Indice. Dalla programmazione alla progettazione. 2 di 23

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Indice. Dalla programmazione alla progettazione. 2 di 23"

Transcript

1 LEZIONE: DALLA PROGRAMMAZIONE ALLA PROGETTAZIONE PROF.SSA ADELE VAIRO

2 Indice 1 La progettualità nella scuola: le origini L excursus storico e normativo Progettazione e programmazione educativa e didattica: i concetti Il concetto ed il termine progettazione Il passaggio dalla programmazione educativa e didattica alla progettazione Dal p.e.i. al p.o.f.: la progettazione come modus operandi L evoluzione del concetto, dalla riforma moratti in poi La progettazione educativa e didattica: elementi costitutivi e fasi Le fasi della progettazione educativa e didattica Lavorare per progetti Tra programmazione e progettazione Conclusioni Bibliografia di 23

3 1 La progettualità nella scuola: le origini Intorno agli anni 50, gli studi di Ralph Tyler culminati con la pubblicazione Basic Principles of Curriculum and Instruction, mettono un punto fermo rispetto al problema della progettazione educativo didattica. In tempi già antecedenti, infatti, si era già definita la importanza della istanza progettuale nella elaborazione dei percorsi formativi e nella definzionezione del curricolo di scuola, ma è solo con Tyler che la questione si sistematizza. Infatti, nello scritto sopra citato, il Tyler analizza vari livelli di progettazione educativodidattica (livello nazionale, livello di singola unità scolastica, livello di singola unità docente), ed elabora uno schema di lavoro impostato sulla base delle ipotesi risolutive dei seguenti problemi didattici ed educativi, caposaldo di qualunque tipo di progettazione formativa, necessario a fornire sistematicità ed intenzionalità all agire professionale dei docenti a livello didattico ed educativo: A) individuazione delle finalità educative che ogni scuola dovrebbe avere nella sua progettazione; B) individuazione, tra le esperienze educative atte concretizzare tali finalità, di quelle realmente disponibili e mobilitabili allo scopo; C) organizzazione concreta ed operativa delle sopra citate esperienze educative; D) verifica del reale raggiungimento delle finalità educative ipotizzate. Tale modello è stato il riferimento concettuale da cui partire per la impostazione di numerose proposte di razionale modernizzazione del sistema didattico scolastico, anche in ambito internazionale. In Italia, poi, nel succedersi di situazioni politiche e socio culturali varie, in riferimento alla cronologica successione di provvedimenti normativi relativi alla legislazione scolastica, si è tentato di rendere unitario e concreto un modello che potesse codificare una modalità progettuale innovativa ed originale concreta ed operativa, utile a riportare ad unità concettuale il tutto, suggerendo metodi e modalità univoci e chiari per gli operatori del settore. 3 di 23

4 2 L excursus storico e normativo Gli anni 70, nell ambito della cultura scolastica, a tale proposito, sono ricordati come un periodo storico segnato dall emergere della istanza di razionalizzare e codificare una azione pedagogica ove la individualizzazione degli interventi didattici fosse volta a favore delle fasce scolari più deboli. In quel periodo, infatti, il termine programmazione entra ufficialmente nella documentazione ufficiale del sistema scuola e nella routine professionale del corpo docente. Si parla di programmazione dell azione educativa nei Decreti Delegati del 1974, ove la stessa è affidata alla cura del Collegio dei Docenti. Poi l uso quotidiano del termine e la conseguente prassi professionale, giustifica la distinzione tra programma di studi a matrice ministeriale, e programmazione, come azione professionale di adattamento del programma di studi ministeriale ad opera del corpo docente, uguale per tutti gli alunni del medesimo corso di studi, alle più varie esigenze formative proprie di ogni singola realtà scolastica. La letteratura di settore dell epoca riflette, di fatto, il grande interesse posto all idea di programmazione didattico educativa e di progettazione. Nei programmi della Scuola Media (1979), si parla di programmazione educativa, infatti, e di progetto Educativo Didattico, come prodotto risultante dall azione del programmare già compiuta in contesto e situazione. Questi, come i programmi della Scuola Elementare dell 85, riflettono in maniera fedele quanto sia in voga nel settore in ordine ai concetti di curricolo e programmazione curricolare. Diventa sempre più palese, allora, il riferimento concettuale allo schema didattico elaborato nel 1949 da Ralph Tyler sia delle elaborazioni culturali e concettuali che sono alla base del contenuto delle circolari ministeriali, che delle relative e conseguenti proposte applicative, che delle linee metodologiche proposte all epoca dalla mediazione didattica attraverso riviste specializzate o corsi di formazione ad hoc, che appaiono, pertanto, una evoluzione delle teorie curricolari più in voga. Di conseguenza, le scuole si adoperano, da adesso in poi, a definire ed impostare percorsi didattici scanditi in: 4 di 23

5 unità didattiche da costruire obiettivi educativi e didattici da individuare, contenuti attinenti da analizzare e selezionare metodologie didattiche in base a cui operare, strumenti e sussidi da utilizzare. Il tutto, però, ancora attraverso un esercizio professionale che resta meccanico, burocratico spesso ripetitivo. 5 di 23

