Editoriale. Da un eccesso all altro anche sui mercati

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3 Editoriale Da un eccesso all altro anche sui mercati Overshooting. I mercati finanziari evolvono, gli strumenti di investimento si moltiplicano, ma la psicologia degli investitori non cambia. Fino a cinque mesi fa le Borse scontavano un mondo perfetto, con crescita perpetua, inflazione inesistente, utili scintillanti. Nonostante molti esperti fossero ben consci che il livello di indebitamento dei consumatori e l'ingegneria finanziaria si fossero spinti troppo oltre, nessuno voleva essere il primo a vendere. Poi sono comparse le prime crepe nel sistema e i mercati hanno iniziato a scontare scenari molto meno rosei. Secondo alcuni osservatori, si è passati da un eccesso all'altro. Overshooting, appunto. Un fenomeno psicologico che crea opportunità di investimento per chi ha i nervi più saldi e vuole investire per il lungo termine. Ma non è detto che, perché il prezzo di un'azione si riduce, anche il rapporto prezzo/utili sia diventato interessante. Ne parliamo questo mese nell'inchiesta su utili e dividendi, in cui abbiamo cercato di dare una chiave di lettura della fase di mercato e qualche strategia difensiva. Sì perché non c'è solo il subprime. Altri segmenti del credito, in Usa e in Europa, stanno dando segnali preoccupanti e potrebbero creare altro overshooting. In questo numero abbiamo cercato di spiegare quali sono i problemi del credito, dove sono emersi e quali potrebbero essere i prossimi settori interessati dalla crisi. Ma ci sono anche investimenti alternativi ai mercati di casa nostra: Taiwan, per esempio, che potrebbe tornare in auge grazie alle elezioni di fine marzo se vincerà il partito pro-cina, e alcune commodities come cacao e diamanti, che non sembrano conoscere crisi. Abbiamo poi voluto parlare di due battaglie che si stanno giocando in questo periodo e delle relative poste in gioco: l'offerta di acquisto su Yahoo! da parte di Microsoft, e la lotta fra Milano e Smirne per l'expo Antonio Luise Finanza.com Magazine Registrazione n. 576 del 13/07/2005 presso il Tribunale di Milano Direttore Responsabile Antonio Luise Redazione - tel Marco Barlassina - tel Titta Ferraro - tel Daniela La Cava - tel Micaela Osella - tel Valeria Panigada tel Alessandro Piu - tel Carlotta Scozzari tel Massimiliano Volpe tel Hanno collaborato: Sara Silano Art Director George Pontiac Impaginazione Eros Bertoni - tel Lissette Zavala - tel Editore Brown Editore S.p.A P.I Reg. Imp. Mi /1999 Rea MI Sede Legale: Viale Mazzini 31/L Vicenza Sede Operativa: Via Confalonieri, Milano Tel fax Vice Presidente Salvatore Pugliese Pubblicità Brown Editore S.p.A Via Confalonieri Milano Tel Stampa 3LB s.r.l. Via Leonardo Da Vinci, Osnago (Lc) Copyright Tutto il materiale pubblicato è protetto da copyright. La riproduzione e la distribuzione non autorizzate sono espressamente vietate. Per le immagini e le illustrazioni: Photos.com Numero chiuso in redazione il 26/02/2008 Informativa ex art 13 D.Lgs 196/03 I suoi dati saranno trattati nel rispetto di quanto al D.Lgs. 196/03 solo da Brown Editore S.p.A., in qualità di titolare per l invio di Finanza Magazine in qualunque momento potrà esercitare i diritti di cui all art. 7 scrivendo a Brown Editore s.p.a., via Confalonieri, Milano.

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5 TEMA DEL MESE Quanto male fa il Credit Crunch 6 INCHIESTA Cosa fanno i multipli se si moltiplica l incertezza 11 6 FOCUS PAESE Taiwan, coesistere con la Cina per rifiorire 14 MARKET LEADER Expo 2015: testa a testa Milano - Smirne MARKET LEADER Online adesso arriva anche la televisione 20 FINANZA E LUSSO Un investimento tutto da indossare 24 L INTERVISTA Il futuro dei mercati secondo Zunino Sommario FINANZA E VIAGGI Vacanze da nababbi, in casa altrui FOCUS INVESTIMENTI Trasformare il cacao in investimento ALLO SPECCHIO Ottimisti versus pessimisti sull investimento in Giappone FINANZA E CULTURA Gli Italiani beccati con le mani sporche

