NATURA E CAUSE SVILUPPO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "NATURA E CAUSE SVILUPPO"

Transcript

1 NATURA E CAUSE SVILUPPO 1) Natura del cambiamento? Quantitativa -> graduale cambiamento nel tempo -> COMPORTAMENTISMO: b. è organismo plasmato da esperienze e apprendimento Qualitativa -> comparsa di nuove capacità o trasformazione di capacità presenti -> TEORIE ORGANISMICHE (Piaget-Vygotskij): b. attivo costruttore sue capacità e sviluppo causato da influenze interne non da fattori ambientali. 2) Processi che causano cambiamento? Fattori ambientali COMPORTAMENTISMO ->influenze ambientali modellano il comportamento in modo da determinare le naturali abilità che si sviluppano ed il ritmo. Fattori genetici: il b. si sviluppa a causa della programmazione genetica (teoria di Chomsky sull acquisizione linguaggio) TEORIE ORGANISMICHE: posiz. Intermedia: sviluppo= interazione di condizioni genetiche e ambientali 3) Cambiamento graduale e continuo/improvviso e discontinuo? Continuo e graduale = cambiamenti quantitativi Discontinuo = camb. Qualitativi, es. comparsa di nuove capacità come deambulazione e linguaggio. Teorie Diverse: a) cambiamento continuo all interno di uno stadio, discontinuo nel passaggio da 1 stadio a altro. Piaget: funzioni che rimangono invarianti durante lo sviluppo (continuità), ma strutture cognitive cambiano tra uno stadio e altro (discontinuità) APPROCCI TEORICI SVILUPPO Approccio COMPORTAMENTISTICO Individuo ha capacità illimitata di apprendere, è plasmabile dall ambiente xché ripete comportamenti che hanno avuto conseguenze positive (rinforzo positivo) e elimina quelli che non le hanno avute (rinf. Negativo) Metodo indagine: sperimentazione e osservazione massimo controllo esperimento di laboratorio è metodo ottimale 2 correnti: a) comportamentismo radicale: influenza di Skinner, sviluppo è lunga sequenza di esperienze di apprendimento. 2 processi: condizionamento classico e operante. b) teoria apprendimento sociale (Bandura): l apprendimento può derivare anche da osservazione, senza rinforzo e spiega vari comportamenti che i b. imparano osservando le persone. L apprendimento non è automatico ma influenzato da aspetti del comportamento osservato cui si presta attenzione e da capacità di ricordarli e interpretarli.

2 B. crede nei rinforzi intrinseci, derivanti dall interno non da esterno (soddisfazione per successo in compiti faticosi) Approccio ORGANISMICO Individuo è attivo teso a realizzare sue potenzialità Cambiamento è la caratteristica primaria del comportamento E guidato da leggi che regolano la sequenza dei cambiamenti: il b. costruisce gradualmente la sua comprensione e quella degli altri attraverso un continuo scambio con ambiente. Ogni nuova acquisizione non deriva da disposizione innata né da influenza dell ambiente, ma dalla coordinazione di essi. Strategia di ricerca: evolutiva e induttiva -> si confrontano b. di età diverse x individuare cambiamenti evolutivi. Teorie dello svil. Cognitivo: Piaget, Vygotskij, Werner Approccio PSICOANALITICO L individuo è simbolico, capace di attribuire significati a sé e al mondo. Il cambiamento è l esito di conflitti interni. Lo sviluppo è cambiamento qualitativo e procede secondo stadi (stadi psicosessuali di Freud). Metodo di indagine: osservazione con minimo controllo, osserv. Naturalistica, colloquio clinico e osservazione della relazione osservatore-osservato. Ricostruisce la storia personale e ne ricerca i nessi significativi, quindi non interessato a cause e conseguenze del comportamento MATURAZIONISMO Regola la comparsa delle nuove abilità con il procedere dell età attraverso il programma genetico. Arnold Gesell: regolarità con cui compaiono le prime abilità motorie del b., quindi sequenza temporale di tali abilità sono la conseguenza di un programma genetico predeterminato= sviluppo dovuto a maturazione si verifica indipendentemente dalla pratica. Es. non serve insegnare a camminare e nulla si deve fare affinché inizi la pubertà. Ma ciò può essere alterato da condiz. ambientali estreme: denutrizione o incidenti. Teoria CHOMSKY_ sostiene che capacità di acquisire il linguaggio è innata e specifica dell essere umano, ma l esperienza influisce sull acquisizione della lingua materna COMPORTAMENTISMO Solo i comportamenti esterni e osservabili possono essere oggetto di indagine scientifica. Principi ispiratori: Riduzionismo e Parsimonia _ Poiché il comport. complesso si può ridurre a comport. semplici, bisogna studiare le singole unità comportamentali Se un comportamento può essere spiegato in termini di meccanismi generali come il condizionamento operante o il rinforzo, vanno rifiutate spiegazioni di meccanismi + complessi e specifici. I meccanismi dell apprendimento operano allo stesso modo per l intero ciclo vitale = non è necessario confronto tra soggetti in momenti diversi dello sviluppo.

3 Critiche: L apprendimento non funziona in modo uniforme, non è indipendente dal materiale appreso e dalle relazioni che esso ha con le conoscenze già acquisite. Le prestazioni cognitive sono influenzate dal contesto e dal significato del compito. Se sappiamo come si apprende del materiale senza senso in laboratorio, non potremo capire come avviene l apprendimento di materiale significativo in contesti di vita quotidiana. Il cambiamento evolutivo influenza le capacità di apprendimento e memoria xché cambia le strategie usate x i compiti cognitivi. COSTRUTTIVISMO Si afferma anni 60 con Piaget. Piaget nega che psicologia sviluppo = psicol. Apprendimento xché pensiero infantile qualitativamente diverso da quello adulto. Il b. costruisce gradualmente la comprensione della realtà attraverso interazioni con l ambiente (inizialmente crede che versando un liquido in contenitori diversi, cambi la quantità) Il sistema cognitivo subisce profonde trasformazioni che corrispondono a strutture intellettive dette stadi di sviluppo che compaiono secondo una sequenza invariante e universale. Critiche: Teoria stadiale è una ipersemplificazione -> riduce lo sviluppo all evoluzione di singole strutture. Le descrizioni che P. fornisce delle strutture intellettive operazioni concrete e astratte non corrispondono a processi che il sogg. mette in atto risolvendo un compito, sono lontani dal comportamento reale. Non viene considerato il contesto sociale in cui si svolge l attività cognitiva. ECOLOGIA DELLO SVILUPPO Fino agli anni 70 il contesto in cui si sviluppa il b. si limitava al rapporto madre-bambino o alla relazione con i compagni di gioco. In seguito si è ampliato il concetto di contesto grazie a Bronfenbrenner, fondatore dell approccio ecologico allo sviluppo. All interno dell ambiente ecologico vi è una serie di strutture, incluse l una nell altra. 1 livello microsistema: situazione ambientale in cui è inserito il soggetto che si sviluppa, es. la relazione col genitore nella famiglia. 2 livello mesosistema: relazione fra microsistemi, es. l imparare a leggere può dipendere non solo da come viene insegnato al b. ma anche da legami esistenti tra scuola e famiglia. 3 livello esosistema: lo sviluppo è influenzato da eventi che si verificano in situazioni ambientali in cui il b. non è presente, come il tipo di attività lavorativa dei genitori. L esosistema è influenzato dal macrosistema, cioè dalle politiche sociali e dei servizi di una comunità, es. introdurre un nuovo tipo di assistenza alla maternità non solo influenza la relazione madre-neonato, ma produce degli effetti sullo sviluppo del b. DIFFERENZE INDIVIDUALI NELLO SVILUPPO Le differenze individuali intese sia come

4 1. differenze nello sviluppo di individui diversi (interindividuali) 2. differenze tra aspetti dello sviluppo in uno stesso individuo (intraindividuali) si manifestano nel temperamento e nel linguaggio. Il temperamento, lo stile di comportamento di un soggetto quando interagisce con l ambiente, è presente sin dalla nascita e possiede quindi l adattabilità a nuove esperienze, l intensità delle risposte, lo stato d animo e il livello di attività. Analizzando il livello di attività, si possono notare differenze individuali di temperamento (b. vivace, che si muove molto e b. calmo, che fa giochi tranquilli ). E importante la compatibilità tra il temperamento del b. e quella del genitore, con un livello di attività molto diverso le cose possono non andare molto bene. Altro aspetto in cui si osservano differenze individuali è la popolarità nell interazione con i coetanei, i soggetti popolari piacciono perché si comportano in modo positivo con gli altri, cercano di dare una mano e non sono aggressivi. L acquisizione della lingua materna può variare molto: a 8-9 mesi si possono pronunciare le prime parole oppure a mesi. Il b. che parla tardi non evidenzierà in seguito un ritardo del linguaggio. Spesso la precocità linguistica è frequente nel sesso femminile, in primogeniti e appartenenti a classi medio-alte. Come descrivere i cambiamenti in funzione dell età Si ricorre a 2 disegni di ricerca: Disegni di ricerca longitudinali: lo stesso gruppo viene osservato x un certo periodo, di solito alcuni anni. Vantaggi: si segue lo sviluppo individuale nel tempo e si controlla la stabilità del comportamento Utile anche x determinare gli effetti di esperienze antecedenti sullo sviluppo successivo. Svantaggi: metodo costoso in investimenti ed energie Si rischia di perdere i soggetti nel tempo Possibile confusione tra cambiamenti legati a età e quelli di tipo sociale e storico che si verificano nel corso della ricerca = difficile stabilire se soggetti sono cresciuti o sono cambiate le loro condizioni di vita. Sono comunque stati molto usati -> diari sullo sviluppo infantile di Darwin che descrisse le espressioni emotive del figlio e la loro evoluzione, Wilhelm Preyer ne L anima del bambino riportava le osservazioni sulla figlia. Durata: a breve termine si valutano gli stessi soggetti in almeno due punti di età, senza specificare l intervallo temporale tra questi punti. A lungo termine durata di almeno 3 anni e almeno 3 osservazioni ripetute nel tempo.

