Studio di Fattibilità del Distretto Tecnologico FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies

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1 Studio di Fattibilità del Distretto Tecnologico FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies (emerging ICT technologies for the future society) Alcatel Lucent Elsag Datamat Engineering Ingegneria Informatica Ericsson Telecomunicazioni FIAT ITEM icampus ITS Numonyx Italy SELEX Sistemi Integrati SESM Siemens STMicroelectronics Telecom Italia Telespazio CRIAI CRMPA CeRICT ENEA Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 1

2 Indice Finalità e struttura del documento...4 Executive Summary Condizioni e presupposti per la creazione del Distretto Individuazione dello scenario di riferimento Lo scenario di riferimento macroeconomico Lo scenario di riferimento strategico del settore ICT Logiche del distretto L importanza del settore ICT per la ricerca e sviluppo e per l innovazione La valenza dei Distretti Tecnologici per il territorio Gli Innovation Cluster nel mondo Il modello del Knowledge Triangle Obiettivi strategici Vincoli e opportunità Opportunità: l Open Innovation Opportunità: l Open Source Opportunità: il Software-as-a-Service (SaaS) Opportunità: la centralità dei Servizi e il Crowdsourcing Vincolo: l allineamento a future esigenze legali e sociali Vocazione nazionale e internazionale del Distretto L X-ETP Future Internet La JTI Artemis Caratteristiche e peculiarità del sistema regionale della domanda e dell'offerta di ricerca e innovazione Il quadro macroeconomico regionale Gli elementi favorevoli allo sviluppo di un Distretto specializzato nell ICT Considerazioni generali La metodologia di analisi Sistema scientifico e di ricerca di riferimento Fabbisogni delle imprese operanti in ambito locale in materia di innovazione Analisi strutturale delle piccole e medie imprese ICT campane I fabbisogni e le potenzialità delle piccole e medie imprese ICT campane Analisi delle grandi imprese ICT in Campania Ipotesi Aggregativa Identificazione di settori/ambiti di intervento Principali attori pubblici e privati coinvolti nella costituzione del Distretto Definizione dell entità giuridica responsabile del coordinamento Regolazione dei processi di collaborazione tra attori Esistenza di una posizione di governance Risorse finanziarie disponibili o attivabili Ipotesi in materia dei contenuti degli interventi proposti L analisi delle tecnologie legate alla Internet del futuro Embedded Systems Previsioni di impatto sul sistema economico regionale di riferimento Identificazione degli interventi nei primi 3 anni Tecnologie e architetture per l infrastruttura ICT di futura generazione...94 Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 2

3 4.1.2 Cloud Infrastructure Management Cloud Development Environment Sistemi Embedded in ambito Automotive e Computer Peripherals Evoluzione dei Sistemi Embedded in ambito Smart card per applicazioni avanzate Sistemi di memorie embedded di tipo non volatile Framework for Fault Diagnosis and Recovery of ES Augmented Secure and Dependable Embedded Network Advanced framework for Content Generation & Fruition User Centric Service Composition Impatto degli interventi previsti nei primi 3 anni La soluzione delle problematiche del settore L inserimento in reti di distretti e il collegamento con altre aggregazioni Appendice A Europa A.1 Innovation Union A.2 Il contributo della politica regionale alla crescita A.3 Digital agenda for Europe Appendice B Il modello della tripla elica Appendice C I proponenti in Campania Appendice C.1 Alcatel Lucent Italia Appendice C.2 ElsagDatamat Appendice C.3 Engineering Ingegneria Informatica Appendice C.4 Ericsson Telecomunicazioni Appendice C.5 FIAT Information Technology Excellence and Methods Appendice C.6 icampus Appendice C.7 ITS Appendice C.8 Numonyx Italy Appendice C.9 SELEX Sistemi Integrati Appendice C.10 SESM Soluzioni Evolute per la Sistemistica e i Modelli Appendice C.11 Siemens Appendice C.12 STMicroelectronics Appendice C.13 Telecom Italia Appendice C.14 Telespazio Appendice C.15 CeRICT Appendice C.16 CRMPA Appendice C.17 CRIAI Appendice C.18 ENEA Appendice D Indice delle figure Appendice E Indice delle tabelle Appendice F Riferimenti bibliografici e documentali Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 3

4 Finalità e struttura del documento Il presente documento presenta i risultati dello studio di fattibilità per la costituzione, nella Regione Campania, di un Distretto Tecnologico nel settore ICT, in risposta al Decreto Direttoriale n. 713 del 29 ottobre 2010, del Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca (MIUR). Il documento è stato articolato in capitoli e paragrafi per evidenziare le caratteristiche del Distretto richieste nel Titolo III, Articolo 16 del suddetto Decreto Direttoriale. Più precisamente i capoversi del suddetto Articolo 16: a) Condizioni e presupposti per la creazione del Distretto, b) Caratteristiche e peculiarità del sistema regionale della domanda e dell'offerta di ricerca e innovazione, c) Ipotesi aggregativa, d) Previsioni d impatto sul sistema economico regionale di riferimento, sono trattati rispettivamente nei capitoli 1, 2, 3 e 4 del presente Studio. Al secondo livello della struttura del documento (paragrafi) sono invece singolarmente trattati ciascuno degli aspetti richiesti come argomenti da espandere nei suddetti capoversi. Ad esempio il paragrafo 1.1 tratta dell individuazione dello scenario di riferimento, il paragrafo 1.2 delle logiche del distretto, ecc. L ulteriore articolazione in sottoparagrafi (ad esempio 1.1.1), ove presente, discende invece solo da scelte degli autori sulla modalità di esposizione. La complessità del tema, affrontato nei suoi molteplici aspetti, si riflette in un documento piuttosto ponderoso. Per facilitarne la consultazione è stata allora premessa una sintesi essenziale (Executive Summary). In coda al documento, infine sono riportate diverse Appendici, che presentano con specifici approfondimenti, gli indici di figure e tabelle, nonché l insieme di tutti i riferimenti documentali a libri, articoli scientifici e siti Internet citati nel documento. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 4