6 3 Progettazione e programmazione educativa e didattica: i concetti Il termine programmazione educativa e didattica nonché obiettivo educativo e didattico ampiamente adoperati sin dai primi anni 70, come si è visto, evidenziano un idea di scuola che deve essere attenta a perseguire il fine educativo oltre che quello didattico. Quindi, non più solo promozione di professionalità e cultura da parte dei docenti, ma la capacità del professionista della scuola di costruire Educazione, oltre che Istruzione. A livello teorico, dunque, si operava una distinzione tra progettazione e programmazione Educative, e quelle Didattiche, dal momento che l aggettivo educativo riporta alla necessità di promuovere negli studenti una crescita personale e sociale, mentre l aggettivo didattico focalizza l attenzione sull attività culturale e professionale. Cioè a dire che l obiettivo educativo deve rappresentare l orizzonte valoriale ed il riferimento ideale entro cui sviluppare e scandire gli obiettivi didattici considerati per la singola disciplina di insegnamento. Un altra distinzione concettuale tra i due termini appare, per taluni teorici, basata sul criterio temporale in base a cui la programmazioneeducativa pianifica prospettive generali ed a lungo termine, mentre quella didattica, dal canto suo, tende ad organizzare, entro la singola disciplina o anche a livello pluri disciplinare, gli apprendimenti che l alunno poteva acquisire in un arco temporale più breve e limitato. Inoltre, si deve chiarire, comunque, che progettazione educativa e didattica, vanno distinte dalla cosiddetta programmazione degli interventi, cioè, la concreta ed operativa annuale pianificazione e scansione delle azioni formative da realizzare, con i relativi tempi di realizzazione e con la indicazione delle risorse necessarie. In tale situazione, spesso, si tende a confondere, anche a livello solo concettuale, la azione del progettare da quella del programmare, così come la Programmazione Curricolare, allora, deve essere riferita alla concreta organizzazione e scansione degli insegnamenti e dei relativi apprendimenti, così come previsti dalla normativa vigente. Due sono, allora, in estrema sintesi, i criteri in base a cui distinguere la progettazione dalla programmazione: 6 di 23

7 Un criterio sostanziale, dal momento che la progettazione si riferisce al panorama generale educativo e formativo cui la comunità sociale e culturale tende a riferirsi, mentre la programmazione si riferisce a scelte di natura più operativa, concreta, organizzativa; Un criterio temporale, dal momento che il riferimento della programmazione è quasi sempre quadrimestrale e / o annuale, mentre quello della progettazione è ben più ampio. Di fatto, entro il quadro valoriale e concettuale di riferimento posto dalla norma e dal progetto, la programmazione elabora piano di lavoro limitato nel tempo, ove siano indicati tutti gli elementi utili a che quel progetto si possa concretamente realizzare ( tempi, risorse, azioni). 7 di 23

8 4 Il concetto ed il termine progettazione È possibile definire in sintesi il termine di progettazione, come elaborazione concettuale di quella progettualità educativa che sia alla base di tutte le attività educative, formative, didattiche derogare come servizio in ogni Istituzione Scolastica. Questa deve indicare in maniera precisa un schema di riferimento lineare, chiaro, leggibile, condiviso e trasparente da cui possano immediatamente desumersi, a vantaggio di quanti debbano applicarvisi : finalità formative linee guida criteriali dell azione professionale sinergie e cooperazioni istituzionali relazioni interpersonali messe a sistema modalità di verifica e controllo sistemi di valutazione. La progettazione curricolare, perciò, imposta in senso complessivo l azione educativa e didattica, indicandone obiettivi, contenuti, metodi, modalità valutative. 8 di 23

9 5 Il passaggio dalla programmazione educativa e didattica alla progettazione Con l avvento dell Autonomia delle Istituzioni Scolastiche, a partire dagli anni 90, le singole scuole diventano veri e propri cantieri laboratorio progettuali. Anzi, la progettualità appare l essenza vera e profonda della Scuola Autonoma che, attraverso il modus operandi progettuale ha il diritto dovere di innovare (Romei). Infatti la singola unità scolastica, autonomamente si è già detto, predispone il Progetto Educativo di istituto, prima, il P.O.F. poi (Regolamento dell autonomia D.P.R. 275/99 art. 3). Il processo in base a cui si riconosce l Autonomia alle singole istituzioni scolastiche procede di pari passo con la legittimazione formale e normativa del decentramento amministrativo. In seguito alla promulgazione della Legge Costituzionale 3 del 2001, la modifica del titolo V della Costituzione sostituisce gli articoli inerenti il rapporto tra Stato, regioni, Enti Locali e le relative attribuzioni. A seguire la Legge Delega 53/2003 (Riforma Moratti) e i decreti attuativi. Appare evidente ad una più attenta rilettura dell excursus tracciato che la istanza progettuale deve essere, di fatto, meno rigida, meccanica, burocratica, formale, essendo per la sua stessa natura, tesa ad una realizzazione concreta degli esiti formativi attesi, da monitorare e verificare attraverso un sistema di autovalutazione quanto più efficace ed efficiente. 9 di 23

10 6 Dal P.E.I. al P.O.F.: la progettazione come modus operandi A partire dagli anni 90, come si è visto, l istanza progettuale della scuola prende vigore fino a sostanziarsi come tratto distintivo della Scuola Autonoma. Con il D.P.C.M. del 1995 viene introdotta la Carta dei Servizi in ambito scolastico, e, con essa, il Progetto Educativo di istituto ( il cosiddetto P.E.I.), inteso come quadro delle scelte organizzative e d educative, nonché dei criteri di utilizzazione delle risorse. Il P.E.I. è l antesignano precursore del P.O.F., introdotto con l articolo 3 del Regolamento dell Autonomia, D.P.R. 275 / 99: viene, allora, sostanzialmente dismesso in quell anno, ma l anno successivo, con la legge 62 del marzo 2000 che scandisce i termini del riconoscimento delle scuole paritarie, ritorna sostanzialmente, sebbene in forma ridotta, in auge. Vi si afferma, in sintesi, che tenuto conto del Progetto Educativo della scuola, l insegnamento è improntato ai principi di libertà stabiliti dalla Costituzione Repubblicana. Si desume, allora, dalla prosecuzione della lettera della legge, che alle scuole non statali verrà riconosciuta la parità ove abbiano prodotto un progetto educativo conforme ai principi costituzionali ed un P.O.F. in linea con la normativa vigente. Sulla natura, sul valore e sulla stesura del P.O.F. si sono spese innumerevoli elaborazioni teoriche e concettuali, benché di fondo siano chiari ed unanimemente condivisi i principi cardine da cui partire quali fondamento dell impianto stesso del Piano dell Offerta Formativa: una origine progettuale che nasca da un orizzonte valoriale chiaro e condiviso. Una rilevazione profonda e puntuale delle istanze culturali e formative dell utenza Una efficace progettazione formativa Una proposta dettagliata delle azioni formative da proporre, a livello curricolare ed extra curricolare La definizione di proposte formative ed organizzative tali da soddisfare le sopra citate istanze. 10 di 23