5 Disegni di ricerca trasversali gruppi di individui di età diversa confrontati nello stesso momento temporale. Vantaggi: è poco costoso e veloce nell esecuzione. Svantaggi: Si identificano differenze tra età ma non si possono osservare cambiamenti individuali in funzione del tempo. L ESPERIMENTO - Nella sperimentazione il ricercatore interviene attivamente, manipolando le variabili indipendenti e rileva se la modificazione influenza il comportamento indagato (variabile dipendente) Nell esperimento classico ci sono almeno 2 gruppi ai quali i soggetti vengono assegnati casualmente: un gruppo sperimentale viene sottoposto alla manipolazione della variabile indipendente, l altro gruppo di controllo non riceve nessun trattamento oppure un trattamento diverso. Se i cambiamenti previsti nella variabile dipendente si rilevano solo nel gruppo sperimentale, l ipotesi della ricerca viene confermata. L esperimento è condotto in laboratorio se è richiesta un apparecchiatura speciale (strumenti x registrare tempi reazione o movimenti oculari) o in ambiente naturale. Vantaggi: possibilità di stabilire relazioni causa-effetto tra variabili indipendenti e dipendenti facilità di replicazione, ottenendo conferme o disconferme dell ipotesi iniziale. Svantaggi: i soggetti osservati in condizioni di controllo potrebbero comportarsi diversamente nella realtà. La conseguenza è che difficilmente i risultati possono essere generalizzati al di fuori dell ambiente controllato in cui sono stati raccolti, tale generalizzabilità corrisponde alla validità esterna: minore è la generalizzabilità maggiore è la validità esterna dell esperimento. Tuttavia di solito l esperimento gode di una buona validità interna, nel senso che se le condizioni sperimentali sono ben controllate, la relazione tra variabili indipendenti e dipendenti è quella ipotizzata dal ricercatore. In alcuni casi non si possono manipolare le variabili indipendenti o assegnare casualmente i soggetti ai gruppi sperimentali e di controllo: se il ricercatore è interessato agli effetti del maltrattamento, malnutrizione, etc. non è evidentemente possibile x motivi etici riprodurre tali esperienze traumatiche. Il ricercatore deve trovare b. in cui la variabile da studiare sia presente naturalmente e li confronti con un altro gruppo il + possibile simile al primo x tutte le caratteristiche all infuori di quella indagata = disegni quasi-sperimentali in cui si confrontano fra loro gruppi la cui composizione non è casuale.

6 Il disegno correlazionale si usa quando non è possibile individuare gruppi che differiscono per l aspetto che interessa oppure si è interessati a descrivere il rapporto tra due variabili, cioè se ai cambiamenti di una variabile corrispondono cambiamenti nell altra variabile. Questo metodo permette di misurare il grado di associazione tra variabili senza manipolarle sperimentalmente. Es. si può misurare la quantità di spettacoli violenti che ragazzi guardano quotidianamente e registrare l aggressività comportamentale; è così possibile verificare se le 2 misure sono associate, cioè se all aumento degli spettacoli violenti corrisponde un aumento di comportamenti aggressivi (correlazione positiva tra variabili). L obiettivo dell uso dei disegni correlazionali è puramente descrittivo e non consente di ricavare conclusioni sulla relazione causa-effetto tra variabili: ragazzi che manifestano + spesso comportamenti aggressivi a scuola potrebbero essere geneticamente predisposti o essere esposti a episodi di aggressività in famiglia che li spinge a preferire la visione di spettacoli violenti. L OSSERVAZIONE E la selezione di un fenomeno degno di interesse su cui vengono raccolte informazioni in modo completo e accurato, è quindi metodo complesso e impegnativo, soggetto a distorsioni derivanti dalla soggettività dell osservatore. Diversa dalla sperimentazione: non controlla le variabili indipendenti perché il comportamento potrebbe alterarsi o non manifestarsi se si cerca di modificarlo intenzionalmente. Indaga le relazioni che esistono tra 2 o + variabili, mentre la sperimentazione è interessata alle relazioni che potrebbero esistere tra le variabili in risposta alle manipolazioni sperimentali. Si pone scopi descrittivi piuttosto che esplicativi e quindi non può verificare la presenza di relazioni causa-effetto. Può essere condotta in vari modi: Studi sul campo_ condotti negli ambienti di vita quotidiana del b. che prevedono o meno un intervento del ricercatore; osservazioni in laboratorio che possono essere o meno strutturate. 2 forme di osservazione: Naturalistica: il ricercatore esercita minimo controllo sul proprio oggetto di studio L osservazione etologica, grazie agli studi di Lorenz e Tinbergen, osserva il comportamento nell ambiente naturale in cui si manifesta e lo descrive obiettivamente. Per non influenzare la spontaneità del comportamento l osservatore si nasconde adottando un osservazione dissimulata. Controllata: l osservatore interviene attivamente anche se senza manipolare la variabile indipendente, esercitando un grado medio o max di controllo e fornisce stimoli per evocare il comportamento da studiare: Piaget, non solo registrava i comportamenti significativi nei suoi figli, ma proponeva anche delle stimolazioni per far emergere le risposte x lui interessanti. Tale tipo di osservazione può essere condotta sia in laboratorio che nell ambiente naturale.

7 Validità dell osservazione 3 fasi: 1) selezione fenomeno da osservare 2) registrazione fenomeno individuato 3) codifica dati registrati Bisogna riconoscere le fonti di errore e controllarle: A) Soggetti osservati - possono reagire alla presenza dell osservatore e comportarsi in modo innaturale. La reattività può essere controllata abituandoli alla presenza dell osservatore o adottando tecniche non invasive come l osservazione partecipante o mascherando la presenza dell osservatore dietro uno specchio unidirezionale B) Osservatore - Il comportamento degli osservatori può variare a seconda delle condizioni psicofisiche e delle capacità personali (consapevolezza di sé o assenza di pregiudizi) L osservatore reagisce anche alla valutazione dell attendibilità di ciò che registra (migliora la prestazione se sa di essere valutato), per ovviare a ciò si possono effettuare controlli casuali dell attendibilità C) Ricercatori possono influenzare l osservazione formulando aspettative e facendo commenti valutativi, adottando schemi di codifica eccessivamente complessi e difficili da applicare, soluzione -> definizioni operative chiare delle categorie di codifica e addestrare i codificatori a utilizzare uno schema prima di iniziare il lavoro di codifica Interviste e questionari utilizzate x interrogare i b. e gli adulti sul comportamento e la personalità dei b. Importante accertarsi che i b. abbiano buona capacità di comprensione e produzione del linguaggio -> quindi non usare tali tecniche con b. inferiori a 3 anni quando si intervista non usare questionari scritti a b. sotto 7-8 anni. I b. e adolescenti possono opporre resistenza a comunicare sentimenti, opinioni e rifiutare di essere intervistati -> soluzione: stimolare curiosità e interesse instaurando clima di fiducia. Importante che i soggetti abbiano un livello cognitivo adeguato alla comprensione delle domande dell intervistatore. Quando si interrogano adulti il rischio è che esprimano giudizi soggettivi, cercando di conformarsi alle aspettative dell intervistatore o di apparire adulti competenti. I loro giudizi sulle capacità del b. a diversi stadi dello sviluppo sono soggetti a errori sistematici: sottovalutano le capacità del b. in età prescolare e le sopravalutano in età scolare - > quindi è importante intervistare gli adulti sulle capacità attuali del b. piuttosto che sulle capacità pregresse, x essere + sicuri che essi forniscano info veritiere. Nell intervista e nel questionario le domande possono essere:

8 chiuse (sì-no/vero-falso) -> interviste e questionari strutturati, dove porre domande chiuse è vantaggioso per codificare facilmente le risposte e ridurre le risposte irrilevanti come non so aperte quando non si conoscono le diverse modalità di risposta o se le domande riguardano argomenti complessi Svantaggi: codifica laboriosa e raccolta di info potenzialmente irrilevanti e inutili, inoltre i soggetti devono possedere buona padronanza della lingua materna orale o scritta.

9 SVILUPPO FISICO E MOTORIO Sviluppo prenatale Nonostante l ambiente uterino protegga e nutra il feto, lo mantenga a una temperatura costante ed il liquido amniotico lo preservi dagli urti, attraverso il sangue materno passano anche sostanze chimiche, ormonali e virus che possono lasciare tracce sullo sviluppo successivo. Oggi si sa molto sugli agenti teratogeni, cioè su quei fattori ambientali che causano un danno congenito nell embrione e nel feto, come la mancanza di nutrimento adeguato o l introduzione di sostanze nocive, l ingestione di talidomide nei primi 2 mesi può causare gravi malformazioni, la nicotina e alcune droghe. 2 fasi nello sviluppo prenatale: 1) lo sviluppo dell embrione 2) del feto. Periodo embrionale Va dall inizio della 3^ alla fine dell 8^ settimana di gestazione, l embrione diventa feto, cioè organismo con caratteristiche umane. 4^ settimana - si sviluppano le cellule del sangue, si forma il sistema nervoso e il cuore. 5^ cervello e midollo spinale, occhi, orecchie, naso, reni e polmoni. Alla fine del 2 mese l embrione è lungo circa 2,5 cm. Periodo fetale - tale periodo ha inizio con il 3 mese di gravidanza (9^ settimana). In questo periodo la testa che era grande quanto il resto del corpo, cambia in proporzione e diviene pari a ¼ alla fine della gestazione. Il corpo, prima raggomitolato, si distende e durante il 4 mese, la madre percepisce distintamente i movimenti del feto. 4-5 mese raggiunge una lunghezza di 15 cm e pesa circa 250 gr polmoni ben sviluppati ma con liquido amniotico e non ancora funzionanti. 4 mese periodo di crescita + veloce. Dopo 5 mese la pelle è completamente sviluppata e compaiono capelli e unghie. 6 mese apre gli occhi e presto distingue la luce dall oscurità Negli ultimi mesi si completa l accrescimento degli organi. Il feto sembra meno attivo xché crescendo ha meno spazio all interno dell utero, quindi si posiziona con la testa verso il basso per sfruttare al massimo lo spazio disponibile. Al termine del 6 mese (26^ e 28^ settimana) il feto supera il limite minimo di sopravvivenza in caso di nascita prematura, poiché il sistema respiratorio e il sistema nervoso centrale sono abbastanza perfezionati. Diagnosi prenatale Ecografia fetale consente di valutare l età gestazionale, crescita feto e malformazioni.

