Il Consorzio di Bonifica delle Marche

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1 Il Consorzio di Bonifica delle Marche

2 CONSORZIO DI BONIFICA DELLE MARCHE Caratteri generali Costituito e regolato dalla L.R. 17 giugno 2013 n. 13, di «riordino degli interventi in materia di bonifica e di irrigazione» Ente pubblico economico di natura associativa con adesione obbligatoria che opera secondo criteri di Efficienza, Efficacia, Economicità ed Equilibrio di Bilancio

3 Funzioni Piano di Classifica e di Riparto per la determinazione dei contributi consortili Piano delle opere di bonifica di competenza privata e degli interventi di miglioramento fondiario Programma triennale e l elenco annuale dei lavori per le opere di propria competenza Esercita le funzioni dei consorzi idraulici (opere di terza, quarta, quinta categoria Art R.D. 523/1904)

4 Funzioni Esegue opere idrauliche di sola difesa di beni, la loro manutenzione e la sistemazione dell alveo dei minori corsi d acqua con denominazione di fossati, rivi e colatori pubblici (Art. 12 R.D. 523/1904) Sistemazione degli scoli, ristagni e raccolta di acque e la manutenzione delle strade vicinali di uso pubblico ove non sia costituito uno specifico Consorzio stradale Realizzazione, manutenzione ed esercizio opere di irrigazione e impianti funzionali o connessi ai sistemi irrigui Svolge per conto dello Stato la progettazione, esecuzione e gestione di opere pubbliche di competenza o finanziate dall Unione Europea o altri enti pubblici Partecipa alle attività di programmazione e pianificazione regionali e provinciali volte ad assicurare la tutela e il risanamento idrogeologico, del suolo e sottosuolo

5 Organigramma ASSEMBLEE DEI COMPRENSORI ASSEMBLEA DEL CONSORZIO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE REVISORE UNICO Esprime parere sulle attività dell assemblea del consorzio eccetto i regolamenti consortili e l elezione del consiglio di amministrazione (31 membri) Statuto - approvazione bilancio, spese pluriennali, dotazione organica, piani triennali - determinazione perimetro di contribuenza - elegge il consiglio di amministrazione (31 membri) Nomina Direttore Generale, dispone atti di contabilità, pubblicazione bilanci e atti (6 membri) Rappresentanza legale dell ente Revisione legale dei conti annuali e consolidati

6 Gestione del territorio COMPRENSORI Unità omogenee sotto il profilo idrografico e funzionale all attività di bonifica A) Foglia, Metauro, Cesano B) Misa, Esino C) Musone, Potenza, Chienti, Asola, Alto Nera D) Tenna E) Aso F) Tronto BACINI IDROGRAFICI PRINCIPALI Suddivisi in sub-bacini individuati sulla base dei crinali di scolo con estensione mediamente non superiore a Ha

7 Determinazione del contributo Il Consorzio definisce il contributo con suddivisione per ogni comprensorio PIANO DI CLASSIFICA definisce gli indici e le metodologie di calcolo del contributo PIANO DI RIPARTO definisce il contributo che il consorzio richiede ai consorziati CONTRIBUENZA AGRICOLA: area di appartenenza (montano e alto collinare 63%, basso collinare e costiero 37%), estensione (ha), indice tecnico di beneficio CONTRIBUENZA A.A.T.O. (gestore servizio idrico integrato): volumi idrici medi captati in sorgente CONTRIBUENZA IMMOBILI AD USO INDUSTRIALE, COMMERCIALE, ARTIGIANALE IN AREA EXTRAURBANA: rendita catastale, indice tecnico di beneficio

8 Indice tecnico di beneficio DISTANZA DEI TERRENI DALLE ASTE FLUVIALI DISTANZA DEL PUNTO DI RECAPITO DELL ASTA FLUVIALE (DSR) DENSITÀ DI ATTRAVERSAMENTO STRADALE SULLE ASTE FLUVIALI (DAS) DEFLUSSO FISIOGRAFICO (RUSCELLAMENTO SUPERFICIALE) Metodo Kennessey (acclività, permeabilità, copertura vegetale)

