FONDI&SICAV. CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 3 - Numero 19 - Aprile 2010

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1 FONDI&SICAV CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 3 - Numero 19 - Aprile 2010 Mercati emergenti sempre più aggressivi Chi ne ha paura, chi pensa di cavalcarli Obbligazionari area dollaro Una scommessa sul biglietto verde Consensus Europa Tra ottimismo e inquietudini

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3 EDITORIALE Conoscere per investire meglio Quale miglior modo per capire cosa succede e cosa potrà succedere prossimamente sui mercati che incontrare direttamente i protagonisti? Per questo motivo abbiamo deciso di investire tempo e risorse per portare sul territorio le società di gestione in dibattiti a più voci. Due diverse serie di incontri: una dedicata al mondo azionario e una a quello obbligazionario. «Non solo Bot: diversificare l investimento obbligazionario». Questo il titolo delle tappe dedicate al mondo bond, che continua a ricoprire un ruolo predominante nel panorama degli investimenti dei risparmiatori italiani. «Un anno di forte rimbalzo dai minimi di borsa: quali prospettive per il futuro?» Questo invece il tema su cui punteremo nel roadshow azionario. In ognuna delle sei tappe avremo quattro case di gestione che presenteranno in una tavola rotonda i diversi scenari e il loro modo di affrontarli nei prossimi mesi. Ma i nostri sforzi per incontrarvi di persona e non solo attraverso le pagine di Fondi&Sicav non finiscono qui. In collaborazione con Banca Sara, a partire da metà aprile, partirà un vero e proprio Giro d Italia: 12 tappe in diverse città (i dettagli nell articolo a pag. 74). In questo caso si tratta di un corso certificato tfpa valido per il mantenimento della certificazione. Titolo degli incontri sarà: «Gli indicatori macroeconomici: come misurare la temperatura all economia». Cercheremo di presentare in un modo facilmente comprensibile molte delle variabili macroeconomiche di cui tutti parlano (prodotto interno lordo, vendite al dettaglio, bilancia commerciale, tasso di disoccupazione, scorte delle imprese), ma di cui ben pochi sanno esattamente di cosa si tratti. Un sostegno nella comprensione degli aspetti metodologici e nell utilizzo dei principali strumenti analitici per l analisi della congiuntura e dell evoluzione dei mercati, per conoscere le caratteristiche degli indicatori che l analista GIUSEPPE RICCARDI macroeconomico utilizza come punto di riferimento per la propria diagnosi, per identificare le diverse fasi congiunturali attraverso l uso degli indicatori e soprattutto per non rimanere alla teoria e per calare nella realtà quotidiana l approccio teorico risultante dall analisi degli indicatori. Per finire, in collaborazione con Assonova e tre società di gestione, altri quattro momenti di confronto su un tema in cui crediamo molto per gli anni a venire: il Global change. Perché Global change? Perché il mondo sta cambiando molto velocemente e le variazioni porteranno a modifiche in termini di consumi, mobilità, surriscaldamento globale e molto altro ancora. Le ripercussioni saranno significative e impatteranno anche sull allocazione degli investimenti. Per questi motivi, per informare gli operatori del settore sull offerta in essere al momento su queste tematiche, Assonova e FondiOnline hanno nuovamente unito le forze. Che dire, ci aspettano due mesi abbastanza pieni, ma forse alla fine ne sapremo tutti un po di più Emerging, i rischi ci sono Ma siamo davvero sicuri che i mercati emergenti avere la possibilità di mettere in discussione l operato delle siano l avvenire? O quanto meno, possiamo investire con tranquillità in aree che sono certamen- in alcuni mercati emergenti, soprattutto la Cina, di strada élite al potere sono tutti elementi altrettanto importanti. E te a grande tasso di crescita, ma hanno ancora elementi di fragilità estremi? Personalmente qualche dubbio ce l ho: l incremento dei Pil è davanti agli occhi di tutti, ma non è certamente l unico fattore di cui tenere conto quando si giudica un economia o per meglio dire intere macroaree. Lo sviluppo armonico, la crescita sul piano sociale, la conservazione dell ambiente, la regolamentazione dei mercati, la governance delle aziende, il corpus giuridico su questo piano ce n è ancora molta da compiere. Il rischio è che tutti i problemi accantonati scoppino tutti insieme all improvviso e che le spettacolari crescite dei Pil non siano più sufficienti e sostenere tutto. Nel servizio di copertina di questo numero abbiamo posto questi problemi a un panel di operatori molto qualificato e in effetti le risposte non sono risultate facili. Anche se prevale l ottimismo. Con la speranza e la più ampia libertà di stampa per ALESSANDRO SECCIANI che sia vero. FONDI&SICAV/Aprile

4 APRILE N 19 SOMMARIO S O M M 8 18 I portafogli di Mc Gestioni Processo ai paesi emergenti ANCORA UN ANNO DA INCORNICIARE Ormai le aree sviluppate sembrano definitivamente uscite dalla recessione: i dati a disposizione degli analisti lo affermano in maniera chiara. Gli indicatori di direzione macro sono in via di rafforzamento e anche la disoccupazione in Usa potrebbe avere toccato il fondo. Più lenta la ripresa in Europa. Il momento sembra favorevole all azionario Le tendenze demografiche favorevoli, la crescita dei consumi, l urbanizzazione, la spesa per le infrastrutture e i bassi livelli di debito dei governi, delle società e delle famiglie secondo diversi gestori favoriscono ancora questi mercati. Importanti nella valutazione anche le politiche monetarie e fiscali accomodanti. E soprattutto i P/e delle aziende sono stimati in aumento del 20% nei prossimi due anni. I preferiti? Restano l Asia e il Brasile, che sembrano avere una marcia in più rispetto a tutti PROMOTORI & CONSULENTI FONDI&SICAV Aprile 2010 Saverio Scelzo di Copernico: «La forza del vero multibrand» Raccolta Tanto denaro in fuga dai Bot Bilanci Quell eccezionale anno 2009 La scelta di collocare un ampia gamma di prodotti non a marchio proprio ha caratterizzato questa struttura fin dai primi passi della sua attività, iniziata 10 anni fa. La mancanza di conflitti di interessi viene evidenziata dal leader della società come l elemento di maggiore impatto sul mercato. E la consulenza a parcella è vista come un ulteriore opportunità, anche se affiora delusione nei confronti dalla Mifid. «Avevo grandi speranze in questa direttiva, ma alcuni effetti delle norme, una volta in Italia, sembrano essersi dissolti» 40 Raccolta DAI BOT PEOPLE IN CRISI 36 Intervista PARLA SAVERIO SCELZO, PRESIDENTE DI COPERNICO SIM Le reti di vendita hanno chiuso febbraio con un attivo dei flussi di 1,8 miliardi, mentre l intero sistema fondi ha perso 456 milioni di euro. Il dato dimostra la saldezza del rapporto fra risparmiatori e professionisti, specie in un momento come quello attuale in cui è molto difficile elaborare strategie. Il classico investimento in liquidità infatti ormai rende poco o nulla e le società sono impegnate a fornire buoni rendimenti con proposte alternative. Ecco come i pf stanno consigliando la loro clientela Apogeo «Che cosa faremo con Azimut» La ripresa dei mercati finanziari e lo scudo fiscale hanno rappresentato un ottima spinta per i conti delle maggiori società di collocamento del risparmio. Non solamente è aumentata la raccolta, ma in alcuni casi sono decollati gli utili su livelli mai visti in precedenza. Azimut è anche entrata fra le leader di piazza Affari, mentre Banca Mediolanum ha avuto flussi positivi superiori del 122% rispetto all anno precedente 48 Bilanci QUEL FANTASTICO FONDI&SICAV / Aprile 2010