10 Metodi di analisi dei tessuti fetali (amniocentesi)- aspirazione liquido amniotico al 2 trimestre di gravidanza (4 mese) Prelievo dei villi coriali - + vantaggioso perché avviene attraverso la vagina e può essere eseguito già all 8^ sett. di gestazione. Tali esami sono raccomandati nel caso di malattie genetiche nei genitori o nelle loro famiglie oppure se la madre ha superato i 40 anni. LA NASCITA E IL NEONATO Il passaggio dall ambiente intrauterino a quello extrauterino non è facile perché il n. deve respirare ossigeno attraverso i polmoni anziché tramite il cordone ombelicale, nutrirsi con la bocca anziché dal sangue materno, anche se è vero che il b. può ingerire cibo grazie ai riflessi di suzione, la termoregolazione ha ancora qualche problema, poiché mancano i tessuti adiposi. Può già respirare poiché il riflesso respiratorio mette subito in funzione i polmoni evitando l ipossia (carenza di ossigeno), che viene scongiurata grazie alla produzione di livelli elevati di ormoni dello stress, che proteggono il n. da situazioni sfavorevoli. Nella fase neonatale è importante l attenzione ai bisogni fondamentali per lo sviluppo, tra i quali il rapporto madre-bambino e un precoce attaccamento al seno, in quanto l attaccamento al seno presenta vantaggi sia nutrizionali e di difesa contro le infezioni, sia psicologici. La nascita dolce Sebbene il parto in ospedale è una difesa contro la mortalità neonatale e perinatale, presenta dei rischi per il tipo di manipolazione del n. piuttosto rude e l uso di tecniche dannose. Leboyer suggerì una tecnica di parto x rendere graduale e dolce il passaggio dal grembo materno all ambiente esterno: attenuare le luci e rumori, adagiare il n. x alcuni minuti sull addome materno, recidere il cordone soltanto dopo che il b. ha cominciato a respirare autonomamente. Ricerche hanno mostrato che una gravidanza e un parto sereni predicono che la madre sceglierà di allattare il b. al seno e che l allattamento durerà abbastanza a lungo. CRESCITA PRIMA E DOPO LA NASCITA Crescita = a) moltiplicazione cellulare che determina l aumento di volume dell organismo b) Differenziazione e sviluppo delle diverse funzioni corporee e psichiche in senso funzionale e biochimico. Asimmetria nella crescita -> tessuti e organi non si sviluppano assieme e con la stessa velocità. L età del lattante e la pubertà sono 2 periodi in cui la velocità della crescita è + rapida. Periodo pre - natale di crescita. Velocità crescita = primi 6 mesi alta 1,8mm/g rallenta dalla 35^ sett.

11 Modifica delle proporzioni corporee: a 2 mesi lunghezza testa pari a metà della lungh.totale, alla nascita si riduce a ¼ di questa. Periodo neonatale = nascita al 28 g. Prima infanzia = 0-2 anni Seconda infanzia = 2-6 anni Terza infanzia = 6-10 anni Adolescenza = 10 anni a completamento svil. sessuale Dopo Nascita = lung. 50 cm peso 3,4 kg circonf. cranio 35 cm AUMENTO PONDERALE : al 5 MESE raddoppia peso a 1 ANNO lo triplica STATURA: A 1 ANNO : AUMENTA DEL 50% 2 ANNI: aumenta di 1 cm al mese e decresce anni successivi CIRCONF. CRANIO: aumenta di 12 cm nel 1 ANNO Dal 2 anno e per tutta l infanzia la crescita prosegue meno rapidamente Nella pubertà aumenta di nuovo la crescita Movimenti pre-natali I movimenti pre-natali sono di natura spontanea più che riflessa, con fasi di attività e riposo. Il feto reagisce a stimoli sonori soprattutto, ma non è certo che possa memorizzare le caratteristiche sonore, come quelle della voce, della musica. I primi movimenti avvengono alla 7^ settimana di gestazione, seguiti da rapide contrazioni degli arti (sussulti) e da movimenti lenti che coinvolgono tutti i muscoli del corpo. In seguito, schemi motori: movimenti braccia, gambe, dita e capo,stiramenti, movimenti di suzione, singhiozzi Prima del parto si nota immobilità fetale, perché il feto sta maturando periodicità di momenti di attività e riposo che si troveranno nel neonato. Durante la fase di sonno agitato il feto sperimenta una forma di vita mentale, rielaborando le sensazioni derivanti dal suo movimento Nelle ultime settimane di gravidanza i periodi di tranquillità diventano + lunghi, diminuisce il sonno agitato e aumentano i periodi di veglia, ciò prosegue anche dopo la nascita Cosa sa fare il neonato Postura con il capo ruotato e arti flessi a causa spazio ridotto ultime sett. gestazione Presenta riflessi, cioè risposte motorie primitive involontarie (rotazione del capo, suzione, riflesso del moro:quando sente un rumore forte o subisce uno shock fisico, contrae i muscoli

12 dorsali con abduzione ed estensione degli arti; babinsky se gli si accarezza pianta piede, prima stende le dita e poi le richiude; presa, marcia automatica) I riflessi primitivi, cioè involontari non sono tali nel neonato, infatti già nelle prime fasi dello sviluppo il sistema nervoso può produrre spontaneamente movimenti ritmici (suzione e respirazione) o fasici. Tra la concezione neurofisiologica classica e quella moderna vi è grande differenza: il neonato visto come insieme di meccanismi inerti fino a che non vengono stimolati e il neonato visto come organismo attivo, composto da sottoinsiemi interconnessi, pronto a modulare la sua attività in funzione delle condizioni ambientali. Riflesso del Moro: in alcuni animali i piccoli sono spesso tenuti sospesi al ventre della madre o sugli alberi, in tale situazione una risposta di abbracciamento dopo stimolazioni brusche e improvvise è senza dubbio utile per impedire al piccolo di cadere. La presenza di alcuni movimenti nel neonato umano può essere dunque spiegata come un residuo di abilità utili ad altre specie ma che nell uomo hanno perso significato, infatti scompaiono dopo le prime settimane di vita. Il b. alla nascita non è sordo, cieco e insensibile; la ricerca dedicata alla vista è + ampia di quella relativa alle altre modalità sensoriali. Ciò che il neonato è capace di percepire dipende da quello che chiamiamo il suo stato: se dorme oppure è sveglio Prechtl distingue 5 diversi stati di coscienza: sonno profondo, sonno attivo, veglia tranquilla, veglia attiva, pianto e irrequietezza che si ripetono in modo ciclico durante la giornata, in media ogni 2 ore. Per stabilire uno scambio sociale con il n. il momento migliore è quando si trova nella veglia tranquilla, dopo essere stato nutrito. Sviluppo motorio In pochi mesi il b. passa da una quasi totale dipendenza dall adulto a una relativa autonomia, grazie a cambiamenti del sistema nervoso e in particolare nella corteccia cerebrale. Secondo la teoria classica in seguito alla maturazione del sistema nervoso comportamenti inizialmente controllati dai centri sottocorticali, come i riflessi primitivi, passano sotto il controllo di strutture corticali più evolute. Si spiega così come il riflesso di presa evolva nella prensione volontaria di oggetti. Lo sviluppo motorio segue la legge della progressione cefalo-caudale (il controllo del capo e dell asse corporeo precede quello degli arti) e prossimo-distale (lo sviluppo dei movimenti delle parti prossimali precede quello delle parti distali degli arti). Secondo l approccio HIP, che vede la mente umana simile a un pc, lo sviluppo delle diverse funzioni corrisponde alla costruzione di un sistema gerarchico di routine, schemi e rappresentazioni che diventa sempre + complesso in funzione delle interazioni con gli stimoli esterni.

13 Secondo la teoria dei sistemi dinamici, lo sviluppo motorio è dovuto non tanto all intervento di un singolo sistema, quanto all interazione di vari sistemi fra i quali anche i fattori ambientali (forza di gravità) e le caratteristiche biomeccaniche dell individuo (forze inerziali e forze dipendenti dal movimento). L acquisizione di una nuova condotta, es. deambulazione, dipende dalla cooperazione tra diversi sottosistemi. Il modello maturativo classico prevede che la marcia automatica venga inibita dalla progressiva maturazione dei centri nervosi che controllano il movimento, che generano la capacità matura di camminare. Viceversa la teoria dei sistemi dinamici ipotizza l influenza di altri fattori di natura non neurologica per spiegare lo sviluppo del cammino. La scomparsa della marcia automatica e la sua ricomparsa come deambulazione è dovuta a fattori fisici: nel lattante infatti la forza dei muscoli delle gambe non è più sufficiente a sostenere il peso del corpo. Nei primi 2 anni il b. conquista le principali abilità motorie riuscendo ad esplorare l ambiente e conquistare la posizione eretta, in modo da avere le mani libere per fare cose interessanti anziché usarle per appoggiarsi o camminare. Postura e deambulazione Il neonato presenta una ipertonia dei muscoli flessori degli arti (braccia e gambe piegate), mentre il tono dell asse del corpo, dal quale dipende la postura, è quasi inesistente. La prima tappa riguarda il sostenimento della testa che nei primi giorni è ciondolante. Quando è coricato sul ventre, il b. solleva prima il mento, poi testa e spalle (2 mesi) e si appoggia sugli avambracci (3 mesi). 4-5 mesi il b. sta seduto con un appoggio minimo, anche se l ipotonia del tronco gli fa assumere una posizione curva. 6 mesi sa mantenere tale posizione a lungo: la schiena è diritta ma il tronco è ancora inclinato in avanti. Fino alla fine del 6 mese il b. non sa spostarsi autonomamente, quindi si aiuta strisciando con le gambe, camminando carponi, anche se alcuni b. raggiungono la deambulazione eretta senza passare attraverso tale fase. 7 mesi sa stare seduto per un momento da solo, ma la posizione seduta senza appoggio è raggiunta completamente verso i 9 mesi. La posizione eretta rappresenta una nuova tappa, che il bambino comincia ad acquisire mentre ancora perfeziona la posizione seduta già raggiunta.

