Analisi delle imprese ambientali nella provincia di Bologna

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1 Analisi delle imprese ambientali nella provincia di Bologna Con il contributo di:

2 NE - NOMISMA ENERGIA S.r.l. Via Montebello, Bologna Responsabile scientifico del progetto: Alessandro Bianchi Coordinatore del progetto: Marina Malpensa PROVINCIA DI BOLOGNA Servizio Attività produttive e Turismo Via Benedetto XIV, Bologna Coordinatore del progetto: Antonio Barresi Gruppo di lavoro: Elena Brunelli, Mariagrazia Mazza, Marina Malpensa Progetto grafico e impaginazione: Absolut eventi&comunicazione Pubblicazione realizzata nel dicembre 2009 esclusivamente in formato elettronico.

3 1 Analisi delle imprese ambientali nella provincia di Bologna

4 Indice Introduzione 4 Premessa 5 Cosa si intende con il termine imprese ambientali 6 Il contesto di riferimento per le imprese ambientali 7 1 Definizione del perimetro della ricerca Metodologia utilizzata per l individuazione dei nominativi delle imprese Un primo sguardo sulle imprese ambientali della provincia di Bologna Numerosità delle imprese per categoria di attività Distribuzione delle imprese sul territorio Categorie di attività 13 Commercio al dettaglio 13 Commercio all ingrosso 13 Consulenza 13 Installazione 14 Produzione 14 Ricerca 14 Servizi 14 2 Analisi delle imprese ambientali della provincia di Bologna Metodologia utilizzata per il proseguimento della ricerca La fase di somministrazione del questionario L esito della somministrazione del questionario Analisi dei dati raccolti Categoria di attività delle imprese Settore di attività delle imprese Livello di fatturato delle imprese Numero degli addetti delle imprese Investimenti in ricerca e sviluppo Collaborazione con istituti di ricerca e università Mercato di riferimento dell attività Tipologia prevalente di clientela dell azienda Fatturato imputabile ad attività ambientali Addetti Percezione delle prospettive di sviluppo del settore Percentuale degli investimenti in ricerca e sviluppo sul fatturato Specifica e descrizione della eventuale collaborazione con istituti di ricerca e università 28 3 Osservazioni finali 29 Categorie e settori di attività 29 Dimensione aziendale: fatturato e addetti 29 Dinamismo imprenditoriale: investimenti in ricerca e sviluppo e collaborazioni con istituti di ricerca e università 30 Mercato e clientela 30 Percezione delle possibilità di sviluppo del settore 30 Allegato 1 - Lettera e questionario inviati alle imprese 31 Allegato 2 - Elenco delle imprese ambientali della provincia di Bologna 36 2

5 Allegato 3 - Elenchi delle imprese per categoria di attività 53 Commercio dettaglio 53 Commercio ingrosso 55 Consulenza 57 Installazione 62 Produzione 67 Ricerca 69 Servizi 71 Allegato 4 - Elenchi delle imprese per settore di attività 77 Fonti energetiche rinnovabili 77 Risparmio energetico e uso razionale delle risorse 84 Tutela ambientale 91 Rifiuti 96 Prodotti biologici, ecologici, biocompatibili 101 Altro 102 Indice delle tabelle Tabella 1 - Numero imprese per categoria di attività 10 Tabella 2 - Sedi di impresa provincia di Bologna 2 trimestre Tabella 3 - Distribuzione delle imprese ambientali per Comune 12 Tabella 4 - Esito della somministrazione dei questionari 16 Tabella 5 - Ripartizione delle imprese per categoria di attività 17 Tabella 6 - Associazioni di attività più frequenti 18 Tabella 7 - Ripartizione delle imprese per settore di attività 18 Tabella 8 - Associazioni di settori di attività più frequenti 19 Tabella 9 - Ripartizione delle imprese per classe di fatturato 19 Tabella 10 - Ripartizione delle imprese per classe di addetti 20 Tabella 11 - Numero di addetti per classe di fatturato 21 Tabella 12 - Imprese che investono in ricerca e sviluppo per classe di fatturato 22 Tabella 13 - Imprese che collaborano con istituti di ricerca e università per classe di fatturato 23 Tabella 14 - Ripartizione delle imprese per mercato di riferimento 24 Tabella 15 - Associazioni di mercati di attività più frequenti 24 Tabella 16 - Ripartizione delle imprese per tipologia di clientela 24 Tabella 17 - Associazioni di tipologie di clientela più frequenti 25 Tabella 18 - Percentuale di fatturato da attività ambientali per classe di fatturato totale 25 Tabella 19 - Percezione dello sviluppo del settore per classe di fatturato 27 Tabella 20 - Livello degli investimenti in ricerca e sviluppo per classe di fatturato 28 3 Indice delle figure Figura 1 - Esempio di risultato dell interrogazione 9 Figura 2 - Imprese per categoria di attività (% sul totale) 11 Figura 3 - Imprese ambientali per area territoriale (% sul totale) 13 Figura 4 - Totale imprese attive al 31/03/2009 per area territoriale (% sul totale) 13 Figura 5 - Esito della somministrazione dei questionari 17 Figura 6 - Ripartizione delle imprese per classe di fatturato 20 Figura 7 - Ripartizione delle imprese per classe di addetti 20 Figura 8 - Ripartizione del numero degli addetti per classe di impresa 21 Figura 9 - Investimenti in ricerca e sviluppo 22 Figura 10 - Investimenti in ricerca e sviluppo per classe di fatturato 22 Figura 11 - Collaborazione con istituti di ricerca e università 23 Figura 12 - Collaborazione con istituti di ricerca e università per classe di fatturato 23 Figura 13 - Percentuale del fatturato imputabile ad attività ambientali 25 Figura 14 - Addetti per tipologia contrattuale 26 Figura 15 - Addetti per tipo di competenze 26 Figura 16 - Percezione delle prospettive di sviluppo del settore 26 Figura 17 - Percentuale degli investimenti in ricerca e sviluppo sul fatturato 27

6 Introduzione La Provincia di Bologna da anni ha intrapreso il percorso verso la sostenibilità ambientale. Nel 2006 abbiamo ottenuto la registrazione EMAS, dopo un lungo lavoro che ha visto l Amministrazione compatta e determinata a raggiungere questo importante e prestigioso traguardo. Coerentemente a questo indirizzo, abbiamo messo in campo iniziative rivolte all imprenditoria per favorire lo sviluppo sostenibile del territorio anche dal punto di vista economico e produttivo. Questo, tuttavia, non è un periodo semplice. La crisi mondiale ha duramente colpito molte delle imprese del nostro tessuto produttivo, che è sempre stato uno dei più floridi del Paese, ma questo non può frenare la nostra corsa. Per dare un segnale positivo di ripresa dell economia locale, la Provincia di Bologna continua a guardare avanti, a quelle imprese che hanno il coraggio di investire in un settore in espansione come l ambiente, da intendersi non come risorsa da sfruttare ma come un opportunità di business. Questo lavoro vuole essere un nuovo inizio. Per ripartire dobbiamo capire il contesto di riferimento nel quale ci muoviamo per pensare a strategie volte ad aumentare la competitività del sistema produttivo e a sostenere la nascita di imprese sane e robuste che abbiano una prospettiva di vita di lunga durata. Noi stiamo pensando ad uno sviluppo sostenibile che sia soprattutto motore dello sviluppo locale. Dicembre 2009 Graziano Prantoni Assessore Attività produttive e Turismo della Provincia di Bologna 4 4