11 Da quanto elencato sommariamente, si evince ciò che significa Programmazione Territoriale dell Offerta Formativa di scuola, e cioè un piano di lavoro articolato e dettagliato che contenga essenzialmente quanto sotto elencato, e che sia progettato in sinergia col territorio in maniera confacente al contesto socio culturale economico in cui è immersa la istituzione scuola nel concreto: L analisi dei bisogni formativi della platea scolastica il quadro degli obiettivi formativi, educativi, didattici confacenti al settore di istruzione ed al tipo di studi la scansione dei percorsi didattici programmati e da realizzare in armonia con quanto finora scritto le modalità organizzative del servizio istruzione erogato le modalità di verifica e valutazione dei processi e dei prodotti 11 di 23

12 7 L evoluzione del concetto, dalla riforma Moratti in poi L assetto valoriale di fondo da cui nasce la Riforma Moratti (Legge 28 marzo 2003, n. 53 ), è un epocale cambio di mentalità che è, di fatto, una piccola grande rivoluzione nel mondo scuola: l abbandono della uniformità e della omogeneità e della sostanziale equivalenza delle prestazioni, apprenditive o professionali che siano. Si tratta, allora, di definire la responsabilità progettuale professionale, a livello di docenza, della scuola. L ispiratore teorico della Riforma Moratti, Giuseppe Bertagna, infatti, legittima ed introduce con la sua elaborazione concettuale una nuova vocabolarizzazione ed una nuova terminologia di genere: si parla, infatti, di personalizzazione, piani di studio personalizzati (PSP), unità di apprendimento (UA), obiettivi specifici di apprendimento. Il tutto formalizzato nell allegato al decreto Legislativo 59/2004, sebbene con valore transitorio, le Indicazioni Nazionali. I Piani di studio personalizzati traducono le finalità generali espresse nel PECUP, Profilo educativo, culturale, professionale e gli Obiettivi Specifici di apprendimento (OSA) in Obiettivi Formativi (OF), cioè in obiettivi conformi alla valorialità sottesa al POF ma confacenti ed adeguati alle potenzialità apprenditive del singolo alunno. b)l offerta formativa è, con Moratti, strutturata in Unità di apprendimento, cioè azioni utili e finalizzate a trasformare conoscenze ed abilità individuali in competenze, a partire dalle proprie individuali potenzialità. a) L agire didattico quotidiano è scandita in obiettivi formativi articolati in competenze che l alunno deve raggiungere nell arco del suo iter formativo. c) Il complesso delle Unità di apprendimento costituirà il Piano di studio Personalizzato, che confluirà, a sua vota, nella documentazione afferente al Portfolio delle competenze individuali. Insomma l istanza progettuale della scuola autonoma muta ancora, parzialmente, aspetto: evolve ulteriormente il concetto di programmazione curricolare, quello di unità didattica, in senso più affine alla volontà politica di promozione delle competenze e delle potenzialità individuali nell ottica del successo formativo. 12 di 23

13 8 La progettazione educativa e didattica: elementi costitutivi e fasi La progettazione educativa e didattica ed i suoi elementi costitutivi La progettazione educativa consta di una serie di elementi costitutivi della sua struttura portante : Le finalità di riferimento. Cioè lo sfondo valoriale complessivo entro cui nasce, cresce, si implementa ed acquisto senso l azione formativa di cui si tratta. I destinatari della progettazione e dell azione formativa. La rilevazione, l analisi, la lettura del contesto di riferimento dell utenza consentono una precisa slatentizzazione della domanda educativa, delle istanze soggettive ed oggettive dei destinatari dell azione formativa, i bisogni emergenti, nonché la contestuale e concatenata individuazione e definizione di quegli obiettivi educativi tali da poter assurgere a input concreto per la operatività dell iter didattico programmato. La rappresentazione come previsione dell azione formativa. Cioè la individuazione, la selezione,la organizzazione delle risorse disponibili e mobilitabili per la realizzazione del percorso formativo predisposto, da realizzare in contesto e situazione concreta e specifica, tendendo alla realizzazione delle mete educative così come previste. Si tratta, in ultima analisi, di predisporre strategicamente attraverso una razionale pianificazione, le attività, i metodi, i mezzi, gli strumenti confacenti alla finalità valoriale a sostrato dell azione progettuale a livello educativo, e efficaci in quanto valide per raggiungere gli obiettivi posti. La predisposizione di un sistema di valutazione dei processi e dei prodotti. Cioè la impostazione di procedure, modalità, strumenti di monitoraggio e controllo a fine valutativo, cioè in chiave di miglioramento continuo, dell azione formativa progettata. 13 di 23

14 9 Le fasi della progettazione educativa e didattica Da quanto finora sommariamente e per estrema sintesi esposto, è possibile stendere una ipotesi di massima in ordine alle fasi in cui dovrebbe articolarsi una progettazione educativa e/o didattica che fosse. La costituzione della comunità educativa. Cioè di un gruppo che sia coinvolto sinergicamente cooperando alla elaborazione, alla pianificazione, alla attuazione del progetto didattico e/o educativo. In questa fase è indispensabile prendere come riferimento la normativa di settore, come risorsa operativa e concettuale, mai come vincolo alla libertà di azione: anzi, stimolo ad una concretizzazione pura dello spirito vero che deve muovere la scuola dell Autonomia, che ha il diritto dovere di innovare e che è, per antonomasia, la scuola del progetto. La identificazione della finalità valoriale cui riferirsi ed assumere come riferimento teleologico cui la progettazione deve ispirarsi e tendere, senza mai perdere la coerenza interna La rilevazione, la analisi, la tabulazione delle condizioni di partenza dei soggetti destinatari dell azione progettuale, a livello di conoscenze, capacità, competenze in ingresso, che siano, naturalmente pertinenti e quindi rilevanti ai fini della azione didattica, educativa, formativa La individuazione degli obiettivi educativi da perseguire e raggiungere, tenendo conto dei livelli di partenza rilevati e della situazione contestuale, in senso lato, di riferimento dell utenza destinataria del progetto La definizione e la selezione dei contenuti formativi, confacenti agli obiettivi posti, da somministrare ai destinatari dell azione didattica e d educativa, per poter conseguire quanto posto a livello di obiettivi La strutturazione di metodi, mezzi, strutture, strumenti educativi: Delle risorse utili, cioè, pertinenti, disponibili, mobilitabili 14 di 23