6 Tema del Mese Quanto male fa il CREDIT CRUNCH La crisi del credito continua a pesare sulle Borse mondiali. E ora gli effetti potrebbero iniziare a trasferirsi anche sull economia reale DI MARCO BARLASSINA E VALERIA PANIGADA Imercati azionari hanno previsto nove delle ultime cinque recessioni. Parola del premio Nobel Paul Samuelson. Anche il 2008 rientrerà in uno dei casi di sovrareazione delle Borse a un contesto macroeconomico impegnativo o avrà ragione chi, come il capo economista di Merrill Lynch, David Rosenberg, definisce l attuale situazione uno strano animale, per via dell affiancarsi a un contesto recessivo di una restrizione dell accesso al credito? Sì, perché dalla scorsa estate si è passati da una situazione di eccesso di liquidità a una sua carenza e il prossimo passo ipotizzato è il cosiddetto credit crunch, ossia una violenta riduzione del credito disponibile con ricadute sui prestiti erogati e sui loro costi. Il perdurare di rigide condizioni di accesso al credito ha infatti anche le potenzialità per tradursi in maggiori difficoltà di ricorso al finanziamento bancario per le aziende, così come per le famiglie, e per provocare quindi un trasferimento delle tensioni finanziarie sull economia reale. Se non è ancora recessione, c è quindi un motivo in più perché possa diventarlo. Lo stesso presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, solo lo scorso 14 febbraio, parlando davanti alla Commissione bancaria del Senato Usa, ha detto che il credit squeeze (la stretta del credito) continuerà a raffreddare la crescita. E in effetti negli Stati Uniti già da qualche settimana si parla di un estensione dei problemi verso il credito al consumo, il settore delle carte di credito, e quello dei finanziamenti per l acquisto di auto. Per capire la portata della crisi del credito è allora necessario muoversi su due piani distinti ma interconnessi: quello direttamente finanziario e quello economico. LA CRISI HA DEPRESSO IL SETTORE, MA LE BANCHE ITALIANE Banche, in Italia la difesa è l arma in più In un contesto di rallentamento economico e con il rischio legati ai mutui subprime è pari a 1,3 miliardi di euro, in di ulteriori lasciti dalla crisi supbrime, sono le banche italiane a garantire una maggiore forza difensiva. do gli esperti di Dresdner - le cui banche preferite in Italia media meno dell 1,5% del patrimonio di base. Inoltre, secon- L esposizione media delle banche nostrane verso rischio sono Unicredit, Banco Popolare e Ubi Banca - i processi subprime e titoli strutturati rasenta lo zero con la componente retail che è ancora predominante. I dati Bankitalia sa razionalizzazione dei costi, migliorando l'efficienza e per- di consolidamento offriranno a partire dal 2008 una deci- evidenziano come il valore degli investimenti in titoli colmettendo una crescita a livello di utile per azione che con- 6

7 Tema del Mese Svalutazioni ed effetti sui mercati Dall esplosione della crisi a oggi i maggiori broker hanno effettuato svalutazioni per oltre 100 miliardi di dollari (per una trattazione della genesi delle svalutazioni si rimanda al box a pagina 10) e ancora non si sa se la tempesta sia finita. Anzi, secondo uno studio di Ubs le svalutazioni potrebbero salire di ulteriori 120 miliardi di dollari per le obbligazioni garantite da collaterale (Cdo), di 50 miliardi per i veicoli degli investimenti strutturati, di 18 miliardi per i titoli garantiti da mutui e di 15 miliardi per le operazioni di acquisizione finanziate con debito garantito dagli asset della società rilevata. Se si pensa che buona parte del ribasso delle Borse è da attribuire ai titoli bancari ben si può capire quanto altre svalutazioni, peraltro pari a due volte quelle fin qui registrate, potrebbero fare male. I miliardi di dollari di valore azionario che secondo stime di Bank of America sarebbe stato bruciato da ottobre a metà febtrobilanci l'effetto negativo del rallentamento economico. Per Credit Suisse la coppia difensiva di maggior affidabilità e con migliore visibilità degli utili è quella composta da Ubi e Intesa Sanpaolo, mentre Unicredit è il player a tutto campo che vanta il profilo di utili meglio diversificato. Infine, Merrill Lynch inserisce tra i temi difensivi da cavalcare nel 2008 Bpm e Intesa Sanpaolo. 7

8 Tema del Mese SCENARI Il nuovo pericolo si chiama monoline Dopo subprime un altro termine che non dice molto agli investitori italiani rischia di divenire famoso: monoline. Si tratta di società che ri-assicurano le emissioni delle municipalità e quelle derivanti da cartolarizzazioni e che proprio con l inizio della crisi dei subprime si sono trovate a dover garantire un numero crescente di emissioni insolventi, con il risultato di una riduzione del capitale e in alcuni casi con la perdita del rating tripla A. Fitch ad esempio ha già tagliato il rating su Ambac, il numero uno del comparto, da AAA ad AA. Il timore è che la perdita del rating tripla A possa interessare molti altri attori del comparto. Le monoline necessitano del rating massimo perché la loro copertura assicurativa abbia valore per chi la richiede. Gli assicuratori hanno infatti il compito di trasferire la garanzia della tripla A su altri prodotti finanziari che non potrebbero altrimenti ambire a tale merito di credito. Ma perchè i guai delle monoline dovrebbero avere ripercussioni sui bilanci delle banche e sul più generale sistema finanziario? Con la perdita del rating massimo da parte degli assicuratori di bond anche i titoli assicurati lo perderebbero, obbligando le banche che li hanno in portafoglio a iscrivere in bilancio la perdita di valore. Date le significative dimensioni del mercato, un aggravarsi della crisi potrebbe avere conseguenze pesanti per i mercati internazionali. Per rendersi conto dell entità del problema basti pensare che già nel corso delle ultime trimestrali di Citigroup e Merrill Lynch sono emerse svalutazioni per circa 4 miliardi di dollari per far fronte al rischio che le protezioni offerte non siano onorate. Bill Gross di Pimco, il più grande gestore obbligazionario al mondo, ha calcolato che con 45mila miliardi di dollari di titoli assicurati sul mercato, un tasso di insolvenza all 1,25% porterebbe le perdite a 250 miliardi. La classifca delle svalutazioni Svalutazioni Citigroup 24,1 miliardi $ Merrill Lynch 22,5 miliardi $ UBS AG 18,7 miliardi $ Morgan Stanley 10,3 miliardi $ Crédit Agricole 4,8 miliardi $ HSBC 3,4 miliardi $ Bank of America 5,28 miliardi $ Fonte: Elaborazione Finanza.com braio potrebbero allora essere solo un antipasto. Da metà 2007 in avanti i titoli finanziari hanno infatti nettamente sottoperformato i listini, trascinandoli al ribasso anche in considerazione del peso preminente del settore all interno dei maggiori panieri mondiali. Da inizio 2008 lo S&P500 americano ha perso l 8,5%, il Dj Euro Stoxx 50 oltre il 14% mentre i rispettivi sottoindici bancari hanno mostrato rispettivamente un calo dell 11,5% e del 18,2 per cento. Occorre considerare che il settore finanziario è il più pesante all interno di entrambi gli indici. Nell Msci World copre oltre il 23% del paniere, nell Euro Stoxx oltre il 36%. Sono moltissime finora le banche costrette a svalutazioni degli asset (vedi tabella) e ad aver ricevuto iniezioni di capitali da parte di fondi sovrani mediorientali e asiatici, che possono disporre dell ingente liquidità derivante nel primo caso dai ricavi gonfiati dalle quotazioni record raggiunte dal petrolio e nel secondo da decennali avanzi commerciali. Ma non sono mancati gli annunci di hedge fund costretti a bloccare i riscatti da parte degli investitori e i casi di operazioni di private equity saltate a causa dei maggiori costi del debito. In entrambi i casi si tratta di eventi ulteriormente negativi per il mercato. La crescita delle richieste di riscatto, costringe infatti i fondi alla chiusura delle posizioni e a vendere titoli a condizioni sfavorevoli, mentre un blocco delle redemption ha un forte impatto psicologico sui mercati. Il ridimensionamento delle operazioni di M&A riduce invece la possibilità che gli azionisti ricevano i sostanziosi premi usualmente promessi dalle offerte pubbliche. 8