7 Premessa L economia - intesa come sviluppo economico - e l ambiente si presentano spesso come due mondi antitetici in cui ciascuno limita e si contrappone all altro. Questa idea è ancora più valida se consideriamo l economia nell accezione che la teoria neoclassica ne ha dato e che ha fatto da punto di riferimento per quasi tutti i Paesi industrializzati fino agli anni 60. Il sistema produttivo era solo un sistema per produrre beni e merci da destinare al consumo finale. L utilizzo dell ambiente e i rifiuti non erano interessanti per gli economisti i cui studi erano incentrati esclusivamente sul capitale, il lavoro, le materie prime, i processi e il consumo. È solo con il succedersi delle grandi crisi petrolifere, che gli studiosi si accorgono di come la disponibilità di risorse naturali come il petrolio sia limitata e sempre in quegli anni si scopre come l insorgere di molte malattie sia legato all inquinamento risultante dalla attività industriale e dall attività economica in generale. Si inizia così lentamente a vedere l economia anche nella sua correlazione con l ambiente circostante e a valutarne gli effetti in termini di ripercussione sulle risorse naturali e sulla vita futura dell uomo. Negli anni 80 poi incomincia a diffondersi a tutti i livelli il concetto di scarsità e limite alle risorse globali: le risorse del nostro pianeta sono scarse e le conseguenze ambientali del loro intensivo sfruttamento sono un pericolo per l esistenza stessa dell uomo. Negli anni più recenti si fa, invece, strada il concetto di sviluppo sostenibile, quindi che non esista sviluppo economico senza rispetto per l ambiente. Questa nuovo modello di sviluppo è oggi una vera e propria necessità dell umanità, sancita anche dal protocollo di Kyoto e dagli sforzi che la comunità internazionale sta facendo per garantire un futuro al protocollo dopo il È proprio questo nuovo modo di vedere l economia e lo sviluppo che ha originato la domanda di nuovi prodotti. Tutte le imprese ormai hanno dovuto rivedere i propri metodi organizzativi e produttivi alla luce di questa accresciuta attenzione nei confronti dell ambiente e stanno nascendo per questo nuove imprese e nuove attività legate allo sviluppo di tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili, il contenimento dell inquinamento, lo smaltimento e riciclaggio dei rifiuti. Questi nuovi prodotti e servizi sono legati alla evoluzione e crescita di nuovi mercati caratterizzati da nuove tecnologie e ricerca continue. Anche i consumatori finali sono oggi sempre più influenzati dagli aspetti legati alla sostenibilità ambientale e sociale dei prodotti che scelgono di acquistare. Di questo sviluppo in atto ne ha conoscenza diretta la Provincia di Bologna che attraverso il Servizio Attività produttive e Turismo fin dal 1989 opera con un servizio di consulenza affiancamento e supporto alla persone con idee di impresa nel territorio. Nel corso degli ultimi anni, infatti, l ambiente è diventato un tema trasversale nelle attività imprenditoriali che vengono poste in essere sul territorio della provincia. Per questo sono già stati sviluppati progetti che riguardano il connubio impresa e ambiente, come la mappa delle opportunità imprenditoriali sostenibili nell Appennino Bolognese, la Banca dati delle opportunità ambientali, il concorso Progettando e la guida Banche ed Energie Rinnovabili. 5