5 Executive Summary Questo documento presenta lo Studio di Fattibilità per la realizzazione di un Distretto Tecnologico, nel settore ICT, da localizzare nella Regione Campania: il Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and communication technologies. Proporre un Distretto Tecnologico nel settore ICT è coerente con i riferimenti strategici europei, che, attraverso la strategia Europa 2020, indirizzano le scelte di politica economica verso la crescita intelligente, sostenibile, inclusiva. Nell ambito di Europa 2020, infatti, hanno un ruolo molto importante sia i processi d innovazione, visti come leva essenziale di competitività, trattati dalla Flagship Initiative Innovation Union, sia in particolare le nuove tecnologie ICT di cui tratta specificamente la Flagship Initiative Digital Agenda for Europe. Il settore ICT è di fondamentale importanza in Europa e in tutte le economie sviluppate. In Europa oltre a valere il 5% del PIL UE (660 miliardi di Euro) è il settore che genera, in valori assoluti, i maggiori investimenti in ricerca e sviluppo e quello che più contribuisce all aumento della produttività degli altri settori economici. Però il settore ICT europeo soffre oggi, nel confronto con gli USA, di un differenziale negativo d investimenti in ricerca e sviluppo, che si posizionano solo al 40% del corrispondente aggregato USA. In Campania la recente crisi economica ha avuto conseguenze molto negative su un economia già debole. La crescita del PIL, che era già, sin dal 2003, inferiore rispetto al dato nazionale, ha visto acuirsi con la crisi questa differenza negativa. Il PIL regionale a prezzi costanti è diminuito del 2,7% nel 2008, ben più che in ogni altra regione italiana (media nazionale -1%). La Campania è arretrata ai valori di PIL reale del 2001, con il valore pro capite più basso tra le regioni italiane. Si è verificata una perdita di posti di lavoro e una diminuzione significativa della popolazione che cerca lavoro, specie tra le donne. In questo quadro preoccupante il settore ICT è uno dei settori con maggiori potenzialità nell economia regionale: complessivamente il settore ICT conta in Campania (dati IST 2007) addetti, oltre dei quali in forza alle aziende proponenti il Distretto FUSION numerose grandi aziende ICT hanno rilevanti insediamenti produttivi e di ricerca in Campania, esistono importanti aziende di medie dimensioni con sede e azionariato in Campania, la dinamica di nascita delle piccole imprese nel settore è maggiore della media nazionale, come conseguenza la Campania è la regione della convergenza con gli aggregati economici ICT più rilevanti, sia in termini di fatturato, sia d insediamenti e addetti, e presenta valori di tutto rispetto anche nel confronto con regioni più sviluppate del Nord e del Centro, il sistema universitario e della ricerca pubblica regionale nei settori disciplinari collegati all ICT è competente, organizzato e articolato sul territorio, e produce un capitale umano, di laureati e di dottori di ricerca, di assoluto valore in termini sia quantitativi, sia qualitativi. La crisi ha ridotto l assorbimento di queste giovani risorse qualificate, creando un serbatoio potenziale di professionalità che, se adeguatamente valorizzate, possono diventare una leva importante per rilanciare l originalità, la produttività e la competitività del settore e dell economia regionale. Il proponendo Distretto FUSION intende contribuire a questo rilancio in modo importante. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 5

6 Anche traendo spunto dalle analisi presentate nella letteratura socio economica in merito all importanza e allo stimolo della dimensione territoriale dell innovazione e della competitività, il Distretto FUSION proporrà un modello di governance della ricerca scientifica molto innovativo, caratterizzato dalla complementarietà dei soci (grandi imprese nazionali e non, piccole e medie imprese regionali, università e organismi di ricerca), e dalla stretta e organica integrazione dell attività di ricerca sviluppo e innovazione con le attività di formazione e con il trasferimento tecnologico promosso dalle università e dagli enti di ricerca, secondo un modello che richiama il modello europeo del Knowledge Triangle nelle Knowledge Innovation Communities, opportunamente adattato alle specificità del caso. L obiettivo strategico fondamentale del Distretto FUSION consisterà quindi nel valorizzare le preesistenze ICT in Campania innestando su questa base un circuito virtuoso locale, fondato sulla ricerca e sviluppo, sull innovazione e sulla formazione, che guardi alle esigenze e alle sinergie locali ma mantenga nello stesso tempo una prospettiva e un eccellenza scientifica globale. Questo circuito virtuoso sarà finalizzato ad assicurare la sostenibilità economica e finanziaria del Distretto stesso nel medio e lungo periodo e a rispondere alle esigenze d innovazione e competitività dei soci. Questi due obiettivi però non escluderanno l attenzione verso le esigenze d innovazione e competitività del tessuto produttivo regionale ICT non ancora associato. La sensibilità alle esigenze del territorio sarà concretamente declinata in azioni trasversali di animazione scientifica e tecnologica verso il territorio, nonché nell apertura alla possibilità di associare, nel tempo, nuovi soggetti al Distretto. Per realizzare quanto sopra delineato, il Distretto FUSION seguirà una precisa strategia. Prima di tutto la sua azione sarà focalizzata. All uopo sono stati già scelti due ambiti tecnici scientifici complementari: Future Internet, cioè l insieme di tecnologie e di standard, di prevalente carattere software, destinati a delineare le funzionalità e le prestazioni di Internet nel futuro di medio termine, attraverso l ingegneria dei Servizi (Internet of Services), dei Contenuti e della Conoscenza (Internet of Contents & Knowledge), dell interazione con il mondo reale (Internet of Things), il tutto finalizzato a servire esigenze reali delle persone (Internet by and for the People), Embedded Systems, cioè l insieme delle tecnologie software e hardware che, poste all interno di oggetti di uso quotidiano, non solo ne abilitano una migliore operatività, ma consentono anche a tali oggetti di connettersi e dialogare in rete esponendo dati e servizi, costituendo quindi il prerequisito irrinunciabile per realizzare l Internet of Things. Si tratta di due ambiti tecnici scientifici caratterizzati da un alto tasso d innovazione tecnologica, e da uno stato dell arte scientifico in costante progresso, al quale è ancora possibile contribuire in modo significativo. Soprattutto però entrambi gli ambiti presentano un potenziale di ricadute sociali ed economiche molto importanti giacché si tratta di tecnologie foriere d innovazioni fondamentali per la società del futuro, anche nel medio termine, come delineato da vari studi, tra cui Envisioning Digital Europe 2030 [ 1 ]. Infine, tali due ambiti sono del tutto coerenti l uno con la Cross European Technology Platform (X-ETP) Future Internet, l altro con la Joint Technology Initiative (JTI) Artemis. Nell ambito della focalizzazione scelta il Distretto FUSION attuerà altre precise scelte strategiche: investimenti diretti in specifici progetti e attività di ricerca che saranno concentrati su pochi temi trasversali, scelti per rilevanza scientifica e prospettive di mercato, pur nell attenzione e consapevolezza dello stato dell arte complessivo negli ambiti d interesse, efficace finalizzazione dei risultati della ricerca in prodotti e servizi in grado di avere un positivo riscontro sul mercato, grazie all adozione del paradigma dell Open Innovation, struttura di coordinamento con propria personalità giuridica e azione autonoma rispetto ai soci. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 6

