growth with Efficiency. Energy Efficiency in the XXI century Issue n. 2. A collective challenge: Energy for all. Fostering Energy Access for human rights and productive usage Issue n. 3. Prossime uscite Volumi AV2 Academic visions on the cities of the XXI Century. Curato da Oriol Nel lo, Universitat Autonoma de Barcelona, e Renata Mele, Fondazione Centro Studi Enel. Report Report on the structure, main features and functioning of the EU ETS and on the other existing domestic and regional Emission 18 ENERGY FOR KNoWLEDGE

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