14 9-10 mesi è capace di tenersi in piedi sorretto o appoggiandosi e compie qualche passo, sostenuto sotto le ascelle o appoggiandosi mesi sa stare in piedi da solo. Lo sviluppo della deambulazione procede parallelamente a quello posturale, ma inizia più tardi. 1 anno sa camminare se tenuto x mano, mesi cammina da solo. Manipolazione - Si sviluppa durante il primo anno e mezzo e il suo progresso dipende dalla maturazione neuromuscolare e dall esercizio. Alla nascita c è una forma primitiva di prensione, il riflesso di presa, che durante il 1 mese si indebolisce e scompare verso i 2 mesi, quando il b. sviluppa la prensione vera e propria, che si differenzia dal riflesso poiché sotto il controllo volontario. Nello sviluppo di tale capacità si individuano 3 tipi di avvicinamento corrispondenti alla progressiva utilizzazione delle 3 articolazioni: spalla, gomito e polso: 1. All inizio il b. usa solo la spalla, mentre la mano è fissa 5-6 mesi 2. A 7-8 mesi l articolazione del gomito consente lo spostamento dell avambraccio e della mano avanti e indietro. 3. A 8 mesi le 3 articolazioni sono coordinate tra loro, consentendo alla mano di arrivare all oggetto. Prensione all inizio l oggetto viene afferrato dalla parte cubitale della mano (sotto il mignolo) senza usare il pollice (prensione cubito-palmare). In seguito esso viene condotto verso il palmo e afferrato con 3 dita insieme, pollice, indice e medio (prensione digito-palmare). Infine l oggetto viene posto sotto l indice e la prensione implica l opposizione fra pollice e indice (prensione radio-digitale) La percezione visiva ha un ruolo importante di guida all azione della mano: il riflesso di presa neonatale scompare verso il 2 mese e si ripresenta nei mesi successivi ma + evoluto. Nel neonato il semplice vedere un oggetto causa l avvicinamento del braccio ad esso, in seguito alla maturazione fra i due canali sensoriali, l attivazione di uno di essi (la vista) porta ad un inibizione dell altro (prensione), infine quando i 2 canali sensoriali si coordinano, il movimento di orientamento verso l oggetto ricompare sotto il controllo visivo. Dopo avere imparato ad afferrare e manipolare l oggetto, il b. impara a lasciarlo andare: inizialmente perde l oggetto perché la mano si riapre involontariamente quando si distrae, ma tra i 6-8 mesi, impara a lasciare l oggetto volontariamente. Soprattutto nel 1 semestre la prensione e la manipolazione permettono di entrare in contatto con l ambiente, provocando delle trasformazioni.

15 La prensione si coordinerà ad altre capacità quali la vista e la suzione. Differenze individuali sviluppo motorio Ogni b. ha il proprio ritmo di sviluppo e sceglie tempi e modi che si adattano al suo stile di movimento e ai suoi obiettivi: alcuni sono veloci nell imparare a stare in piedi, altri + lenti, altri saltano tappe motorie o dimenticano una competenza già acquisita e la riscoprono successivamente. Cause: maturazione neurologica, fattori fisici e meccanici (modifiche di ossa e muscoli), ambientali (esperienze, motivazioni e sollecitazioni) Naturalmente vi sono tappe importanti da rispettare: se a 4 mesi un b. non riesce a sollevare il capo avrà un ritardo nella manipolazione, alterazioni nella percezione visiva possono condurre a ritardi nello sviluppo posturale. SVILUPPO SESSUALE Al momento della fecondazione si stabilisce il sesso cromosomico dell embrione. All 8^ settimana di gestazione diventano riconoscibili i testicoli e alla 9^ si differenziano dentro i testicoli le cellule che producono il testosterone, ormone responsabile della formazione dei genitali maschili. La gonade femminile non richiede uno stimolo ormonale specifico per differenziarsi, basta che non venga prodotto il testosterone. Nella pubertà si raggiunge la maturità sessuale, grazie a complessi cambiamenti ormonali. 5 FASI secondo Tanner: 1) preadolescenza 2) cambiamento puberale 5) acquisizione di caratteristiche tipiche dell adulto L ordine è lo stesso x tutti, varia l età Il dimorfismo sessuale (modifiche della differenza fra sessi) riguarda tutti gli organi e gli apparati: spalle, statura, forza muscolare nel maschio, larghezza fianchi nelle femmine. La velocità max di crescita x le femmine è intorno ai 12 anni, 14 x i maschi. Per i maschi i cambiamenti puberali ritardano in media di 2 anni rispetto alle femmine. Dopo la pubertà il ritmo di crescita diminuisce, ma non la crescita corporea che nei maschi dopo i 17 anni può aumentare ancora del 2%, dopo i 15 nelle femmine. SVILUPPO SISTEMA NERVOSO

16 Il cervello cambia morfologicamente in grandezza, peso e aspetto con l età gestazionale: al 6 mese di gravidanza è il 21% del peso corporeo, il 14% alla nascita e il 3% nell età adulta. Il suo peso raddoppia nei primi 9 mesi e raggiunge il peso del cervello adulto a circa 6 anni. Alla nascita sono presenti la maggior parte dei neuroni, ma le connessioni tra neuroni (sinapsi) sono ancora imperfette. Sono presenti assoni e dendriti attraverso cui si ricevono e si inviano fra cellule sostanze chimiche e informazioni. All inizio sinapsi, assoni e dendriti sono superiori al numero definitivo, infatti vengono progressivamente eliminati parzialmente, lo stesso avviene per i neuroni (morte cellulare). Altro processo è la mielinizzazione, che inizia con la gestazione fino all età adulta. La mielina è una sostanza che avvolge come una guaina le fibre nervose e aumenta la velocità di trasmissione dell impulso nervoso: alla nascita il midollo spinale non è del tutto mielinizzato, quindi lo sviluppo del controllo muscolare nella parte inferiore del tronco e nelle gambe è + lento L esperienza ha un ruolo importante nello sviluppo cerebrale. Vi sono periodi critici, di solito nello sviluppo postnatale, in cui esperienze traumatiche possono causare conseguenze sull organizzazione cerebrale, es. esperienza visiva precoce sull organizzazione della corteccia visiva e comportamento (esper. se gatto neonato viene privato della vista di un occhio, il cervello perde la capacità di fondere gli stimoli provenienti dai 2 occhi, visione binoculare)

17 SVILUPPO PERCETTIVO Il mondo percepito non corrisponde esattamente al mondo reale, ma è il risultato di mediazioni e attività svolte dall organismo, la percezione consente di analizzare, selezionare, organizzare in modo coerente i dati dell ambiente. Sensazione: effetto soggettivo e immediato provocato dagli stimoli sui vari apparati dell organismo (uditivo, visivo ), processo con il quale le info dell ambiente vengono recepite dai recettori sensoriali e trasmesse al cervello. Percezione: processo attivo e dinamico di elaborazione degli stimoli sensoriali attraverso l analisi, selezione, coordinamento ed elaborazione delle info. Secondo la teoria empirista della percezione, Helmholtz concepisce il neonato come una tabula rasa, su cui si imprimono i dati dell esperienza e dell apprendimento, attraverso tali esperienze si svilupperebbe la percezione vera e propria, processo che si affina progressivamente per organizzare in modo significativo i dati forniti dalla sensazione. James parla di un ronzio indistinto dei vari stimoli sensoriali sul neonato, che solo con l esperienza assume significato. Nel secolo scorso, però, si è diffusa l idea che la struttura percettiva della realtà contenga degli elementi già organizzati a cui l essere umano è predisposto e che può cogliere in modo immediato grazie alla sua dotazione innata. I b. nascono infatti con facoltà percettive e predisposizioni + ampie di quelle ipotizzate dagli empiristi, anche se non vi è dubbio che la stessa capacità infantile di apprendere dall esperienza sia nettamente superiore a quella ipotizzata dagli innatisti. Percezione gustativa e olfattiva Sensibilità gustativa: fin dalle prime ore i n. sanno manifestare configurazioni facciali differenziate ai sapori piacevoli o meno, che denotano soddisfazione, come x i sapori dolci, o disgusto x sapori amari e acidi. Le sensazioni gustative e olfattive sono importanti non solo x la nutrizione, ma hanno un valore adattivo per il ruolo di mediazione nella relazione con l adulto che si prende cura del b. I n. discriminano tra varie concentrazioni di zucchero, le soluzioni salate aboliscono il riflesso di suzione e quelle dolci lo provocano, segno di capacità discriminative tra i 2 sapori. La sensibilità olfattiva è ben sviluppata alla nascita, il n. reagisce a vari tipi di odore, come l ammoniaca, l anice o l acido acetico e in particolare al latte della madre, che viene distinto addirittura dall odore del latte di altre donne e che sembra stimolare un attività motoria generale e movimenti orientativi del capo, necessari a guidare il piccolo verso il capezzolo.

18 Percezione uditiva Nel n. la conformazione anatomica dell organo recettore non presenta sostanziali differenze rispetto all adulto, anche se le dimensioni del condotto uditivo esterno, della membrana del timpano e la cavità dell orecchio medio non sono tali da consentire la trasmissione efficace delle vibrazioni sonore. Quindi nonostante i n. percepiscano gli stimoli sonori in modo attutito rispetto all adulto, sono reattivi ai suoni dopo la nascita e orientano la direzione degli occhi della testa verso un suono ritmico soprattutto se testati al buio, senza stimoli visivi. I n. discriminano suoni umani da altri tipi di suoni e preferiscono la voce materna. Mostrano già a pochi giorni una sensibilità precoce al ritmo, intonazione, variazione di frequenza e componenti fonetiche della lingua madre. Attraverso registrazioni elettromiografiche delle reazioni, i n. mostrano una maggiore rispondenza ai suoni simili al linguaggio umano piuttosto che ai suoni puri, segno che l apparato uditivo alla nascita è predisposto a recepire la voce, in particolare quella materna. La preferenza per la voce materna alla nascita dipende dal fatto che tale stimolo uditivo viene recepito già nella fase fetale (apprendimento prenatale), al contrario il feto non sa distinguere la voce della madre da quella di un estranea, quando entrambe giungano solo da canali esterni. Dopo la nascita predilige ancora il suono proveniente dagli organi interni, ma è già capace di discriminare la voce normale della madre da quella di altre donne. Il n. mostra preferenza per i suoni ritmici più che per i suoni isolati e capacità di distinguere stimoli verbali e non verbali come quelli musicali. Nei primi gg. è presente una forma di sincronia interattiva, una modulazione tra i movimenti del b. e discorso dell adulto che si verifica anche in risposta a conversazioni registrate nel ritmo naturale della lingua parlata, ma non se lo stimolo è costituito da voci sconnesse oppure da suoni come il tamburellare. Caratteristiche fonologiche della lingua I b. non solo discriminano i fonemi della propria lingua, ma mostrano abilità anche nei confronti di altre lingue, discriminando tra categorie fonetiche diverse, come le occlusive sonore (b,d,g) da quelle sorde (p,t,k), non vi sono quindi, differenze sostanziali fra adulti e neonati. Si tratta di un abilità che deriva da una dotazione innata che permette al b. di riconoscere la lingua parlata da altri tipi di suoni fin dalla + tenera età. Con lo sviluppo, già a 4 anni, tale capacità innata di discriminazione fonetica diminuisce, ciò a causa delle influenze dell ambiente, può essere mantenuta solo se sostenuta dall esperienza.

