IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 In questo numero :

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1 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 In questo numero : La pesca nel La fame BPCO malattia Mar Ligure nel mondo silenziosa L approvvigion amento idrico Sommario Pagina 4 Pagina 5 Pagina 8 Pagina 10 Produzione di carne e cereali I cereali sono piante appartenenti alla famiglia delle graminacee, coltivate per ricavare chicchi e semi da utilizzare come alimento per produrre farina da trasformare in pasta o pane. La foresta pluviale 2 Gli OGM:vantaggi e svantaggi 3 La pesca nel Mar Ligure 4 La fame nel mondo 5 Il nostro equilibrio energetico 6 Quante persone può sostenere la Terra? BPCO: malattia silenziosa 8 Il trasporto del cibo 9 L approvvigionamento idrico 10 We feed the world 11 La sardenaira:specialità ligure 12 7 In molti paesi rappresentano l alimento principale della dieta della popolazione umana. I cereali più prodotti sono: Mais, che è uno dei principali cibi delle popolazioni nel Nord e Sud America e in Africa; Frumento, che è la principale fonte energetica per le regioni a clima temperato, si coltiva maggiormente in Emilia-Romagna e Puglia; Riso, che è il cereale principale per le regioni a clima tropicale. Troviamo poi: Orzo, Sorgo, Miglio, Avena, Segale, Triticale, Grano Saraceno, Fonio e Quinoa. La carne è la materia organica costituente gli animali. In Italia si mangiano a testa, in media, 92 chili di carne all anno (di cui 23 di carne bovina). Il consumo di grandi quantità di carne può portare all obesità o a malattie del cuore. Carne rossa e carne conservata sono state associate ad un più alto rischio di cancro ai polmoni, esofago, fegato e colon. Giada Spina PAGINA 1

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3 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 La foresta pluviale Una meraviglia flagellata dal continuo abbattimento di alberi La foresta pluviale è uno dei più interessanti biomi del pianeta. Essa è localizzata nella fascia più soleggiata del nostro pianeta: l equatore, da cui il nome di foresta equatoriale. La possiamo trovare in tre differenti continenti : sud-est asiatico, Africa centrale e A- merica meridionale. Ma parliamo ora della parte fondamentale della zona equatoriale: la foresta pluviale. Quella Amazzonica, è la più estesa del globo, e raggiunge ben 10 stati. È interamente attraversata dal Rio delle Amazzoni: il secondo corso d acqua più lungo al mondo. La vegetazione molto fitta è costituita da quattro differenti strati, catalogati dal basso verso l alto: Lo strato più basso è costituito da piante che arrivano a 1-1,5 metri d altezza: il sottobosco. Il secondo strato è formato da piante legnose, che possono arrivare alla misura di 3-5 metri. Il terzo strato, cominciamo a trovare alberi alti decine di metri, che riescono a fuoriuscire dal manto delle fronde e assorbire la luce. Nell ultimo strato troviamo la porzione di vegetazione detta parte emergente. Tra tutte le specie vegetali c è una gran competizione per la luce: infatti, se gli alberi più alti possono contare su luce e sull impollinazione tramite il vento, le piante più basse hanno dovuto utilizzare la bellezza ed il profumo dei fiori come strategia, per attirare gli animali impollinatori. Ora però, molte di queste piante sono in pericolo. La foresta è una regione ricca di terre pianeggianti e legname, l ideale per un agricoltura su larga scala,. Tuttavia, gli alberi sono un ostacolo e molti imprenditori senza scrupoli, hanno fatto abbattere o bruciare ettari ed ettari di foresta, spesso incontaminata. E dopo che il terreno si è esaurito ecco che un altro ettaro qua e là vengono deforestati. Ciò non ha solo portato danni alla flora, ma in particolare alla fauna, la quale, direttamente o meno, n è dipendente. Le fabbriche costruite in questi territori, inoltre, scaricano nei fiumi sostanze nocive. Animali rari come il delfino rosa del Rio sono a rischio di estinzione. Per non parlare dell impatto nei confronti delle popolazioni indigene le quali sono sfruttate nelle industrie o vengono scacciate. È vero che anche loro usavano questo metodo per avere campi coltivabili, ma il loro numero era talmente esiguo che non portavano danni all ambiente e non producevano sostanze inquinanti. I governi locali hanno sempre cercato di ovviare a tale problema, ma il giro d affari è tale che spesso loro stessi ne sono coinvolti. Solo il presidente brasiliano Lula nell ultimo decennio, ha restituito le terre agli indigeni e arrestato gli eco-terroristi, ma la strada è ancora lunga e la foresta non può aspettare i nostri comodi. Alberto Remus PAGINA 2

