ATTO D INTESA TRA IL POLO ONCOLOGICO DI BIELLA E LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO Anno 2004

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1 Polo Oncologico di Biella O SPEDALE DEGLI I NFERMI - ASL 12 Via Caraccio, Biella - Tel / Fax ATTO D INTESA TRA IL POLO ONCOLOGICO DI BIELLA E LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO Anno 2004 Premessa: I volontari uniformano la loro condotta allo statuto dell'associazione, alle circolari interne della Direzione Sanitaria e dei Responsabili dei vari presidi e servizi ed alle disposizioni dell'operatore di riferimento, nonché alla L.R. n. 38/94, affinché la loro presenza nell'azienda non costituisca momento di turbativa dell'attività propria del personale dipendente, ma costituisca bensì preciso momento di sostegno umano e pratico. 1 Il volontario: è una persona disponibile ad ascoltare ; mette a disposizione dell altro parte del suo tempo; è una persona discreta, non invade la privacy, è in grado di mantenere gli impegni presi; opera gratuitamente; ha ricevuto una valutazione d idoneità; è in grado di relazionarsi con gli altri componenti l èquipe è in grado di gestire le proprie emozioni rispetto alla sofferenza dell altro; è in grado di rispettare le credenze altrui; sottoscrive un codice di comportamento; conosce e condivide la mission del gruppo; è in grado di non immedesimarsi in altri ruoli; riceve le indicazioni per il suo lavoro dal Responsabile dei volontari; ha frequentato un corso di formazione; non usa la formazione ricevuta per profitto o interesse personale è vincolato al segreto su tutto ciò che gli è confidato e di cui viene a conoscenza si riconosce nel Codice deontologico qui allegato Il documento qui proposto, è frutto di vari gruppi di lavoro tra operatori e volontari organizzati dal Polo, e si articola secondo le fasi della collaborazione tra il Polo Oncologico ed il Volontariato. Sono stati individuati i seguenti punti: 1. Reclutamento del Volontariato 1 Convenzione tra ASL 12di Biella e Associazioni di volontariato, per la gestione dei Volontari messi a disposizione

2 2. Formazione 3. Attività 4. Supervisione Reclutamento I requisiti personali del volontario: Essere liberi da fasi di elaborazione del lutto di un familiare da almeno 1 anno (da valutare mediante colloquio psicologico) Essere liberi da malattia oncologica in fase attiva ( riguarda anche i familiari stretti) Avere un tempo libero minimo di 2 +2 ore settimanali per l attività,più 2 ore ogni quindici giorni per la supervisione. Avere le qualità personali adatte al lavoro che viene proposto ( ad esempio: per l attività di accoglienza sensibilità e riservatezza per l attività di segretariato, precisione e affidabilità) Il Polo Oncologico, anche con il contributo attivo delle Associazioni di Volontariato, si impegna a programmare periodicamente: Il numero dei volontari necessari per una proficua collaborazione: Numero di persone che il Polo può accogliere nei diversi servizi assistenziali ( Day-hospital, Degenza, UOCP, Psiconcologia, ecc.) I tempi più idonei al loro inserimento Riferiti ai singoli volontari Riferiti ai gruppi, ad esempio dopo un corso di formazione Le attività D accoglienza al malato Di collaborazione alla sua gestione (attività parentali/familiari) Di piccola segreteria I contenuti della formazione Informazioni sul funzionamento del Polo Informazioni generali sulla patologia oncologica Informazioni generali sui problemi psicologici Informazioni sull ubicazione dei diversi servizi all interno dell ospedale Informazioni su altre esperienze di volontariato

3 Formazione La formazione del volontario in Oncologia è tema di cui da molto tempo si dibatte. Esiste molta letteratura in proposito che il Polo e le varie associazioni di volontariato hanno revisionato, con l intento di offrire una proposta formativa coerente e adeguata. Nel corso del 2003 sono state proposte delle Linee Guida per la Formazione del Volontariato in Oncologia e Cure Palliative, alle associazioni che hanno firmato l Atto d Intesa, e sono state approvate. Il Fondo E Tempia si è proposto in questi anni come sede di formazione per volontari in oncologia e cure palliative, nel rispetto dell atto d intesa e più recentemente in accordo con le suddette Linee Guida. Pertanto tale formazione è riconosciuta dal Polo Oncologico, che collabora anche con la partecipazione di propri operatori come docenti. Si raccomanda che le diverse associazioni di volontariato con sede nel territorio biellese, si accordino per l organizzazione di tali corsi per evitare frammentazione di informazioni, di risorse, e di spesa. Ogni associazione ha ormai acquisito delle competenze che è bene siano messe a disposizione di tutti. I criteri che il Polo adotterà per riconoscere la formazione saranno: Adesione ad un core curriculum Presentazione di un Codice deontologico del Volontario Programma di formazione concordato Valutazione psicologica del Volontario Formazione continua del Volontario Condivisione della Mission del gruppo di lavoro. Condivisione delle Linee Guida della formazione LE ATTIVITÀ : Attività nel Day-hospital Sono state previste due tipologie di attività la prima, che chiameremo di accoglienza al malato, ed una seconda di piccola segreteria. Le due attività sono richieste al volontario in turno e vanno concordate con il personale I turni del volontariato dovranno essere,preferibilmente, di tre ore di seguito, a partire dalle ore otto fino alle ore tredici, sono inoltre previste figure di Jolly per favorire quei volontari che, avendo meno tempo a disposizione, (minimo 2 ore) possono essere di aiuto ai colleghi. Accoglienza al malato Piccola segreteria e aiuto al personale Preparare le colazioni Portare eventuale documentazione in altri reparti ospedalieri Offrire ed aiutare i pazienti durante la colazione, Portare giornalmente la posta al padiglione Cartotti Intrattenere eventualmente i pazienti che sono in Fare fotocopie su richiesta del personale attesa, ascoltandoli e accogliendo le loro richieste Accompagnare i pazienti segnalati dagli II Preparare /predisporre modulistica burocratica durante gli spostamenti nei vari servizi dei dati anagrafici del paziente dell ospedale Aiutare il paziente a compilare eventualmente i Piccolo riordino degli ambienti