7 Nei primi tre anni di operatività il Distretto FUSION proporrà dieci progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e altrettanti connessi progetti di formazione. Il costo complessivo di tali iniziative è stimato in circa 98 milioni di Euro, per un contributo pubblico complessivo atteso di circa 65 milioni di Euro. Tra i proponenti esiste da anni un consolidato clima di fiducia e collaborazione testimoniato da esperienze di cooperazione e progetti di ricerca condotti in modo congiunto. Questo sistema di relazioni si sta ulteriormente rafforzando e infittendo negli ultimi anni in un approccio condiviso alla cooperazione nella competizione (co-opetition), anche attraverso diverse proposte congiunte d iniziative di ricerca, a livello regionale, nazionale e comunitario. Inoltre il Distretto FUSION potrà giovarsi, per l efficacia della sua azione, del fatto che due tra i proponenti, il consorzio icampus, e il Centro Regionale di Competenza CeRICT, sono già essi soggetti che aggregano l uno le piccole e medie imprese locali, l altro le competenze ICT di tutte le strutture universitarie regionali. In questo senso la presente proposta eredita e valorizza preesistenze scientifiche ma soprattutto un positivo clima relazionale frutto di un lavoro e di un impegno pluriennale dei proponenti. Il Distretto per assicurarsi il successo e la sostenibilità nel medio e lungo periodo dovrà produrre risultati scientifici di valore che si traducano in innovazioni tangibili e coerenti con i principali trend tecno-sociali di successo a livello globale. Solo raggiungendo questo risultato il Distretto consentirà ai propri soci di continuare a competere efficacemente in un settore sempre più globalizzato e competitivo, dove le aziende leader mondiali propongono con ritmo sostenuto innovazioni importanti, e dove i paesi emergenti propongono sempre più aziende in grado di offrire offshore servizi di sviluppo software caratterizzati da un ottimo rapporto tra qualità e prezzo. Se il contributo del Distretto in tal senso è importante per le grandi imprese, esso lo è ancor di più per le piccole e medie imprese campane. Per queste realtà il Distretto sarà lo strumento sia per consentire di raggiungere una massa critica su investimenti di ricerca e sviluppo ad alte prospettive di ritorno, sia per rafforzare un rapporto sinergico con le grandi imprese, con le università e con gli organismi di ricerca presenti sul territorio. Per gestire i progetti di ricerca e di formazione, e per attuare tutte le funzioni di animazione del tessuto imprenditoriale locale tipiche di un distretto tecnologico, il proponendo Distretto si doterà di un Soggetto Gestore con personalità giuridica (Scarl) e struttura autonoma rispetto ai soci. I soci assicureranno il cofinanziamento dei costi delle attività di ricerca e sviluppo a complemento delle agevolazioni pubbliche, e il Soggetto Gestore, che resterà proprietario dei risultati di ricerca e sviluppo che saranno ottenuti, ne favorirà la valorizzazione sinergica con il paradigma dell Open Innovation, ponendo un attenzione specifica agli standard e alle tecnologie per l interoperabilità e alla garanzia di qualità e affidabilità dei risultati ottenuti, e incoraggerà, ove opportuno, l adozione modelli di business recenti e innovativi, tra cui l Open Source e il Software-as-a-Service. Oltre al coordinamento scientifico dei suddetti progetti e dei correlati progetti di formazione, il Soggetto Gestore favorirà la realizzazione di sinergie e spillover cognitivi, il consolidarsi dei collegamenti in rete del Distretto con altre realtà di eccellenza a livello nazionale e internazionale, l attrazione di capitale e di talenti, la promozione dei risultati ottenuti verso i settori economici che possano recepire le innovazioni prodotte, il trasferimento tecnologico verso il territorio, e il sostegno a spin-off di ricerca e ad altre iniziative imprenditoriali innovative. Il Soggetto Gestore, inoltre, favorirà l attrazione di contribuiti spontanei al perfezionamento e all industrializzazione di risultati ricerca e sviluppo anche usando, ove possibile e opportuno, i modelli Open Source e Crowdsourcing. In questi casi favorirà l organizzazione delle relative comunità aperte, secondo le più recenti tendenze in materia. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 7

8 1. Condizioni e presupposti per la creazione del Distretto 1.1 Individuazione dello scenario di riferimento Lo scenario di riferimento macroeconomico In risposta alla recente crisi economica e a sfide preesistenti quali la globalizzazione, la tutela dell ambiente, l aumento dell età media della popolazione, l'europa ha formulato la strategia Europa 2020 che intende promuovere una crescita intelligente, sostenibile, e inclusiva, mediante un azione politica coordinata e sette Flagship Initiatives. Tra queste Innovation Union e Digital agenda for Europe sono particolarmente importanti per il proponendo Distretto, perché Innovation Union si focalizza sull efficacia dei processi d innovazione, visti come condizione indispensabile per la competitività, mentre Digital agenda for Europe si concentra sulle tecnologie ICT e sulle azioni per massimizzarne il ritorno sociale ed economico. In tema d innovazione, l Europa, nonostante tradizione e competenze, è oggi indietro rispetto agli USA (Investiamo meno del 2% di PIL in ricerca e sviluppo contro il 2,8% degli USA) e alle aree asiatiche più sviluppate, ed è stata ormai quasi raggiunta da nazioni emergenti quali la Cina e l India. Per invertire questo trend Europa 2020 ha fissato l obiettivo di raggiungere il 3% nel rapporto tra investimenti in ricerca e PIL, un livello che si stima potrebbe creare 3,7 milioni di posti di lavoro e aumentare il PIL UE di circa 800 miliardi di Euro l anno. Ma oltre a investire di più dobbiamo investire meglio, eliminando debolezze strutturali: l insufficiente accesso al capitale di rischio, costi troppo alti per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, lenta adozione degli standard, sistemi di sostegno nazionali ed europei alla ricerca e sviluppo ancora troppo poco coordinati, incompleta armonizzazione del mercato in materia di ricerca e innovazione. Per questi fini Innovation Union propone azioni specifiche: completare l European Research Area e modernizzare il sistema di alta formazione, facilitare l arrivo sul mercato delle idee innovative, mediante misure specifiche a proposito di brevetti, standardizzazione, normative, stimolo del Venture Capital, definire un approccio unitario circa la cooperazione scientifica con i paesi terzi, introdurre delle Innovation Partnerships focalizzate sulla soluzione d importanti problemi sociali. Solo 27 regioni europee su 271 investono in ricerca e sviluppo almeno il 3% del PIL, e le differenze tra regioni diverse sono notevoli. La Commissione Europea, però, attribuisce un ruolo centrale alla dimensione regionale dell innovazione (che ritiene la dimensione ideale per la collaborazione tra piccole e grandi imprese, università, istituti di ricerca) e ha quindi ribadito [ 2 ] l importanza della politica regionale di sostegno all innovazione, invitando gli Stati membri a destinare maggiori risorse FESR all innovazione. Nel contesto generale dell innovazione il settore ICT è d importanza fondamentale. In Europa genera il 5% del PIL (660 miliardi di /anno) e contribuisce in misura fondamentale all aumento della produttività di tutti gli altri settori. Secondo Digital Agenda for Europe questo potenziale può essere valorizzato in un circolo virtuoso. La crescente disponibilità di contenuti e servizi di qualità farà aumentare il loro consumo, e quindi il ritorno degli investimenti nell ammodernamento e nel potenziamento della rete. Gli operatori saranno quindi incentivati a investire nell ammodernamento e nel potenziamento della rete, e le maggiori prestazioni della Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 8