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10 Tema del Mese GENESI ED EVOLUZIONE Cronaca di una crisi Tutto parte a inizio estate 2007 con le prime insolvenze dei mutuatari subprime negli Usa. Le difficoltà dei mutuatari si traducono nella percezione di maggior rischio dei titoli rappresentativi di crediti ipotecari e di altri strumenti nati dall impacchettamento di titoli di debito, come i Cdo (Collateralized debt obligations). Gli investitori hanno così cominciato a non comprare più i pacchetti contenenti i prodotti più rischiosi, determinando una caduta del loro valore. A questo punto entrano in gioco i Siv (Structured investment vehicle), i veicoli finanziari fuori bilancio creati dalle banche. Questi veicoli investono in titoli con elevato rating, quali buona parte dei Cdo erano fino a qualche mese fa, finanziando tali operazioni attraverso l emissione di titoli a breve termine, di solito commercial paper. Le banche di riferimento fornivano però anche liquidità aggiuntiva ai veicoli attraverso la concessione di linee di credito. Con la caduta del valore dei titoli i Siv hanno avuto difficoltà a rifinanziare le proprie posizioni sul mercato delle commercial paper e hanno fatto ricorso alle linee di credito. Le banche hanno perciò iniziato a fare fatica a reperire i fondi. Si spiegano così gli interventi delle banche centrali al fine di immettere liquidità nel sistema. Ma la discesa dei prezzi dei titoli in portafoglio e l assottigliamento del mercato di riferimento ha anche obbligato i maggiori gruppi finanziari mondiali a ingenti svalutazioni. L accesso al credito Una prima conoscenza degli effetti sulle proprie tasche della crisi del credito l hanno già fatta quanti, possessori di mutuo a tasso variabile, hanno visto salire l importo delle rate nei mesi scorsi in scia al rialzo del tasso Euribor, effetto diretto della minore propensione degli istituti di credito a prestarsi fondi sul mercato interbancario. Ma i più recenti dati Abi riferiti a gennaio 2008 indicano un aumento generalizzato del costo medio del credito. Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è salito al massimo storico: il 6,22% dal 6,17% di dicembre, quando a gennaio 2006 il tasso si attestava al 4,7%. Non stupiscono così i dati delle più recenti rilevazioni della Banca d Italia, secondo cui i crediti in sofferenza in novembre ammontano a 50 miliardi contro i Tassi sui prestiti e sofferenze in Italia Tassi sui prestiti Sofferenze bancarie alle famiglie in miliardi Agosto 5,88 Giugno 48,46 Settembre 6,00 Luglio 48,81 Ottobre 6,10 Agosto 48,90 Novembre 6,09 Settembre 48,97 Dicembre 6,17 Ottobre 49,49 Gennaio ,22 Novembre 49,80 Fonte: Elaborazione Finanza.com 47,3 miliardi di inizio 2007, con una crescita di oltre il 5% in 11 mesi. Un allarme rilanciato anche dal Centro Europa Ricerche. La stima del Cer prevede per il 2008 un tasso di crescita delle sofferenze a un valore prossimo al 5%, valore che rientrerebbe su tassi di crescita inferiori al 4% nel Ancora più preoccupanti i dati sui rimborsi nel comparto del credito al consumo esposti dal presidente dell Adusbef, Elio Lannutti: Sicuramente spiega - c è una maggiore difficoltà al rimborso. Abbiamo riscontrato infatti che nei tribunali i pignoramenti alle famiglie italiane sono cresciuti dal 25 fino al 40% nel 2007 rispetto al Negli Usa le cose vanno, se possibile, anche peggio. Secondo la Mortgage Bankers Association, il tasso di default sui prestiti immobiliari ha raggiunto il 7,3%, il valore massimo dagli anni 70 mentre per RiskMetrics Group in dicembre il 7,6% dei regolamenti degli acquisti avvenuti con carte di credito si è compiuto con ritardi superiori ai 60 giorni, in crescita rispetto al 6,4% dell anno precedente. Allarmi in questo senso sono stati lanciati all inizio di febbraio anche da due grandi operatori come American Express e Mastercard. Notiamo un aggravamento dello scenario nel 2008 dicono gli esperti di RisksMetrics Group con il rischio di un continuo deterioramento della qualità del credito al consumo causato dalla interruzione nei prestiti residenziali insieme a un aumento dell incertezza a livello macroeconomico. 10