15 La predisposizione di un sistema di monitoraggio, controllo, verifica, valutazione continua degli esti dell azione educativa e didattica rispetto a quanto programmato. Naturalmente questa scansione di fasi non va intesa in senso cronologico e sequenziale, né tantomeno come prescrittiva ed esaustiva. In realtà essa va considerata come un brogliaccio, un diario di bordo, che possa stabilire una ipotesi di lavoro chiara, razionale, organica, completa. 15 di 23

16 10 Lavorare per progetti La impostazione della azione didattica in senso progettuale nasce dalla scuola elementare e, in parte, dalla scuola materna: solo lentamente e solo in tempi recenti si va diffondendo alla scuola superiore I maggiori contributi teorici sono stati forniti da: Francesco De Bartolomeis, Franco Frabboni, che guardano e studiano la scuola come centro di ricerca Gaetano Domenici, Umberto Margiotta, studiosi della progettazione modulare. Nell ambito della nozione di Progettualità si possono evincere alcuni elementi comuni fondanti, tra cui: 1. LA TRASVERSALITÀ La natura stessa del concetto di progetto lo rende pluridisciplinare, multidisciplinare, interdisciplinare. Infatti, nella considerazione delle diverse discipline coinvolte si può desumere la particolarità del reciproco rapporto, e tende a considerare: gli obiettivi didattici: gli obiettivi didattici costituiscono i traguardi di apprendimento, siano essi comuni a più discipline, siano essi diversi rispetto alle diverse discipline. i contenuti: il contenuto è l oggetto concreto e materiale cui l attività del progetto si riferisce, oppure la concatenazione di contenuti relativi a diverse discipline concetti: la didattica per concetti ci insegna che le discipline sono costituite da teorie, a loro volta formate da concetti. L azione didattica, se ne desume, consiste nel sostenere ed aiutare l alunno nell iter formativo che consente il passaggio da una concettualizzazione immediata e spontanea ad una concettualizzazione scientifica. È naturale che lo stesso concetto può allocarsi, secondo codici specifiche modalità espressive in diverse discipline. 16 di 23

17 Del resto i classici ci insegnano che il concetto è la rappresentazione mentale di una categoria che avviene attraverso processi di astrazione e che è comune a più discipline. I metodi: Ci si può riferire, nel merito, tanto alle sequenze metodologiche adoperate dal corpo docente nella applicazione dei programmi ( un brillante esempio è nel manuale Alla ricerca degli ambiti disciplinari, redatto da Todeschini e relativa, però, alla concretizzazione dei Nuovi Programmi della scuola elementare, quanto al metodo di ricerca adoperato dagli specialisti della singola disciplina di riferimento a livello scientifico. Le competenze : Il concetto di competenza ha riempito di sé sia la trattazione, che la prassi professionale del Mondo Scuola teorica degli ultimi decenni. Esse, secondo una delle tesi esplicative del concetto maggiormente condivise, sono costituite dalla applicazione e dalla utilizzazione della conoscenza già acquisita. Ciò significa, nello specifico, che nell alunno, nel discente in genere, si sono promosse e sviluppate strutture mentali atte ed adeguate a generare nuove conoscenze, a partire da quelle già acquisite e, magari, già sperimentate in competenze. A livello Scuola di Base, comunque, è orientamento teorico comune quello di considerare insito nel concetto di competenza il processo cognitivo ed apprenditivo promosso e sviluppato a partire dalla singola disciplina e dal singolo percorso didattico che la esperienza del docente ha ritenuto utile far intraprendere all alunno. 2. L UNITARIETÀ DEL PROGETTO Il carattere unitario del progetto è fondamentale per garantire di non disperdere energie cognitive e professionali e per tendere, senza ostacoli, ad evitare di realizzare una azione didattica poco sistemica e poco intenzionale, qualche volta superficiale. La unitarietà di un Progetto, invece, riesce ad essere assicurata grazie a talune modalità operative che i professionisti del settore sono, anzi devono, nella molteplicità dei metodi di mediazione didattica utilizzati, padroneggiare con perizia e consapevolezza. Il tutto, infatti, dipende dai modelli di progettazione selezionati ed applicati dal team docente. 17 di 23

18 Nella progettazione per moduli, è la strutturazione della singola disciplina, distillata e scandita in relazione ai vari e possibili elementi di trasversalità che si desumono da quanto fin ora esplicato, ad essere considerati un fattore di integrazione. Nella progettazione per sfondi integratori, invece, possono essere considerati metodi di connessione ed integrazione del progettare, i seguenti: a) lo sfondo metaforico, in cui la singola attività didattica ed educativa deve essere ambientata, collocata, posizionata strategicamente dal docente in un contesto ambiente sfondo, creato ad hoc, che riesce a consentire allo stesso educatore, la struttura simbolica della situazione apprenditiva da porre in essere. Per esempio il concetto di integrazione e la successiva interazione a livello di multietnia, può essere più facilmente somministrato agli alunni a partire dalla costruzione pluri cromatica di un ambiente contesto selezionato ( un mondo giallo, rosso, nero, asecoda delle varie etnie); b) lo sfondo narrativo, in cui è una storia, un racconto, una narrazione in genere, che assume il ruolo del canovaccio di riferimento creato ed adoperato nello svolgimento e nella prosecuzione delle varie attività didattico educative messe in cantiere, c) lo sfondo realistico, in cui l ambientazione usata come sfondo alla opera di mediazione didattica creata e sperimentata dal docente nella sua azione professionale, è relativa a situazioni e contesti del tutto verosimili, relativamente alla esperienza concreta di vita dell alunno. Al di là, comunque, della consapevole scelta professionale di tali metodologie, vale la pena di esplicitare quanto sia davvero importante, comunque, che uno dei più potenti fattori di connessione ed integrazione progettuali resta la armonizzazione delle variabili poste alla base di ogni schema di organizzazione didattica e di ogni situazione e contesto relazionali posti in essere nell ambiente apprenditivo di riferimento, sapientemente mixati e dosati dal professionista dell educazione ( la distribuzione di ruoli, compiti e funzioni tra i docenti impegnati, la gestione oculata e razionale degli spazi e dei tempi didattici, le modalità di organizzazione del gruppo classe). 18 di 23