9 rete, a loro volta, consentiranno ulteriori innovazioni nei servizi e nelle applicazioni in un circolo virtuoso continuo. Questo meccanismo virtuoso è però ostacolato da investimenti insufficienti, sia in ricerca e innovazione (gli investimenti ICT in UE sono pari solo al 40% dei livelli USA), sia nell ammodernamento delle reti, dalla perdurante frammentazione dei mercati digitali, dall insufficiente tutela della privacy e della sicurezza e dall aumento della criminalità informatica. La Commissione propone in merito specifiche azioni: favorire gli investimenti privati e raddoppiare gli investimenti pubblici in ricerca e innovazione, incoraggiare ulteriormente l adozione di standard e tecnologie per l interoperabilità, rafforzare la prevenzione e la repressione delle nascente criminalità informatica, finanziare investimenti nella infrastrutture di rete banda larga anche con fondi FESR o FEASR, eliminare le residue inefficienze del mercato europeo digitale, semplificando le procedure sul diritto di autore e il rilascio di licenze a livello UE, completando l area di pagamento unica in Euro (SEPA), migliorando il quadro normativo UE a proposito di firma elettronica, sicurezza dei pagamenti on-line, protezione della privacy e risoluzione delle controversie relative a contratti stipulati on-line. In particolare, circa l importanza della ricerca e sviluppo, autorevoli studi suggeriscono che: in tutte le economie sviluppate il settore ICT è quello che più investe in ricerca e sviluppo, nel settore l UE investe in ricerca e sviluppo molto meno di USA, Giappone, Corea, l Asia in questo sta guadagnando importanti posizioni sull Europa, la differenza con gli USA deriva sia dal fatto che il settore è una frazione minore del sistema economico, sia dal fatto che l intensità d investimento (investimento /valore aggiunto) è più bassa. L analisi dei dati mostra che, rispetto agli USA, l Europa fatica a sviluppare le grandi aziende innovative che sono un driver fondamentale dell innovazione e dello sviluppo *. Se ne deduce che è d importanza cruciale favorire un progresso strutturale del settore che consenta di avvicinare i risultati competitivi delle aziende USA. Per questo motivo il Commissario per la Società dell Informazione della Commissione Europea, Neelie Kroes, considera l agenda digitale un elemento base della crescita socioeconomica sostenibile. Del resto il porre la competitività digitale al centro delle strategie di sviluppo non è una visione strategica della sola UE. Il Giappone [ 3 ] e la Corea del Sud [ 4 ] sono stati tra i primi Paesi a darsi una strategia digitale e oggi sono tra i più evoluti. Negli USA, oltre formulare la strategia A Strategy for American Innovation: Driving Towards Sustainable Growth and Quality Jobs [ 5 ],il presidente Barak Obama, al fine di difendere la posizione USA di leader mondiale del settore ICT, ha designato un Federal Chief Technology Officer, Aneesh P. Chopra, per incoraggiare ulteriormente lo sviluppo dell informatica e delle telecomunicazioni. Nel Regno Unito l Internet economy pesa già oggi per il 7,2% del PIL, e il governo britannico ha sviluppato il piano Digital Britain Strategy [ 6 ] per rafforzare questa posizione di competitività. In Francia il presidente Sarkozy ha assegnato allo sviluppo delle infrastrutture ICT 4,5 miliardi di Euro, 500 milioni in più di quanto raccomandato dal rapporto strategico Investir pour l avenir [ 7 ]. La Spagna con Estrategia Nacional de Ciencia y Tecnologia [ 8 ] si è data l obiettivo di investire in innovazione il 4% del PIL entro il 2015, arrivando a 150 brevetti annui per milione di abitanti, mentre il governo tedesco ha redatto il piano IKT-Strategie der Bundesregierung Deutschland Digital 2015 [ 9 ]. Altre nazioni con positive prestazioni di innovazione, quali la Finlandia e l Australia, rispettivamente con Productive and innovative Finland Digital agenda for [ 10 ] e Australian Digital Economy Strategy [ 11 ] si sono date precise strategie che pongono l ICT al centro delle politiche economiche. * Google e Yahoo! da sole hanno aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo da quasi zero a 2,5 miliardi di dollari in pochi anni. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 9