11 Inchiesta Cosa fanno i multipli se si moltiplica l incertezza In fasi recessive non sempre è facile decifrare i multipli di bilancio per selezionare i titoli da mettere in portafoglio. Finanza Magazine ha approfondito l argomento DI CARLOTTA SCOZZARI E MASSIMILIANO VOLPE Nel mondo economico, e in quello a stelle e strisce specialmente, di questi tempi una cosa appare certa: mala tempora currunt. E' di questo parere l'ascoltatissimo economista Nouriel Roubini, professore alla Stern School of Business della New York University, che sostiene non soltanto che gli Stati Uniti siano già in fase recessiva ma anche che si tratti della peggiore e della più lunga se raffrontata alle due precedenti, perché comporterà rischi significativi per tutto il mercato finanziario e non soltanto per il comparto mutui da cui ha preso il via. In ogni caso, per potere parlare con certezza matematica di recessione deve verificarsi una condizione "tecnica": il Prodotto interno lordo (Pil) deve calare per almeno due trimestri consecutivi. Ora, nel quarto trimestre 2007 la crescita del Pil Usa è rallentata allo 0,6% sui tre mesi precedenti. Se c'è qualche osservatore che evidenzia come tale stima, essendo molto vicina alla crescita zero, possa facilmente essere rivista al ribasso, c'è anche chi resta tenacemente aggrappato all'idea che tecnicamente non si sia ancora entrati in una vera e propria fase recessiva. Tuttavia, la crisi dei mutui americani subprime e la generale incertezza che aleggia negli ambienti finanziari una conseguenza tangibile l hanno già avuta: hanno messo al tappeto i mercati azionari mondiali, con l Msci World che a metà febbraio da inizio anno cede il 9% circa. Il brusco calo dei prezzi dei titoli ha avuto due immediate conseguenze sui multipli di bilancio delle azioni quotate, come il rapporto dividendo/prezzo (dividend yield) e quello prezzo/utili (p/e). Il primo è aumentato, non essendoci state variazioni rilevanti nelle cedole annunciate dalle società, mentre il secondo, in mancanza di consistenti profit warning e tagli alle stime di utili da parte P/E Il rapporto p/e dell indice Msci World Anni Fonte: Elaborazione Finanza.com 11

12 Inchiesta Come si comporta l indice Msci World durante le recessioni Usa Recessione Usa Mesi 12 precedenti Totale recessione prima metà seconda metà 12 successivi Dic 73 - Mar ,2-12,3-16,6 5,2 16,9 Feb 80 - Giu ,0 4,4-5,5 10,8 12 Ago 81 - Nov ,4 2,5-12,3 16,9 23 Ago 90 - Mar ,6-3,0-17,0 16,8 8,0 Apr 01 - Nov ,6-6,5 0,8-7,3-19,2 Gen 08-8,5 Media 11-2,3-10,1 8,5 8,2 Fonte: Citigroup degli analisti, è sceso. Una situazione che generalmente dovrebbe spingere agli acquisti ma non in questo caso visto che gli strategist delle principali banche d affari consigliano prudenza. Le stime sugli utili sono troppo ottimistiche L incertezza riguarda soprattutto le stime di crescita degli utili aziendali. Gli esperti di Citigroup Moudy evidenziano El Khodr, gestore come di nelle precedenti recessioni degli Usa Dividendo gli utili Arancio a di livello ING Direct. globale abbiano registrato una flessione media del 31% mentre i prezzi sono scesi del 36%. Al momento il consensus evidenzia per il 2008 una crescita degli utili per azione (eps) del 13%. Uno scenario considerato troppo ottimistico dal broker americano e pertanto gli investitori dovrebbero prepararsi a una fase caratterizzata da numerosi downgrade sugli utili delle società quotate e a un ulteriore discesa dei mercati visto che da metà luglio 2007 la flessione è stata solo del 15 per cento. Opinione condivisa da Giles Keating, global strategy di Credit Suisse. Il nostro giudizio evidenzia l esperto - è che gli utili delle società deluderanno le attese. È una conseguenza del rallentamento economico e il fenomeno sarà più evidente tra tre mesi, quando conosceremo i risultati del primo trimestre Questi risultati deludenti dovranno necessariamente essere scontati dai mercati azionari, e ciò accadrà probabilmente a breve. Questo farà sì che i mercati restino deboli nell'immediato futuro. Ma a differenza dei colleghi d oltreoceano lo strategist svizzero ritiene che l'economia mondiale non entrerà in recessione. Attualmente l indice Msci World presenta un rapporto p/e medio pari a 15, in linea cioè con la recessione degli anni 90 ma inferiore a quella di inizio 2000 quando il prezzo si attestava a 25 volte gli utili attesi. Ipotizzando una brusca flessione degli utili, che porterà inevitabilmente ad una crescita dei rapporti p/e, le valutazioni correnti sembrano ragionevoli, chiariscono gli esperti di Citigroup, evidenziando che per trarre maggiori indicazioni dalla situazione odierna è indispensabile verificare anche il comportamento del rapporto tra prezzo e patrimonio netto (p/bv). Ai livelli attuali il p/bv dell indice Msci World è pari a 2,3. I listini internazionali non sembrano così a buon prezzo rispetto alla NONOSTANTE LA RECESSIONE I MANAGER ACQUISTANO AZIONI SUL MERCATO L internal dealing impazza in Europa, Italia e Stati Insider attivi sulle Borse internazionali. Secondo una ricerca di Jp Morgan nel mese di gennaio in Europa i manager di alcune società sono stati molto attivi nell acquistare i titoli dei gruppi presso cui prestano lavoro. In particolare spiccano le transazioni su Siemens: 7 operazioni di acquisto su oltre 68 mila titoli per un controvalore di oltre 5,5 milioni di euro. In evidenza anche Marks & Spencer. Gli acquisti sono stati effettuati da 8 manager per un controvalore di circa 1,6 milioni di euro. Le operazioni più rilevanti per controvalore (11,4 milioni di euro) sono state effettuate per Sabmiller in tre tranche. Un fenomeno analogo è stato riscontrato tra i vertici delle società italiane. Ad esempio, Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, ha acquistato circa 27,5 mila titoli, il 22 e il 23 gennaio, spendendo 199 mila euro. La discesa del mercato azionario ha spinto Paolo Scaroni, l'a.d. di Eni, ad acquistare tra il 21 e il 22 gennaio 10 mila titoli con un esborso di 215 mila euro. Operazioni 12