19 Percezione visiva Il sistema visivo è ancora imperfetto a causa di una incompleta maturazione del sistema visivo e nervoso: la macula lutea posta nella retina, ancora immatura, impedisce la acuità visiva cioè la possibilità di percepire i dettagli. Ciò migliora intorno al 1 mese e si completa al 4. La immaturità del sistema nervoso implica la imperfetta mielinizzazione delle fibre delle vie ottiche che impedisce sia una rapida trasmissione dei messaggi al cervello, sia una adeguata motilità oculare. Fino a circa 1 mese il coordinamento binoculare (movimento sincronico di entrambi gli occhi che consente la visione tridimensionale, cioè distanza e profondità) e l accomodazione del cristallino, che consente la messa a fuoco di oggetti posti a diverse distanze è minima. I movimenti oculari consentono l ispezione visiva dell ambiente e sono governati dalla zona motoria corticale che alla nascita è abbastanza sviluppata, come pure l area corticale della proiezione visiva situata nella zona occipitale: il n. può quindi percepire luci, buio, colori.. Egli può compiere i movimenti coniugati che consentono un ampia esplorazione del campo visivo, in direzione orizzontale + che verticale e i movimenti di inseguimento che gli consentono di seguire uno stimolo che si sposta dal centro del suo campo visivo verso la periferia. Il riflesso pupillare indica che il n. è sensibile alle diverse intensità degli stimoli visivi. La coordinazione e convergenza indispensabili per la messa a fuoco degli stimoli e per la percezione della profondità, assenti alla nascita, compaiono poche ore dopo. Inizialmente il n. mette a fuoco solo oggetti vicini (circa 25 cm), a 2-3 mesi percepisce correttamente l ambiente che lo circonda. Il n. presenta una limitazione delle capacità attentive che gli impedisce di prestare attenzione per lungo tempo agli oggetti e alle persone a lui vicini; un grande miglioramento avviene entro i 3 mesi con lo sviluppo della visione binoculare e messa a fuoco degli oggetti con entrambi gli occhi. Percezione cromatica Il b. percepisce le sfumature cromatiche, preferisce i colori + saturi, rosso e blu e sa distinguerli indipendentemente dalla brillantezza. Alla nascita discriminano il rosso, se messo a confronto col verde o blu; a 3 mesi possiedono una buona visione tricromatica, poiché capaci di differenziare 3 tonalità, rosso, blu e verde. A 4 mesi la percezione cromatica somiglia molto a quella adulta. L attenzione focalizzata

20 Nelle prime settimane i n. esplorano visivamente gli stimoli che attirano la loro attenzione, interrompendo l attività di suzione se incuriositi, segno di percezione dei cambiamenti nell ambiente. L attenzione selettiva indica che i n. di meno di 1 settimana preferiscono gli stimoli curvilinei a quelli acuminati, anche se tale preferenza svanisce quando gli stimoli sono collocati su uno sfondo omogeneo. Anche i contorni attirano l attenzione, maggiormente se curvilinei e le figure strutturate e complesse rispetto a quelle uniformi e semplici. L attenzione focalizzata è segno di attività cognitiva: si ritiene che la direzione dello sguardo e i tempi di fissazione nell esplorare uno stimolo indichino un attività cognitiva che seleziona, elabora e immagazzina le info. I n. sono attratti dalla novità dello stimolo e dalla sua complessità ed impiegano + tempo per osservare oggetti complessi rispetto ad uno stimolo già noto o semplice. L elaborazione degli stimoli è + veloce col progredire dell età perché i b. diventano capaci di cogliere la relazione tra le singole unità di informazione e quindi impiegano meno tempo nella percezione dello stimolo. Esistono differenze individuali nelle strategie utilizzate per selezionare ed elaborare lo stimolo: 1. short lookers: b. con tempi di reazione brevi poiché analizzano prima gli aspetti generali e poi quelli particolari; 2. long-lookers: b. che analizzano elemento x elemento con tempi lunghi di fissazione anche se, quando le condizioni dello stimolo sono facilitanti, tale strategia cambia e si comportano come gli short-lookers, quindi come gli adulti -> le caratteristiche dello stimolo influenzano la strategia. L attenzione obbligatoria Consiste nella fissazione protratta a lungo, con concentrazione, nei primi mesi di vita, con difficoltà a distogliere lo sguardo, ciò dimostra il carattere coercitivo che esclude la volontarietà nell esplorazione. In seguito il n. mostra segni di stress, irritabilità e di pianto. I n. sono costretti a fissare gli stimoli a causa della imperfetta coordinazione tra sistema oculomotorio e sistema attenzionale oppure a causa di una incompleta maturazione neuronale. Secondo la prospettiva classica, la coordinazione tra il sistema attenzionale e quello oculomotorio, separati alla nascita, si manifesta in seguito alla maturazione dai 3-4 mesi. L attenzione obbligatoria è causata da un controllo assente o carente, sul sistema oculomotorio, da parte dei meccanismi centrali ancora immaturi alla nascita. Secondo la prospettiva + recente l attenzione obbligatoria è un fenomeno connesso alla comparsa di un secondo circuito neurale che ha lo scopo di inibire l orientamento verso stimoli periferici ed inibisce temporaneamente il controllo oculomotorio.

Lo Sviluppo Fisico e Cerebrale. Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia! 1!

Lo Sviluppo Fisico e Cerebrale. Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia! 1! Lo Sviluppo Fisico e Cerebrale Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1 Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 2 LO SVILUPPO FISICO-CEREBRALE Considerate

Dettagli

Il neonato e i suoi stati I riflessi Il pianto Il sorriso L attenzione La percezione L udito Il gusto e l olfatto

Il neonato e i suoi stati I riflessi Il pianto Il sorriso L attenzione La percezione L udito Il gusto e l olfatto Il neonato e i suoi stati I riflessi Il pianto Il sorriso L attenzione La percezione L udito Il gusto e l olfatto Il periodo neonatale ed i primi mesi di vita sono il momento migliore per verificare l

Dettagli

Fecondazione Gestazione Nascita

Fecondazione Gestazione Nascita Lezione 9 Fecondazione Gestazione Nascita Fecondazione Fecondazione Fecondazione Gestazione Sviluppo prenatale Periodo germinale: fino alla II settimana Periodo embrionale: dalla III alla VIII settimana

Dettagli

SVILUPPO PERCETTIVO diverse modalità percettive

SVILUPPO PERCETTIVO diverse modalità percettive SVILUPPO PERCETTIVO Come il neonato, il bambino e l adolescente utilizzano diverse modalità percettive, di cui sono già dotati alla nascita e che si perfezionano nel corso dello sviluppo Come, grazie ai

Dettagli

PERCEZIONE DELLE FORME

PERCEZIONE DELLE FORME PERCEZIONE DELLE FORME CHE COS'E' LA PERCEZIONE? La percezione consiste nell' assegnare un significato agli stimoli provenienti dagli organi di senso e nell'attribuire ad essi proprietà fisiche: nitidezza

Dettagli

Continuità del comportamento pre- e post- natale

Continuità del comportamento pre- e post- natale Continuità del comportamento pre- e post- natale 1 il feto mostra Movimenti e capacità di coordinazione senso-motoria: riflessi (12-14 sett.); risposte motorie a stimoli tattili (8 sett.), odori, sapori,

Dettagli

SVILUPPO DEL CORPO: l esercizio fisico stimola la respirazione e la circolazione, quindi le cellule sono nutrite meglio, e le loro scorie sono più

SVILUPPO DEL CORPO: l esercizio fisico stimola la respirazione e la circolazione, quindi le cellule sono nutrite meglio, e le loro scorie sono più La motricità nello sviluppo e nel comportamento del bambino Tutti gli autori sono d accordo nel riconoscere che l esercizio fisico ha un importanza fondamentale per lo sviluppo del corpo, della mente e

Dettagli

Crescita. Quantitativa: Moltiplicazione cellulare Volume dell organismo Qualitativa: Differenziazione e sviluppo delle diverse funzioni

Crescita. Quantitativa: Moltiplicazione cellulare Volume dell organismo Qualitativa: Differenziazione e sviluppo delle diverse funzioni Il neonato Crescita Quantitativa: Moltiplicazione cellulare Volume dell organismo Qualitativa: Differenziazione e sviluppo delle diverse funzioni Caratteristiche del neonato Lunghezza: circa 51 cm. Peso:

Dettagli

Psicologia dello Sviluppo

Psicologia dello Sviluppo Psicologia dello Sviluppo DESCRIVE i cambiamenti dell essere umano nei comportamenti e nelle competenze (motorie, percettive, sociali, emotive, comunicativo-linguistiche, cognitive) in funzione del trascorrere

Dettagli

I PRINCIPI MULTIMEDIALI

I PRINCIPI MULTIMEDIALI I PRINCIPI MULTIMEDIALI (dal sito www.nicky.it/materiali%20tic/mayer.doc) Il principio multimediale afferma che gli studenti apprendono meglio dalle parole e dalle immagini piuttosto che solo dalle parole,

Dettagli

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO DUE MODI PER OTTENERE RISPOSTE a tre ordini di domande: QUANDO? Identificazione sequenze di sviluppo COME? Descrizione PERCHÉ? Spiegazione delle differenze 1. MODO SOGGETTIVO

Dettagli

Sviluppo psicomotorio

Sviluppo psicomotorio Sviluppo psicomotorio Sviluppo motorio Sviluppo percettivo sviluppo psicomotorio insieme delle acquisizioni del bambino dalla nascita all età scolare Sviluppo cognitivo L esame dello sviluppo psicomotorio

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA AMPI DI ESPERIENZA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PER I BAMBINI DI 5 ANNI ESPERIENZE

Dettagli

PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI

PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI PROGRAMMAZIONE CURRICOLARE SCUOLA DELL INFANZIA ANNO SCOLASTICO 2014/2015 OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 3, 4, 5 ANNI 3 anni IL SÉ E L ALTRO Supera il distacco dalla famiglia Prende coscienza di sé Sviluppa

Dettagli

BASI delle ATTIVITA MOTORIE

BASI delle ATTIVITA MOTORIE BASI delle ATTIVITA MOTORIE Maria Chiara Gallotta Stanza 59 1 piano palazzo IUSM Tel 06 36733211 mariachiara.gallotta@iusm.it Ricevimento Martedì 10:00-12:00 Le posture e gli schemi motori Posture Schemi