5 APRILE N 19 SOMMARIO A R I O Sulla Borsa italiana sono otto gli exchange traded fund dedicati alle capitalizzazioni minori. Si tratta di un segmento che offre certamente maggiore volatilità, rispetto alle più classiche blue chip, ma che dimostra grande capacità di crescita nelle fasi di recupero dei mercati. Un piccolo investimento in questo comparto è auspicabile per aggiungere sprint a un portafoglio. La scelta sui prodotti contempla la possibilità di puntare su ampi e articolati panieri che selezionano le loro azioni nell Eurozona, in Europa o addirittura in singoli paesi Etf small cap PICCOLO È BELLO 54 Negli ultimi mesi, dopo otto anni di continuo indebolimento, la moneta Usa ha dato luogo a un discreto recupero nei confronti dell euro e i risparmiatori che hanno puntato su bond denominati in questa divisa hanno guadagnato. Per il futuro, però, ci sono forti dubbi che questo trend positivo possa continuare: le incertezze sulla crisi e l aumento dell indebitamento del governo federale sono minacce di tutto rispetto. Si tratta comunque di un investimento sconsigliato a chi mette al primo posto la prudenza Obbligazionari area dollaro CON IL BIGLIETTO VERDE CHE CRESCE 60 I mercati finanziari del Vecchio continente stanno crescendo in maniera costante, anche se in misura minore, rispetto a Stati Uniti e paesi emergenti. Le aziende si dimostrano più capaci di reagire alle difficoltà, rispetto ai governi e le borse ne prendono atto. La crisi greca resta una mina vagante, anche perché è stata risolta in maniera non chiara e soprattutto prevede che il Fondo monetario intervenga all interno dell Eurozona. Appare invece positiva la ripresa nelle altre parti del mondo: ad avvantaggiarsene dovrebbero essere soprattutto le società orientate all export Consensus sull Europa FRA CONFORTANTI SEGNALI E SQUILIBRI 66 È in atto in Italia una crescita esponenziale di questa categoria di professionisti, che hanno superato ormai le 213 mila unità. Molti sono del tutto marginali e operano in piccoli studi senza particolari prospettive. La Cassa nazionale è in buon equilibrio finanziario, ma corrisponde prestazioni molto modeste che rendono, soprattutto per i più giovani, assolutamente indispensabile ricorrere a forme pensionistiche integrative deducibili fiscalmente. Ma in molti casi non sono sufficienti neppure queste Previdenza QUALE PENSIONE PER GLI AVVOCATI? 80 3 Editoriale 6 Radar finanziario 14 Notizie in breve 84 My Life, My style Rubriche FONDI&SICAV / Aprile

6 RADAR Argonaut lancia il primo fondo European equity covered call. Questo sarà il primo fondo onshore Uk a usare strategie covered call per generare extra reddito da prodotti strutturati azionari non inglesi. Sarà un fondo unit trust Ucits III e punterà a mantenere una bassa volatilità e a neutralizzare il rischio valutario coprendo la sterlina. S&p mette in guardia sul rating AAA degli Usa e sulla forza del dollaro come riserva di valore. Il dollaro americano rischia di cadere sotto pressione ed essere svenduto dagli investitori stranieri, se il paese non prende misure forti sulla questione fiscale. Ciononostante, il rating degli Usa rimane AAA, per il momento, principalmente perché nessun altra valuta sembra in grado di sostituire il biglietto verde. L euro potrebbe essere l unica moneta adatta, visto che la valuta cinese non è completamente utilizzabile per tutte le transazioni di capitale. BlackRock stima una crescita del 22% del comparto azionario brasiliano nel Gli investimenti nell industria petrolifera brasiliana dovrebbero portare buoni rendimenti, come suggerisce la notizia che l impresa più grande del settore, Petrobras, ha annunciato che investirà fino al 26% delle attuali risorse nei giacimenti petroliferi del paese nei prossimi cinque anni. Tuttavia BlackRock preferisce ancora gli investimenti in imprese di real estate, come Cyrela, la più grande del paese. Rally delle obbligazioni greche. La crisi del debito greco ha avuto un forte impatto sui mercati finanziari, nonostante il suo relativo peso sull economia del Vecchio continente. Molti gestori di fondi obbligazionari hanno selezionato titoli del debito greco, motivando l acquisto con il fatto che il relativo alto rendimento vale più del rischio default. 6 FONDI&SICAV/Aprile 2010