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5 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo2011 OGM: Organismi Geneticamente Modificati vantaggi e svantaggi Si chiamano cibi geneticamente modificati (Ogm), fanno parte dell alimentazione umana da una decina d anni e sono un vero pomo della discordia. Per la prima volta in agricoltura il miglioramento di una pianta non avviene attraverso i metodi tradizionali, ma inserendo direttamente nel Dna un gene che può appartenere a un altra specie, per ottenere, per esempio, la resistenza ai parassiti o una maggiore produttività, oppure piante che compiono il loro ciclo vitale in un tempo minore rispetto a quello necessario in natura. PRO DEGLI OGM possibilità di ottenere organismi in grado di resistere in particolari condizioni climatiche, inattaccabili ai pesticidi o che non necessitino di anti-parassitari, con grande risparmio di denaro, tempo e aumento di rendimento. possibilità di trovare una soluzione al problema della fame nei paesi sottosviluppati, grazie all adozione di piante resistenti alle più dure condizioni climatiche. riduzione dell inquinamento da pesticidi o fertilizzanti. CONTRO DEGLI OGM riduzione della biodiversità, cioè della varietà di codice genetico dei vari esseri viventi sulla Terra. perdita della maggioranza di specie e varietà naturali ognuna adatta ad un determinato territorio, clima, risorse idriche, ecc. Inquinamento genetico: un gene impiantato su un organismo potrebbe, una volta che questo è stato inserito nell ambiente, diventare parte del patrimonio genetico di un altro, con conseguenze imprevedibili e non sempre piacevoli ( tipo una pianta parassitaria resistente ai pesticidi!). Possibile collegamento tra tumori infantili e non, sterilità, allergie e alimentazione a base di OGM Dipendenza economica dalle multinazionali che li detengono poiché i semi modificati geneticamente vengono brevettati, spesso resi sterili, quindi non utilizzabili per una moltiplicazione degli stessi privatamente, obbligando i contadini a riacquistarli ogni anno. COS E LA BIODIVERSITA? E la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi. Una varietà incredibile di organismi, piccolissimi o meno, piante, animali ed ecosistemi tutti legati l uno all altro, tutti indispensabili, frutto di 3 miliardi e mezzo di anni di evoluzione. Anche noi facciamo parte della biodiversità. L anno 2010 è stato proclamato dall ONU Anno Internazionale della Biodiversità. PIANO DI AZIONE DELL UNIONE EU- ROPEA A FAVORE DELLA BIODIVERSITA I leader europei si sono accordati sull obiettivo di preservare e fermare la perdita di biodiversità in Europa entro il 2010, e andare ovviamente oltre questa data. Una serie di politiche a livello nazionale, comunitario e paneuropeo sta contribuendo a tale obiettivo. Molte politiche si concentrano su provvedimenti di protezione specifici per specie e habitat chiave. Però, se si vuole gestire la biodiversità in modo sostenibile, è importante integrare le esigenze della biodiversità nello sviluppo e nell attuazione di politiche settoriali. Gloria Gamba PAGINA 3