19 Così come, analogamente importante è la consapevolezza che il lavorare per progetti riesce ad essere, se positivamente e costruttivamente implementato, contribuisce ad incrementare ed a cementare, almeno in linea di massima, la unitarietà dell insegnamento. Un team progettuale deve, giocoforza, mettersi al lavoro secondo uno spirito di squadra in cui sia presente la capacità di ascolto reciproca, la propensione al dialogo ed alla condivisione delle esperienze, la volontà e la capacità della mediazione e della negoziazione relazionali. Ciò è indispensabile tanto nella fase della astratta e teorica della elaborazione concettuale del progetto, che nella fase della concreta attuazione e realizzazione del piano programmatico stesso. A tutto ciò deve aggiungersi, comunque e sempre, una cultura professionale improntata alla flessibilità come abito mentale, alla capacità di adattamento al nuovo ed all imprevisto, alla previsione ed alla gestione dei rischi, alla prevenzione ed alla risoluzione dei conflitti. Da tutto ciò si evince con chiarezza quanto il lavoro progettuale in team sia davvero espressione vera e profonda di quello spirito professionale che deve animare la Scuola autonoma, scuola che deve innovare, che deve sperimentare come metodo quotidiano, che deve creare situazioni cognitive, apprenditive, organizzative atte a sfruttare al meglio, secondo efficacia, efficienza, economicità, ogni risorsa disponibile e mobilitabile. Ciò contribuisce a creare ed a consolidare lo spirito di squadra, il senso di appartenenza alla istituzione, la identità culturale della singola Unità Scuola come centro di promozione sociale e culturale, e costituisce un serio antidoto alla autoreferenzialità del contesto scolastico, alla sua connaturata tendenza all isolazionismo, all individualismo tradizionale del corpo docente e non (anche il personale amministrativo ed ausiliario ha la sua fondamentale importanza nella produzione di un progetto e nella sua concreta applicazione), stimolando in ognuno dei partecipanti la responsabilità consapevole della sua azione lavorativa che, per forza di cose deve essere spesa nello spirito di collaborazione, cooperazione, sinergia, per essere davvero utile. Tale abito operativo e culturale, di fatto, è anche auspicabile per rendere i ragazzi protagonisti attivi e consapevoli del loro processo apprenditivo e cognitivo, della loro crescita culturale e relazionale. Infatti, tali situazioni promuovono naturalmente la motivazione dell alunno, il suo entusiasmo ed il suo interesse alla frequenza scolastica, stimolando cognizioni di livello superiore quali il problem posing, il problem solving, la creatività. 19 di 23

20 11 Tra programmazione e progettazione Oggi si possono identificare un paio almeno di impostazioni diverse relative alla elaborazione, alla costruzione, alla realizzazione di un percorso progettuale. La prima poggia le basi su un approccio professionale, culturale, di pensiero, più razionale e più tecnico, che sia in grado di conoscere metodi e mezzi da mettere in campo per prevedere il risultato, regolare in itinere il processo messo in atto e valutarlo complessivamente, alla fine, per poterlo, poi, ricalibrarlo, correggerlo, ri progettarlo in chiave migliorativa. Un lampante esempio di quanto or ora detto è lo schema tradizionale della programmazione per obiettivi. Analisi della situazione di partenza Determinazione degli obiettivi educativi, formativi, didattici Individuazione e selezione dei contenuti Scelta di metodi e strumenti Fase di monitoraggio, controllo, verifica e valutazione. Questo approccio si è reso protagonista anche lungo gli anni 90, il periodo della esplosione concettuale e culturale del autonomia e della promozione della logica della Qualità e del Miglioramento Continuo. Naturalmente la razionalità della impostazione metodologica, di matrice puramente aziendalista e, quindi, importata nel mondo scuola forzando la mano alla tradizionale immobilità culturale e burocratica del Sistema, non può essere spinta né imposta oltre misura, data la natura previsionale e non diagnostica (d.p.r 286/99) del processo di insegnamento e la preponderanza dell elemento umano, quindi della imprevedibilità macroscopica della reazione, nella mediazione didattico educativa e nel processo di insegnamento apprendimento. Il metodo più largamente adoperato è quello del Project Management. Una promozione oculata e selettiva di tale impostazione professionale razionale e tecnica consente il miglioramento progressivo dell abito professionale degli operatori scolastici che, senza snaturarne l essenza, tenda inesorabilmente ad una sostanziale crescita migliorativa del contesto Istruzione e Formazione. 20 di 23

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto

LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni,

Dettagli

Gli strumenti per una didattica inclusiva

Gli strumenti per una didattica inclusiva STRUMENTI PER UNA DIDATTICA INCLUSIVA Ottilia Gottardi CTI Monza Est Gli strumenti per una didattica inclusiva Ottilia Gottardi CTI Monza Est PRINCIPI della PEDAGOGIA INCLUSIVA Tutti possono imparare;

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO

Dettagli

Descrizione della pratica: 1. Identificazione:

Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Descrizione della pratica: 1. Identificazione: Istituto scolastico dove si sviluppa la pratica: Al momento attuale (maggio 2008) partecipano al progetto n. 47 plessi di scuola primaria e n. 20 plessi di

Dettagli

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA

ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA P9.07.1 attività didattica scuoleinfanzia.doc P9.07.1 Comune di Rimini p.za Cavour, 27 47921 Rimini http://qualità.comune.rimini.it Direzione e di Protezione Sociale via Ducale, 7 47900 Rimini tel. 0541/

Dettagli

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO?