7 FINANZIARIO L industria europea dei fondi di investimento punta a raggiungere i miliardi di euro entro il Un nuovo report pubblicato da Lipper Fmi stima che entro il 2014 l industria europea dei fondi d investimento possa raggiungere miliardi di euro, nonostante le previsioni di crescita al ribasso rispetto agli anni precedenti. Si ritiene che sarà fondamentale il rispetto del formato Ucits per guidare questa crescita. Hsbc lancia i portafogli d investimento World selection negli Emirati Arabi. I portafogli di Hsbc World selection sono diversificati a livello globale con strategie multi-asset growth che possono detenere sia investimenti tradizionali in azioni e obbligazioni sia strumenti più moderni, come commodity e private equity, che non sono di facile accesso per l investitore privato. Il settore immobiliare cinese torna a produrre valore. Mike Kerley, specialista dell Asian equity di Henderson, ritiene che le paure di una nuova bolla immobiliare in Cina siano eccessive, tanto che con i suoi fondi sta cominciando a entrare in questo settore. Oltre a ciò, sottolinea la possibilità di trovare buone opportunità di diversificazione dell investimento, a differenza di ciò che succede sul mercato Uk, che trova valore solo su una ristretta selezione di titoli in settori ad alto rendimento. A CURA DI: FONDI&SICAV/Aprile

8 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI Forse fuori dalla crisi! Un anno di DJ Eurostoxx Un anno di S&P500 La ripresa economica a livello globale procede a ritmi sostenuti, mostrando evidenti segnali di disparità tra le economie sviluppate e quelle emergenti. Sulle aree sviluppate siamo definitivamente usciti dalla recessione degli ultimi due anni: i dati a disposizione degli analisti sono sempre più esaustivi, anche se, nonostante ciò, la situazione macro rimane poco chiara e contraddittoria. Discorso differente per le aree Ormai le aree sviluppate sembrano definitivamente uscite dalla recessione: i dati a disposizione degli analisti lo affermano in maniera chiara. Gli indicatori di direzione macro sono in via di rafforzamento e anche la disoccupazione in Usa potrebbe avere toccato il fondo. Più lenta la ripresa in Europa. Il momento appare favorevole all azionario emergenti che nel complesso hanno sofferto meno la crisi, supportate dalla forza della domanda interna, dai consumi, dalla ricchezza di materie prime e dal cosiddetto effetto urbanizzazione. Gli indicatori di direzione macro sono in fase di rafforzamento, il mercato del lavoro potrebbe avere raggiunto il suo livello peggiore e dovrebbe essere pronto per la ripresa, anche se questa non avverrà nel breve periodo. Secondo le stime degli analisti, nel 2010 il tasso di disoccupazione Usa dovrebbe scendere al 9% dall attuale 9,7% per poi calare ulteriormente all 8% nel 2011; situazione inversa in area euro, ove gli studi Bce prevedono un impennata al 10,35% nel 2010 con il raggiungimento del 10,45% nel I segnali di breve provenienti dal mercato del lavoro americano sono già positivi: con le richieste di sussidi di disoccupazione iniziali e continui in calo, si attende la definitiva inversione di tendenza. L inflazione non è più percepita come un pericolo: per il prossimo biennio (2011 e 2012) le autorità monetarie non dovrebbero avere problemi nel tenere sotto controllo questa variabile. I consumi, che costituiscono i due terzi dell economia americana, sono fortemente impattati dalle condizioni avverse sul mercato del lavoro. I dati societari mostrano invece una netta ripresa, gli utili cominciano a essere generati con una certa continuità, anche se probabilmente è ancora il taglio dei costi a impattare sui bilanci. I mercati azionari hanno ben performato a marzo, realizzando in valuta locale un rendimento superiore al 6%, mentre i mercati obbligazionari governativi area euro hanno continuato a erogare valore con performance pari allo 0,67%, che porta il rendimento di questa asset class al 2,1% da inizio anno a fine marzo. L esposizione tattica di portafoglio rimane più favorevole alle azioni che al comparto cash e obbligazionario: le valutazioni sui titoli ciclici rimangono convenienti e in ottica opportunistica è preferibile puntare su asset più rischiosi. 8 FONDI&SICAV/Aprile 2010

9 Tredici prodotti per attaccare Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Mc Fdf America Acc Eur Azionario America Nord America Blend 12 Parvest Us Mid Cap P Usd Usd Azionario America Nord America Blend 9 Fortis L Fund Equity Small Caps Usa Acc Ist Usd Azionario America Nord America Small cap 5 Etf Lyxor Nasdaq 100 Eur Azionario Settoriale Information technology America 6 Pf(Lux) - Timber - I Usd Acc Usd Azionario Settoriale Materials Generico 4 Caam Emerging Internal Demand Acc Ist Usd Azionario Emergenti Globale Generico 6 Hsbc Gif Euroland Equity A Eur Acc Eur Azionario Europa Euro Blend 12 Threadneedle European Quantitative Equities Ae Eur Azionario Europa Globale Blend 10 Schroder Japanese Equity Alpha Jpy C Ist Acc. Jpy Azionario Asia Giappone Blend 5 Mc Fdf Flex High Volatility Eur Flessibile Mondiale Generico Generico 6 Morgan Stanley Sicav Euro Bond Fund A E Acc Eur Obbligazionario Diversificati Europa Generico 10 Mc Fdf High Yield Eur Obbligazionario Emergenti Globale Generico 5 Threadneedle European Bonds Ist Acc Eur Obbligazionario Diversificati Europa Generico 10 La visione dinamica Aumentare l equity Come suddividere i pesi Threadneedle European Bonds Ist Acc Eur Mc Fdf High Yield Eur Morgan Stanley Sicav Euro Bond Fund A E Acc Eur Mc Fdf Flex High Volatility Eur Schroder Japanese Equity Alpha Jpy C Ist Acc. Jpy 10% 6% 5% 5% Threadneedle European Quantitative Equities Ae Eur Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medio-alto: l obiettivo è la crescita del capitale in un orizzonte temporale di medio periodo. L esposizione è del 75% sull azionario e sul flessibile aggressivo e del 25% sull obbligazionario. A febbraio siamo rimasti molto prudenti sui nostri prodotti, prediligendo portafogli robusti, capaci di resistere a eventuali shock di mercato. Questa strategia ha portato a una evidente riduzione dei rischi sottostanti l investimento con il raggiungimento di performance in linea con il mercato di riferimento. Per le prossime settimane ci sentiamo maggiormente confidenti: potrebbe essere giunto il momento di incrementare l esposizione sull azionario. Il motivo essenziale è da ricercare nella liquidità che le aziende detengono parcheggiata su emissioni governative e depositi con scadenze brevissime. La crisi del 2008 ha portato, tra i diversi effetti, a una forte restrizione del credito per le imprese, con gli istituti bancari che, messi sotto pressione, alzavano sempre più il costo del denaro. Le aziende hanno così imparato ad accantonare la liquidità necessaria per fare fronte alle perdite e per il riammodernamento degli impianti industriali e dei macchinari. Con il rasserenamento del quadro macro e dei mercati più rischiosi, le aziende sono ora maggiormente disposte a utilizzare questo denaro e a riversarlo sui mercati; il business spending su macchinari e software a dicembre 2009 è cresciuto del 18,2%, il livello più alto dal primo trimestre del Potrebbe essere questo il segnale che gli investitori si aspettavano; tra l altro l obsolescenza di talune strutture legata al forte eccesso di liquidità (un aumento di oltre 400 miliardi di dollari per le aziende non finanziarie americane nel solo ultimo anno) potrebbe riversare forti flussi d acquisto proprio sul comparto tecnologico che inseriamo in portafoglio sia in un ottica di trading sia di medio periodo. Stesso discorso per le materie prime che hanno registrato un forte incremento a febbraio e sulle quali la view rimane favorevole; in questo caso l esposizione è solo di breve periodo, in quanto la corsa al rialzo è stata senza dubbio molto significativa. Tra le aree geografiche la preferenza è per quella americana, rispetto all europea, mentre riportiamo a benchmark l area asiatica trainata dal rimbalzo in Giappone e manteniamo un esposizione residuale, inferiore al 10%, sugli emergenti. 10% 10% 12% 12% Mc Fdf America Acc Eur 6% 9% 4% Parvest Us Mid Cap P Usd Usd 5% 6% Hsbc Gif Euroland Equity A Eur Acc Eur Fortis L Fund Equity Small Caps Usa Acc Ist Usd Etf Lyxor Nasdaq 100 Eur Pf(Lux) - Timber - I Usd Acc Usd Caam Emerging Internal Demand Acc Ist Usd FONDI&SICAV/Aprile