8 Il progetto di ricerca Analisi delle imprese ambientali nella provincia di Bologna nasce per promuovere le realtà imprenditoriali esistenti, migliorando la conoscenza dell economia del territorio con particolare riferimento alle cosiddette imprese ambientali. Obiettivo della ricerca è quindi la determinazione, relativamente al territorio provinciale, del perimetro di questo settore economico in forte crescita, individuando numerosità e tipologia delle imprese ambientali che hanno sede nella provincia di Bologna. Cosa si intende con il termine imprese ambientali Non esistono definizioni precise per individuare le imprese e i mercati che nascono e si sviluppano permettendo di svincolare la crescita economica dall impatto ambientale e coniugando in tal modo gli obiettivi di entrambi. In realtà non esiste neppure un termine univoco per indicare queste imprese, che vengono sovente indicate in alternativa con i termini imprese ambientali, imprese verdi o eco imprese. Lo sforzo di costruirne una definizione univoca è stato tentato innanzitutto dalla Commissione Europea. La Commissione ha attribuito grande importanza all ambiente come fattore per la creazione di occupazione ed ha trattato l argomento sia in documenti generali sulla politica del lavoro in generale, sia in documenti specifici sull occupazione nel settore ambientale. Tra questi, nel 1997 la Commissione ha dottato la Comunicazione COM(97) 592 sull ambiente e l occupazione (Costruire un Europa sostenibile ), in cui si fa riferimento ai nuovi settori industriali legati all ambiente cercando di definirne i confini. Il punto di partenza è la definizione di eco imprese stabilita nel 1996 dall OCSE 1 in base alla quale le eco imprese producono beni e servizi per misurare, prevenire, limitare o correggere l inquinamento ambientale dell acqua, dell aria e del suolo e i problemi connessi ai rifiuti, all inquinamento acustico e agli ecosistemi. A questa definizione si aggiunge, nel testo del documento europeo, uno specifico riferimento alle attività legate ai settori delle tecnologie pulite, delle fonti di energia rinnovabili, del riciclaggio dei rifiuti, della protezione della natura e del paesaggio e del rinnovamento ecologico delle zone urbane, così come ripreso anche in altri importanti documenti di organismi ed istituzioni nazionali e sovranazionali 2. Un altro documento che è di aiuto nel definire i prodotti e le tecnologie con caratteristiche ambientali è il documento 3 del Ministero dell Ambiente relativo all attuazione del Piano nazionale per l Innovazione, la Crescita e l Occupazione (PICO), redatto a seguito del Piano di azione per le tecnologie ambientali della Commissione Europea, con l obiettivo di eliminare gli ostacoli che impediscono di realizzare tutte le potenzialità delle tecnologie ambientali. A livello nazionale il CENSIS sempre nel , in coerenza con i contenuti dei documenti europei ha 1 OCSE/GD(96)117 2 cfr. Studio delle eco-industrie nell Unione europea, 1994, Ecotec/ BIPE/ IFO per DG XI e Eurostat anno 1997 per il Rapporto sull occupazione nell UE nel Road map italiana per l attuazione dell ETAP Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio anno Rapporto sulla Situazione Sociale del Paese, CENSIS 1997 cercato di formularne una definizione condivisa, con l obiettivo di analizzarne lo stato dell arte e le potenzialità nel nostro paese. Nel rapporto del CENSIS si evidenzia come le tipologie di attività che si possono considerare rientranti nella categoria delle imprese ambientali sono in continua crescita e trasformazione e questo spiega la difficoltà di offrirne una connotazione stabile e definitiva, di classificarle e di contarle. Ai fini della nostra ricerca per la definizione dell ambito di analisi e quindi delle attività di impresa da considerare si è utilizzato sia un approccio top-down che bottom-up. Quello top-down si è basato sulle indicazioni contenute nei documenti sopra citati per cercare di definire quali potessero essere in maniera pragmatica le reali attività delle imprese classificabili come ambientali. L approccio bottom-up invece si è basato sulle informazioni scaturite dall analisi dei dati in possesso della Provincia relativi a bandi di finanziamenti ed aiuto allo startup delle imprese, che hanno consentito di considerare anche attività innovative che altrimenti non sarebbe stato possibile individuare, ma che invece forniscono indicazioni importanti per delineare le caratteristiche del sistema economico ambientale provinciale. Questa impostazione ha consentito la formulazione di un elenco di voci relative ad attività, servizi e prodotti definibili come ambientali, che sono: Energia da fonti rinnovabili, quali energia solare, eolica da biomasse, ecc. Si tratta soprattutto di aziende che realizzano ed installano pannelli solari e fotovoltaici, ma anche aziende di commercio al dettagli e all ingrosso di impianti, componenti, o combustibili alternativi. Efficienza energetica. Si tratta in questo caso di attività relative alla ricerca, alla produzione e al commercio di beni e tecnologie che consentano un significativo risparmio energetico. In questo caso i settori sono molteplici e spaziano dai motori elettrici, a quelli ibridi, alle lampadine a basso consumo, a tecnologie produttive volte ad efficientare l uso dell energia nei processi o a limitare i consumi energetici degli edifici. Rifiuti e scarti civili e industriali. Si tratta in questo caso di aziende che raccolgono, trasportano e smaltiscono rifiuti anche pericolosi, che raccolgono ad esempio oli usati e batterie esauste. Tra queste aziende ci sono anche quelle si occupano di nettezza urbana. Ambiente ed ecologia. Si tratta in questo caso di una molteplicità di attività che va dalla ricerca, alla consulenza alla produzione e al commercio, di beni e servizi relativi alla tutela dell ambiente, al trattamento delle acque, agli studi di impatto ambientale, le analisi chimiche dei suoli, le analisi di qualità dell aria e il contenimento delle emissioni. Prodotti biologici e biocompatibili. Si tratta in questo caso di attività legate alla produzione e commercializzazione di prodotti che di per sé non avrebbero caratteristiche ambientali, ma che vengono prodotti con sistemi rispettosi dell ambiente e dell ecosistema, come ad esempio i tessuti naturali, alcuni prodotti biologici, l allevamento di insetti per la lotta integrata, ecc. 6

9 Il contesto di riferimento per le imprese ambientali L attenzione crescente nei confronti della salvaguardia dell ambiente e di un oculato utilizzo delle risorse associata alle politiche nazionali e comunitarie sta contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo di settori dell economia che hanno come riferimento più o meno indiretto l ambiente. Le politiche comunitarie esistenti rappresentano un quadro di riferimento chiaro per lo sviluppo e la diffusione di queste nuove tecnologie, come gli ambiziosi obiettivi che l Unione Europea si è data per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e quelli stabiliti per il 2020, pari al 20% di produzione da fonti rinnovabili sul consumo finale di energia in Europa. Per l economia questi obiettivi e le risorse assegnate per il loro raggiungimento si traducono nello sviluppo di nuove tecnologie per il contenimento delle emissioni e la produzione di energia da fonti rinnovabili, nuovi sistemi di trasporto ecosostenibili, nuovi materiali e soluzioni per l edilizia. Basta guardare a come politiche di incentivazione come il conto energia abbiano creato un vero e proprio boom fotovoltaico nel nostro paese. Ecco allora il moltiplicarsi delle aziende che producono tecnologia, di quelle che la vendono, la installano e la manutenzionano. L obiettivo del 20% di produzione da fonti rinnovabili sul consumo finale di energia in Europa al 2020, si traduce per l Italia in un obiettivo del 17% che secondo alcune recenti stime vuole dire installare nei prossimi 11 anni oltre MW di nuovi impianti con un investimento di circa 40 6 miliardi di euro. Secondo uno studio della Commissione Europea 7 a livello europeo generale nel 2005 il settore delle fonti rinnovabili ha occupato 1,4 milioni di persone e generato un fatturato di 58 miliardi di euro e la stima è che realizzando l obiettivo del 20% di fonti verdi entro il 2020, così come previsto dal Pacchetto clima-energia, si creano 2,8 milioni di posti di lavoro e si realizza ricchezza pari all 1,1% del Prodotto interno lordo europeo. A livello nazionale, oltre a queste analisi relative al settore delle energie rinnovabili non risultano studi o ricerche recenti approfondite sulle imprese ambientali nel complesso, a parte la ricerca del CENSIS già citata precedentemente e ormai non più interessante perché datata Per avere una idea della dimensione generale di questo nuovo mercato, anche se indirettamente, può aiutare lo studio 9 pubblicato dall ISTAT, che ha valutato la spesa per investimenti ambientali delle imprese. La spesa per investimenti, infatti, può aiutare a farsi una idea almeno parziale di quello che è il mercato fornendo, appunto indirettamente, informazioni sul lato della domanda che viene soddisfatto dall offerta delle imprese che operano nel settore. 5 fonte Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili tavola rotonda: l Italia di fronte ai target europei al 2020, Milano 23 aprile fonte Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili tavola rotonda: l Italia di fronte ai target europei al 2020, Milano 23 aprile EmployRES - The impact of renewable energy policy on economic growth and employment in the European Union, European Commission, Directorate-General for Energy and Transport, Aprile Rapporto sulla Situazione Sociale del Paese, CENSIS Gli investimenti delle imprese italiane per la protezione dell ambiente anno 2006, ISTAT gennaio 2009 Dallo studio emerge che nel 2006 la spesa per investimenti ambientali delle imprese dell industria in senso stretto è di milioni di euro, con un aumento del 4,2 per cento rispetto all anno precedente. A livello regionale, l indagine sugli investimenti delle imprese industriali realizzata da Confindustria Emilia- Romagna 10, evidenzia come anche nel 2008 si è confermato l impegno delle imprese ad investire, l 89,2% infatti delle aziende intervistate ha effettuato investimenti nel corso del 2008 rinnovando l alta propensione agli investimenti delle imprese della nostra Regione. Nel corso del 2008 la spesa per investimenti delle imprese regionali è stata pari al 5,7% del fatturato e il 28,1% della spesa complessiva per investimenti è stata realizzata per la tutela ambientale, dato in aumento rispetto al 25,4% registrato nel A seguito però delle aspettative di forte rallentamento dell economia dovute alla crisi, le previsioni di investimento in tutela ambientale sono relativamente al 2009 del 26,3% sulla spesa totale per investimenti. A questo si aggiunge la domanda delle famiglie di beni e servizi legati all ambiente, stimolata dalle misure nazionali di incentivazione come la detrazione del 55% per le ristrutturazioni energetiche e il conto energia. A livello provinciale va evidenziata l attenzione che l Amministrazione ha sempre mostrato nei confronti della tutela del proprio territorio attraverso politiche ed iniziative volte a stimolare nel settore produttivo la riduzione degli impatti e l uso razionale delle energia, come la redazione delle Linee Guida per la realizzazione e gestione di APEA (aree produttive ecologicamente attrezzate) in attuazione della L.R. 20/2000. Tutte queste iniziative hanno come risultato, dal punto di vista economico, quello di stimolare la domanda di nuovi beni e servizi creando quindi nuovi mercati e nuove possibilità per la nascita di imprese e la riconversione o l ampliamento di quelle esistenti. L amministrazione provinciale, inoltre, già da alcuni anni ha sviluppato una peculiare sensibilità nei confronti di queste nuove imprese, predisponendo una serie di strumenti di aiuto e promozione, come la banca dati per le opportunità ambientali, il concorso per premiare le nuove imprese ambientali e i finanziamenti destinati ai territori appenninici in Obiettivo 2 per la creazione di ESCO e l utilizzo delle energie rinnovabili. La realizzazione dell Analisi delle imprese ambientali della provincia di Bologna vuole essere un ulteriore contributo alla conoscenza ed alla comprensione di questa realtà, i cui contorni non sono così nettamente definibili e la cui dimensione è in continuo sviluppo. La ricerca si è così svolta in due fasi: una prima fase in cui il focus si è concentrato sulla individuazione delle imprese ambientali operanti nella provincia di Bologna, attraverso la definizione e l applicazione di una serie di criteri necessari a delimitare il campo dell indagine; ed una seconda fase nella quale, dopo avere individuato un elenco di imprese ambientali che rispondevano ai criteri definiti, si è analizzata più nel dettaglio l attività di queste imprese, fotografando l attuale situazione del settore e cercando di comprenderne i trend e le potenzialità di crescita. 10 Indagine sugli investimenti delle imprese industriali dell Emilia- Romagna Confindustria Emilia-Romagna luglio