4 Questionari Prima visita, Qualità della vita, Soddisfazione percepita, ecc. Chiamare il personale sanitario quando è desiderato dal paziente Ritirare la biancheria pulita e riordino letti puliti Preparare materiale: garze, tagliare cotone, ecc. Collaborare con il personale secondo le richieste Si ricorda che il volontario non deve fare: Trasporto di materiale biologico Trasporto di pazienti non autosufficienti che richiedano l uso della lettiga Maneggiare materiale contaminato Sostare nei luoghi dove il personale sanitario programma le varie procedure che riguardano i pazienti, o discute delle situazioni cliniche, nel rispetto della legge sulla privacy Prendere iniziative, senza concordarle con i responsabili del reparto. Attività in Reparto di degenza Organizzazione di momenti di relax pomeridiani, per i pazienti ricoverati con l iniziativa Prendiamo il the insieme Elenco delle prestazioni effettuabili dai volontari. Premesso che l'aspetto qualificante del supporto dei volontari presso il Servizio Sanitario consiste nella particolare disposizione all'ascolto e al sostegno umano e psicologico degli utenti, si elencano qui di seguito i comportamenti e le attività che concorrono alla realizzazione di tale obiettivo. Attivita' 1. Bisogni igienico-sanitario dell'utente rifacimento letto. Se occupato con l'infermiere, se momentaneamente vuoto con l'ausiliario servizio padelle, pappagallo,sedia comoda in camera ed in bagno su indicazione e responsabilità dell' I. igiene personale del paziente quotidiana e periodica con il personale di assistenza. 2. Alimentazione preparazione dell'utente al pasto con tutto quanto ad esso è igienicamente ed usualmente collegato. aiuto all'assunzione del cibo e riordino, secondo le indicazioni ricevute. 3. Mobilizzazione con l'i. il volontario può eventualmente occuparsi del posizionamento dei pazienti, siano essi autosufficienti, parzialmente o totalmente dipendenti e collaborare col personale di assistenza nella prevenzione delle piaghe da decubito. 4. Cura dell'ambiente I1 volontariato deve porre attenzione ai fattori estetici, acustici, di luminosità, di temperatura a vantaggio del benessere dell'utente. La cura dell'ambiente deve rispettare anche le esigenze di tutti i ricoverati nell'ambiente considerato. Il volontario può occuparsi altresì, su indicazione dell'operatore, del trasporto di pazienti coscienti e liberi da vincoli di terapia continua, su barella per esami presso il Servizio di Radiologia il Laboratorio Analisi e o altro Reparto.

5 Volontariato in Cure Palliative domiciliari Attivazione del volontario Avviene da parte degli operatori dell UOCP quando rilevano la necessità di una persona a sostegno del malato e/o della famiglia. La prima fase dell attivazione è quella della proposta al malato e/o alla famiglia di questa possibilità che il Servizio può offrire, lasciando poi il tempo necessario agli interessati per elaborare la proposta. La seconda fase è quella del consenso del malato e/o della famiglia alla presenza di un volontario. Ottenuto il consenso, l attivazione effettiva seguirà questo iter: Operatori UOCP- - Responsabili dei Volontari-Individuazione del volontario-contatto telefonico tra l operatore dell UOCP e il volontario individuato- Prima visita a domicilio del malato Prima visita Avviene insieme all operatore dell UOCP di riferimento (solitamente l I). Il volontario riceve dall operatore le informazioni che possono essere utili per svolgere la sua opera (motivazione della richiesta di un volontario, brevi cenni sull iter di malattia, i sintomi prevalenti, la struttura familiare, il care-giver, la modalità di comunicazione che è più opportuno usare con il malato e la famiglia, es.: linguaggio verbale-non verbale,la consapevolezza della malattia del malato e della famiglia, altre informazioni utili) Nel corso della prima visita il volontario insieme all I identifica i bisogni del paziente e della famiglia in relazione alla funzione del volontario. Il volontario deve in ogni caso sentirsi libero di rifiutare l attivazione se la situazione del malato e/o della famiglia sono per lui insostenibili per l impegno psico-fisico che la situazione richiede. Contratto Il volontario, una volta identificati i bisogni, stipula un contratto con il malato e la famiglia e in base alle sue disponibilità, propone in accordo con l I un programma settimanale d intervento (giorni ed orari). Nel corso della prima visita il volontario recupera i numeri telefonici a cui fare riferimento: numero degli operatori di riferimento, numero della guardia medica ed infermieristica dell UOCP, numero del domicilio del malato. Riunioni dell equipe dell UOCP I coordinatori dei Volontari e un volontario a turno ( o su invito del loro Responsabile) partecipano alla riunione settimanale dell equipe in modo attivo, fornendo le informazioni utili per l assistenza al malato ed esprimendo il proprio vissuto rispetto ai problemi che emergono. Il volontario si pone in ascolto rispetto a quanto viene riferito dagli altri operatori e mantiene il segreto delle informazioni di cui viene a conoscenza. Comunicazione Il volontario comunica al suo Responsabile,all operatore dell UOCP e al malato e/o alla famiglia eventuali variazioni del programma e i periodi di assenza dal Servizio in modo da provvedere alla sua sostituzione in tempi utili. In caso di sostituzione il volontario trasmetterà a chi lo sostituirà il programma settimanale, i numeri di telefono utili e programmerà una visita di conoscenza del malato e della famiglia con l infermiere di riferimento per il nuovo volontario.