1. QUAL È LO SCOPO DI QUESTO MODULO? Percorso B. Modulo 4 Ambienti di Apprendimento e TIC Guida sintetica agli Elementi Essenziali e Approfondimenti (di Antonio Ecca), e slide per i formatori. A cura di Alberto Pian (alberto.pian@fastwebnet.it)

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('

qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~(c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i(' qf/lf7/ca~/,1n,lib/f7/c E/;~jk//,1f7 é'~("c7a,i/o d'ej/)'e/%~owp,~n/,i(a/;,'/,i('!11~",fi:j:/lé'i7(?:/l(?/u~/(v,',f7t:{(jn~/lrt//lé':/iu kyjlf?jtf..ét:'é' h l/m f /tf7.. ~t:;'j/i'é' (~/;àk//lrt /IUXr(;/lrT~

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

Il lavoro per progetti

Il lavoro per progetti Il lavoro per progetti (personalizzati, di attività,, di servizio, ) nei servizi alla persona Gianmaria Gioga Padova, 7 giugno 2013 QUALI SERVIZI ALLA PERSONA? I servizi alla persona devono connotarsi

Dettagli

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Condivisione di pratiche organizzative e didattiche per l inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Che cos è il Bisogno Educativo Speciale? Il Bisogno Educativo Speciale rappresenta

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

DAI SAPERI ALLE DISCIPLINE

DAI SAPERI ALLE DISCIPLINE LEZIONE: DAI SAPERI ALLE COMPETENZE PROF.SSA ANGELA ELIA Indice 1 DAI SAPERI ALLE DISCIPLINE ----------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 LE COMPETENZE

Dettagli

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco

SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli

Dettagli

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009 RICERCA-AZIONE ovvero l insegnamento riflessivo Gli insegnanti sono progettisti.. riflettono sul contesto nel quale devono lavorare sugli obiettivi che vogliono raggiungere decidono quali contenuti trattare

Dettagli

Per non perdersi. Il percorso di oggi. Prima parte COMPETENZA: DEFINIZIONE DEL COSTRUTTO. Seconda parte PROGETTARE PER COMPETENZE

Per non perdersi. Il percorso di oggi. Prima parte COMPETENZA: DEFINIZIONE DEL COSTRUTTO. Seconda parte PROGETTARE PER COMPETENZE 1 Per non perdersi. Il percorso di oggi Prima parte COMPETENZA: DEFINIZIONE DEL COSTRUTTO Seconda parte PROGETTARE PER COMPETENZE Terza parte VALUTARE LE COMPETENZE 2 COMPETENZA Definizione del costrutto

Dettagli

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione

10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione 10 parole chiave sul Rapporto di Autovalutazione LA MAPPA Il RAV non è solo prove Invalsi, ci sono molte altre cose da guardare in una scuola: i processi organizzativi, la didattica, le relazioni, ecc.

Dettagli

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.

TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO. Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti

Dettagli

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI? FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto

Dettagli

I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED

I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED AMMINISTRATIVI: QUALE CONVIVENZA PER LA MIGLIORE FUNZIONALITÀ DELL ISTITUZIONE SCOLASTICA 1 A cura di Maria Michela Settineri IL

Dettagli

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE

Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Direzione Generale per le Politiche Attive e Passive del Lavoro Progetto VALUTAZIONE DELLE PERFORMANCE Controlli interni e Ciclo della performance alla luce dell art.3 del D.L. 174/2012 Position Paper

Dettagli

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK

RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK RELAZIONE PROGETTO THE ANIMATED E-BOOK Nome scuola: ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE D. ROMANAZZI Indirizzo: VIA C. ULPIANI, 6/A cap. 70126 città: BARI provincia: BA tel.: 080 5425611 fax: 080 5426492 e-mail:

Dettagli

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L Istituto Leopoldo Pirelli si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di

Dettagli

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende

Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale.

15. Provvedere ad una programmazione puntuale e coordinata dell attività didattica ed in particolare delle prove di valutazione scritta ed orale. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITA NORME DI COMPORTAMENTO DOCENTI: I docenti si impegnano a: 1. Fornire con il comportamento in classe esempio di buona condotta ed esercizio di virtù. 2. Curare la chiarezza

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI

CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO v. Marconi, 62 15058 VIGUZZOLO (AL) Tel. 0131/898035 Fax 0131/899322 Voip 0131974289 Mobile 3454738373 E_mail: info@comprensivoviguzzolo.it

Dettagli

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE IL PASSAGGIO da INTEGRAZIONE a INCLUSIONE NON si basa sulla misurazione della distanza da normalità/standard ma sul processo di piena partecipazione e sul concetto di EQUITA.

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006)

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) Articolo 1 - Ente gestore, denominazione, natura e sede della scuola 1. L Ente Ispettoria Salesiana Lombardo Emiliana, Ente Ecclesiastico

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

VALUTAZIONE AUTENTICA E APPRENDERE PER COMPETENZE

VALUTAZIONE AUTENTICA E APPRENDERE PER COMPETENZE E APPRENDERE PER COMPETENZE VALUTAZIONE INSEGNAMENTO APPRENDIMENTO E APPRENDERE PER COMPETENZE VALUTAZIONE VALUTARE GLI APPRENDIMENTI: UN PERCORSO A TRE STADI SIS Torino a.a. 2006/07 1 STADIO: LA VALUTAZIONE

Dettagli

Funzioni Strumentali a.s. 2008/09

Funzioni Strumentali a.s. 2008/09 Funzioni Strumentali a.s. 2008/09 Area 1 Gestione P.O.F. Prof.ssa Casertano Brigida Area 1 Monitoraggio e Valutazione del P.O.F. Prof. Spalice Giovanni Area 2 Sostegno alla funzione Docenti Prof. Rocco

Dettagli

La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015

La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015 La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015 Gentile Famiglia, nel presente opuscolo trovate il Contratto di corresponsabilità educativa e formativa ed il Contratto di prestazione educativa e formativa.