10 1.1 Metodologia utilizzata per l individuazione dei nominativi delle imprese Il primo step della ricerca è stato quello di definire quali fossero, sul territorio provinciale, le attività imprenditoriali che potevano considerasi come ambientali, procedendo poi successivamente ad individuare la metodologia migliore per censirle. In via empirica, la migliore scelta possibile è stata quella di individuare le imprese sulla base dell analisi dei dati pubblici reperibili nei registri camerali. La Camera di Commercio di Bologna detiene infatti il registro generale di tutte le imprese operanti sul territorio ed è possibile, all interno dei dati contenuti in questi registri, effettuare diverse ricerche. La numerosità delle imprese iscritte nel registro della Camera di Commercio ( al 30/06/2009) non consentiva però di effettuare una valutazione analitica sull attività di tutte le imprese per valutare quale di queste fosse di carattere ambientale. Per questo si è individuata una metodologia alternativa che, attraverso l utilizzo di alcuni parametri, ha consentito una prima scrematura dell elenco complessivo. Il documento principale che fornisce indicazioni relativamente all attività esercitata da una impresa è la visura ordinaria, ovvero un estratto delle informazioni legali ed economico/ amministrative presenti nel Registro delle imprese, catalogate secondo voci definite. Tra queste voci, le seguenti si sono rivelate utili ai nostri fini: oggetto sociale classificazione ATECO/ATECORI attività 1 Definizione del perimetro della ricerca La voce oggetto sociale riporta, esattamente come da statuto costitutivo dell impresa, l elenco di tutte le attività che l impresa può esercitare. Questo elenco è solitamente molto ampio, cosicchè nella realtà è molto difficile che l impresa eserciti davvero tutte le attività elencate nell oggetto sociale. Nell utilizzare come parametro per la scrematura questa voce, il rischio era quindi quello di sovrastimare il numero delle imprese ambientali, inserendo nella nostra lista imprese che effettivamente non esercitano attività così classificabili. La voce classificazione ATECO/ATECORI deriva da una convenzione condivisa dal sistema statistico europeo, che classifica le attività delle imprese sulla base di un codice numerico a 6 cifre, utilizzato per fornire informazioni di natura statistica sulla attività dell impresa. Una prina analisi dei codici, però, ha immediatamente evidenziato che rispetto al totale pochi fanno esplicito riferimento ad attività di carattere ambientale, mentre gli altri presentano caratterizzazioni più generali. In questo caso quindi il rischio era quello di sottostimare il numero delle imprese ambientali, individuandone solo una minima parte. 11 Fonte Camera di Commercio di Bologna 8