Dettagli

Educazione Pedagogia Didattica in un asilo nido Lo scenario psicologico. Dott.ssa Adriana Lafranconi 11 marzo 2013

Educazione Pedagogia Didattica in un asilo nido Lo scenario psicologico. Dott.ssa Adriana Lafranconi 11 marzo 2013 Educazione Pedagogia Didattica in un asilo nido Lo scenario psicologico Dott.ssa Adriana Lafranconi 11 marzo 2013 PIAGET VYGOTSKY NELSON Bambino diverso dall adulto Bambino diverso dall adulto Continuità

Dettagli

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO SCUOLA DELL INFANZIA

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO SCUOLA DELL INFANZIA IL SE E L ALTRO Il bambino supera serenamente il distacco con la famiglia Conosce e rispetta le prime regole di convivenza E autonomo nelle situazioni di vita quotidiana (servizi igienici, pranzo, gioco)

Dettagli

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Corso di Laurea in Scienze Motorie e dello Sport La formazione e lo sviluppo delle capacità e delle abilità motorie Prof. Maurizio Mondoni LE CAPACITA MOTORIE

Dettagli

IL CALCIO A 5 NELL ATTIVITA DI BASE

IL CALCIO A 5 NELL ATTIVITA DI BASE IL CALCIO A 5 NELL ATTIVITA DI BASE IL BAMBINO I giovani giocatori che frequentano la scuola calcio appartengono alla fascia di età classificata come età evolutiva. La letteratura sociologica identifica

Dettagli

Psicologia dello sviluppo

Psicologia dello sviluppo Psicologia dello sviluppo A cura di Luisa Camaioni Paola Di Blasio Edizioni Il Mulino Sommario: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Lo studio dello sviluppo Lo sviluppo fisico e motorio Lo sviluppo percettivo Lo sviluppo

Dettagli

Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio

Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio Lezione del 7 novembre Prof.ssa De Stasio Indice della lezione: Traccia per lavoro in classe, intervista sulla relazione con l insegnante... 1 Approccio del sopravvivere e fiorire... 1 Integrazione...

Dettagli

LO SVILUPPO PSICOLOGICO

LO SVILUPPO PSICOLOGICO LO SVILUPPO PSICOLOGICO Riguarda i cambiamenti che si verificano nel comportamento e nelle capacità dell individuo col procedere dell età, nell intero ciclo di vita (dalla nascita alla senescenza) TUTTAVIA

Dettagli

LE CAPACITA SENSO PERCETTIVE E LE CAPACITA MOTORIE

LE CAPACITA SENSO PERCETTIVE E LE CAPACITA MOTORIE LE CAPACITA SENSO PERCETTIVE E LE CAPACITA MOTORIE PESARO CORSO I ANNO ROBERTA REGIS CTT MARCHE E UMBRIA FONDAMENTALE DI GIOCO TIRO IN TERZO TEMPO PRE REQUISITI SALTARE LANCIARE RITMO EQUILIBRIO MOBILITA

Dettagli

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA giuseppina.rinaudo@unito..rinaudo@unito.itit SFP 2006 - "Introduzione al corso" V. Montel, M. Perosino, G. Rinaudo 1 Impostazione del corso

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI

ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI ISTITUTO COMPRENSIVO COMPLETO ALESSANDRO MANZONI SAMARATE SCUOLA DELL INFANZIA BRUNO MUNARI PROGRAMMAZIONE PER COMPETENZE CURRICOLO delle ATTIVITA EDUCATIVE Della SCUOLA DELL INFANZIA Anno Scolastico 2012.13

Dettagli

Consigli posturali per il neonato - lattante. Come favorire uno sviluppo simmetrico del capo

Consigli posturali per il neonato - lattante. Come favorire uno sviluppo simmetrico del capo Consigli posturali per il neonato - lattante Come favorire uno sviluppo simmetrico del capo Nel 1992, l American Academy of Pediatrics (AAP) pubblicò alcune raccomandazioni sulla necessità di porre i neonati

Dettagli

THE EVOLUTIONARY PSYCHOLOGY OF FACIAL BEAUTY

THE EVOLUTIONARY PSYCHOLOGY OF FACIAL BEAUTY THE EVOLUTIONARY PSYCHOLOGY OF FACIAL BEAUTY Gillian Rhodes School of Psychology, University of Western Austriala, Crawley, Perth, WA 6009, Austriala, email: gill@psy.uwa.edu.au CHE COSA RENDE UNA FACCIA

Dettagli

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA FINALITA L educazione all affettività rappresenta per l alunno un percorso di crescita psicologica e di consapevolezza della propria identità personale

Dettagli

Il bosco delle sensazioni

Il bosco delle sensazioni Programmazione sezione prima SCUOLA DELL'INFANZIA "VILLA FLAMINIA" A.S. 2015 /2016 Il bosco delle sensazioni INSEGNANTI Maela Avvisati Oriana Riina Tina Iavarone Dimmi e io dimentico Mostrami e io ricordo

Dettagli

Apprendimento. Dispositivo universale degli animali, supportato da una struttura nervosa.

Apprendimento. Dispositivo universale degli animali, supportato da una struttura nervosa. Apprendimento Dispositivo universale degli animali, supportato da una struttura nervosa. Esempio dell ameba: Risponde a stimoli nuovi (adattabilità) Identifica risposte adattive per prove ed errori (acquisizione

Dettagli

PARLARE CON I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI

PARLARE CON I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI PARLARE CON I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI Educare per l autonomia 20 maggio 2013 Elena Giudice l assistente sociale deve parlare con i bambini? Non si tratta di fare un buon lavoro, ma di fare un lavoro

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

PROFILO EDUCATIVO, CULTURALE E PROFESSIONALE DELLO STUDENTE per un bambino di 3/4 anni

PROFILO EDUCATIVO, CULTURALE E PROFESSIONALE DELLO STUDENTE per un bambino di 3/4 anni PROFILO EDUCATIVO, CULTURALE E PROFESSIONALE DELLO STUDENTE per un bambino di 3/4 anni Profilo 3-4 anni Pagina 1 di 7 IL CORPO E IL MOVIMENTO IDENTITA CORPOREA Indica le parti fondamentali del corpo su

Dettagli

Progetto 5 anni. Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Premessa

Progetto 5 anni. Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Premessa Progetto 5 anni Premessa Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco L esplorazione di questi elementi così diversi tra loro rappresenta un occasione per stimolare l immaginazione

Dettagli

La promozione della sicurezza domestica in età evolutiva attraverso attività didattiche di carattere ludico-motorio

La promozione della sicurezza domestica in età evolutiva attraverso attività didattiche di carattere ludico-motorio La promozione della sicurezza domestica in età evolutiva attraverso attività didattiche di carattere ludico-motorio Monica Magnone Coordinatore Educazione Fisica e Sportiva - Ufficio Scolastico XII Verona

Dettagli

Programmazione annuale 2010-2011 Scuola dell infanzia di Coniolo. LA CONOSCENZA DEL MONDO (Ordine, misura, spazio, tempo, natura)

Programmazione annuale 2010-2011 Scuola dell infanzia di Coniolo. LA CONOSCENZA DEL MONDO (Ordine, misura, spazio, tempo, natura) Programmazione annuale 2010-2011 Scuola dell infanzia di Coniolo LA CONOSCENZA DEL MONDO (Ordine, misura, spazio, tempo, natura) Raggruppare e ordinare Confrontare e valutare quantità Utilizzare semplici

Dettagli

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA La RACHIALGIA, nome scientifico del mal di schiena, si colloca tra le patologie più diffuse, colpendo in modo democratico persone di tutte le età, di tutte le categorie professionali e di tutte le tipologie.

Dettagli

Programmazione annuale scuola dell infanzia a. s. 2015 / 2016. Periodo : Settembre / Ottobre / Novembre

Programmazione annuale scuola dell infanzia a. s. 2015 / 2016. Periodo : Settembre / Ottobre / Novembre Programmazione annuale scuola dell infanzia a. s. 2015 / 2016 Campi di esperienza coinvolti Periodo : Settembre / Ottobre / Novembre Il sé e l altro Il corpo in movimento Linguaggi,creatività espressione-

Dettagli

IL GIOCO. La natura vuole che i bambini siano bambini prima di diventare adulti. (J.J.ROUSSEAU)

IL GIOCO. La natura vuole che i bambini siano bambini prima di diventare adulti. (J.J.ROUSSEAU) IL GIOCO La natura vuole che i bambini siano bambini prima di diventare adulti. (J.J.ROUSSEAU) Il gioco insegna a muoversi, a immaginare, a pensare (M. LAENG) Lo sport ed il gioco sono elementi fondamentali

Dettagli

Lo sviluppo emotivo e relazionale. Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1!

Lo sviluppo emotivo e relazionale. Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1! Lo sviluppo emotivo e relazionale Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1! Che cos è un emozione? EMOZIONE Esperienza complessa, multidimensionale, che svolge un ruolo

Dettagli

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA DIPARTIMENTO DI RIABILITAZIONE

COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA DIPARTIMENTO DI RIABILITAZIONE COME COMBATTERE IL MAL DI SCHIENA DIPARTIMENTO DI RIABILITAZIONE Struttura Semplice Dipartimentale Rieducazione Funzionale Ospedale Albenga/Territorio Albenganese Responsabile Dssa. Anna Maria Amato 2

Dettagli

DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007)

DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007) DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007) Capitolo 1 Funzioni mentali FUNZIONI CORPOREE Funzioni mentali globali (b110-b139) b110 Funzioni della coscienza b114 Funzioni dell orientamento

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

UDA n:1 In equilibrio tra arte, musica e movimento

UDA n:1 In equilibrio tra arte, musica e movimento PIANO PROGRAMMATICO DI SVILUPPO DELLE UDA DEI LINGUAGGI ESPRESSIVI (Arte, musica, ed. fisica) Classi Seconde NUMERO UDA UDA N.1 TITOLO In equilibrio tra arte, musica e movimento PERIODO ORIENTATIVO DI

Dettagli

Progetto di educazione Psicomotoria per la Scuola dell Infanzia

Progetto di educazione Psicomotoria per la Scuola dell Infanzia Progetto di educazione Psicomotoria per la Scuola dell Infanzia 1 Società Cooperativa Sociale OLINDA o.n.l.u.s. 1 Progetto di educazione Psicomotoria per la Scuola dell Infanzia 1. Premessa 2. Linee di

Dettagli

Psicologia dello sviluppo Dott.ssa Germana Castoro germanacastoro@gmail.com

Psicologia dello sviluppo Dott.ssa Germana Castoro germanacastoro@gmail.com Psicologia dello sviluppo Dott.ssa Germana Castoro germanacastoro@gmail.com 1 Programma Finalità Il corso si propone di introdurre lo studente alla conoscenza dei principali temi affrontati dalla psicologia

Dettagli

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine.