13 Inchiesta Prezzi e utili nelle recessioni Usa Prezzo Utile Anni 70 Anni 80 Anni Media 2008 Fonte: Elaborazione Finanza.com situazione degli anni 90. Pertanto secondo Citigroup le valutazione correnti non sembrano attraenti. I mercati finanziari spesso si muovono prima delle economie reali e, se hanno anticipato di circa sei mesi l'entrata dell'economia Usa in recessione, con tutta probabilità anticiperanno di alcuni mesi anche il ritorno dell'economia a una nuova fase di espansione. Nelle ultime recessioni Usa, che hanno avuto una durata media di 11 mesi, il recupero dei listini si è verificato nella seconda parte del ciclo negativo, che nel 2008 potrebbe coincidere con la seconda parte dell anno. Pertanto Citigroup consiglia di aspettare ulteriori flessione dei listini per prendere posizioni sui mercati azionari. La strategia del dividend yield per giocare in difesa In fasi di mercato delicate come quella attuale, molti esperti consigliano, per chi non voglia rinunciare all'investimento in Borsa, di puntare sui titoli con un elevato dividend yield. Secondo Moudy El Khodr, gestore di Dividendo Arancio di Ing Direct è corretto agire in questo modo, a patto però che la cedola sia effettivamente sostenibile: "Una società con un bilancio sano e un flusso di cassa stabile è capace di mantenere il dividendo, e talvolta anche di aumentarlo, nonostante si trovi in periodi difficili. L'obiettivo della strategia High Dividend perseguita nella nostra gestione è di focalizzarci non solo sul dividendo ma anche sulla sua plausibilità, amplificando così il carattere difensivo del fondo. Inoltre, un dividendo importante e sicuro è nel lungo termine una parte importante del rendimento totale di un investimento". El Khodr mette in evidenza come al momento i rapporti dividendo/prezzo presenti sul mercato siano appetibili, ma per selezionare i titoli su cui puntare è necessario considerare anche altri fattori: "Elementi da non perdere di vista sono il bilancio, la possibilità di cedere attivi per contrastare le perdite e una sensibilità al ciclo economico ridotta, anche se la società sembra un po' debole in termini di aspettative di crescita". Infine, pur precisando di non prendere decisioni in base ai settori o alle regioni ma di selezionare i titoli seguendo il criterio dei fondamentali, il gestore di Dividendo Arancio nota "un numero sempre maggiore di nomi del settore bancario dove sembra che potranno sorgere presto possibilità interessanti". Anche gli analisti di Société Générale evidenziano come quando il mercato azionario si muove al ribasso sia meglio privilegiare strategie basate sul dividendo. In periodi di profitti decrescenti, caratteristica tipica delle fasi recessive, la strategia basata sul dividend yield non soltanto permette di selezionare titoli difensivi ma storicamente ha consentito di ottenere rendimenti positivi. Uniti analoghe sono state effettuate anche a Wall Street. Il Financial Times ha evidenziato che nelle ultime sette volte in cui gli insider hanno acquistato più di quanto abbiano venduto, fra il 1988 e il 1995, l S&P 500 è salito in media del 21% nei 12 mesi successivi. La raffica di acquisti potrebbe indicare che secondo i top manager le valutazioni delle società sono attraenti, dopo che le Borse hanno segnato il peggiore avvio annuale degli ultimi 18 anni. Moudy El Khodr, gestore di Dividendo Arancio di ING Direct 13

14 Focus Paese Taiwan, coesistere con la Cina per rifiorire DI TITTA FERRARO Futuro di Taiwan nelle mani dei taiwanesi. Con le tensioni tra Cina e la piccola isola asiatica nei pressi dei massimi storici, molto del futuro dell'isola dipenderà dai circa 17 milioni di abitanti con diritto di voto dell'isola chiamati alle urne per decidere se cambiare il proprio nome ufficiale in Taiwan al posto dell'attuale denominazione di Republic Of China. Il referendum, indetto per il 22 marzo prossimo in concomitanza con le elezioni presidenziali, è stato voluto fortemente dal presidente uscente Chen Shuibian, da sempre assertore della voglia di indipendenza di Taiwan. Mossa che ha suscitato le ire di Pechino. La Cina si è detta pronta a intraprendere qualunque azione, compreso l uso della forza, se Taiwan andrà avanti verso la ricerca d indipendenza. Terzi incomodi gli Stati Uniti che da un lato - per il Taiwan Act (legge approvata dal Congresso americano) - sarebbero costretti alla difesa dell isola in caso di attacco, dall'altro non intendono irritare Pechino. Frizioni che si riversano sul mondo della finanza, con il Nasdaq che ha tentennato nella scelta di entrare nel capitale della Borsa di Taiwan per evitare eventuali reazioni cinesi. Scenario critico che potrebbe avere uno spiraglio d'uscita proprio il 22 La piccola isola asiatica è combattuta tra voglia d'indipendenza e possibilità di una distensione dei rapporti con la Cina FOCUS MERCATO AZIONARIO Tecnologici ago della bilancia della Borsa di Taipei Taiwan, ovvero la patria mondiale dei computer e delle apparecchiature elettroniche. Più linee di cellulari che abitanti (23 milioni di linee rispetto ai 22 mln circa di abitanti) e oltre il 59% della popolazione che dispone di connessioni internet ad alta velocità. Una peculiarità che condiziona in parte l'andamento del mercato azionario. La Borsa di Taipei ha pagato nell ultimo anno, oltre alla maggiore vulnerabilità dell'economia a causa delle attese di rallentamento del ciclo economico globale, la dipendenza dall'andamento del settore tecnologico, sceso di oltre il 20% negli ultimi 6 mesi. L'indice principale del mercato azionario taiwanese, il Taiwan TSE, è rappresentato per il 55% dal settore tecnologico, seguito dal 17% del settore finanziario e dal 15% delle materie prime. Le aspettative sugli utili tecnologici infatti sono continuamente state riviste al ribasso negli ultimi mesi ha osservato Licia Casamassima, gestore paesi emergenti Sella gestioni -, incorporando uno scenario meno roseo del previsto sia sul fronte della doman- 14