11 La voce attività invece è composta da una stringa di testo a scrittura libera che l impresa stessa fornisce per descrivere l attività prevalente realmente esercitata. Pur potendo anche in tal caso incorrere in imprecisioni o incompletezza nella valutazione, l analisi del contenuto di questa voce è parsa quindi come la metodologia empirica più efficace ai fini dell individuazione di un elenco il più esauriente possibile delle imprese ambientali operanti in provincia. Trattandosi però di una stringa di testo libero, era necessario definire con precisione cosa ricercare all interno di questa voce. L analisi degli studi e dei documenti illustrati nei paragrafi precedenti è stata di supporto alla compilazione di un elenco di voci relative ad attività, prodotti e servizi definibili come ambientali ed ha consentito l individuazione di una serie di parole chiave che in qualche modo rappresentassero - mutuando un termine della biologia - una sorta di markers, ovvero parametri la cui presenza consente con buona probabilità di identificare un associazione con il parametro oggetto della ricerca, nel nostro caso l esercizio di attività con una qualche connotazione ambientale. La scelta di queste parole chiave è scaturita da una valutazione che ha seguito un criterio sufficientemente ampio e generale da garantire l estrazione del maggior numero possibile di imprese. Le parole che sono state selezionate sono le seguenti: Ambientale Ambientali Ambiente Auto elettriche Automobile elettrica Automobili elettriche Bioarchitettura Biodegradabile Biodegradabili Bioedilizia Biologici Biologico Biomasse Bonifica Bonifiche Celle combustibile Cogenerazione Condensazione Depurazione Ecologia Ecologica Ecologici Ecologico Emissione Emissioni Energia Energetica Energetico Eolica Eolici Eolico Fotovoltaici Fotovoltaico Geotermia Geotermica Idroelettrica Idroelettrici Idroelettrico Impatto Insetti Inquinamento Inquinanti Isolamento termico Lotta integrata Led Legna Legname Motore elettrico Motori elettrici Pellets Recupero Riciclaggio Riciclare Rifiuto Rifiuti Rinnovabile Rinnovabili Smaltimento Solari Solare Sviluppo sostenibile Per testare la bontà della metodologia utilizzata e confermare il risultato ottenuto, l elenco delle imprese estratte utilizzando le parole chiave selezionate è stato confrontato con una serie di nominativi di imprese ambientali già in possesso della Provincia. Questo controllo ha permesso di verificare se l estrazione effettuata aveva individuato anche quelle imprese oppure, in caso negativo, quali fossero le altre parole chiave da includere nell elenco per consentire la loro individuazione. Per l estrazione si è utilizzato il motore di ricerca messo a disposizione dal sistema delle Camere di Commercio attraverso il sito un esempio di risultato dell interrogazione è mostrato in Figura 1. Figura 1 - Esempio di risultato dell interrogazione L estrazione effettuata secondo i criteri stabiliti ha consentito di stilare un primo elenco di imprese, presumibilmente ambientali, attive alla data del 1 luglio 2009 ed aventi sede legale nella provincia di Bologna. Le imprese di questo primo elenco sono state poi vagliate singolarmente sulla base della descrizione completa della loro attività, al fine di epurare l elenco da quelle imprese che eventualmente esercitassero un attività priva di caratterizzazione ambientale o da particolari tipologie di imprese non ritenute pertinenti ai fini della nostra ricerca, come ad esempio gli agenti di commercio e i procacciatori di affari. 9

12 In seguito a questa ulteriore selezione, il numero delle imprese cui somministrare il questionario è stato ridotto a 395, ovvero circa lo 0,45% del totale delle imprese attive nella provincia di Bologna al 1 luglio 2009, pari a Un primo sguardo sulle imprese ambientali della provincia di Bologna Sulla base dei dati estratti dal registro della Camera di Commercio è stata effettuata una prima e parziale analisi del contesto relativo alle imprese ambientali operanti nella provincia di Bologna, analisi che è stata successivamente approfondita nella seconda fase della ricerca sulla base dei dati resi disponibili dalle imprese tramite la compilazione del questionario. In base ai dati disponibili sul registro, è stata effettuata una prima classificazione delle 395 imprese sulla base della attività da loro dichiarata, individuando le seguenti categorie: Commercio ingrosso Commercio dettaglio Consulenza Installazione Produzione Ricerca Servizi Per quanto riguarda la metodologia utilizzata per suddividere le imprese sulla base delle categorie sopra elencate, si sottolinea che commercio all ingrosso, commercio al dettaglio e produzione sono da considerarsi nel loro significato più generale, mentre per le altre categorie sono state fatte precise assunzioni. Consulenza e installazione secondo le definizioni solitamente utilizzate per le analisi economiche sono attività appartenenti ai servizi, ma nel nostro specifico caso sono state tenute separate da questi per analizzare più approfonditamente i campi di attività delle imprese considerate. Nella categoria consulenza sono state inserite tutte le imprese che si occupano di progettazione ingegneristica, di studi e ricerche e consulenza relativa alla sicurezza, all ambiente ecc. Si tratta cioè di imprese che forniscono attività di supporto alla produzione, all installazione e al commercio attraverso la redazione di studi di mercato e di settore, progetti ingegnerisitici e consulenza nel campo dell ambiente, dell ecologia e dell efficienza energetica. Nella categoria installazione sono state considerate tutte le imprese che operano nel campo della realizzazione, installazione e manutenzione di impianti a fonti energetiche rinnovabili, di impianti per il trattamento delle acque, nonché nella posa in opera di materiali per l isolamento termico degli edifici. Nella categoria servizi, invece, sono state inserite le imprese che operano nel campo delle bonifiche ambientali, della gestione ed erogazione di servizi di igiene urbana, della raccolta e del riciclaggio dei rifiuti, delle analisi chimiche e geologiche, delle misure dell inquinamento ecc. Nel settore delle ricerca, che si distingue nettamente da quello della consulenza, sono state considerate solo le imprese la cui attività è principalmente orientata alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie e prototipi Numerosità delle imprese per categoria di attività Se guardiamo alla numerosità delle imprese per categoria di attività (Tabella 1 e Figura 2) si nota che commercio, consulenza e servizi rappresentano ciascuna circa il 20-25% del totale, mentre le imprese che si occupano di produzione e ricerca, rispettivamente a quota 10,4 e 2,8% del totale, rappresentano una parte assolutamente residuale. Tabella 1 - Numero imprese per categoria di attività Categoria attività Numero imprese commercio dettaglio 26 commercio ingrosso 54 consulenza 100 installazione 67 produzione 41 ricerca 11 servizi 96 TOTALE 395 Fonte: elaborazione NE Nomisma Energia su base dati Camera di Commercio 12 Fonte Camera di Commercio Industria e Artigianato di Bologna 10