10 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI La visione moderata Meglio strategie bilanciate Come suddividere i pesi Schroder Emerging Markets Debt Usd C Ist Acc. Usd Mc Fdf High Yield Eur Parvest Euro Medium Term Bond P Eur Eur Jpm Eu Government Bond Fund Acc Ist Eur 5% 9% 7% Morgan Stanley Sicav Euro Bond Fund A E Acc Eur Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medio-alto e l esposizione è pari al 45% sul comparto azionario, al 47% sul comparto obbligazionario e all 8% sul comparto flessibile. Abbiamo appena visto come l effetto liquidità potrebbe beneficiare i mercati. Veniamo quindi ai principali rischi presenti sui mercati finanziari. I problemi di inizio 2010 non sono stati certamente risolti: abbiamo la mancanza di una vera e propria presa di posizione sulla situazione greca da parte del- 14% 12% 8% Parvest Us Mid Cap P Usd Usd 8% 5% Mc Fdf Flex High Volatility Eur l Unione Europea; è in atto un inasprimento delle condizioni al credito con politiche monetarie restrittive in Cina; gli indicatori macro sono ancora contrastanti in Usa; gli sforzi compiuti dai governi per risanare i bilanci delle banche saranno pagati con un innalzamento dei tassi d interesse. Queste variabili non devono essere dimenticate, perché sono in grado di modificare repentinamente i trend in atto, specie in un contesto caratterizzato da livelli di volatilità molto ridotti ai livelli pre-crisi. Sposare un portafoglio equi-costituito da 8% 6% Nordea-1 North American Growth Fund Bp Eur Acc Eur 6% 8% 4% Etf Lyxor Nasdaq 100 Eur Caam Emerging Internal Demand Acc Ist Usd Hsbc Gif Euroland Equity A Eur Acc Eur Threadneedle European Quantitative Equities Ae Eur Lemanik Sicav - World Portfolio Equities Cap Ist Eur Acc Eur azioni e obbligazioni rimane una delle scelte finanziarie più sane. I mercati azionari sono stati trainati al rialzo a marzo dal miglioramento occupazionale in Usa, dall aumento del commercio internazionale, nonché da un incremento del costo delle materie prime. Aumentiamo tatticamente il peso della componente asiatica per riportarla a benchmark. In Usa preferiamo le medie capitalizzazioni, soprattutto growth. Rimane ancora la view favorevole per le aree paneuropee, come Inghilterra e paesi nordici: se le aziende Uk beneficiano della debolezza della valuta, i paesi nordici beneficiano della rivalutazione della materie prime, specie sul comparto timber e forrest. In area euro core aumentiamo il peso della Germania: le aziende tedesche detengono molta liquidità che potrebbe essere utilizzata anche per completare operazioni di acquisizione e fusione con conseguente aumento delle quote di mercato per le aziende più sane. La situazione legata alla Grecia ha portato a una svalutazione dell euro sul dollaro che non potrà che favorire le imprese tedesche. Sulla parte emergente europea rimaniamo favorevoli su Russia e Turchia. Tredici prodotti per ogni scenario Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Parvest Us Mid Cap P Usd Usd Azionario America Nord America Blend 8 Nordea-1 North American Growth Fund Bp Eur Acc Eur Azionario America Nord America Growth 8 Etf Lyxor Nasdaq 100 Eur Azionario Settoriale Information technology America 6 Caam Emerging Internal Demand Acc Ist Usd Azionario Emergenti Globale Generico 4 Hsbc Gif Euroland Equity A Eur Acc Eur Azionario Europa Euro Blend 8 Threadneedle European Quantitative Equities Ae Eur Azionario Europa Globale Blend 6 Lemanik Sicav - World Portfolio Equities Cap Ist Eur Acc Eur Azionario Mondiale Globale Blend 5 Mc Fdf Flex High Volatility Eur Flessibile Mondiale Generico Generico 8 Morgan Stanley Sicav Euro Bond Fund A E Acc Eur Obbligazionario Diversificati Europa Generico 12 Parvest Euro Medium Term Bond P Eur Eur Obbligazionario Diversificati Europa Generico 9 Mc Fdf High Yield Eur Obbligazionario Emergenti Globale Generico 5 Schroder Emerging Markets Debt Usd C Ist Acc. Usd Obbligazionario Emergenti Globale Generico 7 Jpm Eu Government Bond Fund Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro FONDI&SICAV/Aprile 2010

