L importanza e le potenzialità delle iniziative di prevenzione

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1 IL TERRITORIO COME LABORATORIO DELLA COLLABORAZIONE PUBBLICO/PRIVATO PER UN ADEGUATO SISTEMA DI WELFARE L importanza e le potenzialità delle iniziative di prevenzione Francesca Vanara Professore a contratto di Economia Applicata, Università di Torino Torino, 13 dicembre 2013

2 Contesto e definizioni

3 Posizioni internazionali e nazionali in tema di prevenzione L OMS raccomanda a tutti i Paesi di «preservare e proteggere il livello di finanziamento dei servizi di prevenzione e di sanità pubblica» (WHO, 2013). Il 3 Programma UE in materia di salute ( ) prevede di «individuare, diffondere e promuovere l adozione di buone pratiche di prevenzione, efficaci sotto il profilo dei costi, affrontando i principali fattori di rischio, segnatamente il tabagismo, l abuso di alcol e l obesità, nonché l HIV/AIDS, incentrandosi particolarmente sulla dimensione transfrontaliera, nell intento di prevenire le malattie e promuovere la buona salute». Dal 2005, il Governo ha introdotto il Piano Nazionale della Prevenzione. Tra le priorità del Ministero, vi è la valorizzazione delle policies relative alla prevenzione, in tutte le sue forme e nei diversi ambiti in cui può essere applicata.

4 Definizioni Prevenzione primaria rimuovere i fattori di rischio proteggere gli esposti (es. vaccini) Prevenzione secondaria diagnosi precoce malattie (es. screening) identificazione situazioni a rischio Prevenzione terziaria riabilitazione prevenzione delle complicanze in soggetti già malati

5 Prevenzione individuale - interventi sulla persona (es. vaccino, screening) - interventi finalizzati a modificare i comportamenti soggettivi (es. educazione allo sport) Prevenzione collettiva - miglioramento del contesto ambientale - interventi in ambienti di vita e di lavoro Un approccio più ampio e un coordinamento delle politiche sanitarie con quelle sociali e con quelle di altri settori (lavoro, abitazione, ambiente, )

6 Classificazione programmi di prevenzione (PNP ) Prevenzione come promozione della salute Politiche favorevoli alla salute e di tipo regolatorio (es. piani urbanistici, codice della strada, orientamento dei consumi) Programmi di sanità pubblica (es. vaccinazioni, sorveglianza e controllo delle malattie) Interventi rivolti agli ambienti di vita e di lavoro (es. settore alimentare, prevenzione infortuni e malattie professionali) Prevenzione come individuazione del rischio Screening di popolazione Medicina predittiva (si rivolge agli individui sani, nei quali cerca la fragilità o il difetto che conferisce loro una certa predisposizione a sviluppare una malattia) Prevenzione come gestione delle malattie e delle sue complicanze Adozione protocolli diagnostico-terapeutici-riabilitativi fondati sulla evidenza di efficacia, con standard di qualità e monitoraggio

7 Spesa

8 L incidenza della spesa sanitaria (pubblica e privata) su PIL in Italia è di poco inferiore alla media OCSE (9,2% vs. 9,8%). Se si confronta l incidenza della spesa sanitaria pubblica su PIL in Italia con la media OCSE si osserva un sostanziale allineamento (7,1% vs. 7,7%). È soprattutto il confronto con i Paesi UE-Big5 che evidenzia però il divario fra l Italia e le economie europee più avanzate: la spesa sanitaria pubblica in Francia è pari al 9%, in Germania è all 8,7%, mentre nel Regno Unito a pari al 7,9%. L unico Paese con un incidenza della spesa sanitaria pubblica su PIL inferiore all Italia è la Spagna (7,1% vs. 6,9%). Malgrado le differenze registrate a livello dei singoli Paesi, la spesa sanitaria privata presenta un trend di crescita comune a tutti i Paesi OCSE e un incidenza media su PIL pari al 2,7%. Partendo dal valore della spesa sanitaria pubblica, pari a 110,84 miliardi di euro nel 2012 (1.800 euro pro capite), ed includendo la componente privata, pari a 26,92 miliardi di euro nello stesso anno, la spesa sanitaria complessiva ammonta a 137,76 miliardi di euro.

9 Spesa Livello «Assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e lavoro» 4,2 % della spesa sanitaria (4,9 miliardi di euro, ossia 81,5 euro pro capite) La soglia ribadita nel Patto della Salute , in vigore anche nel 2013, è del 5% Esistono forti differenze a livello regionale. Es: Lombardia 4,6 % Piemonte 4,0 % Lazio 3,4 % ma è impossibile determinare quante altre prestazioni, specie territoriali, sono finalizzate alla prevenzione (promozione attività sportiva, programmi di educazione alimentare nelle scuole, interventi nei luoghi di lavoro, )

10 Complessità

11 Nell antica mitologia greca, Esculapio aveva due figlie: Panacea rappresentava l impegno continuo di ricerca e cura nei confronti della malattia Igea era conosciuta come dea della salute ed insegnava ai greci come essere sani, orientandoli alla moderazione nella varie forme di comportamento. In tempi più recenti si è fatta strada un orientamento più attento a questa dimensione e si è affermata una concezione della salute che appare sempre più come la risultante di eventi multifattoriali che abbracciano corpo, mente, società, ambiente.