13 Figura 2 - Imprese per categoria di attività (% sul totale) Un ulteriore e significativo dato che si rileva è la quota del 17% d imprese che si occupano d installazione, a conferma di un trend evidenziatosi anche a livello nazionale. commercio dettaglio 7% servizi 24% commercio ingrosso 14% ricerca 3% produzione 10% consulenza 25% installazione 17% Fonte: elaborazione NE Nomisma Energia su base dati Camera di Commercio Infatti, nonostante i massicci incentivi economici stanziati negli ultimi anni, il settore delle fonti energetiche rinnovabili non riesce a far decollare una filiera nazionale ma per la quasi totalità finanzia l installazione di tecnologia importata dall estero. In questo modo il settore non riesce a dispiegare tutte le proprie potenzialità in termini di occupazione e sviluppo, sottraendo alla collettività un importante strumento per contenere gli effetti della crisi economica generale. A dispetto di quanto appena detto, esistono comunque sul territorio provinciale industrie che hanno saputo conquistare, anche a livello nazionale, un posto di primo piano nella produzione di tecnologie ambientalmente compatibili, sebbene il loro numero sia oggettivamente ridotto. La prevalenza dei servizi sulla produzione e la ricerca conferma comunque un dato generale del sistema economico provinciale, ovvero la sua forte terziarizzazione. Tabella 2 - Sedi di impresa provincia di Bologna 2 trimestre 2009 Settori Imprese registrate Peso % Settori tradizionali Commercio ,0 Costruzioni ,2 Manifatturiero ,0 Agricoltura ,3 Totale ,5 Servizi alle imprese e alle persone Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca ,0 Alberghi e ristoranti ,2 Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni ,1 Altri servizi pubblici, sociali e personali ,2 Intermediazione monetaria e finanziaria ,4 Sanità e altri servizi sociali 469 0,5 Istruzione 390 0,4 Totale ,8 Altri settori 103 0,1 Imprese non classificate ,6 Totale ,0 Fonte: elaborazione NE Nomisma Energia su base dati Camera di Commercio I dati riportati in Tabella 2 mostrano infatti che le imprese che operano nel settore del commercio e dei servizi rappresentano quasi il 60% del totale. 11

14 1.2.2 Distribuzione delle imprese sul territorio La distribuzione delle imprese sul territorio per comune (Tabella 3) evidenzia che circa il 40% delle imprese hanno sede nel comune di Bologna. Per valutare la distribuzione delle imprese ambientali rispetto alla quella del totale delle imprese si è utilizzata la classificazione per aree, come riportato nelle statistiche della Camera di Commercio. Tabella 3 Distribuzione delle imprese ambientali per Comune Comune Numero Imprese Zona Anzola dell Emilia 7 Area di Bologna Bazzano 3 Area di Bologna Bologna 156 Area di Bologna Budrio 12 Area di Bologna Calderara di Reno 13 Area di Bologna Casalecchio di Reno 13 Area di Bologna Castel Maggiore 8 Area di Bologna Castenaso 4 Area di Bologna Crespellano 6 Area di Bologna Granarolo dell Emilia 6 Area di Bologna Minerbio 1 Area di Bologna Ozzano dell Emilia 1 Area di Bologna Pianoro 8 Area di Bologna San Lazzaro di Savena 3 Area di Bologna Sasso Marconi 2 Area di Bologna Zola Predosa 8 Area di Bologna Totale Area di Bologna 251 Camugnano 1 Area di montagna Castel d Aiano 2 Area di montagna Castel di Casio 6 Area di montagna Castello di Serravalle 1 Area di montagna Castiglione dei Pepoli 1 Area di montagna Gaggio Montano 4 Area di montagna Granaglione 6 Area di montagna Grizzana Morandi 1 Area di montagna Lizzano in Belvedere 3 Area di montagna Loiano 1 Area di montagna Marzabotto 1 Area di montagna Monte San Pietro 5 Area di montagna Monterenzio 1 Area di montagna Monteveglio 3 Area di montagna Monzuno 2 Area di montagna Porretta Terme 6 Area di montagna San Benedetto Val di Sambro 3 Area di montagna Vergato 3 Area di montagna Totale Area di montagna 50 Argelato 5 Area di pianura Baricella 1 Area di pianura Bentivoglio 1 Area di pianura Castello d Argile 1 Area di pianura Crevalcore 4 Area di pianura Galliera 1 Area di pianura Malalbergo 3 Area di pianura Molinella 2 Area di pianura Pieve di Cento 2 Area di pianura S. Giovanni in Persicelo 10 Area di pianura Sala Bolognese 2 Area di pianura San Giorgio di Piano 5 Area di pianura San Pietro in Casale 2 Area di pianura Sant Agata Bolognese 1 Area di pianura Totale Area di pianura 40 Casalfiumanese 1 Circondario Imolese Castel del Rio 1 Circondario Imolese Castel Guelfo di Bologna 4 Circondario Imolese Castel San Pietro Terme 7 Circondario Imolese Dozza 1 Circondario Imolese Fontanelice 2 Circondario Imolese Imola 32 Circondario Imolese Medicina 5 Circondario Imolese Mordano 1 Circondario Imolese Totale Circondario Imolese 54 TOTALE 395 Fonte: elaborazione NE Nomisma Energia su base dati Camera di Commercio 12

15 Il risultato, riportato in forma grafica nelle Figure 3 e 4, evidenzia come la distribuzione delle imprese ambientali sul territorio non si discosti da quella delle imprese nel loro complesso. Figura 3 - Imprese ambientali per area territoriale (% sul totale) Circondario Imolese 13,7% Area di Montagna 12,7% Area di Pianura 10,1% Area di Bologna 63,5% Fonte: elaborazione NE Nomisma Energia su base dati Camera di Commercio Figura 4 - Totale imprese attive al 31/03/2009 per area territoriale (% sul totale) Circondario Imolese 15,3% Area di Montagna 10,2% Area di Pianura 13,3% Area di Bologna 61,1% Fonte: elaborazione NE Nomisma Energia su base dati Camera di Commercio Categorie di attività Commercio al dettaglio Le attività prevalenti che si rilevano solo quelle di commercio in sede fissa, ma anche ambulante e in forma elettronica, di pannelli solari termici e fotovoltaici, di caldaie a condensazione, di stufe a biomasse legnosa, nonché di materiale di recupero e di legna da ardere. Da sottolineare anche la presenza di alcune imprese che si occupano di commercio di materiali e beni ecocompatibili, come prodotti naturali per la casa e la persona, prodotti per la bioedilizia, mobili, biancheria, confezioni, calzature tutto di origine ecologica. Commercio all ingrosso Sostanzialmente le attività non si discostano di molto da quelle del commercio al dettaglio, a questi si aggiungono prodotti per l isolamento termico, vernici ecologiche, apparecchi e prodotti per la depurazione delle acque e dei terreni, generatori eolici e biocombustibili. Consulenza Qui le attività prevalenti sono quelle della consulenza in materia di ambiente, sicurezza, inquinamento, sfruttamento delle energie rinnovabili, nonché della progettazione ingegneristica di impianti a fonti energetiche rinnovabili, per la depurazione delle acque e il trattamento dei rifiuti. 13