6 Assistenza Bisogni relazionali: Il volontario pone attenzione affinché il malato possa occupare la giornata in modo soddisfacente, chiedendo che tipo di attività svolge il malato durante la giornata, se ha voglia di occuparsi dei suoi hobby o di fare piccoli lavori se può favorire gli scambi di comunicazione con parenti, amici, vicini,.se può soddisfare un bisogno di sicurezza del malato e/o della famiglia (sapere che c è qualcuno a cui rivolgersi) Bisogni Assistenziali pratiche assistenziali semplici concordate con l I: dare da bere, umidificare e/o massaggiare alcune parti del corpo, mobilizzazioni semplici (posizione seduta-in piedi, su un fianco se a letto, con le gambe sollevate da cuscini.) mobilizzazione del paziente ad es.: passaggio letto- comoda e viceversa. E indispensabile che il volontario le compia con l I per le prime volte e comunque mai da solo ma insieme ad un familiare a sua volta istruito. Mobilizzazione del malato durante medicazioni, cambi del pannolone, ecc. : il volontario coadiuva l I in queste procedure; per alcune situazioni è il familiare ad aver acquisito questa competenza e dunque il volontario potrà trovarsi a supportare il familiare. Con l I il volontario valuterà le singole situazioni per decidere l opportunità o meno del suo intervento Accompagnamento del malato e/o di un familiare c/o strutture sanitarie e sociali, disbrigo di pratiche, piccole commissioni. L utilizzo di autoveicolo privato, dell Associazione di volontariato, o di mezzi pubblici è una prerogativa che il volontario deve concordare con i propri responsabili Supervisione e Formazione Permanente I volontari che operano all interno della rete oncologica, fanno un lavoro prezioso e ad alto impatto emotivo. Hanno pertanto diritto ad essere tutelati rispetto alle vicende emozionali che tali attività comportano. Il polo oncologico chiede pertanto a tutte le Associazioni che aderiscono a questo Atto d Intesa di garantire attività di supervisione. in ossequio all art. 3 b) della suddetta Convenzione. La supervisione dei Volontari che operano in progetti assistenziali con gli ammalati, è pertanto offerta dall Unità di Psiconcologia del Polo Oncologico in ossequio all art.7 della Convenzione sopra citata. Ha frequenza quindicinale ed ha durata di h1,30. Si tiene presso una sede messa a disposizione dalle Associazioni stesse, ed è aperta a tutti i Volontari che operano nel Polo. Negli incontri di supervisione sono trattate tematiche quali: Esperienze emozionali vissute dai volontari Dati sull utenza, riferite dai volontari Problemi/proposte/valutazioni organizzative Richiesta d informazioni generali La presenza obbligatoria ai 2/3 di tali incontri è stata ritenuta necessaria dai volontari stessi., verrà pertanto controllata a carico dei coordinatori del volontariato, che faranno periodicamente il punto della situazione. Ha i requisiti di una formazione permanente e pertanto la partecipazione è ritenuta momento, a tutti gli effetti, di volontariato. Saranno inoltre organizzati su richiesta degli stessi volontari o su proposta del Polo Oncologico momenti di Formazione permanente con la presenza delle varie professionalità presenti nel Polo, su temi ritenuti importanti per la formazione del volontario.

7 Gli incontri sono verbalizzati, e tenuti in un faldone facilmente accessibile da tutti. Sempre quindicinalmente, ma a settimane sfasate rispetto alle supervisioni, sono tenuti dei briefing tra i coordinatori del volontariato ed il Referente del Polo per il Volontariato Biella gennaio 2004 Firmato e approvato da : Il Direttore del Polo Oncologico Dr Mario Clerico Associazioni di Volontariato: Fondo Edo Tempia Associazione Biellese di Volontariato

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