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12 Dodici prodotti per difendersi Investment Tipo Macroarea Area Stile Peso Schroder Us Small Mid-Cap Equity Usd C Ist Acc. Usd Azionario America Nord America Small Cap 9 Blackrock European Focus Fund Acc Ist Eur Azionario Europa Globale Blend 6 Mc Fdf Megatrend Wide Azionario Mondiale Globale Blend 10 Mc Fdf Flex Low Volatility Eur Flessibile Mondiale Generico Generico 8 Etf I-Share E Government Bond 1-3 Eur Obbligazionario Governativo Europa Short term euro 7 Parvest Euro Medium Term Bond P Eur Eur Obbligazionario Diversificati Europa Generico 10 Gdp Sungear Euro Bond Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro 10 Jpm Eu Government Bond Fund Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro 12 Mc Fdf Global Bond Eur Obbligazionario Governativo Globale Generico 10 Hsbc Gif Euro High Yield Bond Acc Ist Eur Obbligazionario Hy Europa Generico 5 Templeton Global Bond Fund Euro Hedged Ist Acc Eur Obbligazionario Diversificati Globale Generico 5 Etf Db Iboxx Euro Sovereigns Eurozone Total Return Index Etf Eur Obbligazionario Governativo Europa M/L euro 8 La visione prudente Ancora bene i bond più rischiosi Come suddividere i pesi Mc Fdf Global Bond Eur Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio mediobasso; l obiettivo è la crescita del capitale in un orizzonte temporale almeno superiore all anno e l esposizione è pari al 67% sul comparto obbligazionario, all 8% su fondi flessibili a basso rischio con il rimanente 25% sul comparto azionario. La corretta valutazione dei diversi comparti del mercato obbligazionario rimane una delle principali sfide del In area euro pesano le parole recentemente espresse dal presidente del Financial stability board Mario Draghi: Etf Db Iboxx Euro Sovereigns Eurozone Total Return Index Etf Eur Templeton Global Bond Fund Euro Hedged Ist Acc Eur Hsbc Gif Euro High Yield Bond Acc Ist Eur Jpm Eu Government Bond Fund Acc Ist Eur 10% 5% 12% 5% Gdp Sungear Euro Bond Acc Ist Eur 8% 10% 9% 10% Schroder Us Small Mid-cap Equity Usd C Ist Acc. Usd 6% 7% Blackrock European Focus Fund Acc Ist Eur 10% 8% Mc FdF Megatrend Wide Etf I-share E Government Bond 1-3 Eur Mc Fdf Flex Low Volatility Eur Parvest Euro Medium Term Bond P Eur Eur l intervento delle banche centrali sarà ancora molto forte all interno del sistema finanziario, con le banche centrali che potrebbero alzare presto i tassi, adottando una delle soluzioni maggiormente gradita dalle autorità monetarie. L aumento dei tassi consentirebbe, in caso di nuovo peggioramento della crisi, di tornare a utilizzare la politica monetaria per dare più ossigeno agli investimenti. Il pericolo che si corre è invece di anticipare eccessivamente tale aumento, il che porterebbe a un incremento del costo del credito con conseguente innalzamento dei costi per le imprese e duri contraccolpi per la ripresa. Il timing del rialzo dei tassi determinerà le performance del comparto governativo a fine anno. Allo stato attuale la volontà delle autorità è contenere al minimo le oscillazioni sulla parte lunga della curva; questa particolare situazione spiega l inserimento in portafoglio dei titoli governativi area euro che investono sulle scadenze oltre 10 anni. Gli strumenti obbligazionari rischiosi godono ancora di buona salute, anche se le insidie rimangono: le nuove emissioni societarie effettuate da aziende a elevate garanzie vengono ancora completamente sottoscritte, in un contesto in cui gli spread soffrono sui livelli minimi. Queste operazioni hanno tuttavia il completo benestare delle banche, che trasferiscono il rischio di credito direttamente sui sottoscrittori e non più sui loro bilanci. La debolezza della domanda mantiene sotto controllo l inflazione core e quella attesa, sia in area euro sia in Usa. Tatticamente dismettiamo completamente la posizione sulle emissioni inflation linked e rimaniamo favorevoli sulle emissioni in valuta effettuate dai paesi emergenti. 12 FONDI&SICAV/Aprile 2010

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14 NOTIZIE IN BREVE Fondi pensione aperti Un anno di crescita Ifondi pensione aperti hanno registrato nel corso dell ultimo trimestre dell anno 2009 dati positivi di raccolta, anche se il settore appare ancora marginale. Nel periodo di riferimento, il numero di iscritti è passato da 865 mila a 874 mila. La raccolta netta, pari a 281 milioni di euro nei tre mesi, ha sfiorato in un anno il miliardo (974 milioni di euro), mentre l attivo netto ha raggiunto 6,2 miliardi di euro. Nell arco dell anno i contributi da parte dei lavoratori dipendenti sono stati pari a oltre il 73% delle adesioni totali. L asset allocation generale mette in risalto una decisa preferenza per gli investimenti nei comparti bilanciati, che detengono più di un quarto dell attivo netto complessivo (1,66 miliardi di euro). Questi prodotti hanno registrano una raccolta di oltre 85 milioni di euro nel Islanda Ancora in sofferenza trimestre e di 242 milioni nel corso dell anno. I bilanciati obbligazionari hanno raccolto nel trimestre 77,5 milioni, mentre in tutto il 2009 il dato è stato pari a 238 milioni. I prodotti di tipo azionario hanno raccolto in tre mesi flussi per 68 milioni di euro, mentre sono stati 225 i milioni in un anno. Questi prodotti hanno un attivo di oltre 1,35 miliardi di euro. Gli iscritti ai comparti bilanciati azionari sono il 10% del totale e hanno contribuito con versamenti per oltre 21 milioni di euro nei tre mesi di riferimento e per 78 milioni nel corso dell intero La categoria ha oggi un attivo netto di quasi 600 milioni di euro. Gli obbligazionari hanno chiuso il trimestre con flussi netti per 8,5 milioni di euro, valore che è salito fino a quota 87,5 nei 12 mesi (gennaio-dicembre). L attivo netto di questa categoria è di 617,5 milioni. Dei 335 comparti disponibili 218 fanno capo alle imprese di assicurazione. A loro va anche il 48,7% degli iscritti e un attivo netto di oltre 2,8 miliardi di euro. Gli 88 comparti gestiti dalle sgr e scelti dal 34% degli iscritti hanno beneficiato di una raccolta di 72 milioni di euro. I cinque comparti che fanno capo alle banche hanno raccolto 7 milioni di euro e sono stati scelti dal 4,7% degli iscritti. Le società di intermediazione mobiliare incassano 29 milioni di euro e contano il 13% degli iscritti distribuiti in 24 comparti. Nell ottobre del 2008 il mondo della finanza fu scosso dal tracollo del sistema finanziario islandese. Le tre principali banche del paese nordico dichiararono bancarotta, facendo emergere alla luce del sole un sistema sopravvalutato, speculativo e con risorse oramai agli sgoccioli. Come era logico che fosse, questa crisi trascinò al ribasso tutti gli indicatori produttivi del paese, dando inizio al ridimensionamento della struttura economica domestica. Nel 2008, l Islanda accumulò un calo del 7,8% dei consumi privati, del 20,4% degli investimenti e del 18% delle importazioni di beni e servizi. Quattordici mesi dopo la débacle, l attenzione degli operatori si è riportata sull isola. Agli inizi di marzo il paese ha rifiutato con un referendum il pagamento del debito internazionale (circa 3,8 miliardi di euro) accumulato dall istituto di credito Landsbanki con l utilizzo di fondi pubblici. La Landsbanki è uno dei simboli del tracollo finanziario locale. Si tratta di un entità che per molto tempo ha gestito asset di cittadini britannici e olandesi offrendo tassi di interesse molto elevati. Lo scoppio della crisi finanziaria ha provocato un brusco calo delle risorse gestite e la conseguente impossibilità di raccogliere fondi da destinare alla restituzione dei depositi. La risposta negativa data dai cittadini islandesi pone nuovi interrogativi sulle modalità di uscita dalla crisi. Il Fondo monetario internazionale ha avvertito che in assenza di un adeguata e pronta copertura degli impegni internazionali, procederà al congelamento della metà dei milioni di euro che l organismo si era impegnato a versare nelle casse pubbliche del paese. Svezia, Norvegia e Danimarca, che hanno apportato ben milioni di euro, hanno manifestato il proprio malcontento e minacciano di porre il loro veto al potenziale ingresso dell Islanda nell Unione Europea. Le previsioni indicano che i consumi continueranno a calare (-5,5%) e che gli investimenti potrebbero lasciare sul terreno un altro 7%, confermando che cittadini e investitori non confidano molto sulle chance di ripresa. E questo senza contare che il deficit fiscale aumenta a passi da gigante (13% all anno) e che il debito pubblico è ormai pari al 130% del Pil. 14 FONDI&SICAV/Aprile 2010