16 Installazione In questo caso oltre alle attività più diffuse di installazione di pannelli solari fotovoltaici e termici, e in generale di impianti termici ad alta efficienza energetica, si riscontrano anche attività di posa di materiali per l isolamento termico, manutenzione e riparazione di impianti industriali per la depurazione e il trattamento dei rifiuti. Produzione Le attività prevalenti sono in questo caso quelle legate alla produzione di energia da fonte rinnovabile, ma anche la produzione di soluzioni per l edilizia (come gli infissi) ad alta efficienza energetica, produzione di calzature e capi in materiali ecologici. Troviamo poi la presenza di una importante società a livello europeo di progettazione e costruzione di veicoli a trazione elettrica e a idrogeno. È, inoltre, da sottolineare la presenza di alcune aziende agricole che oltre all attività prevalente producono energia elettrica tramite impianti a fonte rinnovabili. Ricerca Le attività di ricerca sono essenzialmente incentrate nel capo delle tecnologie per il risparmio energetico, come le celle a combustibile. Servizi I servizi in prevalenza sono relativi alle opere di bonifica ambientale dall amianto e da altri inquinanti, erogazione di servizi di igiene urbana ed ambientale, raccolta stoccaggio e recupero di carta, materiali plastici e ferrosi, smaltimento di rifiuti, erogazione di servizi di gestione calore e analisi di laboratorio chimiche ed ambientali. La metodologia con cui l elenco delle imprese è stato estratto ha rappresentato solo un primo approccio allo sviluppo delle ricerca, proseguita poi attraverso un approfondimento sul campo dell analisi, con lo scopo di verificare la corrispondenza dei dati estratti alla reale attività delle imprese. Ciò è stato oggetto della seconda fase di questa ricerca

17 2 Analisi delle imprese ambientali della provincia di Bologna Metodologia utilizzata per il proseguimento della ricerca Una volta individuato l elenco di aziende la cui attività, stante le dichiarazioni rese alla Camera di Commercio, potesse classificarsi come ambientale, si è proceduto a valutare ed approfondire, per le imprese individuate, i seguenti aspetti: oggetto dell attività principale; mercato di riferimento e tipologia clientela; struttura e organizzazione; competenze compagine e addetti; possibili sbocchi futuri del mercato; sinergie con altri settori; collegamenti con le attività di ricerca. Tale attività è stata svolta tramite la somministrazione del questionario in Allegato 1. La dimensione dell universo di riferimento individuato tramite l estrazione (395 imprese) ha consentito di procedere alla raccolta dei dati necessari a valutare gli aspetti sopra elencati per tutte le imprese e non solo per un campione significativo di queste. Per avere maggiore certezza che la metodologia di estrazione utilizzata per ottenere l elenco - basata sulla ricerca delle parole chiave individuate nella descrizione dell attività dell impresa come da registri della Camera di Commercio - non avesse involontariamente escluso qualche impresa realmente operativa nel settore ambientale sul territorio della provincia, dunque nell intento di rendere ancora più esaustiva ed accurata l indagine, il questionario è stato distribuito anche in occasione dell evento fieristico SANA - Salone Internazionale del Naturale (Bologna, settembre 2009) a tutte le imprese che si sono presentate allo stand istituzionale della Provincia e che hanno dichiarato di esercitare la loro attività (o parte di essa) nel settore ambiente. Inoltre, con lo stesso intento la Provincia di Bologna ha pubblicizzato la ricerca sul proprio sito web nella sezione relativa alle notizie per le imprese, rendendolo disponibile per il download ed invitando le imprese che ritenessero di operare in settori ambientali a scaricarlo e ad inviarlo compilato via fax o via posta elettronica per essere inserite nell elenco. Da ultimo, la Provincia ha provveduto a contattare le associazioni di categoria interessate affinchè diffondessero la conoscenza della ricerca in corso tra i loro associati, consentendo loro di candidarsi a parteciparvi. Le autocandidature ricevute tramite questi ulteriori canali di selezione sono state 31, anche se non tutte le imprese che si sono autocandidate avevano effettivamente i requisiti per essere inserite nella ricerca. La valutazione della rispondenza delle aziende ai requisiti identificati per definire un azienda come ambientale ha portato ad una scrematura delle autocandidature, cosicchè soltanto 13 di esse sono state inserite nella ricerca, portando il numero complessivo delle imprese cui è stato somministrato il questionario a 408.

18 2.2 La fase di somministrazione del questionario Nella fase di somministrazione del questionario si è cercato di avere, ove possibile, un contatto diretto con un referente per la compilazione (tramite le informazioni su recapiti telefonici/ reperite presso la Camera di Commercio oppure tramite la ricerca via Internet dei siti web delle imprese), al fine di far comprendere al meglio lo scopo della ricerca e l opportunità che la partecipazione alla stessa poteva costituire per le imprese contattate. Ove invece tali recapiti non erano disponibili, si è proceduto a contattare le imprese tramite lettera postale. La procedura di raccolta dei dati è stata quindi caratterizzata da step successivi: a) analisi dei siti web delle imprese individuate e raccolta dei dati in essi disponibili, ad eventuale integrazione di quanto reperibile tramite i database della Camera di Commercio relativamente ala tipologia di attività delle imprese ed ai recapiti per contattarle prima di procedre all invio del questionario; b) contatto telefonico diretto con le imprese per introdurre la ricerca e verificare la loro disponibilità alla partecipazione tramite la compilazione del questionario e, in caso di risposta affermativa, invio dello stesso via fax e/o per ; c) invio del questionario tramite lettera postale in caso di indisponibiltà di contatti telefonici e/o ; d) nuovo (ripetuto) contatto diretto, ove possibile, con le imprese cui era stato somministrato il questionario per sollecitare l invio della risposta. Inizialmente, come indicato nella lettera di presentazione della ricerca allegata al questionario, si era deciso che la fase di somministrazione del questionario si protraesse dall ultima settimana di agosto al 15 ottobre Il quotidiano monitoraggio dell andamento della riconsegna dei questionari ha però evidenziato una scarsa sollecitudine delle imprese - pur dichiaratesi interessate a partecipare alla ricerca - nel riconsegnare il questionario compilato, ragion per cui si è deciso di prorogare la fase della raccolta dei questionari fino al 31 ottobre L esito della somministrazione del questionario Nel contattare le imprese si è evidenziata la situazione che alcune delle imprese presenti separatamente nell elenco orginario erano in realtà parte di un unica impresa, pertanto a tali imprese è stato somministrato un unico questionario. A motivo di ciò, l elenco originario di 395 imprese si è ridotto a 386 imprese, cui si aggiungono le 13 autocandidature convalidate per un totale di 399 questionari somministrati. Tabella 4 Esito della somministrazione dei questionari Consegnati 399 di cui N resi compilati 188 non resi (contatto diretto) 46 non resi (contatto indiretto) non interessati a partecipare/non pertinenti 100 non contattati per mancanza di recapiti validi 8 TOTALE 399 Fonte: elaborazione NE sui dati raccolti Di questi, 188 questionari sono stati resi compilati (o parzialmente compilati), mentre 46 imprese, pur avendo dichiarato il proprio interesse a partecipare alla ricerca dopo essere state direttamente contattate, non hanno riconsegnato il questionario entro il termine stabilito. Ulteriori 57 imprese, contattate tramite lettera postale, non hanno risposto, per un totale di 104 questionari non resi. Soltanto 8 imprese non sono state contattate, causa indisponibilità di un recapito valido (lettera tornata al mittente per destinatario sconosiuto e/o trasferito). Un dato relativamente sorprendente è stato quello delle imprese (100) che, nonostante i chiarimenti ricevuti sullo scopo della ricerca e sull opportunità a parteciparvi, si sono dichiarate non interessate alla partecipazione. In alcuni casi ciò è stato spiegato adducendo a motivazione il fatto che l impresa era intitolata a persone ormai in fase di uscita dal mondo del lavoro per motivi di età/malattia e senza potenziali eredi dell attività; oppure, correttamente, al fatto che l attività dell impresa non rientrava nell oggetto dell indagine. Al di là delle specifiche motivazioni, il dato evidenzia comunque una scarsa penetrazione tra le imprese dell informazione e della consapevolezza sia dell importanza attuale della propria attività nel tessuto economico locale e nazionale, sia del possibile futuro sviluppo di tali attività. Tale dato diventa così un indicatore della necessità che le imprese di questo settore hanno di trovare un referente istituzionale e istituzionalizzato che valorizzi e supporti il loro autoriconoscimento e la loro crescita. La figura seguente evidenzia, in percentuale, l andamento della somministrazione dei questionari. 16