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7 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 La pesca nel mar Ligure Quali sono i tipi di pesca in Liguria? I tipi di pesca praticati nella nostra regione sono la pesca con reti, per la cattura di acciughe e sardine, pesca a strascico, soprattutto calamari, seppie e sogliole di cui la Liguria è ricchissima, reti da posta, per la pesca di naselli, occhialoni. Sciabica da spiaggia principalmente per la pesca tradizionale del cicerello e del bianchetto. Anche la pesca dell'orata è molto praticata, soprattutto dalla riva ma anche dalla barca, con la tecnica del bolentino o con il palamito (esche utilizzate gamberetti, totani e seppie). L'orata di mare è uno dei piatti tipici che non può mancare nella cucina ligure! Particolarmente diffusa è la pesca a traina, nonché la tecnica del drifting, per la cattura di boniti, palamite, tonnetti, lampughe e cavalle. Questa tecnica di pesca è praticata principalmente in autunno, quando davanti alle coste Liguri c'è il passaggio dei pesci predatori che si concentrano nella caccia alle acciughe, che per difesa si raccolgono nelle famose bolle, visibili a occhio nudo. Per finire, non può mancare l'antichissima pesca della tonnara di Camogli, sistema di pesca a reti fisse calate a circa 400 metri da Camogli, praticata fin dai primi del I regolamenti per pescare in modo corretto nel nostro mare! Per cominciare si conferma il divieto sancito dalla legge italiana di pescare pesci inferiori a 7 cm, così come è confermata la misura minima italiana per i seguenti pesci, ricordando che il pesce va misurato a bocca chiusa. Ecco l'elenco dei pesci e dei periodi in cui è vietato pescarli : Saraghi di tutte le specie cm 15 Acciughe cm 9 Rana pescatrice cm 30 Pagelli (tutte le specie del pagello) cm 12 Suro di tutte le specie cm 12 Spigola cm 23 Cernia di tutte le specie cm 45 Nasello e merluzzo argentato cm 20 Cefali di tutte le specie cm 20 Triglia di fango e scoglio cm 11 Pagro cm 18 Cernia di fondale (o dotto) cm 45 Sgombro cm 18 sogliola cm 20 Tonno rosso, cattura massima consentita settimanalmente un solo tonno per ciascuna imbarcazione cm 70 Pesce spada(la misura va effettuata dalla punta della spada alla punta della coda), lo spada novello e vietato pescarlo durante i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre cm 140 Orate cm20 Storione cm 60 Storione ladano cm 100 Anguilla e Palamita cm 25 Alalonga cm 40 Tonnetto * cm 30 Ghiozzo "go" cm 12 Passera pianuzza cm 15 Storione comune divieto permanente di cattura detenzione e trasporto Federica Giacchino PAGINA 4

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9 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N La fame nel mondo Sono 800 milioni le persone, da un emisfero all'altro, che soffrono di fame. E non basta, perché la malnutrizione riguarda un numero ben superiore di persone: oltre due miliardi. l'80% della popolazione Africana soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle. I1 mondo è pieno di affamati perché le risorse alimentari sono mal distribuite: bisognerebbe quindi sviluppare l'agricoltura nelle zone più povere insegnando loro le nuove tecnologie utilizzate nei paesi industrializzati e proteggere le economie delle zone più povere. Ma questo non è abbastanza perchè nel mondo i dislivelli tra popolazioni povere e ricche è troppo smisurato..e i paesi ricchi lo diventeranno sempre più a scapito di quelli poveri che resteranno tali. È allarme rosso anche per la situazione infanzia nel mondo : Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per problemi legati alla malnutrizione e questo grosso problema sfocia in altri sempre molto gravi come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale. Oltre 600 milioni,sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola. Secondo le ricerche della Global Humanitaria un bambino africano può avere un futuro con soli 25 euro al mese ovvero circa 80 centesimi al giorno con i quali potrà mangiare e vestirsi. Quindi Tutti gli uomini devono e possono battersi per la tutela dei diritti umani, troppo spesso violati aiutando queste popolazioni con piccolissimi contributi che comportano però un grande fututo. Luca Greco PAGINA 5

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11 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 Il nostro equilibrio energetico dattamento evolutivo e siamo impreparati sia dal punto di vista comportamentale che biologico. Al giorno d oggi tendiamo a mangiare il più possibile e a fare poca attività fisica, e le nostre cellule non operano correttamente quando l energia è in eccesso. Lo studio dell energomica si concentra sui mitocondri, gli organuli delle cellule che gestiscono il metabolismo energetico: il loro DNA contiene geni responsabili di varie patologie come l obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete, il cancro e alcune forme di sordità. Per trattare queste patologie si studiano farmaci in grado di intervenire nel metabolismo energetico della cellula. La chiave del funzionamento del nostro organismo sta nell equilibrio tra l energia che assumiamo attraverso il cibo e quella che consumiamo con i processi biologici e l attività fisica. Da qui nasce una nuova disciplina detta energomica, che indaga il nesso tra i meccanismi alla base di questo equilibrio e l insorgere di numerose patologie e studia il metabolismo energetico sia a livello generale dell organismo, sia a livello cellulare. problemi nascono quando l equilibrio viene meno perché l energia in ingresso non è sufficiente al fabbisogno, oppure è troppa e difficile da smaltire. Il nostro metabolismo si è adattato ad affrontare la scarsità di energia nel corso di una lunga storia evolutiva. Non siamo invece attrezzati a gestire l eccessiva disponibilità alimentare che riguarda oggi i paesi ricchi. Il cambiamento ambientale è stato troppo rapido per un a- I mitocondri sono coinvolti anche nei processi di invecchiamento dell organismo: attenuare questi processi vorrebbe dire se non altro invecchiare in condizioni migliori anche se non è facile perché al giorno d oggi nella vita moderna gli ascensori, le scale mobili e l abitudine a prendere l auto o i mezzi pubblici ci inducono l impressione di non aver tempo per l attività fisica. Daniele Patrone PAGINA 6