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16 NOTIZIE IN BREVE Bnp Paribas Uniti con Fortis PHILIPPE MARCHESSAUX, CEO MONDIALE DI BNP PARIBAS INVESTMENT PARTNERS Bnp Paribas investment partners e Fortis investments hanno unito le loro forze: il 1 aprile è stata infatti completata l integrazione tra le due società. La nuova entità è ora attiva sotto l unico marchio Bnp Paribas investment partners, il braccio operativo per il risparmio gestito dell intero gruppo Bnp Paribas, che diventa così il quinto più grande attore dell industria del risparmio gestito in Europa e l undicesimo su scala mondiale, con 530 miliardi di euro di patrimonio gestito e di servizi di consulenza (dati al 31 dicembre 2009). L attuale piattaforma di investimento multi-specialist di Bnp Paribas è stata integrata e rinforzata con le nuove competenze di Fortis investments; i centri d investimento sono diventati ora 60, ciascuno responsabile della gestione di una specifica classe di attivi o di tipologia di prodotto, con con l impiego di circa specialisti della gestione. Bnp Paribas investment partners ha inoltre ampliato la sua presenza geografica e ha esteso la sua attività soprattutto in Europa, con posizioni di forza in Belgio, nel Lussemburgo e in Olanda, complementari alla già consolidata presenza nei mercati francese e italiano. Inoltre il gruppo è oggi uno dei primi attori mondiali negli investimenti sui mercati emergenti, con un'ampia presenza sul campo e una gamma completa di soluzioni di investimento. Con l'aggiunta di nuove competenze e relativi prodotti, l Asia diventa un'area chiave di crescita per la società. Philippe Marchessaux, ceo mondiale di Bnp Paribas investment partners, ha affermato con evidente soddisfazione: «Siamo molto contenti che la nostra integrazione con Fortis investments ora sia completa: questo è un momento importante per la nostra società. Adesso che abbiamo unito le forze, saremo in grado di fornire ai clienti una delle gamme più complete di soluzioni di investimento e di servizi nel mercato».

17 Giappone Grande nonostante la crisi Nessuno vuole somigliare al Giappone, l angelo caduto, passato dal ruolo di economia a rapida crescita del panorama internazionale per ben tre decenni a lumaca della crescita da oltre un decennio. Nessuno sembra intenzionato a vivere con il trauma della deflazione, come quella sperimentata dal Giappone. Nessuno vorrebbe navigare nella precaria dinamica del debito pubblico con cui ha a che fare il Giappone (con un ratio debito/pil nettamente superiore al 100%). Nessuno ambisce a essere citato come esempio tipico di decelerazione economica. Tuttavia, tutti coloro che visitano Tokyo si rendono conto che si tratta di una crisi strana, straripante di ricchezza e prosperità. I ristoranti sono pieni, le persone sono ben vestite. Dopo quasi due decenni di recessione, i cittadini del Sol Levante possono ancora contare su un reddito pro-capite superiore a 40 mila dollari. Il Giappone continua a essere la terza economia mondiale, subito dietro gli Stati Uniti e la Cina. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto basso lungo tutto l arco del decennio passato e, nonostante il peggioramento degli ultimi mesi, è solo del 5%. E allora c è da chiedersi: dove sono finiti gli effetti della recessione? Secondo gli osservatori locali, gli effetti sono visibili nelle aree periferiche del paese, estremamente dipendenti dagli investimenti pubblici e nel progressivo azzeramento dei bonus dei lavoratori giapponesi (che un tempo rappresentavano un terzo dei compensi). Tuttavia, con l incedere della deflazione si è verificato un aumento del potere d acquisto che ha limitato la perdita reale dei redditi al 10%. L altro aspetto evidente è l espansione del lavoro a termine, che ormai assorbe la maggior parte dei nuovi occupati. Nonostante il paese stia resistendo in maniera egregia alla crisi, resta sul tappeto una serie di problemi irrisolti. In primis, l offerta sul mercato del lavoro sta diminuendo a causa dei bassi tassi di natalità e della forte opposizione all immigrazione straniera. In secondo luogo, non va dimenticata l inefficienza cronica di alcuni settori: agricoltura e commercio al dettaglio su tutti.