10 1.1.2 Lo scenario di riferimento strategico del settore ICT Internet è un grande catalizzatore di creatività, collaborazione e innovazione, e fornisce servizi inimmaginabili venti anni fa. Ad esempio chi avrebbe osato predire, nel 1990, che anche dei bambini avrebbero avuto accesso a immagini satellitari di tutto il mondo, su piccoli telefoni portatili? Che centinaia di milioni di persone avrebbero ritrovato vecchi amici grazie a Internet, e che nel caso di una terribile calamità, quale il terremoto di Haiti, sarebbero state le persone stesse, sempre usando Internet, a fornire indicazioni utili per coordinare i soccorsi? Se l evoluzione negli ultimi venti anni ha prodotto questi risultati cosa ci riservano i venti anni a venire? Alcune riflessioni in merito sono presentate nello studio Envisioning Digital Europe 2030 [1]. In sintesi possiamo attenderci che Internet evolverà dall essere una rete che collega principalmente computer e altri dispositivi dalla funzione comparabile (smartphones, tablets), all essere una rete che collega anche oggetti del vivere quotidiano: automobili, elettrodomestici, contatori, impianti d illuminazione e climatizzazione, ascensori e altre macchine di ogni genere (Internet of Things). Nello stesso tempo le persone che accedono alla rete saranno sempre più gestite come identità individuali. Alla persona saranno associate, indipendentemente dal dispositivo in quel momento in uso, tutte le informazioni d interesse: le sue relazioni sociali, le sue esigenze, i suoi dati personali riservati, quali ad esempio dati biometrici, finanziari o sanitari (Internet for and by the People). Le implicazioni della convergenza di queste due tendenze saranno molto rilevanti. In primo luogo la rete pervasiva di sensori e di attuatori, fornita dalla Internet of Things, migliorerà nettamente la conoscenza e il controllo che possiamo esercitare sulla realtà fisica che ci circonda con un significativo miglioramento delle prestazioni dei sistemi tecnici e degli impianti in termini di efficienza energetica, sicurezza fisica, tutela della salute, efficienza dei trasporti, ecc... In secondo luogo la centralità dell identità personale consentirà alla persona di fruire, dovunque e su qualunque dispositivo, di ambienti virtuali personalizzati. Tali ambienti presenteranno a ciascuno di noi i servizi e i contenuti di cui abbiamo bisogno, ne favoriranno la ricerca e l efficace fruizione, senza soluzioni di continuità al passaggio tra diverse connessioni di rete e tra dispositivi diversi, o magari anche nell uso simultaneo e sinergico di due dispositivi diversi. Per favorire l efficacia della fruizione tali ambienti saranno personalizzabili dall utente, in base alle sue preferenze ed esigenze, e adattativi nel senso che i servizi e i contenuti resi disponibili si adatteranno al contesto in cui ci troveremo (informazioni di contesto fisico: già oggi ad esempio diverse applicazioni gestiscono la posizione geografica della persona in un dato istante, o di contesto situazionale: come il segnalare la presenza di amici e conoscenti nelle vicinanze). In questi ambienti personali e ubiqui i servizi ICT a disposizione saranno sempre più numerosi, efficienti e integrati sia con servizi del mondo reale (Internet of Services), sia con i contenuti d interesse individuale (Internet of Content & Knowledge). Quest ambiente così ricco di potenzialità offrirà nuove opportunità di business, legate al fornire i servizi e i contenuti di cui le persone hanno bisogno in modo sempre più semplice, fruibile, gradevole all uso. Il progresso scientifico e tecnologico avrà in questa evoluzione un ruolo abilitante di centrale importanza: si renderanno disponibili nuove tecnologie e nuovi standard per migliorare l efficienza del trasporto dei dati sulla rete (IPv6, streaming e multicasting, solo per fare alcuni esempi), per rendere più flessibile ed economiche le infrastrutture ICT che forniscono contenuti e servizi (Cloud Computing principalmente), per Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 10

11 organizzare, adattare ed erogare i contenuti, per migliorare i dispositivi di fruizione, che continueranno a innovarsi in oggetti sempre più leggeri e potenti, e per rendere più gradevoli, efficaci e intuitive le modalità d interazione con l utente (Augmented Reality, Multimodal Interfaces, Haptic Interfaces, Affective Interfaces, sono solo alcuni filoni d innovazione che appaiono molto promettenti a questo proposito). Tutte queste tecnologie dovranno incontrare sempre più, come già oggi sta avvenendo con il Web 2.0 e il Social Networking, l attitudine partecipativa e proattiva degli utenti. A questo proposito l evoluzione più probabile riguarderà l apertura e l interoperabilità dei sistemi di Social Networking (Facebook, Myspace, Twitter,...) che nel tempo dovranno rinunciare alle odierne strategie competitive basate sul lock-in della propria base d iscritti, ma piuttosto dovranno condividere e valorizzare tale patrimonio di relazioni anche in servizi e applicazioni aperte. La logica di apertura, complementarietà e interoperabilità sarà invero un filo comune a tutti gli approcci scientifici, modelli concettuali e tecnologie che emergeranno. Tale logica da un punto di vista tecnico potrà di volta in volta declinarsi in standard, in interfacce di programmazione ben definite, in modelli concettuali unificanti o in sistemi software Open Source, ma ciò che veramente conta è l attitudine alla cooperazione, il voler lavorare e sviluppare innovazione con altri soggetti, non più inquadrati in rigide catene del valore ma piuttosto nell ambito di ecosistemi partecipativi. Un altro aspetto di fondamentale importanza per il successo competitivo sarà il tener conto dei valori e delle esigenze fondamentali della nostra società fin dalla progettazione dei sistemi, delle applicazioni e dei servizi. Garantire by design caratteristiche quali la sicurezza e l affidabilità dei sistemi, la riservatezza delle informazioni personali, la possibilità di acceso delle persone diversamente abili, ecc.., migliorerà le prestazioni e ridurrà i costi rispetto alle tipiche prestazioni odierne. Questo fermento di tecnologie e applicazioni porterà con sé enormi opportunità di business, ma anche grandi rischi per la competitività. Oggi anche le posizioni dei leader del settore ICT sono molto più attaccabili di quanto si pensasse fino a pochi anni fa, e di quanto i dati economici e finanziari di breve periodo possano far presumere. Come esempio in positivo possiamo citare Google, che in pochi anni ha costruito una posizione di assoluta leadership, passando dal fornire semplicemente una tecnologia promettente tra i motori di ricerca Internet, interessante ma meno usata rispetto a concorrenti dell epoca come Yahoo! e Altavista, all essere un leader globale, non solo nei servizi di ricerca ma in tutto lo spettro delle tecnologie ICT, dai servizi relativi ai contenuti, con l acquisizione di YouTube, ai nuovi dispositivi individuali, con il sistema operativo aperto Android per smartphones e tablets, ai servizi e alle applicazioni fornite nel nuovo modello di Cloud Computing (Google Mail, Google Docs, Google Apps, Google Maps,..). Ma vi sono anche esempi di segno opposto. Nokia, ad esempio, non è riuscita a declinare una strategia efficace per gli smartphones e i tablets, e per questo motivo è passata, in soli due o tre anni, dall essere leader incontrastata nelle vendite dei telefoni cellulari, con una capitalizzazione sul mercato finanziario commisurata a questa posizione, al divenire un player secondario, spiazzato dal successo dei concorrenti nella considerazione degli analisti, ma soprattutto nei desideri dei clienti più abbienti e innovativi. Questa crisi è stata causata dalla insufficiente capacità del sistema operativo proprietario Nokia (Symbian) di supportare innovazioni, nelle caratteristiche d uso e nelle prestazioni, in grado di competere con l iphone, o con i comparabili smartphones basati su Android. Nokia è corsa ai ripari annunciando, proprio in questi giorni, un radicale cambio di strategia basato su una partnership esclusiva con Microsoft e sull adozione di Windows Mobile 7, che, dal canto suo, pur essendo sostenuto da Microsoft, stava incontrando difficoltà ad affermarsi sul mercato, anche esso essendo stato sostanzialmente spiazzato dal successo dei concorrenti ios (il sistema operativo dell iphone) e Android. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 11