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13 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 Quante persone può sostenere la Terra? È una domanda con cui gli scienziati sono alle prese da centinaia di anni. Essi devono ancora accordarsi su una risposta. Thomas Malthus ha dato il via al dibattito nei primi anni dell'ottocento, quando ha predetto la fine imminente per il genere umano. Egli credeva che la popolazione della Terra fosse aumentata a causa di un tasso geometrico, mentre la produzione di cibo fosse aumentata solo per un tasso aritmetico. La popolazione umana avrebbe presto superato la sua capacità di produrre cibo, e ci sarebbe stata una catastrofe dalla metà del XIX secolo. Siamo ancora qui, e quindi, la predizione non si è avverata. La tecnologia ha permesso agli esseri umani di produrre molto più cibo di quanto previsto da Malthus. Anche se le sue idee erano sbagliate, esse rimangono interessanti. La capacità di carico della Terra è un argomento assai controverso. Molti credono che siamo già al limite massimo di persone sostenibili dal nostro pianeta. Altri invece pensano che la terra possa sostenere molte più individui. La popolazione mondiale attuale corrisponde circa a 6,6 miliardi di persone; secondo le Nazioni Unite, la sua crescita si differenzia in tutto il mondo; infatti va dal 1,9 per cento nelle regioni meno sviluppate a 0,3/0,4 per cento nelle zone più sviluppate; il numero medio di figli invece che una donna dà alla luce nella sua vita, detto anche tasso di fecondità totale, varia da 4,2 bambini nei paesi in via di sviluppo, a 1,2 nei paesi sviluppati. Nel 1992, le Nazioni Unite prevedevano che se dal 1990 il tasso di crescita era continuo, il mondo avrebbe avuto circa 12,5 miliardi di persone nel Il tasso di fecondità medio mondiale, però è sceso a 2,5 per donna, quindi la popolazione mondiale della Terra, invece di crescere costantemente fino a 12,5 miliardi in 50 anni, come previsto è diminuita, poiché il tasso di natalità è sceso all 1,7 per cento. In base a questo dati la popolazione dovrebbe aumentare fino a 7,8 miliardi di individui. E complicato determinare veramente qual è il limite reale, perché vi sono numerosissime variabili, come lo stile di vita. Il nostro pianeta, comunque, è in grado di sopportare molte più persone, se riuscissimo a vivere, utilizzando meno risorse. Manzino Luca Wojcikowski Daniel PAGINA 7

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15 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 BPCO: Malattia silenziosa La sua diffusione continua ad aumentare La BPCO, BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva, è una malattia caratt e r i z z a t a d a l l i n f i a m m a z i o n e dell apparato respiratorio ostruendo parzialmente i bronchi e le vie aeree. Secondo le statistiche è stato riscontrato che la BPCO è la quarta causa di morte in Europa e negli Stati Uniti, e questo dato si sta diffondendo anche per quel che riguarda il resto del mondo. Ma come si contrae questa malattia e quali sono i suoi sintomi? E i possibili rimedi? La causa principale di questa patologia è sicuramente il fumo di sigaretta, le sostanze come nicotina e diversi tipi di catrami intaccano le vie respiratorie; è stato calcolato che il 15-20% dei fumatori abituali contragga tale malattia. La BPCO colpisce soprattutto gli uomini, ma da pochi anni a questa parte anche nelle donne è aumentato questo numero; infatti, nel secolo scorso la presenza della malattia è aumentata del 25% negli uomini e del 69% nelle donne. Tra le altre cause troviamo il lavoro in ambienti molto inquinati senza le dovute precauzioni, come lavoro in fabbrica e miniera (che può portare anche alla silicosi). Ce ne sono poi delle altre, di minore importanza ma che è bene non sottovalutare, tra cui l esposizione a polveri sottili e al cosiddetto fumo passivo. Quali sono i sintomi della patologia? È rimediabile e/o reversibile? La broncopneumopatia cronica ostruttiva ha diversi sintomi, i quali, però non sono così evidenti come per altre patologie, abbiamo bronchite cronica, respiro affannoso dopo brevi e poco intensi sforzi, perdita di peso, aumento del volume toracico, rantoli, edemi agli arti inferiori e molti altri ancora. Per e f f e t t u a r e una diagnosi della malattia è sufficiente fare due test molto semplici e poco invasivi: l Emo Gas e il test dei 6 minuti di cammino, la diagnosi arriverà immediatamente dopo tali prove. La malattia quando viene riscontrata negli stadi di avanzamento medio alti è solitamente non totalmente reversibili, buona norma dopo averla riscontrata è smettere di fumare e ridurre l esposizione a sostanze inquinanti. Per curarla, se è possibile il paziente, viene sottoposto a ossigeno terapia, trattamenti farmacologici di diverso tipo e nei casi estremi interventi chirurgici quali riduzione del volume polmonare o addirittura trapianto di organi respiratori. Sarebbe in ogni modo da evitare di fumare, per qualunque ragione, perché una volta diagnosticata la BPCO, si ha il 40% di possibilità di sopravvivenza. (in 3 casi su 5 si muore!) Alberto Remus PAGINA 8