18 PROCESSO AI PAESI EMERGENTI I FAVOREVOLI Ancora un anno da incorniciare Testi di Gloria Valdonio Analisi e tabelle di Luca Brambilla Afine dicembre, tutte le maggiori case di investimento concordavano sul fatto che il 2010 sarebbe stato l ennesimo anno d oro dei mercati emergenti. Archiviato il primo trimestre, è ancora possibile mantenere quella indicazione? Oppure le prospettive sono cambiate? E, infine, se la ripresa nel mondo sviluppato si rivelasse più debole del previsto e ripartisse una fase recessiva, quali sarebbero le conseguenze per i mercati emergenti? Alcuni dati potrebbero indurre a credere che l area Em, la cui accelerazione è impressionante per la forza e la durata, possa cominciare a mostrare segni di stanchezza. Nel caso della Cina i principali indicatori farebbero temere addirittura il profilarsi di un rischio-bolla. I flussi di capitale piovuti su quell area negli ultimi anni rappresentano per i gestori il principale campanello di allarme. Secondo Barclays, nel 2009 sono stati investiti 80,3 mi- Le tendenze demografiche favorevoli, la crescita dei consumi, l urbanizzazione, la spesa per le infrastrutture e i bassi livelli di debito dei governi, delle società e delle famiglie secondo diversi gestori favoriscono questi mercati. Importanti nella valutazione anche le politiche monetarie e fiscali accomodanti. E soprattutto i P/e delle aziende sono stimati in aumento del 20% nei prossimi due anni. I preferiti? Restano l Asia e il Brasile, che sembrano avere una marcia in più rispetto a tutti 18 FONDI&SICAV/Aprile 2010

19 INVESTIRE IN CINA liardi di dollari nei fondi emergenti, l ammontare più alto dall inizio del monitoraggio nel 1997, rispetto ai 49,5 miliardi di dollari del Le quattro maggiori economie dei mercati emergenti, cioè Brasile, Russia, India e Cina (la cosiddetta area Bric), hanno calamitato, con circa 60 miliardi di dollari, la maggior parte dell interesse dei gestori nel Quanto alla Cina, gli investitori sono stati particolarmente interessati a ottenere un esposizione verso quell area in tumulto, che è diventata a pieno titolo la forza motrice dell economia globale, con previsioni di crescita intorno al 10% per il ALTRI ELEMENTI DI ENTUSIASMO Ma ci sono altri elementi che entusiasmano, e in parte allarmano, gli inve- stitori. Si tratta del numero di Ipo riversatesi su quell area nel corso del 2009, un numero di gran lunga superiore, rispetto ai debutti avvenuti sui mercati occidentali. Queste Ipo, spiegano i gestori, rappresentano già quasi il 13% della capitalizzazione dell Msci world index, e questo dato risulta in rapido aumento. Dopo un 2009 forte, anzi fortissimo, per i mercati emergenti, alcuni osservatori si sono interrogati sull eventualità di una bolla per queste economie. Il team di Batterymarch financial management (Legg Mason) fornisce una risposta tecnica alla questione. «Non vi saranno né bolle, né surriscaldamento delle economie emergenti», rispondono i gestori a Fondi&Sicav. «I tassi di crescita delle azioni sono in linea con le loro valutazioni storiche e, a un price-to-book pari a 2,1, i mercati emergenti sono ancora trattati a un piccolo sconto rispetto ai mercati sviluppati. Sul versante degli investimenti le prospettive di crescita degli utili rimangono molto forti, con un utile per azione che dovrebbe aumentare di oltre il 20% nei prossimi due anni. Riteniamo quindi che sia importante avere una buona esposizione sui mercati emergenti in questo momento, visto il loro ruolo crescente nell economia globale». Marina Akopian, gestore di Ignis- Hexam, introduce un elemento importante: il rapporto rischio/rendimento, che rappresenta da sempre l anello debole dell area emergente. L indice di Sharpe è una misura del rendimento in eccesso sul denaro contante per unità di rischio: un rapporto più alto indica un maggiore ritorno per il rischio assunto. I dati (misurati a fine febbraio) indicano un indice pari a 0,29 a cinque anni per l area Em contro 0,09 dell indice Msci world, di 0,22 a dieci anni contro 0,16 (Msci world) e 0,21 a venti anni contro 0,12 (Msci world). «In generale», è il commento di Akopian, «nei mercati emergenti il profilo rischio/rendimento è molto buono, soprattutto se paragonato a quello dei mercati sviluppati». E aggiunge Gabriele Bruera, direttore generale di Compass asset management: «La crisi della Grecia ha portato all attenzione generale i problemi di finanza pubblica che accomunano molti paesi industrializzati. Lo sviluppo di politiche fiscali restrittive per contenere e stabilizzare il rapporto debito/pil è purtroppo una necessità non solo per la Grecia, ma per molte altre economie sviluppate, sia in Europa (vedi Spagna, Portogallo, Irlanda, Regno Unito e Italia), sia in Usa e Giappone. Se a ciò aggiungiamo la necessità di deleveraging delle famiglie, l elevato livello di disoccupazione e la contrazione nella concessione di credito da parte delle banche, è difficile prevedere una crescita vigorosa di queste economie nei prossimi anni. La situazione è completamente diversa nelle aree emergenti che, nella maggior parte dei casi, non hanno problemi di finanza pubblica, di indebitamento eccessivo delle famiglie e di contrazione del credito. Facile dunque la previsione di una crescita ben più vigorosa delle economie emergenti nei prossimi anni». FONDI&SICAV/Aprile