Le principali differenze psicologiche, comportamentali e di ruolo tra maschi e femmine. Dott.ssa Panaghia Facchinelli, Pedagogista clinica Tel 348-8742827 panaghia@email PERCORSO DI EDUCAZIONE ALL AFFETTIVITA E ALLA SESSUALITA Questo progetto di educazione all affettività e sessualità è rivolto

Dettagli

Disturbi specifici di apprendimento su base disprattica: LA DISGRAFIA

Disturbi specifici di apprendimento su base disprattica: LA DISGRAFIA Disturbi specifici di apprendimento su base disprattica: LA DISGRAFIA Castelfranco Emilia 10/03/2008 Dr.ssa Roberta Leonetti Neuropsichiatra Infantile Anna Maggiani ortottista Scrittura: Apprendimento

Dettagli

La sensorialità del bambino. La prossima volta che leggi un libro, fermati per un momento e ammira la straordinaria

La sensorialità del bambino. La prossima volta che leggi un libro, fermati per un momento e ammira la straordinaria La sensorialità del bambino La prossima volta che leggi un libro, fermati per un momento e ammira la straordinaria capacità del cervello di svolgere un compito intricato. Elaborare l informazione e coordinare

Dettagli

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative;

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; INDICE Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; - LE LINEE DI METODO, che individuano le esperienze di apprendimento,

Dettagli

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali

SCIENZE. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (dalle Indicazioni Nazionali) AL TERMINE DELLA CLASSE TERZA. Esplorare e descrivere oggetti e materiali SCIENZE CLASSE 1 a TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO INDICATORI DI VALUTAZIONE (Stabiliti dal Collegio Docenti) AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA AL TERMINE DELLA CLASSE

Dettagli

L OGGETTO TRANSIZIONALE

L OGGETTO TRANSIZIONALE Istituto di Alta Formazione Roma Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dinamica breve L OGGETTO TRANSIZIONALE Dott.ssa Porto Immacolata 1 Premessa Vieni al mondo in modo creativo,crea il mondo; è

Dettagli

ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO Docenti: Dott. A. Gautiero, Dott. R. Saraò LEZIONE 1 Programma completo Introduzione Lezione 1 Lezione 2 Lezione 3 Lezione 4 Lezione 5 Lezione 6 Lezione 7 Lezione

Dettagli

PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PIANO PROGETTUALE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA PREMESSA La Scuola dell Infanzia offre a ciascun bambino un ambiente di vita e di cultura, un luogo di apprendimento e di crescita dalle forti connotazioni

Dettagli

APPARATO SESSUALE MASCHILE E FEMMINILE

APPARATO SESSUALE MASCHILE E FEMMINILE APPARATO SESSUALE MASCHILE E FEMMINILE ANATOMIA 2 Il corpo umano è costituito da organi ed apparati uguali tra maschi e femmine ad esclusione dell apparato riproduttivo. L apparato riproduttivo è composto

Dettagli

ALLEGATO 1 ANNO SCOLASTICO 20013/14 F.S. AREA 1 GRIGLIE DI VALUTAZIONE SCUOLA DELL INFANZIA :

ALLEGATO 1 ANNO SCOLASTICO 20013/14 F.S. AREA 1 GRIGLIE DI VALUTAZIONE SCUOLA DELL INFANZIA : ALLEGATO 1 ANNO SCOLASTICO 20013/14 F.S. AREA 1 GRIGLIE DI VALUTAZIONE SCUOLA DELL INFANZIA : GRIGLIA PER LA VALUTAZIONE DEI PROCESSI DI MATURAZIONE GRIGLIA PER LA VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI PER I

Dettagli

LO SVILUPPO DEL CERVELLO MUSICALE

LO SVILUPPO DEL CERVELLO MUSICALE MUSICA, CORPO E CERVELLO (PARTE SECONDA) PROF. MAURIZIO PISCITELLI Indice 1 LO SVILUPPO DEL CERVELLO MUSICALE ------------------------------------------------------------------------ 3 2 NEUROLOGIA DELLA

Dettagli

LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO

LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO Le varie teorie della riabilitazione motoria Nel corso degli anni si sono sviluppate varie teorie: Teoria motivazionale : è usata

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA ORGANIZZAZIONE CURRICOLARE

SCUOLA PRIMARIA ORGANIZZAZIONE CURRICOLARE SCUOLA PRIMARIA ORGANIZZAZIONE CURRICOLARE ITALIANO termine della classe L alunno partecipa a scambi comunicativi con compagni e adulti. Legge e comprende brevi testi con correttezza e rapidità; dimostra

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. PASCOLI TRAMONTI (SA) ARTE E IMMAGINE Classe 1

ISTITUTO COMPRENSIVO G. PASCOLI TRAMONTI (SA) ARTE E IMMAGINE Classe 1 ARTE E IMMAGINE - Decodificare una sequenza d immagini; - Discriminare uguaglianze e differenze; - Percepire la figura-sfondo; - Eseguire riproduzioni di figure rispettando le relazioni spaziali; - Discriminare

Dettagli

L origine della vita si ha nell incontro tra due cellule specializzate: uno Spermatozoo (Maschile) e un Ovulo (Femminile), chiamati Gameti

L origine della vita si ha nell incontro tra due cellule specializzate: uno Spermatozoo (Maschile) e un Ovulo (Femminile), chiamati Gameti L origine della vita si ha nell incontro tra due cellule specializzate: uno Spermatozoo (Maschile) e un Ovulo (Femminile), chiamati Gameti L ovulo prima del concepimento: solo uno di questi spermatozoi

Dettagli

Metodo Tomatis a 432 hz

Metodo Tomatis a 432 hz Difficoltà di apprendimento e problemi nel linguaggio Le difficoltà di apprendimento sono molteplici e sempre più diffuse, ma soprattutto è in aumento il numero di bambini che ne sono affetti. Queste difficoltà

Dettagli

LABORATORIO: GRUPPO COCCODRILLI

LABORATORIO: GRUPPO COCCODRILLI LABORATORIO: GRUPPO COCCODRILLI ETÀ 3 ANNI tot. Bambini 25 M 14 F 11 TEMPO: gennaio-maggio 2013 SPAZIO: aula delfini INSEGNANTI: Chiara-Maria Teresa La consapevolezza che il bambino di tre anni percepisce

Dettagli

La comunicazione e il linguaggio

La comunicazione e il linguaggio Linguaggio = sistema di simboli, suoni, significati e regole per la loro combinazione che costituisce la modalita primaria di comunicazione tra gli esseri umani Caratteristiche fondamentali del linguaggio:

Dettagli

Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono:

Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono: Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono: 1. CONSOLIDAMENTO DELL IDENTITA : Imparare a sentirsi bene e a sentirsi sicuri nell affrontare nuove esperienze in un ambiente

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI FESTE E RICORRENZE Le feste rappresentano esperienze belle e suggestive da vivere e ricordare per

Dettagli

Istituto Comprensivo Gandhi as 2014-15 Curricolo ARTE E IMMAGINE Scuola Infanzia Campo di esperienza: Immagini, suoni e colori

Istituto Comprensivo Gandhi as 2014-15 Curricolo ARTE E IMMAGINE Scuola Infanzia Campo di esperienza: Immagini, suoni e colori Istituto Comprensivo Gandhi as 2014-15 Curricolo ARTE E IMMAGINE Scuola Infanzia Campo di esperienza: Immagini, suoni e colori TRAGUARDI DI COMPETENZA Comunicare, esprimere emozioni, raccontare, utilizzando

Dettagli

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Obiettivo: Fornire conoscenze relative alla comunicazione tra istruttore e allievo e strategie funzionali

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA anno scolastico 2013 2014 1 CLASSE PRIMA ITALIANO - Ascoltare, comprendere

Dettagli

PIANO PROGRAMMATICO DI SVILUPPO DELLE UDA DEI LINGUAGGI ESPRESSIVI (Arte, musica, ed. fisica) Classi Quarte NUMERO UDA TITOLO PERIODO ORIENTATIVO

PIANO PROGRAMMATICO DI SVILUPPO DELLE UDA DEI LINGUAGGI ESPRESSIVI (Arte, musica, ed. fisica) Classi Quarte NUMERO UDA TITOLO PERIODO ORIENTATIVO PIANO PROGRAMMATICO DI SVILUPPO DELLE UDA DEI LINGUAGGI ESPRESSIVI (Arte, musica, ed. fisica) Classi Quarte NUMERO UDA TITOLO PERIODO ORIENTATIVO DI SVILUPPO UDA N.1 Di colore in colore a suon di musica

Dettagli

I DISCORSI E LE PAROLE

I DISCORSI E LE PAROLE I DISCORSI E LE PAROLE TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE 1. Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati

Dettagli

6 Aspetti psicologici e relazionali nel bambino sordo a cura di Raffaella Carchio psicologa

6 Aspetti psicologici e relazionali nel bambino sordo a cura di Raffaella Carchio psicologa 6 Aspetti psicologici e relazionali nel bambino sordo a cura di Raffaella Carchio psicologa Da un punto di vista psicologico, l udito è il senso che contribuisce alla formazione dei primi legami relazionali

Dettagli

Lezione 6: Il comportamentismo di Skinner

Lezione 6: Il comportamentismo di Skinner Lezione 6: Il comportamentismo di Skinner Stefano Ghirlanda Email docente: stefano.ghirlanda@unibo.it Mailing list: stefano.ghirlanda.storiapsico@studio.unibo.it Ricevimento: Cesena: mer 14:30 16:30 (a

Dettagli

Sezioni VERDE e GIALLA PROGETTO ALIMENTAZIONE COSA MANGIO OGGI?