12 In sintesi la dinamicità globale nel settore è molto spinta. Per competere sono quindi necessari nuovi modelli di business e tecnologie all avanguardia. Per questo l interoperabilità, l adozione di tecnologie e standard aperti, e laddove possibile di codice Open Source, giocano un ruolo importante: da un punto di vista tecnico facilitano l innovazione e da un punto di vista manageriale consentono di pensare in modo innovativo, concependo continue variazioni e adattamenti dei modelli di business. Il grande successo del Social Networking e dei siti partecipativi e collaborativi del cosiddetto Web 2.0, si diffonderà dalla sfera privata anche all organizzazione della vita economica, sociale e politica, anche se questa diffusione richiederà tempo perché presuppone un cambiamento culturale. Ad esempio in letteratura ci si riferisce con il termine Enterprise 2.0, alle nuove forme organizzative supportate dal Social Computing nelle aziende. Le tecnologie sono disponibili, ma la loro applicazione, per essere efficace, richiede un profondo mutamento nella cultura organizzativa. Alcuni soggetti più propensi all innovazione stanno già sperimentando in tal senso, ma per la maggior parte delle organizzazioni pubbliche e private, la ridefinizione delle procedure, delle regole e della cultura organizzativa richiederà ancora anni. In ogni caso innovare i propri modelli di business e il modo di concepire la relazione con i propri clienti diventerà per le aziende una condizione indispensabile per la sopravvivenza. Questo trend è già visibile e lo diventerà sempre più nel prossimo futuro con aziende che adotteranno strumenti di partecipazione, all'interno della loro organizzazioni e verso i clienti: il Crowdsourcing diventerà un fenomeno consolidato nella pratica manageriale. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 12

13 1.2 Logiche del distretto Il settore ICT è un settore dinamico, in cui le prospettive di evoluzioni sostanziali che sono state appena introdotte nel precedente paragrafo conducono a prevedere tassi di crescita comunque superiori alla media di altri settori. Inoltre la relazione tra importanza del settore ICT e produttività, che fino agli anni 80 non era emersa in maniera del tutto univoca, è oggi dimostrata con una chiara e ampia evidenza da un insieme di studi, sia pure con una correlazione tra livelli d investimenti ICT e incremento della produttività che si è dimostrata più forti negli USA che in alcuni paesi europei tra cui l Italia. Per un interessante carrellata su questo tema è possibile consultare [ 12 ]. Dunque il settore ICT è un settore potenzialmente ad alto impatto, eppure in Europa esso soffre in generale di un livello d investimento in ricerca e sviluppo nettamente inferiore agli Stati Uniti e minore rispetto a quanto sarebbe utile e auspicabile, se non indispensabile, per la futura competitività europea, nazionale e locale. Al seguente paragrafo presenteremo un approfondimento quantitativo di queste differenze e delle loro implicazioni. Passando al tema delle logiche, non più settoriali ma territoriali, del Distretto, va premesso che nella letteratura economica e sociologica il termine Distretto Tecnologico, e termini contigui, sono presenti ormai da anni, con lavori che hanno analizzato la dimensione territoriale dell innovazione e della competitività, studiandone la rilevanza, le determinanti, le scelte che possono accrescerla, le ricadute sociali ed economiche. Al seguente paragrafo 1.2.2, per offrire un inquadramento e un razionale alle logiche del proponendo Distretto, citeremo quindi gli spunti tratti da questo corpus di studi che maggiormente ci appaiono rilevanti. Una rassegna globale dei distretti tecnologici (innovation clusters nella terminologia della fonte, McKinsey) nel mondo è poi presentata al paragrafo A quest analisi, nello stesso paragrafo, fanno seguito alcune riflessioni sulla valenza dei brevetti come principale metrica di successo dell innovazione e sul fatto che nella odierna economia della conoscenza è indispensabile, specie nel settore ICT, coniugare sinergie, spillover cognitivi e altre economie di aggregazione locali con il raccordo a una dimensione internazionale della conoscenza e dell innovazione, con un approccio che potremmo definire Glocal *. Infine, il paragrafo propone come modello concettuale delle logiche di azione del costituendo Distretto il modello del Knowledge Triangle che, mutuato dalle Knowledge Innovation Communities (KIC) promosse dall European Institute of Innovation and Technology (EIT), che sarà adattato alle necessità del caso specifico per valorizzare il settore ICT in Campania. * Nel 1990 il termine fu usato dai sociologi Roland Robertson Keith Hampton, Barry Wellman e Zygmunt Bauman per riferirsi a persone che sono attivamente coinvolti sia in contesti locali sia in contesti più ampio per motivi di amicizia, di parentela e lavoro. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 13