15 Focus Paese marzo con la presumibile vittoria del candidato del KMT, Ma Ying-jeou, che propende per relazioni più amichevoli con i cinesi. Il primo round della tornata elettorale, con le elezioni per il rinnovo del Parlamento, ha infatti visto una schiacciante vittoria del KMT con l'aggiudicazione di ben 81 seggi sui 113 totali. Un'affermazione che lascia pochi dubbi su chi avrà la meglio alle presidenziali e apre scenari di maggiore collaborazione con Pechino. Ma Ying-jeou, candidato presidente del KMT Taipei 101 Tower, grattacielo più alto al mondo (508 metri) da che sul fronte dei costi, con la forza del dollaro di tw che rende più cari i prodotti taiwanesi rispetto ai competitors. Il consiglio della strategist di Sella Gestioni è di sottopesare il settore, con molta selezione sui titoli (meglio upstream tech che downstream tech), e stare overweight nel settore non tecnologico ed in particolare dei titoli più esposti alla Cina, gli asset plays e tutto ciò che può beneficiare del miglioramento dei rapporti con la Cina (turismo, brokers, linee aeree, finanziari). Con Cina possibile re-rating dell azionario La Borsa taiwanese ha reagito bene ai risultati delle elezioni parlamentari tenutesi lo scorso 12 gennaio facendo segnare un rally passeggero del 5% nei due giorni successivi. Probabilmente sarà lo stesso nelle prossime elezioni presidenziali", è la previsione di Ken Park, co-fund manager di SGAM Singapore. Lo strategist interpellato da Finanza Magazine ha rimarcato come il partito guidato da Ma Ying-jeou sia più focalizzato sulla spinta alla crescita economica del Paese e presenti una attitudine amichevole verso il mercato e soprattutto nelle relazioni con la Cina e il mercato si aspetta minori restrizioni nei rapporti con la Cina e la diminuzione delle tensioni tra i due paesi. Dello stesso parere Licia Casamassima, gestore paesi emergenti Sella gestioni: Con il KMT ci si attende un miglioramento delle relazioni con la Cina, nonché maggiore fluidità nell implementazione delle politiche economiche. Tra i possibili sviluppi concreti tra i due Paesi, Park ipotizza un incremento da parte del governo di Taipei della soglia limite degli investimenti delle compagnie taiwanesi in Cina, di contro il gigante asiatico potrebbe riaprire i voli diretti Cina-Taiwan permettendo a molti cinesi di visitare l'isola e comprare i prodotti di Taiwan. Tutti fattori positivi per l'economia di Taiwan, tra le meno brillanti all interno dei paesi emergenti asiatici, e di riflesso sulla Borsa con il settore alberghiero e quello retail, ma anche trasporti, industriali e tecnologico che potrebbero beneficiare di questa maggiore interrelazione con la Cina. Le valutazioni del paese sono tra le più interessanti tra gli asiatici e gli emergenti in generale, con un p/e di 11 volte, contro il 12 e il 13,2 di emergenti e Asia rispettivamente. Un apertura alla Cina potrebbe avere come effetto immediato un repentino re-rating delle società taiwanesi che fanno business in Cina, che verrebbero considerate alla stregua di quelle cinesi e quindi andare a trattare a multipli più elevati. 15

16 Market Leader Expo 2015: testa a testa Milano - Smirne A disputarsi l organizzazione dell Expo 2015 sono rimaste Milano e la città turca di Smirne. La scelta finale verrà fatta dall Assemblea generale del Bie il prossimo 31 marzo Il Bureau international des expositions (Bie) è stato creato nel 1928 a Parigi e da allora si occupa di controllare frequenza e qualità delle esposizioni che ricadono sotto il suo mandato. Si tratta di esibizioni di natura non commerciale con durata di almeno tre settimane. Tra queste l Expo è la punta di diamante. L esposizione universale viene organizzata da una nazione che estende poi l invito a partecipare ad altre nazioni. E una vetrina importante per il Paese ospitante e per quelli che vi partecipano, solitamente ben oltre il centinaio, ed è la terza manifestazione internazionale per importanza dopo Olimpiadi e Mondiali di calcio. L Expo ha una durata intorno ai sei mesi e richiama visitatori da ogni parte del mondo. E dedicato a un tema di riferimento. Quello proposto dalla candidatura milanese è Nutrire il pianeta, energia per la vita mentre Smirne propone Nuove rotte per un mondo migliore/salute per tutti. La prima edizione della Fiera si fa risalire alla Londra capitale della rivoluzione industriale nel In quell anno la Great Exhibition tenutasi al Crystal Palace stupì il mondo intero con le meraviglie dell indiscussa supremazia industriale e tecnologica inglese. Tre anni dopo, nel 1854, la stessa esposizione fu ripetuta a Parigi e ancora oggi sono ben visibili i segni architettonici lasciati in eredità. La Torre Eiffel fu creata proprio per quell occasione. Milano stessa deve la struttura cittadina della Fiera all esposizione tenutasi nel 1906, in occasione dell inaugurazione del traforo del Sempione. Furono spesi allora, per organizzarla, 2,6 milioni di dollari, e 25 nazioni vi presero parte con oltre 10 milioni di visitatori. L Expo e i suoi effetti si estendono ben al di là della durata della manifestazione, per le infrastrutture che devono essere implementate, per le nuove aree che vengono edificate o riqualificate, per l im- 16