Sezioni VERDE e GIALLA PROGETTO ALIMENTAZIONE COSA MANGIO OGGI? Sezioni VRD e GIALLA PROGTTO ALIMNTAZION COSA MANGIO OGGI? IL Bruco Maisazio, personaggio che ha accompagnato i bambini nel progetto di continuità nido-infanzia, quest anno ci porterà alla scoperta dei

Dettagli

MODULO 14: L individuazione e le traiettorie di sviluppo

MODULO 14: L individuazione e le traiettorie di sviluppo MODULO 14: L individuazione e le traiettorie di sviluppo - L individualità - Lo sviluppo dell identità di genere - La costruzione e lo sviluppo del sé - Continuità e discontinuità nello sviluppo - Traiettorie

Dettagli

Psicologia dello sviluppo

Psicologia dello sviluppo Psicologia dello sviluppo 11 marzo 2008 Stefano De Vecchi 1 Jean Piaget (1896 1980) 2 Evoluzione determinata (sincronicità) Convergenza biologica Dimensione cognitiva 3 Punti nodali della teoria Piagetiana

Dettagli

Unità d apprendimento IL TEMPO CORRE E VA

Unità d apprendimento IL TEMPO CORRE E VA MOTIVAZIONE Istituto Comprensivo Gallicano nel Lazio Unità d apprendimento IL TEMPO CORRE E VA La dimensione del tempo, come quella dello spazio, nella società di oggi è stravolta dalla modalità e dalla

Dettagli

TABELLE PER LA RILEVAZIONE DEI DATI AI FINI DELLA COMPILAZIONE DEL P.E.I. Aspetti comportamentali

TABELLE PER LA RILEVAZIONE DEI DATI AI FINI DELLA COMPILAZIONE DEL P.E.I. Aspetti comportamentali TABELLE PER LA RILEVAZIONE DEI DATI AI FINI DELLA COMPILAZIONE DEL P.E.I. Aspetti comportamentali Struttura della personalità sociale Affettività sì no data sì no data mostra indifferenza per ciò che sperimenta

Dettagli

SCHEDA VALUTAZIONE DOCUMENTO SOGGETTO A REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA

SCHEDA VALUTAZIONE DOCUMENTO SOGGETTO A REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA titolo documento SCHEDA VALUTAZIONE DOCUMENTO SOGGETTO A REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA SCOPO e CAMPO DI APPLICAZIONE Il presente modulo costituisce la scheda da utilizzare per la valutazione del processo

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 La programmazione educativa, redatta dal Presidente del Gruppo H e stilata dalla Docente F/S per le attività a sostegno

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

PRIMO ISTITUTO COMPRENSIVO di PALAZZOLO S/O via Zanardelli n.34 Anno scolastico 2014/2015

PRIMO ISTITUTO COMPRENSIVO di PALAZZOLO S/O via Zanardelli n.34 Anno scolastico 2014/2015 PRIMO ISTITUTO COMPRENSIVO di PALAZZOLO S/O via Zanardelli n.34 Anno scolastico 2014/2015 CURRICOLI DISCIPLINARI SCUOLA DELL INFANZIA e PRIMO CICLO di ISTRUZIONE Percorso delle singole discipline sulla

Dettagli

SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE

SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE ANALISI DELLO SVILUPPO PSICOMOTORIO ED EMOTIVO/AFFETTIVO PROF. JOSE ALBERTO FREDA ATTO

Dettagli

CORPO MOVIMENTO SPORT CLASSE PRIMA ANNO SCOLASTICO 2013/2014

CORPO MOVIMENTO SPORT CLASSE PRIMA ANNO SCOLASTICO 2013/2014 ICTORRIMPIETRA CORPO MOVIMENTO SPORT CLASSE PRIMA ANNO SCOLASTICO 2013/2014 A. IL CORPO E LE FUNZIONI SENSO-PERCETTIVE L alunno/a acquisisce consapevolezza di sé attraverso l ascolto e l osservazione del

Dettagli

Fasi dei processi sensoriali

Fasi dei processi sensoriali Il sistema visivo Fasi dei processi sensoriali Sebbene i sistemi sensoriali siano diversi vi sono tre fasi comuni a tutti: la presenza di uno stimolo fisico una serie di eventi attraverso i quali lo stimolo

Dettagli

I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA. Introduzione

I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA. Introduzione I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA Introduzione Con il termine malattia cronica si intende una malattia che persista per un periodo di tempo prolungato, che non abbia sostanziali prospettive di guarigione,

Dettagli

La validità. La validità

La validità. La validità 1. Validità interna 2. Validità di costrutto 3. Validità esterna 4. Validità statistica La validità La validità La validità di una ricerca ci permette di valutare se quello che è stato trovato nella ricerca

Dettagli

Il ciclo del sonno è molto più di una procedura acceso/spento, poiché questo ritmo è legato al flusso di molti processi fisiologici e psicologici

Il ciclo del sonno è molto più di una procedura acceso/spento, poiché questo ritmo è legato al flusso di molti processi fisiologici e psicologici Box. 3.1-3.2-3.3 Il ciclo del sonno è molto più di una procedura acceso/spento, poiché questo ritmo è legato al flusso di molti processi fisiologici e psicologici Le onde della veglia Quando l individuo

Dettagli

1) FIBRE ROSSE A CONTRAZIONE LENTA (Tipo I) 2) FIBRE BIANCHE INTERMEDIE (Tipo IIa) 3) FIBRE BIANCHE A CONTRAZIONE RAPIDA (Tipo IIb)

1) FIBRE ROSSE A CONTRAZIONE LENTA (Tipo I) 2) FIBRE BIANCHE INTERMEDIE (Tipo IIa) 3) FIBRE BIANCHE A CONTRAZIONE RAPIDA (Tipo IIb) LE FIBRE MUSCOLARI La fibra muscolare è considerata l' unità funzionale del muscolo scheletrico o, più semplicemente, una delle tante cellule che lo compongono. Ogni muscolo è infatti formato da un certo

Dettagli

EDUCAZIONE MOTORIA INDICATORE (CATEGORIA) IL CORPO E LA SUA RELAZIONE

EDUCAZIONE MOTORIA INDICATORE (CATEGORIA) IL CORPO E LA SUA RELAZIONE EDUCAZIONE MOTORIA INDICATORE (CATEGORIA) IL CORPO E LA SUA RELAZIONE INFANZIA L alunno raggiunge una buona autonomia personale nell'alimentarsi e nel vestirsi, conosce il proprio corpo e le diverse parti

Dettagli

Curricolo Scuola Infanzia

Curricolo Scuola Infanzia Curricolo Scuola Infanzia CHIAVE COMPETENZA SOCIALE E CIVICA Riconosce ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d animo propri e altrui. Acquisire consapevolezza

Dettagli

Il massaggio del bambino non è una tecnica, è un modo di stare con il proprio bambino.

Il massaggio del bambino non è una tecnica, è un modo di stare con il proprio bambino. A.I.M.I SSO Il massaggio del bambino non è una tecnica, è un modo di stare con il proprio bambino. Il massaggio del bambino è un antica tradizione presente nella cultura di molti paesi. Recentemente è

Dettagli

Standard per la determinazione delle competenze Classe2^ - Scuola Primaria

Standard per la determinazione delle competenze Classe2^ - Scuola Primaria ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA DI I GRADO Via Leopardi 002 Certaldo (Firenze) - tel. 011223-0112 - 0131 - fax. 0131 E-mail:FIIC200@istruzione.it - sito web: www.ic-certaldo.it

Dettagli

Educare alle emozioni: il Ruolo dei genitori. 21 Novembre 2014 Comune di Villa Guardia Dott.ssa Valerie Moretti

Educare alle emozioni: il Ruolo dei genitori. 21 Novembre 2014 Comune di Villa Guardia Dott.ssa Valerie Moretti Educare alle emozioni: il Ruolo dei genitori 21 Novembre 2014 Comune di Villa Guardia Dott.ssa Valerie Moretti In passato non era necessario che i padri e le madri favorissero lo sviluppo emotivo dei bimbi.

Dettagli

IL CERVELLO E IL SUO SVILUPPO. Generazione In- Dipendente

IL CERVELLO E IL SUO SVILUPPO. Generazione In- Dipendente IL CERVELLO E IL SUO SVILUPPO Il Cervello e il suo sviluppo IL SISTEMA NERVOSO CENTRALE E PERIFERICO Il Sistema Nervoso (SN) viene suddiviso in due parti, che svolgono funzioni specifiche e agiscono sinergicamente

Dettagli

Stadi di veglia. Veglia attiva. Veglia rilassata

Stadi di veglia. Veglia attiva. Veglia rilassata Stadi di veglia Veglia attiva onde rapide, irregolari e desincronizzate onde beta con elevate frequenza e bassa ampiezza caratteristiche degli stati di arousal Veglia rilassata onde più lente e regolari

Dettagli

La nostra idea di bambino...

La nostra idea di bambino... Conservare lo spirito dell infanzia Dentro di sé per tutta la vita Vuol dire conservare la curiosità di conoscere Il piacere di capire La voglia di comunicare (Bruno Munari) CITTÀ DI VERCELLI Settore Politiche

Dettagli

Programmazione educativo-didattica anno scolastico 2013-2014 SCIENZE CLASSE PRIMA PRIMARIA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE.

Programmazione educativo-didattica anno scolastico 2013-2014 SCIENZE CLASSE PRIMA PRIMARIA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE. Istituto Maddalena di Canossa Corso Garibaldi 60-27100 Pavia Scuola dell Infanzia Scuola Primaria Scuola Secondaria di 1 grado Programmazione educativo-didattica anno scolastico 2013-2014 SCIENZE CLASSE

Dettagli

Riconoscere lo stato di incoscienza. Saper effettuare manovre su pazienti incoscienti. Saper riconoscere un paziente in stato di shock

Riconoscere lo stato di incoscienza. Saper effettuare manovre su pazienti incoscienti. Saper riconoscere un paziente in stato di shock Corso Base per Aspiranti Volontari della CROCE ROSSA ITALIANA INFORTUNATO INCOSCIENTE SHOCK OBIETTIVO DELLA LEZIONE Riconoscere lo stato di incoscienza Saper effettuare manovre su pazienti incoscienti

Dettagli

ESERCIZI PER LA MOTRICITÀ FINE DELLA MANO a cura di Loredana Soldini (loredana.soldini@tiscali.it)

ESERCIZI PER LA MOTRICITÀ FINE DELLA MANO a cura di Loredana Soldini (loredana.soldini@tiscali.it) A.E.D. ESERCIZI PER LA MOTRICITÀ FINE DELLA MANO a cura di Loredana Soldini (loredana.soldini@tiscali.it) La mano con la sua capacità di opporre il pollice all indice e alle altre dita rappresenta una

Dettagli