14 1.2.1 L importanza del settore ICT per la ricerca e sviluppo e per l innovazione L Information Society Unit presso il Joint Research Centre Institute for Prospective Technological Studies (IPTS) della Commissione Europea ha reso disponibile il 3 rapporto annuale (anno 2010 * ) della serie Report on R&D in ICT in the European Union, che oltre ad aggiornare i rapporti precedenti, si focalizza sui processi d internazionalizzazione della ricerca ICT. Secondo tale rapporto le tecnologie ICT sono molto pervasive e in tutte le economie maggiori, il settore è di gran lunga quello che investe maggiormente in ricerca e sviluppo. Nel 2007 ha rappresentato il 4.8% del PIL (540 miliardi ), il 3% dell occupazione totale (6,1 milioni di addetti), il 25% degli investimenti complessivi in ricerca e sviluppo (BERD - Business Expenditure in R&D) e il 32.4% dei ricercatori complessivi. I dati storici mostrano un BERD europeo in ICT stabile con un intensità tra il 6 e il 6,5% del valore aggiunto di settore, dato molto inferiore al corrispondente dato USA (11,2%). 18,00% 16,00% 16,50% 14,00% 12,80% 12,30% 12,00% 10,63% 11,20% 10,00% 8,00% 6,00% 7,90% 6,40% 6,80% 4,80% 6,20% UE USA Giappone Corea Taiwan 4,00% 2,00% 0,00% 1,30% 1,31% 0,72% 0,87% 0,30% ICT BERD/PIL ICT VA/PIL (dimensione settore ICT) ICT BERD/ICT VA (intensità di R&D nel settore) Figura 1 Confronto dei livelli d investimenti in ricerca e sviluppo ICT Nel 2007, l ICT BERD è stata 36,6 miliardi di nell EU contro 83,8 negli USA (0.30% PIL nella UE, contro 0.72% negli USA) e l investimento pubblico è stato pari a 5,3 miliardi, contro 10,4 miliardi negli USA. Anche l incidenza dei brevetti collegati all ICT è sensibilmente superiore negli USA (nel 2006, il 50% del totale dei brevetti negli USA, contro il 20 % nell Unione Europea). Ciononostante il settore non solo supera ogni altro settore europeo nel contributo al BERD, ma fornisce anche tecnologia che migliora la produttività, contribuendo quindi all aumento della competitività. Nel 2007, l occupazione complessiva nel settore ICT ha superato il picco precedente del 2001, recuperando dopo sei anni la cosiddetta crisi delle dot.com, ma con un importante ridistribuzione dell occupazione dal manifatturiero ai servizi che hanno raggiunto il 68% dell occupazione totale (+ 27% nei servizi, -10% nel manifatturiero). I soli servizi strettamente informatici hanno raggiunto il 50% dell occupazione ICT europea. In termini di valore aggiunto i servizi generano più del 75% del valore aggiunto totale del settore con i soli * L analisi contempla dati aggiornati al Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 14

15 servizi strettamente informatici al 42%. Tale sottosettore è anche il solo che dal 2002 al 2007 ha mostrato una sostenuta crescita sia in termini di BERD (+ 40%) che di ricercatori (+ 56%) diventando il sottosettore con la maggiore occupazione di ricercatori. L analisi degli investimenti globali in ricerca e sviluppo fatti dalle aziende presenti nello ICT Scoreboard * produce risultati coerenti. Nel 2007, le aziende europee che investono di più hanno investito meno delle loro controparti statunitensi ( 27.6 miliardi vs miliardi). Se è vero che in tutti i sottosettori ICT gli investimenti erano cresciuti tra il 2004 e il 2007, le aziende USA superavano sempre le controparti europee specie nel sottosettore Computer Services and Software. Nel segmento Internet dove dominano Google e Yahoo!, nessuna azienda europea ha investito abbastanza in ricerca e sviluppo nel 2007 per arrivare nell ICT Scoreboard. I motivi di questa differenza sono molteplici. L incidenza del settore sul totale dell economia, la sua articolazione in sottosettori, e la minore dimensione media della aziende hanno un ruolo importante in questa differenza. Infatti, l analisi degli investimenti mostra che i livelli d investimento delle aziende del settore sono simili rispetto a quelli di aziende statunitensi comparabili per dimensione e sottosettore. Prevale dunque una logica industriale che forza aziende simili a sostenere investimenti paragonabili per rimanere competitive. L analisi dei dati aziendali mostra però che l Europa fatica a far nascere aziende innovative e di grandi dimensioni come avviene negli USA: Google e Yahoo! son passate in pochi anni praticamente da zero a 2,5 miliardi di dollari d investimenti annui in ricerca e sviluppo. Altre possibili cause sono la relativa carenza di grandi distretti tecnologici (Figura 3 e Figura 5), gli effetti negativi di una certa residua frammentazione del mercato digitale europeo, la difficoltà di accesso al Venture Capital, la struttura più rigida del sistema produttivo 13. Tra le nazioni europee le nazioni del Europa settentrionale sono quelle che mostrano i migliori rapporti BERD/PIL che sono ai livelli degli USA. Nel 2007 Finlandia, Germania, Olanda e Svezia sono le uniche nazioni con un rapporto brevetti ICT/PIL paragonabile a quello degli USA. * L ICT Scoreboard comprende le 453 aziende ICT con maggiori budgets di ricerca e sviluppo al mondo. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 15