9 Manutenzione ordinaria del reticolo idrografico Normativa di Riferimento PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE DEGLI INTERVENTI GESTIONE DELLA VEGETAZIONE D.P.R. 14 aprile 1993 Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni recante criteri e modalità per la redazione dei programmi di manutenzione idraulica e forestale Circolare Regionale n. 1 del 23 gennaio 1997 Criteri ed indirizzi per l'attuazione di interventi in ambito fluviale nel territorio della Regione Marche Legge Regionale 31 del 12 novembre 2012 (deliberazione n.100) Linee guida per l elaborazione dei progetti generali di gestione dei corsi d acqua Legge forestale regionale (L.R. 23 febbraio 2005, n. 6) In particolare Art. 20 tutela alberi ad alto fusto Art. 21 autorizzazione all abbattimento Art. 22 potatura Art. 23 misure di compensazione Art. 24 tutela delle siepi Art. 25 formazioni vegetali miste Art. 26 formazioni vegetali monumentali R.D. 523/1904 Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie

10 Interventi all articolo 2 del D.P.R Tipologie degli interventi manutentori da effettuarsi nei corsi d'acqua NON REGIMATI A) Rimozione dei rifiuti solidi e taglio di alberature in alveo (eliminazione dalle sponde e dagli alvei dei materiali di rifiuto provenienti dalle varie attività umane e collocazione in discarica autorizzata) B) Rinaturazione delle sponde (protezione al piede delle sponde dissestate od in frana con strutture flessibili spontaneamente rinaturabili e restauro dell'ecosistema ripariale, compresa l eventuale piantumazione di essenze autoctone) C) Ripristino della sezione di deflusso (eliminazione, nelle tratte critiche per il deflusso delle portate idriche, dei materiali litoidi, trasportati e accumulati in punti isolati dell'alveo, pregiudizievoli al regolare deflusso delle acque) D) Sistemazione e protezione spondale (risagomatura e sistemazione di materiale litoide collocato a protezione di erosioni spondali e sostituzione di elementi di difesa artificiale deteriorati od in frana, utilizzando tecnologie di ingegneria ambientale)

11 Interventi all articolo 2 del D.P.R Tipologie degli interventi manutentori da effettuarsi nei corsi d'acqua NON REGIMATI E) Riduzione dei detrattori ambientali (rinaturazione delle protezioni spondali con modesti interventi di ingegneria naturalistica) F) Ripristino della funzionalità di tratti tombati, tombini stradali, ponticelli ecc. (ripristino del regolare deflusso sotto le luci dei ponti) G) Ripristino della stabilità dei versanti, mediante tecniche di ingegneria ambientale

12 Interventi all articolo 2 del D.P.R Tipologie degli interventi manutentori da effettuarsi nei corsi d'acqua REGIMATI A) Manutenzione delle arginature e loro accessori (taglio di vegetazione sulle scarpate, ripresa di scoscendimenti, ricarica di sommità arginale, interventi di conservazione e ripristino del paramento, manutenzione di opere d'arte e manufatti connessi al sistema arginale) B) Rimozione dei rifiuti solidi e taglio di alberature in alveo (eliminazione dalle sponde e dagli alvei dei materiali di rifiuto provenienti dalle varie attività umane e collocazione in discarica autorizzata) C) Rimozione di materiale di sedime dalle banchine pavimentate (allontanamento in discariche autorizzate del materiale presente sulle banchine del corso d'acqua)

13 Interventi all articolo 2 del D.P.R Tipologie degli interventi manutentori da effettuarsi nei corsi d'acqua REGIMATI D) Taglio di vegetazione e rimozione di depositi alluvionali su banchine in terra (sfalcio di vegetazione infestante e rimozione dei depositi alluvionali che riducono la sezione idraulica del corso d'acqua) E) Rinnovo di pavimentazioni di banchine (rimozione e ripristino di tratte di pavimentazione fatiscenti con analoghi materiali) F) Rimozione di materiale vario dagli accessi e dalle discese pubbliche a fiume con trasporto a pubbliche discariche autorizzate G) Rimozione di tronchi d'albero dalle luci di deflusso dei ponti (ripristino del regolare deflusso sotto le luci dei ponti, con rimozione del materiale di sedime e vario accumulato nei sottopassi stradali, nei tombini, nei sifoni, sulle pile od in altre opere d'arte)