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17 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 Il trasporto del cibo 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei. In alcuni casi si spende di piu' per i trasporti che per il prodotto in sè. Il livello globale è stato calcolato che un pasto medio percorre più di 1900 chilometri, trasportato da camion, nave o aeroplano, prima di arrivare sulla nostra tavola e spesso ci vuole più energia per consegnare il pasto al consumatore del valore nutrizionale del pasto stesso. Talvolta alcuni prodotti percorrono fino a 2400 km. Consumando prodotti locali, di stagione e a chilometri zero e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può arrivare ad abbattere fino a mille chili di anidride carbonica l anno. E stato calcolato che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall Argentina deve volare per più di Il consumo di petrolio, il costo del cibo, la crescita della popolazione mondiale, il lavoro, la quantità e la qualità della terra coltivabile a disposizione, la scarsità di acqua, i cambiamenti climatici, e la cosiddetta "nutrition transition", ovvero i cambiamenti nella dieta dei paesi in via di sviluppo sono sfide quindi che il nostro pianeta si troverà ad affrontare. Amore Desirè PAGINA 9

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19 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N Il problema dell approvvigionamento idrico all'utilizzo e alla proprietà delle risorse idriche. La maggior parte dei conflitti sono a causa della diversità delle risorse idriche tra i vari paesi. Con l'attuazione del progetto Gap, che prevede la realizzazione di 22 dighe e 19 centrali idroelettriche, la Turchia ha due obiettivi: ribadire la sua supremazia rispetto a Siria e Iraq e controllare militarmente i territori dell'anatolia sudorientale. Il caso turco, così come quello israeliano, dimostra come le "guerre per l'acqua" possano essere la conseguenza più che la causa delle tensioni internazionali, e rivela la pericolosità delle logiche dell'idropolitica. L'acqua sulla Terra è il 40% in meno di trent'anni fa. Questo è dovuto alla crescita demografica e all inquinamento. Gli scienziati avvertono che, intorno al 2020, quando ad abitare la Terra saremo circa 8 miliardi, il numero delle persone senza accesso all'acqua potabile sarà circa 3 miliardi. Le soluzioni prospettate finalizzate ad aumentare la disponibilità di acqua come la costruzione di grandi dighe o la desalinizzazione hanno costi ambientali ed economici troppo elevati. Nessun sistema, per ora ideato, è risultato utilizzabile. Non riuscendo a trovare un modo per aumentare la disponibilità d acqua si prevedono, in futuro, guerre per l oro blu indispensabile alla vita.. Oggi giorno si tende a presentare la situazione come immodificabile, quasi apocalittica, senza interrogarsi sulle cause reali che hanno portato il pianeta sull'orlo del collasso idrico e che impediscono a un terzo dell'umanità di avere l'accesso diretto alle acque potabili.. Attualmente, nel mondo ci sono circa cinquanta conflitti tra Stati per cause legate Una politica di potenza, basata sul ricatto idrico e sulle difficoltà di approvvigionamento degli avversari, non è certo la strada migliore per risolvere la penuria d'acqua. Al contrario tende a "mantenere" la scarsità per poter far valere i propri meccanismi. La soluzione ai problemi legati alla scarsità idrica in molti casi non si trova nell'acqua, o in costose e discutibili soluzioni tecniche, ma passa per la volontà politica dei dirigenti. Che vuol dire avviare una seria cooperazione a livello regionale e internazionale se non addirittura mondiale. Marta Piombo PAGINA 10

