INTERVENTO PER IL CONTROLLO DELLA DIFFUSIONE DELLA VEGETAZIONE ACQUATICA NEL BACINO DEL LAGO DI VIVERONE

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1 Ufficio Acque reflue INTERVENTO PER IL CONTROLLO DELLA DIFFUSIONE DELLA VEGETAZIONE ACQUATICA NEL BACINO DEL LAGO DI VIVERONE Provincia di Biella: David Tezzon La Provincia di Biella e la Provincia di Torino, quali Enti preposti alla salvaguardia dell ambiente, la Regione Piemonte, il Consorzio di Bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese, S.I.I. Spa, ATO 2, ATO 3 e SMAT Spa con il supporto tecnico-scientifico di ARPA Dipartimento Provinciale di Biella e CNR-ISE di Verbania hanno firmato un Accordo di collaborazione finalizzato alla realizzazione di una attività di studio e sintesi tecnica con definizione dei possibili interventi per il recupero della qualità ambientale e della balneabilità del lago di Viverone. Tale accordo ha lo scopo di fronteggiare i crescenti problemi di eutrofizzazione e balneazione delle acque mediante la raccolta dati, l analisi, la caratterizzazione delle zone prossime al lago con il proposito di fornire indicazioni operative per il recupero dell ecosistema lacustre. Parallelamente a questo studio è stata intrapresa un azione di asportazione di una parte della vegetazione acquatica che ostacola la fruizione, sotto diversi aspetti, della zona litorale. Questo intervento, mirato su zone ben delimitate, è stato deciso dall Amministrazione Provinciale di Biella, quale Ente capofila del Progetto di studio, e dalla Provincia di Torino, in seguito alla segnalazione dei comuni rivieraschi della presenza di vegetazione acquatica infestante nei pressi dei lidi, porti e strutture turistico-alberghiere. A tal proposito si è creato un gruppo di lavoro e studio composto da personale tecnico di ARPA, CNR-ISE e Provincia di Biella il quale, nel febbraio 2005, ha predisposto una relazione tecnico-scientifica contenente un piano di intervento per l asportazione delle idrofite con l indicazione dei mezzi più idonei, le zone di raccolta e il periodo in cui asportare la vegetazione acquatica pianificando le operazioni di contenimento della vegetazione nelle zone di sviluppo. Il tutto nell ambito dell Accordo di programma finalizzato alla definizione di un Programma di recupero del lago di Viverone. L infestazione è imputabile all aumentata fertilità dell acqua e dei sedimenti litorali a causa degli eccessivi apporti al lago di nutrienti di origine fognaria ed agricola nel corso dei diversi decenni. Provincia di Biella - Via Quintino Sella, BIELLA (Ingresso da Piazza Unità d Italia) Tel. 015/ Fax Sito: Televideo RAI3 pag Codice Fiscale Partita IVA

2 La proposta di intervento formulata nella relazione tecnico-scientifica consiste nella rimozione parziale della vegetazione acquatica mediante lo sfalcio della stessa, la raccolta e il definitivo allontanamento dal bacino. Si è ritenuto che questa soluzione fosse la migliore in grado di conciliare l esigenza di rendere più fruibile la riva del lago per la balneazione e permettere l approdo e l attracco delle imbarcazioni evitando così ripercussioni negative sull ecosistema lacustre. Proprio per questo ultimo motivo si è preferito lo sfalcio tralasciando, almeno per il momento, un intervento più incisivo come l estirpazione che potrà essere presa in considerazione solo dopo aver esaminato la struttura dell intera comunità di idrofite presenti in termini di diversità, distribuzione e produzione sull intero bacino, nell ottica di una gestione dell intera vegetazione acquatica e dell ecosistema litorale. Le specie che sono oggetto di sfalcio sono Myriophyllum spicatum e Ceratophyllum demersum quali piante largamente dominanti all interno della comunità delle idrofite sommerse presente nel lago. 2

3 Myriophyllum spicatum Ceratophyllum demersum La vegetazione radicata a foglie galleggianti è invece composta da Nelumbo lucifera (Fior di loto) nella zona del Lido di Anzasco, e da popolamenti sparsi su tutto il perimetro lacustre di Nymphaea alba e Nuphar lutea. Nelumbo lucifera Nymphaea alba Nuphar lutea Il taglio viene eseguito mediante l impiego di un imbarcazione dotata di barre falcianti e nastro di raccolta che convoglia la massa sfalciata direttamente sul piano di carico ed è in grado di mietere la vegetazione fino ad una profondità variabile tra 1,5 e 2,0 metri. Il natante, a seconda del modello, è in grado di accumulare una quantità di materiale sfalciato che va da diversi quintali fino a alcune tonnellate. 3

4 Il materiale viene poi trasportato a riva e scaricato direttamente dall imbarcazione o mediante l ausilio di caricatore a pinza semovente e trasferito in cassoni scarrabili e trasportato al sito di smaltimento. La vegetazione asportata viene raccolta e recuperata da ditta specializzata e inviata successivamente alla produzione di compost vegetale. Le zone di sfalcio e raccolta sono state 8 nell anno 2005 e 9 nell anno 2006 con una superficie variabile da poche centinaia di metri quadrati a qualche decina di ettari di 4

5 estensione. Il limite di espansione della vegetazione varia da zona a zona in termini di distanza dalla riva e si colloca comunque sempre ad una profondità mai superiore ai 5 metri. Il periodo di asportazione della vegetazione è stabilito di anno in anno in base al ciclo di crescita delle due principali specie infestanti. Esse si riproducono per via vegetativa attraverso la produzione di frammenti di stelo o di turioni e pertanto, con il taglio, si incide anche sulla loro propagazione. Durante l inverno le piante riducono al minimo la loro biomassa senza scomparire completamente. La ripresa di M. spicatum avviene quando l acqua raggiunge una temperatura che si aggira attorno ai 13 C mentre la specie C. demersum si sviluppa in periodo più tardivo, al raggiungimento dei 18 C circa. Le due specie sono presenti fino ad una profondità di 4-5 metri e raggiungono rapidamente il pelo d acqua quando la profondità non supera i 3-4 metri. Si cerca così di contenere simultaneamente lo sviluppo di entrambe le specie infestanti anche se comunque si ottiene un asportazione prevalente di M. spicatum nelle prime fasi di taglio e la contemporanea rimozione di M. spicatum e C. demersum nelle fasi più avanzate. La Provincia di Biella, mediante bando di gara, affida i lavori di sfalcio per un periodo che va dal mese di giugno fino al mese di settembre; questo per riuscire a mantenere un buon livello di pulizia e asportazione delle idrofite dal bacino del lago e per poter asportare la maggior quantità di massa vegetale riducendo contemporaneamente l apporto di sostanza organica morta al fondo. Il taglio non avviene in modo continuativo da giugno a settembre, ma viene effettuato in due o più riprese al fine di poter controllare la ricrescita delle piante. La vegetazione sfalciata, una volta caricata sull imbarcazione, viene trasportata a riva dall imbarcazione stessa e depositata in aree dedicate e predisposte per l operazione identificate dalla Provincia di Biella. 5

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