19 Figura 5 - Esito della somministrazione dei questionari non contattati 2,0% non partecipa 25,1% resi compilati 47,1% non resi 25,8% Fonte: elaborazione NE sui dati raccolti Al di là della fisiologica percentuale di insuccesso che sempre si registra quando si svolgono indagini sul campo, il dato rilevante è costituito dal fatto che la ricerca ha fatto emergere un tessuto socio economico a marker ambientale comunque rilevante in termini numerici, quantificabile in 188 imprese (ovvero, poco più del 47% del totale considerato) sulle quale è stato possibile svolgere un analisi di maggior dettaglio in base ai dati raccolti. 2.4 Analisi dei dati raccolti L analisi dei dati raccolti è avvenuta secondo due modalità, una quantitativa ed una qualitativa. La prima modalità è stata applicata nei casi in cui la domanda consentiva una modalità di risposta a scelta multipla (es: Domanda 1 - Categoria di attività ), mentre la seconda è stata applicata in particolare - ma non solo - alle domande la cui risposta era aperta (es: Domanda 2 - Descrizione dettagliata dell attività dell impresa ) Categoria di attività delle imprese Alla Domanda 1 ( In quale di queste categorie rientra l attività esercitata dalla sua impresa ) tutte le imprese tranne 1 hanno dato risposta. Nonostante il questionario richiedesse esplicitamente una risposta univoca a questa domanda, parte delle imprese che lo hanno compilato hanno fornito una risposta multipla. Di conseguenza, il totale delle risposte censite supera quello del numero di imprese che hanno riconsegnato il questionario ed il totale delle percentuali per categoria sul totale dei questionari compilati è superiore al 100%. Tabella 5 Ripartizione delle imprese per categoria di attività Categoria di attività N imprese che esercitano l attività % su totale questionari compilati COM DET - Commercio dettaglio 16 8,5% COM ING - Commercio ingrosso 25 13,3% CONS - Consulenza 58 30,9% INST - Installazione impianti e tecnologie 57 30,3% PROD - Produzione 26 13,8% RIC- Ricerca 21 11,2% SERV - Servizi 61 32,4% non risponde 1 0,5% Fonte: elaborazione NE sui dati raccolti Le imprese che hanno dato più di una risposta - quindi le imprese che sono attive in più di una categoria - sono 49, ovvero poco più del 26% delle imprese che hanno compilato il questionario. Le associazioni di attività che si sono evidenziate con maggior frequenza sono quelle tra consulenza, ricerca e servizi (7 aziende) e quelle tra consulenza e installazione (8 aziende). In generale, comunque, alcune attività sono svolte più di frequente e si presentano anche più frequentemente in associazione con altre. Tali attività sono servizi, consulenza, installazione e commercio, sia al dettaglio che all ingrosso (ovvero, tipicamente attività del settore terziario), mentre la ricerca è svolta da un numero ridotto di aziende ma spesso in associazione ad altre attività e la produzione è svolta da un numero ridotto di aziende (sia come attività unica che in associazione). 17

20 Tabella 6 Associazioni di attività più frequenti Associazione di attività N CONS - INST 8 CONS - RIC - SERV 7 CONS - SERV 3 CONS - INST - RIC 3 INST - PROD 3 CONS - RIC 2 INST - SERV 2 COM ING - SERV 2 COM DET - INST - SERV 2 PROD - RIC - SERV 1 COM DET - INST 1 COM ING - CONS - INST - RIC 1 INST - RIC - SERV 1 COM ING - SERV 1 COM DET - CONS - INST - RIC 1 COM ING - PROD 1 COM DET - COM ING - PROD - RIC 1 COM ING - CONS 1 COM DET - CONS - INST 1 COM ING - COM DET - SERV 1 CONS - PROD - RIC 1 COM ING - PROD - RIC 1 COM DET - SERV 1 COM ING - CONS - SERV 1 INST - PROD - RIC 1 PROD - SERV 1 TOTALE 49 Fonte: elaborazione NE sui dati raccolti Ciò, come già detto, evidenzia un potenziale limite - che è innanzitutto nazionale - dello sviluppo di questo settore, ovvero la scarsa integrazione della filiera soprattutto nella fasi della produzione e ricerca e la forte vocazione alla terziarizzazione Settore di attività delle imprese Anche alla Domanda 2 ( In quale di questi settori rientra l attività prevalente esercitata dalla sua impresa?) hanno risposto tutte le imprese tranne 2. Analogamente alla domanda precedente, poichè le risposte possibili erano più di una, il totale delle risposte censite supera quello del numero di imprese che hanno riconsegnato il questionario ed il totale delle percentuali per categoria sul totale dei questionari compilati è superiore al 100%. Tabella 7 Ripartizione delle imprese per settore di attività Settore N imprese attive nel settore % su totale questionari compilati FER - Fonti energetiche rinnovabili 80 42,6% RIS - Risparmio energetico e uso razionale delle risorse 70 37,2% TUT - Tutela ambientale 60 31,9% RIF - Rifiuti 54 28,7% PROD - Prodotti biologici, ecologici, ecocompatibili 19 10,1% ALT - Altro 44 23,4% non risponde 2 1,1% Fonte: elaborazione NE sui dati raccolti In questo caso però, le imprese che associano settori di attività diversi sono più numerose (90, ovvero il 47,9% delle imprese che hanno compilato il questionario), così come anche le tipologie di associazione. 18

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