14 Interventi all articolo 2 del D.P.R Tipologie degli interventi manutentori da effettuarsi nei corsi d'acqua REGIMATI H) Ripristino di protezioni spondali deteriorate o franate in alveo (gabbioni e scogliere) (risagomatura e sistemazione di materiale litoide collocato a protezione di erosioni spondali e sostituzione di elementi di difesa artificiale deteriorati od in frana, utilizzando, ove possibile, tecnologie di ingegneria ambientale) I) Manutenzione di briglie e salti di fondo (sistemazione delle briglie ed idonei interventi a salvaguardia di possibili fenomeni di aggiramento o scalzamento o erosione dell'opera da parte delle acque uniti ad interventi di mitigazione dell'impatto visivo) L) Ripristino della stabilità dei versanti (ripristino della stabilità dei versanti prospicienti le sponde di corsi d'acqua, mediante tecniche di ingegneria ambientale)

15 Interventi all articolo 2 del D.P.R Altri interventi manutentivi che si aggiungono e specificano quelli sopra indicati A) Rimozione del materiale legnoso a terra all interno dell alveo o sulle sponde B) Taglio in alveo o sulle sponde di piante secche in piedi, scalzate, deperienti, soccombenti, pendenti o danneggiate a livello del tronco C) Ripristino della ufficiosità idraulica nelle sezioni di confluenza tra un corso d acqua minore e il corpo idrico principale

16 Tipologie di segnalazioni consortili raccolte RIMOZIONE DELL OSTRUZIONE FLUVIALE ALBERATURE CADUTE IN ALVEO RIMOZIONE DEI RIFIUTI RIMOZIONE DEL MATERIALE LITOIDE RISAGOMATURA DEGLI ARGNI CONTROLLO DELL ECCESSIVA VEGETAZIONE RIPARIA CONTRASTO DELL EROSIONE SPONDALE

17 Gestione delle segnalazioni 692 AREE IAP PORZIONI DI TERRITORIO NON SUPERIORI A 1500 ETTARI CHE ACCORPANO UNO O PIÙ SUB BACINI IDROGRAFICI IAP (impresa agricola di presidio) figura già riconosciuta dal codice civile all art 2135 come «imprenditore agricolo professionale» Gli IAP svolgono attività di presidio segnalando ed effettuando gli interventi ove incaricati dal Consorzio, in alternativa subentrano le ditte specializzate 33 TECNICI INCARICATI TECNICI SUPERVISORI Svolgono l attività di gestione ed esecuzione degli interventi sul reticolo idrografico Controllo e sorveglianza sull esecuzione dei lavori

18 Gestione delle segnalazioni Aree di intervento dei 33 tecnici incaricati (Agronomi) Aree delle 692 IAP (Impresa Agricola di Presidio) Superficie media Area IAP = ha

19 Gestione delle segnalazioni Bacini Sub-Bacini

20 SIT sistema informativo territoriale CALL CENTER Raccoglie tutte le segnalazioni e i dati del segnalatore Il privato cittadino potrà effettuare segnalazioni anche tramite applicazione mobile e sito web TECNICO INCARICATO TECNICO SUPERVISORE COMPRENSORIALE IAP Completa gestione delle segnalazioni di intervento (sopralluogo - valutazione - realizzazione intervento - rendicontazione) Tecnico consortile che esegue attività di controllo e verifica dell operato dei tecnici incaricati Imprenditore agricolo che presidia l area di competenza assegnatagli e ove possibile esegue l intervento, in alternativa interviene una ditta specializzata