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

Linee guida per le Scuole 2.0

Linee guida per le Scuole 2.0 Linee guida per le Scuole 2.0 Premesse Il progetto Scuole 2.0 ha fra i suoi obiettivi principali quello di sperimentare e analizzare, in un numero limitato e controllabile di casi, come l introduzione

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP SCUOLA PRIMARIA PARITARIA SCUOLA PRIMARIA PARITARIA via Camillo de Lellis, 4 35128 Padova tel. 049/8021667 fax 049/850617 e-mail: primaria@donboscopadova.it website: www.donboscopadova.it GRUPPO DI LAVORO

Dettagli

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di

Dettagli

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: LA PROSPETTIVA IN BASE AL MODELLO ICF LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Ins. Stefania Pisano CTS I.C. Aristide

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Presentazione ai Dirigenti Scolastici

Presentazione ai Dirigenti Scolastici Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino

Dettagli

MISURIAMOCI...CON LE INDICAZIONI Convegno di studio Mestre, 19 ottobre 2013

MISURIAMOCI...CON LE INDICAZIONI Convegno di studio Mestre, 19 ottobre 2013 MISURIAMOCI...CON LE INDICAZIONI Convegno di studio Mestre, 19 ottobre 2013 Oltre le discipline: criteri per la costruzione del curricolo unitario (Simonetta Fasoli) Questo incontro di studio, molto opportunamente

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei

Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei Allegato A Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché

Dettagli

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter

2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE. Main Supporter 2 EDIZIONE Master in Export Management (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI STAGE Main Supporter MASTER IN EXPORT MANAGEMENT (MEM) AGRI FOOD BEVERAGE (II Edizione) 9 MESI: 6 DI AULA E 3 DI

Dettagli

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione

Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all autovalutazione Rapporto di Autovalutazione GUIDA all autovalutazione Novembre 2014 INDICE Indicazioni per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione... 3 Format del Rapporto di Autovalutazione... 5 Dati della scuola...

Dettagli

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI

PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI Pagina 1 di 5 PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER PREMESSA Il Protocollo di Accoglienza intende presentare procedure per promuovere l integrazione di alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare

Dettagli

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1

PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 TITOLO DEL PROGETTO: PRIMA GLI ULTIMI 1 Settore e Area di Intervento: SETTORE: ASSISTENZA AREA: ESCLUSIONE GIOVANILE OBIETTIVI DEL

Dettagli

Scuola dell Infanzia Progettazione a.s. 2014/15

Scuola dell Infanzia Progettazione a.s. 2014/15 Istituto «San Giuseppe» Scuole Primaria e dell Infanzia Paritarie 71121 Foggia, via C. Marchesi, 48-tel. 0881/743467 fax 744842 pec: istitutosangiuseppefg@pec.it e-mail:g.vignozzi@virgilio.it sito web:

Dettagli

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI

Sistema Qualità di Ateneo Modello di Ateneo MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI MODELLO DI ATENEO PER L ACCREDITAMENTO INTERNO IN QUALITÀ DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI Requisiti di valutazione per un percorso di Ateneo finalizzato all accreditamento in qualità dei Corsi di Studio:

Dettagli

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11

Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Relazione finale Funzione Strumentale al P.O.F. Prof. E. Venditti A. S. 2010-11 Per la quarta annualità ho ricoperto il ruolo di Responsabile del Piano dell'offerta Formativa e dell Autovalutazione di

Dettagli

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R.

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R. Napoli Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA Scuola di Formazione riconosciuta dal M.I.U.R. Decreto 3 agosto 2011 Scuola di Formazione riconosciuta dalla P.ED.I.AS. Comunicazione Efficace

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti

Dettagli

Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione

Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione Una breve guida per la lettura e l utilizzo delle Indicazioni Nazionali nell elaborazione di un curricolo

Dettagli

Vademecum per il sostegno. Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe

Vademecum per il sostegno. Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe Vademecum per il sostegno Pratiche condivise di integrazione all interno del Consiglio di classe Gli strumenti della programmazione DIAGNOSI FUNZIONALE: descrive la situazione clinicofunzionale dello stato

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l Umbria SCHEDA PROGETTO (ex art. 9 CCNL 2006-2009) Dati identificativi dell'istituto Nome scuola/tipologia Scuola

Dettagli

Facciamo scuola consapevolmente

Facciamo scuola consapevolmente SCHEDA PRESENTAZIONE PROGETTO Progettazione e realizzazione di laboratori sull educazione al Consumo consapevole - Anno scolastico 2011/2012 BANDO 2011 ATTENZIONE La scheda progettuale, divisa in una parte

Dettagli

Carta dei servizi scolastici. Patto educativo di corresponsabilita. Premessa

Carta dei servizi scolastici. Patto educativo di corresponsabilita. Premessa Allegato 1. Carta dei servizi scolastici Patto educativo di corresponsabilita Premessa Il patto educativo di corresponsabilità ribadisce i contenuti presenti nella Carta dei Servizi dei P.O.F. precedenti.