12 Complessità della prevenzione La prevenzione ha per lo più impatto di lungo periodo Il bisogno di assistenza si manifesta in modo evidente e pressante, mentre il bisogno di prevenzione necessita di una riflessione basata sulla conoscenza dei rischi e delle strategie disponibili La prevenzione è il risultato di interventi sia collettivi sia individuali, spesso erogati contemporaneamente e con il coinvolgimento di vari settori e politiche

13 Benefici Costi

14 Negli ultimi anni è emersa in modo evidente l importanza per la salute delle condizioni in cui nascono, crescono, vivono, lavorano e invecchiano Valutare i benefici della prevenzione è complesso Talvolta l ottica di popolazione diverge da quella individuale Alcuni servizi di prevenzione hanno effetti anche sulla popolazione che non riceve il servizio, presentando le cosiddette esternalità Gli interventi di prevenzione presentano prove di efficacia convincenti e rapporti costo - efficacia favorevoli? Occorre selezionare le attività di prevenzione giuste L attenzione per la prevenzione è in aumento, spesso con aspettative di risparmi. Per decidere che cosa fare, non è sufficiente sapere quanto costa un attività preventiva, ma anche quanto costa non attivarla e su questo si sa poco e poco si fa per sapere di più.

15 Esperienze

16 A.1) L iniziativa mira alla sensibilizzazione delle aziende del territorio - indipendentemente dalle loro dimensioni - al tema del welfare aziendale, illustrando le potenzialità e i benefici di un particolare istituto del nuovo welfare aziendale: i programmi di prevenzione sanitaria a favore dei dipendenti. In particolare, l'obiettivo è di supportare le aziende interessate in un percorso che le porti a diffondere fra i dipendenti - anche offrendo un servizio di diagnosi in azienda - una cultura sulla prevenzione, grazie ad una rete di associazioni non profit (es. Croce Rossa Italiana) specializzate in attività di prevenzione e diagnosi e l attività di mentorship delle aziende già attive in questo settore.

17 A.2)...spunti di riflessione - I lavoratori moderni privilegiano aziende che garantiscono adeguati livelli di welfare aziendale e misure di conciliazione vita - lavoro. Conosci tutti i benefici del welfare aziendale? - Attraverso misure di welfare, l azienda può generare benefici economici netti pari a 2 volte gli investimenti fatti. Sai che i lavoratori percepiscono tali investimenti con un valore extra del 70%? 100 euro investiti = 170 euro percepiti - Le iniziative di welfare aziendale possono essere create su misura in base alla grandezza, all obiettivo e alle necessità dell azienda. Sai che le piccole e medie imprese possono rispondere più facilmente ai bisogni dei propri dipendenti? - Il 93% dei lavoratori italiani dichiara di aver bisogno di un welfare aziendale migliore: hai mai pensato di sviluppare programmi di prevenzione della salute in collaborazione con associazioni non profit?

18 B) L assicurazione complementare del Groupe Mutuel Assicurazioni GMA SA La prevenzione prima di tutto Un alimentazione sana ed equilibrata e l attività fisica vi proteggono da molteplici affezioni. La nostra assicurazione complementare Bonus sostiene il vostro impegno e assume numerose prestazioni di prevenzione, come ad esempio un check-up medico e un contributo per l abbonamento in palestra. Usufruire di questi vantaggi non influenza il calcolo del vostro premio. Inoltre, tali prestazioni non sono soggette alla franchigia. Un buon motivo in più per prendervi cura della vostra salute!