17 Market Leader I 7 sottotemi della candidatura milanese La scienza per la sicurezza e la qualità alimentare L'innovazione nella filiera alimentare La tecnologia per l'agricoltura e la biodiversità L'educazione alimentare La solidarietà e la cooperazione alimentare L'alimentazione per migliori stili di vita L'alimentazione nelle culture e nelle etnie Fonte: Elaborazione Finanza.com I NUMERI DELLA CITTÀ ITALIANA Milano al centro del mondo... oppure no Un impulso che può cambiare il volto di una città e valorizzarne i punti di forza. Sono tra le conseguenze positive che derivano dal poter ospitare un Expo. Il sito dove si terrà la manifestazione avrà una superficie complessiva di 200 ettari con un parco di oltre 470 mila metri quadrati, verranno realizzate strutture ricettive per 500 mila posti letto, infrastrutture sul territorio come il collegamento diretto tra la Fiera e l aeroporto di Malpensa, la linea 4 della metropolitana, il completamento del sistema di tangenziali, la costruzione di Pedemontana, BreBeMi e Broni- Mortara. Numerose aree cittadine verranno riqualificate, l immagine appannata di Milano verrà rilanciata in tutto il mondo. Tuttavia non tutti sono d accordo. E in un Paese dove a ogni progetto si contrappone un comitato, non poteva mancare un Comitato No Expo a sottolineare come un territorio già fittamente edificato e un area fortemente inquinata non possono sostenere ulteriori speculazioni. Meglio sarebbe, secondo l opinione del Comitato, dedicare le risorse destinate all Expo allo sviluppo di una mobilità sostenibile, al trasporto locale, all incentivazione di mezzi di locomozione puliti (leggi biciclette), alla riduzione dell inquinamento. Tutte cose di cui Milano ha una forte necessità ma che non sminuiscono il valore di una manifestazione come l Expo in grado di attivare un circolo virtuoso di rilancio/ripensamento della città intera. Milano e Smirne, progetti a confronto MILANO SMIRNE 4220 mln Budget investimento 1300 mln 29 mln Visitatori stimati 16 mln 181 Paesi ospitati mln Investimenti per Paesi in 100 mln via di sviluppo 3700 mln Ricavi complessivi 948 mln Fonte: Elaborazione Finanza.com 17

18 Market Leader magine che della località ospitante giunge in tutto il mondo. Non si tratta sempre di effetti quantificabili dal mero ritorno economico della manifestazione che si conclude spesso con un deficit, come accaduto ad Hannover nel Hannover, un deficit solo sulla carta Quando si parte da un budget di spesa di 10,2 miliardi di marchi tedeschi, appare difficile concludere i conti in pareggio. L esposizione di Hannover 2000, dedicata a Umanità, natura e tecnologia, ebbe 18 milioni di visitatori contro i 40 stimati inizialmente previsti. Il che determinò un deficit finale, secondo i dati raccolti presso il Bie, di 2,4 miliardi di marchi, finanziato dal governo Federale e da quello della Bassa Sassonia. Fu solo un grande spreco di risorse? No, secondo un report elaborato da Roland Berger & Partner in collaborazione con la Cattedra di statistica ed econometria dell Università di Francoforte. Il rapporto mise in luce anche gli effetti fiscali e macroeconomici della manifestazione, non quantificabili nel conteggio delle entrate relative al periodo dell esposizione. Stando allo studio l esposizione portò alla creazione di 100 mila posti di lavoro per anno e a maggiori introiti fiscali per 2,7 miliardi di marchi. Rimasero inoltre in eredità strutture e asset per un valore complessivo di oltre 900 milioni di marchi, una somma che nel budget della società creata per la gestione dell esposizione figura tra i costi. Il tutto senza tenere conto dell immagine di Hannover e della Germania diffusa in ogni angolo del globo. Milano: un dossier di costi e benefici Il dossier di presentazione della candidatura di Milano indica un budget di spesa a milioni di euro suddivisi tra infrastrutture necessarie per l evento (3.228 milioni di euro) e costi operativi (892 milioni). Nel primo gruppo sono previsti milioni di euro per la preparazione e la costruzione del sito dove si terrà la manifestazione, milioni per le infrastrutture di trasporto e connessione, 135 milioni per incrementare il sistema accoglienza e 60 milioni di euro per ulteriori lavori riguardanti la tecnologia. La stima è di 29 milioni di visitatori nel corso dei sei mesi di durata dell evento per un ricavo di 522 milioni di euro. I Paesi espositori saranno 181 compresi quelli in via di sviluppo a disposizione dei quali sono stati messi 97 milioni di euro per favorirne la partecipazione. I flussi in ingresso arriveranno, oltreché dai biglietti, anche dall affitto dei padiglioni, dalle concessioni per la ristorazione, dai trasporti e parcheggi, dal merchandising, dalla cessione degli asset al termine della manifestazione e perfino da una lotteria nazionale che verrà associata all evento. Secondo le stime dell organizzazione il valore aggiunto associato all Expo si aggirerà intorno ai 3,7 miliardi di euro con 70 mila posti di lavoro nel corso della manifestazione ma saranno soprattutto l immagine e l attrattività della città sia sotto l aspetto del turismo sia sotto quello della cultura e della scienza. Nei sei mesi di durata dell Expo la città sarà attraversata da 7 mila eventi e 52 milioni di euro verranno destinati a progetti per la sostenibilità ambientale, alcuni in collaborazione con Paesi in via di sviluppo. I NUMERI DELLA CITTÀ TURCA Identikit della concorrente Smirne L avversaria di Milano, per ospitare l edizione 2015 dell Expo è Smirne (Izmir in turco), terza città della Turchia con 3,5 milioni di abitanti e rilevante porto del Mar Egeo, non a caso soprannominata Perla dell Egeo. La proposta di Smirne è intitolata New routes to a better world/health for all (Nuove rotte per un mondo migliore/salute per tutti). Il budget allocato al progetto riportato nel dossier di presentazione è di 1,3 miliardi di euro circa. La stima è di 16 milioni di visitatori dei quali 5,4 milioni provenienti da fuori dei confini nazionali, per un ricavo da biglietti intorno ai 507 milioni di euro e un flusso di entrate totale dalla manifestazione di circa 950 milioni di euro. Il sito dedicato all Expo si estenderà, in caso di assegnazione, su 168 ettari di terreno, verranno ospitate 128 nazioni e 100 milioni di euro verranno messi a disposizione dei Paesi emergenti per favorire la partecipazione all esposizione. 18