16 1.2.2 La valenza dei Distretti Tecnologici per il territorio Oggi, l'opinione prevalente in letteratura è che l innovazione sia un fenomeno sistemico. Sia il tradizionale modello di Schumpeter, che concepiva l'innovazione come un attività interna dell'azienda [ 14 ], sia il modello lineare [ 15 ] basato su un processo sequenziale (generazione e selezione d idee innovative, seguito da ricerca sviluppo e industrializzazione fino al perfezionamento di un nuovo prodotto), sono ormai superati. L innovazione è sempre più considerata come il frutto di un processo collaborativo ed evolutivo che può essere facilitato da un contesto favorevole. La teoria sistemica fu formulata inizialmente a livello nazionale da Lundvall [ 16 ] e Nelson [ 17 ], ma progressivamente fu riconosciuta l importanza della dimensione regionale e locale [ 18 ],[ 19 ]. In letteratura sono stati utilizzati diversi termini (learning region, associational economy, milieu innovateur, innovation cluster, distretto tecnologico) per riferirsi a questo fenomeno di aree geografiche di scala relativamente limitata, generalmente regionale o sub regionale, in cui si verifica una concentrazione di attività ad alta tecnologia significativamente superiore alla media. Tra questi il termine distretto tecnologico è quello più frequentemente usato in Italia (si veda ad esempio [ 20 ]) mentre il termine innovation cluster è più spesso usato nella letteratura e negli studi anglosassoni. I due concetti sono molto simili ma non identici. Come sottolinea Rullani [ 21 ], il concetto di innovation cluster è centrato sull importanza delle economie di agglomerazione *, mentre nella letteratura sui distretti tecnologici, più che enfatizzare tali economie, si pone l accento sugli aspetti cognitivi del processo di apprendimento, generazione e applicazione delle conoscenze. Questa differenza deriva dalle definizioni originali presenti nei lavori di Krugman [ 22 ] e Porter [ 23 ]. In particolare nella definizione di Porter, Clusters are geographic concentrations of interconnected companies and institutions in a particular field. Clusters encompass an array of linked industries and other entities important to competition. Porter introdusse il concetto di cluster e il cosiddetto Modello del diamante in [ 24 ], per spiegare il vantaggio comparato di regioni o paesi, Secondo tale modello il vantaggio competitivo di regioni deriva da quattro aspetti tra loro interconnessi (Figura 2): strategia, struttura e rivalità tra le imprese, sono importanti perché creano condizioni competitive che costringono le aziende ad accrescere l'innovazione, le condizioni strutturali delle domanda, sono analogamente importanti perché clienti esigenti, costringono i fornitori a migliorare costantemente mediante l innovazione, la prossimità geografica di clienti e fornitori facilita lo scambio d informazioni e quindi l innovazione, i fattori di produzione specializzati, come la forza lavoro qualificata o le infrastrutture, sono legate al territorio e possono generare un vantaggio competitivo locale. * La presenza di economie di agglomerazione può rendere un territorio particolarmente attrattivo e spingere le imprese a localizzarsi in determinate località man mano che la concentrazione di attività economiche aumenta, dato che si rafforzano i vantaggi localizzativi nell area. Porter sottolinea i vantaggi derivanti dalla prossimità geografica nell utilizzo di input specializzati (componenti, macchine, servizi), messi a disposizione da fornitori localizzati nel cluster; si riducono i costi di transazione, basati principalmente su rapporti di fiducia, e aumentano gli scambi mercantili fondati sulla reputazione. Il concetto di Porter comprende quindi sia l estensione verticale delle attività, verso i canali di distribuzione e i clienti, che l estensione laterale, verso quelle imprese legate da conoscenze e tecnologie comuni. In altri studi sui cluster tecnologici mettono in luce gli scambi di conoscenza che avvengono a livello locale e gli effetti economici prodotti dagli spillover cognitivi, la cui diffusione è garantita dalla mobilità delle risorse umane, dalla creazione di spinoff, da rapporti informali tra le persone. Tradizionalmente la teoria economica considerava fattori piuttosto stabili, come le risorse naturali e la dimensione della popolazione locale, che conducevano ad una visione statica delle opportunità economiche. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 16

17 Il modo in cui si creano, si organizzano e si gestiscono le imprese e l intensità della concorrenza domestica Strategia, struttura e rivalitàdelle imprese La disponibilità nella regione di fattori specialistici della produzione Condizioni dei fattori Condizioni della domanda La natura della domanda domestica dei prodotti e dei servizi del settore Settori industriali correlati e di supporto La presenza o l assenza nella regione di settori industriali fornitori o correlati che siano competitivi Figura 2 Il modello del diamante Quindi, Porter introdusse il concetto che i cluster possono aumentare la produttività, stimolare l'innovazione e favorire la nascita di nuove aziende, ma con un enfasi ancora sulle economie di prossimità. Successivamente, prima Storper [ 25 ] pose l accento non più sugli aspetti transazionali quanto su quelli relazionali, che favoriscono la produzione e la diffusione delle nuove conoscenze e tecnologie, poi Cooke e Huggins [ 26 ] introdussero una definizione che proponeva una maggior focalizzazione sulla visione evolutiva comune e sulla dinamicità: imprese geograficamente vicine connesse da relazioni verticali e orizzontali, comprese infrastrutture di supporto alle stesse, che condividono una visione evolutiva della crescita economica, basata sulla competizione e sulla cooperazione in uno specifico segmento di mercato. Sempre nel 2001, Maskell [ 27 ] sottolineò come i cluster costituiscano un modello di sviluppo spontaneo e nello stesso tempo organizzato, che contribuisce a ridurre la distanza cognitiva tra le imprese, a produrre nuova conoscenza, a favorirne il trasferimento e l uso. Da allora a oggi è maturata la consapevolezza che la competitività di un distretto tecnologico si gioca principalmente sulla capacità di combinare fattori già esistenti (aziende preesistenti e competenze distintive), con fattori dinamici, quali la capacità di attivare processi di adattamento e di cambiamento. In quest ottica per raggiungere un identità e una visione del futuro condivise un distretto può puntare sia su una spontanea coincidenza di visioni dal basso, sia sul tentativo di introdurre strutture di governance che la favoriscono mediante azioni di animazione quali formazione di eccellenza, servizi comuni, attrazione di specifiche forme di finanziamento. Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 17

18 1.2.3 Gli Innovation Cluster nel mondo Per farsi un idea della vastità e della diversità delle situazioni è possibile visitare il sito [ 28 ], in cui mediante un accattivante grafica, riproposta nelle figure seguenti, l importante società di consulenza strategica McKinsey fornisce una panoramica sui principali innovation clusters mondiali. In queste immagini i clusters esistenti sono rappresentati su due assi cartesiani: l asse x rappresenta una misura della differenziazione dei settori industriali presenti nel distretto (in una metrica comparativa in cui il cluster più grande, famoso al mondo la Silicon Valley ha un valore unitario), l asse y rappresenta il tasso di crescita medio del numero di brevetti locali registrati nel decennio Infine la dimensione di ciascun cerchio è proporzionale al numero di brevetti registrati nell anno Figura 3 Innovation Clusters tutto il mondo Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 18

19 Figura 4 Innovation Clusters Nord America Figura 5 Innovation Clusters Europa Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 19

20 Figura 6 Innovation Clusters Asia Figura 7 Innovation Clusters resto del mondo In sintesi gli USA mantengono rispetto all Europa una superiorità nel numero di clusters innovativi, e i clusters europei producono meno brevetti rispetto a quelli USA, anche in aree quali Monaco o Parigi, il che da un lato sembra confermare una minore incisività dell innovazione in Europa, dall altra testimonia che anche clusters non particolarmente prolifici contribuiscono al benessere. L Asia dal canto suo ha già cluster importanti (prevalentemente in Giappone) e inoltre quasi tutti i cluster a maggior crescita nel mondo (crescita maggiore del 20%, che per motivi grafici non sono raffigurati) si trovano in Asia: Bejing, Shangai, Shenzen in Cina, Bangalore e Hyderabad in India, Penang in Malesia, Cheonan in Sud Corea. A essi si Studio di fattibilità Distretto FUSION - FUture Society thru innovative Information and comunication technologies Pagina 20

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