20 I fondi azionari area asiatica in dollari Descrizione ISIN Patrimonio Perf. 1 anno Volat. ann 1 anno Sharpe 1 anno (tabelle tratte dalle classificazioni di Analysis) Info. ratio 1 anno Perf. 3 anni Volat. ann 3 anni Frankli. Templeton Asian Growth A Acc. LU ,7 21,2 0,49 0,36 34,54 31,72 0,06 0,07 Fidelit. Emerging Asia A Acc. LU ,91 24,03 0,43 0,3 Fidelit. Asean A Acc. LU ,64 20,16 0,46 0,3 18,08 25,3 0,04 0,13 Fidelit. Institutional Pacific (Ex-Japan) I Acc. LU ,32 21,92 0,45 0,29 19,15 29,16 0,04 0,12 Fidelit. Asian Aggressive A Dist. LU ,74 18,56 0,47 0,29 Natixis. Absolute Asia Am Pacific Rim Equities Ic LU ,77 23,96 0,39 11,72 32,88 0,04 Aberdee. Asia Pacific Equity A2 Acc. LU ,23 18,86 0,48 16,74 25,08 0,03 Pictet. Pacific (Ex Japan) Index R LU ,07 22,65 0,42 0,32 6,29 29,42 0,02 0,1 Axa Ros. Pacific Ex-Japan Equity Alpha A IE ,27 19,29 0,46 0,3 11,79 26,13 0,03 0,12 Jpmorga. JF Asia Pacific Ex-Japan Equity A Acc. LU ,81 19,06 0,46 0,33 17,03 29,53 0,04 0,13 Legg Ma. Legg Mason Asia Pacific (Ex Japan) A Cap. LU ,72 21,95 0,41 0,32-4,1 30,37 0,01 0,07 Ubs (Lu. Asian Equities (Usd) P Acc. LU ,41 22,28 0,4 0,28 11,8 31,53 0,03 0,1 Fidelit. South East Asia A Dist. LU ,06 19,44 0,42 0,23 25,67 29,13 0,05 0,14 Legg Ma. Legg Mason Batterymarch Pacific Equity A Dist. IE ,48 22,28 0,35 6,83 28,56 0,02 Invesco. Asian Equity A IE ,89 18,38 0,46 0,3 5,16 28,82 0,02 0,1 Blackro. BGF Asian Dragon A2 Cap. LU ,35 21,15 0,41 0,26 2,88 29,41 0,01 0,08 Sgam Fu. Equities Asia Pac Dual Strategies Ac LU ,96 18,71 0,42 0,25 3,89 28,16 0,02 0,1 Ubam Si. South Pacific & Asia Equity A Acc. LU ,82 20,2 0,36-5,91 32,15 0,01 Henders. Pacific Equity A1 LU ,64 25,71 0,35 0,23 8,52 34,34 0,03 0,09 Frankli. Franklin Asian Flex Cap A Acc. LU ,07 17,99 0,4 0,03 9,97 27,54 0,02 0,01 Schrode. Emerging Asia A Acc. LU ,76 20,42 0,4 0,14 17,26 29,89 0,03 0,04 Fidelit. Asian Special Situations A Dist. LU ,3 18,28 0,42 0,19 21,04 27, 0,04 0,13 Amundi. Asian Growth Classic/Cap. LU ,27 21,76 0,35 0,19 5,96 31,01 0,02 0,09 Nordea. Far Eastern Equity Bp LU ,22 20,27 0,39 0,22-1,82 24,87 0, 0,07 Threadn. Tif - Asia Rn Acc GB ,22 20,35 0,39 12,68 30,51 0,03 Bsi-Mul. Asian Stocks Dist. LU ,97 21,24 0,38-14,25 31,52-0,01 Credit. Asian Tigers B Cap. LU ,92 20,5 0,39 0,22 8,84 29,6 0,02 0,11 Jpmorga. JF Asia Ex-Japan A Acc. LU ,49 25,33 0,32 0,17 4,77 34,39 0,02 0,08 Threadn. Tlux - Asia AU LU ,41 19,86 0,39 0,24 12,43 25,1 0,03 0,14 Bny Mel. Bny Mellon Asian Equity A IE ,29 21,31 0,36 0,18 11,01 29,73 0,03 0,11 Goldman. Asia Portfolio Acc. LU ,01 19,86 0,39-2,15 31,49 0,01 Natixis. Absolute Asia Am Emerging Asia Rc LU ,23 20,55 0,36-0,37 33,31 0,02 HSBC Gl. Asia Ex Japan Equity AC LU ,83 19,06 0,39 0,21 6,63 28,37 0,02 0,1 Fortis. Equity Best Selection Asia Classic/Cap. LU ,82 23,47 0,31 0,13-2,75 30,19 0,01 0,05 Willerf. Willerequity South East Asia P LU ,05 18,55 0,38 5,13 24,55 0,01 Schrode. Pacific Equity A Acc. LU ,59 19,93 0,39 0,22 2,36 30,3 0,01 0,08 Sarasin. Emergingsar - New Frontiers A LU ,35 14,15 0,49-43,1 24,5-0,1 Fortis. Equity Asia Emerging Classic/Cap. LU ,27 24,31 0,29-0,28 27,82 0,01 Pictet. Asian Equities Ex Japan R LU ,93 21,31 0,35 0,18-6,37 29,35 0, 0,05 LCF Rot. Asia Ex-Japan A Cap. LU ,22 18,46 0,39 4,37 25,9 0,01 Ing (L). New Asia P Cap. LU ,92 20,31 0,35 0,16 5,05 28, 0,02 0,1 Lombard. Pacific Rim P Acc. LU ,83 22,23 0,27-12,25 29,29-0,01 Morgan. Asian Equity A LU ,43 19,49 0,36 0,14 4,21 29,66 0,02 0,09 Schrode. Asian Equity Yield A Acc. LU ,03 14,23 0,48-0,01-0,18 23,99 0, -0,04 Invesco. Asia Opportunities Equity A LU ,65 18,69 0,36 0,15 7,35 27,53 0,02 0,1 Vontobe. Far East Equity A LU ,45 12,39 0,42 0,03-2,93 21,13-0,02 0,03 Kreditb. Far East Cap. LU ,93 19,4 0,31-14,31 25,9-0,03 Aviva I. Asia-Pacific Equity A LU ,7 21,02 0,32 0,13-2,77 28,85 0, 0,06 Bnp Par. Asia Classic/Cap. LU ,23 18,91 0,32 0,08-6,14 29,09 0, 0,06 Henders. Asian Dividend Income A1 LU ,55 16,72 0,37 0,1 Westlb. Emerging Asian A LU ,77 25,22 0,15-7,81 30,02-0,01 Amundi. Clean Planet Classic S/Cap. LU ,12 35,42 0,06 0,12 Fructil. Azioni Sud-Est Asiatico Cap. LU ,54 13,8 0,29-29,05 17,89-0,1 Mfs Sic. Japan Equity A1 LU ,36 13,06 0,26 Sharpe 3 anni Info. ratio 3 anni

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