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21 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 We feed the world Forse non si ci è mai chiesti quanto cibo viene sprecato ogni anno in Italia. Allora ecco qualche numero: più di tonnellate di cibo buttate nella spazzatura. certamente questo dato fa riflettere su tante cose. Una tale quantità di cibo sarebbe in grado di sfamare un intera nazione! Nei cassonetti si buttano: pane, pasta, frutta, verdura, uova scadute, biscotti secchi ecc, insomma tutto quanto si è acquistato e messo nel carrello e poi per tanti motivi si è dimenticato o nel frigo o nella dispensa. In una grande città come Milano ogni giorno si butterebbero nella spazzatura quasi 200 quintali di pane. Tutto il cibo prima nominato e calcolato in così tante tonnellate corrisponde ad una cifra pari a 4 miliardi di euro, è come se ciascuna famiglia ogni anno buttasse nella spazzatura quasi 600 euro, e non è poco, visto che ogni mese la stessa famiglia spende una media di 500 euro solo per la stessa e medesima spesa alimentare, in sintesi è quasi come se un mese intero finisse nel cassonetto. A livello di supermercato ogni anno si formano i cossi detti resi cioè quel cibo invenduto, rimasto sugli scaffali causa una piccola ammaccatura, piuttosto che cibo troppo vicino alla scadenza o con la confezione non perfetta. E quasi certamente non si è mai pensato alla quantità di cibo prodotta a livello mondiale... Alcuni studi e calcoli dimostrano che, nonostante la popolazione attuale mondiale sia circa 7 miliardi di persone, il cibo è prodotto per quasi il doppio, ovvero per 12 miliardi di persone: lo spreco quindi parte già dalla produzione ancora prima che dal consumo! Se in Italia le cose vanno in questo modo, come è la situazione negli altri Paesi? Ad esempio in Inghilterra si butta nella spazzatura più di un terzo della spesa, basta citare un semplice esempio: lo yogurt va a finire ancora intero (chiuso nella sua confezione) nel cassonetto. Si deve tenere presente un piccolo consiglio dato dagli esperti: se a casa si ha uno yogurt scaduto solo da uno o due giorni, non si deve buttare, perché in realtà può essere consumato senza nessun problema, l unico fatto sarà legato alla sua carica batterica (batteri buoni) semplicemente ridotta o assente, visto che i batteri hanno una certa durata di vita, ma per il resto mangiarlo non farà male! Al limite, se proprio non i consumatori non si fidano, losi può usare per una sana e casalinga maschera per il viso.la data di scadenza è, per certi cibi, stabilita perentoriamente dalla Legge; è il caso ad esempio del latte (6 giorni il fresco, 90 l Uht e 180 quello sterilizzato), le uova (28 giorni dopo la deposizione, solo 9 giorni nel caso delle uova extra fresche), la pasta fresca ecc. Per gli altri alimenti, l indicare la scadenza (o tmc, termine minimo di conservazione) è di competenza dell azienda produttrice che, dopo aver testato il prodotto, valutato la materia prima utilizzata, le diverse tecniche di conservazione e così via, decide il lasso di tempo entro il quale il prodotto sarà valido. Quindi occhio a non sprecare, a non comperare più del necessario, a controllare con molta attenzione la dispensa e tutti i cibi all interno del frigorifero, così come quando si fa la spesa attenzione a ciò che si sceglie di mettere all interno del carrello. Fabio Brondo PAGINA 11

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23 IL CORRIERE DELLA SCIENZA... I.I.S.S. BOSELLI N 15 Marzo 2011 Sardenaira Tipica specialità ligure Una focaccia tipica del ponente ligure: INGREDIENTI SALE PEPE 3 SPICCHI D AGLIO POMODORO PASTA PER LA PIZZA ORIGANO OLIVE TAGGIASCHE ACCIUGHE CIPOLLA OLIO La preparazione si compone di tre momenti: 1) Preparare il sugo in padella con olio, cipolla, salsa di pomodoro,salare. 2) Stendere la pasta per la pizza su una teglia unta e aggiungere la salsa di pomodoro, acciughe, capperi, due spicchi d aglio in camicia, abbondante origano, olive e un filo d olio. 3) PIZZA: Scaldare il forno fino a 200 gradi, deve essere caldissimo! Cuocere per 15 minuti. Fabio Brondo Roberto Calcagno PAGINA 12

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