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA

CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA CONCILIAZIONE FAMIGLIA & LAVORO IN IMPRESA (Operazione 2011-796/PR - approvata con Delibera di Giunta Provinciale n. 608 del 01/12/2011) BANDO DI SELEZIONE DOCENTI E CONSULENTI La Provincia di Parma ha

Dettagli

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis

VALUTAZIONE DI RISULTATO E DI IMPATTO del progetto Diesis Obiettivo Competitività Regionale e Occupazione Programma Operativo Nazionale Azioni di Sistema (FSE) 2007-2013 [IT052PO017] Obiettivo Convergenza Programma Operativo Nazionale Governance e Azioni di Sistema

Dettagli

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : FISICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA

LICEO CLASSICO C. CAVOUR DISCIPLINA : FISICA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA ED EDUCATIVA 1. OBIETTIVI SPECIFICI DELLA DISCIPLINA PROGRAMMAZIONE PER COMPETENZE Le prime due/tre settimane sono state dedicate allo sviluppo di un modulo di allineamento per

Dettagli

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Indicazioni ai fini della stesura del PDP 1. Informazioni

Dettagli

Dichiarazione Popolazione e cultura

Dichiarazione Popolazione e cultura IX/11/1 Dichiarazione Popolazione e cultura I Ministri delle Parti contraenti della Convenzione delle Alpi attribuiscono agli aspetti socio economici e socio culturali indicati all art 2, comma 2, lettera

Dettagli

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO

IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle

Dettagli

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE

Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, LA DIDATTICA DEL FARE Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, TEATRO LA DIDATTICA DEL FARE 1 BISOGNI Sulla scorta delle numerose riflessioni che da parecchi anni aleggiano sulla realtà

Dettagli

Si cura a scuola? Per una cura del processo educativo

Si cura a scuola? Per una cura del processo educativo Si cura a scuola? Per una cura del processo educativo Dal PEI al Progetto di Vita L ovvietà delle sigle, la routine delle pratiche Il potere delle procedure di progettazione individualizzata Porsi domande

Dettagli

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:

RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: BILANCIO E PROPOSTE Edizioni Erickson Presentano il Rapporto: Attilio Oliva Vittorio Nozza Andrea Gavosto Intervengono: Valentina Aprea Maria Letizia

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it

Dettagli

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Il Ministro della Pubblica Istruzione Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Dettagli

all'italia serve una buona scuola,

all'italia serve una buona scuola, all'italia serve una buona scuola, che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico. Che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell era digitale.

Dettagli

La fattoria delle quattro operazioni

La fattoria delle quattro operazioni IMPULSIVITÀ E AUTOCONTROLLO La fattoria delle quattro operazioni Introduzione La formazione dei bambini nella scuola di base si serve di numerosi apprendimenti curricolari che vengono proposti allo scopo

Dettagli

FUNZIONE STRUMENTALE AREA 3

FUNZIONE STRUMENTALE AREA 3 PIANO DI LAVORO FUNZIONE STRUMENTALE AREA 3 Sostegno agli alunni, accoglienza, obbligo scolastico e obbligo formativo Proff. Francesco Paolo Calvaruso e Rosmery Inzerra A.S. 2013/14 Premessa generale Alle

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE

QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE QUARTA E QUINTA ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE - Matematica - Griglie di valutazione Materia: Matematica Obiettivi disciplinari Gli obiettivi indicati si riferiscono all intero percorso della classe quarta

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA - SITUAZIONE DI PAR ARTENZA TENZA: L analisi della situazione di partenza ha mirato a rilevare il possesso di prerequisiti considerati fondamentali per l individuazione

Dettagli

MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale.

MEMIT. Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture. X Edizione. Università Commerciale. Università Commerciale Luigi Bocconi Graduate School MEMIT Master in Economia e management dei trasporti, della logistica e delle infrastrutture X Edizione 2013-2014 MEMIT Master in Economia e management

Dettagli

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5

Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5 Competenza: partecipare e interagire con gli altri in diverse situazioni comunicative Scuola Infanzia : 3 anni Obiettivi di *Esprime e comunica agli altri emozioni, sentimenti, pensieri attraverso il linguaggio

Dettagli

PRESENTAZIONE PROGETTO

PRESENTAZIONE PROGETTO PRESENTAZIONE PROGETTO Serie di attività svolte per sollecitare : Un maggior impegno sociale, Coinvolgimento attivo nella vita cittadina, Crescita della cultura della solidarietà, Dedicazione di parte

Dettagli

VIAGGIANDO CON LA NATURA

VIAGGIANDO CON LA NATURA VIAGGIANDO CON LA NATURA Il progetto intende, attraverso l esplorazione del mondo naturale (terra, acqua, aria e fuoco) sistematizzare le conoscenze per comprendere l organizzazione dell ecosistema naturale.

Dettagli

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof.

Presiede il Consiglio di Classe il Dirigente Scolastico, Prof. oppure per delega del Dirigente Scolastico, il Prof., funge da Segretario il Prof. ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE CESARE BECCARIA ISTITUTO TECNICO - SETTORE ECONOMICO - ISTITUTO PROFESSIONALE per l AGRICOLTURA e l AMBIENTE Sedi associate di - SANTADI e VILLAMASSARGIA VERBALE N. SCRUTINIO

Dettagli

PREMESSA QUADRO NORMATIVO

PREMESSA QUADRO NORMATIVO RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

CORSO FORMAZIONE FOR O MA M TOR O I

CORSO FORMAZIONE FOR O MA M TOR O I CORSO FORMAZIONE FORMATORI Una metafora per iniziare. Quando fai piani per un anno, semina grano. Se fai piani per un decennio, pianta alberi. Se fai piani per la vita, forma ed educa le persone. Proverbio

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE

Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE 7 TH QUALITY CONFERENCE Towards Responsible Public Administration BEST PRACTICE CASE INFORMAZIONI DI BASE 1. Stato: Italia 2. Nome del progetto: La diffusione di Best Practice presso gli Uffici Giudiziari

Dettagli

COORDINAMENTO PER MATERIE SETTEMBRE 2013 MATERIA DI NUOVA INTRODUZIONE PER EFFETTO DELLA RIFORMA

COORDINAMENTO PER MATERIE SETTEMBRE 2013 MATERIA DI NUOVA INTRODUZIONE PER EFFETTO DELLA RIFORMA Pagina 1 di 5 COORDINAMENTO PER MATERIE SETTEMBRE 2013 MATERIA DI NUOVA INTRODUZIONE PER EFFETTO DELLA RIFORMA AREA DISCIPLINARE : Indirizzo Informatica e Telecomunicazioni, articolazione Informatica.

Dettagli