21 SEGNALAZIONI Call center Nuova piattaforma SIT consortile Standard Operativi PRATICA CONCLUSA Accettazione Rapporto Affidamento Collaudo Sopralluogo Stima e progettazione Esecuzione lavori SOPRALLUOGO Tecnico incaricato COMPETENZA CONSORTILE SI NECESSITÀ INTERVENTO SI TIPOLOGIA INTERVENTO COMUNICAZIONE INTERVENTO CONCLUSO NO NO Manutenzione straordinaria Comunicazione tipo intervento Comunicazione esito sopralluogo Comunicazione esito sopralluogo 15 giorni 15 giorni 30 giorni

22 Nuova piattaforma SIT consortile ALLA DATA DEL 10/11/2014 RISULTANO: N SEGNALAZIONI RICEVUTE 1825 N INTERVENTI REALIZZATI 750 N INTERVENTI SU ACQUE PUBBLICHE 300

23 Nuova piattaforma SIT consortile INSERIMENTO DATI SEGNALAZIONE SOPRALLUOGO VALUTAZIONE DEL TIPO DI INTERVENTO NECESSARIO RICHIESTA AUTORIZZAZIONI STIMA E AFFIDAMENTO DEI LAVORI VERIFICA FINALE POST INTERVENTO

24 Nuova piattaforma SIT consortile DATI GENERALI

25 Nuova piattaforma SIT consortile POSIZIONE SEGNALAZIONE

26 Nuova piattaforma SIT consortile DATI GENERALI

27 Nuova piattaforma SIT consortile SOPRALLUOGO

28 Nuova piattaforma SIT consortile VALUTAZIONE

29 Nuova piattaforma SIT consortile VALUTAZIONE

30 Nuova piattaforma SIT consortile DETTAGLIO CARTOGRAFIA

31 Nuova piattaforma SIT consortile ANAGRAFICA DITTE/IAP Dettaglio anagrafica IAP/ ditte

32 Nuova piattaforma SIT consortile RENDICONTO LAVORI (RISERVATO AL TECNICO AGRONOMO)

33 Nuova piattaforma SIT consortile DOCUMENTI DELLA SEGNALAZIONE

34 Nuova piattaforma SIT consortile TECNICO SUPERVISORE DI ZONA

35 Nuova piattaforma SIT consortile ARCHIVIO DELLE SEGNALAZIONI

36 Lavori eseguiti TIPOLOGIE DI INTERVENTO REALIZZATE

37 Lavori eseguiti ESPURGO MATERIALI LIMOSI

38 Lavori eseguiti SFALCI SPONDALI

39 Lavori eseguiti SFALCIO ED RIAPERTURA SEZIONE IDRAULICA

40 Lavori eseguiti ELIMINAZIONE DELLE ALBERATURE IN ALVEO

41 Lavori eseguiti RIPRISTINO FUNZIONALITÀ TRATTI TOMBATI

42 Lavori eseguiti RIPROFILATURA SPONDE PER DIVAGAZIONE FLUVIALE

43 Lavori eseguiti RIMOZIONE DEI TRONCHI DALLE LUCI DI DEFLUSSO DEI PONTI

44 Benefici ai consorziati SALVAGUARDIA E MANTENIMENTO DELLA QUALITA AMBIENTALE DIFESA DEL SUOLO PRESIDIO IDROGEOLOGICO (difesa da fenomeni di dissesto idrogeologico) DIFESA IDRAULICA (evitare fenomeni di allagamento e ristagno acque) SVILUPPO EQUILIBRATO DEL TERRITORIO MIGLIORAMENTO FONDIARIO E DI IRRIGAZIONE APPROVVIGIONAMENTO E USO RAZIONALE DELLE RISORSE IDRICHE IRRIGUE

45 Conseguenze della mancata manutenzione

46 GRAZIE PER L ATTENZIONE!

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-------------------------------------------------------------------------------- D.P.R. 14 aprile 1993 "Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni recante criteri e modalità per la redazione dei programmi di manutenzione idraulica e forestale." Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

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