19 C.1) Cari colleghi, con il 2013 prende avvio il programma di Prevenzione Fasdac per il biennio Si tratta del 5 programma di prevenzione che il Fondo ha inteso promuovere visti l interesse ed il gradimento riscossi dalle precedenti edizioni. Scoprire per tempo alcune patologie attraverso pochi, semplici e mirati accertamenti diagnostici, seguire i consigli del medico specialista, sono i due cardini anche di questo programma. Facilità di utilizzo dei coupon ed accesso gratuito alle prestazioni incluse in ciascun modulo completano una formula che in questi anni si è dimostrata vincente e che abbiamo confermato anche in questa occasione. È oramai ampiamente condiviso che la prevenzione abbia un ruolo centrale per la tutela della nostra salute e che lo star bene, il non ammalarsi, siano obiettivi perseguibili anche attraverso comportamenti ed azioni che ciascuno di noi può responsabilmente seguire. In che modo? Adottando, innanzitutto, stili di vita salutari. È questo l ambito della prevenzione primaria che consiste nel mettere in atto una serie di piccoli accorgimenti che riducono i fattori di rischio e possono evitare la comparsa di una malattia. Sottoponendosi periodicamente ad alcuni test di screening. È questo l ambito della prevenzione secondaria che consiste nel diagnosticare in modo precoce una eventuale patologia allo scopo di intervenire subito con le più opportune terapie. In questo ambito si colloca il programma di prevenzione del Fasdac. Operativamente, in analogia alle precedenti edizioni, il Fondo vi mette a disposizione 7 moduli di prevenzione dei quali 2 a carattere generale rivolti alla totalità degli aventi diritto e 5 moduli mirati su specifiche patologie ai quali è possibile invece accedere in base all età ed al sesso. Siamo convinti che la prevenzione sia un processo di crescita individuale che non possiamo delegare ai medici ed agli altri operatori sanitari. Un processo che richiede del tempo perché maturi nella consapevolezza e nella responsabilità di ciascuno e che, come tale, intendiamo stimolare e sostenere. Claudio Trucato Presidente Fasdac

20 C.2) PROMUOVERE LA PREVENZIONE Non solo un valido istituto di autotutela in favore della categoria dei dirigenti, ma un patrimonio della mutualità sanitaria integrativa del Paese. Il Fasdac dà un contributo al dibattito in corso sulla costruzione del cosiddetto secondo pilastro privato e complementare della sanità e una testimonianza concreta di welfare negoziale accanto al servizio pubblico per il suo miglioramento. Nel 2005, forte di uno specifico finanziamento contrattuale, il Fondo si è infine aperto alla prevenzione secondo la più moderna visione della medicina, volta alla promozione della salute e del benessere della persona.

21 C.3) PRESTAZIONI 1 Prevenzione di base 2 Prevenzione cardiovascolare 3 Prevenzione oncologica del seno 4 Prevenzione oncologica dell utero 5 Prevenzione oncologica della prostata 6 Prevenzione oncologica del colon-retto 7 Prevenzione odontoiatrica

22 C.4) Prestazioni modulo n. 1 Prevenzione di base: esame emocromocitometrico e morfologico, glicemia, azotemia, velocità di sedimentazione delle emazie (VES), uricemia, colesterolemia totale, colesterolemia HDL, colesterolemia LDL, trigliceridemia, transaminasi glutammico ossalacetica (GOT o AST), transaminasi glutammico piruvica (GPT o ALT), elettroforesi delle sieroproteine (protidogramma), protidemia totale, esame delle urine

23 Rapporto Prevenzione 2013 (FSK SITI)

24 Osservatorio Italiano sulla Prevenzione (OIP) un centro di monitoraggio stabile delle attività di prevenzione in Italia Fondazione Smith Kline e Siti (Società Italiana di Igiene)

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31 Rapporto Prevenzione 2013 FSK - Settori di intervento Vaccini, politiche e strategie vaccinali: Hpv e influenza stagionale La valutazione economica applicata ai programmi di screening L educazione sanitaria: quale impatto economico I costi della mancata prevenzione cardiovascolare Test genetici, sanità pubblica e valutazioni economiche Aspetti economici della prevenzione non farmacologica nel diabete L impatto economico delle malattie croniche: la Bpco Le badanti: rischi per il domani di un lavoro oggi non adeguatamente protetto Controlli ambientali e salute umana 20 anni dopo il referendum La prevenzione dei danni da incidenti stradali: una valutazione economica Ambiente e lavoro: dall Icmesa di Seveso all Ilva di Taranto Impatto economico e costi della ludopatia Impatto economico delle dipendenze da sostanze Prevenzione e salute mentale La prevenzione dalle disequità e dalle conseguenze delle disuguaglianze sociali

32 Proposte Prevenzione del gioco d'azzardo patologico tra gli adolescenti

33 Proposte per la prevenzione 1. Proteggere il livello di finanziamento dei servizi di prevenzione e sanità pubblica secondo le indicazioni OMS, destinando a queste attività il programmato 5% delle spesa sanitaria in tutte le Regioni italiane (attualmente pari al 4,2%). 2. Premiare risultati in termini di salute più che la produzione di servizi: oggi, le attività di prevenzione collettiva non sono in genere associate a sistemi di remunerazione che ne incentivino la diffusione 3. Integrare gli interventi di prevenzione nei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali rallentando il decorso e riducendo i rischi di complicanze, soprattutto per le patologie croniche invalidanti (prevenzione terziaria). 4. Supportare le scelte di investimento in prevenzione con modelli di valutazione di costo-efficacia che, oltre alla componente clinica, includano i benefici attesi in termini di riduzione dei costi socio-assistenziali e incremento della produttività lavorativa. 5. Implementare le attività formative e informative con riferimento ai fattori di rischio più importanti (ambientali e individuali), ai comportamenti protettivi (dieta, attività motoria) e alle strategie preventive di provata efficacia.

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