19 db x-trackers Indici a portata di mano Puntare sui ribassi del mercato Guadagnare quando il mercato azionario scende, con l ETF db x-trackers sull indice europeo Dow Jones EURO STOXX 50 Short si aprono nuovi orizzonti d investimento. Proprio come gli altri ETF di Deutsche Bank, l ETF db x-trackers Dow Jones EURO STOXX 50 Short si compra e si vende in Borsa come una semplice azione. Il valore dell ETF è però legato ad un indice short, quando il Dow Jones EURO STOXX 50 perde durante la seduta di Borsa l 1% il corrispondente indice short e quindi l ETF guadagna l 1% e viceversa. Sino ad oggi l unica alternativa per coprirsi dai rischi del mercato azionario era costituita dall utilizzo degli strumenti derivati, molto più semplice è invece utilizzare l ETF db x-trackers Dow Jones EURO STOXX 50 Short. db x-trackers DJ EURO STOXX 50 Short ETF Codice di negoziazione XSSX Commissioni di gestione annue 0,40% Per maggiori informazioni visitate il sito o contattate il Numero Verde Il modo più semplice per trarre vantaggio dai ribassi del mercato Riconoscimento di un interesse pari a 2 volte l EONIA sulle disponibilità del fondo Nessuna commissione di collocamento 1, perchè negoziato in Borsa come le semplici azioni Elevata liquidità sul mercato e spread denaro/lettera contenuti A Passion to Perform. Deutsche Bank Exchange Traded Funds 1 In caso di negoziazione in borsa, possono essere applicabili costi di transazione ed eventuali commissioni di negoziazione. Avvertenze La pubblicazione del presente documento non costituisce attività di offerta al pubblico da parte di Deutsche Bank AG e non costituisce alcun giudizio, da parte della stessa, sull opportunità dell eventuale investimento descritto. Le informazioni contenute nel presente documento sono destinate esclusivamente all utilizzo in Italia. Esse non sono pertanto applicabili a soggetti residenti in qualunque altro paese. Nei prospetti completi e semplificati e nei documenti di quotazione dei db x-trackers è contenuta una descrizione dettagliata dei termini e delle condizioni del relativo ETF db x-trackers. Potete ottenere gratuitamente tali documenti presso il vostro consulente dell Investment & Finance Center di Deutsche Bank o presso Deutsche Bank AG, Via Santa Margherita 4, Milano e sul sito Gli ETF replicano l evoluzione del valore dell indice contenente il loro nome. Il Dow Jones EURO STOXX 50 e i suoi marchi sono proprietà intellettuale della Stoxx Limited, Zurigo, Svizzera, e della Dow Jones & Company Inc.. Gli sponsor degli indici non promuovono, non raccomandano, non vendono, non reclamizzano i singoli fondi d investimento e, in merito a essi, non forniscono alcun giudizio o garanzia. Qualora i dati di mercato contenuti in questo documento provengano da terzi, Deutsche Bank non si assume alcuna responsabilità in merito all esattezza e alla completezza dei dati, anche se Deutsche Bank utilizza solo fonti che considera attendibili.

20 Market Leader Online adesso arriva anche la televisione Mentre la pubblicità online, nonostante i venti di recessione, continua inesorabile la sua ascesa, anche la cara vecchia televisione decide di trasferirsi sul web DI CARLOTTA SCOZZARI L offerta da 44,6 miliardi di dollari messa sul piatto il primo febbraio da Microsoft per comprare Yahoo! la dice lunga sull importanza della pubblicità online, mercato che fa sempre più gola agli operatori. Secondo il centro media ZenithOptimedia, a livello globale, l advertising sul web nel 2007 si è attestato a 36 miliardi di dollari, nel 2008 dovrebbe crescere del 24% e per i prossimi tre anni è stimato un balzo del 69%, fino a quota 61 miliardi di dollari nel Nel mondo degli investimenti pubblicitari, sempre stando alle previsioni di ZenithOptimedia, internet rosicchierà quote di mercato a scapito dei mezzi tradizionali e dal 6,4% del 2006 salirà fino all'11,5% del 2010, superando la radio nel 2008 e i magazine nel E ciò nonostante i venti di recessione che spirano dagli Stati Uniti. "Normalmente - afferma a Finanza Magazine Jonathan Barnard, Head of Publications di ZenithOptimedia - se il mercato Usa della pubblicità va in recessione ci si aspetta una battuta d'arresto per tutto l'advertising. Tuttavia, il 2008 è un anno particolare, in cui le elezioni americane, le Olimpiadi di Pechino e gli Europei di calcio aggiungeranno circa 6 miliardi di dollari alle spese pubblicitarie mondiali, facen- 20

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